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#usoconsapevoledellatecnologia — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #usoconsapevoledellatecnologia, aggregated by home.social.

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  1. Il rischio più grande non è perdere le foto: è farle circolare. In questo video: rischi reali per i minori (bullying, grooming, profili fake), geolocalizzazione anche senza EXIF, riconoscimento facciale, remix/IA; e 6 mosse semplici: togli posizione, album ristretti, post in differita.

    @tecnologia
    youtube.com/watch?v=2O5_40ixNb4

    #privacy #foto #cloud #minori #usoConsapevoleDellaTecnologia #educazioneDigitale

  2. Risposte sicure non sono sempre affidabili: l’IA genera frasi probabilistiche, non “perché sa”.
    In questo video: test a crocette-trappola + matrice di confidenza per decidere quando fidarsi, quando verificare e quando fermarsi.
    @tecnologia
    youtube.com/watch?v=CbXOZWAU_QU

    #IA #usoConsapevoleDellaTecnologia #educazioneDigitale #metodo #bias

  3. Nei commenti vince chi urla, non chi capisce. Ecco perché: rimozione della responsabilità personale, hindsight bias, proiezione, Dunning–Kruger, dissonanza cognitiva e dopamina della rabbia.
    E come uscirne: filtro 30″, domanda - sentenza, regola 1–2–3, strumenti pratici su Facebook/WhatsApp/YouTube.

    Cosa impari:
    youtube.com/watch?v=PxaJEzhWRHE

    #usoConsapevoleDellaTecnologia #social #commenti #salutementale #facebook #whatsapp #HateSpeach

  4. “Se l’è cercata”: bias, rabbia e sentenze facili spiegate bene

    Nei commenti vince chi urla, non chi capisce. Ecco perché: rimozione della responsabilità personale, hindsight bias, proiezione, Dunning–Kruger, dissonanza cognitiva e dopamina della rabbia.
    E come uscirne: filtro 30″, domanda - sentenza, regola 1–2–3, strumenti pratici su Facebook/WhatsApp/YouTube.

    youtube.com/watch?v=PxaJEzhWRHE

    #usoConsapevoleDellaTecnologia #social #commenti #salutementale #facebook #whatsapp #HateSpeach

  5. Attacchi in Italia 2025: cosa significano i numeri (e cosa cambia per noi)

    Scopri cosa c'è dietro agli attacchi informatici del 2025 in Italia. Numeri allarmanti, ma anche consigli pratici per difendersi. Leggi l'articolo e proteggi la tua sicurezza online! ...
    short.staipa.it/pg866  

    #Cybersecurity #Itali #2FA #ACN #attacchiinformatici #Clusit #CSIRTItalia #cybersecurityItalia2025 #databreach #DDoS #PasswordManager #phishing #Privacy #InformEtica #Usoconsapevoledellatecnologia

  6. Domini “AI‑powered” e phishing: come riconoscere i siti‑trappola (con prove reali)   Attenzione! Scopri come riconoscere i siti-trappola creati con l'aiuto dell'IA e evita di cadere in truffe online. Leggi ora! staipa.it/blog/?p=22769&fsp_si

    #2FA #DGA #dominimalevoli #Funnull #IAgenerativa #LabHost #navigazionesicura #PasswordManager #phishing #Privacy #sicurezzadigitale #InformEtica #UsoConsapevoleDellaTecnologia #AI #cybersecurity

  7. Deepfake vocali in Italia: quando la voce non basta (e come non farsi fregare)   Attenzione! Scopri come proteggerti dai cloni vocali e dalle truffe telefoniche in Italia. Leggi le storie vere e i consigli su come difendersi.🔒🔊 ...
    short.staipa.it/j9pd3

    #clonazionevocale #deepfakevocali #IntelligenzaArtificiale #OTP #phishing #Privacy #privacyonline #sicurezzadigitale #truffetelefoniche #vishing #voceclonata #InformEtica #UsoConsapevoleDellaTecnologia #sicurezza #protezione #de

  8. Data Act per persone normali: dal 12/09 cosa puoi chiedere ai tuoi oggetti smart (e al cloud)   Scopri i tuoi nuovi poteri da 12 settembre! Data Act ti permette di controllare i tuoi oggetti smart e il cloud come mai prima. Chiedi i tuoi dati, cambia fornitore senza stress e p...
    short.staipa.it/5q0uz

    #accessoaidati #cloudswitching #dataact #datiiot #GDPR #oggetticonnessi #portabilitàdeidati #Privacy #regolamentoue20232854 #smarthome #InformEtica #UsoConsapevoleDellaTecnologia

  9. De Martino, immagini rubate e smart home: imparare a usare la tecnologia (davvero)   e Truffe Online
    Scopri come proteggere la tua privacy online e evitare spiacevoli sorprese con le tecnologie smart home. Leggi l'articolo su De Martino, immagini rubate e smart home: imparare a usare la tecnologia ...
    short.staipa.it/oaanc

    #educazionedigitale #Phica #Privacy #RevengePorn #StopNCII #Usoconsapevoledellatecnologia #ViolenzaOnline #Notizie #Sicurezza

  10. De Martino, immagini rubate e smart home: imparare a usare la tecnologia (davvero)

    Non è gossip: è sicurezza

    Non faccio la morale: la vicenda è grave e basta. Parliamo di immagini intime sottratte e poi diffuse o vendute online. Chi ruba e chi condivide commette un abuso, sempre e senza distinzione. Qui però voglio ancora una volta concentrare lo sguardo sull’uso consapevole delle tecnologie. Perché non è solo una questione di furti, ma anche una questione di scarsa protezione. Con questo ovviamente non si vuole dare la colpa alle vittime, che di colpa non ne hanno, ma educare a un certo tipo di attenzione che non è molto distante da quella di chiudere la porta di casa o chiudere l’auto quando ci si allontana ma che spesso viene ignorata o semplicemente non conosciuta.

