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#albumcovers — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #albumcovers, aggregated by home.social.

  1. Best rock album covers/sleeves by year since 1965

    Architecture in Helsinki – Source: en.wikipedia.org Apollo 18 – Source: en.wikiedia.org

    Listed below are this blog author’s favorite album covers (sleeves) by year since 1965. Instead of including images of the best or better known ones that all of us are familiar with, this post includes some images of lesser known albums with great covers (sleeves).

    Musicians with the most appearances on the list include Aerosmith (3), Pink Floyd (2), The Who (2), The Beatles (2), Radiohead (2), Green Day (2), The Cars (2), The Stills (2), The Joy Formidable (2), The Strokes (2), and Weezer (2).

    I’m You Mind Fuzz – Source: en.wikipdia.org Origin of Symmetry – Source: en.wikipedia.org

    Often, the simplest design can be the most memorable. Cut by Golden Earring clearly fits this mold. The image also perfectly fits the album title. Many others, including The Car, Abbey Road and Who’s Next tend to follow this format.

    Cut – Source en.wikipedia.org The Art of the Lie – Source: en.wikipedia.org

    Meanwhile, otherworldly/space age designs (I’m You Mind Fuzz, Bossanova, Boston, and Apollo 18) and dystopian images (Momentary Lapse of Reason, Plastic Beach, Marsh Drones and Oceans Will Rise) are quite common. Furthermore, photo montages (Exile on Main Street, Achtung Baby, and Blame My Ex are three examples) tend to appear on the list.

    Source: pinterest.com

    In some cases, humor is a catchy way of gathering attention. A personal favorite of this comes from Cheap Trick’s 1977 album In Color And In Black and White…though you have to look at both sides to get the joke. (see image above)

    Hope you enjoy the list. Peace and rock on!

    p.s. Additional album images are shown below the list.

    _______

    Fate Euphoric – Source: song-bar.com YEARALBUMARTIST2026tbdtbd2025Fate EuphoricTwen2024The Art of the LieJohn Grant (Iceland)2023Blame My ExThe Beaches (Canada)2022The CarArctic Monkeys (UK)2021OK HumanWeezer2020High Risk BehaviourThe Chats (Australia)2019Marsh DronesSkyphone (Denmark)2018AARTHThe Joy Formidable (Wales)2017The World’s Best American

    Band
    White
    Reaper2016The White AlbumWeezer2015No Closer to HeavenThe Wonder Years2014I’m In Your Mind FuzzKing Gizzard (Australia)2013Wolf’s LawThe Joy Formidable (Wales)2012Container ShipsKowloon Walled City2011AnglesThe Strokes2010Plastic BeachGorillaz (UK)2009FantasiesMetric (Canada)2008Oceans Will RiseThe Stills (Canada)2007Architecture in HelsinkiPlaces Like This2006First Impressions of EarthThe Strokes2005I’m Wide Awake, It’s MorningBright Eyes2004American Idiot Green Day2003Logic Will Break Your HeartThe Stills (Canada)2002Yankee Hotel FoxtrotWilco2001Origin of SymmetryMuse (UK)2000Kid ARadiohead (UK)1999Enema of the StateBlink-1821998Phantom PowerThe Tragically Hip1997OK Computer Radiohead (UK)1996Emperor Tomato KetchupStereolab (UK-France)1995Mellon Collie and the Infinite SadnessSmashing Pumpkins1994DookieGreen Day1993Get a GripAerosmith1992Apollo 18They Might Be Giants1991Achtung BabyU21990BossanovaPixies1989PumpAerosmith1988And Justice For ALLMetallica1987A Momentary Lapse of ReasonPink Floyd (UK)1986License to IllBeastie Boys1985Fly on the WallAC/DC1984Heartbeat CityThe Cars1983Metal HealthQuiet Riot1982CutGolden Earring (Netherlands)1981Computer World Kraftwerk (Germany)1980London CallingThe Clash (UK)1979Breakfast in AmericaSupertramp (UK)1978The CarsThe Cars1977In ColorCheap Trick1976BostonBoston1975Toys in the AtticAerosmith1974On The BorderThe Eagles1973Dark Side of the MoonPink Floyd (UK)1972Exile on Main StreetRolling Stones (UK)1971Who’s NextThe Who (UK)1970Ladies of the CanyonJoni Mitchell (Canada)1969Abbey RoadThe Beatles (UK)1968The Birds, The Bees & The MonkeesThe Monkees1967Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club BandThe Beatles (UK)1966Face to FaceThe Kinks (UK)1965My GenerationThe Who (UK) Marsh Drones – Source: skyphone.bandcamp.com Container Ships – Source: kowloonwalledcity.bandcamp.com Emperor Tomato Ketchup – Source: en.wikipedia.org Plastic Beach – Source: en.wikipedia.org #albumCovers #albums #art #design #fun #history #pictures #records #sleeves #songs
  2. new digital ep on friday. celebrate spring.
    part 1 of a 4 part series of eps.

