#pensierocritico — Public Fediverse posts
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Ti sei accorto che i feed dei social sono pieni di immagini e testi tutti uguali? Benvenuti nell'era dell'AI Slop. In questo video esploriamo perché la "sbobba" digitale sta invadendo il web, come i grandi brand (Lego, Dove, Nik
@tecnologia
https://www.youtube.com/watch?v=6acKun3xSQI#AISlop #IntelligenzaArtificiale #Staipa #Divulgazione #EUAIACT #Creatività #UmanesimoDigitale #PensieroCritico #Divulgazione #DivulgazioneInformatica #Informatica #DivulgazioneTecnologica
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"Ia e social, istruzioni per l'uso", il mio nuovo libro ha una bellissima prefazione di Paolo Attivissimo
@tecnologia
https://www.youtube.com/shorts/TxNCHNvQ_nQ#intelligenzaartificiale #socialNetwork #alfabetizzazionedigitale #tecnologia #PensieroCritico #Divulgazione #DivulgazioneInformatica #Informatica #DivulgazioneTecnologica
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Non sembra, ma questa è una delle analisi più lucide sulla geopolitica attuale.
E forse anche la più onesta.#geopolitica #attualità #politicainternazionale #scenarioglobali #analisi #pensierocritico #puntidivista #ironia #satira #bastardidentro
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Da Valigia Blu.
Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia e l’ennesima figuraccia internazionale dell’Italia
La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, per la prima volta dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, è diventata in pochi giorni un caso politico internazionale.
Data l’ufficialità della presenza garantita a una rappresentanza del paese, ha preso posizione la Commissione Europea, vanificando i giochini sulla “libertà di espressione” condotti a distanza di sicurezza da cimiteri e fosse comuni. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef hanno condannato “la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il proprio padiglione nazionale”, minacciando di togliere i fondi.
Come se non bastasse, una lettera firmata da ministri della Cultura e degli Esteri di 22 paesi europei ha definito “inaccettabile” la partecipazione della Federazione Russa nelle attuali circostanze, ricordando i danni inferti alla cultura ucraina e il rischio che il padiglione diventi uno strumento di legittimazione internazionale.
Una terza lettera è stata promossa dal padiglione estone alla Biennale in collaborazione con quello lettone, lituano e finlandese. Lì si ricorda che “a differenza di un’ambasciata”, il padiglione russo non gode di immunità diplomatica”, e che la Biennale, insieme al governo italiano, ha l’autorità per impedire alla Russia di partecipare.
Non si è certo fatta attendere la posizione dell'Ucraina. “La Biennale di Venezia è una delle piattaforme artistiche più autorevoli al mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, “e non deve diventare un palcoscenico per nascondere i crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro il popolo ucraino e il nostro patrimonio culturale”. Secondo i dati forniti dal ministero, dall’inizio della guerra la Russia ha ucciso 346 artisti ucraini e 132 persone tra giornalisti e operatori. A questi numeri si aggiungono i luoghi d’arte distrutti o danneggiati.
Nel 2022 furono proprio l’artista Kirill Savchenkov, Alexandra Sukhareva e il curatore Raimundas Malašauskas a ritirarsi dal padiglione russo e a dimettersi, scrivendo che “non c’è posto per l’arte” mentre i civili muoiono sotto i missili, gli ucraini si nascondono nei rifugi e i manifestanti russi vengono messi a tacere. Là dove c’è ancora possibilità di scegliere, la scelta è un atto politico poiché investe una comunità più ampia dei cerimoniali del potere. A questi artisti si chiede oggi di tornare a Venezia e curare uno spazio davanti a chi, una volta finita la Biennale, potrebbe arrestarli. Oppure perseguitare i parenti mentre è ancora in svolgimento.
Alla Berlinale, all’inizio del festival Wim Wenders ha detto che il cinema dovrebbe stare fuori dalla politica, salvo poi presiedere una manifestazione in cui il conflitto su Gaza, le accuse di censura e i discorsi dal palco hanno mostrato esattamente il contrario. L’arte non può essere tenuta fuori dalla politica con una formula rituale, soprattutto quando le istituzioni decidono quali conflitti sono dicibili e quali devono essere neutralizzati.
Quando si parla di “dialogo” cancellando asimmetrie, responsabilità e propaganda, il risultato è la riduzione di eventi e manifestazioni a vetrine. E nelle vetrine, per definizione, ci stanno i manichini.
L'articolo completo si può leggere qui: https://www.valigiablu.it/biennale-venezia-padiglione-russia-giuli-buttafuoco/.
#BiennalediVenezia #pensierocritico #arteepolitica @politica
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Da Valigia Blu.
Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia e l’ennesima figuraccia internazionale dell’Italia
La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, per la prima volta dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, è diventata in pochi giorni un caso politico internazionale.
Data l’ufficialità della presenza garantita a una rappresentanza del paese, ha preso posizione la Commissione Europea, vanificando i giochini sulla “libertà di espressione” condotti a distanza di sicurezza da cimiteri e fosse comuni. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef hanno condannato “la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il proprio padiglione nazionale”, minacciando di togliere i fondi.
Come se non bastasse, una lettera firmata da ministri della Cultura e degli Esteri di 22 paesi europei ha definito “inaccettabile” la partecipazione della Federazione Russa nelle attuali circostanze, ricordando i danni inferti alla cultura ucraina e il rischio che il padiglione diventi uno strumento di legittimazione internazionale.
