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#rivolte — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #rivolte, aggregated by home.social.

  1. IRAN: La piazza non arretra

    Zazie nel metrò, mercoledì 18 febbraio alle ore 19:00 CET

    IRAN: La piazza non arretra

    Le piazze dell’Iran sono tornate a riempirsi, nonostante la repressione, nonostante gli arresti di massa e nonostante un numero altissimo e crescente di morti che segnano queste proteste con il sangue. Studenti, lavoratori, donne sfidano apertamente il potere, consapevoli dei rischi. È una mobilitazione che non arretra, che si rigenera e che continua a incrinare l’immagine di controllo totale del regime. Nelle piazze si levano slogan che colpiscono le fondamenta del regime, chiedendo la fine della dittatura religiosa, mentre continua a risuonare il grido: Donna Vita Libertà.

    La crisi è ormai strutturale, il regime risponde uccidendo innocenti, parlando di complotti e interferenze straniere.Le tensioni geopolitiche si intrecciano così con la crisi interna, rafforzando la linea securitaria, la stretta repressiva e alimentando una narrativa di accerchiamento che cerca di giustificare la repressione.

    Eppure, mentre la società si muove, l’opposizione resta divisa. All’interno agiscono reti femministe, movimenti studenteschi, sindacati indipendenti e organizzazioni legate alle minoranze etniche, in particolare curde e baluche; all’estero la diaspora è frammentata tra monarchici che fanno riferimento a Reza Pahlavi, il movimento dei Mujaheddin-e Khalq (MEK), gruppi repubblicani e forze della sinistra storica.

    La sfida politica decisiva è questa: trasformare la forza delle piazze — pagata a caro prezzo — in un progetto condiviso di transizione capace di andare oltre la sola caduta del regime.

    Ne parleremo con Parisa Nazari, interprete, mediatrice culturale e attivista, con Shiva Boroumand, attivista del movimento Donna, vita, libertà. Entrambe in prima linea a sostenere il coraggio e la resilienza delle donne iraniane.

    roma.convoca.la/event/iran-la-

  2. IRAN: La piazza non arretra

    Zazie nel metrò, mercoledì 18 febbraio alle ore 19:00 CET

    IRAN: La piazza non arretra

    Le piazze dell’Iran sono tornate a riempirsi, nonostante la repressione, nonostante gli arresti di massa e nonostante un numero altissimo e crescente di morti che segnano queste proteste con il sangue. Studenti, lavoratori, donne sfidano apertamente il potere, consapevoli dei rischi. È una mobilitazione che non arretra, che si rigenera e che continua a incrinare l’immagine di controllo totale del regime. Nelle piazze si levano slogan che colpiscono le fondamenta del regime, chiedendo la fine della dittatura religiosa, mentre continua a risuonare il grido: Donna Vita Libertà.

    La crisi è ormai strutturale, il regime risponde uccidendo innocenti, parlando di complotti e interferenze straniere.Le tensioni geopolitiche si intrecciano così con la crisi interna, rafforzando la linea securitaria, la stretta repressiva e alimentando una narrativa di accerchiamento che cerca di giustificare la repressione.

    Eppure, mentre la società si muove, l’opposizione resta divisa. All’interno agiscono reti femministe, movimenti studenteschi, sindacati indipendenti e organizzazioni legate alle minoranze etniche, in particolare curde e baluche; all’estero la diaspora è frammentata tra monarchici che fanno riferimento a Reza Pahlavi, il movimento dei Mujaheddin-e Khalq (MEK), gruppi repubblicani e forze della sinistra storica.

    La sfida politica decisiva è questa: trasformare la forza delle piazze — pagata a caro prezzo — in un progetto condiviso di transizione capace di andare oltre la sola caduta del regime.

    Ne parleremo con Parisa Nazari, interprete, mediatrice culturale e attivista, con Shiva Boroumand, attivista del movimento Donna, vita, libertà. Entrambe in prima linea a sostenere il coraggio e la resilienza delle donne iraniane.

    roma.convoca.la/event/iran-la-

  3. Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Zazie nel metrò, giovedì 29 gennaio alle ore 19:00 CET

    Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina.

    Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo.

    L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro.

    Ne discuteremo con l’attivista Nezum Uddin Hridoy, voce diretta del movimento studentesco bangladese, Gabriele Cecconi, fotografo documentarista che presenta una mostra fotografica sulle proteste e Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore su conflitti e politica globale.

    Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.

    roma.convoca.la/event/banglade

  4. Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Zazie nel metrò, giovedì 29 gennaio alle ore 19:00 CET

    Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina.

    Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo.

    L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro.

    Ne discuteremo con l’attivista Nezum Uddin Hridoy, voce diretta del movimento studentesco bangladese, Gabriele Cecconi, fotografo documentarista che presenta una mostra fotografica sulle proteste e Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore su conflitti e politica globale.

    Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.

    roma.convoca.la/event/banglade

  5. Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Zazie nel metrò, giovedì 29 gennaio alle ore 19:00 CET

    Bangladesh, Rivolte e GenZ

    Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina.

    Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo.

    L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro.

    Ne discuteremo con l’attivista Nezum Uddin Hridoy, voce diretta del movimento studentesco bangladese, Gabriele Cecconi, fotografo documentarista che presenta una mostra fotografica sulle proteste e Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore su conflitti e politica globale.

    Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.

    roma.convoca.la/event/banglade

  6. La buca della salvezza, sul muro della Chiesa della Gancia di Palermo

    Nel cuore della Kalsa, il 4 aprile 1860, mentre i colpi della Rivolta della Gancia echeggiano contro i Borbone, due patrioti – Gaspare Bivona e Filippo Patti – si celano tra i cadaveri nella cripta della chiesa di Santa Maria degli Angeli.

    Affamati, con le mani insanguinate, scavano freneticamente una breccia nel muro di via Alloro: nasce la “buca della salvezza”.

    Ma è l’astuzia delle donne palermitane della Kalsa, le più coraggiose del quartiere, che fingono un litigio furioso – urla, strattoni, improperi – distraendo i gendarmi quel tanto che basta perché i fuggitivi svaniscano nei vicoli.

    Tra lapide commemorativa e memorie popolari, questa feritoia sussurra ancora di un’epopea riscattata dal genio femminile palermitano.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=la-buca-della-salvezza-nella-chiesa-della-gancia-di-palermo-0e4a60

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #rivolte #popolari #risorgimento #fediphoto #fediverso

  7. La buca della salvezza, sul muro della Chiesa della Gancia di Palermo

    Nel cuore della Kalsa, il 4 aprile 1860, mentre i colpi della Rivolta della Gancia echeggiano contro i Borbone, due patrioti – Gaspare Bivona e Filippo Patti – si celano tra i cadaveri nella cripta della chiesa di Santa Maria degli Angeli.

    Affamati, con le mani insanguinate, scavano freneticamente una breccia nel muro di via Alloro: nasce la “buca della salvezza”.

    Ma è l’astuzia delle donne palermitane della Kalsa, le più coraggiose del quartiere, che fingono un litigio furioso – urla, strattoni, improperi – distraendo i gendarmi quel tanto che basta perché i fuggitivi svaniscano nei vicoli.

    Tra lapide commemorativa e memorie popolari, questa feritoia sussurra ancora di un’epopea riscattata dal genio femminile palermitano.

    https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=la-buca-della-salvezza-nella-chiesa-della-gancia-di-palermo-0e4a60

    #palermo #panormus #sicilia #sicily #italy #europe #world #picoftheday #picture #image #immagine #photo #photography #fotografia #storia #story #cultura #culture #arte #art #aspassoneltempo #aspassonellastoria #memorie #tradizioni #rivolte #popolari #risorgimento #fediphoto #fediverso

  8. Manifestazioni e proteste in Iran
    La situazione in Iran, come in molti paesi, è deteriorata in quasi ogni aspetto della vita. L'alta inflazione, il crescente valore del dollaro, della sterlina e dell'euro, il collasso della moneta nazionale, l'impennata del costo della vita, la mancanza delle libertà fondamentali ha creato condizioni insopportabili. Repressione, arresti, rapim
    umanitanova.org/manifestazioni
    #2025 #Articoli #DalMondo #iran #rivolte #teheran

