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#samizdat — Public Fediverse posts

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  1. Who would buy several volumes of "Kontinent", a publication featuring #Russian #Samizdat and emigré #literature (~1975-1984)?

  2. While Trump/Putin/Kushner/Witkoff/AfD etc keep telling Ukraine should just surrender to Russia, these are the kind of soldiers Ukraine captures from the fields: Malnourished, weak, and exhausted.

    #RussoUkrainianWar #nafo #samizdat

  3. Bootleg Squirrel Jingle – Ep. 79

    We go in search of a bootleg squirrel jingle, without horses, order a Marguerita, and visit The King in Memphis.

    === If that sounds like just your sort of shaker of formaldehyde, then pour yourself a fur, sorry, glass and click play:

    […]

    https://offgrid.tlmb.net/2026/08/30/bootleg-squirrel-jingle-ep-79/
  4. Resistenza e letteratura: libri e autori per capire e trasformare la società

    Indice dei contenuti

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    Ci sono libri che raccontano una resistenza e libri che, in qualche modo, finiscono per diventare essi stessi una forma di resistenza.

    Conservano una memoria che qualcuno vorrebbe cancellare. Raccontano una storia rimasta ai margini. Mettono in discussione il potere, danno voce a chi ne è stato privato, permettono a un’esperienza individuale di diventare patrimonio collettivo.

    Il rapporto tra resistenza e letteratura attraversa epoche, paesi e generi differenti.

    In Italia, parlare di letteratura della Resistenza significa innanzitutto confrontarsi con l’antifascismo, la guerra partigiana e gli anni che vanno dalla caduta del fascismo alla Liberazione. È una storia raccontata da alcuni dei maggiori scrittori italiani del Novecento: Italo Calvino, Beppe Fenoglio, Elio Vittorini, Cesare Pavese, Renata Viganò, Luigi Meneghello e molti altri. Bibliografie dedicate alla narrativa resistenziale mostrano quanto vasta sia questa produzione. (ANPI Monza e Brianza)

    Ma resistere non significa soltanto imbracciare un’arma contro un regime.

    Si può resistere alla censura scrivendo. Alla cancellazione conservando la memoria. Al colonialismo raccontando la propria terra. All’oppressione mantenendo una lingua. All’autoritarismo facendo circolare clandestinamente un libro. Alla distruzione ambientale difendendo un territorio.

    La letteratura ci permette di osservare tutte queste forme di resistenza.

    Ed è proprio da qui che nasce una domanda:

    Che cosa possono raccontarci i libri sulle persone e sulle comunità che hanno scelto di non accettare il mondo così com’era?

    È la domanda intorno alla quale abbiamo deciso di costruire Samizdat 2027: Resistere.

    Che cos’è la letteratura della Resistenza?

    In senso storico, l’espressione letteratura della Resistenza italiana indica quella produzione letteraria che racconta, interpreta o nasce dall’esperienza della lotta contro il nazifascismo.

    Non si tratta però di un genere perfettamente delimitato.

    Dentro questa definizione troviamo testimonianza, memoria, romanzo, racconto e opere nelle quali l’esperienza resistenziale diventa anche interrogazione morale.

    Un programma universitario dedicato specificamente a Resistenza e letteratura, per esempio, comprende opere come Il silenzio del mare di Vercors, Educazione europea di Romain Gary, Il sentiero dei nidi di ragno di Calvino, Una questione privata di Fenoglio, I piccoli maestri di Meneghello e Se non ora, quando? di Primo Levi. (Università di Bologna)

    La letteratura sulla Resistenza non serve semplicemente a ricostruire ciò che è accaduto.

    La narrativa può portarci dentro la scelta individuale.

    Cosa significa decidere di resistere?

    Quando arriva il momento in cui una persona comprende di non poter più rimanere neutrale?

    Quanto c’è di eroico, quanto di casuale e quanto di contraddittorio in quella decisione?

    È qui che la letteratura può fare qualcosa di diverso dalla storiografia: restituire l’incertezza dell’esperienza umana.

