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287 results for “Rufferito_Bandito”
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Gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 62 persone nella Striscia di #Gaza durante la notte e fino a sabato: è l'aggiornamento fornito dagli operatori sanitari. Tre #bambini e i loro genitori sono stati uccisi in un attacco israeliano su un campo tendato a #Muwasi, vicino alla città meridionale di Khan #Younis. Sono stati colpiti mentre dormivano, hanno riferito i parenti, secondo quanto riportato dall'AP.
Rainews -
Ieri il Ministero della Sanità palestinese ha riferito che #AysenurEzgiEygi, 26 anni, attivista per i diritti umani, cittadina #USA e turca, è stato uccisa da soldati dell'IDF mentre partecipava a una protesta contro gli insediamenti nel villaggio di #Beita, vicino a #Nablus
In risposta all'incidente, l'IDF ha dichiarato di aver “risposto con il fuoco contro il principale istigatore dell'attività violenta che scagliava sassi contro le forze armate e che rappresentava una minaccia per loro”, e ha aggiunto che sta esaminando le affermazioni secondo cui un cittadino straniero sarebbe stato ucciso dagli spari.⟧🔚4
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Nonostante le segnalazioni dei residenti alla polizia già mercoledì, le forze dell'ordine sono arrivate solo sabato.
“È semplicemente rivoltante. Non dovrebbe succedere. Mi viene da piangere”, ha detto.
Quanto avvenuto è solo l'ultimo di una serie di attacchi da parte dei coloni che si sono intensificati dallo scoppio della guerra il #7ottobre
Secondo quanto riportato da Haaretz, all'inizio di questo mese centinaia di residenti del villaggio beduino di #Muarrajat, vicino a #Gerico, sono stati costretti ad abbandonare le loro case dopo anni di vessazioni da parte dei coloni, episodi di violenza e furti.
I residenti hanno riferito che i coloni hanno stabilito un avamposto all'interno del villaggio e hanno vandalizzato le case, rubando circa 60 animali. ⬇️4
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E nel frattempo Chrétien "fioriva", come un mandorlo.
(Sul vocabolario "fiorire", riferito a una persona, significa essere nel pieno rigoglio della propria attività. Considerato che Chrétien ha scritto il primo romanzo 12 anni più tardi, direi che a quest'altezza al massimo gemmava.)
(Avrei da eccepire anche sulle "corti di Francia", visto che ha operato anche nelle Fiandre, ma vabbè)
#CazzoScrivi -
Ho domandato ai miei due cani in quali porzioni d’italia i cani sono più amati. loro hanno
chiesto su alcune chat frequentate da cani. Questo è quello che mi hanno riferito.
Non so quanto sia statisticamente attendibile.
#sondaggipercani #caniamati #cani #italia #cane -
‼️ #Migranti - Non solo #Mediterraneo e #Libia
L'ambasciata etiope a #Gibuti ha riferito che 38 migranti etiopi lunedì hanno perso la vita quando una barca che trasportava 60 persone che tentavano di raggiungere lo #Yemen si è capovolta vicino alla spiaggia di Godoria, nord-est di Gibuti. #Africa
FONTE: Addis Standard -
"Appello urgente: fermate subito la nuova ondata di violenza genocida contro i palestinesi nel nord di Gaza!"
"I palestinesi lì stanno morendo di fame mentre Israele continua a impedire ai camion degli aiuti umanitari di raggiungere queste aree.
Israele sta direttamente implementando il cosiddetto “Piano dei generali”, che secondo quanto riferito è stato esaminato dal Primo Ministro israeliano, che mira a svuotare la parte settentrionale di Gaza dei suoi residenti attraverso un assedio totale, negando l’ingresso degli aiuti umanitari, costringendo i palestinesi ad andarsene e dichiarando illegalmente chiunque rimanga un obiettivo militare."
#CeasefireNOW #ZionistTerrorism
#GazaGenocide #Gaza #Israel #IsraeliOccupation #PACE #17ottobre -
Tra le varie e orribili testimonianze, una donna palestinese ha raccontato di essere stata stuprata ripetutamente da soldati israeliani, filmata nuda, picchiata e minacciata.