    Negli ultimi giorni abbiamo visto il caso di Stefano De Martino: un video privato, catturato dal sistema di videosorveglianza della casa della compagna, è finito online e ha innescato indagini su più fronti, fino a tirare in ballo anche un sito che proponeva video e accessi a telecamere compromesse. E per accessi intendo proprio le informazioni necessarie a collegarsi quando si vuole a una webcam privata di qualcuno e spiarlo.
    Non serve aggiungere altro per capire la portata del problema. Se ci chiediamo che cosa c’entra con casa nostra, la risposta è semplice: se per accenderlo o vederlo usiamo un’app, se sulla scatola c’è scritto Wi‑Fi/Bluetooth/Ethernet o se, al primo avvio, ci chiede di creare un account, allora quell’oggetto è online. Dove si vede? Nella scheda prodotto e nel manuale verifichiamo se è richiesto l’uso di un’app, se i dati passano dal cloud, se la connessione è Wi‑Fi/Bluetooth/Ethernet e se serve creare un account. Se queste informazioni non sono spiegate in modo semplice e visibile, è probabile che poi configurazione e assistenza risultino complicate.

    La smart home non è neutra

    La casa “intelligente” non è neutra: telecamere, serrature smart, tapparelle, citofoni, luci, termostati, robot aspirapolvere sono micro‑computer collegati a Internet. Se li usiamo con leggerezza, diventano la porta di servizio per chiunque.

    La prima cosa da mettere in chiaro è il perimetro delle responsabilità. Le persone coinvolte hanno diritto a tutela e a non vedere diffusi contenuti privati. Chiunque venga a conoscenza, anche indirettamente, di questi contenuti ha un dovere semplice: non condividere. E, quando è possibile farlo in sicurezza, segnalare e denunciare attraverso i canali ufficiali (piattaforma, provider, Polizia Postale, Garante). Condividere è un gesto che fa danno, alimenta un mercato, e può essere perseguibile. Detto questo, il mio lavoro è spingere su prevenzione e competenza: ridurre la probabilità che un dispositivo domestico diventi un problema.
    Le regole in fondo sono semplici ma vanno conosciute. Domanda tipica: “Come capisco se ho già in casa oggetti smart?” — Apriamo lo smartphone e cerchiamo le app dei dispositivi (telecamera, citofono, serratura, elettrodomestico). Se l’oggetto si controlla da lì, è connesso. Apriamo l’app e verifichiamo Utenti/Condivisione, Notifiche, Aggiornamenti.

    Prima dell’acquisto: scegliere bene

    Per capirlo, è bene fare così: aprire la pagina ufficiale del prodotto (e la scheda del negozio) e cercare subito “Sicurezza/Privacy/Aggiornamenti”. Leggere nero su bianco per quanti anni di aggiornamenti è garantito il dispositivo. Verificare se l’app e l’account prevedono autenticazione a due fattori (2FA) e se lo streaming è descritto con “TLS/HTTPS”, “SRTP” o “crittografia end‑to‑end”. Accertarsi che si possa disattivare, se presente, l’accesso cloud e usare registrazione locale (“NVR”, “microSD cifrata”, “NAS”): significa che i dati possono restare in casa. Per le telecamere cercare ONVIF; per la domotica termini come Matter, Thread, Zigbee e Z‑Wave non sono marche: sono standard/protocolli per la casa connessa (in gran parte aperti), pensati per l’interoperabilità e con meccanismi di sicurezza; compatibilità e sicurezza però dipendono da certificazione, implementazione e aggiornamenti dei dispositivi. Meglio scegliere prodotti con registro eventi (log) consultabile e manuale in PDF pubblico. Infine, verificare dove stanno i dati e dove ha sede l’azienda: server in UE e sede legale chiara sono preferibili. Se queste informazioni non si trovano facilmente su scheda prodotto, FAQ o manuale, meglio cambiare marca. Se si acquista online, aprire anche le sezioni Scheda tecnica e Domande e risposte: è un buon segno trovare riferimenti a 2FA, aggiornamenti e manuale in PDF. Se la pagina è povera, il marchio è generico o l’app del prodotto sembra una copia di un’altra app, è prudente evitare.

    Installazione consapevole: dal router alle password

    Prima cosa: cambiare le password di fabbrica con credenziali lunghe e uniche.

    “Come si cambiano le password?” — Nel manuale deve essere indicato. Se non c’è una procedura chiara, è già un campanello d’allarme sulla qualità del prodotto.

    L’autenticazione a due fattori (2FA) va attivata sia sull’account del produttore sia sull’e‑mail collegata. “Come si fa la 2FA?” — Nell’app o nel sito del produttore cercate Sicurezza/Autenticazione a due fattori (se presente). Si tratta dello stesso tipo di accesso che usano le banche, con una conferma via SMS o con un codice segreto da inserire. Si sceglie SMS (più semplice) o app autenticatore (più sicura), si inquadra il QR e si salvano i codici di recupero su carta o in un gestore di password.

