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332 results for “gagliardi_vale”

  1. #Mimema originates as an Italian musical duo composed of #Gagliandi , a #visualartist and #musicproducer , and Lodovica , an opera #singer and #photographer whose style combines #indie , #pop and #rock with noise, electronic and ambient #music . Their constant penchant for experimentation leads the group to establish a presence in the artistic realm. Their projects aim to offer unique creations where the pure realism of #photography merges seamlessly with the #abstraction of painting. 😍

  2. @classicalmusic
    @renaissancemusic

    #VincenzoGalilei 1520 –1591

    Pieces from 'Il Fronimo'. Venice 1584

    Duo tutto di fantasia
    Contrappunto I di B. M.
    Sapete Amanti, Giovanni Contino
    Gagliarda
    Ricercare del nono tuono per la b
    Lieti e felici spiriti a 3, Vincenzo Ruffo
    Calliope gagliarda
    Fuga a l'unisono dopo sei tempi

    #EvangelinaMascardi FrédéricZigante #Lute

    #musik #music #musique #musica #VGalilei #renaissancemusic
    #classicalmusic

    youtube.com/watch?v=FipXY6Ni5g

  3. Capitolo 404: Queer e Ora

    Prima di parlare del qui e ora, un passo indietro: marzo si è chiuso con 21 film all’attivo, di cui ovviamente abbiamo ampiamente parlato. In tutto il 2025 (esclusi questi primi giorni di aprile) mi trovo dunque con un totale di 62 film, 10 in meno rispetto all’anno scorso, che è stato il mio anno dei record. Il motivo di questo ritardo non è causato da un’impennata della mia vita sociale, figuratevi, ma va più probabilmente ricercato nelle tante serate dedicate al rewatch di Twin Peaks, ormai agli sgoccioli. Alla lista qui di seguito manca Zodiac, trovato anche quest’anno in tv e inevitabilmente rivisto, ma ne ho già parlato così tanto in passato che, per questa volta, ho pensato di ometterlo (tanto cosa devo dirvi ancora, è un capolavoro).

    Queer (2024): Avevo discrete aspettative su questo nuovo film di Luca Guadagnino, anche perché le sue opere precedenti mi sono piaciute praticamente tutte (niente che mi facesse strappare i capelli, anche perché stanno cadendo da soli, ma comunque lo ritengo un autore più che apprezzabile). Qui invece non funziona quasi nulla, se non gli ottimi interpreti (Jason Schwartzman è fantastico) e alcune sequenze oniriche (specie nella prima parte) che omaggiano David Lynch e lo fanno anche bene. Daniel Craig è un tossico espatriato in Messico, dove fa il viveur tra un locale gay e l’altro. In uno di questi incontra un ragazzo che gli farà perdere la testa, ridefinendo il suo concetto di dipendenza. Decisamente meglio nella prima parte, quando si attiene al romanzo omonimo di Burroughs, cala drasticamente nel terzo atto, tra trip allucinati e ricerca dell’ayahuasca come fosse il Santo Graal. La colonna sonora con i Nirvana poi, mi è sembrata totalmente fuori luogo, così come alcune scenografie, talmente finte che mi sono sembrate ricostruite con l’AI, ma spero di sbagliarmi. Delusione.
    ••½

    Possession (1981): Il polacco Andrzej Żuławski, oltre ad essere stato assistente di Wajda e uomo più invidiato del mondo nei 17 anni in cui è stato insieme a Sophie Marceau, è anche il regista di questo straordinario e assurdo film. Citare la trama senza rivelare troppo sarà un’impresa: nella Berlino divisa dal muro, Sam Neill e Isabelle Adjani sono una coppia in crisi. Non si amano più e per questo lei decide di portarsi via il figlioletto e lasciare il marito. In realtà la donna sta vivendo una sorta di doppia vita in cui nasconde un segreto che è meglio non conoscere. Probabilmente ho già detto troppo, ma sarebbe stato complicato far capire il livello di ansia, mistero e orrore che avvolge ogni scena, con una macchina da presa che gira di qua e di là, in alcune delle carrellate più audaci (e bellissime!) che abbia mai visto in un film. Un cult per cui David Lynch nel 2006 spese parole importanti, definendola “la pellicola più completa degli ultimi 30 anni”. Palma d’Oro a Cannes per la migliore interpretazione femminile, il modo in cui il regista riesce a rendere la stessa Berlino protagonista è strepitoso, con l’angoscia dei personaggi che viene amplificata dalla presenza, a due passi, del muro, dei soldati, del filo spinato. Cultissimo.
    ••••

    Seven (1995): In un tranquillo sabato sera, dopo che hai visto la partita della Roma, fai zapping in tv e trovi questo capolavoro di Fincher appena iniziato, che fai? Cambi canale? Non credo proprio. Ed è così che ti rivedi Brad Pitt e Morgan Freeman alle prese con un assassino che sceglie le sue vittime in base ai sette peccati capitali. Ed è così che rivivi tutta la claustrofobia di una città cupa, perennemente piovosa, fredda, fino a quel clamoroso e assolato finale, uno dei più incredibili della storia del cinema. Ricordo perfettamente quando a 14 anni vedevo il trailer in tv e la felicità, un anno dopo, quando venne messo in programmazione su Telepiù, dove lo vidi e rividi fino a farmelo uscire dalle orecchie. Immenso.
    •••••

    Voglia di Vincere (1985): Se ci si ferma a pensare è incredibile quanto eravamo felici negli anni 80, senza saperlo. Quando la sera in tv passavano un film con Michael J. Fox e tu te ne stavi là a guardarlo, magari sperando un giorno di diventare simpatico e gagliardo come lui. Il nostro qui è uno studente di liceo, nonché titolare nella sfigatissima squadra di basket della scuola, celebre per prendere scoppole a destra e a manca. Un giorno il ragazzo scopre di aver ereditato la licantropia, ciò che non può ancora sapere è che la sua versione da lupo farà impazzire le ragazze, lo renderà un fenomeno a basket e, di conseguenza, il ragazzo più popolare della scuola. Ma non è tutto oro ciò che luccica… Ammetto che sia invecchiato maluccio (o forse sono invecchiato male io), i miei ricordi di questo film erano molto più felici e positivi rispetto a questo rewatch avvenuto una trentina d’anni dopo l’ultima volta. Ennesima dimostrazione che i film restano sempre uguali, sono i nostri occhi che cambiano, maturano, forse peggiorano. Diamine però quanto si stava meglio, in quei fottuti anni 80. Il film è in streaming su Prime Video.
    •••

    Il Cavaliere della Valle Solitaria (1953): Due anni prima di girare Il Gigante, noto anche come l’ultimo film di James Dean, il regista George Stevens gira questo western atipico, una sorta di Lo Chiamavano Trinità senza fagioli (ma con le scazzottate!). Il protagonista Shane, che già conoscevo per essere stato citato più volte nel bel thriller Il Negoziatore, è un pistolero dal cuore d’oro che, di passaggio in una vallata, decide di fermarsi per rifarsi una vita come contadino e, al tempo stesso, difendere gli altri contadini da un proprietario terriero avido che vuole tutte le loro terre per sé. Con le splendide montagne del Wyoming a far da sfondo alla valle solitaria del titolo italiano, le due fazioni si provocano, si pizzicano, si menano e, inevitabilmente, si sparano per gran parte del film. Al di là della semplicità della storia, è appassionante, coinvolgente, si fa il tifo per i buoni come se fosse una partita dell’Italia ai Mondiali e ora capisco perfettamente perché i ragazzini dell’epoca fossero in fissa con Shane. 6 candidature agli Oscar (compreso film e regia) e la statuetta per la migliore fotografia. Bello!
    ••••

