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#theloniousmonk — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #theloniousmonk, aggregated by home.social.

  1. TOMMY FLANAGAN
    Thelonica
    1983 Canada pressing

    A relatively chill last spin of the night.

    Tommy Flanagan’s wonderful tribute to THELONIOUS MONK; constructed from Monk compositions, and executed in a fantastically lyrical and fluid way by Flanagan and his piano trio.

    It’s way more understated and elegant than Monk’s recordings, making it a perfect late-night listen. George Mraz (bass) and Art Taylor (drums) keep things light as to make Flanagan and his piano the absolute star.

    The title track is Flanagan’s lone composition here, and it fits in with everything else seamlessly.

    The record shows just how timeless and elastic Monk’s pieces are, handled here by another genius pianist.

    So fucking good, man.
    All kindsa vibes.

    #vinyl #vinylrecords #vinylcommunity #vinylcollection #retro #vintage #art #music #jazz #tommyflanagan #theloniousmonk

  2. 1960 - Miles Davis Quintet featuring Sonny Stitt, Thelonious Monk trio, Betty Carter, James Moody, Eddie Jefferson - Apollo Theater - New York
    #jazz #MilesDavis #SonnyStitt #TheloniousMonk #JamesMoody

  3. i'm playing records that don't spark joy tonight, thanking them for their service before i trade them in at the record store down the street

    #vinyl #jazz #harryjames #leonthomas #theloniousmonk

  4. "'Round Midnight" (sometimes titled "'Round About Midnight") is a 1943 composition by American jazz #pianist #TheloniousMonk that quickly became a #jazzStandard and has been recorded by a wide variety of artists. A version recorded by Monk's quintet was added to the #GrammyHallOfFame in 1993. It is one of the most recorded jazz standards composed by a jazz musician.
    youtube.com/watch?v=K0EY67-amQM

  5. Thelonious Monk, The London Collection Volume 3, 1989 on Black Lion

    Recorded at Chappell Studios in London Nov 15th, 1971 but not released until the late 80s on Black Lion, these recordings are from near the end of his recording and performing career. Monk’s joined by Al McKibbon on bass and Art Blakey on drums.

    There are at least 3 volumes in the London Collection as well as a three CD Complete London Collection put out by Black Lion.

    My copy—via a private sale—is the 2016 reissue by Org Music on Black Lion labels, pressed at Pallas.

    #1970s #1971 #2016 #AlMcKibbon #ArtBlakey #BlackLion #jazz #OrgMusic #Reissue #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds
  6. THE THELONIOUS MONK QUARTET
    Monk's Dream
    1963 Canada Stereo pressing

    Nothing like listening to one of my favorite #jazz records on a beautiful Sunday afternoon.

    Part of the Victoria Day-trip pile from yesterday, there was no way I was turning this down when I saw it. This is essentially and EXCELLENT upgrade play copy from the one I had, and THIS is in far superior condition than the one I had.

    There’s just something about the right kind of jazz record on a comfy, lazy Sunday when the sun is out and the windows are wide open.

    #vinyl #vinylrecords #vinylcommunity #vinylcollection #retro #vintage #art #music #theloniousmonk #monksdream #1960s #60s #60smusic #ClassicJazz

  7. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  8. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  9. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  10. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  11. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  12. Thelonious Monk met Dollar Brand

    amf.didiermary.fr/thelonious-m

    When Thelonious Monk first met Dollar Brand… By 1964, Dollar Brand (later Abdullah Ibrahim) had already made 3 LP’s as a bandleader. He was living in Switzerland and had just gotten a boost from Duke Ellington.

    [Thelonious Monk and his wife, Nellie] were at Kongresshaus in Zurich where Monk gave another successful concert. After […]

    #60smusic #AbdullahIbrahim #Apartheid #Jazz #SouthAfrica #TheloniousMonk

  13. I found this nice album in a temporary vinyl shop today. Considering its age it's in great condition.

    Thelonious Monk - We See

    (1962 – US, Compilation, Reissue, Mono
    Prestige – PR 7245, PRLP 7245)

    #nowplaying #nowspinning #jazz #jazzrecords #vinyl #vinylsrecords #vinylcommunity #theloniousmonk

  14. /// "Serendipity-Spezial featuring „Jazzklub #07" ~ „We See Trio“ playing Monk & Ellington" ist nun online und freut sich auf Hörer:innen ///

