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1000 results for “orinz”

  1. @Essanay Already watched #Song starring #AnnaMayWong on #Youtube in advance of the show but I'm going to #Orinda to see it in #Orinda on the #BigScreen with a musical accompaniment (the vid did not have a sound track) the day after tomorrow on Sat 11/15.

    Used to live in Orinda but haven't been back there for years. This will be a chance to do a little sightseeing too. ☺️

  2. Frore AirJet PAK provides up to 25 watts of solid state cooling for the NVIDIA Jetson Orin Nano (and similar SoM-based PCs)

    The NVIDIA Jetson Orin Nano Super is a $249 AI development kit that combines an NVIDIA system-on-a-module with a carrier board to create a palm-sized computer with up to 67 TOPS of AI performance. It’s the latest in a line of Jetson products from NVIDIA, and as NVIDIA noted when launching the new model earlier this month, it’s half the price of its predecessor while offering up to 70% better AI performance.

    While the dev kit includes a fan for active cooling, Frore Systems has announced another option for keeping the Jetson Orin Nano Super and similar systems cool. The company’s new AirJet PAK line of solid state cooling modules can dissipate up to 25 watts of heat without using any fans.

    Frore’s AirJet technology brings some of the benefits of fanless systems: AirJet cooling modules are silent and they don’t collect dust the way that fans do.

    But while fanless systems use passive heat dissipation only, AirJet is an active cooling solution that uses a series of tiny membranes that vibrate at ultrasonic frequencies to move air. That means that unlike passive cooling solutions, AirJet modules consume power – and it can take a bunch of modules to provide enough cooling for higher-power devices like laptop or desktop computers, which probably explains why we haven’t seen many PC makers adopt Frore’s solid state cooling technology yet.

    So it makes some sense for the company to focus on small, low-power development kits like the NVIDIA Jetson Orin Nano Super as a way to get developers to try out the technology. The company says its AirJet PAK 5C-25 system measures 100 x 65 x 10mm (3.94″ x 2.56″ x 0.39″) and features 5 AirJet chips that can remove up to 25 watts of power, making it a good fit for NVIDIA’s latest dev kit.

    There’s also a 3-chip AirJet PAK 3C-15 that’s the same width and length, but measures just 5.8mm (0.23″) high and removes up to 15 watts of heat, and a single-chip 1C-5 module that removes up to 5 watts and measures 30 x 65 x 5mm (1.18″ x 2.56″ x 0.2″).

    But you could also use it with other similarly-sized systems – Frore is jumping on the AI hype bandwagon by noting that AirJet PAK is “designed to complement a wide range of System on Module (SoM) AI Computers, including NVIDIA’s Jetson Orin Nano, Nano Super, NX & Orin AGX modules, as well as SoMs from Qualcomm, NXP, AMD/Xilinx, and more.” But the module could also probably be used with a wide range of devices with or without the AI emphasis.

    Meanwhile, it looks like Frore could soon have some competition in the silent, solid-state, active-cooling space. Ventiva says it’s developed a fanless, active cooling solution that can work with computers featuring TDPs up to 40 watts and at least one PC maker is expected to introduce a laptop featuring the technology soon.

