home.social

#albumcovers — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #albumcovers, aggregated by home.social.

  1. Best rock album covers/sleeves by year since 1965

    Architecture in Helsinki – Source: en.wikipedia.org Apollo 18 – Source: en.wikiedia.org

    Listed below are this blog author’s favorite album covers (sleeves) by year since 1965. Instead of including images of the best or better known ones that all of us are familiar with, this post includes some images of lesser known albums with great covers (sleeves).

    Musicians with the most appearances on the list include Aerosmith (3), Pink Floyd (2), The Who (2), The Beatles (2), Radiohead (2), Green Day (2), The Cars (2), The Stills (2), The Joy Formidable (2), The Strokes (2), and Weezer (2).

    I’m You Mind Fuzz – Source: en.wikipdia.org Origin of Symmetry – Source: en.wikipedia.org

    Often, the simplest design can be the most memorable. Cut by Golden Earring clearly fits this mold. The image also perfectly fits the album title. Many others, including The Car, Abbey Road and Who’s Next tend to follow this format.

    Cut – Source en.wikipedia.org The Art of the Lie – Source: en.wikipedia.org

    Meanwhile, otherworldly/space age designs (I’m You Mind Fuzz, Bossanova, Boston, and Apollo 18) and dystopian images (Momentary Lapse of Reason, Plastic Beach, Marsh Drones and Oceans Will Rise) are quite common. Furthermore, photo montages (Exile on Main Street, Achtung Baby, and Blame My Ex are three examples) tend to appear on the list.

    Source: pinterest.com

    In some cases, humor is a catchy way of gathering attention. A personal favorite of this comes from Cheap Trick’s 1977 album In Color And In Black and White…though you have to look at both sides to get the joke. (see image above)

    Hope you enjoy the list. Peace and rock on!

    p.s. Additional album images are shown below the list.

    _______

    Fate Euphoric – Source: song-bar.com YEARALBUMARTIST2026tbdtbd2025Fate EuphoricTwen2024The Art of the LieJohn Grant (Iceland)2023Blame My ExThe Beaches (Canada)2022The CarArctic Monkeys (UK)2021OK HumanWeezer2020High Risk BehaviourThe Chats (Australia)2019Marsh DronesSkyphone (Denmark)2018AARTHThe Joy Formidable (Wales)2017The World’s Best American

    Band
    White
    Reaper2016The White AlbumWeezer2015No Closer to HeavenThe Wonder Years2014I’m In Your Mind FuzzKing Gizzard (Australia)2013Wolf’s LawThe Joy Formidable (Wales)2012Container ShipsKowloon Walled City2011AnglesThe Strokes2010Plastic BeachGorillaz (UK)2009FantasiesMetric (Canada)2008Oceans Will RiseThe Stills (Canada)2007Architecture in HelsinkiPlaces Like This2006First Impressions of EarthThe Strokes2005I’m Wide Awake, It’s MorningBright Eyes2004American Idiot Green Day2003Logic Will Break Your HeartThe Stills (Canada)2002Yankee Hotel FoxtrotWilco2001Origin of SymmetryMuse (UK)2000Kid ARadiohead (UK)1999Enema of the StateBlink-1821998Phantom PowerThe Tragically Hip1997OK Computer Radiohead (UK)1996Emperor Tomato KetchupStereolab (UK-France)1995Mellon Collie and the Infinite SadnessSmashing Pumpkins1994DookieGreen Day1993Get a GripAerosmith1992Apollo 18They Might Be Giants1991Achtung BabyU21990BossanovaPixies1989PumpAerosmith1988And Justice For ALLMetallica1987A Momentary Lapse of ReasonPink Floyd (UK)1986License to IllBeastie Boys1985Fly on the WallAC/DC1984Heartbeat CityThe Cars1983Metal HealthQuiet Riot1982CutGolden Earring (Netherlands)1981Computer World Kraftwerk (Germany)1980London CallingThe Clash (UK)1979Breakfast in AmericaSupertramp (UK)1978The CarsThe Cars1977In ColorCheap Trick1976BostonBoston1975Toys in the AtticAerosmith1974On The BorderThe Eagles1973Dark Side of the MoonPink Floyd (UK)1972Exile on Main StreetRolling Stones (UK)1971Who’s NextThe Who (UK)1970Ladies of the CanyonJoni Mitchell (Canada)1969Abbey RoadThe Beatles (UK)1968The Birds, The Bees & The MonkeesThe Monkees1967Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club BandThe Beatles (UK)1966Face to FaceThe Kinks (UK)1965My GenerationThe Who (UK) Marsh Drones – Source: skyphone.bandcamp.com Container Ships – Source: kowloonwalledcity.bandcamp.com Emperor Tomato Ketchup – Source: en.wikipedia.org Plastic Beach – Source: en.wikipedia.org #albumCovers #albums #art #design #fun #history #pictures #records #sleeves #songs
  2. new digital ep on friday. celebrate spring.
    part 1 of a 4 part series of eps.

