L’Esprit indomptable
Quoiqu'un homme puisse faire, s'il génère l'esprit qui pense à faire quelque chose, son esprit s'arrête sur cette chose. C'est pourquoi l'homme devrait développer son esprit sans lui fournir d'endroit où s'arrêter. Si l'esprit n'est généré, la main ne pourra se mouvoir vers l'avant. Ceux qui, lorsqu'ils bougent, engendrent la pensée qui normalement s'arrête dans ce mouvement, mais ne s'arrête pas au cours de l'action, ceux-là sont appelés maîtres de toutes les […]Search
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Come creare un blog indipendente: dalla linea editoriale alla costruzione del pubblico
Indice dei contenuti
ToggleAprire un blog oggi è relativamente semplice. Bastano un dominio, una piattaforma di pubblicazione e un primo articolo. Molto più difficile è costruire un progetto editoriale che abbia una propria identità, raggiunga lettori interessati e riesca a durare nel tempo.
Creare un blog indipendente significa soprattutto avere la possibilità di scegliere cosa pubblicare, quali argomenti approfondire e quale rapporto instaurare con i lettori, senza subordinare ogni decisione alle tendenze dei social network o agli interessi degli inserzionisti.
Un blog può essere uno spazio personale, un progetto culturale, un laboratorio di giornalismo indipendente oppure il punto di partenza di una comunità. Può nascere dalla passione di una sola persona e diventare, progressivamente, una pubblicazione collettiva.
Ma da dove si comincia? E come si costruisce un blog capace di distinguersi nell’enorme quantità di contenuti disponibili online?
In questa guida vedremo come definire una linea editoriale, scegliere gli strumenti, organizzare i contenuti, utilizzare la SEO, trovare lettori e sviluppare collaborazioni.
Che cosa significa creare un blog indipendente
L’indipendenza di un blog non dipende soltanto dalla piattaforma utilizzata o dall’assenza di pubblicità.
Un sito può essere gestito autonomamente ma limitarsi a riprodurre contenuti di altri. Al contrario, un progetto può avere sostenitori economici e conservare una forte autonomia nelle proprie decisioni editoriali.
L’indipendenza riguarda soprattutto il controllo delle scelte: quali storie raccontare, quali fonti utilizzare, quali libri recensire, quali opinioni esprimere e quali rapporti economici accettare.
Questo non significa rinunciare a una posizione riconoscibile. Un blog può dichiarare apertamente i propri valori politici, culturali o sociali. Ciò che conta è distinguere i fatti dalle interpretazioni, verificare le informazioni e mantenere la libertà di criticare anche le realtà culturalmente più vicine.
Nel campo dell’informazione, questa distinzione è particolarmente importante.
Un progetto di controinformazione non dovrebbe limitarsi a sostenere il contrario di quanto affermano i mezzi di comunicazione tradizionali. Dovrebbe piuttosto contribuire alla pluralità delle fonti, recuperare notizie trascurate e offrire strumenti per comprendere meglio la realtà.
Su Magozine abbiamo approfondito questi temi nella guida dedicata alla controinformazione e ai media indipendenti.
Definire una linea editoriale prima di aprire il blog
La prima domanda non è quale piattaforma utilizzare, ma perché il blog dovrebbe esistere.
Quali argomenti vuoi affrontare? A chi desideri rivolgerti? Che cosa potrebbe trovare un lettore sul tuo sito che non trova facilmente altrove?
Un blog dedicato alla letteratura, per esempio, potrebbe scegliere di occuparsi delle novità editoriali più popolari. Oppure potrebbe valorizzare autori dimenticati, piccole case editrici, opere fuori catalogo e libri che affrontano questioni sociali.
Entrambi i progetti parlerebbero di libri, ma avrebbero identità molto diverse.
Individuare il proprio punto di vista
Per definire una linea editoriale prova a scrivere una breve dichiarazione che risponda a tre domande:
- Qual è l’argomento principale del progetto?
- Quali valori e criteri guideranno la scelta dei contenuti?
- Per quale motivo un lettore dovrebbe tornare?
Non serve un manifesto complesso. È sufficiente una direzione riconoscibile.
Un blog può anche occuparsi di argomenti differenti, purché esista un filo conduttore.
Magozine, nato nel 2007, ha attraversato negli anni letteratura, controcultura, storia, politica, simbolismo e recensioni. Sono temi diversi, ma possono convivere all’interno di un progetto che privilegia il pensiero critico e la ricerca culturale indipendente.
Il rischio non è trattare più argomenti. È pubblicare senza riuscire a spiegare quale relazione esista tra loro.
Scegliere gli argomenti e le fonti
Una volta individuata la direzione, costruisci un primo elenco di argomenti.
Se vuoi creare un blog di informazione indipendente, potresti concentrarti su questioni sociali, lavoro, ambiente, diritti, storia politica o iniziative culturali.
Per ciascun tema cerca di individuare fonti affidabili: documenti ufficiali, pubblicazioni scientifiche, archivi storici, interviste dirette, libri e ricerche verificabili.
Le opinioni sono una componente legittima della scrittura, ma non sostituiscono la documentazione.
In particolare, quando scrivi articoli di attualità, verifica date, dichiarazioni e contesto. Se un’informazione non è confermata, rendi esplicita questa incertezza.
La credibilità di un blog si costruisce anche attraverso la disponibilità a correggere gli errori.
Scegliere dominio e piattaforma per un blog indipendente
Definita l’identità editoriale, possiamo affrontare le questioni tecniche.
Esistono diverse possibilità per pubblicare un blog. Le più semplici prevedono piattaforme che gestiscono direttamente l’infrastruttura; altre permettono un maggiore controllo attraverso un dominio e un hosting propri.
La scelta dipende dagli obiettivi.
WordPress, Blogger o una piattaforma già pronta?
WordPress è una delle soluzioni più flessibili per sviluppare un progetto editoriale.
Con un’installazione WordPress ospitata su un proprio servizio di hosting puoi scegliere il dominio, organizzare categorie e pagine, installare strumenti aggiuntivi e modificare progressivamente la struttura del sito.
Questa libertà comporta però alcune responsabilità: aggiornamenti, sicurezza, backup e manutenzione.
WordPress.com offre invece un servizio gestito, con funzionalità che variano a seconda del piano utilizzato.
Blogger e altre piattaforme ospitate possono essere sufficienti per cominciare senza particolari competenze tecniche.
Anche servizi dedicati alle newsletter, come Substack, permettono di pubblicare contenuti e sviluppare un pubblico senza costruire inizialmente un sito autonomo.
Nessuna piattaforma rende automaticamente indipendente un progetto. Bisogna valutare il controllo sui contenuti, la possibilità di esportarli, i costi nel tempo e la dipendenza dalle condizioni del servizio.
Perché può essere utile un dominio proprio
Un dominio personale costituisce un punto di riferimento riconoscibile.
Se costruisci tutta la tua presenza all’interno di un social network, dipendi dalle sue regole, dalle modalità di distribuzione dei contenuti e dalle decisioni dell’azienda che lo gestisce.
Un sito con dominio proprio offre una maggiore continuità dell’identità editoriale, anche se richiede comunque servizi tecnici esterni.
Il dominio dovrebbe essere facile da ricordare, semplice da scrivere e sufficientemente flessibile da accompagnare eventuali sviluppi del progetto.
Non è necessario spendere molto per cominciare, ma vale la pena considerare fin dall’inizio i costi di rinnovo e manutenzione.
Come organizzare un blog: categorie, pagine e articoli
Uno degli errori più frequenti consiste nel pubblicare contenuti senza pensare alla loro organizzazione.
All’inizio, quando un blog contiene cinque o dieci articoli, può sembrare superfluo progettare una struttura. Ma quando i contenuti diventano cinquanta, cento o cinquecento, la mancanza di ordine rende difficile sia la navigazione sia la valorizzazione degli articoli precedenti.
Per questo conviene distinguere le pagine principali dagli approfondimenti.
Costruire una struttura per argomenti
Immagina di creare un blog dedicato all’informazione indipendente.
Potresti sviluppare una sezione generale sulla controinformazione, collegata ad approfondimenti sul giornalismo investigativo, sulle fonti, sulla disinformazione e sui progetti editoriali autonomi.
Ogni approfondimento dovrebbe rispondere a una domanda specifica, mantenendo un collegamento con la sezione principale.
Questa organizzazione consente ai lettori di esplorare un argomento progressivamente, invece di incontrare articoli isolati.
Per realizzarla non serve creare decine di categorie.
È preferibile partire da pochi temi riconoscibili e ampliare la struttura soltanto quando esistono contenuti sufficienti a giustificarla.
Le pagine fondamentali
Oltre agli articoli, un blog dovrebbe prevedere alcune pagine di riferimento.
La pagina Chi siamo deve raccontare chi scrive e quali sono gli obiettivi del progetto. La pagina dei contatti permette ai lettori e agli eventuali collaboratori di entrare in relazione con la redazione.
Quando il blog cresce, possono diventare utili una pagina per collaborare, un archivio tematico e una sezione dedicata alla newsletter.
Vanno inoltre predisposte le informazioni sulla privacy e gli altri adempimenti applicabili ai servizi effettivamente utilizzati.
Un blog indipendente deve essere riconoscibile anche per la trasparenza con cui presenta chi lo gestisce.
Scrivere contenuti originali e utilizzare la SEO
Pubblicare articoli interessanti non garantisce che qualcuno riesca a trovarli.
Una parte importante del lavoro consiste nel comprendere come le persone cercano informazioni e quali domande pongono ai motori di ricerca.
È qui che entra in gioco la SEO, cioè l’insieme delle pratiche che aiutano a rendere un sito comprensibile e accessibile ai motori di ricerca.
Partire dalle domande dei lettori
Supponiamo di voler scrivere un articolo sulla controinformazione.
Potremmo limitarci a un titolo generico, oppure chiederci quali informazioni stia cercando realmente una persona interessata all’argomento.
Vuole conoscere il significato della parola? Cerca una lista di media indipendenti? Desidera imparare a verificare le fonti? Oppure vuole aprire un proprio blog?
Sono domande differenti, che possono richiedere articoli diversi.
La ricerca delle parole chiave serve proprio a individuare questi bisogni.
Strumenti come Google Search Console permettono di scoprire attraverso quali ricerche le persone incontrano già il nostro sito. Altri strumenti di analisi aiutano a individuare argomenti, varianti delle query e possibili opportunità.
Ma le parole chiave non devono sostituire il progetto editoriale.
Non ogni ricerca popolare merita di diventare un articolo. Un contenuto è utile quando risponde a un interesse reale del pubblico e appartiene alla linea editoriale del blog.
Non scrivere soltanto per Google
La SEO è importante, ma può diventare controproducente quando induce a pubblicare contenuti costruiti esclusivamente per intercettare ricerche.
Ripetere continuamente una parola chiave non rende necessariamente un articolo più utile.
Un buon contenuto dovrebbe offrire informazioni accurate, una struttura leggibile, fonti riconoscibili e, quando possibile, un contributo originale.
Anche i collegamenti interni svolgono un ruolo importante. Un articolo introduttivo può rimandare a ricerche più approfondite, mentre le pagine specialistiche possono aiutare il lettore a ricostruire un quadro generale.
L’obiettivo non è soltanto ottenere una visita da Google, ma fare in modo che quella visita diventi un’occasione di lettura significativa.
Come costruire il pubblico di un blog indipendente
La pubblicazione di un articolo è soltanto l’inizio.
Un blog appena nato potrebbe ricevere pochissime visite, anche quando propone contenuti interessanti. Costruire un pubblico richiede continuità, attenzione alle esigenze dei lettori e capacità di sviluppare relazioni.
Non esiste una quantità di articoli che garantisca il successo.
Un progetto specializzato può costruire nel tempo una comunità molto coinvolta pur mantenendo numeri relativamente piccoli.
La domanda da porsi non è soltanto quante persone visitino il sito, ma quante trovino contenuti sufficientemente interessanti da tornare.
Newsletter: trasformare i visitatori in lettori abituali
La newsletter è uno degli strumenti più interessanti per chi vuole costruire un progetto editoriale indipendente.
Una persona può raggiungere un articolo attraverso Google, leggerlo e non tornare mai più.
Se invece trova interessante il progetto e sceglie di iscriversi alla newsletter, diventa possibile mantenere un rapporto più continuativo.
Non significa inviare continuamente messaggi promozionali.
Una buona newsletter può offrire una selezione degli articoli recenti, segnalare letture importanti, anticipare nuovi approfondimenti e condividere iniziative culturali.
È fondamentale che l’iscrizione sia volontaria, che il lettore sappia quali comunicazioni riceverà e che possa interromperle facilmente.
Utilizzare i social senza dipendere dai social
Instagram, Facebook, Bluesky, Telegram e altre piattaforme possono aiutare un blog a raggiungere persone che ancora non lo conoscono.
Ma non dovrebbero diventare l’unico luogo in cui il progetto esiste.
Un post pubblicato su un social è spesso legato a un flusso rapido di contenuti. Un articolo su un blog può invece mantenere valore e possibilità di essere trovato nel tempo.
I social possono quindi essere utilizzati come strumenti di diffusione e conversazione, mentre il sito conserva gli approfondimenti e l’archivio editoriale.
La newsletter aggiunge un ulteriore canale di relazione diretta con i lettori iscritti.
Collaborare con altri blog e progetti culturali
Nessun blog è obbligato a crescere da solo.
Esistono riviste indipendenti, librerie, associazioni, autori e pagine culturali che condividono interessi simili e possono contribuire alla circolazione delle idee.
Una collaborazione può nascere dalla pubblicazione di un articolo originale su un’altra rivista, da un’intervista, dalla segnalazione di un libro o dall’organizzazione di un’iniziativa comune.
Non dovrebbe però trasformarsi in uno scambio meccanico di collegamenti tra siti.
Un link ha valore per il lettore quando permette di raggiungere una risorsa pertinente e utile. La sua presenza dovrebbe essere giustificata dal contenuto, non da un accordo artificiale volto a influenzare i motori di ricerca.
Le collaborazioni migliori possono produrre risultati più duraturi: nuovi lettori, rapporti con autori ed editori, progetti condivisi e opportunità di pubblicazione.
Abbiamo approfondito queste possibilità anche nell’articolo Fare rete nella cultura: come creare collaborazioni tra realtà indipendenti.
Un blog indipendente può essere economicamente sostenibile?
L’indipendenza editoriale non implica necessariamente l’assenza di entrate economiche.
Gestire un sito comporta costi, anche quando tutto il lavoro viene svolto volontariamente: dominio, hosting, strumenti, manutenzione e soprattutto tempo.
Un progetto può sostenersi attraverso donazioni, abbonamenti volontari, libri, attività formative, servizi editoriali o altre iniziative coerenti con la propria identità.
L’importante è mantenere trasparente il rapporto tra finanziamento e contenuti.
Se una recensione è sponsorizzata, il lettore deve poterlo sapere. Se un link è affiliato, è necessario comunicarlo chiaramente e rispettare le regole applicabili.
La sostenibilità non riguarda soltanto il denaro.
Un blog che richiede una quantità di lavoro impossibile da mantenere rischia di interrompersi anche quando comincia ad attirare lettori.
Meglio scegliere una frequenza di pubblicazione sostenibile che inseguire un calendario troppo ambizioso.
La continuità editoriale nasce dalla capacità di conciliare qualità, risorse disponibili e obiettivi.
Come creare un blog indipendente: un percorso pratico per iniziare
Dopo aver affrontato i diversi aspetti, possiamo riassumere un possibile percorso di avvio.
La prima fase è progettuale. Definisci lo scopo del blog, individua il pubblico a cui vuoi rivolgerti e scegli tre o quattro argomenti principali. Scrivi una breve linea editoriale e raccogli le prime idee per gli articoli.
La seconda fase riguarda gli strumenti. Scegli una piattaforma coerente con le tue esigenze, valuta il dominio, configura il sito e prepara le pagine essenziali. Assicurati che il progetto sia leggibile anche da smartphone, accessibile e tecnicamente sicuro.
La terza fase è editoriale. Pubblica alcuni contenuti di riferimento, sviluppa approfondimenti collegati e utilizza le parole chiave per comprendere meglio le domande dei lettori. Verifica che ogni articolo offra informazioni utili e non ripeta semplicemente materiali già disponibili.
La quarta fase riguarda la diffusione. Attiva, quando possibile, una newsletter, individua i canali social più pertinenti e comincia a instaurare rapporti con altri progetti culturali.
L’ultima fase è quella della valutazione. Controlla quali articoli vengono letti, quali ricerche portano visite, quali temi suscitano interesse e quali contenuti meritano aggiornamenti.
Non è necessario ottenere risultati immediati. Un blog indipendente si costruisce progressivamente, anche attraverso errori, cambiamenti e nuove scoperte.
Diventa blogger: dall’idea a un progetto editoriale indipendente
L’esperienza maturata nella gestione di Magozine è alla base di Diventa blogger, il libro di Francesco Scatigno dedicato a chi desidera creare e sviluppare un proprio progetto editoriale.
Il manuale affronta la scrittura per il web, la ricerca degli argomenti, l’organizzazione dei contenuti, la SEO, la costruzione del pubblico, l’utilizzo della newsletter e gli strumenti digitali.
Non propone il blogging come una scorciatoia per guadagnare facilmente, ma come un’attività che richiede metodo, autonomia e continuità.
Per approfondire puoi leggere la presentazione di Diventa blogger oppure iniziare dal nostro corso gratuito Diventa blogger in 10 lezioni.
Conclusione: perché creare ancora un blog indipendente
In un ambiente digitale dominato da grandi piattaforme, creare un blog può sembrare una scelta controcorrente.
Eppure proprio questa caratteristica può rappresentare il suo valore.
Un blog permette di sviluppare ragionamenti che non si esauriscono in pochi secondi, conservare un archivio consultabile, approfondire argomenti trascurati e costruire rapporti con persone che condividono interessi culturali.
Non garantisce visibilità né indipendenza economica. Non elimina la dipendenza da infrastrutture e servizi esterni.
Offre però la possibilità di costruire uno spazio editoriale riconoscibile, nel quale le decisioni non siano determinate esclusivamente dalla ricerca del consenso immediato.
La questione fondamentale, allora, non è soltanto come creare un blog indipendente.
È capire quale contributo vogliamo portare alla discussione pubblica e quale comunità di lettori desideriamo costruire intorno a quel contributo.
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📰 Emanuele Filiberto e il carovita, pronto a candidarsi? Le richieste sempre più pressanti: di chi farebbe il leader e cosa pensa il principe
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🔗 https://www.open.online/2026/10/25/emanuele-filiberto-candidato-idea-politica-cosa-pensa/
Il principe di Savoia si augura che dopo 80 anni di repubblica «ci possa essere il modo di rileggere la storia in maniera più pacifica». E torna ad accarezzare l'idea di lanci…
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Un extrait de 'Pour une écologie pirate', de Fatima Ouassak.
Les descendants de l'immigration postcoloniale doivent apprendre à vivre avec cette hogra (NDRL, la volonté institutionnelle de terroriser et humilier les individus).
Mais ce qui est plus terrifiant encore, c'est de savoir depuis son plus jeune âge que la hogra est nécessaire. Que c'est parce que I'on est humilié que la société est en ordre. Il faut que certaines personnes soient détruites dans leur dignité, passées sous terre, terrorisées, afin qu'elles acceptent d'être exploitées et dépossédées. Si l'on n'est pas humilié, si l'on n'est pas sous-humanisé, la société ne peut plus fonctionner. Ce qui n'empêche pas que soit présent dans la hogra un petit supplément de haine que le système capitaliste n'exige pas, quelque chose qui pourrait conduire les hommes armés en uniforme au service d'un gouvernement d'extrême droite à terroriser des enfants jusqu'au sang, sans que cela soit nécessaire. Ce qui veut dire que même si la lutte anticapitaliste devait l'emporter, le problème ne serait pas réglé : demeurerait cet incontrôlable petit supplément de haine qui menace les enfants descendants de l'immigration africaine depuis si longtemps.
#Page42 #antiCapitalisme #racisme #décolonianisme #lecture -
Un extrait de 'Pour une écologie pirate, de Fatima Ouassak'.
Les descendants de l'immigration postcoloniale doivent apprendre à vivre avec cette hogra (NDRL, la volonté institutionnelle de terroriser et humilier les individus).
Mais ce qui est plus terrifiant encore, c'est de savoir depuis son plus jeune âge que la hogra est nécessaire. Que c'est parce que I'on est humilié que la société est en ordre. Il faut que certaines personnes soient détruites dans leur dignité, passées sous terre, terrorisées, afin qu'elles acceptent d'être exploitées et dépossédées. Si l'on n'est pas humilié, si l'on n'est pas sous-humanisé, la société ne peut plus fonctionner. Ce qui n'empêche pas que soit présent dans la hogra un petit supplément de haine que le système capitaliste n'exige pas, quelque chose qui pourrait conduire les hommes armés en uniforme au service d'un gouvernement d'extrême droite à terroriser des enfants jusqu'au sang, sans que cela soit nécessaire. Ce qui veut dire que même si la lutte anticapitaliste devait l'emporter, le problème ne serait pas réglé : demeurerait cet incontrôlable petit supplément de haine qui menace les enfants descendants de l'immigration africaine depuis si longtemps.
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i nuovi corsi del centroscritture, in partenza tra pochi giorni
In dieci nuovi corsi da ottobre 2026 a giugno 2027 svilupperemo un discorso intorno al modernismo (come fenomeno storico e categoria estetica) e alle sue evoluzioni nell’arco del Novecento fino ai nostri giorni. Che cosa avviene, all’inizio del Novecento, con la crisi dei fondamenti e la rottura della continuità tradizionale? Qual è il portato dell’affermarsi di istanze filosofiche, esistenziali ed estetiche introdotte dalla nuova fisica, dall’evoluzionismo, dalla psicoanalisi, dalla tecnologia e dall’industrializzazione di massa? Come tutto ciò ha forgiato la sensibilità occidentale contemporanea e come si è rivelato attraverso la poesia? E cosa resta oggi del progetto modernista di un’arte, di una parola, in grado di “stare al modo del tempo presente” – questo il significato di modernus – e individuarne i caratteri determinanti e le spinte propulsive, le fratture, le contraddizioni, i dolori e le speranze, i luoghi e i non-luoghi (le utopie)? Quali le forme e le opere capaci di restituire un’immagine spirituale del mondo quando la produzione stessa della testualità, finanche creativa, non è più esclusiva prerogativa umana?
Faremo questo viaggio per tappe fermandoci ad ascoltare la voce dei poeti, italiani nel nuovo ciclo di monografie e internazionali in un corso dedicato ai classici del modernismo storico (cfr. locandina qui sopra); studieremo e discuteremo due tra i testi filosofici che meglio hanno riflettuto sul modernismo estetico e i suoi postumi collocandolo nel contesto sociale e culturale che l’ha prodotto prima e messo in crisi poi; metteremo a tema per la prima volta, e a caldo, la questione dell’IA, dei modelli generativi, di cosa sono e che cosa significano per la scrittura poetica; entreremo nel laboratorio di alcuni dei poeti viventi più vicini alla sensibilità modernista, che tentano di aggiornarne la lezione al nostro tempo; e torneremo come ogni anno sul nostro laboratorio di scrittura ed editing collettivo, per scrivere, condividere e pubblicare con le nostre edizioni ECS.Tutte le lezioni saranno registrate in diretta nel giorno e ora del loro svolgimento, e messe a disposizione degli iscritti il giorno seguente in una sezione dedicata del sito, così da poterne usufruire in ogni momento e senza limite.
Per ogni informazione e per iscriversi:
#Adorno #AnnelisaAlleva #CentroScritture #centroscrittureIt #corsi #ExraPound #FedericoItaliano #FernandoPessoa #GeorgTrakl #GuidoMazzoni #HenriMichaux #IlariaSaraConiglio #iscrizioni #laboratorio #letteratura #LucaBevilacqua #MarianneMoore #MarinaCvetaeva #Modernismo #poesia #prosa #RenataMorresi #TheodorWAdorno #ValeriaTocco #ValerioMassaroni #WallaceStevens
centroscritture.it -
CICLOFICINA L'HORTA 🚲
CSOA L'Horta, dimecres, 28 d’octubre, a les 18:00 CET
Cicloficina de l'Horta és un espai col-lectiu on a través de l'autogestió i la filosofia del "fes-ho tu mateix" obrim la possibilitat a totes les persones de poder aprendre a reparar la seua bicicleta, en un espai en constant aprenentatge on proporcionem les ferramentes necessăries i l'experiència compartida des del col-lectiu, si necessites ajuda i tens dubtes sobre mecànica de bicis, pregunta iel resolem juntis. Este projecte s'autofinança amb
i'ajuda que cada u pot aportar, donant el seu temps,material, peces i bicicletes, o contribuint de manera econòmica aportant en el pot. Som persones ciclistes anticapitalistes, antifeixistes i transfeministes que veuen la bicicleta com un simbol de revolució i llibertat.
"L'única cadena que m'allibera és la
de la meua bicicleta" -
27/10/26 Segona trobada del Comitè de Vaga del districte de St. Andreu
Jardins d'Isabel Dominguez Paniagua, dimarts, 27 d’octubre, a les 18:00 CET
Molt bon dia veïnes i companyes!
La vaga per un habitatge i un treball digne ja és una realitat!
El sindicalisme d’habitatge i laboral hem fet una aposta clara per acabar amb el negoci de l’habitatge i la classe política que el permet.
La vaga només pot triomfar si la treballem entre totes, si la fem arribar a cada col·lectiu, a cada barri i cada centre de treball.
És per això que hem creat el Comitè de Vaga del districte de St. Andreu. Un espai d’unió entre moviments socials i individualitats que ens permetrà organitzar-nos per fer arribar aquesta vaga a tot arreu.
Us convidem a totes a participar a la segona assemblea oberta del comitè el dimarts 27 d’octubre a les 18h als Jardins d'Isabel Domínguez Paniagua, davant del Lidl del Bon Pastor.
Vine, participa.
Organitzem la resposta popular!https://bcn.convoca.la/event/271026-segona-trobada-del-comite-de-vaga-del-districte-de-st-andreu
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Molt bon dia veïnes i companyes!
La vaga per un habitatge i un treball digne ja és una realitat!
El sindicalisme d’habitatge i laboral hem fet una aposta clara per acabar amb el negoci de l’habitatge i la classe política que el permet.
La vaga només pot triomfar si la treballem entre totes, si la fem arribar a cada col·lectiu, a cada barri i cada centre de treball.
És per això que hem creat el Comitè de Vaga del districte de St. Andreu. Un espai d’unió entre moviments socials i individualitats que ens permetrà organitzar-nos per fer arribar aquesta vaga a tot arreu.
Us convidem a totes a participar a la segona assemblea oberta del comitè el dimarts 27 d’octubre a les 18h als Jardins d'Isabel Domínguez Paniagua, davant del Lidl del Bon Pastor.
Vine, participa.
Organitzem la resposta popular!#SantAndreudelPalomar #manifestació #assemblea #sindicathabitatge #vaga #vagageneral #VagaXHabitatge #vagageneral11n #vaga11n
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Aquest és un dels desafortunats cartells que l'alcalde l'Hospitalet ha posat per fer una crida al civisme. La falta de respecte que aquesta imatge mostra contra els porcs és irònicament una mostra ben clara d'incivisme i especisme. Per què no poseu la cara d'un humà, si tota aquesta brutícia és nostra? Desconfio dels ajuntaments massa centrats en la neteja: símptoma d'ultradreta. Sota l'obsessió de neteja queda insinuat el seu concepte de què o qui és un residu. #L'H #L'Hospitalet #Llobregat
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📰 Truffati dal Superbonus, l’ipotesi per salvare chi deve pagare senza colpe. Cantieri a metà e pratiche irregolari: dove sono e chi rischia di più
#️⃣ #ECONOMIALAVORO #Carovita #GovernoMeloni #Superbonus #Tasse #Truffe #OpenOnline
🔗 https://www.open.online/2026/10/25/truffati-superbonus-ipotesi-imposta-sostitutiva-governo/
Il governo studia una strada alternativa alla riscossione secca per chi si ritrova vittima di lavori non conformi o lasciati incompleti. Casi che riguardano soprattutt…
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Après Shirakawago on est à Kanazawa. Découverte d'une journée full pluie (genre sans accalmie pendant plusieurs heures 😅). Visite du château de Kanazawa et du jardin Kenroku-en attenant. Malgré la pluie, il faisait doux, et tout est splendide !
Au restau, j'ai pu parler un peu japonais en demandant si ce que je choisi contient du gluten ou pas. Les gens font tout pour me trouver quelque chose que je peux manger. 🥰
On est rentrés à notre hôtel vers 15h pour se sécher et se reposer (petit tour au 7-eleven pour la bouffe de ce soir, aussi 😁)
#Japon #Les3BonheursDuJour #VoyageDeNoces #LesNeuroDAuJapon -
En una época donde cualquier película (o cualquier producto q consumes, cine, libro, cómic, videojuego) tiene q ser mas grande que la vida, generacional y mierdas de esas una película palomitera, entretenida sin muchas pretensiones como #matchbox (si, la marca de cochecitosh 🤗🤭) con #johncena (q se está convirtiendo en el nuevo rey de la serie media palomitera y le aplaudo x ello) es un divertimento perfecto xa una noche de sabado de peli y pizza 👌🤗
Otra q pasará desapercibida xq patatas
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In buona solitudine ai tempi del COVID, scrissi un libretto, "Cronache dal nuovo mondo, la poesia al tempo della pandemia (www.simonecumbo.it).
Denunciavo il clima di terrore e lo sdoganamento del linguaggio bellico: coprifuoco, militari, generali, guerra, esercito...
Tutto ciò utile a farci convivere con un continuo clima di terrore. E rendere la guerra e il riarmo come normali e benvenuti.
Poi è venuta la guerra in Ucraina ed è tutto peggiorato. E di molto. Oggi si invia la Folgore (un corpo militare tra i più militaristi e destrosi...) per portare "ordine" a Milano. Con poche indignazioni visto il clima repressivo bipartisan.
Ma la poesia è libera per sua definizione: nonostante il mondo, questo mondo, i ciliegi sono in fiore, e i cuori, in chi sa ascoltarli, battono sempre e comunque... -
Bicicletada Verde por la Educación Pública
Alcalá de Henares, miércoles, 28 de octubre, 17:15 CET
La Asamblea de Docentes de Alcalá de Henares y el colectivo Vía Libre Alcalá convocamos una Bicicletada por la defensa de la Educación Pública!
Recorreremos la ciudad con nuestras bicis en 3 itinerarios desde Espartales, La Garena y el Val llegando a la Plaza de Cervantes. Nos haremos visibles por las calles de la ciudad para exigir mejores condiciones en nuestro sistema educativo.
Además con las bicicletas reivindicamos no solo mejoras en los centros si no también fuera de ellos en los entornos escolares. Porque la movilidad sostenible, ya sea en transporte público o en bici, hace que el desplazamiento a los centros escolares sea más inclusivo, saludable y seguro.
Detalles del evento:
Miércoles 28 de octubre
Quedada a las 17:15 Salida a las 17:30Elige el itinerario que mejor te venga:
Salidas desde:
Espartales - Plaza del Viento
La Garena - Estación Renfe
El Val - Plaza de la Juve
LLegada: Plaza de Cervantes (Concentración y lectura de manifiesto)
Pulsa aquí para consultar el mapa con los 3 itinerarios. Te puedes unir en cualquier punto durante el recorrido.
¡Esta marcha es apta para TODA LA FAMILIA! Circularemos en grupo de forma segura, sin prisa al ritmo de peques y mayores.
Mantente al día de estas y otras convocatorias en nuestras redes:
Correo de contacto: [email protected]
Recuerda: Casco obligatorio para menores de 16 años, recomendable llevar luces o elementos reflectantes.
https://agenda.henares.org/event/bicicletada-verde-por-la-educacion-publica
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Aquesta setmana hem començat a collir el safrà.
Hem descobert que els llimacs són un problema per la collita. Un petit llimac es menja en una nit el pistil de la flor. Els agrada tant com a nosaltres.
Hem resolt el problema, ni que sigui parcialment, amb ràtzies nocturnes. Desherbar tot l'entorn de la feixa dels safrans era massa feina. A banda, no ens agrada deixar el sòl nu, i si el tapéssim amb cobertura vegetal, els llimacs s'hi amagarien també. -
Tuần này có một bài trên Dev.to được chú ý: tác giả xóa mail server khỏi VPS và lấy lại được 1.2 GB RAM. Đọc xong mình nhớ lại con VPS 2 GB của mình. Mình cài nó "cho đủ thứ" rồi một hôm thấy OOM killer giết mất Postgres lúc 3 giờ sáng. Rất nhiều anh em Việt Nam chạy side project trên VPS 1-4 GB (Vultr, DigitalOcean, Hetzner, hoặc VPS trong nước giá rẻ), và kịch bản thường gặp là mua thêm RAM chứ không đi tìm xem RAM đang bị dùng vào đâu. Bài này là quy trình mình hay dùng để kiểm tra bộ nhớ một server Linux nhỏ: đọc số liệu cho đúng, tìm ra service tốn RAM nhất, cắt bớt những gì không cần và đặt giới hạn để một service không kéo sập cả máy. Mình test trên Ubuntu 24.04 và Debian 12, cả hai đều dùng cgroups v2 và systemd 252+.
1. Đọc
free -hcho đúng trước đã
Sai lầm phổ biến nhất là nhìn cộtfreerồi hoảng:$ free -h
total used free shared buff/cache available
Mem: 1.9Gi 1.1Gi 92Mi 18Mi 780Mi 680Mi
Swap: 0B 0B 0Bfreechỉ còn 92 MiB nhưng như vậy không có nghĩa là sắp hết RAM. Kernel dùng RAM trống làm page cache (buff/cache) và sẽ trả lại khi có process cần. Con số cần nhìn làavailable. Đây là ước lượng của kernel về lượng RAM có thể cấp cho process mới mà không phải swap.Một vài quy tắc mình dùng:
available> 30% total: ổn, chưa cần làm gì.available< 15% và có swap đang tăng dần (vmstat 5, xem cộtsi/so): bắt đầu điều tra.dmesg -T | grep -i 'killed process'có kết quả: đã có sự cố thật, phải xử lý ngay.
Quy trình điều tra tổng quát như sau:
flowchart TD
A[free -h: available thấp?] -->|Không| Z[Không cần làm gì]
A -->|Có| B[Xem RAM theo service: cgroup / PSS]
B --> C{Service có cần thiết?}
C -->|Không| D[systemctl disable --now]
C -->|Có| E[Tune config: worker, buffer, pool]
E --> F[Đặt MemoryHigh / MemoryMax]
D --> G[Thêm zram làm lớp đệm]
F --> G2. Tìm thủ phạm: RSS nói dối, PSS và cgroup thì không
tophayhtophiển thị RSS (Resident Set Size). Vấn đề là RSS tính trùng shared memory. Ví dụ 10 worker PHP-FPM cùng dùng chung 30 MB thư viện thì mỗi worker vẫn báo RSS 30 MB, tổng lên 300 MB dù thực tế chỉ tốn 30 MB. Cộng RSS lại thì lần nào cũng ra con số lớn hơn RAM thật.Có hai cách đo chính xác hơn.
Cách 1: Đọc thẳng từ cgroup. Với systemd, mỗi service nằm trong một cgroup riêng, và kernel đếm bộ nhớ của từng cgroup trong file
memory.current:#!/usr/bin/env bash
# mem-by-service.sh: top 15 service tốn RAM nhất (cgroups v2)
for d in /sys/fs/cgroup/system.slice/*.service; do
[ -f "$d/memory.current" ] || continue
bytes=$(cat "$d/memory.current")
printf '%8d MiB %s\n' $(( bytes / 1048576 )) "$(basename "$d")"
done | sort -rn | head -15Muốn xem realtime thì dùng
systemd-cgtop -m(sắp xếp theo memory). Lưu ýmemory.currentcó tính cả page cache của service đó, nên một database vừa đọc nhiều file sẽ trông "béo" hơn thực tế. Muốn tách riêng thì xemanon(heap thật) vàfile(cache) trongmemory.stat.Cách 2: Tính PSS theo service. PSS (Proportional Set Size) chia đều phần shared memory cho các process đang dùng chung, nên cộng lại sẽ khớp với thực tế.
smem(apt install smem) tính được PSS nhưng chỉ group theo process hoặc user. Mình viết một script nhỏ để group theo systemd unit:#!/usr/bin/env python3
# pss_by_unit.py: chạy bằng sudo, cần kernel >= 4.14 (smaps_rollup)
import os
from collections import Counterusage = Counter()
for pid in filter(str.isdigit, os.listdir("/proc")):
try:
with open(f"/proc/{pid}/cgroup") as f:
# cgroups v2: "0::/system.slice/nginx.service"
cg = f.read().strip().split("::")[-1]
with open(f"/proc/{pid}/smaps_rollup") as f:
pss_kb = next(int(l.split()[1]) for l in f if l.startswith("Pss:"))
except (FileNotFoundError, PermissionError, ProcessLookupError, StopIteration):
continue # process đã chết hoặc là kernel thread
unit = cg.rstrip("/").split("/")[-1] or "/"
usage[unit] += pss_kbtotal = sum(usage.values())
for unit, kb in usage.most_common(15):
print(f"{kb / 1024:8.1f} MiB {kb * 100 / total:5.1f}% {unit}")
print(f"{total / 1024:8.1f} MiB total PSS")Trên con VPS của mình, script in ra kết quả khá bất ngờ:
snapd+snap.lxd~110 MiB,multipathd~25 MiB, một container Redis "test thử" từ năm ngoái ~180 MiB, vàfwupdngồi đó không làm gì.3. Cắt giảm: những thứ thường thừa trên VPS
Để hiểu vì sao cgroup giúp "truy vết" được, hãy xem cấu trúc systemd tổ chức process:graph TD
R["/sys/fs/cgroup (root)"] --> S[system.slice]
R --> U[user.slice]
S --> N[nginx.service]
S --> P[postgresql.service]
S --> D[docker.service]
S --> X[snapd.service]
D -.-> C["docker-xxx.scope (container)"]
Mỗi node là một cgroup, mỗi cgroup cómemory.current,memory.high,memory.max. Process nào cũng thuộc đúng một node, nên không có RAM nào "mồ côi".Danh sách mình thường dọn trên VPS Ubuntu image mặc định:
# Không dùng snap? Gỡ hẳn, tiết kiệm 80-150 MiB
sudo snap list && sudo apt purge -y snapd# Không có SAN/iSCSI thì multipathd vô dụng
sudo systemctl disable --now multipathd.service multipathd.socket# Không có modem, không cần firmware update trên VM
sudo systemctl disable --now ModemManager.service fwupd.service# Mail server cài "cho có"? Nếu chỉ cần gửi mail, dùng SMTP relay bên ngoài
sudo systemctl disable --now postfix.service# Container cũ
docker ps -a --format '{{.Names}}\t{{.Status}}'
docker stats --no-streamVới những service cần giữ, cấu hình mặc định thường được viết cho máy lớn:
- PostgreSQL 16:
shared_bufferskhoảng 25% RAM là hợp lý, nhưngmax_connections = 100vớiwork_memlớn mới là nguồn gây phình RAM. Trên VPS 2 GB, mình đểmax_connections = 30và đặt PgBouncer phía trước. - MySQL 8.0:
performance_schema = OFFgiúp tiết kiệm 100-200 MiB,innodb_buffer_pool_sizenên đặt rõ ràng thay vì để mặc định. - PHP-FPM: đổi
pm = dynamicsangpm = ondemandvớipm.max_childrentính bằng (RAM dành cho PHP) / (PSS trung bình mỗi worker). Con số PSS lấy từ script ở trên chứ đừng lấy RSS. - Node.js: đặt
--max-old-space-size=256nếu bạn biết app không cần nhiều hơn, vì V8 khá "tham" khi còn RAM trống.
4. Đặt rào chắn: MemoryHigh, MemoryMax và zram
Dọn xong vẫn cần giới hạn, nếu không chỉ một memory leak cũng đủ khiến OOM killer chọn sai nạn nhân. systemd cho phép đặt giới hạn theo từng service mà không cần Docker:sudo systemctl edit myapp.service
[Service]# Vượt MemoryHigh: kernel throttle + reclaim mạnh, service chậm lại nhưng không chết
MemoryHigh=400M
# Vượt MemoryMax: OOM chỉ trong cgroup này, các service khác an toàn
MemoryMax=512M
MemorySwapMax=128MSau đó
systemctl daemon-reload && systemctl restart myapp, rồi kiểm tra bằngsystemctl show myapp -p MemoryHigh -p MemoryMax. Mình thích đặtMemoryHighthấp hơnMemoryMaxkhoảng 20%, vì khi service bắt đầu chậm, monitoring sẽ báo trước lúc nó bị kill.Cuối cùng là zram: tạo swap nén ngay trong RAM. Với tỷ lệ nén zstd thường khoảng 3:1, đây là cách rẻ nhất để có thêm "đệm" trên VPS không có (hoặc có disk swap rất chậm):
sudo apt install -y systemd-zram-generator
sudo tee /etc/systemd/zram-generator.conf <<'EOF'[zram0]zram-size = ram / 2
compression-algorithm = zstd
EOF
sudo systemctl daemon-reload && sudo systemctl start [email protected]
zramctl # kiểm tra DATA vs COMPRNếu muốn kill sớm, kiểm soát được thay vì để kernel OOM killer xử lý lúc đã quá muộn, hãy bật
systemd-oomd(có sẵn trên Ubuntu 22.04+) hoặc càiearlyoom.Kết luận
Trước khi bấm nâng cấp gói VPS, hãy dành 30 phút làm theo checklist này:- Nhìn
available, không nhìnfree. Page cache không phải là RAM bị mất. - Đo theo service, không theo process. Dùng
systemd-cgtop -mhoặcmemory.currentđể có cái nhìn nhanh, script PSS ở trên để có số chính xác. Đừng cộng RSS. - Gỡ những gì không dùng: snapd, multipathd, ModemManager, mail server và container cũ thường cộng lại được vài trăm MiB.
