study for player piano n. 25 / conlon nancarrow
https://youtu.be/H53NM6qs4bw?is=CKa_ROGqSXLi3Nv0
#ConlonNancarrow #experimentalMusic #music #musicA #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRechercheLive and recent posts from across the Fediverse tagged #musicadiricerca, aggregated by home.social.
study for player piano n. 25 / conlon nancarrow
https://youtu.be/H53NM6qs4bw?is=CKa_ROGqSXLi3Nv0
#ConlonNancarrow #experimentalMusic #music #musicA #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherchele souris sans sourire / franco donatoni. 1988
Franco Donatoni (1927-2000): La souris sans sourire, per quartetto d’archi (1988).
Arditti String Quartet.
Cover image: painting by Lucio Fontana.
#ArdittiStringQuartet #FrancoDonatoni #LeSourisSansSourire #musicaDiRicerca #musiqueDeRecherchecontraccolpi / brian ferneyhough. 2015
#BrianFerneyhough #Contraccolpi #experimentalMusic #JamesBaker #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musiqueDeRecherche #TaleaEnsemble
carceri d’invenzione / brian ferneyhough. 1981-86
Chapters:
0:00 Superscriptio [1981]
5:19 Carceri d’Invenzione I [1982]
16:33 Intermedio all ciaccona [1986]
24:39 Carceri d’Invenzione II [1985]
38:00 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 1
41:04 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 2
43:42 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 3
45:29 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 4
47:46 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 5
50:31 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 6
53:54 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 7
56:33 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 8
59:55 Etudes Transcendantales / Intermedio II [1982-85]: 9
1:05:43 Carceri d’Invenzione III [1986]
1:16:20 Mnemosyne [1986]
Performers:
Superscriptio – Matteo Cesari
Carceri d’Invenzione I – Ensemble Contrechamps with the Nieuw Ensemble conducted by Jurjen Hempel
Intermedio alla ciaccona – Miranda Cuckson
Carceri d’Invenzione II – Conductor: Marcello Panni
Orchestra: Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Milano
Artist: Roberto Fabbriciani
Etudes Transcendantales / Intermedio II – Nieuw Ensemble
Carceri d’Invenzione III – Ensemble Contrechamps
Mnemosyne – Matteo Cesari
roaratorio / john cage. 1979
John Cage (1912-1992): Roaratorio, an Irish Circus on Finnegans Wake, Hörspiel (radio play) for electronic tapes, speaker and Irish folk musicians (1979).
John Cage: speaker
Joe Heaney, voice
Paddy Clackin, violin
Peadar Mercier, bodrhan
Mel Mercier, bodhran
Matt Malloy, flute
Seamus Ennis, Uillean-pipes.
scheda descrittiva del festival ‘di là dal fiume’ (a roma, dal 2018)
SCHEDA DESCRITTIVA DEL FESTIVAL >DI LÀ DAL FIUME<
posso spendermi
solo per le cose che passano
quelle che restano
ci penseranno loro
Elio Pagliarani
in attesa del paesaggio prepara una finestra
Corrado Costa
Non ha verità da proporre
mantiene aperto il significato
Giulia Niccolai
è stato scritto che questo concerto rappresenta il desiderio di non darla vinta alla morte
Nanni Balestrini
L’idea del festival DI LÀ DAL FIUME (giunto nel 2026 alla nona edizione, dal 2018) è in fondo la più semplice e insieme la più ardua che si possa immaginare: essere un’occasione di arricchimento emotivo e intellettuale
per tutti
…non per addetti ai lavori, ma davvero per tutti i cittadini: per offrire loro, gratuitamente, occasioni culturali di qualità, anche in luoghi inusuali: teatro, musica, poesia, installazioni, conferenze, mostre, laboratori possono essere svolti in associazioni, gallerie d’arte, bar, strutture sportive, autobus, battelli, giardini, stazioni dei treni, negozi, marciapiedi, studi d’artista, mercati…
Il principio di base è che l’emersione del senso non ha necessariamente un luogo privilegiato e unico per verificarsi: l’uso o riuso di strade, piazze e aree della città mediante l’interazione con le arti può creare inediti luoghi di relazione, esaltando il carattere stesso delle performance e degli incontri, fondati sul temporaneo, sull’effimero, sull’elemento programmaticamente limitato nel tempo e nello spazio.
Un altro elemento del festival è quello che potremmo definire della serendipità, fenomeno per cui si fanno scoperte straordinarie, fortunate e inaspettate, proprio mentre si stava invece cercando qualcos’altro… magari un pigiama a Porta Portese…!
