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  1. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  2. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  3. oggi, 7 febbraio, a bologna: “nanni balestrini: una lunga primavera”

    Nanni Balestrini: Una lunga Primavera. Mostra collage a cura di Marco Scotini presso AF Gallery, a Bologna (via dei Bersaglieri 5/E) da oggi, 7 febbraio 2025: https://www.af-artecontemporanea.it/
    Nell’immagine in alto, una fotografia a piena parete di Tano D’Amico realizzata nel corso del «convegno contro la repressione» tenutosi a Bologna nel settembre 1977.
    Di seguito un testo che Toni Negri scrisse in occasione della scomparsa di Nanni Balestrini (da Settanta/Milieu):

    Assemblare i pezzi

    […] Eccolo dunque, Nanni, organizzatore di cultura sovversiva, produttore di riviste politiche. Quelle cose, quelle macchine non erano mai «sue» ma appunto «dei compagni» che lui metteva al lavoro. La sua generosità era vincente, sempre, il suo lavoro quello di un’impresa comunista. Qualche tempo fa, lavorando su «Assemblea», e discutendo con Michael Hardt la figura di una nuova proposta teorica, quella dell’«imprenditore politico della moltitudine», mi sono venute in mente le esperienze di Nanni negli anni ’70. Come definire un imprenditore della moltitudine? Come un «meccanico» che assembla i pezzi di una macchina, meglio, per stare nella letteratura, come un autore che trasforma il «volgare» in lingua. Non è un inventore, ma qualcuno che recupera quanto fa parte dell’esperienza comune, in essa collaudato, e ne fa cosa praticabile, una nuova macchina. Ecco l’opera di Nanni messa in luce, questa sua capacità di far diventare «arte» il mettere insieme cose ed eventi, linguaggi ed emozioni politiche e di trasformare pallide avanguardie comuniste in macchine da guerra.
    Nanni, il meccanico, non ha mai sognato orizzonti gloriosi nel comunismo realizzato. Nanni ha sempre vissuto la realtà quotidiana del lavoro militante. Disdegnava radicalmente l’utopia e vantava la propria amoralità comunista. Non pensava al futuro ma già viveva nell’avvenire. Ci ho pensato tanto a questa capacità di Nanni di farti sentire «naturale» nelle situazioni più avventurose e a confronto del pensiero critico. […]
    Era così semplice stare assieme, fare le cose assieme. Io, Nanni, l’ho davvero amato. Mi ci ritrovavo, con lui, in quel suo «fare» senza troppo pensarci su, perché era più importante pensare facendo, costruendo. Il criterio, la misura stavano nel fare. La laicità di Nanni era tutta qui: una laicità sovversiva, un piacere della «superficie» in tumulto, alla Deleuze, alla Guattari (con i quali da vicino l’avrebbe poi condiviso), un’allegria della singolarità, dell’immanenza, senza il problema (o l’ossessione) di negare quel che non c’era o non valeva, come la trascendenza o l’autorità.

    Il nuovo Meccano

    […] Siamo stati bene, passando le notti a comporre «Potere operaio», o a discutere senza costrutto su come riempire «Compagni,». Abbiamo girato l’Italia per contattare amici intellettuali dispersi e mezz’Europa alla ricerca di un Osvaldo furioso, abbiamo lavorato insieme (un nuovo «meccano» balestriniano) a costruire Ae&a – una piattaforma logistica, oggi si direbbe, per le mille imprese editoriali della moltitudine autonoma. «alfabeta» nascerà anch’essa di lì. Calogero trasformò presto questa iniziativa in «associazione di malfattori», in delinquenza organizzata. Poi vennero Rebibbia, Fossombrone, Palmi, Trani, per me. Per Nanni, Parigi, e poi Aix-en-Provence. Che cosa avrebbe fatto, isolato da quel suo Heimat che aveva costruito? Ce lo chiedevamo, ritenendo che il poeta fosse più in difficoltà dei suoi rozzi compagni. E invece, con Giairo a lato, Nanni associò gli intellettuali attorno a Deleuze e a Faye in «trasversali» letterarie e politiche – «Change International» – che permisero alla sinistra sovversiva di togliere spazio e fortuna (comunque di resistere) all’ennesima invasione dei Rosacroce, all’irrazionalismo reazionario dei nouveaux philosophes.

