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#motorpsycho — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #motorpsycho, aggregated by home.social.

fetched live
  1. #Motorpsycho are slowly but surely releasing their vast back catalogue on Bandcamp, and finally the time has come for my favourite era, around 2000. For example these fabulous psych-rock/jazzy prog albums:
    motorpsycho.bandcamp.com/album
    motorpsycho.bandcamp.com/album

    #psychedelicRock #progressiveRock

  2. That 8:34 long slowcore version of Motorpsycho's Stalemate (from Blissard Vol. 2 - When The World Sleeps (The KT Sessions, 1994)) is so crazy good.

    I wish they did a whole album in this style.

    (I don't think this is to be found online or on streaming)

    #Motorpsycho #music #slowcore

  3. That 8:34 long slowcore version of Motorpsycho's Stalemate (from Blissard Vol. 2 - When The World Sleeps (The KT Sessions, 1994)) is so crazy good.

    I wish they did a whole album in this style.

    (I don't think this is to be found online or on streaming)

    #Motorpsycho #music #slowcore

  4. Lang niet gedraaid. F*cking briljant. Helaas (voor mij) maken mijn Noorse helden tegenwoordig dergelijke briljantjes niet meer 😪 #Motorpsycho #UnChienDEspace open.spotify.com/track/0sk7qd8

  5. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  6. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  7. Any love for Motorpsycho in here?

    Seems like they have been quite busy in the last years. I missed all of that, but TIL they released a new album this year.

    🎵 Lucifer, Bringer Of Light
    💿 Motorpsycho, 2025
    ▶️ song.link/y/YTY-EFKj5rI

    I am a huge fan of their soundtrack to the fictional spaghetti western "The Tussler" by the way.

    #TomsMusic #NowPlaying #Motorpsycho

  8. Today #Bandcamp is donating it's profits to MusiCares.

    I went thru my neverending list of music to check out, and picked:
    - a couple of Fedi musicians: @Dace who I had discovered at #TheIndieBeat, and @melondruie who appeared on #NWICBW3 along with me,
    - the missing pieces of my #TheNotwist collection,
    - an album by #mewithoutYou, a band that I just discovered by a total coincidence,
    - and last but not least, the new album by my favourite band #Motorpsycho (pre-order)

  9. Skræng – I Would Kill To Be A Tiger.
    Very well executed debut album, with that good old, but always refreshing, 90s lo-fi, noisy indie rock sound, adding some kraut rock flavor.

    Some early #Motorpsycho influence can also be easily heard, which maybe is not that strange, since Bent Sæter's son plays in the band. Bent also joins in on tambourine.

    Very lovely stuff.

    #Skræng #indieRock #vinyl #nowPlaying

  10. New #review today: "#TheVerge, a new Norwegian #JazzRock quartet, met at school and performed their first concerts in 2019. The band consists of Emil Storløkken Åse on guitar, Aksel Rønning from #CosmicSwingOrchestra on saxophone and flute, Alf Høines from #Caramel11 on electric bass, and Ingvald André Vassbø from #Kanaan, #FullEarth, and #Motorpsycho on drums." #ExposeOnline #KarismaRecords expose.org/index.php/articles/

  11. New #review today: "#TheVerge, a new Norwegian #JazzRock quartet, met at school and performed their first concerts in 2019. The band consists of Emil Storløkken Åse on guitar, Aksel Rønning from #CosmicSwingOrchestra on saxophone and flute, Alf Høines from #Caramel11 on electric bass, and Ingvald André Vassbø from #Kanaan, #FullEarth, and #Motorpsycho on drums." #ExposeOnline #KarismaRecords expose.org/index.php/articles/

  12. #Motorpsycho before they drifted off covered #HüskerDü's classic #NewDayRising. I know, I'm a bit of a bummer, but the song has for me(!) something from #HermannHesse‘s poetry: Und jedem Anfang wohnt ein Zauber inne, der uns beschützt und der uns hilft zu leben. #Punk youtu.be/W4SiLQt1lGo?...

    Motorpsycho - New Day Rising

  13. PSA: There is a new #Motorpsycho Album and the coverart made me giggle. #neigh

  14. Motorpsycho - Drug Thing

    From the album Blissard on Stickman Records, 1996.

    #Motorpsycho #NowPlaying

    youtu.be/5kgdMP3_m_s