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  1. europesays.com/ie/718889/ Scientists resurrected 160-million-year-old proteins from extinct mammals; some were stronger against drug-resistant bacteria than modern human versions, raising new hopes for antibiotic research #AncientProteins #AntibioticResistance #AntimicrobialPeptides #DrugResistantBacteria #Éire #EvolutionaryBiology #IE #Ireland #PLOSBiology #Science #UniversityOfOregon

  2. Perché 9 persone su 10 sono destrimani? La risposta è scritta nella nostra evoluzione

    Uno studio su PLOS Biology analizza 41 specie di primati e identifica bipedismo ed espansione cerebrale come i due motori evolutivi della destrimania umana, un tratto unico nel regno animale.

    Circa il 90% degli esseri umani, in ogni cultura e in ogni angolo del pianeta, predilige la mano destra. È un dato che diamo quasi per scontato nella pratica clinica quotidiana — lo chiediamo di routine in anamnesi, lo usiamo per orientarci nella valutazione neurologica — ma che, a livello di biologia evoluzionistica, rappresenta da decenni un autentico enigma: nessun’altra specie di primate mostra una preferenza manuale così netta e così uniforme a livello di popolazione (Caspar et al., 2022). Una possibile risposta arriva ora da uno studio pubblicato su PLOS Biology da Thomas Püschel e colleghi dell’Università di Oxford e dell’Università di Reading, ripreso anche da ANSA (Redazione ANSA, 2026): la destrimania sarebbe il prodotto di due spinte evolutive convergenti, la postura eretta e l’espansione del cervello (Püschel, Hurwitz, & Venditti, 2026).

    Un enigma evolutivo lungo un secolo

    La lateralizzazione manuale a livello individuale è diffusa tra i primati: molte specie mostrano una preferenza spiccata per una mano nei compiti che richiedono coordinazione bimanuale. Ciò che resta unico nell’uomo è la direzione condivisa di questa preferenza a livello di popolazione: nessuna società umana mancina-dominante è mai stata documentata, mentre tra i primati non umani la lateralizzazione, quando presente, tende a distribuirsi in modo molto più eterogeneo tra gli individui (Püschel et al., 2026). Una recente metanalisi su compiti bimanuali coordinati in primati non umani conferma che, a differenza degli esseri umani, gli antropoidi non umani non mostrano una destrimania a livello di popolazione, pur esibendo preferenze manuali individuali marcate (Soto, Gázquez, & Llorente, 2022).

    Lo studio: 41 specie di primati a confronto

    Il gruppo di Oxford ha applicato metodi filogenetici comparativi di tipo bayesiano, combinati con tecniche di metanalisi, a un campione di 2.025 individui appartenenti a 41 specie di antropoidi (inclusi gli umani), incrociando i dati con caratteristiche ecologiche, anatomiche e comportamentali quali la massa corporea, il volume endocranico, l’indice intermembrale (il rapporto tra lunghezza degli arti inferiori e superiori), l’uso di strumenti, il tipo di substrato di locomozione e il sistema sociale (Püschel et al., 2026). Sono stati analizzati due parametri:

    • MHI (mean handedness index). misura la direzione della preferenza manuale, da –1 (mancinismo completo) a +1 (destrimania completa), con 0 a indicare l’ambidestrismo.
    • MABSHI (mean absolute handedness index). misura la forza della preferenza manuale, indipendentemente dalla direzione, cioè quanto sia consistente la lateralizzazione in una popolazione.

    Homo sapiens, un’anomalia evolutiva

    Il risultato più sorprendente riguarda proprio la nostra specie: Homo sapiens risulta un netto valore anomalo (“outlier”) rispetto alle aspettative filogenetiche generali dei primati, con un MHI osservato di 0,76 a fronte di un valore atteso, sulla base della sola posizione filogenetica, pari a 0,0 (Püschel et al., 2026). In altre parole: se gli umani seguissero semplicemente il pattern evolutivo generale dei primati, non dovrebbero mostrare alcuna preferenza di popolazione per una mano specifica. Lo stesso vale per la forza della lateralizzazione (MABSHI), dove il valore umano osservato (0,94) supera ampiamente quello predetto dal solo modello filogenetico (0,43). Questo scarto così marcato implica che, nel corso della nostra storia evolutiva, devono aver agito pressioni selettive particolarmente intense e specifiche della nostra linea.

