home.social

Search

1000 results for “danno”

  1. Questa settimana #Bergamo è stata teatro dell'ennesimo #femminicidio.

    Volevo parlare di come i media danno le notizie.
    Sembra che il "peso" di una storia di cronaca nera sia determinato dall'origine dei coinvolti - e questo è #EcoDiBergamo, il giornale della curia.

    Questa sensazione si acuisce parlando con la gente.
    Se un crimine violento è perpetrato da un italiano - non deve essere di 2a generazione beninteso - , non dico che venga giustificato, ma molte persone se lo lasciano scivolare addosso.

    Il #Razzismo, conscio e inconscio, è dilagante, e i media hanno delle gravissime colpe.

    #22marzo

  2. Questa settimana #Bergamo è stata teatro dell'ennesimo #femminicidio.

    Volevo parlare di come i media danno le notizie.
    Sembra che il "peso" di una storia di cronaca nera sia determinato dall'origine dei coinvolti - e questo è #EcoDiBergamo, il giornale della curia.

    Questa sensazione si acuisce parlando con la gente.
    Se un crimine violento è perpetrato da un italiano - non deve essere di 2a generazione beninteso - , non dico che venga giustificato, ma molte persone se lo lasciano scivolare addosso.

    Il #Razzismo, conscio e inconscio, è dilagante, e i media hanno delle gravissime colpe.

    #22marzo

  3. Questa settimana #Bergamo è stata teatro dell'ennesimo #femminicidio.

    Volevo parlare di come i media danno le notizie.
    Sembra che il "peso" di una storia di cronaca nera sia determinato dall'origine dei coinvolti - e questo è #EcoDiBergamo, il giornale della curia.

    Questa sensazione si acuisce parlando con la gente.
    Se un crimine violento è perpetrato da un italiano - non deve essere di 2a generazione beninteso - , non dico che venga giustificato, ma molte persone se lo lasciano scivolare addosso.

    Il #Razzismo, conscio e inconscio, è dilagante, e i media hanno delle gravissime colpe.

    #22marzo

  4. Questa settimana #Bergamo è stata teatro dell'ennesimo #femminicidio.

    Volevo parlare di come i media danno le notizie.
    Sembra che il "peso" di una storia di cronaca nera sia determinato dall'origine dei coinvolti - e questo è #EcoDiBergamo, il giornale della curia.

    Questa sensazione si acuisce parlando con la gente.
    Se un crimine violento è perpetrato da un italiano - non deve essere di 2a generazione beninteso - , non dico che venga giustificato, ma molte persone se lo lasciano scivolare addosso.

    Il #Razzismo, conscio e inconscio, è dilagante, e i media hanno delle gravissime colpe.

    #22marzo

  5. 1/2🧶

    Un castillo soporta una sacudida. Un castillo de cartón, pese a parecer sólido, sometido a un fenómeno tremulante se desbarata. Si se salvan los escombros para reconstruir o se quitan de en medio depende de una decisión, personal o mancomunada.

    La comunidad es una familia ampliada, y la familia una institución propensa a las dinámicas mafiosas: le gusta ser juez y parte. Queda impecablemente resaltado en Pubertat, una serie notable por ser adulta, compleja y, aun así, digerible.

    Una muestra es que a su creadora no le importa abordar cuantiosos y alambicados temas candentes, hasta poniéndose en primera línea con un alter ego al que, valiente, llena de dudas. Fuera de la ecuación, espectador medio.

    Dolera -con la exquisita tríada Quílez, Túrnez y Martínez a la cabeza- no ajusticia, escucha y conversa. Esta no es una historia criminal sino social. No hay thriller, solo está la vida. Y si bien se tocan demasiados asuntos para darles un abordaje adecuado (en sí mismos ya son inacabables), se logran trenzar dándoles un trato sensible y centrado.

    Es el pueblo el que intenta aplicar su ley -como un tribunal militar- antes que acudir a la Ley, lo que, parcialmente, la entronca con otra producción con la misma base (no, no es esa), Tótem loba. La familia pretendiendo resolver los conflictos a puerta cerrada, con frecuencia explotando sus privilegios de clase dentro del coro.

    Todo excepto aceptar que huele mal, que hay que ventilar la casa.

    El coro familiar se rebela como un trasmisor de valores intergeneracionales contradictorios cuando la teoría es lo correcto y lo que opera en la mesa (ese abuelo, esa abuela) son roles cavernarios.
    Ante los silencios y las incoherencias de les adultes, queda el grupo de iguales y la internet para mitigar la soledad y la duda. Si no hablas/educas/votas otres lo harán por ti. 1/2🧶
    filmaffinity.com/es/film644927
    #popazo #serie #series #tvserie #hbo #pubertat #hbomax #drama #adolescencia #leticiadolera #culturapop #popculture #vod

  6. A lo mejor es por estar socialmente condicionado o ser muy fatalista, pero en los primeros minutos de El Pasado (Asghar Farhadi, 2013) creí tener idea de la fuente del melodrama y la resolución del conflicto. Afortunadamente el director me puso en mi lugar dándome otra de esas lecciones de humildad que nos ponen los pies en la tierra. Ouch.

    Puntuación: 3 de 5.

    https://wp.me/s973AU-74741

    #FilmStreaming #Micronauta #AsgharFarhadi #Cine #Cinema #France #Francia #MUBI

  7. 🎞️ Love in the Time of Fentanyl - proiezione e dibattito

    Mercoledì 6 maggio, dalle 19:00 alle 22:30, presso ZAM, Milano, via Sant'Abbondio 4

    PROIEZIONE FILM E DIBATTITO | Mercoledì 6 maggio

    🎥 Unipop presenta: Love in the Time of Fentanyl

    Partendo dal film documentario sulle sale di consumo autogestite nel quartiere Downtown Eastside di Vancouver, attraversiamo lo stato dell’arte della Riduzione Del Danno in Italia e di come la tutela dei diritti di chi consuma sostanze sia oggi più che mai un atto politico.

    Con:

    Pino Di Pino > ITARdD - network italiano della riduzione del danno

    Cecilia Gaboardi > Operatrice rdd - Riduzione del Danno

    Ore 19.00 - 20.15 > Proiezione film

    Ore 20.15 - 21.00 > Piccolo aperitivo

    Ore 21.00 - 22.30 > Dibattito

    Vi aspettiamo!

    .

    .

    .

    🔥 Prendiamoci i saperi!

    #dibattito #proiezione #RiduzioneDelDanno #zam #dipendenze #cinezam

  8. 🎞️ Love in the Time of Fentanyl - proiezione e dibattito

    Mercoledì 6 maggio, dalle 19:00 alle 22:30, presso ZAM, Milano, via Sant'Abbondio 4

    PROIEZIONE FILM E DIBATTITO | Mercoledì 6 maggio

    🎥 Unipop presenta: Love in the Time of Fentanyl

    Partendo dal film documentario sulle sale di consumo autogestite nel quartiere Downtown Eastside di Vancouver, attraversiamo lo stato dell’arte della Riduzione Del Danno in Italia e di come la tutela dei diritti di chi consuma sostanze sia oggi più che mai un atto politico.

    Con:

    Pino Di Pino > ITARdD - network italiano della riduzione del danno

    Cecilia Gaboardi > Operatrice rdd - Riduzione del Danno

    Ore 19.00 - 20.15 > Proiezione film

    Ore 20.15 - 21.00 > Piccolo aperitivo

    Ore 21.00 - 22.30 > Dibattito

    Vi aspettiamo!

    .

    .

    .

    🔥 Prendiamoci i saperi!

    instagram.com/p/DXormJoAiCD/?i

    #dipendenze #dibattito #cinezam #proiezione #RiduzioneDelDanno #zam

  9. Un #Ministro che parla così di un pezzo (fondamentale) dello Stato, dandogli colpe che non può avere direttamente visto che il decisore è sempre politico

    Ci sono parole per definire questa cosa?

