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32 results for “dripverse”

  1. "A clash between a diverse community, and cis white programmers who despair of the "woke" agenda. Folks, there isn't an agenda. You have a community moderation issue that will turn into a sustainability issue for recruiting more contributions."

    #OpenSource #FreeSoftware #FLOSS
    #Diversity #Equity #Inclusion #DEI

    onepict.com/20240512-elephant.

  2. Intracortical microstimulation evokes diverse electrode-specific phosphenes in the early visual cortex of blind individuals medrxiv.org/content/10.64898/2 "Phosphenes ranged from simple dots to elongated, textured, circular, or otherwise idiosyncratic forms."

  3. Nieuwe Signal update voor iOS (8.34) 🎉

    - Diverse verbeteringen aan stickers, waaronder een nieuwe gebruikersinterface voor stickerpakketten en nieuwe opties om stickerpakketten eenvoudig te bekijken, door te sturen of de links ervan te kopiëren

    👉 aboutsignal.nl/releases/signal

    #signal #signalapp #signalmessenger #nieuws #ios #iphone #ipodtouch #tech

  4. Restaurant Roundup: Black Pizza Brings NY-Style Slices to Ba…

    Part of Atlanta’s charm lies in its diverse food scene, from the rich culture to the bold flavors. The saying often goes that “Atlanta isn’t a real place,” and what makes it unique is the bustling dining …
    #dining #cooking #diet #food #Italiancuisine #BlackOwnedBusinesses #Italia #Italian #italiancuisine #italiano #italy #Restaurants
    diningandcooking.com/2859625/r

  5. »Nvidia investiert in Doctolib« – Doctolib will KI-Systeme für Patientendaten entwickeln. Nvidia soll die Grundlage dafür stellen. Nvidia hat Investitionen in diverse französische …

    #JustReading #Orientation #LinkTipp

    golem.de/news/ki-in-der-eu-nvi

  6. HomeView introduce i Faces, quadranti personalizzabili che includono Snoopy, Photos e Weather. L'interfaccia è dinamica e cambia aspetto tra mattina e sera per adattarsi alle diverse esigenze dell'utente durante la giornata. #Apple #HomeView

    kiro.it/5Ra1o

  7. RE: social.vivaldi.net/@CenterLibe

    Om man sen slår ihop statens kostnader för att genomföra själva valet (ca 300–400 miljoner kr) med partiernas och (diverse intresseorganisationer) egna kampanjkostnader landar notan för samhället och partierna m.m till sammantaget på snabbt upp till nästan en miljard kronor för ett extraval.

  8. Biodiversity enhances pond ecosystem multifunctionality across Europe

    Schuldt, A. et al. Biodiversity across trophic levels drives multifunctionality in highly diverse forests. Nat. Commun. 9, 2989…
    #Europe #EU #BiologicalandPhysicalAnthropology #Ecology #ecosystemservices #Evolutionarybiology #Freshwaterecology #general #Lifesciences #paleontology #Zoology
    europesays.com/europe/159322/

  9. "innovation in battery tech and design will continue at pace.

    It’s safe to say that the battery chemistry landscape will be far more diverse in 2030 that it is today. These following news shows signs of what’s to come" #battchat #alwaysbecharging www.linkedin.com/posts/max-re...

    #lmeweek #batteries #crubreakf...

  10. Appwrite: Passkeys für die eigene App mit selbst gehostetem Backend

    Appwrite 2.5 führt Passkeys für Projekte und eine neue Zeitplanung für Functions ein. Zudem behebt das Update diverse Fehler.

    heise.de/news/Appwrite-Passkey

    #Datenbanken #IT #OpenSource #Passkey #Security #news

  11. Believe you we are worthy for the rooms we’re in. Listening to Dr. A on communication where you contribute from diverse perspectives.

  12. Denver Nuggets Defeat Chicago Bulls 133-128 | NBA Recap The Hype Magazine: Unveiling the Pulse of Urban Culture – From Hip Hop to Hollywood! Explore a Diverse Tapestry of Stories, Interviews, and Impactful Editorials Spanning Fashion, Gaming, Movies, MMA, EDM, Rock, and Beyond! www.thehypemagazine.com – The Hype Magazine The Hype Magazine rawchili.com/nba/857954/ #Basketball #Bulls #Chicago #ChicagoBulls #ChicagoBulls #NBA

  13. Il CEO di Qualcomm: alcune aziende IA pensano di entrare nel mercato degli smartphone

    Cristiano Amon, CEO di Qualcomm, ha rivelato che diverse aziende leader nel settore dell'intelligenza artificiale stanno valutando l'ingresso nel mercato degli smartphone. Secondo il dirigente, alcune di queste realtà avrebbero già chiesto a Qualcomm hardware capace di far funzionare, entro il 2028, modelli IA da 100 miliardi di parametri direttamente sul dispositivo, e in modo continuativo. Modelli IA da 100 miliardi di parametri sul telefono Intervenendo al programma Fireside Alpha, […]

    androidiani.net/il-ceo-di-qual

  14. 📰 Ricina, trovate piante (e il campo) da cui potrebbe provenire il veleno che ha ucciso madre e figlia. La procuratrice: «Di Vita non era il bersaglio»

    #️⃣ #ATTUALITÀ #Avvelenamenti #Campobasso #Inchieste #Molise #Omicidi #OpenOnline

    🔗 open.online/2026/10/15/ricina-

    Gli investigatori hanno individuato diverse piante di ricino tra Riccia e il lago di Occhito, in Molise. Intanto proseguono le perquisizioni informatiche nelle scuo…

  15. 📰 «Perché il Ris su Garlasco non ha sbagliato niente», parla l’ex generale Garofano: la sua versione sui pedali di Stasi

    #️⃣ #ATTUALITÀ #X #AlbertoStasi #Carabinieri #DelittodiGarlasco #Inchieste #Lombardia #Pavia #OpenOnline

    🔗 open.online/2026/10/14/garlasc

    L'ex comandante del Ris prova a dare una spiegazione alle diverse incongruenze emerse nelle ultime settimane sulle prime indagini del delitto di Garlasco. Come si spiega gli esam…

  16. @bdking71 weirdly, amateur radio isn't dying. At all. There's more licensees than ever, everywhere. My radio club trains and licenses 25 new hams a month. Amateur radio has always been diverse from CW to V/UHF FM & SSB to EME to Es to JT65 to FT8 SSTV to RTTY to HF SSB ad nauseum.