    Il Colore del Melograno (1969): Considerato un film più unico che raro nella storia del cinema, il film dell’armeno Sergej Iosifovič Paradžanov racconta la vita del poeta errante Sayat Nova, dall’infanzia alla corte del principe, fino al ritiro in convento e quindi la morte. Le immagini, dei tableaux vivants a inquadratura fissa, sono tutte ispirate alle opere del poeta, tra allegorie, nature morte, fantasie oniriche e surrealismo, dove spicca il colore del melograno, che richiama subito al sangue versato dal popolo armeno. Un film inafferrabile, enigmatico, ipnotico, ma anche affascinante a non finire: bisogna scendere a patti con il suo simbolismo, il suo linguaggio cinematografico totalmente diverso da ciò a cui siamo abituati, ma se si riesce a entrare in contatto con quella poesia, è difficile non restarne abbagliati. Inoltre, cosa non da poco, dura meno di 80 minuti. Scelto come film preferito per il progetto Film People (qui anche in versione video!), se avete voglia di avventurarvi nella vita di questo bardo armeno del Settecento, potete farlo su Rai Play (dove lo trovate sotto il titolo Sayat Nova).
    ••••

    #Cinema #diCheParla #doveVedere #film #ilCavaliereDellaValleSolitaria #ilColoreDelMelograno #possession #queer #recensione #seven #spiegazione #streaming #vogliaDiVincere

  4. Recensione “Stranger Things 2” (2017)

    Il 2017 sarà ricordato come l’anno delle grandi attese. L’attesa per It ci ha tenuto in sospeso per anni, mentre quella per il nuovo episodio di Star Wars ci sta ancora attanagliando. Dalla scorsa estate però, per quanto riguarda le serie tv, c’è stato solo un titolo capace di farci sbavare dall’ansia dell’attesa: Stranger Things. Il seguito dell’acclamato prodotto Netflix firmato dai fratelli Duffer è finalmente arrivato e noi non vedevamo l’ora di vederlo e di parlarne. Prima di cominciare faccio presente che questo paragrafo introduttivo è assolutamente privo di spoiler, quando arriveremo in zona pericolo sarete ovviamente avvisati in tempo.

    Innanzitutto togliamoci questo dente, lo sapevamo già da un anno, ma è giusto dirlo: la seconda stagione non è e non poteva assolutamente essere all’altezza della prima. Non per fare paragoni, ma era davvero lapalissiano: nel 2016 Stranger Things è stato LA novità, il ritorno degli anni 80, il cinema della nostalgia, la scoperta di personaggi memorabili e molti altri elementi che hanno contribuito a rendere questa serie un punto di riferimento all’interno del panorama seriale. A questa seconda stagione, in quanto sequel, mancava proprio l’elemento di freschezza rappresentato dalla novità, uno dei punti di forza della first season. Ad ogni modo, a me è piaciuta: ve ne parlerò a partire dal prossimo paragrafo, così pieno di spoiler che se andrete avanti nella lettura senza aver visto la seconda stagione vi ritroverete automaticamente nel sottosopra. Io vi ho avvisato.

    La seconda stagione di Stranger Things comincia quasi un anno dopo i fatti della prima (Will Byers era sparito il 6 novembre dell’83, in questa stagione ci troviamo ad Halloween del 1984): nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (dedicando addirittura un intero episodio alla fuga di Eleven). Non vado oltre con la trama perché se state leggendo queste righe significa che avrete già visto la seconda stagione: bentornati a Hawkins.

    KIDS
    I ragazzini terribili sono tornati. Stavolta c’è una Eleven di meno, all’incirca, ma c’è Will che è tornato nel gruppo. I quattro nerd (Mike, Dustin, Lucas e appunto Will) sono sempre l’elemento chiave del successo della serie e la lontananza di Eleven/Jane non è per niente un problema: renderà ancora più bello il suo ritorno in una splendida scena in cui la ragazzina arriva come un deus ex machina per salvare capra e cavoli (e tutti i suoi amici). Stavolta il gruppo si divide in più sottogruppi, se così si può dire: da una parte ci sono Mike e Will, ognuno alle prese con i suoi demoni (il primo con l’assenza di Elle, il secondo ospita il mostro del Sottosopra). Dall’altra Dustin e Lucas sono scatenati, anche a causa dello sconvolgimento emotivo portato dalla presenza della nuova arrivata Max, di cui parleremo dopo. Ad ogni modo il gruppetto di amici è sempre la garanzia di questa serie.

    ADOLESCENTI
    Si rinnova il triangolo tra Nancy, Steve e Jonathan. Nancy, anche e soprattutto a causa della morte di Barb (personaggio più sopravvalutato della serie, basta con ‘sta Barb!), scazza con Steve, che sparisce da questa “categoria” per ritrovarsi a badare ai ragazzi (in particolar modo a Dustin, Lucas e Max). Nancy e Jonathan si ritrovano nuovamente insieme e stavolta finiscono a letto, per la felicità dei fan della serie. Anche in questa categoria troviamo una new entry: Billy, il fratello di Max. Billy a parte, personaggio inutile anche se molto eighties, la parte sugli adolescenti funziona anche stavolta, per quanto si continuino a ripetere gli stessi schemi della prima stagione (triangolo amoroso, Nancy e Jonathan cercano risposte insieme, Steve in qualche modo cerca sempre di riscattarsi…).

    ADULTI
    Da questo punto di vista ci troviamo di fronte una grande new entry: Sean Astin. L’indimenticato Mickey de I Goonies è il compagno di Joyce (Winona Ryder) e il suo è davvero un grande ruolo, con la sua simpatia e ingenua dolcezza riuscirà infatti a risolvere più volte la situazione: interpreta la “mappa” di Will, salvando così la vita a Hopper, quindi riattiva l’elettricità nei laboratori permettendo a tutti quanti di fuggire. Winona è sempre “mamma coraggio” e si fa adorare per questo, Hopper invece stavolta è meno cool rispetto alla prima stagione: è diventato una sorta di “Sceriffo Extraterrestre”, infatti è praticamente diventato il padrino di Eleven, un po’ come Bud Spencer era il tutore di H725 nel film di Michele Lupo (il suo balletto di fronte a Eleven però è già cult). Tra gli altri, non male la presenza di Murray Bauman, il complottista che vede ovunque la minaccia russa. Diverte la mamma di Dustin, mentre i genitori di Mike come al solito sono inutili (anche se lo scambio tra la signora Wheeler e Billy è memorabile).

    NUOVI PERSONAGGI
    Di Bob abbiamo già parlato abbastanza: un grande personaggio per Sean Astin, che purtroppo è stato eliminato dalla serie troppo presto (ma immaginiamo che sia stato ucciso dagli autori anche per permettere a Joyce ed Hopper di finire finalmente insieme: nella prossima stagione vedremo se sarà così). Altro personaggio irresistibile è la piccola Erica, sorellina di Lucas: divertente e cinica al punto giusto, è una nuova linea comica perfettamente inserita nella storia e mai invadente. Murray Bauman risulterà decisivo per l’unione provvisoria di Nancy e Jonathan, oltre ad essere un personaggio interessante proprio per la sua vena complottista. Max, detta anche Mad Max, dalla firma che lascia nella classifica dei videogiochi, è uno dei personaggi più fichi tra quelli nuovi: il suo arrivo metterà scompiglio nel gruppetto dei ragazzini, Mike farà fatica ad accettarla perché la ritiene un surrogato di Eleven, Dustin e Lucas se la litigheranno (con l’ultimo che otterrà risultati decisamente migliori, nonostante le “perle irresistibili” di Dustin). Max rappresenta il profano di Stranger Things, lo scettico che si è avvicinato alla serie con colpevole ritardo e che fatica a cedere all’entusiasmo dei suoi amici. Allo stesso tempo è una ragazza divertente, piacevole, ma dal passato difficile. Tra l’altro essere una nuova arrivata in una scuola media la rende un’outsider: tutto ciò le permette di inquadrarsi perfettamente nel gruppo dei “perdenti” (strizzatina d’occhio a It). Al contrario il suo fratellastro Billy è un personaggio pressoché inutile: toglie a Steve lo scettro di “Re della scuola”, ma ai fini della trama non serve davvero a nulla. Infine citiamo Dart, l’animaletto di cui si prende cura Dustin: a mio parere non è stata una trovata irresistibile, anche se la sua trasformazione in democane è stata esaltante (in particolare la presenza di questi democani mi è piaciuta molto).

