home.social

Search

1000 results for “patrizia”

  1. È possibile stimare quanto inquina l’infrastruttura fisica di internet e del cloud, fatta di cavi, data center, server ecc?
    Oggi 11/1 h.15:00 CET, il dialogo tra Luis #Nieves e Chris #Tuppen. Modera Patrizia #Felettig
    eventbrite.it/e/biglietti-is-i

  2. L’egemonia cattolica nel Veneto determina rapporti di forza peculiari tra la DC e il PCI

    Il Veneto è una regione popolata da piccole città, piccole imprese, agricoltura contadina ed è permeata dalla devozione al cattolicesimo. <35 La chiave di successo della sua economia, che decollò negli anni ’50 per poi svilupparsi negli anni ’60 e raggiungere l’apice negli anni ’70, fu il basso costo del lavoro derivante dall’impegno part time nell’industria e dal lavoro domestico, ossia la cosiddetta “economia sommersa”.
    Alla base della politica del dopoguerra che predominò in Veneto, vi fu il controllo della riproduzione della forza lavoro, dal punto di vista materiale e ideologico, e soprattutto, quello delle condizioni di vita al di fuori della fabbrica. Questo fu possibile dalla frammentazione e dalla dispersione e, conseguentemente, dalla debolezza organizzativa della classe operaia; in secondo luogo, dalla presenza delle istituzioni sociali della Chiesa, una serie di organizzazioni collaterali come le cooperative, le casse di mutuo soccorso, l’Azione Cattolica, tutte facenti capo alla parrocchia, il cuore della vita religiosa.
    Nel 1945 il governo italiano scelse un tipo di sviluppo guidato dalle forze del mercato, specialmente da quello internazionale, garantendo così l’incremento dei consumi interni moderni e la compressione dei salari. Questa modello portò un ritardo allo sviluppo della classe operaia nell’industria, lo spostamento di massa dalla campagna alla città e quindi un rapido sviluppo del terziario e dell’ingrossamento delle fila dei ceti medi, sia in ambito produttivo che in quello distributivo. Il cardine di questo percorso era la mobilità individuale e, quindi, lo sfruttamento proprio delle disuguaglianze nel sistema al fine di incentivare la partecipazione ai profitti che il sistema poteva elargire.
    Considerando che l’Italia faceva parte del blocco occidentale e si trovava sotto la tutela statunitense che impose, nel 1947, l’esclusione dal governo del PCI (il partito che rappresentava la classe operaia), e dall’altro lato, l’apparato produttivo del paese era quello di un paese in via di sviluppo e si basava sull’eccesso di manodopera a basso costo, si capisce perché il governo del tempo abbia optato per questo tipo di modello di sviluppo.
    La svolta che portò alla concretizzazione del miracolo economico del 1958-1962 fu l’attuazione di una politica basata su grandi profitti derivanti dai bassi salari che stimolavano gli investimenti necessari ad assicurare un buon livello di produttività, il quale a sua volta garantiva la crescita, la competitività dell’economia italiana a livello internazionale. Due elementi fondamentali di tale processo furono la produzione industriale di beni di largo consumo a bassa tecnologia e i salari bassi (conseguenza dell’elevato tasso di disoccupazione e della debolezza dei movimenti operai organizzati nel periodo della Guerra Fredda).
    Questo scenario spiega, in un certo modo, il successo del settore della piccola impresa nel Veneto, la quale ha contribuito a mantenere costante il benessere della regione e della piccola industria, dove il lavoro a tempo parziale e il lavoro domestico avevano mantenuto relativamente basso costo della manodopera. Ricordiamo che, oltre al conflitto scatenato dagli uomini se ne aggiunse in quegli anni uno provocato dalla natura <36: nel 1951, una devastante alluvione sconvolse il Polesine, allagando oltre la metà della provincia, causando più di 100 vittime e 180mila sfollati (80 mila persone lascerà la regione per sempre). Mentre nel 1963, una frana dal monte Toc, ai confini tra le province di Pordenone e Belluno, piomba nel lago artificiale creato dalla diga del Vajont; provocando la morte di 1917 persone e distruggendo gli abitati del fondovalle. <37
    Nonostante le guerre e disastri naturali, la capacità e la voglia di ripresa riescono farsi largo. L’avvio vero come detto è degli anni Sessanta, quando il reddito nazionale netto aumenta del 54 per cento, e il risparmio del 170. Nel 1961, le aziende con meno di 100 addetti assorbono il 72 per cento dell’occupazione. È un salto di qualità progressivo anche se rapido: l’operaio che lavorava giorno e notte in fabbrica, un po’ alla volta si mette in proprio diventando imprenditore di successo, scrivendo storie di tante crescite tipicamente venete. A renderlo evidente è il tasso di natalità delle imprese dell’epoca, di gran lunga superiore a quello della crescita occupazionale: segno evidente che molti ex dipendenti hanno deciso di fare il salto di qualità, avviando un’attività autonoma.
    Negli anni Settanta, avviene uno storico sorpasso, gli addetti all’industria hanno superato il fatidico 50 per cento. Se negli anni Sessanta il reddito pro capite del Veneto è stato nettamente inferiore a quello della media nazionale, nel 1970 si verifica l’aggancio, merito di un’industrializzazione che marcia di pari passo con il potere d’acquisto. Inizia, come già annunciato, a decollare anche il settore terziario: una persona su tre, nella popolazione attiva, opera in questo settore. Per il resto dell’economia di questa regione, la seconda parte degli anni Settanta, è quella del grande balzo, con un trend che si dimostrerà costante fino ai primi anni Ottanta.
    Pur la Chiesa subendo negli anni ’70, pressioni di una crescente e generale secolarizzazione, l’amministrazione locale con i suoi provvedimenti, in particolar modo nei settori dell’edilizia e della previdenza sociale, divenne un elemento fondamentale per il conseguimento e il mantenimento dell’egemonia di quel partito che per quasi l’intero dopoguerra governò questa regione, la DC.
    Durante la dittatura, con la soppressione dei partiti e dei principali corpi intermedi, i poteri locali attuano ovunque in Italia forme di “resistenza” e di salvaguardia della propria collocazione nella struttura sociale. <38 Nel Veneto rurale operano in tale direzione fattori specifici, legati al ruolo della Chiesa che sembrano mitigare l’impatto del fascismo sulla società locale. Non si può non notare che, anche in Veneto l’effetto delle politiche di fascistizzazione della società e di formazione delle nuove generazioni concepite da Mussolini per l’intera nazione (con l’aiuto della stampa, radio, scuola e corpi intermedi creati ad hoc), hanno avuto un forte impatto. Infatti, sarebbe errato attribuire al Veneto del primo dopoguerra una cromatura “bianca”, talmente spessa da riemergere, intatta, dopo la caduta del fascismo. <39 Dalla fine dell’Ottocento, oltre all’associazionismo cattolico, compare e si diffonde anche quello di aspirazione socialista: nei primi anni del Novecento in molti centri urbani del Veneto si formano alleanze comprendenti socialisti, radicali e repubblicani che, dando vita alla stagione delle cosiddette giunte bloccarde, spezzano l’egemonia moderata in ambito amministrativo. <40 Una parte dell’associazionismo mutualistico Veneto urbano favorisce il radicamento del Partito socialista nel territorio, secondo un progetto basato sulle trasformazioni di capitale sociale sedimentato nelle associazioni mutualistiche in risorsa politica, mediante la presenza del partito e il controllo del municipio. Il Partito socialista in Veneto si rivela incapace di saldare le proprie lotte nelle campagne, a differenza delle realtà urbane. In Veneto, nel biennio 1919-20 la mobilitazione delle classi subalterne raggiunge livelli ineguagliati. <41 La contrapposizione fra organizzazioni “bianche” e “rosse” pregiudica la possibilità di successo dei contadini, ma rivela l’eterogeneità degli orientamenti politici nel Veneto d’inizio secolo. In Veneto, la devozione dei contadini ha reso possibile l’incapsulamento nella filigrana “bianca” delle plebi rurali mobilitate a seguito della crisi agraria di fine Ottocento. La storia elettorale del Veneto vede emergere il cromatismo “bianco” già agli inizi del Novecento. Ma l’incidenza della frattura città-campagna discrimina l’insediamento elettorale dei cattolici (rurale) da quello dei socialisti (urbano): il bianco, quindi, è dominante solo in campagna. Lungi dal costituire soltanto “una parentesi”, il fascismo modificherà in profondo il profilo politico lasciando sopravvivere, alla sua caduta, solo le realtà organizzative più forti, ossia solo il capitale sociale “bianco”. Per capire le caratteristiche di fondo della subcultura “bianca”, e al contempo, i motivi per i quali essa ha potuto attraversare il fascismo senza esserne sradicata: dobbiamo immaginare una sorta di sfera immutabile, dove vigevano “leggi” stabilite probabilmente attorno al Settecento, custodite dagli uomini di Chiesa che, creavano una specifica cultura paesana, dove contadini e artigiani erano gli attori principali.
    L’apparente immutabilità che sembra caratterizzare il Veneto “bianco” nel passaggio dal fascismo alla democrazia è data dalla centralità della Chiesa nella cultura politica locale e dalla sua capacità di riproporsi quale schermo protettivo nei confronti di qualunque intervento esterno ritenuto pericoloso dalla società locale. Senza più il fascismo e con uno Stato molto diverso da quello scaturito dal Risorgimento nulla più osta alla trasformazione del suo capitale sociale anche in una risorsa politica. È prevalsa l’interpretazione secondo cui in Veneto l’egemonia politica cattolica fosse acquisita fin dal primo dopoguerra. Possiamo sostenere invece che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento la Chiesa abbia consolidato l’egemonia <42 nei contesti rurali, mentre è solo durante il ventennio fascista, in virtù della libertà di iniziativa ottenuta mediante il compromesso che il regime, che essa riesce a divenire fulcro anche dell’ambiente urbano. Il passaggio attraverso il fascismo può essere identificato come una fase di mutamento del capitale sociale “bianco” sia per effetto dell’annichilimento delle forme organizzative altre e minori ad opera della dittatura, sia in seguito al riposizionamento operato dalla Chiesa nella struttura delle linee di frattura. Con la nascita della DC e la sua posizione dominante nel corso della seconda metà del Novecento la frattura Stato-Chiesa può essere gestita da posizioni molto favorevoli per il Vaticano, che può concentrare la propria forza politica nel proporsi come ancora di salvezza contro il comunismo. Lo spostamento nella struttura delle linee di frattura comporta un cambiamento nelle modalità di azione per la Chiesa: dall’intervento sociale, contro lo Stato liberale e in concorrenza con il movimento socialista fino all’avvento del regime, al controllo del perimetro ideologico in funzione anticomunista nel secondo dopoguerra.
    L’egemonia cattolica nel Veneto determina rapporti di forza peculiari tra la DC e il PCI segnati dal preponderante dominio elettorale della prima sulla seconda, e accompagna la trasformazione di un’area preminentemente rurale in zona ad alta densità di sviluppo industriale di piccola impresa. In Veneto, le fratture connesse alla formazione dello Stato nazionale (centro periferia e Stato-Chiesa), unitamente al cleavage città-campagna, hanno preceduto e contenuto la frattura capitale-lavoro, mentre il conflitto di classe si è manifestato in presenza di forme di controllo sociale capaci di impedirne una riproduzione in termini partitici significativi. <43 Questo incapsulamento della struttura di cleavages prevalenti funziona anche nel dopoguerra, quando la frattura principale diventa quella che contrappone il mondo “bianco” al comunismo, il quale condivide con i “nemici” storici, il “centro” del sistema politico, lo Stato, ma anche “il centro urbano”, l’essere percepito quale minaccia esterna in grado di depauperare la filigrana della società locale. Per almeno i primi decenni del secondo dopoguerra, in Veneto, il criterio decisivo di alleanza sarà il legame tra localismo e la sua cultura prevalente, si vota allo stesso modo della comunità a cui si fa parte e dei suoi leader, senza tener conto della propria posizione economica.44 Il localismo non si traduce in posizioni eversive e pericolose, in quanto la dimensione simbolica e organizzativa della Chiesa danno linfa ad un capitale sociale che garantisce la coesione, l’articolazione, l’aggregazione e la soddisfazione delle domande individuali e collettive (responsiveness) e la presenza della DC assicura l’accesso al sistema politico e il rispetto delle sue regole. <45 Il fattore religioso incide sul piano morale e, su quello dell’integrazione, dell’identità sociale e su quello materiale dell’organizzazione, della rappresentanza e della mediazione con le istituzioni. <46 Negli anni Cinquanta su iniziativa delle ACLI venne svolta un’indagine presso i giovani della provincia di Vicenza, dove emerse la rilevanza di tali elementi, quale la premessa e fondamento degli orientamenti politici nella subcultura “bianca”. <47 Dalla ricerca risulta che nella società veneta di quel periodo, il rapporto con la politica era complesso, come i rapporti di forza elettorali. I partiti considerati come attori non troppo amati né apprezzati, cui vengono attribuiti ruoli ben precisi: la DC appare attenta alla tutela della Chiesa e della libertà, ma indifferente ai problemi di chi lavora; mentre il PCI e PSI figurano come nemici della religione, ma sostenitori dei lavoratori. La religione costituisce la filigrana “bianca” che collega gli orientamenti di fondo, è nel nome della religione che la DC viene legittimata come protagonista delle scelte. L’appartenenza alla Chiesa viene ritenuta una premessa sufficiente per attribuire il consenso ad un partito che pure non gode di molta fiducia. La Chiesa rafforza questo aspetto, grazie alla capacità di gestire e riprodurre un sistema di valori e significati incardinato alla vita quotidiana, all’interno della quale è la stessa istituzione ecclesiastica a fornire alla società una peculiare concezione del mondo. Inoltre, la Chiesa produce anche risorse organizzative e beni materiali (assistenza sociale, sostegno economico e organizzazione territoriale), garantendo così, forme di accountability sociale nei confronti dei governanti, attraverso la pressione svolta dal mondo cattolico locale sui parlamentari veneti e l’opera di mediazione svolta dalle parrocchie, compensa il deficit di responsiveness della DC. <48 Adesione o rifiuto della dimensione religiosa comporta anche appartenenza o antagonismo rispetto ai valori e alle logiche dello sviluppo locale. L’alternativa fra DC e PCI non sembra, per i veneti degli anni Cinquanta, porsi come alternativa fra Chiesa e lavoro, ma fra due modelli di sviluppo differenti.
    Dimensione religiosa e sviluppo territoriale costituiscono aspetti complementari, dai quali la DC attinge risorse di consenso. L’identificazione con la DC si fonda sull’appartenenza alla comunità cattolica, che si riproduce attraverso il contesto locale e familiare egemonizzato dalla Chiesa. <49 Falliscono infatti, vari tentativi di far nascere un partito cattolico fortemente strutturato; la DC è un classico esempio di partito a “istituzionalizzazione debole” <50, nato per legittimazione esterna, che ebbe come sponsor la Chiesa, e sviluppatosi per diffusione territoriale. L’autentica “istituzione forte” quindi, è la Chiesa, con la propria rete associativa, che organizza la società locale e l’attività delle istituzioni amministrative. Si rafforza così, l’idea fortemente radicata nella cultura politica veneta sin dall’Ottocento, secondo cui chi opera a livello del governo locale non svolge un’attività locale, ma amministrativa, entro un contesto nel quale l’attività dell’ente locale si orienta in larga parte al contenimento di interventi e spese e all’appoggio esterno alla rete organizzativa cattolica, soprattutto alle sue strutture creditizie e assistenziali. <51
    [NOTE]
    35 MESSINA, PATRIZIA, et al. Cultura politica, istituzioni e matrici storiche. Padova University Press, 2014.
    36 JORI, FRANCESCO. La storia del Veneto: dalle origini ai nostri giorni. Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2018
    37 JORI, FRANCESCO. La storia del Veneto: dalle origini ai nostri giorni. Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2018
    38 POMBENI P. (1995), La rappresentanza politica, in R. Romanelli (a cura di), Storia dello Stato italiano dall’Unità a oggi, Donzelli, Roma
    39 ALMAGISTI, MARCO. Una democrazia possibile: politica e territorio nell’Italia contemporanea. Carocci, 2016
    40 CAMURRI R. (a cura di) (2000), Il comune democratico. Riccardo Dalle Mole e l’esperienza delle giunte bloccarde nel Veneto giolittiano, Marsilio, Venezia
    41 PIVA FA. (1977), Lotte contadine e origini del Fascismo. Padova-Venezia, 1919-22, Marsilio, Venezia.
    42 RICCAMBONI G. (1992), L’identità esclusa. Comunisti in una subcultura bianca, Liviana, Padova.
    43 DIAMANTI I., RICAMBONI G. (1992), La parabola del voto bianco. Elezioni e società in Veneto, 1946-1992, Neri Pozza, Vicenza
    44 ROKKAN S. (1970), Citizens, Elections, Parties: Approaches to the Comparative Study of the Process of Development, Universitetsforlaget, Oslo (trad. it. Cittadini, elezioni e partiti, il Mulino, Bologna 1982)
    45 ALMAGISTI, MARCO. Una democrazia possibile: politica e territorio nell’Italia contemporanea. Carocci, 2016
    46 DIAMANTI I., PACE E. (1987), Tra religione e organizzazione. Il caso delle ACLI: mondo cattolico, società e associazionismo nel Veneto, Liviana, Padova
    47 DIAMANTI I. (1986), La filigrana bianca della continuità: senso comune, consenso politico, appartenenza religiosa nel Veneto degli anni ’50, in “Venetica, Rivista di Storia contemporanea”
    48 ALMAGISTI, MARCO. Una democrazia possibile: politica e territorio nell’Italia contemporanea. Carocci, 2016
    49 TRIGILIA C. (1986), Grandi partiti e piccole imprese. Comunisti e democristiani nelle regioni a economia diffusa, il Mulino, Bologna
    50 PANEBIANCO A. (1982), Modelli di partito: organizzazione e potere nei partiti politici, il Mulino, Bologna
    51 TRIGILIA C. (1982) La trasformazione delle culture subculture politiche territoriali, in “Inchiesta”
    Simone Spirch, Il Veneto lungo: dalla Serenissima ai giorni nostri, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2021-2022

