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#glifosato — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #glifosato, aggregated by home.social.

  1. Herbicida con glifosato agrava las pérdidas de Bayer por demandas judiciales

    Desde la compra de la compañía estadounidense Monsanto en 2018, Bayer ha tenido que desembolsar más de 10.000 millones de dólares en procesos judiciales.
    La entrada Herbicida con glifosato agrava las pérdidas de Bayer por demandas judiciales aparece primero en Semanario Universidad.

    #Bayer #Cancerígeno #Demandas #Glifosato #Herbicida #Mundo #Roundup #ÚltimaHora

    semanariouniversidad.com/mundo

  2. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  3. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  4. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  5. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  6. Collegamenti #6

    Prosegue la saga degli appunti e dei collegamenti casuali ed eventualmente sconnessi.

    Inizio con una bella foto che ritrae Holger Czukay e Damo Suzuki dei Can agli Inner Space Studios a Weilerswist. I Can, una di quelle band che è in grado di innalzare di parecchio sopra il livello della media la musica di quelli che riesce a influenzare.

    Dai Can a un’altra band che adoro, i Silver Apples, ovvero Simeon Coxe e Dan Taylor, tra i primi a credere che si potesse mischiare il rock con l’elettronica e tirarne fuori qualcosa di nuovo. Era il 1967-1968, addirittura. Consiglio molto, oltre all’ascolto dei primi due album degli Apples, questo articolino di Randall Roberts che racconta la storia della band e dell’idea che ci sta dietro: prendere dei vecchi oscillatori usati dall’esercito americano durante la Seconda guerra mondiale per disturbare le comunicazioni dei nazisti e farci della musica. Notevole.

    Dalla musica sperimentale, eseguo un volo pindarico e atterro nella Tuscia viterbese (la terra che mi ospita), sul suo suolo ammaccato e sulle sue falde acquifere in sofferenza. Mi danno l’opportunità di farlo due articoli apparsi su «Dinamo Press» il mese scorso. Li firma Bengasi Battisti, ex sindaco di Corchiano, che molti di noi conoscono per le lotte in difesa dell’acqua pubblica e per quelle contro le coltivazioni estensive di noccioleti affamate di fitofarmaci che coprono la provincia. I temi affrontati dai due articoli sono le cave dismesse e abbandonate che attendono la bonifica, e l’uso degli erbicidi a base di glifosato. Riguardo a quest’ultimo punto è significativo, sottolinea Battisti, che lo studio scientifico che è stato usato per decenni per sostenere l’innocuità del glifosato sia stato recentemente ritirato perché si è scoperto che era stato manipolato dalla Monsanto, azienda produttrice del famoso erbicida Roundup. Vedi il caso alle volte?

    Nei movimenti, qualcosa si muove. Il mese scorso è nata l’Alleanza Antiautoritaria, con l’obiettivo di costruire un fronte comune per arginare l’avanzata degli autoritarismi, per combattere fanatici e simpatizzanti degli uomini forti ovunque si annidino, anche a sinistra, per costruire solidarietà internazionalista con chiunque si trovi a subire il bastone dell’autorità. Io non so cosa richiedano i tempi infami che stiamo vivendo, non amo né i profeti né il profetizzare, ma se l’internazionalismo sta messo malino, e mi pare difficile controbattere a quest’affermazione, allora il dargli una spinta è un obiettivo che condivido profondamente, AA è come l’aria fresca in una notte estiva e diventa un collegamento stabile di questo blog.

    Ancora dai movimenti: il Gruppo Anarchico Germinal-Trieste ha buttato giù un’analisi collettiva della questione palestinese intitolata «Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare». Avrei voluto scriverla io una roba così, ne sentivo la mancanza e dunque ve la rifilo.

    Torno alla musica e mi avvio piano piano a chiudere la porta.

    Here Be Monsters, 2016 – Artwork by Kim Hiorthøy

    Nella puntata precedente ho lanciato l’hashtag #LaMusicaDel2016 per ricordare gli album bellissimi usciti dieci anni fa; accanto a me c’era The Peace and Truce of Future of The Left dei Future of The Left. Saltando di disco in disco, è ora giunto il turno di Here Be Monsters dei Motorpsycho. È un album morbido per lo standard dei Motorpsycho, ma contiene delle melodie fantastiche, dei gran viaggioni psichedelici e una bellissima cover di Spin, Spin, Spin. Ha anche una gran bella copertina, non vi pare? E qui mi sovviene una domanda: il 2016 fu l’anno delle copertine minimali bianche coi disegni neri? Adoro questi collegamenti del caso che probabilmente non significano niente.

    Infine, visto che parliamo di copertine, segnalo questo articolo che a sua volta segnala uno studio interessantissimo della storica dell’arte Carissa Kowalski Dougherty intitolato The Coloring of Jazz: Race and Record Cover Design in American Jazz, 1950 to 1970 («Il colore del jazz: razza e design delle copertine dei dischi nel jazz americano, dal 1950 al 1970»). Io vorrei leggere solo cose così. Lo consiglio molto.