    >>> radiyan.uber.space/serendipity

    /// "Serendipity-Spezial featuring „Jazzklub #07" ~ „We See Trio" playing Monk & Ellington" is online and looking forward for listeners, now ///

    >>> radiyan.uber.space/serendipity

    "We See Trio":

    * Gregor Forbes – Piano
    >>> gregorforbesmusic.com/

    * Albrecht Brandt – Double Bass

    * Pablo Tarantino – Drums
    >>> pablotarantino.com/

    Eine Veranstaltung des @jazzkollektiv
    jazzkollektivs halle
    >>> jazzkollektiv-halle.de

    #jazz #music #trio #radio #live #serendipity #weseetrio #piano #doublebass #kontrabass #drums #DukeEllington #TheloniousMonk #jazzkollketiv #jazzklub #hallesaale

  15. Kenny Sharp & Brown Liquor Music’s timeless Nashville R&B revival has a star-making moment

    Singer, songwriter and frontman Kenny Sharp stoked the R&B revival he’s been aiming to inspire in Music City…
    #UnitedStates #US #USA #america #BrownLiquorMusic #ChuckBrown #Entertainment #health #JamesBrown #KennySharp #MusicCity #Sharp #singer #songwriter #sports #TheloniousMonk #unitedstatesofamerica
    europesays.com/2200529/

  16. Was a bit difficult getting into the 'Jamie Saft Trio Plays Monk' album because I had to return to the beginning of the opening Hamid Drake Drum solo three times.

    But I finally got in, and the rest of the album is also brilliant.
    #jazz #theloniousmonk #jamiesafttrio #JamieSaft #drums #drumsolo

  17. Privat Sammlung
    SängerInnen und Bands aus meinem Hirn entsprungen

    Nicht käuflich! Kein Geschäft! Nur #Dada und Spaß!

    By Meister Jeder 5/25
    #AIart Reve
    #Musik #Jazz #Soul #Rock #ActionFigures #StevieWonder #TinaTurner #ArchieShepp #TheloniousMonk

  18. Thelonious Monk, The Unique Thelonious Monk, 1956 on Riverside

    Monk recorded by Rudy Van Gelder, with Oscar Pettiford on bass and Art Blakey on drums, produced by Orrin Keepnews and Bill Grauer – originally Riverside RLP 12-209 with a different cover.

    My copy, via Academy Records in NYC, is the 1983 reissue in the Original Jazz Classics series, issued by Fantasy which acquired the Riverside catalog in 1972. These are wonderful reissues across Riverside, Prestige, Contemporary and other labels – and well worth picking up whenever you see them in good condition.

    #1950s #1956 #ArtBlakey #BillGrauer #Fantasy #jazz #OriginalJazzClassics #OrrinKeepnews #OscarPettiford #Reissue #Riverside #RudyVanGelder #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  19. Thelonious Monk, The Unique Thelonious Monk, 1956 on Riverside

    Monk recorded by Rudy Van Gelder, with Oscar Pettiford on bass and Art Blakey on drums, produced by Orrin Keepnews and Bill Grauer – originally Riverside RLP 12-209 with a different cover.

    My copy, via Academy Records in NYC, is the 1983 reissue in the Original Jazz Classics series, issued by Fantasy which acquired the Riverside catalog in 1972. These are wonderful reissues across Riverside, Prestige, Contemporary and other labels – and well worth picking up whenever you see them in good condition.

    #1950s #1956 #ArtBlakey #BillGrauer #Fantasy #jazz #OriginalJazzClassics #OrrinKeepnews #OscarPettiford #Reissue #Riverside #RudyVanGelder #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  20. Thelonious Monk, The Unique Thelonious Monk, 1956 on Riverside

    Monk recorded by Rudy Van Gelder, with Oscar Pettiford on bass and Art Blakey on drums, produced by Orrin Keepnews and Bill Grauer – originally Riverside RLP 12-209 with a different cover.

    My copy, via Academy Records in NYC, is the 1983 reissue in the Original Jazz Classics series, issued by Fantasy which acquired the Riverside catalog in 1972. These are wonderful reissues across Riverside, Prestige, Contemporary and other labels – and well worth picking up whenever you see them in good condition.

