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  1. Autori vari – Taboriti. Apocalisse anarco-comunista in Boemia.

    Autori vari - Taboriti. Apocalisse anarco-comunista in Boemia.
    Ci sono libri che ti arrivano sul tavolo e sembrano innocui, un saggio storico che ti aiuta a saperne di più, e invece ti esplodono in mano e non sei più come prima
    #taboriti #taboredizioni #rivoluzioni #tardomedioevo #tardomedioevo #recensionelibri #libri #storia #saggio #ilibridelgiorno

    iyezine.com/autori-vari-tabori…

    #iye #iyezine #inyoureyesezine

  2. Autori vari – Taboriti. Apocalisse anarco-comunista in Boemia.

    Autori vari - Taboriti. Apocalisse anarco-comunista in Boemia.
    Ci sono libri che ti arrivano sul tavolo e sembrano innocui, un saggio storico che ti aiuta a saperne di più, e invece ti esplodono in mano e non sei più come prima
    #taboriti #taboredizioni #rivoluzioni #tardomedioevo #tardomedioevo #recensionelibri #libri #storia #saggio #ilibridelgiorno

    iyezine.com/autori-vari-tabori

    #iye #iyezine #inyoureyesezine

  3. una macchina di effetti (fondazione primoli, 2018; the reappearing pheasant, 2022; scritture complesse, 2025)

    Il contributo personale che ho potuto dare a Scritture complesse (è alle pp. 44-50) è consistito nella rielaborazione/riscrittura di un saggio, intitolato Una macchina di effetti. Alcuni pezzi di ricambio per descrizioni e teorie su scritture contemporanee, a cui ho messo mano la prima volta nel 2017-2018, e di cui ho letto una prima bozza in occasione dell’incontro alla Fondazione Primoli, Poesia degli anni 2000. Modelli, forme, contaminazioni (19 mag. 2018, a cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi). Tradotto da Nicholas Benson come An Effects Machine. Some Spare Parts for Descriptions and Theories of Contemporary Writing, e da me integrato con appunti sul momento, il testo è diventato un brogliaccio di intervento orale in occasione di The Reappearing Pheasant, convegno e serie di letture a cura di Luigi Ballerini (New York, 2022). Il testo nella sua forma inglese definitiva può essere letto in: Iuri Moscardi, Sandro-Angelo de Thomasis (a cura di), The Acts of the Reappearing Pheasant. The Return of Experimental Italian and American Poets and Critics in New York. Considero infine quella uscita in Scritture complesse la versione italiana definitiva. (Mentre un frammento legato alla stessa espressione “macchina di effetti”, ma slegato dal saggio, si può trovare qui: https://slowforward.net/2024/12/28/tre-paragrafi-sullaffettivita-mg-2017/).

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    Tutti gli incontri di New York 2022 possono essere ripercorsi in video qui: https://slowforward.net/2022/11/18/the-re-appearing-pheasant-3-videos/

    Mentre sono particolarmente orgoglioso delle parole sul mio testo, con cui Marjorie Perloff ha inaugurato il suo intervento (in incipit di serie): 

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    Così come sono felice del dialogo con Charles Bernstein qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

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    …e non meno lieto della lettura che mi è stato possibile fare, ascoltabile qui:

    [youtube youtube.com/watch?v=iFaHABpS1t]

     

     

     

     

    #AnEffectsMachine #CasaItalianaZerilliMarimò #CharlesBernstein #contaminazioni #ContemporaryWriting #ExperimentalItalianAndAmericanPoetsAndCritics #FondazionePrimoli #forme #IuriMoscardi #LuigiBallerini #LuigiSeveri #macchinaDiEffetti #MarjoriePerloff #modelli #NicholasBenson #PezziDiRicambio #PoesiaDegliAnni2000 #RobertoAntonelli #saggio #SandroAngeloDeThomasis #scritturaDiRicerca #scrittureComplesse #scrittureContemporanee #scrittureDiRicerca #SpareParts #teoria #teorie #testiDiMgInRete #testiDiMgOnline #TheActsOfTheReappearingPheasant #TheReappearingPheasant #traduzione #traduzioni #UnaMacchinaDiEffetti #video
  4. L’ideologia gender è pericolosa di Laura Schettini

    Descrizione: L'”ideologia gender” minaccia la nostra società! Confonde l’identità e le menti dei nostri figli, mette a repentaglio l’ordine naturale delle cose, quello che distingue in maschi e femmine! Ma davvero esiste un progetto globale per renderci tutti “fluidi”? Dove nasce l’ossessione per le questioni di genere e gli orientamenti sessuali non conformi? E quali sono le fratture politiche che si nascondono dietro a questi temi?

    Già a metà degli anni Novanta, destra populista e cattolicesimo tradizionalista hanno cominciato a lanciare allarmi contro i pericoli a cui una fantomatica “teoria del gender” esporrebbe la società (o anche la nazione, la famiglia, la civiltà, la gioventù, l’infanzia e chi più ne ha più ne metta). Oggi, il nemico è l'”ideologia gender”, un’etichetta che serve a evocare l’attacco, unitario e programmatico, che una molteplicità di soggetti (le femministe e le persone LGBTQ+ prima di tutti) starebbero sferrando all’ordine naturale alla base della nostra società. Da chi si aggirerebbe per le scuole a confondere l’identità sessuale di ignari bambini agli uomini che mettono la gonna, fino ai fanatici delle lettere e simboli finali (schwa, u, *). Ma sono davvero questi gli oggetti del contendere? Perché ci si accalora tanto su questi temi? Quali sono le istanze portate avanti dagli antigender e, sul fronte opposto, da chi sfida l’ordine “naturale”?

    Se gender è una parola moderna, questa sfida è iniziata molto tempo fa. Una lunga storia a cui conviene prestare attenzione, oltre le comode semplificazioni.

    Laura Schettini, ricercatrice in Storia contemporanea, ci racconta che nella primavera del 2022 viene contattata per fare un intervento in un’assemblea di istituto sugli stereotipi di genere. Volendo affrontare l’argomento in modo serio – sicuramente in modo più serio in cui una larga fetta della politica aveva affrontato il tema l’anno precedente, fino all’affossamento del DDL Zan – avevano esplicitamente cercato una storica per avere un quadro completo della questione.

    Essendo ai tempi un tema molto caldo, – mi verrebbe da scrivere, “ovviamente” – un’insegnante saltò su e tirò fuori l’armamentario classico del pericolo gender: non si deve parlare di sesso a scuola. Nemmeno di storia della sessualità, evidentemente. Per fortuna, in questo caso, la dirigente scolastica è intervenuta a riportare la calma e alla fine Schettini è riuscita a fare il suo intervento e quindi a rispondere alle tante domande deə ragazzə. Perché se c’è qualcosa che appassiona a quell’età è sicuramente il sesso, la sessualità e tutto quello che ruota loro intorno.

