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#musicasperimentale — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #musicasperimentale, aggregated by home.social.

  1. 9-19 maggio: napoliground trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale

    Nell’ambito della stagione concertistica che celebra il Bicentenario del trasferimento nell’attuale sede e della denominazione di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, napoliGROUND (9 – 19 maggio 2026) trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale.

    La sinergia tra il Conservatorio “San Pietro a Majella”, il collettivo Napoli Totale Elettronica, il Museo Madre, il Teatro Bellini, la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Opificio Puca e L’Asilo istituisce un dialogo osmotico tra enti di Alta Formazione, poli dell’arte contemporanea e dello spettacolo, circuiti di ricerca indipendente e beni comuni.

    In questa rete di spazi, la pratica musicale elettronica opera come un processo relazionale e collettivo fondato sulla ricerca teorica, sulla prassi compositiva e sulla performance dal vivo. L’ascolto ridisegna le relazioni umane e la tecnologia diventa uno strumento condiviso, superando le tradizionali gerarchie tra chi crea e chi partecipa. Il suono si fa pratica di co-creazione: un atto di cittadinanza sonora che radica la sperimentazione nel vivo della comunità.

    Questa visione attraversa dieci giorni di programmazione tra spazi storici, archeologie industriali e luoghi di democrazia partecipativa. Dalle esplorazioni intermediali di Marginale II alle sculture sonore site-specific di Re/Compose, fino all’orizzontalità dell’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS) e ai laboratori di liuteria pneumatica, napoliGROUND attiva architetture soniche concrete e, al contempo, permeabili. Il fulcro teorico della rassegna è la prima edizione di SPaMEC 2026 (San Pietro a Majella Electroacoustic Conference), quest’anno dedicata al tema “SOUND · CROSSING · COMMUNITIES”.

    Con la partecipazione di figure chiave della sperimentazione sonora internazionale — tra cui Manuella Blackburn, Cedrik Fermont, Jean-François Laporte, Klaus Filip, Christian Kobi e Radu Malfatti — il progetto è un cantiere aperto, in cui la prassi elettronica agisce come dispositivo di resistenza culturale e abilita forme inedite di consapevolezza collettiva.

    Programma completo: https://www.napolitotaleelettronica.it/napoliground/programma.php

    #CedrikFermont #ChristianKobi #ConservatorioSanPietroAMajella #ElioMartusciello #JeanFrançoisLaporte #KlausFilip #LAsilo #liuteriaPneumatica #ManuellaBlackburn #MarginaleII #museoMadre #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musicaElettronica #musicaSperimentale #Napoli #NapoliTotaleElettronica #napoliGROUND #OEOAS #OpificioPuca #OrchestraElettroacusticaOfficinaArtiSoniche #PietàDeTurchini #RaduMalfatti #ReCompose #RealeConservatorioDiMusica #SanPietroAMajella #SanPietroAMajellaElectroacousticConference #SOUNDCROSSINGCOMMUNITIES #SPaMEC2026 #TeatroBellini
  2. 9-19 maggio: napoliground trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale

    Nell’ambito della stagione concertistica che celebra il Bicentenario del trasferimento nell’attuale sede e della denominazione di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, napoliGROUND (9 – 19 maggio 2026) trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale.

    La sinergia tra il Conservatorio “San Pietro a Majella”, il collettivo Napoli Totale Elettronica, il Museo Madre, il Teatro Bellini, la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Opificio Puca e L’Asilo istituisce un dialogo osmotico tra enti di Alta Formazione, poli dell’arte contemporanea e dello spettacolo, circuiti di ricerca indipendente e beni comuni.

    In questa rete di spazi, la pratica musicale elettronica opera come un processo relazionale e collettivo fondato sulla ricerca teorica, sulla prassi compositiva e sulla performance dal vivo. L’ascolto ridisegna le relazioni umane e la tecnologia diventa uno strumento condiviso, superando le tradizionali gerarchie tra chi crea e chi partecipa. Il suono si fa pratica di co-creazione: un atto di cittadinanza sonora che radica la sperimentazione nel vivo della comunità.

    Questa visione attraversa dieci giorni di programmazione tra spazi storici, archeologie industriali e luoghi di democrazia partecipativa. Dalle esplorazioni intermediali di Marginale II alle sculture sonore site-specific di Re/Compose, fino all’orizzontalità dell’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS) e ai laboratori di liuteria pneumatica, napoliGROUND attiva architetture soniche concrete e, al contempo, permeabili. Il fulcro teorico della rassegna è la prima edizione di SPaMEC 2026 (San Pietro a Majella Electroacoustic Conference), quest’anno dedicata al tema “SOUND · CROSSING · COMMUNITIES”.

    Con la partecipazione di figure chiave della sperimentazione sonora internazionale — tra cui Manuella Blackburn, Cedrik Fermont, Jean-François Laporte, Klaus Filip, Christian Kobi e Radu Malfatti — il progetto è un cantiere aperto, in cui la prassi elettronica agisce come dispositivo di resistenza culturale e abilita forme inedite di consapevolezza collettiva.

