home.social

#cicap — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #cicap, aggregated by home.social.

fetched live
  1. Quando gli enti pubblici e i mezzi di informazione sostengono la pseudoscienza, il #CICAP interviene per sollevare l’attenzione e qualche volta si riesce a risolvere il problema. È un servizio che facciamo a beneficio di tutti.

  2. Quando gli enti pubblici e i mezzi di informazione sostengono la pseudoscienza, il #CICAP interviene per sollevare l’attenzione e qualche volta si riesce a risolvere il problema. È un servizio che facciamo a beneficio di tutti.

  3. Quando gli enti pubblici e i mezzi di informazione sostengono la pseudoscienza, il #CICAP interviene per sollevare l’attenzione e qualche volta si riesce a risolvere il problema. È un servizio che facciamo a beneficio di tutti.

  4. Quando gli enti pubblici e i mezzi di informazione sostengono la pseudoscienza, il #CICAP interviene per sollevare l’attenzione e qualche volta si riesce a risolvere il problema. È un servizio che facciamo a beneficio di tutti.

  5. Quando gli enti pubblici e i mezzi di informazione sostengono la pseudoscienza, il #CICAP interviene per sollevare l’attenzione e qualche volta si riesce a risolvere il problema. È un servizio che facciamo a beneficio di tutti.

  6. Questa sera al Mausoleo della Bela Rosin di Torino appuntamento di informazione scientifica con
    #FondazioneVeronesi e #CICAP

  7. Questa sera al Mausoleo della Bela Rosin di Torino appuntamento di informazione scientifica con
    #FondazioneVeronesi e #CICAP

  8. Il nuovo numero di Query, rivista del #CICAP, ha un approfondimento su un tema molto attuale, la proposta dei data center nello spazio.

    cicap.org/articolo/investire-n

    @astronomia

  9. Il nuovo numero di Query, rivista del #CICAP, ha un approfondimento su un tema molto attuale, la proposta dei data center nello spazio.

    cicap.org/articolo/investire-n

    @astronomia

  10. Il nuovo numero di Query, rivista del #CICAP, ha un approfondimento su un tema molto attuale, la proposta dei data center nello spazio.

    cicap.org/articolo/investire-n

    @astronomia

  11. Il nuovo numero di Query, rivista del #CICAP, ha un approfondimento su un tema molto attuale, la proposta dei data center nello spazio.

    cicap.org/articolo/investire-n

    @astronomia

  12. Il nuovo numero di Query, rivista del #CICAP, ha un approfondimento su un tema molto attuale, la proposta dei data center nello spazio.

    cicap.org/articolo/investire-n

    @astronomia

  13. È uscito il nuovo numero di Query, la rivista del #CICAP, il primo diretto da Piero Bianucci e Alberto Agliotti, che hanno raccolto il testimone da Claudia Di Giorgio.

    Indice qui:
    cicap.org/articolo/query-n-65

  14. È uscito il nuovo numero di Query, la rivista del #CICAP, il primo diretto da Piero Bianucci e Alberto Agliotti, che hanno raccolto il testimone da Claudia Di Giorgio.

    Indice qui:
    cicap.org/articolo/query-n-65

  15. Un ospedale pubblico di Catania ha assunto una naturopata, specializzata anche in iridologia e riflessologia plantare, per collaborare con i reparti di trapianti e reumatologia pediatrica. Il #CICAP chiede al ministro Schillaci di intervenire per tutelare la salute dei pazienti più fragili.

    cicap.org/articolo/naturopatia

  16. Un ospedale pubblico di Catania ha assunto una naturopata, specializzata anche in iridologia e riflessologia plantare, per collaborare con i reparti di trapianti e reumatologia pediatrica. Il #CICAP chiede al ministro Schillaci di intervenire per tutelare la salute dei pazienti più fragili.

    cicap.org/articolo/naturopatia

  17. Un ospedale pubblico di Catania ha assunto una naturopata, specializzata anche in iridologia e riflessologia plantare, per collaborare con i reparti di trapianti e reumatologia pediatrica. Il #CICAP chiede al ministro Schillaci di intervenire per tutelare la salute dei pazienti più fragili.

