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#saggio — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #saggio, aggregated by home.social.

  1. una macchina di effetti (fondazione primoli, 2018; the reappearing pheasant, 2022; scritture complesse, 2025)

    Il contributo personale che ho potuto dare a Scritture complesse (è alle pp. 44-50) è consistito nella rielaborazione/riscrittura di un saggio, intitolato Una macchina di effetti. Alcuni pezzi di ricambio per descrizioni e teorie su scritture contemporanee, a cui ho messo mano la prima volta nel 2017-2018, e di cui ho letto una prima bozza in occasione dell’incontro alla Fondazione Primoli, Poesia degli anni 2000. Modelli, forme, contaminazioni (19 mag. 2018, a cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi). Tradotto da Nicholas Benson come An Effects Machine. Some Spare Parts for Descriptions and Theories of Contemporary Writing, e da me integrato con appunti sul momento, il testo è diventato un brogliaccio di intervento orale in occasione di The Reappearing Pheasant, convegno e serie di letture a cura di Luigi Ballerini (New York, 2022). Il testo nella sua forma inglese definitiva può essere letto in: Iuri Moscardi, Sandro-Angelo de Thomasis (a cura di), The Acts of the Reappearing Pheasant. The Return of Experimental Italian and American Poets and Critics in New York. Considero infine quella uscita in Scritture complesse la versione italiana definitiva. (Mentre un frammento legato alla stessa espressione “macchina di effetti”, ma slegato dal saggio, si può trovare qui: https://slowforward.net/2024/12/28/tre-paragrafi-sullaffettivita-mg-2017/).

    *

    Tutti gli incontri di New York 2022 possono essere ripercorsi in video qui: https://slowforward.net/2022/11/18/the-re-appearing-pheasant-3-videos/

    Mentre sono particolarmente orgoglioso delle parole sul mio testo, con cui Marjorie Perloff ha inaugurato il suo intervento (in incipit di serie): 

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    Così come sono felice del dialogo con Charles Bernstein qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    …e non meno lieto della lettura che mi è stato possibile fare, ascoltabile qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

     

     

     

     

    #AnEffectsMachine #CasaItalianaZerilliMarimò #CharlesBernstein #contaminazioni #ContemporaryWriting #ExperimentalItalianAndAmericanPoetsAndCritics #FondazionePrimoli #forme #IuriMoscardi #LuigiBallerini #LuigiSeveri #macchinaDiEffetti #MarjoriePerloff #modelli #NicholasBenson #PezziDiRicambio #PoesiaDegliAnni2000 #RobertoAntonelli #saggio #SandroAngeloDeThomasis #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureContemporanee #scrittureDiRicerca #SpareParts #teoria #teorie #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #TheActsOfTheReappearingPheasant #TheReappearingPheasant #traduzione #traduzioni #UnaMacchinaDiEffetti #video
  2. una macchina di effetti (fondazione primoli, 2018; the reappearing pheasant, 2022; scritture complesse, 2025)

    Il contributo personale che ho potuto dare a Scritture complesse (è alle pp. 44-50) è consistito nella rielaborazione/riscrittura di un saggio, intitolato Una macchina di effetti. Alcuni pezzi di ricambio per descrizioni e teorie su scritture contemporanee, a cui ho messo mano la prima volta nel 2017-2018, e di cui ho letto una prima bozza in occasione dell’incontro alla Fondazione Primoli, Poesia degli anni 2000. Modelli, forme, contaminazioni (19 mag. 2018, a cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi). Tradotto da Nicholas Benson come An Effects Machine. Some Spare Parts for Descriptions and Theories of Contemporary Writing, e da me integrato con appunti sul momento, il testo è diventato un brogliaccio di intervento orale in occasione di The Reappearing Pheasant, convegno e serie di letture a cura di Luigi Ballerini (New York, 2022). Il testo nella sua forma inglese definitiva può essere letto in: Iuri Moscardi, Sandro-Angelo de Thomasis (a cura di), The Acts of the Reappearing Pheasant. The Return of Experimental Italian and American Poets and Critics in New York. Considero infine quella uscita in Scritture complesse la versione italiana definitiva. (Mentre un frammento legato alla stessa espressione “macchina di effetti”, ma slegato dal saggio, si può trovare qui: https://slowforward.net/2024/12/28/tre-paragrafi-sullaffettivita-mg-2017/).