    oddperson.bandcamp.com/album/t

    influenced by artists such as Vasilisk, Tribes of Neurot, Rainforest Spiritual Enslavement, etc

    spring is the contemplative awakening.
    summer is the fire of spirit.
    autumn is the somber decay.
    winter is the boundless ethereal.

    #albumcoverart #experimentalmusic #ambient #ambientmusic #Spring #albumcovers

  3. One of my favorite bands from the #90s makes one of my favorite memes from the #2020s

    #Mogwai #PostRock #AlbumCovers #Music

  4. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  5. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  6. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  7. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  8. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  9. Favorite new album cover art of 2025

    A new category for this year is favorite album cover art. Figured since there will be a grammy for this, this blog’s two cents worth should be thrown into the mix. So here are my favorites from 2025. Hope you enjoy these images. So often, like music itself, album art is a personal choice in style and focus. Peace and Happy Thanksgiving to all!

    ——-

    All Washed Up by Cheap Trick:

    Who cares if they’ve been around for a half-century, this whimsical album cover says it all both in its title and the hilarious image. Each of the four washing machines is personalized to epitomize each the four (4) band members from guitarist and lyricist Rick Nielsen’s checker-flagged fashions to a soapy “Z” for lead singer Robin Zander in the second machine onward. Hey, and the new music is pretty damn good too. Well done!

    All Washed Up by Cheap Trick – Source: en.wikipedia.org

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home:

    In our dystopianesque world of digital addictions or constant doom-scrolling, texting, and video posting, this album cover says it all…as do the tracks on the album. When you get to the point when you are scrolling online in the shower…something’s truly amiss.

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home – Source: spotify.com

    Fall Back EP by Florence Road:

    Love the surreal and hypnotic feel of this cover art. It is memorizing without being dark or sinister — just the four band members crossing the Irish countryside with an abstract background image mixing shades of sky, clouds, and fog in a unique and comforting pattern.

    Fall Back EP by Florence Road -Source: en.wikipedia.org

    Billboard Heart by Deep Sea Diver:

    A shimmering wall of red filaments floating effortlessly above a coastline against a blue sky horizon. Like a billboard, the filaments would be hard to miss and the red links it to our hearts.

    Billboard Heart by Deep Sea Diver – Source: en.wikipedia.org

    Salt of the Lee EP by Cliffords:

    For a band coming from the seacoast city of Cork, Ireland, this image of a seafarers’ weather vane is a perfect reflection of home and the essence of this historic city.

    Salt of the Lee EP by Cliffords – Source: deezer.com

    Altar by NewDad:

    The gothic-style house on the cover was built during the recording of the band’s Safe EP from early 2025 and continued/completed construction during the creation of the Altar album and the videos for each song. Given the Altar album includes several songs reflecting the band’s homesickness after moving from Galway, Ireland to London, the cover may also reflect an image of their home town.

    Altar by NewDad – Source: en.wikiedia.org

    Welcome To My Blue Sky by Momma:

    A cover that reflects the linkages between the two female founders of the band and their importance to one another. Simple, yet still symbolic.

    Welcome to My Blue Sky by Momma – Source: en.wikipedia.org

    #albumArt #albumCovers #albums #art #cds #cheapTrick #cliffords #deepSeaDiver #design #eps #florenceRoad #fun #ireland #lateNightDriveHome #momma #music #newdad #reviews #style

  10. Favorite new album cover art of 2025

    A new category for this year is favorite album cover art. Figured since there will be a grammy for this, this blog’s two cents worth should be thrown into the mix. So here are my favorites from 2025. Hope you enjoy these images. So often, like music itself, album art is a personal choice in style and focus. Peace and Happy Thanksgiving to all!

