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1000 results for “gianf”

  1. Gianfranco Pagliarulo (presidente ANPI): "Non c’è dubbio sul fatto che Khāmeneī fosse un violento oscurantista, responsabile delle spietate repressioni nei confronti delle manifestazioni di protesta degli ultimi anni. Ma non va dimenticato che è naturale un compattamento popolare a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della patria, a maggior ragione considerando la profonda impopolarità (per usare un eufemismo) di cui Stati Uniti e Israele godono in Iran".

    #Iran #ANPI

  2. Gianforte: Save MT SNAP organized by Indivisible
    Saturday, November 1
    3 – 5pm MDT
    Mountain Villa Apts
    249 Reserve Pl
    Kalispell, MT
    #MTPol #SNAP #Kalispell #KalispellMT
    mobilize.us/indivisible/event/

  3. gianfranco faina, ludd, settanta/milieu

    ● in preparazione, nella collana Settanta delle edizioni Mileu: Gianfranco Faina. Difendere la libertà diffondere la libertà ovunque, di Anna Marsilii e Giorgio Moroni

    ● qui di seguito, un testo di Alfredo Passadore su Ludd a Genova (1969-1971)

    […] [Nel ’68 a genova] poteva accadere che, iscrivendosi a Filosofia, si inciampasse in qualcosa di imprevisto e si venisse finalmente a contatto con qualcuno che lo spirito radicale dei tempi sembrava davvero incarnarlo. Era un gruppo di amici che ruotava attorno a Gianfranco Faina, docente di Storia Moderna, personaggio di spicco della sinistra non allineata. Uscito dal Pci dell’invasione dell’Ungheria, coerentemente radicale ma mai stalinista, Faina aveva dato vita prima al circolo Rosa Luxemburg e poi, ai tempi in cui lo conobbi, alla Lega degli operai e degli studenti, trasformatasi in Ludd. Rispetto alle solite prediche più o meno progressiste e alle critiche su posizioni oltranziste ai partiti tradizionali della sinistra (erano gli anni in cui Pajetta bollava gli studenti di «lupi mannari» e Pasolini si scioglieva in lodi insensate dei giovani poliziotti, a suo dire ben più autentici dei borghesi studenti) i luddisti citavano Paul Cardan, Socialisme ou Barbarie e la prima critica radicale al delirio burocratico sovietico, parlavano di autogestione e soprattutto, per bocca di Mario Lippolis, ironico e sarcastico oratore nelle assemblee di Filosofia, dei situazionisti francesi, gruppo allora sconosciuto ai più e ben lungi dal profluvio di citazioni a sproposito di cui sarebbero diventati vittime in futuro.
    Immediatamente attratto da un discorso che finalmente pareva tener conto dello spirito dei tempi, e del nuovo che prepotentemente si affacciava, ricordo ancora i consigli non richiesti di qualche compagno di allora che suggeriva di non prestar loro ascolto in quanto provocatori, ingenui spontaneisti, predicatori del nulla e via insultando. Fortunatamente non lo feci e venni così a conoscenza di concetti sicuramente cruciali, come quello di critica della vita quotidiana (non aspettiamo la rivoluzione a venire, ma combattiamo già da subito il potere dell’alienazione all’interno delle nostre singole esistenze), di comunismo consigliare (non serve un partito egemone, guida e coscienza, ma piuttosto una miriade di consigli che si autogestiscono e decidono sul loro immediato futuro), di società dello spettacolo (la teoria di Debord sulla spettacolarizzazione della merce e sulle deflagranti conseguenze nelle società contemporanee) di «detournement» (la capacità di rovesciare la realtà, mostrandone in controluce gli autentici significati), di deriva metropolitana (il vagabondaggio creativo che trasforma concretamente il modo di vivere nelle città). Così, mentre all’indomani dell’invasione di Praga da parte dei sovietici, qualcuno arrivava a scrivere che «il socialismo si difende anche con i carri armati», mentre tanti inneggiavano al libretto rosso e alla «rivoluzione culturale», che altro non era se non una spietata epurazione voluta dallo strapotere maoista, i luddisti, in modo ironico e giocoso, lanciavano le loro provocazioni, dimostrandosi eccentrici rispetto a tanto neo conformismo di maniera.
