#estrattivismo — Public Fediverse posts
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Carburante per la guerra. La linea rossa del capitale: sangue, petrolio e complicità italiana
C’è una linea invisibile che attraversa il Me
https://umanitanova.org/carburante-per-la-guerra-la-linea-rossa-del-capitale-sangue-petrolio-e-complicita-italiana/
#2026 #Articoli #DalMondo #numero_16 #capitalismo #colonialismo #ecocidio #EconomiaDiGuerra #estrattivismo #flotilla #FontiEnergetiche #gaza #genocidi #Guerra #LotteSindacali #Petrolio #porti #profitto #RisorseEnergetiche #sindacalismo -
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Carburante per la guerra. La linea rossa del capitale: sangue, petrolio e complicità italiana
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Carburante per la guerra. La linea rossa del capitale: sangue, petrolio e complicità italiana
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Collegamenti #6
Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.
Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.
Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.
Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?
Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.
Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.
Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.
Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim HiorthøyNella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.
Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.
Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.
Fine.
#acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground -
Collegamenti #6
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Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.
Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.
Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?
Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.
Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.
Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.
Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim HiorthøyNella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.
Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.
Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.
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Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.
Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?
Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.
Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.
Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.
Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim HiorthøyNella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.
Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.
Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.
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Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.
Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?
Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.
Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.
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Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim HiorthøyNella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.
Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.
Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.
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Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.
Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?
Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.
Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.
Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.
Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim HiorthøyNella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.
Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.
Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.
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Board of Peace, 30 anni dopo Dayton
“Ci siamo detti: pianifichiamo un castrofico successo“. Così Jared Kushner, intervenuto sul palco di Davos dopo che il suocero Donald Trump aveva firmato la fondazione del Board of Peace, ha commentato l’immagine della ‘new Gaza‘, compresi i grattacieli futuristici sul lungomare per il “turismo costiero”, hub di trasporti e infrastrutture energetiche, da costruire sulle macerie della distruzione provocata da oltre due anni di bombardamenti e raid israeliani che hanno raso al […]https://radioblackout.org/podcast/board-of-peace-30-anni-dopo-dayton/
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Board of Peace, 30 anni dopo Dayton
“Ci siamo detti: pianifichiamo un castrofico successo“. Così Jared Kushner, intervenuto sul palco di Davos dopo che il suocero Donald Trump aveva firmato la fondazione del Board of Peace, ha commentato l’immagine della ‘new Gaza‘, compresi i grattacieli futuristici sul lungomare per il “turismo costiero”, hub di trasporti e infrastrutture energetiche, da costruire sulle macerie della distruzione provocata da oltre due anni di bombardamenti e raid israeliani che hanno raso al […]https://radioblackout.org/podcast/board-of-peace-30-anni-dopo-dayton/
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Vivere con le miniere nell’Africa meridionale http://storieinmovimento.org/2025/12/09/vivere-con-le-miniere-nellafrica-meridionale/?pk_campaign=feed&pk_kwd=vivere-con-le-miniere-nellafrica-meridionale #comunitàminerarie #ecologiapolitica #vitaquotidiana #estrattivismo #colonialismo #capitalismo #fotografia #SudAfrica #miniera #scarti #zambia #Blog
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Il capitale sottostante. È uscito il numero 68 di «Zapruder» http://storieinmovimento.org/2025/12/18/il-capitale-sottostante-e-uscito-il-numero-68-di-zapruder/?pk_campaign=feed&pk_kwd=il-capitale-sottostante-e-uscito-il-numero-68-di-zapruder #StorieinMovimento #estrattivismo #capitalismo #immaginario #minatori #Zapruder #miniera #Blog
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Disertare la guerra – prendersi cura della terra. Per una gestione collettiva di territori e risorse
Nel fine settimana del 29 e 30 novembre
https://umanitanova.org/disertare-la-guerra-prendersi-cura-della-terra-per-una-gestione-collettiva-di-territori-e-risorse/
#2025 #Articoli #DallItalia #numero_36 #Anarchismo #antimilitarismo #autogestione #ecologia #EcologiaSociale #estrattivismo #GruppoBakunin #GruppoBakuninRoma #manifestazioni #montagna #mutualismo #overtourism #piemonte #Torino -
Disertare la guerra – prendersi cura della terra. Per una gestione collettiva di territori e risorse
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THE COST OF GROWTH: BOLOGNA TRA CONVERGENZE ED ECOLOGIE
Vag61, martedì 2 dicembre alle ore 18:00 CET
THE COST OF GROWTH: BOLOGNA TRA CONVERGENZE ED ECOLOGIE
Martedì 2 dicembre, dalle 18:00 a VAG61, Bologna
Come si collegano le lotte contro l’estrattivismo e quelle in difesa del lavoro e dei diritti sociali? Come costruiamo alternative capaci di realizzarsi sulla scala locale e incidere su quella globale? Ne parleremo martedì 2 dicembre a VAG61, durante una serata che ospiterà una delle anteprime italiane del documentario The Cost of Growth, e un momento di confronto a più voci verso il 2026.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Voice Over Foundation. Serata collettiva a supporto dell’azionariato popolare del Collettivo di Fabbrica ex GKN.https://balotta.org/event/the-cost-of-growth-bologna-tra-convergenze-ed-ecologie
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THE COST OF GROWTH: BOLOGNA TRA CONVERGENZE ED ECOLOGIE
Vag61, martedì 2 dicembre alle ore 18:00 CET
THE COST OF GROWTH: BOLOGNA TRA CONVERGENZE ED ECOLOGIE
Martedì 2 dicembre, dalle 18:00 a VAG61, Bologna
Come si collegano le lotte contro l’estrattivismo e quelle in difesa del lavoro e dei diritti sociali? Come costruiamo alternative capaci di realizzarsi sulla scala locale e incidere su quella globale? Ne parleremo martedì 2 dicembre a VAG61, durante una serata che ospiterà una delle anteprime italiane del documentario The Cost of Growth, e un momento di confronto a più voci verso il 2026.