    #activeCooling #airjet #foreAirjetPak #frore #solidStateCooling

  3. Ostaggi dei tedeschi a Sacile

    Sacile (PN). Foto: Stefano Travasci.Fonte: Wikipedia

    [n.d.r.: quelle che seguono sono alcune pagine del diario di fra Benvenuto Grava, arrestato durante un rastrellamento tedesco a Motta di Livenza (TV) nel settembre 1944]
    Ad un tratto il convoglio si ferma e l’autocarro che conduceva me caracolla per una frenata robustissima. Al fianco nostro passa una piccola macchina mimetizzata, sulla quale, fra gli altri, siede l’ufficiale che aveva prelevato me a Motta. L’ufficiale scende e con due soldati entra verso il recinto della predetta chiesa, mentre gli altri si disperdono per i vigneti, riempiendo i loro elmetti di uva e di mele. Qualche vecchietta compare sul limite dell’orto con un piatto di uva che viene ricevuto senza tanti ringraziamenti. Dopo cinque minuti ecco comparire un prete di statura più che media, bello, liscio, rotondo, roseo, a fianco del mio autocarro. Lo saluto ed egli, inconscio della sorte che stava per toccargli, domandava, rispondeva, parlava con alcuni preti della macchina più vicina. Furono brevissime parole perché l’ufficiale lo interruppe e gli intimò di salire. Senza salutare alcuno, anch’egli si vide portare via senza sapere il perché e per quale destinazione. La macchina riprese la corsa verso S. Vito al Tagliamento.
    In queste ore di angoscia, i due signori che erano con me, Tonussi e Bertacco, dal loro parlare non dimostravano eccessiva apprensione e si facevano coraggio. Non nascondo che io ascoltavo volentieri le loro ottimistiche congetture e per qualche breve attimo mi sentivo un altro, ma poi ripiombavo in tristissime e sconvolgenti previsioni. Corri e corri, l’autocarro si fermò in piazza a S. Vito al Tagliamento e sostò per circa mezz’ora. Fui riconosciuto da qualche persona che non ardì avvicinarsi. La popolazione attonita ci guardava, ci compassionava, ma passava al largo. I soldati, almeno in parte, scesero ed entrarono presso i fruttivendoli dove pagando si portarono via ogni ben di Dio. I trenta minuti passarono. Nel frattempo mi ricordai del caro Santuario di Madonna di Rosa, del superiore e dei religiosi che colà si trovavano. Mi preoccupò fortemente il timore che, passando di là, non succedesse ciò che era successo a me a Motta.
    Costruivo la scena prima che avvenisse. Ripartimmo.
    Appena fuori porta Udine, l’autocarro, invece di proseguire dritto, girò immediatamente a sinistra, infilando la strada per Casarsa. Un nuovo e immenso polverone ci coperse del tutto, e il mio abito, da qualche giorno lavato e stirato, non ebbe più colore. Giunti a Casarsa, un po’ lentamente attraversammo il passaggio a livello, ripiegammo a sinistra sulla strada nazionale Pontebbana e via per Pordenone. Ebbi un momento di sollievo (se una circostanza simile poteva sollevare), ed allora dissi a me stesso: non a Udine, ma a Sacile. Se sulle altre strade l’autocarro correva molto, qui era diventato addirittura un bolide. Via via raggiungemmo e sorpassammo Pordenone, ed ecco Sacile. Lungo il percorso di circa 60 km la colonna dei cinque autocarri si era un po’ spezzata di modo che a un certo momento ci fecero fermare aspettando che il complesso di macchine si ricomponesse. A colonna riunita, tutti i civili e sacerdoti (e in quel momento ne scoprii più di quanti immaginassi) fummo fatti scendere per essere riuniti in due soli autocarri, sui quali ripigliammo la corsa per un paio di minuti. Quindi a destinazione… Dietro ordine preciso tutti scendemmo, ci sistemarono per quattro e ci fecero entrare per il portone di una caserma che, da quanto seppi dopo, era la sede del distretto militare di Sacile. Nel primo cortile fummo disposti a due a due, in due complessi, l’uno di fronte all’altro. Eravamo un misto di civili e preti in attesa. Dinnanzi a noi alcune guardie di finanza italiane, che ci guardavano ma non battevano ciglio: un tenente, un maresciallo e parecchi soldati tedeschi, armatissimi.
    Da ricordare che i nostri rastrellatori erano scomparsi ancor sulla strada. Quell’ambiente, quelle facce nuove, quelle disposizioni, la chiusura fragorosa del portone d’ingresso, produssero in ciascuno di noi un nuovo momento di terrore. Furono scelti quattro individui da Oderzo e portati verso il muro di fronte a noi. Siccome pareva fossero indiziati per partigiani, una manovra simile provocò nelle nostre menti le più nere previsioni: fucilazione immediata? come esempio per tutti? I quattro scoppiarono in pianto e si adattarono. Dopo qualche minuto furono accompagnati in una stanza da soli.
    Tutti noi poi fummo divisi in due gruppi di uguale numero. Il primo composto di 20 individui qualificati per sacerdoti, religiosi, medici, farmacisti, avvocati e grandi commercianti. Il secondo di gente non altrettanto qualificata. Alla prima compagnia appartenni anch’io. I primi furono avviati immediatamente ad una camerata a trenta metri dal corpo di guardia. I secondi in una camerata poco distante da noi, ma completamente separata. Entrammo accompagnati da un maresciallo e da alcune sentinelle. L’ambiente avrà avuto lo spazio di circa sette metri per quattro, altezza tre e cinquanta. Tre finestre grandi, alle quali non si arrivava se non salendo su un tavolone. Pavimento di cemento. Una tavola appoggiata alla parete. Un po’ di paglia per terra, due sgabelli tipo corpo di guardia. Era tutto. Ci guardammo in faccia. Ognuno lentamente, nella strettezza del luogo, in una specie di tranquillità, giacché eravamo completamente soli, incominciò la strana storia della propria cattura. In tutti c’era la medesima persuasione che si trattasse di qualche giorno e non di più. Dai primi contatti verbali con Mons. Visintin, abate di Oderzo, si comincia a capire qualche cosa della nostra posizione in questa circostanza: ostaggi! Possibile! Che centriamo?! Quel vocabolo “ostaggi” divenne fortemente indicativo, tanto che per qualche giorno occupò la mente di ognuno e divenne l’unico oggetto dei discorsi.
    Ostaggi! Intanto, con un certo impegno, ognuno dispose la propria paglia abbozzando la propria cuccia. Di fronte a me il Comm. Levada, avvocato di Oderzo <158. Assestati alla meno peggio, ci accorgemmo di essere tutti bianchi per la polvere; ci sedemmo sulla paglia a commentare la situazione. Mancavano spazzole, non c’erano pettini. E i servizi? E per lavarsi? Avevamo estremo bisogno di lavarci ma… e il sapone? E più che tutto i servizi? Rilievi che affioravano subito, tanto più che si trattava di persone distinte.
    Dopo mezz’ora la porta si aprì e la sentinella con voce un po’ bonaria disse: – – Gabinetto? Volere gabinetto? Tutti rispondemmo in coro un sì interessato e prolungato. – Avanti gabinetto, riprese il soldato. Questo luogo tanto importante era vicinissimo alla nostra stanza; aveva un rubinetto di acqua potabile, due water chiusi da porte che sotto lasciavano uno spazio libero di almeno 20 centimetri per facilitare il lavaggio dell’ambiente. Alle due pareti d’entrata due orinatoi per parte. Tutto questo rose e fiori. Ma l’interessante ero lo stato in cui si presentavano questi angoli così necessari. Erano tanto sudici che non si sapeva dove posare i piedi. Un orrore! Un odore pestifero!
    Lo si fece capire e il giorno dopo venne sufficientemente rimediato. Intanto, con la scusa del gabinetto e della pulizia, abbiamo avuto una parvenza di libertà per circa tre quarti d’ora; però sempre nel corridoio.
    Nel frattempo si avvicinarono qualche soldato italiano di finanza, qualche maresciallo di detta caserma, i quali, per l’assenza del comandante tedesco, in presenza delle guardie si sono intrattenuti con noi, si fecero conoscere, ci promisero qualche favore e ci imbottirono di buone parole: un giorno, due giorni, poi tutti a casa. Interrogatorio semplice, visita dei documenti, poi… libertà. – Hanno sempre fatto così, altrettanto faranno con voi, non dubitate, non preoccupatevi -. Di costoro che si avvicinavano furtivamente tengo a mente un maresciallo piccolo che aveva tanta cordialità ma, per una certa frequenza con noi, per il suo continuo rovescio di buone parole, passò sulla bocca di tutti per un chiacchierone e non più. A me però diede una coperta e un po’ di pane bianco, dato che mi feci conoscere per malato. Per questo gli serbai e gli serbo tanta gratitudine. Un altro brigadiere di finanza mi fece un’ottima impressione, e così un soldato di Mogliano Veneto che mi comprò un po’ di uva. Terminata l’operazione pulizia, fummo pregati di rientrare nella nostra stanza.
    Che senso vedere tante persone distinte, tanti sacerdoti guardati e seguiti dalle guardie armate! Che senso sentir chiudere il catenaccio della porta, veder scendere la luce dall’alto! Dio mio! Erano le ore 20 circa e… la cena? Non si mangia? Nessuno aveva portato con sé qualche cosa che avesse potuto supplire almeno per la prima sera; anzi, qualcuno non aveva assaggiato nulla tutto il giorno. L’affare si faceva serio. Dopo un po’ si chiamò la guardia che venne subito e gli si chiese se avessero pensato qualche cosa per noi in quella sera. La sua risposta fu: “Langsam, aine moment.” Richiuse… e tutti: “Speriamo!” Tra il difficile convincersi della nuova situazione drammatica, tra i ragionamenti che ancora parevano insulsi, quindi senza costrutto, tra un sospiro e l’altro, si fece buio. Venne accesa la lampada di mezzo ma… la fame batteva. Anche la stanchezza era enorme, però non accasciante, almeno per quella sera, giacché la novità del fatto aveva caricato ognuno di un tale nervosismo che non permetteva neppure agli organi materiali di ricercare un po’ di riposo. Ad un tratto Mons. Visintin, dal suo angolo particolare, alzò la voce e chiese per cortesia un po’ di silenzio. Tutti tacquero e si volsero automaticamente verso di lui. L’ho ancora presente. Un omone grande e grosso, sebbene non grossissimo, reso voluminoso dalla veste talare, dalle braccia alzate e tese in avanti in atto di ottenere attenzione. – Sentite, sentite, – disse, – noi qui, ringraziando Iddio, ci conosciamo tutti o quasi tutti. Certamente siamo tutti cristiani e spero anche praticanti. A quest’ora circa, ogni sera, noi eravamo nelle nostre case accanto ai nostri cari e, giova crederlo, nella maggioranza delle nostre famiglie si recitava il S. Rosario. Per questo voglio dirvi la mia proposta. Sentite, sentite! Vi dispiacerebbe che noi per quel po’ di sere che ci tengono qui in prigione, lontano dai nostri cari, recitassimo a quest’ora il Rosario in onore della Madonna perché nella sua materna bontà si degni di venirci in aiuto in un momento tanto difficile? – Tutti risposero un sì interessato ma spontaneo e caloroso. – Ed allora, riprese Mons. Visintin, non perdiamo il tempo e, fin da questa sera, accaparriamoci il materno aiuto della Madonna con la recita del Rosario. – Deus in auditorium meum intende. – Domine…
    Chi aveva la corona in tasca la estrasse, chi non l’aveva pregò lo stesso. Tutti in quel quartino d’ora mantennero un comportamento edificante e non solo in quella sera ma anche nelle altre. La maggioranza in piedi, qualche sacerdote in ginocchio, tutti rispondevano con accorata fiducia. Da tenere presente che Monsignore da uomo pratico com’era, per non stancare troppo i detenuti, diceva 7 o 8 Ave Maria per ogni decina. Terminato il Rosario, un De Profundis per le anime purganti e una Salve Regina per i nostri cari e per quelli che si interessavano di noi. La recita di quella preghiera serale in quell’oscurità, sotto l’incubo dei pensieri più tristi, al termine di una giornata tra le più strane e penose della vita di ognuno, sembrava l’espressione di una fede illuminata che tutti avevano ma che non tutti, fino ad allora, sentivano ugualmente. Occhi fissi, visi preoccupati, sospiri prolungati!
    Per tutti, mai come in quella sera e durante quel Santo Rosario, le relazioni con i propri congiunti lontani sono state più affettuose e più strette. Mai nella fantasia di ognuno era apparsa tanto bella e adorabile la propria casa, mai tanto preziosi i propri figlioli, tanto bella e buona la propria moglie! Terminata la preghiera tornò alla ribalta il pensiero del mangiare e più che il pensiero del mangiare, la fame. Tutti si chiedevano se per la prima sera i nostri nuovi padroni non avessero voluto farci assaggiare la loro bontà e generosità.
    Ore 21. Poi le 21 e 30! Insomma si pensava che non ci fosse altro da fare che adagiarsi sulla paglia, calmi e più o meno placidi. Era caldo, zanzare in numero infinito, che i tedeschi chiamavano sthucas o moschitos. Alle 22 il catenaccio della stanza ruppe stranamente il silenzio; si aprì la porta, entrarono due soldati portando una marmitta: era la cena. Il cuoco era austriaco, sui quarant’anni, tipo assai buffo, il quale sapeva qualche cosa di italiano. Gli piaceva molto il vino e le sigarette, ma più il vino. Era grasso, con un faccione da scena, con due occhietti piccoli ma vivi. Piatti, scodelle, cucchiai?… In tutto quattro o cinque coperchi di gavette con neanche altrettanti cucchiai. Ci apprestammo a servirci per turno, si capisce, senza possibilità di lavare l’un per l’altro queste lussuose posate e stoviglie. Così si vide sorseggiare un po’ di brodo Mons. Visintin e tutti gli altri. Però per la prima sera e forse per ripagarci degli spaventi avuti e dell’ora tarda ci diedero anche una buona porzione di carne, un po’ dura, ma carne. Alla distribuzione erano presenti le sentinelle. Grazie a Dio per quella sera nessuno sarebbe più morto di fame.
    Fatta una fumata – chi aveva sigari, chi sigarette – si affievolì la conversazione che momentaneamente si era riaccesa. Uno dei più alti fra gli ostaggi abbrunò la luce e definitivamente ci coricammo sulla paglia preziosa. Ogni tanto affiorava qualche lamento, qualche ricordo, qualche espressione di timore dalle labbra di qualcuno. Vennero le 23, le 24, l’una , le due, … ma di oltre venti persone, una sola riuscì a dormire veramente sodo, il Dott. Sordoni di Oderzo, il quale ad un certo momento cominciò a russare e non la smise, con l’invidia di tutti, fino al mattino. Il Cav. Segati di Ponte di Piave iniziò la serie delle sue notti disteso sul tavolone di mezzo con la valigia per cuscino.
    16 settembre [1944]
    Due novità inattese ci scombussolarono buonora. In Sacile era stato arrestato un capo partigiano, già maresciallo della medesima caserma. L’indomani in piazza, davanti a tutta la popolazione, doveva venire impiccato. Lascio immaginare l’impressione che fece in tutti noi, detenuti come ostaggi, tale notizia antelucana! I tristi presentimenti della sera precedente furono confermati. E qui in quest’occasione bisognerebbe che io descrivessi il pessimismo ad oltranza e contagioso dimostrato dai dottori Pellegrini e Sordoni. Qualche cosa di inaudito, di indicibile, di disastroso addirittura… La seconda novità, amara, specie per noi sacerdoti: la privazione della S. Messa e della Comunione. Mons. Visintin aveva chiesto al Comandante di poter celebrare ma aveva avuto per risposta che Dio è dappertutto perciò non era necessario. Nove sacerdoti e un chierico, Don Matteo Visintin, nipote del Monsignore, e tanta buona gente priva di messa e di comunione! Quanto dolore in tutti! Che delusione! – Tenteremo di nuovo, disse Mons. Visintin. Chiese rapporto col comandante una volta, più volte, ma nonostante le buone parole di un maresciallo e di alcuni subalterni, Mons. Visintin non venne mai ricevuto. Pazienza! Sabato 16 settembre, prima giornata di prigione. Con questa novità eravamo tutti storditi ed amareggiati all’estremo! Si pensava per lo meno che da un momento all’altro ci avessero chiamati per presentare i documenti e per venire interrogati… chissà su che cosa… ma nulla. Qualche soldato vedendo la nostra pena ci diceva: “oggi, domani, casa tutti”. Qualche altro: “fra due, tre giorni vi libereremo tutti”. Qualche altro ancora: “forse vi condurranno a Vittorio Veneto per essere interrogati”. – A piedi? – “Eh sì, a piedi!” Ogni tanto, oltre che nella mente di ognuno, affiorava anche nei discorsi l’argomento del disgraziato partigiano che all’indomani doveva venire impiccato. Qualcuno ripeteva: “che bella domenica domani! Forse faranno assistere anche noi a tale operazione. Mio Dio, che spavento!”. Inaspettatamente ci capitò in prigione Mons. Sandro, Arciprete di Motta di Livenza, con P. Paolino Visentin, mio Vicario nel Convento di Motta di Livenza. Entrarono di nascosto o in che forma non lo so. So solo che con loro non scambiai neppure dieci parole ed erano già usciti. Perché? Persuasione di tutti: temevano di subire la nostra medesima sorte. All’una ci viene portato un po’ di brodo con un bel pezzo di formaggio grana. Alcuni chiesero, e fu permesso, che venisse loro portato del pane e del vino. In mattinata furono iniziate le visite dei famigliari dei detenuti. Si incominciò a parlare con loro da quella finestra che, come dissi, per raggiungerla era necessario salire sul tavolone di mezzo e ancora su una seggiola. Più di uno però lo fece con profitto. Per quel mezzo si ebbero le prime impressioni di ciò che potessero pensare le nostre famiglie e i nostri paesi della nostra situazione.
    [NOTA]
    158 L’avvocato Aurelio Girardini, nell’annuario del martirio del patriota Giovanni, incaricò proprio l’avvocato opitergino Antonio Levada di tenere il discorso durante l’inaugurazione della lapide in memoria del figlio, che è tutt’oggi affissa sulla parete della villa in viale Madonna. Il discorso è stato poi stampato in un libretto a cura della famiglia. Alcune copie sono conservate nell’Archivio Aurelio Girardini a Motta di Livenza (Tv).
    Davide Drusian, Il diario di fra Benvenuto Grava e altre testimonianze inedite sull’occupazione nazifascista a Motta di Livenza (TV), Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2021-2022

