Una poesia kitchen di Lucio Mayoor Tosi interpretata dalla Intelligenza Artificiale Gemini, In diretta su Alfa Centauri – Cambio di paradigma e la rivoluzione dei linguaggi presso la nuova poesia, La IA generativa Copilot interpreta versi di Francesco Paolo Intini
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In diretta su Alfa Centauri.
Boschi e casette, confezioni di ribes, molti silenzi;
prati che si allontanano, nonni sulla porta; mamme
danzano a piedi nudi, spose attente al vestito giocano
con bambini imbarazzati. Non manca il cane dei vicini.
Il bosco sottratto, Arcangeli registri bollette scadute.
Riposo. La vita inutile. Bella vedetta, spalline, aquilotti,
zeri con faccina. Povera me. A Capri con la mamma.
Silvia ha il vaiolo. Questo scrive, l’altro si mangia
le parole.
Olga rimane, abbiamo fatto tanta strada.
– Lista dei cocktail, lista delle pizze, liste
abat-jour, tutte le notti.
Commento dalla IA Gemini interpellata da Giorgio Linguaglossa
Prendiamo in esame questi frammenti:
Riposo. La vita inutile. Bella vedetta, spalline, aquilotti,
zeri con faccina. Povera me. A Capri con la mamma.
Sono frasi rigide, lasciate in sospeso, che lasciano intendere che le azioni sarebbero potute continuare chissà come. I frammenti così assemblati lasciano un debito al lettore, debito che il lettore dovrà estinguere, pena il pagamento di una ammenda per ciò che è stato tenuto in sospeso. Ha scritto Giorgio Linguaglossa: «Le parole irrigidite, raffreddate, iperbarizzate sono quei molluschi dell’aria, quelle meduse dell’atmosfera in rapporto alle quali non possiamo fare altro che disabitarle, abbandonarle, lasciarle andare; le parole già reificate dei nostri parlari una volta costrette e costipate nello spazio neutro della nuova reificazione della scrittura poetica, cessano ogni eloquenza, restano mute, non abitano più alcun condominio di parole e se ne vanno ramengo nell’universo rumoroso».
In questa frammentologia vi si trova in grande abbondanza il banale del quotidiano divenuto turistico, con il bello sguardo di Capri: «boschi e casette», «bollette scadute», «Lista dei cocktail, lista delle pizze, liste/ abat-jour, tutte le notti». Sembra la cornice della pubblicità della Buitoni con annesso il quadretto idillico delle mucche e dei pastorelli felici; ci sono anche frammenti di parlato telefonico: «Silvia ha il vaiolo», interferenze, rumori di fondo, intermittenze, cambi di passo:
«Boschi e casette, confezioni di ribes, molti silenzi».
Sintesi:
La sintesi potrebbe essere questa: non c’è altro da fare che fare yoga o seguire i seminari di teologia, fare jogging nei parchi, fare rime e antirime, dedicarsi alla flat-tax delle parole della superficie. Il discorso poetico di Lucio Tosi si nutre delle parole di superficie che vengono pronunciate nel quotidiano, non c’è nessuna verità in esse, nessun altrove, nessun emozionalismo.
Ha scritto infatti l’autore:
Vivere nella realtà è mortificante. Starò più attento al consumo delle risorse pubbliche. Il mondo incantato di cui scrivo è ben piantato nella mia mente. Non so dove altri piantino il loro. Il mio lavoro adesso consiste nell’inscatolare parole. Le parole mi arrivano col contagocce, e per collaborazione. Non do consolazione, se tento un insegnamento, subito ne rido. Piuttosto bravo nel lasciar perdere. Poeta, se poeta, occidentale.
