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#metafora — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #metafora, aggregated by home.social.

fetched live
  1. Packing up for travel to BCN for #arttherapy summer school at #metafora starting next week

    Lyra is an anxious traveller

    So many things that can go wrong

    So many possibilities for meltdown triggers

    Paws and everything crossed

    🎨 :neocat_cry_loud: :neocat_aww:

  2. 🐑Un granjero se canso de que los lobos le coman las ovejas
    Asi que agarro y les fabrico armaduras con pinchos para que salgan a pastar tranquilas
    Eso sí que es una solución creativa y con un toque de mala leche necesario para poner las cosas en su sitio.
    Me encanta la idea de ver a una oveja, que normalmente es el símbolo de la vulnerabilidad absoluta, convertida en una pequeña fortaleza con pinchos.

    Es una metáfora buenísima: a veces, en la vida, tienes que dejar de intentar que el mundo sea un lugar más amable y simplemente "blindarte" con tus propios mecanismos de defensa.
    Si los lobos no aprenden a respetar, que se pinchen el morro cuando intenten morder lo que no deben.

    ⟡ ─── ❈ ─── ⟡

    #psicologia #limites #autoproteccion #metafora #realidad #crecimiento

  3. ADORO IL GENIO - METAFORE

    La contraccezione è una "necessità" che gli esseri umani sentono da sempre. I metodi che si sono succeduti sono stati molti e a volte molto fantasiosi. Tra la fine del 19mo e l'inizio del 20mo secolo, per esempio, si picchiava forte l'ucc... la cicogna, volevamo dire la cicogna.
    Metafore...

    #adoroilgenio #11febbraio #contraccezione #contraccettivi #cicogna #bambini #natalità #meme #vignette #vignettedivertenti #memes #storia #metafora #allegoria #sanvalentino

  4. Te amo con la timidez de la primavera al desnudarse bajo la lluvia, y la furia de un huracán cuando toca la tierra. Te amo con la valentía del mes de agosto al arder cada verano —con la fe del invierno y la honestidad de una lágrima...te amo.

    #Poesía #MicroPoesía #Versos #Escritura #EscritoresDeMastodon #PoetasDeMastodon #Letras
    #EscrituraCreativa #Literatura #AcciónPoética #Amor #Metáfora #Primavera #Invierno #Naturaleza #Sentimientos
    #PoesíaEnEspañol #Romance #TeAmo #Emociones

  5. Ciao Mondo.
    L'altro giorno si è parlato di tutti e #tuffatori ed è stato subito #metafora
    💧 ci siamo anche detti però che tra chi si tuffa con eleganza e precisione, chi con vigore e tecnica, chi si caca sotto ma si lancia lo stesso e chi si tuffa per non essere secondo a nessuno, ci sarà sicuramente qualcuno che a tuffarsi non ci pensa per niente.
    Ma dove sarà?
    💧 Ebbene eccolo qui:

    #dive #tuffi #disegno #sport #drawingsport #sketch #sketchbook

  6. Essa può riflettere la natura competitiva della società, dove il successo (purtroppo) è spesso misurato (solo) in termini di conquiste e vittorie

    In fondo la caccia è un po' la #Metafora della #Vita e quello che si può sintetizzare con essa spesso si attua in un #confronto tra creature o sistemi, per cercare di imporsi gli uni rispetto agli altri, per perpetrare, in definitiva, il proprio patrimonio #genetico o più in generale il proprio #pattern con il proprio livello di #entropia 5/n

  7. Recensione “Nosferatu” (2024)

    Parafrasando Nietzsche, si può dire che se tu guarderai a lungo nell’oscurità, anche l’oscurità vorrà guardare dentro di te. Ed è proprio in un buio accecante che Eggers immerge lo spettatore (e Lily-Rose Depp) sin dalla primissima inquadratura, come a volerlo rendere parte di quella stessa notte buia, la stessa oscurità nella quale il regista fa muovere le sue ombre.

    Il vampiro Nosferatu, il “non spirato”, nasce nel 1922 come plagio cinematografico del capolavoro di Bram Stoker Dracula, in uno dei film più simbolici della cinematografia di Murnau, dell’espressionismo tedesco e senza dubbio di tutto il cinema muto: qualunque cinefilo che si rispetti avrà presente l’inquietante sagoma deformata di Max Schreck, il primo Nosferatu del cinema, proiettata sulla parete della sua decadente magione. Eggers prende quell’ombra e la diffonde per 135 minuti di film sugli occhi di chi guarda, soprattutto tra le pieghe di un desiderio latente, quello di una protagonista eccezionale, che rispetto alle versioni precedenti di Nosferatu, qui diventa il vero e proprio motore della storia: Lily-Rose Depp è infatti splendida e inquietante al tempo stesso, a tal punto che forse mi spaventerebbe addirittura incontrarla per strada, e concede tutta se stessa ai suoi demoni, alla sua solitudine, al suo desiderio, in una società maschilista controllata da inetti, come il marito della sua Ellen, il solito Nicolas Hoult confuso e incapace di cambiare espressione, non importa se il suo personaggio venga bullizzato nel liceo descritto da Nick Hornby, sia in preda a dubbi etici e morali nella giuria di Clint Eastwood o terrorizzato nei Carpazi da un uomo molto più carismatico di lui (sebbene si tratti di uno spaventoso vampiro, questo glielo concediamo). Perché, diciamolo, è molto più interessante il rapporto che intercorre tra Ellen e Orlok rispetto a quello che la donna ha con suo marito: è infatti la lotta contro l’oscurità che Leni porta dentro la vera anima di questo convincente lavoro di Eggers, un horror gotico ricco di atmosfere e suggestioni appartenenti al secolo scorso, ma capace anche di essere moderno, sempre credibile e mai grottesco. La grandezza di questa nuova versione di Nosferatu è, al di là dell’indubbia potenza visiva, la capacità di reinventarsi in ogni scena, di essere coinvolgente anche di fronte a una storia che abbiamo visto in tutte le salse, che il regista statunitense però riesce a modernizzare con la metafora, neanche troppo sottile, di una donna indipendente in lotta contro una società di maschi dominanti, che frenano i suoi desideri, che decidono come deve vivere e che addirittura tentano di frenare la sua “follia” facendole indossare corpetti più stretti.

    Il Conte Orlok può anche far paura (bravo Skarsgaard, ormai abbonato a vestire i panni dei mostri), ma non sarà mai così spaventoso come quando Eggers costringe noi spettatori – e ogni personaggio dei suoi film – a fare i conti con l’oscurità che portiamo dentro, che probabilmente rinneghiamo, ma che forse dovremmo imparare a riconoscere. Perché anche dopo la notte più buia, c’è sempre il sorgere del sole.

    #Cinema #commenti #daVedere #diCheParla #eggers #film #locandina #metafora #nosferatu #recensione #significato #spiegazione #storia #trama