La particolarità del festival però sta nel portare “in strada” non mangiatori di fuoco, clown, prestigiatori, affabulatori, cuochi, domatori, guitti, trampolieri, maestranze del circo (tutte attività nobilissime) ma artisti legati al mondo della
ricerca
In questi anni il festival ha infatti coinvolto poeti, artisti, intellettuali e musicisti strettamente collegati a questo mondo, come Nanni Balestrini (incontro condotto da Marco Giovenale in normalissimo bar di quartiere), Antonello Neri (concerto con un piano gran coda nel bel mezzo del mercato di Porta Portese), Mike Cooper (concerto lungo gli argini del Tevere), Pippo Di Marca (letture in una falegnameria), Mike Melillo (concerto a villa Borghese), Maurizio Barbetti (concerto nella biglietteria di una stazione ferroviaria). Tra gli altri si possono anche ricordare Max Eastly, Carlo Quartucci, Gerard Pape, Enrico Rava, Alvin Curran, Michael Harrison, David Riondino, Luisa Viglietti, Carlo Bordini, Dario D’Ambrosi, Dante Ferretti, Giuliano Vasilicò, Enzo Cosimi, Paolo Morelli, Michele Zaffarano, Silvia Tripodi, Alessandra Vanzi ….
§
cosa c’è dietro/prima del festival
Tra le collaborazioni di Teatroinscatola (associazione fondata nel 2004) non è possibile non citare quella del 2014 con Simone Carella, che portò alla produzione/organizzazione di un fortunato festival di poesia a Corviale denominato “Poetitaly”.
Lorenzo Ciccarelli (ideatore del festival): “ci tengo a sottolineare, come Teatroinscatola, che l’idea di partecipare a un bando del comune di Roma con un festival di poesia nacque proprio da una nostra proposta a Simone Carella, che poi la sviluppò come direttore artistico in piena autonomia con la scelta del luogo, dei collaboratori, dei poeti e del nome stesso della serie di incontri. A Simone ero legato da vera amicizia: nei primi anni Novanta ero assistente volontario alle ultime iniziative del Beat 72 che di lì a poco avrebbe chiuso. L’aver pensato ad una scenografia per Corviale e per Poetitaly (una mongolfiera luminosa e un percorso di legno stile Kabuki, una passerella sopraelevata fatta di assi di legno che i poeti dovevano percorrere per entrare in scena) rappresenta in qualche modo la conclusione di un percorso iniziato insieme a Carella molti anni prima”.
Da novembre 2016 l’associazione propone anche una serie di incontri di “riaperture per un giorno” alla riscoperta di luoghi che hanno fatto la storia del teatro di ricerca, dell’arte contemporanea e delle arti performative a Roma.
Il primo appuntamento ha visto la riapertura al pubblico per una sera dello storico Beat 72 con una lettura di un testo di Beckett. Il secondo, forse quello più importante (perché – subito dopo – lo spazio è stato completamente modificato e vi sono stati ricavati tanti piccoli box auto), è stato la riapertura della galleria d’arte L’Attico di via Beccaria, dove Kounellis fece la sua installazione coi 12 cavalli vivi, una delle mostre più importanti del Novecento in una galleria privata. L’occasione è stata arricchita dalla proiezione del video Tutto su mio padre, di Fabiana Sargentini. Più recentemente: un incontro presso il Piper con Miguel Gotor (con la partecipazione di Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Alessandra Vanzi e altri) dedicato a criticità e caratteri culturali-politici degli anni Settanta; e una passeggiata-conferenza presso l’ormai più che mitico Teatro Laboratorio di Carmelo Bene a Trastevere, con la partecipazione del compianto Pippo Di Marca, energico sostenitore del festival da sempre.
In un contesto cittadino che a un “contest” sembra sempre più assomigliare, e che ogni anno si impoverisce e vede segmenti di storia e promesse urbanistiche dissolversi a favore di tutto ciò che non è cultura e tantomeno ricerca, il nomadismo del Teatroinscatola (che non casualmente è un imprendibile odradek kafkiano “senza fissa dimora”) corrisponde al nomadismo del festival: una finestra mobile aperta su un paesaggio sempre da attendere e attivamente (ri)costruire.
