#fritz-lang — Public Fediverse posts
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🎬🤖 #Caleidoscopio | ¡Un clásico inmortal regresa a la pantalla grande! El monumental filme "Metrópolis" de Fritz Lang será el encargado de inaugurar la 25ª edición del Festival de Cine Alemán. 🍿🇩🇪 #CineAlemán #Metrópolis #FritzLang #SéptimoArte
https://zurl.co/wikv3 -
50 anni dalla morte di #FritzLang. Per celebrarlo, invece di QUEL #film che venne presentato il 10 gennaio 1927, uso una pellicola muta di 4 ore e 27 minuti, con sottotitoli, che avrebbe provocato un'erezione al Prof. Guidobaldo Maria Riccardelli. Anche perché presumo che il genio tedesco la considerasse l'opera della sua vita, visto che ne fece 2 sequel e la 3a della serie fu la sua ultima regia. Dr. Mabuse (1922) | Subtitled - Invidious https://invidious.nerdvpn.de/watch?v=qEYd9H5y0K0
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#Regisseur #FritzLang
#Kino der #AngstEr schuf mit „#Metropolis“ eine visionäre #Megacity und setzte in „#M – #EineStadtsuchteinenMörder“ neue #Standards im Umgang mit dem Sound. Vor 50 Jahren starb der #Filmregisseur #Fritz #Lang. Er gilt als der große #Architekt des #modernen #Kinos.
https://www.deutschlandfunk.de/02-08-1976-filmemacher-fritz-lang-gestorben-100.html -
All of these in one auction!
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Metrópolis, Fritz Lang, 1927
Si quieren entender de dónde viene la estética y las grandes preguntas de la ciencia ficción moderna, es obligatorio viajar en el tiempo casi 100 años atrás para descubrir esta obra maestra del expresionismo alemán. La historia se desarrolla en el año 2026 (curiosamente... ), en una gigantesca y futurista ciudad que está dividida en dos mundos completamente opuestos. En la superficie viven los ricos y los pensadores, disfrutando de enormes rascacielos, jardines eternos y lujos inimaginables, mientras que en las profundidades subterráneas habitan los obreros, quienes trabajan día y noche en condiciones inhumanas para mantener las gigantescas máquinas que dan energía a la metrópolis. La trama se desata cuando Freder, el hijo del hombre que gobierna la ciudad, baja al subterráneo y descubre la terrible realidad de los trabajadores, quedando impactado por las injusticias.
La película introduce a la cultura popular uno de los iconos visuales más importantes de la historia del cine: el robot humanoide, creado por el científico Rotwang para suplantar a María, una líder espiritual que predica la paz entre las dos clases sociales. Esta versión robótica y malvada desata el caos, promoviendo la destrucción de las máquinas y demostrando los peligros de usar la tecnología para manipular a las masas ( curiosamente similar a lo que pasa hoy en día con las redes privativas y el internet privativo ).
Con más de 37,000 extras en escena y el uso de técnicas de efectos visuales totalmente innovadoras para la época, el director Fritz Lang logró plasmar una crítica social muy directa sobre la industrialización desmedida y la pérdida de la empatía humana frente al avance de las máquinas, un mensaje que sigue estando muy vigente hoy en día.
El mensaje que unifica todo el filme queda resumido en una premisa muy sencilla pero poderosa que se repite a lo largo de la historia: el mediador entre el cerebro, que representa a los planificadores, y las manos, que representan a los trabajadores, debe ser el corazón. Esta película no solo es un viaje visual espectacular por el cine mudo, sino también una profunda advertencia sobre lo que ocurre cuando la técnica y el desarrollo urbano se olvidan de los sentimientos, alma y de la dignidad de las personas, convirtiéndose en el pilar fundamental que inspiró a producciones posteriores como Blade Runner o Star Wars.
— A. Eldritch, Periodista, Locutor, podcaster y bloger del fediverso
Alt text via @altbot y @TeLoDescribot
#Cine #Metrópolis #FritzLang #CienciaFicción #CineMudo #HistoriaDelCine #ExpresionismoAlemán
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Fritz Lang – „M – Eine Stadt sucht einen Mörder“ (1931)Im Jahr 1931 wird Berlin von einem unheimlichen Kindermörder heimgesucht. Das Hinterhofkind Elsie ist sein neuntes Opfer. In einer durch Angst, neue Presseschlagzeilen und die Ankündigung weiterer Taten aufgeheizten Stimmung verfolgt die Polizei jede Spur… (ARD, Wh.)