Una terza lettera è stata promossa dal padiglione estone alla Biennale in collaborazione con quello lettone, lituano e finlandese. Lì si ricorda che “a differenza di un’ambasciata”, il padiglione russo non gode di immunità diplomatica”, e che la Biennale, insieme al governo italiano, ha l’autorità per impedire alla Russia di partecipare.
Non si è certo fatta attendere la posizione dell'Ucraina. “La Biennale di Venezia è una delle piattaforme artistiche più autorevoli al mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, “e non deve diventare un palcoscenico per nascondere i crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro il popolo ucraino e il nostro patrimonio culturale”. Secondo i dati forniti dal ministero, dall’inizio della guerra la Russia ha ucciso 346 artisti ucraini e 132 persone tra giornalisti e operatori. A questi numeri si aggiungono i luoghi d’arte distrutti o danneggiati.
Nel 2022 furono proprio l’artista Kirill Savchenkov, Alexandra Sukhareva e il curatore Raimundas Malašauskas a ritirarsi dal padiglione russo e a dimettersi, scrivendo che “non c’è posto per l’arte” mentre i civili muoiono sotto i missili, gli ucraini si nascondono nei rifugi e i manifestanti russi vengono messi a tacere. Là dove c’è ancora possibilità di scegliere, la scelta è un atto politico poiché investe una comunità più ampia dei cerimoniali del potere. A questi artisti si chiede oggi di tornare a Venezia e curare uno spazio davanti a chi, una volta finita la Biennale, potrebbe arrestarli. Oppure perseguitare i parenti mentre è ancora in svolgimento.
Alla Berlinale, all’inizio del festival Wim Wenders ha detto che il cinema dovrebbe stare fuori dalla politica, salvo poi presiedere una manifestazione in cui il conflitto su Gaza, le accuse di censura e i discorsi dal palco hanno mostrato esattamente il contrario. L’arte non può essere tenuta fuori dalla politica con una formula rituale, soprattutto quando le istituzioni decidono quali conflitti sono dicibili e quali devono essere neutralizzati.
Quando si parla di “dialogo” cancellando asimmetrie, responsabilità e propaganda, il risultato è la riduzione di eventi e manifestazioni a vetrine. E nelle vetrine, per definizione, ci stanno i manichini.
L'articolo completo si può leggere qui: https://www.valigiablu.it/biennale-venezia-padiglione-russia-giuli-buttafuoco/.
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Da Valigia Blu.
Il ritorno della Russia alla Biennale di Venezia e l’ennesima figuraccia internazionale dell’Italia
La riapertura del padiglione russo alla Biennale di Venezia, per la prima volta dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, è diventata in pochi giorni un caso politico internazionale.
Data l’ufficialità della presenza garantita a una rappresentanza del paese, ha preso posizione la Commissione Europea, vanificando i giochini sulla “libertà di espressione” condotti a distanza di sicurezza da cimiteri e fosse comuni. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen e il commissario alla Cultura Glenn Micallef hanno condannato “la decisione della Fondazione Biennale di consentire alla Russia di riaprire il proprio padiglione nazionale”, minacciando di togliere i fondi.
Come se non bastasse, una lettera firmata da ministri della Cultura e degli Esteri di 22 paesi europei ha definito “inaccettabile” la partecipazione della Federazione Russa nelle attuali circostanze, ricordando i danni inferti alla cultura ucraina e il rischio che il padiglione diventi uno strumento di legittimazione internazionale.
Una terza lettera è stata promossa dal padiglione estone alla Biennale in collaborazione con quello lettone, lituano e finlandese. Lì si ricorda che “a differenza di un’ambasciata”, il padiglione russo non gode di immunità diplomatica”, e che la Biennale, insieme al governo italiano, ha l’autorità per impedire alla Russia di partecipare.
Non si è certo fatta attendere la posizione dell'Ucraina. “La Biennale di Venezia è una delle piattaforme artistiche più autorevoli al mondo”, ha dichiarato il ministro degli Esteri, Andrii Sybiha, “e non deve diventare un palcoscenico per nascondere i crimini di guerra che la Russia commette quotidianamente contro il popolo ucraino e il nostro patrimonio culturale”. Secondo i dati forniti dal ministero, dall’inizio della guerra la Russia ha ucciso 346 artisti ucraini e 132 persone tra giornalisti e operatori. A questi numeri si aggiungono i luoghi d’arte distrutti o danneggiati.
Nel 2022 furono proprio l’artista Kirill Savchenkov, Alexandra Sukhareva e il curatore Raimundas Malašauskas a ritirarsi dal padiglione russo e a dimettersi, scrivendo che “non c’è posto per l’arte” mentre i civili muoiono sotto i missili, gli ucraini si nascondono nei rifugi e i manifestanti russi vengono messi a tacere. Là dove c’è ancora possibilità di scegliere, la scelta è un atto politico poiché investe una comunità più ampia dei cerimoniali del potere. A questi artisti si chiede oggi di tornare a Venezia e curare uno spazio davanti a chi, una volta finita la Biennale, potrebbe arrestarli. Oppure perseguitare i parenti mentre è ancora in svolgimento.