    ——-

    All Washed Up by Cheap Trick:

    Who cares if they’ve been around for a half-century, this whimsical album cover says it all both in its title and the hilarious image. Each of the four washing machines is personalized to epitomize each the four (4) band members from guitarist and lyricist Rick Nielsen’s checker-flagged fashions to a soapy “Z” for lead singer Robin Zander in the second machine onward. Hey, and the new music is pretty damn good too. Well done!

    All Washed Up by Cheap Trick – Source: en.wikipedia.org

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home:

    In our dystopianesque world of digital addictions or constant doom-scrolling, texting, and video posting, this album cover says it all…as do the tracks on the album. When you get to the point when you are scrolling online in the shower…something’s truly amiss.

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home – Source: spotify.com

    Fall Back EP by Florence Road:

    Love the surreal and hypnotic feel of this cover art. It is memorizing without being dark or sinister — just the four band members crossing the Irish countryside with an abstract background image mixing shades of sky, clouds, and fog in a unique and comforting pattern.

    Fall Back EP by Florence Road -Source: en.wikipedia.org

    Billboard Heart by Deep Sea Diver:

    A shimmering wall of red filaments floating effortlessly above a coastline against a blue sky horizon. Like a billboard, the filaments would be hard to miss and the red links it to our hearts.

    Billboard Heart by Deep Sea Diver – Source: en.wikipedia.org

    Salt of the Lee EP by Cliffords:

    For a band coming from the seacoast city of Cork, Ireland, this image of a seafarers’ weather vane is a perfect reflection of home and the essence of this historic city.

    Salt of the Lee EP by Cliffords – Source: deezer.com

    Altar by NewDad:

    The gothic-style house on the cover was built during the recording of the band’s Safe EP from early 2025 and continued/completed construction during the creation of the Altar album and the videos for each song. Given the Altar album includes several songs reflecting the band’s homesickness after moving from Galway, Ireland to London, the cover may also reflect an image of their home town.

    Altar by NewDad – Source: en.wikiedia.org

    Welcome To My Blue Sky by Momma:

    A cover that reflects the linkages between the two female founders of the band and their importance to one another. Simple, yet still symbolic.

    Welcome to My Blue Sky by Momma – Source: en.wikipedia.org

    #albumArt #albumCovers #albums #art #cds #cheapTrick #cliffords #deepSeaDiver #design #eps #florenceRoad #fun #ireland #lateNightDriveHome #momma #music #newdad #reviews #style

  11. Copertine belle: Sylvie Courvoisier & Wadada Leo Smith – Angel Falls [Intakt, 2025]

    Cover and Booklet Art: Sophie Bouvier Ausländer.

    Il disco è una specie di botta e risposta tra il piano di Courvoisier e la tromba di Smith. Mi rendo conto che detta così non è una cosa molto attraente, ma me sta piacendo (contro tutte le previsioni, tra l’altro). Su bandcamp c’è solo il primo pezzo, sul tubo nulla, ma sono sicuro che da qualche parte lo troverete.

    #albumCovers #AngelFalls #copertineBelle #SophieBouvierAusländer #SylvieCourvoisier #WadadaLeoSmith

  12. Copertine belle: Niechęć – Reckless Things [Audio Cave, 2025]

    Cover art courtesy of the Artist and Raster Gallery: Aneta Grzeszykowska, “Beauty Mask #10”; Graphic design: Mateusz Holak.

    Anche il disco è bellissimo, che ve lo dico a fare. Uno dei dischi jazz (rock) dell’anno, per quanto mi riguarda.

    #albumCovers #AnetaGrzeszykowska #AudioCave #copertineBelle #MateuszHolak #Niechęć #RecklessThings

  13. Copertine belle: Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs – Death Hilarious

    Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs – Death Hilarious [Rocket, 2025]

    Artwork by Chris Reeder

    Alza il volume, ascolta il disco.