- Tune service cần giữ dựa trên PSS thực tế: connection pool, worker count, buffer.
- Đặt
MemoryHigh/MemoryMaxcho service dễ leak, và bật zram làm lớp đệm.
Trên con VPS 2 GB của mình, cả quy trình giúp lấy lại khoảng 600 MiB, và từ đó đến nay OOM killer chưa ghé lại lần nào. Cứ vài tháng nên chạy lại script một lần, vì server nào cũng dần tích tụ những thứ mình cài "tạm" rồi quên mất.#linux #devops #systemd #performance #software #coding #development #engineering #inclusive #community
Where Did My VPS RAM Go? A Practical Memory Audit for Small Linux Servers with PSS, cgroups v2 and systemd -
Senado de la República | Sesión ordinaria este martes 27 de octubre de 2026
La Comisión Permanente del Congreso de la Unión en la sede del Senado de la República para desahogar los asuntos legislativos del periodo de receso.
Por Gabriela Díaz | Reportera
Este martes 27 de octubre se lleva a cabo la sesión en el Senado de la República en el recinto camaral de Insurgentes y Reforma.
Durante la reunión legisladores federales desahogan los asuntos inscritos en el orden del día, entre ellos comunicaciones oficiales, proposiciones, iniciativas y otros temas de competencia legislativa.
https://www.youtube.com/watch?v=e9z6HIaPEvE
SenadoVersión estenográfica
El Presidente Senador Higino Martínez Miranda: (10:49 horas) Buenos días, compañeras y compañeros senadores.
Solicito a la Secretaría que informe a la Asamblea el resultado del cómputo de asistencia de las y los senadores.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Con gusto, presidente.
Muy buenos días a todas y a todos.
Tenemos 69 ciudadanas senadores y ciudadanos senadores.
En consecuencia, hay quórum, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora secretaria.
Se abre la sesión ordinaria del miércoles 30 de septiembre de 2026, correspondiente al Primer Período Ordinario de Sesiones del Tercer Año de Ejercicio de la LXVI Legislatura.
El Orden del Día se encuentra publicado en la Gaceta de hoy y está disponible en el monitor de sus escaños; con lo cual se informa de los asuntos que corresponden a la agenda.
El acta de la sesión ordinaria vespertina de ayer, 29 de septiembre, se encuentra publicada en la Gaceta de este día.
En consecuencia, consulte la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si se aprueba.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se aprueba el acta referida.
Quienes estén porque se apruebe, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén porque se rechace, sírvanse manifestarlo levantando la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes se abstengan.
Aprobada el acta, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Aprobada el acta de la sesión ordinaria vespertina del 29 de septiembre de 2026.
Buenos días a los medios de comunicación. Para que vean que los saludo.
Continúe la Secretaría.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Se recibieron comunicaciones de los siguientes senadores y de comisiones, con las que remiten sus respectivos informes de actividades legislativas del Segundo Año de Ejercicio de la Legislatura en curso:
Senador Ignacio Mier Velazco, del grupo parlamentario de Morena.
Y Alejandro González Yáñez, del grupo parlamentario del Partido del Trabajo.
Y de las Comisiones de Gobernación; Asuntos de la Frontera Sur; y Reordenamiento Urbano y Vivienda.
Se recibieron también comunicaciones de las Comisiones de Gobernación y Reordenamiento Urbano y Vivienda, con las que remiten los correspondientes programas de trabajo y calendario de reuniones anuales para el Tercer Año del Ejercicio de la actual Legislatura.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: La Asamblea ha quedado enterada.
Continúe la Secretaría.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Asimismo, se recibió una comunicación suscrita por la senadora Blanca Judith Díaz Delgado, del grupo parlamentario de Morena, con la que informa de su reincorporación a sus actividades legislativas a partir del 1 de octubre del año en curso.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: La Asamblea ha quedado enterada.
Comuníquese a su suplente, la senadora Rosa Fierro Campos, y a las secretarías generales.
Continúe la Secretaría.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Se recibieron dos oficios del Tribunal Electoral del Estado de San Luis Potosí, por los que informa.
En uno, de la designación de la magistrada María Carolina López Rodríguez, como presidenta de éste y por el período en años de 2026 a 2028.
Y en el otro, de la conclusión de una magistratura que integra el Pleno el 22 de octubre próximo.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: La Asamblea ha quedado enterada.
Remítanse a la Junta de Coordinación Política.
Permítanme hacerles de su conocimiento que al momento se han recibido los votos aprobatorios de las legislaturas de las entidades federativas de: Baja California, Chiapas, Ciudad de México, Nayarit, Oaxaca, Quintana Roo, Tabasco y Tamaulipas, al proyecto de decreto por el que se reforman los artículos 82, 116 y 122, en materia de nacionalidad única, para el ejercicio de la titularidad de los poderes ejecutivos federal y locales.Seguiremos, desde esta presidencia, atentos a las resoluciones que se reciban y continuaremos informándoles.
En otro apartado del Orden del Día, informe la Secretaría sobre el dictamen inscrito para primera lectura.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Doy cuenta, señor presidente.
Tenemos, para primera lectura, el dictamen de las Comisiones Unidas de Economía y de Estudios Legislativos, Primera, con proyecto de decreto por el que se reforman, adicionan y derogan diversas disposiciones de la Ley de Inversión Extranjera, en materia de integración de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras.
Es todo, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias.
Informo a la Asamblea que el dictamen, así como los documentos relacionados se encuentran publicados en la Gaceta Parlamentaria, por lo que con fundamento en lo dispuesto por los artículos 193 y 195 del Reglamento del Senado, queda de primera lectura.
Informo a la Asamblea que tenemos la visita de un grupo de estudiantes de licenciatura en derecho de la Universidad ICEP, campus Pátzcuaro, Michoacán, están allá arriba.
Bienvenidos, compañeros, amigos, estudiantes.
Quienes acuden por invitación de la senadora Araceli Saucedo Reyes.Gracias.
Y que disfruten su estancia en este Senado.
(Aplausos)
Pasamos a la segunda lectura del dictamen de las Comisiones Unidas de Economía y de Estudios Legislativos, Primera, con proyecto de decreto por el que se reforman, adicionan y derogan diversas disposiciones del Código Penal Federal y de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, en materia de protección eficaz de los derechos de propiedad intelectual.Considera una iniciativa de la titular del Ejecutivo Federal, recibida el 29 de mayo del año en curso.
Se le dio primera lectura en la sesión del pasado 23 de septiembre.
Informo a la Asamblea que se realizaron los ajustes de técnica legislativa al dictamen, sin que afecte de forma alguna el sentido de lo aprobado por las comisiones.
El dictamen con dichas modificaciones se encuentra publicado en la Gaceta.
En consecuencia, consulte la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se omita su lectura.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza se omita la lectura del dictamen.
Quienes estén porque sea omitida, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén porque no sea omitida, favor de levantar la mano.(La Asamblea no asiente)
Es aceptada, señor presidente.El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En esa virtud, vamos a concederles el uso de la palabra para la presentación del dictamen, con proyecto de decreto a nombre de las comisiones, en primer término, y hasta por cinco minutos, al presidente de la Comisión de Justicia, el senador Javier Corral Jurado para presentar el dictamen.
Serán los tres presidentes que hagan su respectiva presentación.
Adelante, senador.
El Senador Javier Corral Jurado: Con el permiso de la presidencia.
Compañeras y compañeros senadores:
A nombre de las Comisiones Unidas de Justicia; de Economía; y de Estudios Legislativos, Primera, presento el dictamen sobre la iniciativa presidencial que reforma el Código Penal Federal y la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
La iniciativa que dictaminamos contiene disposiciones que se ajustan a instrumentos internacionales que el Estado mexicano ha suscrito, como el Tratado entre México, Estados Unidos y Canadá, el T-MEC y el acuerdo sobre aspectos de los derechos de propiedad intelectual, relacionados con el comercio.
Es importante destacar que esta reforma actualiza sanciones que desde 1996 no se habían modificado.
La pretensión fundamental es salvaguardar los derechos de los creadores e inventores que se ven afectados con la piratería y la falsificación cada vez más sofisticados, que hacen uso de
estructuras empresariales, sistemas tecnológicos y también se aprovechan de vacíos legales que esta iniciativa intenta atajar.Dentro del contenido de la reforma, debemos destacar que uno de los principales cambios es la sustitución del elemento normativo, ánimo de lucro por el criterio objetivo que es la escala comercial, que es, por cierto, el estándar internacional.
La reforma propone entender por escala comercial cuando el perpetuador busca un beneficio económico o cuando causa un impacto perjudicial significativo mediante una medición, que es un umbral de 170 Unidades de Medida y Actualización, que se conocen como UMA’s, aproximadamente 20 mil pesos, calculado sobre el precio de venta al público del producto legítimo.
También establece un régimen especial de reparación del daño, que nunca será menor del 40 % del precio de venta al público. Por lo que la víctima podrá optar por una cantidad resarcitoria de entre 340 y 50 mil, esto es entre 39 mil a cinco millones 865 mil pesos.
La protección que se busca dar a los creadores e inventores se extiende a las mercancías bajo control aduanero para que el tránsito, trasbordo y depósito fiscal no sean espacios de impunidad y se castigue a los infractores.
Se crean nuevos delitos, como la distribución de obras antes de su lanzamiento oficial y el uso no autorizado de la identidad gráfica de los gobiernos, que se ha usado en varias ocasiones para engañar a la población.
Cabe detenernos en el análisis del delito del uso de la identidad gráfica, de la cual se ha dicho que es un intento para evitar y sancionar la crítica política, prohibiendo a la sátira.
Nada más equivocado, se evita que las personas sean objeto de fraudes.
Por ello, las comisiones realizamos ajustes al artículo 403 Bis del Código Penal.
En la propuesta de la iniciativa el delito se verificaría cuando utilizara, reprodujera, imitara o incorporara la imagen institucional a escala comercial y se utilice la identidad gráfica institucional, dominios electrónicos o cualquier otro signo de carácter oficial perteneciente, decía originalmente la iniciativa, a los poderes públicos, órganos autónomos, dependencias y entidades de la administración pública de los tres órdenes de gobierno, deben inducir al error o engaño a una o más personas.Los cambios formulados, a partir de la discusión que se dio en el seno de la Comisión de Justicia, agregaron que el uso de la identidad gráfica se use con la finalidad de inducir a error o engaño para la comisión de un ilícito sobre el origen oficial de una comunicación, documento, plataforma, servicio, sistema informático o cualquier otra actuación atribuible a una institución pública.
Con la modificación queda claro que el alcance del delito consiste en usar la identidad gráfica con el fin de engañar a la población para la comisión de un ilícito; no con fines políticos, y menos como se ha dicho de crítica o de sátira política.
Se amplía la responsabilidad penal de las personas jurídicas, porque estas conductas se cometen desde empresas que cuentan con capacidad económica, y no solo desde el puesto semifijo.
Esto se logra al ampliar el catálogo de responsabilidades de las empresas cuando intervengan en la comisión de los delitos como interpretaciones no autorizadas, descifrado de señales y elusión de candados digitales.
Este dictamen es el resultado de un ejercicio de análisis profundo y de amplia consulta que ponderó el deber de los legisladores de emitir leyes penales, claras y exactas que reconoce y exige el artículo 14 de la Constitución.
Por ello, realizamos ajustes para suprimir expresiones empleadas en la iniciativa como bajo valor o presunción de uso personal, tratándose, por ejemplo, de las pertenencias del
equipaje de los viajeros; para dar certeza a los ciudadanos y también a la actuación de las autoridades.Se estableció con claridad en la redacción propuesta para la verificación de la regla de acumulación, que son los envíos individuales que no superan el umbral de las 170 Unidades de Medida y Actualización; para establecer que esta regla se configura cuando exista identidad de destinatario en un período de 90 días.
Por último, los cambios propuestos en el presente dictamen no modifican o invierte la carga de la prueba, la escala comercial y el dolo los tiene que acreditar plenamente el Ministerio Público, porque prevalece la presunción de inocencia establecido también en el artículo 20 de la Constitución.
Para finalizar, se debe de decir con contundencia, con absoluta contundencia, el presente dictamen protege a creadores, artistas, inventores y empresas que cumplen con la ley, cumple con nuestros compromisos internacionales y lo hace con reglas claras, objetivas y con respeto al debido proceso.
Por todo ello, los conmino a brindar su voto favorable al presente dictamen.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Corral.
Corresponde el turno al senador Emmanuel Reyes Carmona, presidente de la Comisión de Economía, recordándole que tiene hasta cinco minutos para la presentación del dictamen.
Adelante.
El Senador Emmanuel Reyes Carmona: Muchísimas gracias, presidente.
Con su permiso.Hablar de propiedad intelectual es hablar de la capacidad de una sociedad para reconocer, proteger y dar certeza a quienes crean, inventan, investigan, desarrollan y también implementan tecnología; así como generan nuevos productos, servicios y expresiones culturales.
Por ello, el dictamen que hoy discutimos trasciende la modificación aislada de diversos artículos del Código Penal Federal y de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Estamos ante una actualización de nuestro marco jurídico para responder a una realidad que ha cambiado profundamente, las tecnologías digitales, el comercio electrónico, la distribución transfronteriza de contenidos y mercancías; así como las nuevas formas de organización de las actividades ilícitas que han transformado también las maneras en que se vulneran los derechos de propiedad industrial.
Uno de los principales elementos de esta reforma consiste en sustituir el criterio subjetivo de ánimo de lucro por un criterio objetivo de escala comercial.
Este cambio también especial recupera una relevancia desde la técnica jurídica, no se trata únicamente de sustituir una expresión, sino de establecer parámetros, objetivos y verificables para identificar determinadas conductas ilícitas, particularmente aquellas realizadas mediante mecanismos digitales o redes de distribución.
En las que se puede resultar complejo acreditar una intención específica de obtener una ganancia.
El concepto de escala comercial permite considerar tanto los actos realizados para obtener un beneficio económico directo como aquellos que, aunque sin generar inmediatamente una ganancia, producen un impacto perjudicial significativo en la posición del mercado del titular del derecho.
De esta manera, el dictamen incorpora parámetros relacionados con el valor de los objetos infractores y permite considerar la reiteración y conductas, cuando diversos envíos individualmente considerados sean de bajo valor, pero en conjunto superen el umbral previsto por la propuesta.Este planteamiento encuentra sustento en el derecho comparado, los modelos estadounidenses, canadienses y australianos, mientras que otras jurisdicciones han desarrollado mecanismos para atender infracciones cometidas a escala comercial.
Estas referencias internacionales permiten también observar que la incorporación del estándar de escala comercial se encuentra vinculada con criterios utilizados en otros sistemas jurídicos y contribuye a fortalecer la congruencia de nuestro marco normativo.
Otro eje fundamental de la reforma es la armonización de nuestra legislación con los compromisos internacionales asumidos por el Estado mexicano, particularmente con el T-MEC, el Tratado entre México, Estados Unidos y Canadá y también Adpic y los tratados administrados por la Organización Mundial de la Propiedad Intelectual.
El dictamen identifica el artículo 20.85 del T-MEC como una referencia relevante en materia de procedimientos y sanciones penales, relacionados con la propiedad intelectual al establecer estándares mínimos para la tipificación y persecución de determinadas conductas.
Actualizar nuestra legislación significa también fortalecer la congruencia normativa internacional del Estado mexicano.
En materia de reparación del daño, el dictamen plantea criterios para calcular el daño considerando elementos como el valor de mercado, del producto o servicio original, la pérdida de ganancia, los beneficios obtenidos mediante la conducta ilícita o las regalías que se habrían pagado mediante una autorización válida.
Además, se incorpora una indemnización predeterminada como alternativa para la persona titular del derecho, especialmente cuando resulte complejo determinar con precisión el volumen de operaciones o los beneficios obtenidos.Esta precisión cobra especial importancia en el entorno digital, donde una infracción puede multiplicarse rápidamente y donde la identificación exacta de las operaciones realizadas puede representar una dificultad probatoria.
De igual manera, la propuesta actualiza diversos tipos penales relacionados con la propiedad industrial, entre ellos destaca la incorporación de un nuevo supuesto para proteger las obras antes de su lanzamiento oficial.
En el artículo 424 Quater, contempla la divulgación, publicación, comunicación o distribución no autorizada de determinadas obras, fonogramas, videogramas o libros antes de su lanzamiento oficial o de su primera puesta a disposición autorizada en territorio nacional.
Esta previsión responde a una realidad propia de la era digital.
Una filtración previa a lanzamiento puede afectar al mercado legítimo, la recuperación de inversiones y las cadenas formales de distribución.
Asimismo, se propone reorganizar el Título Vigésimo Sexto del Código Penal Federal para distribuir con mayor claridad los tipos penales sustantivos en las disposiciones comunes, fortalecimiento de la sistematicidad y certeza jurídica del ordenamiento.
Desde la técnica jurídica es indispensable subrayar que esta reforma no debe entenderse como una disminución de las garantías procesales.
El propio dictamen señala que los cambios propuestos no alteran la carga de la prueba, el estándar probatorio exigible ni los derechos de defensa, contradicción y debido proceso reconocidos constitucionalmente a las personas imputadas.
De igual manera, se establece una diferencia entre los delitos que deben perseguirse de oficio y aquellos que requieren querella de parte ofendida, atendiendo al interés público involucrado en diversas conductas, particularmente aquellas relacionadas con falsificaciones que pueden tener implicaciones para el orden económico, la salud o la seguridad.
Indudablemente, querida Asamblea, por eso les digo, la propiedad intelectual es una materia en constante transformación.
Las formas de crear, producir, distribuir y comercializar bienes culturales, tecnológicos e industriales han evolucionado.
Y hoy este Senado de la República está votando o votará un dictamen que responda a las necesidades de pueblo mexicano.
Les invito a votar a favor de este dictamen, a fin de contar con un marco normativo que ofrezca mayor certeza a quienes crean, producen, innovan e inventan; que permita una actuación institucional más clara frente a las conductas que vulneran los derechos de la propiedad intelectual; y que, al mismo tiempo, preserve las garantías que corresponde a toda persona dentro de nuestro sistema de justicia.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador.
Corresponde el turno al senador Manuel Huerta Ladrón de Guevara, presidente de la Comisión de Estudios Legislativos, Primera, hasta por cinco minutos.
El Senador Manuel Huerta Ladrón de Guevara: Esta reforma merece discutirse por lo que verdaderamente contiene.
Es parte de nuestro trabajo todos los días venir aquí a parar mentiras y sacando la verdad a flote.
Por eso, hay que decir claro que estamos hablando de proteger la creación, la innovación, el trabajo de quienes producen conocimiento y cultura, de combatir la falsificación y la piratería, y de actualizar nuestras leyes frente a una economía que ya no funcionaba como funcionaba hace 30 años.
Hoy una obra puede ser reproducida miles de veces en cuestión de minutos.
Una mercancía falsificada puede venderse desde una plataforma ubicada a kilómetros de distancia.
Una operación puede dividirse en decenas de pequeños envíos.
Una película puede circular ilegalmente antes de llegar a una sala de cine.
Estamos frente a nuevas modalidades para cometer ilícitos.
Y el Estado mexicano tiene la obligación de entender esos cambios y actualizar sus instrumentos jurídicos.
El dictamen propone atender precisamente esta nueva realidad y armonizar nuestro marco jurídico con compromisos internacionales que México ha asumido, entre ellos el famoso Tratado de México, Estados Unidos, Canadá, y otros instrumentos de propiedad intelectual.
Uno de sus cambios centrales, ya se ha dicho aquí, es el concepto de escala comercial que en términos sencillos significa que ya no se toma en cuenta solamente si hubo beneficio económico directo, también importa la dimensión de la conducta y la afectación que pueda producir.
Porque quien distribuye masivamente una obra protegida puede causar un daño enorme, aunque la entregue gratuitamente.
Por eso se establecen parámetros objetivos, incluido un umbral de 170 UMA´s y se permite identificar operaciones realizadas durante un período de 90 días.
El propósito es que una operación de mayor dimensión no pueda ocultarse simplemente dividiéndola en numerosos envíos pequeños.
También se actualiza la respuesta frente a la piratería digital.
Se atiende la divulgación no autorizada de obras antes de su lanzamiento oficial.
En fin, disposiciones podrán alcanzar mercancías bajo control aduanero, incluso cuando estén en tránsito, transbordo, zonas de libre comercio o depósito fiscal.
Pero en una economía global no tendría sentido que una mercancía presuntamente ilícita quedara fuera del alcance de la ley porque todavía no ha ingresado formalmente al mercado nacional.
También se establecen reglas más claras para la reparación del daño, tomando en consideración el valor de mercado, las ganancias perdidas, los beneficios obtenidos o las regalías que legítimamente hubieran correspondido.
Este dictamen ha generado una discusión pública sobre la identidad gráfica de las instituciones.
Quiero decirles que la escuchamos, que el presidente de la Comisión de Justicia, que siempre ha reclamado que el Senado tiene que escuchar y actuar, hoy lo está logrando este Senado.
Por eso, durante el trabajo en comisiones se modificó el artículo 403 Bis para precisar la conducta y vincularla con el uso a escala comercial de identidad institucional para inducir al error o engaño sobre el origen oficial de una comunicación, documento, plataforma o servicio, con la intención de cometer un ilícito.
La pena prevista también fue reducida a respuesta de acuerdo con respecto a la propuesta original.
Que quede claro que la crítica, la sátira y el debate público pertenecen a una democracia, pero hacerse pasar por una institución para engañar, es otra cosa y las leyes deben de tener precisión suficiente para discutir una cosa de la otra.
Y actualizar nuestra legislación, para enfrentar estas conductas, no significa disminuir los derechos de las personas.
Quiero decir que habrá que atender, porque ya no la platicó una reserva Javier Corral, para estos delitos que son de comisión dolosa, sin que ello pueda entenderse como una presunción de dolo.
Esa una precisión relevante que tendremos que hacer, porque corresponde al Ministerio Público acreditar en cada caso los elementos del delito, respetando plenamente la presunción de inocencia, el derecho de defensa y el debido proceso.
Este equilibrio es fundamental, ni impunidad frente a quienes hacen de la piratería y la falsificación una actividad económica ni arbitrariedad frente a la ciudadanía.
No estamos legislando contra una condición social, contra una forma de expresión o contra una persona, sino estableciendo reglas frente a conductas concretas que tendrán que ser aprobadas y probadas conforme a derecho.
Proteger la propiedad intelectual no significa proteger no solamente una marca o una empresa, significa reconocer que detrás de una obra -culmino-, de una innovación, de un diseño, de un libro, de una tecnología o de una creación, hay trabajo, conocimiento, inversión y esfuerzo.
México necesita creatividad, necesita innovación, necesita inversión productiva, pero necesita un Estado capaz de protegerla sin apartarse de la Constitución.
Es por eso que llamamos a votar a favor y que este esfuerzo ya no le dé pretexto a la derecha para andar regateando y queriendo aquí presionar para cambiar cosas que ya no convienen.
Pero esto es muy importante y se reconoce el trabajo de las comisiones.
Y a votar a favor, compañeros.
¡Mucho ánimo!
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador.
Con fundamento en lo dispuesto por el artículo 197 del Reglamento del Senado, procederemos a los posicionamientos de los grupos parlamentarios, los cuales, tal y como lo establece el artículo 199, numeral 1, fracción II, del Reglamento del Senado, serán en orden creciente y por un tiempo de hasta diez minutos, salvo que los grupos parlamentarios lo dividan en dos participaciones.
Corresponde, en consecuencia, el turno a la senadora Alejandra Barrales Magdaleno, del Partido Movimiento Ciudadano, para fijar su posición, hasta por diez minutos.
Adelante, senadora.
La Senadora Alejandra Barrales Magdaleno: Muchas gracias, presidente.
Con su venia.
Quienes integramos la bancada de Movimiento Ciudadano vamos a votar en contra del presente dictamen, de lo que allá fuera se conoce como la “Ley Antimemes”, porque hemos dicho ya que esta ley es censura disfrazada de defensa de los derechos de autor.
Hemos señado que, una vez más, vemos al gobierno y su mayoría legislativa actuando bajo este modus operandi.
Plantear una cosa noble, como lo es sin duda el combate a la piratería, para que en el camino de esta propuesta de esta reforma puedan seguir haciéndose del control, en esta ocasión, de la libertad de expresión.
Y en Movimiento Ciudadano, desde que conocimos el contenido de esta reforma, señalamos el artículo 403 Bis de esta propuesta, de la Ley de Propiedad Industrial.
Advertimos que justamente ésta tendría riesgos, porque implica en su redacción poner en riesgo la libertad de expresión.
Hemos dicho claramente “no”, hemos manifestado nuestro firme rechazo a que se castigue hasta con cinco años de prisión y con multas de hasta un millón de pesos a quienes utilicen la gráfica institucional de los gobiernos con propósito de crítica, de parodia y de todas estas figuras que hoy conocemos a través de las redes.
En México actualmente se genera una clara disputa por el control del discurso en las redes sociales, el control de lo que se dice en el espacio digital; es decir, se busca el control de la expresión en línea.
Y en realidad lo que quiere la mayoría, lo que quiere concretamente Morena, es hacerse del control de lo que se dice, de lo que se comenta, de lo que se ve y de lo que se escucha en línea.
La libertad de expresión, en Internet y en las redes sociales, hoy está bajo asedio también en nuestro país. Y lo digo porque así lo confirma el informe que se reconoció recientemente de la Libertad en Red 2025, del Freedom House, donde México es clasificado como parcialmente libre en materia de Internet, ubicándonos al mismo nivel, que se escuche bien, de países como Zambia, Malawi, Angola, Nigeria.
A ese nivel se está colocando la libertad de expresión en Internet para México.
En Movimiento Ciudadano defendemos la libertad de expresión también en línea, también en Internet.
Por ello, hemos alzado la voz en reiteradas ocasiones, donde hemos visto que ésta se pone en riesgo. Y en esta ocasión no será diferente.
Son muy graves los peligros que el artículo 403 Bis implica para la libertad de expresión, porque, de aprobarse, a partir de esta reforma estaremos dotando al gobierno de herramientas jurídicas para encarcelar, si así lo interpretan, a quienes lo critiquen o a quienes le hagan señalamientos que simple y sencillamente no sean de su agrado.
En democracia, tenemos que reconocerlo, el poder tiene que aprender a convivir con la crítica.
Una sociedad libre no se construye protegiendo al gobierno de memes y de parodias; por el contrario, se construye garantizándoles a los ciudadanos su libertad de expresión frente a cualquier intento de censura.
No a la cárcel y a los memes y a las parodias, no a la cárcel a quienes elaboran estas figuras como medio de comunicación.
Por ello, reiteramos de nueva cuenta.
Ante el inminente peligro que representa la redacción del artículo 403 Bis que viene en esta propuesta, Movimiento Ciudadano votará en contra de la denominada “Ley Antimemes”.
Muchas gracias por su atención.
Gracias, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Alejandra Barrales.
Ahora corresponde al turno a la senadora Lizeth Sánchez García, del Partido del Trabajo.
La Senadora Lizeth Sánchez García: Gracias, presidente.
Compañeras y compañeros senadores:
Hoy quiero empezar con algo que le puede pasar a cualquier familia en México.
Una mamá busca una beca para su hija, entra a Internet y encuentra una página que parece oficial, ve los colores del gobierno, un logotipo, un formulario, palabras que le dan confianza y piensa que está haciendo un trámite real; llena sus datos, comparte información personal, tal vez le piden un pago, una cuenta, una clave o algún documento y después se da cuenta de que no era una página oficial, que alguien usó la imagen de una institución pública para engañarla.
Eso duele, porque no sólo se roban datos o dinero, también se aprovechan de la confianza de la gente.
De eso trata una parte muy importante de esta reforma, de proteger a las personas frente a nuevas formas de engaño que hoy ocurren también en Internet.
Para el grupo parlamentario del Partido del Trabajo esta discusión debe partir desde una idea sencilla. Proteger a la gente no significa limitar su libertad.
Esta reforma no es contra los memes, no es contra la sátira, no es contra la crítica política y no es contra la libertad de expresión.
En democracia, la crítica se respeta, la opinión se respeta y el humor se respeta, y nuestro movimiento siempre ha respetado la libertad de expresión, esa siempre ha sido nuestra lucha.
Lo que no podemos permitir es que alguien se haga pasar por una autoridad, use una imagen institucional o dominio electrónico o un documento oficial para engañar a una persona y cometer un ilícito.
Un “meme” no le pide datos personales a una familia. Una parodia no cobra un trámite falso. Una crítica política no se disfraza de página oficial para abusar de la confianza de la gente.
No estamos legislando contra el humor, estamos legislando contra el engaño.
Este dictamen también protege el trabajo de quienes crean, registran, producen y hacen las cosas bien. Detrás de una obra, de una marca, de una creación, de un proyecto hay tiempo, hay talento, esfuerzo y muchas veces el patrimonio de una familia.
Crear cuesta, sacar adelante una idea cuesta, construir algo propio cuesta.
Cuando alguien se aprovecha del trabajo ajeno, falsifica, distribución sin autorización o usa documentos o identidades para engañar, hay un daño real para quien creó, para quien trabajó y para quien confió.
Por eso, esta reforma actualiza la ley frente a una realidad que ya cambió. Hoy, una obra puede divulgarse sin autorización antes de su lanzamiento.
Un contenido puede circular sin permiso, una marca puede ser falsificada, una página puede parecer oficial sin serlo y, una persona puede ser engañada desde un teléfono celular. La ley tiene que mirar esa realidad y actuar.
Un punto importante del dictamen es la reparación del daño, muchas veces las personas afectadas se quedan con la pérdida, con la impotencia y con la sensación de que nadie responde.No basta con reconocer que hubo una afectación, la ley debe ayudar a que ese daño pueda repararse de manera justa. También se cuida el debido proceso, nadie está planteando que se presuma culpabilidad ni que se castigue sin pruebas, la autoridad tendrá que acreditar los hechos, la intención y la responsabilidad conforme a la ley.
Queremos una ley que proteja, pero que proteja bien.
Por el grupo parlamentario del Partido del Trabajo votará a favor de este dictamen, votaremos a favor porque protege a las personas frente al engaño, porque cuida la identidad de las instituciones públicas para que nadie la use para lastimar la confianza de la ciudadanía.
Porque protege el trabajo creativo, las obras, las marcas, los desarrollos y los proyectos que nacen del esfuerzo de muchas personas; porque fortalece la reparación del daño y da más herramientas a quien fue afectado y porque México necesita leyes que respondan a los abusos que hoy también ocurren en el mundo digital sin tocar la libertad de expresión ni el derecho a opinar.
La identidad de una institución pública debe servir para orientar, dar certeza y acercar derechos, no para engañar ni para aprovecharse de una persona que confía.
La creatividad y el trabajo de la gente deben protegerse, la confianza pública debe cuidarse y la ley debe de estar del lado de quienes actúan correctamente no de quienes se aprovechan del esfuerzo ajeno o de la buena fe de las personas.
Por eso acompañamos esta reforma, porque proteger una creación es proteger el esfuerzo de quien la hizo; porque reparar el daño es reconocer que el trabajo de las personas tiene valor; porque cuidar la identidad institucional también es cuidar la confianza pública.
Y porque llevo a Puebla en el corazón, ninguna persona en México debe quedar sin defensa frente a quienes usan una página falsa, un documento falso o la apariencia de una autoridad para cometer un ilícito.
¡Unidad nacional!
¡Todo el poder al pueblo de México!
Es cuanto.
Gracias, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Lizeth Sánchez.Corresponde ahora al senador Manuel Añorve Baños, del Partido Revolucionario Institucional, hasta por cinco minutos, porque va a compartir el tiempo con la senadora Karla Guadalupe Toledo Zamora para fijar la posición del PRI.
El Senador Manuel Añorve Baños: Con la venia, señor presidente.
Scon la venia, señor presidente.
Y pedirle una moción de ilustración.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Adelante.
(Presentación de video)
El Senador Manuel Añorve Baños: El PRI está a favor de la libertad de expresión y siempre denunciará los intentos para censurar a la prensa y a las voces críticas.
También está a favor de combatir la piratería, el fraude y la suplantación de las instituciones públicas, así como de cumplir los compromisos asumidos por México en el marco del T-MEC.Por eso, no podemos aceptar que como ya es costumbre de Morena se utilice un pretexto para meter por la puerta trasera una agenda autoritaria y censuradora, mediante tipos penales ambiguos que puedan convertirse en instrumentos contra la libertad de expresión.
La reforma que hoy discutimos propone crear un nuevo delito en el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial y castigar, como saben, con hasta cinco años de prisión a quien utilice la identidad gráfica institucional, con el propósito de inducir a error o engaño.
Este nuevo delito, que no tiene razón de ser en este momento porque no es una exigencia del T-MEC, puede convertirse en la excusa para criminalizar la sátira, la crítica política en nuestro país, y lo lamentable es que el oficialismo se rehúsa a establecer expresamente una protección para el ejercicio periodístico, la sátira, la parodia, la caricatura, la crítica política o la creación artística.
Cuando una norma penal puede llevar a una persona hasta cinco años de prisión, esas ambigüedades no es un asunto menor, una cosa es crear una página falsa de una dependencia para hacerse pasar por el gobierno, engañar a ciudadanos y obtener un beneficio económico, eso debe perseguirse.
Pero otra completamente distinta es que un periódico, una televisora, un portal informativo, un programa de opinión o un canal de YouTube utilice el logotipo, la imagen o algún elemento gráfico de una institución pública para informar, cuestionar, hacer sátira o ejercer crítica política.
Hoy, buena parte del periodismo y de la creación de contenidos funciona bajo esquemas comerciales o de monetización.
Por eso, la expresión a “escala comercial” por sí sola no resuelve el problema.
La pregunta fundamental es muy sencilla.
¿Quién va a decidir cuando una parodia deja de ser parodia y se convirtió en un intento de engañar?
¿Quién determinará cuando una caricatura política, un video de crítica o una pieza satírica cruzó esa línea?
En materia penal no puede haber zonas grises, mucho menos cuando están en juego la libertad de expresión, la libertad de prensa y nuestra democracia.
Y esta preocupación no parece aislada, porque es obvio que contra sus argumentos de no penalizar a los memes y defender en esta tribuna por parte de Morena que no se está penalizando.
Apenas ayer en la Cámara de Diputados Morena y sus aliados aprobaron en comisión otra reforma a la Ley Federal de Derechos de Autor que aumenta las responsabilidades de los proveedores de Internet y contempla el retiro de contenidos y, en ciertos supuestos, la terminación del servicio a usuarios reincidentes.
Esto es un ataque a la libertad de expresión
Por eso le pido, a la presidencia, vuelva a pedir la moción de ilustración.
Con todo respeto.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Se obsequia la moción.
Por favor, ayúdenme servicios parlamentarios.
(Presentación de video)
El Senador Manuel Añorve Baños: “Sería el colmo que censuran el internet, ¿qué acaso no les basta el control omnímodo que ejercen sobre los medios comunes de información?”
Andrés Manuel López Obrador.
Si no mal recuerdo, 2014.
Desde el PRI advertimos que estas reformas son un ataque directo a la libertad de expresión.
No tengan la menor duda, y un intento más del oficialismo de censurar las voces críticas y de oposición.
El PRI nunca votará a favor de este tipo de reformas autoritarias que buscan violar los derechos de las y los mexicanos.
Por eso insistimos, cualquier reforma de este tipo debe dejar perfectamente claro que no se usará para atacar la libertad de expresión, el periodismo, la sátira, la parodia, la crítica política o la creación artística.
Combatir el fraude no se puede convertir en un pretexto para perseguir a la crítica, México necesita mejores leyes, no delitos abiertos a interpretaciones del poder, que mañana, por supuesto, pueden utilizarse, como lo sabe hacer Morena contra quien incomode a su gobierno.
Si el objetivo verdaderamente es perseguir el fraude y la suplantación de identidad gubernamental, entonces que la ley lo diga con toda claridad y que deje igualmente claro que criticar, parodiar o cuestionar al gobierno no es un delito.
Además, ustedes tienen una contradicción histórica que no puede pasarse por alto.
Ricardo Flores Magón, precursor de la Revolución hizo de la prensa crítica la caricatura y la sátira, instrumentos para cuestionar al poder.
Regeneración y el Hijo el Ahuizote fueron perseguidos, sus imprentas fueron clausuradas.Y Flores Magón fue encarcelado en distintas ocasiones por su actividad periodística y opositora.
Resultaría paradójico que Morena se vuelva en la bandera de los grandes personajes de la Revolución, y al mismo tiempo aprueben leyes que persigan, censuren y criminalicen; porque ningún gobierno debe tener el poder de decidir qué sátira le parece aceptable y cuál merece una investigación penal.
Por ese motivo, el PRI votará en contra.
¡Y no a la criminalización a los memes, por supuesto, criminalizar la libertad de expresión!
¡Y no al ataque a la libertad de expresión, y mucho menos a la censura!
Es cuanto, presidente.
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Añorve.Corresponde el turno a la senadora Karla Guadalupe Toledo Zamora, del Partido Revolucionario Institucional, insisto, hasta por cinco minutos.
La Senadora Karla Guadalupe Toledo Zamora: Con su venia, presidente.
Hoy peligra la libertad de expresión, porque Morena quiere callar a todas las voces críticas a su gobierno, bajo el argumento de proteger la propiedad industrial y combatir el fraude se está abriendo una puerta muy peligrosa al utilizar el derecho penal para limitar la sátira, la parodia, el periodismo y la crítica política, inclusive, hasta los memes.
Hoy estamos discutiendo hasta dónde puede llegar el poder del Estado para callar a las voces críticas de los ciudadanos que expresan su descontento con lo que no está haciendo bien este gobierno de Morena.
Senadoras y senadores:
Una cosa es perseguir a quien suplanta una institución para cometer un fraude.
Y otra muy distinta, es perseguir a un ciudadano que utilice la imagen de una institución para denunciar una mala atención de cualquier dependencia de este gobierno.
Porque hay que dejar muy claro, una cosa es combatir la falsificación y el fraude. Y otra muy distinta es aprobar una reforma penal ambigua capaz de intimidar a los ciudadanos, a los periodistas, a los comunicadores, y también a los creadores de contenido.
Cuando una ley penal está mal redactada, como ésta que estamos discutiendo el día de hoy, corremos el riesgo de que no se aplique únicamente contra quienes cometen un delito; también puede terminar utilizándose contra quienes incomoden al poder.
Y les voy a poner un ejemplo, en mi estado, en Campeche hace dos años en la fiesta más grande de nuestro estado, que es el carnaval, sucedió, el gobierno represor de Morena levantó a ciudadanos que utilizaban botargas con la imagen de quienes estaban en el poder, como el expresidente Andrés Manuel López Obrador, y la actual gobernadora del estado de Campeche.
¿Y qué sucedió? Los levantaron, y entonces tuvieron una sanción administrativa.
¿Por qué callar esas voces?
Porque les incomoda lo que los ciudadanos están pensando de su mal gobierno.Fíjense, ustedes, hace apenas unas semanas también vimos que Morena acudió ante el INE a denunciar y a evitar que la parodia de la “Casa de los Mañosos” saliera en televisión nacional, un contenido de sátira política que evidentemente le resultó incómodo al gobierno.
Y como el INE no encontró elementos para censurarlo, de repente hoy nos encontramos con esta reforma, que de aprobarse ahora sí podrán sancionar a sus anchas este tipo de contenido.
Y no solamente hablamos de censurar la crítica de opositores o de medios de comunicación, como se viene haciendo desde el poder; estamos hablando de sancionar a cualquier ciudadano que use este tipo de contenido, como memes, como videos, como caricaturas que puedan cuestionar el poder.
Y eso, digan lo que digan, se llama censura, y es un paso más a tener un gobierno autoritario.
Dicen que quieren combatir el fraude, ¡perfecto!, combátanlo.
Dicen que esta reforma no va contra la sátira. Eso está muy bien, pero si realmente no quisieran criminalizar al periodismo, la parodia, la caricatura o la crítica política; vamos a ponerlo en la ley porque, senadoras y senadores, lo que no está escrito en papel simplemente no existe.
Y quiero dejar muy claro, quiero decirle al gobierno de Morena que lo que los ciudadanos piensan u opinen no se controla con censura, la aceptación se construye gobernando bien con hospitales que tengan medicamentos, combatiendo la corrupción, dándole seguridad a las familias, investigando cualquier señalamiento de complicidad con el crimen organizado.
Hay que ser congruentes en el decir y el hacer, un gobierno democrático combate el fraude, no la crítica.
Por eso, en el grupo parlamentario del PRI votaremos en contra, porque la libertad de expresión se respeta, incluso, cuando le incomoda al poder.Es cuanto, presidente.
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Toledo.Corresponde el turno al senador Edgar Noé Larios Carrasco, del Partido Verde Ecologista de México, hasta por cinco minutos, porque va a compartir su tiempo.
Adelante, senador.
El Senador Edgar Noé Larios Carrasco: Gracias.
Con el permiso de la presidencia.
Compañeras y compañeros senadores:
El Partido Verde Ecologista de México ha sido consistente en acompañar a la Presidenta de la República, doctora Claudia Sheinbaum Pardo, en el proceso de modernización institucional de nuestro país.