L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Voice Over Foundation. Serata collettiva a supporto dell’azionariato popolare del Collettivo di Fabbrica ex GKN.https://balotta.org/event/the-cost-of-growth-bologna-tra-convergenze-ed-ecologie
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Cineforum “Foragers” di Jumana Manna
Roma3, dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo, sala del consiglio II piano, giovedì 13 novembre alle ore 18:00 CET
🇵🇸 Il film dell’artista di origine palestinese Jumana Manna racconta le difficoltà quotidiane dell3 palestines3 nel vivere la propria terra, che gli viene sottratta dall’occupazione sionista.
Ambientato sulle alture del Golan, il film mette in evidenza come l’autorità israeliane responsabili dei parchi e delle riserve naturali, dietro la retorica della “protezione” della terra, partecipi al processo di espropriazione di quella stessa terra da cui l3 palestines3 raccolgono piante commestibili e che invece gli viene sottratta.
Il cineforum é parte della preparazione al prossimo ecolab che si terrà a RomaTre nell’ultima settimana di novembre: La Palestina, zona di sacrificio globale. Il laboratorio sarà la prima tappa del ciclo sull’estrazione di valore 🏴☠️
https://roma.convoca.la/event/cineforum-foragers-di-jumana-manna
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Cineforum “Foragers” di Jumana Manna
Roma3, dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo, sala del consiglio II piano, giovedì 13 novembre alle ore 18:00 CET
🇵🇸 Il film dell’artista di origine palestinese Jumana Manna racconta le difficoltà quotidiane dell3 palestines3 nel vivere la propria terra, che gli viene sottratta dall’occupazione sionista.
Ambientato sulle alture del Golan, il film mette in evidenza come l’autorità israeliane responsabili dei parchi e delle riserve naturali, dietro la retorica della “protezione” della terra, partecipi al processo di espropriazione di quella stessa terra da cui l3 palestines3 raccolgono piante commestibili e che invece gli viene sottratta.
Il cineforum é parte della preparazione al prossimo ecolab che si terrà a RomaTre nell’ultima settimana di novembre: La Palestina, zona di sacrificio globale. Il laboratorio sarà la prima tappa del ciclo sull’estrazione di valore 🏴☠️
https://roma.convoca.la/event/cineforum-foragers-di-jumana-manna
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Cineforum “Foragers” di Jumana Manna
Roma3, dipartimento di filosofia, comunicazione e spettacolo, sala del consiglio II piano, giovedì 13 novembre alle ore 18:00 CET
🇵🇸 Il film dell’artista di origine palestinese Jumana Manna racconta le difficoltà quotidiane dell3 palestines3 nel vivere la propria terra, che gli viene sottratta dall’occupazione sionista.
Ambientato sulle alture del Golan, il film mette in evidenza come l’autorità israeliane responsabili dei parchi e delle riserve naturali, dietro la retorica della “protezione” della terra, partecipi al processo di espropriazione di quella stessa terra da cui l3 palestines3 raccolgono piante commestibili e che invece gli viene sottratta.
Il cineforum é parte della preparazione al prossimo ecolab che si terrà a RomaTre nell’ultima settimana di novembre: La Palestina, zona di sacrificio globale. Il laboratorio sarà la prima tappa del ciclo sull’estrazione di valore 🏴☠️
https://roma.convoca.la/event/cineforum-foragers-di-jumana-manna
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Intersezione delle Lotte - La Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
CSOA Ex-Snia, lunedì 10 novembre alle ore 18:00 CET
la Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
con Mjriam Abu Samra
attivista italo-palestinese, co-fondatrice del Palestinian Youth Movement e ricercatrice presso la Ca' Foscari e l'Università della California Davis.Lunedì 10 novembre, h.18, CSOA EX SNIA
A partire da una lettura della Palestina in un’ottica decoloniale, come espressione della necessità esistenziale delle popolazioni di resistere e autodifendersi e, al tempo stesso, come laboratorio contemporaneo di distruzione massiva della vita in tutte le sue forme, l'incontro vuole costruire un’analisi più ampia che connetta locale e globale. Da questa prospettiva, si vuole riflettere su come i processi di distruzione e messa a profitto dei territori che abitiamo, dell'ambiente e dello sfruttamento degli esseri umani si inseriscano in una più ampia dinamica di devastazione ecosistemica, analizzata in chiave anticapitalista e antimperialista. Nel tracciare questi legami, si vuole anche ragionare sul tema della decolonizzazione della solidarietà e delle lotte, come condizione necessaria per costruire insieme forme di resistenza e di conflitto capaci di sfidare realmente le logiche del dominio e dello sfruttamento.
