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#eggers — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #eggers, aggregated by home.social.

  1. #news ⚡ Dave Eggers fordert KI-Verbot an Schulen: Der US-Schriftsteller Dave Eggers spricht sich für ein generelles Verbot von KI im Unterricht aus. "Es gibt keine verträgliche Dosis v... hubu.de/?p=334687 | #dave #eggers #kiverbot #schulen #hubu

  2. #news ⚡ Dave Eggers fordert KI-Verbot an Schulen: Der US-Schriftsteller Dave Eggers spricht sich für ein generelles Verbot von KI im Unterricht aus. "Es gibt keine verträgliche Dosis v... hubu.de/?p=334687 | #dave #eggers #kiverbot #schulen #hubu

  3. #news ⚡ Dave Eggers fordert KI-Verbot an Schulen: Der US-Schriftsteller Dave Eggers spricht sich für ein generelles Verbot von KI im Unterricht aus. "Es gibt keine verträgliche Dosis v... hubu.de/?p=334687 | #dave #eggers #kiverbot #schulen #hubu

  4. 🥳 #meinVfL-Zeugwart Markus #Eggers wird heute 46 Jahre alt! 🎁

    Wir wünschen alles, alles Gute fürs neue Lebensjahr!

  5. 🥳 #meinVfL-Zeugwart Markus #Eggers wird heute 46 Jahre alt! 🎁

    Wir wünschen alles, alles Gute fürs neue Lebensjahr!

  6. Non è il classico horror.
    Non ti fa urlare, non ti fa sobbalzare.
    Ti guarda. E ti svuota.

    Nosferatu di Robert Eggers è un’esperienza lenta, viscerale, disturbante, più vicina a un'invocazione che a un film.
    Un’estetica gotica che ammala, un mostro che non seduce ma consuma, una donna che non si salva: si lascia attraversare.

    Non c’è paura in questo film. C’è erosione.
    blodiario.wordpress.com/2025/0
    #nosferatu #eggers #film #movie #horror

  7. Non è il classico horror.
    Non ti fa urlare, non ti fa sobbalzare.
    Ti guarda. E ti svuota.

    Nosferatu di Robert Eggers è un’esperienza lenta, viscerale, disturbante, più vicina a un'invocazione che a un film.
    Un’estetica gotica che ammala, un mostro che non seduce ma consuma, una donna che non si salva: si lascia attraversare.

    Non c’è paura in questo film. C’è erosione.
    blodiario.wordpress.com/2025/0
    #nosferatu #eggers #film #movie #horror

  8. Non è il classico horror.
    Non ti fa urlare, non ti fa sobbalzare.
    Ti guarda. E ti svuota.

    Nosferatu di Robert Eggers è un’esperienza lenta, viscerale, disturbante, più vicina a un'invocazione che a un film.
    Un’estetica gotica che ammala, un mostro che non seduce ma consuma, una donna che non si salva: si lascia attraversare.

    Non c’è paura in questo film. C’è erosione.
    blodiario.wordpress.com/2025/0
    #nosferatu #eggers #film #movie #horror

  9. Ralph Ineson on reuniting with Robert Eggers for 'Werwulf': "We are talking." 😊 #Werwulf #Eggers

  10. Six months after its initial release, Nosferatu finally made it to Japan. My son and I thought it was magnificent, although the Kinski/Herzog version will always be our favourite.
    #Nosferatu #Eggers #BillSkarsgård #CountOrlok #Lily-RoseDepp #WillemDafoe #Kinski #Herzog

  11. Six months after its initial release, Nosferatu finally made it to Japan. My son and I thought it was magnificent, although the Kinski/Herzog version will always be our favourite.
    #Nosferatu #Eggers #BillSkarsgård #CountOrlok #Lily-RoseDepp #WillemDafoe #Kinski #Herzog

  12. Six months after its initial release, Nosferatu finally made it to Japan. My son and I thought it was magnificent, although the Kinski/Herzog version will always be our favourite.
    #Nosferatu #Eggers #BillSkarsgård #CountOrlok #Lily-RoseDepp #WillemDafoe #Kinski #Herzog

  13. Six months after its initial release, Nosferatu finally made it to Japan. My son and I thought it was magnificent, although the Kinski/Herzog version will always be our favourite.
    #Nosferatu #Eggers #BillSkarsgård #CountOrlok #Lily-RoseDepp #WillemDafoe #Kinski #Herzog

  14. "Then rave she must!"