    #16 #1944 #arresti #BenvenutoGrava #civili #DavideDrusian #fascisti #fra #MottaDiLivenzaTV #ostaggi #partigiani #Pordenone #rastrellamenti #religiosi #sacerdoti #SacilePN #settembre #tedeschi #Udine
  4. L’infolettre du 15 décembre 2025 : le projet Lotto-Intermarché, le cyclo-cross de Namur…

    Lotto-Intermarché dévoile enfin son projet

    Il aura donc fallu cinq mois entre l’annonce dévoilée précocement par la presse d’une fusion envisagée et l’officialisation d’un billet pour le WorldTour, mais enfin, au bout de l’attente interminable pour bon nombre de cyclistes, mécaniciens, soigneurs, membres des staffs administratifs, le mariage entre Lotto et Intermarché-Wanty est réel. La nouvelle grande formation belge portera le nom de Lotto-Intermarché chez les élites hommes et femmes (et même Intermarché-Lotto en France, en Pologne et au Portugal, pour des raisons marketing), et se nommera Lotto-Groupe Wanty pour la structure de développement. Rien n’a pas par contre filtré sur le groupe cyclo-cross, actuellement sponsorisé par le torréfacteur Charles Liégeois, sous la houlette d’Intermarché-Wanty.

    La structure est aussi éclaircie : la licence WorldTour appartient à Captains of Cycling, la coupole cycliste de la Loterie nationale belge. Pour les trois prochaines saisons, ce sera donc bien elle qui mènera les discussions et pourra assurer l’avenir sportif du groupe auprès de l’Union Cycliste Internationale (UCI). Tant la Loterie nationale que le groupe de distribution Intermarché ont confirmé leur participation à l’équipe pour les trois prochaines saisons “au moins”. Le groupe Wanty s’investit pour sa part pour au moins six ans, confirmant son souhait de développer les jeunes cyclistes vers le haut niveau. D’autres fournisseurs viennent principalement de l’ex-Lotto, avec les vélos Orbea, les vêtements sportifs de Vermarc Sport, les accessoires et casques d’Ekoï ou encore le groupe énergétique Caps.

    Ces éléments confirment que c’est bien Lotto qui a mené les débats, après avoir prospecté dès le début de la saison 2025 pour un nouveau partenaire, après le départ de Dstny. Mais après une approche avortée avec Alpecin-Deceuninck des frères Roodhooft, c’est finalement avec Intermarché-Wanty que les négociations ont bien avancé. Des discussions bien poussées par l’administrateur-délégué de la Loterie nationale, Jannie Haek, dont l’animosité envers l’ancien manager de Lotto Stéphane Heulot, qui a décidé de partir en septembre dernier, n’était plus à démontrer. Les pertes affichées par Intermarché-Wanty ces trois dernières années (jusqu’à 2 millions d’euros en 2024) n’ont pas échaudé les principaux partisans de la fusion, qui ont été jusqu’au bout de leur idée, pour un budget évalué à au moins 22 millions d’euros.

    Aike Visbeek, Jean-François Bourlart et Kurt Van de Wouwer – Photo : Lotto-Intermarché

    Le patron de la structure sera Jean-François Bourlart, jusqu’ici en chargé d’Intermarché-Wanty, et il sera accompagné des deux têtes pensantes sportives des deux précédentes équipes : Kurt Van de Wouwer sera manager sportif de Lotto-Intermarché après avoir déjà mené cette barque chez Lotto, et Aike Visbeek sera le responsable de la performance, comme chez Intermarché-Wanty à l’époque. Le Néerlandais se veut d’ailleurs optimiste quant à la convergence menée cet hiver entre les deux formations : “Il est rapidement apparu que chaque équipe possède des atouts complémentaires. Lotto Cycling Team bénéficie de partenariats solides avec l’Université de Gand et le département du professeur Jan Boone, ainsi que d’une expertise nutritionnelle de haut niveau, pilotée par Britt Lambrecht. De son côté, Intermarché-Wanty apporte une approche de la performance rigoureuse avec un fort accent mis sur la recherche et le développement et l’innovation technique, sous l’impulsion de Mikey van Kruiningen, responsable du matériel. La mise en commun de toutes ces connaissances constitue aujourd’hui un atout considérable pour hisser la nouvelle structure à un niveau supérieur.”