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  21. Thelonious Monk, The Unique Thelonious Monk, 1956 on Riverside

    Monk recorded by Rudy Van Gelder, with Oscar Pettiford on bass and Art Blakey on drums, produced by Orrin Keepnews and Bill Grauer – originally Riverside RLP 12-209 with a different cover.

    My copy, via Academy Records in NYC, is the 1983 reissue in the Original Jazz Classics series, issued by Fantasy which acquired the Riverside catalog in 1972. These are wonderful reissues across Riverside, Prestige, Contemporary and other labels – and well worth picking up whenever you see them in good condition.

    #1950s #1956 #ArtBlakey #BillGrauer #Fantasy #jazz #OriginalJazzClassics #OrrinKeepnews #OscarPettiford #Reissue #Riverside #RudyVanGelder #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  22. Thelonious Monk, The Unique Thelonious Monk, 1956 on Riverside

    Monk recorded by Rudy Van Gelder, with Oscar Pettiford on bass and Art Blakey on drums, produced by Orrin Keepnews and Bill Grauer – originally Riverside RLP 12-209 with a different cover.

    My copy, via Academy Records in NYC, is the 1983 reissue in the Original Jazz Classics series, issued by Fantasy which acquired the Riverside catalog in 1972. These are wonderful reissues across Riverside, Prestige, Contemporary and other labels – and well worth picking up whenever you see them in good condition.

    #1950s #1956 #ArtBlakey #BillGrauer #Fantasy #jazz #OriginalJazzClassics #OrrinKeepnews #OscarPettiford #Reissue #Riverside #RudyVanGelder #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  23. Charlie Parker, The Mercury & Clef 10-inch LP Collection

    This 2021 box collects / reproduces the 10″ LPs put out in the early 1950s:

    • Charlie Parker With Strings (1950)
    • Charlie Parker With Strings #2 (1954)
    • Bird and Diz (1952)
    • Charlie Parker Plays South of the Border (1952)
    • Charlie Parker (1954)

    I don’t normally collect 10″ records, but got a good deal on this box, which is very well made, reproducing original covers and labels, and with an included book. Neither of the two “Charlie Parker With Strings” LPs actually has the #2 on it which can get confusing – the one with the two birds on it is the second. Most of these reproduce their Mercury labels except for the one just titled Charlie Parker which was only on Clef.

    Artwork on all these covers by David Stone Martin. Players with Charlie Parker include Bernie Leighton, Buddy Rich, Ray Brown, Mitch Miller, Max Roach, Al Haig, Percy Heath, Thelonius Monk, Curly Russell, and Dizzy Gillespie (among others). Norman Granz wrote most (all?) the sleeve notes and supervised the recordings.

    Still available in the Verve Store (and elsewhere I’m sure) it is well worth picking up.

    #10_ #1950s #2 #2021 #AlHaig #BernieLeighton #boxSet #BuddyRich #CharlieParker #Clef #CurlyRussell #DavidStoneMartin #DizzyGillespie #jazz #MaxRoach #Mercury #MitchMiller #NormanGranz #PercyHeath #RayBrown #Reissue #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  24. Charlie Parker, The Mercury & Clef 10-inch LP Collection

    This 2021 box collects / reproduces the 10″ LPs put out in the early 1950s:

    • Charlie Parker With Strings (1950)
    • Charlie Parker With Strings #2 (1954)
    • Bird and Diz (1952)
    • Charlie Parker Plays South of the Border (1952)
    • Charlie Parker (1954)

    I don’t normally collect 10″ records, but got a good deal on this box, which is very well made, reproducing original covers and labels, and with an included book. Neither of the two “Charlie Parker With Strings” LPs actually has the #2 on it which can get confusing – the one with the two birds on it is the second. Most of these reproduce their Mercury labels except for the one just titled Charlie Parker which was only on Clef.

    Artwork on all these covers by David Stone Martin. Players with Charlie Parker include Bernie Leighton, Buddy Rich, Ray Brown, Mitch Miller, Max Roach, Al Haig, Percy Heath, Thelonius Monk, Curly Russell, and Dizzy Gillespie (among others). Norman Granz wrote most (all?) the sleeve notes and supervised the recordings.

    Still available in the Verve Store (and elsewhere I’m sure) it is well worth picking up.

