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#medicina — Public Fediverse posts

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  1. 💡International Day of Light 💡

    Se c’è una giornata che riesce a illuminare (letteralmente!) il nostro calendario con un pizzico di meraviglia, è proprio la International Day of Light, celebrata ogni anno il 16 maggio e promossa da UNESCO per ricordarci quanto la luce sia fondamentale nella nostra vita quotidiana, nella scienza e persino nella creatività. 💡

    E sì, siamo tornati anche quest’anno a parlarne partendo dal nostro articolo già pubblicato

    ✨ Giornata Internazionale della Luce

    perché la luce, si sa, non passa mai di moda… anzi, si reinventa!

    🌍 Il tema 2026: luce per un futuro sostenibile

    L’edizione 2026 porta con sé un messaggio ancora più potente: la luce non è solo bellezza o tecnologia, ma anche sostenibilità, accesso all’energia e innovazione globale. In diverse iniziative internazionali si parla sempre più di “light for development”, ovvero la luce come strumento per migliorare sanità, istruzione e qualità della vita nelle aree del mondo con meno risorse. 🌱

    A Parigi, presso la sede UNESCO, si tiene anche un evento ufficiale con tavole rotonde e incontri scientifici dedicati alle tecnologie basate sulla luce e al loro impatto sociale e ambientale.

    🔬 Curiosità luminose che non invecchiano mai

    Lo sapevi che questa giornata nasce per celebrare il primo laser funzionante, realizzato nel 1960? Da allora la luce è diventata protagonista di fibre ottiche, medicina, internet e persino dell’esplorazione dello spazio. 🌌

    Nel 2026, sempre più scuole, musei e università nel mondo stanno partecipando con installazioni luminose, esperimenti creativi e progetti digitali per avvicinare i giovani alla scienza… ma con stile!

    💫 La luce nel nostro quotidiano (e nel nostro mood)

    Dalla luce del sole che filtra tra le finestre, alle luci urbane che disegnano le città di sera, questa giornata ci ricorda una cosa semplice: la luce non è solo qualcosa che vediamo… è qualcosa che viviamo.

    Ed è anche un invito educato ad “accendere” idee, progetti e nuove visioni, un piccolo promemoria che anche i momenti più bui possono cambiare prospettiva.

    💛 In fondo, la International Day of Light non è solo una ricorrenza scientifica: è una celebrazione della curiosità, dell’innovazione e di tutto ciò che illumina il mondo… dentro e fuori di noi.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: unesco.org, optica.org, web
    Immagine: AI
    #amorePerLaScienza #arteELuce #Celebrazione #cultura #divulgazioneScientifica #Educazione #educazioneScientifica #energia #energiaPulita #esperimenti #eventiScientifici #fisica #Fotografia #fotografiaELuce #fotonica #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataMondiale #innovazione #innovazioneTecnologica #InternationalDayOfLight #InternationalDayOfLight #Laser #LED #light #luce #luceCheIspira #luceCreativa #luceEColori #luceENatura #luceENostravita #luceInMedicina #LuceMagica #luceNellaScienza #luceNelMondo #lucePerIlFuturo #lucePerLaPace #luceVisibile #Medicina #ondeElettromagnetiche #ottica #science #scienza #scienzaPerTutti #scoperte #Sostenibilità #spettroLuce #Tecnologia #tecnologiaDellaLuce #UNESCO
  2. 💡International Day of Light 💡

    Se c’è una giornata che riesce a illuminare (letteralmente!) il nostro calendario con un pizzico di meraviglia, è proprio la International Day of Light, celebrata ogni anno il 16 maggio e promossa da UNESCO per ricordarci quanto la luce sia fondamentale nella nostra vita quotidiana, nella scienza e persino nella creatività. 💡

    E sì, siamo tornati anche quest’anno a parlarne partendo dal nostro articolo già pubblicato

    ✨ Giornata Internazionale della Luce

    perché la luce, si sa, non passa mai di moda… anzi, si reinventa!

    🌍 Il tema 2026: luce per un futuro sostenibile

    L’edizione 2026 porta con sé un messaggio ancora più potente: la luce non è solo bellezza o tecnologia, ma anche sostenibilità, accesso all’energia e innovazione globale. In diverse iniziative internazionali si parla sempre più di “light for development”, ovvero la luce come strumento per migliorare sanità, istruzione e qualità della vita nelle aree del mondo con meno risorse. 🌱

    A Parigi, presso la sede UNESCO, si tiene anche un evento ufficiale con tavole rotonde e incontri scientifici dedicati alle tecnologie basate sulla luce e al loro impatto sociale e ambientale.

    🔬 Curiosità luminose che non invecchiano mai

    Lo sapevi che questa giornata nasce per celebrare il primo laser funzionante, realizzato nel 1960? Da allora la luce è diventata protagonista di fibre ottiche, medicina, internet e persino dell’esplorazione dello spazio. 🌌

    Nel 2026, sempre più scuole, musei e università nel mondo stanno partecipando con installazioni luminose, esperimenti creativi e progetti digitali per avvicinare i giovani alla scienza… ma con stile!

    💫 La luce nel nostro quotidiano (e nel nostro mood)

    Dalla luce del sole che filtra tra le finestre, alle luci urbane che disegnano le città di sera, questa giornata ci ricorda una cosa semplice: la luce non è solo qualcosa che vediamo… è qualcosa che viviamo.

    Ed è anche un invito educato ad “accendere” idee, progetti e nuove visioni, un piccolo promemoria che anche i momenti più bui possono cambiare prospettiva.

    💛 In fondo, la International Day of Light non è solo una ricorrenza scientifica: è una celebrazione della curiosità, dell’innovazione e di tutto ciò che illumina il mondo… dentro e fuori di noi.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: unesco.org, optica.org, web
    Immagine: AI
    #amorePerLaScienza #arteELuce #Celebrazione #cultura #divulgazioneScientifica #Educazione #educazioneScientifica #energia #energiaPulita #esperimenti #eventiScientifici #fisica #Fotografia #fotografiaELuce #fotonica #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataMondiale #innovazione #innovazioneTecnologica #InternationalDayOfLight #InternationalDayOfLight #Laser #LED #light #luce #luceCheIspira #luceCreativa #luceEColori #luceENatura #luceENostravita #luceInMedicina #LuceMagica #luceNellaScienza #luceNelMondo #lucePerIlFuturo #lucePerLaPace #luceVisibile #Medicina #ondeElettromagnetiche #ottica #science #scienza #scienzaPerTutti #scoperte #Sostenibilità #spettroLuce #Tecnologia #tecnologiaDellaLuce #UNESCO
  3. 💡International Day of Light 💡

    Se c’è una giornata che riesce a illuminare (letteralmente!) il nostro calendario con un pizzico di meraviglia, è proprio la International Day of Light, celebrata ogni anno il 16 maggio e promossa da UNESCO per ricordarci quanto la luce sia fondamentale nella nostra vita quotidiana, nella scienza e persino nella creatività. 💡

    E sì, siamo tornati anche quest’anno a parlarne partendo dal nostro articolo già pubblicato

    ✨ Giornata Internazionale della Luce

    perché la luce, si sa, non passa mai di moda… anzi, si reinventa!

