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168 results for “Rufferito_Bandito”
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#introduction I’m feeling like ol’ Rufferito Bandito doesn’t need any introduction but here’s a bit: we’re fun and gregarious, and wicked smart with a lot of diverse interests and I wear a lot of hats. The most recent hat in my collection is cancer-survivor which basically just means that I’m tired all the time.
I can’t make up my mind… I prefer anonymity online but oh the humanity so here’s a recent selfie.
#shattered #selfie #lymsm #survivor #stupidcancer #lymphoma #cancersucks -
Holy moly! nothing makes me feel older than managing thru my kid’s PlayStation accounts to stream the occasional fútbol game. AND I’M NOT EVEN THAT OLD! and I work tech. The UX for account management is atrocious. Especially when I procrastinate till the last minute. I literally got the stream started about 8 seconds before kickoff today :ablobdundundun:
#IfYouWaitTillTheLastMinuteThenItOnlyTakesAMinute
#BadUX #triggered #8seconds #OldManYellsAtCloud -
A must follow for anyone that wants to learn a lot about life 🧿 @mariapopova
#time #IsItAlive?
#NinaSimone #TheMarginalian
#AlwaysBeLearning -
🔊🎶🎶🔊
Well I'll be god damned
You're standing at my door
We stayed up in the city
Until the stars lost the war
So Fraday night, holy ghost
Take me to your level
Show me the one I need the most
I need the most
🔊🎶🎶🎶🔊 -
So Doc suggested it will probably be Valentine’s Day before i ride again… which is all fine and well, - but I’m thinking I’m going to be trying a mellow joy ride around the neighborhood during Christmas - weather permitting 🎁
#motorcycle #motorcycles #twisties #RideAndGlide -
So Doc suggested it will probably be Valentine’s Day before i ride again… which is all fine and well, - but I’m thinking I’m going to be trying a mellow joy ride around the neighborhood during Christmas - weather permitting 🎁
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#motorcycle #motorcycles #twisties #RideAndGlide -
@lcsn_musings very nice musing and pics💯
I was recently just telling some one that Studio Ghibli’s soot sprites are a really nice ode to dust that I had never really previously considered
#sootsprites -
We went down into town today and saw some public art, among other things.
#TodayWasAGoodDay #ruffers #PublicArt #Bunny #AustralianCattleDog -
I really enjoyed Act-II of this game show format This American Life episode titled “You Bet Your Planet’s Life!”
and felt inspired to figure out how to bend my career towards working on the US’s goal of 50% carbon emissions reduction by 2030. Apparently we’re already half way there! 🌞
#thisamericanlife #carbon #BetterLateThanNever #BetterLife #CarbonEmission #gameshow
https://www.thisamericanlife.org/786/its-a-game-show/act-two-0 -
@thopan @warandpeas OhMyGerd I just found the squid scientist lady here on elephant app: @SarahMackAttack
Hi Sarah! 👋
I really dig your project #SquidFacts 🦑 -
@thopan @warandpeas
Hey Thorsten, I can’t read or speak German but checking out your feed it is clear that you would likely dig these squid decals from the SquidFacts scientist lady in the US. Check out this sweet bioluminescent squid one, you’d dig it the moist! 🦑 #SquidFacts
https://squidfacts.bigcartel.com/about -
Nei giorni successivi la formazione partigiana passa al comando di Stefano Carabalona
Rocchetta Nervina (IM): uno scorcioArturo Borfiga portò 12 russi al Dst. di Leo e un’altra volta un mulo con 2 mitragliatrici, di cui aveva infilato le canne nei pantaloni. Leo sgozzò l’ufficiale repubblichino che dai pressi del cimitero di Camporosso faceva sparare su Rocchetta Nervina. Quando a Vallecrosia il giorno del suo ferimento aprì la porta agli uomini dell’UPI era riuscito a mettere la mano sulla pistola del nemico, deviando il colpo partito nella colluttazione. Stefano “Leo” Carabalona era nato a Rocchetta Nervina (IM) il 10 gennaio del 1918. Dopo aver conseguito la maturità classica a Mondovì (CN), nell’imminenza della guerra fu chiamato alle armi ed inviato a Pola presso l’allora esistente scuola allievi ufficiali di complemento dei