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    Tutti gli incontri di New York 2022 possono essere ripercorsi in video qui: https://slowforward.net/2022/11/18/the-re-appearing-pheasant-3-videos/

    Mentre sono particolarmente orgoglioso delle parole sul mio testo, con cui Marjorie Perloff ha inaugurato il suo intervento (in incipit di serie): 

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    Così come sono felice del dialogo con Charles Bernstein qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    …e non meno lieto della lettura che mi è stato possibile fare, ascoltabile qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

     

     

     

     

    #AnEffectsMachine #CasaItalianaZerilliMarimò #CharlesBernstein #contaminazioni #ContemporaryWriting #ExperimentalItalianAndAmericanPoetsAndCritics #FondazionePrimoli #forme #IuriMoscardi #LuigiBallerini #LuigiSeveri #macchinaDiEffetti #MarjoriePerloff #modelli #NicholasBenson #PezziDiRicambio #PoesiaDegliAnni2000 #RobertoAntonelli #saggio #SandroAngeloDeThomasis #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureContemporanee #scrittureDiRicerca #SpareParts #teoria #teorie #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #TheActsOfTheReappearingPheasant #TheReappearingPheasant #traduzione #traduzioni #UnaMacchinaDiEffetti #video
  3. L’ideologia gender è pericolosa di Laura Schettini

    Descrizione: L'”ideologia gender” minaccia la nostra società! Confonde l’identità e le menti dei nostri figli, mette a repentaglio l’ordine naturale delle cose, quello che distingue in maschi e femmine! Ma davvero esiste un progetto globale per renderci tutti “fluidi”? Dove nasce l’ossessione per le questioni di genere e gli orientamenti sessuali non conformi? E quali sono le fratture politiche che si nascondono dietro a questi temi?

    Già a metà degli anni Novanta, destra populista e cattolicesimo tradizionalista hanno cominciato a lanciare allarmi contro i pericoli a cui una fantomatica “teoria del gender” esporrebbe la società (o anche la nazione, la famiglia, la civiltà, la gioventù, l’infanzia e chi più ne ha più ne metta). Oggi, il nemico è l'”ideologia gender”, un’etichetta che serve a evocare l’attacco, unitario e programmatico, che una molteplicità di soggetti (le femministe e le persone LGBTQ+ prima di tutti) starebbero sferrando all’ordine naturale alla base della nostra società. Da chi si aggirerebbe per le scuole a confondere l’identità sessuale di ignari bambini agli uomini che mettono la gonna, fino ai fanatici delle lettere e simboli finali (schwa, u, *). Ma sono davvero questi gli oggetti del contendere? Perché ci si accalora tanto su questi temi? Quali sono le istanze portate avanti dagli antigender e, sul fronte opposto, da chi sfida l’ordine “naturale”?

    Se gender è una parola moderna, questa sfida è iniziata molto tempo fa. Una lunga storia a cui conviene prestare attenzione, oltre le comode semplificazioni.

    Laura Schettini, ricercatrice in Storia contemporanea, ci racconta che nella primavera del 2022 viene contattata per fare un intervento in un’assemblea di istituto sugli stereotipi di genere. Volendo affrontare l’argomento in modo serio – sicuramente in modo più serio in cui una larga fetta della politica aveva affrontato il tema l’anno precedente, fino all’affossamento del DDL Zan – avevano esplicitamente cercato una storica per avere un quadro completo della questione.