Lorenzo Ciccarelli
Marco Giovenale
Roma, estate 2026
§
Teatroinscatola ETS non si avvale di nessun tipo
di sovvenzione pubblica o privata
*
versione pdf di questa scheda:
https://slowforward.net/wp-content/uploads/2026/09/scheda-del-festival-di-la-dal-fiume.pdf
scheda descrittiva del festival ‘di là dal fiume’ (a roma, dal 2018) – a cura di teatroinscatola ets
SCHEDA DESCRITTIVA DEL FESTIVAL >DI LÀ DAL FIUME<
posso spendermi
solo per le cose che passano
quelle che restano
ci penseranno loro
Elio Pagliarani
in attesa del paesaggio prepara una finestra
Corrado Costa
Non ha verità da proporre
mantiene aperto il significato
Giulia Niccolai
è stato scritto che questo concerto rappresenta il desiderio di non darla vinta alla morte
Nanni Balestrini
L’idea del festival DI LÀ DAL FIUME (giunto nel 2026 alla nona edizione, dal 2018) è in fondo la più semplice e insieme la più ardua che si possa immaginare: essere un’occasione di arricchimento emotivo e intellettuale
per tutti
…non per addetti ai lavori, ma davvero per tutti i cittadini: per offrire loro, gratuitamente, occasioni culturali di qualità, anche in luoghi inusuali: teatro, musica, poesia, installazioni, conferenze, mostre, laboratori possono essere svolti in associazioni, gallerie d’arte, bar, strutture sportive, autobus, battelli, giardini, stazioni dei treni, negozi, marciapiedi, studi d’artista, mercati…
Il principio di base è che l’emersione del senso non ha necessariamente un luogo privilegiato e unico per verificarsi: l’uso o riuso di strade, piazze e aree della città mediante l’interazione con le arti può creare inediti luoghi di relazione, esaltando il carattere stesso delle performance e degli incontri, fondati sul temporaneo, sull’effimero, sull’elemento programmaticamente limitato nel tempo e nello spazio.
Un altro elemento del festival è quello che potremmo definire della serendipità, fenomeno per cui si fanno scoperte straordinarie, fortunate e inaspettate, proprio mentre si stava invece cercando qualcos’altro… magari un pigiama a Porta Portese…!
La particolarità del festival però sta nel portare “in strada” non mangiatori di fuoco, clown, prestigiatori, affabulatori, cuochi, domatori, guitti, trampolieri, maestranze del circo (tutte attività nobilissime) ma artisti legati al mondo della
ricerca
In questi anni il festival ha infatti coinvolto poeti, artisti, intellettuali e musicisti strettamente collegati a questo mondo, come Nanni Balestrini (incontro condotto da Marco Giovenale in normalissimo bar di quartiere), Antonello Neri (concerto con un piano gran coda nel bel mezzo del mercato di Porta Portese), Mike Cooper (concerto lungo gli argini del Tevere), Pippo Di Marca (letture in una falegnameria), Mike Melillo (concerto a villa Borghese), Maurizio Barbetti (concerto nella biglietteria di una stazione ferroviaria). Tra gli altri si possono anche ricordare Max Eastly, Carlo Quartucci, Gerard Pape, Enrico Rava, Alvin Curran, Michael Harrison, David Riondino, Luisa Viglietti, Carlo Bordini, Dario D’Ambrosi, Dante Ferretti, Giuliano Vasilicò, Enzo Cosimi, Paolo Morelli, Michele Zaffarano, Silvia Tripodi, Alessandra Vanzi ….
§
cosa c’è dietro/prima del festival
Tra le collaborazioni di Teatroinscatola (associazione fondata nel 2004) non è possibile non citare quella del 2014 con Simone Carella, che portò alla produzione/organizzazione di un fortunato festival di poesia a Corviale denominato “Poetitaly”.
Lorenzo Ciccarelli (ideatore del festival): “ci tengo a sottolineare, come Teatroinscatola, che l’idea di partecipare a un bando del comune di Roma con un festival di poesia nacque proprio da una nostra proposta a Simone Carella, che poi la sviluppò come direttore artistico in piena autonomia con la scelta del luogo, dei collaboratori, dei poeti e del nome stesso della serie di incontri. A Simone ero legato da vera amicizia: nei primi anni Novanta ero assistente volontario alle ultime iniziative del Beat 72 che di lì a poco avrebbe chiuso. L’aver pensato ad una scenografia per Corviale e per Poetitaly (una mongolfiera luminosa e un percorso di legno stile Kabuki, una passerella sopraelevata fatta di assi di legno che i poeti dovevano percorrere per entrare in scena) rappresenta in qualche modo la conclusione di un percorso iniziato insieme a Carella molti anni prima”.
Da novembre 2016 l’associazione propone anche una serie di incontri di “riaperture per un giorno” alla riscoperta di luoghi che hanno fatto la storia del teatro di ricerca, dell’arte contemporanea e delle arti performative a Roma.
