home.social

Search

601 results for “leggetter”

  1. 🍽️💵 #Leggett Valley Market will not be able to accept EBT payments from 3/24 through 4/5 as it completed its ownership transition. Please plan your shopping accordingly! #MendocinoCounty

  2. 🍽️💵 #Leggett Valley Market will not be able to accept EBT payments from 3/24 through 4/5 as it completed its ownership transition. Please plan your shopping accordingly! #MendocinoCounty

  3. LAYTONVILLE | MENDOCINO COUNTY

    Laytonville Healthy Start has food and supply boxes available for folk who have been without power or stranded due to the winter storms. Call (707) 984-8089 or email [email protected] to learn more on how to get a box!

    #Laytonville #MendocinoCounty #WinterStorm #Leggett

  4. "
    Neutronen auf klassisch unerklärlichen Bahnen

    Ist die Natur wirklich so seltsam, wie die Quantentheorie sagt – oder gibt es doch anschaulichere Erklärungen? Neutronen-Messungen der TU Wien beweisen: Ohne Quantentheorie geht es nicht. Eine Presseaussendung der Technischen Universität Wien.
    "
    raumfahrer.net/neutronen-auf-k

    1.7.2024

    #LeggettGargUngleichung #Neutronen #Quanten #Quantenphysik #Quantenverschränkung #TUWien

  5. "
    Neutronen auf klassisch unerklärlichen Bahnen

    Ist die Natur wirklich so seltsam, wie die Quantentheorie sagt – oder gibt es doch anschaulichere Erklärungen? Neutronen-Messungen der TU Wien beweisen: Ohne Quantentheorie geht es nicht. Eine Presseaussendung der Technischen Universität Wien.
    "
    raumfahrer.net/neutronen-auf-k

    1.7.2024

    #LeggettGargUngleichung #Neutronen #Quanten #Quantenphysik #Quantenverschränkung #TUWien

  6. "
    Neutronen auf klassisch unerklärlichen Bahnen

    Ist die Natur wirklich so seltsam, wie die Quantentheorie sagt – oder gibt es doch anschaulichere Erklärungen? Neutronen-Messungen der TU Wien beweisen: Ohne Quantentheorie geht es nicht. Eine Presseaussendung der Technischen Universität Wien.
    "
    raumfahrer.net/neutronen-auf-k

    1.7.2024

    #LeggettGargUngleichung #Neutronen #Quanten #Quantenphysik #Quantenverschränkung #TUWien

  7. NYE celebrations at Chessington World of Adventures were lit up with our LED Letter hire. The glowing letters created a standout backdrop for photos and added extra impact to the New Year’s Eve party atmosphere.

    Surrey FaceBooth – Premium Event Hire www.surreyfacebooth.co.uk

    #EventHire #SurreyFaceBooth #LEDLetters #ChessingtonWorldOfAdventures #NewYearsEve #EventStyling #PartySetup #EventFun #FunMemories

  8. Oggi mi leggete in inglese su #ComputerWeekly: da mesi cerchiamo di scoprire cosa sta segretamente negoziando #EU per consegnare a #ICE e alla sua agenzia madre #DHS i #Dati dei cittadini EU. Abbiamo chiesto a #UK,#EU,#Italia

    computerweekly.com/news/366643

  9. 5. questo cablo della diplomazia USA invece è uno dei 251.287 rivelati da #WikiLeaks,grazie a #ChelseaManning. E' del 2004, riguarda la base di #Sigonella.
    Leggete voi stessi come governi USA e Italia puntano a nascondere informazioni:

    wikileaks.org/plusd/cables/04R

  10. LEADBELLY
    Huddie Ledbetter
    1973 U.S. 2xLP pressing

    A perfect selection for a Monday morning.

    This is a jam-packed incredible compilation of Leadbelly’s music. Everything great is on here; from “Black Betty” to “Green Corn”, as well as the song Kurt Cobain and Nirvana fully made their own on their MTV Unplugged performance, “Where Did You Sleep Last Night?”.
    Thirty four songs in total.