    Due motori dell’evoluzione: bipedismo e cervello

    Quando i ricercatori hanno inserito nel modello statistico il volume endocranico (una proxy delle dimensioni cerebrali) e l’indice intermembrale (una proxy dell’adattamento al bipedismo, dato che gli arti inferiori umani sono molto più lunghi di quelli superiori), lo status di Homo sapiens come valore anomalo scompariva quasi del tutto: il modello prediceva un MHI di 0,74, praticamente identico al valore osservato di 0,76 (Püschel et al., 2026). I due fattori sembrano però agire con un ruolo diverso lungo la linea temporale:

    • Il bipedismo. liberando le mani dal compito della locomozione, avrebbe agito come primo motore, spiegando soprattutto la forza della lateralizzazione (MABSHI), già elevata fin dai primi ominidi.
    • L’espansione cerebrale. la riorganizzazione e l’aumento del volume cerebrale, in particolare con la comparsa del genere Homo, sarebbero invece il fattore più legato alla direzione della preferenza — cioè al perché la maggioranza degli individui converga sulla mano destra e non, indifferentemente, su una delle due (Püschel et al., 2026).

    Il viaggio nel tempo: dagli ominidi a Homo sapiens

    Utilizzando i modelli ridotti, gli autori hanno stimato i valori di MHI per una serie di specie di ominidi estinti, osservando un incremento progressivo e coerente nel tempo: Ardipithecus ramidus (0,16), Australopithecus afarensis (0,32), Homo ergaster (0,50), Homo erectus (0,54) e Homo neanderthalensis (0,64), fino al picco osservato in Homo sapiens (0,76) (Püschel et al., 2026). Un’eccezione interessante è Homo floresiensis, che mostra un MHI relativamente basso (0,28) nonostante appartenga al genere Homo: gli autori la spiegano con la combinazione, in questa specie, di un cervello di dimensioni ridotte e di un repertorio locomotorio misto, in parte ancora arboricolo, suggerito dalla morfologia del piede.

    Le prove fossili: denti, strumenti e ossa

    I dati comportamentali ricostruiti dal modello filogenetico trovano un riscontro indipendente nel record archeologico e paleoantropologico. Lo studio condotto sui resti di 28 ominidi del sito di Sima de los Huesos (Atapuerca, Spagna), risalenti a circa 500.000 anni fa, ha documentato tramite l’analisi delle striature dentarie strumentali una destrimania già paragonabile a quella delle popolazioni moderne in Homo heidelbergensis (Lozano, Mosquera, Bermúdez de Castro, Arsuaga, & Carbonell, 2009) — una conferma diretta, su materiale fossile, della traiettoria evolutiva ricostruita statisticamente dal nuovo studio di Oxford.

    Perché la lateralizzazione cerebrale conta anche in clinica

    La destrimania non è solo un tratto comportamentale: alla base vi è una specializzazione emisferica del cervello, con asimmetrie strutturali misurabili. Un ampio studio di neuroimaging su oltre 31.000 individui ha confermato che la lateralizzazione manuale e le sue influenze genetiche si associano ad asimmetrie strutturali misurabili della corteccia cerebrale (Sha et al., 2021), mentre studi genome-wide hanno identificato decine di varianti genetiche comuni associate alla manualità, a conferma della natura altamente poligenica del tratto (Cuellar-Partida et al., 2021). Sul piano funzionale, la destrimania si associa in modo non casuale alla dominanza emisferica per il linguaggio: nella stragrande maggioranza dei destrimani l’emisfero sinistro è dominante per le funzioni linguistiche, un’associazione storicamente nota e tuttora rilevante nella pianificazione di interventi neurochirurgici e nella valutazione prognostica dopo un ictus emisferico sinistro (Knecht et al., 2000).

    Limiti dello studio

    • Il modello si basa su dati comportamentali eterogenei raccolti con metodologie diverse tra le specie (in particolare il “tube task” standardizzato), e i dati umani derivano spesso da questionari su adulti con preferenze manuali già consolidate e potenzialmente rafforzate culturalmente.
    • Le stime per le specie di ominidi estinti sono predizioni statistiche basate su covariate fossili (volume endocranico, indice intermembrale), non osservazioni dirette del comportamento manuale, fatta eccezione per le evidenze indipendenti come quelle dentarie di Atapuerca.
    • Nessuna delle ipotesi eco-evolutive testate singolarmente spiega in modo soddisfacente il pattern di lateralizzazione nell’insieme dei primati non umani: solo includendo Homo sapiens nel modello i predittori legati a cervello e bipedismo diventano statisticamente rilevanti, un limite che gli stessi autori riconoscono come segno di un possibile eccesso di antropocentrismo nelle ipotesi storicamente proposte (Püschel et al., 2026).