    #NOSFERATU - The return of historical #horror master, and my favourite horror director working today. I was afraid the story I spent a half of year with would feel repetetive, but what a way to tell it. #film #cinema #review #RobertEggers #Eggers

  15. "Then rave she must!"

    #NOSFERATU - The return of historical #horror master, and my favourite horror director working today. I was afraid the story I spent a half of year with would feel repetetive, but what a way to tell it. #film #cinema #review #RobertEggers #Eggers

  16. "Then rave she must!"

    #NOSFERATU - The return of historical #horror master, and my favourite horror director working today. I was afraid the story I spent a half of year with would feel repetetive, but what a way to tell it. #film #cinema #review #RobertEggers #Eggers

  17. "Then rave she must!"

    #NOSFERATU - The return of historical #horror master, and my favourite horror director working today. I was afraid the story I spent a half of year with would feel repetetive, but what a way to tell it. #film #cinema #review #RobertEggers #Eggers

  18. So. Surprising nobody, #nosferatu is a god damn masterpice.
    It's the new quintessential vampire movie. Its going to bring Gothic horror films back from the dead. It's an all you can eat buffet for film, literature, history, and occult nerds. And as a bonus, turns out its a Christmas movie.
    #Eggers don't make no shit.

  19. So. Surprising nobody, #nosferatu is a god damn masterpice.
    It's the new quintessential vampire movie. Its going to bring Gothic horror films back from the dead. It's an all you can eat buffet for film, literature, history, and occult nerds. And as a bonus, turns out its a Christmas movie.
    #Eggers don't make no shit.

  20. Recensione “Nosferatu” (2024)

    Parafrasando Nietzsche, si può dire che se tu guarderai a lungo nell’oscurità, anche l’oscurità vorrà guardare dentro di te. Ed è proprio in un buio accecante che Eggers immerge lo spettatore (e Lily-Rose Depp) sin dalla primissima inquadratura, come a volerlo rendere parte di quella stessa notte buia, la stessa oscurità nella quale il regista fa muovere le sue ombre.

    Il vampiro Nosferatu, il “non spirato”, nasce nel 1922 come plagio cinematografico del capolavoro di Bram Stoker Dracula, in uno dei film più simbolici della cinematografia di Murnau, dell’espressionismo tedesco e senza dubbio di tutto il cinema muto: qualunque cinefilo che si rispetti avrà presente l’inquietante sagoma deformata di Max Schreck, il primo Nosferatu del cinema, proiettata sulla parete della sua decadente magione. Eggers prende quell’ombra e la diffonde per 135 minuti di film sugli occhi di chi guarda, soprattutto tra le pieghe di un desiderio latente, quello di una protagonista eccezionale, che rispetto alle versioni precedenti di Nosferatu, qui diventa il vero e proprio motore della storia: Lily-Rose Depp è infatti splendida e inquietante al tempo stesso, a tal punto che forse mi spaventerebbe addirittura incontrarla per strada, e concede tutta se stessa ai suoi demoni, alla sua solitudine, al suo desiderio, in una società maschilista controllata da inetti, come il marito della sua Ellen, il solito Nicolas Hoult confuso e incapace di cambiare espressione, non importa se il suo personaggio venga bullizzato nel liceo descritto da Nick Hornby, sia in preda a dubbi etici e morali nella giuria di Clint Eastwood o terrorizzato nei Carpazi da un uomo molto più carismatico di lui (sebbene si tratti di uno spaventoso vampiro, questo glielo concediamo). Perché, diciamolo, è molto più interessante il rapporto che intercorre tra Ellen e Orlok rispetto a quello che la donna ha con suo marito: è infatti la lotta contro l’oscurità che Leni porta dentro la vera anima di questo convincente lavoro di Eggers, un horror gotico ricco di atmosfere e suggestioni appartenenti al secolo scorso, ma capace anche di essere moderno, sempre credibile e mai grottesco. La grandezza di questa nuova versione di Nosferatu è, al di là dell’indubbia potenza visiva, la capacità di reinventarsi in ogni scena, di essere coinvolgente anche di fronte a una storia che abbiamo visto in tutte le salse, che il regista statunitense però riesce a modernizzare con la metafora, neanche troppo sottile, di una donna indipendente in lotta contro una società di maschi dominanti, che frenano i suoi desideri, che decidono come deve vivere e che addirittura tentano di frenare la sua “follia” facendole indossare corpetti più stretti.