En este marco, votamos a favor de las reformas de simplificación y digitalización de trámites como una política pública de alcance nacional.
Compartimos la misma visión y exigencia de Estado, de contar con reglas más claras, instituciones capaces de responder a la realidad digital y procedimientos que den mayor certeza a personas y empresas.
En este sentido, el dictamen que hoy discutimos no solamente trata penas, artículos o procedimientos.
Estamos legislando para proteger el trabajo creativo, la innovación y el conocimiento en una economía mundial que avanza a pasos agigantados a la digitalización y que demanda de manera urgente nuevas regulaciones.
Una marca puede concentrar años de inversión, una obra puede ser el patrimonio de toda una vida, una innovación puede abrir empleos, mercados y oportunidades.
Sin embargo, cuando esos derechos se vulneran de manera deliberada y a escala comercial no sólo se afecta a su titular, también se debilita la economía formal y la certeza con la que deben operar empresas, creadores, inventores y consumidores.
Por ello, en nuestro grupo parlamentario hemos definido acompañar este dictamen.
Lo hacemos, porque la iniciativa de la Presidenta tiende fenómenos que la legislación debe enfrentar con herramientas actuales como la piratería digital, falsificación de marcas, comercio electrónico, distribución transfronteriza, emisión de medidas tecnológicas y nuevas formas de operación que ya no caben en los esquemas de hace tres décadas.
Con el ánimo de ser objetivos y concretos, destacamos algunos puntos que a nuestro juicio son relevantes.
En primer lugar, se actualizan diversos delitos en materia de derecho de autor y propiedad industrial y se incorpora el concepto de escala comercial como un elemento central para distinguir las conductas con relevancia penal.
También, fortalece la protección frente a mercancías falsificadas o pirateadas que se encuentren bajo el control aduanero, incluso en tránsito, transbordo, zona de libre comercio o depósito fiscal.
En segundo lugar, se ordena el régimen de reparación del daño, ponderamos que el trabajo al interior de las Comisiones Unidas, donde se hicieron modificaciones pertinentes para vincular este régimen con el artículo 30 del Código Penal Federal, para precisar conceptos, reducir márgenes de incertidumbre y fortalecer la taxatividad.
Se ampliaron determinados supuestos aplicables a personas jurídicas, ajustaron reglas de persecución de oficio y conservaron el auxilio técnico del Instituto Mexicano de la Propiedad Industrial al Ministerio Público.
Todos estos cambios son importantes y trascendentales para quienes producen, invierten y crean en México.
Consideramos que proteger una marca es proteger el esfuerzo que la hizo reconocible.
Proteger una obra es proteger a quién la creó y a quienes participan en su cadena productiva.
Proteger una innovación es dar certeza para que el conocimiento pueda convertirse en inversión, empleo y desarrollo.
En este sentido, el dictamen propuesto se suma a la tendencia jurídica común frente a la falsificación y piratería de escala comercial.
Actualmente, las economías con marcos desarrollados combinan protección de titulares, medidas en frontera, reparación y sanciones suficientemente claras.
Hay un elemento adicional que hoy no puede ignorarse, y es el proceso de revisión del T-MEC que, en su Capítulo 20 contiene obligaciones expresas en materia de propiedad intelectual.
Aunque la actualización de nuestra legislación no garantiza por sí sola ningún resultado negociador, para nuestro grupo parlamentario contar con reglas claras y compatibles con compromisos ya asumidos aporta consistencia institucional a la posición de México.
Reconocemos el diálogo al interior de las comisiones dictaminadoras que fueron receptivas a la preocupación por una posible censura.
Aunque derivada de una mala interpretación y un dolo de parte de los detractores, es parte del trabajo legislativo realizar precisiones y evitar cualquier otro tipo de interpretación, garantizando el principio de certeza y taxatividad.
El tipo propuesto exige la autorización, reproducción, imitación o incorporación de la identidad gráfica institucional, dominios electrónicos u otros signos oficiales que se realicen a escala comercial y con la finalidad de inducir al error o engaño.
Una cosa es utilizar un símbolo público para criticar el poder y otra muy distinta es utilizarlo para hacerse pasar por una autoridad y engañar a las personas.
Es esa una distinción que debe preservarse con rigor en cualquier aplicación de la norma.
Compañeras y compañeros senadores:
Esta discusión tiene una dimensión económica, pero también institucional.
México necesita que protejan la creación sin cerrar la innovación, que persigan la falsificación sin generar incertidumbre, que permitan actuar frente a la piratería comercial sin confundirla con usos legítimos y que den certeza a quienes invierten, producen y crean en nuestro país.
Bajo estos razonamientos, el Partido Verde acompaña a este dictamen, porque esa es la ruta que hemos definido y respaldado para modernizar el marco jurídico.
Fortalecer la certeza y proteger derechos legítimos en una economía cada vez más digital e integrada.
Votaremos a favor, porque consideramos que modernizar para proteger es dar certeza para innovar, es cumplir compromisos internacionales sin renunciar a nuestras garantías constitucionales.
Por su atención, muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Larios.
Corresponde a la senadora María del Rocío Corona Nakamura, del Partido Verde Ecologista de México, hasta por cinco minutos.
La Senadora María del Rocío Corona Nakamura: Con su venia, presidente.
El trabajo en una familia o de una empresa no puede quedar a disposición de quien roba, copia, modifica, imita un producto o una mercancía que se hicieron con mucho esfuerzo y mucha inversión.
El espíritu de este dictamen es muy claro, la lucha frontal contra la piratería y falsificación de marcas.
¿Cuántas veces nos damos cuenta del uso indiscriminado de logos oficiales, cuando se tienen o se fabrican uniformes de policías para delinquir?
O ¿qué decir cuando se fabrican charolas para hacer uso de prepotencias sin ton y son y sin ningún orden?
La iniciativa de la Presidenta Claudia Sheinbaum busca proteger ese esfuerzo, combatir la piratería y defender a las personas que compran confiando que lo que se les ofrece es genuino, es legítimo.
La propuesta modifica al Código Penal y a la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.Por supuesto que respaldamos su objetivo, dar mejores herramientas a las autoridades para perseguir estas conductas y reparar el daño.
No es la “Ley de Memes”, léanlo bien el decreto.
La Canaco señala que la piratería genera pérdidas de más de 63 mil millones de pesos anuales al comercio formal.
Esas copias baratas que merman la economía nacional y son totalmente ilegales.
Es una estimación empresarial que permite dimensionar el mercado al que se enfrentan los negocios que sí cumplen con la ley.
Una familia fabrica tenis, registra su marca y consigue clientes, cuando alguien copia su nombre y su logotipo, aprovecha una reputación que costó años construir y una inversión importante.
La familia perderá ventas y el comprar recibe un producto distinto del que se esperaba.
Esto también ocurre con ropa deportiva, bolsas y perfumes quien vende una falsificación puede beneficiarse el trabajo ajeno y engañar al consumidor.
En Jalisco, mi estado, el tequila, la alfarería de Tonalá y de Tlaquepaque, los bordados de Los Altos y los cinturones piteados de Colotlán, son productos que sostienen a familias y dan prestigio a sus lugares de origen.
Una botella que usa indebidamente el nombre Tequila se aprovecha de ese prestigio.
La denominación de origen ya protege ese producto y lo vincula con un territorio y reglas de elaboración. Hacerla respetar defiende a quienes cumplen y a quienes la compran.
Los diseños tradicionales requieren una protección que reconozca los derechos de las comunidades.
Un huipil o un bordado wixárika puede expresar conocimientos transmitidos durante muchas generaciones. Su aprovechamiento debe respetar el consentimiento de quienes son titulares de ese patrimonio.
Estos derechos colectivos tienen una legislación específica, pero esta reforma penal debe acompañarse de orientación para que las comunidades puedan defender su trabajo, deben conocer las vías legales que tienen a su alcance y recibir atención cuando denuncien un uso indebido.
La piratería también afecta el cine mexicano.
Detrás de una película hay guionistas, técnicos, vestuaristas y muchas otras personas; la difusión sin autorización puede afectar los ingresos de quienes tienen los derechos sobre ella y dificultar la recuperación de lo invertido.
La propuesta introduce la escala comercial en diversos delitos; comprende actividades que buscan ganancias y otras que causan un perjuicio importante al mercado de una obra o una marca, aunque no busquen ese beneficio económico.
Para algunos delitos las penas van desde 19 mil 942 pesos, 170 UMA’s, hasta un alto porcentaje de las pérdidas a la industria o ganancias que pudieron obtener de esta forma ilegal.
Por eso nosotros, el Partido Verde, apoyará este dictamen y estaremos a favor de la Presidenta Claudia Sheinbaum Pardo.
Es cuanto.
Muchas gracias.
(Aplausos)El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Corona Nakamura.
Corresponde ahora el turno a la senadora María de Jesús Díaz Marmolejo, del Partido Acción Nacional, hasta por cinco minutos.
Adelante.
La Senadora María de Jesús Díaz Marmolejo: Con su permiso, presidente.
Compañeras y compañeros legisladores:
Anuncio desde el inicio que la bancada de Acción Nacional en este Senado votaremos en contra del presente dictamen.
Si bien compartimos la necesidad de combatir la piratería, la falsificación de marcas, el comercio ilícito y las conductas fraudulentas que lesionan los derechos de autor y la propiedad industrial.
Pero, por otro lado, defender a quienes crean, innovan y generan empleos es una obligación del Estado.
Ninguna causa por legítima que sea puede justificar una norma penal que amenace la libertad de expresión o conceda la autoridad márgenes demasiado amplios para decidir qué puede publicarse y qué debe de castigarse.
La principal preocupación se encuentra en el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Esta disposición pretende imponer de tres a siete años de prisión y multas de mil a diez mil Unidades de Medida y Actualización a quien utilice y reproduzca e imite o incorpore la identidad gráfica institucional, dominios electrónicos o cualquier signo oficial perteneciente a instituciones públicas.
Se nos dirá de ahora en adelante qué conducta deberá realizarse a escala comercial y con la finalidad de inducir al error o al engaño.
Sin embargo, esas expresiones no son suficientes para eliminar el riesgo de una aplicación arbitraria.
El tipo penal emplea conceptos amplios como identidad gráfica, imitar cualquier otro signo oficial y escala comercial; pero no excluye expresamente la parodia, la sátira, la caricatura política, los memes, el trabajo periodístico, la creación artística, la investigación académica o las expresiones de interés público.
Cuando la libertad de una persona puede depender de la interpretación de una autoridad investigadora, no estamos ante una garantía suficiente.
En materia penal debe de respetarse estrictamente el principio de taxatividad.
Las conductas prohibidas tienen que estar definidas en absoluta claridad, especialmente cuando se pretende imponer una pena de hasta siete años de prisión.
No basta con que quienes impulsan la reforma aseguren que únicamente se perseguirá el fraude.
Esta limitación debe aparecer claramente en la ley, los derechos no se protegen mediante buenas intenciones, sino mediante normas precisas que impidan el abuso.
Además, esta reforma no puede analizarse de manera aislada.
En la Cámara de Diputados se discuten modificaciones relacionadas con la responsabilidad de los proveedores de internet y el retiro contenido de digitalización.
En conjunto, estas medidas pueden generar un incentivo muy peligroso.
Que las plataformas prefieran eliminar primero cualquier publicación cuestionada, ¿y preguntar después?
Así, ¿la persona creadora, el periodista o el ciudadano tendría que defender posteriormente un contenido que ya fue censurado?
Que quede claro, la identidad gubernamental debe protegerse frente a la suplantación, el fraude y los engaños reales; pero el Estado puede proteger sus emblemas sin blindar al gobierno frente a la crítica.
Las instituciones públicas no son marcas privadas y quienes ejercen el poder deben estar sujetos al más amplio escrutinio ciudadano.
En una democracia, el gobierno debe tolerar la crítica, la sátira y hasta las expresiones que le resulten incómodas.
Si realmente se busca sancionar la suplantación fraudulenta, debe redactarse un tipo penal mucho más preciso, que exija un propósito fraudulento, plenamente acreditado, un año concreto o un beneficio patrimonial y que excluya expresamente los contenidos periodísticos, satíricos, artísticos, académicos y de interés público.
Mientras el artículo 403 Bis permanezca en estos términos, no existe un equilibrio adecuado entre la protección de la propiedad industrial y la defensa de las libertades fundamentales.
México necesitar proteger a sus creadores y combatir la piratería, pero también debe proteger a quienes investigan, cuestionan, critican y señalan al poder.
No acompañaremos una reforma que bajo el argumento de proteger la propiedad industrial pueda convertirse en una herramienta para inhibir la crítica y silenciar la disidencia.
Proteger la democracia también significa proteger el derecho de la ciudadanía a incomodar al poder.
Es cuanto.(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Díaz Marmolejo.
Tiene el uso de la palabra la senadora María Guadalupe Murguía Gutiérrez, del Partido Acción Nacional, de igual manera hasta por cinco minutos.
Adelante, senadora.
La Senadora María Guadalupe Murguía Gutiérrez: Con su permiso, presidente.
Compañeras y compañeros senadores:
Presento posicionamiento en contra respecto del dictamen que reforma el Código Penal Federal y la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, conocidas como las leyes antimemes.
Esta iniciativa señala reiteradamente la exposición de motivos, que lo que se busca es dar cumplimiento a los compromisos internacionales asumidos por nuestro país en el T-MEC y los que han contraído con la Organización Mundial de la Propiedad Intelectual.
Y, en efecto, señala sanciones precisas a quienes hacen uso de la piratería, falsificación de firmas o evitan otorgar, aplicar, las medidas tecnológicas de protección a estos derechos.
Por eso resulta por demás extraño que en una iniciativa que busca cumplir con los compromisos de México en el T-MEC se incluyan disposiciones que dan una protección al gobierno federal frente a la crítica.
Y así está en el artículo 403 Bis, que establece un tipo penal específico en esta materia el uso indebido de la identidad gráfica institucional que por su redacción original era tan ambiguo, era tan vago, que la propia comisión, al dictaminarlo, tomó la decisión de ajustarlo, de matizarlo y proponer una nueva redacción que fue aprobada por la mayoría de la comisión.
La nueva redacción de este 403 Bis, efectivamente, establece sanciones de prisión, de multa, a quien utilice la identidad gráfica oficial y documentos de carácter oficial para inducir a error y engaño.
Sin embargo, sigue conteniendo conceptos genéricos vagos, imprecisos, que dejan la puerta abierta a que se sancione con cárcel, con una multa elevada la crítica política, las caricaturas, los cartones, los memes, incluso, expresiones que se utilizan regularmente por la ciudadanía en las redes sociales.
La ambigüedad de un tipo penal también es una forma de censura ya que inhibe la libertad de expresión y lleva a las personas a autocensurarse para no incurrir en las sanciones.
Desde luego este 403 Bis no sanciona específicamente el meme, la sátira, la caricatura, pero deja la puerta abierta para todos aquellos que, utilizando el humor, formulen críticas políticas al gobierno.
Y quiero referirme a otra disposición también muy importante de la iniciativa que no puede pasar sin violar gravemente la Constitución.
El 429 del Código Penal Federal que establece que tratándose de delitos relacionados con la propiedad intelectual se entienden realizados de manera dolosa. Esto es constitucionalmente inaceptable, viola la presunción de inocencia.
Ahora resulta que el Ministerio Público ya no tiene que probar el dolo y que aquel que es imputado tiene que acreditar que su conducta no es dolosa.
Quiero comentar también que la propia comisión propuso el que esta disposición fuera ajustada, fuera acotada, precisamente en una reserva aquí en el Pleno.
Esperamos que se dé cumplimiento a ese asunto porque de otra manera se estaría violando gravemente nuestra Constitución.
La libertad de expresión se pone en riesgo cada vez que la crítica molesta e incomoda al gobierno en turno.
Pero la libertad de expresión es un derecho que tenemos los ciudadanos y no puede quedar a conveniencia política de un gobierno en turno o una interpretación a modo de un tipo penal.
Es por eso que votamos en contra este dictamen y creemos que es derecho de todos los mexicanos poderse expresar libremente.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Lupita Murguía.
Corresponde ahora el uso de la palabra al senador Alejandro García Monroy, de Morena.
Hasta por cinco minutos.
Adelante, senador.
El Senador Alejandro García Monroy: Muy buenos días.
Con el permiso de la presidencia.
Compañeras y compañeros senadores:
Abordar el tema de propiedad intelectual es hablar de innovación, creatividad, conocimiento y trabajo aplicado.
Es reconocer la capacidad de las y los mexicanos para transformar sus ideas, su talento, su esfuerzo, en oportunidades de desarrollo, bienestar y crecimiento para nuestro país.
En México contamos con instituciones especializadas que cumplen una función fundamental en esa materia.
El Instituto Nacional del Derecho de Autor protege los derechos de quienes crean obras artísticas, literarias y culturales, mientras el Instituto Mexicano de la Propiedad Industrial tiene a su cargo la protección de marcas, patentes y diseños industriales.
Ambas instituciones son pilares de nuestro sistema de propiedad intelectual y contribuyen a generar certeza jurídica para creados, inventores, emprendedores y sectores productivos de la sociedad.
Sin embargo, la protección de estos derechos no puede ni debe agotarse en el ámbito administrativo porque cuando su vulneración constituye una conducta delictiva el Estado mexicano debe contar con instrumentos jurídicos, eficaces para prevenir, investigar, perseguir y sancionar estas conductas. Es precisamente el sentido del dictamen que hoy nos ocupa.
Actualizar nuestro marco jurídico y fortalecer las capacidades del Estado para responder frente a las nuevas formas de atención de los derechos de propiedad intelectual es una necesidad social que debe ser atendida.
Las senadoras y senadores que trabajamos en la consolidación del segundo piso de la cuarta transformación hemos planteado con claridad que el Estado debe garantizar condiciones de legalidad, justicia, certeza jurídica y protección de los derechos.
Bajo esta visión proteger la propiedad intelectual también significa proteger el trabajo y el esfuerzo de quienes contribuyen al desarrollo económico, tecnológico y cultural de México.
El artículo 21 de nuestra Constitución política establece con toda claridad que corresponde al Ministerio Público la investigación de los delitos y de la acción penal, por ello, resulta indispensable que las instituciones encargadas de la procuración de justicia cuenten con un marco normativo actualizado que les permita actuar frente a las conductas que vulneran estos derechos.
No podemos permitir que la falsificación, la reproducción ilícita, la explotación indebida de obras, marcas, invenciones u otros derechos de propiedad intelectual encuentren en la ley espacios de impunidad.
Y debemos entender que esto no se reduce a una cuestión económica, la propiedad intelectual también protege al emprendimiento, la competencia legal, el desarrollo tecnológico, la creatividad, la cultura y la seguridad jurídica.
Cuando se vulneran estos derechos también se afectan las condiciones que permiten que nuevas ideas se conviertan en proyectos, empleos y muchas oportunidades.
El comercio electrónico, las plataformas digitales y las nuevas tecnologías han transformado la manera en que creamos, producimos y comercializamos bienes y servicios. Al mismo tiempo han generado nuevas modalidades de la comisión de conductas ilícitas.
Frente a esta realidad la ley debe ser dinámica y receptiva, trabajamos para conseguir construyendo un Estado que proteja a quien crea, a quien innova, a quien emprende y a quien invierte.
Un Estado que reconozca el valor del conocimiento y que garantice el esfuerzo y el talento de las y los mexicanos, y que cuente con el respaldo jurídico para ello.
Proteger la innovación y el talento de México es proteger su futuro.
Sigamos construyendo un país con justicia y sin impunidad.
Por último, no se confundan, nosotros luchamos por justicia, por bienestar y por la felicidad del pueblo, por eso, defendemos las libertades.
Esta reforma no persigue memes, no castiga sátira, no censura a la crítica, combate el engaño, la falsificación y las conductas ilícitas.
Y libertad de expresión es siempre garantizado, la censura no cabe en este espacio.
Por eso, apoyamos y estamos a favor de este dictamen.
Es cuanto, presidente.
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Alejandro García Monroy.
Ahora la senadora Martha Lucía Micher Camarena tiene el uso de la palabra, hasta por cinco minutos, de Morena.
La Senadora Martha Lucía Micher Camarena: Muy buenas tardes, compañeras, compañeros.
Gracias, señor presidente.
Este dictamen que estamos poniendo a su consideración está mejorando la eficacia en la investigación y en la persecución de las conductas delictivas relacionadas con la propiedad industrial, a través de la acreditación el tipo penal, mediante elementos muy objetivos y verificables.
Está actualizando y está adecuando el marco penal para hacer frente a los desafíos que plantean las tecnologías digitales, el comercio electrónico y la distribución transfronteriza de contenidos y mercancías.
Y va a permitir a México cumplir con los compromisos asumidos en el marco de los acuerdos comerciales.
Es decir, estamos hablando del Tratado entre México, Estados Unidos, y ojalá sea también con Canadá, porque tenemos que cumplir con lo que ahí dice.
Porque nos hemos comprometido con el fortalecimiento de la observancia de los derechos de la propiedad intelectual, con la celeridad en la adopción de medidas de cese contra sitios web que difundan contenido infractor.
Porque estamos hablando de la rapidez en la emisión de dictámenes técnicos para fortalecer y proporcionar a la Fiscalía, no nosotros, no el Senado, la Fiscalía, mayores elementos que faciliten la judicialización de los delitos relacionados con la propiedad intelectual.
¿Qué significa esto de pasar de fines de lucro a la escala comercial?
Quiere decir que los actos de comercio o actividades que busquen un beneficio económico o ganancia financiera, y que causen un impacto perjudicial en el interés de la persona titular del derecho de autor, tendrá que ser sancionado.
Pero hay que tener mucha, muchísima imaginación, y muy poca vergüenza, para salir a decirle al pueblo que esta reforma prohibirá el humor.
¿De verdad?
Es que dan pena.
Mienten, mienten, mienten para meter miedo, porque se les acabaron los argumentos.
A la oposición le aterra que la ciudadanía se burle de ellos en redes sociales, pero esta ley no persigue ni la sátira ni la parodia ni la libre expresión.
Tenemos en nuestras filas a un maestro de la sátira política y de la caricatura, que es “El Fisgón”, a quienes ustedes, la oposición, quiso callar durante muchos años, como a Trino, como a Hernández, como a Rius, como a Naranjo, como a Hernández Flores o como a Alguera. Y no lo lograron.
Y nosotros no vamos por esa vía, hacer un meme es libertad de expresión, es humor, es cultura popular.
Clonar marcas a escala industrial, saquear derechos de autor, operar redes de piratería organizada y falsificar documentos oficiales es un crimen, es un delito y afecta a la economía formal.
Que no vengan a disfrazar a los grandes contrabandistas y piratas de creadores de contenido. No es lo mismo.
Qué nostalgia tiene la oposición a la época en que la justicia se medía con doble moral, decomisaron películas en la calle para la foto de la prensa, mientras a los grandes capos del contrabando transfronterizo les ponían alfombra roja en las aduanas o los hacían fiscales generales de la República.
Esta reforma no persigue al pequeño ni al necesitado, persigue a las estructuras criminales que lucran a gran escala con la falsificación y el robo de identidad institucional.
Como la oposición toleraba que se estafara a la gente humilde vendiendo trámites falsos, con páginas clonadas del Estado, hoy les incomoda que protejamos la identidad institucional.
Defender las creaciones desde antes de su lanzamiento es respaldar el esfuerzo de nuestra gente. El talento se respeta y la creatividad se defiende.
Para la derecha el mercado era la ley de la selva, donde el tramposo o la tramposa prosperaban y la creadora o el creador honesto quebraba.
Para el humanismo mexicano la economía moral exige un Estado de derecho sólido, donde se respete a los y a las comerciantes honestas, se proteja a las y los pequeños emprendedores y se castigue la competencia desleal.
“Dentro de la ley, todo”“Fuera de la ley, nada”
Muchas gracias.
(Aplausos)
PRESIDENCIA DE LA SENADORA
VERÓNICA NOEMÍ CAMINO FARJATLa Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senadora.
Agotados los posicionamientos, iniciamos con la discusión del dictamen en lo general.
Por lo tanto, tiene el uso de la palabra la senadora Mayuli Latifa Martínez Simón, del grupo parlamentario del Partido Acción Nacional, para hablar en contra del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.
Senado Noroña, ¿con qué objeto?
El Senador Gerardo Fernández Noroña: (Desde su escaño) Sí, quiero hacerle una petición a la presidencia, entiendo que sería al final del debate.
Hoy ha muerto un compañero y amigo cantautor, Gabino Palomares, que acompañó la lucha por la transformación del país desde muchas décadas atrás.
Muchas de sus canciones con nosotros, nosotros crecimos con ellas, y me entero con pesar de su fallecimiento.
Creo que debimos haberle hecho un homenaje en vida y lamentablemente no lo hicimos. Pues hagámoslo post mortem, hagámoslo ahora y, por lo pronto, en su momento se le brinde un minuto de silencio.
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Con gusto, senador.
Y concederemos el minuto de silencio al final de que concluyamos la ronda del debate.
Muchísimas gracias.
(Aplausos)
Adelante, senadora.
La Senadora Mayuli Latifa Martínez Simón: Con el permiso de la Asamblea.
Senadoras y senadores:
Hoy estamos ante una nueva disposición de la cuarta transformación, de Morena, en una censura absoluta a este país.
Como no tienen la capacidad en Morena para dar resultados y les aterra que el pueblo exponga toda su red de corrupción, su única respuesta es encarcelar al pueblo.
Esto es una “ley censura” …
Sí, miren cómo no les gusta, ¿verdad?, que hablemos de esto, pero sí tenemos esta tribuna para poder señalar.
Esta es una “ley censura”, porque a pesar de que lo mínimo que están poniendo en esta sanción es una multa millonaria; inclusive, es decir, si tú te atreves a hablar, por ejemplo, de los apagones de la CFE que pasan en la península, y en Quintana Roo es el pan de todos los días.
Si hablamos de la corrupción que tienen, pues ahora resulta que lo mínimo es que vas a pagar un millón de pesos por una multa.
Pero lo más grave, ¿saben qué es?
Es que vas a ir a la cárcel si te atreves a hacer una publicación como ésta.Por ejemplo, a quienes hemos venido señalando toda la red de corrupción de Amílcar Olán y del Tren Maya, fíjense nada más, fíjense bien, es cárcel.
Eso es lo que están haciendo en Morena, vean el absurdo de lo que están aprobando para tapar precisamente toda la red de corrupción.
Hacer un meme a la Presidenta de México, va a ser la cárcel.
Hacer una caricatura a este Senado de la República o legislador, va a ser la cárcel.
Hacer un sketch burlándose de un gobernador o una gobernadora, de un juez, va a ser la cárcel
Resulta que ahora salieron, los de Morena, con la piel delgadita, fíjense nada más, los mismos que se pasaron años burlándose, haciendo sátiras, protestas y burla desde la oposición cuando ustedes eran, hoy que gobiernan no aguantan ni un solo meme.
Señoras y señores:
Fíjense nada más, para el crimen organizado existe la impunidad de Morena, pero para quienes critican está la persecución de Morena, las multas millonarias de Morena, pero, sobre todo, la cárcel que quiere imponer Morena para quienes hablan distinto a ustedes.
Hoy ser la oposición y levantar la voz, fíjense nada más, se convierte hoy en una actividad de alto riesgo y no solamente para los medios de comunicación, para la gente que señale, sino también para quienes inclusive estamos aquí en este Senado de la República.
Pararte en esta tribuna, criticarlos, exhibir la red de corrupción que tienen y los vínculos con el crimen organizado, ahora, en cualquier momento Morena puede ponerte el dedo encima. De ese nivel es de lo que estamos hablando.
Tienen a su servicio, de verdad, en Morena, gobernadores, gobernadoras, fiscalías del estado, la Fiscalía General de la República y, no se diga, de la mandataria de este país, de la Presidenta de México.
Pero miren, el chiste se cuenta solo. Este narcogobierno persigue al pueblo con un meme, pero premia con fuero puestos de gubernaturas en presentables, sino pregúntenle a Rocha Moya, al gobernador de Sinaloa con licencia, sino pregúntenle aquí al senador Inzunza que se encuentra con nosotros premiado y ser senador.
A Marina del Pilar, gobernadora de Baja California; a Américo Villarreal, gobernador de Tamaulipas.
Y así podemos ir haciendo una gran lista; es decir, llevan a la cárcel a quienes con un meme señalan su corrupción, morenos, pero a sus allegados, senadores, gobernadores, aliados que están con el crimen organizado y vínculos con el crimen organizado los tienen aquí, inclusive en este Senado de la República.
Pero que les quede claro, ni así nos vamos a quedar callados, volvemos a levantar la voz y a decirles que mejor rompan ya el pacto criminal y metan a la cárcel a los verdaderos delincuentes; porque si van a encerrar a quien se burle de su gobierno, pues van a tener que encarcelar a medio México.
Muchas gracias.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senadora.
Tiene ahora el uso de la palabra el senador Cuauhtémoc Ochoa Fernández, del grupo parlamentario de Morena, para hablar a favor, hasta por cinco minutos.
El Senador Cuauhtémoc Ochoa Fernández: Con su permiso, presidenta.
Compañeras y compañeros senadores:
Hoy en verdad este debate se enmarca, como en muchas otras ocasiones, en la profunda imaginación de la oposición que busca, mediante verdades a medias y mentiras completas, desinformar a la población.
Ustedes se han vuelto una oposición sustentada en la mentira y en el engaño, por eso hoy el pueblo les ha retirado el respaldo y, seguramente, no les volverá a considerar hasta que realmente construyan una agenda de causas y verdades.
Y quiero ser muy puntual. Nadie, absolutamente nadie va a ir a la cárcel por compartir un meme, en ningún sentido. Esa es la verdadera esencia de esta iniciativa.
Por el contrario, lo que hoy estamos discutiendo en esta iniciativa es una iniciativa con profunda esencia transformadora, una iniciativa que apuesta por la innovación, pues es una iniciativa antipiratería, una iniciativa que apuesta por la justicia pues no atenta, como dicen ustedes, contra la libertad de expresión, es una iniciativa que piensa en los que menos tienen pues los protege de aquellos que los quieren defraudar.
Y empieza con algo que les quiero platicar, son dos cosas que en el fondo es una sola, que es cuidar a las y los mexicanos para que sigan creando, para cuidar a las familias mexicanas y para que nadie los engañe.
Empiezo por la primera.
México está inventando hoy como nunca, en 2025 el IMPI le otorgó 972 patentes a mexicanas y mexicanos, la cifra más alta desde 1995 con casi 40 % más que un año antes.
Antes una patente tardaba más de cuatro años. Hoy, en seis meses y hasta en un año y ya estamos en el Top 20 en el mundo en marcas y patentes, eso no es una casualidad, es una apuesta de nuestra presidenta Claudia Sheinbaum que metió, en el Plan México, multiplicar las patentes, porque una idea protegida se vuelve en un empleo y en un desarrollo.
Pero díganme de qué sirve que una joven ingeniera registre su invento, que un músico saque su disco o que una cooperativa proteja su café, si al día siguiente llega una red pirata y se lo roba.
Para eso es el dictamen, para que el que crea gane y el que roba responda.
¿Qué hace cuando el concepto viejo, fin de lucro, casi imposible de probar por un criterio medible a escala comercial, a partir de unos 20 mil pesos de mercancía?
Va contra financia la piratería y contra las empresas, no solo contra el último eslabón, cierra las aduanas a la mercancía ilegal y garantiza a la víctima una reparación justa.
Hoy se han asegurado 7.8 millones de productos piratas. Ahora sí la Fiscalía va a poder llevar estos casos hasta el final, y aquí viene la parte más importante que es la gente.
Yo les pregunto, ¿a quién no le ha llegado, WhatsApp, una convocatoria con el logo del gobierno.
Hace unos días Gobernación desmintió un supuesto Tianguis del Bienestar que prometía 250 mil pesos y una camioneta con sellos falsos y pedía la credencial del INE.
La Policía Cibernética detectó 472 intentos de fraude con páginas que copian el portal de su pasaporte, te cobran una cita que es gratis.
Migración, alerto por sitios falsos, que prometen papeles rápidos o cruces seguros.Y la Condusef reportó casi dos y medios millones de reclamaciones por fraudes este mes.
Aquí nadie va a ir a la cárcel, nadie por hacer un meme, nadie va a ir a la cárcel por compartir, ni el joven, ni el caricaturista, ni el periodista; para que haya delito se necesitan tres cosas: escala comercial, hacer algo como oficial para engañar y la intención de cometer un fraude.
La famosa ley antimemes no existe, es producto de la gran imaginación de la oposición.
Les pido algo sencillo, lean el dictamen, y sigan haciendo memes. Aquí nadie los va a perseguir.
Nosotros no venimos a callar a nadie, venimos a proteger a quien crea y a quien protege a las familias.
Al meme libertad.
Al fraude y a la piratería la ley.
Es cuanto, presidenta.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senador.Tiene ahora el uso de la palabra la senadora Anabell Ávalos Zempoalteca, del grupo parlamentario del Partido Revolucionario Institucional, para hablar en contra del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.
La Senadora Anabell Ávalos Zempoalteca: Muchas gracias.
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Adelante, senadora.
La Senadora Anabell Ávalos Zempoalteca: Lo digo fuerte y claro, ya no le mientan al pueblo de México, ya bastante daño les han hecho a los mexicanos, el pueblo de México quiere ser silenciado por Morena.
No quieren, de ninguna manera, que las personas se expresen y se manifiesten por el terrible servicio de salud que existe en México.
No quieren que se exprese por los grandes niveles de violencia ni la inseguridad. Y tampoco por la grave situación económica que vivimos en México.
Estas reformas al Código Penal Federal y a la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial son una nueva mordaza, propia de la intolerancia y con el claro talante autoritario del oficialismo.
No quieren que los ciudadanos se burlen ni hagan memes de los ridículos y escándalos de las pifias que cometen, por ejemplo, si alguien se burla o hace sátira del supuesto megadecomiso de huachicol, y usa los logos de Pemex o de la Fiscalía, puede ser castigado con varios años de cárcel de acuerdo al dictamen que propone.
También castigarían si alguien hace un meme utilizando un meme parecido al del IMSS con un buitre en lugar de águila, para burlarse de las ruines explicaciones morenistas sobre la muerte de cinco bebés en Durango o un meme sobre un deleznable personaje de Veracruz diciéndoles a los médicos que no atiendan operaciones de emergencia.
Para distorsionadamente de los morenistas se estará violando la identidad gráfica del gobierno.
Seguramente tampoco se quiere que se use el logotipo del Infonavit para burlarse y exhibir que su director adjudica sin licitación contratos por más de cuatro 200 millones de pesos, el mismo que presenta su declaración patrimonial en viejos pesos para ocultar su enriquecimiento ilícito.
Entiéndalo bien, las leyes se hacen para proteger a las personas, no para proteger a las autoridades.
Lo que ustedes buscan es castigar la crítica, la opinión, la opinión en contrario y las críticas a sus actos de gran corrupción.
Son un gobierno totalitario carente de sensibilidad, son tan delicados que cualquier crítica les incomoda.
Están convirtiendo a México en un lugar donde hay una sola voz, un solo discurso de propaganda que dice que todo va bien, orquestando desde la mañanera o desde Palenque. Ni siquiera saben a quién obedecer.
No quieren oír las quejas de las personas ni de las familias, siempre usan el pretexto de un fin noble, como es el caso de los derechos de audiencias; pero su vocación es la censura y el control de la información.
Ahora dicen que es para proteger la propiedad intelectual y cumplir con compromisos internacionales.
Ya dejen de mentir.
Dicen que quieren proteger la propiedad intelectual, pero apenas utilizaron ilegalmente el logotipo del Chapulín Colorado para promocionar a una dirigente morenista, cuyas iniciales son CH.
Son unos incongruentes, son CH, pero de chapuza y trampa, que ustedes mismos denuncian en la designación de sus candidatos y que los tiene confrontados entre ustedes y sus aliados; solo los va a unir su afán por seguir apoderándose de México y acabándose a México.
Van contra el periodismo, contra la sátira, contra la parodia, la caricatura y la crítica política, por ejemplo, el programa de “La Casa de los Mañosos” donde los exhiben y muestra tal como son, mañosos, mañosos.
Utilizan todas las instituciones que tienen a su alcance para silenciar a los mexicanos, apenas utilizaron al INE morenista para evitar que el PRI les diga narcopolíticos o narcoMorena.
Pero Alejandro Moreno no se va a callar, y nosotros tampoco.
No les basta con que el exsecretario de Seguridad Pública de Tabasco, el exgobernador de Sinaloa, el exesposo de la gobernadora de Baja California o el tal Amilcar Olán, amigo de amigo López Beltrán estén siendo investigados penalmente por sus vínculos criminales.
No hayan la manera de prohibir que el pueblo hable y se burle de sus corruptelas, actos criminales, que además matan, enferman, empobrecen a las familias y a las personas.
Se bañan de una supuesta soberanía que esconde su traición a los mexicanos.
Tienen a México teñido de rojo y negro por la violencia y por el luto de miles de familias, de desaparecidos y asesinados.
En el PRI vamos a defender la libertad de expresión, estamos en contra de la censura y de que intenten a callar una libertad fundamental, que es criticar a éste y a cualquier gobierno.
Hoy en el PRI vamos a seguir dando la batalla y vamos a votar en contra.
Es cuanto.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Tiene ahora el uso de la palabra el senador Jorge Carlos Ramírez Marín, del grupo parlamentario del Partido Verde Ecologista de México, para hablar a favor del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.El Senador Jorge Carlos Ramírez Marín: Gracias, honorable presidenta.
Estimados amigos senadores y senadoras:
Una cosa es el debate político, una cosa es el giro del debate para hacer énfasis, para justificar un argumento. Y otra completamente distinta es la mentira.
Y mentir repetidamente es mendacidad, y hacerlo con la intención de engañar es contumacia.
Y eso es lo que se está haciendo en este momento.
He escuchado brillantes y flamígeros discursos con un solo problema, están hablando de otra cosa, es como si estuviéramos discutiendo el reglamento de fútbol, y alguien viniera aquí a quejarse del ampáyer.
¡Espérate!, es fútbol.
Estimados amigos:
Lo primero que tenemos que hacer es determinar cuál es la materia de esta reforma. Y no se reforman ni los artículos 6 y 7 de la Constitución que garantizan la libertad de expresión de todos los mexicanos.
No se reforma la Ley de Telecomunicaciones, que se refiere a los contenidos y a lo que circula en redes sociales.
Y no se reforma tampoco ninguna ley que afecte el derecho de cualquier periodista, de cualquier ideología, de cualquier medio a expresarse como quiera en términos de las leyes que rigen su labor periodística.
Entonces, ¿de qué estamos hablando aquí?
Amigos, por favor espabílense.
Estamos hablando de actos de comercio, no estamos hablando del derecho a la opinión, estamos hablando de actos de comercio.
Y voy a presentar un ejemplo, no soy muy afecto a las mociones de ilustración, pero este ejemplo puede servir.
Si me permite, honorable presidenta, quisiera usar un minuto para una moción de ilustración.
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Se concede la moción de ilustración.
(Proyección de vídeo)
El Senador Jorge Carlos Ramírez Marín: Eso es una parodia, ¿no?
En cambio, cumple los tres candados que no cumple la “Casa de los Mañosos”, que no cumple cualquier caricatura que critique al gobierno como la que nos está exhibiendo una compañera, y que están perfectamente establecidos en la ley.
Tomo esta caricatura y la pongo aquí y pregunto, bueno, ¿y dónde está su escala comercial?
¿Qué quiere decir escala comercial?
Que se hace con fines de lucro para obtener efectivamente de la reproducción de ese objeto modificado, en este caso digitalmente, para obtener lucro.
Lo que dice la imagen falsificada de la Presidenta ahí a millones de personas, lo que dice es que den 5 mil pesos para que lleguen a ganar hasta 100 mil pesos al mes.
Lo está diciendo la Presidenta. Lo está diciendo en YouTube.
¿Ustedes creen que no le va a dar ninguna credibilidad el resto de la población?A lo mejor nosotros suponemos enseguida que se trata de una falsificación.
A tal grado llega esto que fue el Senado de la República en la Junta de Coordinación Política quien se dirigió a estas plataformas para decirles que no podían seguir reproduciendo estas imágenes.
Y el resultado fue que Meta la bajó inmediatamente.
En Google, el Senado tuvo que publicar en su Gaceta que estaba induciendo a un ilícito e inmediatamente la bajó, el Senado de la República.
Eso es lo que ustedes apoyan con su voto en contra de esta reforma.
Ustedes están apoyando a estos falsificadores.
Ustedes están apoyando a estos que hoy le roban al sector más débil de nuestra población y le hacen invertir sus escasos ahorros en un fraude.
No tienen nada qué ver con caricaturas ni con memes, estimados amigos.
Vamos a espabilarnos y, sobre todo, vamos a ayudar a que estas conductas se castiguen.
¿Por qué se castigaban?
¿Por qué no se podía perseguir?
Porque no existe el tipo penal, dijo alguien aquí, dijo alguien aquí.
¿Por qué se introduce ahora?
Pues porque la ley se tiene que modificar, porque antes no había delitos digitales, porque antes no había inteligencia artificial.
Por eso se está introduciendo ahora.
Puse una evidencia clara de lo que está pasando.
No apoyar esta ley es apoyar a estos falsificadores, es apoyar que el dinero de la gente pueda ser estafado.
Y eso en su calidad de senadores de cualquier partido, estarían obligados a impedirlo y no solamente ver el contenido ideológico, como lo quieren ver a favor de ustedes.
Por favor, dejen de estafar a la población.
Muchas gracias.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senador.