    Firmware e app vanno aggiornati: attivate Aggiornamenti automatici (se presenti; di solito in Impostazioni > Aggiornamenti/Firmware). Se non esiste l’opzione, fate un controllo una volta al mese, o cambiate prodotto.

    Se non serve vedere le immagini fuori casa, disattivate, se presente, l’accesso remoto e lasciate lo streaming solo in LAN (cioè nella rete di casa). Se presenti, abilitate gli avvisi di nuovo dispositivo/login e le notifiche di accessi sospetti nell’app (Impostazioni > Notifiche): vi accorgete subito di movimenti anomali.

    Per i salvataggi, preferite NVR o microSD cifrata (se supportata). Quando cedete o buttate una telecamera, inizializzate (formattate) la memoria (dal menu del dispositivo) e eseguite un reset ai dati di fabbrica.

    In generale poi chiedetevi: mi serve davvero avere una telecamera dentro casa? Non basta averla all’esterno? E se davvero mi serve in casa, mi serve proprio in quella determinata stanza? Posso spegnerla quando sono in casa?

    Postilla — Alcune telecamere non hanno una password propria: si usano solo tramite app con sistemi di accoppiamento (ID/P2P, codice, QR; P2P = collegamento diretto tramite i server del produttore). In questi casi la sicurezza dipende dall’account dell’app e dallo smartphone: 2FA obbligatoria sull’account, blocco schermo sullo smartphone con PIN/biometria, app aggiornate. Nella sezione Condivisione dispositivo/Device Sharing verificate chi ha accesso e rimuovete nomi sconosciuti; disattivate eventuali link di condivisione permanenti. Se l’app mostra “Dispositivi collegati” o “Sessioni attive“, eliminate quelle che non riconoscete e rigenerate eventuali codici di accoppiamento.

    Gli errori che aprono la porta

    I principali errori che ci mettono in pericolo nascono quando riutilizziamo la stessa password ovunque (magari “NomeCane123”), quando inquadriamo al volo un QR o clicchiamo un link “di assistenza” arrivato via messaggio che in realtà è phishing (short.staipa.it/6jn66) e consegna le credenziali del cloud del produttore, quando lasciamo la telecamera esposta su Internet “per comodità” con una porta aperta sul router, o quando installiamo app non ufficiali che pretendono l’accesso totale allo stream o all’account. Non serve un attacco hollywoodiano: basta questo automatismo. Su piccole abitudini quotidiane che, senza accorgercene, bucano la nostra privacy, ho raccolto esempi e rimedi in Modi in cui violiamo la nostra privacy ogni giorno (short.staipa.it/lg53w)

    Se succede, il rimedio d’emergenza è semplice e concreto: cambiamo subito la password; disattiviamo l’UPnP, se presente (è l’apertura automatica delle porte del router); chiudiamo eventuali porte aperte sul router (cioè accessi dall’esterno); apriamo l’app del dispositivo e, se presenti, controlliamo Condivisioni/Utenti e Sessioni attive; infine verifichiamo che siano attivi gli aggiornamenti automatici e la verifica in due passaggi (2FA). Alcuni di questi passaggi possono essere un po’ tecnici, ma almeno attivare gli aggiornamenti automatici, e la verifica 2FA dovrebbe essere alla portata di tutti, seguendo il manuale del dispositivo. Se siete tra quelli che non leggono mai le istruzioni… beh, mi dispiace per voi.

    Perché sul web compaiono webcam “aperte” (e perché non servono ‘trucchi da hacker’)

    Non servono “pirati informatici”: spesso basta la cattiva configurazione. Molte interfacce delle telecamere e di altri oggetti smart espongono pagine standard su Internet; i motori di ricerca generalisti e quelli che indicizzano dispositivi le trovano da soli, senza che nessuno debba “cercare trucchi”. È un problema noto da anni (ne parlava già Paolo Attivissimo quasi dieci anni fa (https://short.staipa.it/0jtou) e purtroppo è ancora attuale. Non scrivo come si fa, per ovvi motivi: è irresponsabile e, in molti casi, è reato.

    Che cosa deve fare una persona normale? — Se temiamo che una nostra webcam sia raggiungibile dall’esterno, la prima mossa è spegnere, se presente, l’accesso remoto nell’app. Poi cambiamo utente e password della telecamera (non solo la password), aggiorniamo il firmware e, quando possibile, spostiamo la registrazione in locale (NVR (registratore di rete) o microSD cifrata). Infine chiediamo a un tecnico di fiducia di verificare dall’esterno, in modo lecito, che la telecamera non sia visibile da Internet e che non esistano regole di inoltro attive sul router senza motivo.

    Gli aggiornamenti software che alcuni temono, servono proprio a quello: quando le aziende scoprono vulnerabilità nei propri prodotti li aggiornano e li fanno aggiornare ai propri utenti. Le aziende serie.

