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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci
Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti
L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.
Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.
In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.
Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.
L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).
I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.
Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.
I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.
L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.
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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci
Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti
L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.
Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.
In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.
Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.
L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).
I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.
Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.
I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.
L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.
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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci
Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti
L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.
Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.
In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.
Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.
L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).
I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.
Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.
I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.
L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.
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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci
Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti
L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.
Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.
In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.
Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.
L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).
I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.
Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.
I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.
L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.
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PANGEA, l'operazione internazionale coordinata da INTERPOL contro il traffico illecito di farmaci
Nei mesi scorsi, nell'ambito della XVIII edizione di PANGEA, l'operazione internazionale volta a contrastare il traffico illecito di farmaci e prodotti correlati alla salute (dispositivi medici, cosmetici e sigarette elettroniche), sono state investigate condotte riconducibili a falsificazione, contrabbando di prodotti legali, evasione fiscale, cattiva conservazione e furti
L'iniziativa, coordinata a livello mondiale da #INTERPOL, ha coinvolto 90 Paesi, concentrando gli sforzi sulla sorveglianza del web (marketplace, social media, app di messaggistica e Dark Web), sull'ispezione fisica di farmacie sospette di vendita illecita e sul tracciamento di pacchi sospetti.
Lo sforzo congiunto di autorità doganali, enti regolatori e Forze di Polizia ha portato, a livello globale, al sequestro di oltre 6 milioni di unità posologiche di farmaci contraffatti, per un valore superiore ai 15 milioni di dollari. Le autorità hanno avviato 392 indagini, eseguito 269 arresti, smantellato 66 gruppi criminali e chiuso 5.700 siti web, pagine social e canali utilizzati per il commercio illegale.
In Italia, i controlli si sono svolti presso i principali hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, data l'elevata quantità di spedizioni gestite. In questi centri, team misti composti da militari dei NAS ( #CarabinieriTutelaSalute ), personale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), uffici USMAF e #GuardiadiFinanza, supportati dal Nucleo Carabinieri dell'Agenzia Italiana del Farmaco e dall'Ufficio Investigazioni Antifrode #ADM, hanno effettuato verifiche congiunte basate su criteri condivisi con l' #AIFA.
Grazie all'intensificazione dei controlli, sono state individuate e sequestrate, tra le spedizioni dirette in Italia, quasi 20.000 unità di farmaci illegali e falsificati, per un valore stimato di oltre 20.000 euro.
L'attività ha evidenziato un incremento dell'importazione illecita di antiparassitari come ivermectina e fenbendazolo (quest'ultimo autorizzato solo per uso veterinario), tornati sotto i riflettori dopo la pandemia a causa della promozione come presunti terapie anticancro. Restano rilevanti anche l'importazione di sostanze dopanti e prodotti "lifestyle", come farmaci per la disfunzione erettile (sildenafil, tadalafil, vardenafil) e per la perdita di peso (semaglutide e inibitori GLP-1).
I sequestri effettuati hanno inoltre innescato nuove indagini congiunte tra ADM e Carabinieri Tutela Salute, attualmente in corso. Oltre alle attività coordinate, i reparti territoriali dei Carabinieri per la Tutela della Salute hanno intensificato le ispezioni presso le farmacie e i siti web autorizzati, la vigilanza sulle vendite illegali da parte di soggetti non autorizzati e il controllo dei siti web illegali, avviando 24 nuove indagini. Queste hanno portato alla luce vendite illegali presso esercizi non autorizzati (negozi etnici), irregolarità in siti web di vendita di farmaci e parafarmaci e piattaforme illegali con registrar esteri.
Durante le operazioni sono state sequestrate oltre 13.000 unità posologiche di farmaci illegali e intercettati 32 siti web, per i quali è stata proposta l'oscuramento al Ministero della Salute.
I controlli della Guardia di Finanza, basati sull'analisi del rischio del Nucleo Speciale Beni e Servizi, hanno portato a significativi sequestri negli spazi doganali, in particolare negli aeroporti di Napoli Capodichino, Pisa, Roma Ciampino, Roma Fiumicino e Venezia Tessera, con il rinvenimento di sostanze dopanti. I reparti speciali del Corpo hanno inoltre provveduto all'oscuramento di ulteriori 10 siti internet illegali di origine estera, grazie a un monitoraggio più intenso della rete assicurato dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.
L'operazione ha consentito di raccogliere spunti investigativi sul traffico internazionale di farmaci, intercettando nuove tendenze di consumo nel mercato illegale e rafforzando la collaborazione istituzionale nel contrasto a questo fenomeno criminale.
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https://www.europesays.com/it/498046/ Paracetamolo, perché l’Aifa ha diffuso un richiamo sull’abuso tra adolescenti #abuso #adolescenti #aifa #diffuso #Health #IT #Italia #Italy #paracetamolo #perchè #richiamo #Salute
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La CIA escala una guerra «secreta» contra los cárteles en México: CNN; Harfuch rechaza versión
La discusión sobre el caso reactivó el debate sobre la presencia de agencias extranjeras en México y los mecanismos de colaboración internacional contra el crimen organizado. El gobierno federal sostuvo que cualquier intercambio de inteligencia se desarrolló bajo supervisión institucional mexicana. Hasta el cierre de esta información, las autoridades estadounidenses no emitieron un pronunciamiento adicional sobre las declaraciones de Omar García Harfuch.
Por Martín García | Reportero
El titular de la Secretaría de Seguridad y Protección Ciudadana (SSPC), Omar García Haarfuch, rechazó la versión difundida por CNN sobre una presunta participación de la Agencia Central de Inteligencia (CIA, por sus siglas en inglés) en la explosión de una camioneta ocurrida cerca del Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles (AIFA).
El hecho dejó dos personas muertas, entre ellas un presunto integrante del Cártel de Sinaloa identificado como “El Payín”. El titular de la SSPC, Omar García Harfuch, sostuvo que el gobierno federal negó cualquier operación extranjera encubierta en territorio mexicano.
El funcionario difundió un mensaje a través de redes sociales en el que afirmó que la cooperación bilateral con Estados Unidos se mantuvo bajo principios de soberanía y responsabilidad compartida. Precisó que las acciones conjuntas entre ambos países se desarrollaron mediante mecanismos institucionales previamente establecidos. También indicó que ninguna agencia extranjera actuó de manera unilateral dentro del país.
https://twitter.com/FiscaliaEdomex/status/2054338273799987271?s=20
La publicación de CNN señala que la explosión ocurrió tras la salida de una camioneta tipo Tacoma de las inmediaciones del AIFA. Según el reportaje, la CIA habría facilitado el ataque mediante un artefacto explosivo colocado dentro del vehículo. La información vinculó a las víctimas con operaciones del Cártel de Sinaloa.
Respuesta oficial
Omar García Harfuch aseguró que el gobierno federal rechazó categóricamente cualquier narrativa relacionada con operaciones letales extranjeras en México. Expuso que las autoridades mexicanas mantuvieron coordinación internacional únicamente en el marco legal vigente. Añadió que la colaboración bilateral permitió resultados relevantes en materia de seguridad regional.
El titular de la SSPC enfatizó que las investigaciones desarrolladas en México correspondieron exclusivamente a instituciones nacionales. Indicó que las autoridades mexicanas conservaron el control operativo y ministerial de cada caso. Reiteró que el respeto a la soberanía representó un eje permanente de la relación bilateral.
La explosión ocurrió el pasado 30 de marzo en las cercanías del Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles. El siniestro provocó la muerte de dos hombres vinculados presuntamente al crimen organizado. Las primeras versiones oficiales reportaron un incidente vehicular bajo investigación ministerial.
Investigación abierta
La Fiscalía General del Estado de México informó que mantiene abierta una carpeta de investigación sobre los hechos registrados el 28 de marzo de 2026. La dependencia señaló que hasta el momento no existió una conclusión definitiva sobre las causas exactas de la explosión. También rechazó las afirmaciones relacionadas con un supuesto artefacto explosivo oculto en la unidad.
En un posicionamiento público, la fiscalía mexiquense afirmó que el proceso pericial continuó bajo análisis especializado. Indicó que las diligencias buscaron esclarecer las circunstancias que derivaron en las dos muertes. La dependencia evitó confirmar cualquier hipótesis difundida por medios internacionales.
El reportaje de CNN generó reacciones en distintos sectores políticos y de seguridad debido a la presunta participación de la CIA en territorio nacional. La publicación sostuvo que la operación habría formado parte de acciones contra estructuras criminales mexicanas. Sin embargo, ninguna autoridad estadounidense confirmó oficialmente dicha versión. –sn–
Francisco Beltrán, alias «El Payín»¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: Facebook, Twitter e Instagram.
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https://www.europesays.com/it/483073/ Tumore alla prostata: mix di farmaci e terapie riduce rischio di morte #aifa #AifaApprovato #AifaApprovatoRimborsabilità #aiom #approvato #ApprovatoRimborsabilità #aranote #Cancro #chemioterapia #darolutamide #dati #diagnosi #farmaco #Health #IT #Italia #italiana #Italy #morte #pazienti #prostata #rischio #risultati #Salute #studi #studio #terapia #trattamento #tumore #TumoreProstata
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AIFA fortalece operaciones de carga y modernización logística
Las empresas de carga aérea expresaron su satisfacción con la eficiencia y seguridad que brinda el AIFA y reiteraron la continuidad de sus inversiones
Por Martín García | Reportero
Autoriddes federales realizaron una visita de supervisión al Aeropuerto Internacional «Felipe Ángeles» (AIFA) con el objetivo de escuchar y atender a las empresas cargueras, así como para revisar los avances en la modernización de la infraestructura y sistemas.
En el evento se reconoció la infraestructura del AIFA, así como su capacidad para gestionar operaciones a gran escala lo que lo posiciona como un centro logístico de clase mundial. El gobierno federal enfatizó que la integración tecnológica y los procesos aduaneros agilizados en el aeropuerto han permitido una reducción significativa en los tiempos de tránsito, fortaleciendo la competitividad de México en el comercio global.
«La colaboración entre el Gobierno Federal y el sector de carga aérea es fundamental para fortalecer y seguir desarrollando las capacidades del Sistema Aeroportuario Metropolitano del Valle de México.
«Hoy constatamos que esta infraestructura es ya un referente de eficiencia operativa y seguridad para el transporte de mercancías», señalaron los secretarios de Relaciones Exteriores, Roberto Velasco Álvarez y de Infraestructura, Comunicaciones y Transportes, Jesús Esteva Medina.
Entre las instituciones presentes estuvieron la Secretaría de Relaciones Exteriores (SRE), la Secretaría de Infraestructura, Comunicaciones y Transportes (SICT), la Agencia Nacional de Aduanas de México (ANAM) y del Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles (AIFA), junto con líderes de la industria de carga aérea y terrestre y de las Agencias Aduanales. –sn–
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https://www.europesays.com/it/477139/ come va usato e cosa fare per evitare l’abuso», il richiamo dell’Aifa #adolescenti #aifa #farmaci #Health #IT #Italia #Italy #paracetamolo #Salute #UltimaOra
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Etiquetas: El Tren Felipe Ángeles transportó 206,515 pasajeros en su primera semana. El sistema conecta la CDMX con el AIFA y tiene capacidad para hasta 80 mil usuarios diarios.
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🚆🇲🇽 La presidenta Claudia Sheinbaum inaugura el Tren Felipe Ángeles Buenavista-AIFA, una obra que conecta la CDMX con el AIFA en menos de una hora.
👥 Más movilidad, menor tiempo de traslado y nuevas conexiones para miles de personas.
#ClaudiaSheinbaum #AIFA #Movilidad #CDMX #TransportePúblico
Más información aquí 👇
https://amanecerqro.com/claudia-sheinbaum-inaugura-tren-felipe-angeles-buenavista-aifa/
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https://www.europesays.com/it/457380/ Diabete, novità farmacologiche a Bergamo #aifa #ComitatoEtico #FoodAndDrugAdministration #FrancescoLocati #Health #IT #Italia #Italy #malattia #medicina #OspedalePapaGiovanniXXIII #ricerca #RicercaMedica #RobertaCaldara #RobertoTrevisan #Salute #Scienza #Tecnologia
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Edomex lanza ingenierías ferroviaria y aeroportuaria para impulsar talento en movilidad
Nuevas carreras responden a la demanda de movilidad y logística en la entidad. Programas cumplen con estándares internacionales de calidad educativa.
Por Mireya Estrada | Corresponsal
El gobierno del estado de México amplió la oferta educativa de la Universidad Tecnológica del Valle de Toluca (UTVT) con la Ingeniería Ferroviaria e Ingeniería en Logística Aeroportuaria, como parte de la estrategia para formar talento especializado en sectores clave de movilidad.
Miguel Ángel Hernández Espejel, Secretario de Educación, Ciencia, Tecnología e Innovación, informó que la UTVT es la primera universidad tecnológica del país en ofrecer estos programas, los cuales cumplen con la Norma Internacional ISO 21001:2025.
Precisó que ambas ingenierías constan de 10 cuatrimestres y responden a la demanda de infraestructura vinculada con el Aeropuerto Internacional de Toluca, el Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles y el Tren Interurbano México-Toluca “El Insurgente”.
Indicó que la Ingeniería en Logística Aeroportuaria también se imparte en la Universidad Estatal del Valle de Ecatepec, con el objetivo de ampliar la cobertura educativa en la región. –sn–
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https://www.europesays.com/it/343056/ Depakin introvabile nelle farmacie, l’appello di una mamma: “Aiutatemi a salvare Nicolas” – Primocanale.it #aifa #antiepilettico #CarenzaFarmaco #Depakin #disabili #epilessia #Genova #Health #IT #Italia #Italy #Liguria #MariaTeresa #nicholas #Primocanale #ProntoSoccorso #Salute
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Я ещё в 99 раз ускорил генерацию компонентов и свёл расходы к нулю, тёмная магию Perplexity Pro Spaces
Этап первый: Я уверен, что будущее за DEEP CODING, где за кодинг не мы платим — платят нам! Этап второй: когда я нашёл Perplexity Spaces и всё изменилось Этап третий: странный ритуал разогрева чата, который звучит как шаманство, но работает как часы Ребята, давайте честно. Нам продают подделку. Игрушечный код вместо архитектуры. Каждый запрос минус деньги. Мы бесплатно тестируем чужие SaaS-платформы, а они зарабатывают на нашей боли и усталости.
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La vida me llevo a usar el #AIFA y de regreso aproveché para visitar el Museo Paleantológico de Santa Lucía Quinametzin.
Las personas dicen el Museo del Mamut 🦣, y son de mamut de columbinos, también hay huesos perezosos terrestres y unos amigables tigres dientes de sable y un leon (no recuerdo el tipo).
La organización de las salas son fantásticas (desde lo educativo).
Recomendable (cinco Mamuts)
🦣🦣🦣🦣🦣
#photography -
https://www.europesays.com/it/211075/ In Bergamasca oltre 50mila diabetici: «In crescita» #aifa #AsstPapaGiovanni #CuoreBatticuore #Health #IT #Italia #Italy #LucaBonzanni #malattia #medicina #PoliticaSalute #RicercaMedica #RobertoTrevisan #Salute
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Claudia Sheinbaum confía en reanudar vuelos con los Estados Unidos
Asegura pronta resolución y cooperación diplomática.
Por Paola Ramírez | ReporteraLa presidente Claudia Sheinbaum Pardo afirmó que confió en que se resolvería la suspensión de vuelos combinados entre Estados Unidos y los aeropuertos internacionales Felipe Ángeles y Benito Juárez de la Cdmx, tras el aplazamiento de los aranceles a exportaciones mexicanas.
Durante su conferencia en Palacio Nacional, Sheinbaum señaló que el tema formaba parte de las conversaciones bilaterales entre ambos gobiernos, derivadas de la decisión del presidente Donald Trump de postergar nuevamente la prórroga para el pago de aranceles.
Indicó que existía una comunicación directa entre el gobierno federal y las autoridades estadounidenses para restablecer los vuelos cuanto antes, en beneficio de los usuarios y de la conectividad aérea del país.
Diálogo con Estados Unidos
La mandataria explicó que el diferendo se originó tras ajustes técnicos y administrativos solicitados por la Administración Federal de Aviación (FAA), lo que derivó en la suspensión temporal de las operaciones combinadas.
Subrayó que el gobierno federal trabajó en coordinación con la Secretaría de Infraestructura, Comunicaciones y Transportes (SICT) para atender los requerimientos y garantizar el cumplimiento de los estándares internacionales de seguridad aérea.
Detalló que la prioridad consistió en mantener el flujo de pasajeros y mercancías sin afectar la logística comercial, en especial las exportaciones que dependen del transporte aéreo hacia territorio estadounidense.
Supervisión de aeropuertos
De acuerdo con la información oficial, el Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles (AIFA) y el Aeropuerto Internacional de la Ciudad de México (AICM) implementaron ajustes operativos solicitados por las autoridades de aviación de ambos países.
Entre las medidas aplicadas se incluyeron revisiones de protocolos de control, capacitación de personal y actualizaciones de sistemas de monitoreo aéreo, con el objetivo de cumplir los parámetros técnicos exigidos.
Asimismo, se informó que especialistas de la FAA y de la Agencia Federal de Aviación Civil (AFAC) realizaron inspecciones conjuntas para certificar la operatividad de las instalaciones aeroportuarias. –sn–
Aeropuerto Internacional Felipe Ángeles | aifa @SociedadN_¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: Facebook, Twitter e Instagram.
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#NoticiasMX #PeriodismoParaTi #PeriodismoParaTiSociedadNoticias #Aeropuertos #AFAC #AICM #AIFA #aranceles #aviaciónCivil #Cdmx #ClaudiaSheinbaum #comercioBilateral #conciertosMéxico #DonaldTrump #enCoordinaciónConLaFAAYElGobiernoFederal_ #EstadosUnidos #FAA #Información #InformaciónMéxico #México #Morena #noticia #noticias #NoticiasMéxico #NoticiasSociedad #SICT #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #transporteAéreo #vuelosCombinados
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Claudia Sheinbaum confía en reanudar vuelos con los Estados Unidos
Asegura pronta resolución y cooperación diplomática.
Por Paola Ramírez | ReporteraLa presidente Claudia Sheinbaum Pardo afirmó que confió en que se resolvería la suspensión de vuelos combinados entre Estados Unidos y los aeropuertos internacionales Felipe Ángeles y Benito Juárez de la Cdmx, tras el aplazamiento de los aranceles a exportaciones mexicanas.
Durante su conferencia en Palacio Nacional, Sheinbaum señaló que el tema formaba parte de las conversaciones bilaterales entre ambos gobiernos, derivadas de la decisión del presidente Donald Trump de postergar nuevamente la prórroga para el pago de aranceles.
Indicó que existía una comunicación directa entre el gobierno federal y las autoridades estadounidenses para restablecer los vuelos cuanto antes, en beneficio de los usuarios y de la conectividad aérea del país.
Diálogo con Estados Unidos
La mandataria explicó que el diferendo se originó tras ajustes técnicos y administrativos solicitados por la Administración Federal de Aviación (FAA), lo que derivó en la suspensión temporal de las operaciones combinadas.
Subrayó que el gobierno federal trabajó en coordinación con la Secretaría de Infraestructura, Comunicaciones y Transportes (SICT) para atender los requerimientos y garantizar el cumplimiento de los estándares internacionales de seguridad aérea.
Detalló que la prioridad consistió en mantener el flujo de pasajeros y mercancías sin afectar la logística comercial, en especial las exportaciones que dependen del transporte aéreo hacia territorio estadounidense.
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Entre las medidas aplicadas se incluyeron revisiones de protocolos de control, capacitación de personal y actualizaciones de sistemas de monitoreo aéreo, con el objetivo de cumplir los parámetros técnicos exigidos.
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Pues ni tlayudas ni sopes pero bien que encontré DOS Starbucks
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Ayuda banda Spamton se perdió en los backrooms!
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Trello для кодинга с ИИ: когда автопилоту нужна ручная коробка передач
Что если создать систему, которая работает как Trello, но специально заточенная под совместную работу с моделями искусственного интеллекта? Это как Tesla с автопилотом — вроде бы всё автоматически, но иногда хочется взять управление в свои руки. А что если добавить к этому автопилоту "ручную коробку передач"? Результат более предсказуем, чем при работе с большими автономными запросами к ИИ.