    The saddest hams are the ones singing fake funeral dirges

    Stop it. There are no #hamradio gatekeepers.

  17. 📰 Spionaggio a OpenAI: arrestato dipendente. «Piazzava microspie nelle sale riunioni»

    #️⃣ #ESTERI #FBI #Intelligenzaartificiale #OpenAI #Spionaggio #USA #OpenOnline

    🔗 open.online/2026/10/13/openai-

    L'uomo, segnalato all'FBI, voleva piazzare altri apparecchi in diverse aree sensibili del colosso di intelligenza artificiale L'articolo Spionaggio a OpenAI: arrestato dipendente. «Piazzava microspie nelle sale riunioni» proviene da Open.

  18. Milano 2027. Per un’alternativa di governo della città, a partire dalla casa
    Avvicinandosi le elezioni amministrative milanesi previste per il 2027, possiamo registrare una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che, secondo diverse analisi, il modello Milano è entrato in profonda crisi; quella cattiva è che non si vedono alternative realistiche all’orizzonte.
    ideeinformazione.org/2026/10/1

    @Milano

    #TrasformazioneDiMilano #Casa

  19. Libri su Israele e Palestina: 8 saggi per capire il conflitto

    Indice dei contenuti

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    Quali libri su Israele e Palestina leggere per capire un conflitto che dura da oltre un secolo e che continua a produrre conseguenze politiche e umane enormi?

    Orientarsi non è semplice. La storia di Israele e Palestina attraversa sionismo, Mandato britannico, Shoah, guerra del 1948, Nakba palestinese, guerre arabo-israeliane, occupazione dei territori, insediamenti, Intifade, Accordi di Oslo, Hamas, Gaza e trasformazioni profonde delle società israeliana e palestinese.

    Inoltre, su molti passaggi esistono interpretazioni storiografiche e politiche differenti. Per questo è utile leggere più di un autore e distinguere tra ricostruzione storica, testimonianza, analisi politica e intervento militante.

    Abbiamo scelto otto saggi su Israele e Palestina che possono aiutare a costruire un quadro più ampio, partendo dalla storia e arrivando alle conseguenze contemporanee dell’occupazione, della guerra e della crisi politica.

    Palestina e Israele: che fare? di Noam Chomsky e Ilan Pappé

    Palestina e Israele: che fare? raccoglie una serie di conversazioni tra Noam Chomsky e lo storico israeliano Ilan Pappé, curate da Frank Barat.

    Il libro affronta la questione israelo-palestinese attraverso storia, occupazione, colonialismo, diritti dei palestinesi, ruolo degli Stati Uniti e possibili soluzioni politiche.

    Chomsky e Pappé condividono una critica profonda delle politiche israeliane verso i territori palestinesi, pur arrivando alle proprie conclusioni attraverso percorsi teorici differenti.

    Uno degli aspetti più interessanti del volume è proprio la forma del dialogo: permette di osservare come questioni storiche e politiche possano essere affrontate da prospettive diverse senza ridurre tutto a una cronologia degli eventi.

    Su Magozine puoi leggere anche la nostra recensione di Palestina e Israele: che fare?.

    Consigliato a: chi vuole affrontare il conflitto attraverso una prospettiva critica su occupazione, colonialismo e rapporti di potere.

    Israele, Palestina di Alain Gresh

    Israele, Palestina di Alain Gresh è un buon punto di partenza per chi cerca una ricostruzione generale e relativamente sintetica.

    Gresh ripercorre la nascita del sionismo, il Mandato britannico, la formazione dello Stato di Israele, la questione dei rifugiati palestinesi, le guerre regionali e i tentativi di negoziato.

    Il valore del libro sta soprattutto nella capacità di restituire continuità storica a una vicenda che viene spesso raccontata soltanto attraverso le sue esplosioni più recenti.

    Consigliato a: chi cerca una prima mappa storica del conflitto prima di affrontare studi più specifici.

    La guerra dei cent’anni sulla Palestina di Rashid Khalidi

    La guerra dei cent’anni sulla Palestina di Rashid Khalidi propone una lettura della storia contemporanea palestinese dal punto di vista di uno storico palestinese.

    Khalidi interpreta il conflitto come il risultato di un lungo processo coloniale sostenuto, in fasi diverse, da potenze esterne.

    Il libro attraversa il Mandato britannico, il 1948, il 1967, l’invasione del Libano, le Intifade e il fallimento del processo di Oslo, intrecciando ricostruzione storica e memoria familiare.

    È particolarmente utile per comprendere come la storia venga percepita dalla società palestinese e perché eventi apparentemente lontani continuino a produrre conseguenze nel presente.

    Consigliato a: chi vuole conoscere una prospettiva palestinese ampia e storicamente strutturata.

    La pulizia etnica della Palestina di Ilan Pappé

    Con La pulizia etnica della Palestina, Ilan Pappé concentra l’attenzione soprattutto sul 1948 e sull’espulsione di una parte consistente della popolazione palestinese dalle città e dai villaggi in cui viveva.

    Il libro interpreta gli eventi della Nakba come un processo pianificato di espulsione e spopolamento.

    Si tratta di un testo molto influente e discusso, che ha avuto un ruolo importante nel dibattito sulle origini dello Stato di Israele e sulla memoria della Nakba.