Alla Berlinale, all’inizio del festival Wim Wenders ha detto che il cinema dovrebbe stare fuori dalla politica, salvo poi presiedere una manifestazione in cui il conflitto su Gaza, le accuse di censura e i discorsi dal palco hanno mostrato esattamente il contrario. L’arte non può essere tenuta fuori dalla politica con una formula rituale, soprattutto quando le istituzioni decidono quali conflitti sono dicibili e quali devono essere neutralizzati.
Quando si parla di “dialogo” cancellando asimmetrie, responsabilità e propaganda, il risultato è la riduzione di eventi e manifestazioni a vetrine. E nelle vetrine, per definizione, ci stanno i manichini.
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Quando l'Intelligenza artificiale sbaglia di chi è la responsabilità?
Di chi l'ha scritta? Di chi la sta usando?
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https://www.youtube.com/shorts/OZo-WXX2CFA#benesseredigitale #tecnologia #PensieroCritico #Divulgazione #DivulgazioneInformatica #Informatica #DivulgazioneTecnologica
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Se smetti di usare i social smettono di funzionare? Come facciamo a proteggerci da loro?
https://www.youtube.com/shorts/cIIuekEU-XE
#divulgazione #tecnologia #socialmedia #Intelligenzaartificiale #libri
#BenessereDigitale, #tecnologia #PensieroCritico #Divulgazione #DivulgazioneInformatica #Informatica #divulgazionetecnologica -
I social ci spiano? Come possiamo proteggerci?
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Conosci le bolle social? Vuoi evitare di esserne vittima?
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Vuoi sapere davvero come funzionano i social? E cos'è questo algoritmo?
@tecnologia
https://www.youtube.com/shorts/I8YW-PqFTuc#socialmedia #algoritmo #privacy #divulgazione #libri
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Basta avere paura dell'Intelligenza Artificiale. È ora di capire come funziona davvero! In questo video ti presento il mio nuovo libro "IA e Social: Istruzioni per l'uso", un viaggio semplice e alla portata di tutti nel cuore della tecnologia che usiamo o
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RE: https://www.psicospace.it/perche-il-dibattito-politico-e-diventato-cosi-povero/
Perché il dibattito politico sembra sempre più povero, emotivo e semplificato?
Non è solo colpa dei politici, né solo dei social.
È il risultato di un sistema che premia lo scontro, accelera tutto e rende la complessità faticosa.In questo articolo ho voluto descrivere i meccanismi che hanno trasformato il confronto pubblico in rumore.
#Politica #ComunicazionePolitica #DibattitoPubblico
#PensieroCritico #Media #SocialNetwork
#Democrazia #Psicospace -
RE: https://www.psicospace.it/perche-il-dibattito-politico-e-diventato-cosi-povero/
Perché il dibattito politico sembra sempre più povero, emotivo e semplificato?
Non è solo colpa dei politici, né solo dei social.
È il risultato di un sistema che premia lo scontro, accelera tutto e rende la complessità faticosa.In questo articolo ho voluto descrivere i meccanismi che hanno trasformato il confronto pubblico in rumore.
#Politica #ComunicazionePolitica #DibattitoPubblico
#PensieroCritico #Media #SocialNetwork
#Democrazia #Psicospace -
RE: https://www.psicospace.it/perche-il-dibattito-politico-e-diventato-cosi-povero/
Perché il dibattito politico sembra sempre più povero, emotivo e semplificato?
Non è solo colpa dei politici, né solo dei social.
È il risultato di un sistema che premia lo scontro, accelera tutto e rende la complessità faticosa.In questo articolo ho voluto descrivere i meccanismi che hanno trasformato il confronto pubblico in rumore.
#Politica #ComunicazionePolitica #DibattitoPubblico
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#Democrazia #Psicospace -
RE: https://www.psicospace.it/perche-il-dibattito-politico-e-diventato-cosi-povero/
Perché il dibattito politico sembra sempre più povero, emotivo e semplificato?
Non è solo colpa dei politici, né solo dei social.
È il risultato di un sistema che premia lo scontro, accelera tutto e rende la complessità faticosa.In questo articolo ho voluto descrivere i meccanismi che hanno trasformato il confronto pubblico in rumore.
#Politica #ComunicazionePolitica #DibattitoPubblico
#PensieroCritico #Media #SocialNetwork
#Democrazia #Psicospace -
RE: https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
Questo è un articolo scritto tempo fa, ma sempre molto attuale.
Effetto Dunning-Kruger
Perché spesso chi sa meno è più sicuro di sé, mentre chi è competente tende a dubitare?
L’effetto Dunning-Kruger ci aiuta a capire come funziona la nostra autovalutazione e perché, in certi casi, possiamo diventare più facilmente manipolabili.
#DunningKruger #BiasCognitivi #Psicologia #Conoscenza #Consapevolezza #PsicologiaCognitiva #Metacognizione #PensieroCritico #ErroriCognitivi #Psicospace
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RE: https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
Questo è un articolo scritto tempo fa, ma sempre molto attuale.
Effetto Dunning-Kruger
Perché spesso chi sa meno è più sicuro di sé, mentre chi è competente tende a dubitare?
L’effetto Dunning-Kruger ci aiuta a capire come funziona la nostra autovalutazione e perché, in certi casi, possiamo diventare più facilmente manipolabili.
#DunningKruger #BiasCognitivi #Psicologia #Conoscenza #Consapevolezza #PsicologiaCognitiva #Metacognizione #PensieroCritico #ErroriCognitivi #Psicospace
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RE: https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
Questo è un articolo scritto tempo fa, ma sempre molto attuale.