    oddperson.bandcamp.com/album/t

    influenced by artists such as Vasilisk, Tribes of Neurot, Rainforest Spiritual Enslavement, etc

    spring is the contemplative awakening.
    summer is the fire of spirit.
    autumn is the somber decay.
    winter is the boundless ethereal.

    #albumcoverart #experimentalmusic #ambient #ambientmusic #Spring #albumcovers

  3. One of my favorite bands from the #90s makes one of my favorite memes from the #2020s

    #Mogwai #PostRock #AlbumCovers #Music

  4. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  5. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  6. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  7. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  8. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  9. Favorite new album cover art of 2025

    A new category for this year is favorite album cover art. Figured since there will be a grammy for this, this blog’s two cents worth should be thrown into the mix. So here are my favorites from 2025. Hope you enjoy these images. So often, like music itself, album art is a personal choice in style and focus. Peace and Happy Thanksgiving to all!

    ——-

    All Washed Up by Cheap Trick:

    Who cares if they’ve been around for a half-century, this whimsical album cover says it all both in its title and the hilarious image. Each of the four washing machines is personalized to epitomize each the four (4) band members from guitarist and lyricist Rick Nielsen’s checker-flagged fashions to a soapy “Z” for lead singer Robin Zander in the second machine onward. Hey, and the new music is pretty damn good too. Well done!

    All Washed Up by Cheap Trick – Source: en.wikipedia.org

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home:

    In our dystopianesque world of digital addictions or constant doom-scrolling, texting, and video posting, this album cover says it all…as do the tracks on the album. When you get to the point when you are scrolling online in the shower…something’s truly amiss.

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home – Source: spotify.com

    Fall Back EP by Florence Road:

    Love the surreal and hypnotic feel of this cover art. It is memorizing without being dark or sinister — just the four band members crossing the Irish countryside with an abstract background image mixing shades of sky, clouds, and fog in a unique and comforting pattern.

    Fall Back EP by Florence Road -Source: en.wikipedia.org

    Billboard Heart by Deep Sea Diver:

    A shimmering wall of red filaments floating effortlessly above a coastline against a blue sky horizon. Like a billboard, the filaments would be hard to miss and the red links it to our hearts.

    Billboard Heart by Deep Sea Diver – Source: en.wikipedia.org

    Salt of the Lee EP by Cliffords:

    For a band coming from the seacoast city of Cork, Ireland, this image of a seafarers’ weather vane is a perfect reflection of home and the essence of this historic city.

    Salt of the Lee EP by Cliffords – Source: deezer.com

    Altar by NewDad:

    The gothic-style house on the cover was built during the recording of the band’s Safe EP from early 2025 and continued/completed construction during the creation of the Altar album and the videos for each song. Given the Altar album includes several songs reflecting the band’s homesickness after moving from Galway, Ireland to London, the cover may also reflect an image of their home town.

    Altar by NewDad – Source: en.wikiedia.org

    Welcome To My Blue Sky by Momma:

    A cover that reflects the linkages between the two female founders of the band and their importance to one another. Simple, yet still symbolic.

    Welcome to My Blue Sky by Momma – Source: en.wikipedia.org

    #albumArt #albumCovers #albums #art #cds #cheapTrick #cliffords #deepSeaDiver #design #eps #florenceRoad #fun #ireland #lateNightDriveHome #momma #music #newdad #reviews #style

  10. Favorite new album cover art of 2025

    A new category for this year is favorite album cover art. Figured since there will be a grammy for this, this blog’s two cents worth should be thrown into the mix. So here are my favorites from 2025. Hope you enjoy these images. So often, like music itself, album art is a personal choice in style and focus. Peace and Happy Thanksgiving to all!

    ——-

    All Washed Up by Cheap Trick:

    Who cares if they’ve been around for a half-century, this whimsical album cover says it all both in its title and the hilarious image. Each of the four washing machines is personalized to epitomize each the four (4) band members from guitarist and lyricist Rick Nielsen’s checker-flagged fashions to a soapy “Z” for lead singer Robin Zander in the second machine onward. Hey, and the new music is pretty damn good too. Well done!

