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#danielepoletti — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #danielepoletti, aggregated by home.social.

  1. alcuni link e materiali per leggere alessandro broggi

    Noi _ https://ticedizioni.com/products/noi-broggi

    Sì _ https://ticedizioni.com/products/si-alessandro-broggi

    Idillio _ https://arcipelagoitaca.it/products/idillio-di-alessandro-broggi

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    Prosa in prosa _ https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa
    (https://www.lelettere.it/libro/9788860873019)

    [ non in ordine cronologico: ]

    Testi di Alessandro Broggi

    Un intervento di Alessandro Broggi

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    Testi di Alessandro Broggi da NOI, sul “verri” n. 72, anno LXIV, feb. 2020, fascicolo “La poesia fa male”: https://slowforward.net/wp-content/uploads/2025/12/alessandro-broggi-nel-verri-n-72-a-lxiv-feb-2020-la-poesia-fa-male.pdf

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    “nelle quartine di Total living è attiva, come oggetto, come installazione, una superficie verbale che, lasciata allo zero assoluto della freddezza pubblicitaria, del vocabolario da rotocalco o soap opera, cade sì in frantumi — ma tirandosi dietro del tutto esplicitamente e strategicamente le retoriche da cui parte” [m.g.]

    Total living, La camera verde, collana felix, Roma, 2007

     

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    Avventure minime, Transeuropa, Massa, 2013

    serata socievole / alessandro broggi. 2006

    musica di ricerca: 85 cd / alessandro broggi. 2006

    cronistoria / alessandro broggi. 2007

    CAMPO D'AZIONE/ Alessandro Broggi. 2007

    NO LANGUAGE / Alessandro Broggi. 2007

    partendo da duchamp. un appunto sull'"indifferente" / alessandro broggi. 2003

    teoria dei gruppi (fiction) / alessandro broggi. 2014

    dirittura / giuliano guatta. 2013. testo di alessandro broggi

    alessandro broggi: reading a ricercabo, 2011

    pod al popolo, #057: audio integrale dell’incontro dedicato ad alessandro broggi (flip, 21 mar. 2025)

    un eccezionale intervento critico di gian luca picconi su “sì”, di alessandro broggi, in ‘formavera’

    benway series per alessandro broggi

    Per Alessandro Broggi

    undici (da “sì”, di alessandro broggi). con una lettera di mariangela guatteri. 2024

    no language / alessandro broggi. 2007

    Avventure minime

    Senza utopia

    Per Alessandro Broggi

    https://pontebianco.noblogs.org/post/2016/09/16/il-gioco-alessandro-broggi-2016/

    La trilogia di Alessandro Broggi

    {recensione} “Avventure minime” di Alessandro Broggi e “La grande anitra” di Andrea Inglese

    ALCUNI TAG:

    GAMMM:
    https://gammm.org/tag/alessandro-broggi/

    slowforward:
    https://slowforward.net/tag/alessandro-broggi/

    Benway Series:
    https://benwayseries.wordpress.com/tag/alessandro-broggi/

    EX.IT – materiali fuori contesto:
    https://exitmateriali.wordpress.com/tag/alessandro-broggi/
    https://eexxiitt.blogspot.com/search/label/alessandro%20broggi

    compostxt:
    https://compostxt.blogspot.com/search?q=alessandro+broggi

    Nazione indiana:
    https://www.nazioneindiana.com/author/alessandro-broggi/
    https://www.nazioneindiana.com/tag/alessandro-broggi/

    LPLC:
    https://www.leparoleelecose.it/tag/alessandro-broggi/

    Puntocritico2:
    https://puntocritico2.wordpress.com/tag/alessandro-broggi/

    Argonline:
    https://www.argonline.it/tag/alessandro-broggi/

    Academia:
    https://www.academia.edu/search?q=alessandro%20broggi

    ALCUNI AUDIO:

    pod al popolo, #047, audio completo della lettura di broggi, giovenale e zaffarano al boccascena cafè (teatro litta, milano, 21 nov. 2024)

    pod al popolo, #051, alessandro broggi (intervista di susanna tartaro a italo testa, radiotre fahrenheit, 31 dic. 2024)

    pod al popolo, #057: audio integrale dell’incontro dedicato ad alessandro broggi (flip, 21 mar. 2025)

    ALCUNI VIDEO:

    #047 #051 #057 #Academia #Ale #AlessandroBroggi #AlessandroBroggi #ArcipelagoItaca #argonline #Benway #BenwaySeries #Broggi #collanaFelix #compostxt #DanielePoletti #diaforia #EXIT #EXITMaterialiFuoriContesto #felix #gammm #Idillio #ItaloTesta #laCameraVerde #Lacustrine #LeParoleELeCose #LPLC #MarcoGiovenale #MicheleZaffarano #NazioneIndiana #Noi #ProsaInProsa #prosainprosa #PuntoCritico2 #puntocritico2 #RenataMorresi #Sì #slowforward #TotalLiving #Transeuropa

