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The 53rd ANNIES🏆 nominations are in!
Among them:
Best Feature
-#Elio
-#KPopDemonHunters
-Little Amelie or the Character of Rain
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-#Zootopia 2Best TV, Children
-My Melody & Kuromi
-#SpiceFrontier: Escape From Veltegar
-Tales of the #TMNT
-Wonderfully Weird #Gumball
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-#BobsBurgers
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https://annieawards.org/nominations -
Megan McArthur lascia la NASA
Al termine di una carriera durata oltre vent’anni, Megan McArthur lascia la NASA.
Con alle spalle due missioni spaziali che le hanno permesso di totalizzare 213 giorni nello spazio, Megan detiene anche due primati: è stata la prima donna a pilotare una capsula Dragon di SpaceX e l’ultima persona a “toccare”, seppur con il braccio robotico Canadarm dello Space Shuttle, il telescopio spaziale Hubble.
McArthur è stata il pilota della missione Crew-2 a bordo della Dragon Endeavour, che SpaceX ha lanciato per conto della NASA il 23 aprile 2021. Si è trattata della sua seconda (ed ultima) missione spaziale e della sua prima ed unica missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nel corso di questa missione di 200 giorni, Megan è stata ingegnere del volo per Expedition 65, svolgendo una vasta quantità di esperimenti scientifici relativi alla salute, alle scienze dei materiali e alla robotica.
In questa foto del 3 giugno 2021, Megan McArthur, ingegnere di volo per Expedition 65 carica le piastre per la cristallografia proteica con soluzioni di proteine per l’esperimento Real-time Protein Crystal Growth. Questo studio biotecnologico serve a dimostrare nuovi metodi per la produzione di cristalli proteici di elevata qualità in microgravità. Questi risultati possono essere utili per identificare nuovi obiettivi di ricerca e per sviluppare farmaci migliori per il trattamento di alcune specifiche malattie. Credit: NASA/FlickrLa sua prima missione spaziale è stata STS-125 (Servicing Mission 4 – SM4) dello Space Shuttle Atlantis, partita l’11 maggio 2009 alla volta del telescopio Hubble. Nelle vesti di specialista di missione, McArthur ha avuto la responsabilità di manipolare il telescopio orbitale con il braccio robotico della navetta e di fornire supporto durante le cinque attività extraveicolari necessarie alla riparazione e all’aggiornamento di Hubble. Inoltre, l’astronauta statunitense ha anche fornito supporto alle operazioni a bordo della navetta durante il lancio, l’avvicinamento al telescopio e l’atterraggio.
Megan McArthur Mission Specialist (MS2) della missione STS-125 posa per una foto il 17 maggio 2009, mentre è al lavoro con il braccio robotico Canadarm (Shuttle Remote Manipulator System – SRMS) dal ponte di coda dell’Atlantis durante le attività del Flight Day 7 Credit: NASA/Flickr«L’attenta leadership di Megan, la sua eccellenza a livello operativo e il suo totale e profondo impegno per la scienza e l’esplorazione, hanno avuto un impatto duraturo», ha commentato Steve Koerner, direttore ad interim del Johnson Space Center della NASA a Houston. «Il suo contributo è stato utile per plasmare il futuro dell’esplorazione spaziale umana, e siamo estremamente grati per il suo servizio».
Megan McArthur nella sua carriera alla NASA, ha ricoperto anche diversi ruoli di responsabilità tecnica. Nel 2019, è stata nominata vice capo divisione dell’Ufficio Astronauti in supporto all’addestramento dei colleghi e allo sviluppo delle operazioni spaziali. Inoltre, a partire dal 2017 è stata anche assistente del direttore delle operazioni di volo per il programma della Stazione Spaziale Internazionale.
19 maggio 2011, Megan McArthur, Spacecraft Communicator (CAPCOM) per la missione STS-134 monitora i dati alla sua consolle nella Space Shuttle Flight Control Room presso il Mission Control Center del Johnson Space Center durante le attività del Flight Day 4. Credit: NASAMegan recentemente si è occupata anche di divulgazione, ricoprendo dal 2022 la carica di capo direttore scientifico presso lo Space Centre di Houston, ovvero il Visitor Centre del Johnson Space Center della NASA. Proseguendo in questo suo ruolo, ella promuove attivamente il coinvolgimento del pubblico sui temi legati all’esplorazione spaziale, con l’intento di accrescere la comprensione dei suoi benefici per l’umanità e di migliorare la cultura scientifica.
Katherine Megan McArthur è nata il 30 agosto 1971 ad Honolulu, Hawaii, ma è cresciuta in California dove ha frequentato la St. Francis High School di Mountain View. Nel 1993 si è laureata in ingegneria aerospaziale all’University of California di Los Angeles e nel 2002 ha ottenuto il dottorato in oceanografia dallo Scripps Institution of Oceanography dell’University of California di San Diego. Durante questi studi, McArthur ha partecipato a ricerche sulla propagazione acustica sottomarina e sull’elaborazione dei segnali digitali e ha svolto inoltre ricerche con attività subacquee.
McArthur è stata selezionata dalla NASA nel 2000 come specialista di missione e dopo i consueti due anni di addestramento è stata assegnata all’Astronaut Office Shuttle Operations Branch per lavorare su alcuni aspetti tecnici dei sistemi dello Space Shuttle presso lo Shuttle Avionics Integration Laboratory (SAIL). Di seguito è stata selezionata come astronauta di supporto a terra per l’equipaggio dell’Expedition 9 nel corso della missione di sei mesi nella stazione spaziale nel 2004. Inoltre è stata CAPCOM (Capsule Communicator) sia per lo Space Shuttle che per la Stazione Spaziale Internazionale.
Nella Space Station Flight Control Room del Mission Control Center presso il Johnson Space Center, gli astronauti Megan McArthur e Shane Kimbrough, sono in contatto con i membri dell’equipaggio dell’Expedition 36 a bordo dell’International Space Station, nel corso dell’attività extraveicolare del 9 luglio 2013, eseguita dagli astronauti Chris Cassidy della NASA e Luca Parmitano dellESA. Credit: NASA
«É stato un incredibile privilegio servire come astronauta della NASA, lavorando con scienziati di tutto il mondo su ricerche all’avanguardia che continuano ad avere un impatto duraturo qui sulla Terra e che preparano l’umanità per le esplorazioni del futuro sulla Luna e su Marte», ha dichiarato McArthur. «Dal telescopio spaziale Hubble alla Stazione Spaziale Internazionale, il nostro laboratorio di ricerca in orbita bassa, l’umanità ha sviluppato degli strumenti incredibili che ci aiutano a rispondere ad importanti quesiti scientifici, a risolvere complesse sfide ingegneristiche e a guadagnare una profonda comprensione riguardo alla nostra posizione nell’universo. Vedere il nostro splendido pianeta dallo spazio, rende chiaro quanto sia fragile e preziosa la nostra casa e quanto sia vitale che noi la proteggiamo. Sono grata di aver avuto l’opportunità di contribuire a questo lavoro, e sono eccitata nell’osservare i nostri brillanti ingegneri e scienziati della NASA superare nuove sfide e perseguire ulteriori scoperte scientifiche per il beneficio di tutti.»