    ELEVEN
    Rispetto alla scorsa stagione la ragazzina speciale ha un ruolo marginale, anche se come al solito fondamentale. Il suo rapporto con Hopper non mi ha fatto impazzire e la sua linea narrativa è fin troppo zeppa di lungaggini (per quanto il ritrovamento della madre sia stato un momento davvero alto). Parlando di lungaggini non si può non citare in blocco l’intero Episodio 7, che è stato quello che ha creato più scalpore e senza dubbio malumore. Una puntata intera persa dietro ad una linea narrativa folle, che ha come unico scopo quello di restituire Eleven ai suoi amici dello scorso anno (a Mike in particolare). Scopriamo qui che il Dottor Brennan di Matthew Modine è ancora vivo, ne sapremo senz’altro di più nella prossima stagione. Come già detto prima, bellissimo il momento del suo ritorno (anche se l’abbigliamento alla Matrix mi ha lasciato alquanto interdetto).

    CITAZIONI
    Neanche a dirlo, anche in questa stagione le citazioni anni 80 sono uno dei punti forti della serie: i Ghostbusters e Indiana Jones stavolta sono forse i riferimenti più evidenti, ma come sempre ce ne sono a iosa. L’animaletto che Dustin si porta a casa non può non far pensare ai Gremlins, così come Will che, aprendo la porta di casa, ricorda da vicino il piccolo protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (già citato ampiamente nella prima stagione). Per quanto riguarda gli horror, torna il riferimento a It (le cicatrici sulle mani di Nancy e Jonathan) ed è chiaro quello a L’Esorcista (quando Will viene liberato dal mostro che lo controlla). En passant, vanno citati ovviamente I Goonies (quant’è bello quando Sean Astin domanda se sotto la X si trova il tesoro dei pirati?), Mad Max e Jurassic Park che, pur non essendo un film degli anni 80, è comunque un cult di quella generazione. Se volete approfondire la faccenda non perdetevi il post dedicato a tutte le citazioni di Stranger Things!

    COLONNA SONORA
    Altro punto forte della serie. Non sarà una soundtrack spettacolare come quella della stagione precedente, ma anche qui abbiamo ottime chicche. Ho amato trovarmi Hammer to Fall dei Queen nello stereo della macchina di Steve ed è stato gagliardo chiudere la seconda puntata con il classico tema dei Ghostbusters, firmato da Ray Parker Jr. Ci sono gli Scorpions con Rock You Like a Hurricane e i DEVO con Whip It, Bon Jovi con Runaway e i Metallica con The Four Horsemen. Tra gli altri capisaldi degli ’80 non manca Time After Time di Cindy Lauper (autrice del tema dei Goonies, tra l’altro) e Every Breath You Take dei Police. Queste solo per citarne alcune.

    FINALE
    In conclusione, non si può non commentare il finale di stagione. Soddisfacente, senza dubbio: il laboratorio è stato smantellato, Barb ha avuto un funerale, l’entrata per il Sottosopra ricucita (questa scena non mi ha fatto impazzire devo dire), Dustin balla con Nancy (chiusura ideale di quella scena in cui un sorridente Dustin, nella prima puntata dello scorso anno, chiedeva a Nancy se voleva un po’ di pizza), Mike bacia Eleven, Lucas bacia Max, Will trova anche lui una dama e Hopper si fa una sigaretta nel parcheggio insieme a Joyce. Sotto di loro però il Mind Flyer incombe minaccioso su Hawkins. Forse non sarà stata una stagione all’altezza della prima, ma io non riesco a non sentirmi legato a questi personaggi e a queste atmosfere. Che ve lo dico a fare: non vedo l’ora della terza stagione.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
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    #attori #canzoni #Cinema #citazioni #colonnaSonora #democani #film #mostro #Musica #Netflix #personaggi #ragazzi #soundtrack #spiegazione #storia #strangerThings #strangerThings2 #terzaStagione

  5. Recensione “Stranger Things 2” (2017)

    Il 2017 sarà ricordato come l’anno delle grandi attese. L’attesa per It ci ha tenuto in sospeso per anni, mentre quella per il nuovo episodio di Star Wars ci sta ancora attanagliando. Dalla scorsa estate però, per quanto riguarda le serie tv, c’è stato solo un titolo capace di farci sbavare dall’ansia dell’attesa: Stranger Things. Il seguito dell’acclamato prodotto Netflix firmato dai fratelli Duffer è finalmente arrivato e noi non vedevamo l’ora di vederlo e di parlarne. Prima di cominciare faccio presente che questo paragrafo introduttivo è assolutamente privo di spoiler, quando arriveremo in zona pericolo sarete ovviamente avvisati in tempo.

    Innanzitutto togliamoci questo dente, lo sapevamo già da un anno, ma è giusto dirlo: la seconda stagione non è e non poteva assolutamente essere all’altezza della prima. Non per fare paragoni, ma era davvero lapalissiano: nel 2016 Stranger Things è stato LA novità, il ritorno degli anni 80, il cinema della nostalgia, la scoperta di personaggi memorabili e molti altri elementi che hanno contribuito a rendere questa serie un punto di riferimento all’interno del panorama seriale. A questa seconda stagione, in quanto sequel, mancava proprio l’elemento di freschezza rappresentato dalla novità, uno dei punti di forza della first season. Ad ogni modo, a me è piaciuta: ve ne parlerò a partire dal prossimo paragrafo, così pieno di spoiler che se andrete avanti nella lettura senza aver visto la seconda stagione vi ritroverete automaticamente nel sottosopra. Io vi ho avvisato.

    La seconda stagione di Stranger Things comincia quasi un anno dopo i fatti della prima (Will Byers era sparito il 6 novembre dell’83, in questa stagione ci troviamo ad Halloween del 1984): nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (dedicando addirittura un intero episodio alla fuga di Eleven). Non vado oltre con la trama perché se state leggendo queste righe significa che avrete già visto la seconda stagione: bentornati a Hawkins.

    KIDS
    I ragazzini terribili sono tornati. Stavolta c’è una Eleven di meno, all’incirca, ma c’è Will che è tornato nel gruppo. I quattro nerd (Mike, Dustin, Lucas e appunto Will) sono sempre l’elemento chiave del successo della serie e la lontananza di Eleven/Jane non è per niente un problema: renderà ancora più bello il suo ritorno in una splendida scena in cui la ragazzina arriva come un deus ex machina per salvare capra e cavoli (e tutti i suoi amici). Stavolta il gruppo si divide in più sottogruppi, se così si può dire: da una parte ci sono Mike e Will, ognuno alle prese con i suoi demoni (il primo con l’assenza di Elle, il secondo ospita il mostro del Sottosopra). Dall’altra Dustin e Lucas sono scatenati, anche a causa dello sconvolgimento emotivo portato dalla presenza della nuova arrivata Max, di cui parleremo dopo. Ad ogni modo il gruppetto di amici è sempre la garanzia di questa serie.

    ADOLESCENTI
    Si rinnova il triangolo tra Nancy, Steve e Jonathan. Nancy, anche e soprattutto a causa della morte di Barb (personaggio più sopravvalutato della serie, basta con ‘sta Barb!), scazza con Steve, che sparisce da questa “categoria” per ritrovarsi a badare ai ragazzi (in particolar modo a Dustin, Lucas e Max). Nancy e Jonathan si ritrovano nuovamente insieme e stavolta finiscono a letto, per la felicità dei fan della serie. Anche in questa categoria troviamo una new entry: Billy, il fratello di Max. Billy a parte, personaggio inutile anche se molto eighties, la parte sugli adolescenti funziona anche stavolta, per quanto si continuino a ripetere gli stessi schemi della prima stagione (triangolo amoroso, Nancy e Jonathan cercano risposte insieme, Steve in qualche modo cerca sempre di riscattarsi…).