    #1945 #1962 #1963 #agricoltura #alluvione #anni #anticomunismo #cattolici #chiesa #Cinquanta #DC #dopoguerra #impresa #industria #localismo #operai #PCI #Piccola #Polesine #PSI #secondo #Settanta #SimoneSpirch #terziario #Vajont #Veneto

  3. fiap – federazione italiana associazioni partigiane: i prossimi incontri (ottobre)

    Federazione Italiana Associazioni Partigiane

    Siamo lieti di invitarvi alle prossime iniziative di ottobre

    che si terranno presso la

    Casa della Memoria e della Storia (via San Francesco di Sales, 5 – Roma, e altre sedi)

    segue testo in txt:

    2 ottobre FIRENZE / 4 ottobre ROMA 2025 ore 15.30 – 19.30

    Chille de la balanza – Fondazione Ernesto Rossi

    Gaetano Salvemini Gabinetto Vieusseux

    in collaborazione con

    Casa della Memoria e della Storia, Roma

    Università degli studi di Firenze Comune di Firenze

    Circolo Gobetti, Firenze Fondazione Critica liberale

    Fondazione Circolo Fratelli Rosselli

    Fondazione Giacomo Matteotti Pacini editore

    Pisa Fondazione Spadolini Nuova Antologia

    Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea

    FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane

    promuovono

    a cento anni dal

    “NON MOLLARE”

    Convegno di Studi

    Firenze – Roma

    FIRENZE, Gabinetto Vieusseux

    giovedì 2 ottobre 2025, ore 9,30-18,00

    ore 9,30 Saluto introduttivo, Riccardo Nencini

    Presidente Gabinetto Vieusseux

    Saluti istituzionali – ore 10,15

    Introduce e presiede

    Ariane Landuyt (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Intervengono

    Gabriele Paolini (Università di Firenze)

    Il “Non Mollare” nella storia del giornalismo italiano

    Marino Biondi (Università di Firenze)

    Scrivere in clandestinità

    Giulia Tellini (Università di Firenze)

    La casa del “Non Mollare”: il ruolo di Amelia Pincherle

    Rodolfo Vittori (Fondazione Rossi-Salvemini)

    I protagonisti del “Non Mollare”

    Introduce e presiede – ore 14,30

    Paolo Bagnoli (Fondazione Spadolini Nuova Antologia)

    Intervengono

    Francesco Torchiani (Università di Pavia)

    Salvemini e il “Non Mollare”

    Patrizia Guarnieri (Università di Firenze)

    Dopo il “Non Mollare”: intellettuali antifascisti in fuga

    Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Ernesto Rossi nel laboratorio (e nella memoria) del “Non Mollare”

    ore 16,00 Chille de la balanza, “Non Mollare”: Teatro di libertà

    ore 16,30 Tavola rotonda: L’attualità del “Non Mollare”

    Introduce e presiede

    Fulvio Conti (Università di Firenze)

    Intervengono

    Vannino Chiti (Istituto Storico Toscano della Resistenza

    e dell’Età contemporanea)

    Agnese Pini (“Quotidiano Nazionale”)

    Valdo Spini (Fondazione Circolo Fratelli Rosselli)

    Gian Antonio Stella (“Corriere della Sera”)

    _______________________

    _______________________

    ROMA, Casa della Memoria e della Storia

    sabato 4 ottobre 2025

    ore 15,30-19,30

    Via San Francesco di Sales, 5

    ore 15.30 Introduce e presiede

    Andrea Ricciardi

    (FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

    Saluti istituzionali

    Luca Aniasi, presidente FIAP

    Bianca Cimiotta Lami, vicepresidente FIAP

    Matteo Stefanori, Casa della Memoria e della Storia, Roma

    Intervengono

    Sergio Bucchi (Università La Sapienza, Roma)

    Salvemini, l’Italia liberale e la democrazia

    Antonella Braga (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Tre riviste libere: “Rivoluzione liberale” “IlCaffè”, “Non Mollare”

    Fabio Vander (Senato della Repubblica)

    I comunisti e il “Non Mollare”

    Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Il “Non Mollare” contro le fake-news di Regime

    ore 17,30 – Chille de la balanza “Non Mollare”. Interviste impossibili

    ore18,00 Tavola rotonda: “Non mollare”: la libertà di stampa tra ieri e oggi

    Introduce e presiede

    Andrea Ricciardi

    (FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

    Intervengono

    Roberta Carlini (Istituto Universitario Europeo, Firenze)

    Eric Jozsef (“Libération”)

    Enzo Marzo (“Critica Liberale”)

    Francesca Schianchi (“La Stampa”)

    ______________________________

    Venerdì 10 Ottobre ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Presentazione del volume

    Vite, carte, memorie. Archivi di donne in Toscana

    a cura di Rosalia Manno, Aurora Savelli

    Anna Scattigno, Monica Valentini

    Edizioni Effigi 2024.

    Fiap in collaborazione con Archivia – Casa Internazionale delle Donne

    ________________________________

    22 ottobre dalle ore 15.00 e 23 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 20.00

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    CONVEGNO: La ri/nascita dell’associazionismo partigiano e democratico: riflessioni fra passato e presente (1945-2025).

    seguirà programma

    Iniziativa per l’80 della Liberazione con ANVRG

    con le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia.

    Il convegno di studio promosso dall’ANVRG

    presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma

    con la collaborazione delle Associazioni

    si propone di delineare il quadro tutt’altro che pacificato

    che portò alla nascita delle associazioni combattentistiche e di reduci partigiani nel contesto del primissimo secondo dopoguerra italiano.

    Le riflessioni saranno sia di carattere storiografico, affidate a relatori di chiara fama, che di carattere interno alle associazioni stesse.

    Non mancherà una riflessione sulla nascita della cultura storiografica

    della Resistenza, incarnata fin dalla fine degli anni Quaranta dall’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

    (oggi Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

    _____________________________________

    Venerdì 24 ottobre 2025 ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Convegno Romano AFI

    25 Aprile 1945 e dintorni.

    Documenti postali, francobolli e altre forme di divulgazione

    dal 1929 alla Repubblica

    Associazione Filatelica Numismatica Italiana

    Fondazione Bruno Buozzi

    ___________________________________

    Mercoledì 29 ottobre 2025 ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Presentazione del volume

    La stele e le stelle. Memoir d’Eritrea di Tina Iannotta

    Saluti di Bianca Cimiotta Lami – Vicepresidente FIAP

    Dialogano con l’autrice Sonia Marzetti Storica e Vicepresidente

    FIAP Roma e Lazio e

    Sonia Gallico – Autrice di pubblicazioni sulla Tunisia.

    Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala

    L’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulla Pagina Facebook della FIAP: facebook.com/FIAPItalia

    #antifascismo #antifascisti #CasaDellaMemoriaEDellaStoria #donne #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #guerraDiLiberazione #guerraPartigiana #Liberazione

  4. fiap – federazione italiana associazioni partigiane: i prossimi incontri (ottobre)

    Federazione Italiana Associazioni Partigiane

    Siamo lieti di invitarvi alle prossime iniziative di ottobre

    che si terranno presso la

    Casa della Memoria e della Storia (via San Francesco di Sales, 5 – Roma, e altre sedi)

    segue testo in txt:

    2 ottobre FIRENZE / 4 ottobre ROMA 2025 ore 15.30 – 19.30

    Chille de la balanza – Fondazione Ernesto Rossi

    Gaetano Salvemini Gabinetto Vieusseux

    in collaborazione con

    Casa della Memoria e della Storia, Roma

    Università degli studi di Firenze Comune di Firenze

    Circolo Gobetti, Firenze Fondazione Critica liberale

    Fondazione Circolo Fratelli Rosselli

    Fondazione Giacomo Matteotti Pacini editore

    Pisa Fondazione Spadolini Nuova Antologia

    Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea

    FIAP Federazione Italiana Associazioni Partigiane

    promuovono

    a cento anni dal

    “NON MOLLARE”

    Convegno di Studi

    Firenze – Roma

    FIRENZE, Gabinetto Vieusseux

    giovedì 2 ottobre 2025, ore 9,30-18,00

    ore 9,30 Saluto introduttivo, Riccardo Nencini

    Presidente Gabinetto Vieusseux

    Saluti istituzionali – ore 10,15

    Introduce e presiede

    Ariane Landuyt (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Intervengono

    Gabriele Paolini (Università di Firenze)

    Il “Non Mollare” nella storia del giornalismo italiano

    Marino Biondi (Università di Firenze)

    Scrivere in clandestinità

    Giulia Tellini (Università di Firenze)

    La casa del “Non Mollare”: il ruolo di Amelia Pincherle

    Rodolfo Vittori (Fondazione Rossi-Salvemini)

    I protagonisti del “Non Mollare”

    Introduce e presiede – ore 14,30

    Paolo Bagnoli (Fondazione Spadolini Nuova Antologia)

    Intervengono

    Francesco Torchiani (Università di Pavia)

    Salvemini e il “Non Mollare”

    Patrizia Guarnieri (Università di Firenze)

    Dopo il “Non Mollare”: intellettuali antifascisti in fuga

    Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Ernesto Rossi nel laboratorio (e nella memoria) del “Non Mollare”

    ore 16,00 Chille de la balanza, “Non Mollare”: Teatro di libertà

    ore 16,30 Tavola rotonda: L’attualità del “Non Mollare”

    Introduce e presiede

    Fulvio Conti (Università di Firenze)

    Intervengono

    Vannino Chiti (Istituto Storico Toscano della Resistenza

    e dell’Età contemporanea)

    Agnese Pini (“Quotidiano Nazionale”)

    Valdo Spini (Fondazione Circolo Fratelli Rosselli)

    Gian Antonio Stella (“Corriere della Sera”)

    _______________________

    _______________________

    ROMA, Casa della Memoria e della Storia

    sabato 4 ottobre 2025

    ore 15,30-19,30

    Via San Francesco di Sales, 5

    ore 15.30 Introduce e presiede

    Andrea Ricciardi

    (FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

    Saluti istituzionali

    Luca Aniasi, presidente FIAP

    Bianca Cimiotta Lami, vicepresidente FIAP

    Matteo Stefanori, Casa della Memoria e della Storia, Roma

    Intervengono

    Sergio Bucchi (Università La Sapienza, Roma)

    Salvemini, l’Italia liberale e la democrazia

    Antonella Braga (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Tre riviste libere: “Rivoluzione liberale” “IlCaffè”, “Non Mollare”

    Fabio Vander (Senato della Repubblica)

    I comunisti e il “Non Mollare”

    Mimmo Franzinelli (Fondazione Rossi-Salvemini)

    Il “Non Mollare” contro le fake-news di Regime

    ore 17,30 – Chille de la balanza “Non Mollare”. Interviste impossibili

    ore18,00 Tavola rotonda: “Non mollare”: la libertà di stampa tra ieri e oggi

    Introduce e presiede

    Andrea Ricciardi

    (FIAP e Fondazione Rossi-Salvemini)

    Intervengono

    Roberta Carlini (Istituto Universitario Europeo, Firenze)

    Eric Jozsef (“Libération”)

    Enzo Marzo (“Critica Liberale”)

    Francesca Schianchi (“La Stampa”)

    ______________________________

    Venerdì 10 Ottobre ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Presentazione del volume

    Vite, carte, memorie. Archivi di donne in Toscana

    a cura di Rosalia Manno, Aurora Savelli

    Anna Scattigno, Monica Valentini

    Edizioni Effigi 2024.

    Fiap in collaborazione con Archivia – Casa Internazionale delle Donne

    ________________________________

    22 ottobre dalle ore 15.00 e 23 ottobre dalle ore 10.00 alle ore 20.00

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    CONVEGNO: La ri/nascita dell’associazionismo partigiano e democratico: riflessioni fra passato e presente (1945-2025).

    seguirà programma

    Iniziativa per l’80 della Liberazione con ANVRG

    con le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia.

    Il convegno di studio promosso dall’ANVRG

    presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma

    con la collaborazione delle Associazioni

    si propone di delineare il quadro tutt’altro che pacificato

    che portò alla nascita delle associazioni combattentistiche e di reduci partigiani nel contesto del primissimo secondo dopoguerra italiano.

    Le riflessioni saranno sia di carattere storiografico, affidate a relatori di chiara fama, che di carattere interno alle associazioni stesse.

    Non mancherà una riflessione sulla nascita della cultura storiografica

    della Resistenza, incarnata fin dalla fine degli anni Quaranta dall’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia

    (oggi Istituto Nazionale Ferruccio Parri)

    _____________________________________

    Venerdì 24 ottobre 2025 ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Convegno Romano AFI

    25 Aprile 1945 e dintorni.

    Documenti postali, francobolli e altre forme di divulgazione

    dal 1929 alla Repubblica

    Associazione Filatelica Numismatica Italiana

    Fondazione Bruno Buozzi

    ___________________________________

    Mercoledì 29 ottobre 2025 ore 17.30

    Casa della Memoria e della Storia

    Via San Francesco di Sales, 5 – Roma

    Presentazione del volume

    La stele e le stelle. Memoir d’Eritrea di Tina Iannotta

    Saluti di Bianca Cimiotta Lami – Vicepresidente FIAP

    Dialogano con l’autrice Sonia Marzetti Storica e Vicepresidente

    FIAP Roma e Lazio e

    Sonia Gallico – Autrice di pubblicazioni sulla Tunisia.

    Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala

    L’iniziativa verrà trasmessa in diretta streaming sulla Pagina Facebook della FIAP: https://www.facebook.com/FIAPItalia

    #antifascismo #antifascisti #CasaDellaMemoriaEDellaStoria #donne #FederazioneItalianaAssociazioniPartigiane #Fiap #guerraDiLiberazione #guerraPartigiana #Liberazione

  5. esce il n. 89 (ottobre 2025) del ‘verri’: “lingue senza madre”

    È uscito l’ultimo numero del verri:
    “lingue senza madre”

    in copertina:
    Angela Passarello,
    New Old, Crociate n. 10
    (pasta bianca d’acquarello su acrilico nero, libro d’artista, 2025, cm 30×15)

    INDICE

    Jennifer Scappettone
    La poesia oltre il barbarismo
    L’invenzione di lingue senza madre e la resistenza al fascismo
    Nota di Federica Parodi

    Nicola Cipani
    Lo psittaco e il molteplice.
    Note su Tape Mark I

    Marilina Ciaco
    «Donna di troppi colori»
    Soggetto eccentrico e genere come performance in Niccolai, Graffi, Vicinelli

    Matteo Ciambella
    Guy Debord: co-autore del Rapporto veridico sulle ultime opportunità di salvare il capitalismo in Italia

    – su Germano Lombardi
    Federico Francucci
    Come funziona Il confine: meccanismi del
    romanzo e politica del discorso

    Anna Guadagnoli
    Un concorso nel tempo delle guerre locali. Germano Lombardi.
    Primi affondi critici di una pièce parzialmente inedita

    Andrea Gialloreto
    «La letteratura oggi ha un colore ‘giallo’ e una tinta nera».
    Il romanzo a puntate L’amico argentino

    Marco Carmello
    Fra le linee di un mobile confine:
    per una “fenomenologia” di Germano Lombardi

    – su Angelo Lumelli
    Andrea Inglese
    Quel parlare come la chiarezza dell’ignoto. 
    Leggendo Lumelli

    Giusi Drago
    Cosa sa il linguaggio oltre a quello che dice?
    Su bianco è l’istante di Angelo Lumelli

    il punto
    Tommaso Ottonieri
    Il romanzo, la morte.
    Su un falso diario di Rino Genovese

    Lorenzo Geri
    Per Il libro dei liquidi di Irene Santori

    https://www.ilverri.it/magazine/4339/lingue-senza-madre/

    #AndreaGialloreto #AndreaInglese #AngelaPassarello #AngeloLumelli #AnnaGuadagnoli #antifascismo #biancoèLIstante #Censor #critica #fascismo #FedericaParodi #FedericoFrancucci #GermanoLombardi #giallo #GiuliaNiccolai #GiusiDrago #Graffi #GuyDebord #IlLibroDeiLiquidi #ilVerri #inediti #IreneSantori #JenniferScappettone #kritik #LaPoesiaOltreIlBarbarismo #LAmicoArgentino #lingueSenzaMadre #LorenzoGeri #MarcoCarmello #MarilinaCiaco #MatteoCiambella #MilliGraffi #nero #Niccolai #NicolaCipani #noir #PatriziaVicinelli #RapportoVeridicoSulleUltimeOpportunitàDiSalvareIlCapitalismoInItalia #resistenzaAlFascismo #RinoGenovese #romanzo #romanzoAPuntate #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Situazionismo #TapeMarkI #tintaNera #TommasoOttonieri #verri #Vicinelli

  6. Downtown Raleigh Evening Guide: Weekend Edition October 31 – November 2, 2025

    Halloween weekend meets live music, late-night fun, and cultural experiences across the heart of the city.

    As Halloween fades into November, Downtown Raleigh lights up with bar crawls, live music, art talks, and local tours that keep the energy high all weekend long. Whether you’re looking for a spooky celebration, an elegant symphony, or a creative downtown experience, this weekend’s guide has something for every vibe.

    🎃 Friday, October 31 – Halloween in the City

    Downtown Raleigh transforms into a vibrant, costumed carnival of fun, featuring themed parties, concerts, and special events from afternoon through the early hours. Highlights include “Boooogie Nights,” offering two nights of funk and treats with the Watts & Ward Annual Halloween Party featuring Astrocat at Circa 1888 from 7 PM to 11 PM. The Official Halloween Bar Crawl takes place on Friday and Saturday at Zenith Raleigh from 4 PM to midnight. For those seeking a late-night thrill, “Monster’s Ball” at Killjoy runs from 9 PM to 2 AM, while “Slay the Night Away Halloween Show” at Legends Nightclub starts at 10 PM. The “Hallowolfe Bash” at Wolfe & Porter begins at 8 PM, and “Halloween at Neptunes Parlour” is open from 5 PM to 2 AM. The Raleigh Zombie Crawl, involving over 20 bars, takes place at The Row from 7 PM to 2 AM. Additionally, “Sinners” is showing on IMAX at the Marbles IMAX Theater. Live music performances include Dallas Tetnus at Slim’s Downtown and Birdie’s Barroom & Kitchen from 5 to 8 PM. Early evening vibes can be enjoyed at BLOOM BAR from 3 to 7 PM and Bud Bar from 6 to 9 PM at Wolfe & Porter.

    🦇 Saturday, November 1 – Halloween Weekend Encore

    The weekend continues with a variety of activities, including scavenger hunts, walking tours, and Halloween-themed nightlife. Highlights include the 16th Annual Raleigh Boogeyman Bar Crawl at Alchemy from 5:30 to 11 PM, the Downtown Raleigh Halloween Treasure Hunt starting at Sir Walter Coffee from 2 to 3 PM, and the Day of the Dogs event at Crank Arm Brewing from 2 to 6 PM, which brings together pups and people for a great cause. For entertainment, there’s the Boooogie Nights Encore Show at Watts & Ward, the Rachmaninoff Symphony No. 2 performed by the North Carolina Symphony at 8 PM at the Martin Marietta Center, and the Saturday Night DJ Showcase at Boatman Spirits Co. from 8 PM to Midnight. Additionally, The Phantom A.D. will perform a live set at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM, and there will be a Patrizia Ferreira Artist Talk at Artspace from 4 to 6 PM. In the afternoon, visitors can enjoy the A Taste of Downtown Raleigh Food Tour from 2:30 to 5:30 PM, exploring local flavors and hidden culinary gems.

    Sunday, November 2 – Wind Down Downtown

    Close out the weekend with a delightful mix of brunch, art, and live performances that celebrate community and culture. Start your Sunday with brunch at Good Day Good Night from 9 AM to 12 PM, and enjoy half-priced spaghetti and meatballs at Gravy from 11 AM to 10 PM. Explore Raleigh’s rich history with the African American History Tour at 4 PM at Jimmy V’s Osteria + Bar, and join the Booksgiving Book Club at Copperline Plant Co. from 3:30 to 5 PM. Immerse yourself in creativity at the Artspace Open Studio from 1:30 to 3:30 PM. As the evening unfolds, enjoy the lively sounds of the Boom Unit Brass Band at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM. The weekend concludes with captivating performances, including the Carolina Ballet’s “The Seven Deadly Sins” and the Midnight Nomad Closing Party at Nomad. For a more relaxed evening, unwind with a cocktail at Boatman Spirits Co. for Saturday Night Spins from 8 PM to midnight, or visit Raleigh’s favorite local lounges.

    Plan Your Weekend in Downtown Raleigh

    From sunrise coffee runs to late-night costume parties, this weekend is all about vibes, variety, and vintage fun. Join locals downtown for live music, costume contests, trolley tours, and Raleigh’s most spirited Halloween celebrations.

    🔗 See more local entertainment and community events at DoRaleigh.com — your guide to everything Raleigh.

    #CityOfRaleighEvents #DoRaleigh #downtownRaleigh #DowntownRaleighEvents #events #Halloween #HalloweenWeekend #LiveMusic #News #raleigh #RaleighBars #RaleighHalloween2025 #RaleighLiveMusic #RaleighNightlife #RaleighWeekendGuide

  7. un inquadramento della scrittura di ricerca: nel n. 19 della ‘scuola delle cose’ (lyceum/mudima)

    post in continuo aggiornamento

    cliccare per ingrandire

    forse per la prima volta dopo oltre 20 anni di non disonorevole attività, un certo modo di fare sperimentazione letteraria ottiene un inquadramento teorico-critico complessivo, pur sintetico.

    esce cioè il n. 19 del periodico ‘La scuola delle cose’, dell’associazione Lyceum (grazie alla Fondazione Mudima), interamente dedicato alla SCRITTURA DI RICERCA.

    lo si sa e lo si è ripetuto assai: la (formula) “scrittura di ricerca” ha una storia di lunga durata, attraversando un po’ tutto il Novecento, almeno dagli anni Quaranta-Cinquanta, e in maniera nemmeno troppo carsica.
    d’accordo. tuttavia questo numero della “Scuola delle cose” non è una disamina storica integrale, semmai un lavoro sugli ultimi venti-venticinque anni di ricerca letteraria, o scrittura complessa. con (ovviamente, immancabilmente) puntuali affondi nel passato e nella produzione di certi autori a dir poco fondativi, soprattutto Corrado Costa e Jean-Marie Gleize.

    *

    prima occasione di presentazione: 19 giugno, Milano, Fondazione Mudima:
    https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/06/la-scuola-delle-cose-n-19_-scrittura-di-ricerca_-fond-mudima-19-giu-2025.pdf

    audio della presentazione a Milano (19 giu. 2025):
    https://slowforward.net/2025/07/01/pod-al-popolo-072-audio-completo-della-presentazione-de-la-scuola-delle-cose-fondazione-mudima-milano-19-giu-2025/

    audio di una successiva presentazione, a Roma (5 lug. 2025):
    https://slowforward.net/2025/07/24/pap075-scuoladellecose-n-19-present-5lug2025/

    RadioTre Suite: presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – “La scuola delle cose” (24 ago. 2025): 
    https://slowforward.net/2025/08/25/radio3-suite-24ago25-primadelloggetto-scuoladellecose/
    = https://www.raiplaysound.it/audio/2025/08/Radio3-Suite—Magazine-del-24082025-aef7d6cc-546a-474c-bcbb-3db0019727f8.html

    podcast della prima presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (25 ago. 2025):
    https://slowforward.net/2025/08/25/25ago-scuolacose-finestra/
    = https://open.spotify.com/episode/25XmnENNlEAC1f13UYuEaT

    podcast della seconda presentazione ospitata da La Finestra di Antonio Syxty (10 nov. 2025):
    https://slowforward.net/2025/11/10/finestra-syxty-scuola-cose-ricerca-2/
    = https://open.spotify.com/episode/2PcrJGqNqGk5QmG1xXOVdl

    *

    e, rapidamente descrivendo (dal primo comunicato realizzato):

    dettaglio da una foto di Antonella Anedda. cliccare per ingrandire

    l’espressione “scrittura di ricerca” è in azione da diversi decenni, e di certo – come detto sopra – si perde già nelle “profondità” del Novecento.
    tuttavia, dagli anni 2003-2009 (ovvero fra l’esplosione dei blog letterari e l’uscita del libro collettivo Prosa in prosa – edito da Le Lettere; ora da Tic edizioni) e fino a oggi, il numero di materiali sperimentali e saggi sugli stessi è decisamente cresciuto.
    ha dunque senso ed è forse addirittura indispensabile iniziare a fare il punto della situazione.
    un primo e senz’altro assai sintetico tentativo è rappresentato da questo numero de ‘La scuola delle cose’, che raccoglie otto interventi di altrettanti studiosi e studiose, intorno alla ricerca letteraria e alle scritture complesse.

    *

    queste le autrici e gli autori dei saggi, e i titoli degli interventi:

    Gian Luca Picconi,
    Scrittura di ricerca, prosa in prosa, letteralità

    Massimiliano Manganelli,
    Appunti sulle scritture procedurali

    Luigi Magno,
    Cinque nomi (più uno) e dieci titoli. La poesia di ricerca francese (oggi) in Italia

    Chiara Portesine,
    Il compromesso fonico: l’eredità di Corrado Costa

    Renata Morresi,
    Il movimento chiamato Language Poetry in Italia oggi

    Chiara Serani,
    Scritture non convenzionali e intermedialità (2000-2025)

    Luigi Ballerini,
    Intervento sulla poesia che si potrebbe fare

    Daniele Poletti,
    Scritture complesse. Il superamento dell’appartenenza

    *

    il tabloid gratuito è disponibile a Milano in Fondazione (via Tadino 26); a Roma presso la Libreria Tic (piazza San Cosimato 39), la Libreria Tomo (via degli Etruschi 4) e in Camera verde (via G Miani 20, chiamando prima il numero 3405263877); a Perugia nella libreria Mannaggia (via Cartolari 8); a Bologna da Modo Infoshop (via Mascarella 24/b); a Napoli alla libreria Luce (piazzetta Durante 1).

    *

    incontri, presentazioni e altre occasioni legate alla rivista:

    22 maggio 2025: intervista a Rai RadioTre Fahrenheit

    25 maggio: presenza del tabloid alla Serata del Premio Pagliarani al Palazzo delle Esposizioni (Roma)

    31 maggio: presenza al reading collettivo “Roma chiama poesia”, Teatro Basilica (Roma)

    3 giugno: presenza allo Studio Campo Boario (Roma), in occasione della presentazione di NZ, di A. Syxty

    8 giugno: presenza nella libreria Tic di piazza San Cosimato (Roma)

    17 giugno: presenza al reading di Giovenale e Perinelli allo Studio Campo Boario

    19 giugno: prima presentazione ufficiale del tabloid presso la Fondazione Mudima (Milano), con Luigi Ballerini, Laura Di Corcia e Giancarlo Sammito

    26 giugno: ex Discoteca di Stato in via Caetani (Roma), dialogo sulla memoria delle avanguardie

    Da luglio 2025: presenza alla Libreria Luce, Napoli

    5 luglio: presentazione della rivista in occasione del festival Inverso, a Roma 

    24 agosto: a RadioTre Suite, presentazione di Prima dell’oggetto, di MG, e – in conclusione – del tabloid

    25 agosto: va in onda il podcast della presentazione ospitata da ‘La Finestra di Antonio Syxty’

    5-6-7 settembre: presenza di molte copie del tabloid ai tre giorni dell’incontro ‘Esiste la ricerca’, presso lo Studio Campo Boario

    26 settembre, accenno di presentazione + distribuzione del tabloid in occasione dell’incontro sul libro Prati, di Andrea Inglese, alla Libreria Tic

    dal 2 ottobre: presenza del tabloid presso La camera verde (Roma, via G. Miani 20)

    18 ottobre, Parma, copie della rivista sono presenti all’Associazione Remo Gaibazzi in occasione di un incontro dedicato a Corrado Costa e Patrizia Vicinelli, organizzato da Daniela Rossi 

    24 ottobre, Roma, numerose copie presso l’Istituto Tedesco di Villa Massimo, in occasione di una lettura multilingue di poesie e prose, in italiano e in tedesco

    10 novembre: è online il secondo podcast ospitato da La Finestra di Antonio Syxty

    da novembre il tabloid è disponibile anche presso la Libreria Tomo, a Roma, in via degli Etruschi.

    cliccare per ingrandire


    FONDAZIONE MUDIMA

    Via Tadino 26, Milano
    [email protected]
    https://www.mudima.net

     

    *

    in collaborazione con
    l’associazione dipoesia

    #chiaraSerani #corradoCosta #danielePoletti #esisteLaRicerca #fondazioneMudima #gianLucaPicconi #ginoDiMaggio #intermedialita #kritik #laFinestraDiAntonioSyxty #laScuolaDelleCose #langpo #languagePoetry #letteralita #libreriaTomo #luigiBallerini #luigiMagno #lyceum #massimilianoManganelli #micheleZaffarano #mudima #poesiaDiRicercaFrancese #prosaInProsa #radiotreSuite #renataMorresi #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive #scrittureNonConvenzionali #scrittureProcedurali #scuolaDelleCose #segnaliEAzioni #studioCampoBoario #traduzione #traduzioni #zinesAuthorsETaggatoComeChiaraPortesine

  8. Upcoming events, action alerts & resources for peace, earth and justice 2025 – please share

    Tamara Lorincz writes:

    Hello and Happy New Year KW Peace!

    I wanted to share with you 9 upcoming events, 2 take action alerts and a few resources below. Please scroll down feel free to share.

    Also, at the end of this message is a link to a revealing interview that US Secretary of State Antony Blinken did with the New York Times on January 2nd. I transcribed some of the interview. He admits that the US “quietly got a lot of weapons to Ukraine” from September to December 2021. Blinken admits to provocation and to the US refusing to engage in diplomacy though Russia offered two draft treaties to negotiate in December 2021. Blinken also explains Washington’s decision to continue to supply weapons to Israel though Gaza is “decimated” (essentially to use Israel as a proxy to attack other countries in the region) and he admits there have been many private and public complaints in his department for what the US is doing supporting & arming Israel. See the link below.

    With solidarity and hope for peace and justice in 2025,

    Tamara

    1. WEBINAR: “They Shoot Children in the Head”: A US Surgeon Reports What He Saw in Gaza

      Tomorrow, January 8, 7:00pm EST – online

      Organized by Massachusetts Peace Action

      Register: https://secure.everyaction.com/egafyaVDckyf3FiSAykFCw2

      Dr. Feroze Sidhwa is a trauma surgeon who has volunteered in conflict zones around the world. The weeks in March – April 2024 he spent at the European Hospital in Khan Younis, Gaza were like nothing else he had ever witnessed: patients universally in extreme physical and psychiatric distress, the rampant dehydration and malnutrition, the total lack of medical equipment and supplies, the squalid conditions. In particular, he was haunted by something he saw again and again: children shot in the head.