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    Les valeurs du nouveau groupe belge sont simples : “grandir, construire et gagner ensemble”. Celles et ceux qui n’ont pu être de la partie resteront malgré tout un peu amers, car les places ont été chères pour poursuivre le projet. La communication en interne a laissé bon nombre de déçus sur le bas côté : à part l’annonce des négociations lors d’une visioconférence, le silence a prévalu durant de longues semaines. Certains membres du staff de Lotto qui pensaient rester en raison de leur contrat ont finalement été licenciés, d’autres ont été rappelés dans les derniers délais en vue de l’obtention du statut WorldTour.

    Les actrices et acteurs aujourd’hui impliqués dans la nouvelle structure espèrent que cette période d’incertitude est désormais derrière elles et eux, avec l’ambition de faire progresser un groupe qui continue de rêver de succès de prestige malgré un budget toujours pas aligné sur les super-WorldTeams qui dominent les classements ces dernières années. Là aussi, les places sont chères, mais Lotto-Intermarché compte bien sur ses pépites que sont Arnaud De Lie, Lennert Van Eetvelt, Jarno Widar, entre autres. L’absence de Biniam Girmay se fera malheureusement sentir, mais le transfert de l’Érythréen semblait couru d’avance avant même la fin des négociations. L’équipe belgo-belge devra donc avancer avec son noyau principalement belge et l’ambition de faire grandir le cyclisme noir-jaune-rouge, face à d’autres structures belges qui ont choisi une voie plus internationale. Cela portera-t-il ses fruits ? L’assurance que les sponsors ne bougent pas durant les trois prochaines années et que des profils solides mènent la direction est déjà un signe d’un optimisme intéressant.

    Grégory Ienco

    Les effectifs de la nouvelle structure Lotto-Intermarché

    Lotto-Intermarché (Élites hommes / WorldTeam)

    Toon Aerts 🇧🇪
    Huub Artz 🇳🇱
    Jenno Berckmoes 🇧🇪
    Cédric Beullens 🇧🇪
    Vito Braet 🇧🇪
    Lars Craps 🇧🇪
    Jasper De Buyst 🇧🇪
    Arnaud De Lie 🇧🇪
    Steffen De Schuyteneer 🇧🇪
    Matthew Fox 🇦🇺
    Joshua Giddings 🇬🇧
    Sébastien Grignard 🇧🇪
    Matys Grisel 🇫🇷
    Simone Gualdi 🇮🇹
    Mathieu Kockelmann 🇱🇺
    Felix Ørn-Kristoff 🇳🇴
    Milan Menten 🇧🇪
    Robin Orins 🇧🇪
    Lorenzo Rota 🇮🇹
    Jonas Rutsch 🇩🇪
    Liam Slock 🇧🇪
    Lionel Taminiaux 🇧🇪
    Reuben Thompson 🇳🇿
    Luca Van Boven 🇧🇪
    Taco van der Hoorn 🇳🇱
    Lennert Van Eetvelt 🇧🇪
    Roel van Sintmaartensdijk 🇳🇱
    Baptiste Veistroffer 🇫🇷
    Jarno Widar 🇧🇪
    Georg Zimmermann 🇩🇪

    Lotto-Intermarché Ladies (Élites femmes / ProTeam)

    Dina Boels 🇧🇪
    Julie Brouwers 🇧🇪
    Katrijn De Clercq 🇧🇪
    Elisabeth Ebras 🇪🇪
    Romina Hinojosa Cruz 🇲🇽
    Marieke Meert 🇧🇪
    Annelies Nijssen 🇧🇪
    Linda Riedmann 🇩🇪
    Ilken Seynave 🇧🇪
    Sandrine Tas 🇧🇪
    Lea Lin Teutenberg 🇩🇪
    Anna van Wersch 🇳🇱
    Sterre Vervloet 🇧🇪
    Lani Wittevrongel 🇧🇪

    Lotto-Groupe Wanty (Espoirs hommes / Développement)

    Thibaut Bernard 🇧🇪
    Witse Bertels 🇧🇪
    Édouard Claisse 🇧🇪
    Mauro Cuylits 🇧🇪
    Mathias De Keersmaeker 🇧🇪
    Halvor Dolven 🇳🇴
    Milan Donie 🇧🇪
    Niels Driesen 🇧🇪
    Kamiel Eeman 🇧🇪
    Samuel Greenwell 🇬🇧
    Shunsuke Imamura 🇯🇵
    Duarte Marivoet 🇧🇪
    Tars Poelvoorde 🇧🇪
    Keije Solen 🇳🇱
    Wouter Toussaint 🇳🇱
    Victor Van de Putte 🇧🇪
    Lorenz Van de Wynkele 🇧🇪
    Lucas Van Gils 🇧🇪
    Victor Vaneeckhoutte 🇧🇪
    Tuur Verbeeck 🇧🇪

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    Les licences WorldTeams et ProTeams distribuées : Cofidis, Q36.5 et Roland refoulés

    Comme attendu, l’Union Cycliste Internationale (UCI) a révélé, le 10 décembre dernier, les licences WorldTeams et ProTeams pour la saison 2026, avec une série de mentions à noter.

    WorldTeams masculines

    Toutes les formations candidates au statut WorldTeam et éligibles sur le plan sportif ont obtenu leur sésame pour les trois prochaines années, même NSN Cycling Team qui succède à Israel-Premier Tech, ou Lotto-Intermarché, après le projet de fusion entre les deux entités belges. L’UCI précise toutefois que PicNic-PostNL bénéficie seulement d’une licence pour une année et que des conditions, notamment financières, sont imposées pour une extension de deux saisons supplémentaires. Aucun détail n’a toutefois filtré sur les raisons de cette décision.

    • Alpecin-Premier Tech 🇧🇪
    • Bahrain Victorious 🇧🇭
    • Decathlon-CMA CGM 🇫🇷
    • EF Education-EasyPost 🇺🇸
    • Groupama-FDJ United 🇫🇷
    • INEOS Grenadiers 🇬🇧
    • Lidl-Trek 🇩🇪
    • Lotto-Intermarché 🇧🇪
    • Movistar Team 🇪🇸
    • NSN Cycling Team 🇨🇭
    • Red Bull-Bora-Hansgrohe 🇩🇪
    • Soudal-Quick Step 🇧🇪
    • Team Jayco-AlUla 🇦🇺
    • Team PicNic-PostNL 🇳🇱
    • Team Visma | Lease a Bike 🇳🇱
    • UAE Team Emirates-XRG 🇦🇪
    • Uno-X Mobility 🇳🇴
    • XDS Astana Team 🇰🇿

    ProTeams masculines

    Même si elles étaient candidates au WorldTour, Cofidis et Q36.5-Pinarello, qui ne faisaient pas partie des 18 meilleures équipes du classement sportif cumulé de 2023 à 2025, restent donc au niveau ProTeam. Toutes les équipes candidates ont reçu leur licence pour la prochaine saison. L’équipe italienne, sous licence hongroise, MBH Bank CSB Telecom Fort passe ainsi à l’échelon supérieur, alors que la formation américain Modern Adventure Pro Cycling, menée par George Hincapie, est direction en seconde division.

    • Bardiani CSF 🇮🇹
    • Burgos-Burpellet-BH 🇪🇸
    • Caja Rural-Seguros RGA 🇪🇸
    • Cofidis 🇫🇷
    • Equipo Kern Pharma 🇪🇸
    • Euskaltel-Euskadi 🇪🇸
    • MBH Bank CSB Telecom Fort 🇭🇺
    • Modern Adventure Pro Cycling 🇺🇸
    • Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team 🇨🇭
    • Team Flanders-Baloise 🇧🇪
    • Team Novo Nordisk 🇺🇸
    • Team Polti VisitMalta 🇮🇹
    • Toscana Nippo Rali 🇮🇹
    • TotalEnergies 🇫🇷
    • Tudor Pro Cycling Team 🇨🇭
    • Unibet Rose Rockets 🇫🇷

    WorldTeams féminines

    Comme chez les hommes, quasiment toutes les équipes candidates au WorldTour ont leur sésame, notamment EF Education-Oatly qui arrive ainsi parmi l’élite. Par contre, le Team PicNic-PostNL doit faire face à la même sanction que chez les hommes : une licence d’un an seulement, et les deux suivantes conditionnées à plusieurs critères.