    ADULTI
    Da questo punto di vista ci troviamo di fronte una grande new entry: Sean Astin. L’indimenticato Mickey de I Goonies è il compagno di Joyce (Winona Ryder) e il suo è davvero un grande ruolo, con la sua simpatia e ingenua dolcezza riuscirà infatti a risolvere più volte la situazione: interpreta la “mappa” di Will, salvando così la vita a Hopper, quindi riattiva l’elettricità nei laboratori permettendo a tutti quanti di fuggire. Winona è sempre “mamma coraggio” e si fa adorare per questo, Hopper invece stavolta è meno cool rispetto alla prima stagione: è diventato una sorta di “Sceriffo Extraterrestre”, infatti è praticamente diventato il padrino di Eleven, un po’ come Bud Spencer era il tutore di H725 nel film di Michele Lupo (il suo balletto di fronte a Eleven però è già cult). Tra gli altri, non male la presenza di Murray Bauman, il complottista che vede ovunque la minaccia russa. Diverte la mamma di Dustin, mentre i genitori di Mike come al solito sono inutili (anche se lo scambio tra la signora Wheeler e Billy è memorabile).

    NUOVI PERSONAGGI
    Di Bob abbiamo già parlato abbastanza: un grande personaggio per Sean Astin, che purtroppo è stato eliminato dalla serie troppo presto (ma immaginiamo che sia stato ucciso dagli autori anche per permettere a Joyce ed Hopper di finire finalmente insieme: nella prossima stagione vedremo se sarà così). Altro personaggio irresistibile è la piccola Erica, sorellina di Lucas: divertente e cinica al punto giusto, è una nuova linea comica perfettamente inserita nella storia e mai invadente. Murray Bauman risulterà decisivo per l’unione provvisoria di Nancy e Jonathan, oltre ad essere un personaggio interessante proprio per la sua vena complottista. Max, detta anche Mad Max, dalla firma che lascia nella classifica dei videogiochi, è uno dei personaggi più fichi tra quelli nuovi: il suo arrivo metterà scompiglio nel gruppetto dei ragazzini, Mike farà fatica ad accettarla perché la ritiene un surrogato di Eleven, Dustin e Lucas se la litigheranno (con l’ultimo che otterrà risultati decisamente migliori, nonostante le “perle irresistibili” di Dustin). Max rappresenta il profano di Stranger Things, lo scettico che si è avvicinato alla serie con colpevole ritardo e che fatica a cedere all’entusiasmo dei suoi amici. Allo stesso tempo è una ragazza divertente, piacevole, ma dal passato difficile. Tra l’altro essere una nuova arrivata in una scuola media la rende un’outsider: tutto ciò le permette di inquadrarsi perfettamente nel gruppo dei “perdenti” (strizzatina d’occhio a It). Al contrario il suo fratellastro Billy è un personaggio pressoché inutile: toglie a Steve lo scettro di “Re della scuola”, ma ai fini della trama non serve davvero a nulla. Infine citiamo Dart, l’animaletto di cui si prende cura Dustin: a mio parere non è stata una trovata irresistibile, anche se la sua trasformazione in democane è stata esaltante (in particolare la presenza di questi democani mi è piaciuta molto).

    ELEVEN
    Rispetto alla scorsa stagione la ragazzina speciale ha un ruolo marginale, anche se come al solito fondamentale. Il suo rapporto con Hopper non mi ha fatto impazzire e la sua linea narrativa è fin troppo zeppa di lungaggini (per quanto il ritrovamento della madre sia stato un momento davvero alto). Parlando di lungaggini non si può non citare in blocco l’intero Episodio 7, che è stato quello che ha creato più scalpore e senza dubbio malumore. Una puntata intera persa dietro ad una linea narrativa folle, che ha come unico scopo quello di restituire Eleven ai suoi amici dello scorso anno (a Mike in particolare). Scopriamo qui che il Dottor Brennan di Matthew Modine è ancora vivo, ne sapremo senz’altro di più nella prossima stagione. Come già detto prima, bellissimo il momento del suo ritorno (anche se l’abbigliamento alla Matrix mi ha lasciato alquanto interdetto).

    CITAZIONI
    Neanche a dirlo, anche in questa stagione le citazioni anni 80 sono uno dei punti forti della serie: i Ghostbusters e Indiana Jones stavolta sono forse i riferimenti più evidenti, ma come sempre ce ne sono a iosa. L’animaletto che Dustin si porta a casa non può non far pensare ai Gremlins, così come Will che, aprendo la porta di casa, ricorda da vicino il piccolo protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (già citato ampiamente nella prima stagione). Per quanto riguarda gli horror, torna il riferimento a It (le cicatrici sulle mani di Nancy e Jonathan) ed è chiaro quello a L’Esorcista (quando Will viene liberato dal mostro che lo controlla). En passant, vanno citati ovviamente I Goonies (quant’è bello quando Sean Astin domanda se sotto la X si trova il tesoro dei pirati?), Mad Max e Jurassic Park che, pur non essendo un film degli anni 80, è comunque un cult di quella generazione. Se volete approfondire la faccenda non perdetevi il post dedicato a tutte le citazioni di Stranger Things!

    COLONNA SONORA
    Altro punto forte della serie. Non sarà una soundtrack spettacolare come quella della stagione precedente, ma anche qui abbiamo ottime chicche. Ho amato trovarmi Hammer to Fall dei Queen nello stereo della macchina di Steve ed è stato gagliardo chiudere la seconda puntata con il classico tema dei Ghostbusters, firmato da Ray Parker Jr. Ci sono gli Scorpions con Rock You Like a Hurricane e i DEVO con Whip It, Bon Jovi con Runaway e i Metallica con The Four Horsemen. Tra gli altri capisaldi degli ’80 non manca Time After Time di Cindy Lauper (autrice del tema dei Goonies, tra l’altro) e Every Breath You Take dei Police. Queste solo per citarne alcune.

    FINALE
    In conclusione, non si può non commentare il finale di stagione. Soddisfacente, senza dubbio: il laboratorio è stato smantellato, Barb ha avuto un funerale, l’entrata per il Sottosopra ricucita (questa scena non mi ha fatto impazzire devo dire), Dustin balla con Nancy (chiusura ideale di quella scena in cui un sorridente Dustin, nella prima puntata dello scorso anno, chiedeva a Nancy se voleva un po’ di pizza), Mike bacia Eleven, Lucas bacia Max, Will trova anche lui una dama e Hopper si fa una sigaretta nel parcheggio insieme a Joyce. Sotto di loro però il Mind Flyer incombe minaccioso su Hawkins. Forse non sarà stata una stagione all’altezza della prima, ma io non riesco a non sentirmi legato a questi personaggi e a queste atmosfere. Che ve lo dico a fare: non vedo l’ora della terza stagione.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #attori #canzoni #Cinema #citazioni #colonnaSonora #democani #film #mostro #Musica #Netflix #personaggi #ragazzi #soundtrack #spiegazione #storia #strangerThings #strangerThings2 #terzaStagione

  6. Recensione “Stranger Things 2” (2017)

    Il 2017 sarà ricordato come l’anno delle grandi attese. L’attesa per It ci ha tenuto in sospeso per anni, mentre quella per il nuovo episodio di Star Wars ci sta ancora attanagliando. Dalla scorsa estate però, per quanto riguarda le serie tv, c’è stato solo un titolo capace di farci sbavare dall’ansia dell’attesa: Stranger Things. Il seguito dell’acclamato prodotto Netflix firmato dai fratelli Duffer è finalmente arrivato e noi non vedevamo l’ora di vederlo e di parlarne. Prima di cominciare faccio presente che questo paragrafo introduttivo è assolutamente privo di spoiler, quando arriveremo in zona pericolo sarete ovviamente avvisati in tempo.

