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531 results for “mimame”

  1. @annecoombes this is something kinda tangential one of my last acts as a boy was meeting #kateBaker @[email protected] at midAmericon2 I told her I loved her voice and it makes me want to hug you. She was a little hesitant, but said yes, and I did. Now I know why.

    Interesting enough since transitioning hugging is fine with other women. I even say that's the best thing about being a girl. Hugging isn't weird

  2. #lncRNAs can affect #macrophage M1/M2 polarization:
    @mimaseestern et al @Savai_Lab @mpi_hlr find ADPGK-AS1 expression associated with tumor-associated macrophages to alter metabolic and phenotypic states to drive #lungcancer growth
    embopress.org/doi/full/10.1525

  3. ▼ Mi enojo no es enojo.

    Es cansancio acumulado.
    Es cada vez que me tragué algo para no ser “intenso”.
    Cada vez que me dolió y dije “bah, no pasa nada”, cuando sí pasaba.

    No es rabia descontrolada.
    Es tristeza sin turno de palabra.
    Es esa soledad que no hace ruido pero pesa.

    A veces sale torpe.
    En un mensaje seco.
    En una distancia repentina.
    En un “haz lo que quieras” que en realidad significa “mírame un poco”.

    Porque lo que no se habla, se enquista.
    Lo que no se valida, se convierte en reproche.
    Y lo que no se abraza… termina explotando.

    No siempre quiero discutir.
    A veces solo quiero sentir que importo.
    Que lo que siento no es exagerado.
    Que no tengo que explicarme como si estuviera en un juicio.

    El enojo muchas veces no quiere ganar.
    Quiere proteger algo que ya estuvo demasiado tiempo expuesto.

    Y quizá la pregunta no es “¿por qué estás así?”
    Sino “¿qué te dolió tanto para llegar aquí?”

    Escuchar eso cambia todo. 🌿

    ▼△▼△▼△▼△▼△▼△▼

    #emociones #enojo #saludemocional #psicologia #relaciones #comunicacion #reflexiones #humanidad

  4. Lavinia Marchetti

    ATTACCO E RUMORE: CHE COSA CERCANO?

    Una campagna di disturbo cambia l’aria che si respira intorno al testo, all’articolo. Il tema politico viene trascinato nel ridicolo e viene sporcato, poi la risata entra come uno schiaffo, senza rispetto. La faccina che ride vale quanto un colpo secco sulla faccia. Impone un tono di disprezzo e mette il lettore davanti a una scelta tacita, o resta e sopporta oppure lascia perdere. Qui la psicologia del branco viene messa in pratica. Freud, in Psicologia delle masse e analisi dell’Io, descriveva la forza dell’identificazione collettiva e il piacere che nasce dal sentirsi dentro una massa protetta. In rete questo piacere si accoppia con una disinibizione specifica. Zimbardo parlava di deindividuazione, John Suler ha descritto l’allentamento dei freni che internet favorisce. Il volto scompare, la conseguenza pare lontana (ma non sempre…io ho denunciato e vinto), l’impunità viene sentita come naturale. A quel punto il bersaglio diventa chi scrive. Il fatto scivola sullo sfondo. Restano etichette ripetute, perché la ripetizione consuma la pazienza e sposta il baricentro della discussione.
    Dentro questo rumore nasce un consenso di cartapesta. Il lettore passa, vede decine di reaction di scherno, trova commenti quasi identici, immagina una maggioranza compatta. Elisabeth Noelle Neumann lo chiamava “spirale del silenzio”. Quando l’ambiente punisce chi parla, molte persone scelgono la ritirata. La risata seriale, gli insulti, accelerano questo passo. Un gesto rapido, adatto alla massa, capace di trasformare il dolore in spettacolo.
    Ecco la sensazione di sciame. La massa dei commenti costruisce un’impressione collettiva artificiale. La tecnologia rende economica questa pressione, la piattaforma la amplifica perché l’attrito produce interazione. Il risultato si deposita nella psiche di chi legge e di chi scrive. Ecco la stanchezza, l’irritazione e l’inevitabile autocensura. Il ritiro pare una decisione personale, però nasce da una scena costruita.