Les informo, Honorable Asamblea, que tenemos la visita de un grupo de estudiantes del Tecnológico de Monterrey, Campus Santa Fe.
Quienes acuden por invitación del senador Luis Alfonso Silva Romo.
Bienvenidos, jóvenes, al Senado de la República.
(Aplausos)
También tenemos la visita de un grupo de estudiantes de la Universidad Michoacana de San Nicolás de Hidalgo.
Quienes acuden por invitación de la senadora Reyna Celeste Ascencio Ortega.
Por supuesto nos sigue alegrando recibir hoy a la juventud en este espacio, y recuerden que están en presencia de uno de los mejores debates de este período ordinario.
Bienvenidos, a quienes están en el segundo y el tercer nivel.
Muchas felicidades.
Gracias.
(Aplausos)
Continuamos con la discusión en lo general.
Tiene el uso de la palabra el senador Néstor Camarillo Medina, del grupo parlamentario de Movimiento Ciudadano, para hablar en contra del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.
Adelante, senador.
El Senador Néstor Camarillo Medina: Con tu venia, presidenta.
Compañeras y compañeros senadores:
Creo que quienes me han antecedido en esta tribuna han sido demasiados técnicos en esta iniciativa, han explicado de manera muy técnica lo que a su consideración creen o quieren interpretar para que todos los mexicanos podamos interpretar.
Pero yo hoy lo quiero hacer y quiero dar este mensaje con memes, para que se entienda perfectamente qué es lo que está pasando.
Pero antes, con las ilustraciones que vimos, los videos, claro que también estamos en contra de eso.
Creo que no se puede utilizar la inteligencia artificial para burlarse de la gente, para extorsionar a las personas y para mentir.
Pero donde no vamos a mentir es por ejemplo con este meme que está aquí.
Este meme que yo no lo hice, lo hicieron los mexicanos, y que tiene millones de visualizaciones y está muy sencillo.
Es la expresión de la gente de lo que va a pasar en el 2027.
Aquí está el logo del INE y con este logo que está en este meme ya te puedes ir a la cárcel, hasta por cinco años.
Este es un caso.
Y lo que estamos viendo es lo que siempre ha pasado, desafortunadamente aquí en el Senado, que siempre por la puerta trasera nos quieren poner cosas que la gente quieren ustedes que entienda, quieren que el oficialismo entienda.
Y ya estamos cansados, ya no es justo que estén haciendo esto…
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Senador Camarillo, si me permite.
El senador Jorge Carlos, ¿con qué objeto?
El Senador Jorge Carlos Ramírez Marín: (Desde su escaño) Preguntarle al orador, ¿si acepta una pregunta?
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: ¿Acepta el orador la pregunta?
El Senador Néstor Camarillo Medina: No acepto, presidenta.
Quiero seguir con mi discurso de memes.
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: No acepta, senador Ramírez Marín.
Adelante el orador.
El Senador Néstor Camarillo Medina: Entonces al senador Marín, que lo aprecio y lo respeto mucho, es un gran parlamentario, le digo que aguantemos, hay que aguantar, no se ocupa la vieja política, se ocupa que resistamos todos los políticos, los partidos, los señalamientos, la cultura mexicana de hacernos también a veces hasta sentir mal.Entonces el llamado que hacemos a los senadores, a los diputados, a los gobernantes, es que cuando quieran incomodar al poder, pues aguantemos.
Para eso fuimos electos también.
La crítica siempre, nosotros, desde Movimiento Ciudadano, vamos a estar abiertos.
Y quiero poner otro ejemplo.
Por ejemplo, este del IMSS, que dice:
“Fui por una gripa al IMSS y regresé sin un brazo”.
Es la manera también de expresarse de los ciudadanos de lo que está pasando actualmente con el sistema de salud, pero como está el logo del IMSS, pues ya también te puedes ir a la cárcel, hasta cinco años, si descubren que tú hiciste este meme.
Por eso esta ley es la Ley Antimemes.
Entonces, nadie se puede quejar de que esto pasa en la vida todos los días y que también lo hemos señalado en tribuna muchas y muchas veces.
Entonces, esto es una realidad.
Y, bueno, podrán decir.
“Estás atacando al gobierno, estás contra nosotros, eres un senador de oposición”.
Bueno, pues aquí está un meme, que no me gustó, que me hicieron a mí.A mi amigo Yuawi le ofrezco una disculpa, pero bueno ya me pusieron a mí ahí y también aguanté, y también no dije nada y hoy hasta me río de mi meme. Yo también soy un meme en las redes sociales.
Hay que aguantar, señores.
En meses pasados estuve en Nueva York, fui a la ONU, estuve en el Consulado, visité migrantes poblanos, estuve con empresarios muy exitosos de mi gran estado, en Puebla York, que ustedes conocen Puebla York, y de paso me pasé a El Bronx y de repente me sacaron que soy el joker poblano, el joker de pueblo y demás.
La sátira, insisto, que se realiza todos los días junto a la clase política es algo que debemos de aguantar y no nos debemos de hacer chiquitos.
Así que, ya para ir terminando, le digo a Morena que nos obliguen a votar a favor de esto. Vamos a votar en contra.
Y también no van a obligar a los ciudadanos a limitar su libertad de expresión y que se puedan expresar como así lo consideren, como así lo quieran.
Y que hoy en día, insisto, el gobierno siempre se está incomodando con lo que los mexicanos podemos hacer a través de las redes sociales, me incluyo, con todos, las y los mexicanos.
Así que con esto termino.
Desde Movimiento Ciudadano creemos que la Ley Antimemes es igual a la censura; a la censura con las mañas de la vieja política que hoy quieren que aguantemos, que quieren que no aguantemos.
Así que yo creo que el meme más grande, el meme más importante, el mejor meme es el gobierno de México.
El gobierno de México y la forma de gobernar siguen siendo un meme.
Muchas gracias.
Es cuanto, presidenta.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Tiene la palabra el senador Jorge Carlos Ramírez Marín por alusiones, hasta por dos minutos.
Sonido en el escaño, por favor.
El Senador Jorge Carlos Ramírez Marín: (Desde su escaño) Gracias, presidenta.
Justamente la exhibición de estas imágenes nos sirven para ilustrar dos cosas muy importantes.
La primera, no se castigan opiniones ni críticas. El tipo penal que estamos creando con estas modificaciones al Código Penal y a la ley de Propiedad Industrial es para actos de comercio.
Exhiben un logotipo del INE y se van a ir a la cárcel. Pues solamente que haya cumplido los siguientes supuestos, que sea a escala comercial, o sea, que esa caricatura se venda en la calle.
¡Ah!, pero, además, que se venda en la calle con fines, no sólo con fines de lucro, sino con la intención de engañar para inducir a los otros a cometer un ilícito.
Ninguna de las caricaturas exhibidas, ni ninguna que yo haya visto en un periódico jamás tiene el propósito de inducir a un ilícito. Dudo que pudieran cumplir ese tipo penal.
Traducido al cristiano, no se castiga el que opina; esta ley busca castigar al que estafa. A eso está dirigida.Muchas gracias.
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senador.
Tiene ahora el uso de la palabra, continuando con la discusión, en lo general, la senadora Araceli Saucedo Reyes, del grupo parlamentario de Morena, para hablar a favor del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.
Adelante, senadora.
La Senadora Araceli Saucedo Reyes: Gracias, presidenta.
Con su venia.
Hay que tener mucha imaginación y muy poca vergüenza para salir a decirle al pueblo de México que esta propuesta de ley quiere prohibir el humor.
Hacer memes es libertad de expresión, es una forma de cultura popular en México, pero clonar marcar a escala industrial, saquear los derechos de autor, operar redes de piratería organizada y falsificar documentos oficiales, eso, a eso se le llama crimen. Y eso afecta a la economía formal.
Lo que esta ley quiere y el espíritu de la misma es proteger a los ciudadanos de nuevas formas de piratería digital.
Y es que hoy los engaños a través de estas nuevas formas y métodos que se utilizan en las redes sociales, lo que quieren es despojar a que el mexicano que ha construido un patrimonio y que tiene una vida generando ahorros.
Eso no queremos en este Senado de la República, lo que queremos es velar justamente por la protección de cada ciudadano.
Por eso me parece importante que se debe tener mucha claridad y no engañar sobre lo que hoy estamos discutiendo y debatiendo en esta sesión.El Estado mexicano cumple con sus compromisos internacionales con mucha responsabilidad, pero también con la convicción de que cada acuerdo debe traducirse en un beneficio tangible, concreto y directo para el pueblo de México.
El Tratado entre México, Estados Unidos y Canadá, el T-MEC, representa uno de los principales instrumentos para fortalecer la integración económica de América del Norte.
Por eso es que en el capítulo 20 establece obligaciones muy específicas en materia de derechos de propiedad intelectual, particularmente en su observancia.
Si bien México cuenta con leyes que reconocen estos derechos, estos se deben actualizar para fortalecer y garantizar procedimientos eficaces, ágiles y proporcionar que se cumplan.
Es decir, la ley debe actualizarse día a día, porque estamos cambiando constantemente y no se puede trabajar con una ley que no está acorde a la exigencia y a las necesidades que hoy se tienen.
La implementación del T-MEC requiere de estos mecanismos que robustezcan la prevención de las infracciones, generen una disuasión eficaz y eviten retrasos injustificados en su atención.
En este sentido, las acciones que actualmente impulsa el gobierno de México adquieren especial relevancia.
Cumplir con los compromisos pactos en el T-MEC, no significa simplemente tener una obligación internacional; significa fortalecer nuestras propias instituciones aquí en México, en nuestro país, y generar condiciones de mayor certeza para quienes crean, innoven y produzcan la participación del comercio formal.
Por ello, resulta fundamental avanzar hacia una observancia más efectiva, con derechos de propiedad intelectual claros, firmes.
La evaluación individualizada de los casos permite identificar conductas reincidentes o particularmente graves; y para ello, aplicar medidas y sanciones que respondan de manera proporcional a cada hecho cuando se presentan.
Este principio es medular, ya que el T-MEC establece precisamente la necesidad de considerar la gravedad de la conducta al determinar los recursos y sanciones aplicables.
Es cuanto, presidenta.
(Aplausos)
La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Muchas gracias, senadora.
Tiene ahora el uso de la palabra el senador Francisco Javier Ramírez Acuña, del grupo parlamentario del Partido Acción Nacional, para hablar en contra del proyecto de decreto, hasta por cinco minutos.
El Senador Francisco Javier Ramírez Acuña: Con su permiso, señora presidenta.
Senadoras y senadores:
El grupo parlamentario del Partido Acción nacional expresa que comparte el objetivo de la iniciativa enviada por la Presidenta de la República en el sentido de fortalecer el marco penal mexicano en materia del derecho de propiedad intelectual a fin de combatir eficazmente su vulneración y armonizar la legislación nacional con los tratados y acuerdos comerciales internacionales en la que México es parte.
Con la misma claridad, manifiesto que repudiamos que la iniciativa incorpore, por la puerta trasera, un nuevo mecanismo de censura y represión del régimen autoritario de Morena contra la libertad de expresión consagrada en los artículos 6 y 7 de la Constitución.
Nos referimos a la propuesta de incorporar un nuevo tipo penal en materia de propiedad industrial relacionado con el uso indebido de la identidad gubernamental aduciendo que se intenta proteger la identidad gráfica e institucional del Estado mexicano.
A quienes integramos el grupo parlamentario del PAN nos parece que introducir este cambio de la ley, bajo el argumento de armonizar nuestra legislación, es meramente un pretexto para introducir una prohibición y una sanción para que no haya en redes sociales, en la prensa, en la televisión o en la radio memes, parodias y críticas al gobierno, una forma de censurar agazapada.
Se supone que vivimos en una democracia y en las democracias el derecho a la libre expresión es irrestricto. Debe de haber libertad para externar opiniones y formular críticas.
En cualquier democracia debe ser tolerada la parodia, las caricaturas, las imágenes y demás vías de crítica a los actos de los funcionarios públicos.
Pretender eliminar contenidos o encarcelar a algunos ciudadanos por realizar parodias y críticas a personas políticos en el poder es una señal más del autoritarismo de este régimen que se siente incuestionable y se muestra intolerante ante la sátira, la ironía y el reproche humorístico de los errores que comete a diario.
La dimensión democrática del derecho a la libertad de expresión refiere el interés que existe en las democracias por contar con un espacio público, democrático, entendiendo este como un espacio libre, abierto, inclusivo y deliberativo.
En una democracia debe permanecer el interés por generar, promover y garantizar la existencia de un debate público en que sea robusto, desinhibido, abierto e incluyente que permita por cualquier vía la valoración crítica de los asuntos de interés público, la proliferación de las ideas y la pluralidad de puntos de vista sobre la sociedad y la vida.
En ese tenor, el gobierno democrático se distingue por tomar medidas para que sus ciudadanos, tanto en la esfera pública como en el debate público, gocen de la libertad de expresión y participen en la discusión abierta y plural de las ideas.
Son las dictaduras y los totalitarismos quienes pretenden inhibir y censurar todas las vías posibles de expresión libre de los ciudadanos y de sus organizaciones.
La discusión sobre el presente dictamen no sólo versa sobre el combate a la piratería y la defensa de la propiedad industrial, temas en los que estamos de acuerdo con el dictamen, sino que se convierte en una discusión sobre la defensa de la libertad de expresión y contra la censura y la persecución que hoy sostienen quienes gobiernan.
El PAN ha defendido y lo seguirá haciendo en todos los entes de la vida pública del país el pleno de la libre expresión, incluyendo todas las expresiones críticas que hacemos los opositores desde el Poder Legislativo.
En el PAN consideramos que la intención de esta reforma es consolidar por la puerta trasera la estrategia política del régimen de poder censurar y perseguir penalmente a creadores de contenido en plataformas de Internet, sitios web, aplicaciones digitales y medios tradicionales que sean contrarios a la visión del oficialismo.
Por esto, repudiamos la adición en específico que permite la censura y la persecución de una legislación que no protege la identidad gráfica de la administración pública, sino que persigue desesperadamente a la crítica independiente de los ciudadanos.
En tal virtud, señoras y señores senadores, los senadores del PAN expresamos nuestro rechazo tajante a la reforma presentada y, por eso, anunciamos nuestro voto en contra.
Pero tenemos una propuesta.
Si ustedes de verdad es lo que están diciendo sostener queremos decirles que hemos tenido una reforma, una reserva al 30 Bis, en donde pedimos que se establezca exactamente qué queda exceptuando periodistas, caricaturistas, actores, etcétera, para que puedan tener la plena seguridad quienes ejercen este derecho de trabajar por México y por la libertad.
Muchas gracias.
(Aplausos)La Presidenta Senadora Verónica Noemí Camino Farjat: Gracias, senador.
Honorable Asamblea, les informo que tenemos la visita del doctor Octavio Castillo Acosta, rector de la Universidad Autónoma del estado de Hidalgo.
Quien acude por invitación principalmente de la senadora Simey Olvera Bautista y, también, del senador Cuauhtémoc Ochoa Fernández, para asistir al Foro Regulación Ética y Jurídica de la Donación de Órganos para Investigación Médica.
Sea bienvenido a esta sesión del Senado de la República, estimado rector.
(Aplausos)
De igual manera, les informo que tenemos la visita de un grupo de estudiantes de la licenciatura en derecho de la Universidad La Salle, Nezahualcóyotl.
Quienes acuden por invitación del senador Francisco Arturo Pérez Pérez.
Nos alegra recibirles el día de hoy, jóvenes, a esta casa del federalismo.
Sean bienvenidas y bienvenidos.
Muy buenas tardes.
(Aplausos)
Continuando con la discusión en lo general, tiene el uso de la palabra la senadora Lizeth Teresita Vásquez Ochoa, del grupo parlamentario de Morena, para hablar a favor del proyecto de decreto.
Hasta por cinco minutos.
Adelante, senadora.
Permítame un segundo.
Audio en la tribuna, por favor.
Prenda el audio, senadora.
No tenemos audio en la tribuna, por favor, le pido a servicios técnicos si lo podría revisar.
Ahí está.
Adelante, senadora, ya está.
La Senadora Lizeth Teresita Vásquez Ochoa: Querido pueblo de México.
La derecha miente, miente, hoy y siempre.
Es mentira que se pretenda limitar la libertad de expresión.
Es mentira que se pretenda castigar la sátira o los llamados memes.
Esta reforma no tiene esa intención.
Es ilógico pensar que un gobierno de izquierda, que históricamente ha utilizado la sátira política como una herramienta para criticar al poder neoliberal y que ha acompañado a los movimientos sociales, pretenda censurarla.
Lo que sí hace esta reforma es que fortalece la protección de la propiedad industrial y de la creatividad de las mexicanas y los mexicanos.
Se incorpora el concepto de escala comercial para distinguir entre un acto menor y una operación criminal, con criterios objetivos y verificables que evitan arbitrariedades.
Además, la Ley del Derecho de Autor, en su artículo 148, permite reproducir parte de obras para investigación científica o para la crítica literaria o artística.
¡No mientan!
La cuarta transformación lo único que busca es garantizar el bienestar y la seguridad de las y los mexicanos.
Y, sobre todo, busca que los abuelitos, las abuelitas, o cualquier adulto mayor, no caiga en trampas y sean víctimas de falsas noticias y de defraudadores que utilizan logos gubernamentales.
Desde las Comisiones Unidas de Estudios Legislativos, Primera, y Economía, votamos este dictamen de iniciativa a favor.
Y como grupo parlamentario de Morena, apoyamos totalmente a nuestra Presidenta Claudia Sheinbaum, por el bien de nuestro país.
Ahora, es importante decirles que esta reforma no contempla nada de lo que los senadores de la derecha mencionan, no se persigue la sátira, el meme o la parodia.
Como es sabido, ellas y ellos siempre tergiversan la información.
¿Qué sí persigue esta ley?
Persigue a contrabandistas y estafadores.¿Será acaso que la oposición entra en estos supuestos y por eso tiene miedo?
Ustedes, pueblo sabio, juzguen con su propia conciencia.
Esta reforma modifica, adiciona y deroga diversas disposiciones del Código Penal Federal y de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, con el objetivo de fortalecer la protección de la propiedad intelectual, garantizar un combate más eficaz contra su vulneración y asegurar la armonización de la legislación nacional con los tratados y acuerdos comerciales internacionales suscritos por México.
Esta reforma fortalecerá la confianza en las instituciones mediante una respuesta penal clara, eficaz y proporcional frente a las conductas que vulneran los derechos de la propiedad intelectual.
Lo que la derecha oculta es que en el artículo 21 de la Constitución Política de los Estados Unidos Mexicanos establece que corresponde al Ministerio Público la investigación de los delitos y el ejercicio de la acción penal, como bien se mencionó aquí.
Hoy en día un gran temor por parte de los conservadores, de nueva cuenta hacen como que confunden los términos de libertad de expresión con los objetivos de esta reforma.
Y eso es muy lamentable, es muy lamentable, ya que cuando les faltan los argumentos la calumnia se vuelve su principal herramienta.
Dicen que esta “Ley Antimemes”, dicen que es antimemes, pero resulta irónico que las represiones reales que ellos hicieron, por ejemplo, la del 2 de octubre ya se acerca y ahí sí había censuras.
Querido pueblo de México y pueblo de Sonora:
Hoy lo que buscamos es proteger al pueblo ante las nuevas formas de delitos.
Ahora bien, hay que expresar de forma clara que en ninguna parte de este dictamen se prohíbe la censura, absolutamente a nadie.
Por ello, les invito a no caer en falacias de los históricamente vendepatrias y quienes históricamente le dieron la espalda al pueblo de México.
No caigan en su falso alarmismo y en su falsa preocupación.
¡Viva México!
¡Y defendamos a nuestra nación!
(Aplausos)
PRESIDENCIA DEL SENADOR
HIGINIO MARTÍNEZ MIRANDAEl Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.
Corresponde el uso de la palabra al senador Luis Armando Melgar Bravo, del Partido Verde Ecologista de México, en contra del dictamen, hasta por cinco minutos.
El Senador Luis Armando Melgar Bravo: Con su venia, presidente.
Compañeras y compañeros senadores:
Voy a ser muy claro: Combatir el fraude, sí; combatir la suplantación, sí; pero hacerlo con una ley que todavía deja espacios de interpretación, no.
Reconozco que el artículo 403 Bis fue corregido en comisiones, se redujo la pena y se incorporaron elementos para acotar el delito; fue un avance, pero todavía no es suficiente, porque estamos creando un delito que puede llevar a una persona a prisión. Y cuando está de por medio la libertad, la ley tiene que ser precisa.
No son detalles, son los límites entre perseguir un fraude y darle al Estado un margen excesivo para castigar.
Y aquí quiero hacer una advertencia, la libertad de expresión no solamente se vulnera cuando un gobierno prohíbe expresamente hablar, la libertad también se debilita cuando las leyes son ambiguas, cuando el ciudadano empieza a preguntarse si criticar, si investigar, si publicar o hacer sátira puede terminar convirtiéndose en un problema penal.
Por eso, en las democracias se ponen límites al poder.
Los estados autoritarios hacen exactamente lo contrario, amplían esos límites.
Por ejemplo, a algunos les va a gustar lo que les voy a decir, para recordar a los que les gusta, como Rusia, conceptos como información falsa, como desacreditación.
Se han utilizado leyes penales para procesar gente, procesar las expresiones críticas que se dan contra el gobierno y contra la guerra.
Personas han terminado procesadas y en la cárcel por publicaciones y entrevistas y expresiones públicas de disenso.
Ese es el riesgo cuando el poder tiene leyes suficientemente amplias para decidir después qué expresión resulta castigable.
No estoy diciendo que esta modificación convierta a México en Rusia. Estoy diciendo algo mucho más sencillo, México no debe de empezar a normalizar herramientas jurídicas que las democracias deberían de evitar, porque el autoritarismo rara vez empieza anunciándose como autoritarismo, empieza poco a poco, normalizando restricciones, ampliando facultades, debilitando límites y haciendo que cada vez resulte ser más costoso disentir del poder.
Por eso, preocupa que esta reforma no proteja expresamente el periodismo, la investigación, la crítica, la sátira, la parodia y la expresión artística, como sí lo hacen los marcos jurídicos a nivel internacional.
Ahí tenemos el ejemplo de Estados Unidos, que ofrece uno de los referentes más cercanos y más claros a esta regulación, establece límites claros y precisos sobre qué símbolos están protegidos, qué conductas constituyen un engaño y qué usos legítimos quedan fuera del ámbito penal. Esto se llama claridad.
Si alguien crea una página falsa del gobierno para robar dinero o datos, que se castigue; si alguien suplanta a una institución para cometer un fraude, que se castigue; pero al periodista que investiga, al ciudadano que critica, al caricaturista que satiriza y al artista que se expresa, no los pongamos en una zona gris penal.
En una democracia el poder tiene límites y la libertad es la regla, en un Estado autoritario el poder decide hasta dónde llega la libertad. Yo no quiero eso para México.
Desde una visión liberal, el principio es muy sencillo, el Estado debe de tener claramente definido qué puede castigar y el ciudadano debe tener claramente protegida su libertad.
Por eso mi voto será en contra.
Combatamos el fraude, combatamos la suplantación, pero no construyamos herramientas que mañana puedan utilizarse para silenciar la crítica.
Es cuanto, señor presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Muchas gracias, senador Melgar.
Corresponde ahora el uso de la palabra al senador Gerardo Fernández Noroña, de Morena, en sentido a favor, hasta por cinco minutos.
El Senador Gerardo Fernández Noroña: Antes de iniciar, senador presidente, quisiera hacer dos peticiones.
Me informan que la señal en YouTube está fallando, si pudieran revisar.
Y quisiera proponer, aunque sé que a mis compañeros senadores por comodidad no les gusta mucho, quisiera proponer que vayamos a sesionar al antiguo Senado mientras arreglan el bendito sonido de este Salón de Plenos, que está malísimo, no se escucha, no se entiende, en lo que resuelven el problema del sonido.
Son las dos peticiones que quisiera hacer.
Inicio.
Necesitaba una limpia con árbol de pirul, completo esta tribuna, porque la oposición ha decidido hacer de la mentira su herramienta fundamental, lo dije ayer, llevan dos años y medio mintiendo; no pueden venir a la tribuna a defender con verdades, a dar argumentos, a hablar con seriedad.
Me parece que es un error entrar al debate, demostrarle los cambios, inclusive que se hizo a propuesta de ellos mismos en la legislación para dejar el tipo penal todavía con mayor precisión.
No, vienen aquí a decir que cualquiera que haga memes va a ir a la cárcel perseguidos por esta dictadura.
Bueno, se necesita desvergüenza.
Si la oposición del PRI, PAN y Movimiento Ciudadano son un meme con patas, tendríamos que meterlos a la cárcel por caricaturizarse a sí mismos, porque no tienen seriedad, no tienen argumentos, no tienen verdades, no tienen vergüenza.
Bueno, fueron por Felipe del Sagrado Corazón de Jesús Calderón Hinojosa, aquí está a unos metros, en el hotel Marquis diciendo que se vive la dictadura perfecta el tipo que usurpó la presidencia, el tipo que a Luis María Dávila que le reclamaba que si hubieran matado a sus hijos los buscaría debajo de las piedras y no la volvió a dejar entrar a un evento.
Los paniaguados esos nos vienen a decir que está en peligro la libertad de expresión.
Los priístas que tienen la desvergüenza de que se acaba de cumplir 12 años de la desaparición forzada de los normalistas de Ayotzinapa y no han hecho ninguna disculpa ni siquiera de dientes para afuera, vienen aquí a envolverse en la bandera de las libertades.
Y el 60 y el 10 de junio del 71 y actual, y Aguas Blancas, y la cárcel a Valentín Campa solo por pensar diferente 13 años de su vida, solo por citar algunos ejemplos y vienen a hablar de libertades.
Se robaron la presidencia con Calderón y vienen a hablar de libertades.
Nos inventaban delitos políticos a los opositores y vienen a hablar de libertades.
Han perseguido a la prensa como nadie y vienen a hablar de libertades.
Desvergonzados y desvergonzadas es lo que son.
Y que Movimiento Ciudadano se preste a esa situación, es que son los mismos, son los paniaguados naranjas.
Por eso están condenados a la desaparición política y por eso están condenados a ser oposición en el mejor de los casos, por las décadas por venir.No nos ayudan, no se ayudan, porque una oposición así de falta de seriedad no le sirve a nadie. Yo sé que no son muy de lecturas, pero les voy a recomendar una lectura sencilla: Pedro y el Lobo, es un cuento infantil muy bonito.
Y Pedro todo el tiempo está diciendo ahí viene el lobo, ahí viene el lobo y cuando venía yo le creyeron.
Cuando vengan a decir una verdad aquí no les vamos a creer nada, porque son mentirosos contumaces.
Ya lo dije, han hecho de la mentira su herramienta, ya no les da vergüenza mentir, ya no les da vergüenza pasar por desleales a la verdad.
Bueno, metieron ayer a Larry Rubin.
¡No, hombre! Qué defensa del nacionalismo y de la patria y del marco constitucional.
Es que en verdad qué tienen en la cabeza. En el corazón ni les pregunto porque se ve que ahí tienen caja registradora, pero en la cabeza, en su beneficio, en su avance electoral, en su convencimiento al pueblo.
¿Cómo van a avanzar con mentiras?
¿Cómo van a avanzar con intrigas?
Y la prensa canalla que reproduce todas sus falsedades, la excepción confirma la regla.
¿Y se les persigue? No.
¿Y se les censura? No.
¿Y se les ataca? No.
Se les responde y se agravian, se atrevieron a respondernos, es que nos están exhibiendo, nos ponen luz.
Pues qué esperan, ¿qué después de todas sus mentiras los felicitemos?
¿De verdad piensan que van a poder avanzar un milímetro siguiendo con ese script?
Estoy seguro que les hacen sus discursos en la embajada de Estados Unidos, en una de esas vienen y nos lo leen en inglés, es lo único que les falta.
Quiten esas banderas de México y pongan banderas de Estados Unidos, ustedes representan otra cosa, ni al pueblo, ni a la patria y mucho menos a la verdad.
Les voy a hacer un reto sencillo, y con eso termino.
Los reto a que por una vez en su vida legislativa de este período digan una verdad, una, una solamente, una sola verdad ya no pido mucho; porque deveras se me pone el hígado así, ya que mi salud no les importa, pero se me pone el hígado así nada más de oírlos.
Es que no doy crédito que sean tan desvergonzados y desvergonzadas que también hay.
O sea, bueno, y que hablen de Televisión Azteca es una sátira política, es una caricatura de ustedes mismos, es que hasta el sentido del humor han perdido, es que hasta la sátira la desconocen, es que hasta el razonamiento ya no lo usan, creen que avanzan porque son cangrejos, habría que ponerles la canción de los cangrejos que le hicieron a los conservadores en el siglo XIX.
Termino.
Una disculpa pública por sus políticas económicas rapaces en contra del pueblo.
Una disculpa pública por la persecución, por la deuda brutal, por el baño de sangre.
Bueno, ya se las puse más fácil, una verdad que vengan a decir, una sola.
Ya acabé, hijos de Ricardo Salinas Pliego.
Muchas gracias, por su atención, compañeras y compañeros.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Fernández Noroña.Estamos atendiendo los temas que mencionaba sobre el sonido, sobre la acústica aquí y dentro del Canal del Congreso. Estamos en eso desde hace unos días, esperamos pronto resolverlo.
Informo a la Asamblea que tenemos la visita de integrantes de las comunidades colegiadas de enfermeras y valuadores del estado de Querétaro.
Quienes acuden por invitación del senador Agustín Dorantes Lámbarri, para conocer el desarrollo de los trabajos legislativos.
Sean bienvenidas todas y todos ustedes a este Senado de la República.
(Aplausos)
Agotada la lista de personas oradoras registradas, solicito a la Secretaría que consulte a la Asamblea, en votación económica, si el dictamen se encuentra suficientemente discutido en lo general.La Secretaria Senadora Claudia Edith Anaya Mota: Consulto a la Asamblea, en votación económica, que me indiquen si consideran que el dictamen se encuentra suficientemente discutido.
Los que se encuentren por la afirmativa, favor de manifestarlo levantando la mano.
(La Asamblea asiente)
Por la negativa.(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.Se considera suficientemente discutido, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Informo a la Asamblea que no tenemos personas registradas para rectificación de hechos.
En consecuencia, les informo que hemos recibido y registrado los votos particulares de las siguientes senadoras y senadores. de la senadora Lilly Téllez, de Acción Nacional; de la senadora Gina Gerardina Campuzano González, de Acción Nacional; del senador Marko Cortés Mendoza, de Acción Nacional y de la senadora María Guadalupe Murguía Gutiérrez.
En consecuencia, tiene el uso de la palabra para presentar su voto particular, la senadora Lilly Téllez, del Partido Acción Nacional, hasta por seis minutos, por favor.
La Senadora Lilly Téllez: Gracias.
Queridas familias mexicanas:
Hoy aquí en el Senado se comprueba lo que les platiqué la semana pasada en el sentido de que la bancada de los mafiosos, los morenarcos van a criminalizar el sentido del humor, van a criminalizar la risa.
Esto, estas esposas que deberían ponerle aquí al narcosenador Enrique Inzunza.
Voltee, no sea cobarde.
Algún día, senador Inzunza, narcosenador, lo vamos a ver con estas esposas.
También algún día veremos al narcosenador Adán Augusto López con esposas.
Ustedes saben que son socios de los cárteles.
Estas esposas que deberían ser aquí para los narcosenadores, para los extorsionadores que tienen asolado a México, para el médico aquel de Veracruz que amenazó a una joven doctora.
Estas esposas que deberían ser para los huachicoleros.
Estas esposas, los mafiosos de la bancada de Morena, se las van a poner a los creadores de contenido que hagan memes, a los que hagan parodias, a los que se rían de los morenarcos.
Bien dice Paco Calderón, el mejor caricaturista de México, “que los tiranos a lo que más le temen a que se burlen y se rían de ellos”.
Eso es lo que está pasando, Sheinbaum y todos los mafiosos de narcoMorena le tienen terror a la cantidad de sátira, de memes, de comedia política.
Porque los evidencia y los retrata como son, los más corruptos en la historia de México, los más ineptos, los más mentirosos, los que se asociaron con el crimen organizado con los cárteles para llegar y mantenerse en el poder.
Como nunca había habido memes, porque ustedes, bancada de mafiosos, son un meme, son un chiste, son el hazmerreír del mundo, que ya sabe que ustedes están sentados ahí, porque el crimen organizado, los cárteles les financiaron las campañas.
Y por eso van contra todo aquel que se ría de ustedes.
La semana pasada les expliqué esto que están haciendo los de la bancada de los mafiosos.
Y ahorita se comprueba, porque los mafiosos de Morena no quieren escribir en la ley que se protege expresamente la parodia, la sátira y los memes.
No lo quieren escribir porque, efectivamente, sus jueces van a provocar miedo dejando en las leyes por escrito que va a haber cárcel para quien se burle de Morena.
Les advierto que solo van a conseguir que haya más burlas de ustedes ahora que van a criminalizar la risa y el sentido del humor.
Tal vez no será en los medios tradicionales, pero con mayor razón la picardía mexicana, el mexicano que no se deja engañar y que está harto de ustedes, narcopolíticos, con mayor razón los van a ridiculizar.
Y que quede aquí bien claro, estos de la mafiocracia mienten, porque mentir es su signo, mienten como mintió AMLO cuando dijo que el sistema de salud sería como Dinamarca.
Mienten como mintió hoy Sheinbaum diciendo que no hubo dedazo en su narcopartido.
Mienten como mintió hoy Sheinbaum diciendo que Andy no tiene nada que ver con el huachicol, como ya se está denunciado por dos agencias de Estados Unidos.
Mienten, y tan mienten que no quieren expresamente proteger la parodia, la sátira y la crítica política en esta ley.
Y las pruebas me remito.La libertad de expresión la vamos a recuperar cuando echemos a estos narcopolíticos.
Mientras tanto, ¡ánimo! ¡ánimo!
Ríanse con más ganas, hagan más memes ante estos, que, en lugar de ponerle esposas a los narcopolíticos, a los secuestradores, a los extorsionadores, a los corruptos, a los ladrones; van por los caricaturistas, los comediantes y los creadores de contenido.
Corruptos y cobardes.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: No obstante, estamos en el apartado de presentación de votos particulares.
La senadora Margarita Valdez tiene el uso de la palabra para rectificación de hecho, hasta por dos minutos.
La Senadora Lilia Margarita Valdez Martínez: (Desde su escaño) Gracias, senador presidente.
Quiero que mis palabras queden en el Diario de los Debates, sobre todo, porque van dirigidas al pueblo de México, a ese noble pueblo que nos escucha y que está atento a lo que aquí pasa.
No tenemos como consigna contestar toda la serie de barbaridades que se dice en tribuna por respeto al pueblo de México.
No porque nos falte con qué contestarle y cómo contestarles a las personas farsantes que vienen y hacen espectáculos, de muy baja calidad, para el pueblo de México.
Estamos convencidos y convencidas de que estamos haciendo las cosas bien, de que tenemos rumbo, de que tenemos proyecto, tenemos líder, tenemos la confianza y la credibilidad del pueblo de México.
Y quien se atreve a hacer payasadas a la tribuna no tiene nada ni credibilidad, ni un solo voto que sustenten sus dichos.
Y para su amargura, no nos vamos a ir. El pueblo aquí nos puso y el pueblo no nos va a quitar.
Muchas gracias.
Es cuanto, senador presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias.Tiene el uso de la palabra la senadora Gina Gerardina Campuzano González, del Partido Acción Nacional, para presentar su voto particular.
Hasta por seis minutos, senadora.
La Senadora Gina Gerardina Campuzano González: Con su permiso, presidente.
Compañeras y compañeros:
Hay gobiernos que se preocupan por lo que le pasa a la gente, y hay gobiernos que parecen mucho más preocupados por lo que la gente dice de ellos.
Porque hoy México tiene imágenes que no se pueden borrar, dientitos de leche, cinco cunas vacías en Durango, Teochitlán, el rancho Izaguirre, el huachicol fiscal, desaparecidos, madres buscadoras y familias exigiendo justicia.
Y después de años de abrazos, no balazos; ahora resulta que sí quieren ponerse exigentes, pero no precisamente con los delincuentes.
Para los criminales ya sabemos que hubo abrazos, pero para el que critica al gobierno, ahora quieren penas y cárcel.Y esa es la contradicción de esta reforma.
Y que quede claro, nadie está defendiendo la piratería, al que falsifique una marca o al que suplanta al SAT, al IMSS o a cualquier institución para robarle a la gente, a esos persíganlos, porque una cosa es proteger al ciudadano del fraude y otra muy, pero muy distinta es aprobar una ley que puede terminar castigando la sátira, el periodismo, la caricatura o la crítica política.
Ahí está el artículo 403 Bis. Primero llegó con penas de tres a siete años de presión, lo denunciamos, nos dijeron exagerados, que nadie quería censurar, que nadie iba contra memes ni parodias.
Y ¿qué pasó?
Lo cambiaron, pero ahora establece de uno a cinco años y exige que salga con engaño, que tiene que demostrar que es engaño con intención de cometer un ilícito.
Yo les pregunto, qué les cuesta escribir con todas sus letras que el periodismo, la sátira, la caricatura, la parodia y la crítica política, cuando no exista finalidad fraudulenta no son delito.
Pónganlo, así de fácil, porque aún estamos hablando de penas de cárcel.
Y miren, la realidad es que no podemos darle el beneficio de la duda a este gobierno autoritario que desapareció al Inai, debilitó al INE, destruyó al Poder Judicial y terminó eligiendo jueces por popularidad y acordeones, no por mérito.
Fíjense, después de que desde Palacio Nacional presentaron una lista de 54 cuentas de medios y comentaristas a los que colocaron como originadores de mensajes dentro de una supuesta red de amplificación digital.
Ah, cómo les encantan los títulos largos y para explicar puras tonterías y puro autoritarismo.Ahí apareció Atypical, Latinus, Aristegui Noticias, Azteca Noticias, Reforma, El Universal, Carlos Loret de Mola, Ciro Gómez Leyva, Azucena Uresti, Joaquín López-Dóriga, Denise Dresser, Brozo, Chumel y muchos más, después salieron con que, ¡Hombre!
Eso no era una lista.
¡Ah, caray!
Bueno, pongan el nombre que quieran, ahí estaban medios y periodistas críticos.
Una sátira política.
Después vino la Casa de los Mañosos, y esa es una sátira política, muy buena, por cierto, felicidades.
Y ¿qué hizo Morena?
Presentó una queja ante el INE contra la televisora que emite La Casa de los Mañosos.
Entonces les pregunto, pues aquí de frente, a ver si me pueden contestar.
¿Le tienen miedo a La Casa de los Mañosos, a un meme, a una caricatura, a un periodista incómodo o lo que les incomoda es que la gente ya no les compra el cuento oficial?
Porque la realidad los desmiente todos los días.
Porque la ciudadanía está despertando, investiga y cuando algo no cuadra los exhibe.
La gente no está preguntando por el logo del gobierno, eh, está preguntando por el huachicol fiscal, está preguntando por los contratos y vinculados con Amílcar Olán, por los contratos millonarios de Octavio Romero Oropeza en Pemex.
Y aquí está el punto, el problema no es el meme, el problema es lo que refleja, una realidad que a ustedes no les gusta ver.
Y si no les gusta lo que ven, pues no rompan el espejo, cambien la realidad, tampoco nos digan que esto es lo que exige el T-MEC, el propio dictamen reconoce el artículo 2085, obliga a establecer sanciones penales, al menos frente a la falsificación dolosa de marcas y la piratería dolosa a escala comercial.
El T-MEC lo dice: “Protejan al gobierno de los memes”.
Eso es cosecha de ustedes.
Pero entiendan algo, el gobierno no necesita estar blindado frente al ciudadano, el ciudadano necesita estar blindado por abusos del gobierno, frente a la opresión y frente al autoritarismo.
Porque el poder, al poder no se le protege de la crítica, al poder se le vigila, porque los gobiernos pasan, los partidos pasan, los funcionarios pasan, pero las libertades, esas tienen que quedarse.
Es cuanto, presidente.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.
Los votos particulares, senador Marko Cortés Mendoza y el de la senadora María Guadalupe Murguía Gutiérrez se integran al Diario de los Debates.
Y ahora la senadora Lilly Téllez, ¿con qué objeto?
Para rectificación de hechos le damos el uso de la palabra, por dos minutos, senadora, por dos minutos, por favor.
La Senadora Lilly Téllez García: Pido una moción de ilustración.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: De este tiempo se obsequia la moción de ilustración.
(Proyección de video)
Servido, senadora.
Continúe, por favor.
Resta un minuto.
La Senadora Lilly Téllez García: Estoy en tiempo.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: La moción ilustrativa es de un minuto, por favor, continúe con su intervención.
La Senadora Lilly Téllez García: Estoy en tiempo.
¿Por qué no quieren poner el meme?
¿Por qué no quieren poner el meme?
¡Está buenísimo!
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Le hemos obsequiado…
De acuerdo al reglamento se ha otorgado su petición.
La Senadora Lilly Téllez García: Ya ven, a quien haya hecho eso, lo felicito, no sé quién es, pero los describió igualito.
Y ahorita que mi compañera hablara de La Casa de los Mañosos, se las recomiendo mucho, son idénticos a como salen retratados en La Casa de los Mañosos.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: ¿Con qué objeto?, senadora Chavira.
La Senadora María Guadalupe Chavira De la Rosa: (Desde su escaño) Para rectificación de hechos, rectificación de hechos.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Tiene dos minutos, senadora Chavira.