    cicap.org/articolo/naturopatia

  18. Un ospedale pubblico di Catania ha assunto una naturopata, specializzata anche in iridologia e riflessologia plantare, per collaborare con i reparti di trapianti e reumatologia pediatrica. Il #CICAP chiede al ministro Schillaci di intervenire per tutelare la salute dei pazienti più fragili.

    cicap.org/articolo/naturopatia

  19. Un ospedale pubblico di Catania ha assunto una naturopata, specializzata anche in iridologia e riflessologia plantare, per collaborare con i reparti di trapianti e reumatologia pediatrica. Il #CICAP chiede al ministro Schillaci di intervenire per tutelare la salute dei pazienti più fragili.

    cicap.org/articolo/naturopatia

  20. Era famosa per la schiettezza con cui diceva sempre quello che pensava. Margherita Hack è stata una delle figure più riconoscibili dell’astronomia italiana, che ha vissuto con una passione travolgente.

    Margherita nasce nel 1922 da una coppia fuori dal comune: i genitori sono infatti teosofi e vegetariani in un'Italia fascista e cattolica. Questa eredità di pensiero libero e anticonformista l’accompagnerà per tutta la vita.

    Fin da ragazza è piena di energia. Eccelle nel salto in alto e in lungo fino a vincere i campionati universitari, gioca a basket e a pallavolo e, durante la seconda guerra mondiale, percorre lunghi tragitti in bicicletta per rifornire la famiglia di cibo, sfidando i bombardamenti.

    Si iscrive a Fisica all’Università di Firenze e scopre presto una passione destinata a cambiarle la vita. Racconterà in seguito di essersi avvicinata all’astronomia quasi per caso, affascinata da una lezione dedicata alle stelle. Si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica. L’anno precedente ha sposato il giovane letterato e insegnante Aldo De Rosa. Resteranno insieme per quasi settant’anni, senza figli ma con una casa sempre piena di gatti e libri.

    Si specializza nell'analisi spettroscopica delle stelle, cioè nello studio della luce che emettono per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche. È un lavoro meticoloso, che richiede anni per vedere i risultati, ma che la appassiona. Pubblica lavori che le aprono le porte della comunità astronomica internazionale, portandola a collaborare con importanti osservatori e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

    Nel 1964 viene nominata direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna in Italia in questo ruolo. Lo trasforma nel tempo in un centro di ricerca di livello internazionale, inserendolo nelle grandi collaborazioni scientifiche europee e mondiali. Tra gli aspetti più innovativi della sua attività c’è il forte sostegno all’astronomia spaziale, che in quegli anni apre nuove possibilità di osservazione dell’universo. Partecipa alle attività scientifiche di missioni come l’International Ultraviolet Explorer (IUE), il telescopio spaziale che consente di osservare il cosmo nelle lunghezze d’onda ultraviolette, invisibili dalla superficie terrestre.

    Non sopporta i confini arbitrari: quelli tra le discipline, tra la scienza e il pubblico, tra ciò che si può dire e ciò che è scomodo. È vegetariana, atea dichiarata e militante per i diritti civili in un'epoca in cui in Italia queste posizioni possono costare care. Firma appelli, partecipa a manifestazioni e dibattiti, scrive su quotidiani generalisti. Qualcuno pensa che questo sminuisca la sua credibilità accademica. Lei pensa il contrario: uno scienziato ha il dovere di partecipare alla vita della società e di contribuire alla diffusione del pensiero critico.

    Con questa convinzione, diventa una grande divulgatrice. Porta l’astronomia nelle case di milioni di italiani, e partecipa alla fondazione del #CICAP, impegnato nella promozione della razionalità e nel contrasto a superstizioni e pseudoscienze. Si arrabbia moltissimo quando per errore i giornalisti la chiamano “astrologa” anziché “astronoma”.

    Muore a Trieste nel 2013, a novantuno anni, lasciando un’eredità non solo scientifica, ma anche culturale e civile. Molti giovani, e soprattutto molte ragazze, hanno scelto di avvicinarsi alla scienza grazie a lei: il riconoscimento a cui teneva di più tra i tanti che ha ricevuto.

    @astronomia

  21. Era famosa per la schiettezza con cui diceva sempre quello che pensava. Margherita Hack è stata una delle figure più riconoscibili dell’astronomia italiana, che ha vissuto con una passione travolgente.