    Il commento dell’editore

    Da internista abituato a usare la manualità come una delle tante voci dell’anamnesi neurologica — utile, ad esempio, per orientare l’interpretazione della lateralizzazione del linguaggio in un paziente con afasia post-ictale — trovo affascinante vedere lo stesso tratto raccontato su una scala temporale di milioni di anni. Quello che rende elegante questo lavoro è la capacità di scomporre un fenomeno apparentemente unitario — “siamo destrimani” — in due componenti evolutive distinte e separabili statisticamente: la forza della lateralizzazione, già presente fin dai primi ominidi bipedi, e la sua direzione, consolidatasi solo più tardi con l’espansione del genere Homo. Nella pratica clinica diamo quasi per scontato che un paziente sia destrimane, e usiamo questa informazione quasi meccanicamente; questo studio è un buon promemoria di quanto sia in realtà straordinario, su scala evolutiva, che il 90% di noi converga sulla stessa mano — e di quanto, ancora oggi, la mano che usiamo per scrivere porti con sé l’eco di un processo iniziato quando i nostri antenati si sono alzati in piedi per la prima volta.

    Caspar, K. R., Pallasdies, F., Mader, L., Sartorelli, H., & Begall, S. (2022). The evolution and biological correlates of hand preferences in anthropoid primates. eLife, 11, e77875. https://doi.org/10.7554/eLife.77875

    Cuellar-Partida, G., Tung, J. Y., Eriksson, N., Albrecht, E., Aliev, F., Andreassen, O. A., et al. (2021). Genome-wide association study identifies 48 common genetic variants associated with handedness. Nature Human Behaviour, 5(1), 59–70. https://doi.org/10.1038/s41562-020-00956-y

    Fitch, W. T., & Braccini, S. N. (2013). Primate laterality and the biology and evolution of human handedness: A review and synthesis. Annals of the New York Academy of Sciences, 1288, 70–85. https://doi.org/10.1111/nyas.12071

    Knecht, S., Dräger, B., Deppe, M., Bobe, L., Lohmann, H., Flöel, A., Ringelstein, E. B., & Henningsen, H. (2000). Handedness and hemispheric language dominance in healthy humans. Brain, 123(12), 2512–2518. https://doi.org/10.1093/brain/123.12.2512

    Lozano, M., Mosquera, M., Bermúdez de Castro, J. M., Arsuaga, J. L., & Carbonell, E. (2009). Right handedness of Homo heidelbergensis from Sima de los Huesos (Atapuerca, Spain) 500,000 years ago. Evolution and Human Behavior, 30(5), 369–376. https://doi.org/10.1016/j.evolhumbehav.2009.03.001

    Püschel, T. A., Hurwitz, R. M., & Venditti, C. (2026). Bipedalism and brain expansion explain human handedness. PLOS Biology, 24(4), e3003771. https://doi.org/10.1371/journal.pbio.3003771

    Püschel, T. A., Nicholson, S. L., Baker, J., Barton, R. A., & Venditti, C. (2024). Hominin brain size increase has emerged from within-species encephalization. Proceedings of the National Academy of Sciences, 121(49), e2409542121. https://doi.org/10.1073/pnas.2409542121

    Redazione ANSA. (2026, 19 giugno). Se 9 persone su 10 usano la mano destra, la causa è nell’evoluzione umana. ANSA.it. http://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/biotech/2026/06/19/se-9-nove-su-10-usano-la-mano-destra-la-causa-nellevoluzione-umana_0bb69bc1-046d-4704-87da-a694c1c3d70e.html

    Sha, Z., Pepe, A., Schijven, D., Carrión-Castillo, A., Roe, J. M., Westerhausen, R., et al. (2021). Handedness and its genetic influences are associated with structural asymmetries of the cerebral cortex in 31,864 individuals. Proceedings of the National Academy of Sciences, 118(47), e2113095118. https://doi.org/10.1073/pnas.2113095118

    Soto, C., Gázquez, J. M. M., & Llorente, M. (2022). Hand preferences in coordinated bimanual tasks in non-human primates: A systematic review and meta-analysis. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 141, 104822. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2022.104822

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  3. Astiz Lab-ek PLOS Biology aldizkarian argitalpen berria egin du 🧠 🔬

    Laboratory of Circadian Physiology taldearen ikerketa batek erakutsi du helduen SCNak glukokortikoideekiko sentikortasuna mantentzen duela.