Effetto Dunning-Kruger
Perché spesso chi sa meno è più sicuro di sé, mentre chi è competente tende a dubitare?
L’effetto Dunning-Kruger ci aiuta a capire come funziona la nostra autovalutazione e perché, in certi casi, possiamo diventare più facilmente manipolabili.
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RE: https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
Questo è un articolo scritto tempo fa, ma sempre molto attuale.
Effetto Dunning-Kruger
Perché spesso chi sa meno è più sicuro di sé, mentre chi è competente tende a dubitare?
L’effetto Dunning-Kruger ci aiuta a capire come funziona la nostra autovalutazione e perché, in certi casi, possiamo diventare più facilmente manipolabili.
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RE: https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
Questo è un articolo scritto tempo fa, ma sempre molto attuale.
Effetto Dunning-Kruger
Perché spesso chi sa meno è più sicuro di sé, mentre chi è competente tende a dubitare?
L’effetto Dunning-Kruger ci aiuta a capire come funziona la nostra autovalutazione e perché, in certi casi, possiamo diventare più facilmente manipolabili.
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Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia🫣
Il nome sembra già un programma:
International Blasphemy Rights Day
in italiano Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia. Una ricorrenza decisamente particolare, che ogni anno cade il 30 settembre e che ha un’origine ben precisa, legata non tanto all’idea di offendere la religione, quanto piuttosto a quella di difendere la libertà di espressione.
Perché proprio il 30 settembre?
Il 30 settembre 2005 vennero pubblicate, in Danimarca, le famose vignette satiriche su Maometto, che accesero un dibattito mondiale su quanto la satira, l’arte e l’opinione potessero spingersi oltre senza rischiare di sfociare nell’offesa. Insomma, un giorno che ha segnato la storia della libertà di parola, dando vita a una discussione globale tutt’altro che chiusa.
Chi ha deciso questa giornata e quando è nata?
Il merito va al Center for Inquiry, un’organizzazione internazionale laica e umanista che nel 2009 lanciò ufficialmente questa giornata. L’idea era quella di incoraggiare le persone a parlare liberamente, anche quando le loro opinioni potevano risultare “scomode” o giudicate irriverenti da alcuni. In poche parole: una difesa del pensiero critico e del diritto a non essere messi a tacere solo perché si sfiora un tema considerato “sacro”.
Questa giornata è promossa soprattutto nei Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, dove il concetto di libertà di espressione è spesso messo sul piedistallo come diritto inalienabile. Ma negli anni è riuscita a farsi conoscere anche in Europa, con eventi universitari, dibattiti pubblici e persino spettacoli comici dedicati al tema. In Italia non è molto diffusa, ma non mancano blog, festival e associazioni culturali che ne approfittano per ricordare che la libertà di parola non dovrebbe conoscere tabù.
Cosa si fa durante l’International Blasphemy Rights Day?
Non aspettatevi cortei di gente che grida improperi al cielo. Piuttosto, il 30 settembre si organizzano dibattiti, conferenze, performance artistiche, spettacoli teatrali e mostre satiriche. In alcune università americane vengono promossi contest di scrittura, vignette e stand-up comedy, con studenti pronti a sfidare i tabù con ironia e intelligenza.
E, naturalmente, non manca chi approfitta della giornata per lanciarsi in qualche “provocazione social” che finisce per diventare virale.Curiosità da ogni parte del mondo
- In Irlanda, fino a pochi anni fa, esisteva addirittura una legge sulla bestemmia punibile con multe salatissime. Dopo molte polemiche, nel 2018, il Paese ha detto addio a questa norma con un referendum: un bel tempismo, visto che la ricorrenza internazionale ne aveva acceso i riflettori.
- In Grecia, la bestemmia era considerata reato penale fino a tempi recentissimi, con casi finiti persino in tribunale per sketch comici o meme su Facebook.
- Negli Stati Uniti, alcuni comici hanno fatto del “blasfemo ironico” la loro bandiera, trasformando questa giornata in un’occasione per spettacoli sold-out.
- Persino online la giornata ha i suoi rituali: c’è chi ogni anno pubblica il proprio “blasfemo preferito” (rigorosamente ironico) come fosse una citazione d’autore.
Una giornata da prendere con ironia
Più che un inno alla bestemmia, questa giornata è un promemoria che la libertà di parola non deve fermarsi davanti ai tabù. Certo, la sensibilità va rispettata – nessuno invita a offendere gratuitamente – ma ricordare che anche le idee più irriverenti hanno diritto di esistere è un modo per mantenere viva la democrazia.