    #albumCovers #ChrisReeder #copertineBelle #DeathHilarious #PigsPigsPigsPigsPigsPigsPigs #RocketRecordings

  14. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  15. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  16. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  17. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  18. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  19. The Mystic Moods Orchestra – Highway One

    I genuinely debated whether I was even going to post this one. First, I forgot how it ended up in my collection, and relatively recently. Looking at my Discogs, I found that it was a gift from Forever Changes, no doubt something I pulled from the dollar bin, possibly for my artist wife's use in a project on the patriarchy. More:

    vinyldistractions.com/the-myst

    #vinyl #albums #recordcollecting #recordcollection #records #albumcovers #AlbumCoverArt

  20. Copertine belle: Just Mustard – Wednesday

    Just Mustard – Wednesday [Pizza Pizza, 2018]

    Artwork by Just Mustard

    Ascoltalo diocristo!

    #AlbumCovers #copertineBelle #JustMustard #Wednesday

  21. Copertine belle: Stereolab – Instant Holograms on Metal Film

    Stereolab – Instant Holograms on Metal Film [Duophonic / Warp, 2025]

    Sleeve design by Vanina Schmitt

    Il disco esce il 23 maggio, ma abbiamo un primo estratto, Aerial Troubles

    #AlbumCovers #copertineBelle #InstantHologramsOnMetalFilm #Stereolab #VaninaSchmitt

  22. Copertine belle: The Drones – Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By

    The Drones – Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By [In-Fidelity / ATP, 2005]

    Artwork by Daniel Campbell

    Ascolta il disco

    #AlbumCovers #copertineBelle #DanielCampbell #TheDrones #WaitLongByTheRiverAndTheBodiesOfYourEnemiesWillFloatBy

  23. Copertine belle: Guided by Voices – Strut of Kings

    Guided by Voices – Strut of Kings [Guided by Voices, 2024]

    Artwork (and layout) by Robert Pollard

    Ascolta

    #AlbumCovers #copertineBelle #GuidedByVoices #RobertPollard #StrutOfKings

  24. Le copertine belle su acqueagitate

    Circa un anno fa su pixelfed, la rete sociale che mira a far le veci (o le feci?) di instagram per lə cittadinə del fediverso, ho iniziato a pubblicare copertine di dischi che ritengo particolarmente belle; senza seguire un filo in particolare, come al solito, ma pescando un po’ a caso nel mare degli ascolti, e con l’unica regola minima di indicare il nome dell’autrice o dell’autore dell’opera, l’etichetta e l’anno di pubblicazione del disco. L’obiettivo era quello, molto semplice, di dare risalto alle arti visive che accompagnano la musica in un periodo in cui, paradossalmente, nell’epoca del dominio dell’immagine, le copertine dei dischi e l’esperienza che di queste facciamo sono relegate lì in un angoletto, schiacciate sotto il peso degli ascolti in streaming (che poi probabilmente la colpa è da attribuire al disegno delle piattaforme più che allo streaming in sé, ma questo è un altro discorso, sarebbe lungo e non intendo affrontarlo qui).

    Insomma dicevo, ho iniziato a postare queste copertine, ne ho fatto una bella collection e poi… e poi niente, mi sono stancato di pixelfed, dei suoi stupidi bug che non vengono mai risolti e anzi peggiorano, del suo essere una piattaforma spettacolare che però sta ferma e immobile, non un passo avanti manco per sbaglio. Dopo un momento concitato di bestemmie e caos (inizio a postarle su hubzilla? Su friendica? Provo con entrambe, faccio un gran casino) è arrivata l’illuminazione (sì, sono uno sveglio): ma le posto sul blog cazzo! E eccoci qua. Il primo post è già andato e corrisponde all’ultima copertina della collezione di pixelfed. Le altre resteranno lì, non ho voglia di mettermi a traslocare; a parte la penultima, che ripubblico qui sotto perché a) non voglio lasciare il post di annuncio sprovvisto di copertina; b) è una copertina storica, e ci sta bene nel post di annuncio; c) c’è una storia bella a corredo dell’immagine, una storia venuta fuori giusto l’anno scorso della quale io non sapevo assolutamente nulla fino a una settimana fa.