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Как я улучшил свой промпт для генерации кода в OpenAI 4.1 — простой трюк, который РАБОТАЕТ
Несмотря на обилие моделей (а я время от времени использую четыре топовые), всё-таки на стыке моих технологий GPT-4.1 даёт лучший результат по сравнению с другими. ... я каждый раз сохраняю эти компоненты в файл Google Документы. И каждый раз при генерации новой функции или целого компонента я "вскармливаю" текст из этого документа именно в формате текста. В общем, эта штука работает хорошо. Пожалуйста, объясни как ты понял мою проблему, почему я считаю что это важно, как ты собираешься это решать и что будет правильным решением.
https://habr.com/ru/articles/931770/
#nextjs #openaai #chatgpt #aifa #ai #open_source #github #reactjs
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Как я улучшил свой промпт для генерации кода в OpenAI 4.1 — простой трюк, который РАБОТАЕТ
Несмотря на обилие моделей (а я время от времени использую четыре топовые), всё-таки на стыке моих технологий GPT-4.1 даёт лучший результат по сравнению с другими. ... я каждый раз сохраняю эти компоненты в файл Google Документы. И каждый раз при генерации новой функции или целого компонента я "вскармливаю" текст из этого документа именно в формате текста. В общем, эта штука работает хорошо. Пожалуйста, объясни как ты понял мою проблему, почему я считаю что это важно, как ты собираешься это решать и что будет правильным решением.
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Как я улучшил свой промпт для генерации кода в OpenAI 4.1 — простой трюк, который РАБОТАЕТ
Несмотря на обилие моделей (а я время от времени использую четыре топовые), всё-таки на стыке моих технологий GPT-4.1 даёт лучший результат по сравнению с другими. ... я каждый раз сохраняю эти компоненты в файл Google Документы. И каждый раз при генерации новой функции или целого компонента я "вскармливаю" текст из этого документа именно в формате текста. В общем, эта штука работает хорошо. Пожалуйста, объясни как ты понял мою проблему, почему я считаю что это важно, как ты собираешься это решать и что будет правильным решением.
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Как я улучшил свой промпт для генерации кода в OpenAI 4.1 — простой трюк, который РАБОТАЕТ
Несмотря на обилие моделей (а я время от времени использую четыре топовые), всё-таки на стыке моих технологий GPT-4.1 даёт лучший результат по сравнению с другими. ... я каждый раз сохраняю эти компоненты в файл Google Документы. И каждый раз при генерации новой функции или целого компонента я "вскармливаю" текст из этого документа именно в формате текста. В общем, эта штука работает хорошо. Пожалуйста, объясни как ты понял мою проблему, почему я считаю что это важно, как ты собираешься это решать и что будет правильным решением.
https://habr.com/ru/articles/931770/
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¡Libertad vulnerada en el AIFA! ⚖️ Una detención arbitraria expone el abuso de autoridad contra quien legalmente portaba cannabis. Un caso que enciende las alarmas sobre el cumplimiento de la ley. #DetenciónArbitraria #Cannabis #Justicia #AIFA
Lee la nota: https://zurl.co/b5x0u
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Opinión | Que no le digan… | La Guerra contra Hugo López Gatell
El 30 de noviembre pasado, presenté mi libro “COVID del Horror a la Esperanza, relatos de la pandemia” de la editorial LUGAR, tres-seis-cero…
Por Mario A. Medina
… Uno de los relatos que abordo se titula: “La Guerra del Cártel de las medicinas contra Hugo López Gatell.
La ofensiva contra el exfuncionario no ha cesado; simplemente ese cártel no se la perdona. Luego de conocerse que el exsubsecretario de Prevención y Promoción de la Salud en el gobierno de Andrés Manuel López Obrador fue nombrado por la presidentA Claudia Sheinbaum como representante de México ante la Organización Mundial de la Salud (OMS), la artillería que dispara tinta trata de volverlo a manchar.
El 1 de octubre de 2019, el gobierno de México había iniciado el proceso de la compra consolidada de medicamentos y material para 2020, incluía licitaciones públicas y adjudicaciones directas para medicamentos de patente y genéricos; entre otros, oncológicos, cardiovasculares, metabólicos, antibióticos, vacunas e insumos.
Entre otros muchos propósitos, “las licitaciones deberían favorecer a la población y tener ahorros significativos para el Estado”, exigió en ese momento López Obrador.
Aquella política pública afectaba a comercializadoras, farmacéuticas y laboratorios nacionales e internacionales que en las administraciones del PRI y el PAN habían sido favorecidos de “manera corrupta”, denunció el presidente en una de sus mañaneras.
Eran alrededor de diez las empresas más beneficiadas; cuatro de manera particular, un súper negocio que representaba más de 100 mil millones de pesos anuales que, mediante tráfico de influencias, obtenía contratos para la adquisición de medicamentos, equipo médico y otros servicios relacionados con el sector salud. Estos consorcios consideraban que el principal responsable de dicha decisión era Hugo López Gatell, quien en diferentes momentos había denunciado la corrupción en la compra consolidada de los preparados.
López Gatell no sólo es médico internista, es egresado de la UNAM con una amplia trayectoria en el Instituto de Ciencias Médicas y Nutrición “Salvador Subirán” con un posdoctorado en epidemiología, en la Bloomberg School of Public Health de la universidad Johns Hopkins de Estados Unidos; amén de ser unos de los responsables de atender la crisis de la influencia estacional conocida como H1N1 en 2009.
Esta trayectoria poco importó a quienes se sentían afectados porque López Gatell les había tirado un gran, pero gran negocio; también buscaron cobrársela a las empresas refresqueras, a las de las frituras, a las del pan, a las tabacaleras, no sólo por ser uno de los promotores, junto con Alejandro Calvillo –Del Poder de Consumidor-, de los “etiquetados de advertencia” y por estar constantemente machacando que uno de los factores de la muerte de las personas por COVID-19 era producto de las comorbilidades como la diabetes, el sobre peso; el consumo de refrescos, alimentos chatarra y por fumar, y que habían quebrado el sistema de salud pública para favorecer al privado.
Desde el principio de la pandemia, fue objeto de una campaña que se convirtió en una guerra en su contra. «De todo hacen escándalo, al grado de presentar una denuncia penal en contra del doctor López-Gatell, por los lamentables fallecimientos del COVID; imagínense culpar al doctor de todos los fallecidos por el COVID, es una desproporción, y muy irracional, y conlleva mucho odio; todos sabemos que se trata de una pandemia», llegó a decir el presidente mexicano.
En julio de 2022, López Gatell declaró que “el gobierno de México no aceptará presión alguna de las entidades privadas utilizadas en el negocio de las vacunas o cualquier otro insumo para la salud, y nuestras decisiones estarán basadas en principios científicos, en análisis rigurosos y en un principio fundamental de soberanía y de separación del poder político y del poder económico”, y advertía que el gobierno “no va a negociar nuevos contratos con farmacéuticas de Estados Unidos, Rusia, China y Gran Bretaña.
López Obrador y López Gattel | @SociedadN_La decisión de dejarles de comprar medicamentos e insumos tocaba también al llamado “Cártel de las medicinas”, cuyos propietarios son políticos, principalmente ligados al PRI como Roberto Madrazo, Miguel Ángel Osorio Chong, Manlio Fabio Beltrones, José Narro Robles, Emilio Gamboa Patrón y muchos otros que activaron sus “apapachos” a comunicadores, a periodistas, a seudocientíficos para que, “como cosa suya”, se le fueran encima a Gatell.
Desde la Fundación Mexicana para la Salud AC, cuyo Consejo Consultivo en su mayoría estaba formado por magnates como Claudio X. González Laporte, dueño de Kimberly Clark o Alberto Bailléres González propietario de mineras, de Seguros GNP y de Palacio de Hierro, hubo mucho dinero de por medio para tratar de desprestigiarlo y llevarlo a la cárcel.
Se formó un comité de “científicos independientes” que no tenía nada de independiente, cuyos 17 integrantes estaban ligados a fundaciones y laboratorios extranjeros; a distribuidoras y comercializadoras de fármacos, cuyo informe final, sí, acertó usted, fue descalificar a López Gatell.
En tiempo récord, por ejemplo, una dentista, sin formación como viróloga ni epidemióloga, Laurien Ann Ximénez Fyvie, publicó un libro: Un año irreparable; la criminal gestión de la pandemia en México”. “La autora cita fuentes anónimas para validar sus afirmaciones, no utiliza pruebas ni referencias para sustentar su narrativa, (…) lo hace con base en emociones y no en la ciencia”, escribió en su cuenta de Facebook, el académico, Jorge Iván Puma.
El 21 de octubre de 2021, en plena pandemia, salvo unos cuantos medios en redes y el diario La Jornada, publicaron la declaración del representante de la Organización Panamericana de la Salud (OPS) Christian Morales Fuhrimann, quien durante la firma de un convenio de colaboración con el Senado, reconoció el trabajo del gobierno federal para enfrentar la emergencia sanitaria provocada por el Covid-19, a través de “una estrategia moderna, comunitaria, de atención, prevención y mitigación”, y destacó “la transparencia que las autoridades de salud en México han tenido en el manejo de las cifras asociadas a los decesos directos e indirectos por el coronavirus”.
Con el nombramiento de López Gatell en la OMS, vemos cómo chorrea tinta de las plumas de periodistas “prestigiados” que, a diario, durante la pandemia, repetían la misma narrativa golpeadora para hacerlo ver como el culpable de las muertes a consecuencia de un maldito virus que la ciencia no conocía y no sabía cómo atacarlo.
Esos comunicadores, frente a las cámaras de TV, en su noticiario estelar, multiplicaba el número de muertos bajo una fórmula tramposa para duplicar y triplicar las cifras, aunque no fueran oficiales y crear un escenario dramático.
Hoy buscan generar una sospecha, de que la presidnetA Claudia Sheinbaum, “lo envían lejos”, hasta Ginebra, Suiza como cuando José López Portillo echó a Luis Echeverría a las Islas Fiji. Sí en estos momentos Gatell le estuviera siendo incómodo a la presidentA, se podría entender así, pero no, ha actuado ecuánime.
Sheinbaum ha dicho que reivindica a Hugo como un gran profesionista, y ha expresado su convicción de que “ va a hacer un buen papel en la OMS”.
Han recurrido a todas las formas para descalificar a López Obrador y a su subsecretario; buscaron aprovecharse del dolor humano; hablaban de solidarizarse con quienes se habían contagiado del virus del Sars-Cov2.
La guerra tenía un propósito, cobrarle la factura al médico por haber afectado la salud financiera del Cártel Farmacéutico nacional e internacional. Este es su dolor.
Que no le cuenten…
Fue épica la conferencia de prensa que el pasado 6 de enero de 2024 dio la secretaria de Economía, en aquel entonces, Raquel Buenrostro, que permite entender el porqué de la guerra contra López Gatell.
Aquellas declaraciones fueron poco difundidas, aunque en redes sociales fue tendencia. Explicó desde cómo cuatro empresas distribuidoras (intermediarias), ganaban hasta cien veces más del costo de un medicamento; cómo varios laboratorios provocaron a propósito la escasez de medicinas contra el cáncer y el contubernio de políticos y funcionarios públicos, directores de algunos hospitales que escondían y negaban a los pacientes con cáncer los medicamentos.
https://www.youtube.com/watch?v=PlYmdnMMipU
De las manifestaciones en el aeropuerto de padres con hijos con cáncer y cómo pudieron identificar a personas que protestaban, pero que no tenían ningún familiar, pero decían tenerlo con esta lamentable enfermedad.
También de cómo dejaron de surtir medicamentos al sistema público de salud –“se negaban a entregárnoslos”- a pesar de que había un contrato firmado en 2018 con Enrique Peña Nieto para entregarlos en 2019.
De un comando (hombres encapuchados) que pretendió robarse retrovirales para niños con cáncer que el gobierno pudo comprar en Francia. Sí, poco o nada informo la prensa de esto.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Falsarios y tramposos
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Opinión | Que no le digan… | La Guerra contra Hugo López Gatell
El 30 de noviembre pasado, presenté mi libro “COVID del Horror a la Esperanza, relatos de la pandemia” de la editorial LUGAR, tres-seis-cero…
Por Mario A. Medina
… Uno de los relatos que abordo se titula: “La Guerra del Cártel de las medicinas contra Hugo López Gatell.
La ofensiva contra el exfuncionario no ha cesado; simplemente ese cártel no se la perdona. Luego de conocerse que el exsubsecretario de Prevención y Promoción de la Salud en el gobierno de Andrés Manuel López Obrador fue nombrado por la presidentA Claudia Sheinbaum como representante de México ante la Organización Mundial de la Salud (OMS), la artillería que dispara tinta trata de volverlo a manchar.
El 1 de octubre de 2019, el gobierno de México había iniciado el proceso de la compra consolidada de medicamentos y material para 2020, incluía licitaciones públicas y adjudicaciones directas para medicamentos de patente y genéricos; entre otros, oncológicos, cardiovasculares, metabólicos, antibióticos, vacunas e insumos.
Entre otros muchos propósitos, “las licitaciones deberían favorecer a la población y tener ahorros significativos para el Estado”, exigió en ese momento López Obrador.
Aquella política pública afectaba a comercializadoras, farmacéuticas y laboratorios nacionales e internacionales que en las administraciones del PRI y el PAN habían sido favorecidos de “manera corrupta”, denunció el presidente en una de sus mañaneras.
Eran alrededor de diez las empresas más beneficiadas; cuatro de manera particular, un súper negocio que representaba más de 100 mil millones de pesos anuales que, mediante tráfico de influencias, obtenía contratos para la adquisición de medicamentos, equipo médico y otros servicios relacionados con el sector salud. Estos consorcios consideraban que el principal responsable de dicha decisión era Hugo López Gatell, quien en diferentes momentos había denunciado la corrupción en la compra consolidada de los preparados.
López Gatell no sólo es médico internista, es egresado de la UNAM con una amplia trayectoria en el Instituto de Ciencias Médicas y Nutrición “Salvador Subirán” con un posdoctorado en epidemiología, en la Bloomberg School of Public Health de la universidad Johns Hopkins de Estados Unidos; amén de ser unos de los responsables de atender la crisis de la influencia estacional conocida como H1N1 en 2009.
Esta trayectoria poco importó a quienes se sentían afectados porque López Gatell les había tirado un gran, pero gran negocio; también buscaron cobrársela a las empresas refresqueras, a las de las frituras, a las del pan, a las tabacaleras, no sólo por ser uno de los promotores, junto con Alejandro Calvillo –Del Poder de Consumidor-, de los “etiquetados de advertencia” y por estar constantemente machacando que uno de los factores de la muerte de las personas por COVID-19 era producto de las comorbilidades como la diabetes, el sobre peso; el consumo de refrescos, alimentos chatarra y por fumar, y que habían quebrado el sistema de salud pública para favorecer al privado.
Desde el principio de la pandemia, fue objeto de una campaña que se convirtió en una guerra en su contra. «De todo hacen escándalo, al grado de presentar una denuncia penal en contra del doctor López-Gatell, por los lamentables fallecimientos del COVID; imagínense culpar al doctor de todos los fallecidos por el COVID, es una desproporción, y muy irracional, y conlleva mucho odio; todos sabemos que se trata de una pandemia», llegó a decir el presidente mexicano.
En julio de 2022, López Gatell declaró que “el gobierno de México no aceptará presión alguna de las entidades privadas utilizadas en el negocio de las vacunas o cualquier otro insumo para la salud, y nuestras decisiones estarán basadas en principios científicos, en análisis rigurosos y en un principio fundamental de soberanía y de separación del poder político y del poder económico”, y advertía que el gobierno “no va a negociar nuevos contratos con farmacéuticas de Estados Unidos, Rusia, China y Gran Bretaña.
López Obrador y López Gattel | @SociedadN_La decisión de dejarles de comprar medicamentos e insumos tocaba también al llamado “Cártel de las medicinas”, cuyos propietarios son políticos, principalmente ligados al PRI como Roberto Madrazo, Miguel Ángel Osorio Chong, Manlio Fabio Beltrones, José Narro Robles, Emilio Gamboa Patrón y muchos otros que activaron sus “apapachos” a comunicadores, a periodistas, a seudocientíficos para que, “como cosa suya”, se le fueran encima a Gatell.
Desde la Fundación Mexicana para la Salud AC, cuyo Consejo Consultivo en su mayoría estaba formado por magnates como Claudio X. González Laporte, dueño de Kimberly Clark o Alberto Bailléres González propietario de mineras, de Seguros GNP y de Palacio de Hierro, hubo mucho dinero de por medio para tratar de desprestigiarlo y llevarlo a la cárcel.
Se formó un comité de “científicos independientes” que no tenía nada de independiente, cuyos 17 integrantes estaban ligados a fundaciones y laboratorios extranjeros; a distribuidoras y comercializadoras de fármacos, cuyo informe final, sí, acertó usted, fue descalificar a López Gatell.
En tiempo récord, por ejemplo, una dentista, sin formación como viróloga ni epidemióloga, Laurien Ann Ximénez Fyvie, publicó un libro: Un año irreparable; la criminal gestión de la pandemia en México”. “La autora cita fuentes anónimas para validar sus afirmaciones, no utiliza pruebas ni referencias para sustentar su narrativa, (…) lo hace con base en emociones y no en la ciencia”, escribió en su cuenta de Facebook, el académico, Jorge Iván Puma.
El 21 de octubre de 2021, en plena pandemia, salvo unos cuantos medios en redes y el diario La Jornada, publicaron la declaración del representante de la Organización Panamericana de la Salud (OPS) Christian Morales Fuhrimann, quien durante la firma de un convenio de colaboración con el Senado, reconoció el trabajo del gobierno federal para enfrentar la emergencia sanitaria provocada por el Covid-19, a través de “una estrategia moderna, comunitaria, de atención, prevención y mitigación”, y destacó “la transparencia que las autoridades de salud en México han tenido en el manejo de las cifras asociadas a los decesos directos e indirectos por el coronavirus”.
Con el nombramiento de López Gatell en la OMS, vemos cómo chorrea tinta de las plumas de periodistas “prestigiados” que, a diario, durante la pandemia, repetían la misma narrativa golpeadora para hacerlo ver como el culpable de las muertes a consecuencia de un maldito virus que la ciencia no conocía y no sabía cómo atacarlo.
Esos comunicadores, frente a las cámaras de TV, en su noticiario estelar, multiplicaba el número de muertos bajo una fórmula tramposa para duplicar y triplicar las cifras, aunque no fueran oficiales y crear un escenario dramático.
Hoy buscan generar una sospecha, de que la presidnetA Claudia Sheinbaum, “lo envían lejos”, hasta Ginebra, Suiza como cuando José López Portillo echó a Luis Echeverría a las Islas Fiji. Sí en estos momentos Gatell le estuviera siendo incómodo a la presidentA, se podría entender así, pero no, ha actuado ecuánime.
Sheinbaum ha dicho que reivindica a Hugo como un gran profesionista, y ha expresado su convicción de que “ va a hacer un buen papel en la OMS”.
Han recurrido a todas las formas para descalificar a López Obrador y a su subsecretario; buscaron aprovecharse del dolor humano; hablaban de solidarizarse con quienes se habían contagiado del virus del Sars-Cov2.
La guerra tenía un propósito, cobrarle la factura al médico por haber afectado la salud financiera del Cártel Farmacéutico nacional e internacional. Este es su dolor.
Que no le cuenten…
Fue épica la conferencia de prensa que el pasado 6 de enero de 2024 dio la secretaria de Economía, en aquel entonces, Raquel Buenrostro, que permite entender el porqué de la guerra contra López Gatell.
Aquellas declaraciones fueron poco difundidas, aunque en redes sociales fue tendencia. Explicó desde cómo cuatro empresas distribuidoras (intermediarias), ganaban hasta cien veces más del costo de un medicamento; cómo varios laboratorios provocaron a propósito la escasez de medicinas contra el cáncer y el contubernio de políticos y funcionarios públicos, directores de algunos hospitales que escondían y negaban a los pacientes con cáncer los medicamentos.
https://www.youtube.com/watch?v=PlYmdnMMipU
De las manifestaciones en el aeropuerto de padres con hijos con cáncer y cómo pudieron identificar a personas que protestaban, pero que no tenían ningún familiar, pero decían tenerlo con esta lamentable enfermedad.
También de cómo dejaron de surtir medicamentos al sistema público de salud –“se negaban a entregárnoslos”- a pesar de que había un contrato firmado en 2018 con Enrique Peña Nieto para entregarlos en 2019.