La Senadora María Guadalupe Chavira De la Rosa: (Desde su escaño) Gracias, presidente.
Las lenguas, como las religiones viven de herejías.
Y así ha sido esta parlamentaria que ha venido con esa lengua impune a venir a señalar a esta alta tribuna muchas falsedades.
Hoy, y quiero pedirles a mis compañeras y compañeros senadores, que guardemos, en su momento, la pérdida de Gabino Palomares, un hombre que le aportó a esta gran nación una conciencia por la democracia.
Y en Brasil vamos a derrotar el imperio de la Doctrina Monroe.
Brasil va a demostrar que la derecha se equivoca en América Latina.
Que la transformación en México es más grande que toda su lengua viperina.
¡Que viva la transformación en México!
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Para rectificación de hechos, al senador Gerardo Fernández, hasta por dos minutos.
Con eso estamos, se ha terminado el asunto de los votos particulares, por favor, senadores.
Terminamos con el senador Fernández Noroña para hechos, por dos minutos.
Permítame, senador Fernández Noroña.
¿Con qué objeto? Senador Marko.
El Senador Marko Cortés Mendoza: (Desde su escaño) Muchas gracias, senador presidente.
Para solicitarle que mi voto particular lo presente la senadora Lilly Téllez.
Gracias por su atención.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Le quiero decir que ya se turnó, se mandó al Diario de los Debates, como fue solicitado, usted lo pidió en su momento, usted lo solicitó y se le dio trámite a su petición…
El Senador Gerardo Fernández Noroña: Como dice la canción: “Llegaste tarde en el ocaso de mi vida triste”.
Espero que los paniaguados conserven su rancio sentido del humor la noche de la elección de 2027, cuando van a ser otra vez evidenciados en su mínima expresión.
Porque si alguien es adorador a Hitler y del nazismo son ustedes, señoras y señores paniaguados.
Pero miren que hipócritas son.
Vienen aquí a hablar de libertad de expresión, y el señor que estaba hace rato hablando de la dictadura perfecta, Felipe “del Sagrado Corazón de Jesús” Calderón Hinojosa, presionó a MVS para que Carmen Aristegui saliera del aire sólo porque yo saqué una manta que decía.
Era yo diputado y decía: “¿Tú permitirías que un borracho condujera tu auto?” “No, ¿verdad?”
“Entonces, ¿por qué le permites conducir el país?”
Y Aristegui dijo cómo están los problemas de salud del Presidente de la República, que se “acalderonaba” el usurpador de Calderón. Y entonces la corrieron.
Y luego con el gobierno de Peña, la corrieron definitivamente. Y estos farsantes vienen a hablar de libertad de expresión, vienen a hablar que defienden la sátira, la ironía, la crítica.
Defienden la desvergüenza, de mentir como respiran.
En este gobierno de la cuarta transformación tienen más libertades que las que soñaron nunca y es gracias a nuestra lucha, no a ustedes, pandilla de farsantes.
Y seguirán viviendo en la más absoluta libertad, porque nosotros nos hemos jugado la vida por la libertad del pueblo y la libertad de la patria.
Nosotros representamos la libertad de expresión.
Nosotros representamos el respeto al voto.
Nosotros representamos las libertades públicas.
Y nosotros representamos la independencia y la soberanía nacional.
¡Larga vida a nuestro movimiento!
¡Larga vida a la unidad de Morena, PT-Verde!
¡Larga vida a la conciencia del pueblo de México!
Y que sigan en el basurero de la historia esta oposición rancia, ruin y mentirosa.
Muchas gracias por su atención.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: ¿Con qué objeto? Senador Marko.
El Senador Marko Cortés Mendoza: (Desde su escaño) Presidente, aún no ha usted cantado la solicitud de mi voto particular.
Si bien le habíamos dicho a las áreas técnicas que lo pasara al Diario de Debates, es algo que todavía usted no informa y es mi potestad decidir si quiero que lo mande al Diario de los Debates o decidir si quiero transmitírselo a la senadora Lilly Téllez.
Lo segundo, presidente, es mi decisión. Y le pido, por favor, que la respete.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Respeto su decisión de haber solicitado el inicio, que su voto particular se turnada al Diario de los Debates.
Usted y su compañera, la senadora Guadalupe Murguía solicitaron.
Los mismos ya los turné al Diario de los Debates, ya se tomó esa decisión.
Yo le pido su comprensión, senador Marko, si hubiera usted intervenido antes le hubiera concedido; pero también se le ha dado el uso de la palabra.
Así que yo sólo hago lo que usted me pidió.
Solicito a la Secretaría que informe a la Asamblea sobre las reservas de artículos o adiciones recibidas y registradas al dictamen.
La Secretaria Senadora Claudia Edith Anaya Mota: Informo a la Asamblea, presidente.
Del senador Pablo Guillermo Angulo Briceño, del grupo parlamentario del PRI, artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Del senador Miguel Márquez Márquez, del grupo parlamentario del PAN, el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, suscrita por los senadores Luis Armando Melgar Bravo y Francisco Javier Ramírez Acuña.
Del senador Manuel Añorve Baños, del grupo parlamentario del PRI, artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Del senador Enrique Vargas Del Villar, del grupo parlamentario del PAN, el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
De la senadora Anabell Ávalos Zempoalteca, del grupo parlamentario del PRI, el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
De la senadora Ivideliza Reyes Hernández, del grupo parlamentario del PAN, el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
De la senadora Alejandra Barrales Magdaleno, del grupo parlamentario de Movimiento Ciudadano, al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Hasta aquí serían todos sólo para consulta.
De la senadora Claudia Edith Anaya Mota, del PRI, artículos 424 Ter, 424 Quater, 430 y 433 del Código Penal Federal; y artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
De la senadora Laura Esquivel Torres, del grupo parlamentario del PAN, artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial; y Artículo Cuarto Transitorio del dictamen.
Y de la senadora Carolina Viggiano Austria, del PRI, artículo 424, 424 Ter, 429, 430, 431 y 433 la adición a los artículos 428, 428 Bis y 430 Bis del Código Penal Federal; artículos 403 Bis, 404, 405, 406, 406 Bis, 406 Ter, 406 Quater y 406 Sexties, la adición al artículo 406 Ter, Bis a la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
De la senadora Simey Olvera Bautista, del grupo parlamentario de Morena, artículo 426 del Código Penal Federal, dice se integra al Diario de los Debates.
Del senador Enrique Inzunza Cázarez, sin grupo parlamentario, artículo 429 del Código Penal Federal, se integra al Diario de los Debates.
Del senador Javier Corral Jurado, de Morena, artículo 429 del Código Penal Federal.
Es todo, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Son 13 reservas que se han elegido por las senadoras y senadores.
Vamos a recoger la votación nominal del dictamen, en lo general.
Háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento del Senado, para informar de la votación.
Ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recoger la votación nominal del proyecto de decreto en lo general y de los artículos no reservados.
(Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Informo a la Asamblea que resta un minuto para que se cierre el sistema de votación.
¿Pregunto si falta alguna ciudadana senadora o algún ciudadano senador por emitir su voto?
Sigue abierto el sistema.
¿Pregunto si falta alguna ciudadana senadora o algún ciudadano senador por emitir su voto?
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia, ciérrese el sistema electrónico.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico, se emitieron 72 votos a favor; 34 en contra y cero abstenciones.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, queda aprobado en lo general el proyecto de decreto. Asimismo, en lo particular lo no reservado.
Antes de iniciar con la presentación de reservas, permítame informarle a la Asamblea que tenemos la visita de un grupo de personas ciudadanas provenientes de diversos municipios del estado de Puebla.
Quienes acuden por invitación de la senadora Lizeth Sánchez García.
Sean bienvenidas y bienvenidos al Senado de la República.
(Aplausos)
La primera reserva corresponde al senador Pablo Guillermo Angulo Briceño.
Pero estamos ya en el tema de las reservas, senadora.Me permite.
Estamos en otro tema ya, en la presentación de reservas.
Me podría permitir.
¿Es sobre el mismo tema?
Es que estamos en la presentación de las reservas.
Permítanos continuar.
El senador Pablo Guillermo Angulo Briceño, del Partido Revolucionario Institucional, su reserva sobre el artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, sólo para consulta de la Secretaría.
Solicito a la Secretaría consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Con gusto, presidente.
Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes se abstengan, favor de levantar la mano.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
El senador Miguel Márquez Márquez, del Partido Acción Nacional, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección Industrial, suscrita por varios senadores.
Pidió que se fuera sólo para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, sírvanse manifestarlo levantando la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa.
(La Asamblea asiente)
Abstenciones.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
El senador Manuel Añorve Baños, del Partido Revolucionario Institucional, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, sólo para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa.
(La Asamblea asiente)
Abstenciones.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
El senador Enrique Vargas del Villard, del Partido Acción Nacional, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, sólo para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan, favor de levantar la mano.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
La senadora Anabell Ávalos Zempoalteca, del Partido Revolucionario Institucional, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad, sólo para consulta de la Secretaría.La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
La senadora Ivideliza Reyes Hernández, del Partido Acción Nacional, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, sólo para consulta a la Secretaría.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
La senadora Alejandra Barrales Magdaleno, de Movimiento Ciudadano, presentó reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, sólo para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
La senadora Claudia Edith Anaya Mota, del Partido Revolucionario Institucional, presentó reserva a los artículos 424 Ter, 424 Quáter, 430 y 433 del Código Penal Federal, y al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Tiene el uso de la palabra la senadora Anaya Mota, hasta por cinco minutos.
La Senadora Claudia Edith Anaya Mota: Muchas gracias, presidente.Explicaré las razones por las cuales no puedo acompañar este dictamen. Y no sé cómo alguien que se diga progresista o de izquierda, puede acompañarlo.
Este es un dictamen en donde se violenta la proporcionalidad de las penas, todas las penas van más allá de la media aritmética de cinco, y hay que tener mucho cuidado con eso, es puro populismo penal, violenta la presunción de inocencia y va sobre de los más pobres.
Entiendo que están queriendo atender a la nota número 105 del Tratado de Libre Comercio y que están acomodando esta Ley de Propiedad Industrial a escala comercial.
¿Qué les pidieron en el T-MEC?
Que pusieran sanciones contra la piratería en escala comercial baja.
Lo que pasa es que están bajando tanto la escala comercial y subiendo tanto las multas, que esto queda en una arbitrariedad y abuso contra la gente más pobre.
¿A qué escala comercial nos estamos yendo?
A la gente que tiene mercancía hasta por 20 mil pesos, mercancía en piratería hasta por 20 mil pesos.
Más o menos ¿cómo andan las multas?
Las multas pueden llegar a 29 millones de pesos.
A ver, espérame, ¿leí bien? Sí, las multas pueden llegar hasta 29 millones de pesos.
Y las penas corporales superan la media aritmética de cinco años, que te permitirían cambiar el tipo de pena a compurgar; pero como van de cuatro a diez años y están arriba de la cinco, que es la media aritmética, pues es cárcel porque es cárcel.
A mí me parece que esto que está sucediendo no lo leyeron bien por distraerse todos en el artículo 403 Bis.
Pero, miren, si ustedes leen el artículo 424 Ter, dice que, si vendes en la calle, son de dos a seis años; si tienes un puesto semifijo de lámina y lona, de cuatro a diez años.
A veces ni siquiera castiga la venta, castiga la exhibición. Eso mismo lo dice el 424 Ter.
Esta escala que les estoy comentando está en el 430, el umbral de escala comercial está en UMA’s. Y si ustedes multiplican la UMA, da 19 mil pesos; es decir, estamos sancionando, castigando, persiguiendo a los más pobres.
Si hubiera que bautizar esta ley, más bien le llamaría la “Ley Tepito”, porque va justamente contra los vendedores ambulantes o los vendedores de un puesto fijo que tienen piratería, pero a una escala comercial que a mí me parece que está desproporcionada.
Además, la ley ya asume culpabilidad. En el artículo 429 dice que esos delitos, es decir, que te encuentren en posesión de 20 mil pesos de piratería, se considerarán cometidos de forma dolosa.
Es decir, el Estado ya no tiene que probar la intención de la comisión del delito, ya desde el articulado lleva una interpretación de la Comisión.
Y el artículo 433 dice que quien sea encontrado en posesión de la mercancía, fungirá como responsables, es decir, ni siquiera tiene que ser el dueño de la mercancía, sino el empleado de mostrador al que se le considerará el responsable de la comisión del delito.
Quiero dejar algo muy claro, a ver, no estoy a favor de la piratería, claro que no, pero tenemos que entender problemas que tiene nuestro país.
El 55 % de la población económicamente activa trabaja en la informalidad, estamos hablando de 34 millones de personas; de esos, se estima que 1.5 son vendedores ambulantes justamente de piratería. Ah, pues sobre de ellos vamos.
Y ustedes me dirán: Oye, pero algunos artículos ya traían estas penas que van en prisión de más de cinco años y que van a multas de hasta 20 millones de pesos.
Y yo les diré: Sí, pero bajamos la escala comercial.
Es decir, estas multas estaban diseñadas por si te ibas sobre un contenedor o sobre del gran importador de esta piratería.
Pero al bajar la escala amplías el espectro de las personas sobre de las que puedes ir.
Ésta es la gravedad de no haber ajustado la pena a la escala comercial. Solo ajustaron la escala comercial.
A mí me parece que no tiene nada que ver una cosa con la otra.
No la van a poder aplicar o van a meter a la cárcel a todo Tepito.
Y ya nada más para clarificar cómo está este tema de los memes.
A ver, en el 403 Bis, lo que abunda no estorba, si bien es cierto que ya le metieron la palabra con la intención de la comisión de un delito. En nada estorba que le pongan que quedan exentos los de la sátira.
A mí el que me preocupa es el 424 Quater, que dice textualmente: Castigar con cuatro a 10 años de prisión a quien divulgue, publique, comunique o distribuya fragmentos de obra protegida que todavía no haya sido publicada.
Yo le llamaría a este el artículo anti-spoiler, porque si tú tomas un fragmento de una película que todavía no sale y lo publicas, no en escala comercial.
Aquí en este artículo no habla de las escalas, no habla de las intenciones, no con la intención de cometer un delito; simplemente por publicar, comunicar o distribuir cualquier fragmento de una obra registrada cuatro a 10 años de prisión.
Oigan, siquiera hay que ponerle intencionalidad, escala comercial.
Es que no cuidaron los detalles, y estamos hablando de Código Penal.
Sí me parece un verdadero despropósito.
Y sí me parece que ya soltaron para que el yunque les ande redactando las leyes.
Sería cuanto, presidente.
Ojalá que valoraran mis reservas.
Y ojalá que las aprobaran, porque sí ajusta la pena a la escala comercial.
Sería cuanto.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.Solicito a la Secretaría consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Con gusto, presidente.
Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
A continuación, la senadora Lilly Téllez, a nombre de la senadora Laura Esquivel Torres que presentó la reserva al artículo 403 Bis de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial y al artículo 4 Transitorio del dictamen.
Tiene el uso de la palabra, hasta por cinco minutos, senadora Téllez.
La Senadora Lilly Téllez: Muchas gracias.
Solicito una moción de ilustración.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Se obsequia la moción de ilustración de acuerdo al Reglamento, hasta por un minuto.
(Proyección de video)
(Aplausos)
La Senadora Lilly Téllez: Qué bien los retrata, qué bien los retrata la sátira cuando los pintan como lo que son, corruptos, ineptos, torpes como ustedes solos; pero lo peor es su asociación con los delincuentes, su asociación con los cárteles.
Veo que ahora sí salió otra vez el narcosenador Inzunza, y tampoco está el narcosenador Adán Augusto López.
No debemos olvidar que estos narcosenadores son quienes hicieron las leyes, también el narcosenador aquel, el Charro Barato, estos son los narcopolíticos que hacen las leyes para castigar a aquel que critique en una parodia, en un meme, en una caricatura a los Morenarcos.
Porque como lo vimos hace un momento, cuando les presenté esta parodia, estos casi lloran de coraje, pueden estar felices en casa, porque hoy los de la bancada de Morena, la bancada de los mafiosos casi lloran de coraje en el Senado, como les anticipé, porque a los tiranos, lo único que no soportan es que se burlen de ellos.
Pero es inevitable que se burlen de ustedes.
La senadora Manos de Tijera que grabé haciendo esos ademanes de tijera, pues cómo no va a provocar la risa de México entero si, además, se levantan y dicen cada tontería, cada que hablan demuestran una ignorancia de los temas, como la senadora aquella que habló hace un momento, que dijo que cuando se cayó el metro fue porque alguien movió las ballenas.
Y así, cada que abren la boca demuestran ignorancia, incompetencia.
Cómo no se van a reír de ustedes, México entero.
Y lo único que tienen para amenazar, para escribir estas leyes abusivas en las que no quisieron proteger expresamente la sátira, la caricatura.
Lo único que tienen es el abuso del poder y las risas de los narcosenadores como Inzunza, son porque ustedes saben que tienen el apoyo de los cárteles.Por eso se ponen aquí sentados, muy seguros.
Por eso vienen con esta prepotencia, porque ustedes saben que tienen a organizaciones criminales, no sólo financiándolos, sino a sus órdenes para amenazar a los mexicanos de bien que yo represento.
No quieren que se burlen de ustedes, estudien, sean honestos, hablen bien, no estén comiendo cacahuates, como al narcosenador Adán Augusto López, preséntense limpios, infórmense y dejen el narcopacto.
Preséntense en forma higiénica, apropiada.
Pero ustedes van a seguir siendo los mafiosos narcopolíticos que son y México seguirá riéndose de ustedes, porque los mexicanos van a encontrar la forma de reírse con más ganas ante los narcopolíticos que acaban de criminalizar y penalizar la sátira, la caricatura y la crítica política en forma de comedia.
Yo tenía razón, lo hicieron.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Téllez.
Solicito a la Secretaría…
¿Con qué objeto?, senadora Martha Lucía.
La Senadora Martha Lucía Micher Camarena: (Desde su escaño) Gracias, senador.
Para rectificación de hechos.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Tiene dos minutos para rectificar hechos.
La Senadora Martha Lucía Micher Camarena: (Desde su escaño) Gracias, senador.
Mire, miren, compañeras y compañeros.
Ni el peligro para México, ni en los narcogobiernos, ni los narcopolíticos, ni todos los adjetivos que nos han puesto.
Ni que nos iban a quitar las casas si teníamos dos casas.
Ni que iba a llegar el comunismo.
Ni que se iban a cerrar las iglesias.
Ni que se iba a devaluar el peso si llegábamos o que iba a haber inflación.
No, con todos estos adjetivos de corruptos, ineptos, que estamos asociados a cárteles, con este lenguaje tan violento y mentiroso, nada.
Nada ha logrado que la Presidenta Claudia Sheinbaum sea la más famosa Presidenta de México y de todo el mundo con una aceptación del 70 % de aprobación en este país.
(Aplausos)
Así es que, no les funcionó nada, absolutamente nada, sigan descalificando, sigan representándose a través de la ofensa, de la violencia que no les va a garantizar un triunfo en el 27.
¡Quien se lleva, se aguanta!
Y así les va a ir a ustedes, no sólo en el 27, en el 30, no solamente nos vamos a mantener, sino que ustedes irán a la baja.
Y nosotras y nosotros no les vamos a calificar ni vamos a utilizar los epítetos y los adjetivos que ustedes utilizan.
Son ustedes unos falsos, un fraude para México porque a ustedes se les pagó y se les votó.
Algunas, otros fueron y otras fueron traidoras, pero no pueden traicionar de la manera en que están traicionando a México.
La historia se los va a cobrar y se van a ir al meritito basurero de la historia.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Sólo les recuerdo que estamos en presentación de reservas.
Por eso les voy a pedir a los senadores que se presenten.
¿Con qué objeto? Senador Ricardo Anaya.
El Senador Ricardo Anaya Cortés: (Desde su escaño) Para presentar una moción de orden, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Adelante, señor senador.
El Senador Ricardo Anaya Cortés: (Desde su escaño) Bienvenido el debate.
Bajo ninguna circunstancia o por ningún motivo abogaríamos por cancelarlo.
Yo lo que le voy a pedir, presidente, es que quede registrado en el Diario de los Debates, que estamos… que estamos en presentación de reservas y que en presentación de reservas usted le dio a la senadora la palabra hasta por dos minutos para rectificación de hechos.
Lo celebramos.
Lo único que pedimos es, uno, que quede registrado.
Y dos, que siente precedente parlamentario.
Que el día que nosotros pidamos la palabra para rectificación de hechos en reservas, se nos concedan exactamente los mismos dos minutos.
Bienvenido el debate.
Bienvenida la libertad de expresión.
Lo único que exigimos es trato igual a los iguales.
Es cuanto, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Anaya.
Permítanme un segundo.
Su planteamiento es lo que yo les pido a todas y todos que respetemos.
Así como se le dio o le di el uso de la palabra para rectificación de hecho en un debate que se considera importante, también lo di de este lado.
Y, segundo, también he sido muy tolerante, que tengo que serlo porque es mi trabajo y es mi responsabilidad y a eso me comprometí, para que en las intervenciones de algunas senadoras se hable no de los temas que están en debate, y no les he interrumpido para eso.
Esto también debería generarse un antecedente, como usted lo dice; también he sido tolerante a otros casos.
Entonces, vamos a continuar porque tenemos una votación pendiente, si me permiten.
Permítanme.
Déjenme sacar esta votación, senadores.
Tiene un minuto para su moción de orden.
El Senador Manuel Huerta Ladrón de Guevara: (Desde su escaño) Es que justamente, y celebro que sea muy tolerante y que haya abierto algunas posibilidades, que están en su atribución como las mociones de ilustración que presentaban aquí, cuando era nada más atribución de usted aceptarla.
Realmente lo que yo objeto, y por eso mi moción, es que nos conduzcamos de acuerdo al debate.
Porque tantas libertades que está dando usted, presidente, los de la oposición rancia, los que no están en la sesión y nada más vienen a ratos aquí porque tienen, la que hace los memes de no memes con los memes, las que se están queriendo parodiar aquí que son caricaturas de lo que son esas marcas de televisión que representan, pues impiden el debate parlamentario.
Yo le suplico que ya ordene usted el debate, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Senadora Ruth González, ¿con qué objeto?
La Senadora Ruth González Silva: (Desde su escaño) Gracias.
Para rectificación de hechos, por favor.
No me tardo, nada más un minutito, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: A ver.
Adelante, senadora Ruth.
La Senadora Ruth González Silva: (Desde su escaño) Gracias.
Yo le quiero solicitar de manera muy respetuosa a la senadora Lilly Téllez que cuide mucho sus referencias.
Yo no estoy en contra de la libertad de expresión, senadora Téllez, sin embargo, el hecho que usted replique la imagen del gobernador de San Luis Potosí es delicada, con lo que usted está haciendo referencia, porque no tiene fundamentos y eso se llama difamación.
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.
Solicito a la Secretaría, consulte a la Asamblea…
Para alusiones personales.
Permítanme, para alusiones personales, hasta por un minuto, la senadora Lilly Téllez.
Por un minuto.
La Senadora Lilly Téllez: ¿Dónde está la senadora?
¿Dónde está la senadora?
Ruth, ¿verdad?
Senadora, usted no me viene a amenazar.
Usted no tiene por qué venir aquí al Senado a amenazarme.
Sus amenazas son particularmente serias, porque usted y su esposo están asociados con cárteles en su estado.
Y, por eso, se lo repito, son particularmente serias.
Usted está ahí sentada, con esa sonrisita, porque sabe que usted y su esposo tienen el apoyo de cárteles muy violentos, muy ricos.
Y usted tiene la desvergüenza de venir a amenazar con el apoyo de los cárteles que asesinan.
Así que tenga usted cuidado.
Tenga usted cuidado.
No sea cínica.
México sabe que usted y su marido son unos corruptazos…
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Tiempo, senadora Lilly Téllez.
Solicito a la Secretaría consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada de la senadora Lilly Téllez.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
Por supuesto que no se admite a discusión.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
De la senadora Carolina Viggiano Austria, del Partido Revolucionario Institucional, presentó reserva a los artículos 424, 424 Ter, 429, 430, 431 y 433, y varios más, de los temas a discusión.
Ella pide que sea para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
La senadora Simey Olvera Bautista, de Morena, presentó reservas al artículo 426 del Código Penal Federal, sólo para consulta de la Secretaría.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Con gusto.
Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
Del senador Enrique Inzunza Cázarez presentó reserva al artículo 429 del Código Penal Federal, el cual solicita se integre al Diario de los Debates.
Solicito a la Secretaría consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
Ahora se concede el uso de la palabra al senador Javier Corral Jurado, del grupo parlamentario de Morena, para presentar su reserva al artículo 429 del Código Penal Federal.
Hasta por cinco minutos.
El Senador Javier Corral Jurado: Gracias, presidente.
Compañeras y compañeros:
En el debate de las Comisiones Unidas de Justicia; de Estudios Legislativos; y de Economía, y aquí mismo ahora durante el debate de este Pleno, se señaló la necesidad de corregir la redacción del artículo 429 del Código Penal Federal.
Efectivamente la redacción como venía, tanto en la iniciativa como en el proyecto de dictamen, hacía de entrada una presunción del dolo y quisimos, en la misma reunión de comisiones, corregir el dictamen, pero no teníamos el consenso necesario ahí, sólo encontró un consenso la reforma, el ajuste que se hizo al artículo 403 Bis.
Y eso se apoyó y se aprobó en el seno de las comisiones como una modificación del dictamen aprobado por la comisión.
Una vez que no teníamos el consenso de aquella reserva, la presentamos para hacer una modificación.
¿De qué se trata?
Pues se trata del artículo 429 que proponemos adicionar que la Comisión de los Delitos en Materia de Derechos de Autor se considerarán cometidos en forma dolosa.
El dolo es la forma de imputación por la cual el sujeto realiza el hecho atípico, sabiendo lo que es, lo que hace y queriéndolo hacer, por eso, se dice que el dolo tiene dos componentes: el cognitivo o intelectual, que se el conocimiento; y el volitivo, que es la voluntad de hacer, sobre todo asumiendo las consecuencias de realizar el tipo penal con todas sus características.
El dolo no puede ser presumido en la redacción de un artículo, porque estaríamos invirtiendo la carga de la prueba, como bien se dijo en el debate de las comisiones.
Usted lo mencionó, es la carga para el Ministerio Público, quien tiene que demostrar esa intención, ese dolo, porque conoce de la configuración del tipo penal, pero además porque quiere hacerlo. Y no podíamos pasarle a la persona imputada la carta de esa prueba.
Y, por lo tanto, lo que estamos proponiendo es un cambio de redacción.
Me permitiría simple y sencillamente leer lo que dice el actual dictamen: Los delitos previstos en este título, así dice actualmente, se considerarán cometidos en forma dolosa y se perseguirán de oficio, excepto los previstos en los artículos 424, fracción II, y 427.
¿Cuál es la propuesta de modificación?
Los delitos previstos en este título se considerarán de comisión dolosa y se perseguirán de oficio, excepto los previstos en los artículos 424, fracción II, y 427.
Miren, la legislación penal federal establece que todo delito se entiende doloso, salvo que la ley prevea expresamente la modalidad culposa.
Y a este respecto, el artículo 60, precisamente del Código Nacional de Procedimientos Penales, contiene un catálogo cerrado de delitos culposos y ninguno de los delitos de este título vigésimo está en ese catálogo, por lo que se consideran dolosos, pero no se considerarán cometidos en forma dolosa, sino se considerarán de comisión dolosa. Esto es, que el delito debe contar con el dolo para tener la conducta penal completa.
Nosotros hicimos muchas modificaciones a esta iniciativa, por cierto, que toda algo así como 27 artículos entre el Código Penal Federal y la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial. De esos 27 artículos, hicimos ajustes a 14 de esos artículos.
Por lo tanto, con esta modificación que propongo, este ajuste al dictamen a través de la reserva, estaríamos ajustando 15 artículos de la propuesta original.
Estamos de acuerdo prácticamente todos en este tema.
Y le pediría a los compañeros y compañeras de todas las bancadas aceptar esta reserva para poder hacer el ajuste correspondiente en el dictamen final y ya que se envíe esta minuta a la Cámara de Diputados.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Corral.
Dé lectura a la propuesta la Secretaría y consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Artículo 429, dice: “Los delitos previstos en este título se considerarán cometidos en forma dolosa y se perseguirán de oficio, excepto los previstos en los artículos 424, fracción II, y 427.
Propuesta de modificación, artículo 429: “Los delitos previstos en este título se considerarán de comisión dolosa y se perseguirán de oficio, excepto los previstos en los artículos 424, fracción II, y 427”.
Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes se abstengan.
Sí, se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Está a discusión la propuesta.
Al no haber personas oradoras registradas, solicito a la Secretaría dé lectura a la propuesta presentada por el senador Javier Corral Jurado e inmediatamente consulte a la Asamblea, en votación económica, si es de aceptarse la propuesta presentada.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Ya fue leída, señor presidente.
Procedo a la consulta.
Consulto ahora a la Asamblea, en votación económica, si es de aceptarse la propuesta.
Quienes estén porque se acepte, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén porque se rechace, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Aceptada, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Se incluye en el dictamen.
Una vez agotada la presentación de reservas, háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento del Senado para informar de la votación.
Ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recoger la votación nominal de los artículos 424, 424 Ter, 424 Quater, 426, 430, 431 y 433 del Código Penal Federal.
De los artículos 403 Bis, 404, 405, 406, 406 Bis, 406 Ter, 406 Quater y 406 Sexies de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial. Y del Artículo Cuarto Transitorio del proyecto de decreto.
Todos ellos en los términos del dictamen.
Y del artículo 429 del Código Penal Federal, con las modificaciones aceptadas.
(Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Informo a la Asamblea que resta un minuto para que se cierre el sistema de votación.
Pregunto, ¿si falta alguna ciudadana senadora o ciudadano senador por emitir su voto?
Sigue abierto el sistema.
Pregunto, ¿si falta alguna ciudadana senadora o ciudadano senador por emitir su voto?
Sigue abierto el sistema.
Una vez que haya transcurrido el tiempo indicado por la presidencia.Ciérrese el sistema electrónico.
Aún sigue abierto, viene la senadora Cynthia López.
Pueden apoyar a la senadora en su escaño con su voto, por favor.
Ya.
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia, ciérrese el sistema electrónico.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico, se emitieron 68 votos a favor; 34 en contra y cero abstenciones.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, quedan aprobados los artículos 424, 424 Ter, 424 Quáter, 426, 430, 431 y 433 del Código Penal Federal.
Los artículos 403 Bis, 404, 405, 406, 406 Bis, 406 Ter, 406 Quáter y 406 Sexies de la Ley de Federal de Protección a la Propiedad Industrial.
Y el Artículo Cuarto Transitorio del Proyecto de Decreto.
Todos estos en los términos del dictamen y el artículo 429 del Código Penal Federal con las modificaciones aceptadas.
Está aprobado en lo general y en lo particular el decreto por el que se reforman, adicionan y derogan diversas disposiciones del Código Penal Federal y de la Ley Federal de Protección a la Propiedad Industrial, en materia de Protección Eficaz de los Derechos de Propiedad Intelectual.
Se remite a la Cámara de Diputados para los efectos del artículo 72 constitucional.¿Con qué objeto?, senadora Ruth González.
La Senadora Ruth González Silva: (Desde su escaño) Para hechos, presidente, por favor.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Tiene el uso, por un minuto, por favor, tiene la palabra.
La Senadora Ruth González Silva: (Desde su escaño) Gracias.
Solamente quiero que quede asentado en el Diario de los Debates que, además de ser violentada, fui señalada y amenazada y que en ningún momento hubo una amenaza por mi parte para otra persona, fui muy respetuosa, pedí respeto para mi familia, pedí respeto para un Ejecutivo Estatal.
(Aplausos)
Y por supuesto que haré la denuncia correspondiente.
Muchísimas gracias, presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, permítame decirles, por esto, compañeras y compañeros senadores, que les recuerdo que el Reglamento nos obliga a conducirnos en todo momento con respeto entre nosotros.
Así lo dice el Reglamento y así debería ser nuestra forma de conducirnos.
También el Reglamento dice de abstenernos de proferir ofensas e injurias, no va a ser esta presidencia la que reconvenga a ninguna senadora y senador.
Pero en este país, en el Senado, y esta presidencia, no puede permitir, por supuesto, ninguna violencia política a nadie, a nadie en este Senado o fuera de esto.
Sé que tenemos el derecho de expresarnos con absoluta libertad, pero el llamado es a todas y a todos para que podamos conducirnos esto sin llegar a la parte de que se considere una violencia de género.Como lo ha solicitado, nos informó y lo solicitó previamente el senador Gerardo Fernández Noroña, y a lo cual, aludió también la senadora Guadalupe Chavira, este día falleció el cantante, compositor y activista social, Gabino Palomares, quien tuvo diversas representaciones y una vida muy larga en escenarios de México, de América Latina y de Europa y recorrió este país a lo largo y ancho en las luchas sociales, en defensa de los más nobles ideales.
Fue una persona, me consta que a lo largo de su vida se mantuvo siempre consecuente con sus ideas y convicciones, y que tuvo como bandera un compromiso social que nos lleva a recordarlo mucho más allá de su música.
Extendemos nuestras condolencias a sus familiares y amigos deseándoles pronta resignación.
Les pido ponernos de pie para nombrar su legado musical y su compromiso con las luchas sociales guardando un minuto de silencio.
(Todos de pie)
(Se guarda un minuto de silencio)
Muchas gracias.
Descanse en paz, Gabino Palomares.
(Aplausos)
Favor de tomar asiento.
Hago de su conocimiento que recibimos en la Mesa Directiva un dictamen para su primera lectura.
Solicito a la Secretaría dé cuenta e inmediatamente consulte a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se incorpore a la agenda de este día para su trámite.La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Doy cuenta, señor presidente.
Recibimos el dictamen de la Comisión de Marina, que contiene proyecto de decreto por el que se concede autorización a la Presidenta de los Estados Unidos Mexicanos para permitir la salida de los límites del país de 40 elementos de Armada de México, para participar en el evento No. SOF 1 “Capacitación de las Fuerzas de Operaciones Especiales Mexicanas en los Estados Unidos Continentales (CONUS)”, que se llevará a cabo del 24 de octubre al 13 de diciembre de 2026, en las instalaciones el Campo Shelby Joint Forces Training Center, en Mississippi, Estados Unidos de América.
Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se integre al Orden del Día de hoy.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se autoriza su incorporación, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: El dictamen se encuentra publicado en la Gaceta y está disponible en el monitor de sus escaños.
En consecuencia, con fundamento en lo dispuesto por los artículos 193 y 195 del Reglamento del Senado, queda de primera lectura.
Tenemos ahora la segunda lectura del dictamen de las Comisiones Unidas de Medio Ambiente, Recursos Naturales y Cambio Climático, y de Estudios Legislativos, Primera, con proyecto de decreto por el que se reforman diversas disposiciones de la Ley Orgánica de la Administración Pública Federal y se adicionan diversas disposiciones a la Ley General de Desarrollo Forestal Sustentable, que propone facultar a la Semarnat para emitir certificados de libre de deforestación.El dictamen considera una iniciativa de la Presidenta de la República, recibida el 21 de mayo del año en curso.
Se le dio primera lectura en la sesión matutina de ayer, 29 de septiembre.
Hago del conocimiento de la Asamblea que se realizaron ajustes de técnica legislativa únicamente a este dictamen, sin que afecte de forma alguna el sentido de lo aprobado por las comisiones.
El dictamen con las modificaciones se encuentra publicado en la Gaceta.
En consecuencia, consulte la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se omita su lectura.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se omita la lectura del dictamen.
Quienes estén porque se omita, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Gracias.
Quienes estén en contra, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se omite la lectura, señor presidente.El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En esa virtud, se concede el uso de la palabra para presentar el dictamen a nombre de la Comisión de Medio Ambiente, Recursos Naturales y Cambio Climático, en términos de lo dispuesto por el artículo 196 del Reglamento del Senado, hasta por cinco minutos a la senadora Maki Esther Ortiz Domínguez, presidenta de dicha comisión.
Adelante, senadora.
La Senadora Maki Esther Ortiz Domínguez: Con la venia de la presidencia.
A nombre de las Comisiones Unidas de Medio Ambiente, Recursos Naturales y Cambio Climático, y de Estudios Legislativos, Primera, someto a su consideración un dictamen a la iniciativa emitida por la Presidenta de la República, la doctora Claudia Sheinbaum Pardo.
La iniciativa plantea una reforma a la Ley Orgánica de la Administración Pública Federal y a la Ley General de Desarrollo Forestal Sustentable, para fortalecer la capacidad jurídica del Estado y prevenir la deforestación, así como dar certeza sobre el origen de las superficies vinculadas con actividades productivas.
Esta reforma plantea facultar a la Secretaría de Medio Ambiente y Recursos Naturales para expedir certificado de libre deforestación que permita acreditar que un poligonal se encuentra fuera de terrenos forestales o que, tratándose de un terreno forestal, cuente con la autorización correspondiente de cambio de uso de suelo.
El diagnóstico que sustenta el dictamen muestra la dimensión del reto.
El Programa Nacional Forestal refiere que entre el 2001 y el 2024 se deforestaron 4.8 millones de hectáreas.
El propio programa estima que el 95 % de la deforestación ocurre de manera ilegal, porque las autorizaciones excepcionales de cambio de uso de suelo abarcan únicamente entre 12 mil y 13 mil hectáreas al año.
La ilegalidad también tiene un costo económico.
Con base en estimaciones del Instituto Nacional de Ecología y Cambio Climático, el Programa Nacional Forestal calcula pérdidas de hasta 97 mil millones de pesos anuales por tala ilegal y hasta 20.7 mil millones de pesos en ingresos fiscales.
A esca internacional, Interpol y la ONU han estimado que el comercio ilegal de madera puede generar entre 30 mil y 100 mil millones de dólares anuales y representar entre 15 % y 30 % del comercio mundial de la madera.
No hablamos solamente de tala de árboles, hablamos de cadenas ilícitas que erosionan economías comunitarias, desplazan el aprovechamiento ilegal y deterioran servicios ambientales indispensables.
La reforma que planteamos se inserta en una política pública amplia.
Se articula con el Plan Nacional de Desarrollo 2025-2030 y con el Programa Sectorial de Medio Ambiente y Recursos Naturales 2025-2030 que plantea frenar la deforestación y fortalecer cadenas productivas sustentables.
Y con el Programa Nacional de Áreas Naturales Protegidas 2026-2030, que vincula conservación, restauración, participación comunitaria y aprovechamiento sustentable.
También fortalecer el andamiaje regulatorio del acuerdo del 24 de octubre 2025 para garantizar producción de aguacate, de exportación libre de deforestación y al decreto del 1 de mayo de 2026 que reformó la Ley de Comercio Exterior.
En este contexto, el certificado de libre deforestación representa una herramienta útil para fortalecer la trazabilidad y la certeza jurídica en el aprovechamiento de nuestros recursos naturales.
Su valor radica en ofrecer un elemento objetivo que permita acreditar las condiciones de una superficie determinada y, con ello, contribuir a identificar con mayor claridad aquellas actividades que se desarrollan dentro de la legalidad.
Esto permitirá complementar instrumentos como la zonificación, el monitoreo y los registros forestales, fortaleciendo la capacidad institucional para dar seguimiento al origen de los recursos, mejorar la información disponible y reducir los espacios en los que puedan ocultarse prácticas asociadas con cambios de uso de suelo no autorizados.
Con esta reforma se avanza hacia un modelo en el que aprovechar responsablemente nuestros bosques también significa poder demostrar el origen legal de los recursos que de ellos provienen.
Una mayor trazabilidad contribuye a dar certidumbre a productores, comunidades, autoridades y cadenas de comercialización, fortalece a quienes cumplen con la ley, y facilita una gestión forestal más ordenada, transparente y verificable.
De esta manera, proteger los ecosistemas no significa cerrar las puertas al desarrollo, sino generar mejores condiciones para que el desarrollo forestal sea verdaderamente sustentable, que conserve el territorio, proteja la biodiversidad y permita que las comunidades forestales se encuentren en el manejo responsable de sus recursos, una fuente duradera de bienestar y desarrollo.
Ahora les voy a hacer las preguntas sobre lo que leí.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Maki Esther Ortiz.
En la discusión en lo general del proyecto de decreto, la senadora Lizeth Sánchez García, del Partido del Trabajo.
La senadora Alejandra Arias Trevilla, de Morena.
La senadora Gabriela Evangelina Pinedo Morales, de Morena.
El senador Gilberto Hernández Villafuerte, del Partido Verde.
Y la senadora María Guadalupe Chavira De la Rosa, de Morena.
Pidieron hablar a favor.
Pero decidieron que se integre sus intervenciones al Diario de los Debates.
Asimismo, la senadora María del Rocío Corona Nakamura, para rectificación de hechos, pidió que se integre en el Diario de los Debates.
Al no haber más intervenciones, consulto a la Asamblea si existe interés en reservar algún artículo del proyecto de decreto.
En virtud de que no hay artículos reservados, ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recoger la votación nominal en lo general y en lo particular del proyecto de decreto.
Háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento para informar de la votación.
(Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea si falta algún senador o senadora por realizar su voto.
Sigue abierto el sistema.
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia, ciérrese el sistema electrónico de votación.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico, se emitieron 92 votos a favor; cero en contra y cero abstenciones.
Aprobado por unanimidad.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Está aprobado en lo general y en lo particular el proyecto de decreto por el que se reforman diversas disposiciones de la Ley Orgánica de la Administración Pública Federal y se adicionan diversas disposiciones a la Ley General de Desarrollo Forestal Sustentable, que propone facultar a la Semarnat para emitir certificados de libre deforestación.