    🌍 Il tema 2026: luce per un futuro sostenibile

    L’edizione 2026 porta con sé un messaggio ancora più potente: la luce non è solo bellezza o tecnologia, ma anche sostenibilità, accesso all’energia e innovazione globale. In diverse iniziative internazionali si parla sempre più di “light for development”, ovvero la luce come strumento per migliorare sanità, istruzione e qualità della vita nelle aree del mondo con meno risorse. 🌱

    A Parigi, presso la sede UNESCO, si tiene anche un evento ufficiale con tavole rotonde e incontri scientifici dedicati alle tecnologie basate sulla luce e al loro impatto sociale e ambientale.

    🔬 Curiosità luminose che non invecchiano mai

    Lo sapevi che questa giornata nasce per celebrare il primo laser funzionante, realizzato nel 1960? Da allora la luce è diventata protagonista di fibre ottiche, medicina, internet e persino dell’esplorazione dello spazio. 🌌

    Nel 2026, sempre più scuole, musei e università nel mondo stanno partecipando con installazioni luminose, esperimenti creativi e progetti digitali per avvicinare i giovani alla scienza… ma con stile!

    💫 La luce nel nostro quotidiano (e nel nostro mood)

    Dalla luce del sole che filtra tra le finestre, alle luci urbane che disegnano le città di sera, questa giornata ci ricorda una cosa semplice: la luce non è solo qualcosa che vediamo… è qualcosa che viviamo.

    Ed è anche un invito educato ad “accendere” idee, progetti e nuove visioni, un piccolo promemoria che anche i momenti più bui possono cambiare prospettiva.

    💛 In fondo, la International Day of Light non è solo una ricorrenza scientifica: è una celebrazione della curiosità, dell’innovazione e di tutto ciò che illumina il mondo… dentro e fuori di noi.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: unesco.org, optica.org, web
    Immagine: AI
    #amorePerLaScienza #arteELuce #Celebrazione #cultura #divulgazioneScientifica #Educazione #educazioneScientifica #energia #energiaPulita #esperimenti #eventiScientifici #fisica #Fotografia #fotografiaELuce #fotonica #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataMondiale #innovazione #innovazioneTecnologica #InternationalDayOfLight #InternationalDayOfLight #Laser #LED #light #luce #luceCheIspira #luceCreativa #luceEColori #luceENatura #luceENostravita #luceInMedicina #LuceMagica #luceNellaScienza #luceNelMondo #lucePerIlFuturo #lucePerLaPace #luceVisibile #Medicina #ondeElettromagnetiche #ottica #science #scienza #scienzaPerTutti #scoperte #Sostenibilità #spettroLuce #Tecnologia #tecnologiaDellaLuce #UNESCO
  4. 💡International Day of Light 💡

    Se c’è una giornata che riesce a illuminare (letteralmente!) il nostro calendario con un pizzico di meraviglia, è proprio la International Day of Light, celebrata ogni anno il 16 maggio e promossa da UNESCO per ricordarci quanto la luce sia fondamentale nella nostra vita quotidiana, nella scienza e persino nella creatività. 💡

    E sì, siamo tornati anche quest’anno a parlarne partendo dal nostro articolo già pubblicato

    ✨ Giornata Internazionale della Luce

    perché la luce, si sa, non passa mai di moda… anzi, si reinventa!

    🌍 Il tema 2026: luce per un futuro sostenibile

    L’edizione 2026 porta con sé un messaggio ancora più potente: la luce non è solo bellezza o tecnologia, ma anche sostenibilità, accesso all’energia e innovazione globale. In diverse iniziative internazionali si parla sempre più di “light for development”, ovvero la luce come strumento per migliorare sanità, istruzione e qualità della vita nelle aree del mondo con meno risorse. 🌱

    A Parigi, presso la sede UNESCO, si tiene anche un evento ufficiale con tavole rotonde e incontri scientifici dedicati alle tecnologie basate sulla luce e al loro impatto sociale e ambientale.

    🔬 Curiosità luminose che non invecchiano mai

    Lo sapevi che questa giornata nasce per celebrare il primo laser funzionante, realizzato nel 1960? Da allora la luce è diventata protagonista di fibre ottiche, medicina, internet e persino dell’esplorazione dello spazio. 🌌

    Nel 2026, sempre più scuole, musei e università nel mondo stanno partecipando con installazioni luminose, esperimenti creativi e progetti digitali per avvicinare i giovani alla scienza… ma con stile!

    💫 La luce nel nostro quotidiano (e nel nostro mood)

    Dalla luce del sole che filtra tra le finestre, alle luci urbane che disegnano le città di sera, questa giornata ci ricorda una cosa semplice: la luce non è solo qualcosa che vediamo… è qualcosa che viviamo.

    Ed è anche un invito educato ad “accendere” idee, progetti e nuove visioni, un piccolo promemoria che anche i momenti più bui possono cambiare prospettiva.

    💛 In fondo, la International Day of Light non è solo una ricorrenza scientifica: è una celebrazione della curiosità, dell’innovazione e di tutto ciò che illumina il mondo… dentro e fuori di noi.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: unesco.org, optica.org, web
    Immagine: AI
    #amorePerLaScienza #arteELuce #Celebrazione #cultura #divulgazioneScientifica #Educazione #educazioneScientifica #energia #energiaPulita #esperimenti #eventiScientifici #fisica #Fotografia #fotografiaELuce #fotonica #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataInternazionaleDellaLuce #GiornataMondiale #innovazione #innovazioneTecnologica #InternationalDayOfLight #InternationalDayOfLight #Laser #LED #light #luce #luceCheIspira #luceCreativa #luceEColori #luceENatura #luceENostravita #luceInMedicina #LuceMagica #luceNellaScienza #luceNelMondo #lucePerIlFuturo #lucePerLaPace #luceVisibile #Medicina #ondeElettromagnetiche #ottica #science #scienza #scienzaPerTutti #scoperte #Sostenibilità #spettroLuce #Tecnologia #tecnologiaDellaLuce #UNESCO
  5. 💡International Day of Light 💡

    Se c’è una giornata che riesce a illuminare (letteralmente!) il nostro calendario con un pizzico di meraviglia, è proprio la International Day of Light, celebrata ogni anno il 16 maggio e promossa da UNESCO per ricordarci quanto la luce sia fondamentale nella nostra vita quotidiana, nella scienza e persino nella creatività. 💡

    E sì, siamo tornati anche quest’anno a parlarne partendo dal nostro articolo già pubblicato

    ✨ Giornata Internazionale della Luce

    perché la luce, si sa, non passa mai di moda… anzi, si reinventa!