    Delle copertine analizzate ne prendo in prestito una. Rappresenta Underground, il disco del 1968 di Thelonious Monk, ed è l’immagine della sobrietà :-) Il design è di John Berg e Dick Mantel e la foto è di Horn e Griner.

    Fine.

    #acqua #albumCovers #AlleanzaAntiautoritaria #BengasiBattisti #Can #copertineBelle #DamoSuzuki #estrattivismo #glifosato #GruppoAnarchicoGerminalTrieste #HereBeMonsters #HolgerCzukay #internazionalismo #Israele #jazz #LaMusicaDel2016 #Motorpsycho #nocciole #Palestina #SilverApples #TheloniousMonk #Tuscia #Underground
  7. Manuel E. Hernández nunca ha trabajado en un cañaveral. Y sin embargo, sus riñones fallan. En varios países centroamericanos hay una incidencia de deficiencia renal más alta de la habitual. El causante: la gran cantidad de agroquímicos usados en las plantaciones, y especialmente el #Glifosato

    La historia de Manuel es una de las muchas que @carrocombate ha documentado en El Salvador, en un proyecto en colaboración con #CERAI

    Primer artículo en @climatica_coop

    climatica.coop/cultivar-ecolog

  8. Manuel E. Hernández nunca ha trabajado en un cañaveral. Y sin embargo, sus riñones fallan. En varios países centroamericanos hay una incidencia de deficiencia renal más alta de la habitual. El causante: la gran cantidad de agroquímicos usados en las plantaciones, y especialmente el #Glifosato

    La historia de Manuel es una de las muchas que @carrocombate ha documentado en El Salvador, en un proyecto en colaboración con #CERAI

    Primer artículo en @climatica_coop

    climatica.coop/cultivar-ecolog

  9. Manuel E. Hernández nunca ha trabajado en un cañaveral. Y sin embargo, sus riñones fallan. En varios países centroamericanos hay una incidencia de deficiencia renal más alta de la habitual. El causante: la gran cantidad de agroquímicos usados en las plantaciones, y especialmente el #Glifosato

    La historia de Manuel es una de las muchas que @carrocombate ha documentado en El Salvador, en un proyecto en colaboración con #CERAI

    Primer artículo en @climatica_coop

    climatica.coop/cultivar-ecolog

  10. Manuel E. Hernández nunca ha trabajado en un cañaveral. Y sin embargo, sus riñones fallan. En varios países centroamericanos hay una incidencia de deficiencia renal más alta de la habitual. El causante: la gran cantidad de agroquímicos usados en las plantaciones, y especialmente el #Glifosato

    La historia de Manuel es una de las muchas que @carrocombate ha documentado en El Salvador, en un proyecto en colaboración con #CERAI

    Primer artículo en @climatica_coop

    climatica.coop/cultivar-ecolog

  11. Más allá del #glifosato: radiografía de los #pesticidas presentes en los #cultivoseuropeos
    Se estima que reducen en torno a un 30 % las pérdidas de cultivos provocadas por plagas y enfermedades.
    A nivel global, el #consumoagrícola de pesticidas pasó de 2,8 millones de toneladas en 2010 a 3,5 millones en 2022, lo que supone un incremento del 25 % en apenas 12 años
    El uso de pesticidas en Europa ha sido moderado por las regulaciones
    Manuel Conde Cid,
    #UniversidadedeVigo
    theconversation.com/mas-alla-d

  12. #Glifosato, el #veneno cancerígeno con el que se eliminan #árboles en #Zaragoza: arainfo.org/?p=307828

    👉 El Ayuntamiento de Zaragoza está eliminando no solo los árboles afectados por las obras del Huerva, sino también otros ejemplares de la especie ailanto, catalogada como especie invasora. Un proceso que se está llevando a cabo en algunas ocasiones con el uso de un #herbicida potencialmente #cancerígeno y sin la debida comunicación a la ciudadanía.

  13. Este estudio muestra la presencia de #glifosato en agua y suelo; con mayor concentración en aguas subterráneas de sitios con cultivo de #maíz y calabaza, y en suelos agrícolas con soya #transgénica (cuya siembra es ilegal en #Mexico), frijol y maíz

    El grupo de científicos mexicanos comprometidos con el ambiente y la salud evaluó las concentraciones de glifosato en aguas subterráneas, aguas superficiales y suelos en 9 localidades de 5 estados

    pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/400822

    #glyphosate #GMO

  14. Bayer demandada en Francia por posible vínculo del glifosato con malformaciones

    La batalla legal en los tribunales en Francia contra el gigante químico alemán, presentado por un joven de 17 años que nació con malformaciones, espera generar jurisprudencia para otros casos de posibles víctimas del herbicida más vendido en el mundo.
    La entrada Bayer demandada en Francia por posible vínculo del [...]