    • AG Insurance-Soudal Team 🇧🇪
    • Canyon//SRAM zondacrypto 🇩🇪
    • EF Education-Oatly 🇺🇸
    • FDJ United-Suez 🇫🇷
    • Fenix-Premier Tech 🇧🇪
    • Human Powered Health 🇺🇸
    • Lidl-Trek 🇩🇪
    • Liv-AlUla-Jayco 🇦🇺
    • Movistar Team 🇪🇸
    • Team PicNic-PostNL 🇳🇱
    • Team SD Worx-Protime 🇳🇱
    • Team Visma | Lease a Bike 🇳🇱
    • UAE Team ADQ 🇦🇪
    • Uno-X Mobility 🇳🇴

    ProTeams féminines

    Cofidis, qui espérait une licence WorldTour mais ne remplissait pas le critère sportif, devra se contenter l’an prochain du statut ProTeam. Lotto-Intermarché obtient un billet en seconde division tout comme la nouvelle équipe française Ma Petite Entreprise. Winspace-Orange Seal, devenue Mayenne Monbana My Pie, reste également parmi les ProTeams. Par contre, l’équipe suisse Roland Le Dévoluy, qui était encore WorldTeam en 2025, descend au niveau continental.

    • Cofidis 🇫🇷
    • Laboral Kutxa-Fundacion Euskadi 🇪🇸
    • Lotto-Intermarché Ladies 🇧🇪
    • Ma Petite Entreprise 🇫🇷
    • Mayenne Monbana My Pie 🇫🇷
    • St Michel-Preference Home-Auber 93 🇫🇷
    • Volkerwessels Cycling Team 🇳🇱

    Coupe du monde de cyclo-cross à Namur : Brand et Van der Poel enchaînent, les locaux profitent

    12.100 personnes, c’est un record, ont assisté dimanche à la désormais mythique manche de la Coupe du monde de cyclo-cross à Namur. Sur les hauteurs de la Citadelle, les Néerlandais ont encore fait la Une, avec Lucinda Brand et Mathieu van der Poel. Mais les Belges n’ont pas démérité, en particulier les Wallons présents pour l’occasion sur leurs terres.

    « Juliiiine », « Emeline, go ! », « Antoine, allez ! » : les prénoms ont fusé dans l’enthousiasme ébouriffant de la Citadelle de Namur. Il est rare de voir des spécialistes wallonnes et wallons du cyclo-cross disputer la Coupe du monde de cyclo-cross dans la capitale wallonne, alors à l’annonce de leur départ, le public ne s’y est pas trompé et a encouragé tant et plus les personnalités locales dont l’objectif était principalement de faire bonne figure face aux meilleurs professionnels de la discipline. Du côté des élites femmes, le sélectionneur fédéral Angelo Declercq avait décidé de mettre en avant la championne de Wallonie-Bruxelles Juline Delcommune, une Engissoise de 21 ans qui a déjà participé par le passé à une trentaine de cyclo-cross avec les professionnels depuis… 2022. La protégée de Gérard Bulens, au sein du Team Wilink-Brussels Cycling, comptait bien tenter de profiter de l’ambiance, mais un départ en dernière ligne n’a pu lui permettre de jouer les premiers rôles. « Je suis un peu déçue. J’ai été arrêtée à deux tours de la fin », a-t-elle confié à l’arrivée. « En démarrant dernière, c’est difficile de garder une belle position. Et Namur, c’est hyper dur, c’est technique. Tout le monde me dit que c’est énorme, déjà, d’être ici, sélectionnée, mais pour moi, ce n’est jamais suffisant. (…) On m’arrête à 35 minutes de course, mais pour moi, ce n’est pas assez pour montrer toutes mes capacités sur un tel parcours. Plus j’approche des 50 minutes, mieux c’est. Dommage donc… »

    La Belge Juline Delcommune dans le dévers lors du cyclo-cross de Namur, le 14 décembre 2025. – Photo : Alain Vandepontseele/Alain VDP Photography

    L’expérience était aussi impressionnante pour la multiple championne de Belgique de VTT cross-country Emeline Detilleux. Originaire de la province, elle a pu conclure en 30e position, pour… le troisième cyclo-cross de sa carrière professionnelle. « Je suis contente parce que l’objectif était de m’amuser, et c’est ce que j’ai fait », a-t-elle confié avec le sourire à l’arrivée. « J’ai grandi assez vite, je suis déjà en Coupe du monde, je dois donc juste être contente de ma course. Top 30 pour quelqu’un qui n’a plus touché son vélo de cyclo-cross depuis trois semaines et qui découvre la discipline, c’est pas mal ! » Celle qui est partie de la dernière ligne également a conservé sa place autour des 30 premières tout au long de la course a profité de ses qualités techniques pour gérer au mieux et finalement découvrir un sport pour lequel elle pourrait finalement se consacrer un peu plus dans les prochains mois. « Je pense que je peux faire de belles choses. Et la fédération est assez contente que je veuille m’impliquer dans le cyclo-cross. (…) Je suis fière d’avoir pu prendre cette opportunité », ajoute Detilleux qui participera aux Superprestige et Trophée X2O Badkamers de la période des fêtes.

    La Belge Émeline Detilleux dans le dévers lors du cyclo-cross de Namur, le 14 décembre 2025. – Photo : Alain Vandepontseele/Alain VDP Photography

    Il n’y avait cependant rien à faire face à la femme de cette saison, la Néerlandaise Lucinda Brand (Baloise Glowi Lions), encore une fois impériale de bout en bout. Elle a vu un instant la leader de la Coupe du monde Aniek van Alphen (777 Racing) revenir à une quinzaine de secondes avant de repartir de plus belle. Les deux premières places étaient ainsi scellées, alors que la championne de France Amandine Fouquenet (Arkéa-B&B Hôtels) réalisait une sacrée performance pour glaner la troisième place, au bout d’un cross parfaitement géré sur le plan technique. La championne des Pays-Bas Puck Pieterse (Fenix-Deceuninck) réalisait, elle, le chemin qu’il reste à parcourir pour revenir au plus haut niveau, mais sa quatrième place est encourageante pour la suite de l’hiver. La Suissesse Jolanda Neff (Cannondale Factory Racing), de retour après un hiver blanc, affichait pour sa part toute son expérience pour accrocher le Top 5 dès sa première manche de Coupe du monde de la saison. La championne de Belgique Marion Norbert-Riberolle (Crelan-Corendon), sur un parcours qui lui convient moins bien, a de son côté connu un départ très difficile, la reléguant près du Top 30, avant de réaliser une grande remontée jusqu’à la 13e place : « C’est toujours dur sur la première bosse pour moi. Je suis contente parce que d’habitude, ça va moins bien à Namur. Je suis contente finalement. Et cette année, il n’y avait jamais autant de monde, je n’ai jamais connu ça, ça m’a donné des ailes ! »

    La Néerlandaise Lucinda Brand remporte le cyclo-cross de Namur, le 14 décembre 2025. – Photo : Alain Vandepontseele/Alain VDP Photography

    Côté masculin, tous les regards namurois étaient posés sur Antoine Jamin, l’espoir du Team BH Wallonie. Le local de 20 ans avait marqué les esprits avec une cinquième place sur la course des juniors lors des championnats d’Europe sur cette même Citadelle en 2022 et comptait bien tenter de se faire une place malgré son jeune âge et le plateau présent. Finalement 32e à l’arrivée, à un peu plus de quatre minutes du champion du monde Mathieu van der Poel, Jamin restait malgré tout sur sa faim au moment de franchir la ligne. « J’ai fait un bon départ. Après, j’ai voulu un peu me canaliser, je me suis rendu compte que je n’avais pas la plus grande forme. Je suis déjà content de finir la course à une bonne place, même si j’espérais un peu mieux », déclarait-il après avoir repris son souffle sous les acclamations de la foule. « C’est le départ qui allait déterminer ma place. Au fil des tours, je perdais un peu de temps, mais j’ai fait le maximum. (…) Refaire la même chose qu’en juniors, cela allait être difficile, mais j’ai essayé. J’étais un peu moins en forme que prévu ».