Se remite a la Cámara de Diputados para los efectos del artículo 72 constitucional.
Compañeras y compañeros senadores:
En el transcurso de la mañana dimos la primera lectura al dictamen de la Comisión de Marina con proyecto de decreto por el que se concede autorización a la Presidenta de los Estados Unidos Mexicanos para permitir la salida de los límites del país de 40 elementos de la Armada de México para participar en el evento número SOF 1 Capacitación de las Fuerzas de Operación Especiales Mexicanas en los Estados Unidos Continentales (CONUS), que se llevará a cabo del 24 de octubre al 13 de diciembre de 2026 en las instalaciones del Camp Shelby Joint Forces Training Center, en Mississippi, Estados Unidos de América.
Si bien el numeral 1 del artículo 193 del Reglamento del Senado señala que los dictámenes se publican cuando menos 24 horas antes de la sesión del Pleno, en la que son puestos a debate y votación, en virtud de que es una facultad exclusiva de la Cámara de Senadores y de que la fecha para la salida de tropas está próxima a cumplirse, solicito a la Secretaría que consulte a la Asamblea, en votación económica, si autoriza dispensar el requisito de publicación de 24 horas, a efecto de que el dictamen pueda ser discutido y votado en esta misma sesión.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se dispense el requisito de 24 horas de publicación del dictamen.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí, se autoriza, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Procedemos al trámite correspondiente.
En consecuencia, consulte ahora la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se dispense la segunda lectura del dictamen y se ponga a discusión de inmediato.
La Secretaria Alejandra Berenice Arias Trevilla: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se autoriza que se dispense la segunda lectura del dictamen.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se dispensa la segunda lectura, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Está a discusión en lo general el dictamen.
Al no haber oradoras ni oradores registrados consulto a la Asamblea si existe interés en reservar algún artículo del proyecto de decreto.
Tampoco.
En virtud de que no hay artículos reservados.
Ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recoger la votación nominal en lo general y en lo particular del proyecto de decreto.
Háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento para informar de la votación.
Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)
La Secretaria Senadora Alejandra Berenice Arias Trevilla: Informo a la Asamblea que resta un minuto para que se cierre el sistema de votación.
Pregunto, ¿si falta alguna ciudadana senadora o ciudadano senador por emitir su voto?
El Senador Velasco.
Si pueden registrar el voto del senador Velasco a favor, por favor.
Pregunto, ¿si falta alguna ciudadana senadora o ciudadano senador?
Apoyo al escaño del senador Sabino, por favor.
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia.
Ciérrese el sistema electrónico.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico se emitieron 91 votos a favor.
El senador Anaya el sentido de su voto a favor.
Conforme al registro en el sistema electrónico se emitieron 92 votos a favor; cero votos en contra y cero abstenciones.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Queda aprobado en lo general y en lo particular el decreto.
En consecuencia, con fundamento en lo dispuesto por la fracción III del artículo 76 de la Constitución Política de los Estados Unidos Mexicanos se concede autorización a la Presidenta de los Estados Unidos Mexicanos para permitir la salida de los límites del país de 40 elementos de la Armada de México para participar en el Evento No. SOF 1 “Capacitación de las Fuerzas de Operaciones Especiales Mexicanas en los Estados Unidos Continentales (CONUS)”, que se llevará a cabo del 24 de octubre al 13 de diciembre de 2026 en las instalaciones del Camp Shelby Joint Forces Training Center, Mississippi, Estados Unidos de América.
Se remite al Ejecutivo Federal para los efectos constitucionales.
Ahora, Honorable Asamblea, en el transcurso de la mañana dimos la primera lectura al dictamen de las Comisiones Unidas de Economía y de Estudios Legislativos, Primera, con proyecto de decreto por el que se reforman, adicionan y derogan diversas disposiciones de la Ley de Inversión Extranjera, en materia de Integración de la Comisión Nacional de Inversión Extranjera.
Considera una iniciativa de la Titular del Poder Ejecutivo, recibida el 30 de agosto del año en curso.
Como es de nuestro conocimiento, el dictamen se encuentra publicado en la Gaceta.
Sin embargo, el numeral 1 del artículo 193 del Reglamento del Senado señala que los dictámenes se publican, cuando menos 24 horas antes de la sesión del Pleno en las que son puestas a debate y votación.
En consecuencia, solicito a la Secretaría que consulte a la Asamblea, en votación económica, si autoriza dispensar el requisito de publicación de 24 horas, a efecto de que el dictamen pueda ser discutido y votado en esta misma sesión.
Perdón.
Proceda la Secretaría.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se dispense el requisito de 24 horas de publicación del dictamen.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se autoriza, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, procedemos al trámite correspondiente.
Consulte ahora la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se dispense la segunda lectura del dictamen y se ponga a discusión de inmediato.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica si autoriza que se dispense la segunda lectura del anterior dictamen.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se dispensa la segunda lectura, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Muchas gracias.
En consecuencia, tiene ahora el uso de la tribuna, para presentar el dictamen a nombre de la Comisión de Economía, en términos de lo dispuesto por el artículo 196 del Reglamento del Senado, hasta por cinco minutos, al senador Emmanuel Reyes Carmona, presidente de la Comisión de Economía.
El Senador Emmanuel Reyes Carmona: Muchísimas gracias, presidente.
Con su venia.
Compañeras y compañeros senadores y senadoras:
Acudo a esta tribuna en mi calidad de presidente de la Comisión de Economía, para poner a su consideración el dictamen que reforma la Ley de Inversión Extranjera, un instrumento legislativo, de suma relevancia para equilibrar la apertura económica de México con la protección irrestricta de nuestra seguridad nacional y soberanía.
Para comprender el verdadero sentido de esta reforma, debemos partir de nuestra propia norma fundamental.
El artículo 73 constitucional faculta al Congreso de la Unión para regular la inversión extranjera, mientras que los artículos 25, 27 y 28 reconocen al Estado la rectoría del desarrollo nacional y el dominio exclusivo de áreas estratégicas.
Quiero dejar en claro que esta iniciativa no modifica ni trastoca dicho régimen de exclusividad constitucional, únicamente la fortalece mediante la evaluación de las adquisiciones realizadas por inversión extranjera que puedan representar riesgos o amenazas para la seguridad nacional y la creación de un procedimiento específico de escrutinio para este tipo de operaciones.
De acuerdo con cifras del propio secretario de Economía, Marcelo Ebrard, durante el primer semestre de este año 2026, México captó 34 mil 968 millones de dólares de inversión extranjera directa, consolidando la cifra más alta registrada para un primer semestre en nuestra historia y un incremento del |2.1 % respecto al período anterior.
Este flujo prácticamente se ha duplicado en el último quinquenio, posicionando a nuestro país como socios clave de Estados Unidos, de España, de Canadá, de Australia y de Alemania, en materia de manufactura automotriz, tecnología y servicios financieros, como un destino altamente competitivo y confiable.
Por ello, compañeras y compañeros, que quede muy claro, esta reforma no busca de ninguna manera desincentivar ese flujo histórico de capital, por el contrario, busca preservarlo dentro de un marco de atracción sostenida, certidumbre y previsibilidad, tal como lo mandata el consenso de Monterrey y la Agenda de Acción de Addis Abeba, de la Organización de las Naciones Unidas, las cuales consagran que la inversión extranjera es un motor fundamental para el desarrollo, siempre y cuando se apoye en marcos regulatorios claros que concilien la apertura con el interés público.
Esa visión responde a una tendencia global observable en las principales economías con las que mantenemos comercio y cooperación.
Tenemos el Comité de Inversión Extranjera en Estados Unidos, el Reglamento Europeo para el Control de Inversiones Directas, el Acta de Inversión Canadiense y la Normativa Australiana.
En estos países, la existencia de un escrutinio por seguridad nacional no ha cerrado sus economías; por el contrario, ha construido mayor certeza para las y los inversionistas, porque las reglas, plazos y sectores son plenamente transparentes.
En este mismo sentido, el dictamen que hoy discutimos acoge cabalmente los principios recomendados por la Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económicos, siendo la no discriminación, la transparencia, la proporcionalidad y la rendición de cuentas, aplicándose de forma uniforme a cualquier inversionista extranjero sin importar su origen.
Se limitará únicamente a adquisiciones superiores al 49 % del capital social en sociedades, cuyos activos rebasen el umbral que se publicará en el Diario Oficial de la Federación.
De esta manera, uno de los principales elementos de esta reforma consiste en la ampliación de 10 a 14 integrantes con voz y voto de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras, incorporando a Defensa Nacional, de Marina, de Seguridad y Protección Ciudadana, y de la Agencia de Transformación Digital, y también de Telecomunicaciones.
Asimismo, se suman como invitados permanentes con voz, pero sin voto, los titulares de la Fiscalía General de la República, el Centro Nacional de Inteligencia, el SAT y la UIF.
Y quiero ser categórico ante falsas narrativas que se han venido dando durante los últimos días.
La inclusión de las Secretarías de Defensa Nacional, de Marina y de Seguridad y Protección Ciudadana no constituye ninguna militarización; se trata de una integración acotada, proporcional y jurídicamente fundada a un órgano que mantiene su naturaleza predominante, civil y económica bajo los mismos criterios análogos que rigen el Consejo de Seguridad Nacional y Organismos Internacionales, como lo es el propio Comité de Inversión Extranjera Estadounidense.Aunado a ello, la integración de la Agencia de Transformación Digital y Telecomunicaciones es técnicamente indispensable, pues sus atribuciones sobre infraestructura digital, ciberseguridad, tecnologías críticas, inteligencia artificial y protección de bases de datos guardan una correlación directa con los sectores estratégicos que ahora pasan a escrutinio.
Por otro lado, el concepto de seguridad nacional se delimita estrictamente a través de una lista cerrada de sectores estratégicos como energía, infraestructura física y virtual, datos y tecnología.
En otros cambios, también el dictamen señala puntualmente plazos ágiles y certeza jurídica mediante la resolución de plazo a 45 días hábiles, eliminando duplicidades procesales y remitiendo de manera supletoria la Ley Federal de Procedimiento Administrativo, para garantizar un tratamiento que sea este fluido y sin vacíos normativos.
Finalmente, también se encuentra la obligación explícita que el secretario ejecutivo envíe semestralmente un informe a este Congreso de la Unión, sobre la gestión de la comisión en materia de seguridad nacional, además de la facultad de comparecencia ante las comisiones legislativas en aras de fomentar la transparencia y la rendición de cuentas.
Compañeras y compañeros senadores:
Defender la soberanía y proteger la estabilidad del Estado mexicano no está peleado con recibir inversión internacional; al contrario, la madurez de una nación se mide en su capacidad de atraer capitales, manteniendo el control absoluto de sus intereses estratégicos.
Hagamos que México siga creciendo con reglas claras, con solidez institucional y con una visión de Estado moderna y preparada para los retos del siglo XXI.
Por todo ello, les invito a votar a favor de este dictamen.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador.
Ahora se concede el uso de la palabra al senador Manuel Huerta Ladrón de Guevara, presidente de la Comisión de Estudios Legislativos, Primera, hasta por cinco minutos.
El Senador Manuel Huerta Ladrón de Guevara: México está abierto al mundo.
Queremos inversión, queremos tecnologías, queremos empleos, queremos crecimiento, y tenemos razones de sobra para decir que nuestro país genera confianza.
Acaban de dar aquí datos, ahí están.
Pero precisamente porque México es un país abierto, integrado a la economía mundial y atractivo para invertir, tenemos también la responsabilidad de cuidar lo que es estratégico para la nación.
Ese es el sentido de la reforma.
No se trata de si queremos o no inversión extranjera.
Estamos definiendo qué instrumentos debe tener el Estado mexicano cuando una inversión puede significar control sobre infraestructura, tecnologías, información o sectores indispensables para nuestro país.
Y esa discusión es profundamente contemporánea porque la soberanía del siglo XXI ya no se protege únicamente en el territorio o en nuestras fronteras, también se protege en los sistemas energéticos, en las telecomunicaciones, en los centros de datos, en la ciberseguridad y en los semiconductores, en la Inteligencia Artificial, en las tecnologías de doble uso y en la seguridad alimentaria.
Precisamente estos son algunos de los sectores que el nuevo título sexto bis coloca bajo un escrutinio especial cuando concurren las condiciones previstas en la ley.
Hoy nuestra Ley de Inversión Extranjera ya permite impedir adquisiciones por razones de seguridad nacional.
Lo que no tenemos son parámetros suficientemente desarrollados para ejercer esa facultad y esta reforma cambia eso, establece quién revisa, qué operaciones se revisan, en qué sectores, bajo qué procedimiento y qué decisiones puede adoptar la autoridad.
Y hay que aclarar también que esta reforma no establece una revisión indiscriminada de toda inversión extranjera. El mecanismo se activa cuando concurren condiciones específicas como una participación extranjera superior al 49 %, un determinado umbral de activos y la presencia en algunos de los sectores estratégicos previstos por la ley.
Eso es importante porque seguridad nacional tampoco puede convertirse en una expresión utilizada sin límites, tiene que haber reglas, certeza jurídica y tiene que haber responsabilidad de la autoridad.
Por eso, estas comisiones modificamos la iniciativa original para reducir de 60 a 45 días hábiles el plazo de resolución, buscando precisamente un equilibrio entre un análisis serio de seguridad nacional y la certeza que legítimamente requiere quien viene a invertir a México.
También se fortalece la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras.
Se incorporan capacidades en materia de seguridad, defensa, inteligencia y transformación digital porque los riesgos de nuestro tiempo tampoco son únicamente económicos.
Pero las decisiones seguirán sujetas a procedimientos administrativos. Deberán estar fundadas y motivadas y habrá rendición de cuentas ante el Congreso de la Unión.
Esto tampoco es una extravagancia mexicana.
Estados Unidos, Canadá, Australia y diversos países europeos cuentan con mecanismos para revisar inversiones extranjeras cuando pueden comprometer su seguridad nacional.
Y aquí hay una reflexión.
Si nuestros principales socios comerciales protegen sus tecnologías, sus datos, sus infraestructuras y sus sectores estratégicos, resulta perfectamente legítimo que México construya sus propias capacidades institucionales para hacer lo mismo.
México puede recibir capital del mundo sin entregar la conducción de sus intereses estratégicos, puede ofrecer certeza al inversionista y al mismo tiempo exigir certeza para la nación.
Puede integrarse a las cadenas globales de producción sin renunciar al derecho de saber quién adquiere control sobre aquello que resulta esencial para nuestro territorio y nuestra seguridad.
Este es el equilibrio que plantea este dictamen, un país que atrae inversión, un Estado que da reglas claras y una nación que conserva la capacidad de decidir sobre aquello que compromete su presente y su futuro.
Nuestra ruta es relacionarnos con el mundo sin dejar de decidir por nosotros mismos. Esto es lo que siempre hemos planteado.
¡Viva la soberanía nacional!
¡Viva México!
Y voten a favor de esta iniciativa con mucho ánimo.
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Con fundamento en lo dispuesto por el artículo 197 del Reglamento del Senado, procederemos a los posicionamientos de los grupos parlamentarios, los cuales tal y como lo establece el artículo 199, numeral 1, fracción II del Reglamento del Senado, serán en orden creciente y por un tiempo de hasta cinco minutos.
Ahora, en esa virtud, se concede el uso de la palabra al senador Francisco Daniel Barreda Pavón, de Movimiento Ciudadano.
Hasta por cinco minutos.
El Senador Francisco Daniel Barreda Pavón: Con su venia, presidente.
México necesita mecanismos para proteger sectores estratégicos frente a inversiones que puedan representar un riesgo para la seguridad nacional.
Esta no es la discusión, lo que sí debemos discutir es cómo hacerlo, porque con este dictamen estamos llevando la seguridad nacional mucho más allá de los casos que verdaderamente la requieren y estamos modificando la manera en que México revisa la inversión extranjera.
La reforma incorpora de manera permanente a la Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana, de la Defensa Nacional y de Marina, a la Comisión Nacional de Inversión Extranjera, todas con derecho de voto.Y aquí está nuestra primera diferencia, no necesitamos militarizar la política de inversión extranjera para proteger la seguridad nacional, Defensa y Marina deben intervenir cuando una adquisición pueda comprometer instalaciones estratégicas, tecnológicas, sensibles, infraestructura crítica o la defensa del país.
Pero eso podría hacerse mediante un comité especializado en seguridad nacional, que se active precisamente cuando una operación presente esos riesgos, porque no es lo mismo revisar una inversión desde una perspectiva económica que analizar una amenaza para la seguridad nacional.
Hay un segundo problema. Estamos duplicando regulaciones.
La legislación actual de los artículos 7 y 8 ya exige autorización para determinadas participaciones extranjeras superiores al 49 % en actividades como servicios portuarios y ciertas actividades ferroviarias.
La propia ley ya va a permitir impedir adquisiciones por razones de seguridad nacional.
Entonces, antes de crear otra capa de revisión, deberíamos preguntarnos si ¿estamos solucionando un vacío o simplemente haciendo más complejo lo que ya existe?
Tercero. Dejamos demasiado para después.
La reforma establece el escrutinio para sectores como energía, comunicaciones, minería, datos, inteligencia artificial, semiconductores, ciberseguridad o seguridad alimentaria, pero también permite que la Comisión determine posteriormente las demás actividades o sectores económicos análogos o de similar naturaleza que estarán sujetos al mecanismo.
Eso abre una puerta demasiado grande, debemos establecer en la ley los límites de una facultad tan importante, no entregar un cheque en blanco para definirlos después.Y todo esto ocurre en un momento particularmente delicado para nuestra relación económica con América del Norte.
México compite todos los días por nuevas inversiones y, en el marco del T-MEC, necesitamos defender nuestros intereses nacionales, pero también ofrecer reglas previsibles.
Una empresa puede aceptar una regulación estricta, lo que difícilmente puede aceptar es no saber cuáles serán las reglas mañana.
Hay otra manera de hacerlo, creemos un mecanismo especializado de escrutinio, de seguridad nacional, definamos con precisión qué operaciones llegan a él, incorporemos ahí a Defensa, Marina, Seguridad y a las autoridades necesarias.
Porque si estamos legislando en nombre de la seguridad nacional lo primero que deberíamos ofrecer en esta Ley de Seguridad es sobre sus alcances y certeza, y sobre sus reglas.
Protejamos nuestros sectores estratégicos y nuestra soberanía, pero hagámoslo bien, sin duplicidades, sin facultades abiertas y sin convertir la política de inversión extranjera en una extensión de la política de seguridad.
Por esas razones, desde Movimiento Ciudadano votaremos en contra de este dictamen.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Barreda.
Ahora se concede el uso de la palabra a la senadora Claudia Edith Anaya Mota, del Partido Revolucionario Institucional, para fijar la posición de su partido, hasta por cinco minutos.
La Senadora Claudia Edith Anaya Mota: Muchas gracias, presidente.
Compañeras y compañeros:
En esta ley estamos tratando un tema de mucha importancia, no solamente el tema de la inversión extranjera, el tema de los sectores estratégicos en la inversión extranjera y el tema de la incorporación de nuevas figuras a esta Comisión que avalaría que, si quieres participar en alguno de estos sectores estratégicos con más allá del 49 %, puedas o no hacerlo.
¿Y quiénes son los que van a avalar?
Pues integran a las Fuerzas Armadas, integran también al CNI, al Centro Nacional de Inteligencia, que antes era el Cisen, que sectorizó a Gobernación, pero ya desde estas nuevas visiones está sectorizado a Seguridad Pública.
Y debo decirles algo. En nuestro grupo parlamentario tenemos una gran visión de lo que es el mundo y de lo que se está discutiendo.
Y, efectivamente, por cierto, tipo de inversiones las naciones pueden tener riesgos a su seguridad nacional.
¿Cuáles?
Imaginen ustedes inversión de carácter nuclear.
Es importante o no que contemos con la información necesaria para aprobar o no que esa inversión de carácter nuclear ha lugar o no en nuestro país y en esas dimensiones.
Claro que es muy importante incorporar a quienes tienen las mayores herramientas y elementos para tomar ese tipo de decisiones, claro que es importante.
Yo creo que, en temas, como los que estamos planteando, inteligencia artificial, bancos de datos, comunicaciones, satélites; sí creo que sea el Ejército tiene más desarrollado que cualquier otra institución en el país, el tema de los datos a saber o no del riesgo sobre de esa inversión.
En nuestro grupo parlamentario tenemos visión de Estado y conocemos, sabemos perfectamente bien para qué sirve cada institución y qué facultades debemos de darle a cada institución.
Recordemos, la participación de las Fuerzas Armadas siempre tiene que ser regulada. Y esto implica poner parámetros muy estrictos sobre de qué van a decidir.
Debo decirles que en el artículo 27 en donde están las funciones del secretario técnico de esta comisión, dice de manera suelta. Las demás funciones y atribuciones que le confiere a la ley – hasta ahí venía – el reglamento y otras disposiciones legales.
No, mis cielos, esto no puede estar aquí, tiene que estar muy bien controlado en este tipo de decisiones cuáles son las funciones del secretario técnico.
No la pueden pasar, así como así al reglamento, porque va a pasar que, a partir del reglamento, es decir, de decretazos se empiece a legislar en materia y en funciones de este secretario técnico.
No, si estamos hablando de una situación de seguridad nacional, que es lo que funda y motiva esta iniciativa, seamos claros en los parámetros de hasta dónde se puede y hasta dónde no.
Ahora, en el artículo 30 Bis, que habla justamente de estos sectores estratégicos que queremos salvaguardar por su alta peligrosidad y porque le pueden causar un peligro a nuestra nación.
Ahí dice la fracción V. Las demás actividades o sectores económicos, análogos o similares en naturaleza.Ustedes me dirán: Oye, sí, pero eso ya estaba en la ley.
Y yo le diré, sí, pero la ley no estaba viendo temas de seguridad nacional y no tenía incorporadas las Fuerzas Armadas.
Por lo tanto, la participación de los temas de las actividades y de los integrantes de la comisión y de los sectores de los que pueden o no opinar tiene que estar claramente delimitado.
No podemos dejar esto suelto, a lo que se les ocurra.
Ahora, del tema de los integrantes, que yo les he dicho, si vamos a meter a las Fuerzas Armadas a una ley. Muy bien, regulemos, y ya les dije cómo es que acompañaríamos, en caso de que regularan, pero nunca quieren hacer caso a las reservas.
Pero alguien aquí me quiere explicar a cuenta de qué meten a Pepe Merino a la Agencia de Transformación Digital a todos los moles. No sirve, no funciona.
Lean ustedes el informe de la Presidenta que nos acaba de mandar a esta Cámara de Diputados, recuerdan que hace meses metimos a la Agencia de Transformación Digital a que fuera una especie de órgano de control en los sistemas de las aduanas.
Ahí viene relatado por la Secretaría de Anticorrupción que se le pasaron a Pepe Merino de largo montón de productos porque no hicieron bien su chamba, y que eso le pudo haber causado una afectación a la recaudación.
Miren, no es cosa mía, pero lo andan metiendo nada más de manitas calientes a que opine de todos los temas que además ni les sabe.
Entonces, yo creo que no tiene razón ni sentido que esta figura esté ahí.
Por último, artículo 38, que hablaba de acciones de desinversión, así nada más, como vengan e inviertan adelante, pero luego al final en el 38, en las sanciones, venía esta facultad de implementar acciones de desinversión.
Yo me imagino que se dieron cuenta del riesgo que estaban cometiendo ahí, lo quitaron en el dictamen, pero lo demás está igual.
Yo sí soy de la idea de que si van a meter a las Fuerzas Armadas a este tipo de comisiones seamos muy estrictos y muy pulcros en lo que sí pueden hacer y no pueden hacer, de lo que pueden opinar y no pueden opinar.
Porque no solo estamos hablando de la inversión, vamos a decir de comunicaciones, hasta de la proveeduría que alimenta esas comunicaciones.
Por ejemplo, si estamos hablando de una inversión de ferrocarriles, las Fuerzas Armadas pueden opinar hasta de la proveeduría del balastro. Muy bien, ustedes me dirán. Muy bien, no me acabas de decir que ellos tienen información.
Sí la tienen, muchachos, pero ustedes ya tiznaron a las Fuerzas Armadas de corrupción.
¡Ay, no! Estaba el almirante de esta nación, el secretario de Marina encargado de la construcción del Tren Transístmico que se ha descarrilado varias veces…
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Le pido concluya, senadora.
La Senadora Claudia Edith Anaya Mota: Ya se habla de temas corrupción.
Entonces, si ustedes ya tiznaron a la Marina, y luego la meten a estos temas, pues es bien complicado que se tengan acciones de confianza.
Por eso, soy de la idea de que se dé el límite y que se ponga con claridad y puntualidad hasta dónde pueden y hasta dónde no.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Edith Anaya.
Ahora, se concede el uso de la palabra a la senadora Juanita Guerra Mena, del Partido Verde Ecologista de México, hasta por cinco minutos.
La Senadora Juanita Guerra Mena: Con su venia, presidente.
Compañeras y compañeros senadores:
La inversión extranjera constituye un componente relevante para el desarrollo económico de nuestro país y contribuye a la generación de empleos, la innovación, la incorporación de nuevas tecnologías, el fortalecimiento de las capacidades productivas nacionales.
Al mismo tiempo, corresponde al Estado mexicano garantizar el desarrollo económico se traduzca y produzca en condiciones que salvaguarda la seguridad nacional, la soberanía y los intereses estratégicos de nuestra nación, nuestro país, que es México.
En este contexto reconocemos la iniciativa presentada por la Titular del Poder Ejecutivo Federal, nuestra Presidenta, la doctora Claudia Sheinbaum Pardo, para reformar, adicionar, derogar diversas disposiciones de la Ley de Inversión Extranjera.
Se trata de una propuesta que busca fortalecer nuestro marco jurídico y dotar al Estado mexicano de mejores instrumentos para evaluar aquellas operaciones de inversión extranjera que, por su naturaleza dimensión o sector pudiera representar riesgos para la seguridad nacional.
La legislación vigente ya contempla la posibilidad de impedir determinadas adquisiciones por razones de seguridad nacional.
Sin embargo, la propia iniciativa advierte la necesidad de establecer parámetros y directrices más precisos, ejercer esta atribución fortalecerá la objetividad y la especialización de las evaluaciones.
Uno de los aspectos centrales de la propuesta es el fortalecimiento de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras, se plantea incorporar a las Secretarías de la Defensa Nacional, la Secretaría de Marina y la Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana.
Y cuando se analicen asuntos relacionados con seguridad nacional, contar con la participación permanente con voz, pero sin voto de la Fiscalía General de la República, al Centro Nacional de Inteligencia, el Servicio de Administración Tributaria y la Unidad de Inteligencia Financiera.
Esta coordinación es interinstitucional y lo dejamos claro, permitirá que las decisiones del Estado cuenten con información especializada y con una evaluación integral en los posibles riesgos.
Asimismo, la iniciativa incorpora al Título Sexto Bis dedicado específicamente a la seguridad nacional en las inversiones extranjeras, establece un mecanismo estructurado, así como determinadas operaciones en la inversión, así como que pretenda participar más de 49 % del capital social de sociedades mexicanas y concurrían, así como tal, de demás condiciones previstas en la propia reforma.
Hay atención que debe de tenerse especializada, merecen sectores considerados estratégicos, infraestructura energética, también la infraestructura de transporte, comunicaciones, minería, tratamiento y almacenamiento de datos, sistemas digitales, así como tecnologías críticas, relacionadas con inteligencia artificial, robótica, semiconductores, ciberseguridad, tecnologías aeroespaciales, almacenamiento de energía y tecnologías, así como cuánticas y entre otras más.
Estamos frente a actividades que tienen una importancia creciente, y lo sabemos todas y todos.
Tan es así, que hoy tenemos una Comisión Especial de Inteligencia Artificial, así como tiene que regularse también el espacio como el tema de ciberseguridad.
Para el desarrollo económico es necesario que la tecnología sea un ente estratégico para nuestro país, pero también debe de ser regulado.
Por ello, es pertinente reconocer la visión por nuestra Presidenta, la doctora Claudia Sheinbaum Pardo, al impulsar una actualización del marco normativo que busca conciliar dos objetivos fundamentales en nuestro Estado mexicano.
En las condiciones favorables para la inversión y, al mismo tiempo fortalecer los mecanismos y de institucional, así como proteger la seguridad y la soberanía nacional.
La propuesta también procura brindar certeza jurídica a quienes invierten en nuestro país, y por qué no decirlo, también hay que darle certeza jurídica en el mismo, los principios de no discriminación, así como de transparencia, previsibilidad, proporcionalidad, y rendición de cuentas, forman parte de la construcción de este nuevo mecanismo que establece las decisiones deberán estar debidamente fundadas y motivadas.
La apertura económica y la protección de los intereses nacionales no son objetos incompatibles, deben de ser el reto institucional, consistente, precisamente en encontrar un equilibrio que permita impulsar el crecimiento económico, otorgar certeza a los inversionistas y al mismo tiempo preservar las facultades del Estado mexicano para proteger los sectores estratégicos de nuestra nación.
Desde el Senado de la República nos corresponde analizar, fortalecer los instrumentos jurídicos que permitan alcanzar este equilibrio.
Por eso, compañeras y compañeros senadores, les invito a formar parte de este gran proyecto, que es la reforma que se está presentando.
Así que los invito a votar a favor del presente dictamen.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.
Corresponde el turno del senador Miguel Márquez Márquez, del Partido Acción Nacional, para fijar la posición a nombre de su partido, hasta por cinco minutos.
El Senador Miguel Márquez Márquez: Con su permiso, presidente.
Compañeras y compañeros senadores:
Cualquier país y el tema de nuestro México querido no es la excepción, hay tres pilares fundamentales para el desarrollo de sus familias y de la sociedad.
Un sistema educativo de calidad como el sistema de salud que permita tener a su población sana y obviamente fomentar la inversión para que se generen los empleos de calidad que permita tener los ingresos dignos para vivir en sus familias. Esto es básico para el acuerdo.
Por eso, hoy es un tema que no es menor, el tema de la inversión.
Ocupo esta tribuna para fijar una postura en contra de la iniciativa del Ejecutivo federal y al dictamen en las Comisiones Unidas de Economía y Estudios Legislativos, Primera.
Se nos presenta un proyecto que busca evaluar las inversiones extranjeras que puedan presentar riesgos o amenazas a la seguridad nacional.
Se nos dice que busca alinearse a tendencias internacionales, como los modelos de Estados Unidos, Canadá, la Unión Europea, Australia y, sobre todo, para atender el “Memorándum de intención suscrito entre Hacienda y el Tesoro estadounidense”, en el marco del T-MEC y del Consenso de Monterrey.
En Acción Nacional estamos de acuerdo en que México debe honrar sus compromisos comerciales y proteger por encima de toda la soberanía y el tema de seguridad nacional.
Se nos presenta la forma, pero no coincidimos en el fondo.
Esta iniciativa llega en un momento crucial en el que debemos tomar una decisión fundamental. Brindar confianza a los inversionistas o seguir sembrando la incertidumbre jurídica.
Revisemos la realidad económica de nuestro país.
Cifras oficiales de la Secretaría de Economía muestran que en el 2025 captamos más de 40 mil millones de dólares de IED; pero el 67.7 % fue simple y sencillamente reinversión de utilidades, no fue nueva inversión fresca. Solamente el 18 % correspondió a estas nuevas inversiones.
Para el primer semestre del 2026, de los casi 35 mil millones de dólares reportados, el 88.5 % fue reinversión y apenas un escaso 7.8 fueron capitales nuevos, frescos.
Sumadas encuestas de expectativa del Banco de México, de agosto de 2026, el 49 % de los especialistas consideró que era un mal momento para invertir; y el 51 % de ellos no estaba seguro.
La señal es clara. Las empresas ya instaladas se van a quedar, pero el nuevo capital muestra profunda cautela antes de ingresar inversiones a nuestro país.
Frente a esta incertidumbre la propuesta incurre en una grave contradicción presupuestal también.
Mientras se le imponen nuevas atribuciones de escrutinio a la autoridad, el proyecto de presupuesto del 2027 recorta severamente los recursos a las áreas operativas.
¿Y a qué me refiero?
El Programa de Atracción de Inversión sufre un recorte del 28.7 nominal, equivalente a más del 31 % real.
Peor aún, la Dirección General de Inversión Extranjera, la unidad administrativa que debe procesar este nuevo régimen sufre un recorte del 13.2 nominal y un 16.5 real.
A esto se suma la incorporación de las Fuerzas Armadas.
Desde Acción Nacional siempre lo hemos dicho de manera muy clara, nuestro respeto, admiración y reconocimiento al Ejército y a la Marina.
Reconocemos que el cuidado de la seguridad nacional y en las inversiones requiere un proceso y un procedimiento extraordinario, pero incluirlas con voz y voto en las tareas ordinarias de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras, un órgano de naturaleza civil y económica, no militarizado, no contribuye a traer capitales.
Estamos de acuerdo en que participen en aquellas reuniones que tienen que ver contra la soberanía y la seguridad nacional con voz, pero sin voto cuando así lo amerite.
Tampoco genera certidumbre que se promueva el proceso como un catálogo acotado a ciertos sectores, cuando se faculta a la comisión para ampliar discrecionalmente la lista mediante resoluciones generales que legalmente ni siquiera tiene la obligación explícita de publicarse en el Diario Oficial de la Federación.
Aunado a la falta de claridad en los supuestos de riesgo y amenaza, el proyecto responde al transcurso del tiempo remitiendo a la Ley Federal de Procedimiento Administrativo para aplicar la negativa ficta.
Se reduce el término de 60 a 45 días, pero también si el gobierno no responde en esos 45 días, es la negativa ficta. Perdieron todo este tiempo las empresas haciendo su solicitud de inversión.
La respuesta indudablemente al inversionista será el silencio y el paso de tiempo.
Ya ni hablemos de la acción de desinversión.
Si verdaderamente queremos que nuestro país crezca, requerimos algo fundamental, que se genere confianza para invertir.
Requerimos más educación técnica, sobre todo de calidad, más capacitación laboral continua en habilidades.
Educación dual.
Que el alumno estudie y trabaje a la vez.
Infraestructura logística.
Carreteras, predios, puertos modernos.
Seguridad.
Un buen clima laboral.
Y, lo más importante, certeza jurídica.
Si no hay estas condiciones, compañeras y compañeros, hay que decirlo, no se va a dar.
Hay buenos propósitos, hay buenos proyectos, el Plan México, los pueblos de desarrollo quieren consolidarse y no convertirse también en elefantes blancos.
Todos queremos empleos, desarrollo económico, inversión.
Queremos que le vaya bien a México, porque si le va bien a México no va bien a todos.
Pero sin esas condiciones será difícil verlo en el corto y mediano plazo.
Se requieren recursos frescos y con este tipo de reformas no lo estamos atrayendo.
No es porque lo digamos nosotros, lo demuestran los datos duros.
No hemos logrado llegar ni siquiera al 1 % de crecimiento en los últimos ocho años.
En pocas palabras.
Nuestra economía está estancada, amigas y amigos.
Ante lo expuesto y con el ánimo de fortalecer el proyecto y cumplir los compromisos comerciales, es por lo que estamos presentando reservas, sobre todo para que las Fuerzas Armadas, insisto, participen de manera extraordinaria en las reuniones de la comisión con voz, pero sin voto.
Sin embargo, al mantenerse un dictamen que genere incertidumbre, que debilite a las instituciones civiles y asfixie operativamente a la inversión, el grupo parlamentario de Acción Nacional votará en contra.
Es cuanto, señor presidente.
Muchas gracias.
(Aplausos)El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Márquez.
Corresponde ahora el uso de la palabra a la senadora Octavio Hernández Farret, de Morena, para fijar la posición de su partido.
Hasta por cinco minutos.
La Senadora Octavia Hernández Farret: (Habló en su lengua originaria)
Con el permiso de la presidencia.
Compañeros y compañeras senadores:
Las personas mexicanas que viven en el exterior mantienen un vínculo permanente con nuestro país.
Un vínculo que no solamente se expresa en el afecto hacia sus familias y comunidades, sino también el esfuerzo, el ahorro y el patrimonio que construyen durante años y que, en muchas ocasiones, desean poner nuevamente al servicio de México.
Para nuestras comunidades migrantes invertir en México puede significar mucho más que colocar un capital.
Puede significar construir un patrimonio, apoyar a sus familias, emprender un negocio, generar empleos y abrir nuevas oportunidades a las comunidades de donde son originarias.
Por eso, la certeza jurídica representa un beneficio concreto a través de la presente reforma que ha construido un patrimonio en el exterior y desea invertir en México.
Podrá conocer con mayor certeza las reglas aplicables, las operaciones que requieren una inversión especial, las autoridades responsables y las posibles determinaciones en la materia.
Esto reduce la incertidumbre y facilita que las personas migrantes tomen decisiones de inversiones con mayor información y confianza.
La certeza jurídica que genera esta reforma también puede convertirse en un incentivo para que más personas mexicanas en el exterior consideren invertir en nuestro país.
Cuando las reglas son claras y con procedimientos, y están definidos, resulta más sencillo trasladar una parte del patrimonio construido con años de trabajo y sacrificio en proyectos productivos para México.
Esto importa porque la inversión de nuestras comunidades puede convertirse en nuevos negocios, empleos, infraestructura y oportunidades para las comunidades de donde son originarios.
Esta inversión coincide con los esfuerzos que impulsa el gobierno de México.
El Programa Sectorial de Relaciones Exteriores 2025-2030 contempla acciones para impulsar emprendimiento de personas migrantes y fortalecer los vínculos económicos entre connacionales y personas productoras de México.La reforma también fortalece al Instituto de las Mexicanas y Mexicanos en el Exterior, al brindar un marco institucional más sólido para acompañar y orientar a nuestras comunidades migrantes en sus decisiones de inversión y emprendimiento en México.
Porque no basta con promover que nuestras comunidades inviertan en México, también debemos de garantizar que cuando decidan hacerlo encuentren reglas claras, autoridades definidas y procedimientos que les permita conocer con anticipación las condiciones aplicables a su inversión.
Además, el nuevo mecanismo de revisión de inversión extranjeras propuesto en el presente dictamen distingue entre las operaciones ordinarias y aquellas que, por sus características, requieren una nueva revisión especial.
Esto permite que las personas migrantes conozcan con mayor claridad cuándo una inversión puede estar sujeta a un procedimiento específico y qué alternativas contempla la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras para facilitar su atención, brindar mayor certeza sobre los requisitos aplicables.
Así, el patrimonio construido con las personas migrantes puede encontrar en México mayor certeza para convertirse en inversión productiva.
No se trata solamente de que el dinero regrese al país, se trata de que el esfuerzo de aquellos que migraron se pueda transformar en patrimonio, emprendimiento, empleo y desarrollo a las comunidades.
De esta manera, contribuyen con su trabajo, esfuerzo y compromiso de sostener a sus familias y contribuir con el bienestar del país.
Ahora, debemos generar también las condiciones, que puedan hacerlo mediante la inversión.
Fortalecer la certeza jurídica significa fortalecer los puentes económicos con nuestras comunidades migrantes y generar mejores condiciones de quienes sigan apostando por México.
De esta manera, damos la participación de la comunidad migrante desde el Senado de la República.
Y muchas gracias por escucharme.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.Está discusión en lo general el dictamen.
Al no haber oradoras ni oradores registrados, solicito a la Secretaría que dé lectura de los artículos reservados.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Informo a la Asamblea de las reservas presentadas.
Senador Miguel Márquez Márquez, del grupo parlamentario del PAN, artículos 23, 29, 30 Bis, dos propuestas; 30 Ter, dos propuestas; 30 Sexties; 38, dos propuestas; Tercero Transitorio; y la adición de los artículos 26 y Quinto Transitorio.
Senador Luis Donaldo Colosio Riojas, del grupo parlamentario Movimiento Ciudadano, artículos 23, 29, 30; el Título Sexto Bis y sus dos capítulos, con los artículos 30 Bis, 30 Ter, 30 Quáter, 30 Quinquies y 30 Sexties.
Senador Gabriel Elizondo Pérez, del grupo parlamentario del PRI, artículos 30 Bis y Segundo Transitorio.
Es cuanto, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Consulto si existe interés en reservar algún otro artículo del proyecto de decreto.
Al no haber más reservas de artículos, ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recogerse la votación nominal en lo general y de los artículos no reservados del proyecto de decreto.
Háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento para informar de la votación.
(Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: ¿Si algún senador o senadora falta de votar?
Sigue abierto el sistema.
Pregunto, ¿si falta alguna ciudadana senadora o senador por votar?
Sigue abierto el sistema.
¿Algún senador o senadora que falte por votar?
Sigue abierto el sistema.
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia…
Sigue abierto el sistema.
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia.
Ciérrese el sistema electrónico.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico se emitieron 65 votos a favor; 30 en contra y cero abstenciones.
Es todo.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, queda aprobado en lo general el proyecto de decreto. Asimismo, en lo particular lo no reservado.
Iniciamos con la presentación de las reservas.
Se concede la palabra, en primer término.
Pero la reserva del senador Miguel Márquez Márquez la presenta solo para consulta.
Adelante.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.(La Asamblea asiente)
Abstenciones.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
Ahora se concede el uso de la palabra el senador Luis Donaldo Colosio Riojas, de Movimiento Ciudadano, que ha reservado los artículos 23, 29, 30, el Título Sexto Bis y sus dos capítulos; con los artículos 30 Bis, 30 Ter, 30 Quater, 30 Quinquies y 30 Sexties.
