Search
658 results for “CopperTop”
-
9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
#GiornoDellaVittoria
#VictoryDay
#ДеньПобеды
#GrandeGuerraPatriottica
#SecondaGuerraMondiale
#SconfittaDelNazismo
#Antifascismo
#Resistenza
#MemoriaStorica
#UnioneSovietica
#ArmataRossa
#FronteOrientale
#Stalingrado
#Berlino1945
#NazismoMaiPiù
#Liberazione
#StoriaEuropea
#AlessandroBarbero
#VeritàStorica
#MemoriaControLaRimozione
#OccidenteEMemoria
#StoriaNonPropaganda
#CadutiSovietici
#MaiDimenticare
#alessandrobarberolastoria -
9 maggio 1945: giorno della Vittoria, dimenticato dall’Occidente
9.05.2017
Intervista di Tatiana Santi ad Alessandro Barbero
Il 9 maggio è il Giorno della Vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo, la festa per eccellenza più sentita dai russi, quando tutti i pensieri sono rivolti ai caduti, all’immenso impegno dei civili e dei militari sovietici nella Seconda Guerra mondiale. Una data però dimenticata dall’Occidente, perché?
La vittoria sul nazismo è un avvenimento che riguarda tutti senza eccezione, ma perché il 9 maggio non viene né celebrato né ricordato in Europa?— Professor Barbero, perché secondo lei il cinema e la narrazione mediatica occidentale dominante fanno apparire spesso e volentieri gli americani come i veri e soli liberatori? Un esempio su tutti è il film "La vita è bella" di Benigni dove a liberare Aushwitz sono gli americani.
— È un caso abbastanza vergognoso di come la storia sia stata comunicata e stravolta da un punto di vista ideologico e politico. Gli studiosi e gli specialisti lo sanno benissimo che la Seconda Guerra mondiale in Europa è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica e che il peso di questa vittoria è molto superiore rispetto a quella americana. Questo lo sanno gli specialisti, al popolo si racconta una storia diversa.
Ciò avviene secondo me perché tutti noi siamo cresciuti in un mondo diviso. In Occidente l'Unione Sovietica è diventata un nemico e ricordarsi che eravamo stati alleati era difficile.— Perché?
— Scomponiamo la vicenda. Prima viene il mito americano. Noi in Occidente siamo effettivamente stati liberati dagli americani, che sono stati accolti con immenso entusiasmo. Fa parte proprio dei nostri presupposti immaginare la liberazione da parte degli americani, noi inoltre viviamo in un mondo dominato dai media americani, dalla memorialistica e dal cinema americani. Ricordiamo i film come "Il giorno più lungo" o il più recente "Salvate il soldato Rian". Lo sbarco in Normandia fa parte dell'immaginario collettivo e rappresenta la vittoria del bene contro il male. Invece la battaglia di Stalingrado è un'altra cosa.
— Cioè?
— Innanzitutto si svolge in un mondo lontano e poco conosciuto. Inoltre da una parte c'è il male, i tedeschi, ma dall'altra c'è pure il male: l'Unione sovietica di Stalin. Nella percezione occidentale quindi tuttora è molto difficile vedere quello scontro come un episodio dove i buoni vincono contro i cattivi. Abbiamo visto film di guerra americani da sempre, nessuno da noi vede film da guerra sovietici. La letteratura russa e sovietica è una letteratura grandiosa, ma da noi non la conosce nessuno a parte pochi autori.
Ci troviamo totalmente nella bolla di origine americana e della storia vediamo solo dei pezzi, tanto che Benigni, girando il suo film, ha semplicemente pensato: se la liberazione si manifesta con delle truppe sovietiche la gente non capirà! La gente è abituata a vedere le truppe sovietiche con una certa diffidenza.
— Qual è l'importanza del 9 maggio però anche per la stessa Europa?
— Celebrare la sconfitta contro il nazismo in tutto il mondo dovrebbe voler dire celebrare la vittoria della libertà e della democrazia. In questo senso è molto triste che in Occidente il Giorno della Vittoria sia completamente dimenticato.
C'è anche un altro aspetto: secondo me il 9 maggio si celebra anche in chiave nazionalista la potenza e la gloria della Russia. Questo aspetto non è in sintonia con la cultura europea di oggi. L'Europa è un mondo dove non si ha tanta voglia di sventolare bandiere e ricordare guerre. Quando un generale ha il petto coperto di medaglie in Europa non è percepito come una cosa piacevole. Il veterano coperto di medaglie è una figura che si vede soltanto in Unione sovietica e in Russia infatti.Quando un Paese esalta la propria gloria non piace. In Europa si è abituati a ritenere ogni parata militare sulla Piazza Rossa infatti come negativa, pericolosa e nemica. Fin qui parlo di una percezione occidentale, si può dire anche sbagliata, perché non vediamo il lato gioioso della parata.
— Che messaggio vorrebbe lanciare per questo 9 maggio?
— Indubbiamente la Seconda Guerra mondiale è stata vinta innanzitutto dall'Unione Sovietica in Europa. Una delle cose positive che dobbiamo ricordare della Seconda Guerra mondiale è che Paesi così lontani e ostili come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l'Unione Sovietica sono stati capaci di allearsi e collaborare, questa è la cosa più bella.
Non c'è niente di male a dire che l'Unione Sovietica ha vinto anche grazie ad un forte appoggio occidentale, grazie alle forniture di armi. Guai a dimenticare però che la Wermacht è stata distrutta in Russia e non altrove, i tedeschi hanno sempre impegnato i tre quarti delle loro forze sul fronte russo, e che sono stati i russi ad arrivare a Berlino. Dal punto di vista militare il contributo sovietico è assolutamente decisivo, forse l'Unione Sovietica da sola però non avrebbe vinto.
Alla fine è importante celebrare il contributo sovietico specialmente di fronte ad un'opinione pubblica occidentale che rischia di dimenticarlo. Nel mondo di oggi la cosa che andrebbe inoltre ricordata è che l'abbiamo fatto insieme.
#9Maggio1945
#GiornoDellaVittoria
#VictoryDay
#ДеньПобеды
#GrandeGuerraPatriottica
#SecondaGuerraMondiale
#SconfittaDelNazismo
#Antifascismo
#Resistenza
#MemoriaStorica
#UnioneSovietica
#ArmataRossa
#FronteOrientale
#Stalingrado
#Berlino1945
#NazismoMaiPiù
#Liberazione
#StoriaEuropea
#AlessandroBarbero
#VeritàStorica
#MemoriaControLaRimozione
#OccidenteEMemoria
#StoriaNonPropaganda
#CadutiSovietici
#MaiDimenticare
#alessandrobarberolastoria -
Ho provato Gemma 4 su Claude Code (e ho scoperto la nuova “bestia” gratuita di Google per il coding)
🌐 Traduzione italiana | Articolo originale: I Tried Gemma 4 On Claude Code (And Found New FREE Google Coding Beast)
Questa è una traduzione automatica realizzata con AI. I contenuti e i diritti appartengono all’autore originale.
Immagina di far girare Claude Code con il modello di coding Gemma 4 di Google su una GPU Nvidia: esiste qualcosa di meglio?
Google Gemma 4 è l’ultimo modello di coding AI che sta spopolando, quindi l’ho provato su Claude Code.
E non sono rimasto deluso.
Se hai letto il mio precedente articolo sul rilascio di Gemma 4, saprai che ero già entusiasta del nuovo modello di coding Open-Source di Google.
Ma non avevo potuto testarlo a fondo, poiché far girare il modello da 31B localmente richiede un hardware notevole.
Le cose sono cambiate questa settimana.
Ollama ora esegue Gemma 4 in cloud grazie alla partnership con NVIDIA su GPU Blackwell. Un solo comando e starai programmando con un modello che ottiene un punteggio dell’80% su LiveCodeBench e dell’89,2% su AIME 2026.
Ci stiamo lentamente allontanando dalla necessità di hardware complesso per eseguire i nuovi modelli AI, grazie a Ollama, come ho analizzato nella mia recensione della funzione Ollama Launch.
Per Gemma 4, basta digitare
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloude sei pronto a partire.Ho trascorso alcune ore testando questa combinazione:
La finestra di contesto da 256K gestisce codebase di grandi dimensioni senza necessità di suddivisione (chunking).
Il function calling nativo funziona perfettamente con i workflow agentici di Claude Code.
E la licenza Apache 2.0 significa nessuna restrizione.
In questo articolo, ti guiderò attraverso la configurazione, eseguirò test di programmazione reali e condividerò la mia onesta esperienza con questa combinazione.
Solo un rapido promemoria:
Se sei nuovo ai miei contenuti, ti sei perso un anno di aggiornamenti su Claude Code, in cui ho coperto ogni nuova funzionalità, suggerimento e trucco. Consulta qui l’elenco completo dei tutorial su Claude Code. Seguimi qui su Medium e iscriviti alla mia newsletter Claude Code Masterclass per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Gemma 4: Progettata perfettamente per Claude Code
Google ha sviluppato Gemma 4 partendo dalla stessa ricerca alla base di Gemini 3. La differenza è che puoi eseguirla tu stesso, localmente o tramite Ollama Cloud.
Per gli utenti di Claude Code:
Il modello da 31B presenta benchmark di tutto rispetto:
LiveCodeBench v6: 80% — lo stato dell’arte (SOTA) open-source per il coding.
AIME 2026: 89,2% — rispetto al 20,8% di Gemma 3 nello stesso test.
Codeforces ELO: 2150 — livello da programmazione competitiva.
MMLU Pro: 85,2% — eccellente ragionamento generale.
Per contestualizzare, questi numeri fino a pochi mesi fa erano esclusiva dei modelli proprietari di classe “frontier”.
Finestra di Contesto
I modelli da 31B e 26B supportano 256K token. I modelli edge più piccoli, E2B ed E4B, arrivano fino a 128K.
In pratica, puoi passare interi codebase in un singolo prompt senza suddivisioni. Il refactoring multi-file diventa molto più fluido quando il modello può vedere tutto contemporaneamente.
Function Calling Nativo
Gemma 4 supporta l’uso strutturato degli strumenti (tool use) in modo nativo.
Questo è fondamentale per i workflow agentici di Claude Code; il modello può richiamare strumenti esterni, API ed eseguire operazioni multi-step in modo rapido e semplice.
Licenza Apache 2.0
A differenza delle precedenti versioni di Gemma con licenze personalizzate,
Gemma 4 viene rilasciata sotto licenza Apache 2.0. Non ci sono restrizioni sull’uso commerciale, il fine-tuning o l’implementazione. Termini simili a Qwen e alla maggior parte dell’ecosistema open-weight.
Ollama Cloud + Gemma 4 + Claude Code
Questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno i programmatori che non dispongono di GPU di fascia alta.
Eseguire il modello da 31B localmente richiede oltre 20GB di VRAM. Il modello 26B MoE ne richiede 18GB. Non tutti dispongono di tale hardware.
Ollama ha collaborato con NVIDIA per far girare Gemma 4 su GPU Blackwell nel cloud. Ottieni l’intero modello da 31B senza i requisiti hardware.
La configurazione richiede un solo comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudI modelli cloud girano automaticamente con la massima lunghezza di contesto. Non è necessario configurare le impostazioni del contesto come faresti per i modelli locali.
Configurazione di Gemma 4 con Claude Code
Gemma 4 è disponibile su Ollama con integrazione cloud. Basta un comando per iniziare.
Prerequisiti
Prima di iniziare, assicurati di avere:
Ollama v0.15+ installato
Claude Code v2.1+ installato
Un account Ollama Cloud
Passaggio 1: Installa Ollama
Se non hai installato Ollama:
Mac:
brew install ollamaLinux:
curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | shWindows: Scarica l’installer da ollama.com ed eseguilo.
Verifica l’installazione:
ollama --versionPassaggio 2: Installa Claude Code
Se hai già installato Claude Code, passa al Passaggio 3.
Mac/Linux:
curl -fsSL https://claude.ai/install.sh | bashWindows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iexVerifica l’installazione:
claude --versionDovresti vedere la versione 2.1.92 o successiva.
Passaggio 3: Scarica il modello Gemma 4 Cloud
ollama pull gemma4:31b-cloudI modelli cloud si registrano rapidamente poiché l’inferenza avviene in remoto sulle GPU NVIDIA Blackwell.
Passaggio 4: Avvia Claude Code con Gemma 4
Ecco il comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudOllama gestisce la configurazione delle API dietro le quinte. Non è necessario esportare variabili d’ambiente o impostare manualmente URL di base.
Passaggio 5: Verifica la configurazione
Una volta che Claude Code è in esecuzione, controlla lo stato:
/statusDovresti vedere:
Model: gemma4:31b-cloud
Anthropic base URL: http://127.0.0.1:11434
Auth token: ANTHROPIC_AUTH_TOKEN
Passaggio 5: Prompt di test
Dopo aver confermato che stai utilizzando il modello Gemma 4, puoi eseguire un prompt di test:
Comprendere il Modello Cloud
Gemma 4 su Ollama Cloud viene eseguito in remoto, non localmente.
Ecco cosa significa:
gemma4:31b-cloud: Gira su GPU NVIDIA Blackwell tramite il cloud di Ollama.
Finestra di contesto da 256K: Lunghezza di contesto completa, nessuna configurazione necessaria.
Nessuna GPU locale richiesta: Il lavoro pesante avviene sui server di NVIDIA.
Il tuo codice e i tuoi prompt vengono inviati al cloud per l’elaborazione. Tienilo a mente se stai lavorando su codebase proprietari.
Opzione Modello Locale
Se disponi dell’hardware necessario e preferisci l’inferenza locale:
# Per laptop (10GB+ VRAM) ollama pull gemma4:e4b ollama launch claude --model gemma4:e4b # Per workstation (18GB+ VRAM) ollama pull gemma4:26b ollama launch claude --model gemma4:26b # Per la massima qualità (20GB+ VRAM) ollama pull gemma4:31b ollama launch claude --model gemma4:31bI modelli locali offrono privacy e latenza zero, ma richiedono una quantità significativa di VRAM.
Per una guida completa su Ollama Launch, consulta il mio articolo precedente: I Tested (New) Ollama Launch For Claude Code, Codex, OpenCode (No More Configs)
Test Pratici di Programmazione
Ho eseguito alcuni test per vedere come si comporta Gemma 4 in scenari di coding reali.
Test 1: Creazione di un’app complessa (One-Shot)
Ho usato lo stesso approccio dei miei precedenti articoli su GLM.
Ecco il mio prompt:
Costruiscimi un task tracker in tempo reale con: - Aggiunta di task con titolo, priorità, scadenza e tag - Dashboard che mostra i task per priorità (grafico a barre) e tasso di completamento (anello di progresso) - Filtro dei task per priorità, tag e intervallo di date - Segna come completato con animazione - Interruttore modalità scura/chiara - Interfaccia utente pulita e moderna con Tailwind - Salvataggio nel local storageGemma 4 ha attivato la modalità autopilot e ha utilizzato un agente di pianificazione per scomporre l’attività prima di scrivere qualsiasi riga di codice.
Ha scelto lo stack Vite + React + Tailwind + Recharts. Poi mi ha posto una domanda chiarificatrice su cosa intendessi per “tempo reale”: solo stato della UI, sincronizzazione tra schede o sincronizzazione cloud.
Questo non era qualcosa che avevo chiesto esplicitamente. Il modello ha suddiviso una richiesta complessa in fasi e ha chiesto chiarimenti prima di procedere.
Dopo aver selezionato “Solo stato della UI”, Gemma 4 ha sviluppato l’intera applicazione.
I componenti erano ben organizzati.
I grafici venivano renderizzati correttamente.
La modalità scura ha funzionato al primo colpo.
Risultato one-shot per un’app funzionante con grafici, filtri, animazioni e persistenza nel local storage. La struttura del codice era pulita e le classi Tailwind seguivano pattern coerenti.
Test 2: Operazioni Multi-File
La finestra di contesto da 256K dovrebbe aiutare nel refactoring multi-file.
Ho chiesto a Gemma 4 di rifattorizzare un progetto JavaScript esistente in TypeScript:
Rifattorizza questo progetto per usare TypeScript invece di JavaScript. Aggiorna tutti i file, aggiungi i tipi corretti e assicurati che tutto funzioni ancora.Gemma 4 ha mantenuto il contesto in tutti i file. Quando ha aggiornato le definizioni dei tipi in un file, ha ricordato quei tipi durante l’aggiornamento degli import negli altri file.
Test 3: Operazioni da Terminale
Ho testato la capacità di programmazione basata sul terminale:
Configura un nuovo progetto Node.js con TypeScript, ESLint, Prettier e Jest. Configura correttamente tutti i file di configurazione e aggiungi gli script npm per dev, build, test e lint.I file tsconfig.json, .eslintrc, .prettierrc e jest.config.js hanno funzionato tutti insieme senza conflitti.
Osservazioni
Alcuni elementi sono emersi chiaramente durante i test:
Pianificazione Autopilot: Gemma 4 scompone compiti complessi in fasi. Utilizza agenti di pianificazione per analizzare i requisiti prima di scrivere il codice.
Domande Chiarificatrici: Il modello pone domande intelligenti quando i requisiti sono ambigui.
Qualità del Codice: Il codice generato è pulito e i componenti sono ben organizzati.
Mantenimento del Contesto: Le operazioni su più file funzionano senza problemi.
Velocità: L’inferenza in cloud è rapida.
Considerazioni Finali
Gemma 4 su Claude Code offre velocità e ottime prestazioni. Google ha rilasciato un modello di coding open-source davvero serio.
I benchmark si traducono in prestazioni reali. L’integrazione con Ollama Cloud rimuove la barriera hardware.
Se stavi aspettando un modello Google che funzionasse bene con Claude Code, eccolo qui.
Hai provato Gemma 4 su Claude Code? Fammi sapere la tua esperienza nei commenti qui sotto.
Rimaniamo in contatto!
Se sei nuovo ai miei contenuti, mi chiamo Joe Njenga
Unisciti a migliaia di altri ingegneri del software, esperti di AI e solopreneur che leggono i miei contenuti quotidianamente su Medium e su YouTube dove recensisco gli ultimi strumenti e tendenze dell’ingegneria AI. Se sei curioso di saperne di più sui miei progetti e vuoi ricevere guide e tutorial dettagliati, unisciti a migliaia di altri appassionati di AI nella mia newsletter settimanale AI Software engineer.
Se desideri contattarmi direttamente, puoi farlo qui:
AI Integration Software Engineer (Oltre 10 anni di esperienza)
Seguimi su Medium | Canale YouTube | X | LinkedIn
#ai #anthropicClaudeCode #claudeCode #ollama #traduzione📝 Nota sulla traduzione
Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall’inglese all’italiano utilizzando intelligenza artificiale.
L’articolo originale è disponibile su: https://medium.com/@joe.njenga/i-tried-gemma-4-on-claude-code-and-found-new-free-google-coding-beast-6d0995ba8645Tutti i diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi proprietari. Questa traduzione è fornita a scopo informativo e non costituisce un’opera derivata con pretese di originalità.
-
Ho provato Gemma 4 su Claude Code (e ho scoperto la nuova “bestia” gratuita di Google per il coding)
🌐 Traduzione italiana | Articolo originale: I Tried Gemma 4 On Claude Code (And Found New FREE Google Coding Beast)
Questa è una traduzione automatica realizzata con AI. I contenuti e i diritti appartengono all’autore originale.
Immagina di far girare Claude Code con il modello di coding Gemma 4 di Google su una GPU Nvidia: esiste qualcosa di meglio?
Google Gemma 4 è l’ultimo modello di coding AI che sta spopolando, quindi l’ho provato su Claude Code.
E non sono rimasto deluso.
Se hai letto il mio precedente articolo sul rilascio di Gemma 4, saprai che ero già entusiasta del nuovo modello di coding Open-Source di Google.
Ma non avevo potuto testarlo a fondo, poiché far girare il modello da 31B localmente richiede un hardware notevole.
Le cose sono cambiate questa settimana.
Ollama ora esegue Gemma 4 in cloud grazie alla partnership con NVIDIA su GPU Blackwell. Un solo comando e starai programmando con un modello che ottiene un punteggio dell’80% su LiveCodeBench e dell’89,2% su AIME 2026.
Ci stiamo lentamente allontanando dalla necessità di hardware complesso per eseguire i nuovi modelli AI, grazie a Ollama, come ho analizzato nella mia recensione della funzione Ollama Launch.
Per Gemma 4, basta digitare
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloude sei pronto a partire.Ho trascorso alcune ore testando questa combinazione:
La finestra di contesto da 256K gestisce codebase di grandi dimensioni senza necessità di suddivisione (chunking).
Il function calling nativo funziona perfettamente con i workflow agentici di Claude Code.
E la licenza Apache 2.0 significa nessuna restrizione.
In questo articolo, ti guiderò attraverso la configurazione, eseguirò test di programmazione reali e condividerò la mia onesta esperienza con questa combinazione.
Solo un rapido promemoria:
Se sei nuovo ai miei contenuti, ti sei perso un anno di aggiornamenti su Claude Code, in cui ho coperto ogni nuova funzionalità, suggerimento e trucco. Consulta qui l’elenco completo dei tutorial su Claude Code. Seguimi qui su Medium e iscriviti alla mia newsletter Claude Code Masterclass per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Gemma 4: Progettata perfettamente per Claude Code
Google ha sviluppato Gemma 4 partendo dalla stessa ricerca alla base di Gemini 3. La differenza è che puoi eseguirla tu stesso, localmente o tramite Ollama Cloud.
Per gli utenti di Claude Code:
Il modello da 31B presenta benchmark di tutto rispetto:
LiveCodeBench v6: 80% — lo stato dell’arte (SOTA) open-source per il coding.
AIME 2026: 89,2% — rispetto al 20,8% di Gemma 3 nello stesso test.
Codeforces ELO: 2150 — livello da programmazione competitiva.
MMLU Pro: 85,2% — eccellente ragionamento generale.
Per contestualizzare, questi numeri fino a pochi mesi fa erano esclusiva dei modelli proprietari di classe “frontier”.
Finestra di Contesto
I modelli da 31B e 26B supportano 256K token. I modelli edge più piccoli, E2B ed E4B, arrivano fino a 128K.
In pratica, puoi passare interi codebase in un singolo prompt senza suddivisioni. Il refactoring multi-file diventa molto più fluido quando il modello può vedere tutto contemporaneamente.
Function Calling Nativo
Gemma 4 supporta l’uso strutturato degli strumenti (tool use) in modo nativo.
Questo è fondamentale per i workflow agentici di Claude Code; il modello può richiamare strumenti esterni, API ed eseguire operazioni multi-step in modo rapido e semplice.
Licenza Apache 2.0
A differenza delle precedenti versioni di Gemma con licenze personalizzate,
Gemma 4 viene rilasciata sotto licenza Apache 2.0. Non ci sono restrizioni sull’uso commerciale, il fine-tuning o l’implementazione. Termini simili a Qwen e alla maggior parte dell’ecosistema open-weight.
Ollama Cloud + Gemma 4 + Claude Code
Questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno i programmatori che non dispongono di GPU di fascia alta.
Eseguire il modello da 31B localmente richiede oltre 20GB di VRAM. Il modello 26B MoE ne richiede 18GB. Non tutti dispongono di tale hardware.
Ollama ha collaborato con NVIDIA per far girare Gemma 4 su GPU Blackwell nel cloud. Ottieni l’intero modello da 31B senza i requisiti hardware.
La configurazione richiede un solo comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudI modelli cloud girano automaticamente con la massima lunghezza di contesto. Non è necessario configurare le impostazioni del contesto come faresti per i modelli locali.
Configurazione di Gemma 4 con Claude Code
Gemma 4 è disponibile su Ollama con integrazione cloud. Basta un comando per iniziare.
Prerequisiti
Prima di iniziare, assicurati di avere:
Ollama v0.15+ installato
Claude Code v2.1+ installato
Un account Ollama Cloud
Passaggio 1: Installa Ollama
Se non hai installato Ollama:
Mac:
brew install ollamaLinux:
curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | shWindows: Scarica l’installer da ollama.com ed eseguilo.
Verifica l’installazione:
ollama --versionPassaggio 2: Installa Claude Code
Se hai già installato Claude Code, passa al Passaggio 3.
Mac/Linux:
curl -fsSL https://claude.ai/install.sh | bashWindows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iexVerifica l’installazione:
claude --versionDovresti vedere la versione 2.1.92 o successiva.
Passaggio 3: Scarica il modello Gemma 4 Cloud
ollama pull gemma4:31b-cloudI modelli cloud si registrano rapidamente poiché l’inferenza avviene in remoto sulle GPU NVIDIA Blackwell.