    A massive, essential volume, and there’s no better music to pair with having to drag your ass out of bed on a black, wet Monday morning.

    #vinyl #vinylrecords #vinylcommunity #vinylcollection #retro #vintage #art #music #leadbelly #blues #folk #countryblues

  11. "Cotton Fields (The Cotton Song)" (also known as In Them Old Cotton Fields Back Home) is a song written by American #blues musician Huddie Ledbetter, better known as #LeadBelly, who made the first recording of the song in 1940.
    youtube.com/watch?v=wH3MvhHDaEs

  12. LEADBELLY
    Leadbelly
    Canada compilation reissue

    It’s finally raining after a long stretch of brutal heat (thank god I wasn’t here), and it’s much needed.
    There’s a lovely, gentle ambience outside, so I’ve got my windows open, and spinning THIS.

    Kurt Cobain gave Huddie Ledbetter a remarkable second life some 45 years after his death. I know I myself wouldn’t be as well-schooled on his music without Nitvana’s rendition of “Where Did You Sleep Last Night?” from their legendary MTV Unplugged performance.

    This is a killer compilation, with “Death Letter Blues”, “Black Snake Moan”, “Bull Cow”, and “Blind Lemon” on it (to name a few).

    There is no better artist to drink Scotch to than Ledbelly.

    #vinyl #vinylrecords #vinylcollection #art #music #vinylcommunity #retro #vintage #blues #countryblues #folk #leadbelly

  13. "Cotton Fields (The Cotton Song)" (also known as In Them Old Cotton Fields Back Home) is a song written by American #blues musician Huddie Ledbetter, better known as #LeadBelly, who made the first recording of the song in 1940.
    youtube.com/watch?v=DpVT3MI88Yc

  14. LEADBELLY
    Huddie Ledbetter's Best... His Guitar - His Voice - His Piano
    1962 U.S. Mono pressing

    My spin for the supper hour.
    And much like my Vaselines post a few posts back, a million thanks to Kurt Cobain for introducing me to Leadbelly.

    I’ve only appreciated Leadbelly’s music more and more as I’ve grown older, and this is just one of several Leadbelly records in my library. Any are as good as another, as they’re the type of records you can take start to finish knowing you’re in good hands for the duration.

    I have a fairly large #countryblues section in my library to begin with, but Leadbelly has been played more than any other artist from that section. Also, his music is something I love playing guitar along to. Nothing better than pouring a whiskey and hangin’ with Huddie.

    #vinyl #vinylrecords #vinylcollection #art #music #vinylcommunity #retro #vintage #blues #leadbelly #folk

  15. #Internazionale è sempre ricca di tesori, racconti di angoli di mondo inaspettati, sorprendenti, e qualche volta positivi

    Ma dico: lo sapevate che in #Madagascar il #metal va fortissimo, e ha contribuito al successo delle recenti proteste anti-governative?

    Beh sapevatelo! E leggete l'articolo senza paywall, fantastico!

    internazionale.it/magazine/jea

  16. Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà

    Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]

    psicospace.it/generazioni-baby

  17. Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà

    Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]

    psicospace.it/generazioni-baby

  18. Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà

    Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]

    psicospace.it/generazioni-baby

  19. Da Baby Boomers a Gen Z: La (finta) scienza delle generazioni tra miti, marketing e realtà

    Se oggi aprite un social network o leggete un giornale, è quasi impossibile non imbattervi in titoli che contrappongono i "Millennial" alla "Generazione Z" o che scherzano sui "Boomer" quando la conversazione si fa paternalistica. Queste etichette sono diventate parte del nostro linguaggio quotidiano, trasformandosi spesso in veri e propri "segni zodiacali" sociologici. Ma la cosa ironica è che proprio i Baby Boomer, oggi visti come il simbolo del conservatorismo, sono stati quei ragazzi […]

    psicospace.it/generazioni-baby

  20. La storia del #verde #uranio di film e fumetti in realtà è molto meno divertente quando leggete la storia delle #radiumgirls e delle vernici al #radio e #rame che hanno popolarizzato e reso di moda quel colore