    Margherita nasce nel 1922 da una coppia fuori dal comune: i genitori sono infatti teosofi e vegetariani in un'Italia fascista e cattolica. Questa eredità di pensiero libero e anticonformista l’accompagnerà per tutta la vita.

    Fin da ragazza è piena di energia. Eccelle nel salto in alto e in lungo fino a vincere i campionati universitari, gioca a basket e a pallavolo e, durante la seconda guerra mondiale, percorre lunghi tragitti in bicicletta per rifornire la famiglia di cibo, sfidando i bombardamenti.

    Si iscrive a Fisica all’Università di Firenze e scopre presto una passione destinata a cambiarle la vita. Racconterà in seguito di essersi avvicinata all’astronomia quasi per caso, affascinata da una lezione dedicata alle stelle. Si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica. L’anno precedente ha sposato il giovane letterato e insegnante Aldo De Rosa. Resteranno insieme per quasi settant’anni, senza figli ma con una casa sempre piena di gatti e libri.

    Si specializza nell'analisi spettroscopica delle stelle, cioè nello studio della luce che emettono per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche. È un lavoro meticoloso, che richiede anni per vedere i risultati, ma che la appassiona. Pubblica lavori che le aprono le porte della comunità astronomica internazionale, portandola a collaborare con importanti osservatori e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

    Nel 1964 viene nominata direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna in Italia in questo ruolo. Lo trasforma nel tempo in un centro di ricerca di livello internazionale, inserendolo nelle grandi collaborazioni scientifiche europee e mondiali. Tra gli aspetti più innovativi della sua attività c’è il forte sostegno all’astronomia spaziale, che in quegli anni apre nuove possibilità di osservazione dell’universo. Partecipa alle attività scientifiche di missioni come l’International Ultraviolet Explorer (IUE), il telescopio spaziale che consente di osservare il cosmo nelle lunghezze d’onda ultraviolette, invisibili dalla superficie terrestre.

    Non sopporta i confini arbitrari: quelli tra le discipline, tra la scienza e il pubblico, tra ciò che si può dire e ciò che è scomodo. È vegetariana, atea dichiarata e militante per i diritti civili in un'epoca in cui in Italia queste posizioni possono costare care. Firma appelli, partecipa a manifestazioni e dibattiti, scrive su quotidiani generalisti. Qualcuno pensa che questo sminuisca la sua credibilità accademica. Lei pensa il contrario: uno scienziato ha il dovere di partecipare alla vita della società e di contribuire alla diffusione del pensiero critico.

    Con questa convinzione, diventa una grande divulgatrice. Porta l’astronomia nelle case di milioni di italiani, e partecipa alla fondazione del #CICAP, impegnato nella promozione della razionalità e nel contrasto a superstizioni e pseudoscienze. Si arrabbia moltissimo quando per errore i giornalisti la chiamano “astrologa” anziché “astronoma”.

    Muore a Trieste nel 2013, a novantuno anni, lasciando un’eredità non solo scientifica, ma anche culturale e civile. Molti giovani, e soprattutto molte ragazze, hanno scelto di avvicinarsi alla scienza grazie a lei: il riconoscimento a cui teneva di più tra i tanti che ha ricevuto.

    @astronomia

  22. Era famosa per la schiettezza con cui diceva sempre quello che pensava. Margherita Hack è stata una delle figure più riconoscibili dell’astronomia italiana, che ha vissuto con una passione travolgente.

    Margherita nasce nel 1922 da una coppia fuori dal comune: i genitori sono infatti teosofi e vegetariani in un'Italia fascista e cattolica. Questa eredità di pensiero libero e anticonformista l’accompagnerà per tutta la vita.

    Fin da ragazza è piena di energia. Eccelle nel salto in alto e in lungo fino a vincere i campionati universitari, gioca a basket e a pallavolo e, durante la seconda guerra mondiale, percorre lunghi tragitti in bicicletta per rifornire la famiglia di cibo, sfidando i bombardamenti.

    Si iscrive a Fisica all’Università di Firenze e scopre presto una passione destinata a cambiarle la vita. Racconterà in seguito di essersi avvicinata all’astronomia quasi per caso, affascinata da una lezione dedicata alle stelle. Si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica. L’anno precedente ha sposato il giovane letterato e insegnante Aldo De Rosa. Resteranno insieme per quasi settant’anni, senza figli ma con una casa sempre piena di gatti e libri.