    Il suo interesse sta anche nel mostrare quanto il 1948 non possa essere compreso soltanto come guerra tra eserciti, ma debba essere osservato anche dal punto di vista delle popolazioni civili coinvolte e degli spostamenti forzati.

    Consigliato a: chi vuole approfondire il 1948 e la Nakba palestinese.

    Perché la Palestina è perduta ma Israele non ha vinto di Jean-Pierre Filiu

    Perché la Palestina è perduta ma Israele non ha vinto di Jean-Pierre Filiu ricostruisce il conflitto tra XIX e XXI secolo attraverso una prospettiva storica ampia.

    Uno degli aspetti più interessanti del libro è il tentativo di evitare una narrazione completamente lineare. Filiu analizza il ruolo delle potenze esterne, le divisioni del mondo arabo, le trasformazioni del sionismo e gli errori delle leadership coinvolte.

    Il risultato è una lettura nella quale la lunga crisi palestinese non coincide automaticamente con una vittoria stabile e definitiva di Israele.

    Consigliato a: chi cerca una ricostruzione storica ampia e capace di collegare passato e presente.

    Il suicidio di Israele di Anna Foa

    Il suicidio di Israele di Anna Foa concentra maggiormente l’attenzione sulla società israeliana e sulle trasformazioni politiche dello Stato.

    Foa riflette sul rapporto tra memoria della Shoah, identità israeliana, occupazione dei territori palestinesi e progressiva radicalizzazione politica.

    È un libro utile perché sposta la domanda dal solo conflitto esterno alle conseguenze che decenni di occupazione, guerra e militarizzazione possono avere anche sulla società che esercita quel controllo.

    Consigliato a: chi vuole comprendere meglio le tensioni interne alla società israeliana contemporanea.

    Quando il mondo dorme di Francesca Albanese

    Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina di Francesca Albanese porta il lettore più vicino alle conseguenze umane del conflitto.

    Il libro raccoglie storie, testimonianze e riflessioni sulla vita palestinese e sul rapporto tra diritto internazionale, occupazione e violenza.

    Non è quindi una storia generale del conflitto, ma un testo da affiancare alle ricostruzioni storiche per comprendere come confini, controlli, operazioni militari e politiche territoriali incidano concretamente sulle vite individuali.

    Consigliato a: chi vuole affiancare alla storia una prospettiva giuridica e testimoniale.

    Israele e Palestina in 10 mappe di Laura Canali

    Per comprendere Israele e Palestina, la geografia è fondamentale.

    Israele e Palestina in 10 mappe di Laura Canali utilizza la cartografia per mostrare confini, territori, insediamenti, vie di comunicazione e trasformazioni geopolitiche.

    Molti aspetti del conflitto diventano più chiari quando vengono osservati su una carta: la frammentazione della Cisgiordania, la posizione degli insediamenti, il rapporto tra Gaza e Israele, Gerusalemme e la distribuzione territoriale delle diverse popolazioni.

    È quindi un complemento particolarmente utile ai libri storici e politici.

    Consigliato a: chi ha bisogno di visualizzare il territorio per comprendere meglio la politica.

    Quale libro leggere per capire Israele e Palestina?

    Dipende da ciò che vuoi capire per primo.

    • Se vuoi partire da un’analisi critica complessiva, scegli Palestina e Israele: che fare? di Chomsky e Pappé.
    • Se cerchi una sintesi storica iniziale, prova Israele, Palestina di Alain Gresh.
    • Se vuoi conoscere una prospettiva palestinese, scegli La guerra dei cent’anni sulla Palestina di Rashid Khalidi.
    • Se vuoi approfondire la Nakba e il 1948, leggi La pulizia etnica della Palestina di Ilan Pappé.
    • Se cerchi una ricostruzione storica ampia che colleghi passato e presente, prova Jean-Pierre Filiu.
    • Se vuoi capire le trasformazioni della società israeliana, leggi Anna Foa.
    • Se ti interessa soprattutto il diritto internazionale e la vita quotidiana palestinese, scegli Francesca Albanese.
    • Se fai fatica a orientarti tra territori e confini, parti dalle mappe di Laura Canali.

    Perché leggere più di un libro sul conflitto?

    Israele e Palestina sono uno dei casi in cui leggere un solo autore rischia facilmente di produrre una visione incompleta.

    Gli stessi eventi possono essere osservati da prospettive differenti. Il 1948 è la nascita dello Stato di Israele, ma anche la Nakba palestinese. Il 1967 segna una vittoria militare israeliana e contemporaneamente l’inizio dell’occupazione di nuovi territori. Gli Accordi di Oslo possono essere studiati come un tentativo di negoziato, ma anche attraverso le ragioni del loro fallimento.

    Confrontare libri diversi non significa sostenere che tutte le interpretazioni siano equivalenti. Significa distinguere meglio fatti documentati, interpretazioni storiche e giudizi politici.

    Da dove iniziare per capire il conflitto israelo-palestinese?

    Un percorso di lettura può procedere in questo ordine:

    1. una sintesi storica generale per costruire la cronologia;
    2. un approfondimento sul 1948 e sulla Nakba;
    3. una ricostruzione della storia dal punto di vista palestinese;
    4. un libro sulle trasformazioni della società israeliana;
    5. una lettura dedicata a territorio, occupazione, diritto internazionale e vita quotidiana.

    Questo metodo aiuta a evitare una delle difficoltà più comuni: partire direttamente dall’ultima guerra e cercare di interpretarla senza conoscere il processo storico che l’ha preceduta.

    Israele, Palestina, guerra e potere

    Il conflitto tra Israele e Palestina non può essere separato dalla storia coloniale, dalle guerre del Medio Oriente, dalle strategie delle grandi potenze e dalle trasformazioni interne delle società coinvolte.