    Innanzitutto togliamoci questo dente, lo sapevamo già da un anno, ma è giusto dirlo: la seconda stagione non è e non poteva assolutamente essere all’altezza della prima. Non per fare paragoni, ma era davvero lapalissiano: nel 2016 Stranger Things è stato LA novità, il ritorno degli anni 80, il cinema della nostalgia, la scoperta di personaggi memorabili e molti altri elementi che hanno contribuito a rendere questa serie un punto di riferimento all’interno del panorama seriale. A questa seconda stagione, in quanto sequel, mancava proprio l’elemento di freschezza rappresentato dalla novità, uno dei punti di forza della first season. Ad ogni modo, a me è piaciuta: ve ne parlerò a partire dal prossimo paragrafo, così pieno di spoiler che se andrete avanti nella lettura senza aver visto la seconda stagione vi ritroverete automaticamente nel sottosopra. Io vi ho avvisato.

    La seconda stagione di Stranger Things comincia quasi un anno dopo i fatti della prima (Will Byers era sparito il 6 novembre dell’83, in questa stagione ci troviamo ad Halloween del 1984): nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (dedicando addirittura un intero episodio alla fuga di Eleven). Non vado oltre con la trama perché se state leggendo queste righe significa che avrete già visto la seconda stagione: bentornati a Hawkins.

    KIDS
    I ragazzini terribili sono tornati. Stavolta c’è una Eleven di meno, all’incirca, ma c’è Will che è tornato nel gruppo. I quattro nerd (Mike, Dustin, Lucas e appunto Will) sono sempre l’elemento chiave del successo della serie e la lontananza di Eleven/Jane non è per niente un problema: renderà ancora più bello il suo ritorno in una splendida scena in cui la ragazzina arriva come un deus ex machina per salvare capra e cavoli (e tutti i suoi amici). Stavolta il gruppo si divide in più sottogruppi, se così si può dire: da una parte ci sono Mike e Will, ognuno alle prese con i suoi demoni (il primo con l’assenza di Elle, il secondo ospita il mostro del Sottosopra). Dall’altra Dustin e Lucas sono scatenati, anche a causa dello sconvolgimento emotivo portato dalla presenza della nuova arrivata Max, di cui parleremo dopo. Ad ogni modo il gruppetto di amici è sempre la garanzia di questa serie.

    ADOLESCENTI
    Si rinnova il triangolo tra Nancy, Steve e Jonathan. Nancy, anche e soprattutto a causa della morte di Barb (personaggio più sopravvalutato della serie, basta con ‘sta Barb!), scazza con Steve, che sparisce da questa “categoria” per ritrovarsi a badare ai ragazzi (in particolar modo a Dustin, Lucas e Max). Nancy e Jonathan si ritrovano nuovamente insieme e stavolta finiscono a letto, per la felicità dei fan della serie. Anche in questa categoria troviamo una new entry: Billy, il fratello di Max. Billy a parte, personaggio inutile anche se molto eighties, la parte sugli adolescenti funziona anche stavolta, per quanto si continuino a ripetere gli stessi schemi della prima stagione (triangolo amoroso, Nancy e Jonathan cercano risposte insieme, Steve in qualche modo cerca sempre di riscattarsi…).

    ADULTI
    Da questo punto di vista ci troviamo di fronte una grande new entry: Sean Astin. L’indimenticato Mickey de I Goonies è il compagno di Joyce (Winona Ryder) e il suo è davvero un grande ruolo, con la sua simpatia e ingenua dolcezza riuscirà infatti a risolvere più volte la situazione: interpreta la “mappa” di Will, salvando così la vita a Hopper, quindi riattiva l’elettricità nei laboratori permettendo a tutti quanti di fuggire. Winona è sempre “mamma coraggio” e si fa adorare per questo, Hopper invece stavolta è meno cool rispetto alla prima stagione: è diventato una sorta di “Sceriffo Extraterrestre”, infatti è praticamente diventato il padrino di Eleven, un po’ come Bud Spencer era il tutore di H725 nel film di Michele Lupo (il suo balletto di fronte a Eleven però è già cult). Tra gli altri, non male la presenza di Murray Bauman, il complottista che vede ovunque la minaccia russa. Diverte la mamma di Dustin, mentre i genitori di Mike come al solito sono inutili (anche se lo scambio tra la signora Wheeler e Billy è memorabile).

    NUOVI PERSONAGGI
    Di Bob abbiamo già parlato abbastanza: un grande personaggio per Sean Astin, che purtroppo è stato eliminato dalla serie troppo presto (ma immaginiamo che sia stato ucciso dagli autori anche per permettere a Joyce ed Hopper di finire finalmente insieme: nella prossima stagione vedremo se sarà così). Altro personaggio irresistibile è la piccola Erica, sorellina di Lucas: divertente e cinica al punto giusto, è una nuova linea comica perfettamente inserita nella storia e mai invadente. Murray Bauman risulterà decisivo per l’unione provvisoria di Nancy e Jonathan, oltre ad essere un personaggio interessante proprio per la sua vena complottista. Max, detta anche Mad Max, dalla firma che lascia nella classifica dei videogiochi, è uno dei personaggi più fichi tra quelli nuovi: il suo arrivo metterà scompiglio nel gruppetto dei ragazzini, Mike farà fatica ad accettarla perché la ritiene un surrogato di Eleven, Dustin e Lucas se la litigheranno (con l’ultimo che otterrà risultati decisamente migliori, nonostante le “perle irresistibili” di Dustin). Max rappresenta il profano di Stranger Things, lo scettico che si è avvicinato alla serie con colpevole ritardo e che fatica a cedere all’entusiasmo dei suoi amici. Allo stesso tempo è una ragazza divertente, piacevole, ma dal passato difficile. Tra l’altro essere una nuova arrivata in una scuola media la rende un’outsider: tutto ciò le permette di inquadrarsi perfettamente nel gruppo dei “perdenti” (strizzatina d’occhio a It). Al contrario il suo fratellastro Billy è un personaggio pressoché inutile: toglie a Steve lo scettro di “Re della scuola”, ma ai fini della trama non serve davvero a nulla. Infine citiamo Dart, l’animaletto di cui si prende cura Dustin: a mio parere non è stata una trovata irresistibile, anche se la sua trasformazione in democane è stata esaltante (in particolare la presenza di questi democani mi è piaciuta molto).

    ELEVEN
    Rispetto alla scorsa stagione la ragazzina speciale ha un ruolo marginale, anche se come al solito fondamentale. Il suo rapporto con Hopper non mi ha fatto impazzire e la sua linea narrativa è fin troppo zeppa di lungaggini (per quanto il ritrovamento della madre sia stato un momento davvero alto). Parlando di lungaggini non si può non citare in blocco l’intero Episodio 7, che è stato quello che ha creato più scalpore e senza dubbio malumore. Una puntata intera persa dietro ad una linea narrativa folle, che ha come unico scopo quello di restituire Eleven ai suoi amici dello scorso anno (a Mike in particolare). Scopriamo qui che il Dottor Brennan di Matthew Modine è ancora vivo, ne sapremo senz’altro di più nella prossima stagione. Come già detto prima, bellissimo il momento del suo ritorno (anche se l’abbigliamento alla Matrix mi ha lasciato alquanto interdetto).

    CITAZIONI
    Neanche a dirlo, anche in questa stagione le citazioni anni 80 sono uno dei punti forti della serie: i Ghostbusters e Indiana Jones stavolta sono forse i riferimenti più evidenti, ma come sempre ce ne sono a iosa. L’animaletto che Dustin si porta a casa non può non far pensare ai Gremlins, così come Will che, aprendo la porta di casa, ricorda da vicino il piccolo protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (già citato ampiamente nella prima stagione). Per quanto riguarda gli horror, torna il riferimento a It (le cicatrici sulle mani di Nancy e Jonathan) ed è chiaro quello a L’Esorcista (quando Will viene liberato dal mostro che lo controlla). En passant, vanno citati ovviamente I Goonies (quant’è bello quando Sean Astin domanda se sotto la X si trova il tesoro dei pirati?), Mad Max e Jurassic Park che, pur non essendo un film degli anni 80, è comunque un cult di quella generazione. Se volete approfondire la faccenda non perdetevi il post dedicato a tutte le citazioni di Stranger Things!