    Gli autori della letteratura della Resistenza italiana

    Non esiste un solo modo di raccontare la Resistenza.

    Italo Calvino e Il sentiero dei nidi di ragno

    Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato nel 1947, è uno dei testi fondamentali della narrativa resistenziale.

    Calvino sceglie uno sguardo particolare: quello del giovane Pin.

    La guerra partigiana viene così osservata da una prospettiva laterale, lontana dalla costruzione di personaggi semplicemente monumentali.

    Lo stesso Calvino tornò successivamente a riflettere sulla letteratura italiana sulla Resistenza, e il rapporto tra la sua opera e quella stagione rimane centrale negli studi sull’argomento. (Università di Bologna)

    Beppe Fenoglio: la Resistenza senza retorica

    Con Fenoglio la guerra partigiana diventa esperienza esistenziale.

    Il partigiano Johnny e Una questione privata appartengono ormai al nucleo fondamentale della letteratura della Resistenza italiana. (Storia XX Secolo)

    In Fenoglio la Resistenza non ha bisogno di diventare leggenda per conservare il proprio valore.

    Ci sono paura, fango, desiderio, casualità, morte.

    Ed è forse proprio questa assenza di monumentalità a renderla così umana.

    Elio Vittorini e Uomini e no

    Con Uomini e no, pubblicato nel 1945, Vittorini porta il lettore nella Milano occupata.

    Ma anche qui la lotta politica apre una domanda più ampia sull’essere umano: che cosa separa l’uomo dalla disumanità?

    Il libro compare stabilmente nelle bibliografie dedicate alla narrativa della Resistenza. (Storia XX Secolo)

    Cesare Pavese e La casa in collina

    La casa in collina introduce un’altra prospettiva: quella di chi osserva la guerra e deve fare i conti anche con la propria posizione davanti alla storia.

    Resistere, in questo caso, significa inevitabilmente interrogarsi anche sul non scegliere.

    Renata Viganò e L’Agnese va a morire

    La Resistenza non fu soltanto una storia di uomini.

    Con L’Agnese va a morire, Renata Viganò racconta la trasformazione di una donna comune che entra nella lotta partigiana.

    È un passaggio fondamentale perché permette di allargare lo sguardo anche alla partecipazione femminile alla Resistenza, spesso compressa nelle rappresentazioni più tradizionali.

    Calvino, Cassola, Fenoglio, Pavese, Viganò e Vittorini compaiono tutti nelle bibliografie specificamente dedicate alla narrativa resistenziale. (Storia XX Secolo)

    Dalla Resistenza al resistere

    Se ci fermassimo qui, però, avremmo raccontato soltanto una parte della storia.

    La Resistenza italiana costituisce un punto di riferimento storico preciso. Il verbo resistere, invece, apre un territorio molto più vasto.

    Nel corso della storia uomini e donne hanno resistito:

    • alle dittature;
    • al colonialismo;
    • alla schiavitù;
    • alla censura;
    • allo sfruttamento del lavoro;
    • al razzismo;
    • al patriarcato;
    • alla guerra;
    • alla cancellazione delle culture;
    • alla devastazione dei territori.

    E ogni forma di resistenza ha prodotto racconti.

    A volte pubblicati liberamente.

    A volte censurati.

    A volte passati clandestinamente da una persona all’altra.

    È proprio qui che il rapporto fra letteratura e resistenza diventa qualcosa di più grande della sola letteratura partigiana.

    Scrivere può essere una forma di resistenza?

    Un regime può vietare un libro.

    Può incarcerarne l’autore.

    Può chiudere una casa editrice.

    Può distruggere un archivio.

    Può impedire a un giornale di uscire.

    Ma la storia della cultura mostra continuamente persone che cercano altri modi per far circolare le parole.

    Il caso del samizdat sovietico è emblematico: opere censurate o impossibili da pubblicare attraverso i canali ufficiali venivano copiate e fatte circolare clandestinamente.

    La parola scritta diventava contemporaneamente contenuto e mezzo della resistenza.