bersaglieri. Quale sottotenente dei bersaglieri partecipò alla campagna di Albania ed alla guerra in Grecia, dove venne decorato con una medaglia di bronzo al V.M. Promosso per merito straordinario tenente ed infine ferito più volte in combattimento, in seguito alle lesioni riportate nell’ultima delle ferite (schegge all’occhio sinistro) venne rimpatriato a Firenze presso l’ospedale militare. Congedato al termine della convalescenza, tornò a Rocchetta Nervina, ma nel 1941 in vista della campagna di Russia si arruolò volontario quale ufficiale di fanteria ed assegnato alla divisione celere “Legnano”. Rientrò in Italia a piedi con pochi superstiti della compagnia di cui era comandante. Nel 1943 si sottrasse alla chiamata della R.S.I.: per vendetta fu incendiata la casa di famiglia in Rocchetta Nervina, ma fortuite circostanze impedirono al fuoco di propagarsi e la casa si salvò. Sono rimaste sul pavimento di una stanza, visibili a tutt’oggi, le tracce di quelle fiamme. Massimo Carabalona, figlio di Stefano Carabalona, email del 23 dicembre 2021
Nella Valle Nervia alcuni ufficiali cercarono rifugio e sicurezza a Rocchetta Nervina, dove il tenente Stefano Carabalona [“Leo“], residente in loco, cercava di organizzare gli sbandati e di procurare il maggior numero di armi possibili. don Ermando Micheletto, La V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” (Dal Diario di “Domino nero” – Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975
L’8° distaccamento giunge a Rocchetta Nervina verso il 20 giugno [1944]. È comandato da Alfredo Blengino (Spartaco) che il giorno 23 dello stesso mese, lancia un proclama alla popolazione del paese ringraziandola per la solita buona accoglienza fatta ai partigiani ed invitandola ad appoggiare, nella maggior misura possibile, l’azione di chi combatte per la libertà […] Gli uomini della formazione ammontano ad una ventina, ma, in pochi giorni, il numero degli effettivi è pressocchè raddoppiato mentre viene notevolmente migliorata l’organizzazione del distaccamento. L’armamento consiste in fucili e moschetti. L’8° distaccamento opera nella Val Roja, procurando notevoli difficoltà al traffico delle truppe nazi-fasciste. Nei giorni successivi la formazione passa al comando di Stefano Carabalona (Leo) che si trova subito impegnato in un durissimo combattimento.
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) – Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, p. 154[…] il mese di luglio si aprì con un rastrellamento tedesco a largo raggio, essenzialmente rivolto verso Rocchetta Nervina (IM), Castelvittorio, Molini di Triora e Langan.
La difesa di Rocchetta Nervina, che si protrasse dal 1° al 4 luglio 1944, ebbe luogo soprattutto ad opera dell’8° Distaccamento della IX^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Felice Cascione”, che da circa una settimana era attestato nel paese. […] Per alcune ore il combattimento si protrasse con alterne vicende ed alle 12 i nazifascisti si ritirarono, accusando la perdita di un centinaio di uomini.
La difesa del paese venne fiaccata il giorno successivo, 4 luglio 1944, ad opera di 800 uomini di truppa che, occupato il paese, lo saccheggiarono. Alla sera rimase sul selciato un ingente numero di vittime.
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell’Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio – 30 Aprile 1945), Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998-1999Ma il tedesco pagò ben caro il suo successo, perché non meno di 180 uomini furono messi fuori combattimento… Fra coloro che maggiomente si distinsero sono da ricordare il vecchio “Notu” che, benché fosse rimasto ferito due volte, continuò a lottare fino all’esaurimento delle sue munizioni, Longo [Antonio Rossi], Falce [G.B. Basso], Colombo, Filatri [Gennaro Luisito Filatro, nato il 24 giugno 1917 a Civita (CS), già sergente maggiore del Regio Esercito, ufficiale addetto alle operazioni di distaccamento, passò poi in Francia al seguito di Carabalona], il giovanissimo Arturo [Arturo Borfiga] ed il prode Lilli [Fulvio Vicàri], che doveva più tardi immolare la sua giovane esistenza per la causa della liberazione.