    Programma completo: https://www.napolitotaleelettronica.it/napoliground/programma.php

    #CedrikFermont #ChristianKobi #ConservatorioSanPietroAMajella #ElioMartusciello #JeanFrançoisLaporte #KlausFilip #LAsilo #liuteriaPneumatica #ManuellaBlackburn #MarginaleII #museoMadre #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musicaElettronica #musicaSperimentale #Napoli #NapoliTotaleElettronica #napoliGROUND #OEOAS #OpificioPuca #OrchestraElettroacusticaOfficinaArtiSoniche #PietàDeTurchini #RaduMalfatti #ReCompose #RealeConservatorioDiMusica #SanPietroAMajella #SanPietroAMajellaElectroacousticConference #SOUNDCROSSINGCOMMUNITIES #SPaMEC2026 #TeatroBellini
  3. endangered species / alvin curran. 2024 [interview + live performance]

    Interview et mix interview : Alexandre Bazin
    Musique générique : Diego Losa
    Lumières de scène : Nordine Zouad
    Réalisation : Jean-Baptiste Garcia

    Retrouvez toutes les infos sur l’Ina GRM :
    www.inagrm.com
    Tous les liens : linktr.ee/INAgrm

    #AlvinCurran #DiegoLosa #experimentalMusic #InaGRM #interview #JeanBaptisteGarcia #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #NordineZouad
  4. endangered species / alvin curran. 2024 [interview + live performance]

    Interview et mix interview : Alexandre Bazin
    Musique générique : Diego Losa
    Lumières de scène : Nordine Zouad
    Réalisation : Jean-Baptiste Garcia

    Retrouvez toutes les infos sur l’Ina GRM :
    www.inagrm.com
    Tous les liens : linktr.ee/INAgrm

    #AlvinCurran #DiegoLosa #experimentalMusic #InaGRM #interview #JeanBaptisteGarcia #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #NordineZouad
  5. metodo per suonare il pianoforte / giuseppe chiari. 1964

    [youtube=youtube.com/watch?v=nXVgaNFeis]

    Al pianoforte: Chiara Saccone
    Reggio Emilia 20 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro
    Direzione artistica Paolo Aralla
    video editing Fausto Pizzocchero

    DIALOGHI SUL COMPORRE #6
    Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
    Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro, Istituto Musicale Peri, Teatro Ariosto

    #ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop
  6. metodo per suonare il pianoforte / giuseppe chiari. 1964

    [youtube youtube.com/watch?v=nXVgaNFeis]

    Al pianoforte: Chiara Saccone
    Reggio Emilia 20 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro
    Direzione artistica Paolo Aralla
    video editing Fausto Pizzocchero

    DIALOGHI SUL COMPORRE #6
    Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
    Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro, Istituto Musicale Peri, Teatro Ariosto

    #ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop
  7. gesti sul piano / giuseppe chiari. 1962

    [youtube=youtube.com/watch?v=Gk1i8gGfhn]

    Al pianoforte: Chiara Saccone
    Reggio Emilia 20 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro
    Direzione artistica Paolo Aralla
    video editing Fausto Pizzocchero

    DIALOGHI SUL COMPORRE #6
    Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
    Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019

    #ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop
  8. gesti sul piano / giuseppe chiari. 1962

    [youtube youtube.com/watch?v=Gk1i8gGfhn]

    Al pianoforte: Chiara Saccone
    Reggio Emilia 20 dicembre 2019
    Chiostri di S. Pietro
    Direzione artistica Paolo Aralla
    video editing Fausto Pizzocchero

    DIALOGHI SUL COMPORRE #6
    Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
    Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019

    #ChiaraSaccone #ChiostriDiSPietro #concerti #conversazioni #experimentalMusic #FaustoPizzocchero #IstitutoMusicalePeri #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PaoloAralla #seminari #TeatroAriosto #workshop
  9. PAPEL PICADO

    Laboratorio Giù dall'Arca, mercoledì 1 aprile alle ore 20:00 CEST

    PAPEL PICADO

    Mercoledì 1 aprile

    Alberto Capelli, chitarre
    Filippo Cassanelli, contrabbasso
    Danilo Mineo, percussioni

    La poetica del gruppo richiama il concetto di festa rituale: così come il “papel picado” messicano decora e illumina gli spazi, la band sorprende con la propria tessitura musicale ritagliando ritmi e melodie profondamente evocative nelle cui trame si riconoscono il Flamenco, la musica afrocubana, il Brasile ed una sedimentata cultura jazzistica, ricombinate in un repertorio di composizioni originali e pochissime reinterpretazioni afferenti alla musica della Liberation music orchestra di Charlie Haden, di Steve Swallow e Míchel Petrucciani.
    Papel Picado pizzica e ritaglia un modo differente di pensare il trio di chitarra.

    ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

    Apertura tesseramento e convivialità ore 20

    Inizio live dopo

    Contributo artistico libero

    balotta.org/event/papel-picado

  10. Los Sara Fontan

    Laboratorio Giù dall'Arca, martedì 10 marzo alle ore 19:30 CET

    Los Sarà Fontan

    Martedì 10 marzo

    Sara Fontan - violino, elettronica

    Edi Pou - batteria

    ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

    Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30 

    Inizio live ore 21

    Contributo artistico 7€

    Per prenotarsi scrivere a [email protected]

    Los Sara Fontan

    Nell’antica Grecia la musica strumentale incuteva timore per la sua capacità di spingere l’ascoltatore verso voli senza freni né controllo della fantasia. Aggrappandosi a questa massima, Los Sara Fontan scelgono di esplorare l’irrazionale, di non usare la parola e di rompere con le forme classiche di produzione e riproduzione.