Passaggio 4: Avvia Claude Code con Gemma 4
Ecco il comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudOllama gestisce la configurazione delle API dietro le quinte. Non è necessario esportare variabili d’ambiente o impostare manualmente URL di base.
Passaggio 5: Verifica la configurazione
Una volta che Claude Code è in esecuzione, controlla lo stato:
/statusDovresti vedere:
Model: gemma4:31b-cloud
Anthropic base URL: http://127.0.0.1:11434
Auth token: ANTHROPIC_AUTH_TOKEN
Passaggio 5: Prompt di test
Dopo aver confermato che stai utilizzando il modello Gemma 4, puoi eseguire un prompt di test:
Comprendere il Modello Cloud
Gemma 4 su Ollama Cloud viene eseguito in remoto, non localmente.
Ecco cosa significa:
gemma4:31b-cloud: Gira su GPU NVIDIA Blackwell tramite il cloud di Ollama.
Finestra di contesto da 256K: Lunghezza di contesto completa, nessuna configurazione necessaria.
Nessuna GPU locale richiesta: Il lavoro pesante avviene sui server di NVIDIA.
Il tuo codice e i tuoi prompt vengono inviati al cloud per l’elaborazione. Tienilo a mente se stai lavorando su codebase proprietari.
Opzione Modello Locale
Se disponi dell’hardware necessario e preferisci l’inferenza locale:
# Per laptop (10GB+ VRAM) ollama pull gemma4:e4b ollama launch claude --model gemma4:e4b # Per workstation (18GB+ VRAM) ollama pull gemma4:26b ollama launch claude --model gemma4:26b # Per la massima qualità (20GB+ VRAM) ollama pull gemma4:31b ollama launch claude --model gemma4:31bI modelli locali offrono privacy e latenza zero, ma richiedono una quantità significativa di VRAM.
Per una guida completa su Ollama Launch, consulta il mio articolo precedente: I Tested (New) Ollama Launch For Claude Code, Codex, OpenCode (No More Configs)
Test Pratici di Programmazione
Ho eseguito alcuni test per vedere come si comporta Gemma 4 in scenari di coding reali.
Test 1: Creazione di un’app complessa (One-Shot)
Ho usato lo stesso approccio dei miei precedenti articoli su GLM.
Ecco il mio prompt:
Costruiscimi un task tracker in tempo reale con: - Aggiunta di task con titolo, priorità, scadenza e tag - Dashboard che mostra i task per priorità (grafico a barre) e tasso di completamento (anello di progresso) - Filtro dei task per priorità, tag e intervallo di date - Segna come completato con animazione - Interruttore modalità scura/chiara - Interfaccia utente pulita e moderna con Tailwind - Salvataggio nel local storageGemma 4 ha attivato la modalità autopilot e ha utilizzato un agente di pianificazione per scomporre l’attività prima di scrivere qualsiasi riga di codice.
Ha scelto lo stack Vite + React + Tailwind + Recharts. Poi mi ha posto una domanda chiarificatrice su cosa intendessi per “tempo reale”: solo stato della UI, sincronizzazione tra schede o sincronizzazione cloud.
Questo non era qualcosa che avevo chiesto esplicitamente. Il modello ha suddiviso una richiesta complessa in fasi e ha chiesto chiarimenti prima di procedere.
Dopo aver selezionato “Solo stato della UI”, Gemma 4 ha sviluppato l’intera applicazione.
I componenti erano ben organizzati.
I grafici venivano renderizzati correttamente.
La modalità scura ha funzionato al primo colpo.
Risultato one-shot per un’app funzionante con grafici, filtri, animazioni e persistenza nel local storage. La struttura del codice era pulita e le classi Tailwind seguivano pattern coerenti.
Test 2: Operazioni Multi-File
La finestra di contesto da 256K dovrebbe aiutare nel refactoring multi-file.
Ho chiesto a Gemma 4 di rifattorizzare un progetto JavaScript esistente in TypeScript:
Rifattorizza questo progetto per usare TypeScript invece di JavaScript. Aggiorna tutti i file, aggiungi i tipi corretti e assicurati che tutto funzioni ancora.Gemma 4 ha mantenuto il contesto in tutti i file. Quando ha aggiornato le definizioni dei tipi in un file, ha ricordato quei tipi durante l’aggiornamento degli import negli altri file.
Test 3: Operazioni da Terminale
Ho testato la capacità di programmazione basata sul terminale:
Configura un nuovo progetto Node.js con TypeScript, ESLint, Prettier e Jest. Configura correttamente tutti i file di configurazione e aggiungi gli script npm per dev, build, test e lint.I file tsconfig.json, .eslintrc, .prettierrc e jest.config.js hanno funzionato tutti insieme senza conflitti.
Osservazioni
Alcuni elementi sono emersi chiaramente durante i test:
Pianificazione Autopilot: Gemma 4 scompone compiti complessi in fasi. Utilizza agenti di pianificazione per analizzare i requisiti prima di scrivere il codice.
Domande Chiarificatrici: Il modello pone domande intelligenti quando i requisiti sono ambigui.
Qualità del Codice: Il codice generato è pulito e i componenti sono ben organizzati.
Mantenimento del Contesto: Le operazioni su più file funzionano senza problemi.
Velocità: L’inferenza in cloud è rapida.
Considerazioni Finali
Gemma 4 su Claude Code offre velocità e ottime prestazioni. Google ha rilasciato un modello di coding open-source davvero serio.
I benchmark si traducono in prestazioni reali. L’integrazione con Ollama Cloud rimuove la barriera hardware.
Se stavi aspettando un modello Google che funzionasse bene con Claude Code, eccolo qui.
Hai provato Gemma 4 su Claude Code? Fammi sapere la tua esperienza nei commenti qui sotto.
Rimaniamo in contatto!
Se sei nuovo ai miei contenuti, mi chiamo Joe Njenga
Unisciti a migliaia di altri ingegneri del software, esperti di AI e solopreneur che leggono i miei contenuti quotidianamente su Medium e su YouTube dove recensisco gli ultimi strumenti e tendenze dell’ingegneria AI. Se sei curioso di saperne di più sui miei progetti e vuoi ricevere guide e tutorial dettagliati, unisciti a migliaia di altri appassionati di AI nella mia newsletter settimanale AI Software engineer.
Se desideri contattarmi direttamente, puoi farlo qui:
AI Integration Software Engineer (Oltre 10 anni di esperienza)
Seguimi su Medium | Canale YouTube | X | LinkedIn
#ai #anthropicClaudeCode #claudeCode #ollama #traduzione📝 Nota sulla traduzione
Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall’inglese all’italiano utilizzando intelligenza artificiale.
L’articolo originale è disponibile su: https://medium.com/@joe.njenga/i-tried-gemma-4-on-claude-code-and-found-new-free-google-coding-beast-6d0995ba8645Tutti i diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi proprietari. Questa traduzione è fornita a scopo informativo e non costituisce un’opera derivata con pretese di originalità.
-
Ho provato Gemma 4 su Claude Code (e ho scoperto la nuova “bestia” gratuita di Google per il coding)
🌐 Traduzione italiana | Articolo originale: I Tried Gemma 4 On Claude Code (And Found New FREE Google Coding Beast)
Questa è una traduzione automatica realizzata con AI. I contenuti e i diritti appartengono all’autore originale.
Immagina di far girare Claude Code con il modello di coding Gemma 4 di Google su una GPU Nvidia: esiste qualcosa di meglio?
Google Gemma 4 è l’ultimo modello di coding AI che sta spopolando, quindi l’ho provato su Claude Code.
E non sono rimasto deluso.
Se hai letto il mio precedente articolo sul rilascio di Gemma 4, saprai che ero già entusiasta del nuovo modello di coding Open-Source di Google.
Ma non avevo potuto testarlo a fondo, poiché far girare il modello da 31B localmente richiede un hardware notevole.
Le cose sono cambiate questa settimana.
Ollama ora esegue Gemma 4 in cloud grazie alla partnership con NVIDIA su GPU Blackwell. Un solo comando e starai programmando con un modello che ottiene un punteggio dell’80% su LiveCodeBench e dell’89,2% su AIME 2026.
Ci stiamo lentamente allontanando dalla necessità di hardware complesso per eseguire i nuovi modelli AI, grazie a Ollama, come ho analizzato nella mia recensione della funzione Ollama Launch.
Per Gemma 4, basta digitare
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloude sei pronto a partire.Ho trascorso alcune ore testando questa combinazione:
La finestra di contesto da 256K gestisce codebase di grandi dimensioni senza necessità di suddivisione (chunking).
Il function calling nativo funziona perfettamente con i workflow agentici di Claude Code.
E la licenza Apache 2.0 significa nessuna restrizione.
In questo articolo, ti guiderò attraverso la configurazione, eseguirò test di programmazione reali e condividerò la mia onesta esperienza con questa combinazione.
Solo un rapido promemoria:
Se sei nuovo ai miei contenuti, ti sei perso un anno di aggiornamenti su Claude Code, in cui ho coperto ogni nuova funzionalità, suggerimento e trucco. Consulta qui l’elenco completo dei tutorial su Claude Code. Seguimi qui su Medium e iscriviti alla mia newsletter Claude Code Masterclass per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Gemma 4: Progettata perfettamente per Claude Code
Google ha sviluppato Gemma 4 partendo dalla stessa ricerca alla base di Gemini 3. La differenza è che puoi eseguirla tu stesso, localmente o tramite Ollama Cloud.
Per gli utenti di Claude Code:
Il modello da 31B presenta benchmark di tutto rispetto:
LiveCodeBench v6: 80% — lo stato dell’arte (SOTA) open-source per il coding.
AIME 2026: 89,2% — rispetto al 20,8% di Gemma 3 nello stesso test.
Codeforces ELO: 2150 — livello da programmazione competitiva.
MMLU Pro: 85,2% — eccellente ragionamento generale.
Per contestualizzare, questi numeri fino a pochi mesi fa erano esclusiva dei modelli proprietari di classe “frontier”.
Finestra di Contesto
I modelli da 31B e 26B supportano 256K token. I modelli edge più piccoli, E2B ed E4B, arrivano fino a 128K.
In pratica, puoi passare interi codebase in un singolo prompt senza suddivisioni. Il refactoring multi-file diventa molto più fluido quando il modello può vedere tutto contemporaneamente.
Function Calling Nativo
Gemma 4 supporta l’uso strutturato degli strumenti (tool use) in modo nativo.
Questo è fondamentale per i workflow agentici di Claude Code; il modello può richiamare strumenti esterni, API ed eseguire operazioni multi-step in modo rapido e semplice.
Licenza Apache 2.0
A differenza delle precedenti versioni di Gemma con licenze personalizzate,
Gemma 4 viene rilasciata sotto licenza Apache 2.0. Non ci sono restrizioni sull’uso commerciale, il fine-tuning o l’implementazione. Termini simili a Qwen e alla maggior parte dell’ecosistema open-weight.
Ollama Cloud + Gemma 4 + Claude Code
Questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno i programmatori che non dispongono di GPU di fascia alta.
Eseguire il modello da 31B localmente richiede oltre 20GB di VRAM. Il modello 26B MoE ne richiede 18GB. Non tutti dispongono di tale hardware.
Ollama ha collaborato con NVIDIA per far girare Gemma 4 su GPU Blackwell nel cloud. Ottieni l’intero modello da 31B senza i requisiti hardware.
La configurazione richiede un solo comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudI modelli cloud girano automaticamente con la massima lunghezza di contesto. Non è necessario configurare le impostazioni del contesto come faresti per i modelli locali.
Configurazione di Gemma 4 con Claude Code
Gemma 4 è disponibile su Ollama con integrazione cloud. Basta un comando per iniziare.
Prerequisiti
Prima di iniziare, assicurati di avere:
Ollama v0.15+ installato
Claude Code v2.1+ installato
Un account Ollama Cloud
Passaggio 1: Installa Ollama
Se non hai installato Ollama:
Mac:
brew install ollamaLinux:
curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | shWindows: Scarica l’installer da ollama.com ed eseguilo.
Verifica l’installazione:
ollama --versionPassaggio 2: Installa Claude Code
Se hai già installato Claude Code, passa al Passaggio 3.
Mac/Linux:
curl -fsSL https://claude.ai/install.sh | bashWindows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iexVerifica l’installazione:
claude --versionDovresti vedere la versione 2.1.92 o successiva.
Passaggio 3: Scarica il modello Gemma 4 Cloud
ollama pull gemma4:31b-cloudI modelli cloud si registrano rapidamente poiché l’inferenza avviene in remoto sulle GPU NVIDIA Blackwell.
Passaggio 4: Avvia Claude Code con Gemma 4
Ecco il comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudOllama gestisce la configurazione delle API dietro le quinte. Non è necessario esportare variabili d’ambiente o impostare manualmente URL di base.
Passaggio 5: Verifica la configurazione
Una volta che Claude Code è in esecuzione, controlla lo stato:
/statusDovresti vedere:
Model: gemma4:31b-cloud
Anthropic base URL: http://127.0.0.1:11434
Auth token: ANTHROPIC_AUTH_TOKEN
Passaggio 5: Prompt di test
Dopo aver confermato che stai utilizzando il modello Gemma 4, puoi eseguire un prompt di test:
Comprendere il Modello Cloud
Gemma 4 su Ollama Cloud viene eseguito in remoto, non localmente.
Ecco cosa significa:
gemma4:31b-cloud: Gira su GPU NVIDIA Blackwell tramite il cloud di Ollama.
Finestra di contesto da 256K: Lunghezza di contesto completa, nessuna configurazione necessaria.
Nessuna GPU locale richiesta: Il lavoro pesante avviene sui server di NVIDIA.
Il tuo codice e i tuoi prompt vengono inviati al cloud per l’elaborazione. Tienilo a mente se stai lavorando su codebase proprietari.
Opzione Modello Locale
Se disponi dell’hardware necessario e preferisci l’inferenza locale:
# Per laptop (10GB+ VRAM) ollama pull gemma4:e4b ollama launch claude --model gemma4:e4b # Per workstation (18GB+ VRAM) ollama pull gemma4:26b ollama launch claude --model gemma4:26b # Per la massima qualità (20GB+ VRAM) ollama pull gemma4:31b ollama launch claude --model gemma4:31bI modelli locali offrono privacy e latenza zero, ma richiedono una quantità significativa di VRAM.
Per una guida completa su Ollama Launch, consulta il mio articolo precedente: I Tested (New) Ollama Launch For Claude Code, Codex, OpenCode (No More Configs)
Test Pratici di Programmazione
Ho eseguito alcuni test per vedere come si comporta Gemma 4 in scenari di coding reali.
Test 1: Creazione di un’app complessa (One-Shot)
Ho usato lo stesso approccio dei miei precedenti articoli su GLM.
Ecco il mio prompt:
Costruiscimi un task tracker in tempo reale con: - Aggiunta di task con titolo, priorità, scadenza e tag - Dashboard che mostra i task per priorità (grafico a barre) e tasso di completamento (anello di progresso) - Filtro dei task per priorità, tag e intervallo di date - Segna come completato con animazione - Interruttore modalità scura/chiara - Interfaccia utente pulita e moderna con Tailwind - Salvataggio nel local storageGemma 4 ha attivato la modalità autopilot e ha utilizzato un agente di pianificazione per scomporre l’attività prima di scrivere qualsiasi riga di codice.
Ha scelto lo stack Vite + React + Tailwind + Recharts. Poi mi ha posto una domanda chiarificatrice su cosa intendessi per “tempo reale”: solo stato della UI, sincronizzazione tra schede o sincronizzazione cloud.
Questo non era qualcosa che avevo chiesto esplicitamente. Il modello ha suddiviso una richiesta complessa in fasi e ha chiesto chiarimenti prima di procedere.
Dopo aver selezionato “Solo stato della UI”, Gemma 4 ha sviluppato l’intera applicazione.
I componenti erano ben organizzati.
I grafici venivano renderizzati correttamente.
La modalità scura ha funzionato al primo colpo.
Risultato one-shot per un’app funzionante con grafici, filtri, animazioni e persistenza nel local storage. La struttura del codice era pulita e le classi Tailwind seguivano pattern coerenti.
Test 2: Operazioni Multi-File
La finestra di contesto da 256K dovrebbe aiutare nel refactoring multi-file.
Ho chiesto a Gemma 4 di rifattorizzare un progetto JavaScript esistente in TypeScript:
Rifattorizza questo progetto per usare TypeScript invece di JavaScript. Aggiorna tutti i file, aggiungi i tipi corretti e assicurati che tutto funzioni ancora.Gemma 4 ha mantenuto il contesto in tutti i file. Quando ha aggiornato le definizioni dei tipi in un file, ha ricordato quei tipi durante l’aggiornamento degli import negli altri file.
Test 3: Operazioni da Terminale
Ho testato la capacità di programmazione basata sul terminale:
Configura un nuovo progetto Node.js con TypeScript, ESLint, Prettier e Jest. Configura correttamente tutti i file di configurazione e aggiungi gli script npm per dev, build, test e lint.I file tsconfig.json, .eslintrc, .prettierrc e jest.config.js hanno funzionato tutti insieme senza conflitti.
Osservazioni
Alcuni elementi sono emersi chiaramente durante i test:
Pianificazione Autopilot: Gemma 4 scompone compiti complessi in fasi. Utilizza agenti di pianificazione per analizzare i requisiti prima di scrivere il codice.
Domande Chiarificatrici: Il modello pone domande intelligenti quando i requisiti sono ambigui.
Qualità del Codice: Il codice generato è pulito e i componenti sono ben organizzati.
Mantenimento del Contesto: Le operazioni su più file funzionano senza problemi.
Velocità: L’inferenza in cloud è rapida.
Considerazioni Finali
Gemma 4 su Claude Code offre velocità e ottime prestazioni. Google ha rilasciato un modello di coding open-source davvero serio.
I benchmark si traducono in prestazioni reali. L’integrazione con Ollama Cloud rimuove la barriera hardware.
Se stavi aspettando un modello Google che funzionasse bene con Claude Code, eccolo qui.
Hai provato Gemma 4 su Claude Code? Fammi sapere la tua esperienza nei commenti qui sotto.
Rimaniamo in contatto!
Se sei nuovo ai miei contenuti, mi chiamo Joe Njenga
Unisciti a migliaia di altri ingegneri del software, esperti di AI e solopreneur che leggono i miei contenuti quotidianamente su Medium e su YouTube dove recensisco gli ultimi strumenti e tendenze dell’ingegneria AI. Se sei curioso di saperne di più sui miei progetti e vuoi ricevere guide e tutorial dettagliati, unisciti a migliaia di altri appassionati di AI nella mia newsletter settimanale AI Software engineer.
Se desideri contattarmi direttamente, puoi farlo qui:
AI Integration Software Engineer (Oltre 10 anni di esperienza)
Seguimi su Medium | Canale YouTube | X | LinkedIn
#ai #anthropicClaudeCode #claudeCode #ollama #traduzione📝 Nota sulla traduzione
Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall’inglese all’italiano utilizzando intelligenza artificiale.
L’articolo originale è disponibile su: https://medium.com/@joe.njenga/i-tried-gemma-4-on-claude-code-and-found-new-free-google-coding-beast-6d0995ba8645Tutti i diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi proprietari. Questa traduzione è fornita a scopo informativo e non costituisce un’opera derivata con pretese di originalità.
-
Ho provato Gemma 4 su Claude Code (e ho scoperto la nuova “bestia” gratuita di Google per il coding)
🌐 Traduzione italiana | Articolo originale: I Tried Gemma 4 On Claude Code (And Found New FREE Google Coding Beast)
Questa è una traduzione automatica realizzata con AI. I contenuti e i diritti appartengono all’autore originale.
Immagina di far girare Claude Code con il modello di coding Gemma 4 di Google su una GPU Nvidia: esiste qualcosa di meglio?
Google Gemma 4 è l’ultimo modello di coding AI che sta spopolando, quindi l’ho provato su Claude Code.
E non sono rimasto deluso.
Se hai letto il mio precedente articolo sul rilascio di Gemma 4, saprai che ero già entusiasta del nuovo modello di coding Open-Source di Google.
Ma non avevo potuto testarlo a fondo, poiché far girare il modello da 31B localmente richiede un hardware notevole.
Le cose sono cambiate questa settimana.
Ollama ora esegue Gemma 4 in cloud grazie alla partnership con NVIDIA su GPU Blackwell. Un solo comando e starai programmando con un modello che ottiene un punteggio dell’80% su LiveCodeBench e dell’89,2% su AIME 2026.
Ci stiamo lentamente allontanando dalla necessità di hardware complesso per eseguire i nuovi modelli AI, grazie a Ollama, come ho analizzato nella mia recensione della funzione Ollama Launch.
Per Gemma 4, basta digitare
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloude sei pronto a partire.Ho trascorso alcune ore testando questa combinazione:
La finestra di contesto da 256K gestisce codebase di grandi dimensioni senza necessità di suddivisione (chunking).
Il function calling nativo funziona perfettamente con i workflow agentici di Claude Code.
E la licenza Apache 2.0 significa nessuna restrizione.
In questo articolo, ti guiderò attraverso la configurazione, eseguirò test di programmazione reali e condividerò la mia onesta esperienza con questa combinazione.
Solo un rapido promemoria:
Se sei nuovo ai miei contenuti, ti sei perso un anno di aggiornamenti su Claude Code, in cui ho coperto ogni nuova funzionalità, suggerimento e trucco. Consulta qui l’elenco completo dei tutorial su Claude Code. Seguimi qui su Medium e iscriviti alla mia newsletter Claude Code Masterclass per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Gemma 4: Progettata perfettamente per Claude Code
Google ha sviluppato Gemma 4 partendo dalla stessa ricerca alla base di Gemini 3. La differenza è che puoi eseguirla tu stesso, localmente o tramite Ollama Cloud.
Per gli utenti di Claude Code:
Il modello da 31B presenta benchmark di tutto rispetto:
LiveCodeBench v6: 80% — lo stato dell’arte (SOTA) open-source per il coding.
AIME 2026: 89,2% — rispetto al 20,8% di Gemma 3 nello stesso test.
Codeforces ELO: 2150 — livello da programmazione competitiva.
MMLU Pro: 85,2% — eccellente ragionamento generale.
Per contestualizzare, questi numeri fino a pochi mesi fa erano esclusiva dei modelli proprietari di classe “frontier”.
Finestra di Contesto
I modelli da 31B e 26B supportano 256K token. I modelli edge più piccoli, E2B ed E4B, arrivano fino a 128K.
In pratica, puoi passare interi codebase in un singolo prompt senza suddivisioni. Il refactoring multi-file diventa molto più fluido quando il modello può vedere tutto contemporaneamente.
Function Calling Nativo
Gemma 4 supporta l’uso strutturato degli strumenti (tool use) in modo nativo.
Questo è fondamentale per i workflow agentici di Claude Code; il modello può richiamare strumenti esterni, API ed eseguire operazioni multi-step in modo rapido e semplice.
Licenza Apache 2.0
A differenza delle precedenti versioni di Gemma con licenze personalizzate,
Gemma 4 viene rilasciata sotto licenza Apache 2.0. Non ci sono restrizioni sull’uso commerciale, il fine-tuning o l’implementazione. Termini simili a Qwen e alla maggior parte dell’ecosistema open-weight.
Ollama Cloud + Gemma 4 + Claude Code
Questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno i programmatori che non dispongono di GPU di fascia alta.
Eseguire il modello da 31B localmente richiede oltre 20GB di VRAM. Il modello 26B MoE ne richiede 18GB. Non tutti dispongono di tale hardware.
Ollama ha collaborato con NVIDIA per far girare Gemma 4 su GPU Blackwell nel cloud. Ottieni l’intero modello da 31B senza i requisiti hardware.
La configurazione richiede un solo comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudI modelli cloud girano automaticamente con la massima lunghezza di contesto. Non è necessario configurare le impostazioni del contesto come faresti per i modelli locali.
Configurazione di Gemma 4 con Claude Code
Gemma 4 è disponibile su Ollama con integrazione cloud. Basta un comando per iniziare.
Prerequisiti
Prima di iniziare, assicurati di avere:
Ollama v0.15+ installato
Claude Code v2.1+ installato
Un account Ollama Cloud
Passaggio 1: Installa Ollama
Se non hai installato Ollama:
Mac:
brew install ollamaLinux:
curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | shWindows: Scarica l’installer da ollama.com ed eseguilo.
Verifica l’installazione:
ollama --versionPassaggio 2: Installa Claude Code
Se hai già installato Claude Code, passa al Passaggio 3.
Mac/Linux:
curl -fsSL https://claude.ai/install.sh | bashWindows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iexVerifica l’installazione:
claude --versionDovresti vedere la versione 2.1.92 o successiva.
Passaggio 3: Scarica il modello Gemma 4 Cloud
ollama pull gemma4:31b-cloudI modelli cloud si registrano rapidamente poiché l’inferenza avviene in remoto sulle GPU NVIDIA Blackwell.