    COLONNA SONORA
    Altro punto forte della serie. Non sarà una soundtrack spettacolare come quella della stagione precedente, ma anche qui abbiamo ottime chicche. Ho amato trovarmi Hammer to Fall dei Queen nello stereo della macchina di Steve ed è stato gagliardo chiudere la seconda puntata con il classico tema dei Ghostbusters, firmato da Ray Parker Jr. Ci sono gli Scorpions con Rock You Like a Hurricane e i DEVO con Whip It, Bon Jovi con Runaway e i Metallica con The Four Horsemen. Tra gli altri capisaldi degli ’80 non manca Time After Time di Cindy Lauper (autrice del tema dei Goonies, tra l’altro) e Every Breath You Take dei Police. Queste solo per citarne alcune.

    FINALE
    In conclusione, non si può non commentare il finale di stagione. Soddisfacente, senza dubbio: il laboratorio è stato smantellato, Barb ha avuto un funerale, l’entrata per il Sottosopra ricucita (questa scena non mi ha fatto impazzire devo dire), Dustin balla con Nancy (chiusura ideale di quella scena in cui un sorridente Dustin, nella prima puntata dello scorso anno, chiedeva a Nancy se voleva un po’ di pizza), Mike bacia Eleven, Lucas bacia Max, Will trova anche lui una dama e Hopper si fa una sigaretta nel parcheggio insieme a Joyce. Sotto di loro però il Mind Flyer incombe minaccioso su Hawkins. Forse non sarà stata una stagione all’altezza della prima, ma io non riesco a non sentirmi legato a questi personaggi e a queste atmosfere. Che ve lo dico a fare: non vedo l’ora della terza stagione.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #attori #canzoni #Cinema #citazioni #colonnaSonora #democani #film #mostro #Musica #Netflix #personaggi #ragazzi #soundtrack #spiegazione #storia #strangerThings #strangerThings2 #terzaStagione

  7. Recensione “Stranger Things 2” (2017)

    Il 2017 sarà ricordato come l’anno delle grandi attese. L’attesa per It ci ha tenuto in sospeso per anni, mentre quella per il nuovo episodio di Star Wars ci sta ancora attanagliando. Dalla scorsa estate però, per quanto riguarda le serie tv, c’è stato solo un titolo capace di farci sbavare dall’ansia dell’attesa: Stranger Things. Il seguito dell’acclamato prodotto Netflix firmato dai fratelli Duffer è finalmente arrivato e noi non vedevamo l’ora di vederlo e di parlarne. Prima di cominciare faccio presente che questo paragrafo introduttivo è assolutamente privo di spoiler, quando arriveremo in zona pericolo sarete ovviamente avvisati in tempo.

    Innanzitutto togliamoci questo dente, lo sapevamo già da un anno, ma è giusto dirlo: la seconda stagione non è e non poteva assolutamente essere all’altezza della prima. Non per fare paragoni, ma era davvero lapalissiano: nel 2016 Stranger Things è stato LA novità, il ritorno degli anni 80, il cinema della nostalgia, la scoperta di personaggi memorabili e molti altri elementi che hanno contribuito a rendere questa serie un punto di riferimento all’interno del panorama seriale. A questa seconda stagione, in quanto sequel, mancava proprio l’elemento di freschezza rappresentato dalla novità, uno dei punti di forza della first season. Ad ogni modo, a me è piaciuta: ve ne parlerò a partire dal prossimo paragrafo, così pieno di spoiler che se andrete avanti nella lettura senza aver visto la seconda stagione vi ritroverete automaticamente nel sottosopra. Io vi ho avvisato.

    La seconda stagione di Stranger Things comincia quasi un anno dopo i fatti della prima (Will Byers era sparito il 6 novembre dell’83, in questa stagione ci troviamo ad Halloween del 1984): nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (dedicando addirittura un intero episodio alla fuga di Eleven). Non vado oltre con la trama perché se state leggendo queste righe significa che avrete già visto la seconda stagione: bentornati a Hawkins.

    KIDS
    I ragazzini terribili sono tornati. Stavolta c’è una Eleven di meno, all’incirca, ma c’è Will che è tornato nel gruppo. I quattro nerd (Mike, Dustin, Lucas e appunto Will) sono sempre l’elemento chiave del successo della serie e la lontananza di Eleven/Jane non è per niente un problema: renderà ancora più bello il suo ritorno in una splendida scena in cui la ragazzina arriva come un deus ex machina per salvare capra e cavoli (e tutti i suoi amici). Stavolta il gruppo si divide in più sottogruppi, se così si può dire: da una parte ci sono Mike e Will, ognuno alle prese con i suoi demoni (il primo con l’assenza di Elle, il secondo ospita il mostro del Sottosopra). Dall’altra Dustin e Lucas sono scatenati, anche a causa dello sconvolgimento emotivo portato dalla presenza della nuova arrivata Max, di cui parleremo dopo. Ad ogni modo il gruppetto di amici è sempre la garanzia di questa serie.

    ADOLESCENTI
    Si rinnova il triangolo tra Nancy, Steve e Jonathan. Nancy, anche e soprattutto a causa della morte di Barb (personaggio più sopravvalutato della serie, basta con ‘sta Barb!), scazza con Steve, che sparisce da questa “categoria” per ritrovarsi a badare ai ragazzi (in particolar modo a Dustin, Lucas e Max). Nancy e Jonathan si ritrovano nuovamente insieme e stavolta finiscono a letto, per la felicità dei fan della serie. Anche in questa categoria troviamo una new entry: Billy, il fratello di Max. Billy a parte, personaggio inutile anche se molto eighties, la parte sugli adolescenti funziona anche stavolta, per quanto si continuino a ripetere gli stessi schemi della prima stagione (triangolo amoroso, Nancy e Jonathan cercano risposte insieme, Steve in qualche modo cerca sempre di riscattarsi…).

    ADULTI
    Da questo punto di vista ci troviamo di fronte una grande new entry: Sean Astin. L’indimenticato Mickey de I Goonies è il compagno di Joyce (Winona Ryder) e il suo è davvero un grande ruolo, con la sua simpatia e ingenua dolcezza riuscirà infatti a risolvere più volte la situazione: interpreta la “mappa” di Will, salvando così la vita a Hopper, quindi riattiva l’elettricità nei laboratori permettendo a tutti quanti di fuggire. Winona è sempre “mamma coraggio” e si fa adorare per questo, Hopper invece stavolta è meno cool rispetto alla prima stagione: è diventato una sorta di “Sceriffo Extraterrestre”, infatti è praticamente diventato il padrino di Eleven, un po’ come Bud Spencer era il tutore di H725 nel film di Michele Lupo (il suo balletto di fronte a Eleven però è già cult). Tra gli altri, non male la presenza di Murray Bauman, il complottista che vede ovunque la minaccia russa. Diverte la mamma di Dustin, mentre i genitori di Mike come al solito sono inutili (anche se lo scambio tra la signora Wheeler e Billy è memorabile).

    NUOVI PERSONAGGI
    Di Bob abbiamo già parlato abbastanza: un grande personaggio per Sean Astin, che purtroppo è stato eliminato dalla serie troppo presto (ma immaginiamo che sia stato ucciso dagli autori anche per permettere a Joyce ed Hopper di finire finalmente insieme: nella prossima stagione vedremo se sarà così). Altro personaggio irresistibile è la piccola Erica, sorellina di Lucas: divertente e cinica al punto giusto, è una nuova linea comica perfettamente inserita nella storia e mai invadente. Murray Bauman risulterà decisivo per l’unione provvisoria di Nancy e Jonathan, oltre ad essere un personaggio interessante proprio per la sua vena complottista. Max, detta anche Mad Max, dalla firma che lascia nella classifica dei videogiochi, è uno dei personaggi più fichi tra quelli nuovi: il suo arrivo metterà scompiglio nel gruppetto dei ragazzini, Mike farà fatica ad accettarla perché la ritiene un surrogato di Eleven, Dustin e Lucas se la litigheranno (con l’ultimo che otterrà risultati decisamente migliori, nonostante le “perle irresistibili” di Dustin). Max rappresenta il profano di Stranger Things, lo scettico che si è avvicinato alla serie con colpevole ritardo e che fatica a cedere all’entusiasmo dei suoi amici. Allo stesso tempo è una ragazza divertente, piacevole, ma dal passato difficile. Tra l’altro essere una nuova arrivata in una scuola media la rende un’outsider: tutto ciò le permette di inquadrarsi perfettamente nel gruppo dei “perdenti” (strizzatina d’occhio a It). Al contrario il suo fratellastro Billy è un personaggio pressoché inutile: toglie a Steve lo scettro di “Re della scuola”, ma ai fini della trama non serve davvero a nulla. Infine citiamo Dart, l’animaletto di cui si prende cura Dustin: a mio parere non è stata una trovata irresistibile, anche se la sua trasformazione in democane è stata esaltante (in particolare la presenza di questi democani mi è piaciuta molto).