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Intersezione delle Lotte - La Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
CSOA Ex-Snia, lunedì 10 novembre alle ore 18:00 CET
la Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
con Mjriam Abu Samra
attivista italo-palestinese, co-fondatrice del Palestinian Youth Movement e ricercatrice presso la Ca' Foscari e l'Università della California Davis.Lunedì 10 novembre, h.18, CSOA EX SNIA
A partire da una lettura della Palestina in un’ottica decoloniale, come espressione della necessità esistenziale delle popolazioni di resistere e autodifendersi e, al tempo stesso, come laboratorio contemporaneo di distruzione massiva della vita in tutte le sue forme, l'incontro vuole costruire un’analisi più ampia che connetta locale e globale. Da questa prospettiva, si vuole riflettere su come i processi di distruzione e messa a profitto dei territori che abitiamo, dell'ambiente e dello sfruttamento degli esseri umani si inseriscano in una più ampia dinamica di devastazione ecosistemica, analizzata in chiave anticapitalista e antimperialista. Nel tracciare questi legami, si vuole anche ragionare sul tema della decolonizzazione della solidarietà e delle lotte, come condizione necessaria per costruire insieme forme di resistenza e di conflitto capaci di sfidare realmente le logiche del dominio e dello sfruttamento.
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Intersezione delle Lotte - La Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
CSOA Ex-Snia, lunedì 10 novembre alle ore 18:00 CET
la Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
con Mjriam Abu Samra
attivista italo-palestinese, co-fondatrice del Palestinian Youth Movement e ricercatrice presso la Ca' Foscari e l'Università della California Davis.Lunedì 10 novembre, h.18, CSOA EX SNIA
A partire da una lettura della Palestina in un’ottica decoloniale, come espressione della necessità esistenziale delle popolazioni di resistere e autodifendersi e, al tempo stesso, come laboratorio contemporaneo di distruzione massiva della vita in tutte le sue forme, l'incontro vuole costruire un’analisi più ampia che connetta locale e globale. Da questa prospettiva, si vuole riflettere su come i processi di distruzione e messa a profitto dei territori che abitiamo, dell'ambiente e dello sfruttamento degli esseri umani si inseriscano in una più ampia dinamica di devastazione ecosistemica, analizzata in chiave anticapitalista e antimperialista. Nel tracciare questi legami, si vuole anche ragionare sul tema della decolonizzazione della solidarietà e delle lotte, come condizione necessaria per costruire insieme forme di resistenza e di conflitto capaci di sfidare realmente le logiche del dominio e dello sfruttamento.
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Intersezione delle Lotte - La Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
CSOA Ex-Snia, lunedì 10 novembre alle ore 18:00 CET
la Resistenza Palestinese e le lotte nei territori contro l'estrattivismo capitalista
con Mjriam Abu Samra
attivista italo-palestinese, co-fondatrice del Palestinian Youth Movement e ricercatrice presso la Ca' Foscari e l'Università della California Davis.Lunedì 10 novembre, h.18, CSOA EX SNIA
A partire da una lettura della Palestina in un’ottica decoloniale, come espressione della necessità esistenziale delle popolazioni di resistere e autodifendersi e, al tempo stesso, come laboratorio contemporaneo di distruzione massiva della vita in tutte le sue forme, l'incontro vuole costruire un’analisi più ampia che connetta locale e globale. Da questa prospettiva, si vuole riflettere su come i processi di distruzione e messa a profitto dei territori che abitiamo, dell'ambiente e dello sfruttamento degli esseri umani si inseriscano in una più ampia dinamica di devastazione ecosistemica, analizzata in chiave anticapitalista e antimperialista. Nel tracciare questi legami, si vuole anche ragionare sul tema della decolonizzazione della solidarietà e delle lotte, come condizione necessaria per costruire insieme forme di resistenza e di conflitto capaci di sfidare realmente le logiche del dominio e dello sfruttamento.
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Guyana: formidabile crescita estrattivista ma scarse ricadute sociali
Il modello estrattivista si conferma funzionale solo agli interessi delle big companyhttps://codice-rosso.net/guyana-formidabile-crescita-estrattivista-ma-scarse-ricadute-sociali/
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Collettiva Fotografica Pigneto '25
Parchetto autogestito (Collettivo Recuperamo), domenica 12 ottobre alle ore 11:30 CEST
Il 12 ottobre, alle ore 11.30 al Parchetto Recuperamo in via del Pigneto 5F, ritorna la Collettiva Fotografica Pigneto.