    Essendo ai tempi un tema molto caldo, – mi verrebbe da scrivere, “ovviamente” – un’insegnante saltò su e tirò fuori l’armamentario classico del pericolo gender: non si deve parlare di sesso a scuola. Nemmeno di storia della sessualità, evidentemente. Per fortuna, in questo caso, la dirigente scolastica è intervenuta a riportare la calma e alla fine Schettini è riuscita a fare il suo intervento e quindi a rispondere alle tante domande deə ragazzə. Perché se c’è qualcosa che appassiona a quell’età è sicuramente il sesso, la sessualità e tutto quello che ruota loro intorno.

    In questo momento la terribile ideologia gender sembra aver perso un po’ di smalto: vorrei scrivere perché continuano a iniziare nuove guerre e il genocidio in Palestina prosegue, ma mi sembra piuttosto che la preoccupazione massima sia per un referendum su una riforma costituzionale in gran parte ancora da scrivere e su una certa famiglia con idee molto naïf su cosa significhi vivere in mezzo alla natura. E anche se quest’ultimo caso ha molto a che vedere con l’opposizione alla fantomatica ideologia gender e con un nazional-familismo che vede il ritorno in pompa magna del potere di vita e di morte dei genitori sullə figliə, in barba al supremo interesse deə minori. Che, se anche possiamo avere dei dubbi sull’operato deə assistenti sociali, di sicuro non è avere gente che sbraita su di loro da mane a sera in ogni luogo e in ogni lago.

    Tornando al libro in questione, si tratta di un saggio molto agile sulla storia dell’invenzione della cosiddetta ideologia gender, che, per come l’abbiamo conosciuta oggi, nasce nel 1995 in occasione della Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, ma affonda le sue radici nell’Ottocento, quando si cristallizzarono i ruoli sociali di uomini e donne secondo una gerarchia fondata sulla differenza sessuale che serviva a giustificare l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica, il loro sfruttamento economico e la loro soggezione nella sfera privata. E già nell’Ottocento le femministe protestarono contro questa ideologia che veniva spacciata come stato di natura e già allora chi si opponeva a questo modello familiare era innaturale, perversa e pericolosa per la società.

    Oggi come allora l’ideologia gender è pericolosa solo per chi pensa che la società debba continuare a fondarsi sulla discriminazione e su un modello ideologico di famiglia che si presenta come insoddisfacente fin dalla sua comparsa.

    #nonfiction #nonfictionItaliana #nonfictionQueer #saggio #storia
  4. Ritorna Mauro Balboni con L’orsa che mangiava ciliegie

    Indice dei contenuti

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    • ​L’orsa che mangiava ciliegie
      • Un racconto di crisi e cambiamento
      • Le domande che dobbiamo farci
    • Il rewilding e la coesistenza tra uomo e natura selvatica
      • La resilienza naturale contro la crisi delle risorse
    • ​Mauro Balboni

    ​L’orsa che mangiava ciliegie

    ​(Mauro Balboni, in uscita a inizio 2026)​

    L’orsa che mangiava ciliegie. I castori che nuotano sotto i palazzi della city finanziaria. Il lupo in giardino. Le foreste ripariali a 20 km da piazza Duomo. Le scale dei fiumi dove passano i grandi storioni dopo 60 anni di assenza. La foresta lasciata evolvere secondo le sue leggi. I bisonti di Giulio Cesare e Asterix. I miracolosi boschi delle risorgive nella pianura più cementificata d’Europa. E molto altro.Cos’è: un bestiario da leggende metropolitane? No: sono incontri reali con la nuova natura europea. La wilderness diversamente selvaggia che sta prendendo forma nel primo continente che la wilderness la cancellò quasi dovunque. Eppure, sta ritornando. Qui e là, a brandelli, più spesso che no ferocemente avversati.

    Un racconto di crisi e cambiamento

    ​L’orsa che mangiava ciliegie di Mauro Balboni racconta inevitabilmente la crisi ecologica e climatica che stiamo vivendo, e non potrebbe essere diversamente.

    Ma, per una volta, dalla parte di quello che sta provando ad adattarsi. Quello che ogni anno aggiunge un anello nel tronco anche se deformato da siccità e inquinanti ambientali. Quello che è tornato a scorrere dove non scorreva più. Quello che riappare su montagne da dove pensavamo di averlo scacciato per sempre. Quello che non ha voce ma deve essere fatto conoscere, per evitare che venga perso di nuovo.