    Il violino classico e contemporaneo di Sara Fontán, unito all’energia poliritmica di Edi Pou, dà vita a Los Sara Fontan. Hanno sviluppato una parte della loro carriera artistica senza incidere dischi, per scelta militante, fuggendo dalle routine produttive dell’industria musicale. Il loro terreno è il live: sempre fisico, appassionato, punk, in costante trasformazione e permeabile all’ambiente.

    Insieme sono capaci di creare oasi minimaliste, garage pieni di rumore e odore d’olio, spiagge dove il tempo si dilata, muri sonori invalicabili, basi per il rapper che vive dentro di te, precipizi romantici, acrobazie subacquee, discoteche edoniste, giardini di fiori profumati… concedendo allo spettatore la libertà di dare libero sfogo alla propria immaginazione.

    Sara utilizza il violino e la tastiera come punto di partenza, applicando processi elettroacustici per ottenere una palette sonora varia e invocare molteplici nature. Al suo fianco, Edi Pou (metà dei ZA!, punto di riferimento dell’underground europeo) raccoglie la sfida di trasformare la percussione in melodia e di tendere la dinamica dal minuscolo all’epico, rompendo con i modelli occidentali della batteria classica.

    La loro musica è open source. Il prolifico duo compone con altri artisti e ricompone le proprie creazioni per aprirle a pratiche collettive e interdisciplinari.

    Esibizioni in duo

    Hanno girato in Spagna, Portogallo, Francia, Finlandia, Svizzera, Regno Unito, Polonia, Italia e Germania, partecipando a festival come Eurosonic, ArcTangent, Fusion Festival, One Of A Million, BAM, AMFest, Norpas, Eufònic, Alhambra Jazz e a numerosi templi della cultura Do It Yourself.

    Spettacoli collaborativi

    SO con Amorante (2021); 4132314 con Tarta Relena e Cocanha, Premio Città di Barcellona 2022; Laboratorio Dos Riscos Impossíveis con gli abitanti del quartiere Fontainhas, Porto (2021).

    LSF + movimento

    Fem una Bona Pena Abans de Morir con Sonia Gómez (2023).

    LSF + parola

    La Princesa sou Vós con Blancallum Vidal (2022/23).

    Teatro

    Concrete Matter, Los Detectives (2022); Songs for the Bitch-Witch Women, Mariona Naudin (2023).

    Colonne sonore

    Magaluf Ghost Town (2021); Autodefensa (2022); Remember My Name (2023).

    Installazione sonora

    Insectòdrom al Centre d’Art El Bòlit (2022).

    Formazione / Laboratorio

    Jugant a Cartes, creato per comporre collettivamente a partire dal consenso, attraverso partiture grafiche.

    balotta.org/event/los-sara-fon

  11. Los Sara Fontan

    Laboratorio Giù dall'Arca, martedì 10 marzo alle ore 19:30 CET

    Los Sarà Fontan

    Martedì 10 marzo

    Sara Fontan - violino, elettronica

    Edi Pou - batteria

    Los Sara Fontan

    Nell’antica Grecia la musica strumentale incuteva timore per la sua capacità di spingere l’ascoltatore verso voli senza freni né controllo della fantasia. Aggrappandosi a questa massima, Los Sara Fontan scelgono di esplorare l’irrazionale, di non usare la parola e di rompere con le forme classiche di produzione e riproduzione.

    Il violino classico e contemporaneo di Sara Fontán, unito all’energia poliritmica di Edi Pou, dà vita a Los Sara Fontan. Hanno sviluppato una parte della loro carriera artistica senza incidere dischi, per scelta militante, fuggendo dalle routine produttive dell’industria musicale. Il loro terreno è il live: sempre fisico, appassionato, punk, in costante trasformazione e permeabile all’ambiente.

    Insieme sono capaci di creare oasi minimaliste, garage pieni di rumore e odore d’olio, spiagge dove il tempo si dilata, muri sonori invalicabili, basi per il rapper che vive dentro di te, precipizi romantici, acrobazie subacquee, discoteche edoniste, giardini di fiori profumati… concedendo allo spettatore la libertà di dare libero sfogo alla propria immaginazione.

    Sara utilizza il violino e la tastiera come punto di partenza, applicando processi elettroacustici per ottenere una palette sonora varia e invocare molteplici nature. Al suo fianco, Edi Pou (metà dei ZA!, punto di riferimento dell’underground europeo) raccoglie la sfida di trasformare la percussione in melodia e di tendere la dinamica dal minuscolo all’epico, rompendo con i modelli occidentali della batteria classica.

    La loro musica è open source. Il prolifico duo compone con altri artisti e ricompone le proprie creazioni per aprirle a pratiche collettive e interdisciplinari.

    Esibizioni in duo

    Hanno girato in Spagna, Portogallo, Francia, Finlandia, Svizzera, Regno Unito, Polonia, Italia e Germania, partecipando a festival come Eurosonic, ArcTangent, Fusion Festival, One Of A Million, BAM, AMFest, Norpas, Eufònic, Alhambra Jazz e a numerosi templi della cultura Do It Yourself.

    Spettacoli collaborativi

    SO con Amorante (2021); 4132314 con Tarta Relena e Cocanha, Premio Città di Barcellona 2022; Laboratorio Dos Riscos Impossíveis con gli abitanti del quartiere Fontainhas, Porto (2021).