E se il 30 settembre qualcuno vi dirà che oggi è la “festa della bestemmia”, sorridete: non è un invito a imprecare contro il cielo, ma a ricordare che la vera forza sta nel poter parlare liberamente… magari con un pizzico di ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
#2005 #2009 #30Settembre #Arte #blog #Canada #celebrazioneInternazionale #CenterForInquiry #citazioniIrriverenti #conferenze #contestUniversitari #Danimarca #dibattiti #dirittiAllaParola_ #dirittiCivili #dirittiUmani #dirittoDiParola #Europa #eventiCulturali #Facebook #Festival #GiornataInternazionaleDelDirittoAllaBestemmia #GiornataMondiale #Grecia #InternationalBlasphemyRightsDay #Irlanda #Ironia #irriverenza #italia #laicità #libertàCreativa #libertàDemocratica #libertàDiEspressione #libertàDiPensiero #libertàIndividuale #meme #mostreSatiriche #opinioneLibera #pensieroCritico #polemiche #provocazione #provocazioneArtistica #referendum2018 #sacroEProfano #Satira #satiraOnline #satiraReligiosa #sensibilità #socialNetwork #societàModerna #spettacoliComici #spettacoliSoldOut #standUpComedy #StatiUniti #studenti #tabù #tribunali #Università #vignette
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Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia🫣
Il nome sembra già un programma:
International Blasphemy Rights Day
in italiano Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia. Una ricorrenza decisamente particolare, che ogni anno cade il 30 settembre e che ha un’origine ben precisa, legata non tanto all’idea di offendere la religione, quanto piuttosto a quella di difendere la libertà di espressione.
Perché proprio il 30 settembre?
Il 30 settembre 2005 vennero pubblicate, in Danimarca, le famose vignette satiriche su Maometto, che accesero un dibattito mondiale su quanto la satira, l’arte e l’opinione potessero spingersi oltre senza rischiare di sfociare nell’offesa. Insomma, un giorno che ha segnato la storia della libertà di parola, dando vita a una discussione globale tutt’altro che chiusa.
Chi ha deciso questa giornata e quando è nata?
Il merito va al Center for Inquiry, un’organizzazione internazionale laica e umanista che nel 2009 lanciò ufficialmente questa giornata. L’idea era quella di incoraggiare le persone a parlare liberamente, anche quando le loro opinioni potevano risultare “scomode” o giudicate irriverenti da alcuni. In poche parole: una difesa del pensiero critico e del diritto a non essere messi a tacere solo perché si sfiora un tema considerato “sacro”.
Questa giornata è promossa soprattutto nei Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, dove il concetto di libertà di espressione è spesso messo sul piedistallo come diritto inalienabile. Ma negli anni è riuscita a farsi conoscere anche in Europa, con eventi universitari, dibattiti pubblici e persino spettacoli comici dedicati al tema. In Italia non è molto diffusa, ma non mancano blog, festival e associazioni culturali che ne approfittano per ricordare che la libertà di parola non dovrebbe conoscere tabù.
Cosa si fa durante l’International Blasphemy Rights Day?
Non aspettatevi cortei di gente che grida improperi al cielo. Piuttosto, il 30 settembre si organizzano dibattiti, conferenze, performance artistiche, spettacoli teatrali e mostre satiriche. In alcune università americane vengono promossi contest di scrittura, vignette e stand-up comedy, con studenti pronti a sfidare i tabù con ironia e intelligenza.
E, naturalmente, non manca chi approfitta della giornata per lanciarsi in qualche “provocazione social” che finisce per diventare virale.Curiosità da ogni parte del mondo
- In Irlanda, fino a pochi anni fa, esisteva addirittura una legge sulla bestemmia punibile con multe salatissime. Dopo molte polemiche, nel 2018, il Paese ha detto addio a questa norma con un referendum: un bel tempismo, visto che la ricorrenza internazionale ne aveva acceso i riflettori.
- In Grecia, la bestemmia era considerata reato penale fino a tempi recentissimi, con casi finiti persino in tribunale per sketch comici o meme su Facebook.
- Negli Stati Uniti, alcuni comici hanno fatto del “blasfemo ironico” la loro bandiera, trasformando questa giornata in un’occasione per spettacoli sold-out.
- Persino online la giornata ha i suoi rituali: c’è chi ogni anno pubblica il proprio “blasfemo preferito” (rigorosamente ironico) come fosse una citazione d’autore.
Una giornata da prendere con ironia
Più che un inno alla bestemmia, questa giornata è un promemoria che la libertà di parola non deve fermarsi davanti ai tabù. Certo, la sensibilità va rispettata – nessuno invita a offendere gratuitamente – ma ricordare che anche le idee più irriverenti hanno diritto di esistere è un modo per mantenere viva la democrazia.
E se il 30 settembre qualcuno vi dirà che oggi è la “festa della bestemmia”, sorridete: non è un invito a imprecare contro il cielo, ma a ricordare che la vera forza sta nel poter parlare liberamente… magari con un pizzico di ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
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Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia🫣
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in italiano Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia. Una ricorrenza decisamente particolare, che ogni anno cade il 30 settembre e che ha un’origine ben precisa, legata non tanto all’idea di offendere la religione, quanto piuttosto a quella di difendere la libertà di espressione.
Perché proprio il 30 settembre?
Il 30 settembre 2005 vennero pubblicate, in Danimarca, le famose vignette satiriche su Maometto, che accesero un dibattito mondiale su quanto la satira, l’arte e l’opinione potessero spingersi oltre senza rischiare di sfociare nell’offesa. Insomma, un giorno che ha segnato la storia della libertà di parola, dando vita a una discussione globale tutt’altro che chiusa.
Chi ha deciso questa giornata e quando è nata?
Il merito va al Center for Inquiry, un’organizzazione internazionale laica e umanista che nel 2009 lanciò ufficialmente questa giornata. L’idea era quella di incoraggiare le persone a parlare liberamente, anche quando le loro opinioni potevano risultare “scomode” o giudicate irriverenti da alcuni. In poche parole: una difesa del pensiero critico e del diritto a non essere messi a tacere solo perché si sfiora un tema considerato “sacro”.