    Questo tema l’ho affrontato in maniera specifica anche in Possono spiarmi dalla webcam? (short.staipa.it/11q9a)

    Oltre le telecamere: serrature, tapparelle, citofoni

    Con serrature smart, quello che conta è che i dati siano cifrati a riposo, che esista un registro degli accessi e che si possano creare chiavi digitali da revocare in un attimo: tradotto, vediamo chi è entrato e possiamo togliere l’accesso a chi non deve più averlo. I moduli economici per tapparelle e altri attuatori, a volte espongono su Internet una paginetta senza password: in quel caso bisogna saper smanettare sul router per metterli in sicurezza e non è una cosa da tutti, meglio acquistare prodotti più costosi ma sicuri. Con citofoni e video‑doorbell capita che passino da sistemi P2P proprietari o da app “clone”: la domanda giusta è sempre dove passano i video e dove vengono salvati. Ricordiamoci che il router è il cuore di tutto (se è vecchio, meglio sostituirlo) e che un NAS (disco di rete) mal configurato può trasformarsi in un archivio “aperto” senza che ce ne accorgiamo.

    In pratica, dove guardiamo nell’app? Per le serrature cerchiamo, se presenti, le sezioni Utenti/Chiavi e Log per vedere chi ha accesso e quando, e per revocare gli inviti; per tapparelle e moduli controlliamo se l’interfaccia web chiede una password e, se non la prevede, isoliamo il dispositivo in rete ospite; per citofoni e video‑doorbell cerchiamo Archiviazione/Cloud e Accesso remoto (se presenti): se l’accesso da fuori non serve lo disattiviamo, se serve lo lasciamo attivo ma con verifica in due passaggi (2FA).

    Se è già successo

    La tentazione di “trattare” con chi minaccia è fortissima. Ma, salvo indicazioni legali precise, non pagare, pagare non risolve il problema perché è sempre possibile che poi chiedano altri soldi, e altri ancora. Quando entra in gioco il ricatto (anche se qui non parliamo di “cam girl” reali o finte ma di immagini intime sottratte), i meccanismi sono quelli della sextortion: ho spiegato come funziona e cosa fare qui: (short.staipa.it/09o1z) Metti al sicuro le prove (screenshot con URL e orario, ID degli account, copie dei file), presentare denuncia, avvisare il fornitore del dispositivo passando da canali sicurezza e cambiare tutte le password collegate. Dove possibile, chiedere la rimozione dei contenuti e usare strumenti come StopNCII (https://stopncii.org/) per impedire ripubblicazioni automatiche sulle piattaforme. Sul Commissariato di PS (https://www.commissariatodips.it/segnalazioni/segnala-online/index.html) la sezione Segnala online consente di inviare una segnalazione con descrizione e allegati (screenshot completi di URL e orario). Sul sito del Garante Privacy (https://www.garanteprivacy.it/home/modulistica-e-servizi-online) si trovano i moduli per segnalazioni/reclami: utili quando si chiede rimozione o deindicizzazione di contenuti che trattano dati personali.

    Chiusura: imparare a usare la tecnologia

    Non demonizziamo la smart home: può essere utile e comoda. Ma non è a prova di leggerezza. La tecnologia chiede cura. Il messaggio che porto da anni è questo: impariamo a usarla, perché l’ignoranza tecnologica non è mai neutra. E quando parliamo di casi come questo, ricordiamoci sempre che la responsabilità penale e morale ricade su chi accede abusivamente e su chi diffonde: a noi resta il dovere di proteggere, con metodo, gli strumenti che mettiamo nelle nostre case.

    Link rapidi utili

    Per attivarsi subito:

    Se cerchi ulteriori informazioni su come proteggere la tua privacy online trovi molti articoli qui: short.staipa.it/c1hus o puoi chiedermi di organizzare per la tua associazione una conferenza sull’argomento: https://short.staipa.it/eylfi 

    #educazioneDigitale #Phica #Privacy #RevengePorn #StopNCII #UsoConsapevoleDellaTecnologia #ViolenzaOnline

  11. Phica, “Mia Moglie” e l’idiozia digitale: quando la violenza diventa autogol tecnologico   e Truffe Online
    Una riflessione su violenza e idiozia digitale nell'era del consentimento e della tracciabilità online. Leggi per scoprire come ogni azione digitale lascia tracce e quali sono le r...
    short.staipa.it/dv09k

    #educazionedigitale #MiaMoglie #Phica #Privacy #RevengePorn #Sessismo #StopNCII #Usoconsapevoledellatecnologia #ViolenzaOnline #Notizie #Sicurezza

  12. Phica, “Mia Moglie” e l’idiozia digitale: quando la violenza diventa autogol tecnologico

    C’è poco da girarci intorno: non è goliardia, non è satira, non è “solo internet”. È violenza. E, insieme, è idiozia digitale. Negli ultimi giorni ho visto l’ennesima ondata di sessualizzazione non consensuale di immagini di donne, condita da migliaia di commenti complici. Chi minimizza fa parte del problema. Punto.

    Questa storia, però, dice qualcosa di più ampio. Da anni ragiono sull’orbita dell’emancipazione che deraglia quando la cultura si piega a logiche di potere e umiliazione (short.staipa.it/ye0st). Ho analizzato il peso spropositato delle piattaforme e delle infrastrutture private nelle nostre vite (short.staipa.it/c1hus) e la sottovalutazione collettiva degli abusi informativi che chiamiamo con leggerezza “dossieraggi” (short.staipa.it/hcy4u). E ho provato a usare il sexting come occasione pratica per conoscere meglio lo smartphone e i suoi meccanismi, invece che come spauracchio moralista (short.staipa.it/5vfs7).