    È anche un caso particolarmente evidente di come il controllo del territorio, delle frontiere, delle risorse, della mobilità e della sicurezza possa trasformarsi in una questione quotidiana per milioni di persone.

    Su Magozine abbiamo affrontato il tema anche nell’articolo Il modello curdo soluzione del conflitto tra Israele e Palestina, che propone una riflessione politica diversa sulla convivenza tra popolazioni e sull’organizzazione del territorio.

    Leggere su Israele e Palestina non significa soltanto cercare una risposta immediata alla domanda su chi abbia ragione. Significa ricostruire come territori, identità, memoria, sicurezza, diritti e potere si siano intrecciati fino a produrre uno dei conflitti più lunghi e complessi del mondo contemporaneo.

    #Israele #libri #Palestiba #Palestina
  20. Datatypes AmigaOS 3.x - Wie genial ist das denn bitte?

    In Zeiten, wo jeder Computerhersteller versucht die Kunden in sein Ökosystem zu zwingen, ist mir durchaus klar, warum weder Apple noch Microsoft so eine geile Funktion "Datatypes" in sein Betriebssystem integriert, bedeutet es doch ein gutes Stück "Kontrollverlust", wenn jeder einfach Datatypes dem System hinzufügen könnte.

    Was, Du hast keine Ahnung was Dataypes sind? Damit bist Du entweder noch ziemlich jung oder hast es einfach "vergessen". Wie auch immer, ich würde vermuten, dass 90% der aktuellen Computernutzer damit nichts mehr anzufangen wissen. Deswegen, schallt euch mal an, es geht zurück, zurück in die Zukunft! 😉

    Also nehmen wir mal ein klassisches Beispiel. Der Amiga, bzw. sehr viele Programme von eben diesem, haben seit min. drei Jahrzehnten keine Updates mehr bekommen. Und jetzt möchtest Du auf dem Amiga eine webp-Grafik anschauen? Oder noch ein weiteres Beispiel: Von wann genau war noch das PDF-Format?

    Was in den heutigen Ökosystemen macOS und Windows undenkbar wäre, war unter AmigaOS möglich. Nämlich mal eben eine neue Dateiendung zu etablieren, welches "jedes installierte Programm" ohne Update(!) von Anfang an unterstützt.

    Und genau hier kommen eben Datatypes ins Spiel!

    Normalerweise muss ein Entwickler in sein Programm (Textverarbeitung oder Bildanzeige) genau einbauen, welche Dateiformate er unterstützt und öffnen kann. Wenn ein Bildbetrachter nur BMP versteht, kann er kein JPEG oder PNG öffnen. Kommt ein neues Bildformat auf den Markt - wie beispielsweise webp -, musst Du warten und hoffen, dass der Entwickler sein Programm aktualisiert.

    Beim Amiga läuft das genau anders herum. Eine "Erweiterung des des Betriebssystem übernimmt die Verwaltung. Das Grafik-Programm sagt zum Betriebssystem: "Ich bin ein Bildbetrachter. Gib mir die Pixel dieser Datei. Das Betriebssystem schaut in den Ordner "Datatypes" und sucht den passenden "Übersetzer" für diese Datei (z.B. den webp-Datatype). Der Datatype packt die Datei aus, wandelt sie in ein standardisiertes Format um und reicht sie an das Programm weiter - fertig!

    Wenn ein neues Bildformat erfunden wird, musst du nicht X diverse Programme aktualisieren. Beim Amiga installierst einfach den neuen Datatype, wenn es ihn denn gibt. Ab diesem Moment können alle Grafik-Programme das Bildformat öffnen. Und das ist jetzt nicht einfach nur ein Beispiel, den Datatype "webp" gibt es wirklich für 68K-Amigas zum Download warpdt.co.uk/webp.php"!

    Ich persönlich habe in der Tat einige Zeit gebraucht das zu verstehen, denn es ist einfach komplett anders herum, als es gefühlt alle anderen Systeme es heute machen. Am ehesten ist es vergleichbar mit einem "Video-Codec" unter Windows, den man nachinstallieren kann. Meist ist man aber auf den Hersteller angewiesen, dass dieser sein System aktualisiert und Unterstützung mitbringt.

    Btw. eben diese alten AMIGAs können heute auch PDFs, weil es einen passenden Datatype gibt m68k.aminet.net/package/util/d"!

    Love it!
    rantifant.de/?u=/2026/10/11/da
    #Amiga #Datatype #Retro

  21. L’AI migliora le previsioni meteo fino a sei settimane: la scoperta del MIT che potrebbe aiutarci a prepararci prima

    A volte il problema non è sapere se domani pioverà. È capire se fra tre settimane arriverà un’ondata di freddo abbastanza intensa da mettere in difficoltà una rete elettrica, un raccolto o un’intera città. In quel caso, ricevere l’avviso con due giorni di anticipo può essere quasi inutile. Averne quattordici potrebbe cambiare parecchio le cose.

    Il 14 ottobre 2026 il Massachusetts Institute of Technology ha raccontato i risultati di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature: un sistema di apprendimento automatico capace di migliorare le previsioni meteorologiche nell’intervallo più difficile, quello tra due e sei settimane. Non inventa un nuovo clima, non guarda dentro una sfera di cristallo e soprattutto non promette di dirci con certezza se pioverà alle 16:30 del 12 novembre. Fa qualcosa di meno spettacolare, ma probabilmente più utile: impara a riconoscere gli errori sistematici dei modelli esistenti e li corregge.

    La differenza, come spesso succede con l’intelligenza artificiale, è tutta nel verbo. Non «indovinare», ma «migliorare».