    🌍 Il tema 2026: luce per un futuro sostenibile

    L’edizione 2026 porta con sé un messaggio ancora più potente: la luce non è solo bellezza o tecnologia, ma anche sostenibilità, accesso all’energia e innovazione globale. In diverse iniziative internazionali si parla sempre più di “light for development”, ovvero la luce come strumento per migliorare sanità, istruzione e qualità della vita nelle aree del mondo con meno risorse. 🌱

    A Parigi, presso la sede UNESCO, si tiene anche un evento ufficiale con tavole rotonde e incontri scientifici dedicati alle tecnologie basate sulla luce e al loro impatto sociale e ambientale.

    🔬 Curiosità luminose che non invecchiano mai

    Lo sapevi che questa giornata nasce per celebrare il primo laser funzionante, realizzato nel 1960? Da allora la luce è diventata protagonista di fibre ottiche, medicina, internet e persino dell’esplorazione dello spazio. 🌌

    Nel 2026, sempre più scuole, musei e università nel mondo stanno partecipando con installazioni luminose, esperimenti creativi e progetti digitali per avvicinare i giovani alla scienza… ma con stile!

    💫 La luce nel nostro quotidiano (e nel nostro mood)

    Dalla luce del sole che filtra tra le finestre, alle luci urbane che disegnano le città di sera, questa giornata ci ricorda una cosa semplice: la luce non è solo qualcosa che vediamo… è qualcosa che viviamo.

    Ed è anche un invito educato ad “accendere” idee, progetti e nuove visioni, un piccolo promemoria che anche i momenti più bui possono cambiare prospettiva.

    💛 In fondo, la International Day of Light non è solo una ricorrenza scientifica: è una celebrazione della curiosità, dell’innovazione e di tutto ciò che illumina il mondo… dentro e fuori di noi.

    Autore: Lynda Di Natale
    Fonte: unesco.org, optica.org, web
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  6. Negli ultimi giorni siamo stati bombardati di notizie riguardanti i contagi di Hantavirus "Andes" avvenuti su una nave da crociera. Sebbene si tratti di pochissimi casi di trasmissione diretta tra uomo e uomo è sembrato per un attimo di tornare ai tempi dell'inizio del COVID, per l'allarmismo che si è diffuso. Ma qual è davvero il rischio di una nuova pandemia? Perché l'informazione ha preso questa tonalità ansiogena?

    youtube.com/watch?v=6xwqNvrJt4U

    #LiberiOltre #STEM #hantavirus #scienza #medicina

  7. Negli ultimi giorni siamo stati bombardati di notizie riguardanti i contagi di Hantavirus "Andes" avvenuti su una nave da crociera. Sebbene si tratti di pochissimi casi di trasmissione diretta tra uomo e uomo è sembrato per un attimo di tornare ai tempi dell'inizio del COVID, per l'allarmismo che si è diffuso. Ma qual è davvero il rischio di una nuova pandemia? Perché l'informazione ha preso questa tonalità ansiogena?

    youtube.com/watch?v=6xwqNvrJt4U

    #LiberiOltre #STEM #hantavirus #scienza #medicina

  8. Balcón Social | Cuando la confianza del Estado dejó de valer

    La confianza institucional no se destruye de un día para otro. Se erosiona en silencio, entre favores, expedientes manipulados y redes de protección que convierten áreas estratégicas del Estado en oficinas privadas al servicio de unos cuantos. Eso es lo que hoy vuelve a colocarse bajo sospecha en los Centros de Control de Confianza federal.

    Diversas denuncias apuntan hacia Julián Flores de Anda, señalado por operar una estructura interna que manipula evaluaciones de control y confianza, altera resultados y utiliza dichos procesos como moneda de cambio para beneficiar a funcionarios y grupos de interés. La gravedad del señalamiento no radica únicamente en un posible acto de corrupción administrativa. El problema alcanza dimensiones de seguridad nacional.

    Las evaluaciones de control de confianza surgen como una respuesta institucional frente a la infiltración criminal en corporaciones de seguridad. Polígrafos, pruebas toxicológicas, evaluaciones psicológicas y análisis patrimoniales pretendían blindar al Estado mexicano de la corrupción. Si esos mecanismos hoy se encuentran comprometidos desde adentro, el país enfrenta una fractura mucho más profunda de la que las autoridades admiten.

    La acusación también involucra el supuesto uso de personal gubernamental en actividades privadas relacionadas con empresas del mismo ramo, además de posibles irregularidades en licitaciones para la adquisición de polígrafos. Esta desviación se trata de una red que habría utilizado recursos públicos para negocios de índole particular.

    Los diversos testimonios juadicializados, en poder de SOCIEDAD NOTICIAS, añaden otros elementos delicados: represalias contra quienes deciden apartarse de esas prácticas. Bloqueos laborales, difamación e investigaciones internas sin sustento forman parte de un patrón que, según la denuncia, busca aislar y castigar a quienes rompen el pacto de silencio.

    Efectivos de la Guardia Nacional | @SociedadN_

    Sólo por poner un ejemplo, el caso más reciente involucra a Germán Valencia, servidor público vinculado al Centro Nacional de Inteligencia (CNI), quien interviene ante personal del Servicio de Administración Tributaria (SAT) para impedir el ingresos de ídole laboral. Los argumentos son, el «supuesto» extravío de un polígrafo durante servicios prestados en el Órgano Administrativo Desconcentrado Prevención y Readaptación Social (OADPRS), aunque, según se relata, no existe denuncia formal, ni notificación oficial alguna, por parte de las instituciones involucradas.

    La pregunta resulta inevitable: ¿cómo obtuvo información de un asunto interno alguien ajeno a esa dependencia? La respuesta revela la existencia de redes informales de operación, intercambio de favores y tráfico de información entre áreas sensibles del gobierno federal.

    El problema rebasa el ámbito laboral. La persona denunciante asegura que estas acciones afectan la estabilidad económica y emocional de sus hijas menores. Ahí aparece el rostro menos visible de la corrupción burocrática: familias enteras sometidas a presiones, vetos y amenazas silenciosas que rara vez llegan a los tribunales.