    In questo momento la terribile ideologia gender sembra aver perso un po’ di smalto: vorrei scrivere perché continuano a iniziare nuove guerre e il genocidio in Palestina prosegue, ma mi sembra piuttosto che la preoccupazione massima sia per un referendum su una riforma costituzionale in gran parte ancora da scrivere e su una certa famiglia con idee molto naïf su cosa significhi vivere in mezzo alla natura. E anche se quest’ultimo caso ha molto a che vedere con l’opposizione alla fantomatica ideologia gender e con un nazional-familismo che vede il ritorno in pompa magna del potere di vita e di morte dei genitori sullə figliə, in barba al supremo interesse deə minori. Che, se anche possiamo avere dei dubbi sull’operato deə assistenti sociali, di sicuro non è avere gente che sbraita su di loro da mane a sera in ogni luogo e in ogni lago.

    Tornando al libro in questione, si tratta di un saggio molto agile sulla storia dell’invenzione della cosiddetta ideologia gender, che, per come l’abbiamo conosciuta oggi, nasce nel 1995 in occasione della Conferenza mondiale sulle donne di Pechino, ma affonda le sue radici nell’Ottocento, quando si cristallizzarono i ruoli sociali di uomini e donne secondo una gerarchia fondata sulla differenza sessuale che serviva a giustificare l’esclusione delle donne dalla sfera pubblica, il loro sfruttamento economico e la loro soggezione nella sfera privata. E già nell’Ottocento le femministe protestarono contro questa ideologia che veniva spacciata come stato di natura e già allora chi si opponeva a questo modello familiare era innaturale, perversa e pericolosa per la società.

    Oggi come allora l’ideologia gender è pericolosa solo per chi pensa che la società debba continuare a fondarsi sulla discriminazione e su un modello ideologico di famiglia che si presenta come insoddisfacente fin dalla sua comparsa.

    #nonfiction #nonfictionItaliana #nonfictionQueer #saggio #storia
  5. Ritorna Mauro Balboni con L’orsa che mangiava ciliegie

    Indice dei contenuti

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    • ​L’orsa che mangiava ciliegie
      • Un racconto di crisi e cambiamento
      • Le domande che dobbiamo farci
    • Il rewilding e la coesistenza tra uomo e natura selvatica
      • La resilienza naturale contro la crisi delle risorse
    • ​Mauro Balboni

    ​L’orsa che mangiava ciliegie

    ​(Mauro Balboni, in uscita a inizio 2026)​

    L’orsa che mangiava ciliegie. I castori che nuotano sotto i palazzi della city finanziaria. Il lupo in giardino. Le foreste ripariali a 20 km da piazza Duomo. Le scale dei fiumi dove passano i grandi storioni dopo 60 anni di assenza. La foresta lasciata evolvere secondo le sue leggi. I bisonti di Giulio Cesare e Asterix. I miracolosi boschi delle risorgive nella pianura più cementificata d’Europa. E molto altro.Cos’è: un bestiario da leggende metropolitane? No: sono incontri reali con la nuova natura europea. La wilderness diversamente selvaggia che sta prendendo forma nel primo continente che la wilderness la cancellò quasi dovunque. Eppure, sta ritornando. Qui e là, a brandelli, più spesso che no ferocemente avversati.

    Un racconto di crisi e cambiamento

    ​L’orsa che mangiava ciliegie di Mauro Balboni racconta inevitabilmente la crisi ecologica e climatica che stiamo vivendo, e non potrebbe essere diversamente.

    Ma, per una volta, dalla parte di quello che sta provando ad adattarsi. Quello che ogni anno aggiunge un anello nel tronco anche se deformato da siccità e inquinanti ambientali. Quello che è tornato a scorrere dove non scorreva più. Quello che riappare su montagne da dove pensavamo di averlo scacciato per sempre. Quello che non ha voce ma deve essere fatto conoscere, per evitare che venga perso di nuovo.

    Le domande che dobbiamo farci

    Sono incontri che spalancano la porta direttamente sui grandi temi del nostro tempo: il clima, la difesa dagli eventi metereologici estremi, i servizi ecosistemici, la vivibilità dell’ambiente costruito, l’overtourism. Che ci parlano di amnesia ecologica generazionale, di rewilding, di quale ruolo per le aree protette. Di quale futuro ci aspetta.

    L’orsa che mangiava ciliegie ci conduce ad affrontare domande per le quali non abbiamo ancora risposte, ma che forse aprono uno spiraglio di speranza: quell’orsa, quei castori, quelle nuove foreste, quegli storioni sono qui per rimanerci? Sono ecologicamente reversibili, i disastri dell’Epoca Umana?​

    Il rewilding e la coesistenza tra uomo e natura selvatica

    ​Il concetto di “rewilding” non è più una visione romantica, ma un approccio pratico alla conservazione, basato sul lasciare spazio ai processi naturali e sul ritorno, spesso spontaneo, delle specie chiave. Il fenomeno narrato da Balboni si inserisce perfettamente in questo contesto europeo, dove i lupi tornano ad attraversare le Alpi e i castori rimodellano i corsi d’acqua a ridosso delle aree urbane. Questo ritorno della fauna selvatica pone però un’ardua sfida: la coesistenza. Se da un lato il ripristino della biodiversità porta benefici tangibili, come una maggiore resilienza agli eventi climatici estremi o la fornitura di servizi ecosistemici essenziali, dall’altro lato, richiede una profonda revisione del rapporto tra uomo e fauna selvatica. Il libro di Balboni, dunque, non celebra solo il trionfo della natura, ma indaga anche le complesse dinamiche sociali, economiche e culturali che si attivano quando la wilderness irrompe nella quotidianità antropizzata.​

    La resilienza naturale contro la crisi delle risorse

    Questa prospettiva, ricca di incontri sorprendenti, offre un contrasto significativo con le preoccupazioni più drammatiche espresse dall’autore in merito alla sicurezza alimentare e alla gestione delle risorse, temi centrali nel suo precedente saggio, “Il pianeta dei frigoriferi” (2022). Dopo aver analizzato lucidamente le criticità strutturali e globali dell’impronta umana sulle risorse, l’autore in questa nuova opera rivolge lo sguardo ai segnali di resilienza che la natura, nonostante tutto, continua a offrire. L’orsa che mangiava ciliegie si presenta quindi come un invito a considerare i meccanismi di adattamento del mondo naturale non come un’alternativa alle soluzioni tecnologiche o politiche, ma come una parte essenziale e forse decisiva per immaginare un futuro sostenibile, dove uomo e natura possano trovare un nuovo equilibrio.