Stefano Carabalona (Leo) in Mario Mascia, L’epopea dell’esercito scalzo, A.L.I.S., 1946, ristampa del 1975 a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di ImperiaIl rastrellamento di luglio [1944] da parte dei nazifascisti non fu lungo. ll Comandante Vitò [Giuseppe Vittorio Guglielmo] aveva ordinato ed organizzato una ritirata di emergenza e dava ordini precisi ai vari comandanti dei distaccamenti di attendere i suoi ordini. Radunò lo Stato Maggiore e studiò nei minimi particolari un attacco alla caserma di Pigna (IM)
[…] Il distaccamento di Stefano Leo Carabalona [poco tempo dopo comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato] dalla parte di Rocchetta Nervina (IM), con Lolli [Giuseppe Longo, poco tempo dopo vice comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato], doveva vegliare con i suoi uomini la strada Dolceacqua-Pigna.
don Ermando Micheletto, Op. cit.Verso la fine d’agosto 1944, in concomitanza con l’avanzata degli eserciti alleati sbarcati in Provenza, la V^ Brigata Garibaldi, forte ormai di oltre 950 uomini, iniziò un’azione convergente su Pigna, tenuta da un centinaio di militi repubblicani e centro delle difese nazi-fasciste della zona di montagna… In quei giorni si distinsero i distaccamenti di Gino (Gino Napolitano), di Leo (Stefano Carabalona), e di Moscone [Basilio Mosconi]. Alla fine il nemico rinunciò a difendere le sue posizioni di Pigna: evacuò il paese e si ritirò su posizioni più arretrate (Isolabona – Dolceacqua), abbandonando nella fuga precipitosa armi e munizioni che furono recuperate dai nostri e che andarono ad arricchire l’esiguo armamento di cui la brigata era provvista. Venne occupata Pigna, dove si stabilì il comando dei partigiani, si nominò un’amministrazione provvisoria e si provvide a munire la difesa della zona sia per poter riprendere gli attacchi verso la costa ed in direzione del fronte francese che si andava spostando verso est, sia per far fronte ad eventuali contrattacchi nemici. Infatti il I° distaccamento prese posizione su Passo Muratone alla destra dello schieramento per impedire puntate provenienti da Saorge (Francia); il V° distaccamento, al comando di Leo, occupò la stessa Pigna, posta al centro dello schieramento, distaccando una squadra di venti uomini a Gola di Gouta a guardia della strada. […] A Pigna, nel frattempo, era giunta una missionecomposta, di numerosi ufficiali “alleati”, accompagnati da un corrispondente di guerra canadese.
La missione studiata la zona, avrebbe dovuto proseguire per la Francia passando attraverso le maglie delle linee tedesche fra Gramondo e Sospel.
Mario Mascia, Op. cit.Durante il periodo di attesa a PIGNA il comandante dei Partigiani della zona noto come LEO ci parlò della possibilità di passare in FRANCIA in barca da VENTIMIGLIA e suggerì di inviare uno dei suoi uomini sulla costa per fare delle indagini… I pescatori ci portarono vogando, senza ulteriori incidenti, in 3 ore e mezza a Monte Carlo [Monaco Principato] dove sbarcammo [quindi, approssimativamente alle ore 4 del 9 ottobre 1944, data in ogni caso indicata da Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II, Paperback, 2013] e ci arrendemmo alla guarnigione F.F.I. La mattina seguente guidammo fino a Nizza e facemmo rapporto al Maggiore H. GUNN delle Forze Speciali … A Nizza informammo il Colonnello BLYTHE del quartier generale della task force della settima armata americana…
capitano G. K. Long, artista di guerra, documento britannico Mission FlapAd ogni modo presi contatto con Leo, che era appunto sbarcato in Francia in quel tempo… [parole del capitano Robert Bentley, ufficiale alleato di collegamento con i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] Mario Mascia, Op. cit.