    Si specializza nell'analisi spettroscopica delle stelle, cioè nello studio della luce che emettono per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche. È un lavoro meticoloso, che richiede anni per vedere i risultati, ma che la appassiona. Pubblica lavori che le aprono le porte della comunità astronomica internazionale, portandola a collaborare con importanti osservatori e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

    Nel 1964 viene nominata direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna in Italia in questo ruolo. Lo trasforma nel tempo in un centro di ricerca di livello internazionale, inserendolo nelle grandi collaborazioni scientifiche europee e mondiali. Tra gli aspetti più innovativi della sua attività c’è il forte sostegno all’astronomia spaziale, che in quegli anni apre nuove possibilità di osservazione dell’universo. Partecipa alle attività scientifiche di missioni come l’International Ultraviolet Explorer (IUE), il telescopio spaziale che consente di osservare il cosmo nelle lunghezze d’onda ultraviolette, invisibili dalla superficie terrestre.

    Non sopporta i confini arbitrari: quelli tra le discipline, tra la scienza e il pubblico, tra ciò che si può dire e ciò che è scomodo. È vegetariana, atea dichiarata e militante per i diritti civili in un'epoca in cui in Italia queste posizioni possono costare care. Firma appelli, partecipa a manifestazioni e dibattiti, scrive su quotidiani generalisti. Qualcuno pensa che questo sminuisca la sua credibilità accademica. Lei pensa il contrario: uno scienziato ha il dovere di partecipare alla vita della società e di contribuire alla diffusione del pensiero critico.

    Con questa convinzione, diventa una grande divulgatrice. Porta l’astronomia nelle case di milioni di italiani, e partecipa alla fondazione del #CICAP, impegnato nella promozione della razionalità e nel contrasto a superstizioni e pseudoscienze. Si arrabbia moltissimo quando per errore i giornalisti la chiamano “astrologa” anziché “astronoma”.

    Muore a Trieste nel 2013, a novantuno anni, lasciando un’eredità non solo scientifica, ma anche culturale e civile. Molti giovani, e soprattutto molte ragazze, hanno scelto di avvicinarsi alla scienza grazie a lei: il riconoscimento a cui teneva di più tra i tanti che ha ricevuto.

    @astronomia

  23. Era famosa per la schiettezza con cui diceva sempre quello che pensava. Margherita Hack è stata una delle figure più riconoscibili dell’astronomia italiana, che ha vissuto con una passione travolgente.

    Margherita nasce nel 1922 da una coppia fuori dal comune: i genitori sono infatti teosofi e vegetariani in un'Italia fascista e cattolica. Questa eredità di pensiero libero e anticonformista l’accompagnerà per tutta la vita.

    Fin da ragazza è piena di energia. Eccelle nel salto in alto e in lungo fino a vincere i campionati universitari, gioca a basket e a pallavolo e, durante la seconda guerra mondiale, percorre lunghi tragitti in bicicletta per rifornire la famiglia di cibo, sfidando i bombardamenti.

    Si iscrive a Fisica all’Università di Firenze e scopre presto una passione destinata a cambiarle la vita. Racconterà in seguito di essersi avvicinata all’astronomia quasi per caso, affascinata da una lezione dedicata alle stelle. Si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica. L’anno precedente ha sposato il giovane letterato e insegnante Aldo De Rosa. Resteranno insieme per quasi settant’anni, senza figli ma con una casa sempre piena di gatti e libri.

    Si specializza nell'analisi spettroscopica delle stelle, cioè nello studio della luce che emettono per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche. È un lavoro meticoloso, che richiede anni per vedere i risultati, ma che la appassiona. Pubblica lavori che le aprono le porte della comunità astronomica internazionale, portandola a collaborare con importanti osservatori e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

    Nel 1964 viene nominata direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna in Italia in questo ruolo. Lo trasforma nel tempo in un centro di ricerca di livello internazionale, inserendolo nelle grandi collaborazioni scientifiche europee e mondiali. Tra gli aspetti più innovativi della sua attività c’è il forte sostegno all’astronomia spaziale, che in quegli anni apre nuove possibilità di osservazione dell’universo. Partecipa alle attività scientifiche di missioni come l’International Ultraviolet Explorer (IUE), il telescopio spaziale che consente di osservare il cosmo nelle lunghezze d’onda ultraviolette, invisibili dalla superficie terrestre.