    Ed è una delle ragioni per cui abbiamo scelto proprio Samizdat come nome del nostro progetto.

    Non perché oggi la situazione dell’editoria italiana sia paragonabile alla censura sovietica.

    Ma perché vogliamo recuperare un principio molto più semplice:

    un libro acquista forza quando qualcuno decide di farlo circolare.

    Letteratura della resistenza palestinese

    Esiste anche un’espressione storicamente e criticamente riconoscibile di letteratura della resistenza palestinese.

    Uno dei suoi nomi fondamentali è Ghassan Kanafani, scrittore palestinese nato ad Acri nel 1936 e costretto a lasciare la Palestina dopo la guerra del 1948. La sua produzione letteraria è profondamente legata alla questione palestinese e comprende opere come Uomini sotto il sole e Ritorno a Haifa. Nel 1966 pubblicò inoltre uno studio dedicato proprio alla letteratura della resistenza nella Palestina occupata. (Treccani)

    Accanto a Kanafani troviamo la poesia di Mahmoud Darwish, segnata dall’esilio, dalla memoria, dalla terra e dall’identità palestinese. Treccani riconduce Kanafani ai primi esponenti dell’adab al-muqāwama, la letteratura della resistenza, e colloca Darwish nel contesto della letteratura palestinese della diaspora. (Treccani)

    Anche programmi universitari dedicati alla letteratura araba contemporanea trattano esplicitamente la “letteratura della resistenza palestinese”, associandola a Kanafani, Darwish e Fadwa Tuqan. (Portale Docenti Università di Macerata)

    Qui la letteratura assume anche la funzione di conservare luoghi, nomi, memorie ed esperienze di un popolo segnato dalla dispersione e dal conflitto.

    Resistere significa anche conservare la memoria

    La memoria è una delle forme meno appariscenti della resistenza.

    Ricordare significa impedire che qualcosa scompaia completamente.

    Per questo letteratura e memoria sono così spesso intrecciate.

    Memorie partigiane, testimonianze dai campi di concentramento, racconti dell’esilio, storie operaie, narrazioni coloniali e postcoloniali permettono alle esperienze individuali di sopravvivere a chi le ha vissute.

    Ma la memoria non è neutrale.

    Ogni società decide cosa ricordare, cosa celebrare e cosa lasciare ai margini. Gli studi sulla memoria della Resistenza si occupano proprio della costruzione e dell’uso pubblico del passato. (ANPI Monza e Brianza)

    La letteratura può intervenire in questo processo riportando al centro ciò che rischia di scomparire.

    La letteratura può trasformare la società?

    Un libro da solo difficilmente cambia il mondo.

    Questa affermazione, però, dice molto poco sul potere della letteratura.

    Perché i libri non esistono da soli.

    Esistono quando qualcuno li legge.

    Un libro può modificare lo sguardo di un lettore. Quel lettore può parlarne con un’altra persona. Un testo può entrare in una scuola, in una libreria, in un gruppo di lettura, in un’associazione.

    Può generare una discussione.

    Può fornire parole a qualcosa che fino a quel momento non riuscivamo a nominare.

    Il percorso potrebbe essere rappresentato così:

    LIBRO → LETTORE → RIFLESSIONE → DISCUSSIONE → COMUNITÀ → CAMBIAMENTO

    Non è un processo automatico.

    E proprio per questo è interessante.

    La letteratura non ci consegna necessariamente risposte. Può fare qualcosa di più importante: cambiare le domande che siamo capaci di porre.

    Dai libri alle comunità di lettori

    Se prendiamo sul serio questa idea, anche il modo in cui parliamo dei libri cambia.

    Una recensione non deve necessariamente concludersi con un giudizio.

    Può essere l’inizio di una discussione.

    Una libreria non è soltanto un luogo in cui acquistare libri. Può diventare un luogo nel quale persone e idee si incontrano.

    Un gruppo di lettura non è semplicemente un insieme di persone che leggono contemporaneamente lo stesso romanzo: può diventare uno spazio di interpretazione collettiva.