    Le domande che dobbiamo farci

    Sono incontri che spalancano la porta direttamente sui grandi temi del nostro tempo: il clima, la difesa dagli eventi metereologici estremi, i servizi ecosistemici, la vivibilità dell’ambiente costruito, l’overtourism. Che ci parlano di amnesia ecologica generazionale, di rewilding, di quale ruolo per le aree protette. Di quale futuro ci aspetta.

    L’orsa che mangiava ciliegie ci conduce ad affrontare domande per le quali non abbiamo ancora risposte, ma che forse aprono uno spiraglio di speranza: quell’orsa, quei castori, quelle nuove foreste, quegli storioni sono qui per rimanerci? Sono ecologicamente reversibili, i disastri dell’Epoca Umana?​

    Il rewilding e la coesistenza tra uomo e natura selvatica

    ​Il concetto di “rewilding” non è più una visione romantica, ma un approccio pratico alla conservazione, basato sul lasciare spazio ai processi naturali e sul ritorno, spesso spontaneo, delle specie chiave. Il fenomeno narrato da Balboni si inserisce perfettamente in questo contesto europeo, dove i lupi tornano ad attraversare le Alpi e i castori rimodellano i corsi d’acqua a ridosso delle aree urbane. Questo ritorno della fauna selvatica pone però un’ardua sfida: la coesistenza. Se da un lato il ripristino della biodiversità porta benefici tangibili, come una maggiore resilienza agli eventi climatici estremi o la fornitura di servizi ecosistemici essenziali, dall’altro lato, richiede una profonda revisione del rapporto tra uomo e fauna selvatica. Il libro di Balboni, dunque, non celebra solo il trionfo della natura, ma indaga anche le complesse dinamiche sociali, economiche e culturali che si attivano quando la wilderness irrompe nella quotidianità antropizzata.​

    La resilienza naturale contro la crisi delle risorse

    Questa prospettiva, ricca di incontri sorprendenti, offre un contrasto significativo con le preoccupazioni più drammatiche espresse dall’autore in merito alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse, temi centrali nel suo precedente saggio, “Il pianeta dei frigoriferi” (2022). Dopo aver analizzato lucidamente le criticità strutturali e globali dell’impronta umana sulle risorse, l’autore in questa nuova opera rivolge lo sguardo ai segnali di resilienza che la natura, nonostante tutto, continua a offrire. L’orsa che mangiava ciliegie si presenta quindi come un invito a considerare i meccanismi di adattamento del mondo naturale non come un’alternativa alle soluzioni tecnologiche o politiche, ma come una parte essenziale e forse decisiva per immaginare un futuro sostenibile, dove uomo e natura possano trovare un nuovo equilibrio.

    ​Mauro Balboni

    Mauro Balboni è nato a Bolzano nel 1958 e vive oggi in Svizzera (dopo essere passato per Austria e Inghilterra). Si è laureato in Scienze Agrarie all’Università di Bologna. È stato dirigente di livello internazionale nell’agroindustria, per la quale ha lavorato sia nella ricerca & sviluppo che negli affari governativi. Ha lavorato oltre 30 anni nella ricerca e sviluppo della grande industria agrochimica, la maggior parte dei quali come dirigente con responsabilità europee e globali. Ha vissuto a Milano, Bologna, Vienna, Oxford, Zurigo. Oggi risiede tra la Svizzera e il lago di Garda, dove ha trovato la sua vera life mission, quella di conservare un biotopo di prati magri e i suoi legittimi residenti: le “carote ametista”, le cavallette dalle ali blu, le api, le farfalle e le orchidee rare. Dal 2017 scrive sui temi della sicurezza alimentare globale e dell’impronta del cibo sulle risorse e gli ecosistemi, prima con Il Pianeta mangiato e più recentemente con Il pianeta dei frigoriferi (edito da Scienza Express e uscito a maggio 2022). Nel resto del suo tempo gira l’Europa con il camper, a piedi o in bicicletta anche alla ricerca di agricolture e di cibi presenti, passati e futuri.