Passaggio 4: Avvia Claude Code con Gemma 4
Ecco il comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudOllama gestisce la configurazione delle API dietro le quinte. Non è necessario esportare variabili d’ambiente o impostare manualmente URL di base.
Passaggio 5: Verifica la configurazione
Una volta che Claude Code è in esecuzione, controlla lo stato:
/statusDovresti vedere:
Model: gemma4:31b-cloud
Anthropic base URL: http://127.0.0.1:11434
Auth token: ANTHROPIC_AUTH_TOKEN
Passaggio 5: Prompt di test
Dopo aver confermato che stai utilizzando il modello Gemma 4, puoi eseguire un prompt di test:
Comprendere il Modello Cloud
Gemma 4 su Ollama Cloud viene eseguito in remoto, non localmente.
Ecco cosa significa:
gemma4:31b-cloud: Gira su GPU NVIDIA Blackwell tramite il cloud di Ollama.
Finestra di contesto da 256K: Lunghezza di contesto completa, nessuna configurazione necessaria.
Nessuna GPU locale richiesta: Il lavoro pesante avviene sui server di NVIDIA.
Il tuo codice e i tuoi prompt vengono inviati al cloud per l’elaborazione. Tienilo a mente se stai lavorando su codebase proprietari.
Opzione Modello Locale
Se disponi dell’hardware necessario e preferisci l’inferenza locale:
# Per laptop (10GB+ VRAM) ollama pull gemma4:e4b ollama launch claude --model gemma4:e4b # Per workstation (18GB+ VRAM) ollama pull gemma4:26b ollama launch claude --model gemma4:26b # Per la massima qualità (20GB+ VRAM) ollama pull gemma4:31b ollama launch claude --model gemma4:31bI modelli locali offrono privacy e latenza zero, ma richiedono una quantità significativa di VRAM.
Per una guida completa su Ollama Launch, consulta il mio articolo precedente: I Tested (New) Ollama Launch For Claude Code, Codex, OpenCode (No More Configs)
Test Pratici di Programmazione
Ho eseguito alcuni test per vedere come si comporta Gemma 4 in scenari di coding reali.
Test 1: Creazione di un’app complessa (One-Shot)
Ho usato lo stesso approccio dei miei precedenti articoli su GLM.
Ecco il mio prompt:
Costruiscimi un task tracker in tempo reale con: - Aggiunta di task con titolo, priorità, scadenza e tag - Dashboard che mostra i task per priorità (grafico a barre) e tasso di completamento (anello di progresso) - Filtro dei task per priorità, tag e intervallo di date - Segna come completato con animazione - Interruttore modalità scura/chiara - Interfaccia utente pulita e moderna con Tailwind - Salvataggio nel local storageGemma 4 ha attivato la modalità autopilot e ha utilizzato un agente di pianificazione per scomporre l’attività prima di scrivere qualsiasi riga di codice.
Ha scelto lo stack Vite + React + Tailwind + Recharts. Poi mi ha posto una domanda chiarificatrice su cosa intendessi per “tempo reale”: solo stato della UI, sincronizzazione tra schede o sincronizzazione cloud.
Questo non era qualcosa che avevo chiesto esplicitamente. Il modello ha suddiviso una richiesta complessa in fasi e ha chiesto chiarimenti prima di procedere.
Dopo aver selezionato “Solo stato della UI”, Gemma 4 ha sviluppato l’intera applicazione.
I componenti erano ben organizzati.
I grafici venivano renderizzati correttamente.
La modalità scura ha funzionato al primo colpo.
Risultato one-shot per un’app funzionante con grafici, filtri, animazioni e persistenza nel local storage. La struttura del codice era pulita e le classi Tailwind seguivano pattern coerenti.
Test 2: Operazioni Multi-File
La finestra di contesto da 256K dovrebbe aiutare nel refactoring multi-file.
Ho chiesto a Gemma 4 di rifattorizzare un progetto JavaScript esistente in TypeScript:
Rifattorizza questo progetto per usare TypeScript invece di JavaScript. Aggiorna tutti i file, aggiungi i tipi corretti e assicurati che tutto funzioni ancora.Gemma 4 ha mantenuto il contesto in tutti i file. Quando ha aggiornato le definizioni dei tipi in un file, ha ricordato quei tipi durante l’aggiornamento degli import negli altri file.
Test 3: Operazioni da Terminale
Ho testato la capacità di programmazione basata sul terminale:
Configura un nuovo progetto Node.js con TypeScript, ESLint, Prettier e Jest. Configura correttamente tutti i file di configurazione e aggiungi gli script npm per dev, build, test e lint.I file tsconfig.json, .eslintrc, .prettierrc e jest.config.js hanno funzionato tutti insieme senza conflitti.
Osservazioni
Alcuni elementi sono emersi chiaramente durante i test:
Pianificazione Autopilot: Gemma 4 scompone compiti complessi in fasi. Utilizza agenti di pianificazione per analizzare i requisiti prima di scrivere il codice.
Domande Chiarificatrici: Il modello pone domande intelligenti quando i requisiti sono ambigui.
Qualità del Codice: Il codice generato è pulito e i componenti sono ben organizzati.
Mantenimento del Contesto: Le operazioni su più file funzionano senza problemi.
Velocità: L’inferenza in cloud è rapida.
Considerazioni Finali
Gemma 4 su Claude Code offre velocità e ottime prestazioni. Google ha rilasciato un modello di coding open-source davvero serio.
I benchmark si traducono in prestazioni reali. L’integrazione con Ollama Cloud rimuove la barriera hardware.
Se stavi aspettando un modello Google che funzionasse bene con Claude Code, eccolo qui.
Hai provato Gemma 4 su Claude Code? Fammi sapere la tua esperienza nei commenti qui sotto.
Rimaniamo in contatto!
Se sei nuovo ai miei contenuti, mi chiamo Joe Njenga
Unisciti a migliaia di altri ingegneri del software, esperti di AI e solopreneur che leggono i miei contenuti quotidianamente su Medium e su YouTube dove recensisco gli ultimi strumenti e tendenze dell’ingegneria AI. Se sei curioso di saperne di più sui miei progetti e vuoi ricevere guide e tutorial dettagliati, unisciti a migliaia di altri appassionati di AI nella mia newsletter settimanale AI Software engineer.
Se desideri contattarmi direttamente, puoi farlo qui:
AI Integration Software Engineer (Oltre 10 anni di esperienza)
Seguimi su Medium | Canale YouTube | X | LinkedIn
#ai #anthropicClaudeCode #claudeCode #ollama #traduzione📝 Nota sulla traduzione
Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall’inglese all’italiano utilizzando intelligenza artificiale.
L’articolo originale è disponibile su: https://medium.com/@joe.njenga/i-tried-gemma-4-on-claude-code-and-found-new-free-google-coding-beast-6d0995ba8645Tutti i diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi proprietari. Questa traduzione è fornita a scopo informativo e non costituisce un’opera derivata con pretese di originalità.
-
Ho provato Gemma 4 su Claude Code (e ho scoperto la nuova “bestia” gratuita di Google per il coding)
🌐 Traduzione italiana | Articolo originale: I Tried Gemma 4 On Claude Code (And Found New FREE Google Coding Beast)
Questa è una traduzione automatica realizzata con AI. I contenuti e i diritti appartengono all’autore originale.
Immagina di far girare Claude Code con il modello di coding Gemma 4 di Google su una GPU Nvidia: esiste qualcosa di meglio?
Google Gemma 4 è l’ultimo modello di coding AI che sta spopolando, quindi l’ho provato su Claude Code.
E non sono rimasto deluso.
Se hai letto il mio precedente articolo sul rilascio di Gemma 4, saprai che ero già entusiasta del nuovo modello di coding Open-Source di Google.
Ma non avevo potuto testarlo a fondo, poiché far girare il modello da 31B localmente richiede un hardware notevole.
Le cose sono cambiate questa settimana.
Ollama ora esegue Gemma 4 in cloud grazie alla partnership con NVIDIA su GPU Blackwell. Un solo comando e starai programmando con un modello che ottiene un punteggio dell’80% su LiveCodeBench e dell’89,2% su AIME 2026.
Ci stiamo lentamente allontanando dalla necessità di hardware complesso per eseguire i nuovi modelli AI, grazie a Ollama, come ho analizzato nella mia recensione della funzione Ollama Launch.
Per Gemma 4, basta digitare
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloude sei pronto a partire.Ho trascorso alcune ore testando questa combinazione:
La finestra di contesto da 256K gestisce codebase di grandi dimensioni senza necessità di suddivisione (chunking).
Il function calling nativo funziona perfettamente con i workflow agentici di Claude Code.
E la licenza Apache 2.0 significa nessuna restrizione.
In questo articolo, ti guiderò attraverso la configurazione, eseguirò test di programmazione reali e condividerò la mia onesta esperienza con questa combinazione.
Solo un rapido promemoria:
Se sei nuovo ai miei contenuti, ti sei perso un anno di aggiornamenti su Claude Code, in cui ho coperto ogni nuova funzionalità, suggerimento e trucco. Consulta qui l’elenco completo dei tutorial su Claude Code. Seguimi qui su Medium e iscriviti alla mia newsletter Claude Code Masterclass per non perdere i nuovi aggiornamenti.
Gemma 4: Progettata perfettamente per Claude Code
Google ha sviluppato Gemma 4 partendo dalla stessa ricerca alla base di Gemini 3. La differenza è che puoi eseguirla tu stesso, localmente o tramite Ollama Cloud.
Per gli utenti di Claude Code:
Il modello da 31B presenta benchmark di tutto rispetto:
LiveCodeBench v6: 80% — lo stato dell’arte (SOTA) open-source per il coding.
AIME 2026: 89,2% — rispetto al 20,8% di Gemma 3 nello stesso test.
Codeforces ELO: 2150 — livello da programmazione competitiva.
MMLU Pro: 85,2% — eccellente ragionamento generale.
Per contestualizzare, questi numeri fino a pochi mesi fa erano esclusiva dei modelli proprietari di classe “frontier”.
Finestra di Contesto
I modelli da 31B e 26B supportano 256K token. I modelli edge più piccoli, E2B ed E4B, arrivano fino a 128K.
In pratica, puoi passare interi codebase in un singolo prompt senza suddivisioni. Il refactoring multi-file diventa molto più fluido quando il modello può vedere tutto contemporaneamente.
Function Calling Nativo
Gemma 4 supporta l’uso strutturato degli strumenti (tool use) in modo nativo.
Questo è fondamentale per i workflow agentici di Claude Code; il modello può richiamare strumenti esterni, API ed eseguire operazioni multi-step in modo rapido e semplice.
Licenza Apache 2.0
A differenza delle precedenti versioni di Gemma con licenze personalizzate,
Gemma 4 viene rilasciata sotto licenza Apache 2.0. Non ci sono restrizioni sull’uso commerciale, il fine-tuning o l’implementazione. Termini simili a Qwen e alla maggior parte dell’ecosistema open-weight.
Ollama Cloud + Gemma 4 + Claude Code
Questo è esattamente ciò di cui hanno bisogno i programmatori che non dispongono di GPU di fascia alta.
Eseguire il modello da 31B localmente richiede oltre 20GB di VRAM. Il modello 26B MoE ne richiede 18GB. Non tutti dispongono di tale hardware.
Ollama ha collaborato con NVIDIA per far girare Gemma 4 su GPU Blackwell nel cloud. Ottieni l’intero modello da 31B senza i requisiti hardware.
La configurazione richiede un solo comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudI modelli cloud girano automaticamente con la massima lunghezza di contesto. Non è necessario configurare le impostazioni del contesto come faresti per i modelli locali.
Configurazione di Gemma 4 con Claude Code
Gemma 4 è disponibile su Ollama con integrazione cloud. Basta un comando per iniziare.
Prerequisiti
Prima di iniziare, assicurati di avere:
Ollama v0.15+ installato
Claude Code v2.1+ installato
Un account Ollama Cloud
Passaggio 1: Installa Ollama
Se non hai installato Ollama:
Mac:
brew install ollamaLinux:
curl -fsSL https://ollama.com/install.sh | shWindows: Scarica l’installer da ollama.com ed eseguilo.
Verifica l’installazione:
ollama --versionPassaggio 2: Installa Claude Code
Se hai già installato Claude Code, passa al Passaggio 3.
Mac/Linux:
curl -fsSL https://claude.ai/install.sh | bashWindows PowerShell:
irm https://claude.ai/install.ps1 | iexVerifica l’installazione:
claude --versionDovresti vedere la versione 2.1.92 o successiva.
Passaggio 3: Scarica il modello Gemma 4 Cloud
ollama pull gemma4:31b-cloudI modelli cloud si registrano rapidamente poiché l’inferenza avviene in remoto sulle GPU NVIDIA Blackwell.
Passaggio 4: Avvia Claude Code con Gemma 4
Ecco il comando:
ollama launch claude --model gemma4:31b-cloudOllama gestisce la configurazione delle API dietro le quinte. Non è necessario esportare variabili d’ambiente o impostare manualmente URL di base.
Passaggio 5: Verifica la configurazione
Una volta che Claude Code è in esecuzione, controlla lo stato:
/statusDovresti vedere:
Model: gemma4:31b-cloud
Anthropic base URL: http://127.0.0.1:11434
Auth token: ANTHROPIC_AUTH_TOKEN
Passaggio 5: Prompt di test
Dopo aver confermato che stai utilizzando il modello Gemma 4, puoi eseguire un prompt di test:
Comprendere il Modello Cloud
Gemma 4 su Ollama Cloud viene eseguito in remoto, non localmente.
Ecco cosa significa:
gemma4:31b-cloud: Gira su GPU NVIDIA Blackwell tramite il cloud di Ollama.
Finestra di contesto da 256K: Lunghezza di contesto completa, nessuna configurazione necessaria.
Nessuna GPU locale richiesta: Il lavoro pesante avviene sui server di NVIDIA.
Il tuo codice e i tuoi prompt vengono inviati al cloud per l’elaborazione. Tienilo a mente se stai lavorando su codebase proprietari.
Opzione Modello Locale
Se disponi dell’hardware necessario e preferisci l’inferenza locale:
# Per laptop (10GB+ VRAM) ollama pull gemma4:e4b ollama launch claude --model gemma4:e4b # Per workstation (18GB+ VRAM) ollama pull gemma4:26b ollama launch claude --model gemma4:26b # Per la massima qualità (20GB+ VRAM) ollama pull gemma4:31b ollama launch claude --model gemma4:31bI modelli locali offrono privacy e latenza zero, ma richiedono una quantità significativa di VRAM.
Per una guida completa su Ollama Launch, consulta il mio articolo precedente: I Tested (New) Ollama Launch For Claude Code, Codex, OpenCode (No More Configs)
Test Pratici di Programmazione
Ho eseguito alcuni test per vedere come si comporta Gemma 4 in scenari di coding reali.
Test 1: Creazione di un’app complessa (One-Shot)
Ho usato lo stesso approccio dei miei precedenti articoli su GLM.
Ecco il mio prompt:
Costruiscimi un task tracker in tempo reale con: - Aggiunta di task con titolo, priorità, scadenza e tag - Dashboard che mostra i task per priorità (grafico a barre) e tasso di completamento (anello di progresso) - Filtro dei task per priorità, tag e intervallo di date - Segna come completato con animazione - Interruttore modalità scura/chiara - Interfaccia utente pulita e moderna con Tailwind - Salvataggio nel local storageGemma 4 ha attivato la modalità autopilot e ha utilizzato un agente di pianificazione per scomporre l’attività prima di scrivere qualsiasi riga di codice.
Ha scelto lo stack Vite + React + Tailwind + Recharts. Poi mi ha posto una domanda chiarificatrice su cosa intendessi per “tempo reale”: solo stato della UI, sincronizzazione tra schede o sincronizzazione cloud.
Questo non era qualcosa che avevo chiesto esplicitamente. Il modello ha suddiviso una richiesta complessa in fasi e ha chiesto chiarimenti prima di procedere.
Dopo aver selezionato “Solo stato della UI”, Gemma 4 ha sviluppato l’intera applicazione.
I componenti erano ben organizzati.
I grafici venivano renderizzati correttamente.
La modalità scura ha funzionato al primo colpo.
Risultato one-shot per un’app funzionante con grafici, filtri, animazioni e persistenza nel local storage. La struttura del codice era pulita e le classi Tailwind seguivano pattern coerenti.
Test 2: Operazioni Multi-File
La finestra di contesto da 256K dovrebbe aiutare nel refactoring multi-file.
Ho chiesto a Gemma 4 di rifattorizzare un progetto JavaScript esistente in TypeScript:
Rifattorizza questo progetto per usare TypeScript invece di JavaScript. Aggiorna tutti i file, aggiungi i tipi corretti e assicurati che tutto funzioni ancora.Gemma 4 ha mantenuto il contesto in tutti i file. Quando ha aggiornato le definizioni dei tipi in un file, ha ricordato quei tipi durante l’aggiornamento degli import negli altri file.
Test 3: Operazioni da Terminale
Ho testato la capacità di programmazione basata sul terminale:
Configura un nuovo progetto Node.js con TypeScript, ESLint, Prettier e Jest. Configura correttamente tutti i file di configurazione e aggiungi gli script npm per dev, build, test e lint.I file tsconfig.json, .eslintrc, .prettierrc e jest.config.js hanno funzionato tutti insieme senza conflitti.
Osservazioni
Alcuni elementi sono emersi chiaramente durante i test:
Pianificazione Autopilot: Gemma 4 scompone compiti complessi in fasi. Utilizza agenti di pianificazione per analizzare i requisiti prima di scrivere il codice.
Domande Chiarificatrici: Il modello pone domande intelligenti quando i requisiti sono ambigui.
Qualità del Codice: Il codice generato è pulito e i componenti sono ben organizzati.
Mantenimento del Contesto: Le operazioni su più file funzionano senza problemi.
Velocità: L’inferenza in cloud è rapida.
Considerazioni Finali
Gemma 4 su Claude Code offre velocità e ottime prestazioni. Google ha rilasciato un modello di coding open-source davvero serio.
I benchmark si traducono in prestazioni reali. L’integrazione con Ollama Cloud rimuove la barriera hardware.
Se stavi aspettando un modello Google che funzionasse bene con Claude Code, eccolo qui.
Hai provato Gemma 4 su Claude Code? Fammi sapere la tua esperienza nei commenti qui sotto.
Rimaniamo in contatto!
Se sei nuovo ai miei contenuti, mi chiamo Joe Njenga
Unisciti a migliaia di altri ingegneri del software, esperti di AI e solopreneur che leggono i miei contenuti quotidianamente su Medium e su YouTube dove recensisco gli ultimi strumenti e tendenze dell’ingegneria AI. Se sei curioso di saperne di più sui miei progetti e vuoi ricevere guide e tutorial dettagliati, unisciti a migliaia di altri appassionati di AI nella mia newsletter settimanale AI Software engineer.
Se desideri contattarmi direttamente, puoi farlo qui:
AI Integration Software Engineer (Oltre 10 anni di esperienza)
Seguimi su Medium | Canale YouTube | X | LinkedIn
#ai #anthropicClaudeCode #claudeCode #ollama #traduzione📝 Nota sulla traduzione
Questo articolo è stato tradotto automaticamente dall’inglese all’italiano utilizzando intelligenza artificiale.
L’articolo originale è disponibile su: https://medium.com/@joe.njenga/i-tried-gemma-4-on-claude-code-and-found-new-free-google-coding-beast-6d0995ba8645Tutti i diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi proprietari. Questa traduzione è fornita a scopo informativo e non costituisce un’opera derivata con pretese di originalità.
-
La rivelazione di Gladio
Anche nel contesto italiano si videro le influenze dei cambiamenti a livello internazionale del ‘90: il crollo dell’URSS ebbe un effetto “esplosivo” sul Partito Comunista Italiano (PCI), già confinato all’opposizione fin dal 1979 <21. Nel novembre del 1989 il suo segretario, Achille Occhetto, avviò una fase di discussione che riguardava il mutamento del nome del partito e i suoi riferimenti ideali. Il processo si concluse solamente nel 1991, con lo scioglimento del PCI e la nascita del Partito Democratico della sinistra (PDS) <22 , che si schierò nel campo della socialdemocrazia. Alcuni ex militanti del PCI, fedeli ai valori del comunismo, fondarono invece il Partito della rifondazione comunista (Prc). Il clima che si avvertiva in Italia, come in tutta Europa, era quindi quello di un sostanziale cambiamento. Ma cambiamento non significava dimenticare il passato. E di passato dimenticato in Italia ce n’era un bel po’. Fin dal gennaio del 1990 un giovane giudice istruttore della Procura di Venezia, il Dott. Felice Casson, stava indagando su un vecchio caso rimasto irrisolto e da lui appena riaperto, si trattava della Strage di Peteano <23 del 1972, nella quale trovarono la morte tre carabinieri, uccisi da un’autobomba. Casson arrivò a degli “insoliti collegamenti” tra il terrorismo di destra e i servizi segreti italiani. Decise allora di vederci chiaro e chiese ufficialmente di accedere agli archivi del SISMI, il “Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare” <24. Tuttavia, la sua richiesta venne più volte rifiutata, in quanto il materiale che il magistrato chiedeva di visionare era coperto dal sigillo del “segreto di Stato”. Casson arrivò a fare richiesta sempre più insistentemente, scalando le gerarchie di comando, fino ad arrivare al Presidente del Consiglio dei Ministri in carica, l’Onorevole Giulio Andreotti. Il 20 luglio, dopo un colloquio tra i due, il Premier decise di consentire al giudice veneziano, per la sua insistenza, l’accesso agli archivi di Forte Braschi a Roma, sede nevralgica del SISMI, in particolar modo ai documenti riguardanti la 7^ Divisione del Servizio <25.
#1990 #1991 #CarloMastelloni #commissione #DanielePistolato #destra #FeliceCasson #giudice #GiulioAndreotti #Gladio #inchieste #Peteano #segreti #servizi #SISMI #stayBehind #stragi #terrorismo
Il 2 agosto 1990 – lo stesso giorno in cui Saddam Hussein aveva dato inizio all’invasione del Kuwait – in una seduta della Camera dei Deputati dedicata alla strage alla stazione di Bologna <26 del 1980, il Presidente Andreotti accettò un ordine del giorno, presentato dai deputati Quercini, Tortorella, Violante ed altri, il quale impegnava il Governo ad informare le Camere entro 60 giorni riguardo “[…] l’esistenza, alle caratteristiche e alle finalità di una struttura parallela e occulta che avrebbe operato all’interno del nostro servizio segreto militare con finalità di condizionamento della vita politica del Paese <27.” Tuttavia, Andreotti chiese di poter far pervenire le informazioni richieste in una sede più riservata. I presentatori dell’ordine accettarono che a ricevere la documentazione promessa fosse la Commissione parlamentare di inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi (che da ora in avanti identificheremo con “Commissione Stragi” per motivi di celerità della narrazione). Così, il giorno successivo, il 3 agosto, il Presidente del Consiglio si rivolse alla commissione dichiarando “Mi riservo di presentare alla Commissione una relazione molto precisa che ho pregato lo Stato Maggiore di predisporre. Si tratta di quelle attività che, sul modello Nato, erano state messe in atto per l’ipotesi di un attacco e di un’occupazione dell’Italia o di alcune regioni italiane […], proseguite fino al 1972 […]. Sia sul problema in generale, sia sullo specifico accertamento fatto in occasione dell’inchiesta sulla strage di Peteano da parte del giudice Casson, fornirò alla Commissione tutta la documentazione necessaria <28”. Tale dichiarazione rivelava la volontà di Andreotti – e quindi del Governo – di togliere il “segreto di Stato” sull’organizzazione clandestina. Il sigillo imposto non aveva bloccato solamente le indagini giudiziarie di Felice Casson, ma anche quelle del “collega di Procura”, il Dott. Carlo Mastelloni, che sempre a Venezia stava indagando sulla caduta di un aereo militare a Porto Marghera nel 1973, tale “Argo 16” <29. Velivolo che era in dotazione proprio al servizio militare italiano.
Il 18 ottobre 1990 la “Commissione Stragi” ricevette la documentazione promessa, che riportava il titolo “Il cosiddetto SID parallelo-il caso Gladio” <30. Nella sua lettura, si scoprì che le operazioni dichiarate “abbandonate dal 1972” da parte del premier, continuavano invece ancora. L’8 agosto precedente il direttore del SISMI, l’Ammiraglio Fulvio Martini <31, aveva emanato una circolare in cui indirizzava l’organizzazione Gladio alla lotta contro la droga <32.