    Un’ultima cosa pratica: potete seguire i post delle copertine cliccando su due tag che troverete in fondo ai post, #CopertineBelle e #AlbumCovers. Per coloro che leggeranno il post dal fediverso, be’, basta seguire uno dei due hashtag (non è bellissimo? «pazzesco il futuro, PAZZESCO!» cit.).

    Led Zeppelin – IV [Atlantic, 1971]

    Original photograph by Ernest Howard Farmer. Subject: Lot Long. Potete leggere la storia in italiano qui, and you can read about the story in english here.

    #AlbumCovers #copertineBelle #CopertineBelle #ErnestHowardFarmer #IV #LedZeppelin #LotLong

  25. Copertine belle: Ariel Kalma, Jeremiah Chiu, Marta Sofia Honer – The Closest Thing to Silence

    Ariel Kalma, Jeremiah Chiu, Marta Sofia Honer – The Closest Thing to Silence [International Anthem, 2024]

    Artwork/design by Will Work for Good

    Ascolta

    #AlbumCovers #ArielKalma #copertineBelle #JeremiahChiu #MartaSofiaHoner #TheClosestThingToSilence #WillWorkForGood

  26. Sometimes there’s something awesome about terrible, and no one knows that better than Luke Johnson, curator of Instagram’s TerriblyAwesomeCovers. Surely, some of you have these albums in a basement storage bin. @spin-SPINMag shares the top (or bottom?) 12, from Kenny Loggins’ “Keep the Fire,” to Roger Daltrey's "Ride a Rock Horse," and beyond. It'll be worth a cringy laugh: flip.it/a1zJyq
    #Culture #Music #Entertainment #Albums #AlbumCovers #Art #BadArt

  27. Desfile de Mariachis (Mariachis Parade), an album of traditional mariachi music for the Mexico 68 Olympics, produced by Grabaciones Folklóricas de México, S. A., 1968.

    The Mexico 68 emblem and event icons were designed by Pedro Ramirez Vazquez, Eduardo Terrazas, and Lance Wyman.
    #Olympics #Mexico68 #MexicanDesign #GraphicDesign #Typography #AlbumCovers

  28. By the way, speaking of #Bowie I thought I'd share my recent shadow box that I made of my favourite #DavidBowie album. Admitedly hard to see the depth element in 2D. Planning an over ambitious 3 layer one of a Mr B video scene with internal lights too (way too ambitious?) . #ShadowBox #Music #AlbumCovers #Low

  29. My top 60 favorite hip hop album covers

    Pxro - Pyromaniac EP
    Aesop Rock - Integrated Tech Solutions
    Airospace - STAIRWAY TO HEAVEN
    AKAI SOLO - Verticality​​Singularity
    Amerigo Gazaway & DJ DN³ - Radical Dreamers
    Anti the Decimator - Android Brothel
    Arrested Development - On The Cutting Room Floor (A Mixtape)
    Bishop Nehru - Mysteries of Initiation
    BlabberMouf - Una Cultura
    Bokoya & FloFilz - Yurika
    Butcher Brown - Butcher Brown Presents Triple Trey Deluxe Edition
    Charm Taylor - EVOLUTION
    Chavo & Pi'erre Bourne - Chavo’s World 3
    ChildNoah - I love the 90s
    C.Shreve the Professor, Es-K - I Know How To Dig
    Cutright - Trophy Season
    CZARFACE - CZARFICIAL INTELLIGENCE
    Darko the Super & Homeboy Sandman - Now!
    Derelict - Farewell To Arms
    Eclyse (Hypogeal Sounds) - Kingdom of the Infinite
    Eclyse - Shadows Of Creation
    Elijah Nang - Lost In Japan III, Part. II
    exociety - SHIFT!
    GRIM MOSES - BLOOD SMOKE MAGIC
    G's Us - WHAT THEM DOGS DON'T KNOW THEY KNOW
    ill.Gates - 6 Feet Deep Remixes
    Illinformed - Illin For Meds
    Illuminati Congo x Jendrix - Offering
    Intikana - Native Eyez
    Izanagi - Okami Amaterasu
    ¡Jay Hill! - SIENNA
    Jman & The Argonautz - Therapy In Session
    Judas Brutus - Judas Brutus
    K.Burns & Mark Dark - Scartoon
    Maze Overlay - Honor Amongst Thieves
    Mega Ran - Buddy's Magic Toy Box
    Moderator, Oddly Humes - Forbidden Acts Of Vaudeville
    Moka Only - In and of Itself
    Neo Era - Fields of Gold
    OBIJUAN - APOXALYPSO
    Odd Holiday, Mattic, Daylight Robbery! - L​.​I​.​S​.​A.
    Paleni & Future of Lofi - Parallel Universe
    Phlocalyst - Afterglow EP
    plusma & Miramare - Polytree
    Preed One - SoulBap
    Rasheed Chappell & The Arcitype - Sugar Bills
    Rubbabandz - Manslaughter Vol. 3
    Shaka Amazulu The 7th - I Against I
    Speaker Bullies - Art of Disrespect
    Spoda - When The Ink Spill
    Supreme Cerebral x Vinyl Villain - The Emperor's Deity
    Ugly Tony - Time Flies
    Upfront & Badhabitz - Headrush