L'evento è giunto ormai al suo terzo anno consecutivo grazie al lavoro delle realtà che lo costruiscono - Collettivo Recuperamo e Rotta Genuina - all* fotograf* che partecipano a questa iniziativa di collettivizzazione dello sguardo, all* ospiti che ogni anno ci raggiungono e ci aprono, attraverso la loro esperienza, finestre su mondi di cui ancora magari non sappiamo molto e alle altre persone e realtà che a vario titolo e modo aggiungono mattoni fondamentali per far sì che questa iniziativa cresca e risulti sempre più interessante e attuale.
PROGRAMMA:Focus: come ogni anno la Collettiva sceglie un tema da approfondire durante la giornata. Quest'anno ne tratteremo uno di grande attualità: quello che lega colonialismo, estrattivismo, impatti ambientali e vertenze che vi si oppongono. Tant* ospiti che dall'Italia e dall'estero interverranno per raccontarci i loro lavori e le loro esperienze, attraverso un panel, un laboratorio e uno spettacolo di standup.
Esposizione fotografica - tutto il giorno - Parchetto Recuperamo
Libreria fotografica - tutto il giorno - la libreria fotografica Leporello, con sede al Pigneto, sarà presente con un banco libreria
Mostre - tutto il giorno - la Collettiva ospiterà le mostre tematiche "La Sottile Linea Verde" lavoro fotografico su 5 grandi vertenze ambientaliste realizzata da CFFC per A Sud, "In Itinere" compendio fotografico di un lavoro del circolo sullo spopolamento delle aree interne del Lazio, "Quando Salgono Le Lumache" lavoro fotografico di Linda Turicchia sulle alluvioni in Emilia Romagna e "A Onor Del Nero" lavoro fotografico di Andrea Tedone sui movimenti che si oppongono alle grandi opere estrattiviste
Letture portfolio - 11:30-15:00 - Irene Alison, nota photo editor, sarà presente con le sue letture portfolio
Laboratorio deColoniale - 14:30-18:00 - con Rahel Sereke e Rachele Borghi - uno spazio di confronto e ricerca collettiva per orientarsi dentro le dinamiche della colonialità che abitano ancora i nostri sguardi, discorsi e territori
Panel - 16:30 - testimonianze sul tema della giornata con Marica Di Pierri (A Sud), Andrea Tedone e Linda Turicchia
We Stand (Up) With Palestine - 19:00 - Cabaret Decoloniale di Rachele Borghi, che mescola cabaret, pensiero critico e risate, per attraversare i temi del femminismo e della decolonialità, incoraggiare l'azione, alleanze, complicità e solidarietà con la Palestina
Per prenotare le letture portfolio con Irene Alison potete contattarci via mail all'indirizzo [email protected], mentre per prenotare il proprio posto al laboratorio con Rachele Borghi e Rahel Sereke bisogna compilare il form al link Registrazione al 𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐂𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐑𝐚𝐡𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐞𝐤𝐞 & 𝐑𝐚𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢 - a cura di Rotta Genuina APS
Per qualsiasi ulteriore informazione siamo disponibili sempre all'indirizzo [email protected].
L'evento è reso inoltre possibile dall'indispensabile contributo di Periferia Capitale, il programma per la città di Roma della Fondazione Charlemagne.
Ci vediamo il 12 a via del Pigneto 5F: cancelli aperti dalle 11.30!https://roma.convoca.la/event/collettiva-fotografica-pigneto-25
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Collettiva Fotografica Pigneto '25
Parchetto autogestito (Collettivo Recuperamo), domenica 12 ottobre alle ore 11:30 CEST
Il 12 ottobre, alle ore 11.30 al Parchetto Recuperamo in via del Pigneto 5F, ritorna la Collettiva Fotografica Pigneto.
L'evento è giunto ormai al suo terzo anno consecutivo grazie al lavoro delle realtà che lo costruiscono - Collettivo Recuperamo e Rotta Genuina - all* fotograf* che partecipano a questa iniziativa di collettivizzazione dello sguardo, all* ospiti che ogni anno ci raggiungono e ci aprono, attraverso la loro esperienza, finestre su mondi di cui ancora magari non sappiamo molto e alle altre persone e realtà che a vario titolo e modo aggiungono mattoni fondamentali per far sì che questa iniziativa cresca e risulti sempre più interessante e attuale.
PROGRAMMA:Focus: come ogni anno la Collettiva sceglie un tema da approfondire durante la giornata. Quest'anno ne tratteremo uno di grande attualità: quello che lega colonialismo, estrattivismo, impatti ambientali e vertenze che vi si oppongono. Tant* ospiti che dall'Italia e dall'estero interverranno per raccontarci i loro lavori e le loro esperienze, attraverso un panel, un laboratorio e uno spettacolo di standup.