Un uomo racconta di essere stato violentato da un cane addestrato durante la detenzione nel campo militare di #SdeTeiman.
Altri prigionieri hanno riferito subito stupri con oggetti, minacce contro i familiari e torture fisiche prolungate. ⬇️3
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"#Ucraina lancia #clusterbombs sulla #Russia“
Da quanto sostiene il governatore di #Belgorod, Vyacheslav #Gladkov, Kiev le starebbe usando anche in territorio russo. Nella giornata di venerdì, “ventuno proiettili di artiglieria e tre munizioni a #grappolo da un lanciarazzi multiplo sono stati sparati contro il villaggio di #Zhuravlevka”, ha riferito. “In totale, la regione è stata colpita più di cento volte”.
Huffpost -
We went down into town today and saw some public art, among other things.
#TodayWasAGoodDay #ruffers #PublicArt #Bunny #AustralianCattleDog -
⟦ A marzo sono stati registrati 147 attacchi da parte di ebrei israeliani contro palestinesi in Cisgiordania, una media di 5 al giorno.
Solo in due dei 31 giorni del mese non sono stati registrati attacchi; uno dei due giorni è stato sabato 23 marzo.
Ciò significa che sono stati registrati attacchi negli altri 4 giorni di Shabbat.Venerdì ho riferito dell'invasione e dell'attacco di sabato 30 marzo contro i residenti di #Mukhmas, un villaggio a sud-est di #Ramallah.
Un'altra invasione registrata attende ancora il nostro resoconto dettagliato: un assalto nel villaggio di #Aqraba il 19 marzo, al termine del quale Fakher Jaber, 43 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola. ⬇️2
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Il modo in cui una società tratta le persone che detiene – siano esse cittadini o nemici – è una cartina di tornasole dei suoi valori e della sua moralità.
Da alcuni video raccapriccianti pubblicati sui social media delle visite crudeli e spavalde di #Ben_Gvir ai campi di detenzione emerge un quadro deplorevole: #MarwanBarghouti, fragile e smunto; detenuti ammanettati gettati come sacchi ai piedi del ministro sadico.
#NirHasson ha riferito che nel 2024 199 minori palestinesi sono stati tenuti in isolamento.
Anche le testimonianze sulle condizioni di detenuti al limite dell'inedia sono terribili. ⬇️5
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Wired ha adombrato nel 2022 la pista russa. Leggete qui.
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#NordStream 2, le navi fantasma avvistate vicino al #sabotaggio | Wired Italia
Gran parte dei sospetti sono rivolti alla #Russia, che sta portando avanti l'invasione dell'#Ucraina (il paese ha negato ogni responsabilità). Una volta identificate le navi, SpaceKnow ha riferito le sue scoperte ai funzionari della #Nato, che stanno indagando sugli incidenti.
https://www.wired.it/article/nord-stream-2-esplosione-navi-non-identificate/
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In Italia, fino all’ultimo, il numero delle diserzioni di soldati tedeschi rimase contenuto
I documenti ancora disponibili negli archivi hanno permesso un’analisi sistematica [n.d.r.: relativa ai disertori dell’esercito tedesco in Italia] solamente per la 10ª armata tedesca. Anche in questo caso però le informazioni non coprono tutto l’arco di tempo in cui l’armata fu presente in Italia, ed è presumibile che i dati riportati rappresentino per difetto, più che per eccesso la reale consistenza numerica (a causa ad esempio di fattori come la mancanza, il ritardo o ancora la perdita delle segnalazioni).
Si può comunque ritenere che il fenomeno abbia avuto una dimensione limitata, se rapportato al milione di soldati circa dell’esercito tedesco che furono presenti tra il 1943 e il 1945 in Italia <619. Qui i soldati della Wehrmacht si trovavano in un paese straniero, circostanza questa che di per sé poteva rappresentare un deterrente per i disertori, per un’insieme di motivi che andavano dalle difficoltà linguistiche alle conoscenze geografiche insufficienti, alla presenza di formazioni partigiane e alleate.