    Oltre all’Internazionale situazionista, si leggevano «Do It» di Jerry Rubin che raccontava le forme creative della lotta alle lobby negli Usa, i romanzi di Victor Serge che descrivevano dall’interno l’incubo staliniano, si pubblicava un opuscolo sulla cui copertina campeggiava ironicamente il motto «Il lavoro rende liberi» del lager di Aushwitz. E nella sede di Ludd in via San Luca, nel triennio in cui Ludd ebbe vita dal ’69 fino al ’71, transitavano personaggi dello spessore di Giorgio Cesarano, poeta anarchico e analista attento della contemporaneità, Mario Perniola, allora responsabile della rivista «Agar Agar», Jacques Camatte, a sua volta editore di «Invariance», divenuto poi psicogeografo e sostenitore di soluzioni assai simili a quelle pensate dai comontisti, mentre si allacciavano rapporti con gruppi milanesi, torinesi e romani.
    A Roma, nella sede del Film Studio 70 di Amerigo Sbardella e Annabella Miscuglio, ricordo fumose riunioni interrotte dal passare di bellezze eteree succintamente vestite, accolte da improvvisi e attenti silenzi. E il sapore dolciastro e intenso di un «fumo» mai provato fino allora. Circolo e abitazione sorgevano a Trastevere, a pochi passi da Regina Coeli e disponevano di una sala dove si proiettavano film dell’avanguardia internazionale, tutto aveva orari assurdi e ti faceva sentire terribilmente provinciale.
    Tra i gruppi amici quello dei torinesi spiccava per il radicalismo non solo predicato ma apparentemente anche duramente praticato. Editavano una rivista, «Acheronte»: il «fiume infernale si è rimesso in moto» procedendo spedito verso la rivoluzione, e avevano dato vita all’Organizzazione consigliare, in linea con le teorie di autogestione praticate anche a Genova. Il personaggio di spicco, Riccardo D’Este, era stato allora in galera e si diceva fosse stato tra i protagonisti della rivolta carceraria delle Nuove. Aveva fama ambigua, perché da sempre molti lo accusavano apertamente di essere un provocatore, addirittura, sosteneva qualcuno, un cripto fascista mascherato da gauchista. Quando finalmente comparve a Genova, lo fece in occasione di uno spettacolo teatrale recitato tra i vicoli del centro storico, il «Genovese Liberale» credo si intitolasse, e Riccardo e i suoi proposero di parteciparvi direttamente, trasformandolo dall’interno in una provocazione in presa diretta. Fu divertente, a tratti anche pericoloso, perché in qualche occasione si rischiò quasi il linciaggio. Per i torinesi il concetto di critica della vita quotidiana diventava spesso e volentieri un processo immediato alla vita di ogni giorno dei singoli individui: com’era possibile definirsi rivoluzionari e continuare a praticare il tran tran quotidiano come se nulla fosse? Tra i luddisti genovesi vigeva in effetti una stretta divisione tra vita famigliare e dimensione politica, le donne non partecipavano alle attività del gruppo e raramente venivano coinvolte, se si eccettuano i membri più giovani che invece tendevano a vivere tutto in coppia. D’Este al proposito aveva buon gioco nella sua critica radicale, anche se spesso i toni cadevano nell’eccesso e si facevano violenti, finendo per impaurire più che convincere. […]

    ● Tratto da: Gli anni del ’68. Voci e carte dall’Archivio dei Movimenti, il canneto editore, Genova 2017. (Si ringrazia).

    #AlfredoPassadore #AnnaMarsilii #anni60 #Anni70 #anniSessanta #anniSettanta #collanaSettanta #DifendereLaLibertà #diffondereLaLibertà #EdizioniMilieu #Genova #GianfrancoFaina #GiorgioMoroni #Ludd #Milieu #Settanta

  4. @gwaldby @M_U @Waterloo2 Is #gianforte going to punch the children he’s starving, too? Or is that just for women & reporters?