Esposizione fotografica - tutto il giorno - Parchetto Recuperamo
Libreria fotografica - tutto il giorno - la libreria fotografica Leporello, con sede al Pigneto, sarà presente con un banco libreria
Mostre - tutto il giorno - la Collettiva ospiterà le mostre tematiche "La Sottile Linea Verde" lavoro fotografico su 5 grandi vertenze ambientaliste realizzata da CFFC per A Sud, "In Itinere" compendio fotografico di un lavoro del circolo sullo spopolamento delle aree interne del Lazio, "Quando Salgono Le Lumache" lavoro fotografico di Linda Turicchia sulle alluvioni in Emilia Romagna e "A Onor Del Nero" lavoro fotografico di Andrea Tedone sui movimenti che si oppongono alle grandi opere estrattiviste
Letture portfolio - 11:30-15:00 - Irene Alison, nota photo editor, sarà presente con le sue letture portfolio
Laboratorio deColoniale - 14:30-18:00 - con Rahel Sereke e Rachele Borghi - uno spazio di confronto e ricerca collettiva per orientarsi dentro le dinamiche della colonialità che abitano ancora i nostri sguardi, discorsi e territori
Panel - 16:30 - testimonianze sul tema della giornata con Marica Di Pierri (A Sud), Andrea Tedone e Linda Turicchia
We Stand (Up) With Palestine - 19:00 - Cabaret Decoloniale di Rachele Borghi, che mescola cabaret, pensiero critico e risate, per attraversare i temi del femminismo e della decolonialità, incoraggiare l'azione, alleanze, complicità e solidarietà con la Palestina
Per prenotare le letture portfolio con Irene Alison potete contattarci via mail all'indirizzo [email protected], mentre per prenotare il proprio posto al laboratorio con Rachele Borghi e Rahel Sereke bisogna compilare il form al link Registrazione al 𝐋𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐂𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐑𝐚𝐡𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐞𝐤𝐞 & 𝐑𝐚𝐜𝐡𝐞𝐥𝐞 𝐁𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢 - a cura di Rotta Genuina APS
Per qualsiasi ulteriore informazione siamo disponibili sempre all'indirizzo [email protected].
L'evento è reso inoltre possibile dall'indispensabile contributo di Periferia Capitale, il programma per la città di Roma della Fondazione Charlemagne.
Ci vediamo il 12 a via del Pigneto 5F: cancelli aperti dalle 11.30!https://roma.convoca.la/event/collettiva-fotografica-pigneto-25
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Digitale e Salute Mentale
Circolo Arci Guernelli, lunedì 9 giugno alle ore 18:30 CEST
Uno spazio per parlare di cura, digitale e salute mentale
Lunedì 9 Giugno Ore 18:30-20:30
presso il Circolo Arci Guernelli, via Via Antonio Gandusio, 6/A
Discussione aperta sul tema, con una breve introduzione sull’iniziativa e su cosa possiamo fare.
Se ci sembra che le piattaforme, i social, le app, i videogiochi e altro spesso siano un luogo senza cura, non siano conduttive ad un tipo di comunicazione sana, se il loro uso ci lascia con stati d'animo negativi, se sentiamo che è troppo facile perdere il controllo del nostro tempo o delle nostre abitudini, se sentiamo che il nostro livello di attenzione collettivo stia peggiorando….
Se sentite che uno o più di questi temi vi tocchino, se avete voglia di condividere la vostra esperienza, o anche solo di ascoltare... troviamoci per parlarne assieme.
La nostra capacità cognitiva collettiva è da tempo una grande miniera per l’estrattivismo digitale: più dati, più engagement, più energie assorbite dai dispositivi, maggiore è il guadagno delle grandi piattaforme. Pensiamo che sia ora di riprendere quello che è nostro.
Ci confronteremo sul tema partendo dalla nostra esperienza personale, nel rispetto reciproco e con riservatezza.
Contatto e info: 3519341395. Ingresso libero - Obbligo di tessera ARCI
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Digitale e Salute Mentale
Circolo Arci Guernelli, lunedì 9 giugno alle ore 18:30 CEST
Uno spazio per parlare di cura, digitale e salute mentale
Lunedì 9 Giugno Ore 18:30-20:30
presso il Circolo Arci Guernelli, via Via Antonio Gandusio, 6/A
Discussione aperta sul tema, con una breve introduzione sull’iniziativa e su cosa possiamo fare.
Se ci sembra che le piattaforme, i social, le app, i videogiochi e altro spesso siano un luogo senza cura, non siano conduttive ad un tipo di comunicazione sana, se il loro uso ci lascia con stati d'animo negativi, se sentiamo che è troppo facile perdere il controllo del nostro tempo o delle nostre abitudini, se sentiamo che il nostro livello di attenzione collettivo stia peggiorando….