Appare cosi corretto affermare che gli episodi di diserzione dei soldati non furono in grado di costituire un rilevante pericolo per la tenuta delle forze militari della Germania in Italia; ciò sembra confermare il giudizio espresso da Carlo Gentile, secondo il quale: “Fino al crollo del Terzo Reich le truppe tedesche presenti in Italia non andarono soggette a tendenze disgregative degne di nota, per cui nel marzo del 1945 le autorità della Wehrmacht poterono rinunciare per buone ragioni a instaurare un sistema di repressione interna simile a quello messo in atto nel territorio del Reich per punire i disertori e i disfattisti […] In Italia, fino all’ultimo, il numero delle diserzioni rimase contenuto” <620.
Diversi furono comunque i provvedimenti assunti per contrastare gli episodi di diserzione; esemplificative sono in tal senso le azioni dei reparti di polizia militare e degli altri reparti di disciplina dell’esercito tedesco.
Già nell’autunno del 1943 in un interrogatorio alleato si fece menzione della presenza nella zona di Napoli di un Jägerbattaillon il cui compito principale era il mantenimento dell’ordine tra i soldati tedeschi. Alcuni militari trovati in abiti civili, erano stati uccisi dal battaglione, mentre si riferiva che altri soldati scaricavano nell’aria le loro munizioni, così da poter finger di aver esaurito i proiettili e di aver combattuto fino all’ultimo nel caso di un loro arresto <621.
Come ricorda lo stesso Gentile inoltre nei primi mesi estivi del 1944 venne inviato in Italia un reggimento di Feldjäger, adibito alla repressione della diserzione <622.
Nella primavera del 1945 si procedette a organizzare delle linee di controllo, che dovevano servire per evitare che i soldati si intrattenessero nelle retrovie o commettessero atti di indisciplina <623. Ancora ad inizio aprile il comandante supremo del gruppo d’armate C (Oberbefehlshaber Südwest), in una sua comunicazione dai toni chiaramente propagandistici e destinata a essere diffusa tra i soldati, affermava come coloro i quali erano passati nelle fila dell’esercito angloamericano venivano considerati come “ehrlose Verräter”, traditori senza onore. La circolare riportava infatti quanto avevano riferito alcuni soldati al loro ritorno in Germania, ovvero che non appena avevano terminato di fornire informazioni di carattere militare erano stati trattati non più come normali prigionieri di guerra, ma senza alcun rispetto ed onore, con livelli minimi di assistenza e non adeguati alle norme internazionali sul trattamento dei prigionieri di guerra, proprio perché disertori <624.
Osservando le cifre di quanti tra i fuggitivi vennero ricatturati appare però come tali tentativi furono piuttosto limitati nella loro efficacia. In tal senso va fatta una considerazione anche sull’operato dei tribunali militari tedeschi e sull’efficacia del loro modus operandi. I procedimenti penali che vennero condotti nei confronti dei disertori intendevano non solo punire i colpevoli, ma tramite l’esemplarità rappresentata dalle condanne a morte anche dissuadere il resto dei soldati da questo tipo di comportamenti.
Erano però molti anche coloro i quali, colpevoli di reati minori, proprio per evitare le conseguenze di un eventuale condanna sceglievano di fuggire e abbandonare le formazioni, rendendosi però così a loro volta colpevoli di diserzione, così come emerge anche da alcuni casi presentati nel IV capitolo <625. Dai procedimenti penali dei tribunali emergono gli sforzi che questi attuarono per individuare e giudicare i comportamenti ritenuti contrari alla disciplina militare da parte dei soldati. Nei casi di diserzione alcuni elementi (la falsificazione dei documenti, l’abbandono della divisa e l’utilizzo di abiti civili, il contatto con le formazioni partigiane, l’aiuto ottenuto da persone esterne) venivano valutati dai giudici come dettagli che testimoniavano la volontà degli accusati di allontanarsi in maniera definitiva dalla propria unità. L’assenza, in alcuni casi, di queste aggravanti era invece sottolineata nelle arringhe dei difensori per mettere in risalto al contrario le buone intenzione degli imputati.