    Il deserto delle previsioni: perché due settimane sono un confine complicato

    Siamo abituati ad aprire un’applicazione e a leggere la temperatura prevista per domani. A breve distanza, le osservazioni dell’atmosfera offrono una base abbastanza solida: pressione, vento, umidità, oceani e molti altri parametri vengono elaborati da modelli fisici sempre più raffinati. Più ci allontaniamo dal presente, però, più gli errori iniziali possono amplificarsi.

    Il meteorologo e matematico Edward Lorenz ha contribuito a spiegare questo comportamento attraverso la teoria del caos. Non significa che l’atmosfera si muova senza regole: significa che differenze minuscole nelle condizioni di partenza possono condurre a evoluzioni molto diverse. Ecco perché una previsione dettagliata per una singola giornata, fatta con un mese di anticipo, è un esercizio poco affidabile.

    Esiste però una via di mezzo tra la previsione quotidiana e le tendenze climatiche stagionali. Gli esperti la chiamano previsione substagionale: riguarda periodi medi, spesso settimane intere, e prova a stimare probabilità di caldo, freddo, pioggia o anomalie rispetto alla norma. Proprio questo intervallo da due a sei settimane è stato definito un «deserto della prevedibilità». È troppo lontano per fidarsi soltanto delle condizioni iniziali, ma troppo vicino per affidarsi alle sole tendenze di lungo periodo.

    Eppure è l’intervallo in cui si prendono decisioni molto concrete: quanta energia acquistare, quando preparare le scorte, come pianificare le attività agricole e quando mettere in allerta i servizi di emergenza.

    Il trucco non è sostituire i meteorologi, ma correggere i loro modelli

    Il gruppo di ricerca, che comprende studiosi del MIT, Microsoft Research, Harvard, Università di Toronto e del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), ha sviluppato un metodo chiamato Probabilistic Bias Correction, abbreviato PBC.

    Il concetto è semplice da spiegare, anche se realizzarlo richiede molta statistica. Immaginiamo che un sistema meteorologico tenda, in certe condizioni, a sovrastimare la probabilità di precipitazioni oppure a sottovalutare il rischio di temperature estreme. Non basta sottrarre una quantità fissa: l’errore può cambiare a seconda della zona, della stagione, della distanza temporale e della distribuzione delle probabilità.

    PBC studia le previsioni storiche, le confronta con quanto è realmente accaduto e impara come modificare le probabilità prodotte dal modello originale. È uno strato aggiuntivo, una sorta di revisore che conosce i difetti ricorrenti del collega. E, diversamente da una correzione grossolana che spinge tutto verso la media, prova a conservare anche le informazioni sugli eventi meno comuni.

    Non si tratta quindi di un’intelligenza artificiale che sostituisce completamente la fisica dell’atmosfera. Il sistema parte da previsioni già esistenti, fisiche o basate sull’AI, e cerca di renderle più utili. Questo dettaglio conta anche per i costi: secondo i ricercatori, il metodo è relativamente leggero, adattabile e distribuito come software aperto.

    Schema illustrativo generato con AI, non rappresentazione dei dati originali.

    I risultati: attenzione a non confondere precisione e certezza

    Nello studio, pubblicato su Nature il 14 ottobre, gli autori hanno applicato PBC ai modelli meteorologici dell’ECMWF. I risultati riportano miglioramenti rispetto al modello dinamico già corretto operativamente nel 91% degli obiettivi relativi alla pressione, nel 92% di quelli relativi alla temperatura e nel 98% di quelli relativi alle precipitazioni. Sono quote di obiettivi valutati nei test, non percentuali di giornate in cui la previsione sarebbe «giusta».

    Per il sistema di previsione AI dell’ECMWF, gli autori parlano inoltre di un raddoppio della sua capacità predittiva, che partiva però da valori modesti in questo intervallo temporale. Anche qui bisogna stare attenti: «raddoppiare la capacità» non equivale a «prevedere il meteo con il 100% di accuratezza».

    Un altro elemento interessante è la valutazione in tempo reale: nel concorso internazionale AI Weather Quest del 2025, le previsioni globali del sistema si sono classificate prime nelle variabili e negli orizzonti considerati, superando i modelli di diversi centri meteorologici e le proposte di numerosi gruppi partecipanti. Non è una garanzia che vincerà ogni confronto futuro, ma è una verifica più convincente di un test condotto soltanto su dati già conosciuti.

    Gli autori riportano anche progressi nella previsione probabilistica degli eventi estremi. È probabilmente il punto con le ricadute sociali maggiori, purché venga letto per ciò che è: una probabilità meglio calibrata, non un allarme infallibile.

    Perché un agricoltore o un gestore della rete elettrica dovrebbero interessarsene

    Nel 2021 il Texas attraversò una crisi energetica devastante durante una serie di tempeste invernali. Il MIT ricorda che le interruzioni e le conseguenze della crisi provocarono almeno 246 morti. Sarebbe scorretto sostenere che questo nuovo modello avrebbe impedito quella tragedia: non è stato dimostrato. Ma il caso aiuta a capire perché una settimana in più di preparazione possa valere molto più di una previsione leggermente più precisa per domani.

    Un gestore della rete può pianificare disponibilità di combustibili e capacità di riserva. Un consorzio agricolo può valutare quando proteggere le colture dal gelo o distribuire fertilizzanti. Chi gestisce l’acqua può anticipare alcune decisioni, senza aspettare l’ultimo momento. Naturalmente ogni scelta deve integrare il rischio economico dei falsi allarmi: mobilitare risorse inutilmente ha un costo, ma arrivare impreparati può averne uno enormemente maggiore.

    Il gruppo del MIT riferisce che il servizio meteorologico del Kenya ha manifestato interesse per utilizzare il metodo nella pianificazione delle piogge stagionali. È un esempio promettente di trasferimento verso contesti in cui avere più informazioni non significa soltanto comodità, ma sicurezza alimentare. Non equivale però a un’adozione nazionale già completata.