    ​Mauro Balboni

    Mauro Balboni è nato a Bolzano nel 1958 e vive oggi in Svizzera (dopo essere passato per Austria e Inghilterra). Si è laureato in Scienze Agrarie all’Università di Bologna. È stato dirigente di livello internazionale nell’agroindustria, per la quale ha lavorato sia nella ricerca & sviluppo che negli affari governativi. Ha lavorato oltre 30 anni nella ricerca e sviluppo della grande industria agrochimica, la maggior parte dei quali come dirigente con responsabilità europee e globali. Ha vissuto a Milano, Bologna, Vienna, Oxford, Zurigo. Oggi risiede tra la Svizzera e il lago di Garda, dove ha trovato la sua vera life mission, quella di conservare un biotopo di prati magri e i suoi legittimi residenti: le “carote ametista”, le cavallette dalle ali blu, le api, le farfalle e le orchidee rare. Dal 2017 scrive sui temi della sicurezza alimentare globale e dell’impronta del cibo sulle risorse e gli ecosistemi, prima con Il Pianeta mangiato e più recentemente con Il pianeta dei frigoriferi (edito da Scienza Express e uscito a maggio 2022). Nel resto del suo tempo gira l’Europa con il camper, a piedi o in bicicletta anche alla ricerca di agricolture e di cibi presenti, passati e futuri.

    #Balboni #Resilienza #Rewilding #saggio

  6. bell hooks: La volontà di cambiare. Uomini, amore e la via d’uscita dal patriarcato.

    La volontà di cambiare. Mascolinità e amore bell hooks saggio Il Saggiatore 2022 200 https://www.ilsaggiatore.com/libro/la-volonta-di-cambiare

    Un testo cruciale che affronta il paradosso della lotta femminista: come coinvolgere gli uomini nel loro processo di liberazione emotiva dal patriarcato. bell hooks svela il prezzo del potere maschile – la disconnessione dall’amore e da sé – e offre un potente antidoto basato sull’autostima sana e sulla vulnerabilità come vera forza.

    bell hooks non si smentisce mai. La caratteristica di bell hooks è la capacità di integrare l’indignazione, la rabbia, gli stati di ingustizia, alchemizzarli, e sintetizzarli in una pratica di liberazione fondata sull’amore nel senso più concreto del termine.

    La volontà di cambiare affronta uno dei punti ciechi di gran parte del pensiero e della letteratura femminista, ossia: la realtà del cambiamento emotivo maschile nel superamento di un sistema di relazioni patriarcale. Il femminismo, bell hooks ci dice, ha creato forze essenziali di denuncia, rivendicazione e cambiamento, e spazi di supporto per la liberazione femminile. Quello che ha faticato, e fatica tuttora a creare, è lo spazio per il processo di cambiamento dell’identità maschile, che paradossalmente è il suo obiettivo principale. Trovo che 20 anni dopo, pur con cambiamenti, questo paradosso resti ancora attuale.

    La liberazione dal patriarcato, bell hooks ci dice, deve necessariamente essere un processo di liberazione anche per gli uomini. Il prezzo di appartenenza al patriarcato, il prezzo dei suoi (molto reali) vantaggi di potere, è per gli uomini una rottura nel rapporto con se stessi, la possibilità di amare e ricevere amore, e di vivere in relazione. È questa negazione, bell hooks ci dice, che sta alla radice di gran parte della rabbia e violenza maschile che è così endemica nella nostra società. Il patriarcato grantisce immunità in questa espressione perversa del bisogno di connessione e autostima, mentre con l’altra mano punisce le sue espressioni più autentiche.

    L’antidoto alla logica della dominazione, bell hooks ci dice, oltre e al di là della lotta rivendicativa, è quindi che ci sia la possibilità culturale e relazionale di sviluppare un’autostima sana, per gli uomini che cercano, più o meno consciamente, di liberarsi dal terrore patriarcale della vulnerabilità (e dalla conseguente falsa equazione di forza con invulnerabilità). Questa liberazione a sua volta diventa una liberazione dai meccanismi comportamentali patriarcali di soddisfazione surrogata del bisogno umano di connessione, come il sesso oggettificato, il lavoro come unica fonte di autostima, la disconnessione relazionale attraverso la divisione del lavoro domestico, la prevaricazione, l’uso del femminile per la propria sublimazione emotiva, le dipendenze, la disconnessione dalla propria capacità di creare, sentire, curarsi di se stessi. Bell hooks non lo menziona, ma generalmente parlando, tra le persone cisgenere neurotipiche si stima che a livello globale gli uomini si tolgano la vita circa 1.8 volte più spesso delle donne. Questo fatto, di suo, è un sintomo del patriarcato, ma anche del vuoto di supporto per gli uomini che ne hanno bisogno.

    Parte di questo processo, per il lato femminile, è a sua volta liberarsi dal dogma patriarcale dell’invulnerabilità maschile, e sviluppare la capacità di accogliere l’espressione emotiva maschile, pur senza ricadere in asimmetrie relazionali patriarcali. Ancora una volta, bell hooks fa luce sulle contraddizioni tra il livello politico e il livello emotivo che ancora spesso persistono nel femminismo: spesso il messaggio per gli uomini diventa, “cambia, ma arrangiati”, o “cambia, ma resta l’uomo forte, invulnerabile e indipendente”, o “cambia, ma senza spazi di supporto collettivo”. Per le donne, accettare la possibilità questo cambiamento, ci dice bell hooks, è anche potenzialmente dover ammettere la ferita lasciata da un bisogno di amare ed essere amate dagli uomini, che il patriarcato ha deluso.

    Questo libro apre molte possibilità di riflessione, tra cui, per esempio, come coniugare la necessità di supporto emotivo maschile con la necessità di parità emotiva nelle relazioni, l’esplorazione del ruolo dell’omofobia nel mantenimento dell’identità maschile patriarcale, ed esempi attuali di mascolinità non patriarcali, ad esempio nella comunità transgenere, o in altri contesti. Resta un libro eccellente che articola realtà e possibilità emotive che permettono di vedere oltre la critica politica per sviluppare una visione concreta di un mondo alternativo.

    bell hooks

    bell hooks (Gloria Jean Watkins, 1952-2021) è stata una delle voci più influenti della critica culturale e del femminismo radicale. Scrittrice prolifica, attivista e accademica, il suo lavoro ha analizzato in profondità le intersezioni tra razza, classe e genere. La sua teoria si fonda sull’etica dell’amore e della comunità come pratica di liberazione e resistenza al sistema di dominazione, rendendola una figura fondamentale non solo per il pensiero femminista, ma per l’attivismo sociale globale.

    #BellHooks #femminismo #ilSaggiatore #saggio

  7. oggi, 23 maggio, piacenza: presentazione de “l’antivassalli”, di eugenio gazzola

    Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, oggi, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.

    Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.

