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#ddlsicurezza — Public Fediverse posts

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  1. "Il diritto di difesa sancito dall’art. 24 della #Costituzione vale per tutti, compresi i #migranti.

    La Camera deve convertire il decreto entro il #25aprile.
    Il Parlamento sa cosa significa quella data. Sarebbe utile che lo ricordasse prima di votare."

    #20aprile #diritti #democrazia #humanRights #refugees #ddlSicurezza

    pressenza.com/it/2026/04/il-de

  2. «Per il secondo anno di fila il governo italiano si trova a essere nel gruppo di paesi che stanno smantellando lo Stato di diritto nell’Unione Europea. A sancirlo è il nuovo Rule of Law Report 2026 dell’ONG Liberties, realizzato con il contributo di quasi 40 organizzazioni in 22 paesi. L’Italia si trova così in compagnia di Bulgaria, Croazia, Ungheria e Slovacchia. Rispetto all’anno scorso è uscita dal gruppo la Romania, sostituita dall’Ungheria che nel 2025 era stata inserita in una categoria a parte».

    valigiablu.it/stato-di-diritto

    #italia #dissenso #ddlsicurezza #repressione #governoMeloni

  3. CURA E SOLIDARIETÀ NON SONO REATO

    Ospedale Santa Maria delle Croci - ingresso via Missiroli, giovedì 26 febbraio alle ore 13:30 CET

    Flash Mob davanti ai Pronto Soccorso di

    • Faenza: 14:00

    • Ravenna: 13:30

    Contro il bando di Israele alle ONG che non forniscono il nome del personale palestinese, contro ddl antisemitismo e decreto sicurezza

    fuorinellanebbia.it/event/cura

  4. Governo Meloni: muscolare coi deboli, servile coi bulli.

    Mentre il ddl sicurezza affronta i problemi del Paese con nuove prove di forza contro chi lo contesta, contro la delinquenza giovanile, senza prestare alcun ascolto al disagio delle persone, si mostra completamente servile, prono al trono di Trump.
    rainews.it/articoli/2026/01/pi

    Da Gaza all'Ucraina per ultimo alla Groenlandia, la prima preoccupazione per Meloni è non infastidire il presidente USA, tenendo un profilo talmente basso da essere praticamente sotto i tacchi del bullo americano.

    Trump mette nuovi dazi contro otto Paesi europei, Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia, con un aumento progressivo: 10% a partire dal primo febbraio, 25 % da giugno.
    L'Italia si è defilata dalla specifica missione e non è colpita dalle minacce.
    fanpage.it/politica/groenlandi

    #pacchettosicurezza #ddlSicurezza #governoItaliano
    #meloni #Trump #Europa #groenlandia

    @politica

  5. Con il santo Natale emerge con tutta la sua potenza il divieto a dissentire e a sviluppare il pensiero critico nelle scuole.

    #ddlsicurezza
    #attivismo
    #giustiziasociale

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  6. ZAPRUDER #67 • Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

    CSOA Forte Prenestino, mercoledì 10 dicembre alle ore 19:00 CET

    CSOA Forte Prenestino
    mercoledì 10 dicembre 2025
    durante l’aperitivo dalle 19:00
    Forte Infoshop & Sala da tè InTheRferenze
    presentano

    ZAPRUDER #67
    Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

    partecipano:
    - Salvatore Corasaniti (Zapruder) - curatore del numero;
    - Andrea Giuliani (Università di Tor Vergata/Zapruder) - curatore del numero e autore;
    - Chiara Lucrezio Monticelli (Università di Tor Vergata) - autrice;
    - una compagna di Jineolojî Italia - curatrice e traduttrice del contributo del Comitato per la giustizia in Rojava


    ZAPRUDER #67
    Anime in pena. Regimi punitivi nella storia

    Di recente, diverse studiose e diversi studiosi hanno affrontato la storia della penalità ponendo al centro delle proprie indagini un’accurata analisi dei regimi punitivi, ossia di quel vasto arcipelago di pratiche, consuetudini, norme e istituzioni che contribuiscono a definire e a reprimere i soggetti e le categorie considerate devianti e/o inferiorizzate (C. Lucrezio Monticelli e C.G. De Vito 2021).

    Questa prospettiva ha consentito di ricondurre l’analisi, spesso invece separata e disgiunta, di singole modalità punitive quali la carcerazione, la reclusione correzionale o la deportazione penale, all’interno di interpretazioni più ampie, capaci di mettere in luce gli elementi di continuità e di discontinuità tra una configurazione punitiva e l’altra.

    Sulla scia di questi studi, il numero che qui si propone - ideato a partire dal dibattito sviluppatosi a margine di un dialogo presentato nell’ambito del XVII SIMposio (2023) e intitolato La fine della pena? Ergastolo e sistemi punitivi in Italia - intende guardare alle trasformazioni che, nel tempo, hanno determinato il divenire di questi dispositivi.

    Rispetto al focus del dialogo, si è pensato di allargare lo sguardo e le prospettive di analisi per evitare di rimanere strettamente legati alla questione dell'ergastolo e del 41 bis. L’ambizione è infatti quella di superare gli stretti confini del carcere per analizzare i processi di ridefinizione di dispositivi penali e modalità punitive in svariati contesti, da quello propriamente penale a quello familiare, da quello lavorativo a quello educativo.