Zum Blog: https://nexxtpress.de/mediathekperlen/fritz-lang-m-eine-stadt-sucht-einen-moerder-1931/ -
Now watching:
'The Big Heat'
• directed by none other than Fritz Lang
• written by Sydney Boehm, Novel by William P. McGivern
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• with Glenn Ford, Gloria Grahame, Lee Marvin, Jocelyn Brando, Alexander Scourby…#thebigheat - #fritzlang - #nowwatching #firstwatch - #cinema #cinemastodon #film #filmastodon #movies #moviesmastodon - #letterboxd #trakt
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Metropolis di Fritz Lang è il film muto che continua a influenzare la fantascienza dopo un secolo
#Metropolis #FritzLang #fantascienza #cinema #cinefilo #unocinema @spettacoli
Il film Metropolis di Fritz Lang, realizzato nel 1927, rappresenta un caposaldo della cinematografia...
https://www.tizianocaviglia.name/2026/03/04/metropolis-di-fritz-lang-e-il-film-muto-che-continua-a-influenzare-la-fantascienza-dopo-un-secolo/13373/ -
La película #Metrópolis de #FritzLang, la primera #distopía del #cine, imaginaba un mundo #futuro en el año #2026.
¿Hemos llegado al mundo que se imaginaba la película?
Escribí sobre el tema en mi columna de #LiteralMagazine.
https://literalmagazine.com/el-ano-que-llegamos-a-metropolis/#CienciaFicción #FicciónEspeculativa #CineMudo #cinemastodon #artículo #prospectiva
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"Between the brain that plans and the hands that build, the heart must be the mediator." https://www.domusweb.it/en/news/2026/01/15/metropolis-fritz-lang-future-city-100-years-later.html re: #FritzLang's #Metropolis on it's centenary
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Capitolo 424: Anno Nuovo, Film Vecchi
Il mio 2026 è cominciato con una gran voglia di andare al cinema. L’obiettivo è vedere No Other Choice, di cui avevo perso la proiezione stampa a dicembre causa febbre, ma dopo undici giorni ancora non ci sono riuscito. Una volta il lavoro, un’altra la pioggia battente, un’altra un problema alla macchina, un’altra ancora la difficoltà di uscire dal calduccio di casa per avventurarsi nei due gradi centigradi del mondo esterno. Tutto questo per dire che nel capitolo di oggi non troverete nessun film attualmente in sala, ma un vero e proprio viaggio verso il passato, che parte dal recente 2025 fino a un inaspettato 1929. Buon anno, amici cinefili e amiche cinefile, ci aspettano grandi cose (speriamo)!
Springsteen – Liberami dal Nulla (2025): C’è un modo migliore di cominciare l’anno se non guardando un film incentrato su uno dei tuoi eroi personali? Come avrete forse letto nella recensione completa che ho scritto a ottobre, ho amato molto il modo in cui Scott Cooper toglie la maschera al mito Springsteen, restituendoci l’uomo e il suo bisogno di normalità in un mondo di luci accecanti. Il film racconta la genesi dell’album Nebraska, una rivoluzione musicale, un episodio unico nel suo genere nella storia della musica, praticamente una seduta di terapia fatta di canzoni cupe, piene di disincanto e disillusione. Io ovviamente sono di parte, come potrei non esserlo (ho raccontato qui il mio rapporto con Springsteen, parlando del bellissimo film Blinded By The Light), ma trovo che il film sia davvero bellissimo: è una birra con un amico, una pacca sulla spalla a qualcuno che ne ha bisogno, è un viaggetto dentro la creatività di una mente brillante, ma in difficoltà. Ah, inoltre c’è da dire che Jeremy Allen White è strepitoso.