  2. nuovo testo nel comparto “post-poetica” del sito ‘ahida’: una pagina da “i taglienti”, di daniele poletti (anterem, 2024)

    cliccare per accedere

    https://www.ahidaonline.com/post/post-poeticaforma1

    qui di séguito un’annotazione dell’autore sul testo, in forma più ampia rispetto a quella comparsa sul sito:

    Dopo una canzone in stile cinquecentesco destrutturata e installata sulla pagina a mo’ di testo verbo-visivo e un’antiporta che con essa dialoga nel vero e proprio incipit de I taglienti, si avvia la breve sequenza delle FORME, articolata in quattro punti. La prima “forma, di valore semplice o accidentale” può considerarsi come la sinossi delle tematiche che percorrono il libro, con tutte le permutazioni, gli allontanamenti e le specificazioni che poi si produrranno durante il cammino. In questo breve testo, attraverso la metafora economica e psicologica, si dispiega la matrice di tutto il lavoro, che poggia sul concetto di “riconoscimento” e dunque di identità, una forma di morbosa tenaglia del potere che esclude qualsiasi alterità. In senso metaletterario c’è anche una precisa volontà di critica verso gli epigonismi artistici e letterari, frequentati solo per un presunto misero profitto, spesso in battagliette ingaggiate tra poveri. La figura del padre viene evocata e subito tradita nel corrispettivo del pastore, per attivare il focus sul potere e sul dominio fallico dell’altro, che ha come effetto una omologazione universale. Contro questa agnizione, nel discorso diretto del pastore, abominevole atto di falsa misericordia, viene inserita la criccatura dello pseudo suffisso “-non”. Si tratta del paragone per negazione in uso nel linguaggio vedico, che praticamente elimina il “come” sostituendolo con la negazione (ad es. «saldo come una montagna» diventa «montagna-non saldo»). Questo procedimento oltre a fessurare il discorso del potere, dell’autorità, innesca un meccanismo analogico di alterazione del senso che percorrerà tutto I taglienti.

    o, in differente sintesi:

    I taglienti. Trusioni e sfalci dall’Ordet gemma dall’omonimo film di C.T. Dreyer (1955) e muove, come in quel caso, da un’indagine sul potere della parola per arrivare a contestare ferocemente, attraverso un ampliamento dell’orizzonte storico e culturale di riferimento, la parola del potere. Nel carotaggio enciclopedico del testo rientrano anche le riflessioni di Freud e Marx su economia politica, Simbolico e alienazione, da cui la prima sezione dell’opera, Forme, prende avvio per una lamentazione sul rapporto impari tra individuo e società, individuo e lavoro.

    #ahida #ahidaOnline #ahidaonline #Anterem #AnteremEdizioni #cambioDiParadigma #DanielePoletti #EdizioniAnterem #ITaglienti #postPoesia #postPoetica #postpoesia #postpoetica #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scritturaNonAssertiva #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca #scrittureNonAssertive

  3. nuovo testo nel comparto “post-poetica” del sito ‘ahida’: una pagina da “i taglienti”, di daniele poletti (anterem, 2024)

    cliccare per accedere

    https://www.ahidaonline.com/post/post-poeticaforma1

    qui di séguito un’annotazione dell’autore sul testo, in forma più ampia rispetto a quella comparsa sul sito:

    Dopo una canzone in stile cinquecentesco destrutturata e installata sulla pagina a mo’ di testo verbo-visivo e un’antiporta che con essa dialoga nel vero e proprio incipit de I taglienti, si avvia la breve sequenza delle FORME, articolata in quattro punti. La prima “forma, di valore semplice o accidentale” può considerarsi come la sinossi delle tematiche che percorrono il libro, con tutte le permutazioni, gli allontanamenti e le specificazioni che poi si produrranno durante il cammino. In questo breve testo, attraverso la metafora economica e psicologica, si dispiega la matrice di tutto il lavoro, che poggia sul concetto di “riconoscimento” e dunque di identità, una forma di morbosa tenaglia del potere che esclude qualsiasi alterità. In senso metaletterario c’è anche una precisa volontà di critica verso gli epigonismi artistici e letterari, frequentati solo per un presunto misero profitto, spesso in battagliette ingaggiate tra poveri. La figura del padre viene evocata e subito tradita nel corrispettivo del pastore, per attivare il focus sul potere e sul dominio fallico dell’altro, che ha come effetto una omologazione universale. Contro questa agnizione, nel discorso diretto del pastore, abominevole atto di falsa misericordia, viene inserita la criccatura dello pseudo suffisso “-non”. Si tratta del paragone per negazione in uso nel linguaggio vedico, che praticamente elimina il “come” sostituendolo con la negazione (ad es. «saldo come una montagna» diventa «montagna-non saldo»). Questo procedimento oltre a fessurare il discorso del potere, dell’autorità, innesca un meccanismo analogico di alterazione del senso che percorrerà tutto I taglienti.

    o, in differente sintesi:

    I taglienti. Trusioni e sfalci dall’Ordet gemma dall’omonimo film di C.T. Dreyer (1955) e muove, come in quel caso, da un’indagine sul potere della parola per arrivare a contestare ferocemente, attraverso un ampliamento dell’orizzonte storico e culturale di riferimento, la parola del potere. Nel carotaggio enciclopedico del testo rientrano anche le riflessioni di Freud e Marx su economia politica, Simbolico e alienazione, da cui la prima sezione dell’opera, Forme, prende avvio per una lamentazione sul rapporto impari tra individuo e società, individuo e lavoro.