    Per dettagli: bufale.net/perche-associamo-la

  21. Capitolo 424: Anno Nuovo, Film Vecchi

    Il mio 2026 è cominciato con una gran voglia di andare al cinema. L’obiettivo è vedere No Other Choice, di cui avevo perso la proiezione stampa a dicembre causa febbre, ma dopo undici giorni ancora non ci sono riuscito. Una volta il lavoro, un’altra la pioggia battente, un’altra un problema alla macchina, un’altra ancora la difficoltà di uscire dal calduccio di casa per avventurarsi nei due gradi centigradi del mondo esterno. Tutto questo per dire che nel capitolo di oggi non troverete nessun film attualmente in sala, ma un vero e proprio viaggio verso il passato, che parte dal recente 2025 fino a un inaspettato 1929. Buon anno, amici cinefili e amiche cinefile, ci aspettano grandi cose (speriamo)!

    Springsteen – Liberami dal Nulla (2025): C’è un modo migliore di cominciare l’anno se non guardando un film incentrato su uno dei tuoi eroi personali? Come avrete forse letto nella recensione completa che ho scritto a ottobre, ho amato molto il modo in cui Scott Cooper toglie la maschera al mito Springsteen, restituendoci l’uomo e il suo bisogno di normalità in un mondo di luci accecanti. Il film racconta la genesi dell’album Nebraska, una rivoluzione musicale, un episodio unico nel suo genere nella storia della musica, praticamente una seduta di terapia fatta di canzoni cupe, piene di disincanto e disillusione. Io ovviamente sono di parte, come potrei non esserlo (ho raccontato qui il mio rapporto con Springsteen, parlando del bellissimo film Blinded By The Light), ma trovo che il film sia davvero bellissimo: è una birra con un amico, una pacca sulla spalla a qualcuno che ne ha bisogno, è un viaggetto dentro la creatività di una mente brillante, ma in difficoltà. Ah, inoltre c’è da dire che Jeremy Allen White è strepitoso.
    ••••

    Close (2022): Caldamente consigliato da un amico, il film di Lukas Dhont è uno di quelli che riesce a catturarti sin dalle prime inquadrature: due amici che giocano in un campo pieno di fiori, immersi in una luce stupenda. Già puoi percepire la delicatezza, la tenerezza, la bellezza: è la storia di due ragazzi, di un’amicizia quasi simbiotica, incrinata dallo sguardo degli altri, dalla “paura” che quella amicizia così speciale possa essere scambiata per omosessualità, come se fosse qualcosa di sbagliato. Qualcosa quindi si incrina e da là in poi il film diventa un percorso attraverso dolore e senso di colpa. Ho amato questo film, ogni inquadratura sembra quasi pensata per restarci addosso un secondo in più del necessario. Il vero miracolo sono comunque i due giovani attori, straordinari, così reali che non ti passa per la testa neanche un momento che stiano recitando. Un gioiello, un film pieno di grazia, da vedere e far vedere ai più giovani. Bellissimo.
    ••••

    Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004): Erano dieci anni buoni che non vedevo il capolavoro di Michel Gondry, uno dei film più iconici e amati di questo secolo, ed è stupendo constatare come non sia invecchiato di un giorno, di come riesca comunque a commuoverti nonostante lo conosca scena per scena. Ricordo perfettamente quando lo vidi al cinema, trainato come tutti dalla pubblicità ingannevole, oltre che dall’orrido titolo Se Mi Lasci Ti Cancello, che ce l’aveva venduto come una commedia romantica con Jim Carrey. Dopo il primo tempo ricordo addirittura qualcuno che aveva abbandonato la sala, deluso (come si fa? Non lo so). Chi è rimasto fino alla fine, strabiliato, si è guardato dicendosi: “ma che film abbiamo visto?”. Mi dilungo sui ricordi perché non credo ci sia bisogno di parlare di un film che, credo, abbiamo visto tutti e, ne sono certo, abbiamo amato moltissimo. Se avete voglia di rivederlo, lo trovate su Mubi. Ne vale sempre la pena, è da brividi: “Incontriamoci a Montauk”.
    •••••