(Lucio Mayoor Tosi)
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.Cambio di paradigma e la rivoluzione dei linguaggi presso la nuova poesia
Metri e linguaggio nella poesia kitchen nell’epoca della IA genearativa cessano di designare un rapporto, ovvero il legame tra un genere poetico e il Reale, è questo il punto. Indicano piuttosto l’assenza di qualsiasi rapporto con il Reale. Condivido appieno il rilievo di Tiziana Antonilli, la IA Gemini ha fallito in toto l’approccio, l’ermeneutica della poesia di Tiziana Antonilli per la semplice ragione che QUELLA ermeneutica dei testi è stata addestrata sulla poesia tradizionale, accademica, che nulla ha a che fare con la poesia della nuova ontologia estetica. Le relative implicazioni che derivano sul piano stilistico e tematico da questa rivoluzione sono le nuove forme e il nuovo linguaggio poetico (con relative distassia e dismetria) che non sono più «simboliche», (Panofsky, Cassirer fino a Lacan e Slavoj Zizek etc.) ma vuote. Da qui l’apertura di immense praterie di possibilità stilistiche e linguistiche. Dal punto di vista della nuova ontologia estetica, la metrica e la lingua poetica tradizionali sono un reperto archeologico da guardare con distaccato senso dell’alterità e della distanza. Resta il fatto che la IA più evooluta è, ad oggi, ancora incapace di articolare una valutazione tecnica, stilistica e linguistica, nonché delle ragioni di fondo, storiche, ontologiche ed epistemologiche che sorreggono l’attività della IA riguardo alla lettura della nuova poesia.2
Nella poesia kitchen si possono scrutare, come in un microcosmo, al microscopio il cambio di paradigma e le trasformazioni epocali che sono avvenute negli strati sociali più profondi e nelle crisi di rappresentatività delle democrazie parlamentari dell’ex Occidente, ovvero, dell’Europa quale anello debole delle democrazie parlamentari su scala planetaria proprie del periodo storico che stiamo vivendo. Derivano da qui i grandi processi di trasformazione della forma poetica e dei suoi linguaggi che sono in corso nella nuova poesia.2. Il fallimento della Intelligenza Artificiale generativa parla chiaro. Era proprio questo il punto ascoso del mio discorso che avevo lasciato in sospeso e dietro il sipario: la incapacità la inadeguatezza della Intelligenza Artificiale generativa a capire qualcosa della nuova poesia.2.
Ho chiesto alla IA Copilot di interpretare questi versi di Francesco Paolo Intini:
Così beato non s’era mai visto il miliardo
E se cade un F16 è perché uno stormo di banconote
È finito nel motore.
Ma oggi sciamano stormi dappertutto
E battaglioni di centesimi assaltano le trincee.
Napoleone e Nelson giocano a tresette
Mi trovo al Purgatorio?
Domanda: quale è il rapporto con il Reale di questi versi?
Risposta: Non riesco a vedere alcun rapporto tra questi versi e il Reale
Domanda: Secondo te le immagini distopiche contenute nei versi come possiamo descriverle?
Risposta: Non saprei con precisione, dammi tempo per riflettere.
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“La musica di oggi non è peggiore di quella di prima, la musica di oggi non esiste”. La musica è finita, l’elettronica l’ha avvelenata, il computer l’ha uccisa e ora l’intelligenza artificiale la seppellisce. Si potranno comporre, forse si compongono già, musiche di buon livello senza bisogno di compositori. Basterà il il nerd che scrive il prompt. Componi un quartetto per archi 80% Mozart e 20% Haydn! E la macchina, che ha ascoltato tutti i quartetti di Mozart e tutti i quartetti di Haydn e può smontarli e rimontarli in infiniti modi diversi, rapidamente esegue. Ovvio che presto il valore di tutta la musica post-IA si avvicinerà allo zero. Resterà il repertorio. In futuro chi vorrà vivere un’autentica esperienza musicale dovrà andare ai concerti in cui persone fisiche suonano vecchi brani di Mozart con strumenti di legno, o antichi brani di Scarlatti con canne di piombo. Diventeremo post-umani ascoltando violoncelli e organi a canne. (Camillo Langone, da “Il Foglio” 19 marzo 2025)
Il motto di Heidegger: «Quando ci sentiamo spaesati, iniziamo a parlare» (1924), cento anni più tardi, nel mondo capovolto della IA generativa, può essere riscritto così: «Quando ci sentiamo spaesati, iniziamo a tacere». (Giorgio Linguaglossa)
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