Questa giornata è promossa soprattutto nei Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, dove il concetto di libertà di espressione è spesso messo sul piedistallo come diritto inalienabile. Ma negli anni è riuscita a farsi conoscere anche in Europa, con eventi universitari, dibattiti pubblici e persino spettacoli comici dedicati al tema. In Italia non è molto diffusa, ma non mancano blog, festival e associazioni culturali che ne approfittano per ricordare che la libertà di parola non dovrebbe conoscere tabù.
Cosa si fa durante l’International Blasphemy Rights Day?
Non aspettatevi cortei di gente che grida improperi al cielo. Piuttosto, il 30 settembre si organizzano dibattiti, conferenze, performance artistiche, spettacoli teatrali e mostre satiriche. In alcune università americane vengono promossi contest di scrittura, vignette e stand-up comedy, con studenti pronti a sfidare i tabù con ironia e intelligenza.
E, naturalmente, non manca chi approfitta della giornata per lanciarsi in qualche “provocazione social” che finisce per diventare virale.Curiosità da ogni parte del mondo
- In Irlanda, fino a pochi anni fa, esisteva addirittura una legge sulla bestemmia punibile con multe salatissime. Dopo molte polemiche, nel 2018, il Paese ha detto addio a questa norma con un referendum: un bel tempismo, visto che la ricorrenza internazionale ne aveva acceso i riflettori.
- In Grecia, la bestemmia era considerata reato penale fino a tempi recentissimi, con casi finiti persino in tribunale per sketch comici o meme su Facebook.
- Negli Stati Uniti, alcuni comici hanno fatto del “blasfemo ironico” la loro bandiera, trasformando questa giornata in un’occasione per spettacoli sold-out.
- Persino online la giornata ha i suoi rituali: c’è chi ogni anno pubblica il proprio “blasfemo preferito” (rigorosamente ironico) come fosse una citazione d’autore.
Una giornata da prendere con ironia
Più che un inno alla bestemmia, questa giornata è un promemoria che la libertà di parola non deve fermarsi davanti ai tabù. Certo, la sensibilità va rispettata – nessuno invita a offendere gratuitamente – ma ricordare che anche le idee più irriverenti hanno diritto di esistere è un modo per mantenere viva la democrazia.
E se il 30 settembre qualcuno vi dirà che oggi è la “festa della bestemmia”, sorridete: non è un invito a imprecare contro il cielo, ma a ricordare che la vera forza sta nel poter parlare liberamente… magari con un pizzico di ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
#2005 #2009 #30Settembre #Arte #blog #Canada #celebrazioneInternazionale #CenterForInquiry #citazioniIrriverenti #conferenze #contestUniversitari #Danimarca #dibattiti #dirittiAllaParola_ #dirittiCivili #dirittiUmani #dirittoDiParola #Europa #eventiCulturali #Facebook #Festival #GiornataInternazionaleDelDirittoAllaBestemmia #GiornataMondiale #Grecia #InternationalBlasphemyRightsDay #Irlanda #Ironia #irriverenza #italia #laicità #libertàCreativa #libertàDemocratica #libertàDiEspressione #libertàDiPensiero #libertàIndividuale #meme #mostreSatiriche #opinioneLibera #pensieroCritico #polemiche #provocazione #provocazioneArtistica #referendum2018 #sacroEProfano #Satira #satiraOnline #satiraReligiosa #sensibilità #socialNetwork #societàModerna #spettacoliComici #spettacoliSoldOut #standUpComedy #StatiUniti #studenti #tabù #tribunali #Università #vignette
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Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia🫣
Il nome sembra già un programma:
International Blasphemy Rights Day
in italiano Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia. Una ricorrenza decisamente particolare, che ogni anno cade il 30 settembre e che ha un’origine ben precisa, legata non tanto all’idea di offendere la religione, quanto piuttosto a quella di difendere la libertà di espressione.
Perché proprio il 30 settembre?
Il 30 settembre 2005 vennero pubblicate, in Danimarca, le famose vignette satiriche su Maometto, che accesero un dibattito mondiale su quanto la satira, l’arte e l’opinione potessero spingersi oltre senza rischiare di sfociare nell’offesa. Insomma, un giorno che ha segnato la storia della libertà di parola, dando vita a una discussione globale tutt’altro che chiusa.
Chi ha deciso questa giornata e quando è nata?
Il merito va al Center for Inquiry, un’organizzazione internazionale laica e umanista che nel 2009 lanciò ufficialmente questa giornata. L’idea era quella di incoraggiare le persone a parlare liberamente, anche quando le loro opinioni potevano risultare “scomode” o giudicate irriverenti da alcuni. In poche parole: una difesa del pensiero critico e del diritto a non essere messi a tacere solo perché si sfiora un tema considerato “sacro”.
Questa giornata è promossa soprattutto nei Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, dove il concetto di libertà di espressione è spesso messo sul piedistallo come diritto inalienabile. Ma negli anni è riuscita a farsi conoscere anche in Europa, con eventi universitari, dibattiti pubblici e persino spettacoli comici dedicati al tema. In Italia non è molto diffusa, ma non mancano blog, festival e associazioni culturali che ne approfittano per ricordare che la libertà di parola non dovrebbe conoscere tabù.