Se sentite che uno o più di questi temi vi tocchino, se avete voglia di condividere la vostra esperienza, o anche solo di ascoltare... troviamoci per parlarne assieme.
La nostra capacità cognitiva collettiva è da tempo una grande miniera per l’estrattivismo digitale: più dati, più engagement, più energie assorbite dai dispositivi, maggiore è il guadagno delle grandi piattaforme. Pensiamo che sia ora di riprendere quello che è nostro.
Ci confronteremo sul tema partendo dalla nostra esperienza personale, nel rispetto reciproco e con riservatezza.
Contatto e info: 3519341395. Ingresso libero - Obbligo di tessera ARCI
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Altri Mondi, Altre Voci
Zazie nel metrò, giovedì 8 maggio alle ore 19:30 CEST
Altri Mondi, Altre Voci
Inchieste, reportage e sguardi condivisi su geografie invisibili
Quattro appuntamenti dedicati alla presentazione e al confronto con gruppi di giornalismo indipendente e collettivi di freelance: Fada Collective, IrpiMedia, Centro di Giornalismo Permanente e Rivista Corvialista.
Con Altri Mondi, Altre Voci vogliamo dare spazio a chi ogni giorno cerca nuovi modi di raccontare il mondo, sporcandosi le mani con la realtà, attraversandola con cura, passione e senso critico. Crediamo in un’informazione che non si limiti a osservare da lontano, ma che scelga da che parte stare, assumendo uno sguardo dichiaratamente partigiano: schierato con i corpi, le lotte e le comunità che si muovono ai margini, contro le narrazioni imposte dal potere. Un giornalismo che non rincorre la neutralità come forma di equidistanza, ma che prende posizione, costruendo ponti tra chi racconta e chi resiste.
Gli incontri si svolgeranno a Zazie nel Metrò alle 19.30 in queste date:
• Giovedì 8 Maggio, Centro di giornalismo permanente.
Repressione in Nord Africa: il filone tunisino e marocchino della lotta senza confine ai dissidenti (Matteo Garavoglia).
Istituzioni totali e diritto all'informazione: come il giornalismo indipendente può raccontare i luoghi di privazione della libertà personale (Marica Fantauzzi)
• Giovedì 15 Maggio, Fada collective
L’attacco dell'industria petrolifera all'Iraq: una lunga inchiesta sugli impatti degli impianti estrattivi di Eni, BP e Shell nel sud iracheno, in particolare sull'accesso all'acqua e sulla salute.
• Giovedì 22 Maggio, Rivista Corvialista
Presentazione del numero 1 della "Rivista Corvialista”: Come raccontare e dare voce alle periferie invisibili o stigmatizzate delle grandi cittá? Quali le metamorfosi del "serpentone" di Corviale? Partecipano i redattori e le redattrici della rivista, che diventa trimestrale.
• Giovedì 29 Maggio, IrpiMedia
DesertDumps: In Nord Africa esiste un sistema per espellere nel deserto i migranti che provengono da Paesi schiacciati tra il Sahara e l’Equatore. Lo scopo è impedire loro di raggiungere l’Europa, principio-guida del lungo processo di esternalizzazione delle frontiere condotto dall’Unione europea negli ultimi vent’anni.
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Altri Mondi, Altre Voci
Zazie nel metrò, giovedì 8 maggio alle ore 19:30 CEST
Altri Mondi, Altre Voci
Inchieste, reportage e sguardi condivisi su geografie invisibili
Quattro appuntamenti dedicati alla presentazione e al confronto con gruppi di giornalismo indipendente e collettivi di freelance: Fada Collective, IrpiMedia, Centro di Giornalismo Permanente e Rivista Corvialista.
Con Altri Mondi, Altre Voci vogliamo dare spazio a chi ogni giorno cerca nuovi modi di raccontare il mondo, sporcandosi le mani con la realtà, attraversandola con cura, passione e senso critico. Crediamo in un’informazione che non si limiti a osservare da lontano, ma che scelga da che parte stare, assumendo uno sguardo dichiaratamente partigiano: schierato con i corpi, le lotte e le comunità che si muovono ai margini, contro le narrazioni imposte dal potere. Un giornalismo che non rincorre la neutralità come forma di equidistanza, ma che prende posizione, costruendo ponti tra chi racconta e chi resiste.
Gli incontri si svolgeranno a Zazie nel Metrò alle 19.30 in queste date:
• Giovedì 8 Maggio, Centro di giornalismo permanente.
Repressione in Nord Africa: il filone tunisino e marocchino della lotta senza confine ai dissidenti (Matteo Garavoglia).
Istituzioni totali e diritto all'informazione: come il giornalismo indipendente può raccontare i luoghi di privazione della libertà personale (Marica Fantauzzi)
• Giovedì 15 Maggio, Fada collective
L’attacco dell'industria petrolifera all'Iraq: una lunga inchiesta sugli impatti degli impianti estrattivi di Eni, BP e Shell nel sud iracheno, in particolare sull'accesso all'acqua e sulla salute.