    Quello che questa AI non sa ancora fare

    Il limite fondamentale non scompare: l’atmosfera rimane un sistema caotico. PBC può correggere componenti prevedibili dell’errore, non cancellare tutte le incertezze. Una previsione di tre settimane non diventa il bollettino preciso di dopodomani. E i risultati medi globali non garantiscono lo stesso miglioramento per ogni regione, stagione, fenomeno o singolo episodio.

    C’è poi la distanza tra una ricerca scientifica e il suo utilizzo quotidiano. I servizi meteorologici devono verificare i dati, integrare i modelli nelle procedure operative, misurare la calibrazione degli allarmi e decidere come comunicare probabilità difficili da interpretare. Dire «aumenta il rischio di freddo intenso» può essere molto utile, ma solo se chi riceve l’informazione sa quali azioni sono proporzionate.

    Infine, una tecnica che apprende dagli errori passati deve essere monitorata quando cambiano i modelli di partenza o il comportamento del clima. Un buon risultato pubblicato oggi non esonera dal controllo continuo domani.

    Illustrazione concettuale generata con AI; non è una previsione reale.

    Il vero progresso è avere tempo per decidere

    Mi colpisce un aspetto di questa ricerca: non ha cercato di buttare via un sistema complesso per sostituirlo con una scatola nera più alla moda. Ha provato a migliorare ciò che già funziona, imparando dagli errori. È una forma di innovazione meno appariscente di un chatbot che risponde a tutto, ma forse più vicina ai problemi reali.

    Quando si parla di intelligenza artificiale, spesso si misura il progresso in velocità, potenza e quantità di dati. Qui il risultato potenzialmente più importante è un altro: tempo. Tempo per mettere al sicuro un raccolto, preparare una rete elettrica, organizzare una risposta. Non sapere con certezza che cosa succederà, ma avere elementi migliori per scegliere prima.

    Non è poco. E, per una volta, la previsione più interessante non riguarda il meteo: riguarda il modo in cui potremmo usare meglio le informazioni che già possediamo.

    Fonti

    #ai #ambiente #cultura #intelligenzaArtificiale #libri
  22. ## Dismissive of Real World Pain and Progressive Social Policies: Our Parliamentarians.

    What is it about #Politics that it attracts the most bigoted, avid and hypocritical people — because that’s what is on show. Even when an idealist, elected for their idealism, joins the fray they are sure to be bullied into the required behavioural mould.

    Living the life in *Cloud LaLaLand*, their feet rarely touch the ground. Our Janus-faced polies wind and wound their way around political issues without batting an eyelid while walking the fence between the #Oligarchy and the #Electorate. That is… more aptly, they tread the path on the ##Monied and #Rentier side of the fence and occasionally will throw some crumbs over to those on the other side. Those whom they ought to represent in Parliament, those whom they are *duty-bound* to prioritize in their decision-making.

    There are no exceptions here, only a matter of *degree*. The question is: how do we recall those ethically inept politicians back to their sworn democratic duty? We can vote them out, but whom do we replace them with? **More of the same**? The *two party duopoly* needs to be broken up by as many cliques and groups (not to say Party again) that can fit in the *House*, let them bargain and accommodate to form a govt. The democratic process will be the richer for it and Parliament likely have more care for the better good of our society. A more diverse Parliament in terms of representation would merely reflect the diverstiy found in our society. Now to *inform* and *educate* the electorate…

    thenewdaily.com.au/news/politi

    #AusPol #Parliamentarians #TwoPartyPolitics #Politicians #HypocracyReigns #BigoteryAbounds #ProgressivePolitics #EconomicShackles #NeoLiberalism #TaxReform #SecularParliamentNow #BanPoliticalDonations #TruthInPoliticalAdvertising #Transparency #Accountability #DutyOfCare #Democracy #TheAgora

  23. The bit that you skip #287: Beastie Boys – Sure Shot

    Before 1994, all I knew about Beastie Boys was a throwaway gag on Mad Magazine. It was something on the nature of 90s kids when they are old, and how their sons/grandsons would need to come with something more offensive than the Beastie Boys.

    Sabotage came out as the lead single and knocked everyone off their chairs. I thought it was extremely funny and a rocking tune, but skewed my expectations of the band. I thought they were going to be punk, which in a way they are, but catching the videos for So Wat’cha Want and Hey Ladies weren’t what I expected. The songs grew on me, and tracks like Gratitude sold me that the band had great range.

    With that said, Sure Shot is the one that made me truly a fan. It might not be as memorable as Sabotage or Fight for your right, but the video and song are an entity that lives rent free on my head. Every time I wear a suit I wanna do their dance moves and if I ever see a dolly, I’m gonna grab on to it as I’m being filmed swaying downwards.

    In a way Sure Shot condemned many of the following singles. Intergalactic felt like a re-thread as the flow and line delivery seems familiar. Video makes it great, though.

    That Howlin’ for Judy flute sample is perfect and possibly makes the song as memorable as it is. I think it’s one of the coolest tracks of ’94, and easily my fave Beastie Boys track in what is a truly diverse and memorable discography.

    -Sam J. Valdés López

    https://youtu.be/JhqyZeUlE8U

    #BeastieBoys #IllCommunication #SureShot
  24. Keizerin Theophanu

    Otto II, Christus en Theophanu (Musée de Cluny, Parijs)

    Als ik in Nijmegen ben, ga ik altijd even naar het Valkhof. Het is een van de prettigste parken van Nederland. Je voelt je er altijd net wat vrijer dan in de stad zelf en dat was bij de aanleg ook de bedoeling: in 1795 was de Bataafse Republiek uitgeroepen en Nijmegen vierde de vrijheid door een mooie Engelse tuin aan te leggen op de plek waar ooit de feodale dwangburcht had gestaan. De kapel, gewijd aan Sint-Nikolaas, bleef echter gespaard. Sinterklaas is immers bestand tegen elke modernisering.