    Non sopporta i confini arbitrari: quelli tra le discipline, tra la scienza e il pubblico, tra ciò che si può dire e ciò che è scomodo. È vegetariana, atea dichiarata e militante per i diritti civili in un'epoca in cui in Italia queste posizioni possono costare care. Firma appelli, partecipa a manifestazioni e dibattiti, scrive su quotidiani generalisti. Qualcuno pensa che questo sminuisca la sua credibilità accademica. Lei pensa il contrario: uno scienziato ha il dovere di partecipare alla vita della società e di contribuire alla diffusione del pensiero critico.

    Con questa convinzione, diventa una grande divulgatrice. Porta l’astronomia nelle case di milioni di italiani, e partecipa alla fondazione del #CICAP, impegnato nella promozione della razionalità e nel contrasto a superstizioni e pseudoscienze. Si arrabbia moltissimo quando per errore i giornalisti la chiamano “astrologa” anziché “astronoma”.

    Muore a Trieste nel 2013, a novantuno anni, lasciando un’eredità non solo scientifica, ma anche culturale e civile. Molti giovani, e soprattutto molte ragazze, hanno scelto di avvicinarsi alla scienza grazie a lei: il riconoscimento a cui teneva di più tra i tanti che ha ricevuto.

    @astronomia

  24. Era famosa per la schiettezza con cui diceva sempre quello che pensava. Margherita Hack è stata una delle figure più riconoscibili dell’astronomia italiana, che ha vissuto con una passione travolgente.

    Margherita nasce nel 1922 da una coppia fuori dal comune: i genitori sono infatti teosofi e vegetariani in un'Italia fascista e cattolica. Questa eredità di pensiero libero e anticonformista l’accompagnerà per tutta la vita.

    Fin da ragazza è piena di energia. Eccelle nel salto in alto e in lungo fino a vincere i campionati universitari, gioca a basket e a pallavolo e, durante la seconda guerra mondiale, percorre lunghi tragitti in bicicletta per rifornire la famiglia di cibo, sfidando i bombardamenti.

    Si iscrive a Fisica all’Università di Firenze e scopre presto una passione destinata a cambiarle la vita. Racconterà in seguito di essersi avvicinata all’astronomia quasi per caso, affascinata da una lezione dedicata alle stelle. Si laurea nel 1945 con una tesi di astrofisica. L’anno precedente ha sposato il giovane letterato e insegnante Aldo De Rosa. Resteranno insieme per quasi settant’anni, senza figli ma con una casa sempre piena di gatti e libri.

    Si specializza nell'analisi spettroscopica delle stelle, cioè nello studio della luce che emettono per ricavare informazioni sulla composizione chimica e sulle caratteristiche fisiche. È un lavoro meticoloso, che richiede anni per vedere i risultati, ma che la appassiona. Pubblica lavori che le aprono le porte della comunità astronomica internazionale, portandola a collaborare con importanti osservatori e centri di ricerca in Europa e negli Stati Uniti.

    Nel 1964 viene nominata direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, diventando la prima donna in Italia in questo ruolo. Lo trasforma nel tempo in un centro di ricerca di livello internazionale, inserendolo nelle grandi collaborazioni scientifiche europee e mondiali. Tra gli aspetti più innovativi della sua attività c’è il forte sostegno all’astronomia spaziale, che in quegli anni apre nuove possibilità di osservazione dell’universo. Partecipa alle attività scientifiche di missioni come l’International Ultraviolet Explorer (IUE), il telescopio spaziale che consente di osservare il cosmo nelle lunghezze d’onda ultraviolette, invisibili dalla superficie terrestre.

    Non sopporta i confini arbitrari: quelli tra le discipline, tra la scienza e il pubblico, tra ciò che si può dire e ciò che è scomodo. È vegetariana, atea dichiarata e militante per i diritti civili in un'epoca in cui in Italia queste posizioni possono costare care. Firma appelli, partecipa a manifestazioni e dibattiti, scrive su quotidiani generalisti. Qualcuno pensa che questo sminuisca la sua credibilità accademica. Lei pensa il contrario: uno scienziato ha il dovere di partecipare alla vita della società e di contribuire alla diffusione del pensiero critico.