    LSF + movimento

    Fem una Bona Pena Abans de Morir con Sonia Gómez (2023).

    LSF + parola

    La Princesa sou Vós con Blancallum Vidal (2022/23).

    Teatro

    Concrete Matter, Los Detectives (2022); Songs for the Bitch-Witch Women, Mariona Naudin (2023).

    Colonne sonore

    Magaluf Ghost Town (2021); Autodefensa (2022); Remember My Name (2023).

    Installazione sonora

    Insectòdrom al Centre d’Art El Bòlit (2022).

    Formazione / Laboratorio

    Jugant a Cartes, creato per comporre collettivamente a partire dal consenso, attraverso partiture grafiche.

    Se vuoi, posso anche adattare il testo per una presentazione, un bando, un festival o un programma di sala, rendendolo più breve o più istituzionale.

    Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30

    Inizio live ore 21

    balotta.org/event/los-sara-fon

  12. LA REPUBBLICA DELLA TUA VOCE

    Laboratorio Giù dall'Arca, sabato 14 febbraio alle ore 19:30 CET

    sabato 14 febbraio


    NAZIM COMUNALE presenta e legge LA REPUBBLICA DELLA TUA VOCE (Il Convivio Editore, 2026)
    con interventi di FRANCESCO GUERRI (violoncello, elettronica) e NICOLA GUAZZALOCA (sintetizzatore, elettronica)

    Nazim Comunale è insegnante di lettere, critico musicale (Il Manifesto, Blow Up, Il Giornale della Musica), direttore artistico, musicista (Caboto, Nazeem, Iran) ; eppure ad oggi ha pubblicato quattro libri di poesia: "Aguaplano", "Lei Oceano", "Chiamala Febbre" e "tu, ira". C'è chi lo chiama dunque anche o soprattutto poeta, anche se lui non ama chi usa definirsi tale: al Giù dall’Arca offre un pugno di letture dalla sua nuova silloge. Per l'occasione ha chiesto di farsi accompagnare da due grandissimi musicisti: saranno invece al suo fianco Francesco Guerri e Nicola Guazzaloca.

    La nuova raccolta di Nazim Comunale, La repubblica della tua voce (Il Convivio Editore, pp. 80, euro 12), sembra ascriversi nel medesimo orizzonte mentale della raccolta precedente, Tu, ira, risalente a cinque anni fa: a testimonianza di una fedeltà a sé stesso, alle proprie pulsioni primigenie, più che a conferma del fatto che non esiste autore, in fondo, la cui opera non ruoti intorno a questa o quella idea centrale, solo diversamente declinata di opera in opera.
    Nel caso di Comunale un’idea centrale sembra esistere, in effetti, ma è come se consistesse in una postura, in una tensione naturale ed emotiva…

    Continua a leggere la recensione di Niccolò Nisivoccia sul Manifesto (https://ilmanifesto.it/nel-verso-di-un-frammento-dinfanzia)

    Tradotto in Venezuela e negli Usa, Nazim Comunale ha pubblicato “Aguaplano” (autoproduzione, 2015), “Lei Oceano” (Terra d’Ulivi, Lecce, 2017), “Chiamala febbre” (Edizioni San Lorenzo, Reggio Emilia, 2020), “Tu, ira” (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia, 2021) e “La repubblica della tua voce” (Il Convivio Editore, 2026). E’ presente nelle produzioni collettive “Non ancora silenzio” (NMZ edizioni, Ravenna, 2019) ed “Emilia Romagna” (Bertoni Editore, Perugia, 2020). Menzione speciale nel 2019 al premio Raffaele Crovi, vincitore del Premio Pietro Carrera 2021 con “Tu, ira” e del secondo premio all’edizione 2024 dello stesso concorso con “La repubblica della tua voce”.

    Francesco Guerri e Nicola Guazzaloca si incontrano sul finire degli anni ‘90 tra i fervori dell’underground bolognese, ancora scosso da spiriti inquieti e creativi: un rapporto empatico e profondo costituisce il tramite tra due individualità poco inclini al compromesso. Se il loro primo disco ripercorreva il tour tra Mosca, San Pietroburgo e Nizhny Novgorod, l’ultimo (Keep Your Hands Free, Aut Records 2025) documenta l’attività concertistica più recente, nella terra di origine. Guerri e Guazzaloca esplorano a fondo le possibilità espressive dei propri strumenti coinvolgendo l’ascoltatore in un'escursione visionaria, livida, cangiante, adamantina, materica, eterodossa e fluorescente.

    https://teatrinindipendenti.it/giu-dallarca/la-repubblica-della-tua-voce

    ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

    Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30

    Inizio live dopo

    Contributo artistico libero

    balotta.org/event/la-repubblic

  13. LA REPUBBLICA DELLA TUA VOCE

    Laboratorio Giù dall'Arca, sabato 14 febbraio alle ore 19:30 CET

    sabato 14 febbraio


    NAZIM COMUNALE presenta e legge LA REPUBBLICA DELLA TUA VOCE (Il Convivio Editore, 2026)
    con interventi di FRANCESCO GUERRI (violoncello, elettronica) e NICOLA GUAZZALOCA (sintetizzatore, elettronica)

    Nazim Comunale è insegnante di lettere, critico musicale (Il Manifesto, Blow Up, Il Giornale della Musica), direttore artistico, musicista (Caboto, Nazeem, Iran) ; eppure ad oggi ha pubblicato quattro libri di poesia: "Aguaplano", "Lei Oceano", "Chiamala Febbre" e "tu, ira". C'è chi lo chiama dunque anche o soprattutto poeta, anche se lui non ama chi usa definirsi tale: al Giù dall’Arca offre un pugno di letture dalla sua nuova silloge. Per l'occasione ha chiesto di farsi accompagnare da due grandissimi musicisti: saranno invece al suo fianco Francesco Guerri e Nicola Guazzaloca.