Il primo appuntamento ha visto la riapertura al pubblico per una sera dello storico Beat 72 con una lettura di un testo di Beckett. Il secondo, forse quello più importante (perché – subito dopo – lo spazio è stato completamente modificato e vi sono stati ricavati tanti piccoli box auto), è stato la riapertura della galleria d’arte L’Attico di via Beccaria, dove Kounellis fece la sua installazione coi 12 cavalli vivi, una delle mostre più importanti del Novecento in una galleria privata. L’occasione è stata arricchita dalla proiezione del video Tutto su mio padre, di Fabiana Sargentini. Più recentemente: un incontro presso il Piper con Miguel Gotor (con la partecipazione di Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Alessandra Vanzi e altri) dedicato a criticità e caratteri culturali-politici degli anni Settanta; e una passeggiata-conferenza presso l’ormai più che mitico Teatro Laboratorio di Carmelo Bene a Trastevere, con la partecipazione del compianto Pippo Di Marca, energico sostenitore del festival da sempre.
In un contesto cittadino che a un “contest” sembra sempre più assomigliare, e che ogni anno si impoverisce e vede segmenti di storia e promesse urbanistiche dissolversi a favore di tutto ciò che non è cultura e tantomeno ricerca, il nomadismo del Teatroinscatola (che non casualmente è un imprendibile odradek kafkiano “senza fissa dimora”) corrisponde al nomadismo del festival: una finestra mobile aperta su un paesaggio sempre da attendere e attivamente (ri)costruire.
Lorenzo Ciccarelli
Marco Giovenale
Roma, estate 2026
§
Teatroinscatola ETS non si avvale di nessun tipo
di sovvenzione pubblica o privata
*
versione pdf di questa scheda:
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salvatore sciarrino: chamber music
This recording was made in celebration of the composer’s 75th birthday, and presents highlights of his chamber music production: three solo pieces (piano, accordion and marimba), four trios, one quartet and one ensemble piece for five musicians. The project includes first world-recordings of two pieces.
Composer: Salvatore Sciarrino
Artists: Ensemble Opificio Sonoro, Marco Momi conductor
Born in Sicily, Salvatore Sciarrino (1947) studied visual arts before turning to music. Largely self-taught through independent study of early and modern/contemporary music, he nonetheless received some guidance from Antonio Titone and Turi Belfiore. The first public performance of his music took place in 1962. He completed his studies in Rome and Milan, and was introduced to electronic music by Franco Evangelisti, whom he considers, along with Stockhausen, to be one of his “artistic fathers.”
Tracklist:
00:00:00 Esplorazione del bianco II
00:09:37 Vagabonde blu
00:21:16 Muro d’orizzonte
00:31:37 Polveri laterali
00:32:59 Alba meònia
00:43:54 Il legno e la parola
00:52:31 Il motivo degli oggetti di vetro
00:56:58 Omaggio a Burri
01:07:02 Arioso a 5
limun / clara iannotta
Limun, for Violin, Viola, & two page turners
Clara Iannotta : http://claraiannotta.com/
Performed by Barbara Maurer and Melise Mellinger from ensemble recherche
https://youtu.be/QgxdhPp6_BQ
poème électronique / edgard varèse. 1958
(Video created with Sonic Visualizer, OpenShot and
vokoscreen on an openSUSE 13.2 Linux System).
Poème électronique (English Translation: “Electronic Poem”) is an 8-minute piece of electronic music by composer Edgard Varèse, written for the Philips Pavilion at the 1958 Brussels World’s Fair. The Philips corporation commissioned Le Corbusier to design the pavilion, which was intended as a showcase of their engineering progress. Le Corbusier came up with the title Poème électronique, saying he wanted to create a “poem in a bottle”. Varèse composed the piece with the intention of creating a liberation between sounds and as a result uses noises not usually considered “musical” throughout the piece.
Original performance
The pavilion was shaped like a stomach, with a narrow entrance and exit on either side of a large central space. As the audience entered and exited the pavilion, the electronic composition Concret PH by Iannis Xenakis (who also acted as Le Corbusier’s architectural assistant for the pavilion’s design) was heard. Poème électronique was synchronized to a film of black and white photographs selected by Le Corbusier which touched on vague themes of human existence. Le Corbusier’s original concept called for a pause in the film while his voice was heard, speaking directly to the audience. However, Varèse objected to the idea that Le Corbusier’s voice would be played over his composition, and the idea was abandoned.
The interior of the pavilion was also lit by a constantly changing pattern of colored lights, and in addition to the film, three separate projectors showed additional still photos on the walls.
Spatialization
Varèse designed a very complex spatialization scheme which was synchronized to the film. Prefiguring the acousmonium style of sound projection, hundreds of speakers were controlled by sound projectionists with a series of rotary telephone dials. Each dial could turn on five speakers at a time out of a bank of 12. Many estimates of the pavilion’s sound system go as high as 450 speakers, but based on the limitations of the switching system and the number of projectionists used, an estimate of 350 seems more reasonable.
The speakers were fixed to the interior walls of the pavilion, which were then coated in asbestos. The resulting appearance was of a series of bumps. The asbestos hardened the walls, creating a cavernous acoustic space.