    #Balboni #Resilienza #Rewilding #saggio

  5. oggi, 23 maggio, piacenza: presentazione de “l’antivassalli”, di eugenio gazzola

    Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, oggi, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.

    Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.

    “Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: https://www.ilmiogiornale.net/lantivassalli-gazzola-presenta-ultimo-libro-allo-spazio-bft-piacenza/

    #EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa

  6. oggi, 23 maggio, piacenza: presentazione de “l’antivassalli”, di eugenio gazzola

    Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, oggi, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.

    Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.

    “Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: https://www.ilmiogiornale.net/lantivassalli-gazzola-presenta-ultimo-libro-allo-spazio-bft-piacenza/

    #EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa

  7. Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.

    Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.

    “Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: https://www.ilmiogiornale.net/lantivassalli-gazzola-presenta-ultimo-libro-allo-spazio-bft-piacenza/

    #EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa

  8. Femminismi futuri a cura di Lidia Curti

    Descrizione: Tra letteratura, scienza, arte e attivismo digitale, dal cyber allo xeno-femminismo, fino alla nuova ecologia di Donna Haraway: una lunga cavalcata tra i romanzi fantastici e di fantascienza speculativa femminile, da Ursula K. Le Guin a Octavia Butler, Nnedi Okorafor, fino alle artiste afrofuturiste che stanno disegnando un nuovo scenario, reale e immaginario, del futuro che ci aspetta. Una ricerca del gruppo “Femminismi futuri” – coordinata dalla decana di Anglistica Lidia Curti – che propone una serrata interrogazione sulle molte domande che vengono dal femminismo del nuovo secolo in una società insidiata dai fantasmi e mostri dell’antropocene e attraversata dal progresso digitale e tecnologico che stabilisce chi siamo e come viviamo, caratterizzando sviluppo economico e politico e vita quotidiana. Temi di assoluta attualità nel dibattito culturale e politico a livello internazionale.

    L’ho già scritto, ma l’ho fatto solo sul Fediverso e moltə di voi non lo frequentano, quindi lo ribadisco qua prima ancora di iniziare a scrivere di questo libro: se siete appassionatə di fantascienza, leggetelo! Non è un libro facile, perché scritto da persone con un titolo di studio elevato e specifico sull’argomento, ma la fatica che potrete fare nel raccapezzarvi ne varrà la pena.

    Questa raccolta di saggi, infatti, è curata da Lidia Curti, che è stata professore onorario all’Università di Napoli “L’Orientale” e studiosa femminista di studi culturali e post-coloniali, e raccoglie le riflessioni nate all’interno del gruppo di lettura e ricerca omonimo, composto da studiose di età e interessi diversi. I libri oggetto di lettura e indagine sono stati diversi e molti di sicuro vi diranno qualcosa (La vegetariana di Han Kang, La mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin, il Ciclo delle Parabole di Octavia E. Butler, la serie Binti di Nnedi Okorafor e molti altri).

    I saggi sono tutti molto stimolanti: mi hanno fatto venire una voglia matta di fantascienza e mi sono segnata diversi titoli di opere che non avevo mai sentito nominare. Essendo elaborati di studiose ci sono delle interpretazioni e dei collegamenti ai quali non avrei mai pensato da sola e sono loro molto grata per avermi dato delle chiavi di lettura capaci di spalancare le porte della visione femminista del futuro.

    Il femminismo, infatti, è pensiero e pratica in continua evoluzione: ama indagare cosa c’è al di là di ogni confine, mescolare le carte e uscire dalle norme. Per questo la fantascienza femminista è così ricca di storie dove si abbattono le barriere identitarie e si comunica tra soggetti che si vorrebbero estranei. E vedere strade nuove per unire le nostre società è proprio quello che ci manca in questo momento.