Cosa si fa durante l’International Blasphemy Rights Day?
Non aspettatevi cortei di gente che grida improperi al cielo. Piuttosto, il 30 settembre si organizzano dibattiti, conferenze, performance artistiche, spettacoli teatrali e mostre satiriche. In alcune università americane vengono promossi contest di scrittura, vignette e stand-up comedy, con studenti pronti a sfidare i tabù con ironia e intelligenza.
E, naturalmente, non manca chi approfitta della giornata per lanciarsi in qualche “provocazione social” che finisce per diventare virale.Curiosità da ogni parte del mondo
- In Irlanda, fino a pochi anni fa, esisteva addirittura una legge sulla bestemmia punibile con multe salatissime. Dopo molte polemiche, nel 2018, il Paese ha detto addio a questa norma con un referendum: un bel tempismo, visto che la ricorrenza internazionale ne aveva acceso i riflettori.
- In Grecia, la bestemmia era considerata reato penale fino a tempi recentissimi, con casi finiti persino in tribunale per sketch comici o meme su Facebook.
- Negli Stati Uniti, alcuni comici hanno fatto del “blasfemo ironico” la loro bandiera, trasformando questa giornata in un’occasione per spettacoli sold-out.
- Persino online la giornata ha i suoi rituali: c’è chi ogni anno pubblica il proprio “blasfemo preferito” (rigorosamente ironico) come fosse una citazione d’autore.
Una giornata da prendere con ironia
Più che un inno alla bestemmia, questa giornata è un promemoria che la libertà di parola non deve fermarsi davanti ai tabù. Certo, la sensibilità va rispettata – nessuno invita a offendere gratuitamente – ma ricordare che anche le idee più irriverenti hanno diritto di esistere è un modo per mantenere viva la democrazia.
E se il 30 settembre qualcuno vi dirà che oggi è la “festa della bestemmia”, sorridete: non è un invito a imprecare contro il cielo, ma a ricordare che la vera forza sta nel poter parlare liberamente… magari con un pizzico di ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
#2005 #2009 #30Settembre #Arte #blog #Canada #celebrazioneInternazionale #CenterForInquiry #citazioniIrriverenti #conferenze #contestUniversitari #Danimarca #dibattiti #dirittiAllaParola_ #dirittiCivili #dirittiUmani #dirittoDiParola #Europa #eventiCulturali #Facebook #Festival #GiornataInternazionaleDelDirittoAllaBestemmia #GiornataMondiale #Grecia #InternationalBlasphemyRightsDay #Irlanda #Ironia #irriverenza #italia #laicità #libertàCreativa #libertàDemocratica #libertàDiEspressione #libertàDiPensiero #libertàIndividuale #meme #mostreSatiriche #opinioneLibera #pensieroCritico #polemiche #provocazione #provocazioneArtistica #referendum2018 #sacroEProfano #Satira #satiraOnline #satiraReligiosa #sensibilità #socialNetwork #societàModerna #spettacoliComici #spettacoliSoldOut #standUpComedy #StatiUniti #studenti #tabù #tribunali #Università #vignette
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Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia🫣
Il nome sembra già un programma:
International Blasphemy Rights Day
in italiano Giornata Internazionale del Diritto alla Bestemmia. Una ricorrenza decisamente particolare, che ogni anno cade il 30 settembre e che ha un’origine ben precisa, legata non tanto all’idea di offendere la religione, quanto piuttosto a quella di difendere la libertà di espressione.
Perché proprio il 30 settembre?
Il 30 settembre 2005 vennero pubblicate, in Danimarca, le famose vignette satiriche su Maometto, che accesero un dibattito mondiale su quanto la satira, l’arte e l’opinione potessero spingersi oltre senza rischiare di sfociare nell’offesa. Insomma, un giorno che ha segnato la storia della libertà di parola, dando vita a una discussione globale tutt’altro che chiusa.
Chi ha deciso questa giornata e quando è nata?
Il merito va al Center for Inquiry, un’organizzazione internazionale laica e umanista che nel 2009 lanciò ufficialmente questa giornata. L’idea era quella di incoraggiare le persone a parlare liberamente, anche quando le loro opinioni potevano risultare “scomode” o giudicate irriverenti da alcuni. In poche parole: una difesa del pensiero critico e del diritto a non essere messi a tacere solo perché si sfiora un tema considerato “sacro”.
Questa giornata è promossa soprattutto nei Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, dove il concetto di libertà di espressione è spesso messo sul piedistallo come diritto inalienabile. Ma negli anni è riuscita a farsi conoscere anche in Europa, con eventi universitari, dibattiti pubblici e persino spettacoli comici dedicati al tema. In Italia non è molto diffusa, ma non mancano blog, festival e associazioni culturali che ne approfittano per ricordare che la libertà di parola non dovrebbe conoscere tabù.
Cosa si fa durante l’International Blasphemy Rights Day?
Non aspettatevi cortei di gente che grida improperi al cielo. Piuttosto, il 30 settembre si organizzano dibattiti, conferenze, performance artistiche, spettacoli teatrali e mostre satiriche. In alcune università americane vengono promossi contest di scrittura, vignette e stand-up comedy, con studenti pronti a sfidare i tabù con ironia e intelligenza.