    Ecco: tutte queste cose si incontrano qui.

    L’altra faccia della medaglia: l’autodenuncia permanente

    Oltre a essere immorale e –in molti casi– illegale (art. 612‑ter c.p., “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”), questa pratica è tecnicamente suicida per chi la mette in piedi e per chi vi partecipa. Non servono James Bond né super‑hacker; basta il funzionamento ordinario della rete nel 2025.

    Un sito ha sempre un’origine tecnica e amministrativa: domini registrati, hosting con contratti e fatture, CDN con log; gli IP di origine non scompaiono perché lo desideriamo. La monetizzazione lascia scie: account pubblicitari, circuiti di pagamento, ricevute. Gli strumenti di analisi (analytics) raccolgono orari, indirizzi IP, impronte del browser. Gli account “usa e getta” non lo sono: nomi ricorrenti, avatar riciclati, orari di accesso che coincidono su più piattaforme incollano identità come colla epossidica.

    I file parlano: metadati EXIF, pattern di compressione, nomi e versioni. E anche quando ripuliamo, rimangono copie ovunque: backup automatici del server e del cloud, cache dei motori di ricerca, istantanee su archivi pubblici, repliche/mirror non autorizzati, screenshot degli utenti. Se gira denaro –donazioni, affiliate, abbonamenti– passiamo da procedure KYC (verifica dell’identità) che chiedono identità verificata. E poi ci sono le correlazioni temporali: accessi da casa, in ufficio, al bar sotto casa; le sequenze orarie collegano punti che credevamo separati. Anche l’uso di una VPN non rende invisibili, al massimo sposta il problema di due metri.

    Traduzione secca: chi costruisce, alimenta o partecipa a questi spazi produce da sé una quantità smodata di prove. Non è furbizia: è un autogol.

    Postilla (mentre scrivo). Mentre scrivo, su Google Immagini, sapendo cosa cercare, è ancora possibile vedere molte delle immagini provenienti da Phica nonostante il sito sia chiuso: cache, copie e ripubblicazioni sono tra le tante tracce che restano.

    Post-postilla (mentre pubblico). Google è un motore di ricerca tutto sommato sicuro sotto certi punti di vista (e così anche Bing, o duckduckgo, Yahoo e altri) e ora queste immagini sono state rimosse anche dalle ricerche, probabilmente su spinta delle autorità, ma quanti possono essere i motori di ricerca o i siti che non si comportano in questo modo? Quante le persone o siti che hanno salvato una copia di tutto o parte del materiale?
    Uno di questi strumenti l’ho consigliato più volte su questo stesso sito nell’analisi delle Fake News e considerato il suo scopo… c’è ancora molto di visibile lì.

    Che cosa questa vicenda dice del nostro rapporto con la tecnologia

    Qui entra il mio lavoro sull’uso consapevole delle tecnologie. Non propongo proibizionismi, lo dico da tempo. Dico un’altra cosa: ogni azione digitale crea copie, metadati e traiettorie. Chi subisce ha il diritto di essere protetto; chi agisce ha il dovere di sapere che la rete non dimentica.

    In pratica, torno alla lezione del mio pezzo sul sexting: conoscere gli strumenti è la prima difesa. Le foto scattate dai telefoni spesso contengono geolocalizzazione, finiscono in backup automatici su iCloud, Google Foto, OneDrive; cancellare dal rullino non equivale a cancellare dal cloud. Le chat cifrate proteggono una volta arrivate a destinazione, non impediscono screenshot o salvataggi sul dispositivo del destinatario. I gruppi “chiusi” non esistono: esistono cerchie di fiducia che cambiano nel tempo. Se ignoriamo questi meccanismi, facciamo male due volte: a chi subisce e –in prospettiva– anche a noi stessi.

    Una precisazione necessaria: rendere le vittime consapevoli serve, ma ha un’utilità relativa. Gli unici veri colpevoli sono quelli che scattano e soprattutto quelli che condividono e quelli che alimentano la diffusione. L’alfabetizzazione di chi subisce aiuta a proteggersi, ma non sposta il baricentro della responsabilità. Ha

    senso, invece, lavorare anche sulla consapevolezza di chi condivide: spiegare quante prove e tracce produce ogni gesto (accessi, log, pagamenti, profili collegati), e quanto sia semplice rintracciarli. Se questo messaggio funziona da deterrente, tanto meglio: quando arriva quel pruritino alle dita, si cancellano le immagini e ci si rimette le mani in tasca.

    “È solo ironia”, “le foto erano pubbliche”, “non c’è reato”: facciamo chiarezza

    No. La satira non è umiliazione seriale. “Pubblico” non significa licenza a sessualizzare o a diffondere senza consenso, e il fatto che qualcosa sia “tecnicamente possibile” non lo rende lecito. In presenza di materiale intimo o sessualmente esplicito, la cornice penale e civile esiste; e in molti contesti bastano partecipazione e concorso (moderazione, commenti, ripubblicazione) per rispondere delle conseguenze.