The spatialization scheme exploited the unique physical layout of the pavilion. The speakers stretched up to the apex of Le Corbusier’s points, and Varèse made great use of the possibilities, sending the sound up and down the walls
Sequence of events
The images in Le Corbusier’s film are all black and white still photographs and willfully abstract. The first image is a bull’s head in a spotlight. The final image is a woman holding an infant. Le Corbusier assigned thematic sections to the film:
0 – 60″ Genesis
61 – 120″ Spirit and Matter
121 – 204″ From Darkness to Dawn
205 – 240″ Man-Made Gods
241 – 300″ How Time Moulds Civilization
301 – 360″ Harmony
361 – 480″ To All Mankind
The sequence of sounds in Varèse’s composition:
0″ 1. a. Low bell tolls. “Wood blocks.” Sirens. Fast taps lead to high, piercing sounds. 2-second pause.
43″ b. “Bongo” tones and higher grating noises. Sirens. Short “squawks.” Three-tone group stated three times.
1’11” c. Low sustained tones with grating noises. Sirens. Short “squawks.” Three-tone group. 2-second pause.
1’40” d. Short “squawks.” High “chirps.” Variety of “shots,” “honks,” “machine noises.” Sirens. Taps lead to
2’36” 2. a. Low bell tolls. Sustained electronic tones. Repeated “bongo” tones. High and sustained electronic tones. Low tone, crescendo. Rhythmic noises lead to
3’41” b. Voice, “Oh-gah.” 4-second pause. Voice continues softly.
4’17” c. Suddenly loud. Rhythmic percussive sounds joined by voice. Low “animal noises,” scraping, shuffling, hollow vocal sounds. Decrescendo into 7-second pause.
5’47” d. Sustained electronic tones, crescendo and decrecendo. Rhythmic percussive sounds. Higher sustained electronic tones, crescendo. “Airplane rumble,” “chimes,” jangling.
6’47” e. Female voice. Male chorus. Electronic noises, organ. High taps. Swooping organ sound. Three-note group stated twice. Rumble, sirens, crescendo (8 minutes and 5 seconds).”
#acousmoniumStyle #CharlesÉdouardJeanneretGris #EdgardVarèse #ElectronicPoem #LeCorbusier #music #musica #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #noisesNotUsuallyConsideredMusical #PhilipsPavilion #Poèmeélectronique #The1958BrusselsWorldSFair #Varèse #WorldFairtremplin de la création, cité de la musique, 12 mars 2022
7 créations de 7 compositeurs et compositrices présentées dans le cadre du concert final de la première édition du « Tremplin de la création » le 12 mars 2022 à la Cité de la musique.
00:00 – Générique de début
00:21 – Daphné Hejebri : White Noise, Black Hole: Saturated Silence
11:32 – Augustin Braud : Tron
20:25 – Maya Miro Johnson : Corps
36:40 – Gleb Kanasevich : Impermanence
52:40 – Céline Steiner : Traversées du Bleu audible
01:03:55 – Andreas Tsiartas : Septiphobie
01:16:36 – Imsu Choi : Heterotopia II : l’heure bleue
01:30:45 – Générique de fin
Ensemble intercontemporain
Simon Proust, direction
Filmé le 12.03.2022 à la Cité de la musique
chamber music for accordion w/ electronics and cello / svetlana maraš. 2020
Svetlana Maraš (1985) is a composer and sound artist from Serbia. She works at the intersection of experimental music, sound art and new media. Her musical work is finding adequate form of expression in different media, genres and representational contexts and encompasses live electronic music performance, electro-acoustic composition, radiophonic art, sound and media installations.
In this piece, the composer utilized the electronics as an extension of the accordion sonic and technical possibilities. Equipment: Ableton Live, TouchOsc app, MIDI foot controller and a tablet.
Premiered and recorded on March 10, 2020 at the Belgrade Philharmonics Hall.
Aleksandar Latković, cello
Branko Džinović, accordion
Video: Marija Radanović
Sound: Goran Gordić
https://www.svetlanamaras.com/
https://www.brankodzinovic.com
moss/electric / tonino miano trio. 2026
Tonino Miano: piano, synth, composition
Riccardo Grosso: double bass
Andrea Melani: drums
MOSS/electric unfolds from the image of electric moss: a quiet, resilient presence, spreading across surfaces, weaving unseen connections between what is above and what lies beneath.
more: https://autrecords.bandcamp.com/album/moss-electric
#AndreaMelani #experimentalMusic #music #musica #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #researchMusic #RiccardoGrosso #ToninoMiano #ToninoMianoTrioadrian mokanu / les chevaux de feu / ensemble recherche
https://youtu.be/oCh3ndA6yYA?is=4A1tfNMxAn6K0ndH
Aufgezeichnet am 28.09.2022 / Recorded on 28/09/2022
sport, sport, sport / alfred schnittke. 1970
Alfred Schnittke (1934-1998): Sport, sport, sport, Suite from Music for satirical documentary by Elem Klimov (arr. Frank Strobel) (1970).