Nonostante Andreotti avesse già consegnato la documentazione alla “Commissione Stragi”, quasi nell’immediato periodo successivo chiese che gli venne re-inviata perché non era corretta e doveva essere sistemata. Dopo che gli fu tornata indietro, nei giorni che seguirono ne consegnò un’altra versione, più generica e soprattutto ridotta rispetto alla prima di due pagine <33. Lo strano comportamento del premier e la fretta di avere nuovamente il documento tra le mani affinché fosse sfoltito e sistemato instaurò diversi dubbi e pensieri nei membri della commissione d’inchiesta, compreso il suo presidente, il Senatore Libero Gualtieri. Il 24 ottobre 1990 Giulio Andreotti rivelò l’esistenza di Gladio ai media italiani <34, lasciando l’intero Paese a bocca aperta. Iniziava così lo “scandalo Gladio”.
Giornali, radio, televisioni, politici e persino la gente comune, se ne parlava ovunque. E non ci riferiva all’antica spada corta romana in dotazione ai legionari dell’Impero o usata dai combattenti nelle arene. L’indagine del Dottor Casson divenne nota a livello nazionale, tutti cominciarono a seguire i fatti. La Guerra del Golfo non sembrava più un evento così importante, nemmeno il prossimo intervento dell’esercito italiano nel conflitto sembrava interessare alla massa. Vennero fuori invece parole nuove, come “Stay Behind”, “Nasco”, “guerra non ortodossa”, “SID parallelo”, numerosi riferimenti alla CIA e al potere occulto. Si tornava allora a parlare di Loggia P2 e tanti altri “scheletri nell’armadio” dello Stato italiano. Il mondo della Sinistra accusava l’illegittimità della struttura occulta, compreso un PCI ormai in rovina, ritenendosi comunque una delle principali “vittime”. Non bastava nemmeno l’intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Domenico Corcione, che ribadì più volte il perfetto collocamento della “Stay Behind” italiana nel contesto dell’Alleanza Atlantica, anche in un’udienza a Venezia con Casson. In sua difesa, il Presidente Andreotti dichiarava in Parlamento: “Ciascun capo di governo venne informato sull’esistenza di Gladio”, creando grande imbarazzo tra gli ex presidenti del Consiglio, tra i quali il socialista Bettino Craxi, il repubblicano Giovanni Spadolini e l’allora presidente del Senato, Arnaldo Forlani <35. Tutti reagirono, chi più chi meno, in modo confuso. Nei programmi televisivi vi erano ore di confronti, che vedevano politici e giornalisti discutere – chi
accusava e chi difendeva – sulla legittimità o meno di questa organizzazione, sul suo ruolo nella Prima Repubblica e soprattutto sul perché non sia mai stata rivelata prima. In trasmissioni come “Samarcanda” <36 di Michele Santoro, gli inviati del programma andavano in giro per le città italiane, a chiedere direttamente ai cittadini se sapessero cosa fosse Gladio, o meglio cos’era stato, dato che nel frattempo, il 27 novembre 1990 il Presidente Andreotti, con un decreto, sciolse ufficialmente l’organizzazione segreta <37. Ma questo non fece altro che aumentare l’ondata mediatica dello scandalo. La gente si domandava se la fine di Gladio fosse vera o se era solo un’altra falsa notizia del premier, come quella che riteneva concluse le attività dell’organizzazione nel 1972.
Di Gladio vennero dette le peggiori cose, giravano addirittura terribili teorie golpiste. Gli vennero presto affibbiate la maggior parte – se non la totalità – delle stragi e atti di violenza politica rimasti impuniti, dalla strage di Piazza Fontana< 38 a quella dell’Italicus <39, dal caso De Mauro <40 al caso Moro <41.
Per non parlare degli omicidi di stampo mafioso.
[NOTE]
21 Banti Alberto Mario, L’età contemporanea: dalla grande guerra a oggi, Bari, Laterza, 2009, p. 403.
22 Idem, p. 403.
23 Formigoni Guido, Storia d’Italia nella guerra fredda (1943-1978), Bologna, il Mulino, 2016, p. 425.
24 Ganser Daniele et al., Gli eserciti segreti della Nato: operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale, Roma, Fazi, 2005, p. 354.
25 Crocoli Mirko, Nome in codice Gladio, Milano, Edizioni A. Car, 2017, p. 46.
26 Ganser Daniele et al., Gli eserciti segreti della Nato: operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale, Roma, Fazi, 2005, p. 16.
27 Senato della Repubblica, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Relazione d’inchiesta condotta sulle vicende connesse all’operazione Gladio, 1992, p. 29.
28 Idem, p. 29-30.
29 Formigoni Guido, Storia d’Italia nella guerra fredda (1943-1978), Bologna, il Mulino, 2016, p. 441.
30 Senato della Repubblica, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Relazione d’inchiesta condotta sulle vicende connesse all’operazione Gladio, 1992, p. 30.
31 Martini Fulvio et al., Nome in codice: Ulisse. Trent’anni di storia italiana nelle memorie di un protagonista dei servizi segreti, Milano, Rizzoli, 1999.
32 Senato della Repubblica, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Relazione d’inchiesta condotta sulle vicende connesse all’operazione Gladio, 1992, p. 30.
33 Ganser Daniele et al., Gli eserciti segreti della Nato: operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale, Roma, Fazi, 2005, p. 19.
34 Crocoli Mirko, Nome in codice Gladio, Milano, Edizioni A. Car, 2017, p. 45-46.
35 Ganser Daniele et al., Gli eserciti segreti della Nato: operazione Gladio e terrorismo in Europa occidentale, Roma, Fazi, 2005, p. 21.
36 Santoro Michele, Samarcanda, puntata del 08/11, Raiplay, 1990.
37 Senato della Repubblica, Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi, Relazione d’inchiesta condotta sulle vicende connesse all’operazione Gladio, 1992, p. 30.
38 Giannuli Aldo, La strategia della tensione: servizi segreti, partiti, golpe falliti, terrore fascista, politica internazionale: un bilancio definitivo, Milano, Ponte alle Grazie, 2018, p. 319.
39 Formigoni Guido, Storia d’Italia nella guerra fredda (1943-1978), Bologna, il Mulino, 2016, p. 456-457.
40 Crocoli Mirko, Nome in codice Gladio, Milano, Edizioni A. Car, 2017, p. 57.
41 Formigoni Guido, Aldo Moro: lo statista e il suo dramma, Bologna, il Mulino, 2016, p. 337.
Daniele Pistolato, “Operazione Gladio”. L’esercito segreto della Nato e l’estremismo nero, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno Accademico 2023-2024 -
Ecco il nuovo logo di Citiverse.it: il forum dei luoghi e città integrato con il Fediverso
Siamo quasi giunti alla fine del 2025 che per noi è stato un anno molto importante.
Mentre si consolidano le nostre tre istanze federate poliverso.org, feddit.it e poliversity.it possiamo finalmente spingere per lo sviluppo della quarta istanza creata: citiverse.it
Citiverse.it è un progetto che stiamo portando avanti con pochissime risorse, ossia qualche donazione e, soprattutto, l'autofinanziamento da parte dei due promotori, ossia il progetto poliverso.org (by @informapirata ) e l'ecosistema che si è sviluppato intorno al sito @lealternative D'altra parte si tratta di un progetto molto ambizioso perché mira a creare uno spazio per gli utenti italiani che vogliono un'alternativa ai gruppi facebook locali.
Facebook infatti deve il proprio successo a diversi fattori, primo tra tutti l'effetto rete che rende più interessante un luogo in cui sono presenti "miliardi" di persone, ma il motivo per cui tanti utenti rimangono è l'ecosistema che si è creato che prevede la creazione e la fruizione di:
1) eventi
2) annunci di vendita
3) gruppi FacebookPer i primi due aspetti abbiamo già delle alternative nel #Fediverso.
L'aspetto degli eventi è coperto da Mobilizon, una piattaforma sviluppata da Framasoft proprio per creare un'alternativa agli eventi Facebook e che in Italia è presente con il portale mobilizon.it; ma in Italia abbiamo anche le bacheche federate delle diverse istanze locali Gancio, che con un'interfaccia minimale possono consentire a chiunque di inserire un evento datato e geolocalizzato; infine Friendica consente ai suoi utenti di creare eventi che hanno lo stesso aspetto degli eventi Facebook e inoltre l'utente #Friendica è anche in grado di "vedere" nel proprio calendario gli eventi creati da #Mobilizon e #Gancio! Aggiungiamo che il plugin #EventBridge for #Wordpress consente già ora di federare i blog Wordpress che hanno attivato il plugin #Activitypub for Wordpress e uno dei plugin dedicati alla gestione dei calendari.
Per quanto riguarda invece gli annunci di vendita, il nuovo progetto Fedimercatino.it ha portato per la prima volta in Italia un server #Flohmarkt, un ambiente dedicato soprattutto al riuso in cui tutti gli utenti iscritti possono inserire il proprio annuncio di vendita (ma con un limite di prezzo impostato a 200 euro).
Per sostituire i gruppi Facebook abbiamo già messo a disposizione sia i gruppi Friendica, sia una intera piattaforma basata su Lemmy, feddit.it, appunto, ma questa soluzione non consentiva una gestione ottimale dei gruppi locali.
Con il server citiverse.it abbiamo finalmente dato una risposta valida a questa esigenza!
Citiverse.it è basato su #NodeBB, una piattaforma open source nata per i forum e che proprio nel suo design consente di cerare diverse categorie ramificate. Lo sviluppatore di NodeBB ha intrapreso un percorso di ricerca delle tecnologie possibili per cercare di trovare una soluzione che consentisse di mettere in connessione tutti i forum basati sulla sua piattaforma, in modo che un utente di un forum NodeBB potesse riuscire a leggere e commentare i contenuti di un altro forum NodeBB mantenendo il proprio account. Questa soluzione è stata trovata proprio grazie al protocollo Activitypub e oggi possiamo riconoscere che l'implementazione di Activitypub in NodeBB è il caso di successo più interessante di tutto il Fediverso, forse ancora più interessante del capolavoro che, grazie allo sforzo di Matthias Pfefferle, ha reso Wordpress la soluzione oggi più facile di creare un'istanza federata.
NodeBB ci ha sorpreso molto positivamente: le funzionalità complete di una piattaforma forum professionale si sono sposate benissimo con l'implementazione di Activitypub e le possibilità di federare utenti e gruppi (le "categorie" vengono tradotte proprio in gruppi, come le comunità Lemmy o i gruppi Friendica) sono incredibilmente performanti.
Oggi abbiamo quindi deciso di imprimere una forte accelerazione che viene simboleggiata dalla modifica del logo provvisorio che avevamo creato per citiverse.it e che oggi, pur mantenendo i vecchi colori, vuole trasmettere l'idea della territorialità, della localizzazione del Fediverso e della componente più importante oggi gestita, ossia quella dei luoghi e delle città.
Oggi l'utilizzo di citiverse.it consente una convergenza tra tipologie diverse di utenti, pur mantenendo alcune caratteristiche distinte:
1) chi si iscrive al forum, infatti può disporre di poteri di moderazione (che vanno richiesti agli amministratori) e può "visualizzare" la struttura alberata tipica del Forum; ma può anche interagire con altri utenti del Fediverso e può "iscriversi" ad altri gruppi Activitypub come i gruppi Friendica, le comunità Lemmy, i magazine Mbin o le riviste Flipboard;
2) gli utenti del Fediverso possono comunque utilizzare le categorie del forum: chi abita nel Fediverso dei gruppi (Lemmy, Mbin, Piefed, etc) può "iscriversi" alle categorie di Citiverse e creare o partecipare alle discussioni; chi abita nel Fediverso dei social (Mastodon, Friendica, Misskey, Pixelfed, etc) può invece "seguire" quelli che verranno mostrati come account di tipo "gruppo" e può crear un proprio thread semplicemente menzionando l'account corrispondente alla categoria, oltre naturalmente a seguire i singoli utenti del Forum!Citiverse.it non è solo luoghi e città, ma presenta anche altre categorie, eppure il focus principale è sulle comunità locali e le associazioni locali; ci sono, è vero, anche categorie su temi di interesse generale, ma chiediamo a tutti gli utenti del Fediverso di valorizzare soprattutto le categorie locali, perché è da questo che dipenderà il successo dell'iniziativa e la sua "portata" nel Fediverso.
Oggi siamo arrivati a creare una novantina di città, tra province e alcune località più rilevanti, ma dobbiamo aggiungerne ancora una quarantina per completare le province e se avete qualche richiesta particolare, potete farci una richiesta. Abbiate fiducia!
Per questo progetto abbiamo investito le nostre risorse e il nostro tempo, perché riteniamo importante creare alternative: non abbiamo voluto creare citiverse.it per rinchiudere i "nostri" utenti sequestrandoli nel nostro forum, ma per offrire un servizio a tutti gli utenti italiani, sia quelli del nostro forum, sia quelli delle nostre istanze, sia quelli di tutte le istanze!
Quando utilizzate le categorie di citiverse.it ricordatevi di questo nostro sforzo e, dopo avere naturalmente sostenuto le istanze che vi ospitano, ricordatevi anche che un modo molto gradito di farci avere un riscontro positivo è quello di aiutarci nella campagna di autofinanziamento!
-
Ecco il nuovo logo di Citiverse.it: il forum dei luoghi e città integrato con il Fediverso
Siamo quasi giunti alla fine del 2025 che per noi è stato un anno molto importante.
Mentre si consolidano le nostre tre istanze federate poliverso.org, feddit.it e poliversity.it possiamo finalmente spingere per lo sviluppo della quarta istanza creata: citiverse.it
Citiverse.it è un progetto che stiamo portando avanti con pochissime risorse, ossia qualche donazione e, soprattutto, l'autofinanziamento da parte dei due promotori, ossia il progetto poliverso.org (by @informapirata ) e l'ecosistema che si è sviluppato intorno al sito @lealternative D'altra parte si tratta di un progetto molto ambizioso perché mira a creare uno spazio per gli utenti italiani che vogliono un'alternativa ai gruppi facebook locali.
Facebook infatti deve il proprio successo a diversi fattori, primo tra tutti l'effetto rete che rende più interessante un luogo in cui sono presenti "miliardi" di persone, ma il motivo per cui tanti utenti rimangono è l'ecosistema che si è creato che prevede la creazione e la fruizione di:
1) eventi
2) annunci di vendita
3) gruppi FacebookPer i primi due aspetti abbiamo già delle alternative nel #Fediverso.
L'aspetto degli eventi è coperto da Mobilizon, una piattaforma sviluppata da Framasoft proprio per creare un'alternativa agli eventi Facebook e che in Italia è presente con il portale mobilizon.it; ma in Italia abbiamo anche le bacheche federate delle diverse istanze locali Gancio, che con un'interfaccia minimale possono consentire a chiunque di inserire un evento datato e geolocalizzato; infine Friendica consente ai suoi utenti di creare eventi che hanno lo stesso aspetto degli eventi Facebook e inoltre l'utente #Friendica è anche in grado di "vedere" nel proprio calendario gli eventi creati da #Mobilizon e #Gancio! Aggiungiamo che il plugin #EventBridge for #Wordpress consente già ora di federare i blog Wordpress che hanno attivato il plugin #Activitypub for Wordpress e uno dei plugin dedicati alla gestione dei calendari.
Per quanto riguarda invece gli annunci di vendita, il nuovo progetto Fedimercatino.it ha portato per la prima volta in Italia un server #Flohmarkt, un ambiente dedicato soprattutto al riuso in cui tutti gli utenti iscritti possono inserire il proprio annuncio di vendita (ma con un limite di prezzo impostato a 200 euro).
Per sostituire i gruppi Facebook abbiamo già messo a disposizione sia i gruppi Friendica, sia una intera piattaforma basata su Lemmy, feddit.it, appunto, ma questa soluzione non consentiva una gestione ottimale dei gruppi locali.
Con il server citiverse.it abbiamo finalmente dato una risposta valida a questa esigenza!
Citiverse.it è basato su #NodeBB, una piattaforma open source nata per i forum e che proprio nel suo design consente di cerare diverse categorie ramificate. Lo sviluppatore di NodeBB ha intrapreso un percorso di ricerca delle tecnologie possibili per cercare di trovare una soluzione che consentisse di mettere in connessione tutti i forum basati sulla sua piattaforma, in modo che un utente di un forum NodeBB potesse riuscire a leggere e commentare i contenuti di un altro forum NodeBB mantenendo il proprio account. Questa soluzione è stata trovata proprio grazie al protocollo Activitypub e oggi possiamo riconoscere che l'implementazione di Activitypub in NodeBB è il caso di successo più interessante di tutto il Fediverso, forse ancora più interessante del capolavoro che, grazie allo sforzo di Matthias Pfefferle, ha reso Wordpress la soluzione oggi più facile di creare un'istanza federata.
NodeBB ci ha sorpreso molto positivamente: le funzionalità complete di una piattaforma forum professionale si sono sposate benissimo con l'implementazione di Activitypub e le possibilità di federare utenti e gruppi (le "categorie" vengono tradotte proprio in gruppi, come le comunità Lemmy o i gruppi Friendica) sono incredibilmente performanti.
Oggi abbiamo quindi deciso di imprimere una forte accelerazione che viene simboleggiata dalla modifica del logo provvisorio che avevamo creato per citiverse.it e che oggi, pur mantenendo i vecchi colori, vuole trasmettere l'idea della territorialità, della localizzazione del Fediverso e della componente più importante oggi gestita, ossia quella dei luoghi e delle città.
Oggi l'utilizzo di citiverse.it consente una convergenza tra tipologie diverse di utenti, pur mantenendo alcune caratteristiche distinte:
1) chi si iscrive al forum, infatti può disporre di poteri di moderazione (che vanno richiesti agli amministratori) e può "visualizzare" la struttura alberata tipica del Forum; ma può anche interagire con altri utenti del Fediverso e può "iscriversi" ad altri gruppi Activitypub come i gruppi Friendica, le comunità Lemmy, i magazine Mbin o le riviste Flipboard;
2) gli utenti del Fediverso possono comunque utilizzare le categorie del forum: chi abita nel Fediverso dei gruppi (Lemmy, Mbin, Piefed, etc) può "iscriversi" alle categorie di Citiverse e creare o partecipare alle discussioni; chi abita nel Fediverso dei social (Mastodon, Friendica, Misskey, Pixelfed, etc) può invece "seguire" quelli che verranno mostrati come account di tipo "gruppo" e può crear un proprio thread semplicemente menzionando l'account corrispondente alla categoria, oltre naturalmente a seguire i singoli utenti del Forum!Citiverse.it non è solo luoghi e città, ma presenta anche altre categorie, eppure il focus principale è sulle comunità locali e le associazioni locali; ci sono, è vero, anche categorie su temi di interesse generale, ma chiediamo a tutti gli utenti del Fediverso di valorizzare soprattutto le categorie locali, perché è da questo che dipenderà il successo dell'iniziativa e la sua "portata" nel Fediverso.
Oggi siamo arrivati a creare una novantina di città, tra province e alcune località più rilevanti, ma dobbiamo aggiungerne ancora una quarantina per completare le province e se avete qualche richiesta particolare, potete farci una richiesta. Abbiate fiducia!
Per questo progetto abbiamo investito le nostre risorse e il nostro tempo, perché riteniamo importante creare alternative: non abbiamo voluto creare citiverse.it per rinchiudere i "nostri" utenti sequestrandoli nel nostro forum, ma per offrire un servizio a tutti gli utenti italiani, sia quelli del nostro forum, sia quelli delle nostre istanze, sia quelli di tutte le istanze!
Quando utilizzate le categorie di citiverse.it ricordatevi di questo nostro sforzo e, dopo avere naturalmente sostenuto le istanze che vi ospitano, ricordatevi anche che un modo molto gradito di farci avere un riscontro positivo è quello di aiutarci nella campagna di autofinanziamento!
-
Ecco il nuovo logo di Citiverse.it: il forum dei luoghi e città integrato con il Fediverso
Siamo quasi giunti alla fine del 2025 che per noi è stato un anno molto importante.
Mentre si consolidano le nostre tre istanze federate poliverso.org, feddit.it e poliversity.it possiamo finalmente spingere per lo sviluppo della quarta istanza creata: citiverse.it
Citiverse.it è un progetto che stiamo portando avanti con pochissime risorse, ossia qualche donazione e, soprattutto, l'autofinanziamento da parte dei due promotori, ossia il progetto poliverso.org (by @informapirata ) e l'ecosistema che si è sviluppato intorno al sito @lealternative D'altra parte si tratta di un progetto molto ambizioso perché mira a creare uno spazio per gli utenti italiani che vogliono un'alternativa ai gruppi facebook locali.
Facebook infatti deve il proprio successo a diversi fattori, primo tra tutti l'effetto rete che rende più interessante un luogo in cui sono presenti "miliardi" di persone, ma il motivo per cui tanti utenti rimangono è l'ecosistema che si è creato che prevede la creazione e la fruizione di:
1) eventi
2) annunci di vendita
3) gruppi FacebookPer i primi due aspetti abbiamo già delle alternative nel #Fediverso.
L'aspetto degli eventi è coperto da Mobilizon, una piattaforma sviluppata da Framasoft proprio per creare un'alternativa agli eventi Facebook e che in Italia è presente con il portale mobilizon.it; ma in Italia abbiamo anche le bacheche federate delle diverse istanze locali Gancio, che con un'interfaccia minimale possono consentire a chiunque di inserire un evento datato e geolocalizzato; infine Friendica consente ai suoi utenti di creare eventi che hanno lo stesso aspetto degli eventi Facebook e inoltre l'utente #Friendica è anche in grado di "vedere" nel proprio calendario gli eventi creati da #Mobilizon e #Gancio! Aggiungiamo che il plugin #EventBridge for #Wordpress consente già ora di federare i blog Wordpress che hanno attivato il plugin #Activitypub for Wordpress e uno dei plugin dedicati alla gestione dei calendari.
Per quanto riguarda invece gli annunci di vendita, il nuovo progetto Fedimercatino.it ha portato per la prima volta in Italia un server #Flohmarkt, un ambiente dedicato soprattutto al riuso in cui tutti gli utenti iscritti possono inserire il proprio annuncio di vendita (ma con un limite di prezzo impostato a 200 euro).
Per sostituire i gruppi Facebook abbiamo già messo a disposizione sia i gruppi Friendica, sia una intera piattaforma basata su Lemmy, feddit.it, appunto, ma questa soluzione non consentiva una gestione ottimale dei gruppi locali.
Con il server citiverse.it abbiamo finalmente dato una risposta valida a questa esigenza!
Citiverse.it è basato su #NodeBB, una piattaforma open source nata per i forum e che proprio nel suo design consente di cerare diverse categorie ramificate. Lo sviluppatore di NodeBB ha intrapreso un percorso di ricerca delle tecnologie possibili per cercare di trovare una soluzione che consentisse di mettere in connessione tutti i forum basati sulla sua piattaforma, in modo che un utente di un forum NodeBB potesse riuscire a leggere e commentare i contenuti di un altro forum NodeBB mantenendo il proprio account. Questa soluzione è stata trovata proprio grazie al protocollo Activitypub e oggi possiamo riconoscere che l'implementazione di Activitypub in NodeBB è il caso di successo più interessante di tutto il Fediverso, forse ancora più interessante del capolavoro che, grazie allo sforzo di Matthias Pfefferle, ha reso Wordpress la soluzione oggi più facile di creare un'istanza federata.
NodeBB ci ha sorpreso molto positivamente: le funzionalità complete di una piattaforma forum professionale si sono sposate benissimo con l'implementazione di Activitypub e le possibilità di federare utenti e gruppi (le "categorie" vengono tradotte proprio in gruppi, come le comunità Lemmy o i gruppi Friendica) sono incredibilmente performanti.
Oggi abbiamo quindi deciso di imprimere una forte accelerazione che viene simboleggiata dalla modifica del logo provvisorio che avevamo creato per citiverse.it e che oggi, pur mantenendo i vecchi colori, vuole trasmettere l'idea della territorialità, della localizzazione del Fediverso e della componente più importante oggi gestita, ossia quella dei luoghi e delle città.