Megan McArthur è sposata con l’ex astronauta ed ex capo dell’Ufficio Astronauti della NASA Bob Behnken, dal quale ha avuto un figlio. Behnken ha volato anche a bordo della Dragon Endeavour per la missione SpaceX Demo-2 nel 2020. Proprio il seggiolino occupato da Behnken in Endeavour è stato usato poco tempo dopo anche da sua moglie Megan per la missione Crew-2 di SpaceX, che è stato anche il secondo volo della capsula.
Ove non diversamente indicato, questo articolo è © 2006-2025 Associazione ISAA - Leggi la licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
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Discutiamone su ForumAstronautico.it
#CAPCOM #CrewDragon #EndeavourCrewDragon_ #Expedition65 #Expedition66 #Expedition9 #HubbleSpaceTelescope #MeganMcArthur #NASA #SpaceShuttleAtlantisOV104_ #SpaceX #SpaceXCrew2 #StazioneSpazialeInternazionale_ #STS125
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Megan McArthur lascia la NASA
Al termine di una carriera durata oltre vent’anni, Megan McArthur lascia la NASA.
Con alle spalle due missioni spaziali che le hanno permesso di totalizzare 213 giorni nello spazio, Megan detiene anche due primati: è stata la prima donna a pilotare una capsula Dragon di SpaceX e l’ultima persona a “toccare”, seppur con il braccio robotico Canadarm dello Space Shuttle, il telescopio spaziale Hubble.
McArthur è stata il pilota della missione Crew-2 a bordo della Dragon Endeavour, che SpaceX ha lanciato per conto della NASA il 23 aprile 2021. Si è trattata della sua seconda (ed ultima) missione spaziale e della sua prima ed unica missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nel corso di questa missione di 200 giorni, Megan è stata ingegnere del volo per Expedition 65, svolgendo una vasta quantità di esperimenti scientifici relativi alla salute, alle scienze dei materiali e alla robotica.
In questa foto del 3 giugno 2021, Megan McArthur, ingegnere di volo per Expedition 65 carica le piastre per la cristallografia proteica con soluzioni di proteine per l’esperimento Real-time Protein Crystal Growth. Questo studio biotecnologico serve a dimostrare nuovi metodi per la produzione di cristalli proteici di elevata qualità in microgravità. Questi risultati possono essere utili per identificare nuovi obiettivi di ricerca e per sviluppare farmaci migliori per il trattamento di alcune specifiche malattie. Credit: NASA/FlickrLa sua prima missione spaziale è stata STS-125 (Servicing Mission 4 – SM4) dello Space Shuttle Atlantis, partita l’11 maggio 2009 alla volta del telescopio Hubble. Nelle vesti di specialista di missione, McArthur ha avuto la responsabilità di manipolare il telescopio orbitale con il braccio robotico della navetta e di fornire supporto durante le cinque attività extraveicolari necessarie alla riparazione e all’aggiornamento di Hubble. Inoltre, l’astronauta statunitense ha anche fornito supporto alle operazioni a bordo della navetta durante il lancio, l’avvicinamento al telescopio e l’atterraggio.
Megan McArthur Mission Specialist (MS2) della missione STS-125 posa per una foto il 17 maggio 2009, mentre è al lavoro con il braccio robotico Canadarm (Shuttle Remote Manipulator System – SRMS) dal ponte di coda dell’Atlantis durante le attività del Flight Day 7 Credit: NASA/Flickr«L’attenta leadership di Megan, la sua eccellenza a livello operativo e il suo totale e profondo impegno per la scienza e l’esplorazione, hanno avuto un impatto duraturo», ha commentato Steve Koerner, direttore ad interim del Johnson Space Center della NASA a Houston. «Il suo contributo è stato utile per plasmare il futuro dell’esplorazione spaziale umana, e siamo estremamente grati per il suo servizio».
Megan McArthur nella sua carriera alla NASA, ha ricoperto anche diversi ruoli di responsabilità tecnica. Nel 2019, è stata nominata vice capo divisione dell’Ufficio Astronauti in supporto all’addestramento dei colleghi e allo sviluppo delle operazioni spaziali. Inoltre, a partire dal 2017 è stata anche assistente del direttore delle operazioni di volo per il programma della Stazione Spaziale Internazionale.
19 maggio 2011, Megan McArthur, Spacecraft Communicator (CAPCOM) per la missione STS-134 monitora i dati alla sua consolle nella Space Shuttle Flight Control Room presso il Mission Control Center del Johnson Space Center durante le attività del Flight Day 4. Credit: NASAMegan recentemente si è occupata anche di divulgazione, ricoprendo dal 2022 la carica di capo direttore scientifico presso lo Space Centre di Houston, ovvero il Visitor Centre del Johnson Space Center della NASA. Proseguendo in questo suo ruolo, ella promuove attivamente il coinvolgimento del pubblico sui temi legati all’esplorazione spaziale, con l’intento di accrescere la comprensione dei suoi benefici per l’umanità e di migliorare la cultura scientifica.
Katherine Megan McArthur è nata il 30 agosto 1971 ad Honolulu, Hawaii, ma è cresciuta in California dove ha frequentato la St. Francis High School di Mountain View. Nel 1993 si è laureata in ingegneria aerospaziale all’University of California di Los Angeles e nel 2002 ha ottenuto il dottorato in oceanografia dallo Scripps Institution of Oceanography dell’University of California di San Diego. Durante questi studi, McArthur ha partecipato a ricerche sulla propagazione acustica sottomarina e sull’elaborazione dei segnali digitali e ha svolto inoltre ricerche con attività subacquee.