Ancora sulla base dei dati presentati nel III capitolo emerge come la maggior parte di coloro i quali si resero colpevoli di diserzione o di essersi allontanati dalle proprie formazioni non fossero nati in Germania ma provenissero invece da “paesi dell’Est”, reclutati spesso forzatamente, da persone appartenenti alla “Deutsche Volksliste III” o ancora da austriaci, jugoslavi, francesi. Ne è una conferma anche il fatto che, nei dati presentati nelle tabelle del terzo capitolo, il maggior numero di diserzioni è attribuibile alla 5ª Gebirgs-Division e alla 44ª Infanterie-Division, composte proprio da soldati di origine austriaca e slovacca, nei confronti dei quali particolarmente attiva era la propaganda partigiana.
Un’ulteriore conferma arriva anche dalla preponderante presenza di questi soldati all’interno delle bande partigiane italiane, rispetto ai loro camerati germanici; si deve però ricordare come questi gruppi etnici rappresentassero una minoranza nel numero complessivo dei soldati della Wehrmacht, che si dimostrarono invece pronti a combattere fino agli ultimi giorni di guerra. A simili risultati, per quanto riguarda i disertori dell’esercito tedesco passati a combattere con le formazioni partigiane nella provincia di Parma è giunto anche Marco Minardi, come abbiamo visto nel paragrafo conclusivo del III capitolo.
Come emerge dagli interrogatori condotti dagli alleati, i timori che i soldati tedeschi nutrivano per la propria sorte e per quella della Germania, che in caso di sconfitta si riteneva potesse andare incontro a distruzione materiale e culturale, rappresentarono un fattore di forza (insieme all’indottrinamento ideologico, alla propaganda e alla repressione interna) <626 dell’esercito nazista, anche quando la disfatta appariva ormai inevitabile.
Le fonti alleate riportavano anche come le classi di soldati più giovani e quelle più anziane apparivano quelle dal morale più basso durante la guerra <627. Sarebbero però necessarie ulteriori ricerche per ricostruire con più precisione i profili biografici di un più ampio numero di disertori, per valutare l’esistenza o meno di una relazione tra la frequenza degli episodi di diserzione e l’impiego che venne fatto in guerra delle divisioni dalle quali essi provenivano. Ciò ci permetterebbe di mettere in relazione le scelte di quanti disertarono con, ad esempio, alcuni dei risultati raggiunti da Carlo Gentile, il quale individuava in alcuni fattori, come la giovane età dei soldati, un elemento chiave negli episodi di violenza di cui si resero responsabili alcune formazioni, rivalutando al contrario l’incidenza dell’“Osterfahrung”. È possibile rintracciare un’incidenza di questi due aspetti anche per quanto riguarda i casi di diserzione? Appaiono comunque corrette le considerazioni espresse da Ziemann, già richiamate nell’introduzione e che emergono dall’analisi di diversi studi, secondo le quali le motivazioni politiche in senso stretto rappresentavano solo in un ridotto numero di casi l’elemento decisivo che spingeva alla diserzione i soldati <628. Ciò appare naturale per quanto emerge dai documenti dei tribunali militari, nei quali gli imputati intendevano dissimulare le loro reali intenzioni, adducendo scuse e presentando delle giustificazioni ai loro comportamenti, per poter in qualche modo rendere meno pesante la loro condanna. Altri elementi apparivano così più decisivi nella scelta della diserzione, come le
preoccupazioni per la propria famiglia, la volontà di avere del tempo libero, le relazioni sentimentali. In alcuni casi emerge anche dai casi presentati in questa tesi come diffusi fossero i casi di quanti intendevano sottrarsi alla giustizia militare, prendendo la decisione di fuggire. I dati riportati nelle tabelle a conclusione del III capitolo non permettono di distinguere tra quanti, dopo aver disertato, si consegnarono agli alleati e quanti invece ai partigiani. È però necessario ricordare come entrare in contatto con gli alleati rappresentasse senza dubbio una circostanza più favorevole rispetto al consegnarsi alle formazioni partigiane e che offriva maggiori garanzie, quali la possibilità di essere trattati come prigionieri, di non dover continuare a combattere e di tornare alle proprie famiglie.
Allo stesso modo Ziemann affermava che non erano conosciute le cifre e i motivi di quanti decisero di consegnarsi agli alleati in Italia <629. Circa le loro scelte emerge però dagli interrogatori alleati e da quelli fatti dai partigiani come, tra le motivazioni che venivano espresse, più frequenti fossero quelle di natura politica, legate all’opposizione al regime nazista. Anche in questo caso è però necessario interrogarsi sulla genuinità di tali confessioni, che non poterono non essere condizionate dalla situazione in cui vennero rilasciate.