    Invece di parlare delle gigantesche grane che hanno internamente in #Sardegna e non, visto che @GiorgiaMecojoni se li vole beve in un sol boccone facendo sparire per sempre i #padani, ecco che arrivano nuovi attacchi e svicolamenti tanto per buttarla di nuovo in caciara

    #salveenee #agenziaentrate

  10. Un #Ministro che parla così di un pezzo (fondamentale) dello Stato, dandogli colpe che non può avere direttamente visto che il decisore è sempre politico

    Ci sono parole per definire questa cosa?

    Invece di parlare delle gigantesche grane che hanno internamente in #Sardegna e non, visto che @GiorgiaMecojoni se li vole beve in un sol boccone facendo sparire per sempre i #padani, ecco che arrivano nuovi attacchi e svicolamenti tanto per buttarla di nuovo in caciara

    #salveenee #agenziaentrate

  11. Un #Ministro che parla così di un pezzo (fondamentale) dello Stato, dandogli colpe che non può avere direttamente visto che il decisore è sempre politico

    Ci sono parole per definire questa cosa?

    Invece di parlare delle gigantesche grane che hanno internamente in #Sardegna e non, visto che @GiorgiaMecojoni se li vole beve in un sol boccone facendo sparire per sempre i #padani, ecco che arrivano nuovi attacchi e svicolamenti tanto per buttarla di nuovo in caciara

    #salveenee #agenziaentrate

  12. Un #Ministro che parla così di un pezzo (fondamentale) dello Stato, dandogli colpe che non può avere direttamente visto che il decisore è sempre politico

    Ci sono parole per definire questa cosa?

    Invece di parlare delle gigantesche grane che hanno internamente in #Sardegna e non, visto che @GiorgiaMecojoni se li vole beve in un sol boccone facendo sparire per sempre i #padani, ecco che arrivano nuovi attacchi e svicolamenti tanto per buttarla di nuovo in caciara

    #salveenee #agenziaentrate

  13. Un #Ministro che parla così di un pezzo (fondamentale) dello Stato, dandogli colpe che non può avere direttamente visto che il decisore è sempre politico

    Ci sono parole per definire questa cosa?

    Invece di parlare delle gigantesche grane che hanno internamente in #Sardegna e non, visto che @GiorgiaMecojoni se li vole beve in un sol boccone facendo sparire per sempre i #padani, ecco che arrivano nuovi attacchi e svicolamenti tanto per buttarla di nuovo in caciara

    #salveenee #agenziaentrate

  14. Va bene l'attenzione alla gestione dei dati, va bene il consenso, ma mi spiegate che senso ha dare il consenso per la conferma del 730 se la precompilata è fatta con dati miei a cui ho già dato il consenso? Vi danno un tot a consenso? #agenziaentrate #privacy

  15. Va bene l'attenzione alla gestione dei dati, va bene il consenso, ma mi spiegate che senso ha dare il consenso per la conferma del 730 se la precompilata è fatta con dati miei a cui ho già dato il consenso? Vi danno un tot a consenso? #agenziaentrate #privacy

  16. Va bene l'attenzione alla gestione dei dati, va bene il consenso, ma mi spiegate che senso ha dare il consenso per la conferma del 730 se la precompilata è fatta con dati miei a cui ho già dato il consenso? Vi danno un tot a consenso? #agenziaentrate #privacy

  17. UNAM inaugura El Aleph 2026 con más de 170 actividades sobre nuevas narrativas

    Las nuevas narrativas expresan reivindicaciones de voces otrora silenciadas, de procesos antes incuestionados, indicó Miguel Armando López Leyva

    Por Gabriela Díaz | Reportera                                                      

    Los retos del siglo XXI exigen lecturas más inclusivas y sensibles para entender las relaciones que sostienen la vida, afirmó el rector de la UNAM, Leonardo Lomelí Vanegas, al inaugurar El Aleph. Festival de Arte y Ciencia 2026, dedicado a las “Nuevas narrativas”.

    “Necesitamos otros paradigmas para identificar cómo divulgar la ciencia frente a la desinformación, comprender el rol de la inteligencia artificial, formular instrumentos jurídicos más justos, repensar nuestra relación con otros seres vivos y asumir críticamente que el futuro no está predeterminado”, subrayó.

    Acompañado por las coordinadoras de Difusión Cultural y de la Investigación Científica de la UNAM, Rosa Beltrán Álvarez y María Soledad Funes Argüello, respectivamente; así como el titular de la coordinación de Humanidades, Miguel Armando López Leyva, el rector añadió que este Festival convoca a ir más allá de las primeras impresiones, a superar los límites de lo vivido y a observar aquello que tal vez no habíamos aprendido a ver.

    “La diversidad de actividades dispuestas en el programa es muestra de la esencia de este diálogo de saberes: un sistema dinámico de indagación y recursos expresivos que se entrecruzan para ampliar nuestra comprensión del presente”, expresó en compañía del secretario Técnico de Planeación y Programación de la Coordinación de Difusión Cultural y director de El AlephJuan Ayala.

    En la Sala Miguel Covarrubias del Centro Cultural Universitario -a la que asistieron estudiantes de bachillerato y licenciatura-, Lomelí Vanegas puntualizó que ninguna disciplina por sí sola puede abarcar la totalidad de un fenómeno ni la complejidad de sus interconexiones para comprender los problemas más apremiantes se requiere articular múltiples marcos de interpretación: desde el laboratorio y la escena hasta el archivo, el cuerpo, el cálculo y la metáfora.

    Para la Universidad de la nación, dijo, promover un acto de esta naturaleza constituye una afirmación de su misión social: que esta casa de estudios existe para generar conocimiento, para compartirlo, examinarlo y ponerlo al servicio de la humanidad.  El Aleph, agregó,acerca la ciencia a públicos heterogéneos, abre la experiencia artística a preguntas inéditas, fomenta la curiosidad de los jóvenes, convoca a especialistas nacionales e internacionales y demuestra que la cultura universitaria es un espacio de encuentro, deliberación y expectativa.

    Más de 170 actividades

    Previamente, Rosa Beltrán Álvarez expuso que a lo largo de sus 10 años este Festival de la UNAM se ha constituido como “un refugio para la imaginación razonada y la crítica sensible” y es memoria activa de esta última década en la que la realidad superó a la ficción.

    “Tuvimos una pandemia, asistimos al auge de la inteligencia artificial y nos enfrentamos a la crisis climática, por no hablar de las guerras. Hoy proponemos que una nueva narrativa no es inventar mundos nuevos, o no solo, es también el presente para que no nos resulte ajeno. Es pasar del Aleph borgiano, ese punto que lo contiene todo al Aleph universitario, el espacio donde todos esos puntos aprenden a dialogar para el bien común”.

    Informó que se realizarán más de 170 actividades. Una de las grandes novedades es la Aldea Aleph, un espacio interactivo en la explanada de la Espiga, diseñado para ser un laboratorio de experiencias simultáneas. Habrá música y artes escénicas, se presentará la Orquesta de Jazz de Turín y el Ballet de la ciudad de Sao Paulo, habrá exploraciones sobre la inteligencia artificial integrada a la danza, por ejemplo.

    En su oportunidad, Miguel Armando López dio a conocer que más de 50 especialistas vinculados a las humanidades y las ciencias sociales participarán en 17 mesas del Festival que llama a pensar cómo construimos el conocimiento, qué miradas son más apropiadas para el momento actual, cuáles son los enfoques que debemos asumir, qué paradigmas ameritan ser repensados a la hora de su confronta con la realidad.