Il maresciallo Reiter fece accompagnare da due agenti in borghese la staffetta Irene [in questa versione dei fatti la persona, costretta dai nazisti a fare da esca per attirare in trappola i due partigiani] verso la casa di Vallecrosia, dove “Leo” e “Rosina” [Luciano Mannini], ignari, aspettavano il ritorno di chi li aveva traditi [in altre versioni della narrazione di questo tragico evento emerge, invece, una casuale scoperta di collegamenti clandestini da parte degli apparati nazisti di controllo] …
“Leo” [responsabile, al momento cui si riferisce la presente testimonianza, dell’Ufficio Informazioni Militari della V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni”] restò gravemente ferito [era il giorno 8 febbraio 1945]. Ma anche i due agenti nemici versarono in fin di vita. “Leo” e “Rosina” fuggirono per vie diverse eludendo anche il successivo rastrellamento tedesco. “Leo” trovò rifugio nella clinica Moro sulla via Romana, dove venne medicato ma non ricoverato. Il partigiano Lotti, probabilmente avvisato da “Rosina”, o non so come, avvisò il nostro CLN di Bordighera che “un agente americano” era stato ferito e si trovava alla clinica Moro. Insieme a Renzo Biancheri “U Longu”, prelevammo “Leo” dalla Clinica Moro [n.d.r.: che era stata trasferita dal 2 gennaio 1944 a Villa Poggio Ponente di Vallecrosia] e lo portammo all’ospedale di Bordighera. Riuscimmo a ricoverarlo con un tragico stratagemma. Per i ricoveri con ferita i medici dovevano dichiarare se la ferita era stata causata da scheggia di bomba o da colpo d’arma da fuoco. All’ospedale “Leo” venne curato da due medici che conoscevo bene, il dr. Giribaldi e il dr. Gabetti, e assistito dalla caposala, infermiera Eva Pasini. Il dr. Gabetti mi disse che difficilmente “Leo” sarebbe sopravvissuto e che quindi conveniva ricoverarlo come “ferito da colpo d’arma da fuoco” e non rischiare la vita quando la polizia fascista avesse preso conoscenza del referto. Così fu fatto: “Leo” fu ricoverato e gli vennero prestate le prime cure. La Pasini mi prese da parte e mi disse che “Leo” si sarebbe potuto salvare; e che se non era morto fino ad allora sarebbe potuto sopravvivere e a quel piìunto avrebbe dovuto subire l’inevitabile interrogatorio dei nazifascisti. Il pericolo era grave e serio: “Leo” era a conoscenza di importanti particolari della struttura dei servizi di informazione. Io e Renzo Biancheri, “Rensu u Longu”, accompagnammo “Leo” giù per le scale dell’ospedale e sulla canna della mia bicicletta lo portai a casa di Renzo, dove lo nascondemmo in cantina.
Avvisammo il dr. De Paolis, che si prese cura di “Leo”: lo curai con delle flebo che gli iniettavo nelle cosce perché non ero capace di infilare l’ago nel braccio.
All’interno del CLN il fatto suscitò scalpore e innestò una approfondita discussione, che evidenziò la urgente necessità di cautelarsi con le forze alleate della vicina Francia per una maggior collaborazione e soprattutto coordinamento. Curammo “Leo” come era possibile, ma le sue condizioni permanevano critiche. Con il Gruppo Sbarchi di Vallecrosia predisponemmo una barca per il trasporto in Francia. Il Gruppo Sbarchi era stato creato dal nostro CLN, che mi incaricò ufficialmente, con tanto di credenziali dell’Alto Comando, di rappresentare la Resistenza Italiana presso il comando alleato e di coordinare le loro azioni alle nostre esigenze. Alla sera convenuta imbarcammo “Leo” e Luciano “Rosina” Mannini; con Renzo “U Longu” [Biancheri] iniziammo a remare verso la costa francese. Il dr. De Paolis, viste le condizioni ormai gravi di “Leo”, mi aveva incaricato di iniettargli una fiala di adrenalina: con questa adrenalina in corpo “Leo” affrontò il viaggio. Giungemmo nel porto di Monaco, dove fummo subito presi in consegna dalle sentinelle algerine e portati all’Hotel de Paris, sede del comando francese. Riuscimmo a far ricoverare “Leo” a Nizza, ma per il resto insistetti non poco per contattare il comando inglese o quello americano, che erano gli autori della missione in Italia di “Leo”. Renzo ”Stienca” Rossi in Gruppo Sbarchi Vallecrosia, Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) – Provincia di Imperia – Associazione Culturale “Il Ponte” di Vallecrosia (IM)> di Giuseppe Mac Fiorucci]26 febbraio 1945 – Dal C.L.N. di Bordighera, prot. n° 2 al comandante Curto [Nino Siccardi, comandante della I^ Zona Operativa Liguria] – Informava che il Comitato era entrato in contatto con il garibaldino Leo [Stefano Carabalona, già comandante di distaccamento partigiano e protagonista di eroici episodi, quali il suo contributo alla valorosa, ancorché vana difesa di Rocchetta Nervina (IM) e di Pigna (IM); artefice del ritorno da Ventimiglia (IM) via mare, con l’intervento finale di Giulio “Corsaro/Caronte” Pedretti e di Pasquale Pirata Corradi (detto anche Pascalin), ma con l’aiuto di molte altre persone, alle loro fila di alcuni