Ad influenzare il fenomeno della diserzione furono anche alcune valutazioni di carattere “militare” come il fattore della ritirata continua, spesso in condizione di caos, che favorì così la fuga dei soldati, la perdita di fiducia nella vittoria, la supremazia aerea degli alleati. A rendere possibile, o perlomeno più semplice da realizzare e con maggiori possibilità di successo, l’abbandono della propria formazione, potevano però anche essere le favorevoli condizioni meteorologiche o il trovarsi in un ambiente adatto a nascondersi o a ricevere aiuto da attori esterni (popolazione, formazioni alleate, strutture religiose); al contrario, questi elementi potevano anche trasformarsi in fattori di dissuasione. Ciò trova conferma anche nei dati che vedono per l’Italia nell’estate-autunno del 1944 e negli ultimi mesi di guerra nella primavera del 1945 i periodi in cui si verificarono la maggiore parte dei casi di diserzione. Per l’estate del ’44 questi dati si possono spiegare sia in riferimento alla ritirata disordinata delle armate tedesche che ebbe luogo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, conseguente allo sfondamento della linea Gustav e alla presa di Roma da parte degli alleati, sia con la crescita di attività delle formazioni partigiane, che causò il dilagare tra i soldati tedeschi di una sorta di “psicosi delle bande” <630.
Per quanto riguarda la primavera del 1945 un fattore decisivo fu invece rappresentato dalla consapevolezza sempre crescente che la guerra stava per terminare. Di conseguenza la presenza di disertori fu più alta nelle formazioni partigiane che operavano nelle regioni dove il fronte di guerra si fermò più a lungo e dove la presenza di militari della Wehrmacht fu maggiore (Emilia Romagna, Toscana, ma anche Piemonte e Veneto).
Un’analisi del fenomeno della diserzione nei vari fronti sui quali l’esercito tedesco fu impegnato deve necessariamente tenere conto di questi diversi fattori (temporali, ambientali, politici). Nei primi anni di guerra i successi tedeschi, la fiducia nella vittoria, ma anche la minaccia rappresentata dal movimento partigiano rappresentarono un motivo di coesione per le forze armate tedesche, sul fronte orientale così come in Africa. Soprattutto a partire dalla metà del 1944 però, con il crollo del gruppo d’armate Mitte, l’avanzata sovietica verso la Germania e lo sbarco alleato in Francia, divenne chiaro che la guerra sarebbe terminata con una sconfitta, che l’esercito alleato e quello sovietico erano militarmente superiori e che la fuga rappresentava una buona possibilità, per i soldati, di poter sfuggire ai combattimenti e tornare a casa, nonostante questo significasse sfidare la giustizia militare o un periodo di prigionia <631.
[NOTE]
619 Carlo Gentile, I tedeschi e la guerra ai civili in Italia, in Gianluca Fulvetti, Paolo Pezzino (a cura di), Zone di guerra, cit., p. 131.
620 Carlo Gentile, I crimini di guerra, cit., pp. 391-392.
621 Headquarters Fifth Army, Psychological Warfare Branch I.N.C., Subject: Weekly Reports on P/W’s, 14/10/1943, US NARA, Record Group 407, Entry 427, Box 2216.
622 Carlo Gentile, I crimini di guerra, cit., p. 138.
623 BA-MA, RH 19-X/47. Si veda anche Andreas Kunz, Wehrmacht und Niederlage, p. 285.
624 Der Oberbefehlshaber Südwest (Oberkommando Heeresgruppe C), Betr: Behandlung deutscher Überläufer in anglo-amerikanischer Kriegsgefangenschaft, 03/04/1945, BA-MA, RH 19X/47.
625 Rimane comunque ancora da valutare, come anche Ziemann osservava, quale fosse l’effettiva capacità deterrente, all’interno delle truppe, rappresentata dalle condanne a morte e da altri tipi di punizioni, Benjamin Ziemann, Fluchten aus dem Konsens zum Durchalten, cit., pp. 599-600.