••••Close (2022): Caldamente consigliato da un amico, il film di Lukas Dhont è uno di quelli che riesce a catturarti sin dalle prime inquadrature: due amici che giocano in un campo pieno di fiori, immersi in una luce stupenda. Già puoi percepire la delicatezza, la tenerezza, la bellezza: è la storia di due ragazzi, di un’amicizia quasi simbiotica, incrinata dallo sguardo degli altri, dalla “paura” che quella amicizia così speciale possa essere scambiata per omosessualità, come se fosse qualcosa di sbagliato. Qualcosa quindi si incrina e da là in poi il film diventa un percorso attraverso dolore e senso di colpa. Ho amato questo film, ogni inquadratura sembra quasi pensata per restarci addosso un secondo in più del necessario. Il vero miracolo sono comunque i due giovani attori, straordinari, così reali che non ti passa per la testa neanche un momento che stiano recitando. Un gioiello, un film pieno di grazia, da vedere e far vedere ai più giovani. Bellissimo.
••••Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004): Erano dieci anni buoni che non vedevo il capolavoro di Michel Gondry, uno dei film più iconici e amati di questo secolo, ed è stupendo constatare come non sia invecchiato di un giorno, di come riesca comunque a commuoverti nonostante lo conosca scena per scena. Ricordo perfettamente quando lo vidi al cinema, trainato come tutti dalla pubblicità ingannevole, oltre che dall’orrido titolo Se Mi Lasci Ti Cancello, che ce l’aveva venduto come una commedia romantica con Jim Carrey. Dopo il primo tempo ricordo addirittura qualcuno che aveva abbandonato la sala, deluso (come si fa? Non lo so). Chi è rimasto fino alla fine, strabiliato, si è guardato dicendosi: “ma che film abbiamo visto?”. Mi dilungo sui ricordi perché non credo ci sia bisogno di parlare di un film che, credo, abbiamo visto tutti e, ne sono certo, abbiamo amato moltissimo. Se avete voglia di rivederlo, lo trovate su Mubi. Ne vale sempre la pena, è da brividi: “Incontriamoci a Montauk”.
•••••L’Uomo con la Macchina da Presa (1929): Avevo già visto quest’opera incredibile di Dziga Vertov all’università, durante il corso di Storia del Cinema. Ai tempi lo guardai alle 8 del mattino e mi sembrò non proprio facile da digerire con quattro ore di sonno. Quando ho visto che era disponibile su Mubi, mi è sembrato doveroso dedicarmici con un po’ più di attenzione: l’ho trovato ipnotico. Come da titolo, un uomo dotato di macchina da presa, si muove per la città registrando momenti di vita quotidiana, documentando ciò che vede, come uno street photographer in movimento, come un “botanico del marciapiede”, scomodando Baudelaire. Nel guardarlo non riuscivo a non pensare che ogni persona all’interno di questo film ormai deve essere morta e questo pensiero mi ha tenuto aggrappato alle immagini come se fossero un enorme omaggio alla vita. Un’esperienza visiva raccontata da qualcuno che stava molto più avanti rispetto alla sua epoca, segnata da un montaggio folle, sovrimpressioni, ralenti, accelerazioni, inquadrature impossibili, trovate che sembrano anticipare videoclip, documentari moderni e persino certa videoarte. Incredibile che una mente di cento anni fa possa aver partorito immagini così moderne. Certo, non è un film che riguarderesti ogni giorno (e neanche ogni anno, se è per questo), ma che spettacolo.
••••Bassa Marea (1950): Sempre su Mubi (se non ce l’avete potete cliccare qui per provarlo gratis per 30 giorn) ho trovato questo film “minore” di Fritz Lang, consapevole che un film minore di Lang vale comunque più della metà della roba che gira oggi tra cinema e piattaforme. Uno scrittore insopportabile e in crisi di idee, dopo aver tentato di circuire la propria cameriera e averla uccisa dopo il rifiuto di lei a concedersi, fa sparire il corpo cercando di far cadere l’eventuale colpa sul fratello, che invece è un pezzo di pane. Noir asciutto (oddio, non letteralmente, visto che già dal titolo potete capire come l’acqua sia un elemento importante), dove Lang racconta la semplicità del male, senza spettacolarizzare né la violenza, né lo sfaldamento dei rapporti umani, lasciandoti addosso solo inquietudine e un profondo bisogno di giustizia. L’immagine del corpo della povera vittima che galleggia sul fiume, con i capelli adagiati sull’acqua come una moderna Ofelia, è forse il momento più alto del film. Molto bello.
