#roland-barthes — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #roland-barthes, aggregated by home.social.
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"Roland Barthes in his classic study of photography, Camera Lucida, uses two terms, punctum and studium, to descrube our reactions to photographs.
"The studium can be translated as what the photo represents in aesthetic and intellectual terms, wholly disconnected from our emotional response.
"The punctum can be translated as the wound of the photograph. It's both emotional and individual. The punctum for you might be different from my sense of the punctum in a photograph.
"It's a small detail that wounds us, a bou's crooked teeth in a photograph of smiling boys, a man shading his eyes from the sun in another."
--Robin Hemley, essay Lines that Create Motion, The Far Edges of the Fourth GenreCamera Lucida : Reflections on Photography used book by Roland Barthes: 9780374532338
#robinhemley, #rolandbarthes, #creativenonfiction #savednotes
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"Language, according to Beneviste, is the only #semioticsystem capable of interpreting another #semiotic #system ... How, then does #language when it has to interpret #music? Alas, it seems, very badly.' #RolandBarthes, "The Grain of the Voice," Image Music Text
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What passes for “common sense” often defines which forms of intelligence are allowed to speak.
When we stop trying to force coherence through control, a different wisdom becomes audible — carried through exhaustion, relational signals, and shared attention. Listening reconnects us with what we already know, but have learned to ignore.
Full reflection for this week here:
https://emotus.substack.com/p/the-wisdom-that-is-already-there#TheWisdomThatIsAlreadyThere #RelationalInfrastructure #PracticedAttention #RolandBarthes
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The war against intelligence is always waged in the name of common sense.
-- Roland Barthes -
"Separate the art from the artist"? That's hard while the artist still earns a royalty and spends it on harassing critics in court or promoting intolerance.
"The Death of the Author"? The author's heirs aren't dead and can keep a biography from being published. Copyright encourages intentionalism.
#intentionalism #copyright #FairUse #DeathOfTheAuthor #RolandBarthes #LiteraryCriticism
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The Grain of the Voice: Interviews 1962-1980 (English and French Edition) by Roland Barthes (PDF)
Author: Roland Barthes
File Type: PDF
Download at https://sci-books.com/the-grain-of-the-voice-interviews-1962-1980-english-and-french-edition-0809050889/
#Philosophy, #RolandBarthes -
Album: Unpublished Correspondence and Texts (European Perspectives: A Series in Social Thought and Cultural Criticism) by Roland Barthes (EPUB)
Author: Roland Barthes
File Type: EPUB
Download at https://sci-books.com/album-unpublished-correspondence-and-texts-european-perspectives-a-series-in-social-thought-and-cultural-criticism-0231179863/
#Philosophers, #RolandBarthes -
J'avais filmé cette vidéo il y a un petit moment, je profite du nettoyage d'automne de mes blogs pour vous la remettre.
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"... the exuberant dance of language, delighting in the textures of words themselves...
Reading is less like a laboratory than a boudoir."
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appearance perception
If (post-)modern mainstream fashion [is to be] 'readerly', then […] postmodernist style [appears] as analogous to Barthes' 'writerly' text (Barthes, 1975), where 'signifiers, it seems, hold a certain privilege over what is signified'.
Muggleton, D. (1998) 'The Post-subculturalist', in Redhead, S. (ed) The Clubcultures Reader: Readings in Popular Cultural Studies, Oxford, Blackwell, pp. 167–185.
#Sociology #CulturalStudies #theory #postmodernism #RolandBarthes
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Septième Fonction du Langage, spoiler sans contexte : nos héros viennent d'arriver à Bologne. Vont-ils rencontrer il professore Eco?
Suspense, suspense. Mais bon, c'est pas très malin d'y aller pendant les vacances d'été, déjà, la fac est fermée.
Je ne me suis pas autant régalé en lisant un roman depuis des années...
Je vous le conseille chaudement, mais bon faut quand même connaître un poil la faune intello parisienne rive gauche de la grande époque (années 70) pour pleinement apprécier.
#littérature #roman #RolandBarthes -
Wie wirken alltägliche Phänomene und Medienbotschaften als Mythen?
🎧 In der 50. Folge des #tldrPodcast spricht Alex Demirović mit Eva Geulen über das Buch «Mythen des Alltags» von #RolandBarthes 👇
https://www.rosalux.de/mediathek/media/element/2701 -
“If one looks at the normal practice of #music #criticism (or, which is often the same thing, of conversations ‘on’ music), it can ready be seen that a work (or its performance) is only ever translated into the poorest of linguistic categories: the adjective.” - #RolandBarthes, Image Music Text
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Je m'en vais vous cultiver un peu moi, vous allez voir... (en espérant ne pas avoir dit trop de bêtises dans la vidéo, vous voudriez quand même pas que je prépare mes textes, si ?)
https://www.youtube.com/watch?v=_36K9AeQoJY
#France #Japon #RolandBarthes #Sociologie #Sémiologie -
Dites, quelqu'un aurait lu "La Septième Fonction du Langage" ? C'est bien ? Oui ? Non ?
