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61 results for “aliide”
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Lmao, Schröder? What an absolute joke, this nauseating human's dealings with Russia is part of the reason the war started, solidifying European energy dependence on Russia, cutting defence spending, working in Russian energy companies, and still making idiot public statements about how the west is "demonising" Russia. Of course Putin wants him.
#Ukraine #putin #russia #Deutschland #Schröder #russiaukraineWar #Ukrainewar #news #energy #energymarkets #oil #spd #germany
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Can't help but feel it would have been smarter for The Onion to be more subtle about the InfoWars takeover, they had the chance to access their core audience and now with the rainbow logo and everything I reckon ... they're gonna notice
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Met a man today who tried to convince me there was no distinction betweens Russians and Ukrainians because he lived in Russia and "couldn't tell the difference". Buddy, your dearth of observational skills and unwillingness to learn Ukrainian and listen to Ukrainians is the problem, not the absence of a distinction between the two. It's like some people are proud of their ignorance?
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Inside my laptop power cable, wires form the Estonian flag 🇪🇪
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RE: https://posts.rat.pictures/@hannah/116359442679739175
Aka making shit up
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On how Russia's attempts at indoctrinating Ukrainian children in the temporarily occupied territories, are another prong of its war on Ukrainian identity and nationhood. Me, for Jamestown:
https://jamestown.org/russian-indoctrination-of-ukrainian-children-is-war-on-ukraines-future/
#Ukraine #russia #genocide #war #russiaukraineWar #imperialism #indoctrination #news #education
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Stop referring to Steve Sweeney as a "journalist". He works for Russian state television. He's a propagandist. Even the current DOS website notes that RT moved beyond being a media entity and is "engaged in information operations, covert influence, and military procurement".
#media #journalism #stevesweeney #medianews #news #lebanon #israel #russia #reporting #ukraine #disinfo #disinformation #propaganda
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People gathering on Trafalgar Square this evening
#ukraine #russiainvadedukraine #russia #russiaukraineWar #london #ukpol #uk #trafalgarSquare #nationalgallery #news #war
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People gathering on Trafalgar Square this evening
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People gathering on Trafalgar Square this evening
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People gathering on Trafalgar Square this evening
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People gathering on Trafalgar Square this evening
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@x41h definitely a Russian deli then 😂 I noticed a few restaurants quietly changing their menus to "Slavic-influenced" or something to that effect (from "Russian"), after the full-scale invasion.
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I muted the word "Slavic" and all variants of it several times from my IG feed (I know, it sucks to still occasionally use it). But the algorithm is desperate to show me covert pro-Russia influencers pushing "Slavic" as an identity or aesthetic (as opposed to a linguistic group or the tool of Russian imperialism & hegemony that it primarily is). It's incredibly frustrating, does anyone else keep being shown muted content?
#instagram #slav #slavic #slavicgirl #imperialism #algorithm #tech
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this kitty just ... loves sun
#cats #cat #catsofmastodon #belated #caturday #voids #voidcats #blackcats #silentsunday
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@andi yeah, it's incredibly sus, server side code is closed-source, and there is evidence of Durov living freely in Russia after claiming to have left. Telegram's "opposition" reputation seems carefully cultivated so it appeals to foreign users. And this:
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@coreyspowell wait, the cosmic owl is real?!?!
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Ia anyone on here actually using Telegram as a messaging app? I'm curious whether seemingly sane Mastodon users trust Durov (I wouldn't).
#durov #telegram #messaging #apps #signal #russia #fediverse #openweb #tech #technology #espionage #freespeech
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Lithuania looking Lowry-esque (photo: Andrius Aleksandravičius)
#Lithuania #Kaunas #Baltic #Baltics #Lowry #art #drone #dronephotography #photography
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As I invariably post every few months: I'm so tired of people going to the Baltics to write articles about the "persecuted" Russians there. You're not being persecuted if you refuse to learn the language of the country you live in. The language bar is so low, too (A2). It's laziness and chauvinism.
Do better, western journalists.