    Devant, le suspense a longtemps régné. Pour sa reprise, Mathieu van der Poel a confirmé ses déclarations selon lesquelles il n’était pas dans la même forme qu’à son retour dans les labourés, l’an dernier. Le champion du monde a longtemps été malmené par Thibau Nys (Baloise Glowi Lions), et même un temps par Michael Vanthourenhout (Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw) et Lars van der Haar (Baloise Glowi Lions). Dans le dernier tour, une glissade et une chute de Nys a finalement permis au Néerlandais de s’isoler dans les parties plus explosives et de signer un sixième succès en sept courses à Namur. Le champion de Belgique et leader de la Coupe du monde conservait au moins la deuxième place devant Vanthourenhout, confirmant un cap franchi pour la suite de l’hiver.

    Découvrez les grands moments de cette quatrième manche de la Coupe du monde de cyclo-cross à Namur, sous la lentille de notre photographe Alain Vandepontseele en cliquant sur ce lien.

    Les nouvelles des derniers jours

    ✍ Transferts

    • Sacrée affaire pour INEOS Grenadiers : après avoir tardé à lancer son mercato pour la prochaine saison, l’équipe britannique a annoncé cette semaine l’arrivée de l’Australien Jack Haig, en provenance de Bahrain Victorious. Le grimpeur de 32 ans, troisième de la Vuelta en 2021, a signé pour deux saisons. Une confirmation de la politique de l’équipe de relancer une structure solide pour les courses par étapes.
    • L’Irlandaise Caoimhe O’Brien (Cynisca Cycling), âgée de 23 ans, a signé pour au moins une saison avec la WorldTeam américaine EF Education-Oatly. Plutôt explosive, elle s’est distinguée durant ses deux premières saisons professionnelles comme une sprinteuse qui peut franchir les courtes côtes, avec notamment une 9e place sur l’Egmont Cycling Race et sur la Maryland Cycling Classic en 2025.
    • La ProTeam française TotalEnergies a fait le plein pour la saison prochaine avec l’arrivée de trois recrues en provenance d’Arkéa-B&B Hôtels, officiellement disparue. Les Français Thibault Guernalec (28 ans), Pierre Thierry (22 ans) et Mathis Le Berre (24 ans) rejoignent ainsi la formation vendéenne pour au moins une saison, la durée de leur contrat n’ayant pas été révélée. TotalEnergies boucle ainsi son effectif de 28 coureurs avec ces derniers transferts.
    • Deux autres rescapés d’Arkéa-B&B Hôtels ont retrouvé de la place au sein de l’équipe continentale française CIC Pro Cycling Academy, ex-CIC-U-Nantes Atlantiques : les Français Victor Guerlanec (25 ans) et Léandre Lozouet (21 ans) ont paraphé un contrat d’une saison.
    • Parmi les coureurs d’Intermarché-Wanty laissés sur le banc de touche, le Français Alexy Faure-Prost a trouvé refuge chez Picnic-PostNL. Le champion de France espoir de 2023, aujourd’hui âgé de 21 ans et toujours en quête d’un premier succès professionnel, a signé pour un an avec l’équipe néerlandaise, où il pourra révéler ses talents de baroudeur et grimpeur.
    • La ProTeam française St Michel-Preference Home-Auber 93 a poursuivi son renforcement pour la prochaine saison avec les arrivées de l’Américaine Heidi Franz (30 ans, Cynisca Cycling), coureuse expérimentée et habituée du gravel qui a notamment terminé cette saison troisième du Tour du Portugal (avec une étape en prime), et de sa compatriote Caroline Wreszin (24 ans), elle aussi venue du gravel avec plusieurs podiums sur de telles courses d’endurance aux États-Unis.

    ➡️ Prolongations

    • L’équipe Red Bull-Bora-Hansgrohe a profité de sa présentation annuelle pour confirmer les prolongations pour “plusieurs saisons” (sans autre précision) de trois de ses jeunes leaders. D’abord, l’Italien Giulio Pellizarri (22 ans), vainqueur d’étape et sixième du dernier Tour d’Espagne, et l’Allemand Florian Lipowitz (25 ans), troisième et meilleur jeune du Tour de France 2025. L’Italien Lorenzo Finn (18 ans), coup sur coup champion du monde chez les juniors puis chez les espoirs ces deux dernières saisons, a également signé un nouveau contrat, confirmant son passage chez les professionnels à partir de 2027.
    Photo : Red Bull-Bora-Hansgrohe/Maximilian Fries

    🏥 Sur la touche

    • C’est ce qu’on appelle ne pas avoir de bol : l’Italien Davide Formolo doit éviter le vélo pour au moins six semaines à la suite d’une opération à un tendon du pied, nécessaire après une blessure contractée après la chute… d’une tasse de thé sur son pied. L’ex-champion d’Italie, aujourd’hui âgé de 33 ans, l’a révélé sur son compte Instagram, confirmant un possible report de son début de saison en raison de cette déconvenue.

    📅 Programme

    • C’est la saison des présentations d’équipes, ce qui annonce la saison des révélations de programmes des leaders qui devraient marquer la prochaine année cycliste. Après de nombreuses spéculations à son sujet, le champion olympique Remco Evenepoel a révélé ses grandes lignes de 2026, sans toutefois tout divulguer en vue de l’été. Il reprendra la compétition au Challenge de Majorque, du 28 janvier au 1er février, où un contre-la-montre par équipes permettra à sa nouvelle équipe, Red Bull-Bora-Hansgrohe, de peaufiner les détails de cette discipline si particulière, en vue de l’étape d’ouverture du Tour de France. Il sera ensuite au départ du Tour de la Communauté de Valence, du 4 au 8 février, puis du Tour de Catalogne, du 23 au 29 mars. Il participera aux classiques ardennaises (Amstel Gold Race le 19 avril, Flèche Wallonne le 22 avril et Liège-Bastogne-Liège le 26 avril), avant un stage et une participation soit au Critérium du Dauphiné (devenu Tour d’Auvergne-Rhône-Alpes), soit au Tour de Suisse, avant le Tour de France (du 4 au 26 juillet), qu’il visera à nouveau.
    • Les autres leaders de la Red Bull-Bora-Hansgrohe, clairement concentrée sur les Grands Tours, ont également dévoilé leurs cartes pour la prochaine saison. L’Italien Giulio Pellizarri et l’Australien Jai Hindley se partageront la position de leader sur le Tour d’Italie, alors que l’Allemand Florian Lipowitz suivra un programme similaire à Remco Evenepoel (le Tour de Romandie en plus, les classiques ardennaises en moins) en vue du Tour de France. Le Slovène Primoz Roglic sera pour sa part attendu sur le Tour du Pays basque (du 6 au 11 avril), le Tour de Romandie et le Tour d’Espagne, où il visera un cinquième titre historique.
    Photo : Red Bull-Bora-Hansgrohe/Maximilian Fries
    • L’agenda des stars d’UAE Team Emirates XRG était également largement scruté au vu des combats attendus la saison prochaine avec Evenepoel et Jonas Vingegaard. Tadej Pogacar a ainsi confirmé, sans surprise, que le Tour de France sera son grand objectif de l’année. Mais pas seulement : sa campagne débutera sur le Strade Bianche (7 mars), avant Milan-Sanremo (21 mars), le Tour des Flandres (5 avril), Paris-Roubaix (12 avril), Liège-Bastogne-Liège (26 avril) et le Tour de Romandie, dernière rampe de lancement avant le Tour de Suisse et le Tour de France ensuite.
    • Parmi les autres leaders de l’équipe n°1 du peloton contemporain, le Mexicain Isaac del Toro, qui reprendra sur l’UAE Tour (du 16 au 22 février), sera également de la partie sur le Strade Bianche, Milan-Sanremo et le Tour de France. Le Portugais João Almeida, qui sera au départ du Tour de la Communauté de Valence, participera au Tour d’Italie avec Adam Yates, Jan Christen et Antonio Morgado en soutiens. Le champion de Belgique Tim Wellens disputera, lui, l’ensemble des classiques depuis le Circuit Het Nieuwsblad jusqu’à l’Amstel Gold Race.
    Le Slovène Tadej Pogacar lors du Tour de Lombardie 2025 – Photo : RCS Sport/Pool
    • Du côté de l’équipe Movistar, alors que l’Espagnol Enric Mas devrait enchaîner le Tour d’Italie et le Tour d’Espagne, le Belge Cian Uijtdebroeks, engagé à grands frais cet hiver, bénéficiera directement d’un traitement de leader. Il reprendra la compétition au Tour de la Communauté de Valence, du 4 au 8 février, avant Paris-Nice (du 8 au 15 mars), le Tour du Pays basque (du 6 au 11 avril), le Tour d’Auvergne-Rhône-Alpes (du 7 au 14 juin) et le Tour de France, sur lequel il devrait donc être l’unique patron de l’équipe, à seulement 23 ans.
    • Chez Lidl-Trek, également, on a moins partagé les Grands Tours. L’Espagnol Juan Ayuso, grand transfuge de l’hiver, lancera sa saison sur le Tour d’Algarve (du 18 au 22 février) et enchaînera avec Paris-Nice, le Tour du Pays basque, la Flèche Wallonne, Liège-Bastogne-Liège, le Tour d’Auvergne-Rhône-Alpes et le Tour de France. Il sera accompagné sur la Grande Boucle des Danois Mads Pedersen (qui sera sur les classiques depuis Milan-Sanremo jusqu’à Paris-Roubaix) et Mattias Skjelmose (prévu aussi sur Paris-Nice). Le sprinter italien Jonathan Milan est pour l’heure prévu sur Milan-Sanremo et Paris-Roubaix. Sur le Tour d’Italie, Giulio Ciccone sera le leader annoncé avec le Belge Thibau Nys, qui découvrira ainsi les routes italiennes, après un premier Tour de France l’an dernier.
    • Enfin, la formation française Decathlon-CMA CGM comptera sur les classiques son nouveau leader Tiesj Benoot, qui retrouvera le peloton sur le Tour d’Algarve avant de participer aux courses printanière depuis le Circuit Het Nieuwsblad (28 février) jusqu’à la Flèche Wallonne. Le sprinter néerlandais Olav Kooij reprendra sur l’UAE Tour et visera probablement le Tour de France. Pour le grimpeur autrichien Felix Gall, le Tour d’Italie sera le grand objectif du début de saison.
    • L’Australien Michael Matthews (Team Jayco AlUla) a aussi présenté son programme, avec un accent sur les classiques, évidemment : Milan-Sanremo, Tour des Flandres, Amstel Gold Race et Liège-Bastogne-Liège seront prévus, avant une présence sur le Tour de France.
    • La championne du monde Magdeleine Vallieres a confirmé sur le Tour Down Under (du 17 au 19 janvier), pour lancer 2026. Elle étrennera ainsi son maillot arc-en-ciel en Australie avant d’envisager la suite du printemps, dont les classiques ardennaises seront son grand objectif.
    • Wielerflits a interrogé l’équipe Fenix-Deceuninck sur le programme de la championne des Pays-Bas de cyclo-cross Puck Pieterse pour la saison hivernale 2025-2026. Après une reprise à Namur, conclue à la quatrième place, la cycliste de 23 ans poursuivra à Anvers (20/12), Coxyde (21/12), Gavere (26/12), Termonde (28/12), Diegem (30/12), Baal (01/01), Zonhoven (04/01) et aux championnats des Pays-Bas (11/01). Ses participations à Benidorm (18/01), Maasmechelen (24/01) et Hoogerheide (25/01) restent par contre entre parenthèses avant l’ultime objectif, le championnat du monde à Hulst (31/01).
    La championne des Pays-Bas Puck Pieterse lors du cyclo-cross de Namur, le 14 décembre 2025. – Photo : Alain Vandepontseele/Alain VDP Photography