De un comando (hombres encapuchados) que pretendió robarse retrovirales para niños con cáncer que el gobierno pudo comprar en Francia. Sí, poco o nada informo la prensa de esto.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Falsarios y tramposos
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LaGuerraContraHugoLópezGatell #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | La Guerra contra Hugo López Gatell
El 30 de noviembre pasado, presenté mi libro “COVID del Horror a la Esperanza, relatos de la pandemia” de la editorial LUGAR, tres-seis-cero…
Por Mario A. Medina
… Uno de los relatos que abordo se titula: “La Guerra del Cártel de las medicinas contra Hugo López Gatell.
La ofensiva contra el exfuncionario no ha cesado; simplemente ese cártel no se la perdona. Luego de conocerse que el exsubsecretario de Prevención y Promoción de la Salud en el gobierno de Andrés Manuel López Obrador fue nombrado por la presidentA Claudia Sheinbaum como representante de México ante la Organización Mundial de la Salud (OMS), la artillería que dispara tinta trata de volverlo a manchar.
El 1 de octubre de 2019, el gobierno de México había iniciado el proceso de la compra consolidada de medicamentos y material para 2020, incluía licitaciones públicas y adjudicaciones directas para medicamentos de patente y genéricos; entre otros, oncológicos, cardiovasculares, metabólicos, antibióticos, vacunas e insumos.
Entre otros muchos propósitos, “las licitaciones deberían favorecer a la población y tener ahorros significativos para el Estado”, exigió en ese momento López Obrador.
Aquella política pública afectaba a comercializadoras, farmacéuticas y laboratorios nacionales e internacionales que en las administraciones del PRI y el PAN habían sido favorecidos de “manera corrupta”, denunció el presidente en una de sus mañaneras.
Eran alrededor de diez las empresas más beneficiadas; cuatro de manera particular, un súper negocio que representaba más de 100 mil millones de pesos anuales que, mediante tráfico de influencias, obtenía contratos para la adquisición de medicamentos, equipo médico y otros servicios relacionados con el sector salud. Estos consorcios consideraban que el principal responsable de dicha decisión era Hugo López Gatell, quien en diferentes momentos había denunciado la corrupción en la compra consolidada de los preparados.
López Gatell no sólo es médico internista, es egresado de la UNAM con una amplia trayectoria en el Instituto de Ciencias Médicas y Nutrición “Salvador Subirán” con un posdoctorado en epidemiología, en la Bloomberg School of Public Health de la universidad Johns Hopkins de Estados Unidos; amén de ser unos de los responsables de atender la crisis de la influencia estacional conocida como H1N1 en 2009.
Esta trayectoria poco importó a quienes se sentían afectados porque López Gatell les había tirado un gran, pero gran negocio; también buscaron cobrársela a las empresas refresqueras, a las de las frituras, a las del pan, a las tabacaleras, no sólo por ser uno de los promotores, junto con Alejandro Calvillo –Del Poder de Consumidor-, de los “etiquetados de advertencia” y por estar constantemente machacando que uno de los factores de la muerte de las personas por COVID-19 era producto de las comorbilidades como la diabetes, el sobre peso; el consumo de refrescos, alimentos chatarra y por fumar, y que habían quebrado el sistema de salud pública para favorecer al privado.
Desde el principio de la pandemia, fue objeto de una campaña que se convirtió en una guerra en su contra. «De todo hacen escándalo, al grado de presentar una denuncia penal en contra del doctor López-Gatell, por los lamentables fallecimientos del COVID; imagínense culpar al doctor de todos los fallecidos por el COVID, es una desproporción, y muy irracional, y conlleva mucho odio; todos sabemos que se trata de una pandemia», llegó a decir el presidente mexicano.
En julio de 2022, López Gatell declaró que “el gobierno de México no aceptará presión alguna de las entidades privadas utilizadas en el negocio de las vacunas o cualquier otro insumo para la salud, y nuestras decisiones estarán basadas en principios científicos, en análisis rigurosos y en un principio fundamental de soberanía y de separación del poder político y del poder económico”, y advertía que el gobierno “no va a negociar nuevos contratos con farmacéuticas de Estados Unidos, Rusia, China y Gran Bretaña.
López Obrador y López Gattel | @SociedadN_La decisión de dejarles de comprar medicamentos e insumos tocaba también al llamado “Cártel de las medicinas”, cuyos propietarios son políticos, principalmente ligados al PRI como Roberto Madrazo, Miguel Ángel Osorio Chong, Manlio Fabio Beltrones, José Narro Robles, Emilio Gamboa Patrón y muchos otros que activaron sus “apapachos” a comunicadores, a periodistas, a seudocientíficos para que, “como cosa suya”, se le fueran encima a Gatell.
Desde la Fundación Mexicana para la Salud AC, cuyo Consejo Consultivo en su mayoría estaba formado por magnates como Claudio X. González Laporte, dueño de Kimberly Clark o Alberto Bailléres González propietario de mineras, de Seguros GNP y de Palacio de Hierro, hubo mucho dinero de por medio para tratar de desprestigiarlo y llevarlo a la cárcel.
Se formó un comité de “científicos independientes” que no tenía nada de independiente, cuyos 17 integrantes estaban ligados a fundaciones y laboratorios extranjeros; a distribuidoras y comercializadoras de fármacos, cuyo informe final, sí, acertó usted, fue descalificar a López Gatell.
En tiempo récord, por ejemplo, una dentista, sin formación como viróloga ni epidemióloga, Laurien Ann Ximénez Fyvie, publicó un libro: Un año irreparable; la criminal gestión de la pandemia en México”. “La autora cita fuentes anónimas para validar sus afirmaciones, no utiliza pruebas ni referencias para sustentar su narrativa, (…) lo hace con base en emociones y no en la ciencia”, escribió en su cuenta de Facebook, el académico, Jorge Iván Puma.
El 21 de octubre de 2021, en plena pandemia, salvo unos cuantos medios en redes y el diario La Jornada, publicaron la declaración del representante de la Organización Panamericana de la Salud (OPS) Christian Morales Fuhrimann, quien durante la firma de un convenio de colaboración con el Senado, reconoció el trabajo del gobierno federal para enfrentar la emergencia sanitaria provocada por el Covid-19, a través de “una estrategia moderna, comunitaria, de atención, prevención y mitigación”, y destacó “la transparencia que las autoridades de salud en México han tenido en el manejo de las cifras asociadas a los decesos directos e indirectos por el coronavirus”.
Con el nombramiento de López Gatell en la OMS, vemos cómo chorrea tinta de las plumas de periodistas “prestigiados” que, a diario, durante la pandemia, repetían la misma narrativa golpeadora para hacerlo ver como el culpable de las muertes a consecuencia de un maldito virus que la ciencia no conocía y no sabía cómo atacarlo.
Esos comunicadores, frente a las cámaras de TV, en su noticiario estelar, multiplicaba el número de muertos bajo una fórmula tramposa para duplicar y triplicar las cifras, aunque no fueran oficiales y crear un escenario dramático.
Hoy buscan generar una sospecha, de que la presidnetA Claudia Sheinbaum, “lo envían lejos”, hasta Ginebra, Suiza como cuando José López Portillo echó a Luis Echeverría a las Islas Fiji. Sí en estos momentos Gatell le estuviera siendo incómodo a la presidentA, se podría entender así, pero no, ha actuado ecuánime.
Sheinbaum ha dicho que reivindica a Hugo como un gran profesionista, y ha expresado su convicción de que “ va a hacer un buen papel en la OMS”.
Han recurrido a todas las formas para descalificar a López Obrador y a su subsecretario; buscaron aprovecharse del dolor humano; hablaban de solidarizarse con quienes se habían contagiado del virus del Sars-Cov2.
La guerra tenía un propósito, cobrarle la factura al médico por haber afectado la salud financiera del Cártel Farmacéutico nacional e internacional. Este es su dolor.
Que no le cuenten…
Fue épica la conferencia de prensa que el pasado 6 de enero de 2024 dio la secretaria de Economía, en aquel entonces, Raquel Buenrostro, que permite entender el porqué de la guerra contra López Gatell.
Aquellas declaraciones fueron poco difundidas, aunque en redes sociales fue tendencia. Explicó desde cómo cuatro empresas distribuidoras (intermediarias), ganaban hasta cien veces más del costo de un medicamento; cómo varios laboratorios provocaron a propósito la escasez de medicinas contra el cáncer y el contubernio de políticos y funcionarios públicos, directores de algunos hospitales que escondían y negaban a los pacientes con cáncer los medicamentos.
https://www.youtube.com/watch?v=PlYmdnMMipU
De las manifestaciones en el aeropuerto de padres con hijos con cáncer y cómo pudieron identificar a personas que protestaban, pero que no tenían ningún familiar, pero decían tenerlo con esta lamentable enfermedad.
También de cómo dejaron de surtir medicamentos al sistema público de salud –“se negaban a entregárnoslos”- a pesar de que había un contrato firmado en 2018 con Enrique Peña Nieto para entregarlos en 2019.
De un comando (hombres encapuchados) que pretendió robarse retrovirales para niños con cáncer que el gobierno pudo comprar en Francia. Sí, poco o nada informo la prensa de esto.
*Periodista: @MarioA_Medina
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Opinión | Que no le digan… | Falsarios y tramposos
Por Mario A. Medina
Al triunfo de Andrés Manuel López Obrador, y aún antes, en México hemos podido presenciar una amplísima estrategia de la oposición política, empresarial, mediática e intelectual de la derecha a partir de la mentira, su uso no es nuevo, ha sido recurrida por reyes, dictadores, presidentes, sacerdotes, etcétera.
La “mentira política se construye cuidadosamente y es diseñada para alcanzar objetivos específicos” como influir en la opinión pública para manipular la realidad en favor de intereses específicos”.
Cómo no olvidar el video que grabó AMLO en tono de burla en el Puerto de Veracruz. El entonces candidato de Morena a la Presidencia de la República explicaba que estaba en espera de un presunto financiamiento que llegaría de Rusia: “Ya soy AndresManuelovich y espero el oro de Moscú”; el pasado miércoles el periodista Raymundo Riva Palacio publicó en su columna “Estrictamente Personal” que el expresidente “tejió alianzas estratégicas con el régimen teocrático de Irán”, que le habría inyectado dinero a su campaña en 2006.
Ricardo Monreal AMLOQue agentes iraníes, cubanos y venezolanos se aperaron “en la Ciudad de México para silenciar a quienes pudieran dar a conocer detalles de los arreglos financieros y políticos que tenían” con López Obrador. Riva Palacio una sola prueba no presentó.
El diario La Opinión de los Ángeles, en octubre del año pasado, cabeceó: “La mentira, una herramienta interminable de la oposición en México” y destacaba: “algunos miembros del PRI-AN insisten que ahora sí, el país se convertirá en Venezuela”.
A diario, escuchamos un sinfín de mentiras que han buscado golpetear tanto al gobierno de López Obrador como ahora al de Claudia Sheinbaum. Las redes sociales como X se han convertido en una herramienta principalísima de comunicación política para alcanzar el objetivo de la derecha: sacar del gobierno a la 4T.
Sin embargo, su estrategia no les ha funcionado. En enero de 2024, en el diario El Economista, Federico Seyde, licenciado en Derecho por la Universidad Autónoma Metropolitana; master en Gobierno y Política de América Latina y doctor en Ciencia Política por la Universidad de Essex (Reino Unido), escribió: “Desde que López Obrador y su Movimiento de Regeneración Nacional triunfaron en las elecciones federales de 2018 y accedieron al poder, la oposición ha estado errando de manera sistemática tanto en los discursos que definen los parámetros ideológicos de su comunicación con la sociedad civil y el gobierno, como en las estrategias de acción política que se organizan y proyectan a partir de ellos”.
Militante de Morena la plaza de la ConstituciónEfectivamente como también ha señalado el académico, “la crisis que enfrenta la oposición en México es profunda o, en otras palabras, es una crisis de carácter estructural”, pues señala que tanto el PRI, PRD y PAN, “han demostrado en reiteradas ocasiones tanto su falta de brújula ideológica como su abierta incompetencia y mediocridad en el frente de la operación política”.
Y sí, fue demasiado su desprestigio frente a la sociedad de la que se alejó y despreció, amén de que perdió frente a esta, credibilidad y ganó fama de ser corruptos o cínicos como es el caso del presidente nacional del PRI, Alejandro Moreno o insignificante como lo es Marko, el gris, Cortés, ex presidente nacional del PAN; ya no se diga de los perredistas que desecharon sus principios de izquierda.
Al revisar los diarios en diferentes partes del mundo nos podemos dar cuenta que, en los últimos años, la derecha ha acudido al expediente de la mentira, de la calumnia, de la difamación para ganar terreno, simpatizantes. A través de la guerra mediática, como ha estado sucediendo en México, se acude a la invención en busca de tocar fibras que activen los miedos, los prejuicios y hasta las emociones.
Sin embargo, en México, la derecha ha fracasado en buena medida en este propósito. Tanto los políticos como los intelectuales orgánicos, articulistas y columnistas, han partido de análisis cargados de falsedades, equivocando la estrategia para arrebatarle al gobierno un público, una población que hoy, a diferencia de diez o doce años atrás, está más informada, más politizada, que ha podido contrastar entre los gobiernos del PRI-AN y los de Morena, que independientemente de muchos errores, desaciertos que se le pueden achacar al morenismo, la población en general vive hoy en mejores condiciones sociales y económicas.
Marko Cortés Mendoza | @SociedadN_En un estudio de María Teresa Muñoz Sánchez, “Verdad y mentira en política. Una reivindicación del juicio político crítico para la democracia”, publicado por Scielo, la profesora de tiempo completo de la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México y miembro del Sistema Nacional de Investigadores Nivel 2, analiza el papel del juicio político en sociedades donde predomina la mentira y las noticias falsas en política, y se pregunta: “¿cómo apelar a la capacidad (del) juicio político cuando estamos diariamente bombardeados por las incontables e inverosímiles mentiras” como las de Donald Trump y por la fuerza de las fake news divulgadas sin el menor pudor y, en muchos casos, aceptadas como verdades de manera acrítica?”
“El 2 de junio fue una derrota histórica para la oposición”, llegó a reconocer el derechista Gabriel Quadri. “Hablar de fraude es una fantasía” ha dicho también y que las “razones de la derrota son otras”, como “el no haber dado la batalla ideológica mediática en favor de un proyecto nacional de democracia liberal, sustentabilidad ambiental, y economía de mercado”.
La oposición política, académica, intelectual, mediática, ha optado por la mentira. Es cierto, sigue en shock, llena de contradicciones, sin identificación ideológica, política; sin identificación con la población que la reconoce como corrupta, sin respuestas verdaderas a las necesidades de ésta a la que le negó mejores estadios de vida, de estudios.
Sus respuestas de todos los días es la injuria, el golpeteo. Ha sido incapaz de hacer un alto y revisar en su morral todos los pecados que lleva y replantearse un proyecto que verdaderamente ofrezca una salida que compita con las respuestas que le ha ofrecido a la gente la Cuarta Transformación.
Su imaginación es nada, sigue siendo incapaz frente a una sociedad hoy, muy distinta más informada y politizada que, como señala la profesora Muñoz Sánchez, “la constitución de una ciudadanía participativa, éticamente responsable y con capacidad de juicio crítico es el único camino para, en primer término, orientar las prácticas políticas hacia una reinstauración del ordenamiento institucional; y, a mediano plazo, superar la amenaza de la mentira en política”.
Esto es lo único que la oposición política, académica, intelectual, mediática no ha querido entender. Sigue vociferando, mentando madres, ofendiendo, calumniando, creando montajes, ofreciendo, a veces, verdades o medias verdades. Su sello son las fake news que, en términos del argot periodístico, “vuelan en escuadrón”.
Lo que es claro, es que su única propuesta a la sociedad es la mentira, de ser, la inmensa mayoría de las veces, unos falsarios tramposos.
Que no le cuenten…
Este sábado 28 se realizará la edición número 47 de la Marcha LGBTTTIQAP+ bajo el lema “Diversidad sin fronteras. ¡Justicia, Resistencia y Unidad!”
La primera se celebró el 29 de junio de 1979. Unos y unas mil gentes denunciaron los abusos que enfrentaban las personas homosexuales; partieron de la columna de la Independencia y caminaron por la calle de Lerma obstruidos por la Policía para no transitar por el Paseo de la Reforma.
Marcha en el Ángel de la Independencia | Foto en Dron: Saúl López“Desafiantes y entre adrenalina, carteles y consignas como ¡No hay libertad política si no hay libertad sexual! y ¡Sin libertad sexual no habrá liberación social! las y los asistentes avanzaban y, quizá sin saber, con sus pasos escribían un nuevo episodio en la vida pública de nuestro país y en la lucha por el reconocimiento de los derechos de las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero, travestis, transexuales e intersexuales (LGBTTTI+).
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Censura y desmemoria
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Opinión | Que no le digan… | Falsarios y tramposos
Por Mario A. Medina
Al triunfo de Andrés Manuel López Obrador, y aún antes, en México hemos podido presenciar una amplísima estrategia de la oposición política, empresarial, mediática e intelectual de la derecha a partir de la mentira, su uso no es nuevo, ha sido recurrida por reyes, dictadores, presidentes, sacerdotes, etcétera.
La “mentira política se construye cuidadosamente y es diseñada para alcanzar objetivos específicos” como influir en la opinión pública para manipular la realidad en favor de intereses específicos”.
Cómo no olvidar el video que grabó AMLO en tono de burla en el Puerto de Veracruz. El entonces candidato de Morena a la Presidencia de la República explicaba que estaba en espera de un presunto financiamiento que llegaría de Rusia: “Ya soy AndresManuelovich y espero el oro de Moscú”; el pasado miércoles el periodista Raymundo Riva Palacio publicó en su columna “Estrictamente Personal” que el expresidente “tejió alianzas estratégicas con el régimen teocrático de Irán”, que le habría inyectado dinero a su campaña en 2006.
Ricardo Monreal AMLOQue agentes iraníes, cubanos y venezolanos se aperaron “en la Ciudad de México para silenciar a quienes pudieran dar a conocer detalles de los arreglos financieros y políticos que tenían” con López Obrador. Riva Palacio una sola prueba no presentó.
El diario La Opinión de los Ángeles, en octubre del año pasado, cabeceó: “La mentira, una herramienta interminable de la oposición en México” y destacaba: “algunos miembros del PRI-AN insisten que ahora sí, el país se convertirá en Venezuela”.
A diario, escuchamos un sinfín de mentiras que han buscado golpetear tanto al gobierno de López Obrador como ahora al de Claudia Sheinbaum. Las redes sociales como X se han convertido en una herramienta principalísima de comunicación política para alcanzar el objetivo de la derecha: sacar del gobierno a la 4T.
Sin embargo, su estrategia no les ha funcionado. En enero de 2024, en el diario El Economista, Federico Seyde, licenciado en Derecho por la Universidad Autónoma Metropolitana; master en Gobierno y Política de América Latina y doctor en Ciencia Política por la Universidad de Essex (Reino Unido), escribió: “Desde que López Obrador y su Movimiento de Regeneración Nacional triunfaron en las elecciones federales de 2018 y accedieron al poder, la oposición ha estado errando de manera sistemática tanto en los discursos que definen los parámetros ideológicos de su comunicación con la sociedad civil y el gobierno, como en las estrategias de acción política que se organizan y proyectan a partir de ellos”.
Militante de Morena la plaza de la ConstituciónEfectivamente como también ha señalado el académico, “la crisis que enfrenta la oposición en México es profunda o, en otras palabras, es una crisis de carácter estructural”, pues señala que tanto el PRI, PRD y PAN, “han demostrado en reiteradas ocasiones tanto su falta de brújula ideológica como su abierta incompetencia y mediocridad en el frente de la operación política”.
Y sí, fue demasiado su desprestigio frente a la sociedad de la que se alejó y despreció, amén de que perdió frente a esta, credibilidad y ganó fama de ser corruptos o cínicos como es el caso del presidente nacional del PRI, Alejandro Moreno o insignificante como lo es Marko, el gris, Cortés, ex presidente nacional del PAN; ya no se diga de los perredistas que desecharon sus principios de izquierda.
Al revisar los diarios en diferentes partes del mundo nos podemos dar cuenta que, en los últimos años, la derecha ha acudido al expediente de la mentira, de la calumnia, de la difamación para ganar terreno, simpatizantes. A través de la guerra mediática, como ha estado sucediendo en México, se acude a la invención en busca de tocar fibras que activen los miedos, los prejuicios y hasta las emociones.