    Irakurri gehiago 👉 achucarro.org/news/2026-07-stu

  4. Aging can reshape the immune systems of men and women in unique, sex-specific ways. This #PLOSBiology Essay argues that accounting for both sex and age is essential to advance personalized medicine.
    #aging #immunity #SexDifferencesDay #WomensHealthWeek
    plos.io/4wkqdgd

  5. This #PLOSBiology Consensus View introduces EEICAT, a framework for assessing how biological invasions affect species, ecosystems, and the environment. It covers 19 types of impacts and aims to help scientists and managers compare and address invasion-driven changes.
    #ecology #conservation
    plos.io/46Q4LVk

  6. Deep learning is increasingly being used in #biology, but evidence suggests that models may not be as generalizable as hoped. Thomas O'Shea-Wheller & Katie Murray outline the scale and severity of the issue, suggesting potential solutions in their #PLOSBiology Perspective.
    #AI
    plos.io/40H9ogJ

  7. #PLoSBiology Biomedical and life science articles by female researchers spend longer under review journals.plos.org/plosbiology/... "In the PubMed database (>36.5 million articles) the median amount of time spent under review is 7.4%–14.6% longer for female-authored articles."

    Biomedical and life science ar...

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  9. Improvements to methods should lead to more robust evidence and more rapid advances in knowledge. In their #PLOSBiology Perspective, Marcus Munafò & George Davey Smith look at why this hasn't been the case and what can be done about it. plos.io/4rf8mEs

  10. Why are there such big differences between the sexes when it comes to immune responses? This new #PLOSBiology Essay looks at what further research is required to fully determine sex-differential mechanisms in #immunity.
    plos.io/4ro28S9

  11. Chronic low-grade metabolic #inflammation drives insulin resistance and metabolic dysfunction in #obesity. In this #PLOSBiology Essay, Yun Sok Lee highlights the lesser known beneficial effects of this inflammation and how they can transition into detrimental outcomes. plos.io/4sOCOqh

  12. Nicole Chapman & Hongbo Chi @stjuderesearch highlight how systems biology approaches are being used to unravel the complex process of metabolic regulation of immune function and advance our understanding of #immunometabolism in our new #PLOSBiology Perspective.
    plos.io/4aR959z

  13. 2025 was marked by upheaval and uncertainty for many within the life science community. In this Editorial, we reflect on the past year and highlight some of the many research achievements that give us reasons to be thankful. #PLOSBiology #biology #EOY #science #roundup
    plos.io/4j5T3uh

  14. Spillover of #influenza A viruses from animals to humans represents a threat to our health. In this #PLOSBiology Perspective, Silke Stertz
    @uzh discusses emerging research that suggests some influenza A viruses can enter host cells via MHC-II receptors across species #virology
    plos.io/4pP3Gnq

  15. The traditional pipeline view of #academia no longer reflects the reality of scientific #careers. In this #PLOSBiology Perspective, Alexandra A-T Weber @eawagresearch reframes success as a network of paths that recognizes excellence in its many forms
    plos.io/4pSgzx5

  16. How can #patient and carer perspectives, methodological rigor and ethical considerations be successfully integrated into the #biomedical #funding process? This #PLOSBiology Community Page presents a structured, scalable and transferable model for funders to follow @eraneuron
    plos.io/4oCYYbs

  17. Interoceptive signals from organs such as heart, lungs and gut influence many aspects of organismal physiology and behavior. This #PLOSBiology Perspective argues that liver signaling via the vagal nerve is another avenue of body-brain communication that shapes metabolism and mood #neuroscience #interoception
    plos.io/43YiLuw

  18. Decoding the body’s internal signals could revolutionize Whole Person Health. This #PLOSBiology Perspective suggests a research framework linking brain, body and behavior to foster resilience, self-regulation and holistic well-being #neuroscience #interoception
    plos.io/3WSzrjh

  19. Is overeating driven by hedonism? This #PLOSBiology Perspective argues that the pleasure of eating food is not a driver of the #obesity epidemic, but rather the regular consumption of an unhealthy diet blunts sensitivity to interoceptive signals that drive food reward #neuroscience
    plos.io/4nTlHQc

  20. The field of #interoception research is growing at a rapid pace. This #PLOSBiology Perspective highlights why establishing both mechanistic insight and construct validity will be critical prerequisites for developing effective body-based health interventions #neuroscience
    plos.io/47VjLRn

  21. Incomplete characterization and inconsistent reporting of laboratory animal #genetics undermine study quality and limit research #reproducibility. This #PLOSBiology Perspective highlights the LAG-R guidelines and calls for collective action to enhance scientific integrity. plos.io/435uBTe

  22. Transformative change for a just and sustainable world often seems overwhelming. In a new #PLOSBiology Perspective, Anne Larigauderie and the @ipbes Transformative Change Assessment co-chairs highlight the roles we can each have in achieving #transformativechange.