    L’Uomo con la Macchina da Presa (1929): Avevo già visto quest’opera incredibile di Dziga Vertov all’università, durante il corso di Storia del Cinema. Ai tempi lo guardai alle 8 del mattino e mi sembrò non proprio facile da digerire con quattro ore di sonno. Quando ho visto che era disponibile su Mubi, mi è sembrato doveroso dedicarmici con un po’ più di attenzione: l’ho trovato ipnotico. Come da titolo, un uomo dotato di macchina da presa, si muove per la città registrando momenti di vita quotidiana, documentando ciò che vede, come uno street photographer in movimento, come un “botanico del marciapiede”, scomodando Baudelaire. Nel guardarlo non riuscivo a non pensare che ogni persona all’interno di questo film ormai deve essere morta e questo pensiero mi ha tenuto aggrappato alle immagini come se fossero un enorme omaggio alla vita. Un’esperienza visiva raccontata da qualcuno che stava molto più avanti rispetto alla sua epoca, segnata da un montaggio folle, sovrimpressioni, ralenti, accelerazioni, inquadrature impossibili, trovate che sembrano anticipare videoclip, documentari moderni e persino certa videoarte. Incredibile che una mente di cento anni fa possa aver partorito immagini così moderne. Certo, non è un film che riguarderesti ogni giorno (e neanche ogni anno, se è per questo), ma che spettacolo.
    ••••

    Bassa Marea (1950): Sempre su Mubi (se non ce l’avete potete cliccare qui per provarlo gratis per 30 giorn) ho trovato questo film “minore” di Fritz Lang, consapevole che un film minore di Lang vale comunque più della metà della roba che gira oggi tra cinema e piattaforme. Uno scrittore insopportabile e in crisi di idee, dopo aver tentato di circuire la propria cameriera e averla uccisa dopo il rifiuto di lei a concedersi, fa sparire il corpo cercando di far cadere l’eventuale colpa sul fratello, che invece è un pezzo di pane. Noir asciutto (oddio, non letteralmente, visto che già dal titolo potete capire come l’acqua sia un elemento importante), dove Lang racconta la semplicità del male, senza spettacolarizzare né la violenza, né lo sfaldamento dei rapporti umani, lasciandoti addosso solo inquietudine e un profondo bisogno di giustizia. L’immagine del corpo della povera vittima che galleggia sul fiume, con i capelli adagiati sull’acqua come una moderna Ofelia, è forse il momento più alto del film. Molto bello.
    •••½