Sin embargo, en México, la derecha ha fracasado en buena medida en este propósito. Tanto los políticos como los intelectuales orgánicos, articulistas y columnistas, han partido de análisis cargados de falsedades, equivocando la estrategia para arrebatarle al gobierno un público, una población que hoy, a diferencia de diez o doce años atrás, está más informada, más politizada, que ha podido contrastar entre los gobiernos del PRI-AN y los de Morena, que independientemente de muchos errores, desaciertos que se le pueden achacar al morenismo, la población en general vive hoy en mejores condiciones sociales y económicas.
Marko Cortés Mendoza | @SociedadN_En un estudio de María Teresa Muñoz Sánchez, “Verdad y mentira en política. Una reivindicación del juicio político crítico para la democracia”, publicado por Scielo, la profesora de tiempo completo de la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México y miembro del Sistema Nacional de Investigadores Nivel 2, analiza el papel del juicio político en sociedades donde predomina la mentira y las noticias falsas en política, y se pregunta: “¿cómo apelar a la capacidad (del) juicio político cuando estamos diariamente bombardeados por las incontables e inverosímiles mentiras” como las de Donald Trump y por la fuerza de las fake news divulgadas sin el menor pudor y, en muchos casos, aceptadas como verdades de manera acrítica?”
“El 2 de junio fue una derrota histórica para la oposición”, llegó a reconocer el derechista Gabriel Quadri. “Hablar de fraude es una fantasía” ha dicho también y que las “razones de la derrota son otras”, como “el no haber dado la batalla ideológica mediática en favor de un proyecto nacional de democracia liberal, sustentabilidad ambiental, y economía de mercado”.
La oposición política, académica, intelectual, mediática, ha optado por la mentira. Es cierto, sigue en shock, llena de contradicciones, sin identificación ideológica, política; sin identificación con la población que la reconoce como corrupta, sin respuestas verdaderas a las necesidades de ésta a la que le negó mejores estadios de vida, de estudios.
Sus respuestas de todos los días es la injuria, el golpeteo. Ha sido incapaz de hacer un alto y revisar en su morral todos los pecados que lleva y replantearse un proyecto que verdaderamente ofrezca una salida que compita con las respuestas que le ha ofrecido a la gente la Cuarta Transformación.
Su imaginación es nada, sigue siendo incapaz frente a una sociedad hoy, muy distinta más informada y politizada que, como señala la profesora Muñoz Sánchez, “la constitución de una ciudadanía participativa, éticamente responsable y con capacidad de juicio crítico es el único camino para, en primer término, orientar las prácticas políticas hacia una reinstauración del ordenamiento institucional; y, a mediano plazo, superar la amenaza de la mentira en política”.
Esto es lo único que la oposición política, académica, intelectual, mediática no ha querido entender. Sigue vociferando, mentando madres, ofendiendo, calumniando, creando montajes, ofreciendo, a veces, verdades o medias verdades. Su sello son las fake news que, en términos del argot periodístico, “vuelan en escuadrón”.
Lo que es claro, es que su única propuesta a la sociedad es la mentira, de ser, la inmensa mayoría de las veces, unos falsarios tramposos.
Que no le cuenten…
Este sábado 28 se realizará la edición número 47 de la Marcha LGBTTTIQAP+ bajo el lema “Diversidad sin fronteras. ¡Justicia, Resistencia y Unidad!”
La primera se celebró el 29 de junio de 1979. Unos y unas mil gentes denunciaron los abusos que enfrentaban las personas homosexuales; partieron de la columna de la Independencia y caminaron por la calle de Lerma obstruidos por la Policía para no transitar por el Paseo de la Reforma.
Marcha en el Ángel de la Independencia | Foto en Dron: Saúl López“Desafiantes y entre adrenalina, carteles y consignas como ¡No hay libertad política si no hay libertad sexual! y ¡Sin libertad sexual no habrá liberación social! las y los asistentes avanzaban y, quizá sin saber, con sus pasos escribían un nuevo episodio en la vida pública de nuestro país y en la lucha por el reconocimiento de los derechos de las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero, travestis, transexuales e intersexuales (LGBTTTI+).
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Censura y desmemoria
Mario A Medina¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: Facebook, Twitter e Instagram.
También, te invitamos a que te sumes a nuestro canal de información en tiempo real a través de Telegram.
#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Falsarios y tramposos
Por Mario A. Medina
Al triunfo de Andrés Manuel López Obrador, y aún antes, en México hemos podido presenciar una amplísima estrategia de la oposición política, empresarial, mediática e intelectual de la derecha a partir de la mentira, su uso no es nuevo, ha sido recurrida por reyes, dictadores, presidentes, sacerdotes, etcétera.
La “mentira política se construye cuidadosamente y es diseñada para alcanzar objetivos específicos” como influir en la opinión pública para manipular la realidad en favor de intereses específicos”.
Cómo no olvidar el video que grabó AMLO en tono de burla en el Puerto de Veracruz. El entonces candidato de Morena a la Presidencia de la República explicaba que estaba en espera de un presunto financiamiento que llegaría de Rusia: “Ya soy AndresManuelovich y espero el oro de Moscú”; el pasado miércoles el periodista Raymundo Riva Palacio publicó en su columna “Estrictamente Personal” que el expresidente “tejió alianzas estratégicas con el régimen teocrático de Irán”, que le habría inyectado dinero a su campaña en 2006.
Ricardo Monreal AMLOQue agentes iraníes, cubanos y venezolanos se aperaron “en la Ciudad de México para silenciar a quienes pudieran dar a conocer detalles de los arreglos financieros y políticos que tenían” con López Obrador. Riva Palacio una sola prueba no presentó.
El diario La Opinión de los Ángeles, en octubre del año pasado, cabeceó: “La mentira, una herramienta interminable de la oposición en México” y destacaba: “algunos miembros del PRI-AN insisten que ahora sí, el país se convertirá en Venezuela”.
A diario, escuchamos un sinfín de mentiras que han buscado golpetear tanto al gobierno de López Obrador como ahora al de Claudia Sheinbaum. Las redes sociales como X se han convertido en una herramienta principalísima de comunicación política para alcanzar el objetivo de la derecha: sacar del gobierno a la 4T.
Sin embargo, su estrategia no les ha funcionado. En enero de 2024, en el diario El Economista, Federico Seyde, licenciado en Derecho por la Universidad Autónoma Metropolitana; master en Gobierno y Política de América Latina y doctor en Ciencia Política por la Universidad de Essex (Reino Unido), escribió: “Desde que López Obrador y su Movimiento de Regeneración Nacional triunfaron en las elecciones federales de 2018 y accedieron al poder, la oposición ha estado errando de manera sistemática tanto en los discursos que definen los parámetros ideológicos de su comunicación con la sociedad civil y el gobierno, como en las estrategias de acción política que se organizan y proyectan a partir de ellos”.
Militante de Morena la plaza de la ConstituciónEfectivamente como también ha señalado el académico, “la crisis que enfrenta la oposición en México es profunda o, en otras palabras, es una crisis de carácter estructural”, pues señala que tanto el PRI, PRD y PAN, “han demostrado en reiteradas ocasiones tanto su falta de brújula ideológica como su abierta incompetencia y mediocridad en el frente de la operación política”.
Y sí, fue demasiado su desprestigio frente a la sociedad de la que se alejó y despreció, amén de que perdió frente a esta, credibilidad y ganó fama de ser corruptos o cínicos como es el caso del presidente nacional del PRI, Alejandro Moreno o insignificante como lo es Marko, el gris, Cortés, ex presidente nacional del PAN; ya no se diga de los perredistas que desecharon sus principios de izquierda.
Al revisar los diarios en diferentes partes del mundo nos podemos dar cuenta que, en los últimos años, la derecha ha acudido al expediente de la mentira, de la calumnia, de la difamación para ganar terreno, simpatizantes. A través de la guerra mediática, como ha estado sucediendo en México, se acude a la invención en busca de tocar fibras que activen los miedos, los prejuicios y hasta las emociones.
Sin embargo, en México, la derecha ha fracasado en buena medida en este propósito. Tanto los políticos como los intelectuales orgánicos, articulistas y columnistas, han partido de análisis cargados de falsedades, equivocando la estrategia para arrebatarle al gobierno un público, una población que hoy, a diferencia de diez o doce años atrás, está más informada, más politizada, que ha podido contrastar entre los gobiernos del PRI-AN y los de Morena, que independientemente de muchos errores, desaciertos que se le pueden achacar al morenismo, la población en general vive hoy en mejores condiciones sociales y económicas.
Marko Cortés Mendoza | @SociedadN_En un estudio de María Teresa Muñoz Sánchez, “Verdad y mentira en política. Una reivindicación del juicio político crítico para la democracia”, publicado por Scielo, la profesora de tiempo completo de la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México y miembro del Sistema Nacional de Investigadores Nivel 2, analiza el papel del juicio político en sociedades donde predomina la mentira y las noticias falsas en política, y se pregunta: “¿cómo apelar a la capacidad (del) juicio político cuando estamos diariamente bombardeados por las incontables e inverosímiles mentiras” como las de Donald Trump y por la fuerza de las fake news divulgadas sin el menor pudor y, en muchos casos, aceptadas como verdades de manera acrítica?”
“El 2 de junio fue una derrota histórica para la oposición”, llegó a reconocer el derechista Gabriel Quadri. “Hablar de fraude es una fantasía” ha dicho también y que las “razones de la derrota son otras”, como “el no haber dado la batalla ideológica mediática en favor de un proyecto nacional de democracia liberal, sustentabilidad ambiental, y economía de mercado”.
La oposición política, académica, intelectual, mediática, ha optado por la mentira. Es cierto, sigue en shock, llena de contradicciones, sin identificación ideológica, política; sin identificación con la población que la reconoce como corrupta, sin respuestas verdaderas a las necesidades de ésta a la que le negó mejores estadios de vida, de estudios.
Sus respuestas de todos los días es la injuria, el golpeteo. Ha sido incapaz de hacer un alto y revisar en su morral todos los pecados que lleva y replantearse un proyecto que verdaderamente ofrezca una salida que compita con las respuestas que le ha ofrecido a la gente la Cuarta Transformación.
Su imaginación es nada, sigue siendo incapaz frente a una sociedad hoy, muy distinta más informada y politizada que, como señala la profesora Muñoz Sánchez, “la constitución de una ciudadanía participativa, éticamente responsable y con capacidad de juicio crítico es el único camino para, en primer término, orientar las prácticas políticas hacia una reinstauración del ordenamiento institucional; y, a mediano plazo, superar la amenaza de la mentira en política”.
Esto es lo único que la oposición política, académica, intelectual, mediática no ha querido entender. Sigue vociferando, mentando madres, ofendiendo, calumniando, creando montajes, ofreciendo, a veces, verdades o medias verdades. Su sello son las fake news que, en términos del argot periodístico, “vuelan en escuadrón”.
Lo que es claro, es que su única propuesta a la sociedad es la mentira, de ser, la inmensa mayoría de las veces, unos falsarios tramposos.
Que no le cuenten…
Este sábado 28 se realizará la edición número 47 de la Marcha LGBTTTIQAP+ bajo el lema “Diversidad sin fronteras. ¡Justicia, Resistencia y Unidad!”
La primera se celebró el 29 de junio de 1979. Unos y unas mil gentes denunciaron los abusos que enfrentaban las personas homosexuales; partieron de la columna de la Independencia y caminaron por la calle de Lerma obstruidos por la Policía para no transitar por el Paseo de la Reforma.
Marcha en el Ángel de la Independencia | Foto en Dron: Saúl López“Desafiantes y entre adrenalina, carteles y consignas como ¡No hay libertad política si no hay libertad sexual! y ¡Sin libertad sexual no habrá liberación social! las y los asistentes avanzaban y, quizá sin saber, con sus pasos escribían un nuevo episodio en la vida pública de nuestro país y en la lucha por el reconocimiento de los derechos de las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero, travestis, transexuales e intersexuales (LGBTTTI+).
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Censura y desmemoria
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Falsarios y tramposos
Por Mario A. Medina
Al triunfo de Andrés Manuel López Obrador, y aún antes, en México hemos podido presenciar una amplísima estrategia de la oposición política, empresarial, mediática e intelectual de la derecha a partir de la mentira, su uso no es nuevo, ha sido recurrida por reyes, dictadores, presidentes, sacerdotes, etcétera.
La “mentira política se construye cuidadosamente y es diseñada para alcanzar objetivos específicos” como influir en la opinión pública para manipular la realidad en favor de intereses específicos”.
Cómo no olvidar el video que grabó AMLO en tono de burla en el Puerto de Veracruz. El entonces candidato de Morena a la Presidencia de la República explicaba que estaba en espera de un presunto financiamiento que llegaría de Rusia: “Ya soy AndresManuelovich y espero el oro de Moscú”; el pasado miércoles el periodista Raymundo Riva Palacio publicó en su columna “Estrictamente Personal” que el expresidente “tejió alianzas estratégicas con el régimen teocrático de Irán”, que le habría inyectado dinero a su campaña en 2006.
Ricardo Monreal AMLOQue agentes iraníes, cubanos y venezolanos se aperaron “en la Ciudad de México para silenciar a quienes pudieran dar a conocer detalles de los arreglos financieros y políticos que tenían” con López Obrador. Riva Palacio una sola prueba no presentó.
El diario La Opinión de los Ángeles, en octubre del año pasado, cabeceó: “La mentira, una herramienta interminable de la oposición en México” y destacaba: “algunos miembros del PRI-AN insisten que ahora sí, el país se convertirá en Venezuela”.
A diario, escuchamos un sinfín de mentiras que han buscado golpetear tanto al gobierno de López Obrador como ahora al de Claudia Sheinbaum. Las redes sociales como X se han convertido en una herramienta principalísima de comunicación política para alcanzar el objetivo de la derecha: sacar del gobierno a la 4T.
Sin embargo, su estrategia no les ha funcionado. En enero de 2024, en el diario El Economista, Federico Seyde, licenciado en Derecho por la Universidad Autónoma Metropolitana; master en Gobierno y Política de América Latina y doctor en Ciencia Política por la Universidad de Essex (Reino Unido), escribió: “Desde que López Obrador y su Movimiento de Regeneración Nacional triunfaron en las elecciones federales de 2018 y accedieron al poder, la oposición ha estado errando de manera sistemática tanto en los discursos que definen los parámetros ideológicos de su comunicación con la sociedad civil y el gobierno, como en las estrategias de acción política que se organizan y proyectan a partir de ellos”.
Militante de Morena la plaza de la ConstituciónEfectivamente como también ha señalado el académico, “la crisis que enfrenta la oposición en México es profunda o, en otras palabras, es una crisis de carácter estructural”, pues señala que tanto el PRI, PRD y PAN, “han demostrado en reiteradas ocasiones tanto su falta de brújula ideológica como su abierta incompetencia y mediocridad en el frente de la operación política”.
Y sí, fue demasiado su desprestigio frente a la sociedad de la que se alejó y despreció, amén de que perdió frente a esta, credibilidad y ganó fama de ser corruptos o cínicos como es el caso del presidente nacional del PRI, Alejandro Moreno o insignificante como lo es Marko, el gris, Cortés, ex presidente nacional del PAN; ya no se diga de los perredistas que desecharon sus principios de izquierda.
Al revisar los diarios en diferentes partes del mundo nos podemos dar cuenta que, en los últimos años, la derecha ha acudido al expediente de la mentira, de la calumnia, de la difamación para ganar terreno, simpatizantes. A través de la guerra mediática, como ha estado sucediendo en México, se acude a la invención en busca de tocar fibras que activen los miedos, los prejuicios y hasta las emociones.
Sin embargo, en México, la derecha ha fracasado en buena medida en este propósito. Tanto los políticos como los intelectuales orgánicos, articulistas y columnistas, han partido de análisis cargados de falsedades, equivocando la estrategia para arrebatarle al gobierno un público, una población que hoy, a diferencia de diez o doce años atrás, está más informada, más politizada, que ha podido contrastar entre los gobiernos del PRI-AN y los de Morena, que independientemente de muchos errores, desaciertos que se le pueden achacar al morenismo, la población en general vive hoy en mejores condiciones sociales y económicas.
Marko Cortés Mendoza | @SociedadN_En un estudio de María Teresa Muñoz Sánchez, “Verdad y mentira en política. Una reivindicación del juicio político crítico para la democracia”, publicado por Scielo, la profesora de tiempo completo de la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México y miembro del Sistema Nacional de Investigadores Nivel 2, analiza el papel del juicio político en sociedades donde predomina la mentira y las noticias falsas en política, y se pregunta: “¿cómo apelar a la capacidad (del) juicio político cuando estamos diariamente bombardeados por las incontables e inverosímiles mentiras” como las de Donald Trump y por la fuerza de las fake news divulgadas sin el menor pudor y, en muchos casos, aceptadas como verdades de manera acrítica?”
“El 2 de junio fue una derrota histórica para la oposición”, llegó a reconocer el derechista Gabriel Quadri. “Hablar de fraude es una fantasía” ha dicho también y que las “razones de la derrota son otras”, como “el no haber dado la batalla ideológica mediática en favor de un proyecto nacional de democracia liberal, sustentabilidad ambiental, y economía de mercado”.
La oposición política, académica, intelectual, mediática, ha optado por la mentira. Es cierto, sigue en shock, llena de contradicciones, sin identificación ideológica, política; sin identificación con la población que la reconoce como corrupta, sin respuestas verdaderas a las necesidades de ésta a la que le negó mejores estadios de vida, de estudios.
Sus respuestas de todos los días es la injuria, el golpeteo. Ha sido incapaz de hacer un alto y revisar en su morral todos los pecados que lleva y replantearse un proyecto que verdaderamente ofrezca una salida que compita con las respuestas que le ha ofrecido a la gente la Cuarta Transformación.
Su imaginación es nada, sigue siendo incapaz frente a una sociedad hoy, muy distinta más informada y politizada que, como señala la profesora Muñoz Sánchez, “la constitución de una ciudadanía participativa, éticamente responsable y con capacidad de juicio crítico es el único camino para, en primer término, orientar las prácticas políticas hacia una reinstauración del ordenamiento institucional; y, a mediano plazo, superar la amenaza de la mentira en política”.
Esto es lo único que la oposición política, académica, intelectual, mediática no ha querido entender. Sigue vociferando, mentando madres, ofendiendo, calumniando, creando montajes, ofreciendo, a veces, verdades o medias verdades. Su sello son las fake news que, en términos del argot periodístico, “vuelan en escuadrón”.
Lo que es claro, es que su única propuesta a la sociedad es la mentira, de ser, la inmensa mayoría de las veces, unos falsarios tramposos.
Que no le cuenten…
Este sábado 28 se realizará la edición número 47 de la Marcha LGBTTTIQAP+ bajo el lema “Diversidad sin fronteras. ¡Justicia, Resistencia y Unidad!”
La primera se celebró el 29 de junio de 1979. Unos y unas mil gentes denunciaron los abusos que enfrentaban las personas homosexuales; partieron de la columna de la Independencia y caminaron por la calle de Lerma obstruidos por la Policía para no transitar por el Paseo de la Reforma.
Marcha en el Ángel de la Independencia | Foto en Dron: Saúl López“Desafiantes y entre adrenalina, carteles y consignas como ¡No hay libertad política si no hay libertad sexual! y ¡Sin libertad sexual no habrá liberación social! las y los asistentes avanzaban y, quizá sin saber, con sus pasos escribían un nuevo episodio en la vida pública de nuestro país y en la lucha por el reconocimiento de los derechos de las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero, travestis, transexuales e intersexuales (LGBTTTI+).
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Censura y desmemoria
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Falsarios y tramposos
Por Mario A. Medina
Al triunfo de Andrés Manuel López Obrador, y aún antes, en México hemos podido presenciar una amplísima estrategia de la oposición política, empresarial, mediática e intelectual de la derecha a partir de la mentira, su uso no es nuevo, ha sido recurrida por reyes, dictadores, presidentes, sacerdotes, etcétera.
La “mentira política se construye cuidadosamente y es diseñada para alcanzar objetivos específicos” como influir en la opinión pública para manipular la realidad en favor de intereses específicos”.
Cómo no olvidar el video que grabó AMLO en tono de burla en el Puerto de Veracruz. El entonces candidato de Morena a la Presidencia de la República explicaba que estaba en espera de un presunto financiamiento que llegaría de Rusia: “Ya soy AndresManuelovich y espero el oro de Moscú”; el pasado miércoles el periodista Raymundo Riva Palacio publicó en su columna “Estrictamente Personal” que el expresidente “tejió alianzas estratégicas con el régimen teocrático de Irán”, que le habría inyectado dinero a su campaña en 2006.