626 Thomas Kühne, Gruppenkohäsion und Kameradschaftsmythos, cit.
627 Headquarters Fifth Army, Psychological Warfare Branch, Subject: Morale interrogations of German prisoners. Weekly report, 23/10/1943, US NARA, Record Group 407, Entry 427, Box 2216.
628 In tal senso anche Andreas Kunz, Wehrmacht und Niederlage, cit., p. 268.
629 Benjamin Ziemann, Fluchten aus dem Konsens zum Durchalten, cit., p. 597.
630 Carlo Gentile, I crimini di guerra, cit., pp. 136-146.
631 Cfr. Manfred Messerschmidt, Die Wehrmachtjustiz, cit., p. 161 e ssg. Qui è offerta anche un’analisi comparativa del numero dei reati documentati per quanto riguarda l’esercito tedesco, quello giapponese, americano, inglese, francese e sovietico. Per la partecipazione di soldati tedeschi ai movimenti di resistenza europei anche Gerhard Paul, Die verschwanden einfach nachts, cit.
Francesco Corniani, “Sarete accolti con il massimo rispetto”: disertori dell’esercito tedesco in Italia (1943-1945), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 2016-2017#1943 #1944 #1945 #44ªInfanterieDivision #5ªGebirgsDivision #alleati #austriaci #disertori #fascisti #Feldjäger #FrancescoCorniani #francesi #interrogatori #Italia #jugoslavi #partigiani #repressione #Resistenza #tedeschi #tribunali #Wehrmacht
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In contrasto a quanto afferma pubblicamente, #Israele non solo ritiene affidabili e utilizza le cifre dei morti diffuse da #Gaza, ma le considera “sottostimate”.🧵1
"Fonti dell'intelligence hanno riferito a "Mekomit" che l'esercito ha indagato sugli alti funzionari del Ministero della Sanità a Gaza e ha concluso che i loro rapporti sui morti sono affidabili.
I dati vengono utilizzati dall'esercito per valutare la situazione riguardante Gaza e per informazione il presidente Biden."#24gennaio #Israel #Palestine #ApartheidIsrael #IsraeliOccupation #PACE #Peace #NOwar #RestiamoUmani
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"Un palestinese di 15 anni è stato ucciso a colpi di arma da fuoco dalle forze israeliane durante degli scontri in Cisgiordania nella tarda notte di lunedì, ha riferito il ministero della Sanità a #Ramallah.
Secondo i media palestinesi, l'esercito israeliano stava conducendo un raid nel campo profughi di #Dheisheh, a sud di #Bethlehem, quando sono scoppiati gli scontri. ⬇2 -
Prima della guerra di Gaza, immaginavo gli ebrei che vi bruciavano; quest'anno, vedrò anche i bambini bruciati vivi la settimana scorsa nella loro tenda di rifugio a #KhanYunis, e con loro migliaia di bambini, donne e uomini che Israele ha ucciso senza pietà.
Come si può stare sull'attenti oggi e non pensare all'orribile inchiesta di Yaniv Kubovich sull'esecuzione di 15 soccorritori palestinesi da parte dei soldati israeliani, che hanno sparato loro a sangue freddo e poi hanno schiacciato le loro ambulanze e seppellito i corpi nella sabbia?
Senza pensare al residente di #Sinjil, in #Cisgiordania, la cui casa è stata incendiata dai coloni, dopo di che i soldati sono arrivati e gli hanno lanciato gas lacrimogeni finché non ha avuto un attacco di cuore ed è morto, come ha riferito Hagar Shezaf mercoledì? ⬇️3
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Ore 21:32 - #Germania pronta a ok all’invio dei #Leopard (dalla #Polonia) La Germania è pronta ad autorizzare la Polonia a inviare carri armati Leopard all’#Ucraina. Lo ha riferito il ministro degli Esteri tedesco, #AnnalenaBaerbock.