    🦸‍♀️ Maillots

    • L’équipe NSN Cycling Team, ex-Israel-Premier Tech, avait dévoilé son nouveau nom, elle a désormais affiché ses nouvelles couleurs. Le tricot a été imaginé par Stycle Design, déjà à l’origine des anciennes tuniques d’Intermarché-Wanty, AG Insurance-Soudal et Pauwels Sauzen-Bingoal.
    Photo : NSN Cycling Team
    • La WorldTeam néerlandaise SD Worx-Protime a quelque peu modifié son maillot pour la prochaine saison : il sera plus bariolé et plus clair en haut, alors que le cuissard sera noir. Et vu qu’elle n’est plus championne du monde sur route, Lotte Kopecky est à la présentation sous ses nouvelles couleurs.
    Photo : Specialized / Etienne Schoeman
    • Chez UAE Team Emirates XRG, le blanc et le noir restent les couleurs dominantes d’un maillot qui connaît finalement peu de changements par rapport à la saison dernière.
    Photo : UAE Team Emirates XRG/Pissei
    • Red Bull-Bora-Hansgrohe proposera en 2026 un maillot ressemblant à la tunique spéciale présentant lors du dernier Tour de France : majoritairement blanc avec les manches bleues. Le cuissard restera noir.
    Photo : Red Bull Content Pool/Maximilian Fries
    • Un maillot un peu plus blanc s’annonce pour la Movistar qui a laissé tomber le torse bleu pour ne proposer qu’un “M” bleu.
    Photo : Movistar Team
    • L’arlequin de Lidl-Trek restera bien en place en 2026 mais il sera plus dégradé. Le rouge restera cantonné au bras droit et le jaune au bras gauche alors que le torse apparaît plus bleu.
    Photo : Lidl-Trek
    • Decathlon CMA CGM, avec l’arrivée d’un nouveau co-partenaire principal, a ajouté du rouge à son maillot aux différents tons de bleu déjà présents la saison dernière. Ainsi que du noir sur la manche gauche avec l’arrivée d’Adecco.
    Photo : Decathlon CMA CGM/Pauline Ballet
    • Pas de changement pour l’équipe Uno-X Mobility qui a attendu la confirmation de son statut WorldTeam pour arborer ce logo sur la tunique rouge et jaune de ces derniers mois.
    Photo : Uno-X Mobility

    🤑 Économie

    • Le Tour du Doubs n’aura pas lieu la saison prochaine. Le Vélo Club Morteau-Montbenoît, en charge de l’épreuve 1.1, a expliqué par voie de communiqué que les coûts d’organisation sont devenus de plus en plus importants, face à un soutien public stable. “Afin de préserver la pérennité du club, de concentrer nos moyens sur la sauvegarde et le développement de notre équipe N1 féminine et de garantir la poursuite de nos actions auprès des jeunes, nous faisons le choix responsable de suspendre l’épreuve pour 2026”, ajoute le club. Une réflexion est prévue pour permettre le retour de la course en avril 2027.

    💉 Dopage

    • Provisoirement suspendu depuis le 11 septembre dernier par l’UCI, l’Italien Giovanni Carboni a été licencié par l’équipe Unibet Rose Rockets. “Sans remettre en cause la présomption d’innocence concernant l’enquête de l’UCI, notre enquête interne confirme une violation du devoir de transparence et de loyauté du coureur”, a expliqué la ProTeam française par communiqué. Carboni est pour l’heure suspendu en raison d’anomalies apparues sur son passeport biologique en 2024.

    🌈 Sélections

    • L’Union Cycliste Internationale (UCI) a dévoilé les quotas prévus pour les épreuves cyclistes des Jeux olympiques de Los Angeles en 2028. Sur les courses sur route, pas de changement : les pelotons seront encore très petits, avec seulement 90 qualifiées et 90 qualifiés. Ils et elles seront 35 sur le contre-la-montre. Les quotas seront de 36 cyclistes par sexe en VTT mountain-bike, de 24 par sexe en BMX racing et de 12 par sexe en BMX freestyle. Plus de détails sur les quotas et systèmes de qualification sur le site de l’UCI.

    📌 Autres

    • Sans grande surprise, Remco Evenepoel a été choisi par les journalistes sportifs belges en tant que sportif belge de l’année. Il s’agit de son cinquième titre, ce qui le rapproche à un trophée d’Eddy Merckx, qui avait dominé le concours entre 1969 et 1974.

    À lire, voir, écouter…

    • Ludovic Robeet revient de loin : victime d’un AVC en septembre dernier, le coureur brabançon de la Cofidis a enfin repris le vélo début décembre, après être devenu papa pour la première fois. Une double dose de bonnes nouvelles pour le cycliste de 31 ans qui s’est longuement confié à la RTBF sur son état de santé et ce qu’il envisage pour la suite de sa carrière sportive. “J’aimerais récupérer mes sensations d’avant, même si je crois que ce n’est pas gagné. J’aimerais savoir vivre avec ce qui s’est passé et continuer à évoluer”, explique celui qui envisage un retour à la compétition pour les classiques flandriennes, au printemps. Même si l’objectif est optimiste. C’est à lire et à écouter en cliquant sur ce lien.
    • Lancer un planeur à la seule force des jambes ? C’est le défi posé par l’équipe Red Bull-Bora-Hansgrohe à l’occasion d’une vidéo dans le plus pur style de la boisson énergisante qui sponsorise l’équipe depuis plus d’un an maintenant. Neuf coureurs de la formation allemande ont ainsi été amenés à tracter sur une piste de 1.500 mètres un petit avion, afin de lui permettre de décoller à toute vitesse. L’exploit est majuscule, mais je reste un peu sur ma faim par rapport au manque de données affichées à l’écran (Velon a expliqué par la suite que les cyclistes de tête ont dû pousser plus de 600 watts pendant une minute) et au manque d’explications sur la physique derrière cet exercice particulier. La vidéo est à voir sur la chaîne YouTube de Red Bull Bike.