ufficiali della missione alleata Flap; responsabile, al momento cui si riferisce la presente testimonianza, della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato] del Secret Service [OSS statunitense] inviato a Vallecrosia dagli americani per avere notizie sulla 28^ linea; che Leo era poi stato ferito da agenti dell’U.P.I. [Ufficio Politico Investigativo della Repubblica di Salò] in seguito a una delazione del suo radiotelegrafista; che Leo era riuscito a fuggire dall’ospedale di Bordighera; che era stato prelevato da uomini del C.L.N. e ricoverato in luogo segreto in attesa di essere trasferito in Francia; che Leo aveva riferito di essere passato il 10 dicembre 1944 in Francia, che Leo aveva scritto una lettera, allegata al documento in parola, per il comandante Curto, lettera in cui Leo aveva scritto: “Era mia intenzione di recarmi presso di te per poterti dire qualche cosa che interessava sia te personalmente, sia il complesso di tutta la Divisione [II^ Divisione “Felice Cascione”]. Io sono partito per la Francia il 10 dicembre; giunto colà presi contatto con il Comando Americano di Nizza con il quale già ero in relazione da circa due mesi; presi pure contatto con il capitano inglese Bentley, il quale volle sapere da me vita e miracoli di tutti i capi: io dissi il più poco possibile e per quello che riguardava il colore politico andai coi piedi di piombo. In quei giorni prese contatto con il Comando Inglese il dott. Kanheman il quale si sbottonò facendo 53 profili per iscritto di tutti i capi dell’allora Divisione “F. Cascione”. Appena io sentii le sue bellicose intenzioni, da buon garibaldino, lo incontrai e misi in luce a lui e a quanti erano con lui (gli altri erano bravi figlioli e furono subito d’accordo con me) quanto di poco simpatico stessero facendo. D’allora stetti più in guardia. In ogni modo so con precisione che di parecchi capi ha dato giudizi un po’ avventati di Simon [Carlo Farini, Ispettore Generale al Comando Operativo della I^ Zona Liguria], Vittò [Giuseppe Vittorio Guglielmo, comandante della II^ Divisione], Orsini [Agostino Bramè, commissario della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni” della II^ Divisione] ed altri. Insomma ho creduto bene che tu sappia che questo signore si è presentato agli inglesi come l’anima e il cervello della Divisione, critico di tutto e di tutti, tu stesso non escluso. Io e Lolly [Giuseppe Longo, vice comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato] in compenso abbiamo scritto parecchio sulla 2a Divisione Garibaldina e sul suo comandante e sono convinto che chiunque leggerà quelle modeste righe di modesti eroismi non potrà che meravigliarsi. I francesi parlano sovente di occupare fino a S.Remo, e siccome hanno sul fronte qualche battaglione potrebbero anche farlo; ad evitare ciò basterebbe l’occupazione fatta Mezz’ora prima dai garibaldini. Noi avevamo a che fare con gli americani che comandano questo fronte. Per conto mio, sono molto migliori degli inglesi, con noi poi vanno molto d’accordo. Giorni fa è arrivato in Francia il fratello di Kanheman (il fratello maggiore è andato a Roma) il quale dev’essere andato in Francia per dire agli inglesi che qui il patriottismo è divenuto banditismo, ecc… Ti prego di dire a Vittò che mi tenga sempre presente come suo garibaldino perché tutto il lavoro che faccio, l’ho fatto e lo continuerò a fare come Garibaldino della 2a Divisione Garibaldi. Io tornerò in Francia fra una decina di giorni anche perché la mia ferita me lo impone (non sono riusciti a prendermi, però mi hanno ferito allo stomaco) e se sia tu o Simon o qualche altro vuol darmi qualche incarico sarò ben lieto di rendermi utile Ti saluto caramente tuo Leo” . 10 marzo 1945 – Dal CLN di Sanremo, prot. n° 410, al CLN di Bordighera – Invitava ad “intrattenere maggiori rapporti tra i due Comitati, mediante staffette che portino notizie riguardanti movimenti di truppa e segnalino eventuali bombardamenti”. Segnalava che il Comando Operativo della I^ Zona Liguria desiderava inviare alcuni documenti in Francia tramite “Leo” [Stefano Carabalona, che, ferito, dal 5 marzo era già stato portato in salvo in Costa Azzurra] e di conseguenza chiedeva la data in cui fosse stato disponibile “Leo”. Comunicava che 6 uomini dovevano varcare il confine. 12 marzo 1945 – Dal CLN di Sanremo, prot. n° 424, a “Capitano Roberta” [Robert Bentley, capitano del SOE britannico, ufficiale di collegamento alleato con i partigiani della I^ Zona Operativa Liguria] – Comunicava che… quel giorno stesso il CLN di Bordighera aveva avvertito che “Leo” e “Rosina” [Luciano Mannini], accompagnati da altri due partigiani [Renzo Biancheri e Renzo Rossi], erano, nella notte tra il 5 ed il 6 marzo partiti per la Francia; che “Leo” era sempre ferito; che il suo passaggio in Francia era stato affrettato. Da documenti IsrecIm in Rocco Fava,Op. cit.