#Baltics #Latvia #russians #russia #Riga #news #theeconomist #soviet #ussr #ukraine #russiaukrainewar #Baltic #Latvian #language #linguistics #journalism #media
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L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi
In effetti lo scontro frontale, tra mondo del lavoro, Stato e impresa, che si inaugura nel 1949, e che troverà poi una sua drammatica e ufficiale descrizione nell’inchiesta parlamentare sulle condizioni dei lavoratori nelle fabbriche del 1955, mette in risalto numeri impressionanti: “tra il gennaio del 1948 e il settembre del 1954 vi sono in Italia 75 operai uccisi, 5104 feriti, 148.269 arresti e 61.243 condannati in relazione ad azioni di protesta sindacale” <469. Altrettanto allarmante è la conta dei caduti e degli arresti nelle azioni di lotta condotte nelle campagne, tanto al Sud che nel Centro-Nord, “oltre 80 braccianti assassinati mentre lottavano per il lavoro, e oltre 10.000 anni di carcere per la gente delle campagne” <470. Mentre al secondo congresso della CGIL a Genova, nell’ottobre del 1949, si lanciava il Piano del lavoro, in 65 giorni venivano brutalmente colpite le lotte per l’occupazione delle terre con gli eccidi a Melissa, Torremaggiore e Montescaglioso: in questo modo il governo sembrava dire “no alla proposta del Piano e alla richiesta di «distensione» che Di Vittorio aveva avanzato” <471. Il 9 gennaio del 1950, mentre la CGIL organizzava la Conferenza economica nazionale, prevista ufficialmente per gennaio e tenutasi a fine febbraio, la polizia sparò sugli operai a Modena uccidendone sei <472. Di Vittorio, dalle pagine del “Lavoro”, disse: “L’eccidio di Modena pesa; e continuerà a pesare per lungo tempo sulla vita italiana. Se De Gasperi e Scelba credono che si tratti d’un semplice «incidente», d’un fatto di cronaca che sarà presto dimenticato, si ingannano. A Modena, il 9 gennaio dell’Anno Santo 1950, le forze di polizia, agli ordini d’un governo cattolico e d’un Ministro degli Interni cattolico, hanno massacrato sei lavoratori, sei creature umane. Il raccapriccio, per questo orrendo massacro, diviene più acuto ed implacabile, quando si pensa che non si tratta d’un fatto isolato, accidentale. L’eccidio di Modena fa seguito ad altri tre eccidi, sempre di lavoratori, compiuti dalle stesse forze di polizia, agli ordini dello stesso Ministro degli Interni: Melissa, Torremaggiore, Montescaglioso. Il numero dei lavoratori uccisi, in soli due mesi, è salito a quattordici! È un primato, un ben triste primato – come ha osservato con alto senso umano e storico Luigi Salvatorelli ne «La Stampa» – perché ha superato tutti i precedenti della storia d’Italia e di altri paesi, se si eccettuano quelli fascisti o coloniali! Non un «incidente», quindi, ma un sistema, un metodo, una politica, che sono impersonati dal Ministro Scelba, pur essendone responsabile l’intero governo” <473.
#1949 #1950 #1952 #1954 #AlcideDeGasperi #assolutismo #braccianti #CGIL #cortei #DC #eccidi #EmilianoSchember #fredda #GiuseppeDiVittorio #governi #guerra #lavoro #LuigiSalvatorelli #manifestazioni #MarioScelba #Melissa #Modena #Montescaglioso #operai #padronale #PCI #piano #polizia #repressione #StatiUniti #Torremaggiore
Si configurava un vero e proprio attacco al mondo del lavoro finalizzato al ripristino dell’assolutismo padronale, che il protagonismo dei lavoratori nella lotta di Liberazione aveva messo in discussione, che fu sorretto da un’azione repressiva che assumeva “il carattere di una vera e propria rivincita” <474. L’azione sistematica del governo De Gasperi, richiamata da Di Vittorio, aveva le sue ragioni, non solo nella riorganizzazione dell’assetto produttivo e nella restaurazione dell’assolutismo padronale, ma anche nella necessità di rispondere alle esigenze di adesione al blocco internazionale di appartenenza e alla metamorfosi che, nel 1950, la politica americana di aiuti economici stava subendo. Il passaggio dal concetto di produttività, previsto dal Piano Marshall, a quello di rafforzamento dell’integrazione strategica del blocco occidentale, dovuto al precipitare della guerra fredda e allo scoppio della guerra “calda” in Corea, determinò un innalzamento dello scontro sociale che si concretizzò in un’accentuazione della violenza repressiva dello Stato: alle schedature, agli arresti, alle uccisioni, di lavoratori e militanti della CGIL e del PCI, si affiancò il ricatto economico a quelle aziende che non avessero avallato la politica discriminatoria anticomunista, nei termini della minaccia di esclusione dalle commesse internazionali legate alla produzione bellica <475.
Le lotte del Piano del lavoro si articolavano, su tutto il territorio nazionale, in questo contesto stretto tra le “esigenze” derivanti dalla guerra fredda e la concreta e specifica attività repressiva che si realizzava nelle singole realtà lavorative. In questo senso anche specifiche lotte, molto caratterizzate, dal punto di vista degli obiettivi, da limitati contesti territoriali o lavorativi, e che spesso venivano criticate anche dal PCI per un eccessivo “economicismo”, cioè per una loro presunta debolezza politica, finivano, invece, per avere un forte valore di difesa della democrazia <476.
[NOTE]
469 S. MISIANI, Dalla teoria della stagnazione al Piano per lo sviluppo, cit., nota n. 7, p. 289.
470 G. FABIANI, Il Piano del lavoro e le lotte per la riforma, cit., p. 112.
471 P. SANTI, Il Piano del lavoro nella politica della CGIL: 1949-1952, cit., p. 17.
472 “E poi ci furono i provvedimenti del governo De Gasperi – Scelba contro i comizi in fabbrica e contro le occupazioni degli stabilimenti, e ancora i due scioperi generali indetti dalla Cgil”, L. MUSELLA, I sindacati nel sistema politico, cit., p. 884.