    De esta forma, México arrastra una larga historia de instituciones contaminadas por intereses personales. Sin embargo, cuando las sospechas alcanzan a los mecanismos encargados de evaluar honestidad, confiabilidad y estabilidad psicológica de servidores públicos, el riesgo adquiere otra dimensión. Un sistema de control corrupto no sólo protege a funcionarios cuestionados; también expulsa perfiles honestos y premia la obediencia.

    La presidente Claudia Sheinbaum Pardo ha insistido en que su administración no tolerará prácticas heredadas del viejo régimen. Esa narrativa enfrenta ahora una prueba compleja. Ignorar denuncias de esta naturaleza dañaría la credibilidad de un proyecto político que llegó al poder bajo la promesa de limpiar las estructuras públicas y fortalecer la ética gubernamental.

    México no debe aspirar a una estrategia sólida de seguridad mientras existan dudas sobre quienes certifican la confiabilidad de policías, custodios, mandos e investigadores. El deterioro institucional inicia cuando la verdad deja de importar dentro de las oficinas encargadas de proteger al Estado.

    Y quizá ahí reside la reflexión más inquietante: un país no se derrumba únicamente por el crimen organizado, sino por la normalización de las pequeñas complicidades que terminan por vaciar de legitimidad a sus instituciones. Cuando el miedo sustituye a la denuncia y la corrupción reemplaza al mérito, las próximas décadas dejan de pertenecer a la justicia y comienzan a pertenecer a quienes aprendieron a manipular el sistema desde dentro.

    —o0o—

    Poligrafo

    —o0o—

    El Balcón de la Sociedad reúne información previamente verificada de periodistas y colaboradores editoriales de SOCIEDAD NOTICIAS.

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  9. Depois de @rcdc3 divulgar que a síndrome dos ovários policísticos está mudando de nome, escrevi um pouco sobre o que isso significa na prática. O texto tem jargão biomédico, mas quem estiver interessado pode perguntar aqui que eu respondo.

    blog.leonardof.med.br/2026/som

    #medicina

  10. Depois de @rcdc3 divulgar que a síndrome dos ovários policísticos está mudando de nome, escrevi um pouco sobre o que isso significa na prática. O texto tem jargão biomédico, mas quem estiver interessado pode perguntar aqui que eu respondo.

    blog.leonardof.med.br/2026/som

    #medicina

  11. Depois de @rcdc3 divulgar que a síndrome dos ovários policísticos está mudando de nome, escrevi um pouco sobre o que isso significa na prática. O texto tem jargão biomédico, mas quem estiver interessado pode perguntar aqui que eu respondo.

    blog.leonardof.med.br/2026/som

    #medicina

  12. Depois de @rcdc3 divulgar que a síndrome dos ovários policísticos está mudando de nome, escrevi um pouco sobre o que isso significa na prática. O texto tem jargão biomédico, mas quem estiver interessado pode perguntar aqui que eu respondo.

    blog.leonardof.med.br/2026/som

    #medicina

  13. 19/05/26 Animàtika projectarà Common Side Effects Episodis 7-10, Dir. Joe Bennet i Steve Hely, VOSE (2024) 🗓

    El dimarts 19 de maig, a les 19h, Animàtika projectarà els últims quatre episodis de Common Side Effects, sèrie creada per Joe Bennet i Steve Hely, de 118 minuts de durada, en VOSE (2024).

    Avui acabem la projecció de la sèrie Common Side Effects, repartida en tres dimarts consecutius, sobre la indústria mèdica, capitalisme, vulnerabilitat i misticisme, mantenint l’humor a cada capítol.

    #cinetika #animatika #animacio #ociAutogestionat #ociAlternatiu #santAndreudelPalomar #capitalisme #medicina

  14. 19/05/26 Animàtika projectarà Common Side Effects Episodis 7-10, Dir. Joe Bennet i Steve Hely, VOSE (2024) 🗓

    El dimarts 19 de maig, a les 19h, Animàtika projectarà els últims quatre episodis de Common Side Effects, sèrie creada per Joe Bennet i Steve Hely, de 118 minuts de durada, en VOSE (2024).

    Avui acabem la projecció de la sèrie Common Side Effects, repartida en tres dimarts consecutius, sobre la indústria mèdica, capitalisme, vulnerabilitat i misticisme, mantenint l’humor a cada capítol.

    #cinetika #animatika #animacio #ociAutogestionat #ociAlternatiu #santAndreudelPalomar #capitalisme #medicina

  15. 🫟 𝑪𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒅𝒂𝒅𝒆𝒔 🫟

    Antes de que la radioterapia moderna fuera algo habitual en cualquier hospital, hubo una etapa en la que la medicina y la física iban prácticamente de la mano, casi como si estuvieran aprendiendo juntas a la vez.

    En 1956, el Dr. Robert Stone aparece en una de esas imágenes que hoy parecen casi de otra época, junto a un sincrotrón de electrones de 70 MeV en la Universidad de California en San Francisco.

    El aparato impresionaba solo con verlo.
    Era enorme, industrial, casi intimidante.
    No tenía nada que ver con la idea actual de un tratamiento médico limpio, silencioso y controlado.
    Aquello parecía más un laboratorio de física que un hospital.

    Pero justo ahí estaba ocurriendo algo importante.

    El sincrotrón, desarrollado con tecnología de General Electric, formaba parte de los primeros pasos de la radioterapia de alta energía.
    La idea era sencilla en teoría, pero revolucionaria en la práctica: usar haces de electrones muy potentes para llegar a tumores profundos sin depender tanto de tratamientos más agresivos en la piel.

    Hasta ese momento, muchos tratamientos contra el cáncer eran bastante limitados.
    O no llegaban bien al tumor, o dañaban demasiado el tejido sano alrededor.
    Esta tecnología abría una puerta nueva: más precisión, más profundidad, pero también más incertidumbre.

    Porque en realidad nadie lo tenía todo controlado todavía.

    Los médicos trabajaban casi a la vez que iban aprendiendo.
    Ajustaban dosis, observaban reacciones, corregían parámetros.
    Era una medicina muy experimental, donde la frontera entre tratamiento y riesgo era muy fina.
    No existían los protocolos tan cerrados que tenemos hoy.

    Y eso cambia bastante la forma de entender aquella época.

    No era solo tecnología nueva.
    Era una forma completamente distinta de enfrentarse al cáncer: combinar física de partículas, ingeniería y medicina en una misma sala.

    También había algo muy humano detrás de todo eso.
    Los equipos médicos sabían que estaban probando cosas que podían marcar la diferencia en el futuro, pero cada paciente era también una responsabilidad enorme, porque no había tanta experiencia acumulada como ahora.

    Con el tiempo, estos sistemas fueron evolucionando.
    Se hicieron más pequeños, más seguros y más precisos.
    La radioterapia dejó de depender de máquinas gigantes y empezó a integrarse en hospitales de forma mucho más accesible.