  5. #gianforte, same guy who illegally shot a wolf and beat up a journalist from @guardian

  6. Gianforte signs 5 anti-abortion bills, plans to sign more

    Gov. Greg #BodySlamGuy Gianforte signed into law five bills aimed at restricting abortion access in #Montana on Wednesday, triggering a legal request from #Planned #Parenthood of Montana later in the day to block one of the bills.

    The bills include Senate Bill 154, which attempts to override the Montana Supreme Court’s longstanding #recognition of abortion rights in the state. Known as the “#Armstrong #decision,” it holds that the state Constitution’s #right to #privacy protects access to #abortions in Montana up to the point of #viability.
    helenair.com/news/state-and-re

  7. A #LineaRadioSavona con GianFunk siamo rientrati a #Terra assieme agli astronauti di #Artemis II, cercando di capire cosa abbiamo imparato sullo scudo termico!
    Grazie a chi ha ascoltato, buon sabato!🙏👋🚀
    #UnoRadio #Spazio #Luna #Artemis2
    #MastoRadio @astronomia

  8. A #LineaRadioSavona con GianFunk abbiamo continuato a girare attorno alla #Luna sulla missione del momento: #Artemis II!
    Grazie a chi ha ascoltato, buon sabato!🙏👋🚀
    #UnoRadio #Spazio #Luna #Artemis2
    #MastoRadio @astronomia

  9. Autonomies: **For Gianfranco Sanguinetti (1948-2025)**

    autonomies.org/2025/10/for-gia

    The theory of the revolution certainly does not depend on the sole area of properly scientific ideas, and still less on the construction of a speculative achievement, or on the aesthetic of that fiery manner of speech that contemplates itself … Continue reading →

    #Commentary #GianfrancoSanguinetti #Situationists #Stateandterror #Stateterror

  10. Call Governor Gianforte 406-444-3111
    Say "I'm calling to ask you to SIGN HB 456"

    HB 456 would grant employees of childcare facilities access to the Best Beginnings Scholarship, a federal and state funded program that helps cover the costs of childcare.

    #MONTANA #MTPol #MTLeg

  11. Oggi, a #LineaRadioSavona con GianFunk abbiamo conosciuto meglio i partecipanti alla #missione #crew11 di #spacex
    Grazie a chi ha ascoltato, buon sabato!🙏👋🚀
    #UnoRadio #Spazio
    #UnoSpazio #MastoRadio

    P.S.: Fair winds and following seas, Jim.

  12. "Sta nel sogno realizzato
    sta nel mitra lucidato
    nella gioia nella rabbia
    nel distruggere la gabbia
    [...]
    sta nel prendersi la mano
    nel tirare i sampietrini
    nell'incendio di Milano
    nelle spranghe sui fascisti
    nelle pietre sui gipponi
    Sta nei sogni dei teppisti
    e nei giochi dei bambini
    [...]
    ma chi ha detto che non c'è
    ma chi ha detto che non c'è"

    ["Ma chi ha detto che non c'è", Manfredi Gianfranco, LP Ma non è una malattia, Ultima spiaggia, 1976]

    #Manfredi #GianfrancoManfredi #Machihadettochenonce #LosAngeles #Paramount #Riot #protest #protests #skate #skateboarding #news #guerrillanews #guerrilla

  13. Partisanship causes Republicans to justify anti-democratic behavior

    The chart in this post is a little hard to parse, but it illustrates a crucial finding from one of the best recent papers on anti-democratic sentiment in America:
    ⭐️how decades of rising partisanship made an anti-democratic GOP possible.

    The paper, from Yale’s Matthew Graham and Milan Svolik, uses a number of methods to examine the effect of partisanship on views of democracy.

    This chart shows a particularly interesting one:
    a “natural experiment” in Montana’s 2017 at-large House campaign, during which Republican candidate #Greg #Gianforte assaulted reporter Ben Jacobs during an attempted interview just before Election Day.