McArthur è stata selezionata dalla NASA nel 2000 come specialista di missione e dopo i consueti due anni di addestramento è stata assegnata all’Astronaut Office Shuttle Operations Branch per lavorare su alcuni aspetti tecnici dei sistemi dello Space Shuttle presso lo Shuttle Avionics Integration Laboratory (SAIL). Di seguito è stata selezionata come astronauta di supporto a terra per l’equipaggio dell’Expedition 9 nel corso della missione di sei mesi nella stazione spaziale nel 2004. Inoltre è stata CAPCOM (Capsule Communicator) sia per lo Space Shuttle che per la Stazione Spaziale Internazionale.
Nella Space Station Flight Control Room del Mission Control Center presso il Johnson Space Center, gli astronauti Megan McArthur e Shane Kimbrough, sono in contatto con i membri dell’equipaggio dell’Expedition 36 a bordo dell’International Space Station, nel corso dell’attività extraveicolare del 9 luglio 2013, eseguita dagli astronauti Chris Cassidy della NASA e Luca Parmitano dellESA. Credit: NASA
«É stato un incredibile privilegio servire come astronauta della NASA, lavorando con scienziati di tutto il mondo su ricerche all’avanguardia che continuano ad avere un impatto duraturo qui sulla Terra e che preparano l’umanità per le esplorazioni del futuro sulla Luna e su Marte», ha dichiarato McArthur. «Dal telescopio spaziale Hubble alla Stazione Spaziale Internazionale, il nostro laboratorio di ricerca in orbita bassa, l’umanità ha sviluppato degli strumenti incredibili che ci aiutano a rispondere ad importanti quesiti scientifici, a risolvere complesse sfide ingegneristiche e a guadagnare una profonda comprensione riguardo alla nostra posizione nell’universo. Vedere il nostro splendido pianeta dallo spazio, rende chiaro quanto sia fragile e preziosa la nostra casa e quanto sia vitale che noi la proteggiamo. Sono grata di aver avuto l’opportunità di contribuire a questo lavoro, e sono eccitata nell’osservare i nostri brillanti ingegneri e scienziati della NASA superare nuove sfide e perseguire ulteriori scoperte scientifiche per il beneficio di tutti.»
Megan McArthur è sposata con l’ex astronauta ed ex capo dell’Ufficio Astronauti della NASA Bob Behnken, dal quale ha avuto un figlio. Behnken ha volato anche a bordo della Dragon Endeavour per la missione SpaceX Demo-2 nel 2020. Proprio il seggiolino occupato da Behnken in Endeavour è stato usato poco tempo dopo anche da sua moglie Megan per la missione Crew-2 di SpaceX, che è stato anche il secondo volo della capsula.
Ove non diversamente indicato, questo articolo è © 2006-2025 Associazione ISAA - Leggi la licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
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#CAPCOM #CrewDragon #EndeavourCrewDragon_ #Expedition65 #Expedition66 #Expedition9 #HubbleSpaceTelescope #MeganMcArthur #NASA #SpaceShuttleAtlantisOV104_ #SpaceX #SpaceXCrew2 #StazioneSpazialeInternazionale_ #STS125
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Megan McArthur lascia la NASA
Al termine di una carriera durata oltre vent’anni, Megan McArthur lascia la NASA.
Con alle spalle due missioni spaziali che le hanno permesso di totalizzare 213 giorni nello spazio, Megan detiene anche due primati: è stata la prima donna a pilotare una capsula Dragon di SpaceX e l’ultima persona a “toccare”, seppur con il braccio robotico Canadarm dello Space Shuttle, il telescopio spaziale Hubble.
McArthur è stata il pilota della missione Crew-2 a bordo della Dragon Endeavour, che SpaceX ha lanciato per conto della NASA il 23 aprile 2021. Si è trattata della sua seconda (ed ultima) missione spaziale e della sua prima ed unica missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale. Nel corso di questa missione di 200 giorni, Megan è stata ingegnere del volo per Expedition 65, svolgendo una vasta quantità di esperimenti scientifici relativi alla salute, alle scienze dei materiali e alla robotica.
In questa foto del 3 giugno 2021, Megan McArthur, ingegnere di volo per Expedition 65 carica le piastre per la cristallografia proteica con soluzioni di proteine per l’esperimento Real-time Protein Crystal Growth. Questo studio biotecnologico serve a dimostrare nuovi metodi per la produzione di cristalli proteici di elevata qualità in microgravità. Questi risultati possono essere utili per identificare nuovi obiettivi di ricerca e per sviluppare farmaci migliori per il trattamento di alcune specifiche malattie. Credit: NASA/FlickrLa sua prima missione spaziale è stata STS-125 (Servicing Mission 4 – SM4) dello Space Shuttle Atlantis, partita l’11 maggio 2009 alla volta del telescopio Hubble. Nelle vesti di specialista di missione, McArthur ha avuto la responsabilità di manipolare il telescopio orbitale con il braccio robotico della navetta e di fornire supporto durante le cinque attività extraveicolari necessarie alla riparazione e all’aggiornamento di Hubble. Inoltre, l’astronauta statunitense ha anche fornito supporto alle operazioni a bordo della navetta durante il lancio, l’avvicinamento al telescopio e l’atterraggio.
Megan McArthur Mission Specialist (MS2) della missione STS-125 posa per una foto il 17 maggio 2009, mentre è al lavoro con il braccio robotico Canadarm (Shuttle Remote Manipulator System – SRMS) dal ponte di coda dell’Atlantis durante le attività del Flight Day 7 Credit: NASA/Flickr«L’attenta leadership di Megan, la sua eccellenza a livello operativo e il suo totale e profondo impegno per la scienza e l’esplorazione, hanno avuto un impatto duraturo», ha commentato Steve Koerner, direttore ad interim del Johnson Space Center della NASA a Houston. «Il suo contributo è stato utile per plasmare il futuro dell’esplorazione spaziale umana, e siamo estremamente grati per il suo servizio».
Megan McArthur nella sua carriera alla NASA, ha ricoperto anche diversi ruoli di responsabilità tecnica. Nel 2019, è stata nominata vice capo divisione dell’Ufficio Astronauti in supporto all’addestramento dei colleghi e allo sviluppo delle operazioni spaziali. Inoltre, a partire dal 2017 è stata anche assistente del direttore delle operazioni di volo per il programma della Stazione Spaziale Internazionale.
