#linguistica — Public Fediverse posts
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¿Sabían que las lenguas celtas, que hace más de 2000 años se hablaban en casi toda Europa, hoy sobreviven únicamente en 6 idiomas arrinconados en las costas del Atlántico?
Esos antiguos pueblos no tenían un solo idioma, sino una familia entera de lenguas que se extendía desde las islas británicas hasta la actual Turquía. Con el avance del Imperio Romano y las invasiones posteriores, las variantes del continente desaparecieron por completo. En la actualidad, los únicos derivados vivos pertenecen a la rama insular y se dividen en dos familias que no se entienden entre sí. Por un lado están las goidélicas, que incluyen el irlandés, el gaélico escocés y el manés; por el otro están las britónicas, que agrupan al galés, el bretón y el córnico. Entre todas, apenas suman un poco más de 1,000,000 de hablantes nativos en todo el mundo.
Pero el detalle más increíble de esta historia es que dos de estos idiomas lograron ganarle la batalla a la muerte tras extinguirse por completo. El córnico, que se hablaba en Cornualles, se quedó sin hablantes nativos en el siglo XVIII, mientras que el manés, originario de la Isla de Man, perdió a su último hablante de cuna en 1974. Lejos de quedar en el olvido, gracias al esfuerzo de las comunidades locales que rescataron grabaciones antiguas, manuscritos y diarios, ambos idiomas se enseñan hoy en escuelas primarias. Actualmente, hay un par de miles de personas que los hablan con fluidez como segunda lengua, logrando un milagro lingüístico que la UNESCO tuvo que reconocer al cambiar su estatus de extintos a lenguas vivas en revitalización.
— A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y blogger del fediverso
Alt text via @altbot y @TeLoDescribot
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¿Sabían que el idioma klingon de Star Trek es tan real y completo que cuenta con su propio instituto internacional, traducciones de clásicos literarios y hasta un niño que lo habló como lengua materna?
En las primeras producciones de la franquicia televisiva, los actores que interpretaban a los alienígenas de la raza klingon simplemente balbuceaban ruidos guturales e inventaban sonidos sin ningún sentido ni estructura sobre la marcha. La situación cambió de forma radical en 1984 cuando la productora Paramount Pictures contrató al lingüista estadounidense Marc Okrand para diseñar un idioma real, complejo y con reglas gramaticales estrictas destinado a la película Star Trek III: En busca de Spock. Okrand diseñó la lengua utilizando un orden de palabras sumamente raro en los idiomas humanos, donde el objeto va al principio, seguido del verbo y dejando el sujeto al final, con la firme intención de que sonara lo más extraterrestre y hostil posible al oído común.
La aceptación del público fue tan grande que el proyecto traspasó la pantalla de televisión. En 1992 se fundó el Instituto del Idioma Klingon en los Estados Unidos, una organización que hasta la fecha edita una revista académica trimestral y organiza convenciones anuales donde los fanáticos asisten para hablar únicamente en este dialecto. El nivel de desarrollo de la lengua es tan avanzado que el libro Guinness de los Récords la reconoció oficialmente como el idioma artificial más hablado del planeta, contando con traducciones completas de obras clásicas de la literatura universal como el Hamlet de William Shakespeare e incluso la epopeya antigua de Gilgamesh.
El experimento lingüístico llegó a su punto más alto gracias al doctor d'Armond Speers, un informático de Minnesota que decidió realizar un estudio de desarrollo del habla con su propio hijo Alec. Desde el nacimiento del bebé en la década de 1990, el padre le habló exclusivamente en klingon de forma diaria mientras que la madre se comunicaba con él en inglés. El niño logró bilingüismo perfecto y aprendió a expresar sus necesidades cotidianas en el idioma de Star Trek, demostrando que la mente humana es capaz de asimilar una lengua de ciencia ficción con la misma naturalidad que cualquier habla tradicional del planeta.
— A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso
Alt text via @altbot y @TeLoDescribot
#Klingon #StarTrek #Lingüística #CulturaPop #CienciaFicción #CulturaGeneral
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'Impatto frontale', 'scontro tra moto e scooter', come può essere avvenuto un impatto frontale tra moto e scooter? Non si sa [*Come i giornali e i giornalisti raccontano gli scontri stradali*]
https://benzinazero.wordpress.com/2026/08/28/impatto-frontale-scontro-tra-moto-e-scooter-come-puo-essere-capitato-un-impatto-frontale-tra-moto-e-scooter-non-si-sa-come-i-giornali-e-i-giornalisti-raccontano-gli-scontri-stradali/
#cronaca #incidente #scontri #violenzastradale #linguistica -
Il fatto che “calma” possa essere sia sostantivo, sia aggettivo (calmo, declinato al femminile), signifa che entrambe queste fomulazioni sono valide, mettendo l'accento su due note diverse:
* la calma pazienza dell'inevitabilità
* la calma paziente dell'inevitabilitàQuale vi sembra piú naturale?