Oggi l'utilizzo di citiverse.it consente una convergenza tra tipologie diverse di utenti, pur mantenendo alcune caratteristiche distinte:
1) chi si iscrive al forum, infatti può disporre di poteri di moderazione (che vanno richiesti agli amministratori) e può "visualizzare" la struttura alberata tipica del Forum; ma può anche interagire con altri utenti del Fediverso e può "iscriversi" ad altri gruppi Activitypub come i gruppi Friendica, le comunità Lemmy, i magazine Mbin o le riviste Flipboard;
2) gli utenti del Fediverso possono comunque utilizzare le categorie del forum: chi abita nel Fediverso dei gruppi (Lemmy, Mbin, Piefed, etc) può "iscriversi" alle categorie di Citiverse e creare o partecipare alle discussioni; chi abita nel Fediverso dei social (Mastodon, Friendica, Misskey, Pixelfed, etc) può invece "seguire" quelli che verranno mostrati come account di tipo "gruppo" e può crear un proprio thread semplicemente menzionando l'account corrispondente alla categoria, oltre naturalmente a seguire i singoli utenti del Forum!Citiverse.it non è solo luoghi e città, ma presenta anche altre categorie, eppure il focus principale è sulle comunità locali e le associazioni locali; ci sono, è vero, anche categorie su temi di interesse generale, ma chiediamo a tutti gli utenti del Fediverso di valorizzare soprattutto le categorie locali, perché è da questo che dipenderà il successo dell'iniziativa e la sua "portata" nel Fediverso.
Oggi siamo arrivati a creare una novantina di città, tra province e alcune località più rilevanti, ma dobbiamo aggiungerne ancora una quarantina per completare le province e se avete qualche richiesta particolare, potete farci una richiesta. Abbiate fiducia!
Per questo progetto abbiamo investito le nostre risorse e il nostro tempo, perché riteniamo importante creare alternative: non abbiamo voluto creare citiverse.it per rinchiudere i "nostri" utenti sequestrandoli nel nostro forum, ma per offrire un servizio a tutti gli utenti italiani, sia quelli del nostro forum, sia quelli delle nostre istanze, sia quelli di tutte le istanze!
Quando utilizzate le categorie di citiverse.it ricordatevi di questo nostro sforzo e, dopo avere naturalmente sostenuto le istanze che vi ospitano, ricordatevi anche che un modo molto gradito di farci avere un riscontro positivo è quello di aiutarci nella campagna di autofinanziamento!
-
Ecco il nuovo logo di Citiverse.it: il forum dei luoghi e città integrato con il Fediverso
Siamo quasi giunti alla fine del 2025 che per noi è stato un anno molto importante.
Mentre si consolidano le nostre tre istanze federate poliverso.org, feddit.it e poliversity.it possiamo finalmente spingere per lo sviluppo della quarta istanza creata: citiverse.it
Citiverse.it è un progetto che stiamo portando avanti con pochissime risorse, ossia qualche donazione e, soprattutto, l'autofinanziamento da parte dei due promotori, ossia il progetto poliverso.org (by @informapirata ) e l'ecosistema che si è sviluppato intorno al sito @lealternative D'altra parte si tratta di un progetto molto ambizioso perché mira a creare uno spazio per gli utenti italiani che vogliono un'alternativa ai gruppi facebook locali.
Facebook infatti deve il proprio successo a diversi fattori, primo tra tutti l'effetto rete che rende più interessante un luogo in cui sono presenti "miliardi" di persone, ma il motivo per cui tanti utenti rimangono è l'ecosistema che si è creato che prevede la creazione e la fruizione di:
1) eventi
2) annunci di vendita
3) gruppi FacebookPer i primi due aspetti abbiamo già delle alternative nel #Fediverso.
L'aspetto degli eventi è coperto da Mobilizon, una piattaforma sviluppata da Framasoft proprio per creare un'alternativa agli eventi Facebook e che in Italia è presente con il portale mobilizon.it; ma in Italia abbiamo anche le bacheche federate delle diverse istanze locali Gancio, che con un'interfaccia minimale possono consentire a chiunque di inserire un evento datato e geolocalizzato; infine Friendica consente ai suoi utenti di creare eventi che hanno lo stesso aspetto degli eventi Facebook e inoltre l'utente #Friendica è anche in grado di "vedere" nel proprio calendario gli eventi creati da #Mobilizon e #Gancio! Aggiungiamo che il plugin #EventBridge for #Wordpress consente già ora di federare i blog Wordpress che hanno attivato il plugin #Activitypub for Wordpress e uno dei plugin dedicati alla gestione dei calendari.
Per quanto riguarda invece gli annunci di vendita, il nuovo progetto Fedimercatino.it ha portato per la prima volta in Italia un server #Flohmarkt, un ambiente dedicato soprattutto al riuso in cui tutti gli utenti iscritti possono inserire il proprio annuncio di vendita (ma con un limite di prezzo impostato a 200 euro).
Per sostituire i gruppi Facebook abbiamo già messo a disposizione sia i gruppi Friendica, sia una intera piattaforma basata su Lemmy, feddit.it, appunto, ma questa soluzione non consentiva una gestione ottimale dei gruppi locali.
Con il server citiverse.it abbiamo finalmente dato una risposta valida a questa esigenza!
Citiverse.it è basato su #NodeBB, una piattaforma open source nata per i forum e che proprio nel suo design consente di cerare diverse categorie ramificate. Lo sviluppatore di NodeBB ha intrapreso un percorso di ricerca delle tecnologie possibili per cercare di trovare una soluzione che consentisse di mettere in connessione tutti i forum basati sulla sua piattaforma, in modo che un utente di un forum NodeBB potesse riuscire a leggere e commentare i contenuti di un altro forum NodeBB mantenendo il proprio account. Questa soluzione è stata trovata proprio grazie al protocollo Activitypub e oggi possiamo riconoscere che l'implementazione di Activitypub in NodeBB è il caso di successo più interessante di tutto il Fediverso, forse ancora più interessante del capolavoro che, grazie allo sforzo di Matthias Pfefferle, ha reso Wordpress la soluzione oggi più facile di creare un'istanza federata.
NodeBB ci ha sorpreso molto positivamente: le funzionalità complete di una piattaforma forum professionale si sono sposate benissimo con l'implementazione di Activitypub e le possibilità di federare utenti e gruppi (le "categorie" vengono tradotte proprio in gruppi, come le comunità Lemmy o i gruppi Friendica) sono incredibilmente performanti.
Oggi abbiamo quindi deciso di imprimere una forte accelerazione che viene simboleggiata dalla modifica del logo provvisorio che avevamo creato per citiverse.it e che oggi, pur mantenendo i vecchi colori, vuole trasmettere l'idea della territorialità, della localizzazione del Fediverso e della componente più importante oggi gestita, ossia quella dei luoghi e delle città.
Oggi l'utilizzo di citiverse.it consente una convergenza tra tipologie diverse di utenti, pur mantenendo alcune caratteristiche distinte:
1) chi si iscrive al forum, infatti può disporre di poteri di moderazione (che vanno richiesti agli amministratori) e può "visualizzare" la struttura alberata tipica del Forum; ma può anche interagire con altri utenti del Fediverso e può "iscriversi" ad altri gruppi Activitypub come i gruppi Friendica, le comunità Lemmy, i magazine Mbin o le riviste Flipboard;
2) gli utenti del Fediverso possono comunque utilizzare le categorie del forum: chi abita nel Fediverso dei gruppi (Lemmy, Mbin, Piefed, etc) può "iscriversi" alle categorie di Citiverse e creare o partecipare alle discussioni; chi abita nel Fediverso dei social (Mastodon, Friendica, Misskey, Pixelfed, etc) può invece "seguire" quelli che verranno mostrati come account di tipo "gruppo" e può crear un proprio thread semplicemente menzionando l'account corrispondente alla categoria, oltre naturalmente a seguire i singoli utenti del Forum!Citiverse.it non è solo luoghi e città, ma presenta anche altre categorie, eppure il focus principale è sulle comunità locali e le associazioni locali; ci sono, è vero, anche categorie su temi di interesse generale, ma chiediamo a tutti gli utenti del Fediverso di valorizzare soprattutto le categorie locali, perché è da questo che dipenderà il successo dell'iniziativa e la sua "portata" nel Fediverso.
Oggi siamo arrivati a creare una novantina di città, tra province e alcune località più rilevanti, ma dobbiamo aggiungerne ancora una quarantina per completare le province e se avete qualche richiesta particolare, potete farci una richiesta. Abbiate fiducia!
Per questo progetto abbiamo investito le nostre risorse e il nostro tempo, perché riteniamo importante creare alternative: non abbiamo voluto creare citiverse.it per rinchiudere i "nostri" utenti sequestrandoli nel nostro forum, ma per offrire un servizio a tutti gli utenti italiani, sia quelli del nostro forum, sia quelli delle nostre istanze, sia quelli di tutte le istanze!
Quando utilizzate le categorie di citiverse.it ricordatevi di questo nostro sforzo e, dopo avere naturalmente sostenuto le istanze che vi ospitano, ricordatevi anche che un modo molto gradito di farci avere un riscontro positivo è quello di aiutarci nella campagna di autofinanziamento!
-
Ecco il nuovo logo di Citiverse.it: il forum dei luoghi e città integrato con il Fediverso
Siamo quasi giunti alla fine del 2025 che per noi è stato un anno molto importante.
Mentre si consolidano le nostre tre istanze federate poliverso.org, feddit.it e poliversity.it possiamo finalmente spingere per lo sviluppo della quarta istanza creata: citiverse.it
Citiverse.it è un progetto che stiamo portando avanti con pochissime risorse, ossia qualche donazione e, soprattutto, l'autofinanziamento da parte dei due promotori, ossia il progetto poliverso.org (by @informapirata ) e l'ecosistema che si è sviluppato intorno al sito @lealternative D'altra parte si tratta di un progetto molto ambizioso perché mira a creare uno spazio per gli utenti italiani che vogliono un'alternativa ai gruppi facebook locali.
Facebook infatti deve il proprio successo a diversi fattori, primo tra tutti l'effetto rete che rende più interessante un luogo in cui sono presenti "miliardi" di persone, ma il motivo per cui tanti utenti rimangono è l'ecosistema che si è creato che prevede la creazione e la fruizione di:
1) eventi
2) annunci di vendita
3) gruppi FacebookPer i primi due aspetti abbiamo già delle alternative nel #Fediverso.
L'aspetto degli eventi è coperto da Mobilizon, una piattaforma sviluppata da Framasoft proprio per creare un'alternativa agli eventi Facebook e che in Italia è presente con il portale mobilizon.it; ma in Italia abbiamo anche le bacheche federate delle diverse istanze locali Gancio, che con un'interfaccia minimale possono consentire a chiunque di inserire un evento datato e geolocalizzato; infine Friendica consente ai suoi utenti di creare eventi che hanno lo stesso aspetto degli eventi Facebook e inoltre l'utente #Friendica è anche in grado di "vedere" nel proprio calendario gli eventi creati da #Mobilizon e #Gancio! Aggiungiamo che il plugin #EventBridge for #Wordpress consente già ora di federare i blog Wordpress che hanno attivato il plugin #Activitypub for Wordpress e uno dei plugin dedicati alla gestione dei calendari.
Per quanto riguarda invece gli annunci di vendita, il nuovo progetto Fedimercatino.it ha portato per la prima volta in Italia un server #Flohmarkt, un ambiente dedicato soprattutto al riuso in cui tutti gli utenti iscritti possono inserire il proprio annuncio di vendita (ma con un limite di prezzo impostato a 200 euro).
Per sostituire i gruppi Facebook abbiamo già messo a disposizione sia i gruppi Friendica, sia una intera piattaforma basata su Lemmy, feddit.it, appunto, ma questa soluzione non consentiva una gestione ottimale dei gruppi locali.
Con il server citiverse.it abbiamo finalmente dato una risposta valida a questa esigenza!
Citiverse.it è basato su #NodeBB, una piattaforma open source nata per i forum e che proprio nel suo design consente di cerare diverse categorie ramificate. Lo sviluppatore di NodeBB ha intrapreso un percorso di ricerca delle tecnologie possibili per cercare di trovare una soluzione che consentisse di mettere in connessione tutti i forum basati sulla sua piattaforma, in modo che un utente di un forum NodeBB potesse riuscire a leggere e commentare i contenuti di un altro forum NodeBB mantenendo il proprio account. Questa soluzione è stata trovata proprio grazie al protocollo Activitypub e oggi possiamo riconoscere che l'implementazione di Activitypub in NodeBB è il caso di successo più interessante di tutto il Fediverso, forse ancora più interessante del capolavoro che, grazie allo sforzo di Matthias Pfefferle, ha reso Wordpress la soluzione oggi più facile di creare un'istanza federata.
NodeBB ci ha sorpreso molto positivamente: le funzionalità complete di una piattaforma forum professionale si sono sposate benissimo con l'implementazione di Activitypub e le possibilità di federare utenti e gruppi (le "categorie" vengono tradotte proprio in gruppi, come le comunità Lemmy o i gruppi Friendica) sono incredibilmente performanti.
Oggi abbiamo quindi deciso di imprimere una forte accelerazione che viene simboleggiata dalla modifica del logo provvisorio che avevamo creato per citiverse.it e che oggi, pur mantenendo i vecchi colori, vuole trasmettere l'idea della territorialità, della localizzazione del Fediverso e della componente più importante oggi gestita, ossia quella dei luoghi e delle città.
Oggi l'utilizzo di citiverse.it consente una convergenza tra tipologie diverse di utenti, pur mantenendo alcune caratteristiche distinte:
1) chi si iscrive al forum, infatti può disporre di poteri di moderazione (che vanno richiesti agli amministratori) e può "visualizzare" la struttura alberata tipica del Forum; ma può anche interagire con altri utenti del Fediverso e può "iscriversi" ad altri gruppi Activitypub come i gruppi Friendica, le comunità Lemmy, i magazine Mbin o le riviste Flipboard;
2) gli utenti del Fediverso possono comunque utilizzare le categorie del forum: chi abita nel Fediverso dei gruppi (Lemmy, Mbin, Piefed, etc) può "iscriversi" alle categorie di Citiverse e creare o partecipare alle discussioni; chi abita nel Fediverso dei social (Mastodon, Friendica, Misskey, Pixelfed, etc) può invece "seguire" quelli che verranno mostrati come account di tipo "gruppo" e può crear un proprio thread semplicemente menzionando l'account corrispondente alla categoria, oltre naturalmente a seguire i singoli utenti del Forum!Citiverse.it non è solo luoghi e città, ma presenta anche altre categorie, eppure il focus principale è sulle comunità locali e le associazioni locali; ci sono, è vero, anche categorie su temi di interesse generale, ma chiediamo a tutti gli utenti del Fediverso di valorizzare soprattutto le categorie locali, perché è da questo che dipenderà il successo dell'iniziativa e la sua "portata" nel Fediverso.
Oggi siamo arrivati a creare una novantina di città, tra province e alcune località più rilevanti, ma dobbiamo aggiungerne ancora una quarantina per completare le province e se avete qualche richiesta particolare, potete farci una richiesta. Abbiate fiducia!
Per questo progetto abbiamo investito le nostre risorse e il nostro tempo, perché riteniamo importante creare alternative: non abbiamo voluto creare citiverse.it per rinchiudere i "nostri" utenti sequestrandoli nel nostro forum, ma per offrire un servizio a tutti gli utenti italiani, sia quelli del nostro forum, sia quelli delle nostre istanze, sia quelli di tutte le istanze!
Quando utilizzate le categorie di citiverse.it ricordatevi di questo nostro sforzo e, dopo avere naturalmente sostenuto le istanze che vi ospitano, ricordatevi anche che un modo molto gradito di farci avere un riscontro positivo è quello di aiutarci nella campagna di autofinanziamento!
-
PdM 2025: il piglio di agosto
Buon lunedì, prodi seguaci!🌕
Agosto è praticamente finito, quindi sono parecchio in ritardo, ma ormai il mio ritardo è così generalizzato che non ci si fa nemmeno più caso! Comunque, visto che i miei piani per luglio di leggere tutti i volumi della light novel Il monologo della speziale sono miseramente naufragati, penso che continuerò con altri due volumi adesso.
Tra l’altro, gli ultimi due volumi di quelli usciti in Italia (il sesto che era fuori catalogo e il settimo che è uscito il 31 luglio) mi sono arrivati appena la scorsa settimana, quindi forse, forse meglio così. Ho visto sul sito di Dokusho Edizioni gli ultimi tre volumi sono esauriti di nuovo, suppongo che le spedizioni siano andate così a rilento perché hanno avuto una sorta di assalto alla diligenza… spero che chiunque ci lavori si stia godendo le sue sudatissime ferie…
Quindi, il primo libro pigliato è il terzo volume della serie, che è stato animato nella seconda stagione dell’anime uscito questo inverno: è la parte di storia che inizia con una gattina e finisce con una rana.
Descrizione: Funghi, fantasmi e rane!
Maomao ha il compito di proteggere la Consorte Gyokuyou durante la sua gravidanza.
La gravidanza di una concubina è un evento da non sottovalutare, soprattutto fra le mura della Corte Interna, dove sotterfugi e pugnalate alle spalle sono comuni tanto quanto il tè e le chiacchiere. Le minacce sono dietro l’angolo.
Al contempo, Jinshi è in difficoltà. Deve soddisfare le richieste di una coppia di ambasciatrici.
«Conosci la storia di una donna dalla bellezza insuperabile che si dice piangesse lacrime di perla?»
Anche il quarto volume è stato coperto della stagione anime di quest’anno: questo mi aspetto che sarà bello intenso perché c’è un personaggio davvero interessante e sono molto curiosa di leggere come lo ha scritto Hyuuga.
Descrizione: Fantasmi, bambini e rapimenti… occhio ai colpi di scena!
Le giornate di Maomao fra le mura della Corte Interna non sono mai state tanto movimentate: Xiaolan deve cercare un nuovo lavoro, la Consorte Lishu è convita di aver visto un fantasma e la gravidanza della Nobile Gyokuyou sembra presentare delle complicanze.
Non è tutto. Qualcosa di oscuro serpeggia nell’harem imperiale. Occorre indagare…
«Maomao seguimi e non opporre resistenza, vuoi che uccida la tua amica?»
Per quel poco che resta di questo mese, rimango sul semplice! Voi che fate di bello? Siete ancora in ferie? Siete già rientratə? In ogni caso, forza che le ondate di calore brutto dovrebbero essere finite!
A presto!🦗
-
Egitto, scoperta la tomba di un comandante di Ramses III sepolto con scettro cerimoniale e anello d’oro
Elena Percivaldi
Splendida scoperta in Egitto. Una missione archeologica condotta dal Supreme Council of Antiquities (SCA) ha riportato alla luce a Tell Roud Iskander, nella regione di Maskhuta, governatorato di Ismailia, la tomba di un comandante militare dell’epoca di Ramses III (ca. 1218/1217 a.C. – 1155 a.C.), secondo re della XX Dinastia. Oltre a questa eccezionale sepoltura, gli archeologi hanno trovato altre tombe – collettive e individuali – risalenti al periodo greco-romano e tardo, reperti che aprono nuove prospettive sulla storia militare e culturale dell’antico Egitto. Il ritrovamento sottolinea infatti l’importanza strategica del sito. posto a protezione dei confini orientali durante il Nuovo Regno (1550-1070 a.C.), un’epoca di splendore e conquiste.
Punte di freccia e di lancia in bronzo (foto: Ministry of Tourism and Antiquities)Mohamed Ismail Khaled, segretario generale dell’SCA, ha definito il sito “un baluardo difensivo cruciale,” evidenziando l’importanza di Tell Roud Iskander come avamposto fortificato. “Castelli e fortezze proteggevano l’Egitto da est, e questa tomba dimostra il prestigio del suo occupante,” ha dichiarato Khaled. Tra i reperti, punte di freccia in bronzo e frammenti di uno scettro cerimoniale confermano l’alto rango militare del comandante, la cui identità resta ancora avvolta nel mistero.
Una tomba monumentale e il suo riutilizzo
La tomba dopo lo scavo (foto: Ministry of Tourism and Antiquities)La tomba, costruita in mattoni di fango, si compone di una camera funeraria principale e tre stanze aggiuntive, con pareti interne rivestite di intonaco bianco. “L’architettura riflette lo status del defunto,” spiega Mohamed Abdel Badie, capo del settore delle antichità egizie dell’SCA. Durante gli scavi, è emerso uno scheletro umano coperto da uno strato di cartonnage — un particolare tipo di involucro che copriva le mummie ed era realizzato con fibre di tessuto e fogli di papiro tenuti insieme da un collante —databile a un’epoca successiva. Ciò suggerisce che la tomba sia stata riutilizzata in un secondo momento, forse durante il Periodo Tardo (664-332 a.C.).
Tombe greco-romane (foto: Ministry of Tourism and Antiquities)Tra i tesori rinvenuti spiccano vasi di alabastro – ben conservati – decorati con incisioni e tracce di colore, due dei quali recano i cartigli di Horemheb, celebre faraone guerriero della XVIII Dinastia. Ma i pezzi più spettacolari sono un anello d’oro con il cartiglio di Ramses III, un gran numero di perle e pietre colorate e una scatolina in avorio, a significare la presenza di un legame diretto con i grandi sovrani del Nuovo Regno.
L’anello con il cartiglio di Ramses III e sotto una collana (foto: Ministry of Tourism and Antiquities)Sepolture greco-romane e amuleti del Periodo tardo
Accanto alla tomba principale del condottiero, gli archeologi hanno scoperto anche fosse comuni e sepolture individuali più recenti, risalenti ai periodi greco-romano e tardo. “Abbiamo rinvenuto un gran numero di resti umani deposti in tombe collettive,” racconta Qutb Fawzy Qutb, responsabile delle antichità del Basso Egitto e del Sinai. “Nelle sepolture individuali del Tardo Periodo abbiamo trovato amuleti raffiguranti le divinità Tueret e Bes e l’Occhio di Udjat, a testimonianza del perdurare delle tradizioni religiose egizie anche sotto influenze esterne.”
Amuleti a forma di scarabeo (foto: Ministry of Tourism and Antiquities)Questi reperti contrastano con la grandiosità della tomba del comandante e mostrano l’evoluzione delle pratiche funerarie in Egitto attraverso i secoli. La presenza di amuleti che rimandano alla protezione e alla fertilità riflette invece il perdurare di credenze radicate fino all’arrivo dei Greci e dei Romani.
Un sito strategico e una scoperta epocale
Situato nella fertile regione di Maskhuta, Tell Roud Iskander rappresentò un punto nevralgico del sistema di difesa dell’antico Egitto. “La scoperta ridefinisce la nostra comprensione del Nuovo Regno,” sottolinea Khaled. “Le fortificazioni qui costruite proteggevano l’accesso al Delta e al Sinai, aree vitali per il commercio e la sicurezza.” Il corredo di prestigio trovato nella tomba del comandante ne confermano il ruolo quale figura chiave nella gerarchia dei funzionari di Ramses III, l’ultimo grande faraone guerriero, celebre per aver respinto gli “invasori del Mare” nel XII secolo a.C.
Questi nuovi, eccezionali ritrovamenti arricchiscono il già straordinario patrimonio culturale egiziano. Ma c’è da scommettere che il sito, esplorato con tecniche avanzate quali la tomografia elettrica, riserverà molto presto ulteriori sorprese.
#AnticoEgitto #archeologia #archeologiaFuneraria #comandante #egitto #egittologia #Maskhouta #MohamedIsmailKhaled #notizie #RamsesIII #scavi #scaviArcheologici #scoperte #sepoltureGrecoRomane #SupremeCouncilOfAntiquities #TellRoudIskander
-
https://www.pillowfort.social/posts/5929807
Saheli, a 'non-steroidal non-hormonal contraceptive pill'. Saheli dosage starts 1 pill per half-week for ... (?), then 1 pill weekly. Basically induce a brief, mini-menopause that stops when you stop the pills. https://saheliinfo.com/clinical-evidence
Then! ONE-YEAR vaginal ring Annovera. Unlike monthly-ish vaginal rings, (https://www.medicines.org.uk/emc/product/6449/smpc) this thicker vaginal ring holds enough for 13 cycles with one week bleeding breaks, or 12 if you skip periods. Think "buff NuvaRing". https://www.annoverahcp.com/
Speaking of intra-uterine system / device options: the UK does several! We are no longer stuck with the larger, higher dose Mirena hIUS. https://www.mirena.co.uk/ I want the smaller, lower dose (but shorter duration) Jaydess https://www.fsrh.org/Public/Public/Documents/ceu-product-review-jaydess-apr-14.aspx or Kyleena. https://www.medicines.org.uk/emc/product/769/smpc
(You can fit a non-hormonal IUD copper coil as emergency contraception, within 10 days of unprotected sex. Fitting it as regular birth control anytime otherwise is also fine, when not pregnant.) https://patient.info/sexual-health/long-acting-reversible-contraceptives-larc/intrauterine-contraceptive-device
Finally, vasectomy. New part is "I found multiple cases where doctors did their own vasectomies". This may be helpful for hesitant cis men and AMAB people to know. Vasectomies are reversible ("easily", according to a medical nerd friend, but obv different people's bodies respond to things in weird, cool ways, so everything depends). https://www.baus.org.uk/_userfiles/pages/files/Patients/Leaflets/Vasectomy.pdf
I am not a doctor. Even if I were, I am not YOUR doctor. I do not have access to your medical records.