#livres #littérature #RolandBarthes -
“Megalopolis”, un peplum per l’era digitale
Una volta, partecipando ad una trasmissione televisiva su Ovidio, Alessandro Barbero disse che il mondo frequentato dal poeta augusteo doveva essere assai simile a quello della upper class di New York o di Washington fatto di feste, festini e intrighi a base di sesso, alcool e droga, di party a cui partecipano i rampolli di alti esponenti della politica e dell’economia. Barbero istituisce quindi un azzeccatissimo parallelismo fra le più alte classi sociali della Roma augustea e le frange più ricche della contemporanea società americana. Frequentando quel mondo e scrivendo di amori licenziosi, è assai probabile che Ovidio abbia fatto un passo falso tanto da incorrere nell’ira di Augusto, ed essere quindi condannato alla relegazione nell’oscura Tomi, sul Mar Nero, l’odierna Costanza (che il poeta dipinge fredda e tempestosa come il Polo Nord, ma che oggi, almeno fino a prima dello scoppio della guerra in Ucraina, era il luogo di vacanza privilegiato dai ricchi magnati russi).
Un parallelismo fra la Roma antica e la contemporanea società americana viene realizzato anche da Francis Ford Coppola nel suo recente e ambizioso film Megalopolis (2024) che mostra un vero e proprio calderone di epoche e figure storiche. I nomi dei personaggi rievocano il truce periodo della guerra civile della Roma repubblicana: Crasso, Catilina, Cicerone, Clodio. Una fonte di ispirazione, secondo quanto affermato dallo stesso regista, è infatti La congiura di Catilina di Sallustio. Nel film, New York diventa New Rome e Cicerone è il corrotto procuratore distrettuale Francis Cicero mentre Catilina è il ricco architetto Cesar Catilina, nipote del banchiere Hamilton Crasso III e nipote di Crasso è anche il depravato Clodio. Quest’ultimo, ponendosi populisticamente alla guida delle classi più povere, vuole contrastare i progetti di ricostruzione della città (che sta per essere devastata dalla caduta di un satellite sovietico) di Catilina.
Il ricorso al mondo classico operato da Coppola possiede diverse sfaccettature. Una più estetica e incline al kitsch, con la valenza metaforica generale di corruzione e degradazione. Ad esempio, in Italia, alla fine degli anni Sessanta, richiami al mondo antico con questa valenza metaforica erano stati attuati da Alberto Arbasino e da Federico Fellini con due loro opere del 1969: rispettivamente il romanzo Super-Eliogabalo e il film Fellini Satyricon. Un’altra sfaccettatura si lega più da vicino all’immaginario fantascientifico e distopico, per cui la romanità presente nel film assume una significativa rilevanza estetica nei suoi aspetti più catastrofici, secondo quanto ha osservato Susan Sontag relativamente all’immagine del disastro nella fantascienza americana degli anni Cinquanta e Sessanta. Infine, la Roma antica presente nel film appare come il frutto di una “omogeneizzazione” del passato e della storia nel senso espresso da Furio Jesi nel suo saggio Cultura di destra. Il linguaggio delle “idee senza parole” (1979): una omogeneizzazione della Roma antica attuata dallo stesso Mussolini e dal fascismo, una rilettura del passato alla luce del lusso spirituale e materiale realizzata generalmente anche dalla cultura di destra successiva. D’altra parte, una mescolanza incongrua di questo tipo veniva perseguita anche dal filone peplum hollywoodiano, vale a dire tutta la miriade di film ambientati nell’antica Roma, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta. Esiste però anche un genere peplum precedente, squisitamente fascista come, ad esempio, Scipione l’Africano (1936) di Carmine Gallone, intriso di retorica del regime.
Coppola, strizzando genialmente l’occhio al peplum, crea una “omogeneizzazione” della Roma antica fra elementi incongrui e appartenenti a epoche diverse, infarcita di citazioni shakespeariane (Cicerone, Catilina, Clodio e Crasso che leggono Marco Aurelio come un grande del passato ma che in realtà è vissuto molto dopo, la presenza del Colosseo come stereotipo della romanità, che in realtà venne costruito dai Flavi molti anni dopo il periodo delle guerre civili ecc.) unendola a elementi della contemporaneità come la tecnologia digitale o le automobili. Questa grande omogeneizzazione, anzi mega-omogeneizzazione in puro stile peplum digitale 4.0, serve a creare un’altra potente immagine metaforica, quella del capitale nelle sue più violente e incomprensibili (almeno da parte della ‘gente comune’) declinazioni: il potere economico e finanziario. Dietro lo strapotere e la ricchezza dei personaggi, guarda caso, ci sono le banche: il corrotto e depravato Clodio mira infatti ad impossessarsi della banca dello zio Hamilton. E lo strapotere finanziario può anche ergersi a guida populista (come fa Crasso nel film), manovrando la popolazione meno abbiente come tanti ignari burattini. Il travestimento estetico, kitsch, iperreale e postmoderno della Roma antica di Coppola cela un cuore fatto di violente e tribali guerre finanziarie ed economiche, le stesse che si consumano a Wall Street. Il cuore pulsante di questa società non è troppo diverso da quello che ci mostra un film che viene sempre propinato al pubblico televisivo la sera del giorno di Natale, e lo è stato immancabilmente anche pochi giorni fa, Una poltrona per due (Trading Places, 1983) di John Landis: i ricchissimi fratelli Duke, esponenti dell’alta finanza, decidono, per una scommessa, di far precipitare in miseria il loro dipendente Winthorpe. Quello che viene spacciato per un film di Natale sui buoni sentimenti, oltre ad esaltare il rampantismo primi anni Ottanta, mostra in realtà una violentissima guerra tribale, quella che si consuma ogni giorno nei palazzi dell’alta finanza e, ormai, neppure più nei palazzi, ma nell’universo digitale.