    “Cada tiempo ha generado sus narrativas, dando paso a rupturas no siempre fáciles de asumir o disputas difíciles de encauzar. Las nuevas narrativas de este presente no son menos incómodas que las que se formularon en otro tiempo, porque implican otras formas de interrogar, relacionar, historiar, nombrar, relatar, transmitir información y comunicar lo que somos y hemos sido, lo que queremos ser y cómo habremos de llegar a hacerlo”, externó.

    Las nuevas también se expresan en reivindicaciones de voces otrora silenciadas, de lecturas diferentes de fenómenos y procesos antes incuestionados que se daban como hechos consumados, agregó.

    A su vez, María Soledad Funes manifestó que es un espacio que se ha consolidado como una de las expresiones más claras de la vocación universitaria por tender puentes, entre disciplinas, lenguajes, formas distintas de mirar, comprender y transformar el mundo.

    Remarcó que la investigación científica nace de la imaginación y que la ciencia avanza cuando se atreve a imaginar explicaciones nuevas, cuando construye hipótesis, cuando pone a prueba narrativas posibles sobre el funcionamiento de la vida, de la materia, del planeta, del universo y de nosotros mismos.

    Por eso, sostuvo, las nuevas narrativas que dan sentido a esta edición son parte esencial de la manera en la que hoy se produce, se comunica y se comparte el conocimiento. “Cada vez que observamos una galaxia lejana, que secuenciamos un genoma, que modelamos un sistema complejo estamos también construyendo relatos sobre lo que somos, sobre lo que sabemos y sobre aquello que todavía no alcanzamos a comprender”. –sn–

    Sociedad Noticias

    ¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: FacebookTwitter e Instagram.

    También, te invitamos a que te sumes a nuestro canal de información en tiempo real a través de Telegram.

    #NoticiasMX #PeriodismoParaTi #PeriodismoParaTiSociedadNoticias #arteYCiencia #Cdmx #CentroCulturalUniversitario #Ciencia #Cultura #culturaUniversitaria #divulgaciónCientífica #educaciónSuperior #ElAleph #FestivalDeArteYCiencia #festivalUNAM #humanidades #Información #InformaciónMéxico #innovación #InteligenciaArtificial #investigaciónCientífica #LeonardoLomelí #MaríaSoledadFunes #México #MiguelArmandoLópezLeyva #Morena #noticia #noticias #NoticiasMéxico #NoticiasSociedad #nuevasNarrativas #RosaBeltrán #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #UNAM
  18. Sempre più video sui social "classici" invitano a fare #skiplagging, cioè acquistare ad es. un volo da Milano a Londra con scalo a Parigi, per scendere a Parigi. Sì, può costare meno del volo Milano-Parigi, ma non si deve fare perché:

    1) è dannoso per l'ambiente
    2) è esplicitamente vietato e si può finire in blacklist
    3) no bagaglio in stiva
    4) possono modificare la rotta togliendo lo scalo

    Dimentico qualcosa?

    Occhio a chi date fiducia.

    #volare #viaggiare #avviso #voli

  19. Quote of the day, 16 April: St. Teresa of Avila

    Give us this day our daily bread (Lk 11:3)

    O eternal Lord! Why do You accept such a petition? Why do You consent to it? Don’t look at His love for us, because in exchange for doing Your will perfectly, and doing it for us, He allows Himself to be crushed to pieces each day. It is for You, my Lord, to look after Him, since He will let nothing deter Him.

    Why must all our good come at His expense? Why does He remain silent before all and not know how to speak for Himself, but only for us?

    Well, shouldn’t there be someone to speak for this most loving Lamb? [Allow me, Lord, to speak—since You have willed to leave Him to our power—and to beseech You since He so truly obeyed You and with so much love gave Himself to us].

    I have noticed how in this petition alone He repeats the words: first He says and asks the Father to give us this daily bread, and then repeats, “give it to us this day, Lord,” invoking the Father again [dádnoslo hoy, Señor].

    It’s as though Jesus tells the Father that He is now ours since the Father has given Him to us to die for us; and asks that the Father not take Him from us until the end of the world; that He allow Him to serve each day. May this move your hearts, my daughters, to love your Spouse, for there is no slave who would willingly say he is a slave, and yet it seems that Jesus is honored to be one.

    O Eternal Father! How much this humility deserves! What treasure do we have that could buy Your Son? The sale of Him, we already know, was for thirty pieces of silver [Mt 26:15]. But to buy Him, no price is sufficient.

    Since by sharing in our nature, He has become one with us here below—and as Lord of His own will—He reminds the Father that because He belongs to Him, the Father in turn can give Him to us. And so He says, “our bread.”

    He doesn’t make any difference between Himself and us, but we make one by not giving ourselves up each day for His Majesty.

    Saint Teresa of Avila

    The Way of Perfection, chap. 33, nos. 4–5

    Teresa of Avila, St. 1985, The Collected Works of St. Teresa of Avila, translated from the Spanish by Kavanaugh, K; Rodriguez, O, ICS Publications, Washington DC.

    Featured image: Judas Goes to Find the Jews (Judas va trouver les Juifs) was executed in opaque watercolor over graphite on gray wove paper by artist James Tissot, (French, 1836-1902) during the years 1886-1894 as he created his famed series The Life of Our Lord Jesus Christ (La Vie de Notre-Seigneur Jésus-Christ). So many of these well-known artworks are in the collection of the Brooklyn Museum in New York and are available for download online with no known copyright restrictions.

    Reflection Question
    On this day of betrayal, how are you moved by the Lord’s silence and His daily self-gift?
    Join the conversation in the comments.

    #bread #giving #humility #incarnation #JesusChrist #LordSPrayer #silence #StTeresaOfAvila

  20. How Broadbeach became a blues mecca
    By Dan Condon

    As some festivals crumble, the Gold Coast's mayor says the 25-year-old Blues On Broadbeach event isn't going anywhere.