    ELEVEN
    Rispetto alla scorsa stagione la ragazzina speciale ha un ruolo marginale, anche se come al solito fondamentale. Il suo rapporto con Hopper non mi ha fatto impazzire e la sua linea narrativa è fin troppo zeppa di lungaggini (per quanto il ritrovamento della madre sia stato un momento davvero alto). Parlando di lungaggini non si può non citare in blocco l’intero Episodio 7, che è stato quello che ha creato più scalpore e senza dubbio malumore. Una puntata intera persa dietro ad una linea narrativa folle, che ha come unico scopo quello di restituire Eleven ai suoi amici dello scorso anno (a Mike in particolare). Scopriamo qui che il Dottor Brennan di Matthew Modine è ancora vivo, ne sapremo senz’altro di più nella prossima stagione. Come già detto prima, bellissimo il momento del suo ritorno (anche se l’abbigliamento alla Matrix mi ha lasciato alquanto interdetto).

    CITAZIONI
    Neanche a dirlo, anche in questa stagione le citazioni anni 80 sono uno dei punti forti della serie: i Ghostbusters e Indiana Jones stavolta sono forse i riferimenti più evidenti, ma come sempre ce ne sono a iosa. L’animaletto che Dustin si porta a casa non può non far pensare ai Gremlins, così come Will che, aprendo la porta di casa, ricorda da vicino il piccolo protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (già citato ampiamente nella prima stagione). Per quanto riguarda gli horror, torna il riferimento a It (le cicatrici sulle mani di Nancy e Jonathan) ed è chiaro quello a L’Esorcista (quando Will viene liberato dal mostro che lo controlla). En passant, vanno citati ovviamente I Goonies (quant’è bello quando Sean Astin domanda se sotto la X si trova il tesoro dei pirati?), Mad Max e Jurassic Park che, pur non essendo un film degli anni 80, è comunque un cult di quella generazione. Se volete approfondire la faccenda non perdetevi il post dedicato a tutte le citazioni di Stranger Things!

    COLONNA SONORA
    Altro punto forte della serie. Non sarà una soundtrack spettacolare come quella della stagione precedente, ma anche qui abbiamo ottime chicche. Ho amato trovarmi Hammer to Fall dei Queen nello stereo della macchina di Steve ed è stato gagliardo chiudere la seconda puntata con il classico tema dei Ghostbusters, firmato da Ray Parker Jr. Ci sono gli Scorpions con Rock You Like a Hurricane e i DEVO con Whip It, Bon Jovi con Runaway e i Metallica con The Four Horsemen. Tra gli altri capisaldi degli ’80 non manca Time After Time di Cindy Lauper (autrice del tema dei Goonies, tra l’altro) e Every Breath You Take dei Police. Queste solo per citarne alcune.

    FINALE
    In conclusione, non si può non commentare il finale di stagione. Soddisfacente, senza dubbio: il laboratorio è stato smantellato, Barb ha avuto un funerale, l’entrata per il Sottosopra ricucita (questa scena non mi ha fatto impazzire devo dire), Dustin balla con Nancy (chiusura ideale di quella scena in cui un sorridente Dustin, nella prima puntata dello scorso anno, chiedeva a Nancy se voleva un po’ di pizza), Mike bacia Eleven, Lucas bacia Max, Will trova anche lui una dama e Hopper si fa una sigaretta nel parcheggio insieme a Joyce. Sotto di loro però il Mind Flyer incombe minaccioso su Hawkins. Forse non sarà stata una stagione all’altezza della prima, ma io non riesco a non sentirmi legato a questi personaggi e a queste atmosfere. Che ve lo dico a fare: non vedo l’ora della terza stagione.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #attori #canzoni #Cinema #citazioni #colonnaSonora #democani #film #mostro #Musica #Netflix #personaggi #ragazzi #soundtrack #spiegazione #storia #strangerThings #strangerThings2 #terzaStagione

  8. Recensione “Stranger Things 2” (2017)

    Il 2017 sarà ricordato come l’anno delle grandi attese. L’attesa per It ci ha tenuto in sospeso per anni, mentre quella per il nuovo episodio di Star Wars ci sta ancora attanagliando. Dalla scorsa estate però, per quanto riguarda le serie tv, c’è stato solo un titolo capace di farci sbavare dall’ansia dell’attesa: Stranger Things. Il seguito dell’acclamato prodotto Netflix firmato dai fratelli Duffer è finalmente arrivato e noi non vedevamo l’ora di vederlo e di parlarne. Prima di cominciare faccio presente che questo paragrafo introduttivo è assolutamente privo di spoiler, quando arriveremo in zona pericolo sarete ovviamente avvisati in tempo.

    Innanzitutto togliamoci questo dente, lo sapevamo già da un anno, ma è giusto dirlo: la seconda stagione non è e non poteva assolutamente essere all’altezza della prima. Non per fare paragoni, ma era davvero lapalissiano: nel 2016 Stranger Things è stato LA novità, il ritorno degli anni 80, il cinema della nostalgia, la scoperta di personaggi memorabili e molti altri elementi che hanno contribuito a rendere questa serie un punto di riferimento all’interno del panorama seriale. A questa seconda stagione, in quanto sequel, mancava proprio l’elemento di freschezza rappresentato dalla novità, uno dei punti di forza della first season. Ad ogni modo, a me è piaciuta: ve ne parlerò a partire dal prossimo paragrafo, così pieno di spoiler che se andrete avanti nella lettura senza aver visto la seconda stagione vi ritroverete automaticamente nel sottosopra. Io vi ho avvisato.

    La seconda stagione di Stranger Things comincia quasi un anno dopo i fatti della prima (Will Byers era sparito il 6 novembre dell’83, in questa stagione ci troviamo ad Halloween del 1984): nell’ultima sequenza Will, nel bagno di casa sua, sembrava non esser uscito totalmente dal Sottosopra. Se la prima stagione si poteva intendere come un film lungo 6 ore e mezza, questo secondo appuntamento con la serie sembra avvicinarla maggiormente ai canoni televisivi (dedicando addirittura un intero episodio alla fuga di Eleven). Non vado oltre con la trama perché se state leggendo queste righe significa che avrete già visto la seconda stagione: bentornati a Hawkins.

    KIDS
    I ragazzini terribili sono tornati. Stavolta c’è una Eleven di meno, all’incirca, ma c’è Will che è tornato nel gruppo. I quattro nerd (Mike, Dustin, Lucas e appunto Will) sono sempre l’elemento chiave del successo della serie e la lontananza di Eleven/Jane non è per niente un problema: renderà ancora più bello il suo ritorno in una splendida scena in cui la ragazzina arriva come un deus ex machina per salvare capra e cavoli (e tutti i suoi amici). Stavolta il gruppo si divide in più sottogruppi, se così si può dire: da una parte ci sono Mike e Will, ognuno alle prese con i suoi demoni (il primo con l’assenza di Elle, il secondo ospita il mostro del Sottosopra). Dall’altra Dustin e Lucas sono scatenati, anche a causa dello sconvolgimento emotivo portato dalla presenza della nuova arrivata Max, di cui parleremo dopo. Ad ogni modo il gruppetto di amici è sempre la garanzia di questa serie.