    “Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: https://www.ilmiogiornale.net/lantivassalli-gazzola-presenta-ultimo-libro-allo-spazio-bft-piacenza/

    #EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa

  8. Eugenio Gazzola presenta il suo ultimo libro, L’AntiVassalli, allo Spazio Bft di Piacenza, venerdì 23 maggio, alle ore 18 presso lo Spazio Bft (vicolo Edilizia 25). Durante l’incontro, a cura del Tiff – Collettivo di fotografia creativa, Gazzola parlerà dell’opera in dialogo con Fulvio Guerrieri.

    Di Sebastiano Vassalli l’autore “ricostruisce, attraverso l’analisi della vita e delle opere, il ventennio durante cui ha percorso le strade dell’avanguardia letteraria e artistica, tenendosi con ostinazione ai margini del successo e dell’industria culturale”, si legge nella sinossi del testo, pubblicato dalla casa editrice fiorentina Le Lettere.

    “Dopo un breve passaggio nella Pop Art”, Vassalli “si è dedicato alla scrittura sperimentale. Ha frequentato alcuni autori del Gruppo 63, come Sanguineti e Manganelli, prediligendo la ricerca verbo-visuale al fianco dei poeti di confine tra parola e immagine, come gli emiliani Spatola, Costa, Torricelli, Vicinelli“. In quegli anni “ha dato vita e ha rappresentato i grandi movimenti letterari. Verso la fine degli anni Settanta, per Vassalli ha inizio un ripensamento che dura un decennio…” –> art. intero qui: https://www.ilmiogiornale.net/lantivassalli-gazzola-presenta-ultimo-libro-allo-spazio-bft-piacenza/

    #EugenioGazzola #FulvioGuerrieri #Gruppo63 #LAntiVassalli #LeLettere #letteratura #Piacenza #poesia #prosa #ricercaLetteraria #ricostruzioni #saggio #SpazioBft #sperimentazione #TiffCollettivoDiFotografiaCreativa

  9. Femminismi futuri a cura di Lidia Curti

    Descrizione: Tra letteratura, scienza, arte e attivismo digitale, dal cyber allo xeno-femminismo, fino alla nuova ecologia di Donna Haraway: una lunga cavalcata tra i romanzi fantastici e di fantascienza speculativa femminile, da Ursula K. Le Guin a Octavia Butler, Nnedi Okorafor, fino alle artiste afrofuturiste che stanno disegnando un nuovo scenario, reale e immaginario, del futuro che ci aspetta. Una ricerca del gruppo “Femminismi futuri” – coordinata dalla decana di Anglistica Lidia Curti – che propone una serrata interrogazione sulle molte domande che vengono dal femminismo del nuovo secolo in una società insidiata dai fantasmi e mostri dell’antropocene e attraversata dal progresso digitale e tecnologico che stabilisce chi siamo e come viviamo, caratterizzando sviluppo economico e politico e vita quotidiana. Temi di assoluta attualità nel dibattito culturale e politico a livello internazionale.

    L’ho già scritto, ma l’ho fatto solo sul Fediverso e moltə di voi non lo frequentano, quindi lo ribadisco qua prima ancora di iniziare a scrivere di questo libro: se siete appassionatə di fantascienza, leggetelo! Non è un libro facile, perché scritto da persone con un titolo di studio elevato e specifico sull’argomento, ma la fatica che potrete fare nel raccapezzarvi ne varrà la pena.

    Questa raccolta di saggi, infatti, è curata da Lidia Curti, che è stata professore onorario all’Università di Napoli “L’Orientale” e studiosa femminista di studi culturali e post-coloniali, e raccoglie le riflessioni nate all’interno del gruppo di lettura e ricerca omonimo, composto da studiose di età e interessi diversi. I libri oggetto di lettura e indagine sono stati diversi e molti di sicuro vi diranno qualcosa (La vegetariana di Han Kang, La mano sinistra del buio di Ursula K. Le Guin, il Ciclo delle Parabole di Octavia E. Butler, la serie Binti di Nnedi Okorafor e molti altri).

    I saggi sono tutti molto stimolanti: mi hanno fatto venire una voglia matta di fantascienza e mi sono segnata diversi titoli di opere che non avevo mai sentito nominare. Essendo elaborati di studiose ci sono delle interpretazioni e dei collegamenti ai quali non avrei mai pensato da sola e sono loro molto grata per avermi dato delle chiavi di lettura capaci di spalancare le porte della visione femminista del futuro.

    Il femminismo, infatti, è pensiero e pratica in continua evoluzione: ama indagare cosa c’è al di là di ogni confine, mescolare le carte e uscire dalle norme. Per questo la fantascienza femminista è così ricca di storie dove si abbattono le barriere identitarie e si comunica tra soggetti che si vorrebbero estranei. E vedere strade nuove per unire le nostre società è proprio quello che ci manca in questo momento.

    #fantascienza #femminismo #libriCheParlanoDiLibri #nonFiction #nonfictionItaliana #PdM2025 #saggio

  10. Guida al manga di Osamu Tezuka

    Descrizione:“Vi andrebbe di disegnare un manga?” Con queste parole il Dio del Manga in persona, Osamu Tezuka, apre la sua guida, dedicata a tutti coloro che desiderano saperne di più su questo affascinante mondo. Con consigli pratici e suggerimenti (come trovare un’idea e sviluppare una storia, come passare da scarabocchi a matita a una tavola strutturata), capitolo dopo capitolo l’autore di Kimba e i Tre Adolf svela le sue tecniche e le regole di un linguaggio che ha contribuito a creare. Pubblicata nel 1977, la Guida al Manga è un testo fondamentale studiato da generazioni di mangaka e una lettura preziosa anche per appassionati e aspiranti autori dei giorni nostri.

    Nonostante non sia una gran lettrice di manga, quando ho visto che J-POP avrebbe portato in Italia Guida al manga di Osamu Tezuka mi sono letteralmente sentita chiamare. E come dire di no all’autore che ha inventato un numero spropositato di caratteristiche e generi che oggi siamo abituatə ad associare al manga e all’animazione giapponese?

    Infatti, non mi sono affatto pentita della mia decisione; anzi, devo dire che per certi versi Tezuka mi ha sorpreso. Non mi aspettavo che fosse così simpatico e alla mano: innanzi tutto, lo scopo di Tezuka non è farvi diventare ə mangaka del secolo, ma di insegnare a chiunque lo desideri a mettere giù una storia, magari solo per il sollazzo di amicə o figliə. Può sembrare una sciocchezza, ma in un mondo dove tutto deve essere monetizzato altrimenti è una perdita di tempo, mi è sembrata degna di nota: imparare a fare qualcosa solo per la gioia di farla e condividerla liberamente.