    E adesso, concretamente

    Quando capita –e purtroppo capita– la prima mossa non è scrivere ai gestori chiedendo “per favore rimuovete”. La prima mossa è mettere al sicuro le prove (screenshot con URL e orario, link, copie dei contenuti) e attivare i canali ufficiali: piattaforma, provider, forze dell’ordine. In parallelo, supporto psicologico e legale: nessuno deve restare solo.
    Se questi siti esistono e durano anni è perché nessuno li denuncia Phica era attivo da più di venti anni. Venti anni per Internet significa generazioni intere di utenti, possibile che nessuno in due decenni abbia avuto la decenza di segnalare la cosa, o anche solo di avvisare uno dei tanti personaggi famosi coinvolti? Non voglio sminuire le mogli sconosciute, è chiaro che loro sarebbe stato difficile avvisarle, ma i volti noti? La polizia postale? Venti anni. Venti.

    Una chiosa, a muso duro

    L’ignoranza tecnologica non è neutra: fa danni. A chi viene colpito, prima di tutto. Ma anche a chi crede di potersi nascondere dietro un nickname e due trucchi da forum. Basta con la favola che “online siamo tutti anonimi”. Non lo siamo, e resta tutto lì fino a quando è ora di scoprirlo.

    Cornice legale essenziale e per ignoranti in materia come me

    • Art. 612‑ter c.p. – Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti: punisce chi, dopo averli realizzati o sottratti, invia/consegna/cede/pubblica o diffonde contenuti destinati a rimanere privati senza consenso (reclusione 1–6 anni + multa €5.000–€15.000), e chi li ridiffonde per arrecare nocumento. Aggravanti se commesso da coniuge/ex o mediante strumenti informatici/telematici; procedibilità a querela entro 6 mesi (remissione solo processuale), d’ufficio nei casi aggravati.
    • Art. 110 c.p. – Concorso di persone nel reato: moderazione complice, commenti e ripubblicazioni possono integrare concorso.
    • Art. 595 c.p. – Diffamazione: quando non vi sia materiale esplicito ma sessualizzazione/umiliazione dell’immagine altrui.
    • Art. 167 e 167‑bis Codice Privacy: trattamento/diffusione illecita di dati personali, specie se su larga scala.
    • Digital Services Act (DSA) – applicazione generale dal 17 febbraio 2024: obblighi di notice‑and‑action, cooperazione con autorità e gestione dei contenuti illegali per piattaforme e hosting. https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/digital-services-act

    Link utili in queste situazioni

    Per chi invece si stesse chiedendo “Ma come faccio a denunciare”? Oddio, non so come muovermi, ecco un po’ di link utili.

    #educazioneDigitale #MiaMoglie #Phica #Privacy #RevengePorn #Sessismo #StopNCII #UsoConsapevoleDellaTecnologia #ViolenzaOnline

  13. Il fallimento della scuola nell’educazione alla tecnologia

    #GiuseppeValditara #Ministrodellistrruzione #Usoconsapevoledellatecnologia #Cultura #Polemipolitica #Uso consapevole della tecnologia
    La scuola vietare gli smartphone, ma si perde un'opportunità educativa. L'articolo critica questa scelta, sottolineando l'importanza di educare anziché vietare. La tecnologia non è il nemico, ma va compresa e gestita. La scuola dovrebbe formare cittadini critici e responsa...
    short.staipa.it/sdev5

  14. Il fallimento della scuola nell’educazione alla tecnologia

    Valditara vieta lo smartphone a scuola? Un grave errore Apri su YouTube

    Il 16 giugno 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha emanato una nuova circolare (prot. 3392) che estende anche alle scuole superiori il divieto generalizzato dell’uso degli smartphone durante l’orario scolastico. Firmata dal ministro Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara. La motivazione è chiara e apparentemente condivisibile: «alla luce degli effetti negativi, ampiamente dimostrati dalla ricerca scientifica, che un uso eccessivo o non corretto dello smartphone può produrre sulla salute e il benessere degli adolescenti e sulle loro prestazioni scolastiche».
    Eppure, dietro questo apparente buon senso si cela un fallimento educativo profondo.

    Un passo indietro, non avanti

    In una società sempre più digitale, dove lo smartphone è uno strumento quotidiano, culturale, professionale e comunicativo, vietarne l’uso senza affrontarne i meccanismi equivale a tappare una falla con un cartello: “Non guardare qui”.
    La scuola dovrebbe essere il luogo dove si impara a convivere con la tecnologia, a comprenderne le logiche, i rischi, le opportunità. E invece, si sceglie la via più semplice: vietare, nascondere, rimuovere.
    Il risultato? Gli studenti useranno comunque gli smartphone. Solo fuori dal controllo educativo e senza strumenti critici per farlo in modo consapevole.

    Quando la scuola abdica

    La circolare stessa ammette che l’uso problematico dello smartphone è «associato a un peggiore rendimento scolastico» (Rapporto ISTISAN 23-25), che «oltre il 25% degli adolescenti» ne soffre in modo patologico, e che l’OMS e l’OCSE ne denunciano la pericolosità.
    Benissimo. Ma se un ragazzo avesse problemi con l’alimentazione, lo si lascerebbe senza cibo o gli si insegnerebbe a nutrirsi in modo sano?

    Invece di educare all’uso, si rinuncia all’educazione stessa.
    Invece di insegnare a gestire, si preferisce ignorare, vietare, delegare.