    Lo stesso può accadere attraverso blog, podcast, riviste, biblioteche, associazioni, festival e canali video.

    Il libro continua a muoversi.

    Ed è precisamente questo movimento che interessa a Samizdat.

    Samizdat 2027: Resistere

    Nel 2027 il progetto Samizdat partirà da una parola:

    Resistere.

    Non vogliamo compilare semplicemente una lista dei migliori libri sulla Resistenza.

    Vogliamo mettere in relazione opere molto diverse attraverso una domanda comune:

    Che cosa possono raccontarci i libri sulle persone e sulle comunità che hanno scelto di non accettare il mondo così com’era?

    Un libraio potrà proporre un romanzo.

    Un lettore potrà raccontare il libro che ha cambiato il suo modo di guardare una questione.

    Un blogger potrà pubblicare una recensione.

    Un podcast potrà intervistare un autore.

    Un gruppo di lettura potrà organizzare una discussione.

    Un editore potrà riportare all’attenzione un’opera dimenticata.

    Una parte di questo percorso confluirà poi in una pubblicazione collettiva, composta non soltanto da schede di libri ma da contributi differenti: editoriali, interviste, letture critiche, testimonianze, selezioni commentate e altri modi di interrogare il tema.

    L’obiettivo non è creare un canone.

    È mettere libri in circolo e idee in movimento.

    Scopri Samizdat 2027: Resistere

    Quali libri ci insegnano a resistere?

    Non vogliamo chiudere questo articolo con una lista definitiva.

    Al contrario.

    Vogliamo lasciarlo aperto.

    Quale romanzo ti ha fatto comprendere una lotta che conoscevi poco?

    Quale saggio ha cambiato il tuo modo di interpretare un problema sociale?

    Quale libro ha salvato dall’oblio una storia che rischiava di essere dimenticata?

    Quale autore o autrice assoceresti alla parola resistere?

    La risposta può essere un classico della letteratura della Resistenza italiana, un romanzo palestinese, una testimonianza operaia, un’opera femminista, un libro sull’ambiente, una storia anticoloniale o qualcosa che non abbiamo ancora immaginato.

    È da queste risposte che vogliamo costruire il percorso.

    Partecipa al Progetto Samizdat

    #antifascismo #approfondimentiletterari #resistenza #Samizdat
  5. 🔴 Online il nuovo numero di Enthymema, rivista di critica, teoria letteraria e filosofia della letteratura.

    In questo numero, una sezione sulla diffusione della cultura #underground sovietica in Italia, dalla letteratura alla musica alle arti figurative

    @cultura

    ⬇️ In #openaccess qui: riviste.unimi.it/index.php/ent

    #ussr #samizdat #literarystudies #academia

  6. @matus_chochlik I mostly agree - but the "alternative" in the form of Trumpism, AfD, etc. is really no better: it would be all of this, but with added incompetence (think 1970's marginally competent aparatchiks and engineers, with their vision of nuclear powered industrial society, replaced by 1980''s incompetent nepotist aparatchiks)

    I am preparing article for certain paper-printed zine, itself keeping kontinuity with 1980's underground disent media, about Fediverse. I want to use title "Digital samizdat", emphasizing similarities between Fediverse approach and former eastern blok #samizdat movement. I want to attract attention of aging members of former disent and try to explain them what is going on in western digital society.

    Lot of what we were thinking were going on in 1980's was just wild imagination, because these governments were no technically capably of processing huge amounts of surveillance data; their terror was limited to their Bastillas, which were not invincible. But this time, the surveillance is not government, but corporate operated, and the corporations are now really the government.

    The discussion what really happened in our era, would take some time - but we need platform, where this discussion can take place.

    @aral @krystian_kulesz @_elena @EUCommission

  7. @Kristian_Kiehling
    #SciFi #Unwiring is a collaborative story by IIRC #cstross and #CoryDoctorow about seeding a country with a network of wireless nodes.