    La nuova raccolta di Nazim Comunale, La repubblica della tua voce (Il Convivio Editore, pp. 80, euro 12), sembra ascriversi nel medesimo orizzonte mentale della raccolta precedente, Tu, ira, risalente a cinque anni fa: a testimonianza di una fedeltà a sé stesso, alle proprie pulsioni primigenie, più che a conferma del fatto che non esiste autore, in fondo, la cui opera non ruoti intorno a questa o quella idea centrale, solo diversamente declinata di opera in opera.
    Nel caso di Comunale un’idea centrale sembra esistere, in effetti, ma è come se consistesse in una postura, in una tensione naturale ed emotiva…

    Continua a leggere la recensione di Niccolò Nisivoccia sul Manifesto (https://ilmanifesto.it/nel-verso-di-un-frammento-dinfanzia)

    Tradotto in Venezuela e negli Usa, Nazim Comunale ha pubblicato “Aguaplano” (autoproduzione, 2015), “Lei Oceano” (Terra d’Ulivi, Lecce, 2017), “Chiamala febbre” (Edizioni San Lorenzo, Reggio Emilia, 2020), “Tu, ira” (Il Convivio Editore, Castiglione di Sicilia, 2021) e “La repubblica della tua voce” (Il Convivio Editore, 2026). E’ presente nelle produzioni collettive “Non ancora silenzio” (NMZ edizioni, Ravenna, 2019) ed “Emilia Romagna” (Bertoni Editore, Perugia, 2020). Menzione speciale nel 2019 al premio Raffaele Crovi, vincitore del Premio Pietro Carrera 2021 con “Tu, ira” e del secondo premio all’edizione 2024 dello stesso concorso con “La repubblica della tua voce”.

    Francesco Guerri e Nicola Guazzaloca si incontrano sul finire degli anni ‘90 tra i fervori dell’underground bolognese, ancora scosso da spiriti inquieti e creativi: un rapporto empatico e profondo costituisce il tramite tra due individualità poco inclini al compromesso. Se il loro primo disco ripercorreva il tour tra Mosca, San Pietroburgo e Nizhny Novgorod, l’ultimo (Keep Your Hands Free, Aut Records 2025) documenta l’attività concertistica più recente, nella terra di origine. Guerri e Guazzaloca esplorano a fondo le possibilità espressive dei propri strumenti coinvolgendo l’ascoltatore in un'escursione visionaria, livida, cangiante, adamantina, materica, eterodossa e fluorescente.

    https://teatrinindipendenti.it/giu-dallarca/la-repubblica-della-tua-voce

    ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

    Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30

    Inizio live dopo

    Contributo artistico libero

    balotta.org/event/la-repubblic

  14. un suono verde brillante / werner schwarzenfrei. 2025

    Un Suono Verde Brillante

    Werner Schwarzenfrei: Direzione e Sintetizzatori (Arp 2600 e Moog Grand Mother)
    Pit Lavuasiè: Viola e Roli Seaboard
    Marino Marini Olivetti: Violoncello
    Kumiko Louise Tsumugi: Violino (Loop station e Whammy)
    Emily Rigby Davies: Piano e Sintetizzatore (Korg Opsix)
    Marco Mesner: Voce

    Esecuzione dal vivo suddivisa in due parti, la prima con i brani composti da Werner Schwarzenfrei e la seconda con tre brani di improvvisazione suonati e diretti da lui medesimo con la sua particolare “conduction” sperimentale.

    Parte I
    1 – IntrOverture
    00:00 2 – AstoSatie 02:08 3 -khayyâm 04:31 4 – Sequencer Quartet 08:15 5 – Weitere Verklarte Nacht 11:05 6 – LybertiNemesi 15:43 7 – LuiSolo 18:07 8 – Stökkbreytingu 履 (mutation) 21:12 9 – Verklaus 25:59 10 – Fogli d’erba 28:06 11 – Lobos Sinistro 29:58 12 – Lopa Loop 32:36 13 – Kykeon (mistura di frammenti) 35:51 14 – SanDretti 37:58 15 – BachRocketto Storto 39:58

    Parte II
    1 – Avatar
    42:02 2 – Nostra Signora dei Turchi 50:20 3 – Les Voyage dans la Lune 1:00:29

    #Arp2600 #dalVivo #EmilyRigbyDavies #experimentalMusic #KumikoLouiseTsumugi #live #MarcoMesner #MarinoMariniOlivetti #Moog #MoogGrandMother #music #musica #musicaSperimentale #PitLavuasiè #UnSuonoVerdeBrillante #WernerSchwarzenfrei

  15. un suono verde brillante / werner schwarzenfrei. 2025

    Un Suono Verde Brillante

    Werner Schwarzenfrei: Direzione e Sintetizzatori (Arp 2600 e Moog Grand Mother)
    Pit Lavuasiè: Viola e Roli Seaboard
    Marino Marini Olivetti: Violoncello
    Kumiko Louise Tsumugi: Violino (Loop station e Whammy)
    Emily Rigby Davies: Piano e Sintetizzatore (Korg Opsix)
    Marco Mesner: Voce

    Esecuzione dal vivo suddivisa in due parti, la prima con i brani composti da Werner Schwarzenfrei e la seconda con tre brani di improvvisazione suonati e diretti da lui medesimo con la sua particolare “conduction” sperimentale.