    Il Conte Orlok può anche far paura (bravo Skarsgaard, ormai abbonato a vestire i panni dei mostri), ma non sarà mai così spaventoso come quando Eggers costringe noi spettatori – e ogni personaggio dei suoi film – a fare i conti con l’oscurità che portiamo dentro, che probabilmente rinneghiamo, ma che forse dovremmo imparare a riconoscere. Perché anche dopo la notte più buia, c’è sempre il sorgere del sole.

    #Cinema #commenti #daVedere #diCheParla #eggers #film #locandina #metafora #nosferatu #recensione #significato #spiegazione #storia #trama

  21. Recensione “Nosferatu” (2024)

    Parafrasando Nietzsche, si può dire che se tu guarderai a lungo nell’oscurità, anche l’oscurità vorrà guardare dentro di te. Ed è proprio in un buio accecante che Eggers immerge lo spettatore (e Lily-Rose Depp) sin dalla primissima inquadratura, come a volerlo rendere parte di quella stessa notte buia, la stessa oscurità nella quale il regista fa muovere le sue ombre.

    Il vampiro Nosferatu, il “non spirato”, nasce nel 1922 come plagio cinematografico del capolavoro di Bram Stoker Dracula, in uno dei film più simbolici della cinematografia di Murnau, dell’espressionismo tedesco e senza dubbio di tutto il cinema muto: qualunque cinefilo che si rispetti avrà presente l’inquietante sagoma deformata di Max Schreck, il primo Nosferatu del cinema, proiettata sulla parete della sua decadente magione. Eggers prende quell’ombra e la diffonde per 135 minuti di film sugli occhi di chi guarda, soprattutto tra le pieghe di un desiderio latente, quello di una protagonista eccezionale, che rispetto alle versioni precedenti di Nosferatu, qui diventa il vero e proprio motore della storia: Lily-Rose Depp è infatti splendida e inquietante al tempo stesso, a tal punto che forse mi spaventerebbe addirittura incontrarla per strada, e concede tutta se stessa ai suoi demoni, alla sua solitudine, al suo desiderio, in una società maschilista controllata da inetti, come il marito della sua Ellen, il solito Nicolas Hoult confuso e incapace di cambiare espressione, non importa se il suo personaggio venga bullizzato nel liceo descritto da Nick Hornby, sia in preda a dubbi etici e morali nella giuria di Clint Eastwood o terrorizzato nei Carpazi da un uomo molto più carismatico di lui (sebbene si tratti di uno spaventoso vampiro, questo glielo concediamo). Perché, diciamolo, è molto più interessante il rapporto che intercorre tra Ellen e Orlok rispetto a quello che la donna ha con suo marito: è infatti la lotta contro l’oscurità che Leni porta dentro la vera anima di questo convincente lavoro di Eggers, un horror gotico ricco di atmosfere e suggestioni appartenenti al secolo scorso, ma capace anche di essere moderno, sempre credibile e mai grottesco. La grandezza di questa nuova versione di Nosferatu è, al di là dell’indubbia potenza visiva, la capacità di reinventarsi in ogni scena, di essere coinvolgente anche di fronte a una storia che abbiamo visto in tutte le salse, che il regista statunitense però riesce a modernizzare con la metafora, neanche troppo sottile, di una donna indipendente in lotta contro una società di maschi dominanti, che frenano i suoi desideri, che decidono come deve vivere e che addirittura tentano di frenare la sua “follia” facendole indossare corpetti più stretti.

    Il Conte Orlok può anche far paura (bravo Skarsgaard, ormai abbonato a vestire i panni dei mostri), ma non sarà mai così spaventoso come quando Eggers costringe noi spettatori – e ogni personaggio dei suoi film – a fare i conti con l’oscurità che portiamo dentro, che probabilmente rinneghiamo, ma che forse dovremmo imparare a riconoscere. Perché anche dopo la notte più buia, c’è sempre il sorgere del sole.

    #Cinema #commenti #daVedere #diCheParla #eggers #film #locandina #metafora #nosferatu #recensione #significato #spiegazione #storia #trama

  22. Recensione “Nosferatu” (2024)

    Parafrasando Nietzsche, si può dire che se tu guarderai a lungo nell’oscurità, anche l’oscurità vorrà guardare dentro di te. Ed è proprio in un buio accecante che Eggers immerge lo spettatore (e Lily-Rose Depp) sin dalla primissima inquadratura, come a volerlo rendere parte di quella stessa notte buia, la stessa oscurità nella quale il regista fa muovere le sue ombre.