•••½SERIE TV: In queste settimane ho visto Pluribus di Vince Gilligan e devo dire che, al netto della solita straordinaria qualità tecnica dei prodotti dello showrunner di Breaking Bad e Better Call Saul, non sono riuscito ad appassionarmici: questa cosa, scritta giorni fa su Threads, mi ha tra l’altro causato un’inaspettata shitstorm, con alcuni commenti che mi suggerivano di “tornare ai reel di tiktok” (!) oppure mi accusavano di preferire i prodotti con “gli spari bum bum” (!!). A me! I film d’azione! Ma li mortacci loro. Ehm, scusate. Ma torniamo a noi. Ovviamente, come penso gran parte del mondo, ho guardato Stranger Things e qui c’è da fare un discorso un minimo più articolato (se non avete visto l’ultima stagione, non leggete oltre): reputo la prima stagione uno dei più grandi capolavori che abbia mai visto, da là in poi lo show è andato crollando, virando su una deriva molto più commerciale, giocando molto di più su citazionismo e spettacolo, spostando il target da chi è cresciuto negli anni 80 a chi è adolescente oggi, con alcuni momenti di rara bassezza ma anche alcuni spunti davvero notevoli (tutta la trama di Vecna nella stagione precedente mi è piaciuta tantissimo). Al di là di questo l’ultima stagione si alterna tra lungaggini estenuanti (il coming out di Will narrativamente ci sta, che duri il doppio della resa di conti finale probabilmente no) e fan service emozionante (tutto il finale, inclusa la prevedibile, ma non per questo meno bella, ultima partita a D&D), oltre a una citazione molto carina di Stand By Me (Mike che si siede davanti alla macchina da scrivere per raccontare la storia che abbiamo vissuto). Il finale è giusto, è quello che doveva esserci e secondo me, per come era ormai diventata la serie, è quello che ci meritavamo di vedere. Per il resto è difficile credere che quella della prima stagione sia la stessa serie vista in seguito, ma questo l’ho già ripetuto fino alla nausea. Fatto sta che quello dei Duffer è diventato un prodotto che ha plasmato l’immaginario collettivo di una generazione, ha il grande merito di aver fatto conoscere ottima musica ai ragazzini di oggi e aver sdoganato la bellezza di essere nerd, appassionati di giochi da tavolo e simili. Gli anni 80 erano davvero così belli? Neanche per sogno, ma sicuramente è stato abbastanza bello ricordarli con nostalgia.
[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
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#photographer #photography #hommage #fritzlang #monochrome #bnw #m #malemodel #photomodels #photomodel #modelswanted #portrait
Model: Fred-der-Fotoman
Location: Town Hall Duisburg, Germany
Photo and edit: The Blotch 666 -
𝑳𝒊𝒕𝒆𝒓𝒂𝒓𝒚 𝑵𝒐𝒎𝒂𝒅𝒔 𝑬𝒑𝒊𝒔𝒐𝒅𝒆: 𝑰𝒔 𝑨𝒍𝒍 𝑨𝒓𝒕 𝑷𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒂𝒍? 𝑻𝒉𝒆 𝑮𝒓𝒆𝒂𝒕 𝑺𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕𝒊𝒆𝒔, 𝑷𝒕. 1: 𝑴𝒆𝒕𝒓𝒐𝒑𝒐𝒍𝒊𝒔 -
It seems everything is politics these days. But at least can't we keep art pure? You know, art for art's sake? I offer my thoughts on the topic while we examine the classic silent film, 𝘔𝘦𝘵𝘳𝘰𝘱𝘰𝘭𝘪𝘴 (1927).
https://waywordsstudio.com/podcasts/waywords_podcast/great-societies-pt-1/
#podcast #literature #books #metropolis #silentfilms #fritzlang #politics #art #utopia #ideology
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Today #December5 marks the birthday of famed Austrian-American director #FritzLang 🎥
In Enthymema, you can read about the role of sound as a narrative device in his films, in an analysis by Nikita Samsonov of the University of Vienna
⬇️ Available in open access here: https://riviste.unimi.it/index.php/enthymema/article/view/24682?mtm_campaign=mastodon
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Il #film di oggi è #dietrolaportachiusa di #fritzlang #unofilm #cinema #unocinema #recensioni #filmastodon #biancoenero #joanbennett
https://www.valeriotagliaferri.it/dietro-la-porta-chiusa-di-fritz-lang/
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