    abc.net.au/news/2026-05-13/blu

    #Music #Blues #ArtsCultureandEntertainment #DanCondon

  21. La X brigata partigiana rimane a Cespedosio fino alla metà di luglio circa

    Una vista dal rifugio Cespedosio. Fonte: Visit Bergamo

    Dal canto suo anche il comando della 40^ brigata Garibaldi “Matteotti” operante in Valsassina e Valtellina tenta di ristabilire i contatti. Ma l’impresa fallisce. In data 25 luglio 1944, Al, comandante del fronte sud della 40^, deve dichiarare che, malgrado gli sforzi: “con il distaccamento di Val Taleggio non è stato possibile il contatto. Pare che questo sia inquadrato nella brigata bergamasca. Ad ogni modo cercheremo i comandanti, ora irreperibili, definendo la loro posizione.” (8) Sembra strano che il comando partigiano della Valsassina non riesca a rintracciare Gastone [Gastone Nulli] e i suoi; tanto più che i partigiani della Valsassina, avendo avuto modo di aiutare gli uomini della X quando questi si trovavano alla capanna Castelli, potevano conoscerne il nuovo rifugio. Ma le difficoltà del momento spiegano molte cose e tra le altre anche questo inconveniente. Non si può comunque evitare di riflettere sulle voci raccolte da Al a proposito dell’inquadramento della formazione taleggina nella brigata bergamasca. Il PCI bergamasco e la 40^ Matteotti sono dunque le organizzazioni che cercano di allacciare rapporti col gruppo di Gastone. E si può notare un certo qual legame tra le due iniziative nell’unica matrice politica da cui entrambi dipendono, ma il legame appare abbastanza tenue: sono solo voci quelle che Al raccoglie a proposito dell’inquadramento della X tra le formazioni di un partito che allora spendeva molte delle proprie energie per costituire un’efficiente brigata garibaldina in terra orobica. I collegamenti clandestini sono lacunosi anche all’interno delle forze garibaldine e non c’è quindi da stupirsi che le informazioni pervenute ad Al diano per certo ciò che invece è per ora solo una speranza. La documentazione tace completamente sugli esiti della menzionata missione di Alberto a S. Pellegrino, invece, per quel che concerne la presa di contatto del PCI di Bergamo con Gastone, ci fornisce qualche utile, anche se debole, spunto. Si può così affermare che, di fronte alla richiesta di instaurare rapporti organici con i comunisti bergamaschi, Gastone oppone un sostanziale rifiuto, motivandolo con l’esistenza di precedenti collegamenti con organizzazioni milanesi del PCI: “Fidandomi delle assicurazioni di Dario (9), rifiutai di aderire a formazioni dipendenti dagli organi di Bergamo” (10) osserva Gastone e precisa di aver mantenuto tale orientamento fino alla cattura di Dario(ottobre 1944?). Come è noto, Dario riscuote la fiducia di talune organizzazioni comuniste milanesi e torna quindi comodo a Gastone scaricare su di lui le responsabilità della mancata collaborazione con il PCI di Bergamo; ma proprio qui sta la debolezza della sua asserzione, infatti, come si potrà constatare, non esisteva alcun antagonismo tra comunisti milanesi e bergamaschi in relazione ai gruppi della Val Taleggio. Semmai esisteva in quel momento una sfasatura di ordine informativo che presto verrà colmata. D’altra parte non è possibile sostenere che Gastone rifiuti categoricamente ogni rapporto con Bergamo. Al contrario, per quanto concerne le Fiamme Verdi, ne promuove la ricerca e dal PCI provinciale accetta senza esitazioni gli aiuti almeno fino a quando non furono ristabiliti i precedenti contatti con Milano.
    Così delineata, la questione presenta una sua logica (11) che diventa particolarmente evidente se si ricorda l’insistenza di Gastone nel proclamare la volontà di mantenere alla formazione un “pieno carattere apolitico” ed a se stesso l’indipendenza dal “PCI come partito”. Egli infatti dispone di una formazione i cui uomini tendenzialmente fanno capo a due organismi molto diversi tra loro (le Fiamme Verdi ed il PCI milanese), senza contare quelli che si considerano completamente autonomi. Il problema di tenerli uniti può dunque dipendere dalla capacità del comandante di evitare influenze troppo dirette e condizionamenti che spostino l’asse d’equilibrio a favore degli uni o degli altri. Così egli lascia cadere i contatti con il PCI di Bergamo e molto probabilmente anche quelli con le Fiamme Verdi (12); insiste sulla propria autonomia e non rinuncia a soddisfare le richieste di uomini (come Dario) che gli erano stati vicini fin dalla fine di maggio, perché in ogni caso i legami che essi ristabiliscono pongono in essere un collegamento con comandi superiori che sono lontani e solo difficilmente potranno, influire in modo decisivo sull’andamento del gruppo. La linea di condotta di Gastone dunque si può efficacemente sintetizzare fin da ora in questi termini: unità nell’autonomia, due fattori destinati a pesare costantemente ma in modo diverso in tutta l’attività dei gruppi partigiani taleggini.
    La X rimane a Cespedosio [n.d.r.: frazione del comune di Camerata Cornello (BG] fino alla metà di luglio circa. Sono giorni duri, mitigati solo dal clima estivo. Gli uomini dormono all’addiaccio, si accontentano di mangiare polenta e formaggio; criticano il loro comandante perché non condivide la loro vita (13), ma tutti quasi indistintamente ne subiscono l’ascendente. Verificano lo sforzo del comando di riorganizzare le formazioni, (14) ma soprattutto registrano la solidarietà della popolazione che spontaneamente contribuisce come può al loro vettovagliamento. Superate le più gravi difficoltà, ristrutturata la formazione, Gastone trasferisce gli uomini alla Castelli anche se i problemi alimentari non sono risolti, anche se il mancato chiarimento con gli organi di Bergamo provocherà un rinvio nel tempo dell’inquadramento della X nelle formazioni garibaldine o comunque nel movimento partigiano organizzato. Nella seconda metà di luglio il gruppo ritorna alla capanna Castelli. Gli uomini sono poco più di una cinquantina (15). Le armi sono sufficienti ma scarseggiano le munizioni. Un rapporto fascista, sempre riferito a fine luglio, inizio agosto, li segnala a “Cima di Piazzo-Pizzo Racimonti (leggi passo Baciamorti)- Venturosa-Taleggio-Pizzino e Vedeseta”. (16) Dalla base alla Castelli infatti venivano effettuati spostamenti nella zona per provvedere alle necessità della formazione e, a quanto
    pare, alcuni partigiani con il comandante si erano stabiliti nelle frazioni del comune di Taleggio allora prive del benché minimo presidio fascista. Fino agli ultimi giorni di luglio a all’inizio di agosto comunque non è pensabile che la formazione si sia abbassata verso i paesi della Val Taleggio.
    [NOTE]
    (8) MCL – 40^ brigata Matteotti, com; fronte sud, 25/7/44
    (9) Purtroppo di Dario si sa ben poco e non è quindi possibile determinare la qualità della sua influenza su Gastone. Gastone sostiene che gli fu presentato a Milano come “membro di un comitato” dalla signorina Lella Pizzo d’Ambrosio il 23/5/44, cioè poco prima che entrambi prendessero la via della montagna. Romolo (non meglio identificato) funge da collegamento tra il gruppo milanese e Dario. Anch’egli era in contatto con la d’Ambrosio, anzi entrambi abitavano a Milano in via Lambrate 13 e insieme furono arrestati nel febbraio ’45 dai tedeschi; dopo di allora non si sa più nulla di Romolo, mentre della d’Ambrosio Gastone parla come d una delatrice che per salvare la pelle si era rassegnata a far da amante agli ufficiali tedeschi. Quanto a Dario, le sue tracce si perdono dopo il settembre del 1944, mese in cui svolse funzioni di commissario nella 86^. In quel periodo si registrò una notevole tensione tra lui e Gastone
    (10) CPV – C 51
    11) Ci sono stati vari tentativi di spiegare la logica che guida l’operato di Gastone fin da questa fase e nella maggior parte dei casi essi adombrano il sospetto del tradimento. Più esplicita delle altre è l’ipotesi di P. Pallini (Penna Nera) che considera l’azione di Gastone in Val Taleggio alla stregua di quella di un agente provocatore assoldato ai fascisti e perciò rifiuta di credere all’autenticità dei suoi contatti con organizzazioni milanesi. Secondo il Pallini, Gastone avrebbe vantato rapporti con un misterioso”comitato Tito” risultato poi sconosciuto alle indagini del comando delle Fiamme Verdi; ma non si può dimenticare che, malgrado le riserve, fu proprio il comando delle FFVV ad autorizzare Pallini ad intavolare buone relazioni con Gastone. Questa ipotesi a nostro avviso non è attendibile: l) perché chi teneva i contatti con Milano non era Gastone, ma Dario 2) perché a partire da agosto la formazione sarà visitata ripetutamente da scrupolosi ispettori del PCI che non misero mai in discussione né l’esistenza né l’autenticità dei collegamenti con Milano 3) Perché si può affermare che la stessa denominazione del gruppo rimanda a una formazione milanese: La X brigata, (una di cui si sa pochissimo e su cui non esiste alcuno studio).
    (12) Questa affermazione si fonda sulla assoluta carenza di documenti per il periodo in questione; l’unico elemento concreto è la citata missione di Alberto a S. Pellegrino per ricollegarsi al col. Richetti; sondaggi precisi al riguardo hanno consentito di chiarire che la cosa non ebbe seguito, ma si tratta di testimonianze orali e comunque non è escluso che si potessero riallacciare rapporti per altra via
    (13) Egli vive in camere d’affitto o in albergo con la madre ed effettua spese considerate futili incidendo così pesantemente sul già, tanto magro bilancio del gruppo.
    (14) Nel periodo di Cespedosio e comunque in luglio sono vari i tentativi di riorganizzare la formazione anche sotto il profilo finanziario e alimentare. La gente della zona collabora come può facendo in modo che i partigiani trovino al loro giungere a Cespedosio sacchi di farina (la famiglia Redondi e Benetto di S. Giovanni Bianco si segnalano in questi aiuti spontanei), ma lo stato di abbandono in cui si trovano gli uomini e l’incertezza dei contatti col centro inducono il comando a cercare di risolvere questo problema di propria iniziativa. Si tenta così di riattivare il canale finanziario di G. Cima, che però risponderà positivamente solo dopo l’adesione di Gastone alla II divisione; anche qualche altro borghese benestante viene interpellato allo scopo e la X ne ottiene una certa collaborazione (si leggano i nomi dei contattati: A. Pesenti, G. Milesi, M. Gianati di Piazza B., A. Mismetti e si ricordino le succulente riscossioni effettuate alla banca di Olmo al Brembo). Questa linea diverge da quella comuniste che temeva un eventuale condizionamento delle formazioni da parte dei benestanti. La X però si muove con noncuranza su questa strada, forse anche per rafforzare in questo modo la propria autonomia dai centri politici clandestini.
    (15) Secondo alcune fonti tra la fine di giugno e la metà di luglio il numero è cresciuto a 90 unità, ma la cifra è esagerata. Gli informatori fascisti danno una cifra più attendibile (e si tenga conto che il loro rapporto si riferisce alla metà di luglio-inizio agosto): 50/60 uomini. In effetti ai 30/35 sfuggiti al rastrellamento di fine giugno, vanno aggiunti i circa 15 del gruppo Paganoni, alcuni sbandati nascosti nelle baite della zona (sia presso Camerata Cornello che in Val Taleggio). Al totale va però tolto il gruppetto del Canadese che si allontana all’inizio di luglio.
    (16) ISML – Bg. 5 L 1/2269
    Maria Grazia Calderoli, Aspetti politici e militari della Resistenza taleggina. Luglio 1944-aprile 1945, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 1975-1976, qui ripresa da Associazione Culturale Banlieu