    #ahida #ahidaOnline #ahidaonline #cambioDiParadigma #DanielePoletti #ITaglienti #postPoetica #postpoetica #ricercaLetteraria #scritturaComplessa #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureDiRicerca

  4. nioques, frisbees e altre deviazioni / differx. 2021

    un cenno ai frisbees, di Giulia Niccolai, è anche nel microsaggio che ho dedicato a Carlo Bordini nel n. 76 del “verri” (giugno 2021).
    in quella sede ma anche altrove cerco — come sempre — di spostare la riflessione nella direzione del post che si vede qui di seguito:
    https://slowforward.net/2021/06/22/una-nota-di-jean-marie-gleize-a-margine-di-una-recente-lettura-al-cipm/

    quando si parla di postpoésie ci si può innanzitutto porre all’esterno del rigido circo dei generi letterari; e inoltre risulta del tutto legittimo parlare di qualcosa che implica e assume non soltanto altri abiti, forme, inflessioni, dimensioni, profili, ma infine identità: altri nomi. e idiomi. (si può e forse si deve dire che la dimensione idiomatica qui sopravanza tutte le altre).

    quali sono questi altri nomi? questi oggetti verbali non identificati?

    (non dico “nuovi”, dico “altri”). (anche se in Italia tutto sembra voler manifestarsi come nuovo, perché perfino la DC ha fatto in tempo a morire ma le forme dell’assertività letteraria ancora reggono).

    epiphanies (James Joyce 1900-1904), tender buttons (Gertrude Stein 1914), tropismes (Nathalie Sarraute 1939), notes (Marcel Duchamp, pubbl. post. 1980), nioques (Francis Ponge 1983, Jean-Marie Gleize), proêmes (Ponge), textes pour rien (Samuel Beckett), antéfixes o dépôts de savoir & de technique (Denis Roche), descrizioni in atto (Roberto Roversi), verbotetture (Arrigo Lora Totino 1966), bricolages (Renato Pedio), domande a risposta multipla (John Ashbery; e cfr. Alejandro Zambra, nel nostro secolo), mobiles o boomerangs (Michel Butor), visas (Vittorio Reta), postkarten (Edoardo Sanguineti 1978), sentences (Robert Grenier 1978), subtotals (Gregory Burnham), films (Corrado Costa), schizografie (Gian Paolo Roffi), drafts (Rachel Blau DuPlessis), esercizi ed epigrammi (Elio Pagliarani), frisbees (Giulia Niccolai), anachronismes (Christophe Tarkos), remarques (Nathalie Quintane), ricognizioni (Riccardo Cavallo), anatre di ghiaccio (Mariano Bàino), lettere nere (Andrea Raos), linee (Florinda Fusco), ossidiane e endoglosse e microtensori e “installances” (Marco Giovenale 2001, 2004, 2010, 2010), tracce (Gherardo Bortolotti 2005), prati (Andrea Inglese), diphasic rumors (Jon Leon 2008), united automations (Roberto Cavallera 2012), paragrafi (Michele Zaffarano 2014), incidents (Luc Bénazet 2018), sentences (Cia Rinne 2019), defixiones (Daniele Poletti),  avventure minime (Alessandro Broggi), développements (Jérôme Game), conglomerati (Andrea Zanzotto), saturazioni (Simona Menicocci), nughette (Leonardo Canella), sinapsi (Marilina Ciaco), dottrine (Pasquale Polidori), disordini (Fiammetta Cirilli), spostamenti (Carlo Sperduti), spore (Antonio F. Perozzi). E aggiungerei le frecce di Milli Graffi.

    senza contare le infinite modalità (perlopiù elencative) messe su pagina da Perec (le cartoline e le passeggiate raccolte nell’Infra-ordinaire, o le stringhe di Je me souviens). durante una conversazione, tempo fa Luigi Magno ha suggerito di pensare alle stesse cancellature di Isgrò come a dispositivi di questo tipo, oltretutto in forma di ponte fra la scrittura e l’arte. per tacere, in tal senso, delle innumerevoli soluzioni disseminate nel tempo da Emilio Villa: “cause”, “variazioni”, “madrigali”, “attributi”, “phrenodiae”, “méditations courtes”, “videogrammi”, “options”, “letanie”, “sibille”, “trous”, “labirinti”, “tarocchi”, … (tutte forme disperse come, già nel 1949, “i sassi nel Tevere”).

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