19 maggio 2011, Megan McArthur, Spacecraft Communicator (CAPCOM) per la missione STS-134 monitora i dati alla sua consolle nella Space Shuttle Flight Control Room presso il Mission Control Center del Johnson Space Center durante le attività del Flight Day 4. Credit: NASAMegan recentemente si è occupata anche di divulgazione, ricoprendo dal 2022 la carica di capo direttore scientifico presso lo Space Centre di Houston, ovvero il Visitor Centre del Johnson Space Center della NASA. Proseguendo in questo suo ruolo, ella promuove attivamente il coinvolgimento del pubblico sui temi legati all’esplorazione spaziale, con l’intento di accrescere la comprensione dei suoi benefici per l’umanità e di migliorare la cultura scientifica.
Katherine Megan McArthur è nata il 30 agosto 1971 ad Honolulu, Hawaii, ma è cresciuta in California dove ha frequentato la St. Francis High School di Mountain View. Nel 1993 si è laureata in ingegneria aerospaziale all’University of California di Los Angeles e nel 2002 ha ottenuto il dottorato in oceanografia dallo Scripps Institution of Oceanography dell’University of California di San Diego. Durante questi studi, McArthur ha partecipato a ricerche sulla propagazione acustica sottomarina e sull’elaborazione dei segnali digitali e ha svolto inoltre ricerche con attività subacquee.
McArthur è stata selezionata dalla NASA nel 2000 come specialista di missione e dopo i consueti due anni di addestramento è stata assegnata all’Astronaut Office Shuttle Operations Branch per lavorare su alcuni aspetti tecnici dei sistemi dello Space Shuttle presso lo Shuttle Avionics Integration Laboratory (SAIL). Di seguito è stata selezionata come astronauta di supporto a terra per l’equipaggio dell’Expedition 9 nel corso della missione di sei mesi nella stazione spaziale nel 2004. Inoltre è stata CAPCOM (Capsule Communicator) sia per lo Space Shuttle che per la Stazione Spaziale Internazionale.
Nella Space Station Flight Control Room del Mission Control Center presso il Johnson Space Center, gli astronauti Megan McArthur e Shane Kimbrough, sono in contatto con i membri dell’equipaggio dell’Expedition 36 a bordo dell’International Space Station, nel corso dell’attività extraveicolare del 9 luglio 2013, eseguita dagli astronauti Chris Cassidy della NASA e Luca Parmitano dellESA. Credit: NASA
«É stato un incredibile privilegio servire come astronauta della NASA, lavorando con scienziati di tutto il mondo su ricerche all’avanguardia che continuano ad avere un impatto duraturo qui sulla Terra e che preparano l’umanità per le esplorazioni del futuro sulla Luna e su Marte», ha dichiarato McArthur. «Dal telescopio spaziale Hubble alla Stazione Spaziale Internazionale, il nostro laboratorio di ricerca in orbita bassa, l’umanità ha sviluppato degli strumenti incredibili che ci aiutano a rispondere ad importanti quesiti scientifici, a risolvere complesse sfide ingegneristiche e a guadagnare una profonda comprensione riguardo alla nostra posizione nell’universo. Vedere il nostro splendido pianeta dallo spazio, rende chiaro quanto sia fragile e preziosa la nostra casa e quanto sia vitale che noi la proteggiamo. Sono grata di aver avuto l’opportunità di contribuire a questo lavoro, e sono eccitata nell’osservare i nostri brillanti ingegneri e scienziati della NASA superare nuove sfide e perseguire ulteriori scoperte scientifiche per il beneficio di tutti.»
Megan McArthur è sposata con l’ex astronauta ed ex capo dell’Ufficio Astronauti della NASA Bob Behnken, dal quale ha avuto un figlio. Behnken ha volato anche a bordo della Dragon Endeavour per la missione SpaceX Demo-2 nel 2020. Proprio il seggiolino occupato da Behnken in Endeavour è stato usato poco tempo dopo anche da sua moglie Megan per la missione Crew-2 di SpaceX, che è stato anche il secondo volo della capsula.
Ove non diversamente indicato, questo articolo è © 2006-2025 Associazione ISAA - Leggi la licenza. La nostra licenza non si applica agli eventuali contenuti di terze parti presenti in questo articolo, che rimangono soggetti alle condizioni del rispettivo detentore dei diritti.
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#CAPCOM #CrewDragon #EndeavourCrewDragon_ #Expedition65 #Expedition66 #Expedition9 #HubbleSpaceTelescope #MeganMcArthur #NASA #SpaceShuttleAtlantisOV104_ #SpaceX #SpaceXCrew2 #StazioneSpazialeInternazionale_ #STS125
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Les #trains se cachent pour mourir
Le sujet des Zones à Faibles Émissions (#ZFE) est réapparu dans le débat public à l'occasion de l'examen d'une proposition de Loi visant à les interdire.
Très vite les échanges ont tourné à la caricature en stigmatisant les « bobos écolos urbains » qui vivraient dans une réalité alternative, mais également la « méchante » #Europe qui pourrait réclamer 3,3 milliards d'aides perçues par la France au titre de la #TransitionEcologique pour la seule année 2025 si la Loi était votée.
La suite sur le blog de David Cormand, député #européen #écologiste :
https://www.davidcormand.fr/en-normandie-1/les-trains-se-cachent-pour-mourir -
The constitution, 4th amendment, sound crime research and public comment didn't work, concerned Seattle citizens held a noise demo at Bob Kettle's house. City council's loudest supporter of this crap, ex-SPD cop and current neighborhood watch captain of Queen Anne.
And you know what? Bob's band of sundown town vigilantes violently attacked the protesters and I was smashed in the head for holding a fucking sign.
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Poireaux pluvieux... poireaux généreux ! 😂☔
Ils vous attendent ce soir à la vente à la ferme de 16h30 à 19h.