    We danken de kapel aan de tiende-eeuwse keizerin Theophanu, al heeft zij de voltooiing waarschijnlijk niet meegemaakt. Maar ze is een van de interessantste personages uit de Middeleeuwen. De Lage Landen maakten niet dagelijks een Byzantijns bezoek mee.

    Christus kroont Johannes I Tzimiskes (Bode Museum, Berlijn)

    Huwelijk

    Theophanu is rond 960 geboren, en aangezien ze deel uitmaakte van de Byzantijnse keizerlijke familie, zal ze het levenslicht wel hebben gezien in Constantinopel of omgeving. Keizer Johannes I Tzimiskes (r.969-976) was vermoedelijk haar oom. Hij is vooral bekend omdat hij met veel succes leiding gaf aan enkele oorlogen, maar hij was ook een handige diplomaat, en zo kwam het dat hij in 972 zijn nichtje uithuwelijkte aan de Duitse kroonprins Otto II. Het grotere plaatje is dat hij net het Eerste Bulgaarse Rijk had onderworpen en zich wilde gaan richten op de herovering van de Levant. Samenwerking met de Ottoonse dynastie garandeerde rust in het westen.

    Het huwelijk werd in Rome voltrokken in april 972, en het lijkt erop dat keizer Otto I de Grote alles in het werk stelde om tegenwerpingen aan het hof de kop in te drukken. Hij garandeerde een grote bruidsschat, verleende Theophanu een reeks mooie titels (comperatrix, “medekeizerin”), en zorgde ervoor dat de paus voorging in de huwelijksmis. Deze steun betaalde zich een maand later uit, toen keizer Otto I overleed en Otto II aantrad, en steun verwierf voor hemzelf én zijn keizerin. Het echtpaar kreeg drie dochters; de vierde bevalling was een tweeling van opnieuw een meisje én een zoon, de latere keizer Otto III.

    Otto II

    Keizerin

    Theophanu was voortdurend bij haar echtgenoot en had vermoedelijk invloed op zijn beleid. In een kwart van Otto’s oorkonden wordt ook zijn keizerin vermeld, en dat is niet vanzelfsprekend. Ze moet aanleg voor talen hebben gehad, want zonder kennis van het Latijn en Duits kan ze nooit mensen hebben overtuigd.

    Als keizerin zal ze een eigen netwerk hebben opgebouwd, een rol hebben gespeeld in de strijd tussen de diverse hoffacties en vijanden hebben gemaakt. Keizerin-moeder Adelheid van Bourgondië lijkt een hekel aan Theophanu gehad te hebben en – zoals dat gaat met vrouwen met macht – er circuleerden lasterpraatjes. Alpertus van Metz, de chroniqueur die ik hier al eens citeerde, noemt Theophanu kwebbelziek.

    Relikwiehouder van Sint-Nikolaas (Dom, Worms)

    Soms zit er in een lasterpraatje echter een kern van onbegrepen waarheid. Het verwijt dat ze luxueus leefde, wonderlijke sieraden introduceerde, ongebruikelijke heiligen vereerde en bijzondere gewaden droeg, is een voorbeeld. Het is immers een gewone beschrijving van een Byzantijnse aristocrate die Byzantijnse gewoontes introduceerde in het westen. En een kwebbelzieke vrouw was een vrouw die het woord wilde nemen en naar wie voldoende werd geluisterd om ergernis op te roepen bij sommige mannen.

    Italië

    Theophanu introduceerde echter ook de Byzantijnse hofpolitiek. Toen Johannes I Tzimiskes in 976 was vermoord, kwam in Constantinopel Basileios II de Bulgarenslachter aan de macht, uit een andere tak van de keizerlijke familie. Theophanu lijkt een te vereffenen rekening gehad te hebben, en deed in elk geval weinig om haar echtgenoot te weerhouden van expansie in zuidelijk Italië, dat vanouds omstreden was tussen de Byzantijnen, het Fatimidische Emiraat Sicilië en de lokale heersers.

    Otto II, Theophanu en Otto III vereren Christus (Castello Sforzesco, Milaan)

    In 982 begeleidde Theophanu haar man naar het zuiden, waar Otto II eerst de Byzantijnen aanviel, Tarente veroverde en daar Pasen vierde. Vervolgens ging hij naar het westen om af te rekenen met de Arabische troepen, maar hij leed een enorme nederlaag, die heel Europa schokte. Otto en Theophanu waren gedwongen terug te keren naar Rome en bereidden zich voor op oorlog in wat nu Polen is, waar na Otto’s nederlaag de Slavische volken in opstand waren gekomen. Met Pinksteren 983 was het keizerlijk paar in Verona, waar de rijksgroten Otto III erkenden als kroonprins. De peuter was op een paar weken na drie jaar oud.

    Het overlijden van de paus dwong het keizerlijk paar langer in Italië te blijven, en vervolgens bezweek keizer Otto II aan de malaria. Op 7 december 983 werd Otto III keizer. Hij was drie-en-een-half jaar oud.

    Een muurschildering in Nijmegen documenteert enkele gebeurtenissen uit het leven van Theophanu

    Regentes

    Otto III was erkend en werd met kerstmis gezalfd en gekroond. Maar wie zou optreden als regent? Keizerin-grootmoeder Adelheid van Bourgondië en keizerin-moeder Theophanu lagen voor de hand, maar lagen elkaar niet. Het jaar 984 verliep onrustig, maar uiteindelijk wisten de regentessen de moeilijkheden te overwinnen. Ze stelden een adviescollege in, het Colloquium Dominarum, waarmee ze draagvlak wonnen.