    La delega al nulla

    E a chi viene demandata l’educazione all’uso consapevole dello smartphone? Ai genitori, che nella maggior parte dei casi non hanno gli strumenti culturali o tecnici per affrontare il tema. Anzi, spesso sono loro stessi vittime di un uso compulsivo del digitale, tra scroll infiniti e notifiche costanti.
    L’effetto è una generazione lasciata sola di fronte a uno strumento potentissimo, senza mappe né bussole.

    La tecnologia non è il nemico

    Vietare lo smartphone a scuola perché può creare dipendenza è come vietare la parola perché qualcuno può mentire.
    La tecnologia non è il nemico. Il nemico è l’analfabetismo digitale, il vuoto educativo, l’assenza di dialogo e di strumenti critici.
    Uno smartphone può essere fonte di distrazione, certo, ma anche uno strumento per imparare, esplorare, creare, collaborare. Basta insegnarlo.

    La scuola che serve

    La scuola che ci serve non è quella che nasconde gli strumenti del presente, ma quella che forma cittadini capaci di usarli in modo critico e responsabile.
    Una scuola che:

    • introduce laboratori di educazione digitale fin dalle medie;
    • affronta con lucidità e competenza i rischi di dipendenza;
    • insegna come funziona un algoritmo, come si gestisce la privacy, come riconoscere una fake news;
    • mostra che lo smartphone può essere anche un alleato, se si impara a dominarlo.

    Io ringrazio ancora ogni giorno il mio professore di tecnologia che nei primi anni novanta, alle medie, ci insegnava ad utilizzare il computer, ci spiegava il funzionamento delle tecnologie rendendoci pronti ad affrontare il futuro. In larga parte ciò che sono oggi lo devo anche alla sua lungimiranza.

    La circolare del 16 giugno 2025 segna un passo falso.
    Non perché ignori un problema reale, ma perché sceglie la scorciatoia del divieto, invece della strada lunga ma necessaria dell’educazione. Perché mostra come il nostro sistema educativo sia inadeguato e obsoleto.

    Come sempre, quando la scuola abdica al suo ruolo formativo, a rimetterci non è solo lo studente. È la società intera.

    A tal proposito ricordo la disponibilità delle mie due conferenze “Uso consapevole delle tecnologie” (https://short.staipa.it/pkaql) e “Cosa fanno gli adolescenti sullo smartphone che voi dovreste sapere” (https://short.staipa.it/010nw)

    m_pi.aoodpit.registro_ufficiale(u).0003392.16-06-2025_(2)_uso_cellulariDownload

    #giuseppeValditara #ministroDellistrruzione #usoConsapevoleDellaTecnologia

  15. Meta: l'uso dei nostri dati nell'IA grazie al tacito consenso Scopri come Meta sta usando i tuoi dati per migliorare l'IA, senza chiedere il tuo consenso. Leggi per capire perché dovremmo preoccuparci di questa pratica e cosa possiamo fare al riguardo.
    short.staipa.it/zv0ob

    #Dati #Facebook #IA #Instagram #Meta #MetaAI #Privacy #WhatsApp #CriticalThinking #UsoConsapevoleDellaTecnologia

  16. Sul recente sondaggio e collaborazioni
    Grazie ai miei lettori per il sondaggio! Scopriamo insieme quali sono i temi di maggiore interesse: sicurezza, truffe, privacy e IA. Leggi le risposte più comuni e i miei commenti su cosa potrebbe interessarti di più. Buona lettura!
    short.staipa.it/bxuxi

    #Divulgazione #IntelligenzaArtificiale #SocialNetwork #Sondaggio #Usoconsapevoledellatecnologia #Interviste #Stefano

  17. Piccolo sondaggio per i miei lettori e collaborazioni
    Ciao a tutti! Ho bisogno del vostro aiuto per un veloce sondaggio anonimo sulle tecnologie. Se avete un attimo, compilatelo qui: short.staipa.it/test1 Grazie mille! ❤
    short.staipa.it/ysl7r

    #Divulgazione #IntelligenzaArtificiale #SocialNetwork #Sondaggio #Usoconsapevoledellatecnologia #Interviste #Stefano

  18. “MA STIAMO IMPAZZENDO?" un tizio che non conosce l'IA la demonizza a priori artificiale
    Un professore critica l'uso dell'Intelligenza Artificiale a scuola, ma non considera i suoi benefici. L'IA può personalizzare l'apprendimento, fornire supporto e migliorare l'istruzione. Leggi di più su come ...
    short.staipa.it/pdsag

    #CriticalThinking #IntelligenzaArtificiale #Lafisicachecipiace #PensieroCritico #scuola #Usoconsapevoledellatecnologia #VincenzoSchettini #Intelligenza

  19. L'illusione del controllo: la tecnologia ci fa sentire onnipotenti, ma a che costo? La tecnologia ci fa sentire onnipotenti, ma a che costo? Scopri come stiamo perdendo competenze essenziali e connessioni reali nel mondo digitale. Riscopri l'equilibrio tra tecnologia e umanità p...
    staipa.it/blog/lillusione-del-

    #analogicoVSdigitale #Tecnologia #Usoconsapevoledellatecnologia

  20. Quantum Computing: La "Nuova" Frontiera della Scienza e della Tecnologia staipa.it/blog/quantum-computi

    Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia sta accelerando a un ritmo quasi vertiginoso, e il quantum computing rappresenta una delle rivoluzioni più attese, non che sia pe...