La corruzione, i festini lussuosi, la depravazione, il sesso, la dimensione spettacolare volgare e ostentata, in Megalopolis, non sono altro che l’esoscheletro del cuore economico e finanziario del capitalismo maturo che ci circonda. Non è la romanità che è sopravvissuta fino ai giorni nostri, come nella trilogia ucronica di Sophie MacDougall Romanitas, ma è un universo ‘omogeneizzante’ che racchiude una cultura votata all’altare di un capitalismo che di romano ha assai poco. Certo, anche Petronio nel Satyricon (I sec. d.C.) intendeva affrescare la corruzione e la volgarità dell’età neroniana, un universo fatto di sesso, cibo e denaro, secondo la definizione di Gian Biagio Conte. Ma la rilettura del regista americano inserisce le figure antiche in un universo preciso: un mondo di lusso estremo che, dietro le apparenze, cade a pezzi in una tribale e violenta guerra fra bande. E poi, non dimentichiamo nemmeno che la Roma delle guerre civili era davvero una società attraversata da feroci regolamenti di conti fra bande rivali, come anche lo sarà la società medievale e rinascimentale.
Non è un caso che l’auto privata di Catilina, sulla quale si muove attraverso la città accompagnato dal suo autista, spesso inquadrata in immagini compiaciute ed estetizzanti, sia una vettura simbolo dell’alta borghesia francese ed europea degli anni Sessanta e Settanta, cioè la Citroën DS, un’automobile che è stata, secondo Roland Barthes, un vero e proprio mito del lusso, dello spettacolo e del consumo: mezzo di trasporto, nonché sfoggio di ricchezza, dell’alta borghesia parigina e addirittura auto presidenziale negli anni Sessanta si è poi trasformata, ormai invecchiata, a partire dalla fine degli anni Settanta, in mito della controcultura giovanile ed è divenuta l’ideale mezzo di trasporto per nomadici vagabondaggi. Un vero “mito d’oggi”, secondo l’efficace espressione barthesiana, soggetto a metamorfosi ma, nemmeno ai giorni nostri, del tutto tramontato. L’auto di Catilina si spinge fino ai più poveri quartieri di New York, simili a quelli in cui si ritrova il povero Winthorpe caduto in miseria, laddove una colossale statua della dea Giustizia non riesce più a tenere in mano la sua bilancia, perché pende troppo da una parte. Quei bassifondi sono e saranno abitati sempre dalle vittime del capitale, sia nella New Rome, sia in Megalopolis, la nuova città ‘riqualificata’ che Catilina intende costruire (una versione fantascientifica delle smart cities?). Con Megalopolis tutti staranno bene, saranno felici e contenti come in una fiaba (e all’universo della fiaba rimanda lo stesso film): sarà veramente così, come si auspica durante la festa di Capodanno di questo parallelo e distopico 2024? Sarà vera utopia oppure una nuova, cupa e devastante distopia che non fa altro che incalzarci e rincorrerci, anche nella realtà, giorno dopo giorno?
gvs
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20 books that have had an impact on who you are. One book a day for 20 days. No explanations, no reviews, just book covers. #20books #20Books20Days #books #rolandbarthes #discourse #gay #love #tao #zen #lgbtq #bookstodon 16/20
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New post on my blog 🔥 📸 Join me in exploring Roland Barthes' thoughts in "Camera Lucida"! Let's delve into how this book can shift the way we see photography. 🌟
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🔗 https://gosia.lol/2024/04/20/exploring-the-depths-of-photography-a-look-at-roland-barthes-camera-lucida/ -
"There are two musics (at least so I have always thought): the music one listens to, the music one plays. These two musics are two totally different arts, each with its own history, its own sociology, its own aesthetics, its own erotic"
Roland Barthes, Musica Practica
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If you look closely enough you can see the grain of Thom Yorke’s voice in the grooves #vinyl #radiohead #RolandBarthes #phonography
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🎙️ #Podcast / #Philosophie
❇️ « #RolandBarthes et la question du #neutre » sur France Culture : plus que le neutre, penser le désir de neutre, le neutre n’étant jamais atteint, toujours désiré, en s’inscrivant dans une tradition « pulsionnelle » de la pensée
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Este livro é qualquer coisa de especial.