    #FidoNet was (is?) a decentralised message passing network in the modem age.
    #CIX and the program for it #AMEOL2 also allowed a phone call to receive and pass many forum messages to read and compose at leisure.
    There is an #RFC for IP traffic by #pigeon which is extreme, but packets could go by USB stick, QR code ...
    #Samizdat in #USSR

  8. The Asymptote magazine just published five poems by a prominent soviet underground poet Yan Satunovsky (1913—1982) from the upcoming book Prosthesis Factory (Publ. by World Poetry Books), translated to English by Ainsley Morse & Philip Redko.

    I'm so delighted that Satunovsky's poetry is finally available for the world readership to know and love! < 3

    asymptotejournal.com/poetry/pr

    @bookstodon @poetry

    #poetry #translation #samizdat #mazeldon

  9. After careful examination of all the various encryption algorithms, apps, alternative radio communications, mesh, and more... I have decided this is the best technical workaround for Fascist clampdown on free speech. #samizdat

    en.wikipedia.org/wiki/Samizdat

  10. - Consigliaci libri su questi temi, partecipa come lettore, gruppo di lettura, libreria indipendente, autore, podcast o blog!
    - Iscriviti alla newsletter e al canale Telegram per ricevere aggiornamenti e novità.
    - Scrivici per collaborare o proporre iniziative legate al tema.

    magozine.it/samizdat/

    #Samizdat #libri

  11. @w7voa
    Electric #samizdat seems easier to scale and share than the typewritten sort was.

  12. Whenever someone tells you that preventing disinformation requires giving states total control over what people can say online, remember the role of samizdat in bringing down the Eastern Bloc dictatorships. Those governments also believed that giving themselves total control over what their citizens can publish was in everyone's best interests.

    (1/2)

    #samizdat

  13. Trump’s war on knowledge requires re-inventing academic publishing as diamond open access

    A year ago, Walled Culture wrote about a growing risk that we will lose access to the world’s knowledge, because of a failure by traditional academic publishers to place copies of the articles they publish in key backup archives. Although unacceptable, that oversight is more a matter of laziness and cost cutting on the part of publishers, rather than a result of outright animosity to the […]

    #academicPublishing #archives #climateCrisis #diamondOa #donaldTrump #fair #nasa #ncbi #nih #noaa #nsf #pangaea #pubmed #samizdat #zbMed

    walledculture.org/trumps-war-o

  14. In February, #Marc #Andreessen described the #Chatham #House group chats to the podcaster #Lex #Fridman as “the equivalent of [Soviet era] #samizdat”
    “The combination of encryption and disappearing messages really unleashed it,” he said. The chats, he wrote recently, helped produce our national “vibe shift.”
    They have rarely been discussed in public, though you can catch the occasional mention in, for instance, a podcast debate between #Mark #Cuban and the Republican entrepreneur #Vivek #Ramaswamy, which started in a chat.

    But they are made visible through a group consensus on social media.
    Their effects have ranged from the mainstreaming of the monarchist pundit #Curtis #Yarvin to a particularly focused and developed dislike of the former Washington Post writer #Taylor #Lorenz.

    They succeeded at avoiding leaks (until, to a modest extent, this article) in part because of Signal’s and WhatsApp’s #disappearing #message features,
    and in part because the groups had formed out of a mix of fear and disdain for journalists they believed were “out to get us,” as one member put it.
    “People during 2020 felt that there was a monoculture on social media, and if they didn’t agree with something, group chats became a safe space to debate that, share that, build consensus, feel that you’re not alone,”
    said #Erik #Torenberg, an entrepreneur who was the first employee of the tech community hub Product Hunt.
    As #Krishnan was setting up a set of tech group WhatsApp chats at a16z, #Torenberg independently founded a group of tech chats on WhatsApp and some more political Signal chats.