      Since returning, Dr. Sidhwa has been telling the world what he witnessed. His account along with those of 64 other healthcare workers appeared in the widely publicized New York Times opinion piece, “65 Doctors, Nurses and Paramedics: What We Saw in Gaza“ in October. His message is clear: the U.S. must enforce American laws and stop supplying weapons to Israel. Dr. Feroze Sidhwa is a surgeon at San Joaquin General Hospital in Stockton, California. He has worked in conflict zones worldwide, including  in Palestine, Ukraine, Haiti, Zimbabwe and Burkina Faso.

    2. WEBINAR: U.S. Foreign Policy

      Thursday, January 9, at 5:00pm Pacific / 8:00pm Eastern

      Register: https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_dsYVj3XITxSlynm1hQjcGg#/registration

      We will examine the role of American militarism in fostering a less safe, less just, and less democratic world. Experts will explore critical issues such as resistance to U.S. foreign policy, the intersections between militarism at home and abroad, the true cost of exorbitant military spending, the existential threat of nuclear weapons, and more.

      We will be joined by David Vine, author of Base Nation, Island of Shame, and The United States of War; Christian Appy, Director of the Ellsberg Initiative for Peace and Democracy and author of American Reckoning; Sonali Kolhatkar, journalist and author of Rising Up: The Power of Narrative in Pursuing Racial Justice and co-author of Bleeding Afghanistan; Emma Claire Foley, Defuse Nuclear War leader and RootsAction nuclear specialist; David Swanson, Executive Director of World BEYOND War, Campaign Coordinator at RootsAction, and author of War is a Lie.

    3. WEBINAR: RESIST NATO – EUROPE

      Date: Saturday, 11 January 2025

      Time: 19:00 CET (1:00pm EST)

      Organized by RESIST NATO – EUROPE: https://us06web.zoom.us/meeting/register/tZIucuGtrjgsG9aQjEoEPeULnkktYMzUGWCx#/registration

      On Saturday, January 11, 2025, at 19:00 CET (1:00pm EST), RESIST NATO – EUROPE will hold an online event: Resist US-NATO Aggression, Bases, and the Militarization of Europe! Uphold Peoples’ Rights and Liberation!

      NATO operates as a US-led military alliance central to imperialist wars and occupations that have caused the deaths and displacement of millions worldwide. NATO’s strategy of expansionism, as demonstrated by its proxy involvement in Ukraine, intensifies conflicts and interimperialist rivalries while advancing U.S. geopolitical interests at the expense of global peace. NATO’s collaboration with non-member states through programs like the Mediterranean Dialogue, Partnership for Peace, and Istanbul Cooperation Initiative extends its militaristic agenda. These partnerships, including those with the Israeli government, further enable systemic violence, such as Israel’s human rights abuses and ongoing genocide in Palestine. By prioritizing militarization and increased military spending, NATO undermines global stability, exacerbates inequalities, and diverts resources away from vital public services.

      This event will focus on organizing collective actions leading up to the NATO Summit in The Hague on June 24–25, 2025. It will also serve as a platform to discuss NATO’s role in fueling imperialist wars, expanding militarization, and undermining democratic rights. The discussions will explore pathways to support the right of peoples and nations to resist imperialist aggression, establish self-determination, and uphold their sovereignty.

      More info: https://vrede.be/nl/kalender/resist-nato-europe

    4. WEBINAR SERIES: GAZA IN CONTEXT: The Colonial History that Shaped the Modern Middle East

      4-part online series. Sundays, Jan 5, 12, 26, and Feb 2, 2025, all at 3:00pm

      GAZA IN CONTEXT: The Colonial History that Shaped the Modern Middle East

      Sun January 12 @ 3:00pm – 4:30pm EST

      Register: https://masspeaceaction.org/event/gaza-in-context-the-colonial-history-that-shaped-the-modern-middle-east/2025-01-12/

      January 12 – MANDATES AND REPRESSION IN PALESTINE AND BEYOND: The failure of the British colonial attempt to shape Palestine in conformance with the Balfour Declaration; Palestinian resistance and the first proposals for partition; Zionist terror; British, French colonialism in Iraq, Syria and Lebanon.

      January 26 – ISRAELI INDEPENDENCE AND “NAKBA”: The UN proposed partition of Palestine, Israeli declaration of independence and the ethnic cleansing of Palestinians from 1947 to the present; Arab and Palestinian resistance.

      February 2 – LOOKING IN THE MIRROR: How the U.S. has shaped the contemporary Middle East from before the Cold War to the present. Indigenous nationalism and its opponents. Addressing the domestic colonial and imperial background to US support for Israel and its destabilizing interference in the region.

      Speaker: Jeff Klein is a veteran anti-war activist, retired machinist and local trade-union president, who for 8 years until 2023 taught a course on “The US in the Middle East” at the UMass Boston Lifelong Learning Institute.  He is a board member of Massachusetts Peace Action and a member of its Gaza Israel Mideast peace campaign’s steering committee.

      Since 2004 Jeff has traveled almost every year to Palestine/Israel and elsewhere in the Middle East, and has many close friends among veteran activists in Palestine, Lebanon and Jordan.  He has also worked in Nicaragua and for the exiled African National Congress in Zambia.  Check out his weekly presentations on “Genocide in Gaza” and read his articles on the Middle East.

      Register to attend any or all of the four sessions.

    5. WEBINAR: The Tragedy of the Ukraine War: Compromise or Collapse?

      Thu January 16 @ 7:00pm – 8:00pm EST

      Online Event register: https://masspeaceaction.org/event/the-tragedy-of-the-ukraine-war-compromise-or-collapse/

      With speaker: Nicolai N. Petro, Professor of Political Science at University of Rhode Island. Author of “The Tragedy of Ukraine: What Classical Greek Tragedy Can Teach Us About Conflict Resolution” (2023).

    6. WEBINAR: The Scientists Who Alerted us to the Dangers of Radiation

      Canadian book launch and webinar with authors: Dr. Ian Fairlie and Cindy Folkers

      Thur. Jan. 16, Noon – 1:00pm EST

      This book reveals that the harmful effects of radiation exposure – especially from the nuclear sector and especially to children – are more pervasive and worse than thought. These have been known for decades but suppressed by politically-motivated censorship and overt disparagement/persecution. Anyone who ever wondered about radiation or its close relative, radioactivity, should read the book and attend this webinar. It’s timely because the feds and several provincial governments are pushing hard for more public exposures to radiation via nuclear power. It explains radiation in easy-to-grasp language which clarifies its dangers and risks. Both authors will present on the webinar.

      Register: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_XxiHwXW4S_evHMrJSzmVlA

    7. WEBINAR: ‘European Nukes- Time to Go!’

      Jan 25, 2025 1:00pm New York (EST), 6:00pm London (GMT), 7:d00pm Central European time (CET)

      You are invited to join our webinar: European Nukes – Time To Go! This informative discussion will be held on Jan 25th. This webinar is addressing the growing NATO presence in Europe and the imposition of nuclear weapons in NATO countries. Moderated by Kate Hudson, CND, and Pippa Bartolotti, UNAC and GWUAN

      Registration: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_cXYxq0RhSmaM0TBey5BGnA

      Speakers include:

      Opening remarks: Ann Wright – Veterans for Peace, US

      • UK: Angie Zelter – Lakenheath Alliance for Peace
      • France: Ben Cramer – Peace researcher, close to Pugwash/France and TNI. Former Greenpeace disarmament campaigner
      • Germany: Angelika Clausen – IPPNW
      • Italy: Patrizia Sterpetti – WILPF Italy
      • Belgium: Naomi Zoka – Pax Christi Vlaanderen
      • Netherlands: Guido van Leemput – Vredespolitiek
      • Marta Durin –  Nuclear expert, coordinator of the Young WILPF network
      • Ulla Klötzer – Women for Peace Finland and GWUAN

      On behalf of Global Women United for Peace against NATO

      www.womenagainstnato.org

    8. WEBINAR: Book Launch: Tommy Douglas and the Quest for Medicare in Canada,

      by Gregory P.  Marchildon

      Online & in-person  |  January 22, 2025 | 4:00pm – 6:00pm

      Location: In-person: Boardroom and Library, 315 Bloor St. West, Toronto, M5S 0A7 & Online via Zoom

      https://munkschool.utoronto.ca/event/book-launch-tommy-douglas-and-quest-medicare-canada-gregory-p-marchildon

    9. WEBINAR: “Autonomous Armageddon: Nuclear Weapons and AI”

      Join us for a critical webinar on Sunday, January 26, at 9:00am EST / 2:00pm GMT, “Autonomous Armageddon: Nuclear Weapons and AI”, to explore the alarming dangers posed by the integration of artificial intelligence (AI) into nuclear weapons systems. Register now: http://ippnw.org/ai

    10. If you know people in the Windsor, ON area, journalist & lawyer Dimitri Lascaris and I are giving a talk “War, Peace & Propaganda: What the West Should Learn from the War in Ukraine and the Genocide in Gaza” on Weds. Jan 15, 6:00pm – 8:00pm, Location: University of Windsor School of Law Moot Court, 401 Sunset Avenue, corner of California Ave. and University Ave. https://forms.gle/5ieD7hfYuobPNc2h6 (if you have contacts in the area, please let them know!)
    11. If you are in Toronto area, there’s a “People’s March to the US Consulate” to the wars, protect human rights etc. at noon on Saturday, January 18:

      https://www.labourcouncil.ca/people_s_march_toronto_fighting_for_a_better_world

      (if you have contacts in the area, please let people know!)

    TAKE ACTION

    1. SIGN OPEN LETTER: End Canada’s military mission assisting Israeli occupation

      https://actionnetwork.org/letters/end-canadas-military-mission-assisting-israeli-occupation

    2. SIGN OPEN LETTER: Protect Palestinian Children Now.

      https://actionnetwork.org/letters/save-palestinian-childrens-lives-protect-palestinian-children-now

    RESOURCES

    1. STATEMENT: UN experts horrified at blatant disregard for health rights in Gaza following deadly raid on Kamal Adwan hospital, January 2, 2025: https://www.ohchr.org/en/press-releases/2025/01/un-experts-horrified-blatant-disregard-health-rights-gaza-following-deadly
    2. ARTICLE: By Tamara Lorincz “Greenwashing NATO: Canada hosts the alliance’s new Centre of Excellence for Climate and Security”: https://canadiandimension.com/articles/view/greenwashing-nato
    3. ARTICLE: By Yves Engler “Mr. Trudeau, tell France to show Haiti the indemnity money”

      https://yvesengler.com/2025/01/06/mr-trudeau-tell-france-to-show-haiti-the-indemnity-money/

      *What France, the US and Canada did to Haiti… it’s a tragedy and a crime.

    4. BLINKEN INTERVIEW WITH THE NEW YORK TIMES

      Transcript excerpt

      11:39 NYT Question: “You made two early strategic decisions on Ukraine. The first was to restrict Ukraine’s use of American weapons within Russia. The second was to support Ukraine’s military offensive without a parallel diplomatic track to try to end the conflict. How do you look back on those decisions now?”

      12:00 Blinken: “If you look at the trajectory of the conflict, because we saw it coming, we were able to make sure that not only were we prepared and our allies and partners were prepared, but Ukraine was prepared. We made sure that that well before the Russian aggression happened starting in September, the Russian aggression happened in February, starting in September then again in December, we quietly got a lot of weapons to Ukraine to make sure that they had in hand what they needed to defend themselves, things like stingers and javelins, that they could use that were instrumental in preventing Russia from taking Kyiv and from rolling over the country erasing it off the map and pushing the Russians back.”

      (The US is admitting it provoked the war and refused to engage in diplomacy)

      33:08 NYT Question: “The war is still being prosecuted. Hamas is no longer deemed a threat in the way that it was and the population has been completely decimated. So, I’m curious, why still provide these weapons to Israel?”

      33:20 Blinken: “As I have said from Day 1, first of all, we have been and will remain fundamentally committed to Israel’s defence. And unfortunately, it faces adversaries and enemies from all directions and that means the support that the U.S. provides over many administrations, Republican and Democrat, over many years that support is vital to make sure that Israel is able to defend itself… And in turn, that means we aren’t going to have an even wider, broader conflict that results in more death and destruction. So, it’s been vital to maintain that.”

      (The US is using Israel as a proxy for a wider war in the Middle East/West Asia)

      Question: I do want to ask you about your own standing in the Department that you lead. Because you have had a series of very public defections over the conduct at the State Department over Gaza. The latest to speak out is Mike Casey, who was the state department’s deputy political counselor on Gaza and resigned in July. He recently talked to the Guardian about his tenure. He claimed that the State Department frequently rolled over for Israel. No one would read his reports on civilian casualties. He said that he and his colleagues used to joke that they could attach cash to the reports and still they would fall on deaf ears. That’s very dark. How do you respond to that?

      Blinken: “I have inordinate respect for the people in the Department who have had different views…”

      (He talks about the dissent cables within the Department. See links to Mike Casey below.)

      Question: Do you worry, Secretary Blinken, that perhaps you have been presiding over what the world will see as a genocide?

      Blinken: “No.“

      The Guardian: ‘Tired of writing about dead kids’: why a US state department worker resigned over Israel-Gaza policy Mike Casey, one of only two people explicitly focused on Gaza, left over inaction and doing ‘what the Israelis want’: https://www.theguardian.com/us-news/2024/dec/18/state-department-employee-resigns-israel-gaza

      Former U.S. State Dept official who resigned over Gaza Mike Casey on Democracy Now!: https://www.youtube.com/watch?v=qHmjzHLif68

      We know from the OSCE Special Monitoring Mission to Ukraine that violations of the Minsk agreement escalated from January 2022 from the US-backed Ukrainian security forces shooting and shelling the ethnic Russian minority in the Donbass until Russia invaded on Feb. 24, 2022, there was provocation. Two wrongs don’t make a right but we need a truth & reconciliation process along with negotiations to end the war in Ukraine. See: https://www.osce.org/special-monitoring-mission-to-ukraine-closed (see daily logs of ceasefire violations in January and February 2022)

    #DimitriLascaris #LabourCouncil #MassachusettsPeaceAction #TamaraLorincz #vredeBe