    Pero aquellas imágenes siguen teniendo algo especial.

    Porque recuerdan un momento en el que la medicina no tenía todas las respuestas, pero aun así avanzaba.
    A veces a base de ensayo, otras de intuición científica, y muchas veces con la sensación de estar empujando una puerta que nadie sabía si realmente iba a abrirse.

    Hoy todo eso se ve como historia de la medicina.

    Pero en aquel momento era simplemente gente intentando salvar vidas con la tecnología que tenían delante, aunque aún estuviera lejos de ser perfecta.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    #historia #medicina #radioterapia #cancer #ciencia #fisica #hospitales #curiosidades #historiadelamedicina #tecnologia #salud

  16. 🫟 𝑪𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒅𝒂𝒅𝒆𝒔 🫟

    Antes de que la radioterapia moderna fuera algo habitual en cualquier hospital, hubo una etapa en la que la medicina y la física iban prácticamente de la mano, casi como si estuvieran aprendiendo juntas a la vez.

    En 1956, el Dr. Robert Stone aparece en una de esas imágenes que hoy parecen casi de otra época, junto a un sincrotrón de electrones de 70 MeV en la Universidad de California en San Francisco.

    El aparato impresionaba solo con verlo.
    Era enorme, industrial, casi intimidante.
    No tenía nada que ver con la idea actual de un tratamiento médico limpio, silencioso y controlado.
    Aquello parecía más un laboratorio de física que un hospital.

    Pero justo ahí estaba ocurriendo algo importante.

    El sincrotrón, desarrollado con tecnología de General Electric, formaba parte de los primeros pasos de la radioterapia de alta energía.
    La idea era sencilla en teoría, pero revolucionaria en la práctica: usar haces de electrones muy potentes para llegar a tumores profundos sin depender tanto de tratamientos más agresivos en la piel.

    Hasta ese momento, muchos tratamientos contra el cáncer eran bastante limitados.
    O no llegaban bien al tumor, o dañaban demasiado el tejido sano alrededor.
    Esta tecnología abría una puerta nueva: más precisión, más profundidad, pero también más incertidumbre.

    Porque en realidad nadie lo tenía todo controlado todavía.

    Los médicos trabajaban casi a la vez que iban aprendiendo.
    Ajustaban dosis, observaban reacciones, corregían parámetros.
    Era una medicina muy experimental, donde la frontera entre tratamiento y riesgo era muy fina.
    No existían los protocolos tan cerrados que tenemos hoy.

    Y eso cambia bastante la forma de entender aquella época.

    No era solo tecnología nueva.
    Era una forma completamente distinta de enfrentarse al cáncer: combinar física de partículas, ingeniería y medicina en una misma sala.

    También había algo muy humano detrás de todo eso.
    Los equipos médicos sabían que estaban probando cosas que podían marcar la diferencia en el futuro, pero cada paciente era también una responsabilidad enorme, porque no había tanta experiencia acumulada como ahora.

    Con el tiempo, estos sistemas fueron evolucionando.
    Se hicieron más pequeños, más seguros y más precisos.
    La radioterapia dejó de depender de máquinas gigantes y empezó a integrarse en hospitales de forma mucho más accesible.

    Pero aquellas imágenes siguen teniendo algo especial.

    Porque recuerdan un momento en el que la medicina no tenía todas las respuestas, pero aun así avanzaba.
    A veces a base de ensayo, otras de intuición científica, y muchas veces con la sensación de estar empujando una puerta que nadie sabía si realmente iba a abrirse.

    Hoy todo eso se ve como historia de la medicina.

    Pero en aquel momento era simplemente gente intentando salvar vidas con la tecnología que tenían delante, aunque aún estuviera lejos de ser perfecta.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    #historia #medicina #radioterapia #cancer #ciencia #fisica #hospitales #curiosidades #historiadelamedicina #tecnologia #salud

  17. 🫟 𝑪𝒖𝒓𝒊𝒐𝒔𝒊𝒅𝒂𝒅𝒆𝒔 🫟

    Antes de que la radioterapia moderna fuera algo habitual en cualquier hospital, hubo una etapa en la que la medicina y la física iban prácticamente de la mano, casi como si estuvieran aprendiendo juntas a la vez.

    En 1956, el Dr. Robert Stone aparece en una de esas imágenes que hoy parecen casi de otra época, junto a un sincrotrón de electrones de 70 MeV en la Universidad de California en San Francisco.

    El aparato impresionaba solo con verlo.
    Era enorme, industrial, casi intimidante.
    No tenía nada que ver con la idea actual de un tratamiento médico limpio, silencioso y controlado.
    Aquello parecía más un laboratorio de física que un hospital.

    Pero justo ahí estaba ocurriendo algo importante.

    El sincrotrón, desarrollado con tecnología de General Electric, formaba parte de los primeros pasos de la radioterapia de alta energía.
    La idea era sencilla en teoría, pero revolucionaria en la práctica: usar haces de electrones muy potentes para llegar a tumores profundos sin depender tanto de tratamientos más agresivos en la piel.

    Hasta ese momento, muchos tratamientos contra el cáncer eran bastante limitados.
    O no llegaban bien al tumor, o dañaban demasiado el tejido sano alrededor.
    Esta tecnología abría una puerta nueva: más precisión, más profundidad, pero también más incertidumbre.

    Porque en realidad nadie lo tenía todo controlado todavía.

    Los médicos trabajaban casi a la vez que iban aprendiendo.
    Ajustaban dosis, observaban reacciones, corregían parámetros.
    Era una medicina muy experimental, donde la frontera entre tratamiento y riesgo era muy fina.
    No existían los protocolos tan cerrados que tenemos hoy.

    Y eso cambia bastante la forma de entender aquella época.

    No era solo tecnología nueva.
    Era una forma completamente distinta de enfrentarse al cáncer: combinar física de partículas, ingeniería y medicina en una misma sala.

    También había algo muy humano detrás de todo eso.
    Los equipos médicos sabían que estaban probando cosas que podían marcar la diferencia en el futuro, pero cada paciente era también una responsabilidad enorme, porque no había tanta experiencia acumulada como ahora.

    Con el tiempo, estos sistemas fueron evolucionando.
    Se hicieron más pequeños, más seguros y más precisos.
    La radioterapia dejó de depender de máquinas gigantes y empezó a integrarse en hospitales de forma mucho más accesible.

    Pero aquellas imágenes siguen teniendo algo especial.

    Porque recuerdan un momento en el que la medicina no tenía todas las respuestas, pero aun así avanzaba.
    A veces a base de ensayo, otras de intuición científica, y muchas veces con la sensación de estar empujando una puerta que nadie sabía si realmente iba a abrirse.