• Giovedì 22 Maggio, Rivista Corvialista
Presentazione del numero 1 della "Rivista Corvialista”: Come raccontare e dare voce alle periferie invisibili o stigmatizzate delle grandi cittá? Quali le metamorfosi del "serpentone" di Corviale? Partecipano i redattori e le redattrici della rivista, che diventa trimestrale.
• Giovedì 29 Maggio, IrpiMedia
DesertDumps: In Nord Africa esiste un sistema per espellere nel deserto i migranti che provengono da Paesi schiacciati tra il Sahara e l’Equatore. Lo scopo è impedire loro di raggiungere l’Europa, principio-guida del lungo processo di esternalizzazione delle frontiere condotto dall’Unione europea negli ultimi vent’anni.
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Altri Mondi, Altre Voci
Zazie nel metrò, giovedì 8 maggio alle ore 19:30 CEST
Altri Mondi, Altre Voci
Inchieste, reportage e sguardi condivisi su geografie invisibili
Quattro appuntamenti dedicati alla presentazione e al confronto con gruppi di giornalismo indipendente e collettivi di freelance: Fada Collective, IrpiMedia, Centro di Giornalismo Permanente e Rivista Corvialista.
Con Altri Mondi, Altre Voci vogliamo dare spazio a chi ogni giorno cerca nuovi modi di raccontare il mondo, sporcandosi le mani con la realtà, attraversandola con cura, passione e senso critico. Crediamo in un’informazione che non si limiti a osservare da lontano, ma che scelga da che parte stare, assumendo uno sguardo dichiaratamente partigiano: schierato con i corpi, le lotte e le comunità che si muovono ai margini, contro le narrazioni imposte dal potere. Un giornalismo che non rincorre la neutralità come forma di equidistanza, ma che prende posizione, costruendo ponti tra chi racconta e chi resiste.
Gli incontri si svolgeranno a Zazie nel Metrò alle 19.30 in queste date:
• Giovedì 8 Maggio, Centro di giornalismo permanente.
Repressione in Nord Africa: il filone tunisino e marocchino della lotta senza confine ai dissidenti (Matteo Garavoglia).
Istituzioni totali e diritto all'informazione: come il giornalismo indipendente può raccontare i luoghi di privazione della libertà personale (Marica Fantauzzi)
• Giovedì 15 Maggio, Fada collective
L’attacco dell'industria petrolifera all'Iraq: una lunga inchiesta sugli impatti degli impianti estrattivi di Eni, BP e Shell nel sud iracheno, in particolare sull'accesso all'acqua e sulla salute.
• Giovedì 22 Maggio, Rivista Corvialista
Presentazione del numero 1 della "Rivista Corvialista”: Come raccontare e dare voce alle periferie invisibili o stigmatizzate delle grandi cittá? Quali le metamorfosi del "serpentone" di Corviale? Partecipano i redattori e le redattrici della rivista, che diventa trimestrale.
• Giovedì 29 Maggio, IrpiMedia
DesertDumps: In Nord Africa esiste un sistema per espellere nel deserto i migranti che provengono da Paesi schiacciati tra il Sahara e l’Equatore. Lo scopo è impedire loro di raggiungere l’Europa, principio-guida del lungo processo di esternalizzazione delle frontiere condotto dall’Unione europea negli ultimi vent’anni.
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Altri Mondi, Altre Voci
Zazie nel metrò, giovedì 8 maggio alle ore 19:30 CEST
Altri Mondi, Altre Voci
Inchieste, reportage e sguardi condivisi su geografie invisibili
Quattro appuntamenti dedicati alla presentazione e al confronto con gruppi di giornalismo indipendente e collettivi di freelance: Fada Collective, IrpiMedia, Centro di Giornalismo Permanente e Rivista Corvialista.
Con Altri Mondi, Altre Voci vogliamo dare spazio a chi ogni giorno cerca nuovi modi di raccontare il mondo, sporcandosi le mani con la realtà, attraversandola con cura, passione e senso critico. Crediamo in un’informazione che non si limiti a osservare da lontano, ma che scelga da che parte stare, assumendo uno sguardo dichiaratamente partigiano: schierato con i corpi, le lotte e le comunità che si muovono ai margini, contro le narrazioni imposte dal potere. Un giornalismo che non rincorre la neutralità come forma di equidistanza, ma che prende posizione, costruendo ponti tra chi racconta e chi resiste.
Gli incontri si svolgeranno a Zazie nel Metrò alle 19.30 in queste date:
• Giovedì 8 Maggio, Centro di giornalismo permanente.
Repressione in Nord Africa: il filone tunisino e marocchino della lotta senza confine ai dissidenti (Matteo Garavoglia).