  9. Marinaio riesce ad uccidere i due fascisti appostati fuori

    Pòsina (VI). Fonte: easyvi.it

    Il 16 maggio Bruno Viola [Marinaio] è sulle colline di Schio, poco sopra Poleo. “Con il Tar [Ferruccio Manea], oltre al fratello Ismene ed al vice “Ciodi” (De Guglielmi Giuseppe) ci sono i capipattuglia “Aquila Nera” (Moro Teodulo), “Taras” (Fin Giuseppe), “Marinaio” (Viola Bruno)…il gruppo di Tar viene sistemato nel “cason del Mola.” <135 Da lì dovevano ripartire il giorno seguente per dirigersi verso l’Altopiano.
    “Marte, D’Origano e Silvio, accompagnati anche dal Marinaio, passano la serata al Bojaoro, dove ci sono Brescia e Turco e dove è giunto da Schio Randagio…in particolare, tema del giorno, è la concentrazione in corso delle forze partigiane sull’Altopiano….Marte e D’Origano accompagnano il Marinaio a dormire nella tenda, ospitalità davvero straordinaria; poi tornano al Bojaoro, dove vanno a dormire su un fienile.” <136
    Il giorno seguente, però, avvenne qualcosa di inaspettato. Cinque fascisti, dei “battaglioni M” hanno fatto prigioniero Silvio Costa, prelevandolo da casa sua per interrogarlo su dove si nascondessero i partigiani.
    A Santa Caterina, piccola frazione di Schio, le persone si conoscono tutte. Il sergente Gasparini, che comanda il gruppetto fascista, conosceva Silvio per averlo visto lavorare al caseificio di Santa Caterina. Lo picchiano, gli intimano di parlare, minacciano di fucilarlo. Poi insieme al prigioniero si recano alla casa di Antonio Zanella, la perquisiscono e si allontanano di nuovo con il solo Silvio.
    Infine si dirigono verso la casa di un’ altra famiglia qualche metro più in basso. Dall’alto i fascisti notano dei movimenti e si mettono in attesa con i binocoli.
    I movimenti erano quelli del gruppetto composto da “Marte”, “Brescia”, “Omero”, il “Marinaio” e “D’Origano” i quali saputo ciò che era avvenuto stavano andando a posizionarsi in un posto favorevole per attaccare i fascisti. L’effetto sorpresa era evidentemente svanito. Si appostano all’interno di un rifugio abbandonato.
    I fascisti accerchiano senza farsi vedere il rifugio e cominciano a sparare. “Marte” rimane ferito alla gamba ma “Omero” in risposta uccide un milite. Il combattimento sembra essere giunto ad una fase di stallo, con i partigiani asserragliati nel rifugio e i fascisti fuori. Viola allora decide per l’azione.
    Facendosi “coprire” da “Marte”, esce all’improvviso dal rifugio e riesce ad uccidere i due fascisti appostati fuori. Disarmati anche gli ultimi due fascisti ancora vivi, i partigiani sono salvi.
    Per Bruno Viola la giornata non è ancora finita però. “Subito dopo il tramonto il “Marinaio”, rimasto con “Marte” tutto il pomeriggio, abbraccia i due feriti (Marte, ferito dai fascisti e il Turco, che si “spara” da solo, per errore un colpo di pistola alla gamba, nda), fa loro gli auguri e dopo aver salutato tutti va a riunirsi al gruppo del Tar, in partenza verso il Colletto Di Velo, dovendo passare durante la notte al di là dell’Astico.” <137 Il giorno dopo invece i partigiani rimasti lì subirono un rastrellamento violento (18 maggio 1944).
    Intorno al 10 luglio era arrivata la comunicazione che alcuni gruppi partigiani avrebbero dovuto spostarsi verso la zona libera di Posina, dove erano anche i comandi delle “Garemi”.
    Il trasferimento dei comandi “Garemi” nella zona libera era stato deciso in seguito ad una riunione tenutasi il 15 giugno ’44 a Sant’Antonio, in comune di Valli del Pasubio.
    I rapporti tra la pattuglia di Luigi Faccin e quella di Ferruccio Manea, con il quale pure Viola aveva svolto molte azioni, erano difficili. A casa Barbieri a Raga i due si incontrarono e si ebbe dimostrazione del rapporto conflittuale esistente tra loro.
    ”Un incontro burrascoso perché il Tar tendeva a incorporare la pattuglia del Negro nel suo distaccamento anche usando le maniere forti. Scoppiò un litigio fra “Bastardo” (Zordan Severino, nda) e “Tar” e quando quest’ultimo sfoderò la pistola, intervenne anche il Marinaio che, per la rabbia e il dispiacere di quella scena, aveva le lacrime agli occhi; disse che sarebbe stata una cosa triste ammazzarsi tra loro.” <138
    Va detto che il gruppo del “Negro” passerà comunque sotto il controllo “ufficiale” del “Tar” nell’ottobre del ’44, come si evince da una comunicazione data a “Tar” dal comando brigata “La Pasubiana”, datata 15/10/1944, in cui si legge: “Caro Tar, per disposizioni già date da questo Comando, in seguito a quella già data da noi dal Comando gruppo brigate, il distaccamento del Negro che faceva già parte del battaglione di Serra, è passato a far parte del tuo battaglione.” <139
    Un’altra versione dello stesso episodio ci dice che i contrasti nascevano perché “verso il 10 luglio 1944 arrivò l’ordine da Posina di portarsi colà con tutto il distaccamento: vi furono allora delle grosse discussioni perché alcuni volevano invece restare nella nostra zona, che conoscevano bene. In Raga poi vi fu una tremenda baruffa tra Bruno Viola ed il Tar, che mi fu raccontata quando la sera arrivai con la pattuglia. Io (Giuseppe de Guglielmi “Chiodi”, nda) fui d’accordo con Ferruccio di stare agli ordini del comando e di andare in Posina, cosicché si decise di partire la sera stessa: Tar, Chiodi, Il Marinaio, Gianni, Temporale, Tempesta e tutto il distaccamento.” <140
    Ferruccio Manea ha come vice Giuseppe De Guglielmi “Chiodi”, mentre i capi delle tre pattuglie alle sue dipendenze sono Cirillo Cocco “Temporale”, Mario Caneva “Tempesta” e Giovanni Clementi “Gianni”. Il primo di Monte di Malo, gli altri due di Malo.
    Sempre quel giorno, lunedì, “transitano per S. Caterina, il Pralungo e Vallortigara, i due distaccamenti della zona di Malo, S. Vito, Monte di Malo, guidati da “Tar” e da “Negro”..; si tratta di un totale di circa 50 uomini, non tutti armati. Un distaccamento prenderà posizione al Passo di Campiglia, l’altro al Colle Xomo, dove i tedeschi non hanno ancora riattivato il presidio per la ripresa dei lavori della Todt.” <141 Lo spostamento faceva parte del piano che prevedeva l’insediamento a Posina del comando del battaglione Apolloni; anche il gruppo di “Guastatore” e “Teppa” si spostava verso Posina, località Costamala. <142
    Un’ulteriore questione nacque però prima di arrivare a Posina. Durante il trasferimento iniziarono a circolare delle voci secondo le quali “Tar” avrebbe compiuto dei prelievi per scopo personale. Così un gruppo di uomini non obbedisce al comando di “Tar” di rimettersi in piede e proseguire la marcia; “fra questi il Marinaio che ostentava una posizione più comoda degli altri. Mi avvicinai (Tar sta parlando in prima persona, nda) dicendogli: ‘Che cosa aspetti per alzarti in piedi?!’ il Marinaio si alzò dicendomi: ‘da questo momento io non obbedirò più ai tuoi ordini’. Gli chiesi il perché. Mi rispose che in occasione del raid che lo aveva tenuto lontano una decina di giorni, dalla formazione era stato avvicinato da uomini della pianura i quali mi accusavano di un prelievo irregolare che io avrei fatto per mio tornaconto personale…gli ingiunsi nuovamente di mettersi in marcia, ma ad un analogo rifiuto da parte mia, fui costretto a disarmarlo.” <143
    [NOTE]
    135 Enzo D’Origano, Diari della Resistenza. Da Santacaterina, spaziando per la Val Leogra e dintorni, volume 1, Edizioni Menin, Schio, 1994, pag. 73
    136 Ivi, pp. 73-74
    137 Ivi, pag. 80
    138 Gruppo Cinque, op. cit., vol.8, pag. 425
    139 Archivio dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’ Età contemporanea della provincia di Vicenza “Ettore Gallo”, sezione La Resistenza a Vicenza, sottosezione La divisione partigiana Ateo Garemi, busta 2
    140 Gruppo Cinque, (Ettore Trivellato, Valerio Caroti, Domenico Baron, Remo Grendene, Giovanni Cavion, a cura di), Quaderni della Resistenza. Schio,vol ,ⅠⅩⅤ Edizioni Gruppo Cinque, Schio, 1978-1982, volume 6, pag. 278
    141 Enzo D’ Origano, op. cit., vol.3, pag. 190
    142 “Teppa” è Valentino Bortoloso, la cui intervista riporto in appendice
    143 Patrizia Greco, op. cit., pag. 146
    Francesco Corniani, Un marinaio in montagna. Storia di Bruno Viola e dell’eccidio di Malga Zonta, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari Venezia, Anno accademico 2009-2010

    #1944 #BrunoViola #fascisti #FerruccioManea #FrancescoCorniani #Garemi #luglio #maggio #Marinaio #partigiani #PosinaVI_ #provincia #Resistenza #SchioVI_ #Tar #tedeschi #Veneto #Vicenza

  10. A Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, si era formato un gruppo di antifascisti

    Bruno Viola era orgoglioso di poter dare il suo contributo economico alla famiglia, anche se la preoccupazione che la polveriera [n.d.r.: della S.A.R.E.B – con sede sociale a Genova – a Montecchio Precalcino (VI)] potesse essere oggetto di bombardamento era costante. Era infatti cominciata la seconda guerra mondiale. Tali preoccupazioni non erano del tutto infondate. Il 26 dicembre 1943 vi fu un primo sabotaggio ma soprattutto l’11 febbraio del 1945 sei aerei P47 degli alleati bombardarono la città e la polveriera, senza fortunatamente causare morti.
    Compiuti diciotto anni, nel 1942, si arruolò volontario in marina. Interrogati i fratelli sul perché di questa sua scelta, mi hanno risposto che fu probabilmente consigliato dai professori della scuola che frequentava, che in quegli anni avevano una grossa influenza sulle scelte lavorative dei giovani.
    Presso l’Archivio di Stato di Vicenza ho trovato copia dei certificati riguardanti la visita di leva. Un primo documento, con data 29 luglio 1942, lo dichiara abile e arruolato. Un secondo documento, prodotto dalla Capitaneria di porto di Venezia ci dà maggiori informazioni.
    Viola Bruno, numero di matricola 73281, domiciliato in via Roma 33, aveva occhi castani, capelli castani lisci, colorito roseo e dentatura sana. Era alto 1 metro e 66 cm e non presentava segni particolari. Era iscritto nelle liste di leva di mare del Compartimento marittimo di Venezia e alla domanda se sapesse leggere e scrivere si risponde positivamente. Inoltre si nota che sapeva nuotare e vogare.
    Fu arruolato volontario nel C.R.E.M. (Corpo dei Reali Equipaggi Marittimi), denominazione introdotta nel 1926 per distinguere gli allievi delle scuole di Marina da quelli della Regia Aeronautica. Esistevano tre istituti di formazione della marina, a La Spezia, a Pola e a Venezia. In seguito al referendum che decretò la nascita della Repubblica italiana, la sigla C.R.E.M mutò in C.E.M.M. (Corpo Equipaggi Militari Marittimi). Ancora si nota come il suo servizio militare durò dal 6 ottobre 1942 all’8 settembre 1943, meno di un anno.
    Fu inviato a La Spezia, dove c’era un’importante base navale. Qui alla preparazione sulle navi affiancò la preparazione quale radiotelegrafista ed era in procinto di prendere il brevetto.
    In questo periodo non tornò mai a casa in licenza.

    Bruno Viola, a destra, con la divisa da marinaio. Fonte: Francesco Corniani, op. cit. infra Bruno Viola, il primo da destra, insieme al comandante della sua sezione. Fonte: Francesco Corniani, op. cit. infra Sul retro della fotografia Bruno scriveva: “22-5-43 Ricordo della mia Sezione delle Scuole C.R.E.M” e poi “W i futuri marinai d’ Italia”. Fonte: Francesco Corniani, op. cit. infra

    Tornò a Vicenza in seguito alla situazione di disgregazione provocata nelle forze armate dall’armistizio siglato nel settembre del 1943. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 le tre scuole di marina cessarono di esistere. Sempre nel foglio matricolare si legge che Bruno Viola viene dichiarato “sbandato in territorio nazionale” per il periodo che va dal 9 settembre 1943 al 31 gennaio 1944.
    Preso il treno, a Vicenza si ricongiunse con il papà che lavorava lì vicino e che lo riaccompagnò a casa sul palo della bicicletta.
    Come nel resto d’Italia, anche a Caldogno la situazione era difficile. Bruno era conosciuto perché più volte si era rifiutato di partecipare alle manifestazioni fasciste e ai raduni. A Caldogno i tedeschi avevano installato un ospedale ed erano guidati dal tenente colonnello medico dottor Maue.
    Non accettò inviti e pressioni ad arruolarsi e preferì vivere in disparte e nascosto per non essere portato come prigioniero in Germania. Con lui si formò un gruppo di amici, anche essi fermi nella decisione di non arruolarsi nell’esercito repubblichino e di ignorare i bandi di chiamata alle armi.
    Vennero inoltre a sapere che a Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, da cui dista due chilometri e mezzo, e circa 5 da Caldogno, in una zona montuosa ricca di boschi e nascondigli (località Guizza) si era formato un gruppo di persone, renitenti alla leva, che stavano organizzando l’opposizione a fascisti e nazisti. Del gruppo di 12 persone che dovevano partire insieme a lui, Bruno Viola si ritrovò solo il giorno della partenza. Se non fu un tradimento, poco mancò.
    La mamma di Bruno insisteva perché non partisse. Anche uno zio tentò di dissuaderlo. A tal proposito la sorella di Bruno, Rosina, mi ha detto che questo zio, fratello del papà, aveva una casa proprio a Castelnovo. Era una casa grande, con molti bambini, e in più aveva una mansarda, una di quelle senza scale, alla quale si può acceder solamente attraverso una botola. Si diceva certo che lì Bruno sarebbe stato al sicuro e che nessuno sarebbe venuto a cercarlo.
    Ma Bruno aveva deciso ed era irremovibile nella sua scelta. Sono particolari come questi a indurmi a riflettere su quanta coscienza, quanto coraggio, quanta convinzione animavano Bruno e come lui tutti i partigiani che in quei drammatici momenti scelsero la via meno facile, la via delle montagne, invece di rinunciare a lottare. E questo mi sprona ulteriormente nel cercare di rendere loro onore con questa mia tesi. Perché la storia di Bruno non è solo la sua, ma anche di altri giovani e meno giovani che come lui si sacrificarono per l’ideale della libertà e della giustizia.
    Così nel febbraio del 1944, accompagnato dalla sorella Rosina, lasciò in lacrime la madre e raggiunto Castelnovo congedò anche la sorella. “Torna a casa” le disse. Rosina rispose:”Come, così sola, di notte?” e Bruno : “Sì, è giusto così.”
    Dal primo giorno di febbraio del 1944 alla data della morte, 12 agosto 1944, gli viene riconosciuta la qualifica di partigiano combattente, ai sensi del DD.LL 21/8/45 n°518 (decreto legislativo luogotenenziale che regola il riconoscimento delle qualifiche dei partigiani). In questo periodo gli viene attribuita la qualifica di comandante nucleo (sergente) per il periodo che va dal 15 maggio del 1944 al 14 giugno dello stesso anno e la qualifica, sempre per il 1944, del grado di comandante di squadra (sergente maggiore) per i giorni che vanno dal 15 giugno alla sua morte.
    Con il gruppo della Guizza rimase poco tempo, perché non ci si trovava bene. C’ erano difficoltà nei rapporti, nei rifornimenti di armi, viveri e vestiti e le azioni faticavano ad avviarsi.
    Inoltre, come mi ha raccontato la sorella, Bruno le disse che quel gruppo si dedicava frequentemente alla razzia di maiali, mucche e pecore. Una notte mandò a chiamare la zia, quella che si era offerta di ospitarlo a casa sua a Castelnovo perché disse che doveva parlarle. Bruno doveva riferirle che lui non voleva stare con quella compagnia di Castelnovo, poiché tutte le notti erano in giro a rubare (mucche, maiali, lana di pecore).”Io non sono venuto a fare il partigiano per andare a rubare” le disse.
    Così dopo circa venti giorni Bruno tornò a casa e comunicò alla famiglia l’intenzione di volersi aggregare ad un altro reparto. In quel periodo Bruno tornò a casa sei o sette volte.
    Nascosto dall’oscurità, evitava di entrare dalla porta principale ma bussava alle finestre sul retro, che davano sui campi. Dava molta importanza alla pulizia personale, cosicché una delle prime cose che faceva, appena rientrato tra le mura domestiche, era quella di lavarsi, trascurando perfino il cibo.
    Mandava a letto i fratelli più piccoli e restava solo con la mamma e la sorella più grande, Rosina, a parlare. E ogni volta la mamma lo implorava perché restasse a casa. Coscienziosamente non dormiva in casa ma con il fratello Sante, che lavorava in un negozio di ferramenta, dormiva nei campi, per la paura di essere sorpreso nel sonno e senza possibilità di fuga dai fascisti. Ripartiva la mattina presto e prima di lasciare la casa si faceva dare dalla mamma biancheria pulita. L’ultima volta che tornò a casa fu la prima settimana di luglio.
    Per ricostruire adesso le mosse dell’ex marinaio dobbiamo affidarci alle testimonianze dei suoi compagni di avventure. Bruno è presente in molte situazioni differenti.
    “Nel luglio del 1944 sulle colline tra Gambugliano e Torreselle (poco distante da Castelnovo, nda) c’era già una pattuglia comandata dal “Negro” che non faceva parte del distaccamento del “Tar”. <128
    Proprio di questo gruppo faceva parte Viola, che era dunque un “uomo” di Luigi Faccin “Negro”.
    I nomi delle persone appartenenti al gruppo di “Negro” insieme a Viola, che diventerà il vicecomandante e a cui sarà affidato il gruppo a Malga Zonta in assenza di Faccin, sono: Castini Isidoro “Achille”, comandante della seconda pattuglia, nato a Malo il 25/11/1926, Cecchetto Mario “Sasso”, Gambugliano 2.5.1925, Zordan Severino “Bastardo”(che perse un fratello, Domenico, a Malga Zonta) nato il 1925. Inoltre: “Abele” Dall’Ava, De Vicari Giocondo (morto a Malga Zonta), Zandenego Aldo, Fortuna Baldo, “Tigre”, “Canaglia”, Cecchetto Giovanni, Zaupa Luigi “Picchiatello”, Barbieri Marcello “Elica” morto a Malga Zonta, Ceolato “Russo”, Tessaro Giovanni, morto a Malga Zonta, Bertoldi Guglielmo “Mirco”, “Alpino” di Monte Magrè.
    In quelle zone operavano numerosi partigiani: “Erano bande abbastanza numerose, ottimamente comandate da capi come il Tar, il Tigre, il Negro; teoricamente inquadrate in grosse formazioni riconosciute, ma in realtà largamente autonome…” <129
    Proprio la massiccia presenza di uomini fu motivo di contrasto tra alcuni di loro. In particolare nasceranno delle incomprensioni, come vedremo, tra Ferruccio Manea “Tar”, il “Negro” e Bruno Viola.
    Luigi Meneghello nel suo romanzo della Resistenza, “I piccoli maestri”, parla del “Tar” e anche del “Negro”, che incontrò anche di persona. Così ci parla di Luigi Faccin: “A Torreselle c’era un reparto soggetto all’imperium del Tar, ma con molta autonomia. Il capo era un ometto con la testa grossa che si chiamava il Negro; aveva le gambe corte e storte, i modi semplici e franchi, e una certa vitalità sparsa sul viso e nel corpiciattolo.” <130
    Un altro aspetto interessante ci viene raccontato da Severino Oliviero: egli faceva parte di un gruppo partigiano di Malga Campetto, operante a Marana, nel comune di Crespadoro. “Ricordo che a Marana abbiamo trovato pure Viola il “Marinaio” e gli uomini di “Marte” di Schio.” <131
    Ai primi di aprile il suo gruppo si sposta a Monte Magrè. Continua poi Oliviero: “Verso la fine di luglio ci siamo aggregati al “Negro” che ci ha proposto di salire a Malga Zonta. Però non siamo arrivati a Malga Zonta, per un grande rastrellamento in corso. Così, nella nostra zona di operazioni di Monte Magrè, si è andato formando il “Battaglione Lampo” della brigata garibaldina “Martiri Val Leogra” in memoria di Bruno Viola “il Marinaio” caduto a Malga Zonta, chiamato anche Lampo.” <132
    È questa una testimonianza importante, perché ci dà due informazioni preziose. La prima è che Bruno Viola veniva chiamato dai suoi compagni di lotta anche “Lampo”. La seconda è che in suo nome nacque un battaglione partigiano, guidato da Eugenio Narciso Rigo detto “Pantera”. Ritengo sia giusto quindi associare sempre a Bruno lo pseudonimo di “Lampo” oltre a quello di “Marinaio”, anche se più spesso io riporto solo il secondo.
    Ferruccio Manea “Tar” fu una figura molto importante della Resistenza vicentina. Nella “Garemi” guidava la brigata “Ismene”. Uomo di grande coraggio e autorità, la sua storia dai tratti quasi leggendari è ottimamente raccontata da una recente pubblicazione di Patrizia Greco. <133
    Come abbiamo visto e come vedremo “Tar” e “Lampo/Marinaio” incrociarono spesso le loro strade. Di Bruno Viola “Tar” diceva: “Il Marinaio era un bravo giovane che non aveva paura…con lui ho avuto anche discussioni violente, ma riconosceva i torti e collaborava.” <134
    [NOTE]
    128 Gruppo Cinque, Quaderni della Resistenza. Schio, volume 8, Edizioni Gruppo Cinque, Schio, 1978, pag. 425
    129 Luigi Meneghello, I piccoli maestri, Rizzoli Editore, Milano, 1976, pag. 230
    130 Luigi Meneghello, op. cit, pag. 234
    131 Severino Oliviero, in Mario Faggion, Gianni Ghirardini, Norberto Unziani “Boby”, Malga Campetto nella storia della Brigata Garemi, OdeonlibriIsmos, Schio, 1989, pag. 109
    132 ibidem
    133 Patrizia Greco, Nome di di battaglia Tar. Biografia resistenziale di Ferruccio Manea, comandante della brigata Ismene, Cierre edizioni, Verona, 2010
    134 Sergio Fortuna – Gianni Refosco, Tempo di guerra Castelgomberto: avvenimenti e protagonisti del secondo conflitto mondiale e della Resistenza, Odeonlibri Ismos, Castelgomberto, 2001, pag. 105
    Francesco Corniani, Un marinaio in montagna. Storia di Bruno Viola e dell’eccidio di Malga Zonta, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari Venezia, Anno accademico 2009-2010