👉 Petit rappel : pas de marché à Bobital ce soir ! 😭
J'en profite pour vous présenter Léa qui sera en stage plusieurs semaines cette année à la ferme ! Elle démarre dans des conditions climatiques pas évidentes, vivement le printemps. 🙏
#agriculturebiologique #produitslocaux #legumesdesaison #languedias #bobital #megrit #capamap #lafermekabocha #grainsdevigne #dinan #biodiversity
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Poireaux pluvieux... poireaux généreux ! 😂☔
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Louie Bellson en concert le 12 octobre 1980 au Nancy Jazz Pulsations
#LouieBellson (dir, dr), Bobby Shew, Brian O'Flaherty, Frank Szabo, Neil Balm, Alan Downey (tp), Rick Chamberlain, Hale Rood, Clint Sharman (tb), Don Mikkelsen (btb), Arnie Lawrence, Andy Mackintosh (as), Joe Romano, Ken Hitchcock (ts), Bill Jones (bs), Frank Strazzeri (p), John Heard (b)
#jazz #podcast #francemusique en 2 parties:
https://www.radiofrance.fr/francemusique/podcasts/les-legendes-du-jazz/louie-bellson-en-concert-le-12-octobre-1980-au-nancy-jazz-pulsations-1-2-1248096
https://www.radiofrance.fr/francemusique/podcasts/les-legendes-du-jazz/louie-bellson-en-concert-le-12-octobre-1980-au-nancy-jazz-pulsations-2-2-7195899 -
Le immagini di questo video provengono dal primo riuscito tentativo di trasmissione televisiva (quasi) completa delle Olimpiadi: Roma 1960. E il film ufficiale dell'evento fu candidato agli Oscar. Doveroso ricordare i 50 anni dalla morte di un atleta che ha fatto la storia (non solo dello sport). Ma oggi in Italia non si riesce ad avere una pista da bob per le invernali e per ottenere gli Europei di calcio si arriva a spartirli con la Turchia #whenwewerekings #UnoSport https://i.devol.it/watch?si=E6uOfw3i_SINZupr&v=Bmj1HopvtzA&feature=youtu.be
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Le immagini di questo video provengono dal primo riuscito tentativo di trasmissione televisiva (quasi) completa delle Olimpiadi: Roma 1960. E il film ufficiale dell'evento fu candidato agli Oscar. Doveroso ricordare i 50 anni dalla morte di un atleta che ha fatto la storia (non solo dello sport). Ma oggi in Italia non si riesce ad avere una pista da bob per le invernali e per ottenere gli Europei di calcio si arriva a spartirli con la Turchia #whenwewerekings #UnoSport https://i.devol.it/watch?si=E6uOfw3i_SINZupr&v=Bmj1HopvtzA&feature=youtu.be
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Le immagini di questo video provengono dal primo riuscito tentativo di trasmissione televisiva (quasi) completa delle Olimpiadi: Roma 1960. E il film ufficiale dell'evento fu candidato agli Oscar. Doveroso ricordare i 50 anni dalla morte di un atleta che ha fatto la storia (non solo dello sport). Ma oggi in Italia non si riesce ad avere una pista da bob per le invernali e per ottenere gli Europei di calcio si arriva a spartirli con la Turchia #whenwewerekings #UnoSport https://i.devol.it/watch?si=E6uOfw3i_SINZupr&v=Bmj1HopvtzA&feature=youtu.be
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Le immagini di questo video provengono dal primo riuscito tentativo di trasmissione televisiva (quasi) completa delle Olimpiadi: Roma 1960. E il film ufficiale dell'evento fu candidato agli Oscar. Doveroso ricordare i 50 anni dalla morte di un atleta che ha fatto la storia (non solo dello sport). Ma oggi in Italia non si riesce ad avere una pista da bob per le invernali e per ottenere gli Europei di calcio si arriva a spartirli con la Turchia #whenwewerekings #UnoSport https://i.devol.it/watch?si=E6uOfw3i_SINZupr&v=Bmj1HopvtzA&feature=youtu.be
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#SeptemberRPG #TTRPG #JdR #JuegosDeRol
1. Great Game(s) Played this year by the first time. Juego(s) increíble(s) jugado(s) por primera vez este año. Jeu(x) incroyable(s) joué(s) par prémière fois cette année.
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#SeptemberRPG #TTRPG #JdR #JuegosDeRol
1. Great Game(s) Played this year by the first time. Juego(s) increíble(s) jugado(s) por primera vez este año. Jeu(x) incroyable(s) joué(s) par prémière fois cette année.
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#SeptemberRPG #TTRPG #JdR #JuegosDeRol
1. Great Game(s) Played this year by the first time. Juego(s) increíble(s) jugado(s) por primera vez este año. Jeu(x) incroyable(s) joué(s) par prémière fois cette année.
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9/ Mir fiel da meine erste Englischstunde ein: „Hi, I am Mike. I am a mechanic. The tyre is flat.“ Leider konnte ich das nicht auf youtube finden. Es gab in der Folge noch Anne, die war reporter. Und noch einen Boxer. Vielleicht war das Mike in seiner Freizeit. Oder Bob?
Anyway, es gibt so Leute, die nennen sich #TyreExtinguisher. Die wollen eh nicht bei ihren Schandtaten fotografiert werden und so ist es gut, dass ich schon mal ein Bild für die Datenbank habe.
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#JayneMansfield'sCar - L'ultimo desiderioUna storia familiare con un ottimo e convincente cast, tra cui #RobertDuvall e #BillyBobThornton, che è anche il regista.
Purtroppo i personaggi sono troppo stereotipati e le vicende in molti casi sfociano nella macchietta.📝Voto: 5½ /¹⁰
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton, 122 minuti, 2013.
-Alabama, 1969. Il vecchio Jim Caldwell viene a sapere tramite una telefonata che sua moglie Naomi è morta, lasciando i loro tre figli, e che sta per tornare a casa, portata dall'inglese per il quale lo ha abbandonato tanti anni prima…- da themoviedb.org -
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#JayneMansfield'sCar - L'ultimo desiderioUna storia familiare con un ottimo e convincente cast, tra cui #RobertDuvall e #BillyBobThornton, che è anche il regista.
Purtroppo i personaggi sono troppo stereotipati e le vicende in molti casi sfociano nella macchietta.📝Voto: 5½ /¹⁰
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton, 122 minuti, 2013.
-Alabama, 1969. Il vecchio Jim Caldwell viene a sapere tramite una telefonata che sua moglie Naomi è morta, lasciando i loro tre figli, e che sta per tornare a casa, portata dall'inglese per il quale lo ha abbandonato tanti anni prima…- da themoviedb.org -
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#JayneMansfield'sCar - L'ultimo desiderioUna storia familiare con un ottimo e convincente cast, tra cui #RobertDuvall e #BillyBobThornton, che è anche il regista.
Purtroppo i personaggi sono troppo stereotipati e le vicende in molti casi sfociano nella macchietta.📝Voto: 5½ /¹⁰
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton, 122 minuti, 2013.
-Alabama, 1969. Il vecchio Jim Caldwell viene a sapere tramite una telefonata che sua moglie Naomi è morta, lasciando i loro tre figli, e che sta per tornare a casa, portata dall'inglese per il quale lo ha abbandonato tanti anni prima…- da themoviedb.org -
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#JayneMansfield'sCar - L'ultimo desiderioUna storia familiare con un ottimo e convincente cast, tra cui #RobertDuvall e #BillyBobThornton, che è anche il regista.