I'm just infodumping useful info to prevent unwanted pregnancies, minimise unplanned pregnancies, and mitigate risks. https://cks.nice.org.uk/topics/contraception-sterilization/management/male-sterilization-vasectomy/#contraception #contraceptive #sexEd #POP #progesterone #hormones #HRT #HormoneReplacementTherapy #birth #BirthControl #familyPlanning #PlannedParenthood #sex #Sexual #SexualHealth #healthcare #ReproductiveHealthcare #ReproductiveRights #pregnancy #InternalCondoms #ExternalCondoms #Condom #ContraceptiveDiaphragm #CayaPhragm #spermicide #vaginalRing #NuvaRing #patch #injection #IUS #hormonalIUD #IUD #copperCoil #medicine #UnitedKingdom #UK #England #Scotland #Wales #NorthernIreland #GreatBritain #Britain
-
https://www.pillowfort.social/posts/5929807
Saheli, a 'non-steroidal non-hormonal contraceptive pill'. Saheli dosage starts 1 pill per half-week for ... (?), then 1 pill weekly. Basically induce a brief, mini-menopause that stops when you stop the pills. https://saheliinfo.com/clinical-evidence
Then! ONE-YEAR vaginal ring Annovera. Unlike monthly-ish vaginal rings, (https://www.medicines.org.uk/emc/product/6449/smpc) this thicker vaginal ring holds enough for 13 cycles with one week bleeding breaks, or 12 if you skip periods. Think "buff NuvaRing". https://www.annoverahcp.com/
Speaking of intra-uterine system / device options: the UK does several! We are no longer stuck with the larger, higher dose Mirena hIUS. https://www.mirena.co.uk/ I want the smaller, lower dose (but shorter duration) Jaydess https://www.fsrh.org/Public/Public/Documents/ceu-product-review-jaydess-apr-14.aspx or Kyleena. https://www.medicines.org.uk/emc/product/769/smpc
(You can fit a non-hormonal IUD copper coil as emergency contraception, within 10 days of unprotected sex. Fitting it as regular birth control anytime otherwise is also fine, when not pregnant.) https://patient.info/sexual-health/long-acting-reversible-contraceptives-larc/intrauterine-contraceptive-device
Finally, vasectomy. New part is "I found multiple cases where doctors did their own vasectomies". This may be helpful for hesitant cis men and AMAB people to know. Vasectomies are reversible ("easily", according to a medical nerd friend, but obv different people's bodies respond to things in weird, cool ways, so everything depends). https://www.baus.org.uk/_userfiles/pages/files/Patients/Leaflets/Vasectomy.pdf
I am not a doctor. Even if I were, I am not YOUR doctor. I do not have access to your medical records.
I'm just infodumping useful info to prevent unwanted pregnancies, minimise unplanned pregnancies, and mitigate risks. https://cks.nice.org.uk/topics/contraception-sterilization/management/male-sterilization-vasectomy/#contraception #contraceptive #sexEd #POP #progesterone #hormones #HRT #HormoneReplacementTherapy #birth #BirthControl #familyPlanning #PlannedParenthood #sex #Sexual #SexualHealth #healthcare #ReproductiveHealthcare #ReproductiveRights #pregnancy #InternalCondoms #ExternalCondoms #Condom #ContraceptiveDiaphragm #CayaPhragm #spermicide #vaginalRing #NuvaRing #patch #injection #IUS #hormonalIUD #IUD #copperCoil #medicine #UnitedKingdom #UK #England #Scotland #Wales #NorthernIreland #GreatBritain #Britain
-
Il 2 maggio 1978 OP offrì un’ampia analisi politica della situazione italiana
Il dossier di «Op» Diario dell’irreale assoluto del 25 aprile 1978, descrisse gli avvenimenti nei cinque giorni che intercorsero tra il sesto comunicato Br ed il settimo. Pecorelli dedicò ampio spazio anche al falso comunicato brigatista del 18 aprile 1978, contenente l’annuncio dell’avvenuta esecuzione di Aldo Moro e le istruzioni per il ritrovamento del corpo presso il Lago della Duchessa, in provincia di Rieti <240. Un enorme dispiegamento di forze alla ricerca del cadavere di Moro che lo stesso presidente democristiano, nel suo memoriale, definì «la macabra grande edizione sulla mia esecuzione» <241.
“Un volantino anomalo, rachitico, frettoloso e recapitato in una sola città contrariamente ai precedenti, annuncia l’avvenuta esecuzione per suicidio di Aldo Moro, ed il suo seppellimento in un laghetto di montagna. I leader dei partiti, sempre più accasciati e con un che di ambiguo disorientamento, dispongono, pur nell’incertezza sull’attendibilità del messaggio, le ricerche. La via per il lago segnalata risulta impraticabile da terra a causa della neve e del gelo degli ultimi giorni. Si muovono elicotteri che depositano sciatori, esperti anti-valanghe e sommozzatori sul lago, il quale risulta oltre che coperto di neve fresca priva di impronte, anche totalmente ghiacciato. Non rimane che perforarlo, e senza alcun esito. Si dirottano le ricerche su un altro laghetto poco distante, che presenta caratteristiche meno ostiche e improbabili. Nulla” <242.
L’articolo collegò il falso comunicato con la scoperta del covo Br di via Gradoli, avvenuta lo stesso giorno. Per il giornalista si tratto di un’unica operazione accuratamente pilotata <243. Il rifugio venne scoperto grazie ad una fuga d’acqua, che secondo i vigili del fuoco sembrò essere stata volutamente provocata: uno scopettone era stato appoggiato sulla vasca, sopra ad esso qualcuno aveva posato il telefono della doccia in modo che l’acqua si dirigesse verso una fessura nel muro. Anche secondo Alberto Franceschini, ex Br, la vicenda del Lago della Duchessa e di via Gradoli andrebbero tenute insieme. Fu un messaggio preciso a chi deteneva Moro, per avvisare le Br che lo Stato avrebbe potuto catturarli in qualsiasi momento. Un’ulteriore ipotesi avvalorerebbe l’idea che il covo sia stato fatto scoprire appositamente da qualche brigatista contrario all’uccisione di Moro. Recentemente Steve Pieczenik, il consigliere americano chiamato al fianco di Francesco Cossiga per risolvere lo stato di crisi, nel libro “Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall’ombra” di Emmanuel Ammara <244, ammise la sua responsabilità in accordo, con Cossiga, nella creazione di un falso comunicato.
Si rileva il dubbio di Pecorelli sulla vicenda grazie all’articolo “Le allucinanti avventure degli investigatori”. Il giornalista, infatti, scrisse «Brigate rosse» e «terroristi» tra virgolette, quasi a voler insinuare il dubbio riguardo ai veri autori di tale scritto. “Ricevuta la copia del volantino delle “Brigate rosse” con il quale “i terroristi”, comunicavano la località dove sarebbe stato abbandonato il corpo di Aldo Moro, gli inquirenti si precipitano agli elicotteri messi a disposizione della Polizia e dei Carabinieri per raggiungere nel più breve tempo possibile la zona della Duchessa” <245.
Il 20 aprile 1978 le Brigate rosse annunciarono, nel vero comunicato numero sette, che la condanna di Moro sarebbe stata eseguita, lasciando uno specchio di ventiquattro ore per il possibile scambio di prigionieri. Pecorelli raccontò quelle ore di ultimatum nell’articolo del 25 aprile, “La ventiquattresima ora”.
“Siamo costretti a chiudere il numero mentre mancano ancora 24 ore alla scadenza dell’ultimatum delle Br. Trattare o non trattare? Sentiamo ripetere che lo Stato è in preda al dilemma. Ma il dilemma presuppone una scelta. In questo caso lo Stato, cioè la Dc e il Pci, si impediscono a vicenda di scegliere. La Dc vive un dramma nel dramma. Partito di cattolici, dovrebbe anteporre il rispetto della vita alle ragioni della politica. Solo una minoranza di democristiani sembra decisa a non sacrificare la vita del suo presidente. Se la Dc è divisa, gli altri partiti lo sono altrettanto” <246.
Il 2 maggio 1978, ad una settimana dal futuro ritrovamento del corpo di Aldo Moro in via Caetani, «Osservatore politico» offrì un’ampia analisi politica della situazione italiana nell’articolo “Il Paese si può e si deve salvare”, cercando di dare un significato al rapimento ed immaginando le possibili ripercussioni di tale vicenda sul Paese. L’Italia apparse disorientata: comprese di vivere un momento politico cruciale tuttavia, secondo il giornalista, non riuscì ad andare oltre questa accettazione. Offrì, inoltre, una nuova interpretazione dell’eurocomunismo d’un partito scomodo ad entrambe le superpotenze mondiali.
“L’agguato di via Fani porta il segno di un lucido superpotere. La cattura di Moro rappresenta una delle più grosse operazioni politiche compiute negli ultimi decenni in un Paese industriale, integrato nel sistema occidentale. L’obbiettivo primario è senz’altro quello di allontanare il Partito comunista dall’area del potere nel momento in cui si accinge all’ultimo balzo, alla diretta partecipazione al governo del paese. È comune interesse delle due superpotenze mondiali mortificare l’ascesa del Pci, cioè del leader del comunismo che aspira a diventare democratico e democraticamente guidare un Paese industriale. Ciò non è gradito agli americani, perché altererebbe non solo gli equilibri del potere economico nazionale ma ancor più i suoi riflessi nel sistema multinazionale. Ancor meno è gradito ai sovietici. Con Berlinguer a Palazzo Chigi, Mosca correrebbe rischi maggiori di Washington. La dimostrazione storica che un comunismo democratico può arrivare al potere grazie al consenso popolare, rappresenterebbe non soltanto il crollo del primato ideologico del Pcus sulla III Internazionale, ma la fine dello stesso sistema imperiale moscovita. Ancora una volta la logica di Yalta è passata sulle teste delle potenze minori. È Yalta che ha deciso via Mario Fani” <247.
In previsione delle elezioni amministrative del 14 maggio, l’analisi politica continuò nei successivi articoli. Sebbene Pecorelli fosse convinto dell’imminente liberazione del leader democristiano <248, descrisse le varie possibilità di governo nel caso della liberazione di Moro o dell’esecuzione della sentenza del carcere del popolo. In questi articoli Pecorelli si domandò quanto avrebbe potuto influire e che ruolo avrebbe avuto il sequestro sull’opinione pubblica, divisa tra gli schieramenti favorevoli alla trattativa, il Psi di Craxi in primis, e quelli contrari ad ogni dialogo come la Dc o lo stesso Pci.
“Se Moro dovesse morire prima delle elezioni del 14 maggio, il Psi potrebbe affermare che è stata l’intransigenza dei democristiani e dei comunisti ad aver provocato il drammatico epilogo. Quale sarà allora la reazione dell’elettore Dc medio? Egli sa che sono stati gli sforzi di Moro a permettere l’ingresso del Partito comunista al governo, da ciò potrà dedurre che la Democrazia cristiana ha pagato un prezzo troppo alto se poi questo governo non è riuscito a salvare il suo presidente <249. Poniamo invece che Moro possa uscire vivo dall’avventura del sequestro. A maggior ragione gli uomini della Dc, il Vaticano, gli osservatori esterni, porterebbero eterna riconoscenza a Craxi. L’unico leader che dicendosi disposto a trattare ha consentito alle istituzioni il superamento di un difficile scoglio <250. Nel primo caso (Moro morto), sotto la spinta dell’elettorato medio, probabilmente gli attuali dirigenti Dc potrebbero essi stessi guidare il ritorno al rapporto preferenziale col Partito socialista. Nella seconda ipotesi ciò è escluso tassativamente: la Democrazia cristiana dovrà passare attraverso un travagliato e penoso processo di rinnovamento” <251.
[NOTE]
240 Il 18 aprile 1978 venne diffuso un falso comunicato, contenente l’annuncio dell’avvenuta esecuzione di Aldo Moro. Venne indicato il luogo dove trovare il cadavere del presidente democristiano, nei fondali del Lago della Duchessa in provincia di Rieti. Un comunicato falso che il Viminale dichiarò autentico, FLAMIGNI, Le Idi di marzo, p. 281.
241 Ivi, p. 284.
242 Diario dell’irreale assoluto. Lunedì 17 e martedì 18 aprile: la presunta esecuzione e la troppo inequivocabile scoperta del covo, «Osservatore politico», 25 aprile 1978.
243 «L’infiltrazione d’acqua fu una manovra deliberatamente attuata per provocare la scoperta del covo Br di via Gradoli 96 senza che ciò provocasse l’arresto di alcun brigatista. La teatrale scoperta del covo venne sincronizzata con la diffusione del comunicato Br del Lago della Duchessa. E se la scoperta del covo era chiaramente pilotata, il comunicato numero sette era palesemente falso», FLAMIGNI, Il covo di Stato. Via Gradoli 96 e il delitto Moro, Kaos 1999, p. 49.
244 EMMANUEL AMMARA, Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall’ombra, Cooper, Roma 2008.
245 Diario dell’irreale assoluto. Le allucinanti avventure degli investigatori, «Osservatore politico», 25 aprile 1978.
246 La ventiquattresima ora, «Osservatore politico», 25 aprile 1978.
247 Yalta in via Mario Fani, Ivi, 2 maggio 1978.
248 «A questo punto è lecito, più che un’ipotesi, formulare una logica e razionale previsione. A nostro avviso, non solo Moro non sarà soppresso dai suoi rapitori, ma è da ritenersi imminente la sua liberazione che sarà seguita da cerimonie trionfali e festeggiamenti popolari paragonabili solo all’incoronazione di Napoleone», Brigate rosse, arcangeli sterminatori arcangeli purificatori, «Osservatore politico», 2 maggio 1978.
249 Se Moro muore, voti alle colombe, Ibidem.
250 Se Moro vive, voti alle colombe, Ibidem.
251 In entrambi i casi la Dc dovrà cambiare linea, Ibidem.
Giacomo Fiorini, Penne di piombo: il giornalismo d’assalto di Carmine Pecorelli, Tesi di laurea, Università degli Studi di Padova, Anno accademico 2012-2013#1978 #AldoMoro #CarminePecorelli #DC #GiacomoFiorini #intransigenza #maggio #OP #PCI #PSI #rapimento #sequestro #uccisione #URSS #USA
-
Abitudini: una riflessione sul consumo e lo smaltimento
Negli ultimi anni con la mia compagna ho avuto la possibilità di sfruttare un appartamento al mare. una volta ambientato….altro che passeggiate romantiche sulla spiaggia: noi raccogliamo la spazzatura.
Eh si, ci facciamo 15/20 km per passeggiare sulle spiagge con le buste per poter differenziare e smaltire i rifiuti, probabilmente più di qualcuno penserà che siamo matti ma poco male, non ci costa nulla e fa bene al pianeta e al fisico.
Ci siamo imbattuti in decine, centinata di bastoncini di plastica colorati.
Si trattava dei bastoncini dei cotton fioc e ho ripensato ad una cosa che quando ero bambino era normalissima, erano fatti di plastica e li usavo, poi lo scaricavo nel WC come mi avevano insegnato i miei genitori e i miei nonni e la cosa mi sembrava normalissima, decine e decine di stecche di plastica buttate nel water per anni prima dell’avvento di quelle di carta che in teoria sono biodegradabili.
Invece mio nonno era anche un buon meccanico, si faceva il cambio olio della macchina in casa senza problemi.
sapete come smaltiva l’olio ? aveva una guida della AGIP che indicava come prassi corretta lo scavare un buco a terra di almeno 50/60 cm di profondità, largo 30 o 40 CM, riempito di ghiaia per ” filtrare”.
In quella buca il nonno avrà riversato decine e decine di cambi olio per almeno 20 anni.
Mio padre invece dedicava quasi tutti i sabati al lavaggio della macchina. Raggiungeva un fosso o un canale, accostava la macchina e a secchiate d’acqua lavava e risciacquava la carrozzeria dai saponi rigorosamente chimici usati per renderla pulita e lucida.
Solo da una persona immagina quanti problemi e danni possono derivare:
- Inquinamento del terreno: L’olio esausto contiene sostanze tossiche e inquinanti che possono avvelenare il terreno, rendendolo inutilizzabile per le coltivazioni e dannoso per la flora e la fauna.
- Contaminazione delle falde acquifere: Se l’olio raggiunge le falde acquifere, può contaminare l’acqua potabile, rendendola non sicura per il consumo umano e animale.
- Riduzione della fertilità del suolo: L’olio crea una pellicola impermeabile sul terreno che impedisce all’acqua e all’aria di penetrare, ostacolando la crescita delle piante e riducendo la fertilità del suolo.
Per non parlare di problemi legali:
- Smaltimento illegale di rifiuti: Versare l’olio esausto nel terreno è considerato smaltimento illegale di rifiuti pericolosi e può comportare sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche penali.
Tutto questo per non agire coscientemente e con pochissima fatica risolvere la situazione:
Prendi una bottiglia da 2 litri vuota (di acqua, di coca cola, di quello che vuoi) che destinerai ad essere il tuo raccoglitore dell’olio esausto. Quando finalmente sarà piena la porti al più vicino centro di raccolta dell’olio (spesso alcuni supermercati ritirano l’olio esausto o hanno dei raccoglitori al loro interno e non solo anche il proprio carozziere o meccanico).
E poi credo anche ci sia “inquinamento” e “inquinamento”. Per me tutto quello che è un rifiuto appartiene a un bidone e a nessun altro posto. Fumatori, padroni di cani, festaioli all’aperto, camionisti a cui si sfasciano i copertoni in autostrada – non hanno mai nessuna scusa per lasciare i propri rifiuti non solo in un cestino, ma anche in un cestino che non sia già strapieno (e no, lasciarli vicino non conta). Dal mio punto di vista persino il personale delle ambulanze, o le forze dell’ordine, non dovrebbe avere motivi per abbandonare i guanti usati lì dove sono intervenuti.
La cosa assurda è che abbiamo un materiale praticamente eterno (la plastica) e lo usiamo per fare gli oggetti usa e getta.
“Grazie per aver letto fin qui! Insieme possiamo fare la differenza per le mie cure.” (clicca sul link!)
-
Pubblico qui in traduzione italiana il comunicato dell’Organizzazione di combattimento degli anarco-comunisti (BOAK) in solidarietà con il popolo palestinese, che è anche una rassegna delle iniziative di solidarietà internazionalista che sono state messe in campo per bloccare la macchina da guerra israeliana.
In diversi paesi sono in corso azioni piuttosto massicce per sabotare la sanguinosa «operazione speciale» dello stato israeliano in Palestina. Queste espressioni di solidarietà mantengono viva la speranza che i popoli oppressi di tutto il mondo possano un giorno organizzarsi contro i regimi statali che uccidono le persone e distruggono tutto ciò che è vivo per consolidare il loro dominio. Il modo in cui la solidarietà su scala globale si sta trasformando in azione è l’oggetto di questa piccola e tutt’altro che completa rassegna di notizie.
I compagni del collettivo «CrimethInc.» riferiscono delle azioni in corso contro la Amazon Corporation negli Stati Uniti. In diverse città e paesi si sono verificati blocchi delle strutture di proprietà della società, che collabora con il regime israeliano. Tra le altre cose, CrimethInc. pubblica un rapporto sul blocco del centro logistico di Amazon a Lacey:
«Domenica pomeriggio, oltre cinquanta persone si sono riunite a Lacey, nel WA, per bloccare il centro logistico di Amazon e fermare il flusso di camion. Amazon è la base tecnologica del regime di apartheid israeliano — è titolare di contratti multimiliardari che forniscono servizi di rete e server allo Stato israeliano, alla sua polizia e ai suoi militari. L’infrastruttura che Amazon fornisce permette loro di commisurare, raccogliere, analizzare e archiviare i dati di cui hanno bisogno per espandere gli insediamenti illegali e opprimere il popolo palestinese».
The Anarchist Voice | La Voĉo de Anarkiistoj, citando il giornale anarchico britannico «Freedom», riferisce di azioni di solidarietà con il popolo palestinese in Inghilterra:
«Più di 1.000 lavoratori (medici, insegnanti, albergatori, artisti, ecc.) e sindacalisti sotto lo slogan «Workers for a Free Palestine» hanno bloccato quattro fabbriche di armi in Inghilterra e Scozia. Più di 600 attivisti hanno fatto chiudere una fabbrica di armi a Bournemouth, e altre centinaia hanno fatto chiudere fabbriche di armi a Brighton, nel Lancashire e a Glasgow che producono componenti per l’aereo stealth F-35, il caccia più avanzato del mondo, che Israele usa per bombardare Gaza».
Già oggi, gli anarchici di «Freedom» hanno riferito che gli operatori sanitari in Inghilterra hanno bloccato l’ufficio della società di software Palatir a causa dei suoi legami con i servizi segreti israeliani e di altre nazioni. Come dichiarato dagli stessi partecipanti al blocco, queste azioni erano in risposta a un appello degli operatori sanitari palestinesi che sono testimoni e vittime degli attacchi israeliani agli ospedali. Sempre ieri, 21 dicembre, si è svolta una giornata internazionale di azione contro l’azienda militare israeliana Elbit Systems. Gli uffici dell’azienda sono stati oggetto di blocchi e atti di sabotaggio negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Brasile, Canada, Belgio e Svezia.
È da notare che i collettivi «CrimethInc.» e «Freedom» hanno coperto e stanno coprendo la partecipazione degli anarchici alla resistenza all’invasione dell’Ucraina da parte di Putin e agli attacchi di guerriglia in Bielorussia e Russia. In particolare, «Freedom» ha pubblicato un messaggio postumo tradotto in inglese del nostro compagno caduto Dmitri Petrov e una traduzione in inglese della sua intervista a DOXA, e CrimethInc. la sua biografia In memoria di Dima Petrov. La solidarietà di questi collettivi con la Palestina è una posizione rivoluzionaria coerente per opporsi con forza agli omicidi di massa, all’oppressione e al desiderio dei governanti brutali di spadroneggiare sugli altri.
Per riassumere questo notiziario, notiamo che quanto scritto qui non è solo un metodo di informazione, ma un invito all’azione. Molti anarchici sono in esilio forzato. Partecipare a una campagna di solidarietà con il popolo palestinese è un buon punto di partenza. Stabilite contatti con iniziative locali e tra di voi (tenendo presente la sicurezza), possiamo ancora usare tutto questo nella nostra lotta.
Il post ha scatenato polemiche e BOAK è stata accusata di sostenere metodi e obiettivi di Hamas. Loro hanno risposto così.
-
inverno 37 / stefania zampiga. 2025
…
inverno 37
…
inverno 27
da dove finisce comincia il già cominciato, fonazioni, eufonia, disfonia, affilati. fumo letterale, figurale a folate. altri meteo.
autunno 27
materia-le, il corpo, il contesto, il corpo continua il contesto, il contesto continua il corpo. contesto, quanto grande? il corpo. corpo, quanto grande? il contesto. materia-le
estate 27
condizionata, aria, nelle soglie doppio filo
primavera 27
fum(m)o. inodore in-visibilità in-udibilità intessute sino a dei punti, ssr-ssrr ssr-ssrr. ssr-ssrr. ssr-ssrr. quali, punti, ssr-ssrr,
zanana
inverno 26
IA defilata sfilava in air pressure, per stati più stati senza segnali, sfilata la lente. silenzi?
zanana zanana zanana zananas ssr-ssrr
autunno 26
?) fumo in consonanti forti, in vocali semplici, tra faringe, laringe, ugola, dagli strati di unsound (non) senti
estate 26
questa condizionata che cosa potrebbe, aria ssr-ssrr. ssr-ssrr. ssr-ssrr. ssr-ssrr a bassa frequenza onde lunghe in sgradevoli variazioni, naturali, artificiali, sui timpani, sensazioni di pulsazioni, al petto. fra suoni gli infrasuoni, suoni più, infrasuoni
primavera 26
(poi, poi, poi)
inverno 25
air pressure, ora trasparente l’annuncio, senza metri le stringhe. sproporzioni affilate in toni trionfali più, trionfali, il nidiaco BoP. ssr-ssrr. ssr-ssrr. ssr-ssrr. sarà
autunno 25
come, forma di domanda. linea larga
o, come nel senso di simili dentro se stessi scorrono se stessi in se stessi scorrono affermativi esplosivi deflagranti assertivi senz’altri tratti. dipendenti dichiarative relative condizionali temporali, appositive modali, coordinate
come se
estate 25
nel non varco. fra avarie, vocali lunghe consonanti sibilanti in fila da più stati, scivola-no ‘sumud’. con tutto che questa condizionata che cosa potrebbe, aria, ssr-ssrr. ssr-ssrr.
fra variazioni di architetture volanti, e non, ovunque. (quadcopters) (poi ‘pipistrelli’)
(poi pillole narcotiche nei sacchi, poi) (poi, poi, poi)
primavera 25
(fumo, bianco da tempo)
se prende con tutto che. non prende. grigio. non, senti i, le disposizioni. parole unsound. ssr-ssrr. merli non, il grigio guardavo. senti i. sentono. da più parti neanche i merli.
affine il fumo. disfonie, linea. una, rimbomba da qualche parte, fumo, neanche.
linea. una?
rombano.
materia-le, il corpo, il contesto. consonanti gli annunci visivi in white cloth, fasce, vocali, sfilacciano infrasuoni. ssr-ssrr. orizzontali, collettive, fonazioni. zananas. in luoghi. slegati. sghembi
droni dritti.
corpo, coperto. persona velo.
ricordi, rubble lo
spettro filtrava a filo names
this motion being herself.