    #Bayer #Demanda #Glifosato #Herbicida #Malformaciones #Mundo #ÚltimaHora

    semanariouniversidad.com/mundo

  15. En #Canadá un Tribunal Federal dictaminó que la renovación del permiso para #glifosato #glyphosate dada por la Agencia Reguladora de Gestión de Plagas #PMRA de #HealthCanada no era razonable pues sólo estaba sellando la renovación sin mirar la nueva ciencia

    Felicidades #SafeFoodMatters #FOECanada #EnvironmentalDefense y #DavidSuzukiFDN por esta victoria en favor de la salud de las personas en Canadá que es también una victoria para la salud socioambiental a nivel global

    safefoodmatters.org/2025/02/19

  16. Durante más de dos siglos, la #innovación y el #progreso sólo han significado maximizar y optimizar la #explotación.

    Sólo muy pocos reconocen el daño causado y se esfuerzan por cambiar. Sin embargo, los tomadores de decisiones no lo hacen.

    La #ciencia y la #investigación actúan como amonestadores, pero ¿a quién le debemos los #PFAS, el #glifosato, los #plásticos y todos los demás venenos y herramientas destructivas? Todavía no he visto ninguna idea o disculpa de su parte.

  17. "Il governo Meloni arriva all’appuntamento senza aver preso ufficialmente posizione e senza alcun dibattito all’interno del Parlamento."
    Che novità…

    #glifosato #GovernoDellaVergogna #salute #21settembre

    ilmanifesto.it/glifosato-la-co

  18. "El hambre es un crimen”: En Argentina, no es una crisis, es un modelo político.

    El Gobierno y la oposición apuestan todo al extractivismo, un modelo que asegura más pobreza, dependencia y contaminación.

    👉 avispa.org/?p=93713 🐝

    #Argentina #Transgénico #Agronegocio #Minería #Glifosato #Latinoamérica #FMI #MesaContraElHambre #LATAM #Syngenta #Monsanto #Córdoba

  19. "El hambre es un crimen”: En Argentina, no es una crisis, es un modelo político.

    El Gobierno y la oposición apuestan todo al extractivismo, un modelo que asegura más pobreza, dependencia y contaminación.

    👉 avispa.org/?p=93713 🐝

    #Argentina #Transgénico #Agronegocio #Minería #Glifosato #Latinoamérica #FMI #MesaContraElHambre #LATAM #Syngenta #Monsanto #Córdoba

  20. "El hambre es un crimen”: En Argentina, no es una crisis, es un modelo político.

    El Gobierno y la oposición apuestan todo al extractivismo, un modelo que asegura más pobreza, dependencia y contaminación.

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    #Argentina #Transgénico #Agronegocio #Minería #Glifosato #Latinoamérica #FMI #MesaContraElHambre #LATAM #Syngenta #Monsanto #Córdoba

  21. "El hambre es un crimen”: En Argentina, no es una crisis, es un modelo político.

    El Gobierno y la oposición apuestan todo al extractivismo, un modelo que asegura más pobreza, dependencia y contaminación.

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    #Argentina #Transgénico #Agronegocio #Minería #Glifosato #Latinoamérica #FMI #MesaContraElHambre #LATAM #Syngenta #Monsanto #Córdoba

  22. "El hambre es un crimen”: En Argentina, no es una crisis, es un modelo político.

    El Gobierno y la oposición apuestan todo al extractivismo, un modelo que asegura más pobreza, dependencia y contaminación.

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  23. "EEUU intimida a México para permitir uso de glifosato y siembra de maíz transgénico"

    E.E.U.U. decreta ultimátum a México, obligando al país a demostrar científicamente el sustento de la prohibición de la siembra del maíz transgénico y el uso del glifosato.

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    #México #EU #EEUU #EstadosUnidos #EUA #Canadá #Maíz #MaízTransgénico #TMEC #Monsanto #Transgénico #Transgénicos #Glifosato #SinMaízNoHayPaís #Agroquímicos #Fertilizantes #Agroecología #MedioAmbiente #AMLO

  24. "EEUU intimida a México para permitir uso de glifosato y siembra de maíz transgénico"

    E.E.U.U. decreta ultimátum a México, obligando al país a demostrar científicamente el sustento de la prohibición de la siembra del maíz transgénico y el uso del glifosato.

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    #México #EU #EEUU #EstadosUnidos #EUA #Canadá #Maíz #MaízTransgénico #TMEC #Monsanto #Transgénico #Transgénicos #Glifosato #SinMaízNoHayPaís #Agroquímicos #Fertilizantes #Agroecología #MedioAmbiente #AMLO

  25. "EEUU intimida a México para permitir uso de glifosato y siembra de maíz transgénico"

    E.E.U.U. decreta ultimátum a México, obligando al país a demostrar científicamente el sustento de la prohibición de la siembra del maíz transgénico y el uso del glifosato.

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  26. "EEUU intimida a México para permitir uso de glifosato y siembra de maíz transgénico"

    E.E.U.U. decreta ultimátum a México, obligando al país a demostrar científicamente el sustento de la prohibición de la siembra del maíz transgénico y el uso del glifosato.

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    #México #EU #EEUU #EstadosUnidos #EUA #Canadá #Maíz #MaízTransgénico #TMEC #Monsanto #Transgénico #Transgénicos #Glifosato #SinMaízNoHayPaís #Agroquímicos #Fertilizantes #Agroecología #MedioAmbiente #AMLO