Ricardo Monreal AMLOQue agentes iraníes, cubanos y venezolanos se aperaron “en la Ciudad de México para silenciar a quienes pudieran dar a conocer detalles de los arreglos financieros y políticos que tenían” con López Obrador. Riva Palacio una sola prueba no presentó.
El diario La Opinión de los Ángeles, en octubre del año pasado, cabeceó: “La mentira, una herramienta interminable de la oposición en México” y destacaba: “algunos miembros del PRI-AN insisten que ahora sí, el país se convertirá en Venezuela”.
A diario, escuchamos un sinfín de mentiras que han buscado golpetear tanto al gobierno de López Obrador como ahora al de Claudia Sheinbaum. Las redes sociales como X se han convertido en una herramienta principalísima de comunicación política para alcanzar el objetivo de la derecha: sacar del gobierno a la 4T.
Sin embargo, su estrategia no les ha funcionado. En enero de 2024, en el diario El Economista, Federico Seyde, licenciado en Derecho por la Universidad Autónoma Metropolitana; master en Gobierno y Política de América Latina y doctor en Ciencia Política por la Universidad de Essex (Reino Unido), escribió: “Desde que López Obrador y su Movimiento de Regeneración Nacional triunfaron en las elecciones federales de 2018 y accedieron al poder, la oposición ha estado errando de manera sistemática tanto en los discursos que definen los parámetros ideológicos de su comunicación con la sociedad civil y el gobierno, como en las estrategias de acción política que se organizan y proyectan a partir de ellos”.
Militante de Morena la plaza de la ConstituciónEfectivamente como también ha señalado el académico, “la crisis que enfrenta la oposición en México es profunda o, en otras palabras, es una crisis de carácter estructural”, pues señala que tanto el PRI, PRD y PAN, “han demostrado en reiteradas ocasiones tanto su falta de brújula ideológica como su abierta incompetencia y mediocridad en el frente de la operación política”.
Y sí, fue demasiado su desprestigio frente a la sociedad de la que se alejó y despreció, amén de que perdió frente a esta, credibilidad y ganó fama de ser corruptos o cínicos como es el caso del presidente nacional del PRI, Alejandro Moreno o insignificante como lo es Marko, el gris, Cortés, ex presidente nacional del PAN; ya no se diga de los perredistas que desecharon sus principios de izquierda.
Al revisar los diarios en diferentes partes del mundo nos podemos dar cuenta que, en los últimos años, la derecha ha acudido al expediente de la mentira, de la calumnia, de la difamación para ganar terreno, simpatizantes. A través de la guerra mediática, como ha estado sucediendo en México, se acude a la invención en busca de tocar fibras que activen los miedos, los prejuicios y hasta las emociones.
Sin embargo, en México, la derecha ha fracasado en buena medida en este propósito. Tanto los políticos como los intelectuales orgánicos, articulistas y columnistas, han partido de análisis cargados de falsedades, equivocando la estrategia para arrebatarle al gobierno un público, una población que hoy, a diferencia de diez o doce años atrás, está más informada, más politizada, que ha podido contrastar entre los gobiernos del PRI-AN y los de Morena, que independientemente de muchos errores, desaciertos que se le pueden achacar al morenismo, la población en general vive hoy en mejores condiciones sociales y económicas.
Marko Cortés Mendoza | @SociedadN_En un estudio de María Teresa Muñoz Sánchez, “Verdad y mentira en política. Una reivindicación del juicio político crítico para la democracia”, publicado por Scielo, la profesora de tiempo completo de la Facultad de Filosofía y Letras de la Universidad Nacional Autónoma de México y miembro del Sistema Nacional de Investigadores Nivel 2, analiza el papel del juicio político en sociedades donde predomina la mentira y las noticias falsas en política, y se pregunta: “¿cómo apelar a la capacidad (del) juicio político cuando estamos diariamente bombardeados por las incontables e inverosímiles mentiras” como las de Donald Trump y por la fuerza de las fake news divulgadas sin el menor pudor y, en muchos casos, aceptadas como verdades de manera acrítica?”
“El 2 de junio fue una derrota histórica para la oposición”, llegó a reconocer el derechista Gabriel Quadri. “Hablar de fraude es una fantasía” ha dicho también y que las “razones de la derrota son otras”, como “el no haber dado la batalla ideológica mediática en favor de un proyecto nacional de democracia liberal, sustentabilidad ambiental, y economía de mercado”.
La oposición política, académica, intelectual, mediática, ha optado por la mentira. Es cierto, sigue en shock, llena de contradicciones, sin identificación ideológica, política; sin identificación con la población que la reconoce como corrupta, sin respuestas verdaderas a las necesidades de ésta a la que le negó mejores estadios de vida, de estudios.
Sus respuestas de todos los días es la injuria, el golpeteo. Ha sido incapaz de hacer un alto y revisar en su morral todos los pecados que lleva y replantearse un proyecto que verdaderamente ofrezca una salida que compita con las respuestas que le ha ofrecido a la gente la Cuarta Transformación.
Su imaginación es nada, sigue siendo incapaz frente a una sociedad hoy, muy distinta más informada y politizada que, como señala la profesora Muñoz Sánchez, “la constitución de una ciudadanía participativa, éticamente responsable y con capacidad de juicio crítico es el único camino para, en primer término, orientar las prácticas políticas hacia una reinstauración del ordenamiento institucional; y, a mediano plazo, superar la amenaza de la mentira en política”.
Esto es lo único que la oposición política, académica, intelectual, mediática no ha querido entender. Sigue vociferando, mentando madres, ofendiendo, calumniando, creando montajes, ofreciendo, a veces, verdades o medias verdades. Su sello son las fake news que, en términos del argot periodístico, “vuelan en escuadrón”.
Lo que es claro, es que su única propuesta a la sociedad es la mentira, de ser, la inmensa mayoría de las veces, unos falsarios tramposos.
Que no le cuenten…
Este sábado 28 se realizará la edición número 47 de la Marcha LGBTTTIQAP+ bajo el lema “Diversidad sin fronteras. ¡Justicia, Resistencia y Unidad!”
La primera se celebró el 29 de junio de 1979. Unos y unas mil gentes denunciaron los abusos que enfrentaban las personas homosexuales; partieron de la columna de la Independencia y caminaron por la calle de Lerma obstruidos por la Policía para no transitar por el Paseo de la Reforma.
Marcha en el Ángel de la Independencia | Foto en Dron: Saúl López“Desafiantes y entre adrenalina, carteles y consignas como ¡No hay libertad política si no hay libertad sexual! y ¡Sin libertad sexual no habrá liberación social! las y los asistentes avanzaban y, quizá sin saber, con sus pasos escribían un nuevo episodio en la vida pública de nuestro país y en la lucha por el reconocimiento de los derechos de las personas lesbianas, gays, bisexuales, transgénero, travestis, transexuales e intersexuales (LGBTTTI+).
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Censura y desmemoria
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Censura y desmemoria
Una de las acepciones sobre censura: “es el control que se ejerce sobre la información y las ideas que circulan en una sociedad, con fines políticos, ideológicos, religiosos o morales”.
Por Mario A. Medina
El tema se ha vuelto a tocar en estos días a raíz de que, en Puebla, el congreso local aprobó la llamada “Ley de Ciberseguridad” que entró en vigor el 14 de junio pasado; penaliza insultos, injurias ofensas, agravios y vejaciones en redes sociales; su violación significaría penas de hasta tres años de prisión y multas de casi 40 mil pesos.
Tanto la secretaria de Gobernación, Rosa Icela Rodríguez, como la presidentA Claudia Sheinbaum, propusieron que dicha normatividad se revise y ambas externaron su convicción en contra de la censura.
Alejandro Armenta Mier, gobernador del estado declaró que la ley “no busca coartar la libertad de expresión, sino sancionar los ciberdelitos en Puebla; proteger a mujeres, niños y a las familias enteras; proteger a los niños, a mujeres; proteger la identidad”.
Un asunto que, sin lugar a duda, debe revisarse para evitar que un tema que efectivamente es un reclamo pueda ser utilizado por los gobernadores y políticos paraquerer castigar el trabajo periodístico, artístico, intelectual, etcétera.
Alejandro ArmentaEs grave, desde luego lo ocurrido en Campeche, donde la juez Guadalupe Martínez Taboada vinculó a proceso al periodista Jorge González Valdez por presuntos delitos de incitación al odio y a la violencia en agravio de la gobernadora de Campeche, Layda Sansores San Román; Le ha prohibido ejercer su profesión por dos años y ordenó cerrar la edición digital del periódico «TRIBUNA» por ese mismo lapso; fue sentenciado a pagar una indemnización de dos millones de pesos al director estatal de Comunicación Social Walther Patrón Bacab por presunto daño moral. Un asunto, insisto, de preocupación y de suma gravedad.
El periodista “habría difundido publicaciones que constituyen ataques sistemáticos hacia la mandataria estatal, incluyendo expresiones que de acuerdo con la queja apelan a su condición de mujer”.
Una cosa es cierta, la mayoría de los políticos del signo que usted quiera tienen la piel muy delgada, son intolerantes a que se les descubran sus desaciertos, errores, groserías y, desde luego, sus corruptelas; son intransigentes a la crítica.
Quien hoy en día se mete a la política debe saber y entender que debe tener la piel muy gruesa, pues va a ser objeto de todo tipo de críticas, de adentro y de afuera. El ex presidente Andrés Manuel López Obrador se enfrentó, como ningún mandatario, a los medios de comunicación, a periodistas y analistas. Muy a su estilo se defendió de los ataques con o sin razón; los enfrentó de frente con nombres y apellidos. Nos pudieron gustar o no las formas, pero dio la cara, pues de aquellos enfrentó una guerra mediática y se defendió, mas nunca dio la orden de cerrar un medio o se le corriera a alguno de sus críticos, como sucedía antes. Como nunca hubo libertad plena de informar y opinar hasta el insulto.
Andrés Manuel López ObradorNuevamente la oposición recurre al mismo discurso ya gastado, baladí. Es una “estrategia para acabar con la democracia en México”; “un sello de la izquierda”, ha señalado la diputada local en la Cdmx, América Rangel, que, supone, va a asustar a la población con el “uy, ahí vine el lobo”: “México con Morena, va a ser igual que Cuba, Venezuela, Corea del Norte, que la URSS” (sí, que la URSS, país que ya no existe).
La desmemoria de la oposición política y mediática es preocupante, o mejor dicho convenenciera.
Olvidan, a propósito. “el día que los medios de comunicación callaron ante la violencia del sexenio de Felipe Calderón”.El 24 de marzo de 2011, 715 medios aceptaron la censura de Calderón para que no informaran de los asesinatos producto de su guerra contra el narcotráfico. «Ser parte de su estrategia» y así poder «autorregular» sus contenidos. (Proceso).
¿Se les olvida cuando Calderón “ordenó despedir a Aristegui por lo de su ebriedad? No salga ahora con sermones puritanos. No tenemos amnesia, escribió en su Twitter, la periodista Dolia Estévez. (@DoliaEstevez) el 26 de agosto de 2002.
Hablando de perfiles autoritarios. “¿Recuerdas lo que hiciste con Carmen Aristegui cuando en su programa hablaron del estado en el que permanentemente te encuentras?) anotó en la misma red social el corresponsal en Washington Jesús Esquivel (@JJesusEsquivel), dirigiéndose a Felipe Calderón.
MensajeDaniel Lizárraga le recordó a Calderón cuando “el equipo de comunicación presidencial ordenó que la revista Proceso no cubriera las giras del exmandatario; las portadas del semanario que documentaba la “guerra contra el narco”. Se les olvida de las advertencias a José Gutiérrez Vivó por serle incómodo al panista.
La escritora y periodista argentina Olga Wornat, en entrevista con Julio Hernández, le dijo: “En aquel momento con García Luna y sus sicarios y con el conocimiento de Felipe Calderón, lo digo con todas las letras, Felipe Calderón sabía que yo estaba amenazada de muerte por García Luna, que ahora se haga el tonto y que haga silencio, él nunca sabe nada, pero por supuesto que sabía”.
En el gobierno de Enrique Peña Nieto también se cocieron habas. El 21 abril 2029, el portal SinEmbargo publicó: “entre 2012 y 2018, el Gobierno federal en México recurrió en decenas de ocasiones a Google, Twitter y Facebook para pedir la remoción de contenidos publicados por usuarios. De acuerdo con el informe anual de Artículo 19, “estas solicitudes se generaron mediante procedimientos opacos y sinapego a la Ley, lo que pudoderivar en censura”.
Artículo 19, destacó que el gobierno priísta solicitó decenas de remociones de contenido en Google y otras plataformas digitales con base en (presuntos) daños por difamación, uso no autorizado de propiedad intelectual, acoso e incluso por motivos de seguridad nacional, con un solo propósito: censurar.
Enrique Peña Nieto | @SociedadN_En un trabajo de investigación documental de un grupo de estudiantes de la Green Hills School, “La Censura… perdona a los curvos”, demostraron que tanto el gobierno de Calderón como el de Peña Nieto, usaron la censura como “una herramienta para cubrir la corrupción con el objetivo de apaciguar la reacción de un pueblo que no tiene suficiente análisis crítico”; uno y otro pretendieron controlar los contenidos de la red(es) a través de las leyes secundarias, como la “polémica Reforma de las Telecomunicaciones”. La propuesta -dice el texto- “parece extraída de un manual totalitario”.
La desmemoria que padece la oposición cuando afirma que el gobierno de Sheinbaum censura y que vamos al totalitarismo, es tramposa. Por ejemplo, la conductora del noticiario en MVS-Radio, Pamela Cerdeira, al entrevistar a Pedro Cárdenas de Artículo 19, afirmó un tanto escandalizada: “México vive un momento crítico para la libertad de prensa”. Lo dijo en los mismos micrófonos de donde se le corrió a Carmen Aristegui por preguntar por la salud etílica de Calderón.
Sí, lamentable lo de Campeche y de otros estados, donde efectivamente morenistas, panistas y priístas, buscan censurar para callar plumas para que no los toquen, pero es doloso afirmar que lo de Campeche, Puebla o el tribunal electoral de Tamaulipas parta de una convicción del gobierno federal. No. Nada tiene que ver en esto el gobierno federal.
La censura, en buena parte, y lo saben los periodistas y los políticos, ha sido producto de los convenios de publicidad (“No te pago para que me pegues”: José López Portillo) y de la orden de Los Pinos (PRI y PAN) que ordenaban callar y, claro, de lo grueso o delgado del sobre amarillo.
Que no le cuenten…
“México el país con mayor avance contra la pobreza entre sus miembros”: OCDE. Otro dato del mismo organismo: “En México prevalece la alta confianza de la ciudadanía sobre su gobierno y su capacidad para enfrentar los problemas entre generaciones”.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
Mario A Medina¡Conéctate con Sociedad Noticias! Suscríbete a nuestro canal de YouTube y activa las notificaciones, o bien, síguenos en las redes sociales: Facebook, Twitter e Instagram.
También, te invitamos a que te sumes a nuestro canal de información en tiempo real a través de Telegram.
#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
-
Opinión | Que no le digan… | Censura y desmemoria
Una de las acepciones sobre censura: “es el control que se ejerce sobre la información y las ideas que circulan en una sociedad, con fines políticos, ideológicos, religiosos o morales”.
Por Mario A. Medina
El tema se ha vuelto a tocar en estos días a raíz de que, en Puebla, el congreso local aprobó la llamada “Ley de Ciberseguridad” que entró en vigor el 14 de junio pasado; penaliza insultos, injurias ofensas, agravios y vejaciones en redes sociales; su violación significaría penas de hasta tres años de prisión y multas de casi 40 mil pesos.
Tanto la secretaria de Gobernación, Rosa Icela Rodríguez, como la presidentA Claudia Sheinbaum, propusieron que dicha normatividad se revise y ambas externaron su convicción en contra de la censura.
Alejandro Armenta Mier, gobernador del estado declaró que la ley “no busca coartar la libertad de expresión, sino sancionar los ciberdelitos en Puebla; proteger a mujeres, niños y a las familias enteras; proteger a los niños, a mujeres; proteger la identidad”.
Un asunto que, sin lugar a duda, debe revisarse para evitar que un tema que efectivamente es un reclamo pueda ser utilizado por los gobernadores y políticos paraquerer castigar el trabajo periodístico, artístico, intelectual, etcétera.
Alejandro ArmentaEs grave, desde luego lo ocurrido en Campeche, donde la juez Guadalupe Martínez Taboada vinculó a proceso al periodista Jorge González Valdez por presuntos delitos de incitación al odio y a la violencia en agravio de la gobernadora de Campeche, Layda Sansores San Román; Le ha prohibido ejercer su profesión por dos años y ordenó cerrar la edición digital del periódico «TRIBUNA» por ese mismo lapso; fue sentenciado a pagar una indemnización de dos millones de pesos al director estatal de Comunicación Social Walther Patrón Bacab por presunto daño moral. Un asunto, insisto, de preocupación y de suma gravedad.
El periodista “habría difundido publicaciones que constituyen ataques sistemáticos hacia la mandataria estatal, incluyendo expresiones que de acuerdo con la queja apelan a su condición de mujer”.
Una cosa es cierta, la mayoría de los políticos del signo que usted quiera tienen la piel muy delgada, son intolerantes a que se les descubran sus desaciertos, errores, groserías y, desde luego, sus corruptelas; son intransigentes a la crítica.
Quien hoy en día se mete a la política debe saber y entender que debe tener la piel muy gruesa, pues va a ser objeto de todo tipo de críticas, de adentro y de afuera. El ex presidente Andrés Manuel López Obrador se enfrentó, como ningún mandatario, a los medios de comunicación, a periodistas y analistas. Muy a su estilo se defendió de los ataques con o sin razón; los enfrentó de frente con nombres y apellidos. Nos pudieron gustar o no las formas, pero dio la cara, pues de aquellos enfrentó una guerra mediática y se defendió, mas nunca dio la orden de cerrar un medio o se le corriera a alguno de sus críticos, como sucedía antes. Como nunca hubo libertad plena de informar y opinar hasta el insulto.
Andrés Manuel López ObradorNuevamente la oposición recurre al mismo discurso ya gastado, baladí. Es una “estrategia para acabar con la democracia en México”; “un sello de la izquierda”, ha señalado la diputada local en la Cdmx, América Rangel, que, supone, va a asustar a la población con el “uy, ahí vine el lobo”: “México con Morena, va a ser igual que Cuba, Venezuela, Corea del Norte, que la URSS” (sí, que la URSS, país que ya no existe).
La desmemoria de la oposición política y mediática es preocupante, o mejor dicho convenenciera.
Olvidan, a propósito. “el día que los medios de comunicación callaron ante la violencia del sexenio de Felipe Calderón”.El 24 de marzo de 2011, 715 medios aceptaron la censura de Calderón para que no informaran de los asesinatos producto de su guerra contra el narcotráfico. «Ser parte de su estrategia» y así poder «autorregular» sus contenidos. (Proceso).
¿Se les olvida cuando Calderón “ordenó despedir a Aristegui por lo de su ebriedad? No salga ahora con sermones puritanos. No tenemos amnesia, escribió en su Twitter, la periodista Dolia Estévez. (@DoliaEstevez) el 26 de agosto de 2002.
Hablando de perfiles autoritarios. “¿Recuerdas lo que hiciste con Carmen Aristegui cuando en su programa hablaron del estado en el que permanentemente te encuentras?) anotó en la misma red social el corresponsal en Washington Jesús Esquivel (@JJesusEsquivel), dirigiéndose a Felipe Calderón.
MensajeDaniel Lizárraga le recordó a Calderón cuando “el equipo de comunicación presidencial ordenó que la revista Proceso no cubriera las giras del exmandatario; las portadas del semanario que documentaba la “guerra contra el narco”. Se les olvida de las advertencias a José Gutiérrez Vivó por serle incómodo al panista.
La escritora y periodista argentina Olga Wornat, en entrevista con Julio Hernández, le dijo: “En aquel momento con García Luna y sus sicarios y con el conocimiento de Felipe Calderón, lo digo con todas las letras, Felipe Calderón sabía que yo estaba amenazada de muerte por García Luna, que ahora se haga el tonto y que haga silencio, él nunca sabe nada, pero por supuesto que sabía”.