    #1944 #agosto #Bergamo #brigata #CamerataCornelloBG #Cespedosio #comunista #fascisti #FiammeVerdi #GastoneNulli #guerra #Lombardia #luglio #MariaGraziaCalderoli #Matteotti #partigiani #partito #provincia #Resistenza #SanPellegrinoTermeBG #Taleggio #tedeschi #Val #Valsassina #Valtellina #X

  22. La X brigata partigiana rimane a Cespedosio fino alla metà di luglio circa

    Una vista dal rifugio Cespedosio. Fonte: Visit Bergamo

    Dal canto suo anche il comando della 40^ brigata Garibaldi “Matteotti” operante in Valsassina e Valtellina tenta di ristabilire i contatti. Ma l’impresa fallisce. In data 25 luglio 1944, Al, comandante del fronte sud della 40^, deve dichiarare che, malgrado gli sforzi: “con il distaccamento di Val Taleggio non è stato possibile il contatto. Pare che questo sia inquadrato nella brigata bergamasca. Ad ogni modo cercheremo i comandanti, ora irreperibili, definendo la loro posizione.” (8) Sembra strano che il comando partigiano della Valsassina non riesca a rintracciare Gastone [Gastone Nulli] e i suoi; tanto più che i partigiani della Valsassina, avendo avuto modo di aiutare gli uomini della X quando questi si trovavano alla capanna Castelli, potevano conoscerne il nuovo rifugio. Ma le difficoltà del momento spiegano molte cose e tra le altre anche questo inconveniente. Non si può comunque evitare di riflettere sulle voci raccolte da Al a proposito dell’inquadramento della formazione taleggina nella brigata bergamasca. Il PCI bergamasco e la 40^ Matteotti sono dunque le organizzazioni che cercano di allacciare rapporti col gruppo di Gastone. E si può notare un certo qual legame tra le due iniziative nell’unica matrice politica da cui entrambi dipendono, ma il legame appare abbastanza tenue: sono solo voci quelle che Al raccoglie a proposito dell’inquadramento della X tra le formazioni di un partito che allora spendeva molte delle proprie energie per costituire un’efficiente brigata garibaldina in terra orobica. I collegamenti clandestini sono lacunosi anche all’interno delle forze garibaldine e non c’è quindi da stupirsi che le informazioni pervenute ad Al diano per certo ciò che invece è per ora solo una speranza. La documentazione tace completamente sugli esiti della menzionata missione di Alberto a S. Pellegrino, invece, per quel che concerne la presa di contatto del PCI di Bergamo con Gastone, ci fornisce qualche utile, anche se debole, spunto. Si può così affermare che, di fronte alla richiesta di instaurare rapporti organici con i comunisti bergamaschi, Gastone oppone un sostanziale rifiuto, motivandolo con l’esistenza di precedenti collegamenti con organizzazioni milanesi del PCI: “Fidandomi delle assicurazioni di Dario (9), rifiutai di aderire a formazioni dipendenti dagli organi di Bergamo” (10) osserva Gastone e precisa di aver mantenuto tale orientamento fino alla cattura di Dario(ottobre 1944?). Come è noto, Dario riscuote la fiducia di talune organizzazioni comuniste milanesi e torna quindi comodo a Gastone scaricare su di lui le responsabilità della mancata collaborazione con il PCI di Bergamo; ma proprio qui sta la debolezza della sua asserzione, infatti, come si potrà constatare, non esisteva alcun antagonismo tra comunisti milanesi e bergamaschi in relazione ai gruppi della Val Taleggio. Semmai esisteva in quel momento una sfasatura di ordine informativo che presto verrà colmata. D’altra parte non è possibile sostenere che Gastone rifiuti categoricamente ogni rapporto con Bergamo. Al contrario, per quanto concerne le Fiamme Verdi, ne promuove la ricerca e dal PCI provinciale accetta senza esitazioni gli aiuti almeno fino a quando non furono ristabiliti i precedenti contatti con Milano.
    Così delineata, la questione presenta una sua logica (11) che diventa particolarmente evidente se si ricorda l’insistenza di Gastone nel proclamare la volontà di mantenere alla formazione un “pieno carattere apolitico” ed a se stesso l’indipendenza dal “PCI come partito”. Egli infatti dispone di una formazione i cui uomini tendenzialmente fanno capo a due organismi molto diversi tra loro (le Fiamme Verdi ed il PCI milanese), senza contare quelli che si considerano completamente autonomi. Il problema di tenerli uniti può dunque dipendere dalla capacità del comandante di evitare influenze troppo dirette e condizionamenti che spostino l’asse d’equilibrio a favore degli uni o degli altri. Così egli lascia cadere i contatti con il PCI di Bergamo e molto probabilmente anche quelli con le Fiamme Verdi (12); insiste sulla propria autonomia e non rinuncia a soddisfare le richieste di uomini (come Dario) che gli erano stati vicini fin dalla fine di maggio, perché in ogni caso i legami che essi ristabiliscono pongono in essere un collegamento con comandi superiori che sono lontani e solo difficilmente potranno, influire in modo decisivo sull’andamento del gruppo. La linea di condotta di Gastone dunque si può efficacemente sintetizzare fin da ora in questi termini: unità nell’autonomia, due fattori destinati a pesare costantemente ma in modo diverso in tutta l’attività dei gruppi partigiani taleggini.
    La X rimane a Cespedosio [n.d.r.: frazione del comune di Camerata Cornello (BG] fino alla metà di luglio circa. Sono giorni duri, mitigati solo dal clima estivo. Gli uomini dormono all’addiaccio, si accontentano di mangiare polenta e formaggio; criticano il loro comandante perché non condivide la loro vita (13), ma tutti quasi indistintamente ne subiscono l’ascendente. Verificano lo sforzo del comando di riorganizzare le formazioni, (14) ma soprattutto registrano la solidarietà della popolazione che spontaneamente contribuisce come può al loro vettovagliamento. Superate le più gravi difficoltà, ristrutturata la formazione, Gastone trasferisce gli uomini alla Castelli anche se i problemi alimentari non sono risolti, anche se il mancato chiarimento con gli organi di Bergamo provocherà un rinvio nel tempo dell’inquadramento della X nelle formazioni garibaldine o comunque nel movimento partigiano organizzato. Nella seconda metà di luglio il gruppo ritorna alla capanna Castelli. Gli uomini sono poco più di una cinquantina (15). Le armi sono sufficienti ma scarseggiano le munizioni. Un rapporto fascista, sempre riferito a fine luglio, inizio agosto, li segnala a “Cima di Piazzo-Pizzo Racimonti (leggi passo Baciamorti)- Venturosa-Taleggio-Pizzino e Vedeseta”. (16) Dalla base alla Castelli infatti venivano effettuati spostamenti nella zona per provvedere alle necessità della formazione e, a quanto