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🗨️ Online un nuovo numero di Lingue e Culture dei Media #LCDM
Dal linguaggio del cibo nei factual gastronomici alla rappresentazione della #disabilità nei quotidiani italiani, dalla comunicazione amministrativa online ai nuovi significati di parole come #prompt e #greenwashing, il volume esplora le trasformazioni della #lingua nei media, nelle istituzioni e nella società contemporanea. @cultura
⬇️ In #openaccess qui: https://riviste.unimi.it/index.php/LCdM/issue/view/2864?mtm_campaign=mastodon
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Voi lo sapevate che gluteo è anche aggettivo?
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Sono tentato di scrivere bell'e meglio come unica parola, e siccome qui al Sud raddoppiamo le iniziali, verrebbe bellemmeglio.
#sondaggio #sondaggi #linguistica #lingua #italiano #neologismi #ortografia #rivoluzioneOrtografica
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Giornata Mondiale della traduzione
Buongiorno, amici di Perfettamente Chic! Oggi, mentre sorseggiate il vostro caffè o il tè della mattina, vi porto in un viaggio davvero speciale: quello della Giornata Mondiale della Traduzione, o come si dice elegantemente in inglese,
International Translation Day
Una giornata tutta dedicata a chi ci permette di capire il mondo, un dialogo alla volta, parola per parola.
Ma prima di tutto: quando si celebra e perché proprio questo giorno? Il calendario segna il 30 settembre. La scelta non è casuale: questa data coincide con l’anniversario di San Girolamo, il santo patrono dei traduttori. Girolamo, vissuto nel IV secolo, è famoso per aver tradotto la Bibbia dal greco e dall’ebraico al latino, dando vita alla celeberrima Vulgata. Insomma, un vero maestro del “parola per parola”!
Dove si festeggia? In tutto il mondo! Dalle grandi conferenze internazionali alle piccole scuole di lingue, dai traduttori freelance nelle loro accoglienti scrivanie ai poliglotti che si ritrovano online per brindare alle lingue. Ovviamente, ogni Paese porta il suo tocco particolare:
- in Spagna si fanno incontri con letture teatrali,
- in Cina si organizzano gare di traduzione simultanea, mentre
- in Canada si celebra con eventi bilingue che fanno invidia a qualsiasi festival culturale.
Ma chi ha deciso di istituire questa giornata?
È stata promossa dall’International Federation of Translators (FIT) nel lontano 1953, ma la celebrazione ha preso davvero piede solo negli anni successivi, diventando un momento ufficiale di riconoscimento per tutti i professionisti delle lingue, interpreti e traduttori. Un’occasione per ricordare quanto il loro lavoro sia fondamentale: senza traduttori, buona parte dei libri, film, serie TV e persino dei meme internazionali sarebbero… incomprensibili!
E parlando di curiosità, sapevate che
- in Giappone c’è chi colleziona dizionari rari come fossero opere d’arte, o che
- in Germania esiste un concorso per tradurre poesie impossibili da una lingua all’altra, con premi che comprendono cioccolato, libri e persino… viaggi linguistici?
E non dimentichiamo l’ironia di chi si trova a tradurre giochi di parole intraducibili: immaginatevi il traduttore di un cartellone pubblicitario che cerca di rendere divertente una battuta locale senza far piangere di noia chi legge dall’altra parte del mondo!
In Italia💚🤍❤️, la Giornata Mondiale della Traduzione è spesso celebrata con conferenze, workshop e reading letterari, con un occhio particolare al multilinguismo e all’importanza di preservare le lingue minoritarie. E se vi capita di incontrare un traduttore oggi, un sorriso, un caffè e magari un
Grazie per farci capire il mondo
saranno sicuramente apprezzati!
Insomma, questa giornata è un invito a guardare il mondo con curiosità, a scoprire lingue nuove, a ridere delle traduzioni improbabili e a celebrare chi, con pazienza e talento, rende tutto comprensibile… parola dopo parola. E adesso, tra una tazza di caffè e un biscotto, provate a tradurre qualcosa di buffo: chi lo sa, potreste scoprire un talento nascosto!
Autore: Lynda Di NataleFonte: webImmagine: AI
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