I. Title music – Interview
II. Greece – The Bath (Adagio – Presto) [01:42]
III. Future (Menuett) [08:09]
IV. Merchant Kalaschnikov’s Song (Allegro) [09:50]
V. Away fans (Menuett – Fuga – Allegro) [15:08]
VI. Modern sports: training – winner – finale [19:57]
Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin diretta da Frank Strobel.
Cover image: una scena del film.
#AlfredSchnittke #ElemKlimov #FrankStrobel #music #musica #musicaContemporanea #musicaDiRicerca #RundfunkSinfonieorchester #RundfunkSinfonieorchesterBerlin #suite9-19 maggio: napoliground trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale
Nell’ambito della stagione concertistica che celebra il Bicentenario del trasferimento nell’attuale sede e della denominazione di Reale Conservatorio di Musica di San Pietro a Majella, napoliGROUND (9 – 19 maggio 2026) trasforma il tessuto urbano in un laboratorio internazionale per le arti soniche e la sperimentazione intermediale.
La sinergia tra il Conservatorio “San Pietro a Majella”, il collettivo Napoli Totale Elettronica, il Museo Madre, il Teatro Bellini, la Fondazione Pietà de’ Turchini, l’Opificio Puca e L’Asilo istituisce un dialogo osmotico tra enti di Alta Formazione, poli dell’arte contemporanea e dello spettacolo, circuiti di ricerca indipendente e beni comuni.
In questa rete di spazi, la pratica musicale elettronica opera come un processo relazionale e collettivo fondato sulla ricerca teorica, sulla prassi compositiva e sulla performance dal vivo. L’ascolto ridisegna le relazioni umane e la tecnologia diventa uno strumento condiviso, superando le tradizionali gerarchie tra chi crea e chi partecipa. Il suono si fa pratica di co-creazione: un atto di cittadinanza sonora che radica la sperimentazione nel vivo della comunità.
Questa visione attraversa dieci giorni di programmazione tra spazi storici, archeologie industriali e luoghi di democrazia partecipativa. Dalle esplorazioni intermediali di Marginale II alle sculture sonore site-specific di Re/Compose, fino all’orizzontalità dell’Orchestra Elettroacustica Officina Arti Soniche (OEOAS) e ai laboratori di liuteria pneumatica, napoliGROUND attiva architetture soniche concrete e, al contempo, permeabili. Il fulcro teorico della rassegna è la prima edizione di SPaMEC 2026 (San Pietro a Majella Electroacoustic Conference), quest’anno dedicata al tema “SOUND · CROSSING · COMMUNITIES”.
Con la partecipazione di figure chiave della sperimentazione sonora internazionale — tra cui Manuella Blackburn, Cedrik Fermont, Jean-François Laporte, Klaus Filip, Christian Kobi e Radu Malfatti — il progetto è un cantiere aperto, in cui la prassi elettronica agisce come dispositivo di resistenza culturale e abilita forme inedite di consapevolezza collettiva.
Programma completo: https://www.napolitotaleelettronica.it/napoliground/programma.php
endangered species / alvin curran. 2024 [interview + live performance]
Interview et mix interview : Alexandre Bazin
Musique générique : Diego Losa
Lumières de scène : Nordine Zouad
Réalisation : Jean-Baptiste Garcia
Retrouvez toutes les infos sur l’Ina GRM :
www.inagrm.com
Tous les liens : linktr.ee/INAgrm
metodo per suonare il pianoforte / giuseppe chiari. 1964
Al pianoforte: Chiara Saccone
Reggio Emilia 20 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro
Direzione artistica Paolo Aralla
video editing Fausto Pizzocchero
DIALOGHI SUL COMPORRE #6
Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro, Istituto Musicale Peri, Teatro Ariosto
gesti sul piano / giuseppe chiari. 1962
Al pianoforte: Chiara Saccone
Reggio Emilia 20 dicembre 2019
Chiostri di S. Pietro
Direzione artistica Paolo Aralla
video editing Fausto Pizzocchero
DIALOGHI SUL COMPORRE #6
Concerti, workshop, seminari, conversazioni lungo le vie della nuova musica
Reggio Emilia 19 . 20 . 21 dicembre 2019
oggi, sabato 18 aprile, a spoleto: john cage a palazzo collicola – intervento di giuseppe garrera
cliccare per ingrandire
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#art #arte #arteContemporanea #asemicWriting #CollezioneGarrera #contemporaryArt #EmptyWords #experimentalMusic #GianniGarrera #GiuseppeGarrera #JohnCage #mostra #MuseiCiviciDiSpoleto #music #musicA #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PalazzoCollicola #SanFrancesco #scritturaAsemicasabato 18 aprile, spoleto: john cage a palazzo collicola – intervento di giuseppe garrera
cliccare per ingrandire
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#art #arte #arteContemporanea #asemicWriting #CollezioneGarrera #contemporaryArt #EmptyWords #experimentalMusic #GianniGarrera #GiuseppeGarrera #JohnCage #mostra #MuseiCiviciDiSpoleto #music #musicA #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #PalazzoCollicola #SanFrancesco #scritturaAsemicasilence is sexy / einstürzende neubauten. 1998 _ (behind the scenes)
Filmed in April 1998 at Cologne/Wolperath (Conny Plank’s Studio) during the “Silence is Sexy” album / “Total Eclipse Of The Sun” EP recording sessions.