    “They’re having all the private conversations because they weren’t allowed to have the public conversations,” Andreessen told Torenberg on a recent podcast,
    after claiming in the name of secrecy that he’d never heard of such groups.
    “If it wasn’t for the censorship all of these conversations would have happened in public, which would have been much better.”
    Their creations took off:
    “It might not seem like it, because of all the sh*t that people still post on X, but the internet has fragmented,”
    the Substack author #Noah #Smith wrote after my inquiries for this story spilled into public Saturday.
    “Group chats are now where everything important and interesting happens.”

    semafor.com/article/04/27/2025

  15. Samizdat per Boualem Sansal per difendere la libertà di espressione

    Indice dei contenuti

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    • Progetto Samizdat
    • Il caso Boualem Sansal
    • Cosa può fare la rete Samizdat
      • Per i Blogger:
      • Per i Canali YouTube:
      • Per le Librerie Indipendenti:
    • Altre idee per amplificare la campagna
    • Partecipa alla campagna

    Progetto Samizdat

    Il Progetto Samizdat nasce dall’idea di creare una rete indipendente di blogger, youtuber, librerie e appassionati di cultura per sostenere e promuovere voci e opere spesso ignorate, censurate o messe a tacere da regimi autoritari o dinamiche commerciali. In un’epoca in cui la libertà di espressione è costantemente minacciata, Samizdat si propone come spazio aperto e collaborativo, dove condividere idee, amplificare messaggi importanti e valorizzare la letteratura impegnata. L’obiettivo non è solo quello di leggere e recensire libri, ma di attivare una vera e propria resistenza culturale: fare rete significa trasformare ogni blog, canale YouTube o libreria indipendente in un luogo di dibattito e riflessione, capace di dare voce a chi rischia di essere silenziato.

    Il caso dello scrittore algerino Boualem Sansal è uno degli esempi più recenti e drammatici di come la libertà di espressione possa essere repressa con durezza. È proprio su vicende come questa che il Progetto Samizdat intende intervenire, non solo informando, ma mobilitando una rete di collaboratori per contrastare la censura e sostenere gli autori colpiti.

    Il caso Boualem Sansal

    Boualem Sansal, scrittore algerino di fama internazionale, oggi si trova di fronte a una durissima repressione. A 80 anni, gravemente malato di tumore, rischia fino a 10 anni di carcere per aver espresso opinioni critiche verso il governo algerino e gli autoritarismi di matrice religiosa, in particolare quelli legati all’islam politico. La sua vicenda è resa ancora più complessa dalle tensioni geopolitiche tra Algeria e Francia, che amplificano la portata simbolica della sua condanna. Autore di opere come Il villaggio del tedesco e 2084. La fine del mondo, Sansal ha sempre usato la letteratura per denunciare le derive autoritarie, il fanatismo religioso e i meccanismi di oppressione che soffocano il pensiero critico. La sua penna non si è mai piegata alla censura, né ha smesso di interrogarsi sul destino delle società arabe contemporanee e sul rapporto tra identità, memoria storica e potere.

    Ridurre al silenzio Boualem Sansal non significa solo colpire un singolo individuo, ma tentare di seppellire una voce che, attraverso la scrittura, ha cercato di risvegliare le coscienze e denunciare ingiustizie sistemiche. La sua vicenda non è solo personale: è il simbolo della lotta tra libertà di pensiero e repressione, tra il diritto alla critica e il pugno di ferro dei regimi autoritari. Per questo motivo, il Progetto Samizdat ritiene fondamentale mobilitarsi per non lasciare che questa voce si spenga nell’indifferenza.

    Cosa può fare la rete Samizdat

    Di fronte alla repressione subita da Boualem Sansal, la rete Samizdat può diventare uno spazio di resistenza culturale, trasformando l’indignazione in azioni concrete. Ogni partecipante, con le proprie competenze e canali comunicativi, può contribuire a mantenere viva la voce dello scrittore algerino e a diffondere il valore della sua opera. Ecco come:

    Per i Blogger:

    • Recensioni e approfondimenti. Scrivere recensioni delle opere di Sansal, presentandone i contenuti, le tematiche e il significato nel contesto della critica sociale e politica. Approfondire la sua vicenda con articoli che mettano in relazione la censura e la repressione del dissenso con altre realtà simili, stimolando riflessioni più ampie sulla libertà di espressione.
    • Interviste e collaborazioni. Coinvolgere esperti, studiosi del mondo arabo, altri scrittori o giornalisti per discutere della vicenda di Sansal e del ruolo della letteratura come strumento di resistenza culturale.