    In het volgende jaar erkenden de Slavische vorsten opnieuw het gezag van de keizer. Ook in het westen wisten de twee regentessen het Duitse gezag te herstellen, onder meer door een veldtocht ter verdediging van prins-bisschop Notger van Luik tegen een van zijn zuiderburen. Theophanu was aanwezig. Ook wezen de regentessen voor Otto III de beste docenten aan die ze konden vinden, zoals Gerbert van Aurillac, die tijdens de regering van zijn pupil paus zou worden.

    Het graf van Theophanu in Keulen

    Theophanu maakte dat niet meer mee. In 988 begon ze ziek te worden en in juni 991 overleed ze in Nijmegen. Ze was eenendertig jaar oud, of iets ouder. In Nijmegen is ze niet begraven: Keulen was een voornamere stad en haar graf is daar nog altijd te bekijken in de kerk van Sint-Pantaleon. Adelheid was daarna als enige regentes, tot Otto III drie jaar later meerderjarig werd.

    De erfenis

    Theophanu kwam naar het westen met in haar gezelschap niet alleen hovelingen, maar ook kunstenaars en ambachtslieden. Ze straalde een in het westen nog ongebruikelijke luxe uit. Hoewel haar tijdgenoten aan het Duitse hof daar niet altijd even positief over dachten, waren ze erdoor gefascineerd, en ze namen er nooit meer afscheid van.

    De Nikolaaskapel in Nijmegen

    De voornaamste erfenis is echter de verering van een in Byzantium populaire heilige: Sint-Nikolaas. Enkele door haar meegenomen relikwieën lijken in Worms te zijn geweest, maar zijn in de Tweede Wereldoorlog verloren gegaan. De ampul die ik hierboven toonde, is een replica. En in Nijmegen staat nog steeds de Nikolaaskapel: de oudste gebedsplek voor deze heilige in de Lage Landen, en vermoedelijk in opdracht van Theophanu gebouwd, maar pas iets later voltooid.

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  25. TODAY! #Meadows: Diversity in the Open Landscape – #Webinar via Zoom

    October 13, 2026

    Free program, donations encouraged [for some reason, they want payment information]

    "Bursting with #wildflowers, #grasses, #pollinators, and #birds, meadows are among #Maine’s most vibrant and #wildlife-rich habitats. Join #MaineAudubon ’s #NativePlants Program for a closer look at the meadow communities that provide food, shelter, and breeding habitat for an extraordinary diversity of species.

    This webinar will explore the ecology of Maine meadows and grasslands, from naturally occurring openings to landscapes shaped by human activity. Participants will learn about the native plants that define these communities, the pollinators and birds that depend upon them, and the ecological processes that maintain open habitat over time. We’ll also discuss the challenges facing meadow ecosystems and practical strategies for creating and managing meadow-inspired landscapes at home.

    As autumn arrives and many meadow plants transition into seed production, we’ll examine how these habitats continue to support wildlife well beyond peak bloom. Through photographs, seasonal observations, and examples from around Maine, participants will gain a deeper understanding of the beauty and ecological value of the state’s open landscapes.

    About the Natural Communities Series

    Every landscape tells a story. Join Maine Audubon’s Native Plants Program for an exploration of Maine’s diverse natural communities and the seasonal changes that shape them throughout the year. Through engaging online presentations, participants will discover how native plants, wildlife, soils, and environmental conditions interact to create the habitats that define Maine’s landscapes.

    In September, we’ll explore the ecology of Maine salt marshes, examining how these productive coastal ecosystems support wildlife, protect shorelines, and adapt to changing tides. October’s program focuses on meadows and grasslands, highlighting the plants, pollinators, and birds that depend upon these increasingly rare open habitats. In November, we’ll step back to examine how different natural communities transition into the colder months, exploring the oaks and other keystone species that provide beauty and ecological value throughout fall and winter.

    Whether you’re a gardener, naturalist, land steward, or simply curious about Maine’s ecosystems, this series will deepen your understanding of the natural patterns that shape our landscapes and inspire new ways to observe the world around you.

    Maine Audubon strives to provide inclusive and accessible programs for all members of the community. If you require accommodations to participate in this program, please email [email protected]. Maine Audubon can best meet the needs of requests submitted at least seven days before the event start date.

    This program will be recorded and made available to registrants."

    FMi and to register:
    maineaudubon.org/events/meadow

    #MaineEvents #SpendTimeInNature
    #Maine #Stewardship #SpendTimeOutdoors #Wildflowers #PlantIdentification
    #WildflowerMeadows #BioDiversity

  26. Klimaleugnerin Reiche haut auf irgend so BDA-Konferenz (" ") auf Phoenix albern Anglizismen & Pseudo-Fachbegriffe raus, die sie wohl selbst nicht versteht; die sie nicht korrekt auszusprechen weiß. Diktierter, schlecht auswendig gelernter, realitätsfremder, menschenfeindlicher Müll, teils basierend auf veralteten Zahlen, wenn es z.B. um die Nutzung von KI in Deutschen Firmen geht. Für diese Frau ist alles schon ausgemacht und muss deshalb gar nicht diskutiert werden, weswegen sie wohl zusammenhangslos rumschweift; sich quasi selbst unterbricht.

    Die muss endlich weg. Genug verdient hat sie ja wohl, dass man kein schlechtes Gewissen haben muss, wenn man sie "auf die Straße setzt", wo die beschenkten Lobbyisten ja eh schon warten.

    Da ich mich nicht gerne übergebe, bin ich schnell wieder raus und switche rum, um schließlich bei zu landen, der, pauschalisierend, "Die Jugend" als weiteres Blubberwort entdeckt hat, nachdem er erneut diverse, gesellschaftsfeindliche Ziele schlagwortartig postuliert hat, die seine Ignoranz/Inkompetenz ein weiteres Mal belegen.

    kriecherisch und unterwürfig kommentierend wie gewohnt.

    Weiß nun auch nicht mehr, wer eigentlich am gefährlichsten von denen ist.

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