    Con questa convinzione, diventa una grande divulgatrice. Porta l’astronomia nelle case di milioni di italiani, e partecipa alla fondazione del #CICAP, impegnato nella promozione della razionalità e nel contrasto a superstizioni e pseudoscienze. Si arrabbia moltissimo quando per errore i giornalisti la chiamano “astrologa” anziché “astronoma”.

    Muore a Trieste nel 2013, a novantuno anni, lasciando un’eredità non solo scientifica, ma anche culturale e civile. Molti giovani, e soprattutto molte ragazze, hanno scelto di avvicinarsi alla scienza grazie a lei: il riconoscimento a cui teneva di più tra i tanti che ha ricevuto.

    @astronomia

  25. Venerdì al Mausoleo della Bela Rosin di Torino appuntamento #CICAP con Beatrice Mautino: non mancate! 😊

  26. Venerdì al Mausoleo della Bela Rosin di Torino appuntamento #CICAP con Beatrice Mautino: non mancate! 😊

  27. Domani al Mausoleo della Bela Rosin di Torino Stefano Bagnasco presenterà il nuovo libro del #CICAP sull'#astrologia

  28. Domani al Mausoleo della Bela Rosin di Torino Stefano Bagnasco presenterà il nuovo libro del #CICAP sull'#astrologia

  29. Domani al Mausoleo della Bela Rosin di Torino Stefano Bagnasco presenterà il nuovo libro del #CICAP sull'#astrologia

  30. A settembre torna per il terzo anno consecutivo l'iniziativa #CICAP "Stregati dalla Luna", con il tema “Di nuovo tra le stelle”. L'evento si svilupperà su 3 fili conduttori:

    - Scienza e Tecnologia: per capire le sfide del ritorno umano nello spazio.
    - Indagine e Pensiero Critico: per distinguere tra fatti verificati, miti storici e fake news.
    - Cultura e Osservazione: per riscoprire il fascino del cielo notturno con il telescopio.

    Calendario in continuo aggiornamento: cicap.org/stregatidallaluna

  31. A settembre torna per il terzo anno consecutivo l'iniziativa #CICAP "Stregati dalla Luna", con il tema “Di nuovo tra le stelle”. L'evento si svilupperà su 3 fili conduttori:

    - Scienza e Tecnologia: per capire le sfide del ritorno umano nello spazio.
    - Indagine e Pensiero Critico: per distinguere tra fatti verificati, miti storici e fake news.
    - Cultura e Osservazione: per riscoprire il fascino del cielo notturno con il telescopio.

    Calendario in continuo aggiornamento: cicap.org/stregatidallaluna

  32. A settembre torna per il terzo anno consecutivo l'iniziativa #CICAP "Stregati dalla Luna", con il tema “Di nuovo tra le stelle”. L'evento si svilupperà su 3 fili conduttori:

    - Scienza e Tecnologia: per capire le sfide del ritorno umano nello spazio.
    - Indagine e Pensiero Critico: per distinguere tra fatti verificati, miti storici e fake news.
    - Cultura e Osservazione: per riscoprire il fascino del cielo notturno con il telescopio.

    Calendario in continuo aggiornamento: cicap.org/stregatidallaluna

  33. A settembre torna per il terzo anno consecutivo l'iniziativa #CICAP "Stregati dalla Luna", con il tema “Di nuovo tra le stelle”. L'evento si svilupperà su 3 fili conduttori:

    - Scienza e Tecnologia: per capire le sfide del ritorno umano nello spazio.
    - Indagine e Pensiero Critico: per distinguere tra fatti verificati, miti storici e fake news.
    - Cultura e Osservazione: per riscoprire il fascino del cielo notturno con il telescopio.

    Calendario in continuo aggiornamento: cicap.org/stregatidallaluna

  34. A settembre torna per il terzo anno consecutivo l'iniziativa #CICAP "Stregati dalla Luna", con il tema “Di nuovo tra le stelle”. L'evento si svilupperà su 3 fili conduttori:

    - Scienza e Tecnologia: per capire le sfide del ritorno umano nello spazio.
    - Indagine e Pensiero Critico: per distinguere tra fatti verificati, miti storici e fake news.
    - Cultura e Osservazione: per riscoprire il fascino del cielo notturno con il telescopio.