    ADOLESCENTI
    Si rinnova il triangolo tra Nancy, Steve e Jonathan. Nancy, anche e soprattutto a causa della morte di Barb (personaggio più sopravvalutato della serie, basta con ‘sta Barb!), scazza con Steve, che sparisce da questa “categoria” per ritrovarsi a badare ai ragazzi (in particolar modo a Dustin, Lucas e Max). Nancy e Jonathan si ritrovano nuovamente insieme e stavolta finiscono a letto, per la felicità dei fan della serie. Anche in questa categoria troviamo una new entry: Billy, il fratello di Max. Billy a parte, personaggio inutile anche se molto eighties, la parte sugli adolescenti funziona anche stavolta, per quanto si continuino a ripetere gli stessi schemi della prima stagione (triangolo amoroso, Nancy e Jonathan cercano risposte insieme, Steve in qualche modo cerca sempre di riscattarsi…).

    ADULTI
    Da questo punto di vista ci troviamo di fronte una grande new entry: Sean Astin. L’indimenticato Mickey de I Goonies è il compagno di Joyce (Winona Ryder) e il suo è davvero un grande ruolo, con la sua simpatia e ingenua dolcezza riuscirà infatti a risolvere più volte la situazione: interpreta la “mappa” di Will, salvando così la vita a Hopper, quindi riattiva l’elettricità nei laboratori permettendo a tutti quanti di fuggire. Winona è sempre “mamma coraggio” e si fa adorare per questo, Hopper invece stavolta è meno cool rispetto alla prima stagione: è diventato una sorta di “Sceriffo Extraterrestre”, infatti è praticamente diventato il padrino di Eleven, un po’ come Bud Spencer era il tutore di H725 nel film di Michele Lupo (il suo balletto di fronte a Eleven però è già cult). Tra gli altri, non male la presenza di Murray Bauman, il complottista che vede ovunque la minaccia russa. Diverte la mamma di Dustin, mentre i genitori di Mike come al solito sono inutili (anche se lo scambio tra la signora Wheeler e Billy è memorabile).

    NUOVI PERSONAGGI
    Di Bob abbiamo già parlato abbastanza: un grande personaggio per Sean Astin, che purtroppo è stato eliminato dalla serie troppo presto (ma immaginiamo che sia stato ucciso dagli autori anche per permettere a Joyce ed Hopper di finire finalmente insieme: nella prossima stagione vedremo se sarà così). Altro personaggio irresistibile è la piccola Erica, sorellina di Lucas: divertente e cinica al punto giusto, è una nuova linea comica perfettamente inserita nella storia e mai invadente. Murray Bauman risulterà decisivo per l’unione provvisoria di Nancy e Jonathan, oltre ad essere un personaggio interessante proprio per la sua vena complottista. Max, detta anche Mad Max, dalla firma che lascia nella classifica dei videogiochi, è uno dei personaggi più fichi tra quelli nuovi: il suo arrivo metterà scompiglio nel gruppetto dei ragazzini, Mike farà fatica ad accettarla perché la ritiene un surrogato di Eleven, Dustin e Lucas se la litigheranno (con l’ultimo che otterrà risultati decisamente migliori, nonostante le “perle irresistibili” di Dustin). Max rappresenta il profano di Stranger Things, lo scettico che si è avvicinato alla serie con colpevole ritardo e che fatica a cedere all’entusiasmo dei suoi amici. Allo stesso tempo è una ragazza divertente, piacevole, ma dal passato difficile. Tra l’altro essere una nuova arrivata in una scuola media la rende un’outsider: tutto ciò le permette di inquadrarsi perfettamente nel gruppo dei “perdenti” (strizzatina d’occhio a It). Al contrario il suo fratellastro Billy è un personaggio pressoché inutile: toglie a Steve lo scettro di “Re della scuola”, ma ai fini della trama non serve davvero a nulla. Infine citiamo Dart, l’animaletto di cui si prende cura Dustin: a mio parere non è stata una trovata irresistibile, anche se la sua trasformazione in democane è stata esaltante (in particolare la presenza di questi democani mi è piaciuta molto).

    ELEVEN
    Rispetto alla scorsa stagione la ragazzina speciale ha un ruolo marginale, anche se come al solito fondamentale. Il suo rapporto con Hopper non mi ha fatto impazzire e la sua linea narrativa è fin troppo zeppa di lungaggini (per quanto il ritrovamento della madre sia stato un momento davvero alto). Parlando di lungaggini non si può non citare in blocco l’intero Episodio 7, che è stato quello che ha creato più scalpore e senza dubbio malumore. Una puntata intera persa dietro ad una linea narrativa folle, che ha come unico scopo quello di restituire Eleven ai suoi amici dello scorso anno (a Mike in particolare). Scopriamo qui che il Dottor Brennan di Matthew Modine è ancora vivo, ne sapremo senz’altro di più nella prossima stagione. Come già detto prima, bellissimo il momento del suo ritorno (anche se l’abbigliamento alla Matrix mi ha lasciato alquanto interdetto).

    CITAZIONI
    Neanche a dirlo, anche in questa stagione le citazioni anni 80 sono uno dei punti forti della serie: i Ghostbusters e Indiana Jones stavolta sono forse i riferimenti più evidenti, ma come sempre ce ne sono a iosa. L’animaletto che Dustin si porta a casa non può non far pensare ai Gremlins, così come Will che, aprendo la porta di casa, ricorda da vicino il piccolo protagonista di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (già citato ampiamente nella prima stagione). Per quanto riguarda gli horror, torna il riferimento a It (le cicatrici sulle mani di Nancy e Jonathan) ed è chiaro quello a L’Esorcista (quando Will viene liberato dal mostro che lo controlla). En passant, vanno citati ovviamente I Goonies (quant’è bello quando Sean Astin domanda se sotto la X si trova il tesoro dei pirati?), Mad Max e Jurassic Park che, pur non essendo un film degli anni 80, è comunque un cult di quella generazione. Se volete approfondire la faccenda non perdetevi il post dedicato a tutte le citazioni di Stranger Things!

    COLONNA SONORA
    Altro punto forte della serie. Non sarà una soundtrack spettacolare come quella della stagione precedente, ma anche qui abbiamo ottime chicche. Ho amato trovarmi Hammer to Fall dei Queen nello stereo della macchina di Steve ed è stato gagliardo chiudere la seconda puntata con il classico tema dei Ghostbusters, firmato da Ray Parker Jr. Ci sono gli Scorpions con Rock You Like a Hurricane e i DEVO con Whip It, Bon Jovi con Runaway e i Metallica con The Four Horsemen. Tra gli altri capisaldi degli ’80 non manca Time After Time di Cindy Lauper (autrice del tema dei Goonies, tra l’altro) e Every Breath You Take dei Police. Queste solo per citarne alcune.

    FINALE
    In conclusione, non si può non commentare il finale di stagione. Soddisfacente, senza dubbio: il laboratorio è stato smantellato, Barb ha avuto un funerale, l’entrata per il Sottosopra ricucita (questa scena non mi ha fatto impazzire devo dire), Dustin balla con Nancy (chiusura ideale di quella scena in cui un sorridente Dustin, nella prima puntata dello scorso anno, chiedeva a Nancy se voleva un po’ di pizza), Mike bacia Eleven, Lucas bacia Max, Will trova anche lui una dama e Hopper si fa una sigaretta nel parcheggio insieme a Joyce. Sotto di loro però il Mind Flyer incombe minaccioso su Hawkins. Forse non sarà stata una stagione all’altezza della prima, ma io non riesco a non sentirmi legato a questi personaggi e a queste atmosfere. Che ve lo dico a fare: non vedo l’ora della terza stagione.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
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    #attori #canzoni #Cinema #citazioni #colonnaSonora #democani #film #mostro #Musica #Netflix #personaggi #ragazzi #soundtrack #spiegazione #storia #strangerThings #strangerThings2 #terzaStagione