Adelante, señor senador.
Hasta por cinco minutos.
El Senador Luis Donaldo Colosio Riojas: Gracias, presidente.
Compañeras y compañeros:
En Movimiento Ciudadano cuando hablamos de inversión hablamos de la gente que vive esa inversión, hablamos de una planta que abre donde no había nada y del primer empleo formal de un muchacho que no tenía otro remedio más que cruzar al otro lado del río para poder mantener a los suyos.
Hablamos de una empacadora que se instala junto a las huertas, y de la jornalera que por primera vez tiene seguro social y tiene un sueldo fijo, tiene una guardería para sus hijos.
Esa inversión la que levanta plantas y empacadoras y crea empleos es la que viene cayendo desde hace tiempo.
Las cifras actuales se sostienen con la reinversión de utilidades de las empresas que ya estaban aquí.
Y esa inversión nueva, que tanta falta nos hace, hoy le ponemos más candados.
Y me preocupa mucho la señal que le estamos mandando al exterior.
Voy al fondo, el dictamen exige una resolución favorable de la comisión, cuando una inversión extranjera quiera participar directa o indirectamente en más del 49 % de una empresa mexicana, cuyos activos rebasen cierto monto.
¿Cuál monto?
Ciertamente no está establecido en el dictamen, no lo dice la ley, no, ordena que la comisión lo publique después, hasta 180 días más tarde, y los sectores tampoco están definidos, porque la ley remata con una fracción que dice: “Las demás que la comisión determine”.
Ni el monto, ni los sectores están en la ley, la inversión necesita certeza jurídica y hoy le ofrecemos a esta comisión un cheque en blanco.
Pienso en quién trae capital y empleo, porque si la comisión no contesta a tiempo, su solicitud se entiende por denegada.
En el trámite normal, el silencio de la autoridad aprueba, en esta propuesta el silencio rechaza y si algo sale mal la ley lo obliga a desinvertir.
Cada una de esas piezas es una razón para llevarse ese dinero a otro país, a Costa Rica, a Vietnam, a donde las reglas se conozcan a tiempo.
Y con ese dinero, se va también el empleo que aquí no se creó.
Reconozco el papel de nuestras Fuerzas Armadas, la respeto, las valoro, y por eso mismo me preocupa de sobremanera lo que les estamos haciendo, porque año con año les cargamos tareas que no pidieron y ellas pagan el costo.
Según la Envipe de este año, una de cada 4 personas ya considera corrupta a la Marina, el año pasado era una de cada cinco.
En el Ejército la cifra ya subió a casi un 29 % de desconfianza, nunca desde que se mide esto había sido tan alta.
Cada institución tiene su lugar.
Si una inversión pone en riesgo la seguridad nacional, que se documente, caso por caso, en un dictamen, que lo demuestre y entonces sí, que entren las instituciones de seguridad pública con todo su peso.
Pero lo que hoy se vota sienta a la defensa, a la Marina con voz y voto para revisar por adelantado, todas las inversiones que rebasen ese monto que no conocemos.
Eso es simple y llanamente la militarización de la economía.
Y ya encarrerados, las comisiones agregaron algo que ni siquiera venía en la propuesta de la Presidenta, sentaron en la comisión con voz y voto a la Agencia de Transformación Digital y Telecomunicaciones.
Esa misma que ya carga con el gobierno digital, las telecomunicaciones, la protección de datos, le seguimos colgando sombreros una y otra vez a una sola oficina, es asesora, es Secretaría Técnica, es reguladora y ahora también es filtro de inversiones.
Y en el Transitorio Tercero advierte que no habrá un solo peso adicional para que esto funcione.
Es decir, le seguimos sumando tareas y poder, pero no les damos ni siquiera con qué.
Juntemos las piezas.
Esta comisión resuelve por mayoría de votos ya con la agencia, la integran 14 y una mayoría se integra con ocho.
Tres de esos votos quedan a manos de la Defensa, de la Marina, de la Secretaría de seguridad, tres votos militares y de seguridad para decir quién invierte en México y quién no.
Esta es la primera vez que las Fuerzas Armadas se sientan con voto en las decisiones de inversión del país.
Y así, decisión tras decisión seguimos dibujando un país que no le prometimos a nuestra gente.
Nuestro voto es en contra.
La seguridad nacional importa y merece un instrumento serio, con reglas claras y con las Fuerzas Armadas en donde hacen falta.
Este dictamen no es, no es tal cosa, lo que sí es, es un candado cuyo tamaño nadie conoce.
Hoy, en lugar de abrirles la puerta a quienes quieren apostar todo por nosotros, le ponemos enfrente una garita.
Movimiento Ciudadano apostará siempre por abrirle a México la puerta de su futuro.
Que le quede claro al país cuál fue nuestra posición y por qué.
Gracias, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Colosio.
Solicito la Secretaría, consulte a la Asamblea, consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si es de aceptarse a discusión la propuesta presentada.
Los que estén por la afirmativa, por favor, levanten la mano.
(La Asamblea no asiente)
Los que estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
Se concede ahora el uso de la palabra al senador Gabriel Elizondo Pérez, que ha presentado reserva al artículo 30 Bis y Segundo Transitorio.
El senador Elizondo, del Partido Revolucionario Institucional, hasta por cinco minutos.
El Senador Gabriel Elizondo Pérez: Con su venia, senador presidente.
Las y los senadores del PRI compartimos la idea de que la inversión extranjera es fundamental para el desarrollo de México.
Significa nuevas empresas, empleos formales y mejores oportunidades para miles de familias.
Por eso, atraer y conservar inversiones exige seguridad, infraestructura y, sobre todo, reglas claras y certeza jurídica.
Si hay una entidad que sabe lo que significa competir todos los días por nuevas inversiones es en mi estado, Coahuila, donde nuestro gobernador Manolo Jiménez ha construido un modelo de confianza y seguridad para mejores oportunidades.
Sabemos que las inversiones no llegan por casualidad, llegan donde hay mano de obra calificada, infraestructura, proveedores sólidos, certeza jurídica y gobiernos que hacen equipo con quienes generan empleo.
Precisamente por eso, cualquier reforma que cambie las reglas para invertir en México debe de revisarse con responsabilidad, porque podemos coincidir en la necesidad de proteger la seguridad nacional, pero la preocupación está en cómo pretende hacerlo y hasta dónde llegan las facultades que se están creando.
Por ejemplo, el nuevo artículo 30 Bis, exige autorización previa para ciertas adquisiciones extranjeras, superiores al 49 % en sectores estratégicos; sin embargo, la ley no fija el umbral económico que activará esa obligación.
Este monto quedará en manos de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras, por lo que hoy estaríamos aprobando una regla sin conocer con precisión qué empresas alcanzarán ni cuál será su verdadero impacto.
Esto no es un asunto menor.
Si el umbral se fija demasiado alto, el mecanismo se concentrará en operaciones realmente estratégicas.
Pero si se fija bajo, puede terminar alcanzando empresas medianas, proveedores y operaciones que hoy ni siquiera sabemos si estarán sujetos a esta revisión.
Para Coahuila y la frontera norte esta definición es relevante, nuestras economías están integradas a la cadena productiva de América del Norte, particularmente en sectores automotriz, energético y logística.
Por eso cualquier retraso o incertidumbre en una inversión no se queda únicamente en una empresa, puede recorrer toda la cadena productiva y sobre esto poner en riesgo empleos y nuevas oportunidades para nuestra gente.
Si nosotros no dejamos límites claros de esta ley aumenta el grado de incertidumbre para invertir.
México necesita más inversiones, más empleo, más tecnología, más desarrollo, pero también necesita que dentro de la seguridad nacional abran estos espacios, no a la incertidumbre o cargas que terminen frenando proyectos productivos.
Buena parte del crecimiento de Coahuila depende de que en México sigamos siendo un destino confiable para nuevas inversiones, expansiones y empleos de calidad.
Los coahuilenses sabemos que, para seguir para adelante, la confianza también se construye con reglas claras.
Es cuanto.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Elizondo.Solicito a la Secretaría consulte a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta económica.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si se admite a discusión la propuesta presentada.
Quienes estén a favor, levanten la mano.
(La Asamblea no asiente)
Gracias.
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Abstenciones.
No se admite a discusión, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: En consecuencia, el artículo reservado se mantiene en los términos del dictamen.
Una vez agotada la presentación de reservas, háganse los avisos a que se refiere el artículo 58 del Reglamento del Senado para informar de la votación.
Ábrase el sistema electrónico, por tres minutos, para recoger la votación nominal de los artículos 23, 29, 30, del Título Sexto Bis, con sus capítulos I y II, que comprenden los artículos 30 Bis, 30 Ter, 30 Quater, 30 Quinquies y 30 Sexties; así como de los artículos 38 y Transitorio Segundo y Tercero del proyecto de decreto, todo en términos del dictamen.
(Se abre el sistema electrónico de votación)
(Se recoge la votación)La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: ¿Pregunto a la Asamblea si existe algún senador o senadora que falte por votar?
Sigue abierto el sistema.
¿Algún senador o senadora por votar?
Una vez que ha transcurrido el tiempo indicado por la presidencia, ciérrese el sistema electrónico de votación.
Señor presidente, conforme al registro en el sistema electrónico, se emitieron 65 votos a favor; 28 en contra y cero abstenciones.
Es cuanto.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, secretaria senadora.
En consecuencia, quedan aprobados los artículos 23, 29, 30, el título sexto Bis, con sus capítulos I y II que comprenden los artículos 30 Bis, 30 Ter, 30 Quáter, 30 Quinquies y 30 Sexties, así como los artículos 38 y Transitorio Tercero del proyecto de decreto, todo en los términos del dictamen.
Está aprobado en lo general y en lo particular el proyecto de decreto por el que se reforman, adicionan y derogan diversas disposiciones de la Ley de Inversión Extranjera, en materia de integración de la Comisión Nacional de Inversiones Extranjeras.
Se remite a la Cámara de Diputados para los efectos del artículo 72 constitucional.
Honorable Asamblea:
Hago de su conocimiento que recibimos un acuerdo que suscriben las personas integrantes de la Junta de Coordinación Política por el que se establece el calendario y formato para llevar a cabo las comparecencias de las y los secretarios de Estado con motivo del Análisis del Segundo Informe de Gobierno de la Presidenta de los Estados Unidos Mexicanos, doctora Claudia Sheinbaum Pardo.
Consulte la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se incorpore a la agenda de este día para su trámite.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si autoriza que se integre al Orden del Día de hoy el acuerdo referido por la presidencia.
Quienes estén por la afirmativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén por la negativa, favor de levantar la mano.
(La Asamblea no asiente)
Abstenciones.
Sí se autoriza su incorporación, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: El acuerdo está a su disposición en el monitor de sus escaños y así se hace de su conocimiento.
Está a discusión el acuerdo.
En virtud de no haber personas oradoras registradas, consulte la Secretaría a la Asamblea, en votación económica, si es de aprobarse el acuerdo presentado.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Consulto a la Asamblea, en votación económica, si es de aprobarse el acuerdo.
Quienes estén porque se apruebe, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes estén porque no se apruebe, favor de levantar la mano.
(La Asamblea asiente)
Quienes se abstengan.
Aprobado el acuerdo, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Aprobado el acuerdo por el que se establece el calendario y formato para llevar a cabo las comparecencias de las y los secretarios de Estado con motivo del Análisis del Segundo Informe de Gobierno de la Presidenta de los Estados Unidos Mexicanos, doctora Claudia Sheinbaum Pardo.
Comuníquese.
Publíquese en la Gaceta para su máxima difusión.
Continuando con otro tema, informo a la Asamblea que tenemos el registro de personas senadoras para referirse a temas diversos, por un tiempo de dos minutos cada una de ellas.
En consecuencia, para hablar del 2 de octubre, se concede el uso de la palabra a la senadora Lilia Margarita Valdez Martínez, de Morena, hasta por dos minutos, por el amor de Dios.
La Senadora Lilia Margarita Valdez Martínez: Muchísimas gracias, senador presidente.
El 2 de octubre del 68, ni perdón ni mucho menos olvido.
Y celebro, agradezco el honor de hacer uso de la palabra, y que afortunadamente no hay nadie del lado de la derecha, afortunadamente el mensaje es para senadoras y senadores progresistas, que entienden lo que es recordar el 2 de octubre, porque acá siempre hay que estarles explicando, porque luego se vienen en contra.
El 2 de octubre del 68 cimbró a este país, el 2 de octubre del 68 es un parteaguas en donde se recuerda toda la tragedia, todo el sometimiento de un país durante décadas y décadas, y que se logró que le juventud despertara, apretar el puño y siguiera adelante.Pero lo más importante que es que quiero que recordemos, amigas y amigos, senadoras y senadores, que el 2 de octubre nos está recordando que hubo un México de represión y que actualmente, gracias a la cuarta transformación, es un México libre, es un México que no reprime, es un México que no saca a las Fuerzas Armadas para asesinar a sus jóvenes, es un México en el cual en su Senado se permite hablar y decir lo que se quiera, lo que se le salga del corazón a la derecha y nadie los va a reprimir.
Es un compromiso del México de la cuarta transformación que no se va a reprimir a nadie, diga lo que diga, haga lo que haga, o, aunque no estén.
Gracias, amigos y amigas.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Para hablar del mismo tema 2 de octubre, se concede el uso de la palabra a la senadora Beatriz Silvia Robles Gutiérrez, de Morena, hasta por dos minutos.
La Senadora Beatriz Silvia Robles Gutiérrez: Con su venia, presidente.
Hoy recordamos el 2 de octubre, pero recordamos principalmente a una generación de jóvenes que salió a las calles para exigir libertades, democracia, participación y respeto a sus derechos.
Y venimos a acompañar a las víctimas, a sus familias y a quienes durante décadas mantuvieron viva la exigencia de la verdad y la justicia.
En Tlatelolco el Estado respondió con violencia a una movilización social, hubo personas asesinadas, heridas, detenidas y perseguidas, y durante décadas una parte de la verdad permaneció bajo el silencio institucional. Ahí sí hubo desaparición forzada, ahí sí el Estado era el que violaba nuestros derechos.Por eso, recordar el 2 de octubre también significa decir con claridad que no podemos ser cómplices del silencio ni tapaderas de la violencia ejercida desde el poder. Las instituciones no están para encubrir sus errores ni para proteger abusos de autoridad.
En 2024 el Estado mexicano reconoció oficialmente la matanza del 2 de octubre, que constituyó un crimen de lesa humanidad y ofreció una disculpa pública a las víctimas, sus familias y a la sociedad mexicana. Ese reconocimiento representa un paso fundamental, porque la memoria también es una responsabilidad del Estado.
Por eso, como legisladora velaré porque la historia de Tlatelolco no vuelva a repetirse, para que la protesta social sea escuchada y no reprimida, para que las juventudes puedan expresarse libremente y para que el Estado sea siempre garante de derechos, nunca instrumento de violencia contra su propio pueblo.
Hoy honramos a quienes perdieron la vida, a quienes sobrevivieron, y a quienes durante 58 años se negaron a olvidar.
Recordamos para no encubrir.
Recordamos para no repetir.
2 de octubre, Tlatelolco, ¡no se olvida!
Gracias.
Es cuanto.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora.Ahora la senadora Juanita Guerra Mena, del Partido Verde Ecologista de México, para hablar del natalicio de José María Morelos y Pavón, hasta por dos minutos.
Adelante, senadora.
Permítame.
El micrófono.
La Senadora Cleotilde Molina López: (Desde su escaño) Con la sangre del pueblo mexicano, de niños, de mujeres, de estudiantes.
Es más largo, pero le prometo que alguna vez a lo mejor lo podemos completar, le gusta mucho.
Gracias por su atención, en verdad.
Y me conmueve mucho, porque yo vi a los estudiantes cómo marchaban, cómo los estudiantes estaban siempre buscando mejores condiciones de vida para los mexicanos.
Ya no le quiero decir, porque yo sé que me van a llamar la atención.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Molina López.
Muchas gracias, por sus palabras.
Adelante, senadora Guerra.
La Senadora Juanita Guerra Mena: Con su venia, presidente.
Y antes de hacer una mención de dos minutos, quisiera pedirle a usted como presidente de la Mesa Directiva de este honorable Congreso de la Cámara de Senadores.
Que se haga la conmemoración del natalicio de mi generalísimo don José María Morelos y Pavón si es posible el próximo año en una sesión que sea dedicada a este gran hombre y héroe a la patria.
José María Morelos y Pavón, nacido en Morelia, Valladolid, en 1765, a 261 años que se sigue conmemorando a este cura de hombre de valor, pero también un hombre con ideales muy marcados que cimbró en la Independencia, que rompió el sitio en 1812, 72 días que estuvo dando creación a los sentimientos de la nación.
Esos sentimientos de la nación que se encuentran plasmados en nuestra Carta Magna, en la Constitución Política de los Estados Unidos Mexicanos.
Honrar la memoria de mi general Morelos es trabajar día con día en beneficio creando leyes que aporten en beneficio de la nación y de la patria.
Morelos se caracterizó por ser un hombre de valores, se caracterizó por ser un estratega militar, sobre todo, por crear esto que es parte del estrado mexicano y que se divide en los tres poderes. El Poder Ejecutivo, el Poder Judicial y el Poder Legislativo.
Y como él lo mencionaba, el supremo poder legislativo es quien está representado de forma democrática por el pueblo.
Porque el pueblo de él se emana la soberanía, el del pueblo emana lo que es la patria y el sentir de la nación.
Honrar la memoria de mi general José María Morelos es trabajar día con día por la heroica histórica ciudad de Cuautla.
Honrar la memoria de mi general Morelos es trabajar día con día por los 36 municipios del estado de Morelos.
Honrar la memoria de mi general Morelos es trabajar día con día por la Federación, por las 32 entidades.
Y decirles a todas y a todos ustedes que seguiremos honrando su memoria legislando en favor de las y los mexicanos.
¡Viva mi general José María Morelos y Pavón!
¡Viva Morelos!
¡Viva México!
Es por la patria.
Es cuanto, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Juanita Guerra.
Ahora se le concede el uso de la palabra al senador Luis Reyes Zavala, de Morena, para hablar del natalicio de don José María Morelos y Pavón, hasta por dos minutos.
El Senador Luis Reyes Zavala: Con su permiso, presidente.
Compañeras y compañeros:
Nos reunimos hoy para honrar la memoria de uno de los gigantes de nuestra historia, una figura cuya luz no pertenece únicamente a los libros del pasado, sino a las luchas y principios del presente.
Don José María Morelos y Pavón, el “Siervo de la Nación”, conmemorar el 261 aniversario del natalicio de Morelos no es un mero acto protocolario, es un ejercicio de memoria patriótica y un llamado a la consciencia nacional; en él convergieron el genio militar del estratega que con pocos recursos puso en jaque al imperio más poderoso de su época y la visión brillante del estadista que entendió que las armas solas no hacen patria si no están respaldadas por instituciones, justicia, leyes y pueblos soberanos.
En los Sentimientos de la Nación y en la Constitución de Apatzingán de 1814, trazo los planos del Estado mexicano, declaró la soberanía absoluta, proclamó la igualdad, moderó la opulencia y la indigencia y asumió con humildad el servicio público y el amor a la patria, rechazando cualquier título nobiliario para autodenominarse sencillamente el Siervo de la Nación.
Senadoras y senadores:
Hoy, cuando el contexto internacional nos plantea presiones e intentos de injerencia por parte de potencias extranjeras que amenazan con intervenir en los asuntos políticos y de seguridad propias de nuestra patria, la voz del rayo del sur resuena como una fuerza renovada.
México es un país libre, soberano e independiente.
La soberanía nacional no se negocia ni se vende, la patria se ama y se defiende.
Defender la soberanía del siglo XXI significa, entonces reafirmar el principio de autodeterminación de los pueblos frente a cualquier pretensión imperial, significa defender la dignidad de la clase trabajadora y defender la libertad económica y política de la República.
Hoy, al conmemorar el natalicio de José María Morelos, renovamos nuestro compromiso con la patria, que la acción de Morelos nos mantenga firmes, unidos y dignos frente a cualquier amenaza o tentación extranjera.
Que cuando el viento de la injerencia extranjera pretenda doblegar los destinos de la patria, sepamos responder con el mismo espíritu indomable del autor de los sentimientos de la nación.
Señalando al mundo entero que México es libre, soberano y pertenece única y exclusivamente a las y a los mexicanos.
¡Viva don José María Moles y Pavón!
¡Viva la Independencia Nacional!
¡Viva la soberanía del pueblo mexicano!
¡Viva México!
Gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senador Reyes.
Los senadores Víctor Mercado Salgado y la senadora Reyna Celeste Ascencio Ortega, solicitan que su intervención de dos minutos se integre al Diario de los Debates, que tiene que ver con el natalicio de José María Morelos y Pavón.
Ahora se concede el uso de la palabra a la senadora Edith López Hernández, de Morena, para hablar del maíz, hasta por dos minutos.
La senadora Edith López Hernández: (Habló en su lengua originaria)
Con su venia, presidente.
Ayer, 29 de septiembre conmemoramos el Día Nacional del Maíz.
Y hoy quiero reconocer, quienes han hecho posible que el maíz siga vivo, los pueblos indígenas y las familias campesinas de México.
Nuestro país es cuna del maíz.Hace miles de años los pueblos originarios domesticaron esta planta y generación tras generación fueron cuidando, seleccionando y adaptando lo que fueron cuidando y adaptando a cada montaña y cada valle, y a cada clima.
Que hoy existen 64 razas y miles de variantes de maíces nativos.
Esa diversidad no es obra de casualidad, es conocimiento, trabajo y memoria de nuestros pueblos.
Para las comunidades indígenas, el maíz es mucho más que un cultivo, la milpa se aprende a convivir también con la tierra, se comparte el trabajo, se celebran las fiestas y se transmite la lengua materna.
Cuidar el maíz es cuidar una forma de vida.
Y ese cuidado las mujeres indígenas y campesinas tienen un papel fundamental, son ellas quienes muchas veces seleccionan y guardan las semillas un año para el siguiente.
Quienes transforman el maíz en tortilla, en atole, en tamal y en todo lo exquisito que se degusta.
Y quienes enseñan a hijas e hijos el valor de lo que se siembra.
Reconocer el maíz es también reconocer su trabajo.
Sin embargo, esta riqueza enfrenta riesgos, la migración, el envejecimiento de quienes trabajan la tierra, los efectos del cambio climático y la sustitución de semillas nativas por otras que ponen en peligro las variedades.
Cada vez vamos perdiendo, no pueden recuperarse, cada semilla que deja de sembrarse es un conocimiento que se apaga.
Hoy la Constitución en su artículo 4 reconoce al maíz como elemento de identidad nacional y base de nuestra existencia de los pueblos indígenas y afromexicanos.
Contamos una ley para su fomento y protección. El reto que tenemos es que esta protección llegue a las parcelas y a las semillas de las familias que guardan los conocimientos que las acompañan.
En este camino la consulta que se realiza hoy, la propuesta de la Ley General de los Derechos de los Pueblos Indígenas y Afromexicanos es una oportunidad para que sean ellos mismos quienes digan cómo se protegen sus semillas, sus sistemas alimentarios y sus saberes que nos acompañan.
Precisamente ayer, en el marco de los trabajos de la Comisión de los Pueblos Indígenas y Afromexicanos en el Senado, la conferencia, conocemos los maíces nativos de Campeche, donde se compartieron los resultados de más de diez años de investigación en la zona maya, que concluyó con una ceremonia de Milpa, espacio con eso nos recuerda que la ciencia y los saberes de los caminos, de los pueblos caminan juntos.
Honremos el maíz honrando a quienes lo siembran.
Porque el maíz es la raíz y sin maíz no hay país.
Es cuanto.
También quiero agregar que no sólo sembramos el maíz, también es una aportación de identidad cultural como lo vemos en esta pieza de ropa del municipio de Carranza, del estado de Chiapas, y vemos aquí cómo se almacena el maíz y el maíz en la lengua materna de Campeche.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Edith López Hernández.
Ahora corresponde el turno a la senadora María del Rocío Corona Nakamura, del Partido Verde Ecologista de México, para hablar sobre la restricción de teléfonos en escuelas, hasta por dos minutos.
La Senadora María del Rocío Corona Nakamura: Con su venia, presidente.
Aplaudimos la decisión de nuestra Presidenta Claudia Sheinbaum Pardo, en la restricción del uso de teléfonos celulares en escuelas.
Las redes sociales no pueden adueñarse del tiempo que nuestras niñas y niños necesitan para aprender.
Permitir que los mensajes y los vídeos interrumpan las clases tiene un costo, atención que se pierde y explicaciones que dejan de escucharse.
Por eso, respaldo la decisión de nuestra Presidenta, de restringir el uso de celulares en primarias y secundarias.
La Secretaría de Educación Pública anunció su aplicación a partir del 3 de noviembre durante las clases y los recesos con excepciones para emergencias y necesidades particulares de los estudiantes.
Hay datos que debemos atender.
En PISA 2025, el 37 % de los estudiantes de 15 años evaluados en México señaló que sus compañeros se distraían con dispositivos digitales durante la mayoría o la totalidad de las clases de ciencias.
Es una interrupción frecuente en un espacio que debe favorecer la concentración.
El 81 % de los docentes, de los maestros consultados por la SEP, se manifestó a favor de regular el uso de celulares en las escuelas.
Escuchar al magisterio implica respetarlo con reglas claras y con la participación de las familias.
Aprender exige atención.
Comprender un texto, resolver un problema o escuchar a un compañero requiere de tiempo sin interrupciones.
Desde el Partido Verde acompañamos esta decisión del gobierno de México, respaldamos que las escuelas protejan el tiempo de aprendizaje y fortalezcan la convivencia.
Esa tarea debe continuar en casa con límites al uso del celular y con adultos dispuestos a cumplirlos también.
Convoco a las madres, los padres y las autoridades educativas a sostener este esfuerzo, junto con los maestros durante la jornada escolar.
La prioridad debe ser aprender y convivir. El celular puede esperar.
La educación de nuestras niñas y niños exige de toda nuestra atención ahora.
Es cuanto.
Muchas gracias.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora Corona Nakamura.
Del senador José Manuel Cruz Castellanos, su reserva, pide que se integre al Diario de los Debates, que se refería al Día Internacional de las Personas con Edad.
Por último, en este tipo de intervenciones, se concede el uso de la palabra a la senadora Cynthia Iliana López Castro, de Morena, para hablar en defensa de la Casa de Cultura Alfonso Reyes, que busca ser privatizada, hasta por dos minutos.
La Senadora Cynthia Iliana López Castro: Gracias, presidente.
Al ser senadora de la Ciudad de México, mi trabajo es estar en la calle con los vecinos y recogiendo las peticiones de cada uno de ellos.
Hoy quiero decirles a los vecinos de la colonia Vista Alegre, en la alcaldía Cuauhtémoc, que ahí traigo sus peticiones.
Y desde aquí, desde el Senado de la República, haremos un exhorto y vamos a hacer, además, una investigación exhaustiva, porque quien mal gobierna esta alcaldía busca privatizar la Casa de Cultura Alfonso Reyes.
Se la dio a una fundación del doctor Simi y le quitó a todas las y los vecinos de la alcaldía, la posibilidad de tener esta casa de cultura tan importante que es para todos los vecinos de la Cuauhtémoc.
Quiero decirles a todos los vecinos que nos ven por las redes sociales que aquí traigo sus peticiones y que vamos a dar la lucha para reabrir esa casa de cultura que fue privatizada por esta alcaldesa, que ni siquiera vive en esta alcaldía y por eso no le importa.
¿A quién le consultó?
¿A cambio de qué?
¿Cuánto le pagaron?
¿Qué favores le hicieron?
Cómo se atreve a privatizar la cultura.
Desde aquí, desde el Senado de la República, con el apoyo de mis compañeros senadores de Morena, me quiero comprometer con todos los vecinos que nos están viendo en el Canal del Congreso y decirles vamos a rescatar esa casa de cultura, porque la cultura no se privatiza.
Y vamos a rescatar porque sólo entre vecinos vamos a rescatar la cultura de nuestra alcaldía.
Gracias, presidente.
(Aplausos)
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias, senadora López Castro.
Dé cuenta la Secretaría de las comunicaciones que recibimos en el transcurso de la tarde e informe el trámite que se ha asignado a cada una.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Doy cuenta.
Recibimos comunicaciones del senador Juan Carlos Loera De la Rosa y la senadora Karina Isabel Ruiz Ruiz, ambos del grupo parlamentario de Morena, con las que informan de sus respectivas reincorporaciones a sus actividades legislativas a partir de mañana, 1 de octubre.
La Asamblea queda enterada.
Y se comunicará a sus suplentes, el senador Luis Mario Baeza Cano y la senadora Octavia Fernández Farret, respectivamente, y a las secretarías generales.
También recibimos un oficio de la Secretaría de Hacienda y Crédito Público con el que envía información relativa a la evolución de las finanzas públicas, incluyendo los requerimientos financieros del sector público y su saldo histórico, los montos de endeudamiento interno neto, el canje o refinanciamiento de obligaciones del Erario Federal, en los términos de la Ley Federal de Deuda Pública, y el costo total de las emisiones de deuda interna y externa correspondientes al mes de agosto de 2026.
Asimismo, informa sobre la recaudación federal participable que sirvió de base para el cálculo del pago de las participaciones a las entidades federativas, así como el pago de las mismas, desagregada por tipo de fondo de acuerdo con lo establecido en la Ley de Coordinación Fiscal y por entidad federativa, efectuando en ambos casos la comparación correspondiente con el mes de agosto de 2025, proporciona la información sobre la evolución de la recaudación para el mes de agosto de 2026.
Esta documentación se remitirá a la Comisión de Hacienda y Crédito Público.
Es todo, señor presidente.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Esta presidencia ratifica los trámites que ha leído la Secretaría.
Continúe la Secretaría.
La Secretaria Senadora Claudia Tello Espinosa: Se han agotado los asuntos de la agenda, señor presidente.
Es todo.
El Presidente Senador Higinio Martínez Miranda: Gracias.
Se cita a la siguiente sesión ordinaria el próximo martes 6 de octubre, a las 11:00 de la mañana.
Conforme al acuerdo aprobado, ese día, les recuerdo, recibiremos la comparecencia del secretario de Hacienda y Crédito Público.
Se levanta la sesión.
Muchas gracias.
Se levantó la sesión a las 17:09 horas.
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🧿𝑳𝒂 𝑺𝒊𝒓𝒂𝒄𝒖𝒔𝒊𝒂, 𝒆𝒍 𝒃𝒂𝒓𝒄𝒐 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒔𝒊𝒃𝒍𝒆 🧿
Quisieron construir un barco y acabaron levantando algo que ni siquiera sabían dónde meter.
En la Siracusa del siglo III a.C., Hierón II ordenó construir una nave descomunal.
No una grande.
Una absurda para su época.
La Siracusia.
Detrás estaban nombres que ya dicen mucho: Arquímedes en la parte técnica y Arquías de Corinto en la ejecución.
Y lo que salió de ahí no fue un barco normal.
Fue otra cosa.Las cifras bailan según las fuentes antiguas, pero hay consenso en lo importante: era una de las naves más grandes jamás construidas en la Antigüedad.
Tan grande que ni siquiera los puertos de Sicilia podían manejarla con comodidad.
Ahí ya empezaba el problema.Pero lo realmente llamativo no era solo el tamaño.
Era lo que llevaba dentro.La Siracusia no era una nave.
Era un escaparate flotante.
Tenía camarotes para gente importante, biblioteca, gimnasio, baños, jardines en cubierta y hasta un templo dedicado a Afrodita.
Los suelos estaban decorados con mosaicos de la Ilíada.
No era solo viajar.
Era enseñar poder, cultura y dinero en movimiento.Y luego estaba la parte práctica… o lo que ellos entendían por práctica.
Podía transportar alrededor de 2.000 personas entre tripulación, soldados y pasajeros.
Además, cargaba unas 600 toneladas de grano, miles de tinajas de pescado en salazón y mercancías de todo tipo.
Era medio transporte, medio fortaleza, medio capricho real.Porque sí, también era un monstruo militar.
Llevaba torres defensivas, artillería y catapultas capaces de lanzar piedras de unos 80 kilos a casi 200 metros.
Acercarse a eso no era buena idea.
Era literalmente un palacio que podía devolverte un proyectil en la cara.Pero lo mejor viene con los problemas.
Cuando tocó botarla, no había manera.
Era demasiado pesada.
Los métodos normales no funcionaban.
Y ahí entra Arquímedes haciendo de Arquímedes: con poleas compuestas y un sistema de polipastos, consiguió que el propio Hierón moviera la mole con un esfuerzo mínimo.
Una demostración práctica de física… con un barco gigantesco como ejemplo.Luego está el tema del agua.
Un casco tan grande filtraba sí o sí.
¿Solución?
El famoso tornillo de Arquímedes instalado dentro.
No es un tornillo como los de metal que tenemos en casa.
Es un cilindro hueco con una espiral dentro.
Se coloca inclinado, con una parte metida en el agua acumulada del casco.
Cuando alguien lo hace girar, la espiral “atrapa” el agua y la va empujando hacia arriba, paso a paso, hasta sacarla fuera del barco.Sin cubos, sin cadenas humanas, sin esfuerzo descontrolado.
Solo girar.Lo impresionante es que, según las fuentes antiguas, una sola persona podía encargarse de achicar el agua de toda la nave usando este sistema.
En barcos mucho más pequeños hacían falta varios hombres trabajando sin parar.
Aquí, con una máquina relativamente simple, reducías el trabajo a uno solo.No es solo ingeniería.
Es eficiencia en estado puro.Y además tiene algo muy de su época: no es una solución elegante para lucirse, es una solución práctica para que algo enorme no se venga abajo por un problema básico.
No era magia, pero casi.Y sí, tenía jardín.
De verdad.No macetas decorativas.
Parrales, árboles frutales plantados en barriles llenos de tierra.
Para regarlos, un sistema de tuberías de plomo llevaba agua desde depósitos internos.
Básicamente, un sistema de riego en mitad del mar.
Todo muy lógico… dentro de lo ilógico que era el conjunto.También había baños con agua caliente.
Tinas de bronce, lavabo de mármol… algo muy cercano a un spa flotante.
No era solo viajar.
Era vivir bien mientras navegabas.Y aun con todo eso, había un problema que no podían esquivar.
El barco no encajaba en ningún sitio.
Era demasiado grande, demasiado caro de mantener y demasiado complicado de operar.
Siracusa no podía sacarle partido real.
Así que Hierón hizo lo que hacen muchos cuando algo les queda grande: convertirlo en regalo.La envió a Egipto, a Ptolomeo III, donde fue rebautizada como Alejandría.
Un gesto político perfecto: quedas como generoso, te quitas el problema y encima refuerzas relaciones.¿Y el final?
Irónico.
Una vez en Alejandría, la nave acabó fuera del agua gran parte del tiempo.
Demasiado costosa, demasiado incómoda.
Más monumento que barco.Al final, la Siracusia no fue importante por lo que hizo, sino por lo que representó.
No era eficiente.
No era práctica.
Pero demostraba hasta dónde podían llegar.
Era una declaración de poder, de ingenio y también de exceso.
Una de esas obras que no nacen porque sean necesarias, sino porque alguien quiere demostrar que puede hacerlas.Y eso, hace más de dos mil años, ya lo tenían claro.
/𝐿𝑎 𝑆𝑖𝑟𝑎𝑐𝑢𝑠𝑖𝑎 𝑛𝑜 𝑡𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑖𝑚𝑎́𝑔𝑒𝑛𝑒𝑠 𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒𝑠 𝑛𝑖 𝑚𝑢́𝑙𝑡𝑖𝑝𝑙𝑒𝑠 𝑟𝑒𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑐𝑖𝑜𝑛𝑒𝑠 𝑎𝑛𝑡𝑖𝑔𝑢𝑎𝑠.
𝑇𝑜𝑑𝑜 𝑙𝑜 𝑣𝑖𝑠𝑢𝑎𝑙 𝑞𝑢𝑒 𝑒𝑥𝑖𝑠𝑡𝑒 𝘩𝑜𝑦 𝑒𝑠 𝑟𝑒𝑐𝑜𝑛𝑠𝑡𝑟𝑢𝑐𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑟𝑛𝑎 𝑏𝑎𝑠𝑎𝑑𝑎 𝑒𝑛 𝑑𝑒𝑠𝑐𝑟𝑖𝑝𝑐𝑖𝑜𝑛𝑒𝑠 𝑙𝑖𝑡𝑒𝑟𝑎𝑟𝑖𝑎𝑠 𝑑𝑒 𝐴𝑡𝑒𝑛𝑒𝑜./▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣
https://www.youtube.com/watch?v=I0R5qxYpHjM ➡️ 𝐷𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙
#historia #siracusa #arquimedes #greciaantigua #curiosidadeshistoricas #historiareal
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un smartphone sous Linux ?
Salut, bande de suiveuses ! 😘
Je vais vous parler de ma courte expérience avec un smartphone sous Linux. Car, oui, ça commence à exister. Je vais donc parler du Jolla Phone 2026. Je vous laisse chercher les infos sur ses caractéristiques techniques et ses prix de vente.
Bien conscientℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 que les moyens de communication ont été confiés aux USA avec l’hégémonie Microsoft/Apple sur PC et Google/Apple sur smartphones, et voyant l’instabilité de l’actuel locataire de la Maison-Blanche qui pourrait nous en priver lors d’un de ses caprices, je me suis intéresséℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 au projet de Jolla de sortir le Jolla Phone 2026, un smartphone tournant avec un OS dérivé de Linux, à savoir Sailfish OS. J’ai donc précommandé le smartphone en décembre 2025 en espérant avoir un smartphone fonctionnel avec des applis de base comme la cartographie, les messageries, le navigateur internet, des lecteurs multimédia et des applis bancaires permettant de payer par NFC. J’ai reçu mon smartphone en septembre 2026.
J’ai très vite déchanté. Concernant le smartphone en lui-même, le premier contact fut négatif. Il a un capteur d’empreinte situé sur la tranche droite du smartphone. Il fait donc l’impasse sur les utilisateurs gauchers et, pour moi, c’est un défaut de conception impardonnable de nos jours. Il aurait pu se situer sur la dalle du téléphone (et pas à l’arrière car l’arrière a été pensé pour être personnalisable avec d’autres fonctions) et être ainsi fait pour les gauchers comme les droitiers, mais ce n’est pas le cas. Je ne parlerai pas de l’interface car je n’ai pas gardé le téléphone suffisamment longtemps pour cela. Le véritable problème de ce smartphone qui ne concernera pas seulement les gauchers, c’est le manque d’applications.
Si vous avez fait partie des personnes qui ont donné leur chance aux Windows Phone, bien conscientes qu’il n’était pas raisonnable que le gâteau se partage entre les seuls Android et iOS, vous vous rappelez que la boutique d’applications ne rivalisait pas avec celles des concurrents. Eh bien là, c’est pire. 😱 Ça fait très magasin soviétique : il n’y a presque rien et ce n’est pas ergonomique ou esthétique. C’est très linuxien dans le sens que s’en font les non-linuxiens. Certes, Sailfish OS permet l’émulation de nombreuses applis Android comme le fait Harmony OS chez Huawei, mais c’est justement pour ne pas avoir à faire cela qu’on se tourne vers Linux. Donc si c’est pour émuler des applis Android, autant se tourner vers Harmony OS qui, en plus, a plein d’applis non-Android. Reste à faire confiance à un OS chinois.
Et ne comptez pas pouvoir payer avec votre smartphone avec le NFC : aucune banque n’a développé d’appli Linux pour cela. Et n’espérez pas pouvoir utiliser le Google Wallet ou celui d’Apple. C’est impossible.
J’allais presque garder ce smartphone en solution de secours pour le jour où l’Agent Orange nous priverait des services Android, Apple et Microsoft, mais le fait de le retrouver figé après le premier chargement, sans possibilité de le faire redémarrer (et je n’avais pas envie de trouver un tournevis pour détacher la batterie vissée), c’était la goutte d’eau. J’ai donc décidé de le renvoyer et de me faire rembourser.
Si j’ai bien été rembourséℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 rapidement, ce ne fut pas le cas de la partie correspondant à la précommande (99€) que j’attends toujours un mois après avoir retourné le smartphone. Soit Jolla est malhonnête et refuse de me rembourser, soit Jolla est extrêmement mauvais dans son organisation pour gérer les remboursements et répondre aux mails. Je vous confirme déjà qu’ils sont très mauvais pour répondre aux mails. Je ne sais pas ce qui est le pire entre les deux pour une entreprise si elle veut être prise au sérieux.
Fait intéressant, j’ai partagé mon retour sur le produit sur le forum de Sailfish OS. Les personnes qui m’ont répondu, alors que je reprochais le capteur d’empreinte situé à droite, sont :
- des gauchers tellement habitués à devoir s’adapter à un monde de droitiers qu’ils se sont, une fois, de plus adaptés sans broncher.
- des consommateurs droitiers qui préféraient trouver des excuses à Jolla plutôt que d’essayer de comprendre un consommateur gaucher. Ça, ça m’a tellement fait penser aux kapos dans les camps de concentration nazis. OK, on ne parle ici que d’un smartphone et ce n’est en rien aussi dramatique que les camps de concentration. Mais c’est l’attitude qui consiste à ne pas se mettre du côté des victimes qui m’est insupportable. J’ai eu droit au reproche de ne pas vouloir m’adapter ou ai été renvoyéℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 dans les cordes parce que je ne m’étais pas renseignéℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 sur le fait que le capteur était à droite. Je vous laisse imaginer les commentaires si le capteur avait été positionné à gauche. Je sais qu’on ne pourrait pas attendre des droitiers la même adaptabilité que celle des gauchers.