#23Gennaio
https://www.corriere.it/esteri/diretta-live/23_gennaio_22/ucraina-russia-ultime-notizie-guerra-in-ucraina-super-elicotteri-sea-king-donati-gran-bretagna-b2196a72-99d8-11ed-9f5b-170f65a9ffc2.shtml -
🚨 #Sudan 🇸🇩 "I residenti di #ElFasher hanno riferito che ragazze di 11 anni vengono vendute come schiave sessuali, comprate da uomini provenienti da #Ciad 🇹🇩 e #Niger 🇳🇪"
https://adf-magazine.com/2024/04/rsf-accused-of-rape-in-conquered-territory/ -
Buongiorno @stemy certo che posso spiegare
Il mio hashtag era riferito prima di tutto al risultato di Ferat Koçak che ottiene il seggio di Berlino Neukölln ed entra al Bundestag, non era per niente scontato. La sua campagna elettorale è stata un esempio di buona politica dal basso, per i temi trattati e la partecipazione: oltre 2000 attivisti coinvolti .
Die Linke supera lo sbarramento del 5% ottiene anche 6 mandati diretti: la presenza di un’opposizione di sinistra al Bundestag è sicuramente una buona notizia.AfD ottiene “solo” il 20% nonostante l’appoggio esplicito di Elon Musk. Il risultato è grave, soprattutto se si pensa alle percentuali oltre il 30% ottenute nei laender dell'est, ma poteva essere peggiore, molti media tedeschi (ad es. Die Zeit, Taz, Nd-Aktuell) alla vigilia del voto temevano percentuali anche più alte. Le centinaia di manifestazioni antifasciste che ci sono state in Germania hanno alzato la partecipazione al voto ed evitato, per il momento il disastro.
Spero di aver risposto alla sua domanda.
#FeratKoçak #Berlin #Linke -
#introduction I’m feeling like ol’ Rufferito Bandito doesn’t need any introduction but here’s a bit: we’re fun and gregarious, and wicked smart with a lot of diverse interests and I wear a lot of hats. The most recent hat in my collection is cancer-survivor which basically just means that I’m tired all the time.
I can’t make up my mind… I prefer anonymity online but oh the humanity so here’s a recent selfie.
#shattered #selfie #lymsm #survivor #stupidcancer #lymphoma #cancersucks -
"#Ucraina lancia #clusterbombs sulla #Russia“
Da quanto sostiene il governatore di #Belgorod, Vyacheslav #Gladkov, Kiev le starebbe usando anche in territorio russo. Nella giornata di venerdì, “ventuno proiettili di artiglieria e tre munizioni a #grappolo da un lanciarazzi multiplo sono stati sparati contro il villaggio di #Zhuravlevka”, ha riferito. “In totale, la regione è stata colpita più di cento volte”.
Huffpost -
"#Ucraina lancia #clusterbombs sulla #Russia“
Da quanto sostiene il governatore di #Belgorod, Vyacheslav #Gladkov, Kiev le starebbe usando anche in territorio russo. Nella giornata di venerdì, “ventuno proiettili di artiglieria e tre munizioni a #grappolo da un lanciarazzi multiplo sono stati sparati contro il villaggio di #Zhuravlevka”, ha riferito. “In totale, la regione è stata colpita più di cento volte”.
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Da quanto sostiene il governatore di #Belgorod, Vyacheslav #Gladkov, Kiev le starebbe usando anche in territorio russo. Nella giornata di venerdì, “ventuno proiettili di artiglieria e tre munizioni a #grappolo da un lanciarazzi multiplo sono stati sparati contro il villaggio di #Zhuravlevka”, ha riferito. “In totale, la regione è stata colpita più di cento volte”.
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"#Ucraina lancia #clusterbombs sulla #Russia“
Da quanto sostiene il governatore di #Belgorod, Vyacheslav #Gladkov, Kiev le starebbe usando anche in territorio russo. Nella giornata di venerdì, “ventuno proiettili di artiglieria e tre munizioni a #grappolo da un lanciarazzi multiplo sono stati sparati contro il villaggio di #Zhuravlevka”, ha riferito. “In totale, la regione è stata colpita più di cento volte”.
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Ore 5.01: Emirati, nuova ondata di attacchi missilistici dall'Iran - Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno riferito di aver contrastato nella notte una nuova ondata di attacchi missilistici proveniente dall'Iran. "Le difese aeree emiratine stanno attualmente affrontando una raffica di missili balistici provenienti dall'Iran", ha reso noto il ministero della Difesa in un comunicato. (Libero)