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#commercio — Public Fediverse posts

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  1. Più protezione, meno mercato: la spirale dei dazi UE che ci costerà l’export
    metallirari.com/piu-protezione
    Dall’acciaio al CBAM, passando per i macchinari: l’Europa rincorre ogni squilibrio commerciale con nuovi dazi e nuove barriere, innescando una spirale protezionistica che rischia di tagliarla fuori dai mercati export, lasciando ai concorrenti asiatici il vantaggio competitivo che Bruxelles pensava di difendere.
    #dazi #protezionismo #UE #acciaio #CBAM #commercio #manifatturaeuropea

  2. Entra in vigore la tassa per chi compra online merce proveniente dalla #cina, dicono per contrastare il #commercio di articoli economici e di scarsa qualità.
    Adesso puoi comprare gli stessi articoli cinesi di scarsa qualità, però su #amazon e senza #tasse aggiuntive.

  3. (Se non siete preoccupati di essere profilati perche' "non avete nulla da nascondere", forse dovreste pensare anche al portafoglio)

    Marco Camisani Calzolari - MCC - "313 - Pagheremo la spesa in modo diverso. Dipende da chi siamo "

    youtu.be/IBZobbPge2g

    #ai #ia #economia #commercio #web

  4. Le ECA, ovvero le agenzie di credito all'esportazione, sono strumenti finanziari pensati per sostenere l'export domestico, ma hanno un impatto notevole sulla transizione ecologica.

    Poiché il loro mandato è anche proteggere l'economia nazionale e i posti di lavoro, gli investimenti spesso promuovono ancora i produttori di combustibili fossili, distogliendo gli investimenti dalle rinnovabili.

    theconversation.com/the-hidden

    #ambiente #energia #commercio #environment #energy #trade

  5. L'Iran permette il passaggio a vascelli cinesi, come la petroliera Iron Maiden che ha attraversato lo stretto dopo aver segnalato proprietà cinese, mentre blocca o ostacola quelle occidentali legate a USA ed Europa. Questo regime favorisce Russia e Cina.

    #Iran #Hormuz #Cina #Russia #Usa #Europa #economia #commercio

  6. Lo yuan svalutato spinge le esportazioni cinesi e l’Europa va in difficoltà.

    Con un surplus commerciale record (1.200 miliardi di dollari nel 2025), la Cina sfrutta la svalutazione dello yuan per conquistare mercati.

    L’UE, già sotto pressione, rischia di subire la concorrenza su auto elettriche e acciaio.

    internazionale.it/notizie/ales

    #economia #geopolitica #commercio #economy #geopolitics #trade #china #eu

  7. Accordo commerciale UE-Mercosur: lo stop da Italia e Francia

    Voto a gennaio a causa dei timori per l'impatto sui produttori agricoli europei (l'accordo mira a eliminare i dazi doganali per oltre il 90% dei prodotti e coinvolge 800 milioni di persone).
    Roma e Parigi avranno più tempo per studiare un compromesso.

    #UE #Mercosur #Commercio #Agricoltura #Brasile #Argentina #Uruguay #Paraguay

    renewablematter.eu/mercosur-ac

    @politica

  8. La Cina ha imposto dazi temporanei (dal 21,9% al 42,7%) sui prodotti lattiero-caseari dell' #UE

    La decisione, basata su un'indagine anti-sovvenzioni, colpisce circa 60 aziende europee.
    Colpite duramente le esportazioni agroalimentari italiane, nel 2024 un valore di 71 milioni di euro, nel contesto delle più ampie tensioni commerciali tra UE e Cina.
    L'UE definisce i dazi "ingiustificati", sollecitando il dialogo.

    #Commercio #UECina

    reuters.com/world/china/china-

    @politica

  9. Smartphone 📱: a marzo spedizioni in aumento del 30% rispetto all'anno precedente, con un incremento del 51% delle scorte USA. India in crescita come origine, rappresentando il 26% delle spedizioni nel Q1 2025. #Smartphone #Tecnologia #Commercio 🌍

  10. #13maggio

    Oggi è la giornata mondiale del #commercio #equo e #solidale.

    Chi è il #consumatore responsabile?

    A questa domanda prova a rispondere l’articolo di #MilanLawReview, analizzando come questa #responsabilità sia da considerarsi una #virtù.

    Il consumatore definito responsabile prende seriamente il consumo, con scelte che sono influenzate da #informazione ed #educazione.

    ⬇️ riviste.unimi.it/index.php/mil

    #diritto #commercioEquo #trade #fairtrade #law #consumer #virtue

  11. Accordo Stati Uniti Cina: buone notizie anche per noi

    L’accordo appena siglato tra Stati Uniti e Cina sui dazi è una buona notizia. Non solo per loro, che da anni si contendono il primato globale a colpi di tariffe e ritorsioni, ma per tutti noi. È un segnale di distensione, e quando due potenze di quella taglia si parlano invece di farsi la guerra commerciale, l’aria si fa subito più respirabile. Anche per la Svizzera.

    Non si tratta solo di dazi. Si tratta, prima di tutto, di ridurre l’incertezza. E l’incertezza è il peggior nemico dell’economia. Quando le persone hanno paura del futuro, consumano meno. E quando i consumi calano, le imprese producono meno, assumono meno e addirittura licenziano. In aggiunta le aziende prevedono che le cose peggioreranno e quindi investono meno. Questo rallenta l’intera economia. E rallenta ovunque.

    Un accordo tra USA e Cina, quindi, ha un primo effetto immediato: riattiva la fiducia. E senza fiducia, l’economia non gira. Le aziende non pianificano, i consumatori non spendono, i governi rinviano. Ma se si ristabilisce un orizzonte stabile, allora si torna a investire, a produrre, a costruire. E la crescita riparte.

    Per la Svizzera questo è particolarmente importante. Siamo un Paese esportatore. Ma non solo: i nostri prodotti fanno parte di filiere globali complesse. Pensiamo all’orologeria, alla farmaceutica, alla meccanica di precisione, all’elettronica. Importiamo materie prime e componenti da tutto il mondo, li trasformiamo qui, e poi li rivendiamo. Se le regole del gioco cambiano continuamente, o se due giganti economici si fanno la guerra, noi finiamo nel mezzo. Dobbiamo pagare di più per quello che importiamo e vendere ad un prezzo più alto quello che vendiamo: insomma, il peggiore dei mondi.

    Un sistema aperto, stabile e prevedibile è la condizione minima per difendere il nostro modello economico. Più i grandi si parlano, più noi possiamo fare bene quello che sappiamo fare meglio: innovare, produrre qualità, vendere ad alto valore aggiunto.

    E c’è un altro punto. Quando i mercati si chiudono, i prodotti in eccesso finiscono da qualche altra parte. Se la Cina non riesce a vendere negli Stati Uniti, quei beni cercheranno sbocchi altrove. Anche in Europa. Anche da noi. E questo significa concorrenza più aggressiva, prezzi più bassi e difficoltà per i nostri settori.

    In sintesi: l’accordo tra Stati Uniti e Cina è una buona notizia perché riduce l’incertezza, protegge le catene globali di produzione e aiuta a evitare squilibri nei mercati. Non risolve tutto, ma è un passo nella direzione giusta. E per un’economia aperta come la nostra, è un passo che conta.

    Sintesi dell’intervista rilasciata a Radio Ticino, 12.05.2025

    Importante: sotto trovate un audio generato con la mia voce clonata dall’Intelligenza Artificiale: impressionante

    Ascolta: contenuto generato con voce clonata con l’IA

    #commercio #dazi #svizzera #USA