    Parte I
    1 – IntrOverture
    00:00 2 – AstoSatie 02:08 3 -khayyâm 04:31 4 – Sequencer Quartet 08:15 5 – Weitere Verklarte Nacht 11:05 6 – LybertiNemesi 15:43 7 – LuiSolo 18:07 8 – Stökkbreytingu 履 (mutation) 21:12 9 – Verklaus 25:59 10 – Fogli d’erba 28:06 11 – Lobos Sinistro 29:58 12 – Lopa Loop 32:36 13 – Kykeon (mistura di frammenti) 35:51 14 – SanDretti 37:58 15 – BachRocketto Storto 39:58

    Parte II
    1 – Avatar
    42:02 2 – Nostra Signora dei Turchi 50:20 3 – Les Voyage dans la Lune 1:00:29

    #Arp2600 #dalVivo #EmilyRigbyDavies #experimentalMusic #KumikoLouiseTsumugi #live #MarcoMesner #MarinoMariniOlivetti #Moog #MoogGrandMother #music #musica #musicaSperimentale #PitLavuasiè #UnSuonoVerdeBrillante #WernerSchwarzenfrei

  16. kurzwellen / karlheinz stockhausen. 1968

    Kurzwellen (Short Waves), for six players with shortwave radio receivers and live electronics, is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1968. It is Number 25 in the catalog of the composer’s works.

    Aloys Kontarsky, piano; Harald Bojé, electronium; Alfred Alings and Rolf Gehlhaar, tamtam with microphone; Johannes Fritsch, viola; Karlheinz Stockhausen, sound direction.

    Conception
    Kurzwellen is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Kurzwellen and three subsequent works (Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three), this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). While this separate treatment of the genetic rules for development had existed in Stockhausen’s earlier compositions, the emphasis on the process of transformation and less specificity of what is to be transformed is taken further than ever before in Kurzwellen (Stockhausen 1989, 114). The overall formal process is therefore fixed, whereas the sound materials are extremely variable (Frisius 2008, 224). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137). While the use of radios in concert works dates back at least to 1942 with John Cage’s Credo in Us, and Stockhausen may well have gotten the idea of using radios from Cage, their approaches could not have been more different. For Cage, the type of radio is a matter of indifference, since their purpose is merely to fill in prescribed time units with any sort of sound at all. Stockhausen, on the other hand, prescribed short-wave receivers because of their capability of bringing in broadcasts from far away, and for the rich variety of available sounds. These sounds are also not used indiscriminately: the performers are to search for and select only materials suitable for improvisational transformations (Kohl 2010, 135–37).

    Performance practice
    The composer explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). Each performer plays a series of events separated by pauses. An event may be played either with the radio or with an instrument, and it is also possible for a player to accompany an event on an instrument with the radio or vice versa, or to blend both together. Each event has a distinct duration defined by its subdivision into segments with a characteristic rhythm (Rigoni 1998, 235).

    Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters. Despite this, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137).

    Video created with Audacity, Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

    #AlfredAlings #AloysKontarsky #audio #audiovideo #HaraldBojé #JohannesFritsch #KarlheinzStockhausen #Kurzwellen #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #processComposition #RolfGehlhaar #video

  17. kurzwellen / karlheinz stockhausen. 1968

    Kurzwellen (Short Waves), for six players with shortwave radio receivers and live electronics, is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1968. It is Number 25 in the catalog of the composer’s works.

    Aloys Kontarsky, piano; Harald Bojé, electronium; Alfred Alings and Rolf Gehlhaar, tamtam with microphone; Johannes Fritsch, viola; Karlheinz Stockhausen, sound direction.

    Conception
    Kurzwellen is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Kurzwellen and three subsequent works (Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three), this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). While this separate treatment of the genetic rules for development had existed in Stockhausen’s earlier compositions, the emphasis on the process of transformation and less specificity of what is to be transformed is taken further than ever before in Kurzwellen (Stockhausen 1989, 114). The overall formal process is therefore fixed, whereas the sound materials are extremely variable (Frisius 2008, 224). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137). While the use of radios in concert works dates back at least to 1942 with John Cage’s Credo in Us, and Stockhausen may well have gotten the idea of using radios from Cage, their approaches could not have been more different. For Cage, the type of radio is a matter of indifference, since their purpose is merely to fill in prescribed time units with any sort of sound at all. Stockhausen, on the other hand, prescribed short-wave receivers because of their capability of bringing in broadcasts from far away, and for the rich variety of available sounds. These sounds are also not used indiscriminately: the performers are to search for and select only materials suitable for improvisational transformations (Kohl 2010, 135–37).

    Performance practice
    The composer explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). Each performer plays a series of events separated by pauses. An event may be played either with the radio or with an instrument, and it is also possible for a player to accompany an event on an instrument with the radio or vice versa, or to blend both together. Each event has a distinct duration defined by its subdivision into segments with a characteristic rhythm (Rigoni 1998, 235).

    Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters. Despite this, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137).

    Video created with Audacity, Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

    #AlfredAlings #AloysKontarsky #audio #audiovideo #HaraldBojé #JohannesFritsch #KarlheinzStockhausen #Kurzwellen #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #processComposition #RolfGehlhaar #video

  18. prozession / karlheinz stockhausen. 1967

    Prozession (Procession), for tamtam, viola, electronium, piano, microphones, filters, and potentiometers (six performers), is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1967. It is Number 23 in the catalogue of the composer’s works.

    Christoph Caskel, Joachim Krist, Péter Eötvös, Harald Bojé, Aloys Kontarsky, Karlheinz Stockhausen

    Conception
    Prozession is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Prozession, the performers choose material from specific earlier compositions by Stockhausen. In the subsequent companion works, Kurzwellen for six performers, Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three, this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137).

    History
    Prozession was begun during a train journey to Basel in May 1967 (Gehlhaar 1998, 53) and was written for and dedicated to the ensemble with which Stockhausen was regularly touring at that time: Alfred Alings and Rolf Gehlhaar (tamtam with hand-held microphone), Johannes Fritsch (viola), Harald Bojé (electronium), and Aloys Kontarsky (piano). Two performers are required for the tamtam: The world premiere was given by this ensemble in Helsinki on 21 May 1967, with subsequent performances in Stockholm, Oslo, at the Bergen Festival, in Copenhagen, London, and finally on 26 August 1967 at the Darmstädter Ferienkurse. Three performances were recorded in Darmstadt a few days later, and one was chosen for release on disc (Stockhausen 1971, 102–103). Earlier recordings had been made for radio broadcast, during rehearsals at the WDR in Cologne, on 9 and 10 May 1967 (Gehlhaar 1998, 55). In addition to recordings, over the scourse of three years this same ensemble performed Prozession approximately twenty-eight times (Gehlhaar 1998, 62).

    Structure and technique
    Prozession consists of a sequence of 250 events in each of the four parts. There is no written score. Stockhausen explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). The tamtam players choose material from Mikrophonie I, the viola from Gesang der Jünglinge, Kontakte, and Momente, the electronium from Telemusik, and the piano from the Klavierstücke I–XI and Kontakte (Stockhausen 1971, 103).

    Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters (Stockhausen 1973, 1, 11, 21). Despite this indeterminacy, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137). In this way, a continuing process of changes is controlled, and the work’s title is taken from this concept at its core: German Prozeß = “process”, Prozess-ion (Stockhausen 1971, 106), though of course it also means “procession” in the sense of a ceremonial parade or enfilade (Gehlhaar 1998, 55).

    Video created with Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

    #250Events #AloysKontarsky #audio #audiovideo #ChristophCaskel #HaraldBojé #JoachimKrist #KarlheinzStockhausen #musica #musicaContemporanea #musicaSperimentale #PéterEötvös #Procession #Prozession #unpredictabilityOfTheMaterials #video

  19. prozession / karlheinz stockhausen. 1967

    Prozession (Procession), for tamtam, viola, electronium, piano, microphones, filters, and potentiometers (six performers), is a composition by Karlheinz Stockhausen, written in 1967. It is Number 23 in the catalogue of the composer’s works.

    Christoph Caskel, Joachim Krist, Péter Eötvös, Harald Bojé, Aloys Kontarsky, Karlheinz Stockhausen

    Conception
    Prozession is one of a series of works dating from the 1960s which Stockhausen designated as “process” compositions. These works in effect separate the “form” from the “content” by presenting the performers with a series of transformation signs which are to be applied to material that may vary considerably from one performance to the next. In Prozession, the performers choose material from specific earlier compositions by Stockhausen. In the subsequent companion works, Kurzwellen for six performers, Spiral for a soloist, Pole for two, and Expo for three, this material is to be drawn spontaneously during the performance from short-wave radio broadcasts (Kohl 1981, 192–93). The processes, indicated primarily by plus, minus, and equal signs, constitute the composition and, despite the unpredictability of the materials, these processes can be heard from one performance to another as being “the same” (Kohl 2010, 137).

    History
    Prozession was begun during a train journey to Basel in May 1967 (Gehlhaar 1998, 53) and was written for and dedicated to the ensemble with which Stockhausen was regularly touring at that time: Alfred Alings and Rolf Gehlhaar (tamtam with hand-held microphone), Johannes Fritsch (viola), Harald Bojé (electronium), and Aloys Kontarsky (piano). Two performers are required for the tamtam: The world premiere was given by this ensemble in Helsinki on 21 May 1967, with subsequent performances in Stockholm, Oslo, at the Bergen Festival, in Copenhagen, London, and finally on 26 August 1967 at the Darmstädter Ferienkurse. Three performances were recorded in Darmstadt a few days later, and one was chosen for release on disc (Stockhausen 1971, 102–103). Earlier recordings had been made for radio broadcast, during rehearsals at the WDR in Cologne, on 9 and 10 May 1967 (Gehlhaar 1998, 55). In addition to recordings, over the scourse of three years this same ensemble performed Prozession approximately twenty-eight times (Gehlhaar 1998, 62).