    pare, alcuni partigiani con il comandante si erano stabiliti nelle frazioni del comune di Taleggio allora prive del benché minimo presidio fascista. Fino agli ultimi giorni di luglio a all’inizio di agosto comunque non è pensabile che la formazione si sia abbassata verso i paesi della Val Taleggio.
    [NOTE]
    (8) MCL – 40^ brigata Matteotti, com; fronte sud, 25/7/44
    (9) Purtroppo di Dario si sa ben poco e non è quindi possibile determinare la qualità della sua influenza su Gastone. Gastone sostiene che gli fu presentato a Milano come “membro di un comitato” dalla signorina Lella Pizzo d’Ambrosio il 23/5/44, cioè poco prima che entrambi prendessero la via della montagna. Romolo (non meglio identificato) funge da collegamento tra il gruppo milanese e Dario. Anch’egli era in contatto con la d’Ambrosio, anzi entrambi abitavano a Milano in via Lambrate 13 e insieme furono arrestati nel febbraio ’45 dai tedeschi; dopo di allora non si sa più nulla di Romolo, mentre della d’Ambrosio Gastone parla come d una delatrice che per salvare la pelle si era rassegnata a far da amante agli ufficiali tedeschi. Quanto a Dario, le sue tracce si perdono dopo il settembre del 1944, mese in cui svolse funzioni di commissario nella 86^. In quel periodo si registrò una notevole tensione tra lui e Gastone
    (10) CPV – C 51
    11) Ci sono stati vari tentativi di spiegare la logica che guida l’operato di Gastone fin da questa fase e nella maggior parte dei casi essi adombrano il sospetto del tradimento. Più esplicita delle altre è l’ipotesi di P. Pallini (Penna Nera) che considera l’azione di Gastone in Val Taleggio alla stregua di quella di un agente provocatore assoldato ai fascisti e perciò rifiuta di credere all’autenticità dei suoi contatti con organizzazioni milanesi. Secondo il Pallini, Gastone avrebbe vantato rapporti con un misterioso”comitato Tito” risultato poi sconosciuto alle indagini del comando delle Fiamme Verdi; ma non si può dimenticare che, malgrado le riserve, fu proprio il comando delle FFVV ad autorizzare Pallini ad intavolare buone relazioni con Gastone. Questa ipotesi a nostro avviso non è attendibile: l) perché chi teneva i contatti con Milano non era Gastone, ma Dario 2) perché a partire da agosto la formazione sarà visitata ripetutamente da scrupolosi ispettori del PCI che non misero mai in discussione né l’esistenza né l’autenticità dei collegamenti con Milano 3) Perché si può affermare che la stessa denominazione del gruppo rimanda a una formazione milanese: La X brigata, (una di cui si sa pochissimo e su cui non esiste alcuno studio).
    (12) Questa affermazione si fonda sulla assoluta carenza di documenti per il periodo in questione; l’unico elemento concreto è la citata missione di Alberto a S. Pellegrino per ricollegarsi al col. Richetti; sondaggi precisi al riguardo hanno consentito di chiarire che la cosa non ebbe seguito, ma si tratta di testimonianze orali e comunque non è escluso che si potessero riallacciare rapporti per altra via
    (13) Egli vive in camere d’affitto o in albergo con la madre ed effettua spese considerate futili incidendo così pesantemente sul già, tanto magro bilancio del gruppo.
    (14) Nel periodo di Cespedosio e comunque in luglio sono vari i tentativi di riorganizzare la formazione anche sotto il profilo finanziario e alimentare. La gente della zona collabora come può facendo in modo che i partigiani trovino al loro giungere a Cespedosio sacchi di farina (la famiglia Redondi e Benetto di S. Giovanni Bianco si segnalano in questi aiuti spontanei), ma lo stato di abbandono in cui si trovano gli uomini e l’incertezza dei contatti col centro inducono il comando a cercare di risolvere questo problema di propria iniziativa. Si tenta così di riattivare il canale finanziario di G. Cima, che però risponderà positivamente solo dopo l’adesione di Gastone alla II divisione; anche qualche altro borghese benestante viene interpellato allo scopo e la X ne ottiene una certa collaborazione (si leggano i nomi dei contattati: A. Pesenti, G. Milesi, M. Gianati di Piazza B., A. Mismetti e si ricordino le succulente riscossioni effettuate alla banca di Olmo al Brembo). Questa linea diverge da quella comuniste che temeva un eventuale condizionamento delle formazioni da parte dei benestanti. La X però si muove con noncuranza su questa strada, forse anche per rafforzare in questo modo la propria autonomia dai centri politici clandestini.
    (15) Secondo alcune fonti tra la fine di giugno e la metà di luglio il numero è cresciuto a 90 unità, ma la cifra è esagerata. Gli informatori fascisti danno una cifra più attendibile (e si tenga conto che il loro rapporto si riferisce alla metà di luglio-inizio agosto): 50/60 uomini. In effetti ai 30/35 sfuggiti al rastrellamento di fine giugno, vanno aggiunti i circa 15 del gruppo Paganoni, alcuni sbandati nascosti nelle baite della zona (sia presso Camerata Cornello che in Val Taleggio). Al totale va però tolto il gruppetto del Canadese che si allontana all’inizio di luglio.
    (16) ISML – Bg. 5 L 1/2269
    Maria Grazia Calderoli, Aspetti politici e militari della Resistenza taleggina. Luglio 1944-aprile 1945, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 1975-1976, qui ripresa da Associazione Culturale Banlieu

    #1944 #agosto #Bergamo #brigata #CamerataCornelloBG #Cespedosio #comunista #fascisti #FiammeVerdi #GastoneNulli #guerra #Lombardia #luglio #MariaGraziaCalderoli #Matteotti #partigiani #partito #provincia #Resistenza #SanPellegrinoTermeBG #Taleggio #tedeschi #Val #Valsassina #Valtellina #X