    All Washed Up by Cheap Trick – Source: en.wikipedia.org

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home:

    In our dystopianesque world of digital addictions or constant doom-scrolling, texting, and video posting, this album cover says it all…as do the tracks on the album. When you get to the point when you are scrolling online in the shower…something’s truly amiss.

    As I Watch My Life Online by Late Night Drive Home – Source: spotify.com

    Fall Back EP by Florence Road:

    Love the surreal and hypnotic feel of this cover art. It is memorizing without being dark or sinister — just the four band members crossing the Irish countryside with an abstract background image mixing shades of sky, clouds, and fog in a unique and comforting pattern.

    Fall Back EP by Florence Road -Source: en.wikipedia.org

    Billboard Heart by Deep Sea Diver:

    A shimmering wall of red filaments floating effortlessly above a coastline against a blue sky horizon. Like a billboard, the filaments would be hard to miss and the red links it to our hearts.

    Billboard Heart by Deep Sea Diver – Source: en.wikipedia.org

    Salt of the Lee EP by Cliffords:

    For a band coming from the seacoast city of Cork, Ireland, this image of a seafarers’ weather vane is a perfect reflection of home and the essence of this historic city.

    Salt of the Lee EP by Cliffords – Source: deezer.com

    Altar by NewDad:

    The gothic-style house on the cover was built during the recording of the band’s Safe EP from early 2025 and continued/completed construction during the creation of the Altar album and the videos for each song. Given the Altar album includes several songs reflecting the band’s homesickness after moving from Galway, Ireland to London, the cover may also reflect an image of their home town.

    Altar by NewDad – Source: en.wikiedia.org

    Welcome To My Blue Sky by Momma:

    A cover that reflects the linkages between the two female founders of the band and their importance to one another. Simple, yet still symbolic.

    Welcome to My Blue Sky by Momma – Source: en.wikipedia.org

    #albumArt #albumCovers #albums #art #cds #cheapTrick #cliffords #deepSeaDiver #design #eps #florenceRoad #fun #ireland #lateNightDriveHome #momma #music #newdad #reviews #style

  11. Copertine belle: Sylvie Courvoisier & Wadada Leo Smith – Angel Falls [Intakt, 2025]

    Cover and Booklet Art: Sophie Bouvier Ausländer.

    Il disco è una specie di botta e risposta tra il piano di Courvoisier e la tromba di Smith. Mi rendo conto che detta così non è una cosa molto attraente, ma me sta piacendo (contro tutte le previsioni, tra l’altro). Su bandcamp c’è solo il primo pezzo, sul tubo nulla, ma sono sicuro che da qualche parte lo troverete.

    #albumCovers #AngelFalls #copertineBelle #SophieBouvierAusländer #SylvieCourvoisier #WadadaLeoSmith

  12. Copertine belle: Niechęć – Reckless Things [Audio Cave, 2025]

    Cover art courtesy of the Artist and Raster Gallery: Aneta Grzeszykowska, “Beauty Mask #10”; Graphic design: Mateusz Holak.

    Anche il disco è bellissimo, che ve lo dico a fare. Uno dei dischi jazz (rock) dell’anno, per quanto mi riguarda.

    #albumCovers #AnetaGrzeszykowska #AudioCave #copertineBelle #MateuszHolak #Niechęć #RecklessThings

  13. Then a fun idea struck me. So here's that too. Welcome to the start of #FictionalAlbumCovers.

    One image, a bit of text, a whole lot of musical mood and we have Worn Out Welcome's first album :P

    What would you name the first single?

    #Music #CoverArt #AlbumCovers

  14. Copertine belle: Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs – Death Hilarious

    Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs Pigs – Death Hilarious [Rocket, 2025]

    Artwork by Chris Reeder

    Alza il volume, ascolta il disco.

    #albumCovers #ChrisReeder #copertineBelle #DeathHilarious #PigsPigsPigsPigsPigsPigsPigs #RocketRecordings

  15. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  16. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  17. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  18. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  19. Copertine belle: Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex

    Tropical Fuck Storm – Fairyland Codex [Fire, 2025]

    Artwork by Joe Becker

    Copertina bella, disco fantastico.