    Hoy todo eso se ve como historia de la medicina.

    Pero en aquel momento era simplemente gente intentando salvar vidas con la tecnología que tenían delante, aunque aún estuviera lejos de ser perfecta.

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    #historia #medicina #radioterapia #cancer #ciencia #fisica #hospitales #curiosidades #historiadelamedicina #tecnologia #salud

  18. SIGUE ⬇️

    El reciclaje informal de baterías es una de las más peligrosas.
    Muchas comunidades desmontan baterías de plomo-ácido sin protección, liberando partículas tóxicas al aire y al suelo.
    También persisten problemas con pinturas antiguas, tuberías deterioradas, juguetes baratos, cosméticos contaminados, utensilios de barro vidriado e incluso especias adulteradas con compuestos de plomo para aumentar su peso y color.

    El cerebro infantil es especialmente vulnerable porque durante los primeros años de vida se desarrolla a una velocidad extraordinaria.
    Millones de conexiones neuronales se forman constantemente.
    El plomo interfiere directamente en ese proceso.

    A nivel biológico, actúa de manera aterradora.

    Imita al calcio y logra infiltrarse en mecanismos fundamentales del sistema nervioso.
    Engaña a las células cerebrales y altera la comunicación entre neuronas.
    Provoca liberaciones anormales de neurotransmisores, dificulta la transmisión de señales eléctricas y favorece la muerte prematura de células nerviosas esenciales.

    También afecta a los oligodendrocitos, responsables de producir mielina, la capa que permite que los impulsos nerviosos viajen correctamente.
    Sin mielina adecuada, el cerebro pierde eficiencia en la transmisión de información.

    Además genera un fuerte estrés oxidativo.
    Las neuronas sufren daños por radicales libres y las mitocondrias —encargadas de producir energía celular— comienzan a fallar.
    El resultado puede traducirse en alteraciones permanentes del aprendizaje, la memoria, la atención y el comportamiento.

    Lo más duro es que muchas veces el daño no es visible inmediatamente.

    No hay síntomas claros.

    No hay una señal dramática.

    Solo un descenso silencioso del potencial humano.

    Por eso el trabajo de Herbert Needleman cambió la historia de la salud pública.
    Porque obligó al mundo a aceptar que un contaminante cotidiano podía modificar el desarrollo intelectual de generaciones enteras.

    Y porque recordó algo fundamental: a veces los mayores avances científicos empiezan cuando alguien se niega a considerar normal el sufrimiento de los demás.

    Needleman no inventó una máquina futurista ni descubrió una cura milagrosa.
    Hizo algo más incómodo y probablemente más importante: enfrentarse a una industria poderosa con datos, paciencia y conciencia.

    Todo empezó con una niña enferma y una pregunta que casi nadie quería escuchar.

    ▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣▣

    𝑈𝑛 𝑙𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑡𝑟𝑎𝑗𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑐𝑎𝑑𝑜 𝑒𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑜𝑥𝑖𝑐𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑝𝑜𝑟 𝑝𝑙𝑜𝑚𝑜 𝑒𝑛 𝑛𝑖𝑛̃𝑜𝑠 𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑡𝑎𝑑𝑜𝑠 𝑈𝑛𝑖𝑑𝑜𝑠.
    𝐸𝑥𝑎𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑐𝑜́𝑚𝑜 𝑙𝑎𝑠 𝑝𝑜𝑙𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎𝑠 𝑔𝑢𝑏𝑒𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒𝑠 𝑦 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑢𝑙𝑡𝑎𝑟𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑑𝑎𝑡𝑜𝑠 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑔𝑙𝑜. 𝐼𝑛𝑐𝑙𝑢𝑦𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎𝑠 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑥𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜𝑠 𝑚𝑒́𝑑𝑖𝑐𝑜𝑠 𝑦 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑠 𝑎𝑓𝑒𝑐𝑡𝑎𝑑𝑎𝑠.

    youtube.com/watch?v=-xKndRN5OZk

    #historia #medicina #ciencia #saludpublica #plomo #toxicologia #infancia #medioambiente #herbertneedleman #epidemiologia #curiosidades #contaminación

  19. SIGUE ⬇️

    El reciclaje informal de baterías es una de las más peligrosas.
    Muchas comunidades desmontan baterías de plomo-ácido sin protección, liberando partículas tóxicas al aire y al suelo.
    También persisten problemas con pinturas antiguas, tuberías deterioradas, juguetes baratos, cosméticos contaminados, utensilios de barro vidriado e incluso especias adulteradas con compuestos de plomo para aumentar su peso y color.

    El cerebro infantil es especialmente vulnerable porque durante los primeros años de vida se desarrolla a una velocidad extraordinaria.
    Millones de conexiones neuronales se forman constantemente.
    El plomo interfiere directamente en ese proceso.

    A nivel biológico, actúa de manera aterradora.

    Imita al calcio y logra infiltrarse en mecanismos fundamentales del sistema nervioso.
    Engaña a las células cerebrales y altera la comunicación entre neuronas.
    Provoca liberaciones anormales de neurotransmisores, dificulta la transmisión de señales eléctricas y favorece la muerte prematura de células nerviosas esenciales.

    También afecta a los oligodendrocitos, responsables de producir mielina, la capa que permite que los impulsos nerviosos viajen correctamente.
    Sin mielina adecuada, el cerebro pierde eficiencia en la transmisión de información.

    Además genera un fuerte estrés oxidativo.
    Las neuronas sufren daños por radicales libres y las mitocondrias —encargadas de producir energía celular— comienzan a fallar.
    El resultado puede traducirse en alteraciones permanentes del aprendizaje, la memoria, la atención y el comportamiento.

    Lo más duro es que muchas veces el daño no es visible inmediatamente.

    No hay síntomas claros.

    No hay una señal dramática.

    Solo un descenso silencioso del potencial humano.

    Por eso el trabajo de Herbert Needleman cambió la historia de la salud pública.
    Porque obligó al mundo a aceptar que un contaminante cotidiano podía modificar el desarrollo intelectual de generaciones enteras.

    Y porque recordó algo fundamental: a veces los mayores avances científicos empiezan cuando alguien se niega a considerar normal el sufrimiento de los demás.

    Needleman no inventó una máquina futurista ni descubrió una cura milagrosa.
    Hizo algo más incómodo y probablemente más importante: enfrentarse a una industria poderosa con datos, paciencia y conciencia.

    Todo empezó con una niña enferma y una pregunta que casi nadie quería escuchar.