    Verso i collage

    […] Una nuova primavera, questa, per Nanni, che nella fuga dalla repressione feroce dei Calogero, dei Dalla Chiesa, del «compromesso storico» ritrovava il senso del gioco e dell’avventura.
    I collage cominciano allora. Un’incredibile agilità dell’epico e dell’ironico si combinano dentro questo nuovo meccano. Quei giornali che aveva organizzato, ora Nanni comincia (e lo farà tanto più rientrando in Italia alla fine degli ’80) a ritagliarli e a ricostruire figure e manifesti di un’avventura già repressa, ma sempre di nuovo risorgente e sempre più radicalmente sovversiva! Un insegnamento deleuziano: quanto rivoluzionari potevano essere, quanto potenti quei semplici frammenti di materia varia, in superficie danzanti.
    In Italia intanto il potere e i letterati del «Corriere della Sera» puntavano sull’oblio di «Vogliamo tutto». Non c’è intervista fatta a Nanni in quei tempi nella quale, benevolmente e ipocritamente, non gli si chiedesse se non era pentito di aver scritto «Vogliamo tutto», quel capolavoro della letteratura operaista che resta, a oggi, uno dei più bei romanzi del Novecento. Bisognava dimenticarlo, cancellarlo quel romanzo che cantava una rivoluzione operaia – che, se non era stata vincente nella società, aveva comunque distrutto quell’indecente luogo di sfruttamento che era la fabbrica fordista.

    #AFGallery #Anni70 #anniSettanta #art #arte #collage #Deleuze #frammenti #frammento #Guattari #MarcoScotini #Milieu #militanza #mostra #mostraCollage #Movimento #NanniBalestrini #neoavanguardia #operaismo #politica #riviste #scritturaDiRicerca #scritturaSperimentale #scrittureDiRicerca #scrittureSperimentali #Settanta #SettantaMilieu #TanoDAmico #ToniNegri #UnaLungaPrimavera

  4. Elon Musk announces xAI acquired X in an all-stock deal, valuing xAI at $80B and X at $33B. xAI was reportedly in talks to raise funds in February at a $75B valuation. 🚀 #xAI #ElonMusk #TechNews #AI #X #Investment #StartupNews #Valuation #Business

  5. #AI #AGI #ExistentialRisk #HumanExtinction: "How seriously should governments take the threat of existential risk from AI, given the lack of consensus among researchers? On the one hand, existential risks (x-risks) are necessarily somewhat speculative: by the time there is concrete evidence, it may be too late. On the other hand, governments must prioritize — after all, they don’t worry too much about x-risk from alien invasions.

    This is the first in a series of essays laying out an evidence-based approach for policymakers concerned about AI x-risk, an approach that stays grounded in reality while acknowledging that there are “unknown unknowns”.

    In this first essay, we look at one type of evidence: probability estimates. The AI safety community relies heavily on forecasting the probability of human extinction due to AI (in a given timeframe) in order to inform decision making and policy. An estimate of 10% over a few decades, for example, would obviously be high enough for the issue to be a top priority for society.

    Our central claim is that AI x-risk forecasts are far too unreliable to be useful for policy, and in fact highly misleading."

    aisnakeoil.com/p/ai-existentia

  6. Procreate defies AI trend, pledges “no generative AI” in its illustration app - Enlarge / Still of Procreate CEO James Cuda from a video posted to X. (... - arstechnica.com/?p=2044136 #ai-generatedimages #machinelearning #stablediffusion #imagesynthesis #socialmedia #aibacklash #jamescuda #procreate #techlash #firefly #biz#adobe #aiart #ai #x

  7. MINISFORUM AI X1 Pro mini PC features Ryzen AI 9 HX 370, OCuLink, and up to 96GB RAM, 12TB storage

    The MINISFORUM AI X1 Pro is a mini PC with the same AMD Ryzen AI 9 HX 370 processor found in the EliteMini AI370 mini PC that MINISFORUM launched a few months ago. But the new model stands out for a few reasons.

    Instead of two M.2 2280 slots for PCIe 4.0 NVMe storage, it has three. Instead of 32GB of LPDDR5x-7500 onboard memory which is not user upgradeable, it supports up to 96GB of […]

    #ces2025 #copilot #miniPc #minisforum #minisforumAiX1Pro #oculink #strixPoint

    Read more: liliputing.com/minisforum-ai-x

  8. Interesting podcast episode with Jane Alexander (CDIO at the Cleveland Museum of Art) on how museums can integrate AI, computer vision, open data, and AR to deepen engagement with art while staying rooted in mission and accessibility.
    From Gallery One to open access APIs and AI-powered visual descriptions, CMA shows how digital infrastructure can expand access without overshadowing the artworks.
    #AIinMuseums #DigitalArtHistory #OpenAccess
    podcasts.apple.com/de/podcast/

  9. Interesting podcast episode with Jane Alexander (CDIO at the Cleveland Museum of Art) on how museums can integrate AI, computer vision, open data, and AR to deepen engagement with art while staying rooted in mission and accessibility.
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    #AIinMuseums #DigitalArtHistory #OpenAccess
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  10. Interesting podcast episode with Jane Alexander (CDIO at the Cleveland Museum of Art) on how museums can integrate AI, computer vision, open data, and AR to deepen engagement with art while staying rooted in mission and accessibility.
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    #AIinMuseums #DigitalArtHistory #OpenAccess
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    #AIinMuseums #DigitalArtHistory #OpenAccess
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  12. Interesting podcast episode with Jane Alexander (CDIO at the Cleveland Museum of Art) on how museums can integrate AI, computer vision, open data, and AR to deepen engagement with art while staying rooted in mission and accessibility.
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    #AIinMuseums #DigitalArtHistory #OpenAccess
    podcasts.apple.com/de/podcast/