    Calendario in continuo aggiornamento: cicap.org/stregatidallaluna

  35. Sono usciti i due nuovi libri del #CICAP, dedicati ad astrologia e leggende metropolitane. Li presenteremo in anteprima sabato 16 maggio al Salone del Libro di Torino.

    Grazie a Armando De Vincentiis, Paolo Toselli, Andrea De Porti e tutti i coautori.

  36. Instituciones públicas mejoran en publicación de información, pero fallan en accesibilidad y actualización

    Instituciones públicas mejoran en publicación de información, pero fallan en accesibilidad y actualización
    San José, 5 may (elmundo.cr) – La Defensoría de los Habitantes y el Centro de Investigación y Capacitación en Administración Pública (CICAP) de la Universidad [...]

    #CICAP #CostaRica #DefensoríaDeLosHabitantes #MIDEPLAN #ÍndiceDeTransparenciaDelSectorPúblico

    elmundo.cr/costa-rica/instituc

  37. Vertigine, di Beatrice Mautino
    Scopri in Vertigine di Beatrice Mautino come la scienza affronta le malattie rare e le terapie discutibili. Un viaggio umano e scientifico che ti farà riflettere sulla fiducia nella ricerca medica. Imperdibile!
    @tecnologia

    short.staipa.it/qxtgi

    #BeatriceMautino #cicap #Divulgazionescientifica #Libri #SSN #Vertigine 

  38. Vertigine, di Beatrice Mautino
    Scopri in Vertigine di Beatrice Mautino come la scienza affronta le malattie rare e le terapie discutibili. Un viaggio umano e scientifico che ti farà riflettere sulla fiducia nella ricerca medica. Imperdibile!
    @tecnologia

    short.staipa.it/qxtgi

    #BeatriceMautino #cicap #Divulgazionescientifica #Libri #SSN #Vertigine 

  39. Inoltre i due fratelli avrebbero intercettato una foto scattata da una sonda spaziale priva di macchine fotografiche e registrato trasmissioni avvenute quando il silenzio radio indotto dal rientro atmosferico rendeva impossibile comunicare. Per chi vuole approfondire il tema, consiglio il libro “Il mistero dei cosmonauti perduti” (#CICAP, 2013) del mio collega Luca Boschini.

  40. Inoltre i due fratelli avrebbero intercettato una foto scattata da una sonda spaziale priva di macchine fotografiche e registrato trasmissioni avvenute quando il silenzio radio indotto dal rientro atmosferico rendeva impossibile comunicare. Per chi vuole approfondire il tema, consiglio il libro “Il mistero dei cosmonauti perduti” (#CICAP, 2013) del mio collega Luca Boschini.

  41. Inoltre i due fratelli avrebbero intercettato una foto scattata da una sonda spaziale priva di macchine fotografiche e registrato trasmissioni avvenute quando il silenzio radio indotto dal rientro atmosferico rendeva impossibile comunicare. Per chi vuole approfondire il tema, consiglio il libro “Il mistero dei cosmonauti perduti” (#CICAP, 2013) del mio collega Luca Boschini.

  42. Inoltre i due fratelli avrebbero intercettato una foto scattata da una sonda spaziale priva di macchine fotografiche e registrato trasmissioni avvenute quando il silenzio radio indotto dal rientro atmosferico rendeva impossibile comunicare. Per chi vuole approfondire il tema, consiglio il libro “Il mistero dei cosmonauti perduti” (#CICAP, 2013) del mio collega Luca Boschini.

  43. Inoltre i due fratelli avrebbero intercettato una foto scattata da una sonda spaziale priva di macchine fotografiche e registrato trasmissioni avvenute quando il silenzio radio indotto dal rientro atmosferico rendeva impossibile comunicare. Per chi vuole approfondire il tema, consiglio il libro “Il mistero dei cosmonauti perduti” (#CICAP, 2013) del mio collega Luca Boschini.

  44. Perché non vale la pena di discutere con chi dice che non siamo mai stati sulla Luna. Da Query, rivista del #CICAP.

    queryonline.it/2026/01/28/camb

  45. Perché non vale la pena di discutere con chi dice che non siamo mai stati sulla Luna. Da Query, rivista del #CICAP.

    queryonline.it/2026/01/28/camb