    Rest of the album name in the comments

    #rap #hiphop #albumcovers #albumcoverart #art #2023wrapped

  30. The answer to the #Sunday #ThemeTunePopQuiz...

    The link was with the #AlbumCovers of the songs

    The Red Hot Chili Peppers album is Californication, 1999

    The Bryan Ferry album is Another Time, Another Place, 1974

    The Oasis album is Be Here Now, 1997

    All 3 feature swimming pools on their respective album covers.

    The odd song out was Swimming Pool (Drank) by Kendrick Lamar from the album Good Kid, m.A.A.d city which doesn't have a pool on the cover

    Thanks to everyone who played & boosted

  31. Here's another #ThemeTune #PopQuiz for your #Sunday listening

    There is a theme that connects 3 of these 4 #songs with one odd one out. Today's theme is #AlbumCovers

    Work out the link & pick the odd one out from the options below.

    Feel free to provide your reasoning in a CW reply

    A boost so more can play is greatly appreciated. I hope you enjoy the music.

    #ThemeTunePopQuiz #HashtagGames #NowPlaying #Quiz #music #thesundaystarter

    #BryanFerry
    #TheRedHotChiliPeppers
    #KendrickLamar
    #Oasis

  32. #TheMetalDogArticleList
    #MuddyColors
    Fischer's 10 favorite 80's metal album covers
    I was a scrawny kid in the 80's but I had the neck of a linebacker from all the headbanging I did.
    And though my tastes have certainly evolved in metal since the 80's- (as they have in art), there are certain album covers

    muddycolors.com/2023/05/fische

    #80sMetal #AlbumCovers #FischersFavorites #HeavyMetal #RockNHardMetal #AceOfSpades #MetalMania #GodsOfThrash #TheNumberOfTheBeast #MetalHeadsUnite #TheRealMetalHeads

  33. I’ve been involved in more than a couple discussions about album covers lately. I’m happy about that because album covers are something I’d like to do more of. Anyway, i started a digital art series under the name “Culprit” that’s inspired by album art and album covers. This is the first one.

    #albumcovers #albumcoverart #albumartwork #artandmusic #musicandart #digitalarts #artseries #culprit #newartwork #wscranmore #artboost

  34. I’ve been involved in more than a couple discussions about album covers lately. I’m happy about that because album covers are something I’d like to do more of. Anyway, i started a digital art series under the name “Culprit” that’s inspired by album art and album covers. This is the first one.

    #albumcovers #albumcoverart #albumartwork #artandmusic #musicandart #digitalarts #artseries #culprit #newartwork #wscranmore #artboost

  35. I’ve been involved in more than a couple discussions about album covers lately. I’m happy about that because album covers are something I’d like to do more of. Anyway, i started a digital art series under the name “Culprit” that’s inspired by album art and album covers. This is the first one.

    #albumcovers #albumcoverart #albumartwork #artandmusic #musicandart #digitalarts #artseries #culprit #newartwork #wscranmore #artboost

  36. 80’s music going back to 1984. Who remembers The March Violets? Goth pop goodness. Snake Dance was the first song I heard from them, loved it.

    #music #artandmusic #albumcovers #80s #mastomusic #themarchviolets