    Poi è un manuale molto pratico e concreto: immagino che alcune parti, come quella dedicata agli strumenti del mestiere, siano superate, ma tutta la parte sulla costruzione della storia mi è sembrata ancora molto utile, soprattutto grazie all’accompagnamento delle illustrazioni dell’autore. Ci sono anche molti consigli che rendono Tezuka molto moderno: per esempio, la sua raccomandazione sul rispettare in maniera imprescindibile i diritti umani fondamentali, per quanto si possano trattare anche temi controversi e violenti, fa molto cultura “woke” – il che mette bene in evidenza come il terrore per questə progressistə che pretendono diritti e rispetto sia solo panico morale. Vi ricordo che Tezuka era nato nel 1928 e ha pubblicato questa guida nel 1977.

    Francamente mi sento di consigliarne la lettura anche se non avete mai letto un manga in vita vostra e non vi interessa disegnarne: contiene molti consigli utili per la costruzione di qualunque storia, resi in maniera semplice e immediata. È un po’ come ascoltare un nonno che ti racconta quello che ha imparato nella sua esperienza: magari alcune cose non si applicano al presente, ma sentire il nonno fa sempre piacere.

    #fumetti #libriCheParlanoDiLibri #manga #nonFiction #saggio

  11. Noam Chomsky: la forza della ragione contro il potere

    La ragione contro il potereNoam Chomsky e Jean Bricmont saggioPonte alle graze2019137

    Noam Chomsky, in dialogo con Jean Bricmont, analizza il rapporto tra ragione e potere in un mondo dominato da ingiustizie e controllo. Attraverso due interviste illuminanti, l’

    magozine.it/noam-chomsky-la-fo

    #ArteECultura #RecensioniLibri #chomsky #controinformazione #PonteAlleGrazie #saggio

  12. “Con gli occhi aperti”: guida completa al sogno lucido e alla consapevolezza onirica

    Title:Con gli occhi aperti. Il sogno lucido tra neuroscienze ed esperienze contemplativeAuthor:Francesco TormenGenre:manualePublisher:Il SaggiatoreRelease Date:marzo 2024Pages:568Source:https://www.ilsaggiat

    magozine.it/con-gli-occhi-aper

    #FilosofieEPsicologia #RecensioniLibri #IlSaggiatore #manuale #saggio #SogniLucidi

  13. CW: Quattro libri sulla politica (niente USA, ma magari oggi ne avete abbastanza di politica)

    Buon mercoledì, prodi seguaci!🐰

    Quanto è un brutto momento da uno a infinito per pubblicare ben quattro recensioni su altrettanti libri di politica? Lo so, lo so, oggi ne avete le palle piene di politica, ma ci ho pensato quando ormai le avevo già scritte, quindi eccoci qua. La buona notizia è che si parla per lo più di politica europea e non di stretta attualità.

    “Sovranità” è stato uno dei termini chiave del linguaggio politico a partire dalla prima età moderna e, spesso in accezioni e derivazioni improprie (come “sovranismo”), continua a esserlo anche oggi. Il suo senso, però, è sempre stato vago e fragile in virtù di una contraddizione esplosiva: alle sue origini c’è una crisi estrema, la fine della legittimazione dall’alto dell’autorità, il venir meno della teologia politica medievale. “Sovranità” è un ponte gettato sul vuoto del silenzio di Dio, è lo sforzo disperato di distinguere il potere dalla nuda forza mantenendolo ancorato a un principio, in un contesto antropologico in cui più nulla distingue il detentore dell’autorità da chi subisce l’autorità e la sola sostanza del potere è il consenso. Sforzo ancor più disperato oggi, probabilmente. Ma appunto per questo irrinunciabile se si vuole mantenere un (debole) argine etico alle derive violente.

    Visto che si fa un gran parlare di sovranismo, mi è parso interessante leggere un libro sulla storia del concetto politico di sovranità. Alfieri non parla mai di sovranismo, ma da quello che ci racconta dell’evoluzione della sovranità è possibile farsi una propria idea di questa sua derivazione.

    L’ombra della sovranità ci mette davanti a una constatazione che a forza di “il popolo ha sempre ragione” magari abbiamo dimenticato che «può darsi benissimo che “il popolo” elegga Hitler, e se non elegge Hitler sicuramente eleggerà un bel po’ di cialtroni». Il che non vuol dire che bisogna tornare alle dittature illuminate o al sovrano assoluto, ma che essere popolo significa essere legatə da un vincolo di solidarietà che ci rende tuttə responsabili di raccogliere l’ereditò di chi è venutə prima di noi e di garantire delle condizioni di vita dignitose a chi verrà dopo di noi. Alla luce di questo, è abbastanza evidente che la nostra democrazia non se la sta passando troppo bene.

    Sono consapevole che la nausea della politica scorre potente dentro di noi, ma ritengo molto importante dare spazio a libri che potrebbero risollevare la banalità estrema del nostro dibattito pubblico: iniziare a capire cos’è questa sovranità che la Costituzione dice appartenerci mi sembra un buon punto di partenza.

    Da Europa, opera edita da Treccani rivolta in particolare ai lettori giovani, per consentire una migliore comprensione delle potenzialità del progetto europeo attraverso più piani interpretativi, questo libro offre un estratto di saggi raggruppati sotto il tema dei luoghi e della memoria. Introdotto e curato da Mariuccia Salvati, I luoghi della memoria si interroga su quali basi culturali e sociali poggino le istituzioni dell’Unione Europea, tracciando una geografia che non è solo luogo ma rappresentazione e ricordo. I singoli saggi dedicati al Mar Mediterraneo, al Danubio, al Reno, a Westminster, a Weimar e ad Auschwitz ci rammentano che l’Europa «non è mai stata il risultato di un preordinato percorso storico, bensì sempre una scelta: la scelta di interrompere un percorso conflittuale apparentemente iscritto nelle cose per dare, con la forza delle idee, nuova vita all’Utopia europea».

    In questo volume sono raccolti sette saggi che intendono parlare di luoghi fisici e simbolici che sono stati abbastanza significativi da diventare luoghi di memoria per ə cittadinə dell’Unione Europea. I luoghi in questione sono il Mediterraneo, il Reno, il Danubio, Westminster, Weimar, Auschwitz e il Muro di Berlino.

    Se alcuni di questi, come il Muro di Berlino o Auschwitz, possono sembrare quasi banali – d’altro canto, in quanto cittadinə europeə, questo non fa che dimostrare la bontà della selezione – altri destano la nostra curiosità. Si tratta di un libriccino interessante per guardare da un punto di vista lievemente diverso a luoghi di cui abbiamo sempre sentito parlare, quand’anche non ci fossero anche prossimi geograficamente.