    🧪 #biodiversity #sustainability

    plos.io/3VGKknN

  23. #PLoSBiology Ending publication bias: A values-based approach to surface null and negative results journals.plos.org/plosbiology/ "New concrete and concerted measures that major stakeholders can take to create and incentivize new pathways for publishing negative results." Coauthored by Virginia Arechavala Gomeza

  24. #PLoSBiology Ending publication bias: A values-based approach to surface null and negative results journals.plos.org/plosbiology/... New concrete and concerted measures that major stakeholders can take to create and incentivize new pathways for publishing negative results. C @varechavala.bsky.social

    Ending publication bias: A val...

  25. Sharing knowledge is a fundamental principle within the scientific community, yet null and negative results are still being underreported. This #PLOSBiology Consensus View presents a roadmap to a solution that has a role for everyone in the scientific community #reproducibility
    plos.io/3VwaU2O

  26. Post-transcriptional #GeneRegulation through #m6A deposition is dysregulated in many diseases. In this #PLOSBiology Unsolved Mystery, Samie Jaffrey &co investigate why the m6A writer complex requires multiple subunits and what roles its individual proteins might have in m6A regulation.
    plos.io/3VjfjWI

  27. Antimicrobial resistance is a growing problem, ignored at our peril. In this #PLOSBiology Perspective, Susanna Dunachie & Mariagrazia Pizza discuss the challenges raised by the lack of market incentives for new diagnostics, drugs and #vaccines to tackle #AMR and some potential solutions.
    plos.io/41ImKu9

  28. How far should #experiments be allowed to go in the name of #deextinction? Arthur Caplan argues that independent ethical oversight needs to be put in place before de-extinction efforts are extended to distant human #ancestors and relatives. #bioethics #PLOSBiology
    plos.io/41AUwBE

  29. How can we improve the #training of future #biology researchers? This #PLOSBiology Community Page presents a competency-based framework to use to align curriculum and trainee outcomes with educational objectives in the life sciences.
    #academic #education
    plos.io/3HIpuB1

  30. New #antiretroviral alert! A new study in #PLOSBiology reveals a novel long-acting deoxyadenosine analog, MK-8527, that displays potent antiretroviral activity and favorable preclinical pharmacokinetic and off-target profiles in non-human primate models of #HIV infection.
    plos.io/45UfwV4

  31. How does the alvinellid worm Paralvinella hessleri survive the toxic extremes of deep-sea #HydrothermalVents? A new study in #PLOSBiology shows that it detoxifies its environment by forming orpiment (As₂S₃) minerals inside epithelial cells; this unique #biomineralization reveals a novel adaptation to toxic environments.
    plos.io/3HtVCZ6

  32. How do #honeybees adapt their comb-building to different spatial constraints? A new study in #PLOSBiology uses 3D printed panels and X-ray microscopy to reveal the existence of three distinct construction modes, from tilting cells to building complex 3D structures.
    plos.io/4n1g6Hs

  33. How does the prefrontal cortex flexibly adapt to different cognitive demands? A new study in #PLOSBiology shows that the prefrontal cortex flexibly encodes task identity and adjusts sensory processing based on the current task’s demands. #Neuroscience
    plos.io/41p9iLw

  34. The roles of feedforward and recurrent processing in human visual object recognition are incompletely understood. This #neuroimaging and computational #modelling study in #PLOSBiology characterizes the nature of recurrent processing and how it affects object representations.
    plos.io/4oTxgsh

  35. Caudal fins show great variation in shape between diverse fish species. New research in #PLOSBiology reveals that #developmental cues in embryonic tissues involving the Sonic hedgehog pathway imprint fin #morphology, highlighting a critical window for modulating appendage morphology.
    plos.io/4mydLnA

  36. The transcription factor COUP-TFI is involved in the patterning of #hippocampus subregions. This new study in #PLOSBiology shows that COUP-TFI levels determine hippocampal compartment identity along the dorsal/ventral axis, revealing a novel #development mechanism.
    plos.io/4lN7enZ

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