473 G. DI VITTORIO, Modena e la crisi, in «Lavoro», anno III, n. 3, 15-21 gennaio 1950, ASCGIL nazionale.
474 L. VERSACE, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., p. 205.
475 “Dai concetti della produttività si passò velocemente a quelli condizionati dal conflitto in Corea e dal necessario rafforzamento dell’integrazione strategica in Europa. Non ne furono travolti i principi ma ad esso furono orientate le forniture, in maggioranza di tipo militare e dirette ad aziende privilegiate nelle quali la rappresentanza sindacale fosse anticomunista. […] Tra il 1951 e il 1955 si assiste quindi ad un innalzamento del livello dello scontro. Il Piano Demagnetize, la rete Stay Behind, le schedature di sindacalisti, operai ed esponenti della sinistra rientrano perfettamente in questa logica che viene applicata direttamente al mondo del lavoro. La repressione antioperaia che si scatena in quegli anni è quindi figlia diretta di questo clima e dell’applicazione concreta dell’attacco al PCI attraverso il sindacato attuato dagli Stati Uniti, perché costringe le imprese – se mai ce ne fosse un assoluto bisogno – a introdurre misure restrittive della libertà politica e sindacale all’interno delle fabbriche, al fine di assicurarsi o rientrare nell’applicazione delle cosiddette commesse off-shore e, quindi, agire concretamente in senso anticomunista e antioperaio”, P. IUSO, La CGIL e la guerra fredda (1947-1956), cit., p. 191.
476 “era vero che tante energie le rivolgevamo soltanto ad obiettivi quantitativi e ignoravamo che l’Abruzzo, in quel momento, non dava un sufficiente apporto alla grande lotta, più importante, che era la scelta di campo. Ma per capire come questo avvenisse, dobbiamo tener ben presente cos’era la lotta di classe allora: non era certo un fair play, ci si sparava. Dal 1° marzo ’50 al ’54 in Abruzzo noi avemmo i morti di Lentella ed i morti di Celano, ed avemmo 607 processi, 7410 processati, di cui 4197 condannati, per complessivi 396 anni, e un ergastolo. Per un terzo vennero processati per le lotte del Piano del lavoro, ma per due terzi furono processati per comizi, manifestazioni ecc. Ora, dire 7410 processati non è soltanto un problema tecnico: vuol dire che tutto l’apparato viene distolto per un’altra cosa, perché significava, in quel momento, non soltanto 4710 famiglie, ma significava il fatto politico, la risposta che bisognava dare; ed allora era evidente che l’obiettivo di lotta era democratico (fare uscire dalla galera, mobilitazione di avvocati, collegi di avvocati): era il tempo in cui il nemico imponeva un altro obiettivo dal quale tu non potevi prescindere. Quindi la debolezza del Piano del lavoro stava nel fatto che la lotta con l’avversario era così dura che imponeva quel modo di lottare”, L. DI PAOLANTONIO, in Il Piano del lavoro della CGIL 1949-1950, cit., pp. 162-3.
Emiliano Schember, La CGIL dal Piano del lavoro alla proposta di uno Statuto dei lavoratori (1949-1952), Tesi di dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Anno Accademico 2011-2012 -
Royals bats as cold as the Cleveland air, Royals lose 2-1 https://www.rawchili.com/mlb/669427/ #AlcidesEscobar #Baseball #BobbyWittJr #CarlosEstevez #CarterJensen #Cleveland #ClevelandGuardians #EighthInning #Kansas #KansasCity #KansasCityRoyals #KansasCity #KansasCityRoyals #LaneThomas #LucasErceg #MattStrahm #MLB #NickKappel #NoahCameron #Ohio #royals #SalvadorPerez #TheKansasCityRoyals #TheRoyals #VinniePasquantino
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💬 #DidYouKnow that the #pianist Alide Topp once responded to claims that women lacked the "biceps of a man" for great music by stating she broke her #pianos as well as any man?
:wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Alide_Topp
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ÇA, UN PINGOUIN 🐦⁉️ Et oui, c’est bien un pingouin (et non pas un manchot 😉). Le pingouin torda vole ✈️ et élève un poussin un peu particulier ! Regarde bien 👀 : sur le bout du bec du bébé, on distingue une petite bosse blanche ⚪ appelée diamant 💎. Elle lui a servi à casser sa coquille au moment de l’éclosion 🥚✨.
Aujourd’hui, il ne reste qu’une seule espèce de pingouin… et elle vole 🐦✈️ !
Ces illustrations 🎨 sont extraites d’un poster représentant les alcidés de l’Arctique ❄️. Disponible sur ma boutique Redbubble (lien en bio) 🔗🛒.#PingouinTorda #Alcidés #OiseauxMarins #PeintureNaturaliste #Aquarelle #ArtEtNature #PosterNature #IllustrationAnimalière