    Per i Canali YouTube:

    • Video informativi. Raccontare la storia di Boualem Sansal, spiegando il contesto socio-politico dell’Algeria e analizzando i suoi libri per far emergere le riflessioni che scaturiscono dalle sue opere.
    • Live streaming e dibattiti. Organizzare dirette con altri youtuber, lettori o esperti per approfondire la questione, creare confronto e coinvolgere un pubblico più ampio.

    Per le Librerie Indipendenti:

    • Esposizioni mirate. Esporre i libri di Sansal con una targhetta dedicata — “Suggerito da Samizdat” — per attirare l’attenzione dei lettori e stimolare curiosità.
    • Eventi e presentazioni. Organizzare incontri per parlare dell’opera di Sansal e della situazione attuale in Algeria, coinvolgendo studiosi, lettori appassionati o altri membri della rete Samizdat.
    • Comunicazione sui social. Utilizzare i canali social per raccontare la storia dello scrittore, proponendo le sue opere come letture impegnate e significative.

    In questo modo, la rete Samizdat può dimostrare che, anche in un’epoca segnata dal controllo e dalla censura, le voci critiche possono trovare sostegno e diffusione attraverso una rete solidale e consapevole.

    Altre idee per amplificare la campagna

    Per rendere ancora più incisiva e capillare la campagna in sostegno di Boualem Sansal, è possibile adottare strategie che coinvolgano un pubblico sempre più ampio e diversificato, creando una rete di solidarietà che attraversi confini geografici e culturali.

    • Creare un hashtag dedicato. Ideare un hashtag specifico e riconoscibile da utilizzare su tutti i canali social. Questo permetterà di aggregare i contenuti condivisi, facilitare la diffusione della campagna e attirare l’attenzione di chi ancora non conosce la vicenda.
    • Traduzioni amatoriali. Se disponibili, realizzare traduzioni di interviste, articoli o dichiarazioni di Sansal, rendendole accessibili al pubblico italiano e contribuendo a superare le barriere linguistiche. Questi contenuti possono essere pubblicati sui blog della rete Samizdat e condivisi su piattaforme come YouTube.
    • Coinvolgere altri progetti culturali. Collaborare con collettivi affini, associazioni culturali, organizzazioni per i diritti umani e gruppi di attivisti che già si occupano di libertà di espressione e letteratura resistente. L’unione di più realtà permette di creare un movimento più forte, capace di farsi sentire anche sui media tradizionali.
    • Collaborare con la casa editrice italiana. Contattare la casa editrice che traduce e pubblica i libri di Sansal in Italia per unire le forze nella diffusione dei suoi testi. Si potrebbero organizzare eventi congiunti, presentazioni, incontri con traduttori o curatori delle edizioni italiane, rafforzando così il messaggio della campagna.
    • Creare contenuti multimediali. Realizzare grafiche e materiali visivi che possano essere condivisi facilmente sui social e utilizzati da chiunque desideri sostenere la campagna. Brevi video, citazioni dalle opere di Sansal, testimonianze di autori e intellettuali che lo sostengono potrebbero aiutare a sensibilizzare ulteriormente il pubblico.

    Il potenziale della rete Samizdat risiede nella capacità di connettere persone diverse con un obiettivo comune: difendere la libertà di pensiero e amplificare le voci che il potere vorrebbe silenziare. La campagna per Boualem Sansal può essere un esempio concreto di come la cultura e la solidarietà possano diventare strumenti di resistenza.

    Partecipa alla campagna

    Vuoi fare la tua parte per sostenere Boualem Sansal e difendere la libertà di espressione? Se sei un blogger, puoi contribuire scrivendo articoli, recensioni o approfondimenti sulle sue opere e sulla sua vicenda personale. Se gestisci un canale YouTube, puoi realizzare video, interviste o discussioni in diretta per sensibilizzare il pubblico e amplificare la voce di Sansal. Se sei una libreria indipendente, puoi esporre i suoi libri con una targhetta dedicata, organizzare eventi di lettura o dibattiti e condividere sui social contenuti che raccontino la sua storia. Partecipare alla rete Samizdat significa entrare a far parte di una comunità di persone appassionate che credono nel potere della cultura come strumento di resistenza.