    Structure and technique
    Prozession consists of a sequence of 250 events in each of the four parts. There is no written score. Stockhausen explained that in pieces like this, “the first step is always that of imitating something and the next step is that of transforming what you’re able to imitate” (Cott 1973, 33). The tamtam players choose material from Mikrophonie I, the viola from Gesang der Jünglinge, Kontakte, and Momente, the electronium from Telemusik, and the piano from the Klavierstücke I–XI and Kontakte (Stockhausen 1971, 103).

    Each plus, minus, or equal sign indicates that, upon repetition of an event, the performer is to increase, decrease, or maintain the same level in one of four musical dimensions (or “parameters”): overall duration of the event, number of internal subdivisions, dynamic level, or pitch register/range. It is up to the performer to decide which of these dimensions is to be affected, except that vertically stacked signs must be applied to different parameters (Stockhausen 1973, 1, 11, 21). Despite this indeterminacy, a large number of plus signs (for example) will result in successive events becoming longer, more finely subdivided, louder, and either higher or wider in range; a large number of minus signs will produce the reverse effect (Kohl 2010, 137). In this way, a continuing process of changes is controlled, and the work’s title is taken from this concept at its core: German Prozeß = “process”, Prozess-ion (Stockhausen 1971, 106), though of course it also means “procession” in the sense of a ceremonial parade or enfilade (Gehlhaar 1998, 55).

    Video created with Sonic Visualizer, vokoscreen and OpenShot on a Debian 10 Buster KDE Linux System.

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  20. seuchengebiete / asmus tietchens. 1985

    | 00:00:00 | Hydrophonie 2
    |
    00:24:42 | Hydrophonie 5
    |
    00:45:34 | Hydrophonie 4

    NOTES:
    Tracks 1 & 2 originally released on Seuchengebiete LP (A-Mission Records PRO 18:4, 1985).

    CREDITS:
    Liner Notes – Asmus Tietchens
    Producer – Okko Bekker

    ASMUS TIETCHENS
    German experimental musician (born 3 February 1947, Hamburg).
    He began recording sound experiments in 1965 with electronic musical instruments, synthesizers and tape loops. In the 1970s he met producer Okko Bekker who has been credited as producer on Tietchens’ releases ever since.
    Although some of his better-known recordings from the early 80s are what he refers to as “electronic pseudo-pop”, most of Tietchen’s works are much more experimental in nature, drawing on influences as diverse as Industrial, Electro-Acoustic, Ambient, and Musique Concrète, moving toward more abstract sound collages.
    The sleeves on his albums often quote philosopher Emil Cioran.

    #abstract #abstractSoundCollages #Ambient #AsmusTietchens #AsmusTietchensProducer #collage #electronicMusic #electronicPseudoPop #EmilCioran #experimental #experimentalMusic #musicaElettronica #musicaSperimentale #OkkoBekker #pseudoPop #Seuchengebiete #soundCollages #synthesizer #tapeLoops

  21. seuchengebiete / asmus tietchens. 1985

    | 00:00:00 | Hydrophonie 2
    |
    00:24:42 | Hydrophonie 5
    |
    00:45:34 | Hydrophonie 4

    NOTES:
    Tracks 1 & 2 originally released on Seuchengebiete LP (A-Mission Records PRO 18:4, 1985).

    CREDITS:
    Liner Notes – Asmus Tietchens
    Producer – Okko Bekker

    ASMUS TIETCHENS
    German experimental musician (born 3 February 1947, Hamburg).
    He began recording sound experiments in 1965 with electronic musical instruments, synthesizers and tape loops. In the 1970s he met producer Okko Bekker who has been credited as producer on Tietchens’ releases ever since.
    Although some of his better-known recordings from the early 80s are what he refers to as “electronic pseudo-pop”, most of Tietchen’s works are much more experimental in nature, drawing on influences as diverse as Industrial, Electro-Acoustic, Ambient, and Musique Concrète, moving toward more abstract sound collages.
    The sleeves on his albums often quote philosopher Emil Cioran.

    #abstract #abstractSoundCollages #Ambient #AsmusTietchens #AsmusTietchensProducer #collage #electronicMusic #electronicPseudoPop #EmilCioran #experimental #experimentalMusic #musicaElettronica #musicaSperimentale #OkkoBekker #pseudoPop #Seuchengebiete #soundCollages #synthesizer #tapeLoops

  22. TOSCANA ISOLAZIONISTA

    https://www.istitutografico.com/articoli/articoli/TOSCANA_ISOLAZIONISTA Devid Ciampalini, con la sua Ambient Noise Session, dà forma ad una raccolta musicale molto interessante. Nel dicembre 2023 inizia a lavorare sul vasto panorama sperimentale toscano, che prende forma e si suddivide tra piccole province e paesi, molti dei quali isolati da ogni tipo di scena o movimento culturale. Diventando una specie di antropologo mette insieme ventitré progetti musicali, alcuni dei quali conosciuti, […]

    istitutografico.com/social/tos

  23. canali di slowforward et alia

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    slowforward – pur con tutte le sue imperfezioni e contraddizioni – sollecita tutti a evitare, per quanto possibile, i canali generalisti (soprattutto twitter, threads e facebook) e ad andare semmai alla fonte dei materiali, privilegiando piattaforme di condivisione presenti nel #fediverso o che comunque limitano le separazioni interne alle comunità, ed evitano o proprio cancellano del tutto l’invadenza pubblicitaria, lo #shadowbanning , la #censura , gli algoritmi demenziali, le violazioni della (o i comportamenti leggeri in tema di) #privacy

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