  13. Digital technology integration in home-based exercise: a systematic review of research evolution, applications, and impact mechanisms | BMC Public Health

    Ai X, Yang J, Lin Z, Wan X. Mental health and th…
    #NewsBeep #News #Technology #AU #Australia #Bibliometric #Biostatistics #digitalhealth #DigitalTechnology #EnvironmentalHealth #epidemiology #general #Home-basedexercise #Medicine/PublicHealth #publichealth #Publichealthintervention #Systematicreview #Vaccine
    newsbeep.com/au/220418/

  14. OMG: Latest in #longtermist AI x-risk mania: digital Darwinism & natural selection of autonomous AI agents (itself a big leap): "They will have no motivation to cooperate with humans, leading to a future driven by AIs with little interest in human values."
    arxiv.org/abs/2303.16200

  15. Procreate defies AI trend, pledges “no generative AI” in its illustration app - Enlarge / Still of Procreate CEO James Cuda from a video posted to X. (... - arstechnica.com/?p=2044136 #ai-generatedimages #machinelearning #stablediffusion #imagesynthesis #socialmedia #aibacklash #jamescuda #procreate #techlash #firefly #biz#adobe #aiart #ai #x

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  19. Trail Marseille Aix 2026 – LIVE – Les résultats – Sports Infos – Ski

    Ce week-end, le territoire provençal devient le terrain de jeu privilégié pour la nouvelle édition du Trail Métropolitain…
    #Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #actu #Actualités #cette #europe #infos #live #Mars #page #prévu #Provence-Alpes-Côted'Azur #Républiquefrançaise #résultats #Retrouvez #suivi #Tous #Trail
    europesays.com/fr/767046/

  20. Pont du 8 mai : Aix et Marseille enregistrent une explosion de réservations de train

    L’année 2026 sera riche en week-ends prolongés, et le prochain est déjà à nos portes puisque le fameux…
    #Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #2026 #actu #Actualités #Aix #BreakingNews #enregistrent #europe #explosion #mai #pont #Provence-Alpes-Côted'Azur #Républiquefrançaise #Société #une
    europesays.com/fr/904974/

  21. Contre le projet de loi #SURE et la grossière manipulation des victimes autour du "plaider-coupable"

    Mobilisation nationale le 13 avril devant les tribunaux :
    - à 11h à Montpellier (Cour d'appel)
    - à 12h30 à Paris, Marseille, Versailles, Nantes, Lille, Rennes, Lyon
    - à 13h30 à Bordeaux (Cour d'appel), Aix (TJ et Cour d'appel), Metz
    Et à 13h30 devant le Sénat.

    syndicat-magistrature.fr/qui-s

  22. RE: mamot.fr/@ledissonant/11652717

    Il y aura donc une Pride à Aix en Provence. Dommage que je ne l'ai pas vu avant, j'en aurais profité pour descendre voir la famille et profiter des poussières de platane sous le soleil.
    #AixEnProvence #Pride #PrideMonth #MarcheDesFiertes #France

  23. A8 direction Lyon/Marignane bifurcation vers A51 direction Marseille fermée

    Accueil Actu trafic Travaux Dans la région d’Aix-en-Provence, la nuit du lundi 04 au mardi 05 mai, à…
    #Marseille #FR #France #Actu #News #Europe #EU #actu #Actualités #Aix-en-Provence #bifurcation #direction #europe #fermée #Lyon #Marignane #nuit #Provence-Alpes-Côted'Azur #Région #Républiquefrançaise #vers
    europesays.com/fr/905845/

  24. INRAE: Largest database on Mediterranean trees available through open access. “An international network of 30 scientists, coordinated by INRAE and the European Forest Institute (EFI) and involving Aix-Marseille Université, the University of Montpellier, the French National Forest Office and the French National Museum of Natural History, drew up an inventory of 496 species and 147 subspecies of […]

    https://rbfirehose.com/2025/08/19/inrae-largest-database-on-mediterranean-trees-available-through-open-access/

  25. INRAE: Largest database on Mediterranean trees available through open access. “An international network of 30 scientists, coordinated by INRAE and the European Forest Institute (EFI) and involving Aix-Marseille Université, the University of Montpellier, the French National Forest Office and the French National Museum of Natural History, drew up an inventory of 496 species and 147 subspecies of […]

    https://rbfirehose.com/2025/08/19/inrae-largest-database-on-mediterranean-trees-available-through-open-access/