En el gobierno de Enrique Peña Nieto también se cocieron habas. El 21 abril 2029, el portal SinEmbargo publicó: “entre 2012 y 2018, el Gobierno federal en México recurrió en decenas de ocasiones a Google, Twitter y Facebook para pedir la remoción de contenidos publicados por usuarios. De acuerdo con el informe anual de Artículo 19, “estas solicitudes se generaron mediante procedimientos opacos y sinapego a la Ley, lo que pudoderivar en censura”.
Artículo 19, destacó que el gobierno priísta solicitó decenas de remociones de contenido en Google y otras plataformas digitales con base en (presuntos) daños por difamación, uso no autorizado de propiedad intelectual, acoso e incluso por motivos de seguridad nacional, con un solo propósito: censurar.
Enrique Peña Nieto | @SociedadN_En un trabajo de investigación documental de un grupo de estudiantes de la Green Hills School, “La Censura… perdona a los curvos”, demostraron que tanto el gobierno de Calderón como el de Peña Nieto, usaron la censura como “una herramienta para cubrir la corrupción con el objetivo de apaciguar la reacción de un pueblo que no tiene suficiente análisis crítico”; uno y otro pretendieron controlar los contenidos de la red(es) a través de las leyes secundarias, como la “polémica Reforma de las Telecomunicaciones”. La propuesta -dice el texto- “parece extraída de un manual totalitario”.
La desmemoria que padece la oposición cuando afirma que el gobierno de Sheinbaum censura y que vamos al totalitarismo, es tramposa. Por ejemplo, la conductora del noticiario en MVS-Radio, Pamela Cerdeira, al entrevistar a Pedro Cárdenas de Artículo 19, afirmó un tanto escandalizada: “México vive un momento crítico para la libertad de prensa”. Lo dijo en los mismos micrófonos de donde se le corrió a Carmen Aristegui por preguntar por la salud etílica de Calderón.
Sí, lamentable lo de Campeche y de otros estados, donde efectivamente morenistas, panistas y priístas, buscan censurar para callar plumas para que no los toquen, pero es doloso afirmar que lo de Campeche, Puebla o el tribunal electoral de Tamaulipas parta de una convicción del gobierno federal. No. Nada tiene que ver en esto el gobierno federal.
La censura, en buena parte, y lo saben los periodistas y los políticos, ha sido producto de los convenios de publicidad (“No te pago para que me pegues”: José López Portillo) y de la orden de Los Pinos (PRI y PAN) que ordenaban callar y, claro, de lo grueso o delgado del sobre amarillo.
Que no le cuenten…
“México el país con mayor avance contra la pobreza entre sus miembros”: OCDE. Otro dato del mismo organismo: “En México prevalece la alta confianza de la ciudadanía sobre su gobierno y su capacidad para enfrentar los problemas entre generaciones”.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Censura y desmemoria
Una de las acepciones sobre censura: “es el control que se ejerce sobre la información y las ideas que circulan en una sociedad, con fines políticos, ideológicos, religiosos o morales”.
Por Mario A. Medina
El tema se ha vuelto a tocar en estos días a raíz de que, en Puebla, el congreso local aprobó la llamada “Ley de Ciberseguridad” que entró en vigor el 14 de junio pasado; penaliza insultos, injurias ofensas, agravios y vejaciones en redes sociales; su violación significaría penas de hasta tres años de prisión y multas de casi 40 mil pesos.
Tanto la secretaria de Gobernación, Rosa Icela Rodríguez, como la presidentA Claudia Sheinbaum, propusieron que dicha normatividad se revise y ambas externaron su convicción en contra de la censura.
Alejandro Armenta Mier, gobernador del estado declaró que la ley “no busca coartar la libertad de expresión, sino sancionar los ciberdelitos en Puebla; proteger a mujeres, niños y a las familias enteras; proteger a los niños, a mujeres; proteger la identidad”.
Un asunto que, sin lugar a duda, debe revisarse para evitar que un tema que efectivamente es un reclamo pueda ser utilizado por los gobernadores y políticos paraquerer castigar el trabajo periodístico, artístico, intelectual, etcétera.
Alejandro ArmentaEs grave, desde luego lo ocurrido en Campeche, donde la juez Guadalupe Martínez Taboada vinculó a proceso al periodista Jorge González Valdez por presuntos delitos de incitación al odio y a la violencia en agravio de la gobernadora de Campeche, Layda Sansores San Román; Le ha prohibido ejercer su profesión por dos años y ordenó cerrar la edición digital del periódico «TRIBUNA» por ese mismo lapso; fue sentenciado a pagar una indemnización de dos millones de pesos al director estatal de Comunicación Social Walther Patrón Bacab por presunto daño moral. Un asunto, insisto, de preocupación y de suma gravedad.
El periodista “habría difundido publicaciones que constituyen ataques sistemáticos hacia la mandataria estatal, incluyendo expresiones que de acuerdo con la queja apelan a su condición de mujer”.
Una cosa es cierta, la mayoría de los políticos del signo que usted quiera tienen la piel muy delgada, son intolerantes a que se les descubran sus desaciertos, errores, groserías y, desde luego, sus corruptelas; son intransigentes a la crítica.
Quien hoy en día se mete a la política debe saber y entender que debe tener la piel muy gruesa, pues va a ser objeto de todo tipo de críticas, de adentro y de afuera. El ex presidente Andrés Manuel López Obrador se enfrentó, como ningún mandatario, a los medios de comunicación, a periodistas y analistas. Muy a su estilo se defendió de los ataques con o sin razón; los enfrentó de frente con nombres y apellidos. Nos pudieron gustar o no las formas, pero dio la cara, pues de aquellos enfrentó una guerra mediática y se defendió, mas nunca dio la orden de cerrar un medio o se le corriera a alguno de sus críticos, como sucedía antes. Como nunca hubo libertad plena de informar y opinar hasta el insulto.
Andrés Manuel López ObradorNuevamente la oposición recurre al mismo discurso ya gastado, baladí. Es una “estrategia para acabar con la democracia en México”; “un sello de la izquierda”, ha señalado la diputada local en la Cdmx, América Rangel, que, supone, va a asustar a la población con el “uy, ahí vine el lobo”: “México con Morena, va a ser igual que Cuba, Venezuela, Corea del Norte, que la URSS” (sí, que la URSS, país que ya no existe).
La desmemoria de la oposición política y mediática es preocupante, o mejor dicho convenenciera.
Olvidan, a propósito. “el día que los medios de comunicación callaron ante la violencia del sexenio de Felipe Calderón”.El 24 de marzo de 2011, 715 medios aceptaron la censura de Calderón para que no informaran de los asesinatos producto de su guerra contra el narcotráfico. «Ser parte de su estrategia» y así poder «autorregular» sus contenidos. (Proceso).
¿Se les olvida cuando Calderón “ordenó despedir a Aristegui por lo de su ebriedad? No salga ahora con sermones puritanos. No tenemos amnesia, escribió en su Twitter, la periodista Dolia Estévez. (@DoliaEstevez) el 26 de agosto de 2002.
Hablando de perfiles autoritarios. “¿Recuerdas lo que hiciste con Carmen Aristegui cuando en su programa hablaron del estado en el que permanentemente te encuentras?) anotó en la misma red social el corresponsal en Washington Jesús Esquivel (@JJesusEsquivel), dirigiéndose a Felipe Calderón.
MensajeDaniel Lizárraga le recordó a Calderón cuando “el equipo de comunicación presidencial ordenó que la revista Proceso no cubriera las giras del exmandatario; las portadas del semanario que documentaba la “guerra contra el narco”. Se les olvida de las advertencias a José Gutiérrez Vivó por serle incómodo al panista.
La escritora y periodista argentina Olga Wornat, en entrevista con Julio Hernández, le dijo: “En aquel momento con García Luna y sus sicarios y con el conocimiento de Felipe Calderón, lo digo con todas las letras, Felipe Calderón sabía que yo estaba amenazada de muerte por García Luna, que ahora se haga el tonto y que haga silencio, él nunca sabe nada, pero por supuesto que sabía”.
En el gobierno de Enrique Peña Nieto también se cocieron habas. El 21 abril 2029, el portal SinEmbargo publicó: “entre 2012 y 2018, el Gobierno federal en México recurrió en decenas de ocasiones a Google, Twitter y Facebook para pedir la remoción de contenidos publicados por usuarios. De acuerdo con el informe anual de Artículo 19, “estas solicitudes se generaron mediante procedimientos opacos y sinapego a la Ley, lo que pudoderivar en censura”.
Artículo 19, destacó que el gobierno priísta solicitó decenas de remociones de contenido en Google y otras plataformas digitales con base en (presuntos) daños por difamación, uso no autorizado de propiedad intelectual, acoso e incluso por motivos de seguridad nacional, con un solo propósito: censurar.
Enrique Peña Nieto | @SociedadN_En un trabajo de investigación documental de un grupo de estudiantes de la Green Hills School, “La Censura… perdona a los curvos”, demostraron que tanto el gobierno de Calderón como el de Peña Nieto, usaron la censura como “una herramienta para cubrir la corrupción con el objetivo de apaciguar la reacción de un pueblo que no tiene suficiente análisis crítico”; uno y otro pretendieron controlar los contenidos de la red(es) a través de las leyes secundarias, como la “polémica Reforma de las Telecomunicaciones”. La propuesta -dice el texto- “parece extraída de un manual totalitario”.
La desmemoria que padece la oposición cuando afirma que el gobierno de Sheinbaum censura y que vamos al totalitarismo, es tramposa. Por ejemplo, la conductora del noticiario en MVS-Radio, Pamela Cerdeira, al entrevistar a Pedro Cárdenas de Artículo 19, afirmó un tanto escandalizada: “México vive un momento crítico para la libertad de prensa”. Lo dijo en los mismos micrófonos de donde se le corrió a Carmen Aristegui por preguntar por la salud etílica de Calderón.
Sí, lamentable lo de Campeche y de otros estados, donde efectivamente morenistas, panistas y priístas, buscan censurar para callar plumas para que no los toquen, pero es doloso afirmar que lo de Campeche, Puebla o el tribunal electoral de Tamaulipas parta de una convicción del gobierno federal. No. Nada tiene que ver en esto el gobierno federal.
La censura, en buena parte, y lo saben los periodistas y los políticos, ha sido producto de los convenios de publicidad (“No te pago para que me pegues”: José López Portillo) y de la orden de Los Pinos (PRI y PAN) que ordenaban callar y, claro, de lo grueso o delgado del sobre amarillo.
Que no le cuenten…
“México el país con mayor avance contra la pobreza entre sus miembros”: OCDE. Otro dato del mismo organismo: “En México prevalece la alta confianza de la ciudadanía sobre su gobierno y su capacidad para enfrentar los problemas entre generaciones”.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
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Opinión | Que no le digan… | Censura y desmemoria
Una de las acepciones sobre censura: “es el control que se ejerce sobre la información y las ideas que circulan en una sociedad, con fines políticos, ideológicos, religiosos o morales”.
Por Mario A. Medina
El tema se ha vuelto a tocar en estos días a raíz de que, en Puebla, el congreso local aprobó la llamada “Ley de Ciberseguridad” que entró en vigor el 14 de junio pasado; penaliza insultos, injurias ofensas, agravios y vejaciones en redes sociales; su violación significaría penas de hasta tres años de prisión y multas de casi 40 mil pesos.
Tanto la secretaria de Gobernación, Rosa Icela Rodríguez, como la presidentA Claudia Sheinbaum, propusieron que dicha normatividad se revise y ambas externaron su convicción en contra de la censura.
Alejandro Armenta Mier, gobernador del estado declaró que la ley “no busca coartar la libertad de expresión, sino sancionar los ciberdelitos en Puebla; proteger a mujeres, niños y a las familias enteras; proteger a los niños, a mujeres; proteger la identidad”.
Un asunto que, sin lugar a duda, debe revisarse para evitar que un tema que efectivamente es un reclamo pueda ser utilizado por los gobernadores y políticos paraquerer castigar el trabajo periodístico, artístico, intelectual, etcétera.
Alejandro ArmentaEs grave, desde luego lo ocurrido en Campeche, donde la juez Guadalupe Martínez Taboada vinculó a proceso al periodista Jorge González Valdez por presuntos delitos de incitación al odio y a la violencia en agravio de la gobernadora de Campeche, Layda Sansores San Román; Le ha prohibido ejercer su profesión por dos años y ordenó cerrar la edición digital del periódico «TRIBUNA» por ese mismo lapso; fue sentenciado a pagar una indemnización de dos millones de pesos al director estatal de Comunicación Social Walther Patrón Bacab por presunto daño moral. Un asunto, insisto, de preocupación y de suma gravedad.
El periodista “habría difundido publicaciones que constituyen ataques sistemáticos hacia la mandataria estatal, incluyendo expresiones que de acuerdo con la queja apelan a su condición de mujer”.
Una cosa es cierta, la mayoría de los políticos del signo que usted quiera tienen la piel muy delgada, son intolerantes a que se les descubran sus desaciertos, errores, groserías y, desde luego, sus corruptelas; son intransigentes a la crítica.
Quien hoy en día se mete a la política debe saber y entender que debe tener la piel muy gruesa, pues va a ser objeto de todo tipo de críticas, de adentro y de afuera. El ex presidente Andrés Manuel López Obrador se enfrentó, como ningún mandatario, a los medios de comunicación, a periodistas y analistas. Muy a su estilo se defendió de los ataques con o sin razón; los enfrentó de frente con nombres y apellidos. Nos pudieron gustar o no las formas, pero dio la cara, pues de aquellos enfrentó una guerra mediática y se defendió, mas nunca dio la orden de cerrar un medio o se le corriera a alguno de sus críticos, como sucedía antes. Como nunca hubo libertad plena de informar y opinar hasta el insulto.
Andrés Manuel López ObradorNuevamente la oposición recurre al mismo discurso ya gastado, baladí. Es una “estrategia para acabar con la democracia en México”; “un sello de la izquierda”, ha señalado la diputada local en la Cdmx, América Rangel, que, supone, va a asustar a la población con el “uy, ahí vine el lobo”: “México con Morena, va a ser igual que Cuba, Venezuela, Corea del Norte, que la URSS” (sí, que la URSS, país que ya no existe).
La desmemoria de la oposición política y mediática es preocupante, o mejor dicho convenenciera.
Olvidan, a propósito. “el día que los medios de comunicación callaron ante la violencia del sexenio de Felipe Calderón”.El 24 de marzo de 2011, 715 medios aceptaron la censura de Calderón para que no informaran de los asesinatos producto de su guerra contra el narcotráfico. «Ser parte de su estrategia» y así poder «autorregular» sus contenidos. (Proceso).
¿Se les olvida cuando Calderón “ordenó despedir a Aristegui por lo de su ebriedad? No salga ahora con sermones puritanos. No tenemos amnesia, escribió en su Twitter, la periodista Dolia Estévez. (@DoliaEstevez) el 26 de agosto de 2002.
Hablando de perfiles autoritarios. “¿Recuerdas lo que hiciste con Carmen Aristegui cuando en su programa hablaron del estado en el que permanentemente te encuentras?) anotó en la misma red social el corresponsal en Washington Jesús Esquivel (@JJesusEsquivel), dirigiéndose a Felipe Calderón.
MensajeDaniel Lizárraga le recordó a Calderón cuando “el equipo de comunicación presidencial ordenó que la revista Proceso no cubriera las giras del exmandatario; las portadas del semanario que documentaba la “guerra contra el narco”. Se les olvida de las advertencias a José Gutiérrez Vivó por serle incómodo al panista.
La escritora y periodista argentina Olga Wornat, en entrevista con Julio Hernández, le dijo: “En aquel momento con García Luna y sus sicarios y con el conocimiento de Felipe Calderón, lo digo con todas las letras, Felipe Calderón sabía que yo estaba amenazada de muerte por García Luna, que ahora se haga el tonto y que haga silencio, él nunca sabe nada, pero por supuesto que sabía”.
En el gobierno de Enrique Peña Nieto también se cocieron habas. El 21 abril 2029, el portal SinEmbargo publicó: “entre 2012 y 2018, el Gobierno federal en México recurrió en decenas de ocasiones a Google, Twitter y Facebook para pedir la remoción de contenidos publicados por usuarios. De acuerdo con el informe anual de Artículo 19, “estas solicitudes se generaron mediante procedimientos opacos y sinapego a la Ley, lo que pudoderivar en censura”.
Artículo 19, destacó que el gobierno priísta solicitó decenas de remociones de contenido en Google y otras plataformas digitales con base en (presuntos) daños por difamación, uso no autorizado de propiedad intelectual, acoso e incluso por motivos de seguridad nacional, con un solo propósito: censurar.
Enrique Peña Nieto | @SociedadN_En un trabajo de investigación documental de un grupo de estudiantes de la Green Hills School, “La Censura… perdona a los curvos”, demostraron que tanto el gobierno de Calderón como el de Peña Nieto, usaron la censura como “una herramienta para cubrir la corrupción con el objetivo de apaciguar la reacción de un pueblo que no tiene suficiente análisis crítico”; uno y otro pretendieron controlar los contenidos de la red(es) a través de las leyes secundarias, como la “polémica Reforma de las Telecomunicaciones”. La propuesta -dice el texto- “parece extraída de un manual totalitario”.
La desmemoria que padece la oposición cuando afirma que el gobierno de Sheinbaum censura y que vamos al totalitarismo, es tramposa. Por ejemplo, la conductora del noticiario en MVS-Radio, Pamela Cerdeira, al entrevistar a Pedro Cárdenas de Artículo 19, afirmó un tanto escandalizada: “México vive un momento crítico para la libertad de prensa”. Lo dijo en los mismos micrófonos de donde se le corrió a Carmen Aristegui por preguntar por la salud etílica de Calderón.
Sí, lamentable lo de Campeche y de otros estados, donde efectivamente morenistas, panistas y priístas, buscan censurar para callar plumas para que no los toquen, pero es doloso afirmar que lo de Campeche, Puebla o el tribunal electoral de Tamaulipas parta de una convicción del gobierno federal. No. Nada tiene que ver en esto el gobierno federal.
La censura, en buena parte, y lo saben los periodistas y los políticos, ha sido producto de los convenios de publicidad (“No te pago para que me pegues”: José López Portillo) y de la orden de Los Pinos (PRI y PAN) que ordenaban callar y, claro, de lo grueso o delgado del sobre amarillo.
Que no le cuenten…
“México el país con mayor avance contra la pobreza entre sus miembros”: OCDE. Otro dato del mismo organismo: “En México prevalece la alta confianza de la ciudadanía sobre su gobierno y su capacidad para enfrentar los problemas entre generaciones”.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
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#10Y11DeSeptiembreElIntento #AdánAugustoLópez #AeropuertoInternacionalFelipeÁngeles #AIFA #AlejandroMurat #AltagraciaGómezSierra #AMLo #AndrésManuelLópezObrador #Argentina #ArturoZAldivar #BeatrizParedes #CarolinaViggiano #Cdmx #CitlalliHernández #Claudia #CongresoDeLaUnión #EnriqueDeLaMadri #EnriqueDeLaMadrid #EnriquePeñaNietoTambién #FelipeGarcíaAscencio #FernandoGómezMontt #GerardoEsquivel #GerardoFernándezNoroña #IldefonsoGuajardo #IrmaPineda #javierCorral #JoséÁngelGurría #JoséGutiérrezVivó #JosefinaVazquezMota #JuanRamónDeLaFuente #JuanRamónDeLaFuenteYElHistoriador #LorenzoMeyer #Mañanera #Marcelo #MarciaAltagraciaGómezDelCampo #MargaritaZavala #MarioAMedina #maxCortazar #México #milei #Morena #NarcoPresidente #OlgaSánchezCordero #OpiniónQueNoLeDigan10Y11DeSeptiembreElIntento #QueNoLeCuenten #RicardoMonreal #salvadorAllende #SandraCuevas #SantiagoCreel #Sheinbaum #SN #Sociedad #SociedadNoticias #SociedadNoticiasCom #sociedadNoticias #TatianaClouthierCarrillo #XóchitlGálvez #Xingón
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Opinión | Que no le digan… | Censura y desmemoria
Una de las acepciones sobre censura: “es el control que se ejerce sobre la información y las ideas que circulan en una sociedad, con fines políticos, ideológicos, religiosos o morales”.
Por Mario A. Medina
El tema se ha vuelto a tocar en estos días a raíz de que, en Puebla, el congreso local aprobó la llamada “Ley de Ciberseguridad” que entró en vigor el 14 de junio pasado; penaliza insultos, injurias ofensas, agravios y vejaciones en redes sociales; su violación significaría penas de hasta tres años de prisión y multas de casi 40 mil pesos.