    #AlbumCovers #copertineBelle #FairylandCodex #JoeBecker #TropicalFuckStorm

  20. The Mystic Moods Orchestra – Highway One

    I genuinely debated whether I was even going to post this one. First, I forgot how it ended up in my collection, and relatively recently. Looking at my Discogs, I found that it was a gift from Forever Changes, no doubt something I pulled from the dollar bin, possibly for my artist wife's use in a project on the patriarchy. More:

    vinyldistractions.com/the-myst

    #vinyl #albums #recordcollecting #recordcollection #records #albumcovers #AlbumCoverArt

  21. Copertine belle: Just Mustard – Wednesday

    Just Mustard – Wednesday [Pizza Pizza, 2018]

    Artwork by Just Mustard

    Ascoltalo diocristo!

    #AlbumCovers #copertineBelle #JustMustard #Wednesday

  22. Copertine belle: Stereolab – Instant Holograms on Metal Film

    Stereolab – Instant Holograms on Metal Film [Duophonic / Warp, 2025]

    Sleeve design by Vanina Schmitt

    Il disco esce il 23 maggio, ma abbiamo un primo estratto, Aerial Troubles

    #AlbumCovers #copertineBelle #InstantHologramsOnMetalFilm #Stereolab #VaninaSchmitt

  23. Copertine belle: The Drones – Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By

    The Drones – Wait Long by the River and the Bodies of Your Enemies Will Float By [In-Fidelity / ATP, 2005]

    Artwork by Daniel Campbell

    Ascolta il disco

    #AlbumCovers #copertineBelle #DanielCampbell #TheDrones #WaitLongByTheRiverAndTheBodiesOfYourEnemiesWillFloatBy

  24. Copertine belle: Guided by Voices – Strut of Kings

    Guided by Voices – Strut of Kings [Guided by Voices, 2024]

    Artwork (and layout) by Robert Pollard

    Ascolta

    #AlbumCovers #copertineBelle #GuidedByVoices #RobertPollard #StrutOfKings

  25. Le copertine belle su acqueagitate

    Circa un anno fa su pixelfed, la rete sociale che mira a far le veci (o le feci?) di instagram per lə cittadinə del fediverso, ho iniziato a pubblicare copertine di dischi che ritengo particolarmente belle; senza seguire un filo in particolare, come al solito, ma pescando un po’ a caso nel mare degli ascolti, e con l’unica regola minima di indicare il nome dell’autrice o dell’autore dell’opera, l’etichetta e l’anno di pubblicazione del disco. L’obiettivo era quello, molto semplice, di dare risalto alle arti visive che accompagnano la musica in un periodo in cui, paradossalmente, nell’epoca del dominio dell’immagine, le copertine dei dischi e l’esperienza che di queste facciamo sono relegate lì in un angoletto, schiacciate sotto il peso degli ascolti in streaming (che poi probabilmente la colpa è da attribuire al disegno delle piattaforme più che allo streaming in sé, ma questo è un altro discorso, sarebbe lungo e non intendo affrontarlo qui).

    Insomma dicevo, ho iniziato a postare queste copertine, ne ho fatto una bella collection e poi… e poi niente, mi sono stancato di pixelfed, dei suoi stupidi bug che non vengono mai risolti e anzi peggiorano, del suo essere una piattaforma spettacolare che però sta ferma e immobile, non un passo avanti manco per sbaglio. Dopo un momento concitato di bestemmie e caos (inizio a postarle su hubzilla? Su friendica? Provo con entrambe, faccio un gran casino) è arrivata l’illuminazione (sì, sono uno sveglio): ma le posto sul blog cazzo! E eccoci qua. Il primo post è già andato e corrisponde all’ultima copertina della collezione di pixelfed. Le altre resteranno lì, non ho voglia di mettermi a traslocare; a parte la penultima, che ripubblico qui sotto perché a) non voglio lasciare il post di annuncio sprovvisto di copertina; b) è una copertina storica, e ci sta bene nel post di annuncio; c) c’è una storia bella a corredo dell’immagine, una storia venuta fuori giusto l’anno scorso della quale io non sapevo assolutamente nulla fino a una settimana fa.

    Un’ultima cosa pratica: potete seguire i post delle copertine cliccando su due tag che troverete in fondo ai post, #CopertineBelle e #AlbumCovers. Per coloro che leggeranno il post dal fediverso, be’, basta seguire uno dei due hashtag (non è bellissimo? «pazzesco il futuro, PAZZESCO!» cit.).

    Led Zeppelin – IV [Atlantic, 1971]

    Original photograph by Ernest Howard Farmer. Subject: Lot Long. Potete leggere la storia in italiano qui, and you can read about the story in english here.

    #AlbumCovers #copertineBelle #CopertineBelle #ErnestHowardFarmer #IV #LedZeppelin #LotLong