    BOT, TROLL, CYBORG: TRE FORME OPERATIVE

    Un BOT puro produce testo con regolarità meccanica e con una povertà di relazione. Arriva subito, spesso entro un minuto dalla pubblicazione, e lascia frasi che paiono uscite da uno stampo. Il dettaglio che conta sta nella ripetizione: la stessa accusa ricompare sotto post differenti, talvolta sotto pagine differenti, con intervalli minimi. Un esempio che mi è capitato lo conservo in due screenshot dello stesso commento, copiato parola per parola, piazzato a distanza di cinque minuti sotto un mio post su Gaza e sotto un post di una testata, mi pare repubblica. Sembra una coincidenza, ma l’identità del testo la smentisce.

    Il TROLL UMANO, invece lavora con tempo e attenzione. Entra nel thread, cerca una fessura, poi insiste. Il troll chiede spiegazioni con tono finto cortese, scivola verso l’offesa, prova a farti reagire, poi richiama altri profili. La psicologia del dominio diventa leggibile. La provocazione serve a spostare il tema verso il terreno dell’umiliazione. Un esempio tipico ha un ritmo riconoscibile. Tu scrivi di un bombardamento. Il troll risponde con una risata e una frase di derisione. Se replichi, parte l’accusa personale. Se taci, arriva il commento che ti dipinge come codardo. La logica resta la stessa: consumo del tuo tempo, consumo del tempo del lettore.

    La figura più attuale è il CYBORG. Qui convive automazione e intervento umano. Un sistema individua i post, li segnala come bersagli, propone testi suggeriti, poi una persona entra e rende la risposta plausibile, con una variazione di tono o un dettaglio apparentemente personale. Questa forma è più difficile da smontare, perché somiglia alla vita di un utente. La prova passa dai tempi e dalle tracce. Risposte rapidissime all’inizio, poi una conversazione improvvisa con frasi più lunghe e con riferimenti al tuo testo.
    Esempi documentati aiutano a uscire dal sospetto e a entrare nel metodo. Nel capitolo sulle reti coordinate ho citato Act.IL come modello di mobilitazione a compiti, con testi pronti e obiettivi giornalieri. Qui la persona può essere reale. La coordinazione resta reale anche lei. Sul piano delle reti inautentiche, il caso STOIC attribuito da Meta, ripreso da Reuters, mostra un passaggio ulteriore, commenti generati in serie e inseriti sotto post ad alta visibilità. Al Jazeera ha descritto anche prototipi capaci di cercare contenuti su Gaza tramite hashtag e produrre risposte con modelli linguistici, poi pubblicarle con ritardi studiati.

    I SUPERBOT

    Tecnologicamente, molti di questi attacchi sfruttano automazione avanzata e intelligenza artificiale. Reti di bot possono generare automaticamente commenti fasulli o memi: spesso impiegano modelli linguistici (ChatGPT, LLM) per produrre risposte personalizzate a post specifici. Una inchiesta di Al Jazeera descrive i “superbot” pro-Israele creati da ricercatori: questi bot cercano post di alto profilo con hashtag come #Gaza o #Genocide (Step 1) e ne estraggono il testo. Poi creano un prompt per ChatGPT che chieda una risposta aggressiva pro-Israele (Step 2) e inviano la risposta con un lieve ritardo per sembrare umani (Step 3) (aljazeera.com/features/longfor ). Un superbot può così rispondere in pochi secondi e innescare conversazioni infinite, riversando centinaia di commenti su più target in parallelo, In pratica, l’uso di AI permette di scalare enormi quantità di disinformazione a basso costo. Per mimare esseri umani, i troll usano anche pratiche manuali o semi-automatiche. Talvolta si parla di cyborg account: profili gestiti in parte da bot e in parte da operatori reali. L’analisi di Ayeb e Bonini (Social Media + Society 2024) su tre paesi arabi rileva che i troll lavorano in turni (anche 24/7) coordinati via chat (Telegram), con task list giornaliere che assegnano post da commentare e hashtag da usare. Gli account bot mostrano segni tipici: usano avatar generati da AI (spesso con imperfezioni visive), nomi utente con cifre casuali e bio generiche, sono creati di recente e tendono a seguire altri bot per gonfiare i follower. Di norma replicano messaggi casuali (p. es. post su sport o celebrità) come copertura, mentre rispondono in modo assai diverso quando affrontano politica. Dal punto di vista operativo, i troll operano spesso da reti proxy o VPN per mascherare la provenienza e cambiano frequentemente IP/profilo. I ricercatori osservano che molti commenti sospetti arrivano entro 10 minuti dalla pubblicazione del post originale e in tutti gli orari (notte inclusa), chiaro segno di automazione. Infine, esistono server interni o gruppi riservati (chat Telegram, Slack) usati per distribuire istruzioni e script di risposta agli operatori: una fonte Reuters salvadoregna confermò che i troll si incontravano anche in uffici governativi per ricevere i compiti del giorno (reuters.com/investigates/speci ).