Purtroppo i personaggi sono troppo stereotipati e le vicende in molti casi sfociano nella macchietta.📝Voto: 5½ /¹⁰
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton, 122 minuti, 2013.
-Alabama, 1969. Il vecchio Jim Caldwell viene a sapere tramite una telefonata che sua moglie Naomi è morta, lasciando i loro tre figli, e che sta per tornare a casa, portata dall'inglese per il quale lo ha abbandonato tanti anni prima…- da themoviedb.org -
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#JayneMansfield'sCar - L'ultimo desiderioUna storia familiare con un ottimo e convincente cast, tra cui #RobertDuvall e #BillyBobThornton, che è anche il regista.
Purtroppo i personaggi sono troppo stereotipati e le vicende in molti casi sfociano nella macchietta.📝Voto: 5½ /¹⁰
"Jayne Mansfield's Car" di Billy Bob Thornton, 122 minuti, 2013.
-Alabama, 1969. Il vecchio Jim Caldwell viene a sapere tramite una telefonata che sua moglie Naomi è morta, lasciando i loro tre figli, e che sta per tornare a casa, portata dall'inglese per il quale lo ha abbandonato tanti anni prima…- da themoviedb.org -
Triste nouvelle
Bar, restaurant, et lieu de vie (concerts, spectacles, expositions, etc.), « Le relais de la Cascade », situé sur la commune de Saint-Martin-Château, dans le parc naturel régional de Millevaches, a fermé définitivement ses portes ce 22 novembre.
Message de Bobi et Koumba, les deux cascadeuses :
« C’est avec le cœur lourd que nous vous annonçons la fermeture du Relais de la Cascade pour raison économique. »
« Cette année fut riche en émotions et ponctuée de belles rencontres que nous n’oublierons pas ! »
« Ce fût un plaisir de vous régalez, divertir et désaltérer (...). »
« Merci à tous ceux qui ont été présents et qui nous ont soutenus au cours de cette belle aventure ! »
« Un grand merci à tous les membres de l’association Aux Berges de Saint-Martin sans qui nous n'aurions pas eu une telle programmation. »
« Et un chaleureux merci aux habitants de Saint-Martin-Château pour leur accueil, leur soutien et tous ces rires partagés. »
— https://www.instagram.com/lerelaisdescascadeuses/
#LeRelaisDeLaCascade #SaintMartinChateau #PlateauDeMillevaches #Creuse #Limousin
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Nachrichten aus den USA: Wann regt sich (mehr) Widerstand in den Staaten?
Dieser Tage habe ich in einem Post auf Mastodon aus einem Interview mit Anne Applebaum im ZDF heute-journal zitiert. Unter anderem sagt die Trägerin des Friedenspreises des Deutschen Buchhandels und Autorin der lesenswerten Analyse „Die Achse der Autokraten“: „Wir müssen einfach abwarten – wir müssen hoffen, dass das Gerichtssystem anspringt und funktioniert.“
Nur ‚abwarten‘ und auf die Gerichte hoffen?
Mein Reaktion darauf: Die Hoffnung stirbt zuletzt. Wir sollten alle hoffen, dass die Judikative funktioniert, auch wenn Trump sie (wie auch die Pressefreiheit) aushebeln will. Mein ehemaliger Kollege Peter hat daraufhin geantwortet, dass er es schon überraschend fand: „die Frau, die das Entstehen von Autokratien erforscht, hat auf konkrete Fragen von Frau Slomka nur: ‚abwarten‘.“ Das sei unbefriedigend und doch eigentlich eher eine deutsche Eigenschaft. Meine Antwort an Peter: Es zeigt sich, wie ratlos und in Schockstarre die demokratischen Kräfte, sogar eine Anne Applebaum, sind. Und das nach 53 Tagen, die Trump im Amt und Würden ist.
Auch betont Applebaum in dem Interview mit dem heute-journal ausdrücklich, dass die USA trotz dieser Entwicklungen immer noch eine Demokratie seien: „Wir haben immer noch Redefreiheit. Wir haben immer noch Rechte. Wir haben immer noch eine legale Opposition.“
Immer noch (zu) hohe Zustimmungswerte für Trump
Viele von uns in Europa schauen in die USA und wundern uns, dass wir so wenig Widerstand* gegen Trump wahrnehmen. Und machen wir uns ehrlich: Die Zustimmungswerte für Trump sinken zwar, aber es ist noch nicht so dramatisch, wie man denken oder hoffen könnte. Noch immer liegt er mindestens in den oberen 40 Prozent Zustimmung. Die amerikanische Gesellschaft ist weiterhin tief in der Mitte gespalten.
Gut. Es gibt Berichte über die Proteste vor Tesla-Showrooms gegen Elon Musk, bei denen Menschen fordern, Tesla zu einer „toxischen Marke“ zu machen. Ihr Ziel: Musk durch wirtschaftlichen Druck zum Einlenken zu zwingen. Die Proteste richten sich gegen Musks politische Verbindungen und seine Rolle bei Entlassungen in den USA, so Capital.
Gute Freunde von uns haben (ich glaube) 2017 ihren Tesla gekauft. Unterdessen prangt dieser Aufkleber am Heck. Diesen Sticker habe ich noch an keinem anderen Fahrzeug gesehen, obwohl der Aufkleber zeitweise ausverkauft war. Vielen geht das, was Murks treibt, wohl einfach am Bobbes vorbei.
Na ja, immerhin brechen die Verkaufszahlen auch in Deutschland drastisch ein. Wenigstens etwas.
Nachdem der Kurs der Tesla-Aktie signifikant eingebrochen ist, meldet sich natürlich der Musk-Buddy Donald Trump zu Wort und inszeniert eine Verkaufsshow vor dem Weißen Haus. Ein roter Tesla vor dem Weißen Haus, darin Trump und Musk und Trumps Aussage „Ich liebe Tesla“. Es scheint in den USA nichts zu geben, was es nicht gibt. Merz oder Scholz vor dem Bundestag im Mercedes, BMW oder VW? Scheint bei uns undenkbar. Vielleicht Weidel im Tesla.
Digitalwirtschaft und andere im Kniefall
Große Teile der Wirtschaft, gerade auch der Digitalwirtschaft, scheinen auf jeden Fall auf Trump-Kurs zu sein oder halten einfach die Klappe: „Geschwiegen wird aus Angst – und weil es um Geld geht,“ heißt es in Eva Wolfangels Bericht für die Zeit von der South by Southwest SXSW 2025, der wohl renommiertesten amerikanischen Tech-Konferenz. Auch in Austin scheint es, als ob niemand kritisch über Trump oder Musk spricht.