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    𝑈𝑛 𝑙𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑡𝑟𝑎𝑗𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑐𝑎𝑑𝑜 𝑒𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑜𝑥𝑖𝑐𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑝𝑜𝑟 𝑝𝑙𝑜𝑚𝑜 𝑒𝑛 𝑛𝑖𝑛̃𝑜𝑠 𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑡𝑎𝑑𝑜𝑠 𝑈𝑛𝑖𝑑𝑜𝑠.
    𝐸𝑥𝑎𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑐𝑜́𝑚𝑜 𝑙𝑎𝑠 𝑝𝑜𝑙𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎𝑠 𝑔𝑢𝑏𝑒𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒𝑠 𝑦 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑢𝑙𝑡𝑎𝑟𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑑𝑎𝑡𝑜𝑠 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑔𝑙𝑜. 𝐼𝑛𝑐𝑙𝑢𝑦𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎𝑠 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑥𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜𝑠 𝑚𝑒́𝑑𝑖𝑐𝑜𝑠 𝑦 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑠 𝑎𝑓𝑒𝑐𝑡𝑎𝑑𝑎𝑠.

    youtube.com/watch?v=-xKndRN5OZk

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    El reciclaje informal de baterías es una de las más peligrosas.
    Muchas comunidades desmontan baterías de plomo-ácido sin protección, liberando partículas tóxicas al aire y al suelo.
    También persisten problemas con pinturas antiguas, tuberías deterioradas, juguetes baratos, cosméticos contaminados, utensilios de barro vidriado e incluso especias adulteradas con compuestos de plomo para aumentar su peso y color.

    El cerebro infantil es especialmente vulnerable porque durante los primeros años de vida se desarrolla a una velocidad extraordinaria.
    Millones de conexiones neuronales se forman constantemente.
    El plomo interfiere directamente en ese proceso.

    A nivel biológico, actúa de manera aterradora.

    Imita al calcio y logra infiltrarse en mecanismos fundamentales del sistema nervioso.
    Engaña a las células cerebrales y altera la comunicación entre neuronas.
    Provoca liberaciones anormales de neurotransmisores, dificulta la transmisión de señales eléctricas y favorece la muerte prematura de células nerviosas esenciales.

    También afecta a los oligodendrocitos, responsables de producir mielina, la capa que permite que los impulsos nerviosos viajen correctamente.
    Sin mielina adecuada, el cerebro pierde eficiencia en la transmisión de información.

    Además genera un fuerte estrés oxidativo.
    Las neuronas sufren daños por radicales libres y las mitocondrias —encargadas de producir energía celular— comienzan a fallar.
    El resultado puede traducirse en alteraciones permanentes del aprendizaje, la memoria, la atención y el comportamiento.

    Lo más duro es que muchas veces el daño no es visible inmediatamente.

    No hay síntomas claros.

    No hay una señal dramática.

    Solo un descenso silencioso del potencial humano.

    Por eso el trabajo de Herbert Needleman cambió la historia de la salud pública.
    Porque obligó al mundo a aceptar que un contaminante cotidiano podía modificar el desarrollo intelectual de generaciones enteras.

    Y porque recordó algo fundamental: a veces los mayores avances científicos empiezan cuando alguien se niega a considerar normal el sufrimiento de los demás.

    Needleman no inventó una máquina futurista ni descubrió una cura milagrosa.
    Hizo algo más incómodo y probablemente más importante: enfrentarse a una industria poderosa con datos, paciencia y conciencia.

    Todo empezó con una niña enferma y una pregunta que casi nadie quería escuchar.

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    𝑈𝑛 𝑙𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑡𝑟𝑎𝑗𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑐𝑎𝑑𝑜 𝑒𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑜𝑥𝑖𝑐𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑝𝑜𝑟 𝑝𝑙𝑜𝑚𝑜 𝑒𝑛 𝑛𝑖𝑛̃𝑜𝑠 𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑡𝑎𝑑𝑜𝑠 𝑈𝑛𝑖𝑑𝑜𝑠.
    𝐸𝑥𝑎𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑐𝑜́𝑚𝑜 𝑙𝑎𝑠 𝑝𝑜𝑙𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎𝑠 𝑔𝑢𝑏𝑒𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒𝑠 𝑦 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑢𝑙𝑡𝑎𝑟𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑑𝑎𝑡𝑜𝑠 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑔𝑙𝑜. 𝐼𝑛𝑐𝑙𝑢𝑦𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎𝑠 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑥𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜𝑠 𝑚𝑒́𝑑𝑖𝑐𝑜𝑠 𝑦 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑠 𝑎𝑓𝑒𝑐𝑡𝑎𝑑𝑎𝑠.

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    El reciclaje informal de baterías es una de las más peligrosas.
    Muchas comunidades desmontan baterías de plomo-ácido sin protección, liberando partículas tóxicas al aire y al suelo.
    También persisten problemas con pinturas antiguas, tuberías deterioradas, juguetes baratos, cosméticos contaminados, utensilios de barro vidriado e incluso especias adulteradas con compuestos de plomo para aumentar su peso y color.

    El cerebro infantil es especialmente vulnerable porque durante los primeros años de vida se desarrolla a una velocidad extraordinaria.
    Millones de conexiones neuronales se forman constantemente.
    El plomo interfiere directamente en ese proceso.

    A nivel biológico, actúa de manera aterradora.

    Imita al calcio y logra infiltrarse en mecanismos fundamentales del sistema nervioso.
    Engaña a las células cerebrales y altera la comunicación entre neuronas.
    Provoca liberaciones anormales de neurotransmisores, dificulta la transmisión de señales eléctricas y favorece la muerte prematura de células nerviosas esenciales.

    También afecta a los oligodendrocitos, responsables de producir mielina, la capa que permite que los impulsos nerviosos viajen correctamente.
    Sin mielina adecuada, el cerebro pierde eficiencia en la transmisión de información.

    Además genera un fuerte estrés oxidativo.
    Las neuronas sufren daños por radicales libres y las mitocondrias —encargadas de producir energía celular— comienzan a fallar.
    El resultado puede traducirse en alteraciones permanentes del aprendizaje, la memoria, la atención y el comportamiento.

    Lo más duro es que muchas veces el daño no es visible inmediatamente.

    No hay síntomas claros.

    No hay una señal dramática.

    Solo un descenso silencioso del potencial humano.

    Por eso el trabajo de Herbert Needleman cambió la historia de la salud pública.
    Porque obligó al mundo a aceptar que un contaminante cotidiano podía modificar el desarrollo intelectual de generaciones enteras.

    Y porque recordó algo fundamental: a veces los mayores avances científicos empiezan cuando alguien se niega a considerar normal el sufrimiento de los demás.

    Needleman no inventó una máquina futurista ni descubrió una cura milagrosa.
    Hizo algo más incómodo y probablemente más importante: enfrentarse a una industria poderosa con datos, paciencia y conciencia.