    #1943 #1944 #agosto #Aprile #BrunoViola #CaldognoVI_ #fascisti #FerruccioManea #FolgariaTN_ #FrancescoCorniani #IsolaVicentinaVI_ #lampo #luglio #LuigiFaccin #LuigiMeneghello #Magrè #MalgaZonta #marinaio #Monte #MontecchioPrecalcinoVI_ #partigiani #Resistenza #Tar #tedeschi #Vicenza

  11. Uno degli esiti del boom della scolarizzazione è il forte divario culturale che si viene a creare tra vecchie e nuove generazioni

    L’utilizzo del termine “giovani” non ha un carattere neutrale né universalmente stabilito o definito a priori. Esso – così come la categoria di classe sociale, del resto – rientra nell’ambito di quella nomenclatura di cui gli storici si avvalgono in relazione allo studio del passato, che segmentano ed etichettano per meglio dotarlo di senso e, quindi, per conferirgli la capacità di essere oggetto di narrazione. In tale orizzonte rientra anche il concetto di “generazione”, sulla cui utilità ha insistito fra gli altri lo storico Marc Bloch18, e che ha avuto notevole fortuna storiografica in anni più recenti <19.
    Una ricognizione storica che voglia avvalersi della categoria di gioventù non può prescindere dal provare a darne una sia pur succinta chiarificazione, essendo la classificazione per fasce d’età suscettibile di declinazioni le più varie: non in tutte le società né in tutte le culture, in termini tanto sincronici quanto diacronici, si diventa giovani – ammesso che lo stesso concetto esista – nel medesimo istante, così come varia il raggiungimento della “maturità” e l’inizio dell’età adulta. C’è chi ha parlato di invenzione della gioventù <20, in riferimento alle trasformazioni avvenute nei paesi occidentali nel secondo dopoguerra, consistenti nell’affermazione di società affluenti, caratterizzate da un sistema di mercato improntato alla massificazione dei consumi, improntate a un sistema politico democratico basato sulla larga partecipazione della popolazione ai meccanismi di decisione politica per mezzo degli strumenti della delega e della rappresentanza. In questo contesto la dimensione giovanile acquista una specificità propria, che si esprime in termini socioculturali, nell’adozione di mode, costumi e modelli di consumo specifici, in forme particolari dell’agire politico <21.
    Per convenzione le statistiche ufficiali sono solite operare le proprie ricognizioni mediante l’uso di varie disaggregazioni per classi di età, la più comune delle quali raggruppa le fasce 15-19 anni, 20-24 e 25-29, in ciò allineandosi con i principali orientamenti sociologici in termini di aggregato giovanile. Una prima definizione di gioventù può quindi darsi a partire dalla sua collocazione nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni <22, che è poi quella in cui rientrano, con qualche approssimazione, gli studenti delle scuole medie superiori e dell’università, fino ai primi anni di ingresso nel mercato del lavoro. Nel caso che qui interessa sarà inoltre opportuno coniugare alla riflessione sul soggetto giovanile la categoria di generazione, in particolare in riferimento al confronto fra i “giovani del ’68” e quelli del ’77, laddove con generazione non si indica la dimensione puramente anagrafica, ma si rimanda alla partecipazione di un gruppo di persone di età diverse (grosso modo comprese nel range individuato per la categoria di giovani, ma comprendente anche i trentenni) a un dato evento storico <23.
    Nel corso degli anni settanta il riferimento ai soggetti giovanili assume toni più cupi di quelli, principalmente moralistici e denigratori, utilizzati nei confronti dei “capelloni” che acquistano visibilità pubblica nel corso del decennio precedente. Due fattori, legati fra loro, hanno nel frattempo modificato il quadro: l’aumento dei tassi di scolarizzazione e la crisi economica con il suo portato di disoccupazione, in special modo per le fasce più giovani della società. Nel periodo compreso tra l’inizio degli anni cinquanta e la metà dei settanta, per effetto dei più complessivi processi di modernizzazione che hanno investito il paese, si è difatti avuto un aumento consistente e costante delle iscrizioni agli istituti di formazione secondaria superiore (a partire da dati iniziali estremamente bassi, pari nel 1951 al 10% sul totale della popolazione con età scolastica corrispondente), anche in virtù della riforma che nel 1962 introduce la scuola media unica e eleva l’obbligo scolastico a 14 anni. Nell’arco di un ventennio il numero di iscritti praticamente quadruplica, raggiungendo il tasso del 50% sul totale della leva demografica corrispondente (vedi tabella 2).

    Un tale incremento incide necessariamente anche sul tasso di immatricolazioni all’università, che cresce anch’esso in maniera cospicua dando all’istituzione caratteristiche compiutamente di massa, senza che una riforma organica ne abbia peraltro rivisto i meccanismi di funzionamento – e un discorso simile può essere fatto per il mondo della scuola -, malgrado nel corso di tutti gli anni sessanta una serie di provvedimenti legislativi intervenga sulle barriere all’accesso, liberalizzando di fatto le iscrizioni, fino a quel momento riservate nella quasi totalità dei casi a coloro che provengono dal liceo classico <25. Al giro di boa del decennio settanta le matricole sono di quattro volte superiori quelle registrate all’inizio degli anni cinquanta (vedi tabella 3).

    Come si vede, il tasso di laureati rimane molto basso sul totale degli iscritti per tutto il periodo considerato (registrando anzi una flessione percentuale nell’anno accademico 1976-77): ciò dipende da una struttura accademica ancora arretrata, che non consente che al boom delle immatricolazioni corrisponda un’effettiva possibilità anche per i meno abbienti di proseguire con profitto gli studi. Inoltre, la massificazione dell’istituzione universitaria raggiunge il suo apice proprio nel momento in cui la crisi economica restringe notevolmente le possibilità di lavoro per una manodopera peraltro sempre più scolarizzata e qualificata. Notano Cavalli e Leccardi che “uno degli esiti del boom della scolarizzazione, accanto alle difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro per un numero crescente di giovani in possesso di un titolo di studio medio/superiore, è il forte divario culturale che si viene a creare tra vecchie e nuove generazioni. De Mauro, definendo «drammatico» questo divario, sottolinea come le generazioni più giovani, nel corso degli anni settanta, risultino per la prima volta nel nostro paese, «quattro, cinque volte più istruite, più colte nel senso tradizionale scolastico del termine, delle generazioni più anziane». Questi elevati livelli di istruzione, mentre tendono a creare difficoltà di comunicazione e conflitti con le figure familiari adulte, funzionano anche, in parallelo, come potente fattore di omogeneizzazione culturale del mondo giovanile” <27.
    Il quadro che risulta tratteggiato dal sommarsi di disoccupazione intellettuale e non, ampio ricorso al lavoro nero e sottopagato <28 ed elevati livelli di conflittualità sociale rende la “questione giovanile” uno dei temi centrali di questi anni. Essa, nell’assumere risvolti di critica antisistema e di rivolta violenta all’ordine delle cose, accresce nei commentatori, negli analisti, nelle classi dirigenti e nelle letture politiche dei partiti di massa la percezione dell’avvento di una nuova “classe pericolosa”, da esorcizzare e convertire in “classe laboriosa” <29.
    [NOTE]
    19 Per un’utile rassegna storiografica cfr. Francesco Benigno, Parole nel tempo. Un lessico per pensare la storia, Viella, Roma 2013, pp. 57-77 (voce «Generazioni»).
    20 Vi è chi, d’altronde, retrodata le origini del fenomeno alla fine dell’Ottocento (Jon Savage, L’invenzione dei giovani, Feltrinelli, Milano 2009) o, addirittura, ai riti d’iniziazione del Cinquecento (Patrizia Dogliani, Storia dei giovani, Bruno Mondadori, Milano 2003). In questa sede, sebbene l’affacciarsi di ragazzi e ragazze sulla scena pubblica si sia realizzato in fasi diverse e anche molto più remote, si privilegia la considerazione del carattere eccezionale che riveste l’individuazione della gioventù nella seconda metà del ’900: obiettivi privilegiati del mercato di consumo, oggetto di studi e, soprattutto, di opere d’ingegno ad essi dedicate (dalla narrativa al cinema, alla musica ecc.), si può approssimativamente sostenere che i giovani inizino a riconoscersi in quanto tali in questo periodo, rivendicando – con pose, culture, stili, idiomi propri – l’appartenenza a una generazione più definita nei suoi contorni rispetto al passato.
    21 Cfr. G. Crainz, Il paese mancato, cit., pp. 190-200. Cfr. inoltre S. Lanaro, Storia dell’Italia repubblicana, cit., p. 272 («Quando esibiscono la maglietta, i blue-jeans [corsivo nell’originale] e il giaccone di cuoio, i giovani diventano un gruppo, una classe, una categoria […]») e pp. 322-25 per l’aspetto culturale del fenomeno.
    22 Si veda Alessandro Cavalli e Carmen Leccardi, Le culture giovanili, in F. Barbagallo et al. (progetto e direzione), Storia dell’Italia repubblicana, cit., vol. 3, L’Italia nella crisi mondiale. L’ultimo ventennio, 2. Istituzioni, politiche, culture, pp. 707-800, in particolare pp. 710-11.
    23 Per un confronto fra le due generazioni cfr. A. De Bernardi, I movimenti di protesta e la lunga depressione, cit.
    24 A. Cavalli e C. Leccardi, Le culture giovanili, cit., p. 714.
    25 Cfr. A. Lepre, Storia della prima Repubblica, cit., p. 223. Si veda anche, per una panoramica più complessiva, Giuseppe Tognon, La politica scolastica italiana negli anni Settanta. Soltanto riforme mancate o crisi di governabilità?, in L’Italia repubblicana nella crisi degli anni Settanta, cit., vol. 2, Fiamma Lussana e Giacomo Marramao (a cura di), Culture, nuovi soggetti, identità, pp. 61-87.
    26 A. Cavalli e C. Leccardi, Le culture giovanili, cit., p. 719.
    27 Ivi, p. 777.
    28 L’occupazione illegale e occasionale è stimata al 13-14% della forza lavoro complessiva nel periodo considerato: i giovani costituiscono il 70% di tale fenomeno, e un terzo di essi vanta alti livelli di scolarità. Cfr. Paolo Bassi e Antonio Pilati, I giovani e la crisi degli anni Settanta, Editori Riuniti, Roma 1978, p. 33.
    29 Cfr. P. Dogliani, Storia dei giovani, cit., p. 4.
    Salvatore Corasaniti, Quando parla Onda Rossa. I Comitati autonomi operai e l’emittente romana alla fine degli anni settanta (1977-1980), Tesi di dottorato, Sapienza – Università di Roma, Anno accademico 2017-2018

    #1968 #1977 #anni #Cinquanta #generazioni #giovani #Italia #SalvatoreCorasaniti #scuola #Sessanta #Università

  12. Downtown Raleigh Evening Guide: Weekend Edition October 31 – November 2, 2025

    Halloween weekend meets live music, late-night fun, and cultural experiences across the heart of the city.

    As Halloween fades into November, Downtown Raleigh lights up with bar crawls, live music, art talks, and local tours that keep the energy high all weekend long. Whether you’re looking for a spooky celebration, an elegant symphony, or a creative downtown experience, this weekend’s guide has something for every vibe.

    🎃 Friday, October 31 – Halloween in the City

    Downtown Raleigh transforms into a vibrant, costumed carnival of fun, featuring themed parties, concerts, and special events from afternoon through the early hours. Highlights include “Boooogie Nights,” offering two nights of funk and treats with the Watts & Ward Annual Halloween Party featuring Astrocat at Circa 1888 from 7 PM to 11 PM. The Official Halloween Bar Crawl takes place on Friday and Saturday at Zenith Raleigh from 4 PM to midnight. For those seeking a late-night thrill, “Monster’s Ball” at Killjoy runs from 9 PM to 2 AM, while “Slay the Night Away Halloween Show” at Legends Nightclub starts at 10 PM. The “Hallowolfe Bash” at Wolfe & Porter begins at 8 PM, and “Halloween at Neptunes Parlour” is open from 5 PM to 2 AM. The Raleigh Zombie Crawl, involving over 20 bars, takes place at The Row from 7 PM to 2 AM. Additionally, “Sinners” is showing on IMAX at the Marbles IMAX Theater. Live music performances include Dallas Tetnus at Slim’s Downtown and Birdie’s Barroom & Kitchen from 5 to 8 PM. Early evening vibes can be enjoyed at BLOOM BAR from 3 to 7 PM and Bud Bar from 6 to 9 PM at Wolfe & Porter.