    Tratto da “Europa. Culture e società” – opera edita da Treccani che analizza aspetti delle società e delle culture che hanno contribuito a rendere possibile l’unione di paesi che avevano alle spalle numerose e anche recenti lotte fratricide – questo volume offre una panoramica dei valori e delle appartenenze religiose nuove e tradizionali che caratterizzano le diverse aree dell’Europa attuale. Non solo vengono esaminate nei loro elementi fondamentali le più importanti fedi che caratterizzano l’eredità religiosa europea, il cattolicesimo romano e quello ortodosso, l’ebraismo e il protestantesimo, ma viene delineata una nuova geografia religiosa, con l’emergere di un islam europeo, di nuovi movimenti e gruppi importati attraverso l’immigrazione. La modernizzazione e l’industrializzazione che hanno caratterizzato la storia dell’Unione Europea hanno generato anche un processo accelerato di secolarizzazione che distingue questi territori e queste culture da altre aree geografiche sviluppate, come gli Stati Uniti, facendone, secondo alcune interpretazioni, un “caso eccezionale”.

    Anche questo è una raccolta di saggi e il tema è la religione nell’Unione Europea. Si inizia con un saggio di Loredana Sciolla che esamina la teoria della modernizzazione – secondo la quale a un avvento della modernità segue un declino della religione – e arriva alla conclusione di come questa sia più una caratteristica europea che un paradigma universale.

    Da qui poi ci sono una serie di saggi su varie religioni e su come queste siano anche cambiate nel tempo e di come abbiano non solo influenzato le società europee, ma di come ne siano state a loro volte influenzate. È stata davvero una lettura stimolante, dato che solitamente nei dibattiti dove la religione è rilevante vengono sembra chiamate a partecipare le persone più fuori di testa di quel credo o tutto finisce in caciara perché c’è quellə contentə che si lascino teste di maiale davanti alle moschee.

    Ecco, per dimostrare che si può convivere civilmente sarebbe bello cominciare a far girare le interpretazioni dei testi sacri più moderne e affini alla nostra sensibilità del XXI secolo. Sapete, una di quelle cose che dovrebbe fare il nostro servizio pubblico…

    Di “nazione” – e “nazionalismi” – si sente parlare quotidianamente, con le più diverse declinazioni e anche derive ideologiche, ma come nasce il concetto e come si è evoluto nel corso della storia? Ce lo mostrano i saggi raccolti in questo volume: l’ampia e approfondita ricostruzione di Rosario Romeo, che illustra l’evoluzione del termine a partire dalla seconda guerra mondiale, culmine ed esito (drammatico) dei principi stabiliti dalla Rivoluzione francese, è preceduta dalle puntuali riflessioni di Felice Battaglia e Walter Maturi che, di poco precedenti proprio a quel conflitto da cui parte l’analisi di Romeo, acquisiscono oggi particolare valore storico, definendo la distinzione del concetto di “nazione” da quello di “Stato” e rintracciando l’origine del “principio” di nazionalità nella prima età moderna e più ancora nel pensiero di Rousseau e Herder. Introduce e amplia il punto di vista degli storici la prospettiva filosofica di Marcello Mustè, che guarda anche agli sviluppi degli ultimi decenni e alle articolazioni politiche nel contesto contemporaneo.

    Questa raccolta di saggi mi ha lasciata piuttosto perplessa: c’erano delle affermazioni che mi parevano strane anche nell’eventualità che a pronunciarle fosse una persona di orientamento politico diverso dal mio. Sono quindi andata a controllare ed effettivamente un saggio è del 1934 e uno del 1974. Quindi se questo libro cattura la vostra attenzione, tenete presente che leggerete delle considerazioni che non sono invecchiate benissimo.

    Al contempo però offre uno sguardo sull’Europa al quale oggi non siamo più avvezzə e l’ho trovato interessante proprio per questo: in questo senso, capisco perché a Treccani sono andatə a spulciare nei loro archivi per ripubblicare questi saggi.

    Se siete arrivatə fino a qui nonostante la giornata dall’aria pesante, complimenti! Non ho premi da darvi, ma spero che non stiate esagerando con la consultazione delle notizie: anche quello fa male.

    A presto!🫂

    https://lasiepedimore.com/2024/11/06/quattro-libri-sulla-politica/

    #filosofia #nonFiction #nonFictionItaliana #politica #saggio #sociologia #storia

  14. La Fase di Michael Raduga: tecniche per fare viaggi astrali e obe

    Title:La Fase. Un manuale pratico per il Sogno Lucido ed i Viaggi Extra-CorporeiAuthor:Michael RadugaGenre:manualeRelease Date:2019Pages:375Source:oobe.it/scarica-gratuito-libro

    La Fase

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    #FilosofieEPsicologia #RecensioniLibri #LaFase #manuale #obe #raduga #saggio #unolibri #ViaggiAstrali

  15. Pane e rivoluzione: l’anarchismo migrante italiano nel mondo

    Title:Pane e rivoluzione l'anarchia migrante (1870-1950)Author:Antonio SentaGenre:SaggioPublisher:ElèutheraRelease Date:luglio 2024Pages:220Source:eleuthera.it/scheda_libro.php?

    Pane e rivoluzione

    Un viaggio nella storia del

    magozine.it/pane-e-rivoluzione

    #RecensioniLibri #anarchia #Anarchici #anarchismo #eleuthera #saggio #unolibri

  16. Il servizio di Alessandro Trevisani sulle Edizioni Volatili è presente nell’edizione odierna, 29 luglio, del TgMarche, a circa 15′ 36”:

    https://www.rainews.it/tgr/marche/notiziari/video/2024/07/TGR-Marche-del-29072024-ore-1400-ee37c6cd-449e-46a2-aee6-ace8d84ae88b.html

    Qui una versione solo audio del servizio:

    *

    Le edizioni sono dirette e curate da Giuditta Chiaraluce e Giorgiomaria Cornelio. La stampa è a cura delle Grafiche Fioroni: nel servizio viene intervistato Andrea Pizzuti.

    https://slowforward.net/2024/07/29/edizioni-volatili-un-servizio-del-tg-marche/

    #AlessandroTrevisani #AndreaPizzuti #art #arte #carte #disegni #editoriIndipendenti #edizioni #EdizioniVolatili #esoeditoria #GiorgiomariaCornelio #GiudittaChiaraluce #GraficheFioroni #poesia #prosa #saggio #stampa #TGMarche #TgMarche #tipografia

  17. Un premio a partecipazione gratuita, con pubblicazione

    Premio nazionale L'Inedito sulle tracce del De Sanctis.
    Il bando per partecipare alla nuova edizione del Premio è al link www.delta3edizioni.com/BANDO_INEDITO_XVII.pdf
    Partecipaz. gratuita. 5 sezioni: Poesia, Romanzo, Racconto, Teatro, Saggio. Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2024 a: [email protected]

    #premiletterari #NONapagamento #poesia #romanzo #racconto #teatro #saggio

  18. Viaggio al termine della città: un’analisi storica e culturale

    Title:Viaggio al termine della cittàAuthor:Leonardo LippolisPublisher:ElèutheraRelease Date:aprile 2024Pages:184Source:eleuthera.it/scheda_libro.php?