E, naturalmente, non manca chi approfitta della giornata per lanciarsi in qualche “provocazione social” che finisce per diventare virale.Curiosità da ogni parte del mondo
- In Irlanda, fino a pochi anni fa, esisteva addirittura una legge sulla bestemmia punibile con multe salatissime. Dopo molte polemiche, nel 2018, il Paese ha detto addio a questa norma con un referendum: un bel tempismo, visto che la ricorrenza internazionale ne aveva acceso i riflettori.
- In Grecia, la bestemmia era considerata reato penale fino a tempi recentissimi, con casi finiti persino in tribunale per sketch comici o meme su Facebook.
- Negli Stati Uniti, alcuni comici hanno fatto del “blasfemo ironico” la loro bandiera, trasformando questa giornata in un’occasione per spettacoli sold-out.
- Persino online la giornata ha i suoi rituali: c’è chi ogni anno pubblica il proprio “blasfemo preferito” (rigorosamente ironico) come fosse una citazione d’autore.
Una giornata da prendere con ironia
Più che un inno alla bestemmia, questa giornata è un promemoria che la libertà di parola non deve fermarsi davanti ai tabù. Certo, la sensibilità va rispettata – nessuno invita a offendere gratuitamente – ma ricordare che anche le idee più irriverenti hanno diritto di esistere è un modo per mantenere viva la democrazia.
E se il 30 settembre qualcuno vi dirà che oggi è la “festa della bestemmia”, sorridete: non è un invito a imprecare contro il cielo, ma a ricordare che la vera forza sta nel poter parlare liberamente… magari con un pizzico di ironia e senza prendersi troppo sul serio.
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
#2005 #2009 #30Settembre #Arte #blog #Canada #celebrazioneInternazionale #CenterForInquiry #citazioniIrriverenti #conferenze #contestUniversitari #Danimarca #dibattiti #dirittiAllaParola_ #dirittiCivili #dirittiUmani #dirittoDiParola #Europa #eventiCulturali #Facebook #Festival #GiornataInternazionaleDelDirittoAllaBestemmia #GiornataMondiale #Grecia #InternationalBlasphemyRightsDay #Irlanda #Ironia #irriverenza #italia #laicità #libertàCreativa #libertàDemocratica #libertàDiEspressione #libertàDiPensiero #libertàIndividuale #meme #mostreSatiriche #opinioneLibera #pensieroCritico #polemiche #provocazione #provocazioneArtistica #referendum2018 #sacroEProfano #Satira #satiraOnline #satiraReligiosa #sensibilità #socialNetwork #societàModerna #spettacoliComici #spettacoliSoldOut #standUpComedy #StatiUniti #studenti #tabù #tribunali #Università #vignette
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Sabato 4 ottobre a Torino parlerò di leggende e realtà nell'esplorazione della Luna, all'interno della rassegna "Stregati dalla Luna" organizzata anche quest'anno dal #CICAP.
L’incontro si richiama alla “Notte Internazionale della Luna” (International Observe the Moon Night), un’iniziativa #NASA di divulgazione scientifica e osservazione del cielo. 🔭📡🪐
#CICAP #StregatiDallaLuna #Luna #Scienza #DivulgazioneScientifica #Astronomia #Astrofili #PensieroCritico #FakeNews #ObserveTheMoonNight #NASA
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L’effetto Dunning-Kruger e l’illusione della competenza
C’è qualcosa di curioso – e spesso inquietante – nel modo in cui valutiamo noi stessi.In molti ambiti della vita sembra accadere questo, chi sa poco parla con grande sicurezza, mentre chi ha studiato, letto e approfondito tende a dubitare, a pesare le parole, a riconoscere i propri limiti. È un fenomeno che osserviamo ogni giorno: nei social, nel dibattito pubblico, sul lavoro, perfino nelle conversazioni quotidiane. Ma non è solo una sensazione. È un meccanismo psicologico […]https://www.psicospace.it/effetto-dunning-kruger-e-lillusione-della-competenza/
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Come riconoscere una Fake News? Parte 3: Come sono fatte
https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-3/
Come sono fatte le Fake News?
La caratteristica principale di una Fake News, posto che non si tratti di una Fake News causata semplicemente da un errore è quella di colpire. Secondariamente lo scopo è quello di far guadagnare qualcosa a chi la crea...#FakeNews #InformEtica #5G #BiasCognitivo #Bufale #complotti #Debunker #FakeNews #NoVax, #Paura #PensieroCritico #Razzismo #vaccini
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Come riconoscere una Fake News? Parte 2: Perché esistono
https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news-parte-2/
Il secondo passo per riconoscere una Fake News è capire perché esistono.
Vogliono controllarci? Sono scemi e non sanno scrivere un articolo? Ci stanno prendendo in giro? Un po' e un po'.#FakeNews #InformEtica #BioWashball #Bufale #Clickbait #Debunker #LeggendeMetropolitane #omeopatia #PensieroCritico
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Come riconoscere una Fake News?
Quello che vorrei fare è raccogliere una certa quantità di strumenti in una serie di articoli.
Non saranno difficili da leggere, e avranno un target non eccessivamente tecnico.
Lo scopo è rendere i lettori via via più in grado di rendersi autonomi nel distinguere con la propria testa se una notizia possa essere affidabile o meno. Usando pensiero critico.https://www.staipa.it/blog/come-riconoscere-una-fake-news/
#FakeNews #InformEtica #debunking #usoconsapevoledellatecnologia #pensierocritico