    🦇 Saturday, November 1 – Halloween Weekend Encore

    The weekend continues with a variety of activities, including scavenger hunts, walking tours, and Halloween-themed nightlife. Highlights include the 16th Annual Raleigh Boogeyman Bar Crawl at Alchemy from 5:30 to 11 PM, the Downtown Raleigh Halloween Treasure Hunt starting at Sir Walter Coffee from 2 to 3 PM, and the Day of the Dogs event at Crank Arm Brewing from 2 to 6 PM, which brings together pups and people for a great cause. For entertainment, there’s the Boooogie Nights Encore Show at Watts & Ward, the Rachmaninoff Symphony No. 2 performed by the North Carolina Symphony at 8 PM at the Martin Marietta Center, and the Saturday Night DJ Showcase at Boatman Spirits Co. from 8 PM to Midnight. Additionally, The Phantom A.D. will perform a live set at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM, and there will be a Patrizia Ferreira Artist Talk at Artspace from 4 to 6 PM. In the afternoon, visitors can enjoy the A Taste of Downtown Raleigh Food Tour from 2:30 to 5:30 PM, exploring local flavors and hidden culinary gems.

    Sunday, November 2 – Wind Down Downtown

    Close out the weekend with a delightful mix of brunch, art, and live performances that celebrate community and culture. Start your Sunday with brunch at Good Day Good Night from 9 AM to 12 PM, and enjoy half-priced spaghetti and meatballs at Gravy from 11 AM to 10 PM. Explore Raleigh’s rich history with the African American History Tour at 4 PM at Jimmy V’s Osteria + Bar, and join the Booksgiving Book Club at Copperline Plant Co. from 3:30 to 5 PM. Immerse yourself in creativity at the Artspace Open Studio from 1:30 to 3:30 PM. As the evening unfolds, enjoy the lively sounds of the Boom Unit Brass Band at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM. The weekend concludes with captivating performances, including the Carolina Ballet’s “The Seven Deadly Sins” and the Midnight Nomad Closing Party at Nomad. For a more relaxed evening, unwind with a cocktail at Boatman Spirits Co. for Saturday Night Spins from 8 PM to midnight, or visit Raleigh’s favorite local lounges.

    Plan Your Weekend in Downtown Raleigh

    From sunrise coffee runs to late-night costume parties, this weekend is all about vibes, variety, and vintage fun. Join locals downtown for live music, costume contests, trolley tours, and Raleigh’s most spirited Halloween celebrations.

    🔗 See more local entertainment and community events at DoRaleigh.com — your guide to everything Raleigh.

    #CityOfRaleighEvents #DoRaleigh #downtownRaleigh #DowntownRaleighEvents #events #Halloween #HalloweenWeekend #LiveMusic #News #raleigh #RaleighBars #RaleighHalloween2025 #RaleighLiveMusic #RaleighNightlife #RaleighWeekendGuide

  13. Downtown Raleigh Evening Guide: Weekend Edition October 31 – November 2, 2025

    Halloween weekend meets live music, late-night fun, and cultural experiences across the heart of the city.

    As Halloween fades into November, Downtown Raleigh lights up with bar crawls, live music, art talks, and local tours that keep the energy high all weekend long. Whether you’re looking for a spooky celebration, an elegant symphony, or a creative downtown experience, this weekend’s guide has something for every vibe.

    🎃 Friday, October 31 – Halloween in the City

    Downtown Raleigh transforms into a vibrant, costumed carnival of fun, featuring themed parties, concerts, and special events from afternoon through the early hours. Highlights include “Boooogie Nights,” offering two nights of funk and treats with the Watts & Ward Annual Halloween Party featuring Astrocat at Circa 1888 from 7 PM to 11 PM. The Official Halloween Bar Crawl takes place on Friday and Saturday at Zenith Raleigh from 4 PM to midnight. For those seeking a late-night thrill, “Monster’s Ball” at Killjoy runs from 9 PM to 2 AM, while “Slay the Night Away Halloween Show” at Legends Nightclub starts at 10 PM. The “Hallowolfe Bash” at Wolfe & Porter begins at 8 PM, and “Halloween at Neptunes Parlour” is open from 5 PM to 2 AM. The Raleigh Zombie Crawl, involving over 20 bars, takes place at The Row from 7 PM to 2 AM. Additionally, “Sinners” is showing on IMAX at the Marbles IMAX Theater. Live music performances include Dallas Tetnus at Slim’s Downtown and Birdie’s Barroom & Kitchen from 5 to 8 PM. Early evening vibes can be enjoyed at BLOOM BAR from 3 to 7 PM and Bud Bar from 6 to 9 PM at Wolfe & Porter.

    🦇 Saturday, November 1 – Halloween Weekend Encore

    The weekend continues with a variety of activities, including scavenger hunts, walking tours, and Halloween-themed nightlife. Highlights include the 16th Annual Raleigh Boogeyman Bar Crawl at Alchemy from 5:30 to 11 PM, the Downtown Raleigh Halloween Treasure Hunt starting at Sir Walter Coffee from 2 to 3 PM, and the Day of the Dogs event at Crank Arm Brewing from 2 to 6 PM, which brings together pups and people for a great cause. For entertainment, there’s the Boooogie Nights Encore Show at Watts & Ward, the Rachmaninoff Symphony No. 2 performed by the North Carolina Symphony at 8 PM at the Martin Marietta Center, and the Saturday Night DJ Showcase at Boatman Spirits Co. from 8 PM to Midnight. Additionally, The Phantom A.D. will perform a live set at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM, and there will be a Patrizia Ferreira Artist Talk at Artspace from 4 to 6 PM. In the afternoon, visitors can enjoy the A Taste of Downtown Raleigh Food Tour from 2:30 to 5:30 PM, exploring local flavors and hidden culinary gems.

    Sunday, November 2 – Wind Down Downtown

    Close out the weekend with a delightful mix of brunch, art, and live performances that celebrate community and culture. Start your Sunday with brunch at Good Day Good Night from 9 AM to 12 PM, and enjoy half-priced spaghetti and meatballs at Gravy from 11 AM to 10 PM. Explore Raleigh’s rich history with the African American History Tour at 4 PM at Jimmy V’s Osteria + Bar, and join the Booksgiving Book Club at Copperline Plant Co. from 3:30 to 5 PM. Immerse yourself in creativity at the Artspace Open Studio from 1:30 to 3:30 PM. As the evening unfolds, enjoy the lively sounds of the Boom Unit Brass Band at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM. The weekend concludes with captivating performances, including the Carolina Ballet’s “The Seven Deadly Sins” and the Midnight Nomad Closing Party at Nomad. For a more relaxed evening, unwind with a cocktail at Boatman Spirits Co. for Saturday Night Spins from 8 PM to midnight, or visit Raleigh’s favorite local lounges.

    Plan Your Weekend in Downtown Raleigh

    From sunrise coffee runs to late-night costume parties, this weekend is all about vibes, variety, and vintage fun. Join locals downtown for live music, costume contests, trolley tours, and Raleigh’s most spirited Halloween celebrations.

    🔗 See more local entertainment and community events at DoRaleigh.com — your guide to everything Raleigh.

    #CityOfRaleighEvents #DoRaleigh #downtownRaleigh #DowntownRaleighEvents #events #Halloween #HalloweenWeekend #LiveMusic #News #raleigh #RaleighBars #RaleighHalloween2025 #RaleighLiveMusic #RaleighNightlife #RaleighWeekendGuide

  14. Downtown Raleigh Evening Guide: Weekend Edition October 31 – November 2, 2025

    Halloween weekend meets live music, late-night fun, and cultural experiences across the heart of the city.

    As Halloween fades into November, Downtown Raleigh lights up with bar crawls, live music, art talks, and local tours that keep the energy high all weekend long. Whether you’re looking for a spooky celebration, an elegant symphony, or a creative downtown experience, this weekend’s guide has something for every vibe.

    🎃 Friday, October 31 – Halloween in the City

    Downtown Raleigh transforms into a vibrant, costumed carnival of fun, featuring themed parties, concerts, and special events from afternoon through the early hours. Highlights include “Boooogie Nights,” offering two nights of funk and treats with the Watts & Ward Annual Halloween Party featuring Astrocat at Circa 1888 from 7 PM to 11 PM. The Official Halloween Bar Crawl takes place on Friday and Saturday at Zenith Raleigh from 4 PM to midnight. For those seeking a late-night thrill, “Monster’s Ball” at Killjoy runs from 9 PM to 2 AM, while “Slay the Night Away Halloween Show” at Legends Nightclub starts at 10 PM. The “Hallowolfe Bash” at Wolfe & Porter begins at 8 PM, and “Halloween at Neptunes Parlour” is open from 5 PM to 2 AM. The Raleigh Zombie Crawl, involving over 20 bars, takes place at The Row from 7 PM to 2 AM. Additionally, “Sinners” is showing on IMAX at the Marbles IMAX Theater. Live music performances include Dallas Tetnus at Slim’s Downtown and Birdie’s Barroom & Kitchen from 5 to 8 PM. Early evening vibes can be enjoyed at BLOOM BAR from 3 to 7 PM and Bud Bar from 6 to 9 PM at Wolfe & Porter.

    🦇 Saturday, November 1 – Halloween Weekend Encore

    The weekend continues with a variety of activities, including scavenger hunts, walking tours, and Halloween-themed nightlife. Highlights include the 16th Annual Raleigh Boogeyman Bar Crawl at Alchemy from 5:30 to 11 PM, the Downtown Raleigh Halloween Treasure Hunt starting at Sir Walter Coffee from 2 to 3 PM, and the Day of the Dogs event at Crank Arm Brewing from 2 to 6 PM, which brings together pups and people for a great cause. For entertainment, there’s the Boooogie Nights Encore Show at Watts & Ward, the Rachmaninoff Symphony No. 2 performed by the North Carolina Symphony at 8 PM at the Martin Marietta Center, and the Saturday Night DJ Showcase at Boatman Spirits Co. from 8 PM to Midnight. Additionally, The Phantom A.D. will perform a live set at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM, and there will be a Patrizia Ferreira Artist Talk at Artspace from 4 to 6 PM. In the afternoon, visitors can enjoy the A Taste of Downtown Raleigh Food Tour from 2:30 to 5:30 PM, exploring local flavors and hidden culinary gems.

    Sunday, November 2 – Wind Down Downtown

    Close out the weekend with a delightful mix of brunch, art, and live performances that celebrate community and culture. Start your Sunday with brunch at Good Day Good Night from 9 AM to 12 PM, and enjoy half-priced spaghetti and meatballs at Gravy from 11 AM to 10 PM. Explore Raleigh’s rich history with the African American History Tour at 4 PM at Jimmy V’s Osteria + Bar, and join the Booksgiving Book Club at Copperline Plant Co. from 3:30 to 5 PM. Immerse yourself in creativity at the Artspace Open Studio from 1:30 to 3:30 PM. As the evening unfolds, enjoy the lively sounds of the Boom Unit Brass Band at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM. The weekend concludes with captivating performances, including the Carolina Ballet’s “The Seven Deadly Sins” and the Midnight Nomad Closing Party at Nomad. For a more relaxed evening, unwind with a cocktail at Boatman Spirits Co. for Saturday Night Spins from 8 PM to midnight, or visit Raleigh’s favorite local lounges.

    Plan Your Weekend in Downtown Raleigh

    From sunrise coffee runs to late-night costume parties, this weekend is all about vibes, variety, and vintage fun. Join locals downtown for live music, costume contests, trolley tours, and Raleigh’s most spirited Halloween celebrations.

    🔗 See more local entertainment and community events at DoRaleigh.com — your guide to everything Raleigh.

    #CityOfRaleighEvents #DoRaleigh #downtownRaleigh #DowntownRaleighEvents #events #Halloween #HalloweenWeekend #LiveMusic #News #raleigh #RaleighBars #RaleighHalloween2025 #RaleighLiveMusic #RaleighNightlife #RaleighWeekendGuide

  15. Downtown Raleigh Evening Guide: Weekend Edition October 31 – November 2, 2025

    Halloween weekend meets live music, late-night fun, and cultural experiences across the heart of the city.

    As Halloween fades into November, Downtown Raleigh lights up with bar crawls, live music, art talks, and local tours that keep the energy high all weekend long. Whether you’re looking for a spooky celebration, an elegant symphony, or a creative downtown experience, this weekend’s guide has something for every vibe.

    🎃 Friday, October 31 – Halloween in the City

    Downtown Raleigh transforms into a vibrant, costumed carnival of fun, featuring themed parties, concerts, and special events from afternoon through the early hours. Highlights include “Boooogie Nights,” offering two nights of funk and treats with the Watts & Ward Annual Halloween Party featuring Astrocat at Circa 1888 from 7 PM to 11 PM. The Official Halloween Bar Crawl takes place on Friday and Saturday at Zenith Raleigh from 4 PM to midnight. For those seeking a late-night thrill, “Monster’s Ball” at Killjoy runs from 9 PM to 2 AM, while “Slay the Night Away Halloween Show” at Legends Nightclub starts at 10 PM. The “Hallowolfe Bash” at Wolfe & Porter begins at 8 PM, and “Halloween at Neptunes Parlour” is open from 5 PM to 2 AM. The Raleigh Zombie Crawl, involving over 20 bars, takes place at The Row from 7 PM to 2 AM. Additionally, “Sinners” is showing on IMAX at the Marbles IMAX Theater. Live music performances include Dallas Tetnus at Slim’s Downtown and Birdie’s Barroom & Kitchen from 5 to 8 PM. Early evening vibes can be enjoyed at BLOOM BAR from 3 to 7 PM and Bud Bar from 6 to 9 PM at Wolfe & Porter.

    🦇 Saturday, November 1 – Halloween Weekend Encore

    The weekend continues with a variety of activities, including scavenger hunts, walking tours, and Halloween-themed nightlife. Highlights include the 16th Annual Raleigh Boogeyman Bar Crawl at Alchemy from 5:30 to 11 PM, the Downtown Raleigh Halloween Treasure Hunt starting at Sir Walter Coffee from 2 to 3 PM, and the Day of the Dogs event at Crank Arm Brewing from 2 to 6 PM, which brings together pups and people for a great cause. For entertainment, there’s the Boooogie Nights Encore Show at Watts & Ward, the Rachmaninoff Symphony No. 2 performed by the North Carolina Symphony at 8 PM at the Martin Marietta Center, and the Saturday Night DJ Showcase at Boatman Spirits Co. from 8 PM to Midnight. Additionally, The Phantom A.D. will perform a live set at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM, and there will be a Patrizia Ferreira Artist Talk at Artspace from 4 to 6 PM. In the afternoon, visitors can enjoy the A Taste of Downtown Raleigh Food Tour from 2:30 to 5:30 PM, exploring local flavors and hidden culinary gems.

    Sunday, November 2 – Wind Down Downtown

    Close out the weekend with a delightful mix of brunch, art, and live performances that celebrate community and culture. Start your Sunday with brunch at Good Day Good Night from 9 AM to 12 PM, and enjoy half-priced spaghetti and meatballs at Gravy from 11 AM to 10 PM. Explore Raleigh’s rich history with the African American History Tour at 4 PM at Jimmy V’s Osteria + Bar, and join the Booksgiving Book Club at Copperline Plant Co. from 3:30 to 5 PM. Immerse yourself in creativity at the Artspace Open Studio from 1:30 to 3:30 PM. As the evening unfolds, enjoy the lively sounds of the Boom Unit Brass Band at Slim’s Downtown from 9 to 11 PM. The weekend concludes with captivating performances, including the Carolina Ballet’s “The Seven Deadly Sins” and the Midnight Nomad Closing Party at Nomad. For a more relaxed evening, unwind with a cocktail at Boatman Spirits Co. for Saturday Night Spins from 8 PM to midnight, or visit Raleigh’s favorite local lounges.

    Plan Your Weekend in Downtown Raleigh

    From sunrise coffee runs to late-night costume parties, this weekend is all about vibes, variety, and vintage fun. Join locals downtown for live music, costume contests, trolley tours, and Raleigh’s most spirited Halloween celebrations.

    🔗 See more local entertainment and community events at DoRaleigh.com — your guide to everything Raleigh.