    #10_ #1950s #2 #2021 #AlHaig #BernieLeighton #boxSet #BuddyRich #CharlieParker #Clef #CurlyRussell #DavidStoneMartin #DizzyGillespie #jazz #MaxRoach #Mercury #MitchMiller #NormanGranz #PercyHeath #RayBrown #Reissue #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  25. Charlie Parker, The Mercury & Clef 10-inch LP Collection

    This 2021 box collects / reproduces the 10″ LPs put out in the early 1950s:

    • Charlie Parker With Strings (1950)
    • Charlie Parker With Strings #2 (1954)
    • Bird and Diz (1952)
    • Charlie Parker Plays South of the Border (1952)
    • Charlie Parker (1954)

    I don’t normally collect 10″ records, but got a good deal on this box, which is very well made, reproducing original covers and labels, and with an included book. Neither of the two “Charlie Parker With Strings” LPs actually has the #2 on it which can get confusing – the one with the two birds on it is the second. Most of these reproduce their Mercury labels except for the one just titled Charlie Parker which was only on Clef.

    Artwork on all these covers by David Stone Martin. Players with Charlie Parker include Bernie Leighton, Buddy Rich, Ray Brown, Mitch Miller, Max Roach, Al Haig, Percy Heath, Thelonius Monk, Curly Russell, and Dizzy Gillespie (among others). Norman Granz wrote most (all?) the sleeve notes and supervised the recordings.

    Still available in the Verve Store (and elsewhere I’m sure) it is well worth picking up.

    #10_ #1950s #2 #2021 #AlHaig #BernieLeighton #boxSet #BuddyRich #CharlieParker #Clef #CurlyRussell #DavidStoneMartin #DizzyGillespie #jazz #MaxRoach #Mercury #MitchMiller #NormanGranz #PercyHeath #RayBrown #Reissue #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  26. Charlie Parker, The Mercury & Clef 10-inch LP Collection

    This 2021 box collects / reproduces the 10″ LPs put out in the early 1950s:

    • Charlie Parker With Strings (1950)
    • Charlie Parker With Strings #2 (1954)
    • Bird and Diz (1952)
    • Charlie Parker Plays South of the Border (1952)
    • Charlie Parker (1954)

    I don’t normally collect 10″ records, but got a good deal on this box, which is very well made, reproducing original covers and labels, and with an included book. Neither of the two “Charlie Parker With Strings” LPs actually has the #2 on it which can get confusing – the one with the two birds on it is the second. Most of these reproduce their Mercury labels except for the one just titled Charlie Parker which was only on Clef.

    Artwork on all these covers by David Stone Martin. Players with Charlie Parker include Bernie Leighton, Buddy Rich, Ray Brown, Mitch Miller, Max Roach, Al Haig, Percy Heath, Thelonius Monk, Curly Russell, and Dizzy Gillespie (among others). Norman Granz wrote most (all?) the sleeve notes and supervised the recordings.

    Still available in the Verve Store (and elsewhere I’m sure) it is well worth picking up.

    #10_ #1950s #2 #2021 #AlHaig #BernieLeighton #boxSet #BuddyRich #CharlieParker #Clef #CurlyRussell #DavidStoneMartin #DizzyGillespie #jazz #MaxRoach #Mercury #MitchMiller #NormanGranz #PercyHeath #RayBrown #Reissue #TheloniousMonk #vinyl #vinylcollection #vinylfinds

  27. #DemandezLeProgramme :
    1961 - Thelonious Monk Quartet - Kurzaal in Scheveningen (La Haye / Den Haag)

    #TheloniousMonk (p), #CharlieRouse (ts), John Orr (b), Frankie Dunlop (dr)

    #jazz

  28. #DemandezLeProgramme :
    1963 - Thelonious Monk Quartet - Sankei Hall - Tokyo

    #TheloniousMonk (p), #CharlieRouse (ts), Butch Warren (b), Frankie Dunlop (dr)

    #jazz

  29. Welkom @Calibroman Erik op mijn #TL met een jazzy interpretatie: MONK uit 2015
    
a tribute to #TheloniousMonk
    
op het net kom ik #Monk tegen – een #MIDI van onbekende herkomst ook al deed ik er een aardig zoektocht naar – als iemand weet hoe het stuk in zijn originele uitvoering heet, laat dan even een reactie achter met de titel – tot zover heet dit stuk:
    MONK – a #tribute to Thelonious Monk
    #jazz #interpretatie
    luister op: ferrie.audio/b/1Ct