    #fantascienza #femminismo #libriCheParlanoDiLibri #nonFiction #nonfictionItaliana #PdM2025 #saggio

  9. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

    Noam Chomsky, in dialogo con Jean Bricmont, analizza il rapporto tra ragione e potere in un mondo dominato da ingiustizie e controllo. Attraverso due interviste illuminanti, l’

    magozine.it/noam-chomsky-la-fo

    #ArteECultura #RecensioniLibri #chomsky #controinformazione #PonteAlleGrazie #saggio

  10. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

    Noam Chomsky, in dialogo con Jean Bricmont, analizza il rapporto tra ragione e potere in un mondo dominato da ingiustizie e controllo. Attraverso due interviste illuminanti, l’

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  11. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

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  12. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

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  13. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

    Noam Chomsky, in dialogo con Jean Bricmont, analizza il rapporto tra ragione e potere in un mondo dominato da ingiustizie e controllo. Attraverso due interviste illuminanti, l’

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  14. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

    Title:Con gli occhi aperti. Il sogno lucido tra neuroscienze ed esperienze contemplativeAuthor:Francesco TormenGenre:manualePublisher:Il SaggiatoreRelease Date:marzo 2024Pages:568Source:https://www.ilsaggiat

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  15. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

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  16. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

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  17. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

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  18. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

    Title:Con gli occhi aperti. Il sogno lucido tra neuroscienze ed esperienze contemplativeAuthor:Francesco TormenGenre:manualePublisher:Il SaggiatoreRelease Date:marzo 2024Pages:568Source:https://www.ilsaggiat

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  19. CW: Quattro libri sulla politica (niente USA, ma magari oggi ne avete abbastanza di politica)

    Buon mercoledì, prodi seguaci!🐰

    Quanto è un brutto momento da uno a infinito per pubblicare ben quattro recensioni su altrettanti libri di politica? Lo so, lo so, oggi ne avete le palle piene di politica, ma ci ho pensato quando ormai le avevo già scritte, quindi eccoci qua. La buona notizia è che si parla per lo più di politica europea e non di stretta attualità.

    “Sovranità” è stato uno dei termini chiave del linguaggio politico a partire dalla prima età moderna e, spesso in accezioni e derivazioni improprie (come “sovranismo”), continua a esserlo anche oggi. Il suo senso, però, è sempre stato vago e fragile in virtù di una contraddizione esplosiva: alle sue origini c’è una crisi estrema, la fine della legittimazione dall’alto dell’autorità, il venir meno della teologia politica medievale. “Sovranità” è un ponte gettato sul vuoto del silenzio di Dio, è lo sforzo disperato di distinguere il potere dalla nuda forza mantenendolo ancorato a un principio, in un contesto antropologico in cui più nulla distingue il detentore dell’autorità da chi subisce l’autorità e la sola sostanza del potere è il consenso. Sforzo ancor più disperato oggi, probabilmente. Ma appunto per questo irrinunciabile se si vuole mantenere un (debole) argine etico alle derive violente.

    Visto che si fa un gran parlare di sovranismo, mi è parso interessante leggere un libro sulla storia del concetto politico di sovranità. Alfieri non parla mai di sovranismo, ma da quello che ci racconta dell’evoluzione della sovranità è possibile farsi una propria idea di questa sua derivazione.

    L’ombra della sovranità ci mette davanti a una constatazione che a forza di “il popolo ha sempre ragione” magari abbiamo dimenticato che «può darsi benissimo che “il popolo” elegga Hitler, e se non elegge Hitler sicuramente eleggerà un bel po’ di cialtroni». Il che non vuol dire che bisogna tornare alle dittature illuminate o al sovrano assoluto, ma che essere popolo significa essere legatə da un vincolo di solidarietà che ci rende tuttə responsabili di raccogliere l’ereditò di chi è venutə prima di noi e di garantire delle condizioni di vita dignitose a chi verrà dopo di noi. Alla luce di questo, è abbastanza evidente che la nostra democrazia non se la sta passando troppo bene.