    SERIE TV: In queste settimane ho visto Pluribus di Vince Gilligan e devo dire che, al netto della solita straordinaria qualità tecnica dei prodotti dello showrunner di Breaking Bad e Better Call Saul, non sono riuscito ad appassionarmici: questa cosa, scritta giorni fa su Threads, mi ha tra l’altro causato un’inaspettata shitstorm, con alcuni commenti che mi suggerivano di “tornare ai reel di tiktok” (!) oppure mi accusavano di preferire i prodotti con “gli spari bum bum” (!!). A me! I film d’azione! Ma li mortacci loro. Ehm, scusate. Ma torniamo a noi. Ovviamente, come penso gran parte del mondo, ho guardato Stranger Things e qui c’è da fare un discorso un minimo più articolato (se non avete visto l’ultima stagione, non leggete oltre): reputo la prima stagione uno dei più grandi capolavori che abbia mai visto, da là in poi lo show è andato crollando, virando su una deriva molto più commerciale, giocando molto di più su citazionismo e spettacolo, spostando il target da chi è cresciuto negli anni 80 a chi è adolescente oggi, con alcuni momenti di rara bassezza ma anche alcuni spunti davvero notevoli (tutta la trama di Vecna nella stagione precedente mi è piaciuta tantissimo). Al di là di questo l’ultima stagione si alterna tra lungaggini estenuanti (il coming out di Will narrativamente ci sta, che duri il doppio della resa di conti finale probabilmente no) e fan service emozionante (tutto il finale, inclusa la prevedibile, ma non per questo meno bella, ultima partita a D&D), oltre a una citazione molto carina di Stand By Me (Mike che si siede davanti alla macchina da scrivere per raccontare la storia che abbiamo vissuto). Il finale è giusto, è quello che doveva esserci e secondo me, per come era ormai diventata la serie, è quello che ci meritavamo di vedere. Per il resto è difficile credere che quella della prima stagione sia la stessa serie vista in seguito, ma questo l’ho già ripetuto fino alla nausea. Fatto sta che quello dei Duffer è diventato un prodotto che ha plasmato l’immaginario collettivo di una generazione, ha il grande merito di aver fatto conoscere ottima musica ai ragazzini di oggi e aver sdoganato la bellezza di essere nerd, appassionati di giochi da tavolo e simili. Gli anni 80 erano davvero così belli? Neanche per sogno, ma sicuramente è stato abbastanza bello ricordarli con nostalgia.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #Cinema #close #commenti #daVedere #eternalSunshineOfTheSpotlessMind #film #fritzLang #lUomoConLaMacchinaDaPresa #pluribus #recensione #spiegazione #strangerThingsFinale #vertov

  22. Capitolo 392: Sixteen Candles

    Come avrete avuto modo di leggere sui social, se seguite le pagine di Una Vita da Cinefilo (su facebook e twitter) e di filmpeopleproject (su instagram e threads), il primo dicembre il nostro amatissimo blog ha compiuto la bellezza di 16 anni. In un mondo in cui i magazine online sono costretti a chiudere e dove regna il dominio di reels, tiktok e videorecensioni, che ci siano tante persone che ancora leggono le mie recensioni è un piccolo miracolo. In questi 16 anni le soddisfazioni non sono mancate: sulle dispense del corso di Critica Cinematografica 1, Appunti di Storia e Critica Del Cinema dell’Università di Bologna, Una Vita da Cinefilo viene citato come un modello alternativo e valido rispetto a quello della critica ufficiale, mentre la rivista 8½, progetto editoriale realizzato da Cinecittà, ha inserito il nostro tra i 10 blog cinematografici più autorevoli, innovativi, efficaci e originali.

    Se vi piace quello che leggete, condividete un articolo o una recensione, commentate, ditemi sempre la vostra, interagite sui social e divertitevi con me a chiacchierare di film e serie tv (anche se un po’ più di film, come sapete!). Il rapporto i lettori e le lettrici è sempre stato uno dei punti di forza di questo spazio e sarebbe bello farlo conoscere ad altri appassionati e ad altre appassionate come noi. Taglio corto: grazie a chi c’è stato in questi 16 anni e grazie a chi c’è ancora! E adesso parliamo di film.

    Il Robot Selvaggio (2024): Per il cinema d’animazione deve essere l’anno dei robot e dei disastri climatici, visto che quest’anno sono già usciti i meravigliosi Il Mio Amico Robot e, recentemente, Flow. In un mondo ormai invivibile a causa dei cambiamenti climatici, un robot naufragato su un’isola, si attiva e cerca compiti a cui ottemperare. L’isola però è abitata solo da animali, tra cui una piccola oca, che pensa che il robot sia sua madre. Divertente e tenero, è il classico film d’animazione per i più piccoli che riesce però a fare breccia negli occhi degli adulti. In originale è spassoso godersi il doppiaggio, tra gli altri, di Lupita Nyong’o, Ving Rhames, Bill Nighty, Pedro Pascal e Mark Hamill. Bello, anche se, rispetto ai due titoli sopracitati, questo è destinato più a un pubblico preadolescente.
    •••½