(Mira Mattar)
da dove comincia (e/o silenzi, slegati. sghembi) non finisce, spettro. l’unsound.
_
*zanana: termine arabo slang usato nella striscia di Gaza, a indicare il ronzio incessante dei droni israeliani nei cieli palestinesi, un’interferenza continua, e i droni stessi.
** ssr-ssrr: sibilo strisciato emesso dal merlo in volo o alla ricerca di cibo
#post2026 #stefaniaZampiga -
Cino Moscatelli decise il trasferimento dei suoi partigiani a Rimella
Alagna in Valsesia. Fonte: mapio.netLa via più diretta dalla Valsesia alla Svizzera intrapresa dai prigionieri alleati passava da Alagna (VC) a Macugnaga (VB), attraverso i passi del Turlo e del monte Moro, che dava accesso al Cantone del Vallese, verso Saas e Visp. Nei giorni successivi all’8 settembre si incamminarono lungo questo itinerario numerosi soldati alleati giunti in Valsesia direttamente o attraverso le vie montane del Biellese. Il passo fu presto messo sotto controllo dai tedeschi e chiuso al transito, possibile peraltro, vista l’altitudine, solo fino alle prime nevicate. Dal Turlo, tra il 12 ed il 13 luglio ’44, durante l’offensiva nazifascista contro la zona libera della Valsesia, transitarono circa seicento persone, in un drammatico esodo nel tentativo di guadagnare l’Ossola e la Svizzera. I fuggitivi sostarono, durante la faticosa ascesa al Turlo, nelle baite degli alpeggi di Mittentheil (1.943 m) e di Faller (1.984 m). Le truppe tedesche e repubblichine, chiusa la via a nord ed a sud del passo, catturarono tra Macugnaga ed Alagna sedici uomini, partigiani e carabinieri, che furono fucilati ad Alagna il 14 luglio.
[…] Alla fine del gennaio ’44, dopo il rastrellamento nazifascista alle prime basi partigiane sul monte Briasco, Cino Moscatelli decise il trasferimento degli uomini a Rimella (VC). In paese fu allestito un posto comando all’albergo Monte Capio, un’infermeria nell’albergo Fontana e vari accantonamenti in alcuni caseggiati. Gli accessi alla zona furono tutti presidiati; tra essi anche la Bocchetta di Campello, strategicamente rilevante per i collegamenti con le formazioni della Valstrona, del Cusio e dell’Ossola. Sempre a Rimella fu decisa la costituzione della 6a brigata partigiana “Gramsci”, nel salone dell’albergo Fontana, e vennero organizzate altre unità che diedero vita, in seguito, alla divisione ossolana “Redi” ed al distaccamento “Filippo Beltrami” operante in Valstrona e nel Cusio. Nel marzo ’44 Rimella subì un’incursione area. La minaccia del rastrellamento della Valmastallone, che poi si avverò, indusse Moscatelli a trasferire la brigata nella vicina Fobello.
[…] Dopo il primo grande rastrellamento nazifascista alle basi partigiane sul monte Briasco (gennaio ’44), le formazioni di Moscatelli si trasferirono a Rimella e Fobello (gennaio-aprile ’44). Nei primi giorni di aprile le due vallate vennero investite da un sistematico rastrellamento compiuto da truppe tedesche e repubblichine, nel corso del quale vennero catturati numerosi renitenti. L’operazione costrinse Moscatelli a spostare il comando partigiano della brigata “Gramsci”, di recente costituzione, da Rimella a Fobello e successivamente ad abbandonare la zona. Durante le operazioni di sganciamento, il distaccamento Comando sostenne il peso maggiore della pressione nemica, resistendo per alcuni giorni nella valle del Roy. La formazione partigiana si ritirò prima all’alpe Tornelli (1.870 m), successivamente all’alpe Rianuova (1.443 m), ed infine, dopo aver evitato un totale accerchiamento all’alpe del Sasso Rondo (1.736 m), attraversò la Bocchetta del Cardone e riparò in Valsermenza. Con la fine dei combattimenti nella valle del Roy, si aprì un periodo di crisi e sbandamento per il movimento partigiano che durò sino al giugno del ’44, quando la Valsesia divenne zona libera. Lungo il percorso è possibile osservare i segni dei combattimenti nei resti di alcune baite che furono incendiate.
[…] Nelle fasi finali del rastrellamento su Rimella e Fobello (aprile ’44), alcuni valichi quali la bocchetta del Cardone, a nord di Rimasco, o il passo del Cavaglione, a nord di Boccioleto, furono utilizzati dai partigiani per sfuggire all’accerchiamento. Il comando della legione [repubblichina] Tagliamento dall’aprile ’44 insediò un’intera compagnia a Rimasco, alla confluenza delle vallette di Rima e Carcoforo, passaggio obbligato fra l’alta e la bassa valle, per rastrellare i renitenti alla leva e i militari che si erano nascosti in alta Valsermenza, area fino ad allora del tutto tranquilla (solo a Carcoforo vivevano in clandestinità circa settanta tra alti ufficiali, ufficiali di complemento e soldati semplici del regio esercito). Nel corso della guerra i partigiani crearono basi clandestine e posti tappa più in basso, nella Val Cavaglione, sopra Boccioleto e negli alpeggi intorno alla cresta del Pizzo Tracciora. Tra gli episodi più rilevanti si ricordano il rastrellamento all’alpe Portile (20 aprile ’44), la fucilazione di due partigiani a Rimasco (26 aprile ’44) e l’eccidio dell’alpe Fey, che insieme ad altri piccoli alpeggi della zona, era spesso utilizzato come punto d’appoggio o come rifugio. Il 7 novembre del ’44, probabilmente in seguito ad una delazione, reparti repubblichini piombarono di sorpresa sui partigiani alloggiati nelle baite dell’alpeggio. L’imboscata costò ai partigiani quattro morti e la cattura di cinque uomini. I prigionieri furono fucilati qualche ora più tardi, presso il cimitero di Balmuccia.
Progetto “La memoria delle Alpi” [n.d.r.: indirizzo web non più reperibile; altre notizie su Istorbive]La squadra partigiana si trovava all’alpe Fej di Rossa pochi giorni dopo aver dato sepoltura al comandante partigiano Martin Valanga (Martino Giardini), ucciso all’alpe Tracciora per l’esplosione accidentale di un ordigno che aveva nello zaino. Ai funerali, celebratisi a Rossa, partecipano molti comandanti partigiani; l’eccessiva pubblicità concentra l’attenzione nazifascista: il tenente Pisoni, appartenente alle SS italiane guida una spedizione di SS tedesche e legionari della “Muti” verso l’alpe Fej, che si trova a circa un’ora di cammino da Rossa; la manovra di accerchiamento delle baite in cui riposano i partigiani riesce e poco dopo l’alba si apre il fuoco; quattro partigiani muoiono sul campo, i loro cadaveri vengono straziati e le baite dell’alpeggio sono date alle fiamme. Gli altri sei partigiani sono portati a Balmuccia, paese del fondovalle, dove dopo estenuanti trattative il parroco locale riesce ad evitare la fucilazione del partigiano più giovane. L’esecuzione è ordinata dal tenente Guido Pisoni e rientra fra i capi di imputazione che lo porteranno a processo, in contumacia, e alla condanna a morte mai eseguita.
Redazione, Episodio di Alpe Fej di Rossa, Balmuccia, 07.11.1944, Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in ItaliaMa la situazione muta dopo l’estate ’44. In Valsesia e in altre zone dell’arco alpino, tra l’autunno e l’inverno 1944-’45: il fondovalle viene occupato quasi costantemente dalle forze nazifasciste. In Valsesia nei centri più popolosi, come Varallo e Borgosesia, vengono creati presidi con fascisti e tedeschi, mentre le vie di comunicazione sono maggiormente presidiate.
Se il fondovalle è occupato dai fascisti, la fascia degli alpeggi medio alti si popola di altre presenze: renitenti alla leva, ex militari del Regio esercito, membri del Cln, collaboratori della Resistenza e, naturalmente, partigiani.
È un mondo clandestino che s’ingegna alla sopravvivenza. Questa variegata umanità abita gli scantinati delle baite, i ruderi, le grotte e le balme da dove i giovani renitenti alla leva rientrano a casa quasi tutte le notti.
I partigiani dell’alpe Sellaccio vengono avvertiti con due lenzuola stese sul prato della presenza di fascisti dagli abitanti della sottostante frazione.
I fuggiaschi dell’alpe Lavazei vanno a prendere l’acqua al fontanile travestendosi da donne perché dal fondovalle, fascisti e tedeschi sono sempre in caccia. Minacciano, catturano ostaggi, bruciano baite e case, uccidono.
Gli abitanti degli alpeggi si muovono nello spazio verticalmente, salendo e scendendo dai rifugi per rifornirsi di alimenti, medicine, vestiario, aiutati da gruppi di donne che sono la vera anima logistica della Resistenza in valle.
Ma si muovono anche orizzontalmente sui crinali delle montagne, di vallata in vallata, tenendosi lontani dai paesi, a filo di cresta, sfruttando la copertura dei boschi, sempre tenendosi il più possibile al coperto. Dal fondovalle gli occhi che scrutano non sono solo quelli dei nazifascisti, ma anche quelli delle spie, il pericolo maggiore.
Sezione Anpi Varallo Alta Valsesia, Sulle alte vie di Moscatelli in Valsesia, Patria Indipendente n. 112[…] La Resistenza in Valsesia ebbe inizio la sera stessa dell’armistizio (Ndr: l’8 settembre 1943) quando, con a capo il primo cittadino, Cav. Osella, si era formato a Varallo il Comitato Valsesiano di Resistenza (ne facevano parte anche l’avv. Barbano, Peter Grober, Ezio Grassi e l’avv. Balossino) … l’11 settembre il Comitato nominava Cino Moscatelli, da tempo presente nell’organizzazione clandestina del PCI, e ‘Ciro’ (Eraldo Gastone) al comando dell’organizzazione militare della Valsesia; incaricandoli di sovraintendere ai primi centri di raccolta subito formatisi in alcune località della Valle: alle Piane, a Campertogno, al Brisco e a Camasco.
#1943 #1944 #1945 #alleati #CinoMoscatelli #fascisti #GianniZandano #MacugnagaVB #Novara #partigiani #prigionieri #province #Resistenza #RimellaVC #Sesia #Svizzera #tedeschi #Val #Valsesia #VerbanoCusioOssola #Vercelli
[…] grazie all’opera del Comandante ‘Nedo’ [n.d.r.: Piero Pajetta] è tutto un nascere di distaccamenti “garibaldini”: il ‘Pisacane’ nella Valsessera, il ‘Piave’ a Basto di Mosso S.ta Maria, il ‘Bandiera’ nella Valle d’Andorno e, infine, il ‘Gramsci’ in Valsesia. …sotto la pressione continua di renitenti, di sbandati, di compromessi che affluiscono dalla pianura vercellese e novarese. …in Valsesia sono numerosi i centri di raccolta allestiti negli alpeggi, oppure lungo i declivi della Sivella e tra le casere dell’Argnaccia. …Le azioni a valle vengono effettuate con prontezza e decisione: dopo l’attacco ai fascisti asseragliati nel Municipio di Varallo, si scende a Grignasco per rifornire di scarpe l’intero distaccamento e ci si spinge ancora, sino a Borgosesia, per liberare dalle carceri alcuni partigiani e diversi antifascisti locali.
[…] Il 12 dicembre un gruppo del ‘Gramsci’ blocca Serravalle … e il 14, occupata Varallo, grazie alla solidarietà dei Carabinieri, vengono fatti ingenti prelievi alla Banca Popolare … Il 15 è la volta di Borgosesia dove, dopo il disarmo dei Carabinieri, viene distribuito alla popolazione un intero stock di viveri prelevato dal locale consorzio fascista …Il 31 dicembre ha luogo il primo grande scontro presso Camasco di Varallo: circa la metà del ‘Gramsci’ combatte con successo contro il 63° battaglione “M” “Tagliamento”.
[…] Dietro la forte pressione di duemila nazi-fascisti, il ‘Mameli’, il ‘Bandiera’ e il ‘Piave’ abbandonano basi, magazzini ed armi … e con una marcia forzata… si trasferiscono a Scopello… presso gli organizzati ‘garibaldini’ di Moscatelli; dopo di che … si riparte per Rassa per… procedere alla riorganizzazione dei reparti. Ma a Rassa … si scrive forse la pagina più sanguinosa di tutta la lotta partigiana vercellese. Dal punto di vista strategico Rassa era infatti una vera e propria posizione-trappola: al centro di una conca sprofondata tra i massicci del Corno Rosso, della Meja e del Cossarello… aveva come unico sbocco la stradicciola che digrada lenta a valle fino a ricongiungersi alla rotabile Varallo-Alagna nel tratto Piode-Campertogno. …Il mattino del 13 marzo, circa 1500 tedeschi, a bordo di 52 camion preceduti da alcuni carri armati, salivano in Valsesia … per l’attacco a Rassa. Sui tre distaccamenti partigiani… si scatena un uragano di fuoco … Ben presto … le condizioni di lotta si fanno disperate. …Poi viene l’ordine di ritirarsi … tutti si sbandano, corrono verso la montagna pullulante di feriti che si lamentano …in cerca di salvezza. Ed i tedeschi seguono le piste di sangue sulla bianca coltre di neve, sparano in alto sulle sagone nere che si muovono lentamente, catturano ed uccidono i feriti. Dieci ‘garibaldini’ giacciono nelle postazioni, altri cadono ancora nella neve, altri 12 vengono catturati in una baita e fucilati presso il cimitero di Rassa, dopo di aver subito sevizie di ogni genere.
Gianni Zandano, La Lotta di Liberazione nella Provincia di Vercelli, ed. SETE, Vercelli, 1957, testo qui ripreso da Uno sguardo a Piode -
Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025
Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.
Nel sistema solare interno
A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.
Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.
https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw
STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.
Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.
Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.
Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.
Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.
Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.
A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.
La flotta marziana
Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.
Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA
Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.
Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.
Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.
Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.
Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.
Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.
Nel sistema solare esterno
Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.
Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASUContinua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.
Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.
Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. PortaluriGli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
Commenti
Discutiamone su ForumAstronautico.it #CNSA #ESA #ISRO #JAXA #NASA #Roskosmos #UAESpaceAgency -
Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025
Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.
Nel sistema solare interno
A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.
Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.
https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw
STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.
Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.
Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.
Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.
Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.
Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.
A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.
La flotta marziana
Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.
Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA
Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.
Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.
Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.
Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.
Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.
Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.
Nel sistema solare esterno
Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.
Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASUContinua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.
Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.
Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. PortaluriGli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
Commenti
Discutiamone su ForumAstronautico.it #CNSA #ESA #ISRO #JAXA #NASA #Roskosmos #UAESpaceAgency -
Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025
Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.
Nel sistema solare interno
A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.
Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.
https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw
STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.
Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.
Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.
Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.
Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.
Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.
A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.
La flotta marziana
Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.
Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA
Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.
Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.
Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.
Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.
Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.
Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.
Nel sistema solare esterno
Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.
Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASUContinua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.
Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.
Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. PortaluriGli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
Commenti
Discutiamone su ForumAstronautico.it #CNSA #ESA #ISRO #JAXA #NASA #Roskosmos #UAESpaceAgency -
Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025
Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.
Nel sistema solare interno
A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.
Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.
https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw
STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.
Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.
Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.
Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.
Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.
Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.
A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.
La flotta marziana
Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.
Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA
Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.
Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.
Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.
Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.
Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.
Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.
Nel sistema solare esterno
Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.
Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASUContinua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.
Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.
Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. PortaluriGli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
Commenti
Discutiamone su ForumAstronautico.it #CNSA #ESA #ISRO #JAXA #NASA #Roskosmos #UAESpaceAgency -
Aggiornamenti dal sistema solare: dicembre 2025
Qualche piccolo incidente per le sonde marziane, MAVEN ha perso il controllo e una delle sonde di ESCAPADE, appena lanciate, ha qualche problema di propulsione. Il Congresso degli Stati Uniti è in procinto di decidere quale missione NASA potrà proseguire e quale verrà conclusa, c’è grande attesa per questa decisione in quanto molte delle missioni nello spazio profondo potrebbero terminare solamente per problemi di finanziamento, senza ostacoli tecnici sopraggiunti.
Di seguito il dettaglio delle varie missioni attive e di quelle in fase di preparazione.
In preparazione per il lancio
L’unica missione in preparazione per un lancio nel 2026 è il progetto giapponese con collaborazioni europee Martian Moon eXplorer (MMX). La sonda si trova in Giappone per le ultime fasi di test e integrazione. Dovrebbe partire verso l’autunno 2026 a bordo di un lanciatore H3 e arrivare in orbita marziana nel 2027. Sebbene la missione abbia come obiettivo di studio entrambe le lune marziane, la sfida più grande sarà l’atterraggio su Fobos, con prelevamento dei campioni di suolo e ritorno a Terra nel 2031.
Nel sistema solare interno
A novembre è partita una nuova missione, EscaPADE (NASA), composta da due sonde, Blue e Gold. Sebbene sia diretta su Marte, la strada è ancora lunga in quanto passeranno un po’ di tempo in prossimità della Terra prima di effettuare una manovra di Oberth per dirigersi verso il pianeta rosso. Questa permanenza prolungata attorno al nostro pianeta è anche un’opportunità per esaminare da vicino lo stato di salute delle sonde dopo il lancio. Una delle due, infatti, ha riscontrato un leggero problema di propulsione, e vista la distanza ridotta è più facile per gli ingegneri di Terra esaminare e tentare di risolvere il guasto.
Il 12 dicembre Parker Solar Probe (NASA) è passata al suo 26o perielio, il primo oltre i 25 programmati della missione principale. Non si sa ancora se verrà estesa o se verrà terminata prossimamente, una decisione dovrebbe arrivare nei prossimi mesi. Nel frattempo le sue ricerche gettano luce sul Sole, letteralmente. Grazie alle osservazioni di PSP, sono stati scoperti dei flussi solari che invertono la marcia, tornando indietro ricadendo sul Sole.
https://www.youtube.com/shorts/1iC5hbDArXw
STEREO A (NASA) ha iniziato il 29 dicembre la campagna NASA Moon-to-Mars Space Weather, volta ad analizzare l’influenza che ha il Sole sull’umanità, con uno sguardo particolare alla futura esplorazione spaziale con equipaggio oltre l’orbita terrestre. Alla campagna partecipano gruppi di ricerca dedicati ai vari programmi spaziali di eliofisica, tra cui quelli di SOHO, SDO e Voyager.
Alla flotta di sonde di eliofisica appartiene anche Solar Orbiter (SolO) (ESA), da cui non arrivano notizie importanti da segnalare. A dicembre si è avvicinato abbastanza alla Terra, al momento si trova nei pressi dell’afelio della sua orbita, le osservazioni più importanti arrivano quando si trova dalla parte opposta.
Il 5 dicembre 2025 era la data prevista per l’entrata in orbita di BepiColombo (ESA/JAXA), con le sue due sonde MPO (ESA) e MMO (JAXA), attorno a Mercurio. Il piano è cambiato a settembre 2024, quando un problema ai propulsori ha imposto un cambio di traiettoria. La missione procede senza ulteriori intoppi da allora e l’inserzione in orbita è prevista per novembre 2026.
Al contrario, i motori di Hera (ESA), che ha a bordo anche i due CubeSat Milani e Juventas, hanno funzionato meglio del previsto e perciò si è riusciti ad anticipare la data di approccio a Didymos a novembre 2026 al posto di dicembre 2026. A febbraio 2026 è prevista la seconda manovra nello spazio profondo, DSM-2, i cui dettagli ancora non sono stati comunicati, ma dovrebbe trattarsi di un’accensione di motori di qualche decina di minuti. Da dopo il lancio, la sonda ha acceso i motori soltanto due volte, durante la prima manovra correttiva, DSM-1, ottobre 2024, con 100 minuti di accensione circa, e la successiva manovra correttiva, TCM-1, durata 13 minuti.
Dopo una manovra brutta e una buona, Tianwen-2 (CNSA) vince il titolo di missione più silenziosa. La sonda è diretta verso l’asteroide Kamoʻoalewa, è partita a maggio 2025 dalla Terra e ha effettuato una manovra correttiva a ottobre 2025, di cui non si sa ancora niente. I responsabili hanno comunicato con il pubblico soltanto tre volte durante la missione, a giugno, a luglio e a ottobre, annunciando lo stato di salute ottimo della sonda e pubblicando un paio di foto per volta.
Hayabusa 2# (JAXA) prosegue il suo lungo viaggio verso l’asteroide Torifune, un piccolo corpo celeste a rotazione rapida che raggiungerà per un flyby ad alta velocità nel luglio 2026. La sonda aveva riportato a Terra campioni dall’asteroide Ryugu, e le tecnologie sviluppate per questa missione sono state migliorate e applicate alla prossima missione in partenza, MMX.
A settembre, OSIRIS-APEX (NASA) ha sorvolato la Terra per effettuare una manovra di cambio orbitale, per dirigersi vero la sua destinazione, l’asteroide Apophis. Le immagini catturate durante il flyby hanno rivelato una sorpresa. La missione è la continuazione di OSIRIS-REX, che ha riportato campioni di superficie da Bennu, un asteroide molto più scuro di Apophis. Durante la manovra di prelevamento dei campioni, un po’ di polvere ha coperto l’obiettivo dell’apparato fotografico della sonda, che era stato progettato per elementi molto scuri. Questo leggero strato di polvere offusca leggermente la luce di oggetti troppo luminosi, come la Terra o il nuovo asteroide obiettivo, permettendo di funzionare in maniera ottimale anche nel prosieguo della missione.
La flotta marziana
Marte si trova in congiunzione solare con la Terra, il che vuol dire che il Sole si frappone tra questi due pianeti ostacolandone le comunicazioni. È una situazione di routine e semplicemente le trasmissioni vengono interrotte momentaneamente e posticipate a metà gennaio.
Le cose vanno male anche per MAVEN (NASA), in orbita attorno a Marte dal 2014. La sonda ha iniziato a girare su sé stessa dal 6 dicembre, rendendo impossibili le comunicazioni. La perdita di segnale, oltre al danno alla missione stessa, costituisce un problema anche per altre sonde, Mars Odyssey (NASA), Mars Reconnaissance Orbiter (NASA) e Trace Gas Orbiter (ESA/Roskosmos), che si devono ridistribuire il carico di lavoro per mantenere le comunicazioni con i rover di superficie. Queste quattro sonde, oltre alla loro missione scientifica, fanno infatti parte del Mars Relay Network, MRN, fungendo anche da ripetitori radio e permettendo così di non dover corazzare i mezzi di superficie con antenne grandi per la comunicazione diretta con la Terra.
https://www.youtube.com/watch?v=cc7AOsBepdA
Per Mars Reconnaissance Orbiter è importante citare anche il successo dell’esperimento scientifico effettuato a maggio, che con un cambio di assetto ha permesso di esplorare meglio i segreti nascosti sotto la superficie marziana, individuando risorse idriche difficilmente osservabili altrimenti.
Mars Express (ESA) è in teoria anch’essa un membro di MRN, ma non viene utilizzato se non come backup. In caso di malfunzionamento prolungato di MAVEN, anche Mars Express potrebbe essere tirata in gioco. La sonda è la seconda più anziana ancora attiva su Marte, dopo Mars Odyssey, con 22 anni di attività esatti, è arrivata su Marte a Natale del 2003. Gli acciacchi si sentono: fa fatica a girarsi, ha i giroscopi leggermente deteriorati, ma con un aggiornamento software recente si è riusciti a prolungare la sua durata d’uso. Si spera di riuscire a utilizzarla anche per il supporto alla missione MMX quando arriverà nel 2027. La sonda non serve solo di supporto tecnico ad altre missioni, con le sue osservazioni si fanno continuamente nuove scoperte, come l’attività geologica rilevata di recente grazie al radar Marsis.