Philipp Alvares de Souza Soares und Felix Holtermann zitieren in ihrem Bericht im Handelsblatt Scott Galloway, der von einem „Feigheits-Domino“ der Konzerne spricht, die Profite über Ethik stellen. Eine Amy Webb vermeidet den Namen Elon Musk auf der #SXSW25 und nennt ihn nur “er, dessen Name nicht genannt werden darf”. Das einst progressive Tech-Festival habe sich dem konservativen Zeitgeist gefügt, aus Furcht vor wirtschaftlichen Nachteilen, so die Autoren. Die Branche laufe aus Angst „wie auf Eierschalen“, so wird ein IT-Manager anonym zitiert. Immerhin zeigte zumindest die Demokratin Elizabeth Warren wohl auf der #SXSW25 Kante.
Wo bleiben die Proteste der US-Amerikanerinnen und -Amerikaner?
Dass die Konzerne aus Profitsucht spüren, hätten viele vermutet. Doch hätte ich erwartet, dass die Proteste der Demokraten, vieler Amerikanerinnen und Amerikaner wesentlich lauter, stärker und vernehmbarer sein würden. Zumindest kommt diesbezüglich nicht sehr viel in meinen Newsfeeds an. Und ich verfolge ja durchaus sehr interessiert das Geschehen in den USA, da ich mich mit zahlreichen Freunden und Bekannten dort sehr verbunden fühle.
Fragezeichen in meinen Augen und Fragen an euch bezüglich eurer Einschätzungen. Ich freue mich über Kommentare und Anmerkungen:
- Handeln die US-Amerikanerinnen und US-Amerikaner mit einer souveränen Gelassenheit oder leben sie nach dem kölschen Motto Et hätt noch emmer joot jejange?
- Oder braucht es einfach mehr Zeit, bis sich die Bürgerinnen und Bürger dort wehren? Nur, was ist bis dahin alles kaputtgemacht worden?
- Welchen Einfluss könnte eine potenzielle Rezession, eine Trumpcession, haben, fallende Aktienkurse, die die Rentensicherung vieler auffressen, und steigende Lebenshaltungskosten für normale Amerikanerinnen und Amerikaner?
- Wann regt sich in den USA endlich (mehr) Widerstand gegen Trump, Musk und die MAGA-Bewegung? Ich weiß von Freunden an einer Uni in Kalifornien, dass man nachdenkt, was man tun könnte?
- Wer leistet (endlich) Widerstand? Was ist mit den gerade aus dem öffentlichen Dienst Entlassenen? Welche Arten und Formen von Widerstand haben überhaupt Aussicht auf Erfolg?
- Wie widerstandsfähig sind die Richter und die Judikative, auf die beispielsweise Anne Applebaum zählt?
- Wie wird die Trump-Administration auf Protest mit welchen Mitteln reagieren? Welche Maßnahmen wäre sie bereit zu ergreifen, und muss man das „einfach“ riskieren? Auch die Gewaltbereitschaft seiner „Fans“ könnte Sorgen bereiten.
* Ich weiß sehr genau, dass wir Deutschen nicht Helden des Widerstands sind. Nehmen wir mal den Protest für die deutsche Einheit in der ehemaligen DDR aus. Leider ist nur der Zug dort auch in andere Richtung gefahren. Hoffentlich dreht der sich nochmals.
Dieses KI-generierte Titelbild habe ich von ideogram.ai erstellen lassen. Den Prompt seht Ihr unten. Ich habe mich aber dan ndoch für die einfache zerrissene US-amerikanische Fahne entschieden.Prompt: A photo of a Keith Haring-style artwork with symbolic figures from American history. There are silhouettes of Donald Trump and Elon Musk in a dark, abstract background. Barack Obama and former president Jimmy Carter are depicted in bright, lively colors. A medicine man with a buffalo skull is dancing between them. A split flag is waving above them. In the foreground, there are signs with text like „Justice“ and „Democracy“.
#Capital #Chatbot #Demokratie #ElonMusk #Gericht #Judikative #Musk #SXSW25 #Tesla #Trump #USA
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Raf się chwali swoim kartridżem zawierającym 2 MB gier na Commodore 64 – który powstał z połączenia dwóch innych projektów. Znajdziecie na nim 84 gry: Acid Runner,Advanced Pinball Simulator, Archon, Arkanoid – Revenge of Doh, Arnie, Artillery Duel, Asterix and the Magic, Cauldron, Aztec Challenge, Battle Ships, Batty, Bruce Lee, Buggy Boy, Carnage, Choplifter, Cloud KingdomsCongo Bongo, Crazy Comets, Cybernoid, Decathlon, Deflektor, Dig Dug, Dizzy – Prince of the Yolkfolk!, Donald Duck’s Playground, Donkey Kong, Falcon Patrol, Frogger II, Gateway to Aphsai, Ghostbusters, Gridrunner, Hat Trick, HERO, Hustler, Impossible Mission, Jumpman Junior, Kikstart II, Montezuma’s Revenge, Nebulus, Pac-Mania, Pitfall, Pitstop II, Pooyan, Rick Dangerous, River Raid, Rock n’Bolt, Samurai Warrior – The Battles of Usagi Yojimbo, Skramble, Spy vs Spy III, Stix, Uridium, Wizard of Wor, 1942, 1943 The Battle of Midway, Archon The Light and the Dark, Barbarian S1, Barbarian S2, Battleships, Boulder Dash II, Boulder Dash, Boulder Dash III, Bruce Lee, Bubble Bobble, Commando 2, Commando, Dizzy 3 (Fantasy world), Exile, Great Giana Sisters, HERO, Impossible_Mission, International Karate S1, International Karate S2, IK+, Mario Bros 2, Microprose Soccer, Montezumas Revenge, Paradroid, Pitstop 2, Pole Position 2, Rick Dangerous, River Raid, Spy vs Spy, Spy vs Spy II, Spy vs Spy III, Zaxxon, ZorroTutaj można kupić:
https://allegro.pl/oferta/84-gry-2048kb-podwojny-cartridge-best-games-vol1-hot-50-c64power-14745260482💰 WSPARCIE:
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@lgbtqinspanish #LGBTQenEspañol #trans #transgenero #ftm #cosastrans #historia #hombretrans #LGBTQ
¿conoces el la historia de Michael Dillon ?