    Sono consapevole che la nausea della politica scorre potente dentro di noi, ma ritengo molto importante dare spazio a libri che potrebbero risollevare la banalità estrema del nostro dibattito pubblico: iniziare a capire cos’è questa sovranità che la Costituzione dice appartenerci mi sembra un buon punto di partenza.

    Da Europa, opera edita da Treccani rivolta in particolare ai lettori giovani, per consentire una migliore comprensione delle potenzialità del progetto europeo attraverso più piani interpretativi, questo libro offre un estratto di saggi raggruppati sotto il tema dei luoghi e della memoria. Introdotto e curato da Mariuccia Salvati, I luoghi della memoria si interroga su quali basi culturali e sociali poggino le istituzioni dell’Unione Europea, tracciando una geografia che non è solo luogo ma rappresentazione e ricordo. I singoli saggi dedicati al Mar Mediterraneo, al Danubio, al Reno, a Westminster, a Weimar e ad Auschwitz ci rammentano che l’Europa «non è mai stata il risultato di un preordinato percorso storico, bensì sempre una scelta: la scelta di interrompere un percorso conflittuale apparentemente iscritto nelle cose per dare, con la forza delle idee, nuova vita all’Utopia europea».

    In questo volume sono raccolti sette saggi che intendono parlare di luoghi fisici e simbolici che sono stati abbastanza significativi da diventare luoghi di memoria per ə cittadinə dell’Unione Europea. I luoghi in questione sono il Mediterraneo, il Reno, il Danubio, Westminster, Weimar, Auschwitz e il Muro di Berlino.

    Se alcuni di questi, come il Muro di Berlino o Auschwitz, possono sembrare quasi banali – d’altro canto, in quanto cittadinə europeə, questo non fa che dimostrare la bontà della selezione – altri destano la nostra curiosità. Si tratta di un libriccino interessante per guardare da un punto di vista lievemente diverso a luoghi di cui abbiamo sempre sentito parlare, quand’anche non ci fossero anche prossimi geograficamente.

    Tratto da “Europa. Culture e società” – opera edita da Treccani che analizza aspetti delle società e delle culture che hanno contribuito a rendere possibile l’unione di paesi che avevano alle spalle numerose e anche recenti lotte fratricide – questo volume offre una panoramica dei valori e delle appartenenze religiose nuove e tradizionali che caratterizzano le diverse aree dell’Europa attuale. Non solo vengono esaminate nei loro elementi fondamentali le più importanti fedi che caratterizzano l’eredità religiosa europea, il cattolicesimo romano e quello ortodosso, l’ebraismo e il protestantesimo, ma viene delineata una nuova geografia religiosa, con l’emergere di un islam europeo, di nuovi movimenti e gruppi importati attraverso l’immigrazione. La modernizzazione e l’industrializzazione che hanno caratterizzato la storia dell’Unione Europea hanno generato anche un processo accelerato di secolarizzazione che distingue questi territori e queste culture da altre aree geografiche sviluppate, come gli Stati Uniti, facendone, secondo alcune interpretazioni, un “caso eccezionale”.

    Anche questo è una raccolta di saggi e il tema è la religione nell’Unione Europea. Si inizia con un saggio di Loredana Sciolla che esamina la teoria della modernizzazione – secondo la quale a un avvento della modernità segue un declino della religione – e arriva alla conclusione di come questa sia più una caratteristica europea che un paradigma universale.

    Da qui poi ci sono una serie di saggi su varie religioni e su come queste siano anche cambiate nel tempo e di come abbiano non solo influenzato le società europee, ma di come ne siano state a loro volte influenzate. È stata davvero una lettura stimolante, dato che solitamente nei dibattiti dove la religione è rilevante vengono sembra chiamate a partecipare le persone più fuori di testa di quel credo o tutto finisce in caciara perché c’è quellə contentə che si lascino teste di maiale davanti alle moschee.