    #CityOfRaleighEvents #DoRaleigh #downtownRaleigh #DowntownRaleighEvents #events #Halloween #HalloweenWeekend #LiveMusic #News #raleigh #RaleighBars #RaleighHalloween2025 #RaleighLiveMusic #RaleighNightlife #RaleighWeekendGuide

  16. La pellegrina cristiana, il nobile Tristram e il re armeno: nel Cenacolo di Gerusalemme scoperti centinaia di graffiti lasciati dai visitatori medievali

    Elena Percivaldi

    Gerusalemme, si sa, è la Città Santa per eccellenza. Ogni via, ogni strada, ogni pietra racconta una storia ed è letteralmente intrisa di spiritualità, essendo la città un punto di riferimento assoluto e ineludibile per tutte e tre le religioni monoteistiche. Ma oltre al Santo Sepolcro e agli altri luoghi legati alla morte e alla Passione di Cristo, Gerusalemme custodisce anche il luogo che, secondo i cristiani, fu teatro dell’Ultima Cena, durante la quale Gesù condivise il pane e il vino con gli Apostoli celebrando la prima Eucaristia della storia. Si trova sul monte Sion, appena fuori le mura della Città Vecchia. Secondo la tradizione ebraica e musulmana, nel piano inferiore ci sarebbe la cosiddetta “Tomba di re Davide“. Sopra, i crociati costruirono, nel XII secolo, una sala che chiamarono suggestivamente “Coenacolum (Cenacolo).

    La Sala del Coenaculum sul Monte Sion (foto: © Heritage Conservation Jerusalem Pikiwiki Israel)

    Le testimonianze dei pellegrini medievali

    Inglobato nel tardo Medioevo in un monastero francescano, il Cenacolo ha attirato per secoli legioni di pellegrini da tutto il mondo. Del loro passaggio custodisce una palpitante testimonianza: centinaia e centinaia di graffiti medievali, incisi da chi transitava per una rapida visita oppure per sostare a lungo in preghiera.

    Questo eccezionale tesoro “nascosto” è ora sotto la lente d’ingrandimento di un team internazionale di studiosi appartenenti, tra gli altri, all’Accademia Austriaca delle Scienze (ÖAW) e all’Autorità Israeliana per le Antichità (IAA). Gli esperti sono riusciti a documentare e a decifrare centinaia di graffiti, iscrizioni, stemmi e disegni presenti sulle pareti del Cenacolo e finora sconosciuti.

    Rappresentazione dell’Ultima Cena sull’altare di Klosterneuburg. L’altare, completato nel 1181 dal maestro Nicola di Verdun, risale allo stesso secolo in cui prese forma il Cenacolo di Gerusalemme. (foto: Peter Böttcher – Università di Salisburgo / © Stiftsmuseum Klosterneuburg)

    Tra questi figura la rarissima testimonianza di una pellegrina cristiana di lingua araba, proveniente da Aleppo, e una breve iscrizione armena del 1300 che sembra aver risolto un mistero durato oltre sette secoli.

    Veduta generale del Cenacolo sul Monte Sion. Nell’angolo opposto è possibile vedere un’iscrizione araba (©Joshua Faudem / – Israel Antiquities Authority).

    Molti graffiti, resi ormai quasi invisibili dal tempo, sono stati riportati alla luce e analizzati nel laboratorio della Leon Levy Digital Library of the Dead Sea Scrolls. I risultati, pubblicati su Liber Annuus (74, 2024) – l’annuario dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme -, ci regalano un’immagine vivida della mobilità e della diversità culturale dei pellegrini medievali.

    Lo stemma a carboncino del nobile Tristram von Teuffenbach

    Uno dei ritrovamenti più sorprendenti è lo stemma della famiglia Teuffenbach, proveniente dalla regione di Murau, in Stiria. Nel 1436 un certo Tristram von Teuffenbach, nobile stiriano, accompagnò l’arciduca Federico d’Asburgo – e futuro imperatore del Sacro Romano Impero, Federico III – in un pellegrinaggio a Gerusalemme, insieme a un seguito di circa un centinaio di aristocratici austriaci.

    Stemma dei baroni di Teuffenbach-Mairhofen del 1563. Già nel XV secolo elementi araldici simili erano presenti anche negli stemmi di alcune famiglie vicine del distretto di Murau in Stiria. (Johann Siebmacher, Wappenbuch (Libro degli Stemmi, 1605), Tav 22. PD)

    Durante la visita, Tristram incise il suo stemma, probabilmente a carboncino, sulle pareti del Cenacolo: una specie di firma, che lo storico Ilya Berkovich, coautore dello studio, interpreta come un “segno di presenza” simile ai graffiti spesso lasciati sui monumenti (aggiungiamo, sciaguratamente) dai turisti di oggi. L’identificazione dello stemma è stata confermata grazie al progetto Corpus Vitrearum dell’ÖAW, dedicato alle vetrate medievali e ai suoi simboli araldici.

    “Natale 1300”: un re armeno vittorioso?

    Una delle scoperte storicamente più significative è però una scritta in armeno all’apparenza semplice: tradotta recita infatti “Natale 1300”. Incisa in alto su una parete, secondo lo stile tipico dell’epigrafia nobiliare armena, potrebbe risolvere un mistero durato oltre 700 anni.

    Immagine multispettrale in bianco e nero rielaborata digitalmente dello stemma “Teuffenbach” della Stiria. Subito sotto si può vedere l’inizio di una data “14” semi-cancellata. Sulla destra si trovano due iscrizioni: la monumentale iscrizione natalizia armena e un’altra iscrizione serba, “Akakius”. (foto: © Shai Halevi – Israel Antiquities Authority)

    Nel 1299 Het’um II, sovrano del Regno di Cilicia, guidò una campagna militare, insieme agli alleati Mongoli e Georgiani, contro i Mamelucchi, riconquistando diversi territori. Tra il 22 e il 23 dicembre di quell’anno affrontò i nemici a Wādī al-Khaznadār, in Siria. Lo scontro, noto anche come terza battaglia di Homs, si concluse con la (momentanea) vittoria dell’esercito dei Mongoli, rinforzato da contingenti armeni e georgiani, sui Mamelucchi.

    Gli storici si sono sempre chiesti se il sovrano, deposte le armi, si fosse mai recato in visita a Gerusalemme, come pellegrino o conquistatore. L’iscrizione, sottolineano gli autori dello studio, supporta questa ipotesi, offrendo una prova tangibile della presenza armena nella Città santa e nella regione, come testimoniato da chiese e monasteri ancora attivi.

    La pellegrina di Aleppo

    Di grandissima importanza appare anche il frammento di un’iscrizione araba. Poche parola, “…ya al-Ḥalabīya”, che rappresentano il (raro) “lascito” di una pellegrina cristiana proveniente da Aleppo, in Siria. La doppia desinenza femminile “ya” indica infatti che l’autrice era una donna, un dettaglio eccezionale in un’epoca in cui il pellegrinaggio era dominato per lo più da uomini.

    Il graffito della pellegrina di Aleppo. La sua iscrizione [rosso] incrocia un altro graffito arabo [blu] che non è stato ancora decifrato. (foto: © Shai Halevi – Israel Antiquities Authority)

    La scoperta, come nota Berkovich, amplia la prospettiva sulla partecipazione femminile al pellegrinaggio in epoca premoderna, confermando ancora una volta la diversità sociale e culturale dei visitatori che affollavano il Cenacolo.

    Voci e “firme” di tanti secoli fa

    Tra le iscrizioni figurano anche le “firme” di personaggi noti, come Johannes Poloner di Ratisbona, che lasciò un ampio resoconto del suo viaggio a Gerusalemme compiuto nel 1421-22. È poi riapparso un disegno a carboncino dello stemma di un’importante famiglia patrizia di Berna, i von Rümlingen.

    Sui muri del Cenacolo sono riaffiorate testimonianze lasciate da pellegrini provenienti da ogni dove: oltre all’Armenia, alla Siria e alle aree germanofone, vi sono tracce di viaggiatori in arrivo dai territori oggi appartenenti alla Serbia e alla Boemia, così come dei tanti cristiani di lingua araba partiti dall’Oriente. Si tratta di documenti eccezionali, che forniscono informazioni in “presa diretta” e di prima mano, preziosissime fonti storiche dalla straordinaria varietà geografica. “Questi graffiti rivelano la dimensione globale del pellegrinaggio medievale, andando oltre la narrativa eurocentrica”, spiega ancora Berkovich.

    Stemma intagliato con la firma “Altbach”. L’immagine è quasi identica allo stemma della città moderna (Germania meridionale). (foto: © Shai Halevi – Israel Antiquities Authority)

    Tra i ritrovamenti spicca anche lo stemma della città di Altbach, in Germania, probabilmente inciso da un cavaliere insieme a simboli legati all’Ultima Cena, un calice e una pagnotta rotonda. Questi graffiti, incisi con utensili affilati come i coltelli o disegnati con un pezzo di carbone, riflettono il desiderio dei pellegrini di lasciare un segno tangibile della loro presenza, e della loro devozione, in un luogo ritenuto da tutti sacro.

    Il graffito e l’iscrizione dello sceicco

    Su un muro è stata individuata anche l’iscrizione, accompagnata da un disegno che rappresenta uno scorpione, realizzata in onore dello sceicco sufi Aḥmad al-ʿAjmī. Lo sceicco ha svolto un ruolo importante nella storia del Cenacolo. Fu lui, infatti, a chiedere nel 1523 al sultano Solimano il Magnifico di espellere i francescani dal luogo per poi trasformare la sala in una moschea.

    L’iscrizione e il disegno realizzati per lo sceicco Aḥmad al-ʿAjmī (foto: © Shai Halevi – Israel Antiquities Authority)

    Nuove tecnologie permettono nuove scoperte

    La scoperta è stata possibile grazie a tecniche all’avanguardia. La fotografia multispettrale, che cattura lunghezze d’onda invisibili all’occhio umano, e l’RTI, che analizza le superfici attraverso variazioni di luce, hanno reso leggibili iscrizioni quasi cancellate.

    Le immagini, elaborate nel laboratorio della Leon Levy Digital Library, hanno permesso di identificare dettagli minuscoli e quasi invisibili, come la data “14” sotto lo stemma disegnato da Teuffenbach, probabilmente l’inizio di “1436”.

    Un lavoro di squadra

    Il progetto, frutto di una collaborazione tra l’ÖAW, l’Israel Antiquities Authority (IAA) e studiosi armeni, conferma ancora una volta l’importanza della ricerca interdisciplinare per ricostruire capitoli dimenticati della nostra storia.

    Per saperne di più:

    • Shai Halevi, Ilya Berkovich, Michael Chernin, Samvel Grigoryan, Arsen Harutyunyan, The Holy Compound on Mount Sion – An Epigraphic Heraldic Corpus (Part 1): The Walls of the Cenacle‘, Liber Annuus 74 (2024), S. 331–74.

    #AccademiaAustriacaDelleScienzeÖAW_ #Aleppo #ÖsterreichischeAkademieDerWissenschaften #Cenacolo #Coenaculum #CorpusVitrearum #epigrafia #Gerusalemme #graffiti #HetUmII #iscrizioneAraba #iscrizioneArmena #iscrizioni #IsraelAntiquitiesAuthority #LeonLevyDigitalLibraryOfTheDeadSeaScrolls #LiberAnnuus #Medioevo #monteSion #pellegrinaggio #Stiria #StudiumBiblicumFranciscanumDiGerusalemme #TristramVonTeuffenbach

  17. Telebasel zeigt einen kurzen Einblick in die #Palliativbegleitung. Schwerpunkt ist #SpiritualCare.
    Dazu begleiteten sie Seelsorger Dave Gut im Palliativzentrum Hildegard beim Unterricht. (Spiritual Care ist ein Teil unserer Palliative Care Kurse)
    Link
    telebasel.ch/sendungen/diagnos

  18. Today, Mum and I took a boat trip to Sark, where cars are not allowed (but the density of tractors is curiously high...). We took a horse and carriage ride around the island, which had beautiful views, before having scampi for lunch.

    We shared a table with two complete strangers so that we could all sit down sooner. Then we got an ice cream made from local milk and got a tractor ride back to the boat.

    A wonderful day, and relatively virtuous on the food-front too :)

    #Sark
    #AdventuresWithMum

  19. Advice for when running a bath in the UK: double-check that you've not got the hot and cold taps mixed up.

    Resentfully glaring at cold water as it runs down the plughole (taking most of your bubbles with it) is a very sad activity.

  20. Meeting 71 of WG14 (the ISO C committee) is now complete, and I've written a blogpost with an overview of the proposals that were highlights for me: ethernull.org/blog_posts/2024_

    With thanks to @AaronBallman @erisceleste @thephd for writing the proposals I wrote about!

    Obviously there were plenty of great papers, these were just a few I particularly liked. C23 is really nice, and I think C2y is already shaping up to be something quite special. :)

    #WG14
    #C2y
    #C

  21. I decided to indulge some nostalgia today and watch some Thundercats (the old one), and I came to the conclusion that the music in it absolutely RULES!

    It's energetic at times, sinister at others, and the entirety of the theme song (notwithstanding the repetitive lyrics) is something I could go running to.

    Any one else agree? Are there any other amazing themes from that era?

    #Thundercats
    #Thundercats1985
    #Nostalgia

  22. I've started walking to and from work, in part to be a little more active, but mainly to hear the next bit of the story in my fitness shop. You find out what happens by "playing" the "Zombies, Run!" game. You play music as you move, and it pauses your music periodically to read you the next bit of the story.

    You play Runner 5 in a town in a zombie apocalypse - it's your job to run out of the town and collect supplies, and once you've finished a run you can use the supplies you found (they are picked up periodically) to vid and expand your base.

    What's frustrating is that I now *really* want to spend this weekend going for a very long walk, and that's something that would have been unthinkable a few weeks ago! My legs are also telling me that they are distinctly unimpressed with all this movement...

    Gamification can be used for good :)

    #ZombiesRun
    #Runner5
    #Fitness

  23. Do you live in Guernsey?
    Do you use FreeBSD?
    Do you want to financially support its continued development?

    If you answered 'yes' to all of these questions, then I have good news for you - the FreeBSD Foundation's payment provider have made some fixes so you can now donate from Guernsey!

    You should also get in touch with me so that we can start a user group :-)

    #FreeBSD
    #FreeBSDFoundation
    #Guernsey

  24. “Robert Capa: Photographies 1932 – 1954”.
    The event coincides with the 80th anniversary of the Allied landing on the beaches of Normandy. Palazzo di Città, Cagliari. #RobertCapa #photography #myphoto #cagliari

  25. The Good Law Project is fundraising to challenge the UK Supreme Court's recent ruling on in the European Court of Human Rights.

    If you are unaware, the ruling of the UK Supreme Court was that under the Equality Act 2010, 'sex' was to be interpreted as 'biological sex', rather than gender. This upended over a decade of existing practice and interpretation.

    If you are able to contribute, please do: this ruling was devastating blow to the community, undermining our expectations and safety.

    goodlawproject.org/crowdfunder

    Boosts would be welcome - the more people see this, the better the chances of them hitting their goal.

    #Trans
    #TransRights
    #CrowdfFunding
    #UKpol
    #SupremeCourt
    #Discrimination
    #EqualityAct2010

  26. The Good Law Project is fundraising to challenge the UK Supreme Court's recent ruling on in the European Court of Human Rights.

    If you are unaware, the ruling of the UK Supreme Court was that under the Equality Act 2010, 'sex' was to be interpreted as 'biological sex', rather than gender. This upended over a decade of existing practice and interpretation.

    If you are able to contribute, please do: this ruling was devastating blow to the community, undermining our expectations and safety.

    goodlawproject.org/crowdfunder

    Boosts would be welcome - the more people see this, the better the chances of them hitting their goal.

    #Trans
    #TransRights
    #CrowdfFunding
    #UKpol
    #SupremeCourt
    #Discrimination
    #EqualityAct2010

  27. The Good Law Project is fundraising to challenge the UK Supreme Court's recent ruling on in the European Court of Human Rights.

    If you are unaware, the ruling of the UK Supreme Court was that under the Equality Act 2010, 'sex' was to be interpreted as 'biological sex', rather than gender. This upended over a decade of existing practice and interpretation.

    If you are able to contribute, please do: this ruling was devastating blow to the community, undermining our expectations and safety.

    goodlawproject.org/crowdfunder

    Boosts would be welcome - the more people see this, the better the chances of them hitting their goal.