Pour leur faire comprendre ce que vit un gaucher devant s’adapter à ce capteur, je leur ai dit, en anglais, que je poursuivrai mon message en français et à eux de s’adapter en sortant une appli de traduction pour comprendre. J’ai surestimé l’intelligence de mes interlocuteurs. Ils n’ont pas compris la comparaison et un m’a insulté. 😅
Je suis surprisℯ𝗲𝕖𝐞𝗲𝙚 que personne n’ait utilisé le terme “résilience”. Vous savez, cette façon qu’ont les RH d’aborder les problèmes et de faire reposer la solution sur la capacité d’adaptation de l’employé(e) plutôt que de chercher une vraie solution.
En un sens, ça illustre les gens qui acceptent le système tel qu’il est et qui ne le remettent pas en cause et les gens qui veulent le changer. Ça va bien au-delà d’une simple histoire de smartphone. Mais bon, je m’attendais à mieux de la part de l’univers alternatif qu’est Linux. C’est avant tout des nerds et la route va être encore longue. Ce qui est sûr, c’est que je n’avais pas envie de payer le prix que j’ai payé pour essuyer les plâtres d’un smartphone sous Linux.
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Compra de autos usados en México crecerá 66.8% en una década
La compra de autos usados en México crecerá 66.8% entre 2016 y 2026, hasta 4.67 millones de operaciones, mientras el mercado informal concentra 90% de las transacciones.
Por Deyanira Vázquez | Reportera
La compraventa de autos usados en México alcanzará un estimado de 4.67 millones de operaciones al cierre de 2026, un crecimiento de 66.8% frente a 2016, ante las restricciones económicas que enfrentan los hogares y la búsqueda de vehículos más accesibles.
El mercado de seminuevos también refleja un cambio en las decisiones de consumo: por cada automóvil nuevo vendido en el país se comercializan 3.15 usados, frente a una proporción de 1.75 registrada hace una década, de acuerdo con el estudio Una década de transformación del mercado de seminuevos en México, elaborado por The Competitive Intelligence Unit (The CIU) en alianza con Kavak.
Las proyecciones del estudio apuntan a que el mercado llegará a 5.42 millones de operaciones anuales en 2030, lo que representaría un avance adicional de 16.1% respecto al volumen previsto para 2026. El crecimiento abre oportunidades comerciales, pero también pone sobre la mesa los riesgos de un sector donde predominan las transacciones informales.
Precio y depreciación cambian las decisiones
El costo de adquirir un vehículo nuevo y la pérdida de valor que experimenta después de salir de la agencia influyen en la decisión de comprar un seminuevo.
Ernesto Piedras, director general de The CIU, señaló que los consumidores comparan el desembolso por un automóvil nuevo con la posibilidad de adquirir uno usado a menor precio, siempre que cuente con antecedentes verificables y condiciones legales y mecánicas confiables.
Según el análisis citado, un automóvil nuevo puede perder entre 10% y 40% de su valor durante un periodo que va de una semana a seis meses, dependiendo del modelo y de las condiciones del mercado. Esta depreciación puede modificar el costo real de la compra y favorecer la búsqueda de unidades usadas.
Mercado informal concentra 90% de las ventas
La principal característica del sector mexicano de seminuevos es el peso de las operaciones fuera de los canales establecidos. De acuerdo con el estudio, las plataformas digitales, agencias y lotes formalmente constituidos concentran apenas 10% de las transacciones nacionales.
El 90% restante se realiza en el mercado informal, principalmente mediante operaciones entre particulares o establecimientos sin suficiente trazabilidad documental ni respaldo mecánico.
Esta distribución plantea dificultades para los compradores que necesitan verificar la procedencia del vehículo, su situación jurídica, los antecedentes de mantenimiento y las condiciones mecánicas antes de concretar la adquisición.
La formalización del mercado permitiría ampliar el acceso a información verificable y reducir las asimetrías entre vendedores y compradores. Sin embargo, el crecimiento de las plataformas comerciales por sí solo no elimina los riesgos: la revisión documental y mecánica continúa siendo relevante en cualquier operación. –sn–
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🧿𝑳𝒐𝒔 𝑫𝒆𝒎𝒐𝒏𝒊𝒐𝒔 𝒅𝒆 𝑳𝒐𝒖𝒅𝒖𝒏 🧿
En Loudun, los demonios no solo entraron en un convento.
Entraron en una ciudad llena de miedo, poder y secretos.
Y lo más inquietante es que aquello no nació de la nada ni explotó de un día para otro, sino que fue creciendo como una presión lenta dentro de un lugar ya cargado de tensión.Era 1632, en una pequeña ciudad francesa marcada por conflictos religiosos y políticos muy duros.
Francia estaba en pleno proceso de centralización del poder, y cualquier foco de resistencia local empezaba a resultar incómodo.
En ese contexto, el convento de las ursulinas se convirtió en el epicentro de algo que nadie supo detener a tiempo.Dentro del convento, algunas monjas comenzaron a despertar en plena noche asegurando haber visto figuras oscuras en los pasillos.
Hablaban de presencias, de sombras junto a sus camas, de sensaciones de ser observadas incluso en silencio absoluto.
Al principio se interpretó como miedo, sugestión o nervios en un entorno muy cerrado, donde la vida estaba marcada por la disciplina, la oración constante y la idea permanente del pecado.Pero aquello fue escalando.
Las monjas empezaron a gritar durante los oficios religiosos.
Algunas caían al suelo con convulsiones, otras reaccionaban con violencia ante objetos sagrados.
Los exorcismos comenzaron dentro del propio convento y acabaron trasladándose fuera, con testigos, curiosos y autoridades religiosas asistiendo como si fuera un evento público.
La intimidad del convento desapareció por completo.En ese punto aparece Jeanne des Anges, la superiora.
Su papel es fundamental porque no encaja en una sola lectura fácil.
En algunos momentos decía experimentar fenómenos extraordinarios, en otros mostraba una fuerte necesidad de reconocimiento dentro de una estructura muy rígida que apenas daba espacio a la individualidad.
Su figura ha sido interpretada tanto desde lo espiritual como desde lo psicológico, y sigue siendo una de las piezas más complejas del caso.Y entonces el foco se desplazó hacia un hombre concreto.
Urbain Grandier era sacerdote en Loudun, pero también un personaje polémico.
Tenía enemigos, conflictos personales y una reputación ambivalente.
No encajaba en la obediencia que el poder político y religioso de la época intentaba imponer.
Además, se había opuesto a la demolición de las murallas de la ciudad, una medida directamente relacionada con el control central del reino.Ese detalle es importante, porque convierte el caso en algo más que religioso.
En aquella Francia de Luis XIII y el cardenal Richelieu, la disciplina política y la religiosa caminaban juntas.
Un sacerdote incómodo podía ser un problema, pero un sacerdote acusado de brujería era algo mucho más útil.Las acusaciones contra Grandier crecieron rápidamente.
Se habló de pactos demoníacos, de influencia sobre las monjas a distancia, de documentos firmados por entidades infernales que hoy se consideran falsificados o fabricados dentro del propio proceso judicial.
No se trataba de pruebas sólidas, sino de un relato que se iba reforzando a sí mismo.Grandier fue detenido, torturado y condenado.
Murió en la hoguera el 18 de agosto de 1634.
Las crónicas recogen que mantuvo su inocencia hasta el final, mientras la ciudad lo veía como el responsable de todo lo ocurrido.Pero lo más perturbador no terminó ahí.
Tras su muerte, las manifestaciones no desaparecieron.
Los exorcismos continuaron, los síntomas seguían apareciendo y las monjas mantenían los mismos comportamientos.
Ese hecho ha sido uno de los grandes puntos de debate durante siglos, porque rompe la lógica del caso tal y como fue construido en su momento.A partir de ahí, la lectura moderna ha abierto varias capas.
Una de las más aceptadas habla de sugestión colectiva dentro de un entorno cerrado, donde la presión religiosa, la educación basada en el miedo al pecado y el aislamiento podían generar estados psicológicos extremos.
No se trata de reducirlo a “imaginación”, sino de entender cómo funciona la mente humana cuando vive bajo tensión constante sin escape real.Otra capa apunta directamente al contexto político.
El caso de Loudun no ocurre en el vacío: ocurre en un momento en el que el poder necesitaba ejemplos públicos.
Un juicio por posesión demoníaca podía servir para algo más grande que la propia acusación: reforzar la autoridad, eliminar a un enemigo incómodo y enviar un mensaje al resto de la región.También hay un elemento menos visible pero muy presente en los registros: el propio papel de los exorcismos.
Al ser públicos, repetidos y dirigidos por autoridades religiosas, no solo intentaban “curar” el fenómeno, sino que en cierto modo lo alimentaban.
Cada interpretación, cada ritual y cada pregunta podía reforzar el comportamiento que intentaba eliminar.Con el tiempo, el caso ha quedado como una mezcla difícil de separar.
No hay una sola explicación limpia.
Hay capas superpuestas: miedo real, creencias profundas, tensiones sociales, intereses políticos y una comunidad entera atrapada en una historia que se fue cerrando sobre sí misma.Quizá por eso Loudun sigue siendo incómodo.
Porque no se puede colocar fácilmente en una categoría.
Y porque deja una idea que todavía resuena: a veces el “demonio” no es una entidad, sino el nombre que una época le da a lo que no sabe controlar.▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣
/“𝑇𝘩𝑒 𝐷𝑒𝑣𝑖𝑙𝑠”, 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑔𝑖𝑑𝑎 𝑝𝑜𝑟 𝐾𝑒𝑛 𝑅𝑢𝑠𝑠𝑒𝑙𝑙 𝑒𝑛 𝟷𝟿𝟽𝟷.
𝐸𝑠 𝑏𝑎𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑠𝑎, 𝑚𝑢𝑦 𝑐𝑟𝑢𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑎 𝑠𝑢 𝑒́𝑝𝑜𝑐𝑎, 𝑦 𝑛𝑜 𝑠𝑒 𝑐𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑎 𝑙𝑎 𝘩𝑜𝑟𝑎 𝑑𝑒 𝑚𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎𝑟 𝑡𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑒𝑙 𝑓𝑎𝑛𝑎𝑡𝑖𝑠𝑚𝑜 𝑟𝑒𝑙𝑖𝑔𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑜 𝑙𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑝𝑢𝑙𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎.
𝐸𝑠𝑡𝑎́ 𝑏𝑎𝑠𝑎𝑑𝑎 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑐𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒𝑛 𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑠𝑜 𝑑𝑒 𝑈𝑟𝑏𝑎𝑖𝑛 𝐺𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖𝑒𝑟 𝑦 𝑒𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒 𝐿𝑜𝑢𝑑𝑢𝑛.
𝐸𝑠𝑜 𝑠𝑖́, 𝑛𝑜 𝑒𝑠 𝑢𝑛𝑎 𝑟𝑒𝑐𝑟𝑒𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 “𝑛𝑒𝑢𝑡𝑟𝑎𝑙”: 𝑒𝑠 𝑢𝑛𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑝𝑟𝑒𝑡𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑚𝑢𝑦 𝑐𝑟𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑦 𝑣𝑖𝑠𝑢𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑜𝑐𝑎𝑑𝑜𝑟𝑎./https://www.youtube.com/watch?v=BblrK583Eto ➡️𝑡𝑟𝑎𝑖𝑙𝑒𝑟
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oggi, 27 ottobre, a roma, presso la casa delle letterature: “scritture di ricerca e poesia. 25 anni di storia”
A Roma, oggi, martedì 27 ottobre 2026, a partire dalle ore 16:00,
presso la Casa delle Letterature (piazza dell’Orologio 3),l’Associazione premio letterario Elio Pagliarani, presieduta
da Cetta Petrollo e Lia Pagliarani, presenta
(in collaborazione con centroscritture.it, diretto da Valerio Massaroni)il seminario
SCRITTURE DI RICERCA E POESIA. 25 ANNI DI STORIAcon interventi di
Marilina Ciaco, Marco Giovenale, Samuele Maffei,
Massimiliano Manganelli, Valerio Massaroni,
Francesco Muzzioli, Gilda Policastro, Chiara Serani,
Emanuele Franceschetticoordina
Marco Giovenalemobilizon:
https://mobilizon.it/events/ba3b1cfe-afc2-4d23-9ec3-eb4f247420a3evento fb:
https://www.facebook.com/events/1840300723661673cliccare per ingrandire
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Il primo quarto del XXI secolo ha visto, ormai per concordia di numerosi e diversissimi studiosi, una energica ripresa di sperimentazioni letterarie, che – anche sull’onda delle più agevoli connessioni fra culture e lingue, tramite web – hanno dato vita a gruppi informali, riviste, siti, case editrici, collane, traduzioni, antologie, incontri, reading e ormai anche studi critici e monografie su riviste.
La rinnovata/ritrovata (ma forse mai persa) espressione “scritture di ricerca” circoscrive un ambito dai confini non sempre facili da individuare, ma che fanno riferimento a libri e autori identificabili.
Tra le occasioni di strutturazione di una mappa di questo ampio territorio si può annoverare ad esempio il fascicolo monografico de “La scuola delle cose” pubblicato da Lyceum / Fondazione Mudima appena lo scorso anno, 2025, e andato praticamente esaurito nel giro di pochi mesi.
Il presente seminario, ospitato dalla Casa delle Letterature, intende offrire un ulteriore sguardo d’insieme, attraverso una varietà di voci critiche, sulla complessità del panorama della ricerca letteraria e della postpoesia, anche nei suoi rapporti con ciò che ancora si definisce classicamente e opportunamente “poesia”.
§
Casa delle Letterature – Piazza dell’Orologio 3 – Roma – Tel. 0645460581 – facebook – IG
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https://www.bibliotechediroma.it/opac/library/Biblioteca%20Casa%20delle%20Letterature/RMBA7
https://www.comune.roma.it/web/it/notizia/casa-letterature-crocevia-cultura-storia-roma.page -
Trump cuestiona elecciones en Brasil y habla de Lula
Trump considera que hubo un «fraude» en la victoria electoral de Lula en Brasil.
Por Gabriela Díaz | Reportera
Washington.- El presidente de Estados Unidos, Donald Trump, consideró este lunes que las elecciones de Brasil, en las que el izquierdista Luiz Inácio Lula da Silva se impuso el domingo al ultraderechista Flávio Bolsonaro, fueron «fraudulentas», aunque aseguró mantener una buena relación con el mandatario brasileño.
«Tiene una pinta terrible. Me pareció terrible. Quiero decir, no tomé partido, pero parecían otras elecciones fraudulentas», declaró a la prensa antes de abordar el avión presidencial Air Force One para viajar a Misisipi, donde tiene previsto celebrar un mitin electoral.
«Sinceramente, no tomé partido, pero la imagen que dio es pésima. No apoyé a nadie ni respaldé nada. Pero vi las elecciones y parecían muy, muy corruptas», agregó el mandatario, quien en 2020 denunció sin pruebas haber sufrido un fraude electoral contra Joe Biden.
Preguntado sobre si espera hacer algo al respecto, Trump respondió «Bueno, yo no gobierno Brasil, gobierno Estados Unidos, Me gusta Lula, nos llevamos bien, pero creo que las elecciones dieron una imagen muy mala».
Lula se impuso el domingo en la segunda vuelta de las elecciones presidenciales y obtuvo un cuarto mandato, al derrotar contra todo pronóstico a Flávio Bolsonaro, hijo del expresidente Jair Bolsonaro, que había ganado la primera vuelta del 4 de octubre.
Tras conocerse el resultado, Bolsonaro se negó a reconocer la victoria de Lula y anunció que solicitará ante la Justicia la «anulación» de los comicios por la polémica decisión del juez de la Corte Suprema Cristiano Zanin de extenderel horario de votación dos horas, hasta las 19.00 hora local.
La influencia de Trump no alcanza a Lula
El presidente brasileño ganó la segunda vuelta electoral con un 52 % de los sufragios, frente al 48 % que obtuvo el hijo mayor del exmandatario ultraderechista Jair Bolsonaro.
En números absolutos, la diferencia entre ambos fue de 4,4 millones de votos. Lula sumó 64,2 millones de papeletas contra las 59,8 millones de su adversario.
La victoria de Lula supone un revés para los planes de Trump de extender la influencia de Washington en Latinoamérica mediante gobiernos de derecha alineados con su agenda.
Aunque Trump no respaldó abiertamente a Flávio Bolsonaro, sí le dedicó gestos como recibirlo en mayo en el Despacho Oval, un honor poco habitual para un senador extranjero.
Desde su regreso al poder, Trump ha aumentado la presión sobre el Gobierno de Lula e impuso el año pasado elevados aranceles a Brasil en respuesta al proceso judicial contra Jair Bolsonaro, aliado del republicano durante su primer mandato, que fue condenado por intentar dar un golpe de Estado.
La respuesta del vicepresidente de Brasil
El vicepresidente brasileño, Geraldo Alckmin, rechazó este lunes la declaración «totalmente equivocada» del mandatario de Estados Unidos, Donald Trump, en la que sugirió que las elecciones del país suramericano fueron «fraudulentas».
Alckmin reaccionó a las declaraciones de Trump durante una entrevista a la televisión Rede Vanguarda, en la que recalcó que la no interferencia en la política interna de un tercer país «es una regla básica» de las relaciones internacionales.
El vicepresidente, quien este domingo fue reelegido para el cargo en la fórmula liderada por el mandatario Luiz Inácio Lula da Silva, subrayó que las alegaciones del gobernante estadounidense son infundadas, subrayando su confianza en el sistema electoral brasileño.
«Brasil es un ejemplo para el mundo, por la urna electrónica y por su seguridad jurídica. La democracia es así. Ganas las elecciones, pierdes las elecciones. Es el pueblo el que decide», dijo Alckmin.
En la misma línea, Edinho Silva, el presidente del Partido de los Trabajadores (PT), que lidera Lula, dijo en una entrevista a CNN Brasil que las consideraciones de Trump son «graves», «serias» y «colocan en jaque la transparencia de las elecciones».
El dirigente acusó al magnate republicano de «intentar interferir» en el proceso electoral brasileño «por medio de las grandes tecnológicas» y anticipó que va a convocar una jornada de protestas en el país para exigir el reconocimiento de la victoria de Lula. –sn–
El presidente de EE.UU., Donald Trump, interviene este jueves durante la segunda jornada de la Convención Nacional Republicana para las elecciones de mitad de mandato en Dallas (EE.UU.). EFE/ EPA/ Albert Pena¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: Facebook, Twitter e Instagram.
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Charmy’s Army: La Fiesta ha Muerto – Entrada 3: Chalecos Azules y Plátanos Maduros
Charmy’s Army: La Fiesta ha Muerto – Entrada 3: Chalecos Azules y Plátanos Maduros
< Tira cómica anterior Tira cómica siguiente >En la tercera entrega de la saga, el pánico colectivo llega a su cúspide antes de estrellarse de lleno contra la cruda y rutinaria logística de los supermercados. Convencida de que el departamento de servicio al cliente de Walmart implementó una política aterradora para procesar devoluciones, la chica de la coleta entra en pánico total: ¿acaso hacer un cambio de mercancía defectuosa significará que la arrojen a una fosa para ser devorada por zombis? Por fortuna, la rubia le aclara el panorama. No sé cómo a los compradores molestos; trabaja en el departamento de carnicería devorando los cortes caducados. Tampoco es un basurero andante: como insistiría el departamento de Recursos Humanos, ella ostenta el distinguido título de «Facilitadora de Manejo de Residuos».
Las luces fluorescentes del distrito comercial zumbaban sobre sus cabezas como un nido de avispas metálicas. La chica de la coleta se detuvo en seco en medio de la acera, completamente petrificada por el espanto, cubriéndose la cara con ambas manos. Sus ojos tenían el tamaño de platos soperos y su respiración agitada parecía la de un fuelle descompuesto.
—Compré una batería de sartenes antiadherentes hace tres semanas —susurró con una voz cargada de terror existencial absoluto—. El teflón ya se está desprendiendo cerca del mango. Tengo el recibo arrugado en mi cartera. Iba a ir al módulo de devoluciones esta misma tarde. ¡Pero ahora lo sé todo! ¡Van a revisar mi comprobante de compra, notarán que la caja de cartón está rota, oprimirán un botón rojo secreto bajo el mostrador y me tirarán por una trampilla directo al pozo de alimentación de Di!
La rubia la contempló en silencio durante tres largos segundos, con una expresión de agotamiento infinito grabada en el rostro. Se pellizcó el puente de la nariz y dejó escapar un suspiro tan hondo que descolocó el flequillo sobre su frente.
—¿Alguna vez en tu vida has oído que una tienda departamental alimente a sus empleados con clientes inconformes? —preguntó la rubia con voz monótona—. ¿Tienes la menor noción de las primas de seguro de responsabilidad civil que eso implicaría? Los inspectores de salubridad y normatividad laboral estarían saliendo de los conductos de ventilación en menos de cuarenta y ocho horas. El papeleo judicial tardaría generaciones.
—¡Las grandes corporaciones cometen atrocidades peores con tal de proteger sus márgenes de ganancia trimestrales! —insistió la chica de la coleta, gesticulando frenéticamente hacia el letrero azul que se alzaba sobre las copas de los árboles—. ¡Piénsalo! ¡Las devoluciones generan mermas! ¡La logística inversa cuesta millones! ¡Si sustituyes el departamento de quejas por un depredador de ultratumba, las solicitudes de reembolso bajan automáticamente a cero absoluto! ¡Es la estrategia de optimización financiera perfecta!
—¡Trabaja en el departamento de carnes, pedazo de desquiciada! —le espetó la rubia, tomándola del brazo y arrastrándola por la banqueta—. ¡No se traga a los clientes descontentos que perdieron el ticket de una cortina de baño! ¡Se come la carne molida oxidada y los muslos de pollo en rebaja que llevan dos días enteros pasados de su fecha de caducidad en los refrigeradores!
La chica de la coleta parpadeó una vez. Dos veces. Su hiperventilación comenzó a desacelerar, aunque la mueca de repugnancia visceral permaneció inalterable en su semblante.
—Espera… ¿qué dijiste?
—Ya oíste a Charmy hace un momento —continuó la rubia, sacudiendo la cabeza con pesadumbre—. El desperdicio alimentario es uno de los mayores dolores de cabeza en la gestión de supermercados. Las tiendas tiran a la basura toneladas de vegetales podridos, latas golpeadas y carne grisácea cada año. Los vertederos cobran tarifas monumentales por desecho biológico. El compostaje industrial exige normas severas. Pero un poshumano no muerto… su sistema digestivo, o cualquier caldo químico que le quede en el vientre, desintegra toxinas y bacterias que mandarían a un buitre a terapia intensiva.
—O sea que es un triturador de basura —resumió la de la coleta, arrugando la nariz hasta que sus pecas formaron un nudo apretado—. Un triturador de desperdicios orgánicos, glorificado, putrefacto y con flequillo.
—Charmy dijo que prefiere el título de Facilitadora de Manejo de Residuos —puntualizó la rubia con una mueca sarcástica—. El mundo corporativo no contrata monstruos; recluta especialistas operativos. Seguro le dieron un gafete oficial, la obligaron a ver un video de capacitación de cinco minutos sobre prevención de tropiezos y le asignaron una sala de descanso en la bodega frigorífica para que no espante a los pasteleros.
Al otro lado de la calle, Charmy y Di se habían detenido frente a una pequeña tienda de conveniencia. Di reposaba contra un poste de alumbrado público, con la cabeza ladeada en un ángulo tan forzado que sugería que sus vértebras cervicales eran simples sugerencias anatómicas. Un repartidor que pasaba en bicicleta la miró, frenó en seco y cruzó apresuradamente al otro carril con el rostro desencajado, pero nadie gritó. Nadie llamó a la policía ni al ejército. La sociedad simplemente había asimilado lo inconcebible, archivándolo bajo la etiqueta de rarezas municipales cotidianas.
—Ya no sé qué me da más escalofríos —murmuró la chica de la coleta, viendo cómo Di intentaba rascarse la espalda y casi se dislocó la clavícula en el proceso—. Si el hecho de que el apocalipsis zombi casi destruyó nuestra civilización, o que terminó con los sobrevivientes dándose cuenta de que podían explotar a los muertos vivientes para mano de obra gratuita en el área de perecederos.
—Bienvenida al capitalismo tardío —contestó la rubia con una risa seca—. Si un virus catastrófico elimina al veinte por ciento de la población, el ochenta por ciento restante no guardará luto; simplemente buscará el modo de poner a los caídos a ordenar los lácteos. Míralo por el lado amable: al menos Di tiene un empleo honesto. Es mucho más de lo que puede presumir la mitad de los tipos con los que has salido este año.
—Ese fue un golpe bajo completamente innecesario —rezongó la de la coleta, aunque no pudo contener una sonrisa amarga—. Al menos mis exparejas se bañaban una vez por semana. Di parece recién desenterrada de una fosa séptica abandonada detrás de un parque acuático embrujado.
—Es verdad —concedió la rubia, observando cómo Charmy le ofrecía pacientemente a Di un frasco de desinfectante en gel, que la zombi intentó beber de inmediato antes de que Charmy redirigiera el envase hacia sus manos—. Definitivamente carece de modales. Pero eso nos lleva a un dilema aún más urgente: con Halloween a la vuelta de la esquina, ¿qué hace un ciudadano no muerto para socializar? Y más importante aún… ¿qué implica esto para el baile del pueblo?
Continuará…
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Eugénisme grec
L’eugénisme est la sélection visant à améliorer le patrimoine génétique d’un être vivant. Les Grecs antiques, fins observateurs de la nature et pragmatiques, regardaient les animaux et en prenaient exemple ; après tout, l’homme est un bétail comme un autre, sous le regard des dieux.
Pour eux l’eugénie signifie « de bonne race ». C’est la belle extraction du terreau du sol, selon le mythe. Des hommes, mais seulement des hommes, sortent spontanément de la terre et deviennent des autochtones qui grandissent comme fondateurs de communauté. C’est la ruse que les mâles opposent aux pièges de Pandora, la première femme tardivement fabriquée par les dieux. Selon le mythe, la bonne naissance se passe du ventre des femmes et fonde la légitimité des lignées masculines.
Ce privilège d’une belle extraction permet d’envisager la fabrication d’une élite sur mesure, et passer du mythe à la politique. Dès le Ve siècle avant, Théognis de Mégare pense qu’une race de roi ne peut jamais sortir d’un vilain. Hélas ! Toute l’histoire lui donnera tort, mais le mythe demeure. Théognis compare aux hommes les ânes et les chevaux de race à qui on ne fait saillir que des femelles au sang pur. Il dit au jeune homme de bonne naissance Cyrnos, dont il fait l’éducation, qu’un homme de qualité n’a malheureusement aucun scrupule à épouser la fille d’un vilain si elle a beaucoup d’argent. De même, une femme se marie à un vilain s’il a de la fortune. « L’amour » préfère l’argent à la bonne race. C’est ainsi que l’humanité décline, selon Platon dans La République.
En vue d’une société idéale, il est soucieux d’élever l’humain comme on sélectionne une lignée animale. Il refuse de s’en remettre au hasard pour les accouplements. Il veut contrôler que les sujets d’élite de l’un et l’autre sexe s’accouplent le plus souvent possible, et les sujets inférieurs le plus rarement possible. Nous sommes loin des mesures indiscriminées visant à assurer la natalité d’aujourd’hui. Il s’agit plutôt de favoriser la sélection artificielle des « meilleurs », définis selon des critères subjectifs (grands, beaux, blonds, intelligents, etc.). Mais la biologie ne fait pas tout, le milieu affectif et l’éducation font le principal. « Mais il faut d’abord que tu sois construit toi-même, carré du corps à l’âme », disait Nietzsche. L’eugénisme sert trop souvent de prétexte aux parents pour se défausser de leur rôle « d’élever » les enfants : la génétique y pourvoira. Or, dit Montaigne, élever est leur donner exemple. La sélection n’est donc qu’une base, sur laquelle fonder les institutions.
Justement, selon Plutarque, ces mesures eugéniques ont été appliqués à Sparte. Les enfants étaient considérés comme le bien commun de la cité et non comme la propriété privée de leur père. Il fallait donc que les citoyens ne soient pas engendrés par n’importe qui, mais par les meilleurs, reconnus tels par la cité. Les pères doivent supporter que leur femme soit inséminée par d’autres, si eux-mêmes sont déficients. L’important est qu’ils aient des enfants sains et vigoureux à élever. C’est d’ailleurs la cité qui les élève, plus que les parents. A partir de 7 ans, les enfants sont éduqués en bandes, garçons d’un côté, filles de l’autre. Elon Musk y croit, et le pratique en son harem, pour créer une nouvelle classe dominante. Mais inséminer et élever n’est pas la même chose. Le russe Pavel Dourov et la Fondation Pronatalist veulent améliorer la race humaine.
Mais la mère est elle vraiment indispensable ? Dans l’imaginaire des Grecs antiques, il serait possible d’acheter de la graine d’enfant en déposant dans les temples des dieux le poids convenu d’or, de fer et d’airain, sans passer par le ventre des femmes. Le meilleur des mondes selon l’Hippolyte d’Euripide pense possible le bébé éprouvette. Une prescience que l’intelligence artificielle et les moyens de la biologie d’aujourd’hui permettent. On peut choisir le sexe et les qualités de l’enfant à naître. On peut éliminer les tares génétiques, mais aussi la femme comme gestatrice, si l’on peut la remplacer par une machine. Déjà, la gestation pour autrui ne fait-elle pas du corps féminin une sorte de machine à reproduire, sans lien affectif avec le bébé « commandé » par deux parents ? Pour les Grecs, ce serait la ruse masculine pour contourner cette punition donnée par Zeus aux hommes : la femme. Encore une utopie, mais le monde technologique actuel progresse…
Comme quoi se plonger dans l’univers grec antique nous parle de nous aussi.
Reynal Sorel, Dictionnaire du paganisme grec, Les Belles lettres 2015, 513 pages, €35.50
(mon commentaire est libre, seuls les liens sont sponsorisés par amazon.fr)
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Hoy estoy publicando como software libre la herramienta opencode-container en su versión 4.2.0 en #GitLab
Buenas de nuevo gente, los que me conocen saben que uno de mis trabajos profesionales es la administración de servidores, desarrollo, investigación y cómo no, la integración de herramientas de IA.
Hace tiempo que estoy desarrollando una herramienta para mí, que simplifique mi trabajo, que me asista y realice ciertas tareas de forma automática, que trabaje de forma aislada y con todas las herramientas que precise para no limitarse y a su vez no limitarme.
Fue así como surgió la idea de usar la herramienta #OpenCode y construir un contenedor de #Podman en torno a ella; agregando un conjunto de configuraciones que me permitieran trabajar de forma cómoda y aislada por proyecto.
https://gitlab.com/dzipitria/opencode-container
En muy pocas palabras:
Es un contenedor que dentro trae la última versión de opencode. La rodea de herramientas y agentes que potencian su uso, para construir una herramienta todo terreno y ser aplicable en cualquier ecosistemas para cualquier tarea. Todo ha sido revisado con herramientas de #ciberseguridad (incluida).Si quieres una visión más gráfica de lo que hace puedes también visitar este link:
https://www.cilan.com.uy/blog/opencode-containerEsta herramienta es adaptable y tiene auto definido como continuar su crecimiento en su evolución natural. Existen lineamientos de claridad y seguridad incluidos en el agente agent-builder que puedes usarlo para hacer crecer esta herramienta como precises.
Espero que encuentres en este proyecto una herramienta que simplifique y potencie tu trabajo como lo hace para mi todos los días.
A seguir compartiendo en Libertad!!
Saludos. -
Opinión | Guadalupe Orona | Baches y… más baches
Hidalgo enfrenta un grave deterioro de calles, avenidas y carreteras, mientras cifras presupuestales y recursos recuperados abren el debate sobre la inversión pública.
Por Guadalupe Orona Urías*
El grave problema de los baches en casi todas las vialidades, no es, ciertamente un problema sólo de Hidalgo y de su capital, Pachuca; en todo el país es un severo problema que guardan todas las vialidades, sean estas del orden federal, estatal o municipal: carreteras destrozadas, caminos intransitables, pavimento deteriorado, vialidades parchadas y trayectos cada vez más lentos y costosos e incluso autopistas, que tienen un alto costo de peaje, en muy mal estado y, obviamente, las consecuencias de tal lamentable estado de deterioro son muchas. Para las comunidades rurales, subdesarrollo, atraso y aislamiento; además, como para el resto de la entidad y del país, inseguridad vial (más accidentes viales y pérdida de vidas humanas), deterioro de los vehículos, aumento del gasto de combustible y de la contaminación, pérdida de horas-hombre en los traslados, etc.
De acuerdo con el INEGI, en una escala de 0 a 10, en el rubro de calles y avenidas, México tiene una calificación de 5.1, evaluación reprobatoria de por sí, pero Hidalgo quedó en último lugar con 3.8 puntos, por debajo de entidades como Oaxaca, Chiapas, Puebla y Veracruz que concentran mayores niveles de pobreza. “La evaluación del Inegi no mide únicamente el estado físico del asfalto, sino que también refleja desgaste urbano acumulado y la percepción de abandono en uno de los servicios públicos más visibles para la población”.
Seguramente muchos pachuqueños recordamos que una de las banderas de campaña de los últimos presidentes municipales de la bella airosa ha sido, precisamente, acabar con los baches, promesa que no solamente no se ha cumplido y, aunque le inviertan algunos recursos, realmente, en muchos casos, es prácticamente dinero tirado en las corrientes de agua, pues ningún bacheo soporta los embates del Dios Tláloc. Realmente, en la mayoría de las calles y avenidas de la entidad y en muchos caminos rurales, se requiere una inversión fuerte en concreto hidráulico.
Y quizás ahora sea más posible cuanto que, de acuerdo con la secretaria de Hacienda del estado, en su reciente comparecencia ante el Congreso de Hidalgo, informó que: “Los ingresos propios de Hidalgo crecieron 96 por ciento en cuatro años, al pasar de 4 mil 916 millones de pesos en 2021 a más de 9 mil 636 millones al cierre de 2025, sin aumentar tasas de los impuestos ya vigentes. A su vez, destacó un crecimiento presupuestal del 37% en los últimos cuatro años…” Así que no habría razón justificada ni para no mejorar considerablemente las vialidades en nuestra entidad, ni para negar la realización de importantes obras a los hidalguenses.
Pero aún hay más: de acuerdo con el contralor del estado, Álvaro Bardales, pese a que el INEGI coloca a nuestra entidad en primer lugar en corrupción a nivel nacional, como lo informaron varios medios de comunicación: “Hidalgo encabeza el primer lugar en corrupción a nivel nacional que suma un daño patrimonial de 2 mil 400 millones de pesos…”, señala que, “los procesos jurídicos han permitido la recuperación de 500 millones de pesos en recursos…” Así que más recursos, más obras y, también, debiera ser, menos baches. Un comentario adicional: considero que realmente no contribuye a disminuir la corrupción oficial la nueva reforma aprobada en el Congreso del Estado que permite a los alcaldes firmar acuerdos y obras sin aval del cabildo, es una carta blanca.
Y otra forma de allegarse recursos para la obra social es asegurarse que los grandes ricos paguen la parte que les toca. Porque al parecer, aún no se acaba con la política de que “en este gobierno a los ricos les ha ido muy bien”. De acuerdo con la Secretaría de Hacienda “grandes empresas y personas ricas concentran 34 de cada 100 pesos de los adeudos fiscales registrados ante la Secretaría de Hacienda y Crédito Público (SHCP)”. Señala que “…al cierre del primer semestre del año, el adeudo de impuestos a nivel general ascendió a tres billones 206 mil 794 millones de pesos (mdp). Del total, alrededor del 34 por ciento correspondió a dicho sector, definido como entidades o personas con ingresos anuales superiores a los mil 125 mdp” (Buzos de la Noticia, 16 de octubre de 2026). Si el gobierno cobrara e hiciera todo lo necesario para que los grandes contribuyentes, empresas o personas ricas, con altos ingresos, pagaran sus adeudos a la Secretaría de Hacienda, habría muchos más recursos para Hidalgo y otros estados, para atender todos los problemas de infraestructura carretera o para la adquisición de medicamentos e insumos en los hospitales públicos.
Pero si queremos que las cosas cambien, mejoren nuestras vialidades y nuestras condiciones de vida, todos los hidalguenses tenemos que ponernos en acción y exigir que nuestros impuestos se conviertan en acciones y en obras de calidad. Formemos una gran fuerza social para lograrlo.
Columna anterior: Los discursos oficiales no curan
*Dirigente del Movimiento Antorchista en Hidalgo
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IMSS reporta estable a niño tras protesta en el hospital de La Raza
El IMSS reportó estable a un niño de cinco años hospitalizado en La Raza, luego de que sus familiares denunciaran presunta negligencia médica y bloquearan Circuito Interior para exigir atención urgente y respuestas sobre su estado de salud.
Por Gabriela Díaz | Reportera
Un niño de cinco años permanece estable y bajo vigilancia médica especializada en el Hospital General del Centro Médico Nacional (CMN) La Raza, informó el Instituto Mexicano del Seguro Social (IMSS), después de una protesta de sus familiares por presuntas deficiencias en la atención médica.
La manifestación comenzó durante la noche de este domingo 25 de octubre y continuó este lunes 26, cuando familiares del menor bloquearon Circuito Interior, en las inmediaciones del hospital, para exigir atención urgente, explicaciones sobre su estado de salud y una solución a sus demandas.
https://twitter.com/merazr/status/2114760534461415720?s=20
El caso generó afectaciones viales en la zona norte de la ciudad de México. La familia también solicitó el traslado del niño a otro hospital, al cuestionar la atención que, según su versión, había recibido durante su estancia en la unidad médica.
¿Qué ocurrió en La Raza?
La madre del menor, identificada en reportes periodísticos como Wendy Arteaga, denunció que su hijo presentó vómitos con sangre y complicaciones de salud que requerían atención inmediata. Según su testimonio, el niño había sido operado de apendicitis aproximadamente un año antes.
https://twitter.com/AztecaNoticias/status/2114767160941633947?s=20
La mujer también señaló que el menor habría presentado una complicación infecciosa después de aquella intervención quirúrgica. Sin embargo, estos antecedentes corresponden a la versión de la familia y no constituyen, por sí mismos, una determinación médica o legal sobre una posible negligencia.
Ante lo que consideraron una respuesta insuficiente del personal hospitalario, familiares y personas cercanas al niño se concentraron frente al nosocomio. La protesta se extendió a Circuito Interior y afectó la circulación vehicular durante varias horas.
IMSS informa sobre su estado
En su comunicación oficial, el IMSS señaló que el paciente pediátrico se encuentra estable, bajo vigilancia médica especializada y con evolución favorable. La institución también indicó que mantiene comunicación permanente con la familia y que garantiza la continuidad de la atención.
El reporte institucional ofrece una actualización sobre la condición del menor, aunque no precisa públicamente todos los detalles clínicos ni resuelve por sí mismo los señalamientos formulados por sus familiares.
La inconformidad se centró en la atención que, de acuerdo con la madre, el niño necesitaba ante el agravamiento de sus síntomas. La familia pidió respuestas sobre las decisiones médicas y solicitó que se valorara su traslado a otra unidad hospitalaria. –sn–
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Salsa Queer: Clases
Centro Cívico Albaicín (Granada), viernes, 30 de octubre, 17:00 CET
🔥SALSA QUEER TIENE VARIAS PROPUESTAS! 🪇🌈💖🏳️⚧️🏳️🌈
💃🏽 ¿CLASE O SOCIAL?
Para que no haya confusión, acá les contamos qué hacemos en cada espacio:
👯🎶 CLASE · 17:00–18:00h
📍 Centro Cívico Albaicín · todos los viernes.
Lo llevamos con Asociación Vórtice💜🌈 @vortice_granadaEste espacio es para aprender, practicar y explorar la salsa con más tiempo: pasando por el cuerpo, ritmo, musicalidad, pasos, conexión y diferentes maneras de bailar. Para ir soltándonos más y tener más recursos para bailar!
No necesitas experiencia ni pareja.+Info de las clases 👇🏼
https://forms.gle/fV3a99FawXyrE5698🪩 SOCIAL · 21:00h
📍 La Sal (Pub Queer)· Todos los viernes!
@lasal.clubEste espacio es para bailar, practicar, conocer gente y disfrutar juntes de la música y la comunidad.
Al comenzar el social hacemos un pequeño taller de rueda cubana, con alguna propuesta sencilla para entrar en movimiento y tener recursos para bailar durante la noche. No es una segunda clase de una hora, sino una pequeña introducción para abrir el social.
Y después seguir bailando! ✨
💛 Resumidooo:
17:00h → aprendemos, exploramos, ganamos soltura y confianza.
21:00h → rueda cubana + social + comunidad + 1 consumición 👉🏼 8€.
(Si venís a las clases habituales entras gratis a la rueda y el social! De las 21h).🪇Podés venir a las clases, al social o a ambos. Cada espacio tiene su propia propuesta, pero los dos forman parte de Salsa Queer! 💖🏳️🌈🏳️⚧️.
Rompemos con los roles tradicionales de género en el baile, venimos a recuperar las raíces de la música: encontrarnos y permitir a nuestros cuerpos gozaaar y disfrutar de lo que ya somos. Espacio libre de juicio. Todas las cuerpas e identidades bienvenidas 💞.Este espacio lo hacemos posible entre todes, así que valoramos infinitamente tu presencia! 🫂
Compartan con sus amiguiiis o personitas que les pueda interesar para que lo podamos seguir manteniendo y vaya creciendo más y más esta tribu bailongaaa 💛🔥.