    Ecco, per dimostrare che si può convivere civilmente sarebbe bello cominciare a far girare le interpretazioni dei testi sacri più moderne e affini alla nostra sensibilità del XXI secolo. Sapete, una di quelle cose che dovrebbe fare il nostro servizio pubblico…

    Di “nazione” – e “nazionalismi” – si sente parlare quotidianamente, con le più diverse declinazioni e anche derive ideologiche, ma come nasce il concetto e come si è evoluto nel corso della storia? Ce lo mostrano i saggi raccolti in questo volume: l’ampia e approfondita ricostruzione di Rosario Romeo, che illustra l’evoluzione del termine a partire dalla seconda guerra mondiale, culmine ed esito (drammatico) dei principi stabiliti dalla Rivoluzione francese, è preceduta dalle puntuali riflessioni di Felice Battaglia e Walter Maturi che, di poco precedenti proprio a quel conflitto da cui parte l’analisi di Romeo, acquisiscono oggi particolare valore storico, definendo la distinzione del concetto di “nazione” da quello di “Stato” e rintracciando l’origine del “principio” di nazionalità nella prima età moderna e più ancora nel pensiero di Rousseau e Herder. Introduce e amplia il punto di vista degli storici la prospettiva filosofica di Marcello Mustè, che guarda anche agli sviluppi degli ultimi decenni e alle articolazioni politiche nel contesto contemporaneo.

    Questa raccolta di saggi mi ha lasciata piuttosto perplessa: c’erano delle affermazioni che mi parevano strane anche nell’eventualità che a pronunciarle fosse una persona di orientamento politico diverso dal mio. Sono quindi andata a controllare ed effettivamente un saggio è del 1934 e uno del 1974. Quindi se questo libro cattura la vostra attenzione, tenete presente che leggerete delle considerazioni che non sono invecchiate benissimo.

    Al contempo però offre uno sguardo sull’Europa al quale oggi non siamo più avvezzə e l’ho trovato interessante proprio per questo: in questo senso, capisco perché a Treccani sono andatə a spulciare nei loro archivi per ripubblicare questi saggi.

    Se siete arrivatə fino a qui nonostante la giornata dall’aria pesante, complimenti! Non ho premi da darvi, ma spero che non stiate esagerando con la consultazione delle notizie: anche quello fa male.

    A presto!🫂

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  20. La Fase di Michael Raduga: tecniche per fare viaggi astrali e obe

    Title:La Fase. Un manuale pratico per il Sogno Lucido ed i Viaggi Extra-CorporeiAuthor:Michael RadugaGenre:manualeRelease Date:2019Pages:375Source:oobe.it/scarica-gratuito-libro

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  21. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

    Title:Pane e rivoluzione l'anarchia migrante (1870-1950)Author:Antonio SentaGenre:SaggioPublisher:ElèutheraRelease Date:luglio 2024Pages:220Source:eleuthera.it/scheda_libro.php?

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  22. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

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  23. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

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  24. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

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  25. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

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  26. Un premio a partecipazione gratuita, con pubblicazione

    Premio nazionale L'Inedito sulle tracce del De Sanctis.
    Il bando per partecipare alla nuova edizione del Premio è al link www.delta3edizioni.com/BANDO_INEDITO_XVII.pdf
    Partecipaz. gratuita. 5 sezioni: Poesia, Romanzo, Racconto, Teatro, Saggio. Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2024 a: [email protected]

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  27. Viaggio al termine della città: un’analisi storica e culturale

    Title:Viaggio al termine della cittàAuthor:Leonardo LippolisPublisher:ElèutheraRelease Date:aprile 2024Pages:184Source:eleuthera.it/scheda_libro.php?

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  28. Viaggio al termine della città: un’analisi storica e culturale

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  30. Viaggio al termine della città: un’analisi storica e culturale

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  32. “Gli sciamani non ci salveranno”

    "Gli sciamani non ci salveranno"Stefano De MatteisSaggio antropologicoElèuthera editrice2023PDF176 paginehttps://eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=583

    Viviamo in tempi pazzi, come si suol dire. Guerre, crisi climatica, economia allo sfascio... Ognu

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  33. “Gli sciamani non ci salveranno”

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