    Todo empezó con una niña enferma y una pregunta que casi nadie quería escuchar.

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    𝑈𝑛 𝑙𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑡𝑟𝑎𝑗𝑒 𝑑𝑜𝑐𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙 𝑒𝑛𝑓𝑜𝑐𝑎𝑑𝑜 𝑒𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑟𝑖𝑠𝑖𝑠 𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑜𝑥𝑖𝑐𝑎𝑐𝑖𝑜́𝑛 𝑝𝑜𝑟 𝑝𝑙𝑜𝑚𝑜 𝑒𝑛 𝑛𝑖𝑛̃𝑜𝑠 𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑡𝑎𝑑𝑜𝑠 𝑈𝑛𝑖𝑑𝑜𝑠.
    𝐸𝑥𝑎𝑚𝑖𝑛𝑎 𝑐𝑜́𝑚𝑜 𝑙𝑎𝑠 𝑝𝑜𝑙𝑖́𝑡𝑖𝑐𝑎𝑠 𝑔𝑢𝑏𝑒𝑟𝑛𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑙𝑒𝑠 𝑦 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑢𝑠𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑜𝑐𝑢𝑙𝑡𝑎𝑟𝑜𝑛 𝑙𝑜𝑠 𝑑𝑎𝑡𝑜𝑠 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛 𝑠𝑖𝑔𝑙𝑜. 𝐼𝑛𝑐𝑙𝑢𝑦𝑒 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑡𝑎𝑠 𝑐𝑜𝑛 𝑒𝑥𝑝𝑒𝑟𝑡𝑜𝑠 𝑚𝑒́𝑑𝑖𝑐𝑜𝑠 𝑦 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖𝑚𝑜𝑛𝑖𝑜𝑠 𝑑𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑠 𝑎𝑓𝑒𝑐𝑡𝑎𝑑𝑎𝑠.

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  22. 🧬 Curare l’epilessia prima della nascita: la medicina fetale apre nuove prospettive per proteggere il cervello fin dal grembo materno. #Epilessia #Medicina

    🔗 tomshw.it/scienze/epilessia-ra

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  24. 🧬 Curare l’epilessia prima della nascita: la medicina fetale apre nuove prospettive per proteggere il cervello fin dal grembo materno. #Epilessia #Medicina

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  25. Balcón Social | La ética pública que emana del Cusaem, empaña a la administración de Delfina Gómez

    La crisis de credibilidad en las instituciones mexicanas se ha construido durante décadas a partir de silencio oficial, nombramientos cuestionables y servidores públicos en la Cusaem llegan al poder bajo la sombra de señalamientos judiciales.

    La reciente designación de Desiree Cataneo Dávila como coordinadora corporativa del Cuerpo de Seguridad Auxiliar del Estado de México (Cusaem) abre un debate incómodo sobre los filtros éticos dentro del servicio público mexiquense. La funcionaria enfrenta, junto con su hermano Antonio Enrique Cataneo Dávila, una denuncia penal en Veracruz por presuntos delitos de falsificación de firma y fraude procesal, según la carpeta de investigación 865/2026.

    El expediente deriva de un litigio civil iniciado en octubre de 2025 ante el Juzgado Tercero de Primera Instancia de Veracruz, bajo el número 1402/2025. De acuerdo con la información disponible, la ahora funcionaria tenía conocimiento del conflicto desde diciembre de ese mismo año, cuando se solicitaron copias certificadas del documento presuntamente alterado para promover una denuncia penal.

    El asunto trasciende el terreno privado. La dimensión pública aparece cuando una persona bajo investigación policial ocupa un cargo estratégico dentro de una corporación mexiquense señalada históricamente por opacidad administrativa y manejo discrecional de recursos.

    Desiree Cataneo Dávila | Foto: INE

    El Cusaem, durante años, ha operado bajo un modelo híbrido que le permitió administrar contratos multimillonarios sin los niveles de fiscalización aplicados a otras corporaciones. Diversas auditorías y observaciones legislativas cuestionan ese esquema. Por ello, cualquier nombramiento dentro de su estructura exige escrutinio absoluto.

    La pregunta es inevitable: ¿qué clase de mensaje recibe la ciudadanía cuando un alto mando institucional llega al cargo bajo la presión de una denuncia penal activa?

    El problema tampoco radica en anticipar culpabilidades. La presunción de inocencia permanece intacta y debe respetarse. Sin embargo, la ética pública demanda algo más que legalidad mínima. Exige congruencia, transparencia y confianza social.

    En política, las formas importan tanto como los expedientes. Más aún en un país donde la corrupción destruyó buena parte de la legitimidad gubernamental. La administración de la gobernadora Delfina Gómez Álvarez construyó parte de su narrativa sobre la austeridad y el combate a las malas prácticas. Bajo ese contexto, cualquier omisión en la revisión de perfiles golpea directamente el discurso institucional.

    Tampoco pasa inadvertido otro elemento, Desiree Cataneo Dávila cuenta con trayectoria dentro del ámbito judicial federal. Esa experiencia vuelve todavía más delicado el señalamiento, pues el conocimiento técnico del sistema jurídico obliga a niveles superiores de prudencia y responsabilidad.

    Delfina Gómez

    La dimensión política del caso crecerá si las autoridades estatales optan por el silencio. La opacidad nunca reduce el daño; lo multiplica. En tiempos donde la información circula sin control, ocultar suele convertirse en la peor estrategia.

    Por si fuera poco, México enfrenta un desgaste profundo de confianza pública. Cada designación cuestionada alimenta la percepción de que las élites políticas continúan protegidas por relaciones, recomendaciones y cercanía con el poder.

    Además, el deterioro institucional no siempre inicia con grandes escándalos. A veces comienza cuando la sociedad deja de sorprenderse ante posibles conflictos éticos dentro del gobierno. Ese momento representa el verdadero peligro.

    Porque las próximas décadas no pondrán a prueba únicamente la capacidad administrativa de los gobiernos, sino la resistencia moral de las instituciones frente a la tentación de normalizar las sombras. Y cuando un país deja de exigir integridad a quienes ejercen poder, termina por acostumbrarse a vivir entre ruinas éticas.

    ¿Qué mano veracruzana mese la cuna en la política de la entidad mexiquense?

    Cusaem

    —o0o—

    El Balcón de la Sociedad reúne información previamente verificada de periodistas y colaboradores editoriales de SOCIEDAD NOTICIAS.

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  26. Ensayo en The Lancet: la semaglutida (Ozempic) redujo el consumo excesivo de alcohol en 26 semanas, pero el estudio es pequeño y con sesgos. aidoo.news/noticia/xBzAbA

    #Medicina #Alcoholismo #Obesidad #Farmacología #EnsayosClinicos