    Un viaggio nel tempo

    Viaggio al termine della città è un viaggio nel tempo che porta il lettore in un

    magozine.it/viaggio-al-termine

    #RecensioniLibri #eleuthera #saggio #unolibri

  19. L'ultima recensione sul mio blog riguarda un libretto che potrebbe interessarvi se vi piace scrivere storie e sentite il bisogno di un aiuto per caratterizzare i vostri personaggi: L'Eroe Tematico di Miranda Pisione, che sfrutta l'Enneagramma per creare un metodo per la loro scrittura.

    Per leggere il mio blog dal fediverso > @lasiepedimore.com

    lasiepedimore.com/2024/05/21/l

    #Libro #Saggio #Scrittura #LaSiepeDiMore

  20. Buon mercoledì, prodi seguaci!🧙🏻‍♀️

    Oggi vi scrivo di due libri di storia, uno sulle figure femminili storicamente rilevanti del Medioevo e uno sulle streghe: sono entrambi di Il Saggiatore.

    Il Medioevo è da sempre visto come un’epoca sanguinaria di santi e di re, ma se scaviamo un po’ più a fondo possiamo vedere che «i secoli bui» erano tutt’altro che esclusivamente maschili. È solo il racconto della storia fino a oggi che ce lo ha fatto credere, è la nostra visione che è stata manipolata. Durante le sue ricerche, Janina Ramirez ha scoperto innumerevoli nomi di donne cancellati dai documenti storici, con la parola «femina» annotata accanto. Mentre i guardiani del passato avevano ordinato di bruciare i libri di autrici e distruggere le opere d’arte prodotte da artiste, una donna del XXI secolo ha riconnesso i fili delle vite sfaccettate di quelle vissute nell’età di mezzo. Femina va oltre i documenti ufficiali per svelare il vero impatto di donne come Jadwiga, l’unica «re» donna in Europa, Margery Kempe, imprenditrice e mistica girovaga, e Cynethryth, che poteva vantare una moneta coniata tutta sua. Attraverso la scoperta di queste figure femminili altrimenti rimosse, il nostro sguardo al passato muta: non possiamo essere ciò che non conosciamo. Una società più equa passa anche dal restituire alla metà femminile ciò che le spetta. Solo includendo nella nostra visione di storia tutte quelle donne che sono state cancellate dai documenti ufficiali potremo cambiare il nostro modo di guardare il presente e il futuro.

    Ho incrociato questo libro in biblioteca e l’ho preso in prestito perché aveva una prefazione molto interessante: lo scopo dell’autrice non è mettere le donne al centro, riscrivere la storia o tracciare differenze, ma usare una prospettiva diversa – cioè spostare l’attenzione sui personaggi femminili – in modo da tracciare un quadro più complesso che tenga conto del fatto che molteplici visioni coesistono, collaborano e si scontrano nello stesso tempo e nello stesso spazio.

    L’apparato bibliografico del libro è impressionante e penso sia un ottimo punto di partenza per approfondire le figure storiche citate, ma, dato che Ramirez si premura di contestualizzare le donne di cui racconta la vita, può anche essere letto piacevolmente come libro di storia e senza grandi conoscenze pregresse.

    È probabile che di alcune abbiate già sentito parlare, o perché molto famose – come Ildegarda di Bingen – o perché di recente hanno fatto molto parlare di sé – come la cosiddetta guerriera di Birka, che dalla sua tomba era stata considerata un guerriero, almeno fino ai risultati dell’estrazione del DNA, che hanno complicato la storia – ma ho trovato encomiabile il tentativo di rendere la società medievale più variegata ai nostri occhi, dato che non era affatto chiusa e retriva come i nostri modi di dire ci hanno abituato a pensare.

    Streghe che cavalcano lupi e iene, cortei notturni di morti senza riposo, uomini trasformati in animali, formule magiche in grado di controllare spiriti e divinità: ogni popolo e ogni cultura del mondo, dall’alba dei tempi fino a oggi, ha creduto nell’esistenza di individui capaci di nuocere agli altri attraverso poteri magici; personaggi che incutono paura o provocano repulsione, dai quali è necessario difendersi, le cui caratteristiche vanno a formare la sfaccettata figura della strega. Dall’Africa al Baltico, dall’antica Grecia alle Americhe, le streghe hanno tratti sorprendentemente simili: agiscono di notte, causano malattie e morte a distanza, sono particolarmente pericolose per i bambini, costituiscono una minaccia per l’ordine sociale. Il mondo antico teme e disprezza chi pratica la stregoneria perché considera i suoi poteri un tentativo di appropriarsi di prerogative divine, e nella Roma imperiale la magia è combattuta ferocemente in nome della religione ufficiale. Altre culture oppongono alla stregoneria figure specifiche dotate a loro volta di poteri straordinari, come esorcisti specializzati in Africa, i praticanti delle tradizioni sciamaniche in Siberia ed Europa settentrionale o i benandanti friulani. Nell’Europa continentale del Medioevo streghe e guaritori dai poteri innati convivono con maghi eruditi eredi di una tradizione di magia rituale che ha origine nell’antico Egitto. A partire dalla fine del XIV secolo la cultura cristiana produce lo stereotipo della strega diabolica, schierata con le forze del male nell’eterna battaglia contro la Chiesa, che è all’origine delle persecuzioni dell’età moderna. Dappertutto e in ogni tempo le persone etichettate come streghe sono il capro espiatorio di tensioni e invidie all’interno delle comunità. Ronald Hutton, studioso di magia e paganesimo, seguendo le orme di Carlo Ginzburg e Wolfgang Behringer esamina la credenza nelle streghe da ogni angolazione e in prospettiva globale, attraverso epoche e continenti, a caccia dei nessi tra le tradizioni folkloriche di svariati popoli e società. “Streghe” è una discesa vertiginosa nelle più oscure e antiche fantasie dell’umanità, che testimonia come la nostra fascinazione per la paura e l’ignoto non abbia confini di spazio e di tempo.

    Streghe è il libro che fa per voi se volete un resoconto storico e antropologico della figura della strega che, continuando ad abitare le nostre storie, si è evoluta in qualcosa di molto diverso rispetto al passato. Anzi, Hutton osserva che l’Europa è stata l’unica area del mondo nella quale la strega è sì diventata una sorta di seguace di un’antireligione ed è stata perseguitata duramente per questo, ma dove si è anche smesso in gran parte di credere alla sua esistenza (arrivando perfino a celebrarla come simbolo di indipendenza femminile).