00:00 • Redukt
11:00 • Sonnenbarke
21:15 • Helium
30:42 • Total Eclipse of the Sun
e(y) = f(x) [ => (nonlinear) ] / jukka-pekka kervinen. 2021
E(Y) = f(x) [ => (nonlinear) ]
#experimentalMusic #jukkaPekkaKervinen #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherche
relatively stable measure / jukka-pekka kervinen. 2021
#experimentalMusic #jukkaPekkaKervinen #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherche
from “new directions in idiophony, pt.1” / ben bennett. 2024
https://youtu.be/U4N2ongku2k?si=IddUu9LiYgQyGc_a
src: https://www.instagram.com/reel/C4xwEBAMGVE/
#art #arte #BenBennett #BenBennett #experimentalMusic #music #musicA_ #musicaDiRicerca #musicaSperimentale #musiqueDeRecherche
oggi, 5 aprile, a napoli, il gruppo ‘ossatura’ @ auditorium novecento
Saturn Return
OSSATURA – live
Auditorium Novecento
Via Enrico De Marinis, 4
a Napoli, oggi, 5 aprile 2025.
Ore 21:30
Ossatura, una rivoluzione orbitale intorno al suono lunga trent’anni. Formatisi a Roma nel 1995, gli Ossatura hanno da allora fatto lunghe tournée in Europa, Canada e Stati Uniti. Hanno collaborato con musicisti come Tim Hodgkinson, Dagmar Krause, Alvin Curran, Chris Cutler, Peter Kowald, Wolfgang Fuchs, Michiko Hirayama, Fernando Grillo, Gene Coleman, Gendos Chzamirin e Christian Calon. I membri di OSSATURA sono: Luca Venitucci (piano, fisarmonica e dispositivi elettroacustici), Elio Martusciello (chitarra elettrica), Fabrizio Spera (batteria e percussioni).
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5 aprile, napoli, il gruppo ‘ossatura’ @ auditorium novecento
Saturn Return
OSSATURA – live
Auditorium Novecento
Via Enrico De Marinis, 4
Napoli, 5 aprile 2025.
Ore 21:30
Ossatura, una rivoluzione orbitale intorno al suono lunga trent’anni. Formatisi a Roma nel 1995, gli Ossatura hanno da allora fatto lunghe tournée in Europa, Canada e Stati Uniti. Hanno collaborato con musicisti come Tim Hodgkinson, Dagmar Krause, Alvin Curran, Chris Cutler, Peter Kowald, Wolfgang Fuchs, Michiko Hirayama, Fernando Grillo, Gene Coleman, Gendos Chzamirin e Christian Calon. I membri di OSSATURA sono: Luca Venitucci (piano, fisarmonica e dispositivi elettroacustici), Elio Martusciello (chitarra elettrica), Fabrizio Spera (batteria e percussioni).
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Cosimo Colazzo, in rapporto ad alcuni testi inediti di Emilio Villa raccolti e trascritti da Bianca Battilocchi, ha creato un’opera musicale vasta e composita, dal titolo Les dés des ordres (nuova versione 2024), per voce recitante, flauto, clarinetto, sax, in prima esecuzione alla Sala Filarmonica di Rovereto, mercoledì 16 ottobre alle 20:30. Con il Trio Ductus, composto da Davide Baldo (flauti), Emanuele Dalmaso (clarinetto e sax), Mattia Grott (sax), e con la voce recitante di Giuseppe Calliari.
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“Les dès des ordres” di Cosimo Colazzo in una nuova versione, per trio con voce recitante. In 8 situazioni, musica e poesia disegnano una macchina labirintica. Tempi sospesi, serrate poliritmie. Le derive stupefatte e un gioco che ordina e disordina. Alla Sala Filarmonica di Rovereto, mercoledì 16 ottobre, ore 20:30. Con Trio Ductus e Giuseppe Calliari
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Emilio Villa è stato un poeta multiforme, un funambolo della parola, che sezionava e ricomponeva attraversando le lingue con il gusto di un’officina di associazioni e derive, egli stesso disposto alla dispersione se si pensi anche alla sua vita nomade.