  9. RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA DENTRO E FUORI

    📍 Tettoia dei Contadini a Porta Palazzo
    📅 venerdì, 14 aprile (17:00)

    RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA
    DENTRO E FUORI

    Durante i primi giorni di marzo 2023 il CPR di Torino ha chiuso per la prima
    volta dalla sua apertura. Non si sa ancora se e quando partiranno i lavori di
    ristrutturazione. Quel che sappiamo però é che se la detenzione amministrativa
    in Italia oggi conta 140 posti in meno é solo grazie al coraggio di chi ha
    lottato dentro la prigione di corso Brunelleschi. Il CPR é stato infatti
    decretato come completamente inagibile in seguito ad alcune grosse rivolte che
    hanno preso vita durante in mese di febbraio.

    IL 14 APRILE ALLE ORE 17 SOTTO LA TETTOIA DEI CONTADINI.

    Cercheremo di restituire un racconto di quelle rivolte contestualizzandole
    all’interno del momento attuale ma anche collocandole all’interno della storia
    di lotta contro i CPR degli ultimi anni. Il racconto guarderà anche alla
    solidarietà che si é organiz

    gancio.cisti.org/event/raccont

  10. RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA DENTRO E FUORI

    📍 Tettoia dei Contadini a Porta Palazzo
    📅 venerdì, 14 aprile (17:00)

    RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA
    DENTRO E FUORI

    Durante i primi giorni di marzo 2023 il CPR di Torino ha chiuso per la prima
    volta dalla sua apertura. Non si sa ancora se e quando partiranno i lavori di
    ristrutturazione. Quel che sappiamo però é che se la detenzione amministrativa
    in Italia oggi conta 140 posti in meno é solo grazie al coraggio di chi ha
    lottato dentro la prigione di corso Brunelleschi. Il CPR é stato infatti
    decretato come completamente inagibile in seguito ad alcune grosse rivolte che
    hanno preso vita durante in mese di febbraio.

    IL 14 APRILE ALLE ORE 17 SOTTO LA TETTOIA DEI CONTADINI.

    Cercheremo di restituire un racconto di quelle rivolte contestualizzandole
    all’interno del momento attuale ma anche collocandole all’interno della storia
    di lotta contro i CPR degli ultimi anni. Il racconto guarderà anche alla
    solidarietà che si é organiz

    gancio.cisti.org/event/raccont

  11. RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA DENTRO E FUORI

    📍 Tettoia dei Contadini a Porta Palazzo
    📅 venerdì, 14 aprile (17:00)

    RACCONTO DELLE RIVOLTE AL CPR DI CORSO BRUNELLESCHI E SULLA SOLIDARIETA’ FRA
    DENTRO E FUORI

    Durante i primi giorni di marzo 2023 il CPR di Torino ha chiuso per la prima
    volta dalla sua apertura. Non si sa ancora se e quando partiranno i lavori di
    ristrutturazione. Quel che sappiamo però é che se la detenzione amministrativa
    in Italia oggi conta 140 posti in meno é solo grazie al coraggio di chi ha
    lottato dentro la prigione di corso Brunelleschi. Il CPR é stato infatti
    decretato come completamente inagibile in seguito ad alcune grosse rivolte che
    hanno preso vita durante in mese di febbraio.

    IL 14 APRILE ALLE ORE 17 SOTTO LA TETTOIA DEI CONTADINI.

    Cercheremo di restituire un racconto di quelle rivolte contestualizzandole
    all’interno del momento attuale ma anche collocandole all’interno della storia
    di lotta contro i CPR degli ultimi anni. Il racconto guarderà anche alla
    solidarietà che si é organiz

    gancio.cisti.org/event/raccont

  12. @marcellomozzillo

    Il fatto che lo scrivono su Facebook fará si che molto prima del giorno 3 aprile se li bevono tutti casa per casa, sti genii..
    #privacy #repressione #riot #rivolte #peste