Istituzioni totali e diritto all'informazione: come il giornalismo indipendente può raccontare i luoghi di privazione della libertà personale (Marica Fantauzzi)
• Giovedì 15 Maggio, Fada collective
L’attacco dell'industria petrolifera all'Iraq: una lunga inchiesta sugli impatti degli impianti estrattivi di Eni, BP e Shell nel sud iracheno, in particolare sull'accesso all'acqua e sulla salute.
• Giovedì 22 Maggio, Rivista Corvialista
Presentazione del numero 1 della "Rivista Corvialista”: Come raccontare e dare voce alle periferie invisibili o stigmatizzate delle grandi cittá? Quali le metamorfosi del "serpentone" di Corviale? Partecipano i redattori e le redattrici della rivista, che diventa trimestrale.
• Giovedì 29 Maggio, IrpiMedia
DesertDumps: In Nord Africa esiste un sistema per espellere nel deserto i migranti che provengono da Paesi schiacciati tra il Sahara e l’Equatore. Lo scopo è impedire loro di raggiungere l’Europa, principio-guida del lungo processo di esternalizzazione delle frontiere condotto dall’Unione europea negli ultimi vent’anni.
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#AMAZZONIA, DENUNCIA DI #GREENPEACE: L'ESTRAZIONE ILLEGALE DI ORO HA DISTRUTTO IN DUE ANNI OLTRE 4 MILA ETTARI DI #FORESTA NEI TERRITORI #INDIGENI
ROMA, 08.04.2025 – L'estrazione illegale di #oro continua a devastare l'Amazzonia, nonostante gli sforzi dei governi per contrastarla.
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#AMAZZONIA, DENUNCIA DI #GREENPEACE: L'ESTRAZIONE ILLEGALE DI ORO HA DISTRUTTO IN DUE ANNI OLTRE 4 MILA ETTARI DI #FORESTA NEI TERRITORI #INDIGENI
ROMA, 08.04.2025 – L'estrazione illegale di #oro continua a devastare l'Amazzonia, nonostante gli sforzi dei governi per contrastarla.
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#AMAZZONIA, DENUNCIA DI #GREENPEACE: L'ESTRAZIONE ILLEGALE DI ORO HA DISTRUTTO IN DUE ANNI OLTRE 4 MILA ETTARI DI #FORESTA NEI TERRITORI #INDIGENI
ROMA, 08.04.2025 – L'estrazione illegale di #oro continua a devastare l'Amazzonia, nonostante gli sforzi dei governi per contrastarla.
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#AMAZZONIA, DENUNCIA DI #GREENPEACE: L'ESTRAZIONE ILLEGALE DI ORO HA DISTRUTTO IN DUE ANNI OLTRE 4 MILA ETTARI DI #FORESTA NEI TERRITORI #INDIGENI
ROMA, 08.04.2025 – L'estrazione illegale di #oro continua a devastare l'Amazzonia, nonostante gli sforzi dei governi per contrastarla.
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#AMAZZONIA, DENUNCIA DI #GREENPEACE: L'ESTRAZIONE ILLEGALE DI ORO HA DISTRUTTO IN DUE ANNI OLTRE 4 MILA ETTARI DI #FORESTA NEI TERRITORI #INDIGENI
ROMA, 08.04.2025 – L'estrazione illegale di #oro continua a devastare l'Amazzonia, nonostante gli sforzi dei governi per contrastarla.
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#ecologia #Australia #estrattivismo
Il ministro delle miniere australiano del Territorio del Nord, Mark #Monaghan, ha stabilito un divieto permanente all’estrazione di #uranio in un territorio abitato dagli #aborigeni e situato ai confini del #Kakadu national park.
Lifegate -
#ecologia #Australia #estrattivismo
Il ministro delle miniere australiano del Territorio del Nord, Mark #Monaghan, ha stabilito un divieto permanente all’estrazione di #uranio in un territorio abitato dagli #aborigeni e situato ai confini del #Kakadu national park.
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#ecologia #Australia #estrattivismo
Il ministro delle miniere australiano del Territorio del Nord, Mark #Monaghan, ha stabilito un divieto permanente all’estrazione di #uranio in un territorio abitato dagli #aborigeni e situato ai confini del #Kakadu national park.
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#ecologia #Australia #estrattivismo
Il ministro delle miniere australiano del Territorio del Nord, Mark #Monaghan, ha stabilito un divieto permanente all’estrazione di #uranio in un territorio abitato dagli #aborigeni e situato ai confini del #Kakadu national park.
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#ecologia #Australia #estrattivismo
Il ministro delle miniere australiano del Territorio del Nord, Mark #Monaghan, ha stabilito un divieto permanente all’estrazione di #uranio in un territorio abitato dagli #aborigeni e situato ai confini del #Kakadu national park.
Lifegate -
AMUSSU IMIDER (proiezione)
Parco don Bosco, domenica, 26 maggio (21:00)
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AMUSSU IMIDER (proiezione)
Parco don Bosco, domenica, 26 maggio (21:00)
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AMUSSU IMIDER (proiezione)
Parco don Bosco, domenica, 26 maggio (21:00)