    #Futuro #informatica #IntelligenzaArtificiale #quantico #QuantumComputing #Tecnologia #Usoconsapevoledellatecnologia

  21. Intelligenza Artificiale e Accessibilità: Promesse e Sfide di un Futuro Inclusivo staipa.it/blog/intelligenza-ar

    L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo dell'accessibilità, aprendo nuove possibilità per milioni di persone con disabilità. Come sempre, ogni innovazione porta c...

    #bci #disabilità #IA #Inclusività #IntelligenzaArtificiale #Usoconsapevoledellatecnologia

  22. Il ruolo dello snobismo della matematica nelle Fake News staipa.it/blog/il-ruolo-dello-

    Negli ultimi anni assistiamo tra le varie "cattiverie" dei social a un fenomeno di grammarnazi che provano profondo piacere nell'offendere chi manca una h, un accento, o una coniugazione verbale. Non importa se questo avvenga a c...

    #Aritmetica #FakeNews #Grammarnazi #Matematica #Scienza #Usoconsapevoledellatecnologia

  23. La tua cattiveria staipa.it/blog/la-tua-cattiver

    Sempre di più, sempre più spesso si stanno ripetendo eventi di questo genere in rete. Si tratta di Cyberbullismo. Non è molto diverso da quello di cui ho parlato in passato (short.staipa.it/4bdv2) e sui cui temi, per chi lo volesse, propongo anche qualche evento su chiamata (https://sho...

    #Bullismo #Cyberbullismo #haters #PensieroCritico #Social #Suicidio #Usoconsapevoledellatecnologia

  24. Uso consapevole dei social network staipa.it/blog/uso-consapevole

    La percezione della realtà sui social network è un tema di grande attualità e importanza, che merita una riflessione approfondita. Sempre di più in una società in cui tutto spinge alla fruizione delle notizie attraverso i social. I giornali ormai vengono i...

    #analfabetismofunzionale #Boomers #Complottismo #FakeNews #SocialNetwork #Usoconsapevoledellatecnologia

  25. Realtà Virtuale e Aumentata: Applicazioni nella Vita di Tutti i Giorni staipa.it/blog/realta-virtuale

    La realtà virtuale (RV) e la realtà aumentata (RA) sono due tecnologie all'avanguardia che stanno trasformando il modo in cui viviamo e interagiamo con il mondo digitale. Mentre queste tecnologie erano inizialme...

    #MixedReality #realtàaumentata #Realtàvirtuale #Usoconsapevoledellatecnologia

  26. L'Etica nell'Intelligenza Artificiale staipa.it/blog/letica-nellinte

    L'Intelligenza Artificiale è una forza trainante della trasformazione tecnologica nel mondo moderno, rivoluzionando settori come la medicina, l'automazione, l'industria e molti altri. Ma con il potere dell'IA emergono anche importanti questioni etiche. Bias nei Dati

    Uno ...

    #Bias #Etica #IA #IntelligenzaArtificiale #Privacy #Usoconsapevoledellatecnologia

  27. L'Impatto dell'Intelligenza Artificiale nella Medicina
    #IA #IntelligenzaArtificiale #Medicina #ricercamedica #Usoconsapevoledellatecnologia
    staipa.it/blog/limpatto-dellin

    L'Intelligenza Artificiale tra gli altri settori sta rivoluzionando anche quello medico in modi straordinari. Da un lato, sta migliorando la diagnosi e il trattamento delle malattie, rendendo la medicina più precisa ed efficiente. Dall'a...

  28. I miti sull'intelligenza artificiale staipa.it/blog/i-miti-sullinte

    Dopo aver introdotto il concetto di Intelligenza Artificiale nell'articolo "Introduzione all’intelligenza artificiale – Che cos’è l’intelligenza artificiale e come viene utilizzata nella vita quotidiana" (short.staipa.it/nh6io) è il momento di parlare...

    #FakeNews #IA #IntelligenzaArtificiale #LeggendeMetropolitane #Miti #Usoconsapevoledellatecnologia

  29. Introduzione all'intelligenza artificiale - Che cos'è l'intelligenza artificiale e come viene utilizzata nella vita quotidiana staipa.it/blog/introduzione-al

    Negli ultimi articoli mi è capitato più volte di parlare di Intelligenza Artificiale, è un tema che ho spesso dato per sco...

    #IA #IntelligenzaArtificiale #Usoconsapevoledellatecnologia

  30. Come riconoscere una Fake News?

    Quello che vorrei fare è raccogliere una certa quantità di strumenti in una serie di articoli.
    Non saranno difficili da leggere, e avranno un target non eccessivamente tecnico.
    Lo scopo è rendere i lettori via via più in grado di rendersi autonomi nel distinguere con la propria testa se una notizia possa essere affidabile o meno. Usando pensiero critico.

    staipa.it/blog/come-riconoscer

    #FakeNews #InformEtica #debunking #usoconsapevoledellatecnologia #pensierocritico

  31. #presentazione io sono su Mastodon da poco, ho un blog (www.staipa.it) su cui mi occupo di divulgazione informatica, #usoconsapevoledellatecnologia, ma ci metto anche riflessioni personali, racconti e in passato qualche poesia.
    In genere cose impegnate dal punto di vista sociale.
    Vorrei nel mio piccolo lasciare il mondo un po' meglio di come l'ho trovato

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