    Because many voters cast their ballots by mail before the assault happened, Graham and Svolik could compare these to the in-person votes after the assault in order to measure how the news of Gianforte’s attack shifted voters’ behavior.

    The blue lines represent precincts where Gianforte did worse on Election Day than in mail-in ballots;
    the red lines represent the reverse.

    What you see is a clear trend:
    In Democratic-leaning and centrist precincts, Gianforte suffered a penalty.
    But in general, the more right-leaning a precinct was, the less likely he was to suffer
    — and the more likely he was to improve on his mail-in numbers.

    For Svolik and Graham, this illustrates a broader point:

    Extreme partisanship creates the conditions for democratic decline.

    If you really care about your side wielding power, you’re more willing to overlook misbehavior in their attempts to win it.

    They find evidence that this could apply to partisans of either major party
    — but only one party nominates candidates like Trump and Gianforte
    (who won not only the 2017 contest but also his reelection bid in 2018 and Montana’s gubernatorial election in 2020).

  14. The head of law enforcement for the department, Dave Loewen, called Mr. Hawkaluk to ask him a favor:

    Could he come into headquarters and write up the wolf?
    And, oh, yeah, Mr. Loewen added,
    the shooter was Governor Gianforte, a famously temperamental man
    who in 2017 was sentenced to 40 hours of community service and 20 hours of anger-management classes
    for assaulting a reporter the night before he won a seat in the House of Representatives.

    Minutes later, Mr. Loewen was told by the leaders of the department that
    Mr. Gianforte’s friend, an outspoken trapper named Matt Lumley, should be credited with the kill.
    Mr. Loewen called Mr. Hawkaluk to relay that instruction.
    The problem: Mr. Gianforte’s name was already in the database as the trapper of record.

    “I could read between the lines,” Mr. Hawkaluk recalled.
    “I said, ‘Whoever you’re talking to over there better get their story straight, because Gianforte called that in as the trapper of record.”

    #BodySlamGuy
    #Gianforte #Montana

    nytimes.com/2024/06/02/us/poli

  15. The game warden in Helena, Mont., received a phone call one morning in March 2021 with a request that he knew might not end well for him.

    His boss and friend at the Montana Fish, Wildlife and Parks Department asked him to record officially the killing of a wolf, a fairly routine request save for one detail.

    The hunter was the state’s governor, Greg Gianforte.

    “I said I wanted no part of it,” the warden, Justin Hawkaluk, recalled with a barely audible chuckle.

    Mr. Hawkaluk now says his sense of dread was warranted.

    By the time the wolf affair was settled, his superiors had pressured him to lie about the governor’s role, and his boss would be forced out of the department, he told The New York Times in his first interview about the episode.
    He, too, would leave a job he said he loved

    #BodySlamGuy
    #Gianforte #Montana
    nytimes.com/2024/06/02/us/poli

  16. "#Montana Gov. Greg #Gianforte has signed into law a bill that bars the state from considering #climate impacts in its analysis of large projects such as #coal mines and #PowerPlants.

    House Bill 971 [drew] more than 1,000 comments, 95% of which expressed opposition to the measure. "
    Seems ordinary Montanans know this bill doesn't make sense.Looks like they were ignored.

    #EnergyTransition #ClimateDenial #gaslighting
    montanafreepress.org/2023/05/1

  17. A #LineaRadioSavona, oggi, con GianFunk abbiamo cominciato a esaminare la missione del momento: #Artemis II, partita il 2 Aprile!
    Grazie a chi ha ascoltato, buon sabato!🙏👋🚀
    #UnoRadio #Spazio #Luna #Artemis2
    #MastoRadio @astronomia

  18. Zola: ‘Italy must start from the ground up, we must understand importance of young players’

    Gianfranco Zola has called for a fundamental rethink of how Italian football develops its young players, insisting the…
    #Italy #Europe #Europa #EU #Chelsea #England #Italianfootball #LegaPro #Zola
    europesays.com/italy/2342/