#1943 #1944 #1945 #alleati #BordigheraIM_ #dicembre #fascisti #febbraio #Francia #giugno #Gruppo #Leo #luglio #marzo #Monaco #Nizza #partigiani #PignaIM_ #Resistenza #RocchettaNervinaIM_ #RoccoFava #Sbarchi #StefanoCarabalona #tedeschi #VallecrosiaIM_
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Rufferto is not pro-development #Groo #comicbooks
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"Hanno riferito di essere al freddo e senza cibo.
La piattaforma non è attrezzata per fornire cure adeguate alle persone.
Le autorità europee possono salvarli, ma devono agire rapidamente."Fossero 35 carrarmati, allora...
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La Mezzaluna Rossa ha riferito che altri 3 palestinesi sono rimasti feriti da colpi d'arma da fuoco, tra cui un ragazzo di 15 anni colpito alla spalla.
Venerdì scorso alcuni coloni israeliani erano stati ripresi mentre aggredivano palestinesi e attivisti israeliani per i diritti umani in Cisgiordania, ferendo due israeliani e due palestinesi, che sono stati trasportati in ambulanza per ricevere cure mediche.
I servizi di emergenza hanno riferito che i due israeliani, entrambi sulla cinquantina, rimasti feriti in modo moderato nell'assalto nel villaggio di #Qusra, vicino a Nablus, sono stati trasportati in elicottero verso un ospedale in #Israele. ⟧🔚 3
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Secondo quanto riferito "L'esercito israeliano avrebbe seppellito vivi civili palestinesi feriti fuori dall'ospedale #KamalAdwan a #BeitLahia, dopo 9 giorni consecutivi di assedio totale, raid e orribili atrocità."
#18dicembre #Gaza #Israel #Palestine #ApartheidIsrael #IsraeliOccupation #PACE #Peace #NOwar #RestiamoUmani
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⚡️🇮🇹🛟L’equipaggio della Ocean Viking ha riferito di aver assistito al trasferimento di 45 persone, tra cui donne, bambini e una persona deceduta, dalla nave mercantile Doenicke Tide alla motovedetta 654 della guardia costiera libica.
🔻 Secondo SOS Mediterranee, la Ocean Viking aveva cercato per tutta la notte l’imbarcazione in pericolo senza essere coinvolta dalle autorità responsabili del coordinamento dei soccorsi.
🔻 L’ONG denuncia una nuova violazione del diritto marittimo e umanitario, sostenendo che un’operazione di salvataggio dovrebbe concludersi solo con lo sbarco in un luogo sicuro, condizione che la Libia non garantirebbe.
🔻 L’organizzazione ha inoltre denunciato la complicità delle istituzioni europee nei respingimenti verso il territorio libico.
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I residenti del villaggio palestinese hanno riferito che un'unità speciale israeliana è entrata in città a bordo di veicoli con targhe palestinesi, seguita da ulteriori rinforzi dell' #IDF.
Secondo gli abitanti, la famiglia stava tornando da #Nablus dopo aver fatto acquisti per #EidAl-Fitr quando una forza israeliana è apparsa davanti alla loro auto e ha aperto il fuoco.