    IL RUOLO DELLE PIATTAFORME

    Le piattaforme social influenzano inconsapevolmente l’ecosistema degli attacchi. Documenti interni emersi (grazie a whistleblower come Frances Haugen) mostrano che l’algoritmo di Facebook valorizza fortemente le reazioni emotive: ad esempio nel 2017 ogni emoji (arrabbiata, risata, pianto) valeva cinque volte un “mi piace” tradizionale (washingtonpost.com/technology/ ).
    In pratica, contenuti che suscitano rabbia o shock ottengono molta più visibilità. Come ha affermato la stessa Haugen, «la rabbia e l’odio è il modo più facile per crescere su Facebook». Ciò spiega perché post controversi attirino troll e ricevano ampio engagement: l’algoritmo ricompensa queste reazioni e può amplificare involontariamente i bot o i troll più polemici. Al contempo, ci sono accuse di censura selettiva verso opinioni palestinesi. HRW ha documentato oltre 1.050 casi tra ottobre e novembre 2023 in cui Facebook/Instagram hanno rimosso contenuti pacifici di sostegno alla Palestina (contro appena 1 caso pro-Israele) (hrw.org/report/2023/12/21/meta ). l rapporto rileva un’applicazione incoerente delle norme di Meta, che spesso rimuove post pro-Palestina basandosi su policy contro “organizzazioni pericolose” (inclusa Hamas). A me hanno censurato un post in cui analizzavo le richieste di Hamas. Documenti di dominio pubblico. Senza alcun giudizio in merito. Inoltre, HRW denuncia che l’“Unità Cyber” israeliana (ufficio legale del procuratore) invia richieste dirette a Meta per rimuovere contenuti pro-Palestinesi, ottenendo tassi di rimozione altissimi (oltre il 80%) senza notifica agli utenti. Ci sono segnalazioni di shadow banning (fuoriuscita graduata dei post dalle bacheche) e di sospensioni non giustificate di account paladini dei diritti umani. Meta afferma di affidarsi molto all’automazione per la moderazione (oltre il 90% delle violazioni sarebbe rilevato da algoritmi), ma gli esperti criticano la scarsa trasparenza e gli errori sistematici che censurano espressioni legittime. In sintesi, mentre i troll mirano a allagare la piattaforma di messaggi falsi e irritanti, il social network stesso a volte amplifica il rumore emotivo e, per difetto o per pressioni esterne, sopprime parte del dibattito, influenzando in modo complesso quali contenuti circolano di più.

    @attualita #trollfarm

  5. Istri Tetangga yang Hambar dengan Suaminya

    #Terviral - #Video #Viral #Istri #Tetangga yang #Hambar dengan #Suaminya: #Rahasia di Balik #Rumah #Tangga yang #Tampak #Sempurna. Dalam kehidupan sehari-hari, kita sering melihat pasangan suami istri yang tampak bahagia di luar. Mereka tersenyum di depan tetangga, memamerkan keharmonisan di media sosial, dan seolah tak ada masalah di antara mereka. Namun, di balik pintu tertutup, kisahnya bisa jauh berbeda.

    terviral.id/istri-tetangga-yan

  6. Istri Tetangga yang Hambar dengan Suaminya

    #Terviral - #Video #Viral #Istri #Tetangga yang #Hambar dengan #Suaminya: #Rahasia di Balik #Rumah #Tangga yang #Tampak #Sempurna. Dalam kehidupan sehari-hari, kita sering melihat pasangan suami istri yang tampak bahagia di luar. Mereka tersenyum di depan tetangga, memamerkan keharmonisan di media sosial, dan seolah tak ada masalah di antara mereka. Namun, di balik pintu tertutup, kisahnya bisa jauh berbeda.

    terviral.id/istri-tetangga-yan

  7. Wir suchen für die Kunstausstellung zu #MECFS im Landtag #NRW in #Düsseldorf noch tatkräftige Hilfe beim Aufbau der Ausstellungswände am Freitag, den 24. oder Sonntag, den 26.10.