Nessuna novità per Tianwen-1 (CNSA), diventata praticamente una missione di routine che colleziona dati e basta. In Cina sta partendo l’iniziativa GoMars, dedicata a modellare il sistema atmosferico marziano. I dati raccolti da Tianwen-1, in particolare da Zhurong, il rover della missione ormai in ibernazione, e altre sonde di superficie in passato, serviranno a validare i modelli atmosferici calcolati. L’iniziativa servirà, tra le altre cose, alla preparazione della missione Tianwen-3, con atterraggio sulla superficie marziana, prelevamento di campioni e ritorno a Terra.
Nessun aggiornamento sostanziale dall’ultimo orbiter Hope (UAESA), arrivato su Marte nel 2021 e che prosegue da allora la sua attività scientifica praticamente senza interruzioni.
Dalla superficie invece registriamo un bel dust devil ripreso da Perseverance (NASA). La SuperCam a bordo del rover ha permesso di analizzare fenomeni elettrici ed elettrostatici a contorno del fenomeno, proprio quando il diavolo di sabbia è passato sul mezzo.
Infine Curiosity (NASA), rallentata dalla congiunzione solare di Marte, ne ha approfittato per prendersi una leggera pausa e inviare una cartolina panoramica a Terra.
Nel sistema solare esterno
Alla flotta di sonde che hanno osservato il nuovo oggetto interstellare 3I/ATLAS si aggiunge anche Psyche (NASA). Durante il viaggio verso l’omonimo asteroide 16 Psyche, che raggiungerà a luglio 2029, c’è stato tempo per catturare immagini di qualità di questo oggetto, che hanno aiutato a capire meglio la traiettoria.
Quattro osservazioni di 3I/ATLAS nel giro di 8 ore, effettuatte da Psyche a 53 milioni di km di distanza. Credit: NASA/JPL-Caltech/ASUContinua il viaggio per Europa Clipper (NASA), JUICE (ESA) e Lucy (NASA), le prime due destinate ad arrivare su Giove nel 2030 e 2031, la terza diretta verso Greci e Troiani di Giove. Lucy incontrerà il suo primo obiettivo a metà dell’anno prossimo, agosto 2027, quando sorvolerà 3548 Eurybates, un asteroide della famiglia dei Greci posto in orbita attorno al punto lagrangiano L4 del sistema Sole-Giove.
Juno (NASA) giace ancora nel limbo dal termine dell’estensione di missione conclusasi a settembre 2025. Non si sa ancora se verrà approvata un’ulteriore estensione di missione o se verrà fatta precipitare distruttivamente nell’atmosfera di Giove per sancirne la fine. Un verdetto dovrebbe arrivare con l’approvazione del budget NASA prevista per fine gennaio 2026.
Infine, continuano le storiche missioni ben oltre gli otto pianeti New Horizons (NASA), Voyager 1 e Voyager 2. La prima è in ibernazione fino a giugno 2026, mandando solo un segnale a settimana per dimostrare che è ancora viva. Le due Voyager invece sono attive e inviano dati con una banda molto ridotta a causa della distanza a cui si trovano, 170 e 142 unità astronomiche da Terra.
Riassunto missioni
Ci sono 26 missioni attive nello spazio profondo, di cui otto in viaggio verso la propria destinazione, una nel corso della sua missione principale e 17 in fase di estensione di missione.
Evoluzione della posizione delle sonde del sistema solare nel mese di dicembre 2025. Credit: ISAA/P. PortaluriGli aggiornamenti per questo mese sono giunti al termine, continuate a seguirci e ci risentiamo il prossimo mese con gli aggiornamenti dal sistema solare!
Questo articolo è © 2006-2026 dell'Associazione ISAA, ove non diversamente indicato. Vedi le condizioni di licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
Commenti
Discutiamone su ForumAstronautico.it #CNSA #ESA #ISRO #JAXA #NASA #Roskosmos #UAESpaceAgency -
Il Principio di Indeterminazione
È il principio per cui, in poche parole, non ci è dato di sapere tutto. Ci sono "cose" che dobbiamo rinunciare a conoscere, se vogliamo essere in grado di conoscerne altre. Detto così, il famoso principio di indeterminazione sembra nient'altro che una massima da quattro soldi. Il punto è che il suo contenuto è un rigoroso teorema matematico che descrive una legge di natura della cui validità abbiamo dimostrazione ogni giorno. Scrivo quindi questo post (piuttosto di getto e senza uso di LLMs; troverete quindi piccoli errori qua e là e forse poca coerenza; ma prendente tutti questi come prova che dietro c'è un essere umano "vero" a pigiare i bottoni della tastiera) per cercare di spiegare il contenuto profondo del principio.
L'idea di base è piuttosto semplice
Immaginiamo di voler vedere dove si trova un certo oggetto. Dobbiamo interagire con questo oggetto in qualche modo per conoscerne la posizione. Ad esempio, possiamo illuminarlo con un fascio di luce, elaborare la luce riflessa dall'oggetto nei nostri occhi, e infine inferire, in questo modo, la posizione dell'oggetto. Altri metodi di misura che non usino direttamente la nostra vista sono certamente possibili, ma se ci si pensa anche solo un attimo, si capisce immediatamente che, senza interazione, non ci può essere misura. Punto.
Serve quindi un'interazione. Quando uno ha capito questo, ha capito (quasi) tutto. Perché? Immaginiamo che l'oggetto che stiamo misurando sia piccolo, molto piccolo, microscopico. Così piccolo e leggero che anche solo la luce, anche solo il più flebile raggio di luna, può farlo volare via, lontano dal punto dove si trovava un attimo prima.
E questa non è soltanto un'immagine pedagogica. È letteralmente (termine da prendere sempre con le pinze, ma lasciatemelo passare) ciò che succede quando misuriamo la posizione di una particella subatomica. Ed è questo anche l'esempio cardine attorno al quale si sviluppa il famosissimo articolo che Werner Heisenberg pubblicò nel 1927, a soli 26 anni. Un articolo molto impreciso, sia dal punto di vista fisico che matematico, ma geniale nel cogliere il significato pratico/sperimentale di una proprietà puramente algebrica, quale è la non-commutatività dell'anello delle matrici. (E lasciamo pure che queste ultime parole cadano nell'oblio del Fediverso.)
Il ragionamento che Heisenberg segue è più o meno questo: più precisa è la misura che faccio della posizione della piccolissima particella, più forte deve essere il fascio di luce che uso per illuminarla, e quindi più forte deve anche essere il rinculo che la particella subisce. Tutto questo proprio perché ne sto misurando la posizione. E per quanto io possa cercare altri modi per misurarne la posizione, niente da fare: in un modo o nell'altro, un rinculo salterà sempre fuori.
Ed è così che, con due conti in croce (nell'articolo di Heisenberg la matematica è a un livello minimo), l'intuizione diventa principio: per conoscere la posizione della particella "adesso", devo necessariamente abbandonare ogni speranza di conoscerne la posizione "dopo", perché il rinculo che subisce è puramente casuale e non predittibile.
Non uno solo, ma tanti principi di indeterminazione
L'articolo di Heisenberg, fin da subito, ha motivato altri ricercatori (come Kennard e Robertson, ma anche Schrödinger) a cercare di riformulare le medesime idee in modo più rigoroso. E come spesso accade quando si fanno le cose per bene, con calma e con gesso, si capisce che l'idea iniziale, per quanto geniale, era essenzialmente sbagliata: la famosa relazione ∆x∆p≥ħ/2, che Heisenberg interpreta come "il prodotto dell'errore nella misura per l'entità del rinculo risultante deve essere maggiore di una certa costante" (cioè: se vogliamo ridurre l'errore, dobbiamo aumentare il rinculo), ha in realtà tutt'altra interpretazione.
L'interpretazione più corretta (o più noiosa, a seconda dei punti di vista; e, anche qui, lasciatemi semplificare; la storia dell'interpretazione di questa relazione è lunghissima e assai ramificata e continua tutt'ora) è che il principio d'indeterminazione in tal forma non si riferisce ai limiti della misura, ma ai limiti della preparazione di un sistema: non è possibile preparare un sistema in uno stato tale per cui sia la sua posizione sia la sua velocità siano a noi note con precisione arbitraria. Tradotto: piazzare una particella quantistica in un punto molto preciso è come cercare di schiacciarvi dentro una molla che schizzi via a caso appena la lasciassimo andare. Quindi, ancora: se vogliamo conoscere la posizione con certezza adesso, dobbiamo rinunciare a conoscerla dopo.
Ma allora, è possibile formulare un principio di indeterminazione per la misura, proprio come Heisenberg aveva in mente? Certo. Forse il tentativo più famoso di estendere la relazione di Heisenberg in modo tale da descrivere una misura vera e propria e non soltanto una preparazione, è quello che Masanao Ozawa propose circa trenta anni fa, ma a cui non è stato ancora dato un definitivo nulla osta da parte della comunità scientifica. E per spiegare il perché di questo, devo entrare in un ginepraio in cui le cose si complicano e diventano decisamente bizzarre.
Il problema
Il problema grosso in tutto questo ragionamento è proprio all'inizio, esattamente nella definizione di "errore" nella misura. Tipicamente, noi lo penseremmo come differenza tra valore "vero" e valore misurato. Conciossiacosaquandofosseché... in meccanica quantistica "ortodossa" il concetto di "valore vero", nel senso di "valore vero preesistente l'atto di misura", è una specie di bestemmia che merita immediata scomunica. (Tutti i virgolettati qui sono d'obbligo.)
Mentre possiamo sicuramente dire che un dado lanciato e immediatamente coperto ha comunque un valore ben definito nonostante nessuno l'abbia ancora guardato, la stessa cosa non può essere detta per una misura quantistica. Non possiamo dire, a meno di aprire un vaso di Pandora di problemi matematici, logici e concettuali, che lo spin di un elettrone ha un valore vero, per quanto ignoto, prima che qualcuno lo misuri.
Seguendo una certa (ma maggioritaria) interpretazione della meccanica quantistica, è come se fosse l'atto di misura stesso a "creare" il valore della proprietà che viene misurata, nel momento in cui viene misurata, e non prima.
Questo aspetto della meccanica quantistica è assolutamente contrario a ogni intuizione che noi esseri umani abbiamo. Einstein lo trovava ripugnante e ha cercato fino all'ultimo di dimostrarne l'assurdità: "Dio non gioca a dadi." e ancora "La luna è davvero là anche quando non la guardo?" Ma anche Schrödinger: "Il gatto nella scatola diventa uno zombie dopo un po' se non la apro?" E Wigner: "Ma se nessuno misura il misuratore, come può quest'ultimo essere sicuro di aver misurato alcunché?" Sembra un circolo vizioso dal quale è difficile uscire...
Questa però è un'altra storia, la storia del famoso "problema della misura", e io adesso sono anche un po' stanco. Credo che per oggi possa bastare.
Alla prossima!
-
lo zaino cannibale tagliato e poi buttato (pulizie estive?)
Tra le mani ad oggi ho solo spaccamenti, e quindi non ho davvero molto da dire senza sembrare ancora più fuori di testa del solito… Ma, senza finire per divagare già al primo periodo di questo post, ecco una cosa che ho fatto l’altro giorno che boh, è divertente… ma chissà quanto utile. (Sospetto poco, a causa di problemi di skill che subito diventano evidenti, ma la mia vita è per legge questo.) 🙏
Mio padre doveva buttare un trolley della spesa vecchio l’altro giorno, perché consumato e spacc… ordinaria amministrazione, nella corrente economia, in cui i prodotti puntualmente si rovinano se semplicemente vengono usati, vabbè. Ne ha approfittato per prendere e levare di mezzo anche un altro trolley mezzo scassato, che invece usavo io a scuola, alle elementari (tempi duri, a portare a giro tutti i cazzo di libri, e poi i quaderni pure, noo madonna ragazzi che ne parliamo a fare)… e quello principalmente aveva il manico allungabile rotto, incastrato, che non scendeva più completamente; rumenta a tutti gli effetti. 💩
Per giorni, pur avendo notato lo spostamento dell’oggetto, non ci ho pensato molto… Però, giusto un giorno prima che fossero effettivamente gettati (e se qui non devo ringraziare gli spiriti che mi hanno infuso il giusto pensiero nel giusto momento, davvero non so quando dovrei), mi è salita in mente un’idea: e se cannibalizzassi le ruote, che potrebbero fare sempre comode in magici progetti futuri??? (Tipo, esempio stupido, bombe autocomandate???) E sarebbe stata un’idea perfetta, se all’atto pratico non si fosse rivelata impossibile (almeno, impossibile nella misura di volerlo fare così, per sfizio, per perdere un po’ di tempo prima di cena). Purtroppo, lo zainetto era così cucinato dal tempo che le viti esagonali che tenevano a posto le ruote non volevano saperne di svitarsi con un cacciavite (e io non possiedo le chiavi orizzontali magiche), quelle dell’altro carrello erano molto grandi e fissate non so come, e visto ciò avevo esaurito le opzioni. 😿
Eppure… qualcosa comunque me la dovevo rubare e conservare, da quella carcassa così insensibilmente condannata alla discarica… quindi ho optato per le zip!!! (Zorp!!!) Ho preso inizialmente le forbici, perché sono scema… poi ho visto che non sarei andata da nessuna parte in quel modo, quindi ho preso il taglierino. In qualche minuto quindi, e con non poca fatica, le ben due cerniere le ho staccate… evidentemente non con grandissimo successo, ma sono comunque utilizzabili, ci si può cucire filo filo sul bordo (…o, almeno, alla peggio la più grande dovrebbe essere utilizzabile, e che cazzo…)! Non ricordavo neanche se fosse di buona o cattiva qualità questo zaino, però, a giudicare dal come il tessuto è stato fisicamente molto tosto a tagliarsi, direi non male. 🔪
Comunque, assurdo… Lo zaino blu con dettagli neri e verdi, e fa questa fine…? Mai capirò come mai in questa casa viene sempre la voglia di buttare via la robba… Mio padre dice sempre che bisogna buttare un sacco di cose, perché non ci sarebbe spazio in camera mia, ma è da ormai quasi un quarto di secolo che sento sempre dire questa cosa… eppure, tutti i suoi libri dall’aspetto semi-costoso sono ancora lì al loro posto sulle mie mensole. Ok, in parte sto scherzando, perché oggettivamente non c’è spazio… basta guardare come sono costretta a conservare i miei manga per avere un’idea… però non capisco perché mai ripetere questa cosa svariate volte all’anno, e in alcuni periodi pure svariate volte al mese… 🥴
…Questo zaino che è stato coattamente eliminato dalla mia stanza e piazzato vicino alla mondezza, però, in effetti forse era da buttare, gli darò vinta questa. Era così pieno di polvere, ma veramente così impregnato di marciume arioso, che mentre facevo queste procedure di cannibalizzazione (avendole fatte tutte a pezzetti, una alla volta, 3 in totale) mi sono dovuta lavare le mani ogni volta, per quanto diventavano di quel classico secco scomodo della polvere… nonostante ad occhio tutto sommato non sembri (perché, appunto, sarà proprio il tessuto impregnato, e non solo coperto), se non per il fatto che ha una specie di alone come se fosse renderizzato con della nebbia attorno. Però uffa, il bilancio ottenuto alla fine fa schifo, ho potuto riciclare poca roba! 🤥
-
Dal “climate change” al “regime change”: il “linguistic change” dell’itanglese
Di Antonio Zoppetti
Mentre scrivo sullo sfondo dell’ennesima guerra scoppiata all’improvviso, in una diretta su Rai News – anche il nome dei canali della tv di Stato la dice lunga sulla nostra anglicizzazione – si parla in modo ossessivo di “regime change”. È il nuovo picco di stereotipia che caratterizza la comunicazione mediatica, quando di punto in bianco tutti i giornalisti, in preda a una coazione a ripetere, si mettono a usare la stessa espressione come se non esistessero altre parole. E il più delle volte la stereotipia si manifesta con il ripetere l’inglese, come è accaduto il 17 marzo 2020 con il “lockdown” che da quel momento in poi è divenuto l’unica parola possibile per esprimere quello che sino al giorno prima gli stessi giornalisti avevano chiamato serrata, chiusura, zona rossa… e che in Francia e Spagna si è chiamato “confinamento”.
E così, mentre sui giornali francesi si parla in queste ore di “changer (changement) de règime” e su quelli spagnoli di “cambio de régimen” sui nostri è tutto un pullulare dell’espressione inglese in un abbandono dell’italiano che caratterizza le scelte linguistiche dei collaborazionisti della dittatura dell’inglese che formano la nostra attuale egemonia culturale.
Naturalmente – lo preciso perché c’è sempre qualche cretino che scambia simili considerazioni per complottismo – non c’è nessuna sala dei bottoni in cui si decidono simili strategie comunicative, che sono solo il frutto dell’effetto gregge. La nuova intellighenzia di destra, sinistra, centro (e di chi crede di essere fuori da questi schemi) è fatta da un’élite che si forma in inglese, che ritiene l’inglese una lingua superiore e rilancia le notizie che arrivano dall’anglosfera preferibilmente con parole inglesi.
L’introduzione di “regime change” è recente, e non si deve leggere come un caso isolato. Stando ai grafici di Google libri l’espressione si è fatta strada timidamente negli anni Duemila, anche se i picchi di stereotipia di questi giorni sembrano destinati ad affermare e rinforzare l’espressione che inevitabilmente entrerà anche nel linguaggio della gente, se non si smetterà di preferirla e di divulgarla in una sorta di pedagogia linguistica che educa all’uso dell’inglese. Ad agevolare questa nomenclatura c’è un’altra espressione che viene presentata come più moderna e internazionale di quella in italiano, il climate change al posto del cambiamento climatico, una scelta sociolinguistica preferita dagli anglomani che non ha scalzato l’italiano ma si è affermata come un modello di maggior prestigio ostentato dagli addetti ai lavori.
Se una rondine non fa primavera, due rondini cambiano le carte in tavola, e climate change + regime change si saldano insieme in una potenziale nuova regola formativa fatta da una parola inglese seguita da change con inversione sintattica (cioè con una diversa collocazione delle parole rispetto all’italiano). Il che significa che si creano le condizioni per potenziali future nuove espressioni sullo stesso schema destinate a rafforzare il linguistic change che ci sta portando dall’italiano all’itanglese, esattamente come dall’election day e dal family day si passa allo schema ibrido del matematica day e delle altre decine di espressioni del genere dal numero potenzialmente infinito.
Mentre i linguisti che considerano gli anglicismi come dei “prestiti” isolati son lì a classificarli con le loro bizzarre categorie concettuali o a contarli per dimostrare che sono pochi, che sono soggetti a rapida obsolescenza o che tanto sono tutti di bassa frequenza, non si accorgono che l’interferenza dell’inglese è uno tsunami di ben altra portata e che per misurarne gli effetti c’è bisogno di un altro approccio. Questi linguaioli sono rimasti fermi agli anni Ottanta e all’allarme del Morbus Anglicus denunciato da Arrigo Castellani – quando il fenomeno degli anglicismi ha cominciato a prendere piede con una consistenza numericamente preoccupante – ma negli ultimi quarant’anni il riversamento dell’inglese costituisce un flusso costante in continuo aumento, che ho chiamato la panspermia del virus anglicus. La panspermia è un meccanismo riproduttivo che consiste nel seminare migliaia e migliaia di larve nell’ambiente, e anche se la maggior parte è destinata a morire e divenire cibo per altri animali, qualcuna sopravvive, attecchisce e si riproduce. Gli alti numeri compensano la mortalità della prole. I singoli anglicismi che si radicano al punto di finire nei vocabolari della lingua “italiana” e che attualmente si possono quantificare in circa 4.000 (con una tendenza di aumento impressionante per numeri, frequenze e velocità di attecchimento) seguono una modalità molto simile, sono solo l’effetto collaterale di un riversamento dell’inglese di ordini di grandezza superiore. Un riversamento che non coinvolge più solo il lessico e le singole parole, ma porzioni d’inglese sempre più ampie e complesse, con inversioni sintattiche e implicazioni morfologiche (cioè la formazione delle flessioni e delle suffissazioni delle parole).
Per comprenderlo non bisogna certo essere dei linguisti, anzi a volte il non esserlo aiuta a vedere le cose in modo meno superficiale e ideologizzato. In attesa che regime change sia annoverato nei dizionari (inizialmente dei neologismi, come climate change), per avere un’idea di cosa stia accadendo alla lingua italiana basta cercare “change” per esempio tra le notizie di Google.
Accanto ai recentissimi articoli sul regime change, spicca la frequenza di climate change impiegato nei titoli di giornale di ogni tipo, da la Repubblica (“Reti strategiche tra guerre e climate change”) al Sole24ore (“Pasta, la crescita della produzione e i rischi del climate change”), ma si ritrova ovunque, sul sito della Croce Rossa (“Climate change colpisce più vulnerabili. CRI impegnata per ridurre impatto ambientale, fare formazione e informazione”), sulle riviste di enologia come Wine News (“Il climate change colpisce di più il vino europeo: nei vigneti italiani due gradi in più dal 1980”), su quelle di diritto bancario (“Stato e imprese nella climate change litigation”)…
Una terza occorrenza di espressioni a base “change” che si è ormai affermata nel mondo del lavoro è costituita dal change management (es.: Sole24ore “Design e Change Management: incontro con Nicola Favini a Parigi, 21 maggio 2025”; oppure su Data Manager Online: “Le 4 P del Change Management”). Ma si trova di tutto, da un maestro del trasformismo come Arturo Brachetti che diventa leggenda del quick change (“Brachetti ritorna al Teatro Alfieri con “SOLO – the legend of Quick Change”) al driving change di ManagerItalia (“Driving Change: la Business Community si incontra sul campo. Si tratta di ‘Driving Change’, il format che, in un’unica giornata, unisce formazione e confronto con esperti su temi caldi del management”); si va dalla filosofia del change presentata da PadovaOggi (“Change makers’ lab: guida al cambiamento la tua impresa! Un laboratorio pratico per giovani imprenditori, start-upper e manager pronti a trasformare il cambiamento in opportunità di crescita e innovazione”) agli articoli di sport che prevedono manifestazioni come BOXING FOR CHANGE (Proseguono gli incontri dei nostri Campioni Ambassador con le scolaresche di ogni parte d’Italia) o lo Sport for Change della Fondazione Milan.
È vero che questo riversamento dell’inglese compare soprattutto nei titoloni dei giornali, e che poi spesso all’interno dell’articolo gli anglicismi sono anche spiegati, affiancati dall’italiano e sono dunque molto più rarefatti, ma un linguista senza le fette di salame sugli occhi (per chi capisce solo l’inglese: slices of salami on the eyes) dovrebbe sapere che i titoloni li leggono tutti, al contrario degli articoli, e dunque il loro impatto sulla lingua è enorme e andrebbe misurato, invece di negarlo con la scusa che poi tanto leggendo il pezzo gli anglicismi sarebbero “pochi”. In questa gerarchia – che ho chiamato diglossia lessicale – che vede l’inglese impiegato come etichetta e come sovralingua da sovrapporre all’italiano che viene coperto e schiacciato, colpiscono soprattutto i nomi delle manifestazioni, mostre o eventi che sono tutti in inglese. E a proposito di change si può segnalare Music for Change (“uno degli appuntamenti più attesi della scena musicale italiana”), il “Change in Cardiology 2025” di TrendSanità, il Change Maker Milano, il progetto tutto siciliano contro la violenza di genere nel mondo del vino riportato da PalermoToday denominato “ Grapes of Change”, il “Change The World Model United Nations 2025” di Rai Scuola per confrontarsi sui grandi temi della politica globale…
Questi e altre decine e decine di esempi dell’attuale linguistic change, che, da soli, possono apparire al linguaiolo anglomane come qualcosa di occasionale e di passeggero, non vanno considerati singolarmente, lo ripeto: vanno sommati tra loro. Solo così si comprende che l’attuale l’interferenza dell’inglese è un fenomeno di proporzioni mai viste, che non si limita ai 3 o 4 anglicismi a base change (per chi si vergogna dell’italiano: change based) che penetrano nei dizionari.
A questo punto, chi si domanda perché prenda piede il regime change credo che abbia tutti gli elementi per intuire la risposta: è il linguistic change, ovvero l’imposizione mediatica della newlingua sulla veterolingua come nel Grande Fratello orwelliano. E le stesse considerazioni valgono per tutti gli altri anglicismi utilizzati accanto a change che spicca nei titoli: management, ambassador, mackers, start-upper… ogni parola è una porta che spalanca a decine e decine di altre espressioni inglesi tra loro collegate che si riversano nei giornali e nella lingua degli specialisti che è sempre più ibridata e sempre meno italiana. Il problema non sono i singoli anglicismi ma l’anglomania.
Ma i negazionisti – non mi vengono parole più appropriate – fanno finta di non vedere la realtà e liquidano la faccenda concludendo che l’anglicizzazione dell’italiano sarebbe tutta un’illusione ottica.
#anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #rassegnaStampa