    • Pour la troisième année consécutive, le Turbo Cross va animer les cyclo-cross des fêtes, pour le plus grand plaisir du public flamand toujours avide de spectacle divertissement. Le vidéaste Average Rob et son frère Arno The Kid organisent une nouvelle édition de ce cyclo-cross pour le fun, entre influenceurs et célébrités, cette fois à Hofstade (et non plus à Diegem), à l’occasion du nouveau “Plage Cross”. Le streamer français Rivenzi sera notamment de la partie pour une bataille à suivre sur YouTube et la VRT. Rendez-vous le 22 décembre à 16h45 pour suivre ce moment de détente. Et en attendant, voici un aperçu de l’événement avec le résumé de l’édition 2024.

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    Le coin promo

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    Les résultats des derniers jours

    Route

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2)
      • 1re étape (12/12) : Jexon Ledezma 🇨🇷 (Costa Rica U23)
      • 2e étape (13/12) : Jason Huertas 🇨🇷 (Manza Te-La Selva-Scott)
      • 3e étape (14/12) : Santiago Montenegro 🇪🇨 (Movistar-Best PC)

    Cyclo-cross

    • Velopark Grand Prix Debrecen 🇭🇺 (C1)
      • Élites femmes (13/12) : Zuzanna Krzystala 🇵🇱 (Pho3nix Cycling Team)
      • Élites hommes (13/12) : Zsombor Takács 🇭🇺 (MBH Bank CSB Ballan Colpack)
    • Exact Cross – Leiecross à Courtrai 🇧🇪 (C2)
      • Élites femmes (13/12) : Inge van der Heijden 🇳🇱 (Crelan-Corendon)
      • Élites hommes (13/12) : Niels Vandeputte 🇧🇪 (Alpecin-Deceuninck)

    • HSF System Cup #7 – Hole Vrchy 🇨🇿 (C2)
      • Élites femmes (13/12) : Barbora Bukovská 🇨🇿 (DK Bikeshop Racing Team)
      • Élites hommes (13/12) : Vaclav Jezek 🇨🇿 (Brilon Racing Team MB)
    • Coupe du monde #4 – Namur 🇧🇪 (CDM)
      • Élites femmes (14/12) : Lucinda Brand 🇳🇱 (Baloise Glowi Lions)
      • Élites hommes (14/12) : Mathieu van der Poel 🇳🇱 (Alpecin-Deceuninck)

     

    • Coupe de France de cyclo-cross #5 – Ouistreham 🇫🇷 (C2)
      • Élites femmes (14/12) : Anaïs Morichon 🇫🇷 (Arkéa-B&B Hôtels)
      • Élites hommes (14/12) : Gerben Kuypers 🇧🇪 (Charles Liégeois Roastery CX)
    • Velopark Cyclo-cross Debrecen 🇭🇺 (C2)
      • Élites femmes (14/12) : Zuzanna Krzystala 🇵🇱 (Pho3nix Cycling Team)
      • Élites hommes (14/12) : Zsombor Takács 🇭🇺 (MBH Bank CSB Ballan Colpack)
    • Cyclocross Del Ponte 🇮🇹 (C2)
      • Élites femmes (14/12) : Elisa Ferri 🇮🇹 (FAS Airport Services-Guerciotti)
      • Élites hommes (14/12) : Filippo Fontana 🇮🇹 (Carabinieri Olympia)
    • Championnats des États-Unis à Fayetteville 🇺🇸 (CN)
      • Élites femmes (14/12) : Lizzy Gunsalus 🇺🇸 (CCB Women’s Cycling)
      • Élites hommes (14/12) : Eric Brunner 🇺🇸 (Competitive Edge Racing)
    • Championnats du Japon à Osaka 🇯🇵 (CN)
      • Élites femmes (14/12) : Yui Ishida 🇯🇵 (TRK Works)
      • Élites hommes (14/12) : Hijiri Oda 🇯🇵 (Yowamushi Pedal Cycling Team)

    L’agenda des prochains jours

    Mardi 16 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 5e étape
    • Jeux d’Asie du Sud-Est à Bangkok 🇹🇭 (JR) – Course en ligne hommes
      • Bangkok > Bangkok

    Mercredi 17 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 6e étape
    • Jeux d’Asie du Sud-Est à Bangkok 🇹🇭 (JR) – Course en ligne femmes
      • Bangkok > Bangkok

    Jeudi 18 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 7e étape

    Vendredi 19 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 8e étape

    Samedi 20 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 9e étape

    CYCLO-CROSS

    • Coupe du monde #5 – Anvers 🇧🇪 (CDM)

    Dimanche 21 décembre

    • Tour du Costa Rica 🇨🇷 (2.2) – 10e et dernière étape

    CYCLO-CROSS

    • Coupe du monde #6 – Coxyde 🇧🇪 (CDM)
      • Infos et partants
      • 📺 Direct dès 13h30 sur Pickx Pop-up Sports, Pickx Showcase, Pickx+ Sports 1, VRT 1, Sporza.be, VRT Max, Eurosport 2 et HBO Max

    Lundi 22 décembre

    CYCLO-CROSS

    • Trophée X2O Badkamers #4 – Plage Cross à Hofstade 🇧🇪 (C2)
      • Infos et partants
      • 📺 Direct dès 13h30 sur VRT 1, Sporza.be et VRT Max, dès 13h35 sur RTL Club et RTL Play, et dès 13h40 sur Eurosport 2 et HBO Max

    Merci pour votre lecture !

    Vous retrouverez votre prochaine infolettre le lundi 22 décembre dans votre boîte aux lettres numérique !

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    #4 #5 #6 #7 #CoupeDuMonde #cycloCross #Licences #LottoIntermarché #maillots #Namur #ProTeams #UCI #UCIWorldTour #WorldTeams

  5. Die #Stahlindustrie gehört zu den energiehungrigsten Industrien der Welt. Mit Technologien wie Hochtemperatur-Wärmespeicher lassen sich bedeutende Mengen Energie einsparen. Susanne König, Co-Founderin des saarländischen #GreenTech-Startups Kraftblock, erklärt die Funktionsweise und welche Einsparungen ihre neuste Installation im indischen Jamshedpur bei Tata Steel zur Folge hat.
    Jetzt in Staffel 2 des GreenTech Startups Podcast! \o/ greentech-startups.com/uncateg

  6. Is Compelled Decryption Heading to the Supreme Court?

    Orin Kerr says “maybe.” — we in the UK have got the power to lock people up for not providing (forgetting?) a password, but it’s not exactly a popular piece of legislation.

    https://reason.com/volokh/2023/12/14/is-compelled-decryption-heading-to-the-supreme-court/

    #compelledSpeech #encryption

    https://alecmuffett.com/article/108646

  7. Knights & Dragons: The Endless Quest – Gamesreplay.net
    "…picchiaduro a scorrimento orizzontale dell’italiano PierWolf realizzato con #OpenBor, un chiaro omaggio ai leggendari picchiaduro Capcom, Knights of The Round e King of Dragons. Una nuova storia con ben trenta missioni di difficoltà variabile da portare a termine, una miriade di personaggi e tonnellate di scenari."
    gamesreplay.net/gr/download/kn

  8. How fast can you fold orizuru?

    I am making an installation which will use about 500-700 orizuru. Each is made from cyanotype coated tissue paper or rice paper. After a while they turn into pictures. They are #metamorphogram images. They will be hung in this form.

    This is not a good origami paper, so I'm going at 20-30 per hour!

    #Cyanotype #blueprint #sunprint #metamorphogram #porto #portoart #portoartist #cameraless #cameralessphotography

  9. Возможости современных моделей в разработке кода: кейс автоматического решения сложной проблемы

    Кейс полностью автономного траблшутинга нетривиальной системной проблемы с неработоспособностью NVENC в Docker-контейнера на Jetson Orin NX с помощью Claude Opus 4.6, как пример выхода больших языковых моделей за пределы квалификации middle-grade инженера. Около 40 минут заняло расследование проблемы, по мотивам которого, я попросил сеть написать статью, которую и предлагаю вашему вниманию как пример того, на что я мог потратить целый день, а большинство middle-grade инженеров бы не справилось вообще. Весь траблшутинг и статья сделаны в полностью автоматическом режиме без участия человека.

    habr.com/ru/articles/1014276/

    #nvidia #nvenc #gstreamer #video_encoding #troubleshooting #ai