    Bitte bei MIRAME ARTS melden!

    auf X und Insta: @MIRAME_ARTS
    Website: mirame-arts.org/
    Email: [email protected]

    Gerne boosten!

    #MEcfs #LongCovid #solidarity #charity #art #MEkills #nordrheinwestfalen #duesseldorf #landtag #help

  8. Moriya Kyouka and Hoshitani Mio from Kyou kara Mimamotte Miokka!

    Source: Kyou kara Mimamotte Miokka!

    #守屋亨香 #星谷美緒 #声優

  9. @mezigues : Prochaine étape, finir la pompe à bras du #jardin, et ensuite venir miamer aux #Bourtoulots ?

  10. "good morning, or afternoon, depending on which coast you're on"

    micro-aggression for everyone in middle America

    #midamerica #flyover #flyoverstate

  11. I hope everyone is enjoying the #SeattleWorldcon , especially those fans experiencing their first #Worldcon
    I loved my first Worldcon so much, I married its chairman!
    (The first MidAmeriCon, chair Ken Keller, if you're wondering)

  12. 2021-05-13 - ATC - Iola de Mimi

    Une carte faite sur demande :D

    Iola est un personnage Druidesse de MimiMelie <3

    2h30, marqueurs alcool, B8

    #traditionalart #alcoholmarkers #atc #friendsoc #druid

  13. 🌺Hay algo en la amapola que me define perfectamente: esa manía de brotar donde nadie la espera y, a la vez, marchitarse en cuanto alguien intenta arrancarla de su sitio.
    Es casi una neurosis, un "mírame pero no me toques", una forma de existir que solo funciona si se respeta su soledad.

    Al final, he acabado haciendo lo mismo.
    He convertido mi fragilidad en una especie de escudo y el hecho de no encajar en ninguna parte en mi manera más sincera de estar en el mundo.
    No es falta de ganas, es que hay bellezas que solo sobreviven al margen de todo, sin dueños y sin raíces impuestas.
    Al igual que esa flor, mi libertad reside en ser capaz de romperse antes que dejarse domesticar.

    🌺🌺🌺🌺🌺

    #amapola #frágil #libertad #soledad #reflexión #sinceridad #almargen #vidareal

  14. 🌺Hay algo en la amapola que me define perfectamente: esa manía de brotar donde nadie la espera y, a la vez, marchitarse en cuanto alguien intenta arrancarla de su sitio.
    Es casi una neurosis, un "mírame pero no me toques", una forma de existir que solo funciona si se respeta su soledad.

    Al final, he acabado haciendo lo mismo.
    He convertido mi fragilidad en una especie de escudo y el hecho de no encajar en ninguna parte en mi manera más sincera de estar en el mundo.
    No es falta de ganas, es que hay bellezas que solo sobreviven al margen de todo, sin dueños y sin raíces impuestas.
    Al igual que esa flor, mi libertad reside en ser capaz de romperse antes que dejarse domesticar.

    🌺🌺🌺🌺🌺

    #amapola #frágil #libertad #soledad #reflexión #sinceridad #almargen #vidareal

  15. What’s Cooking: serving authentic Filipino food with Mama Merce’s Kitchen

    HONOLULU (HawaiiNewsNow) – Mama Merce’s Kitchen serves authentic Filipino food through food truck and pop-up events. Tasty menu items include pork belly roll, fried chicken and chicken adobo. Owners Edmund S. Laf…
    #dining #cooking #diet #food #Cooking #BretmanRock #filipinofood #MamaMerce’sKitchen #WhattheTruck
    diningandcooking.com/2615298/w

  16. What’s Cooking: serving authentic Filipino food with Mama Merce’s Kitchen

    HONOLULU (HawaiiNewsNow) – Mama Merce’s Kitchen serves authentic Filipino food through food truck and pop-up events. Tasty menu items include pork belly roll, fried chicken and chicken adobo. Owners Edmund S. Laf…
    #dining #cooking #diet #food #Cooking #BretmanRock #filipinofood #MamaMerce’sKitchen #WhattheTruck
    diningandcooking.com/2615298/w