Nacido el 1 de mayo de 1915 Dillon, nacido como mujer al nacer, fue criado con su hermano mayor Bobby por sus dos tías en la ciudad de Folkestone en Kent, Inglaterra. Dillon siempre había estado mucho más cómodo con ropa de hombre y se sentía más cómodo y seguro de sí mismo como hombre. En 1939, buscó tratamiento con el Dr. George Foss, que había estado experimentando con testosterona para tratar el sangrado menstrual excesivo; en ese momento, los efectos masculinizantes de dicha hormona eran poco conocidos. Foss le proporcionó a Dillon píldoras de testosterona, pero insistió en que primero consultara a un psiquiatra, psiquiatra que le fallo a Dillon, un psiquiatra de poca etica se hallo, ya que se dedicó a hablar de los deseos confidenciales de Dillon de convertirse en hombre a todo mundo, de modo que pronto la historia se extendió por toda la ciudad. Dillon huyó a Bristol y consiguió trabajo en un garaje. Las hormonas pronto le permitieron presentarse como hombre, y finalmente el gerente del garaje insistió al resto de empleados que se refirieran a Dillon como "él" para evitar confundir a los clientes. Dillon fue ascendido a conductor de grúa y actuó también como vigilante de incendios durante los bombardeos Blitz ( de bombardeos sostenidos en el Reino Unido por parte de la Alemania nazi que se llevaron entre 1940 y 1941 durante la Segunda Guerra Mundial.)
Dillon sufría de hipoglucemia, y en dos ocasiones se hizo daño en la cabeza a resultas de caídas cuando se desmayaba por haberle bajado el nivel de azúcar en la sangre. Mientras estaba en la enfermería real recuperándose del segundo de estos ataques, llamó la atención de uno de los pocos practicantes de cirugía plástica del mundo. El cirujano realizó una mastectomía doble, entregó a Dillon un certificado médico que le permitió cambiar su certificado de nacimiento y lo puso en contacto con el pionero cirujano plástico Harold Gillies.
Gillies era un gran cirujano para la epoca, realizando reconstrucciones genitales a gente herida o dañada durante la guerra, tal el caso de reconstruir penes a soldados heridos.
Gillies realizó al menos 13 cirugías en Dillon entre 1946 y 1949. Oficialmente diagnosticó a Dillon con hipospadias agudas para ocultar el hecho de que estaba realizando una cirugía de reasignación de sexo .
Dillon se matriculó en la escuela de medicina del Trinity College de Dublín con su nuevo nombre legal, Laurence Michael Dillon. Un antiguo tutor suyo persuadió al secretario de Oxford de alterar los registros para mostrar que había estudiado en el colegio masculino Brasenose College lugar de en el femenino St Anne's College, para que su expediente académico no diera lugar a preguntas.
Michael Dillon fue el primer hombre trans que se sometió a una faloplastia, o la construcción quirúrgica de un pene. También fue la primera persona que se sometió a terapia con testosterona para empezar su transición. Más adelante, Dillon se convirtió en médico y acabó sirviendo como médico naval. Sin embargo, la prensa descubrió que, al nacer, Dillon estaba registrado como mujer, y la atención mediática hizo que huyera a la India. Allí hizo votos para convertirse en monje en un monasterio budista. -
@lgbtqinspanish #LGBTQenEspañol #trans #transgenero #ftm #cosastrans #historia #hombretrans #LGBTQ
¿conoces el la historia de Michael Dillon ?
Nacido el 1 de mayo de 1915 Dillon, nacido como mujer al nacer, fue criado con su hermano mayor Bobby por sus dos tías en la ciudad de Folkestone en Kent, Inglaterra. Dillon siempre había estado mucho más cómodo con ropa de hombre y se sentía más cómodo y seguro de sí mismo como hombre. En 1939, buscó tratamiento con el Dr. George Foss, que había estado experimentando con testosterona para tratar el sangrado menstrual excesivo; en ese momento, los efectos masculinizantes de dicha hormona eran poco conocidos. Foss le proporcionó a Dillon píldoras de testosterona, pero insistió en que primero consultara a un psiquiatra, psiquiatra que le fallo a Dillon, un psiquiatra de poca etica se hallo, ya que se dedicó a hablar de los deseos confidenciales de Dillon de convertirse en hombre a todo mundo, de modo que pronto la historia se extendió por toda la ciudad. Dillon huyó a Bristol y consiguió trabajo en un garaje. Las hormonas pronto le permitieron presentarse como hombre, y finalmente el gerente del garaje insistió al resto de empleados que se refirieran a Dillon como "él" para evitar confundir a los clientes. Dillon fue ascendido a conductor de grúa y actuó también como vigilante de incendios durante los bombardeos Blitz ( de bombardeos sostenidos en el Reino Unido por parte de la Alemania nazi que se llevaron entre 1940 y 1941 durante la Segunda Guerra Mundial.)
Dillon sufría de hipoglucemia, y en dos ocasiones se hizo daño en la cabeza a resultas de caídas cuando se desmayaba por haberle bajado el nivel de azúcar en la sangre. Mientras estaba en la enfermería real recuperándose del segundo de estos ataques, llamó la atención de uno de los pocos practicantes de cirugía plástica del mundo. El cirujano realizó una mastectomía doble, entregó a Dillon un certificado médico que le permitió cambiar su certificado de nacimiento y lo puso en contacto con el pionero cirujano plástico Harold Gillies.
Gillies era un gran cirujano para la epoca, realizando reconstrucciones genitales a gente herida o dañada durante la guerra, tal el caso de reconstruir penes a soldados heridos.
Gillies realizó al menos 13 cirugías en Dillon entre 1946 y 1949. Oficialmente diagnosticó a Dillon con hipospadias agudas para ocultar el hecho de que estaba realizando una cirugía de reasignación de sexo .
Dillon se matriculó en la escuela de medicina del Trinity College de Dublín con su nuevo nombre legal, Laurence Michael Dillon. Un antiguo tutor suyo persuadió al secretario de Oxford de alterar los registros para mostrar que había estudiado en el colegio masculino Brasenose College lugar de en el femenino St Anne's College, para que su expediente académico no diera lugar a preguntas.
Michael Dillon fue el primer hombre trans que se sometió a una faloplastia, o la construcción quirúrgica de un pene. También fue la primera persona que se sometió a terapia con testosterona para empezar su transición. Más adelante, Dillon se convirtió en médico y acabó sirviendo como médico naval. Sin embargo, la prensa descubrió que, al nacer, Dillon estaba registrado como mujer, y la atención mediática hizo que huyera a la India. Allí hizo votos para convertirse en monje en un monasterio budista.