    Il vampiro Nosferatu, il “non spirato”, nasce nel 1922 come plagio cinematografico del capolavoro di Bram Stoker Dracula, in uno dei film più simbolici della cinematografia di Murnau, dell’espressionismo tedesco e senza dubbio di tutto il cinema muto: qualunque cinefilo che si rispetti avrà presente l’inquietante sagoma deformata di Max Schreck, il primo Nosferatu del cinema, proiettata sulla parete della sua decadente magione. Eggers prende quell’ombra e la diffonde per 135 minuti di film sugli occhi di chi guarda, soprattutto tra le pieghe di un desiderio latente, quello di una protagonista eccezionale, che rispetto alle versioni precedenti di Nosferatu, qui diventa il vero e proprio motore della storia: Lily-Rose Depp è infatti splendida e inquietante al tempo stesso, a tal punto che forse mi spaventerebbe addirittura incontrarla per strada, e concede tutta se stessa ai suoi demoni, alla sua solitudine, al suo desiderio, in una società maschilista controllata da inetti, come il marito della sua Ellen, il solito Nicolas Hoult confuso e incapace di cambiare espressione, non importa se il suo personaggio venga bullizzato nel liceo descritto da Nick Hornby, sia in preda a dubbi etici e morali nella giuria di Clint Eastwood o terrorizzato nei Carpazi da un uomo molto più carismatico di lui (sebbene si tratti di uno spaventoso vampiro, questo glielo concediamo). Perché, diciamolo, è molto più interessante il rapporto che intercorre tra Ellen e Orlok rispetto a quello che la donna ha con suo marito: è infatti la lotta contro l’oscurità che Leni porta dentro la vera anima di questo convincente lavoro di Eggers, un horror gotico ricco di atmosfere e suggestioni appartenenti al secolo scorso, ma capace anche di essere moderno, sempre credibile e mai grottesco. La grandezza di questa nuova versione di Nosferatu è, al di là dell’indubbia potenza visiva, la capacità di reinventarsi in ogni scena, di essere coinvolgente anche di fronte a una storia che abbiamo visto in tutte le salse, che il regista statunitense però riesce a modernizzare con la metafora, neanche troppo sottile, di una donna indipendente in lotta contro una società di maschi dominanti, che frenano i suoi desideri, che decidono come deve vivere e che addirittura tentano di frenare la sua “follia” facendole indossare corpetti più stretti.

    Il Conte Orlok può anche far paura (bravo Skarsgaard, ormai abbonato a vestire i panni dei mostri), ma non sarà mai così spaventoso come quando Eggers costringe noi spettatori – e ogni personaggio dei suoi film – a fare i conti con l’oscurità che portiamo dentro, che probabilmente rinneghiamo, ma che forse dovremmo imparare a riconoscere. Perché anche dopo la notte più buia, c’è sempre il sorgere del sole.

    #Cinema #commenti #daVedere #diCheParla #eggers #film #locandina #metafora #nosferatu #recensione #significato #spiegazione #storia #trama

  23. "Mit dem Smartphone wird jeder zum Blockwart." Schreibt unser Autor im Bezug auf den letzten Roman von Dave Eggers "Every".

    denklatenz.de/artikel/kultur/e

    #Roman #Dystopie #Eggers #Literatur #Bücher

  24. Der Weg zur Hölle ist mit Guten Vorsätzen gepflastert.

    Dave Eggers: Every

    "… Die Heilsversprechungen die der Konzern in der digitalen und totalvernetzten Welt, die ganzen APPs etc., abgibt, haben kein Ende und führen zu nichts gutem, meistens gar zu Depressionen. …" - schreibt unser Autor zu der Welt von Every.

    denklatenz.de/artikel/kultur/e

    #Roman #Literatur #Rezension #bücher #Eggers #Every #Circle

  25. Der Weg zur Hölle ist mit Guten Vorsätzen gepflastert.

    Dave Eggers: Every

    Nach der Veröffentlichung von Der Cirlce, 2014, nimmt Dave Eggers neue Heldin Denaley Anlauf, den inzwischen von Der Cirlce in Every umgetauften Konzern, von innen heraus zu vernichten. Ein dystopischer Roman, der Elemente des aktuellen Zeitgeist aufgreift und in naher Zukunft spielt.

    denklatenz.de/artikel/kultur/e

    #Literatur #Rezension #Bücher #Dystopie #Denklatenz #Eggers #Facebook #Meta #Amazon #Google