    Più precisamente, il numero vuole analizzare in che modo e secondo quali traiettorie i soggetti sottoposti a determinati trattamenti disciplinari, la comunità civile e i movimenti sociali abbiano contribuito alla sopravvivenza, alla riforma, al superamento o all’abolizione dei differenti regimi e dispositivi di pena, coercizione o correzione.

    Alla varietà dei casi di studio si vuole poi accompagnare una prospettiva cronologica di medio-lungo periodo capace di muoversi dagli ultimi decenni del XVIII secolo fino ai giorni nostri, su una spazialità quanto più possibile diffusa. In quest’ottica,


    SOMMARIO DEL NUMERO 67:

    Salvatore Corasaniti, Andrea Giuliani e Alessandro Stoppoloni
    Vae victis!

    Lorenzo Coccoli
    La piccola reclusione. Assistenza, correzione e conflitto nella Roma di antico regime

    Shaïn Morisse
    Al fresco. Una storia norvegese dell’abolizionismo penale

    Michele Colucci
    Quando nacquero i centri. Immigrazione e detenzione amministrativa in Italia

    Andrea Giuliani
    Reo manifesto. Acquerelli e disegni del regio ergastolo di Milano

    Chiara Lucrezio Monticelli
    Sbatti il carcere in prima pagina. La riforma penitenziaria nei periodici italiani (1820-1840)

    Laura Schettini
    Il diritto alla violenza. Per una storia dell’autodifesa delle donne

    Elena Barattini e Matilde Flamigni
    Fermo deposito. Confino, punizione e resistenza nella Cuba coloniale

    Marco Nardone
    Il villaggio dei giovani matti. L’ospedale neuropsichiatrico cantonale di Mendrisio

    Olimpia Capitano
    A dormire sullo zerbino. Coercizione e lavoro domestico

    Gianfranco Lanzolla
    Fonti in ostaggio. Gli archivi delle amministrazioni penitenziarie

    Flavio Rossi Albertini
    Processo di rottura. Il caso di Anan, Ali e Mansour (a cura di Salvatore Corasaniti)

    Carmelo Musumeci
    L’ergastolo è una morte bevuta a sorsi (a cura di Christian G. De Vito)

    Roberta Martino
    Oltre il regime

    Natascia Cappa
    Fumi di parole. Poesie dal carcere della dittatura uruguayana

    Filo Sottile
    Far finta di esserne fuori. Genesi di una cantata ultrasonica.

    Comitato per la giustizia in Rojava
    Il diritto di nascere liberi/e. Alcune riflessioni sulla giustizia

    Riccardo Rosa
    Per non “morire di pena”

    Maria Edgarda Marcucci
    «Repressione è civiltà». A proposito di prevenzione e pena

    Alessandro Stoppoloni
    A che/chi serve il carcere? Il dibattito su detenzione e abolizionismo

    https://www.forteprenestino.net/attivita/infoshop/3484-zapruder

    roma.convoca.la/event/zapruder

  7. Antonello Ciervo spiega il perché del Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” del 21 giugno 2025 a Padova.

    Ragionare su come impostare le questioni di legittimità costituzionale che possono essere immediatamente spendibili nelle aule giudiziarie.

    giuristidemocratici.it/2025/06

  8. Paolo De Stefani illustra le motivazioni che hanno portato il Centro di Ateneo per i Diritti Umani a promuovere insieme ai GD il Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani” a Padova 21 giugno 2025

    Un’occasione per affrontare nel merito ed a livello globale l’opposizione alla deriva autoritaria

    giuristidemocratici.it/2025/06

  9. Grandi città meno sicure, aumento % di rapine, omicidi, percosse, truffe, estorsioni.Più reati commessi da giovani.
    Sulla sicurezza la sinistra continua ad avere un tabù, un fastidio, per impronta culturale e calcolo elettorale.La destra, come si evince dal Decreto Sicurezza, non realizza tutto quello che promette in campagna elettorale, puntando su provvedimenti spot che colpiscono di striscio chi delinque davvero.Due modi opposti di non risolvere un problema.
    #sicurezza #ddlsicurezza #politica

  10. @gaialasociologa.bsky.social

    bsky.app/profile/gaialasociolo

    > Il #ddlSicurezza è legge. Tra le varie novità viene introdotto il reato della resistenza passiva e l'autorizzazione per gli agenti di pubblica sicurezza a portare senza licenza alcune armi quando non sono in servizio. Capite la gravità? E ancora niente codici identificativi per le forze dell'ordine.

  11. No DL Sicurezza – Riuscita a Roma la manifestazione nazionale del 31 maggio 2025

    Per continuare l’opposizione a Padova il 21 giugno Convegno “DL Sicurezza: contro le spinte autoritarie, questioni di costituzionalità e tutela dei diritti umani”

    giuristidemocratici.it/2025/06

  12. Il #DDLSicurezza passerà con un voto di "fiducia".
    Questo governo va avanti mendicando approvazione, ben sapendo che una buona parte dei suoi elettori ama il pugno duro.

    E' endemico, in una destra così carente politicamente, cercare di assurgere a modello politico repressivo.
    Vanno fermati.

    #GovernoMeloni

    ansa.it/sito/notizie/cronaca/2

  13. Contro il Decreto Sicurezza mobilitiamoci il 26 e 31 maggio 2025

    Partecipiamo ai prossimi appuntamenti della Rete No DDL Sicurezza

    giuristidemocratici.it/2025/05