L'IDF e la polizia israeliana hanno affermato che il veicolo ha accelerato verso le forze, che si sono sentite minacciate e hanno aperto il fuoco. ⬇️7
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⟦ I funzionari sanitari palestinesi hanno riferito che dall'alba di giovedì mattina 13 persone sono state uccise in tutta #Gaza, compresi dei bambini, durante gli attacchi e i bombardamenti israeliani.
Nel sud di Gaza, secondo quanto riferito dai funzionari, 3 bambini sono stati uccisi dopo che un aereo israeliano ha colpito una tenda che ospitava sfollati nella zona di #Muwasi, a #KhanYunis.
Le équipe mediche hanno riferito che le vittime sono state trasportate in ospedale in gravi condizioni, con gravi lesioni. ⬇️2
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#Russia: soldati in #Ucraina
Secondo quanto riferito dall’ex presidente e attuale vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitry #Medvedev nei mesi scorsi, nel 2024 hanno aderito alle forze armate 450mila persone: sarebbe la cifra più alta dall’inizio del conflitto. D'altro canto, gli aumenti concessi a tutti i cosiddetti "militari da contratto" sembrano essere un tentativo con cui il governo sta cercando di rendere più appetibile l'#arruolamento.
SkyTG24 -
Ieri il Ministero della Sanità palestinese ha riferito che #AysenurEzgiEygi, 26 anni, attivista per i diritti umani, cittadina #USA e turca, è stato uccisa da soldati dell'IDF mentre partecipava a una protesta contro gli insediamenti nel villaggio di #Beita, vicino a #Nablus
In risposta all'incidente, l'IDF ha dichiarato di aver “risposto con il fuoco contro il principale istigatore dell'attività violenta che scagliava sassi contro le forze armate e che rappresentava una minaccia per loro”, e ha aggiunto che sta esaminando le affermazioni secondo cui un cittadino straniero sarebbe stato ucciso dagli spari.⟧🔚4
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"Le persone anziane sfollate più volte dall’ottobre del 2023 hanno riferito ad Amnesty International che non hanno accesso a cibo nutriente, alloggi e a cure mediche di livello adeguato. Il continuo blocco imposto dalle autorità israeliane procura loro gravi danni."
“Nel corso dei conflitti armati le necessità delle persone anziane sono spesso trascurate."
#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide #Gaza #WestBank #Israel #Peace #5febbraio
https://www.amnesty.it/gaza-persone-anziane-tra-crisi-sanitaria-e-blocco-degli-aiuti/
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Buongiorno @stemy certo che posso spiegare
Il mio hashtag era riferito prima di tutto al risultato di Ferat Koçak che ottiene il seggio di Berlino Neukölln ed entra al Bundestag, non era per niente scontato. La sua campagna elettorale è stata un esempio di buona politica dal basso, per i temi trattati e la partecipazione: oltre 2000 attivisti coinvolti .
Die Linke supera lo sbarramento del 5% ottiene anche 6 mandati diretti: la presenza di un’opposizione di sinistra al Bundestag è sicuramente una buona notizia.AfD ottiene “solo” il 20% nonostante l’appoggio esplicito di Elon Musk. Il risultato è grave, soprattutto se si pensa alle percentuali oltre il 30% ottenute nei laender dell'est, ma poteva essere peggiore, molti media tedeschi (ad es. Die Zeit, Taz, Nd-Aktuell) alla vigilia del voto temevano percentuali anche più alte. Le centinaia di manifestazioni antifasciste che ci sono state in Germania hanno alzato la partecipazione al voto ed evitato, per il momento il disastro.
Spero di aver risposto alla sua domanda.
#FeratKoçak #Berlin #Linke -
🚨 #Sudan 🇸🇩 "I residenti di #ElFasher hanno riferito che ragazze di 11 anni vengono vendute come schiave sessuali, comprate da uomini provenienti da #Ciad 🇹🇩 e #Niger 🇳🇪"
https://adf-magazine.com/2024/04/rsf-accused-of-rape-in-conquered-territory/ -
‼️ #Migranti - Non solo #Mediterraneo e #Libia
L'ambasciata etiope a #Gibuti ha riferito che 38 migranti etiopi lunedì hanno perso la vita quando una barca che trasportava 60 persone che tentavano di raggiungere lo #Yemen si è capovolta vicino alla spiaggia di Godoria, nord-est di Gibuti. #Africa
FONTE: Addis Standard