  23. La X brigata partigiana rimane a Cespedosio fino alla metà di luglio circa

    Una vista dal rifugio Cespedosio. Fonte: Visit Bergamo

    Dal canto suo anche il comando della 40^ brigata Garibaldi “Matteotti” operante in Valsassina e Valtellina tenta di ristabilire i contatti. Ma l’impresa fallisce. In data 25 luglio 1944, Al, comandante del fronte sud della 40^, deve dichiarare che, malgrado gli sforzi: “con il distaccamento di Val Taleggio non è stato possibile il contatto. Pare che questo sia inquadrato nella brigata bergamasca. Ad ogni modo cercheremo i comandanti, ora irreperibili, definendo la loro posizione.” (8) Sembra strano che il comando partigiano della Valsassina non riesca a rintracciare Gastone [Gastone Nulli] e i suoi; tanto più che i partigiani della Valsassina, avendo avuto modo di aiutare gli uomini della X quando questi si trovavano alla capanna Castelli, potevano conoscerne il nuovo rifugio. Ma le difficoltà del momento spiegano molte cose e tra le altre anche questo inconveniente. Non si può comunque evitare di riflettere sulle voci raccolte da Al a proposito dell’inquadramento della formazione taleggina nella brigata bergamasca. Il PCI bergamasco e la 40^ Matteotti sono dunque le organizzazioni che cercano di allacciare rapporti col gruppo di Gastone. E si può notare un certo qual legame tra le due iniziative nell’unica matrice politica da cui entrambi dipendono, ma il legame appare abbastanza tenue: sono solo voci quelle che Al raccoglie a proposito dell’inquadramento della X tra le formazioni di un partito che allora spendeva molte delle proprie energie per costituire un’efficiente brigata garibaldina in terra orobica. I collegamenti clandestini sono lacunosi anche all’interno delle forze garibaldine e non c’è quindi da stupirsi che le informazioni pervenute ad Al diano per certo ciò che invece è per ora solo una speranza. La documentazione tace completamente sugli esiti della menzionata missione di Alberto a S. Pellegrino, invece, per quel che concerne la presa di contatto del PCI di Bergamo con Gastone, ci fornisce qualche utile, anche se debole, spunto. Si può così affermare che, di fronte alla richiesta di instaurare rapporti organici con i comunisti bergamaschi, Gastone oppone un sostanziale rifiuto, motivandolo con l’esistenza di precedenti collegamenti con organizzazioni milanesi del PCI: “Fidandomi delle assicurazioni di Dario (9), rifiutai di aderire a formazioni dipendenti dagli organi di Bergamo” (10) osserva Gastone e precisa di aver mantenuto tale orientamento fino alla cattura di Dario(ottobre 1944?). Come è noto, Dario riscuote la fiducia di talune organizzazioni comuniste milanesi e torna quindi comodo a Gastone scaricare su di lui le responsabilità della mancata collaborazione con il PCI di Bergamo; ma proprio qui sta la debolezza della sua asserzione, infatti, come si potrà constatare, non esisteva alcun antagonismo tra comunisti milanesi e bergamaschi in relazione ai gruppi della Val Taleggio. Semmai esisteva in quel momento una sfasatura di ordine informativo che presto verrà colmata. D’altra parte non è possibile sostenere che Gastone rifiuti categoricamente ogni rapporto con Bergamo. Al contrario, per quanto concerne le Fiamme Verdi, ne promuove la ricerca e dal PCI provinciale accetta senza esitazioni gli aiuti almeno fino a quando non furono ristabiliti i precedenti contatti con Milano.
    Così delineata, la questione presenta una sua logica (11) che diventa particolarmente evidente se si ricorda l’insistenza di Gastone nel proclamare la volontà di mantenere alla formazione un “pieno carattere apolitico” ed a se stesso l’indipendenza dal “PCI come partito”. Egli infatti dispone di una formazione i cui uomini tendenzialmente fanno capo a due organismi molto diversi tra loro (le Fiamme Verdi ed il PCI milanese), senza contare quelli che si considerano completamente autonomi. Il problema di tenerli uniti può dunque dipendere dalla capacità del comandante di evitare influenze troppo dirette e condizionamenti che spostino l’asse d’equilibrio a favore degli uni o degli altri. Così egli lascia cadere i contatti con il PCI di Bergamo e molto probabilmente anche quelli con le Fiamme Verdi (12); insiste sulla propria autonomia e non rinuncia a soddisfare le richieste di uomini (come Dario) che gli erano stati vicini fin dalla fine di maggio, perché in ogni caso i legami che essi ristabiliscono pongono in essere un collegamento con comandi superiori che sono lontani e solo difficilmente potranno, influire in modo decisivo sull’andamento del gruppo. La linea di condotta di Gastone dunque si può efficacemente sintetizzare fin da ora in questi termini: unità nell’autonomia, due fattori destinati a pesare costantemente ma in modo diverso in tutta l’attività dei gruppi partigiani taleggini.
    La X rimane a Cespedosio [n.d.r.: frazione del comune di Camerata Cornello (BG] fino alla metà di luglio circa. Sono giorni duri, mitigati solo dal clima estivo. Gli uomini dormono all’addiaccio, si accontentano di mangiare polenta e formaggio; criticano il loro comandante perché non condivide la loro vita (13), ma tutti quasi indistintamente ne subiscono l’ascendente. Verificano lo sforzo del comando di riorganizzare le formazioni, (14) ma soprattutto registrano la solidarietà della popolazione che spontaneamente contribuisce come può al loro vettovagliamento. Superate le più gravi difficoltà, ristrutturata la formazione, Gastone trasferisce gli uomini alla Castelli anche se i problemi alimentari non sono risolti, anche se il mancato chiarimento con gli organi di Bergamo provocherà un rinvio nel tempo dell’inquadramento della X nelle formazioni garibaldine o comunque nel movimento partigiano organizzato. Nella seconda metà di luglio il gruppo ritorna alla capanna Castelli. Gli uomini sono poco più di una cinquantina (15). Le armi sono sufficienti ma scarseggiano le munizioni. Un rapporto fascista, sempre riferito a fine luglio, inizio agosto, li segnala a “Cima di Piazzo-Pizzo Racimonti (leggi passo Baciamorti)- Venturosa-Taleggio-Pizzino e Vedeseta”. (16) Dalla base alla Castelli infatti venivano effettuati spostamenti nella zona per provvedere alle necessità della formazione e, a quanto
    pare, alcuni partigiani con il comandante si erano stabiliti nelle frazioni del comune di Taleggio allora prive del benché minimo presidio fascista. Fino agli ultimi giorni di luglio a all’inizio di agosto comunque non è pensabile che la formazione si sia abbassata verso i paesi della Val Taleggio.
    [NOTE]
    (8) MCL – 40^ brigata Matteotti, com; fronte sud, 25/7/44
    (9) Purtroppo di Dario si sa ben poco e non è quindi possibile determinare la qualità della sua influenza su Gastone. Gastone sostiene che gli fu presentato a Milano come “membro di un comitato” dalla signorina Lella Pizzo d’Ambrosio il 23/5/44, cioè poco prima che entrambi prendessero la via della montagna. Romolo (non meglio identificato) funge da collegamento tra il gruppo milanese e Dario. Anch’egli era in contatto con la d’Ambrosio, anzi entrambi abitavano a Milano in via Lambrate 13 e insieme furono arrestati nel febbraio ’45 dai tedeschi; dopo di allora non si sa più nulla di Romolo, mentre della d’Ambrosio Gastone parla come d una delatrice che per salvare la pelle si era rassegnata a far da amante agli ufficiali tedeschi. Quanto a Dario, le sue tracce si perdono dopo il settembre del 1944, mese in cui svolse funzioni di commissario nella 86^. In quel periodo si registrò una notevole tensione tra lui e Gastone
    (10) CPV – C 51
    11) Ci sono stati vari tentativi di spiegare la logica che guida l’operato di Gastone fin da questa fase e nella maggior parte dei casi essi adombrano il sospetto del tradimento. Più esplicita delle altre è l’ipotesi di P. Pallini (Penna Nera) che considera l’azione di Gastone in Val Taleggio alla stregua di quella di un agente provocatore assoldato ai fascisti e perciò rifiuta di credere all’autenticità dei suoi contatti con organizzazioni milanesi. Secondo il Pallini, Gastone avrebbe vantato rapporti con un misterioso”comitato Tito” risultato poi sconosciuto alle indagini del comando delle Fiamme Verdi; ma non si può dimenticare che, malgrado le riserve, fu proprio il comando delle FFVV ad autorizzare Pallini ad intavolare buone relazioni con Gastone. Questa ipotesi a nostro avviso non è attendibile: l) perché chi teneva i contatti con Milano non era Gastone, ma Dario 2) perché a partire da agosto la formazione sarà visitata ripetutamente da scrupolosi ispettori del PCI che non misero mai in discussione né l’esistenza né l’autenticità dei collegamenti con Milano 3) Perché si può affermare che la stessa denominazione del gruppo rimanda a una formazione milanese: La X brigata, (una di cui si sa pochissimo e su cui non esiste alcuno studio).
    (12) Questa affermazione si fonda sulla assoluta carenza di documenti per il periodo in questione; l’unico elemento concreto è la citata missione di Alberto a S. Pellegrino per ricollegarsi al col. Richetti; sondaggi precisi al riguardo hanno consentito di chiarire che la cosa non ebbe seguito, ma si tratta di testimonianze orali e comunque non è escluso che si potessero riallacciare rapporti per altra via
    (13) Egli vive in camere d’affitto o in albergo con la madre ed effettua spese considerate futili incidendo così pesantemente sul già, tanto magro bilancio del gruppo.
    (14) Nel periodo di Cespedosio e comunque in luglio sono vari i tentativi di riorganizzare la formazione anche sotto il profilo finanziario e alimentare. La gente della zona collabora come può facendo in modo che i partigiani trovino al loro giungere a Cespedosio sacchi di farina (la famiglia Redondi e Benetto di S. Giovanni Bianco si segnalano in questi aiuti spontanei), ma lo stato di abbandono in cui si trovano gli uomini e l’incertezza dei contatti col centro inducono il comando a cercare di risolvere questo problema di propria iniziativa. Si tenta così di riattivare il canale finanziario di G. Cima, che però risponderà positivamente solo dopo l’adesione di Gastone alla II divisione; anche qualche altro borghese benestante viene interpellato allo scopo e la X ne ottiene una certa collaborazione (si leggano i nomi dei contattati: A. Pesenti, G. Milesi, M. Gianati di Piazza B., A. Mismetti e si ricordino le succulente riscossioni effettuate alla banca di Olmo al Brembo). Questa linea diverge da quella comuniste che temeva un eventuale condizionamento delle formazioni da parte dei benestanti. La X però si muove con noncuranza su questa strada, forse anche per rafforzare in questo modo la propria autonomia dai centri politici clandestini.
    (15) Secondo alcune fonti tra la fine di giugno e la metà di luglio il numero è cresciuto a 90 unità, ma la cifra è esagerata. Gli informatori fascisti danno una cifra più attendibile (e si tenga conto che il loro rapporto si riferisce alla metà di luglio-inizio agosto): 50/60 uomini. In effetti ai 30/35 sfuggiti al rastrellamento di fine giugno, vanno aggiunti i circa 15 del gruppo Paganoni, alcuni sbandati nascosti nelle baite della zona (sia presso Camerata Cornello che in Val Taleggio). Al totale va però tolto il gruppetto del Canadese che si allontana all’inizio di luglio.
    (16) ISML – Bg. 5 L 1/2269
    Maria Grazia Calderoli, Aspetti politici e militari della Resistenza taleggina. Luglio 1944-aprile 1945, Tesi di laurea, Università degli Studi di Milano, Anno accademico 1975-1976, qui ripresa da Associazione Culturale Banlieu