    Ovviamente a livello storico le cose sono più complesse dell’idea che abbiamo delle streghe, idea che perlopiù ci viene dalla cultura di massa, grazie alle innumerevoli storie che le ritraggono e che le fanno essere sempre popolari. Per esempio, a seconda del periodo storico e del contesto geografico in esame, non è nemmeno vero che la maggior parte delle persone accusate di stregoneria siano state donne.

    Hutton ha fatto davvero un lavorone nel mettere insieme tutto quello che sappiamo e quello che pensavamo di sapere sulle streghe, con uno sguardo che cerca di abbracciare tutto il mondo per cercare di spiegare come è nata questa figura e come si è evoluta fino a oggi. Direi una lettura imprescindibile se siete interessatǝ all’argomento.

    Direi che queste due letture sanno più di autunno e Halloween che di primavera, ma, ehi, c’è sempre la notte di Valpurga/Beltane/Calendimaggio in arrivo: perché non cogliere l’occasione per rispolverare vecchie tradizioni e fare baldoria?

    A presto!🧹

    https://lasiepedimore.com/2024/04/17/libri-su-streghe-donne-e-medioevo/

    #antropologia #femminismo #folklore #medioevo #nonFiction #religione #saggio #storia

  21. “Gli sciamani non ci salveranno”

    "Gli sciamani non ci salveranno"Stefano De MatteisSaggio antropologicoElèuthera editrice2023PDF176 paginehttps://eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=583

    Viviamo in tempi pazzi, come si suol dire. Guerre, crisi climatica, economia allo sfascio... Ognu

    magozine.it/gli-sciamani-non-c

    #CrisiAmbientale #FilosofieEPsicologia #RecensioniLibri #Storia #ambiente #antropologia #ecologia #saggio #saggistica #sciamani #societ

  22. Di tutti noi appassionati di «libri», che ne celebriamo la bellezza e il pregio, chi può dire di conoscere i passaggi della metamorfosi dal testo all’oggetto? Chi sa quante sono e di chi sono le case editrici, e perché usano quasi tutte lo stesso font? Chi ha capito come si contano le copie nelle classifiche pubblicate nei supplementi culturali dei quotidiani e perché i libri spariscono così rapidamente dalle vetrine delle librerie? Chi sa perché a volte vengono scritti nei fatti da qualcun altro, editor, traduttori, ghostwriter?

    Finalmente sono riuscita a recuperare il numero di Cose Spiegate Bene dedicato ai libri: al piacere di leggere un libro dedicato ai libri si aggiunge quello di leggere uno spiegone del Post, che, come di consueto, è semplice e alla portata di tuttə. Per fortuna, perché quello dell’editoria è un mondo piuttosto oscuro e che dà l’impressione che il grosso del lavoro lo faccia la persona che scrive.

    In realtà, le figure professionali che ruotano attorno al libro sono tantissime e questo spiega anche perché il prezzo finale non può calare più di tanto, nemmeno se si parla di ebook visto che la stampa incide per meno del dieci percento. Il che vuol dire che, come per tutti gli altri beni e servizi, se costa molto poco qualche lavoratorə è statə pagatə in modo insufficiente. Pensiamoci prima di lamentarci troppo dei prezzi.

    A proposito dei libri contiene molte informazioni interessanti, alcune più rare, come un approfondimento sui font, sui tipi di carta e sul perché le traduzioni arrivino molto tempo dopo l’uscita in lingua originale; altre, invece, sono più curiose, come l’approfondimento su quali libri vengano rubati nelle librerie, approfondimento che mi rimanda immediatamente al ricordo di Terry Pratchett, che era molto fiero di essere l’autore più rubato nelle biblioteche inglesi.

    Si tratta quindi di un libriccino simpatico e interessante per chiunque ami leggere e voglia approfondire com’è che quel libro è arrivato nelle sue mani, pronto per essere letto. Personalmente ho solo fatto un po’ fatica a leggere sulle pagine colorate di blu, che dopo poche righe mi davano fastidio agli occhi: per fortuna sono articoli piuttosto brevi. Forse un azzurro meno aggressivo sarebbe stato più amichevole.

    https://lasiepedimore.com/2024/01/31/a-proposito-di-libri-cose-spiegate-bene-1-a-cura-di-arianna-cavallo-e-giacomo-papi/

    #libriCheParlanoDiLibri #nonFiction #nonFictionItaliana #saggio

  23. Analisi degli Archetipi Letterari in ‘Maschere e figure’ di Paolo Ruffilli

    Title:Maschere e figure. Repertorio dei tipi letterari.Series:collana SaggiAuthor:Paolo RuffilliGenre:saggioPublisher:Il ramo e la foglia edizioniRelease Date:2023Format:Pages:152Source:ilramoelafogliaedizioni.it/lib

    magozine.it/analisi-degli-arch

    #ArteECultura #archetipi #IlRamoELaFoglia #letteratura #Ruffini #saggio

  24. Il concorso si articola in 5 sezioni:
    − #Prosa edita (a tema libero);
    − Volume di poesia (a tema libero);
    − #Racconti, #favole, #fiabe (a tema libero anche se inserito in qualche antologia);
    − #Poesia singola (a tema libero anche se inserita in qualche antologia);
    − Sezione speciale #Saggio (edito ed inedito).
    oubliettemagazine.com/2023/05/

  25. Credo ad un #saggio quando gli ho sentito dire tre volte #dubito e due volte #nonso
    (Alphonse Karr)

  26. L’umorismo di Luigi Pirandello e differenza con comicità e ironia

    L'umorismoLuigi PirandellosaggioIntra edizioni2021164Luigi Pirandello, "L'umorismo" - Edizioni Intra

    Saggio di Luigi Pirandello, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, sull'umorismo.

    L'umorismo di Luigi Pirandello è un saggio diventato

    magozine.it/lumorismo-di-luigi

    #ArteeCultura #Recensionilibri #comico #Pirandello #saggio #satira #umorismo

  27. Due parole su Eliogabalo, su Artaud e su una concezione più moderna di anarchia…

    ...ogni anarchico non sprovveduto si pone di fronte al paradosso che Artaud propone nel suo saggio su Eliogabalo, in cui  considera gli anarchici come persone ch

    magozine.it/due-parole-su-elio

    #Recensionilibri #anarchia #Artaud #Borges #Eliogabalo #Kant #Libertàindividuale #Minimodigoverno #Nozick #Popper #saggio #Statominimo

  28. Donne nella Resistenza italiana nel saggio di Ilenia Rossini

    Il ruolo delle donne nella Resistenza al fascismo nel saggio storico edito da Red Star Press

    Title:Un fiore che non muore mai. La voce delle donne nella Resistenza italianaSeries:UnaltrastoriaAuthor:Ilenia RossiniGenre:Saggio storicoPublisher:Red Star P

    magozine.it/donne-nella-resist

    #Gendergap #antifascismo #libri #partigiani #Redstarpress #resistenza #saggio

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