Cosimo Colazzo, in rapporto ad alcuni testi inediti raccolti e trascritti da Bianca Battilocchi, ha creato un’opera musicale vasta e composita, dal titolo Les dés des ordres (nuova versione 2024), per voce recitante, flauto, clarinetto, sax, in prima esecuzione alla Sala Filarmonica di Rovereto, mercoledì 16 ottobre alle 20:30. Con il Trio Ductus, composto da Davide Baldo (flauti), Emanuele Dalmaso (clarinetto e sax), Mattia Grott (sax), e con la voce recitante di Giuseppe Calliari.
Nell’opera di Colazzo si trovano pagine solistiche e combinazioni strumentali sino all’organico pieno. Tempi lati e sospesi si consegnano all’articolazione serrata di poliritmi, o da questi riemergono. Da una parte troviamo il senso dell’enigma e della perdita del sé, che fu espressione della poesia di Villa. Ma poi c’è anche l’altra polarità, del gioco ritmico delle segmentazioni, delle ricombinazioni, degli accenti sfasati, delle parole che si disfano e si rincollano generando altro, il gusto della stratificazione linguistica, degli accostamenti inattesi.
Fitte poliritmie e terremoti linguistici. Il diverso e il polimorfo. Le resistenze. Gli oggetti dissonanti. Il gioco. Una macchina labirintica di poesia e musica, omaggio a Emilio Villa.
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Programma
Cosimo Colazzo (1964) – Les dès des ordres (nuova versione 2024) per voce recitante, flauto, clarinetto, sax – prima esecuzione assoluta
Le isole per sax contralto
Le dispersioni felici per flauto
La cerimonia degli addii per clarinetto
Reductus per flauto, clarinetto, sax contralto
La traccia luminosa per flauto in Sol
Sequenza Capriccio II per sax soprano
Il sogno meridiano per clarinetto
Tarolabyrinthe VI per flauto, clarinetto, sax contralto e pianoforte
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Trio Ductus, sorto all’interno dell’incubatore di creatività artistiche “Piazza del Mondo” si compone di musicisti con rilevanti esperienze nel campo della musica contemporanea, distinti inoltre da versatilità, flessibilità, interlocuzione con sperimentazioni aperte e sfidanti. È composto da: Davide Baldo (flute in C, flute in G, bass flute in C, piccolo); Emanuele Dalmaso (Bb clarinet, A clarinet, Eb clarinet, bass clarinet, soprano sax, alto sax, tenor sax, baritone sax); Mattia Grott (sopranino sax, soprano sax, alto sax, tenor sax, baritone sax, Electronics). In questo caso il Trio integra l’apporto della voce recitante di Giuseppe Calliari, già partecipe di produzioni importanti di “Piazza del Mondo”, come le opere, drammattica e comica, Francisca e La locandiera, Musicape e il giovin signore, in entrambe voce recitante. Calliari è poeta, musicologo, musicista, operatore culturale.
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L’Associazione Culturale Piazza del Mondo, con sede a Rovereto (TN), nasce dall’intento di fare cultura promuovendo il confronto interdisciplinare, la relazione tra territori diversi, il dialogo delle alterità. Dalla sua nascita, nel 2016, ha realizzato numerose manifestazioni, tra cui, Sapere e futuro, Prospettive dell’identità, Storie di genere, Agorà Forum & Sounds, Mondi pluriversi, Come nasce un’opera, Resistenza e resilienza, Meditazione e comunità, Mondi senza frontiere, Mondi diversi, Scrittura e impegno civile, Antropocene, Margini e periferie, Fiaba. Incubatore di nuove creatività, supporta compositori e interpreti con iniziative ad alto tasso di innovazione. Ha prodotto le opere Francisca e La locandiera, Musicape e il giovin signore, entrambe con musica di Cosimo Colazzo e libretto di Giuliana Adamo, anche in versione multimediale con regia video e live editing di Francesco Casu. Realizza pubblicazioni in collaborazione con gli editori Armando, Castelvecchi e Milella.
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AKOUSMA-MOTHER è da oggi disponibile:
CD
Blutopia Store:
Via del pigneto 116 – 00176 Roma – Italy
Blutopia Store is on Discogs, Facebook, Instagram.
Mail order:
[email protected]
DIGITAL ALBUM
Bandcamp:
https://eliomartusciello.bandcamp.com/album/akousma-mother-2
https://slowforward.net/2024/09/13/akousma-mother-di-elio-martusciello/
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