    #1944 #agosto #Bergamo #brigata #CamerataCornelloBG #Cespedosio #comunista #fascisti #FiammeVerdi #GastoneNulli #guerra #Lombardia #luglio #MariaGraziaCalderoli #Matteotti #partigiani #partito #provincia #Resistenza #SanPellegrinoTermeBG #Taleggio #tedeschi #Val #Valsassina #Valtellina #X

  24. :blobcheerbounce: No te quedes dándole vueltas a lo que podría haber sido,
    que eso es una trampa muy elegante… pero trampa al fin y al cabo.

    Si tenía que quedarse, se habría quedado.
    Sin tanto lío, sin dudas raras, sin tenerte en pausa.

    Lo que no pasó también es una respuesta,
    aunque no nos guste admitirlo.

    Porque el “¿y si…?” engancha, sí,
    pero lo único que hace es alargar una historia
    que ya bajó el telón hace tiempo.

    Y mientras tú sigues rebobinando escenas,
    la vida —la de verdad— sigue avanzando sin esperarte.

    Soltar no es rendirse,
    es dejar de mendigar versiones que nunca existieron.

    Y lo que es para ti de verdad
    no necesita nostalgia, ni excusas, ni segundas lecturas.
    Se queda… y punto.

    ✦ ━━━ ✦ ━━━ ✦

    #soltar #reflexiones #vidareal #amorpropio #presente #dejarir #realidad #emociones #crecimientopersonal #talcual

  25. :blobcheerbounce: No te quedes dándole vueltas a lo que podría haber sido,
    que eso es una trampa muy elegante… pero trampa al fin y al cabo.

    Si tenía que quedarse, se habría quedado.
    Sin tanto lío, sin dudas raras, sin tenerte en pausa.

    Lo que no pasó también es una respuesta,
    aunque no nos guste admitirlo.

    Porque el “¿y si…?” engancha, sí,
    pero lo único que hace es alargar una historia
    que ya bajó el telón hace tiempo.

    Y mientras tú sigues rebobinando escenas,
    la vida —la de verdad— sigue avanzando sin esperarte.

    Soltar no es rendirse,
    es dejar de mendigar versiones que nunca existieron.

    Y lo que es para ti de verdad
    no necesita nostalgia, ni excusas, ni segundas lecturas.
    Se queda… y punto.

    ✦ ━━━ ✦ ━━━ ✦

    #soltar #reflexiones #vidareal #amorpropio #presente #dejarir #realidad #emociones #crecimientopersonal #talcual

  26. :blobcheerbounce: No te quedes dándole vueltas a lo que podría haber sido,
    que eso es una trampa muy elegante… pero trampa al fin y al cabo.

    Si tenía que quedarse, se habría quedado.
    Sin tanto lío, sin dudas raras, sin tenerte en pausa.

    Lo que no pasó también es una respuesta,
    aunque no nos guste admitirlo.

    Porque el “¿y si…?” engancha, sí,
    pero lo único que hace es alargar una historia
    que ya bajó el telón hace tiempo.

    Y mientras tú sigues rebobinando escenas,
    la vida —la de verdad— sigue avanzando sin esperarte.

    Soltar no es rendirse,
    es dejar de mendigar versiones que nunca existieron.

    Y lo que es para ti de verdad
    no necesita nostalgia, ni excusas, ni segundas lecturas.
    Se queda… y punto.

    ✦ ━━━ ✦ ━━━ ✦

    #soltar #reflexiones #vidareal #amorpropio #presente #dejarir #realidad #emociones #crecimientopersonal #talcual

  27. 🎨 Aesthetic

    Voy a dar inicio a un hilo sobre una app que surgió de mi deseo por tener una presentación de fondos de pantalla en GNOME, y que al cambiar entre fondos actualice el color de acento del sistema.

    Acá voy a ir dando actualizaciones sobre el desarrollo de dicha app, y lo voy a dejar destacado con una etiqueta en mi perfil.

    #aesthetic #gnome #gjs #typescript

  28. "El sábado por la noche, mientras #JDVance subía a un podio en Pakistán y declaraba que no se había alcanzado ningún acuerdo para poner fin a la #guerra en #Irán, #Trump se encontraba en Miami presenciando un combate de #MMA.
    Trump pasó varias horas rodeado por el Secretario de Estado #MarcoRubio; algunos de sus hijos; varios directivos de la #UFC; Sergio Gor, embajador de EE. UU. en la India; el artista musical #VanillaIce [en serio]; #DanBongino, ex subdirector del FBI; y el gurú de la #manosfera, #JoeRogan. [Solo la mejor gente 🤦🏼‍♀️]
    #idiocracia #kakistocracia #ley"

    @Nonilex