    Do Not Expect Too Much From the End of the World (2023): Un film con due film paralleli che conversano tra loro (questo, di Radu Jude, e un altro film romeno del 1981, Angela Merge Mai Departe), un geniale piano sequenza finale di quasi 40 minuti, una protagonista femminile straordinaria (quanto l’attrice che la interpreta, Ilinca Manolache), un’opera ricca di citazioni, capace di raccontare perfettamente i tempi che corrono, personaggi social compresi. Il film racconta le giornate frenetiche di un’assistente di produzione alle prese con una sorta di pubblicità progresso per sensibilizzare gli operai di una multinazionale sulla prevenzione dagli infortuni sul lavoro. Totalmente fuori di testa, ma irresistibile (e come se non bastasse, c’è pure un cameo del regista Uwe Boll). Il cinema romeno non è solo il grande Mungiu e questa è una notizia eccellente.
    ••••

    The Beast (2023): L’ultimo film di Bertrand Bonello, già autore del bellissimo Nocturama e del notevole Zombi Child, è forse il suo lavoro più ambizioso, pieno di rimandi a David Lynch (la scena conclusiva è proprio una dichiarazione d’amore a Twin Peaks), forse imperfetto, ma ricco di suggestioni visive, in una sorta di effetto droste del subconscio e della vita stessa. Esteticamente suggestivo (la Parigi del 2044 è perfettamente credibile), come ogni altra opera di Bonello è un film che si specchia un po’ troppo nel suo bisogno di essere “diverso”, come se volesse ogni cinque minuti dare di gomito allo spettatore per dirgli, sottovoce, “hai visto che scena eh?”. Faticoso nel primo atto, ma quando poi decolla diventa intrigante a non finire. Lea Seydoux è un’attrice totale e probabilmente non meritava una controparte così anonima come George MacKay, un attore che proprio non digerisco (che peccato non aver visto al suo posto il compianto Gaspard Ulliel, inizialmente scelto per il ruolo). Ad ogni modo è un film davvero bello, talmente affascinante da poter sorvolare su ogni imperfezione.
    •••½

    La Tigre e il Dragone (2000): Quando ho visto questo film per la prima volta, al cinema Galaxy di Primavalle, ero ancora un fantastico adolescente, strabiliato dall’estetica di questo autore (Ang Lee), ammaliato dalla poesia di questa avventura, incentrata su una spada, sui ladri che la vogliono trafugare, sui guerrieri erranti che la vogliono recuperare. Un venerabile maestro, in procinto di godersi la meritata pensione, è costretto a rimettersi in gioco per salvare ciò che di più prezioso ha al mondo. No, non è la storia di Claudio Ranieri, ma un cappa e spada esteticamente meraviglioso, di cui non ci si stanca mai. Dieci candidature agli Oscar (e quattro statuette) per un film senza tempo. Una curiosità: il titolo originale (traducibile come “la tigre accucciata, il dragone nascosto”) è un’espressione cinese che indica i talenti celati. Bellissimo.
    ••••

    Look Back (2024): Il cinema giapponese ci ha abituato talmente bene con i film d’animazione che, quando capita di vederne uno non straordinario, finiamo per storcere il naso più di quanto il film meriti. Il destino che tocca a quest’opera di Kiyotaka Oshiyama, che racconta la storia di due ragazze appassionate disegnatrici di fumetti e del destino che le lega. Il film parte bene, appare interessante sin da subito, ma manca qualcosa, manca tanto, forse troppo. Niente di più di una storia d’amicizia resa forte da una grande passione, che sfocerà nelle inevitabili incomprensioni, prima di un improbabile punto di non ritorno. Il pregio è che dura meno di un’ora, il difetto è quasi tutto il resto.
    •••