Tanto la secretaria de Gobernación, Rosa Icela Rodríguez, como la presidentA Claudia Sheinbaum, propusieron que dicha normatividad se revise y ambas externaron su convicción en contra de la censura.
Alejandro Armenta Mier, gobernador del estado declaró que la ley “no busca coartar la libertad de expresión, sino sancionar los ciberdelitos en Puebla; proteger a mujeres, niños y a las familias enteras; proteger a los niños, a mujeres; proteger la identidad”.
Un asunto que, sin lugar a duda, debe revisarse para evitar que un tema que efectivamente es un reclamo pueda ser utilizado por los gobernadores y políticos paraquerer castigar el trabajo periodístico, artístico, intelectual, etcétera.
Alejandro ArmentaEs grave, desde luego lo ocurrido en Campeche, donde la juez Guadalupe Martínez Taboada vinculó a proceso al periodista Jorge González Valdez por presuntos delitos de incitación al odio y a la violencia en agravio de la gobernadora de Campeche, Layda Sansores San Román; Le ha prohibido ejercer su profesión por dos años y ordenó cerrar la edición digital del periódico «TRIBUNA» por ese mismo lapso; fue sentenciado a pagar una indemnización de dos millones de pesos al director estatal de Comunicación Social Walther Patrón Bacab por presunto daño moral. Un asunto, insisto, de preocupación y de suma gravedad.
El periodista “habría difundido publicaciones que constituyen ataques sistemáticos hacia la mandataria estatal, incluyendo expresiones que de acuerdo con la queja apelan a su condición de mujer”.
Una cosa es cierta, la mayoría de los políticos del signo que usted quiera tienen la piel muy delgada, son intolerantes a que se les descubran sus desaciertos, errores, groserías y, desde luego, sus corruptelas; son intransigentes a la crítica.
Quien hoy en día se mete a la política debe saber y entender que debe tener la piel muy gruesa, pues va a ser objeto de todo tipo de críticas, de adentro y de afuera. El ex presidente Andrés Manuel López Obrador se enfrentó, como ningún mandatario, a los medios de comunicación, a periodistas y analistas. Muy a su estilo se defendió de los ataques con o sin razón; los enfrentó de frente con nombres y apellidos. Nos pudieron gustar o no las formas, pero dio la cara, pues de aquellos enfrentó una guerra mediática y se defendió, mas nunca dio la orden de cerrar un medio o se le corriera a alguno de sus críticos, como sucedía antes. Como nunca hubo libertad plena de informar y opinar hasta el insulto.
Andrés Manuel López ObradorNuevamente la oposición recurre al mismo discurso ya gastado, baladí. Es una “estrategia para acabar con la democracia en México”; “un sello de la izquierda”, ha señalado la diputada local en la Cdmx, América Rangel, que, supone, va a asustar a la población con el “uy, ahí vine el lobo”: “México con Morena, va a ser igual que Cuba, Venezuela, Corea del Norte, que la URSS” (sí, que la URSS, país que ya no existe).
La desmemoria de la oposición política y mediática es preocupante, o mejor dicho convenenciera.
Olvidan, a propósito. “el día que los medios de comunicación callaron ante la violencia del sexenio de Felipe Calderón”.El 24 de marzo de 2011, 715 medios aceptaron la censura de Calderón para que no informaran de los asesinatos producto de su guerra contra el narcotráfico. «Ser parte de su estrategia» y así poder «autorregular» sus contenidos. (Proceso).
¿Se les olvida cuando Calderón “ordenó despedir a Aristegui por lo de su ebriedad? No salga ahora con sermones puritanos. No tenemos amnesia, escribió en su Twitter, la periodista Dolia Estévez. (@DoliaEstevez) el 26 de agosto de 2002.
Hablando de perfiles autoritarios. “¿Recuerdas lo que hiciste con Carmen Aristegui cuando en su programa hablaron del estado en el que permanentemente te encuentras?) anotó en la misma red social el corresponsal en Washington Jesús Esquivel (@JJesusEsquivel), dirigiéndose a Felipe Calderón.
MensajeDaniel Lizárraga le recordó a Calderón cuando “el equipo de comunicación presidencial ordenó que la revista Proceso no cubriera las giras del exmandatario; las portadas del semanario que documentaba la “guerra contra el narco”. Se les olvida de las advertencias a José Gutiérrez Vivó por serle incómodo al panista.
La escritora y periodista argentina Olga Wornat, en entrevista con Julio Hernández, le dijo: “En aquel momento con García Luna y sus sicarios y con el conocimiento de Felipe Calderón, lo digo con todas las letras, Felipe Calderón sabía que yo estaba amenazada de muerte por García Luna, que ahora se haga el tonto y que haga silencio, él nunca sabe nada, pero por supuesto que sabía”.
En el gobierno de Enrique Peña Nieto también se cocieron habas. El 21 abril 2029, el portal SinEmbargo publicó: “entre 2012 y 2018, el Gobierno federal en México recurrió en decenas de ocasiones a Google, Twitter y Facebook para pedir la remoción de contenidos publicados por usuarios. De acuerdo con el informe anual de Artículo 19, “estas solicitudes se generaron mediante procedimientos opacos y sinapego a la Ley, lo que pudoderivar en censura”.
Artículo 19, destacó que el gobierno priísta solicitó decenas de remociones de contenido en Google y otras plataformas digitales con base en (presuntos) daños por difamación, uso no autorizado de propiedad intelectual, acoso e incluso por motivos de seguridad nacional, con un solo propósito: censurar.
Enrique Peña Nieto | @SociedadN_En un trabajo de investigación documental de un grupo de estudiantes de la Green Hills School, “La Censura… perdona a los curvos”, demostraron que tanto el gobierno de Calderón como el de Peña Nieto, usaron la censura como “una herramienta para cubrir la corrupción con el objetivo de apaciguar la reacción de un pueblo que no tiene suficiente análisis crítico”; uno y otro pretendieron controlar los contenidos de la red(es) a través de las leyes secundarias, como la “polémica Reforma de las Telecomunicaciones”. La propuesta -dice el texto- “parece extraída de un manual totalitario”.
La desmemoria que padece la oposición cuando afirma que el gobierno de Sheinbaum censura y que vamos al totalitarismo, es tramposa. Por ejemplo, la conductora del noticiario en MVS-Radio, Pamela Cerdeira, al entrevistar a Pedro Cárdenas de Artículo 19, afirmó un tanto escandalizada: “México vive un momento crítico para la libertad de prensa”. Lo dijo en los mismos micrófonos de donde se le corrió a Carmen Aristegui por preguntar por la salud etílica de Calderón.
Sí, lamentable lo de Campeche y de otros estados, donde efectivamente morenistas, panistas y priístas, buscan censurar para callar plumas para que no los toquen, pero es doloso afirmar que lo de Campeche, Puebla o el tribunal electoral de Tamaulipas parta de una convicción del gobierno federal. No. Nada tiene que ver en esto el gobierno federal.
La censura, en buena parte, y lo saben los periodistas y los políticos, ha sido producto de los convenios de publicidad (“No te pago para que me pegues”: José López Portillo) y de la orden de Los Pinos (PRI y PAN) que ordenaban callar y, claro, de lo grueso o delgado del sobre amarillo.
Que no le cuenten…
“México el país con mayor avance contra la pobreza entre sus miembros”: OCDE. Otro dato del mismo organismo: “En México prevalece la alta confianza de la ciudadanía sobre su gobierno y su capacidad para enfrentar los problemas entre generaciones”.
*Periodista: @MarioA_Medina
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Opinión | Que no le digan… | Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
El historiador Lorenzo Meyer ha decidido dejar el espacio en las mesas de debate que desde hace más de una década tenía con la periodista Carmen Aristegui…
Por Mario A. Medina
… En una carta dirigida a un asistente de ella, Meyer señala que: “todo indica que mis comentarios son muy mal vistos por ese público de Aristegui Noticias”.
El martes pasado, Carmen leyó el texto de Meyer, donde el analista político dice que “las circunstancias han cambiado, y mucho”; que su salida tuvo que ver por “el entorno político y no por otras razones”. Se vio diplomático.
Evidentemente está decisión llamó la atención del público que sigue al historiador y, por supuesto, de periodistas que de inmediato lo buscaron como fue el caso de Julio Hernández López (Astillero) o como varios youtuberos que tocaron el tema en sus trasmisiones.
Lorenzo MeyerCon la salida de Lorenzo Meyer, las mesas de debate de Aristegui Noticias pierden la pluralidad que en varios momentos tuvieron. Los comentaristas que participan son unos recios críticos del gobierno de la 4T: Denise Dresser, Alfredo Figueroa, Anabel Hernández, Jacobo Dayán, Edmundo Jacobo Molina (Lorenzo Córdova), José Ramón Cossío y María Idalia Gómez.
A veces se olvida, pero antes ya se habían ido, personajes como, Sabina Berman, Fabrizio Mejía Madrid, Ana Lilia Pérez y Sergio Aguayo. Los cuatro considerados periodistas y comentaristas de izquierda.
Ricardo Raphael estuvo en un corto tiempo, mientras que Aguayo se habría ausentado por la demanda por daño moral que enfrentó contra el ex gobernador de Coahuila, Huberto Moreira. Para ese entonces, el profesor del Colegio de México aclaró: “Aristegui no me corrió”, pues dijo, “decidimos a hacer unos ajustes”.
Por lo que significa Lorenzo Meyer y por el respeto que se le tiene a su congruencia y trayectoria, desde luego que llama más la atención su renuncia frete otros que han dejado el noticiario. Pasaron también por los micrófonos de Aristegui Noticias, Gabriel Reyes Orona y Lisa Sánchez.
Meyer no ha acusado censura de parte de la titular. En entrevista con Julio Hernández,“Astillero”, Lorenzo dijo: “sentía que su público no tenía mayor interés en lo que decía porque el público ha cambiado”.
Y en efecto. Con sólo escuchar a quienes, entre el público, participan en la sección “Buzón de Voz”, es claro que la mayoría de los seguidores hoy de Aristegui Noticias es un público mayoritariamente anti 4T, conservador, de derecha y militante de la marea rosa; un público que no se parece en nada a aquel que, cuando corrieron a Carmen Aristegui de MVS–Noticias, salió a las calles a manifestarse, a darle todo su respaldo, un público progresista y de izquierda.
Durante muchos años la periodista y su equipo había venido siendo un referente del periodismo plural y democrático. El ex presidente Andrés Manuel López la llegó a llamar “la mejor periodista de México”. Sin embargo, su trabajo periodístico profesional, mordaz, plural, provocó que presidentes como Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto usaran todo su poder para que la corrieran de W Radio y de MVS–Noticias. Y es que Carmen tocó a algunos factores de poder.
De 2003 y hasta 2008, Aristegui condujo el noticiero “Hoy por hoy” en Televisa-Radio. La empresa de Emilio Azcárraga Jean, que era la concesionaria de la frecuencia, dio por cancelada la relación de manera unilateral. Ella explicó que su salida había tenido que ver “por incompatibilidad de modelos en términos de dirección editorial”, luego de cinco años de trabajar para la cadena radiofónica que hoy pertenece al grupo español Prisa.
A raíz de algunos reportajes que incomodaron al gobierno panista y tras el caso “Lidia Cacho”, la periodista que escribió “Los Demonios del Edén”, Aristegui difundió algunos audios donde se podía escuchar un diálogo entre el gobernador de Puebla, Mario Marín y el empresario Kamel Nacif, quienes denostaban a Cacho. Aquellos audios los delataron que eran parte de una red de pederastas y de prostitución, y que estaban inmiscuidos otros políticos del PRI, como Emilio Gamboa Patrón, Fidel Herrera Beltrán, Pablo Salazar Mendiguchía y Miguel Ángel Yunes Linares.
Durante la administración de López Obrador, Carmen Aristegui no corrió con la misma mala suerte que en los gobiernos de Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto, que hicieron uso de su todo poder para censurarla, para acallarla, para correrla.
El 4 de enero de 2009, la periodista inició un nuevo noticiario matutino, esta vez en MVS-Noticias, pero una nueva circunstancia, el 7 de febrero de 2011, Aristegui y su equipo fueron despedidos de MVS–Noticias.
Días antes, Carmen informó de que el entonces diputado del PT, Gerardo Fernández Noroña había desplegado, en alusión al entonces presidente Felipe Calderón, una manta que decía: “¿Tú dejarías a un borracho conducir tu auto? No, ¿verdad? ¿Entonces por qué lo dejas conducir al país?
Gerardo Fernández NoroñaEn aquel momento escribí en la revista Zócalo, un texto. Entrevisté a varios compañeros reporteros, principalmente de radio, quienes me platicaron que en sus redacciones les había pedido que descalificaran a Fernández Noroña; que dijeran al aire que le había faltado el respeto al presidente, pero no deberían decir lo que la manta decía.
Carmen no sólo informó del hecho, sino que planteó que era necesario que Calderón aclarara sobre su alcoholismo del que se hablaba mucho en los corrillos políticos.
El gobierno de Calderón presionó a la familia Vargas, cocesionaria de MVS–Noticias, y así lo hizo: “La periodista Carmen Aristegui trasgredió nuestro código de ética y decidimos dar por terminada nuestra relación contractual”; la titular del noticiario, además se había negado a ofrecer una disculpa pública al jefe del Ejecutivo federal.
MVS RadioEn noviembre de 2014, Aristegui volvió a salir al aire. Esa vez a través de su propio portal de Aristegui Noticias, desde donde publicó un reportaje que tocaba al entonces presidente Enrique Peña Nieto y a su esposa, Angelica Rivera; el de la “Casa Blanca”, un evidente caso de corrupción del ex mandatario.
En octubre de 2018, el presidente Andrés Manuel López Obrador felicitó a Aristegui por el nuevo espacio que había alcanzado con Grupo Radio Centro. El mandatario se congratuló y le dijo: “Iniciarás una nueva época, reivindicando el periodismo libre”.
Sin embargo, se ha dicho que a López Obrador le enojaron algunos reportajes sobre sus hijos que Aristegui Noticias difundió; uno sobre la empresa de chocolates Rocío y el otro, el de la “Casa Gris”, a cuyos trabajos les faltó rigor periodístico y equilibrio, lo que hacía parecer que Aristegui Noticias se estaba convirtiendo en un espacio informativo de la derecha mexicana para golpear al mandatario.
Esto derivó en un cambio de actitud del tabasqueño hacia la periodista. AMLO la acusó de realizar “reportajes calumniosos” y de estar a favor del “bloque conservador”. Ella respondió que le quedaba claro que todo lo que decía López Obrador “tiene un solo propósito: dañar”.
Era un hecho, Carmen se agazapó y salió a tirar golpes contra el gobierno, lo que disgustó a la mayoría de su audiencia, una audiencia cercana a López Obrador.
Carmen llegó a decir en aquellos días: “El ejercicio del poder requiere miradas críticas y requiere ejercicios que no resultan simpáticos al poder”. Una cosa era cierta, el modelo editorial de Aristegui Noticias fue otro. Las mesas de debate, que por lo regular eran bastante plurales, empezaron a flaquear, cada día eran más los participantes con perfiles de derecha, lo mismo que los entrevistados, cuando se tratan temas políticos.
Esto, como ya he dicho, alejó al público que había amado a la periodista y llegó otro, aquel que la criticaba duramente, pues la consideraban vocera de la izquierda y de López Obrador, y ahora le aplaude, motivo por el cual Meyer consideró no seguir ahí.
Julio Hernández LópezReveladora fue, sin lugar a duda, la entrevista con Julio Hernández López a quien el historiador le dijo: “¿para qué le causaba problemas a Carmen teniéndome ahí si ella ya había formado su equipo con personas con las cuales comparte su visión? Por lo que consideró “prudente” retirarse del noticiario.
Consciente o no, Meyer le dijo a Julio Hernández: “Hay momentos que te das cuenta de que en una casa ya no te quieren, para qué insistes cuando ya no te quieren; para qué insistes en quedarte ahí, de arrimado; era hablar en el desierto”.
Cuando Julio le inquirió: ¿Piensas que te fueron echando?
Meyer con una sonrisa triste y sin aspavientos respondió: “Digamos que era (él) irrelevante”.
Que no le cuenten…
Impactantes las escenas de cómo someten y esposan al senador demócrata, Alex Padilla, quien fue sacado de la conferencia de prensa Kristi Noem, secretaria de Seguridad Interior de Estados Unidos, por el solo hecho de querer preguntar. Esa es la “envidiable democracia” americana. Si la misma escena la hubiéramos visto en Venezuela, las reacciones de la derecha aquí serían ruidosas. No se les escucha, guardan silencio de su anhelada American-democracy, ni para defender al senador mexicoamericano.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: ¿Éxito o fracaso?; la elección judicial
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Opinión | Que no le digan… | Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
El historiador Lorenzo Meyer ha decidido dejar el espacio en las mesas de debate que desde hace más de una década tenía con la periodista Carmen Aristegui…
Por Mario A. Medina
… En una carta dirigida a un asistente de ella, Meyer señala que: “todo indica que mis comentarios son muy mal vistos por ese público de Aristegui Noticias”.
El martes pasado, Carmen leyó el texto de Meyer, donde el analista político dice que “las circunstancias han cambiado, y mucho”; que su salida tuvo que ver por “el entorno político y no por otras razones”. Se vio diplomático.
Evidentemente está decisión llamó la atención del público que sigue al historiador y, por supuesto, de periodistas que de inmediato lo buscaron como fue el caso de Julio Hernández López (Astillero) o como varios youtuberos que tocaron el tema en sus trasmisiones.
Lorenzo MeyerCon la salida de Lorenzo Meyer, las mesas de debate de Aristegui Noticias pierden la pluralidad que en varios momentos tuvieron. Los comentaristas que participan son unos recios críticos del gobierno de la 4T: Denise Dresser, Alfredo Figueroa, Anabel Hernández, Jacobo Dayán, Edmundo Jacobo Molina (Lorenzo Córdova), José Ramón Cossío y María Idalia Gómez.
A veces se olvida, pero antes ya se habían ido, personajes como, Sabina Berman, Fabrizio Mejía Madrid, Ana Lilia Pérez y Sergio Aguayo. Los cuatro considerados periodistas y comentaristas de izquierda.
Ricardo Raphael estuvo en un corto tiempo, mientras que Aguayo se habría ausentado por la demanda por daño moral que enfrentó contra el ex gobernador de Coahuila, Huberto Moreira. Para ese entonces, el profesor del Colegio de México aclaró: “Aristegui no me corrió”, pues dijo, “decidimos a hacer unos ajustes”.
Por lo que significa Lorenzo Meyer y por el respeto que se le tiene a su congruencia y trayectoria, desde luego que llama más la atención su renuncia frete otros que han dejado el noticiario. Pasaron también por los micrófonos de Aristegui Noticias, Gabriel Reyes Orona y Lisa Sánchez.
Meyer no ha acusado censura de parte de la titular. En entrevista con Julio Hernández,“Astillero”, Lorenzo dijo: “sentía que su público no tenía mayor interés en lo que decía porque el público ha cambiado”.
Y en efecto. Con sólo escuchar a quienes, entre el público, participan en la sección “Buzón de Voz”, es claro que la mayoría de los seguidores hoy de Aristegui Noticias es un público mayoritariamente anti 4T, conservador, de derecha y militante de la marea rosa; un público que no se parece en nada a aquel que, cuando corrieron a Carmen Aristegui de MVS–Noticias, salió a las calles a manifestarse, a darle todo su respaldo, un público progresista y de izquierda.
Durante muchos años la periodista y su equipo había venido siendo un referente del periodismo plural y democrático. El ex presidente Andrés Manuel López la llegó a llamar “la mejor periodista de México”. Sin embargo, su trabajo periodístico profesional, mordaz, plural, provocó que presidentes como Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto usaran todo su poder para que la corrieran de W Radio y de MVS–Noticias. Y es que Carmen tocó a algunos factores de poder.
De 2003 y hasta 2008, Aristegui condujo el noticiero “Hoy por hoy” en Televisa-Radio. La empresa de Emilio Azcárraga Jean, que era la concesionaria de la frecuencia, dio por cancelada la relación de manera unilateral. Ella explicó que su salida había tenido que ver “por incompatibilidad de modelos en términos de dirección editorial”, luego de cinco años de trabajar para la cadena radiofónica que hoy pertenece al grupo español Prisa.