    • Compila il modulo per entrare nel gruppo di discussione della rete, proporre nuove idee e collaborare alla campagna.
    • Iscriviti al bollettino Samizdat per restare aggiornato su tutte le iniziative, ricevere materiali da condividere e conoscere nuove campagne per la libertà di pensiero e di parola.

    La tua voce può fare la differenza: insieme possiamo impedire che quella di Boualem Sansal venga messa a tacere.

    #Autori #cultura #libertà #Samizdat

  16. People needed for demonstration at the Heritage Foundation!

    214 Massachusetts Avenue, at 12 noon

    Pass this along! (It’s gonna be epic)

    youtube.com/watch?v=szARlD95nW
    #demonstration #samizdat #heritagefoundation #project2025

  17. Außergewöhnliche Spende für unsere #Bibliothek: Autor Ilija #Trojanow hat uns eine wertvolle Sammlung von Literatur zum #Kommunismus in #Bulgarien übergeben, darunter einige seltene #Samizdat-Drucke. Wir danken herzlich!
    Mehr ⬇️
    leibniz-ios.de/wissen-vermitte #Bibliotheken

  18. Михаил Ромм: «Забавно, как видоизменились источники финансирования: мы мечтали торговать живописью (идея себя не оправдала), а в итоге жили на доходы от продажи яда для тараканов!» ⦾ svoboda.org/a/gazeta-dlya-brod 🔒 ⦾ d1rpbxriq81ux1.cloudfront.net/ (врем. зеркало) #samizdat #selfpublishing #самиздат #MikhailRomm #citations #HumanitarianFund #zineculture #artpress #exterminator #1990s

  19. @Ustinoff @awinkler @SLUBDresden

    Die Deutsche Bücherei in Leipzig (1990 aufgegangen in der Deutschen Bibliothek, jetzt @DNB_Aktuelles) hat meines Wissens auch in der #DDR-Zeit Belegexemplare von allen Verlagen erhalten und müsste so ein ziemlich vollständiges Abbild der DDR-Literatur haben (vielleicht abgesehen von Untergrundliteratur/ #Samizdat).
    Die #DNB müsste auch #GND-Nummern für die DDR-Autoren vergeben, deren Bücher keine ISBN erhalten haben. Wenn nicht, fände ich das so schlimm wie du.

  20. If a school requires parental consent before #students can borrow #books on certain sexual topics from the #library, this is the next step: "If a student does receive parental consent, the policy requires the student to sign an agreement that they will not share the content with other students. If they do, they will be subject to disciplinary action."
    archive.is/5XuBs

    Update. If the copy above disappears, here's another.
    web.archive.org/web/2024030814

    #Arizona #Censorship #Libraries #Samizdat

  21. @EverydayMoggie @jeff

    >> The Florida legislature (with the support of goon-in-chief Ron DeSantis) really has a thing for unconstitutional bills that piss on the 1st Amendment; Wants To Ban Kids From Social Media

    #Florida is turning into #SriLanka, which just passed an #OnlineSafety bill that allows govt to remove online posts deemed "prohibited statements" and legally pursue people who publish such #samizdat ➡️ mastodon.social/@rameshgupta/1

  22. Thanks to a reader who had a copy of the file downloaded on his phone, we've got a copy of the #MBTA's #samizdat podcast.'

    Listen here, and if you have insights about why this was too controversial for the Healey administration, sound off in the comments:

    mass.streetsblog.org/2023/10/0

  23. @kinnla Ein ähnliches Heftchen habe ich in den 1990er Jahren nach einer Dichter:innenlesung in der Erfurter #Engelsburg gekauft. Irgendwann kommt jeder Trend in Berlin an ;-)

    #samizdat #imperten #aprolismus #erfurt #gotha

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