    SERIE TV: Vi era mancata la sezione con gli aggiornamenti sulle serie tv, vero? Bene, a proposito di animazione giapponese, parliamo subito del reboot di quel capolavoro di Ranma 1/2, di cui Netflix propone un episodio ogni sabato. Ora che ho già visto 9 episodi posso già esprimere la mia sul progetto: è un altro capolavoro, è esilarante, è avvincente, è coinvolgente, è meraviglioso tanto quanto l’originale. L’unico grande difetto, ma non è colpa della produzione, è il doppiaggio italiano, soprattutto per chi, come il sottoscritto, è affezionatissimo alle voci originali del cartone anni 90 (In particolare la nostra amata Akane, che senza la voce di Stella Musy perde davvero troppo). Comunque serie stupenda, i fan dell’originale non resteranno delusi.
    Nelle ultime settimane ho continuato quella che dovrebbe finalmente essere l’ultima stagione di Cobra Kai, che ormai sta agonizzando dopo la straordinaria idea che aveva reso le prime due stagioni indimenticabili. Ora Netflix ha messo a disposizione un’altra tranche di episodi, in attesa della conclusione che dovrebbe arrivare nel 2025. Le idee ormai cominciano a scemare, è tutto talmente poco credibile da risultare costantemente posticcio, eppure gli ultimi dieci minuti dell’ultimo episodio messo a disposizione quest’autunno sono stati davvero una splendida sorpresa: è proprio vero, Cobra Kai never dies!
    Da prima dell’estate inoltre sto guardando, mentre ceno, un episodio al giorno di Scrubs, che amavo molto ai tempi dell’università, quando trasmettevano gli episodi su MTv. Le prime quattro stagioni conservano ancora intatta la freschezza della serie, poi però già dalla quinta si intravede il cosiddetto “salto dello squalo”, come si dice in gergo e si avverte, lentamente, l’inevitabile declino. In totale sono nove stagioni ma non so se arriverò fino in fondo: la prima resta comunque un caposaldo nella storia delle commedie per il piccolo schermo (e Perry Cox uno dei suoi personaggi più iconici, ancora oggi straordinario).

    #Cinema #commenti #daVedere #doNotExpectTooMuchFromTheEndOfTheWorld #film #ilRobotSelvaggio #laTigreEIlDragone #lookBack #ranma12 #recensione #scrubs #spiegazione #theBeast

  23. Ha compiuto #trenta #anni questa settimana la #SONY #PlayStation, con celebrazioni e ricordi. E niente di questo sarebbe stato possibile senza un passo falso di #Nintendo. Leggete su #shadowsplay
    #PlayStation30th
    Per dettagli: bufale.net/questa-settimana-la

  24. CASCAD è un prototipo innovativo di casco per bicicletta creato da Marin Turpaud e Oriane Frère dell'Università di Tecnologia di Compiègne in Francia. Cosa fa? Semplice. Protegge dagli incidenti e pure dai furti. Come lo fa? Eh, se vi dico tutto poi non leggete nulla. Va bene evitare il clickbait ma non esageriamo!

    #concept #invenzioni #bici #casco #furti #Sicurezza

    futuroprossimo.it/2024/08/casc

  25. Partecipate alla Consultazione pubblica sulla “conservazione dei dati da parte dei fornitori di servizi per procedimenti penali”, ma prima leggete la guida di EDRi: questa proposta può legalizzare la sorveglianza di massa e minacciare la nostra privacy e i nostri diritti fondamentali!

    Ecco la guida di EDRi su come rispondere alla consultazione avviata dalla Commissione Europea.

    La consultazione mira a raccogliere le vostre opinioni sull’impatto delle norme sulla conservazione dei dati in vista dell’adozione di misure legislative e non legislative a livello UE.

    https://www.informapirata.it/2025/08/18/partecipate-alla-consultazione-pubblica-sulla-conservazione-dei-dati-da-parte-dei-fornitori-di-servizi-per-procedimenti-penali-ma-prima-leggete-la-guida-di-edri-questa-proposta-puo/

    #CommissioneEuropea #ConsultazionePubblica #EDRi

    informapirata.it/2025/08/18/pa