A raíz de algunos reportajes que incomodaron al gobierno panista y tras el caso “Lidia Cacho”, la periodista que escribió “Los Demonios del Edén”, Aristegui difundió algunos audios donde se podía escuchar un diálogo entre el gobernador de Puebla, Mario Marín y el empresario Kamel Nacif, quienes denostaban a Cacho. Aquellos audios los delataron que eran parte de una red de pederastas y de prostitución, y que estaban inmiscuidos otros políticos del PRI, como Emilio Gamboa Patrón, Fidel Herrera Beltrán, Pablo Salazar Mendiguchía y Miguel Ángel Yunes Linares.
Durante la administración de López Obrador, Carmen Aristegui no corrió con la misma mala suerte que en los gobiernos de Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto, que hicieron uso de su todo poder para censurarla, para acallarla, para correrla.
El 4 de enero de 2009, la periodista inició un nuevo noticiario matutino, esta vez en MVS-Noticias, pero una nueva circunstancia, el 7 de febrero de 2011, Aristegui y su equipo fueron despedidos de MVS–Noticias.
Días antes, Carmen informó de que el entonces diputado del PT, Gerardo Fernández Noroña había desplegado, en alusión al entonces presidente Felipe Calderón, una manta que decía: “¿Tú dejarías a un borracho conducir tu auto? No, ¿verdad? ¿Entonces por qué lo dejas conducir al país?
Gerardo Fernández NoroñaEn aquel momento escribí en la revista Zócalo, un texto. Entrevisté a varios compañeros reporteros, principalmente de radio, quienes me platicaron que en sus redacciones les había pedido que descalificaran a Fernández Noroña; que dijeran al aire que le había faltado el respeto al presidente, pero no deberían decir lo que la manta decía.
Carmen no sólo informó del hecho, sino que planteó que era necesario que Calderón aclarara sobre su alcoholismo del que se hablaba mucho en los corrillos políticos.
El gobierno de Calderón presionó a la familia Vargas, cocesionaria de MVS–Noticias, y así lo hizo: “La periodista Carmen Aristegui trasgredió nuestro código de ética y decidimos dar por terminada nuestra relación contractual”; la titular del noticiario, además se había negado a ofrecer una disculpa pública al jefe del Ejecutivo federal.
MVS RadioEn noviembre de 2014, Aristegui volvió a salir al aire. Esa vez a través de su propio portal de Aristegui Noticias, desde donde publicó un reportaje que tocaba al entonces presidente Enrique Peña Nieto y a su esposa, Angelica Rivera; el de la “Casa Blanca”, un evidente caso de corrupción del ex mandatario.
En octubre de 2018, el presidente Andrés Manuel López Obrador felicitó a Aristegui por el nuevo espacio que había alcanzado con Grupo Radio Centro. El mandatario se congratuló y le dijo: “Iniciarás una nueva época, reivindicando el periodismo libre”.
Sin embargo, se ha dicho que a López Obrador le enojaron algunos reportajes sobre sus hijos que Aristegui Noticias difundió; uno sobre la empresa de chocolates Rocío y el otro, el de la “Casa Gris”, a cuyos trabajos les faltó rigor periodístico y equilibrio, lo que hacía parecer que Aristegui Noticias se estaba convirtiendo en un espacio informativo de la derecha mexicana para golpear al mandatario.
Esto derivó en un cambio de actitud del tabasqueño hacia la periodista. AMLO la acusó de realizar “reportajes calumniosos” y de estar a favor del “bloque conservador”. Ella respondió que le quedaba claro que todo lo que decía López Obrador “tiene un solo propósito: dañar”.
Era un hecho, Carmen se agazapó y salió a tirar golpes contra el gobierno, lo que disgustó a la mayoría de su audiencia, una audiencia cercana a López Obrador.
Carmen llegó a decir en aquellos días: “El ejercicio del poder requiere miradas críticas y requiere ejercicios que no resultan simpáticos al poder”. Una cosa era cierta, el modelo editorial de Aristegui Noticias fue otro. Las mesas de debate, que por lo regular eran bastante plurales, empezaron a flaquear, cada día eran más los participantes con perfiles de derecha, lo mismo que los entrevistados, cuando se tratan temas políticos.
Esto, como ya he dicho, alejó al público que había amado a la periodista y llegó otro, aquel que la criticaba duramente, pues la consideraban vocera de la izquierda y de López Obrador, y ahora le aplaude, motivo por el cual Meyer consideró no seguir ahí.
Julio Hernández LópezReveladora fue, sin lugar a duda, la entrevista con Julio Hernández López a quien el historiador le dijo: “¿para qué le causaba problemas a Carmen teniéndome ahí si ella ya había formado su equipo con personas con las cuales comparte su visión? Por lo que consideró “prudente” retirarse del noticiario.
Consciente o no, Meyer le dijo a Julio Hernández: “Hay momentos que te das cuenta de que en una casa ya no te quieren, para qué insistes cuando ya no te quieren; para qué insistes en quedarte ahí, de arrimado; era hablar en el desierto”.
Cuando Julio le inquirió: ¿Piensas que te fueron echando?
Meyer con una sonrisa triste y sin aspavientos respondió: “Digamos que era (él) irrelevante”.
Que no le cuenten…
Impactantes las escenas de cómo someten y esposan al senador demócrata, Alex Padilla, quien fue sacado de la conferencia de prensa Kristi Noem, secretaria de Seguridad Interior de Estados Unidos, por el solo hecho de querer preguntar. Esa es la “envidiable democracia” americana. Si la misma escena la hubiéramos visto en Venezuela, las reacciones de la derecha aquí serían ruidosas. No se les escucha, guardan silencio de su anhelada American-democracy, ni para defender al senador mexicoamericano.
*Periodista: @MarioA_Medina
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Opinión | Que no le digan… | Aristegui Noticias y Lorenzo Meyer
El historiador Lorenzo Meyer ha decidido dejar el espacio en las mesas de debate que desde hace más de una década tenía con la periodista Carmen Aristegui…
Por Mario A. Medina
… En una carta dirigida a un asistente de ella, Meyer señala que: “todo indica que mis comentarios son muy mal vistos por ese público de Aristegui Noticias”.
El martes pasado, Carmen leyó el texto de Meyer, donde el analista político dice que “las circunstancias han cambiado, y mucho”; que su salida tuvo que ver por “el entorno político y no por otras razones”. Se vio diplomático.
Evidentemente está decisión llamó la atención del público que sigue al historiador y, por supuesto, de periodistas que de inmediato lo buscaron como fue el caso de Julio Hernández López (Astillero) o como varios youtuberos que tocaron el tema en sus trasmisiones.
Lorenzo MeyerCon la salida de Lorenzo Meyer, las mesas de debate de Aristegui Noticias pierden la pluralidad que en varios momentos tuvieron. Los comentaristas que participan son unos recios críticos del gobierno de la 4T: Denise Dresser, Alfredo Figueroa, Anabel Hernández, Jacobo Dayán, Edmundo Jacobo Molina (Lorenzo Córdova), José Ramón Cossío y María Idalia Gómez.
A veces se olvida, pero antes ya se habían ido, personajes como, Sabina Berman, Fabrizio Mejía Madrid, Ana Lilia Pérez y Sergio Aguayo. Los cuatro considerados periodistas y comentaristas de izquierda.
Ricardo Raphael estuvo en un corto tiempo, mientras que Aguayo se habría ausentado por la demanda por daño moral que enfrentó contra el ex gobernador de Coahuila, Huberto Moreira. Para ese entonces, el profesor del Colegio de México aclaró: “Aristegui no me corrió”, pues dijo, “decidimos a hacer unos ajustes”.
Por lo que significa Lorenzo Meyer y por el respeto que se le tiene a su congruencia y trayectoria, desde luego que llama más la atención su renuncia frete otros que han dejado el noticiario. Pasaron también por los micrófonos de Aristegui Noticias, Gabriel Reyes Orona y Lisa Sánchez.
Meyer no ha acusado censura de parte de la titular. En entrevista con Julio Hernández,“Astillero”, Lorenzo dijo: “sentía que su público no tenía mayor interés en lo que decía porque el público ha cambiado”.
Y en efecto. Con sólo escuchar a quienes, entre el público, participan en la sección “Buzón de Voz”, es claro que la mayoría de los seguidores hoy de Aristegui Noticias es un público mayoritariamente anti 4T, conservador, de derecha y militante de la marea rosa; un público que no se parece en nada a aquel que, cuando corrieron a Carmen Aristegui de MVS–Noticias, salió a las calles a manifestarse, a darle todo su respaldo, un público progresista y de izquierda.
Durante muchos años la periodista y su equipo había venido siendo un referente del periodismo plural y democrático. El ex presidente Andrés Manuel López la llegó a llamar “la mejor periodista de México”. Sin embargo, su trabajo periodístico profesional, mordaz, plural, provocó que presidentes como Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto usaran todo su poder para que la corrieran de W Radio y de MVS–Noticias. Y es que Carmen tocó a algunos factores de poder.
De 2003 y hasta 2008, Aristegui condujo el noticiero “Hoy por hoy” en Televisa-Radio. La empresa de Emilio Azcárraga Jean, que era la concesionaria de la frecuencia, dio por cancelada la relación de manera unilateral. Ella explicó que su salida había tenido que ver “por incompatibilidad de modelos en términos de dirección editorial”, luego de cinco años de trabajar para la cadena radiofónica que hoy pertenece al grupo español Prisa.
A raíz de algunos reportajes que incomodaron al gobierno panista y tras el caso “Lidia Cacho”, la periodista que escribió “Los Demonios del Edén”, Aristegui difundió algunos audios donde se podía escuchar un diálogo entre el gobernador de Puebla, Mario Marín y el empresario Kamel Nacif, quienes denostaban a Cacho. Aquellos audios los delataron que eran parte de una red de pederastas y de prostitución, y que estaban inmiscuidos otros políticos del PRI, como Emilio Gamboa Patrón, Fidel Herrera Beltrán, Pablo Salazar Mendiguchía y Miguel Ángel Yunes Linares.
Durante la administración de López Obrador, Carmen Aristegui no corrió con la misma mala suerte que en los gobiernos de Felipe Calderón y Enrique Peña Nieto, que hicieron uso de su todo poder para censurarla, para acallarla, para correrla.
El 4 de enero de 2009, la periodista inició un nuevo noticiario matutino, esta vez en MVS-Noticias, pero una nueva circunstancia, el 7 de febrero de 2011, Aristegui y su equipo fueron despedidos de MVS–Noticias.
Días antes, Carmen informó de que el entonces diputado del PT, Gerardo Fernández Noroña había desplegado, en alusión al entonces presidente Felipe Calderón, una manta que decía: “¿Tú dejarías a un borracho conducir tu auto? No, ¿verdad? ¿Entonces por qué lo dejas conducir al país?
Gerardo Fernández NoroñaEn aquel momento escribí en la revista Zócalo, un texto. Entrevisté a varios compañeros reporteros, principalmente de radio, quienes me platicaron que en sus redacciones les había pedido que descalificaran a Fernández Noroña; que dijeran al aire que le había faltado el respeto al presidente, pero no deberían decir lo que la manta decía.
Carmen no sólo informó del hecho, sino que planteó que era necesario que Calderón aclarara sobre su alcoholismo del que se hablaba mucho en los corrillos políticos.
El gobierno de Calderón presionó a la familia Vargas, cocesionaria de MVS–Noticias, y así lo hizo: “La periodista Carmen Aristegui trasgredió nuestro código de ética y decidimos dar por terminada nuestra relación contractual”; la titular del noticiario, además se había negado a ofrecer una disculpa pública al jefe del Ejecutivo federal.
MVS RadioEn noviembre de 2014, Aristegui volvió a salir al aire. Esa vez a través de su propio portal de Aristegui Noticias, desde donde publicó un reportaje que tocaba al entonces presidente Enrique Peña Nieto y a su esposa, Angelica Rivera; el de la “Casa Blanca”, un evidente caso de corrupción del ex mandatario.
En octubre de 2018, el presidente Andrés Manuel López Obrador felicitó a Aristegui por el nuevo espacio que había alcanzado con Grupo Radio Centro. El mandatario se congratuló y le dijo: “Iniciarás una nueva época, reivindicando el periodismo libre”.
Sin embargo, se ha dicho que a López Obrador le enojaron algunos reportajes sobre sus hijos que Aristegui Noticias difundió; uno sobre la empresa de chocolates Rocío y el otro, el de la “Casa Gris”, a cuyos trabajos les faltó rigor periodístico y equilibrio, lo que hacía parecer que Aristegui Noticias se estaba convirtiendo en un espacio informativo de la derecha mexicana para golpear al mandatario.
Esto derivó en un cambio de actitud del tabasqueño hacia la periodista. AMLO la acusó de realizar “reportajes calumniosos” y de estar a favor del “bloque conservador”. Ella respondió que le quedaba claro que todo lo que decía López Obrador “tiene un solo propósito: dañar”.
Era un hecho, Carmen se agazapó y salió a tirar golpes contra el gobierno, lo que disgustó a la mayoría de su audiencia, una audiencia cercana a López Obrador.
Carmen llegó a decir en aquellos días: “El ejercicio del poder requiere miradas críticas y requiere ejercicios que no resultan simpáticos al poder”. Una cosa era cierta, el modelo editorial de Aristegui Noticias fue otro. Las mesas de debate, que por lo regular eran bastante plurales, empezaron a flaquear, cada día eran más los participantes con perfiles de derecha, lo mismo que los entrevistados, cuando se tratan temas políticos.
Esto, como ya he dicho, alejó al público que había amado a la periodista y llegó otro, aquel que la criticaba duramente, pues la consideraban vocera de la izquierda y de López Obrador, y ahora le aplaude, motivo por el cual Meyer consideró no seguir ahí.
Julio Hernández LópezReveladora fue, sin lugar a duda, la entrevista con Julio Hernández López a quien el historiador le dijo: “¿para qué le causaba problemas a Carmen teniéndome ahí si ella ya había formado su equipo con personas con las cuales comparte su visión? Por lo que consideró “prudente” retirarse del noticiario.
Consciente o no, Meyer le dijo a Julio Hernández: “Hay momentos que te das cuenta de que en una casa ya no te quieren, para qué insistes cuando ya no te quieren; para qué insistes en quedarte ahí, de arrimado; era hablar en el desierto”.
Cuando Julio le inquirió: ¿Piensas que te fueron echando?
Meyer con una sonrisa triste y sin aspavientos respondió: “Digamos que era (él) irrelevante”.
Que no le cuenten…
Impactantes las escenas de cómo someten y esposan al senador demócrata, Alex Padilla, quien fue sacado de la conferencia de prensa Kristi Noem, secretaria de Seguridad Interior de Estados Unidos, por el solo hecho de querer preguntar. Esa es la “envidiable democracia” americana. Si la misma escena la hubiéramos visto en Venezuela, las reacciones de la derecha aquí serían ruidosas. No se les escucha, guardan silencio de su anhelada American-democracy, ni para defender al senador mexicoamericano.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: ¿Éxito o fracaso?; la elección judicial
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Opinión | Que no le digan… | ¿Éxito o fracaso?; la elección judicial
¿Cuál puede ser el balance de la elección judicial del pasado domingo?
Por Mario A. Medina
La calificación que le demos, “éxito” o “fracaso”, tiene que ver con la posición política de quienes son parte o simpatizan con el proyecto de la 4T y de los opositores y odiadores del gobierno morenista.
El que hayamos salido a votar cerca del 13% de los electores, como unos 13 millones de ciudadanos, pueden parecer efectivamente pocos y 87% que no lo hicieron, muchos. Matemáticamente el número brinca. Es claro que 13 es menor que 87 y 87 es mucho, pero mucho mayor que 13.
Este “razonamiento” le daría sentido a la derecha que ha salido a descalificar la elección y que llamó a no votar; podrían presumir que la población atendió su llamado, pero creo, no fue así.
Es necesario tener en cuenta el contexto en que se dio esta elección para renovar el poder Judicial, hecho que no se había dado al menos en cerca de 200 años y, por lo tanto, nunca habíamos acudido a un proceso como éste.
La del domingo no fue una elección más como las que ya conocemos para PresidentA (e) de la República, gobernadores; diputados, senadores, presidentes municipales.
En esta ocasión desconocíamos el perfil de los candidatos que estaban en una planilla bien difícil de llenar a partir del conocimiento, mínimo o nulo -si es que los hubo- de los aspirantes. En algunas entidades del país, les entregaron seis boletas y en otros, nueve, diez y hasta doce papeletas, y en algunas había que votar hasta por ocho candidatos. Un ejercicio nada fácil, bien complicado que para muchos les llevó entre 10 y 15 minutos sufragar.
Para decidir por quién votar, ayudaba entrar a la página del INE y de los organismos electorales estatales para conocer a los aspirantes y poder practicar una simulación de cómo se podría votar. No era cosa fácil, más aún para quien no contara con una computadora, o fuera un inexperto en el ejercicio tecnológico.
Habrá que poner en contexto un dato importante, que cuando no hay elección presidencial, el número de personas que sale a votar baja de manera destacada, al menos en un 50%; peor aún, esta elección representaba un desconocimiento total y una dificultad muy mayor, lo que llevó a la gente a quedarse en su casa.
Se dice que debe anularse porque el porcentaje de asistencia a las urnas fue muy inferior. Entonces, bajo este razonamiento, convenenciero, Margarita Zavala Gómez del Campo y muchos otros, en la elección del 2006, debieron exigir -además del fraude electoral-, se anulara el “triunfo” de su marido que fue de tan sólo medio punto porcentual sobre Andrés Manuel López Obrador.
Independientemente del punto de vista de unos y otros, cuando vemos en los medios de comunicación o en las redes sociales que hay quienes afirman que la elección fue un “éxito” o quienes la califican de “fracaso”, el publico tiene frente a si un menú de opiniones a favor o en contra interesantes que observar.
Desde mi punto de vista esta elección debe verse como un importante paso adelante, tan sólo por el hecho que significa que los mexicanos pudimos decidir quiénes deben ser nuestros ministros; magistrados; y jueces, y no por la decisión de una persona o de una mafia de intereses como ocurría antes.
La población ganó por un hecho trascendente e histórico. Tras esta elección del poder Judicial, y que quien obtuvo el mayor número de votos es una persona de los pueblos originarios, por lo que le corresponde presidir la Suprema Corte de Justicia de la Nación (SCJN). Hugo Aguilar Ortiz, mixteco de Oaxaca, es un personaje muy alejado de quienes han presidido el máximo órgano de justicia que han servido a los intereses de las mafias del poder económico y político de este país.
Los ciudadanos deberemos de exigir también a quienes fueron electos, fallar en favor de la ley y garantizar a la población el acceso a la justicia, pues durante décadas fuimos víctimas de esas mafias que se adueñaron del poder Judicial y también actuaron en contra de los intereses del país, de la nación.
Una parte importante de quienes fueron favorecidos con el voto son cercanos a la 4T; cometerían un grave pecado si suponen que su papel deberá ser el de aliado del gobierno morenista. Tienen que ser asociados de la ley; pero peor sería que lo fueran de los mafiosos, pertenezcan al crimen organizado, cualquiera que sea éste, como venía ocurriendo.
De la derecha política, intelectual, periodística, empresarial, escucharemos la misma narrativa: “la elección fue un fracaso”; del lado del gobierno y sus simpatizantes, se habla de “éxito”.
Difícil, creo, es festejar sin reconocer ondulaciones -como los acordeones “oficiales”- pero sí porque dimos un paso importante, adelante, a pesar del contexto de perversidad y desinformación que enfrentó la iniciativa que sufrió antes un par de derrotas y, finalmente, se levantó en un «Plan C«, con el voto a favor de la población.
¿Éxito o fracaso? Como dice Viri Ríos, “la calidad de las campañas, selección de candidatos y bajo nivel de participación hacen necesaria una profunda autocrítica para la coalición gobernante”, pero también de parte de quienes se han dedicado a torpedear a la reforma y al mismo proyecto de la 4T con adjetivos, información manipulada, propaganda golpeadora y muy escaza propuesta que aporte de manera inteligente y se vulva atractiva a la población y no se le vea como un grupo de pendencieros, busca pleitos.
Que no le cuenten…
Lo sucedido la noche del viernes 30 en el Multiforo Alicia, amén de la provocación en vivo en varios medios para tirar la elección judicial, ¿es parte de la estrategia del “golpe blando”? Algunos medios replicaron aseverando a manera de pregunta: “¿estamos normalizando la militarización? Generar miedo es parte de esa estrategia.
*Periodista: @MarioA_Medina
Columna anterior: De acordeón a acordeón
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