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Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST
È stato catturato in Spagna e estradato in Italia un uomo di 45 anni, latitante dal dicembre 2024. L'uomo deve espiare una pena complessiva superiore a 13 anni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla ricettazione ed è considerato una persona di elevata pericolosità, operante come broker nel narcotraffico internazionale.
A seguito dell'emissione di un mandato di arresto europeo da parte della Procura di Taranto, su richiesta degli investigatori della Squadra mobile jonica, il latitante è stato rintracciato e arrestato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante.
La localizzazione e la successiva cattura del latitante sono il risultato di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra mobile di Taranto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della Direzione centrale per i servizi antidroga.
Fondamentale è stata la cooperazione internazionale attraverso la rete Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), in particolare tramite l'Unidad de droga y Crimen organizado (Udyco) e il Fast Spagna, attivati attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e il Fast Italia, che hanno consentito di individuare il ricercato nel sud della Spagna, dove si era rifugiato con il supporto di alcuni complici.
La rete ENFAST (European Network of Fugitive Active Search Teams) è un circuito europeo che collega le unità specializzate nella ricerca e cattura di latitanti pericolosi, garantendo un'efficace cooperazione di polizia tra Italia, Romania, Spagna, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e altri Stati Schengen.
Grazie allo scambio informativo in tempo reale e all'uso di mandati di arresto europei, la rete permette di localizzare e arrestare rapidamente soggetti ricercati in tutta l'Unione Europea. L'operazione è coordinata dai team nazionali FAST (Fugitive Active Search Teams), come il FAST Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), che collaborano con omologhi esteri (es. UDYCO in Spagna, FAST Belgio, team rumeni e svizzeri) per garantire l'estradizione dei latitanti.
Al termine delle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, il latitante è stato consegnato alle autorità italiane e trasferito in Italia.
#Sco #scip #direzionecentraleserviziantidroga -
Catturato in Spagna, grazie alla rete europea di ricerca ENFAST
È stato catturato in Spagna e estradato in Italia un uomo di 45 anni, latitante dal dicembre 2024. L'uomo deve espiare una pena complessiva superiore a 13 anni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alla ricettazione ed è considerato una persona di elevata pericolosità, operante come broker nel narcotraffico internazionale.
A seguito dell'emissione di un mandato di arresto europeo da parte della Procura di Taranto, su richiesta degli investigatori della Squadra mobile jonica, il latitante è stato rintracciato e arrestato dalla Guardia Civil in una località balneare nei pressi di Alicante.
La localizzazione e la successiva cattura del latitante sono il risultato di una complessa attività investigativa condotta dalla Squadra mobile di Taranto, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, con il supporto del Servizio centrale operativo, del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e della Direzione centrale per i servizi antidroga.
Fondamentale è stata la cooperazione internazionale attraverso la rete Enfast (European Network of Fugitive Active Search Teams), in particolare tramite l'Unidad de droga y Crimen organizado (Udyco) e il Fast Spagna, attivati attraverso il Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia e il Fast Italia, che hanno consentito di individuare il ricercato nel sud della Spagna, dove si era rifugiato con il supporto di alcuni complici.
La rete ENFAST (European Network of Fugitive Active Search Teams) è un circuito europeo che collega le unità specializzate nella ricerca e cattura di latitanti pericolosi, garantendo un'efficace cooperazione di polizia tra Italia, Romania, Spagna, Svizzera, Belgio, Lussemburgo e altri Stati Schengen.
Grazie allo scambio informativo in tempo reale e all'uso di mandati di arresto europei, la rete permette di localizzare e arrestare rapidamente soggetti ricercati in tutta l'Unione Europea. L'operazione è coordinata dai team nazionali FAST (Fugitive Active Search Teams), come il FAST Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), che collaborano con omologhi esteri (es. UDYCO in Spagna, FAST Belgio, team rumeni e svizzeri) per garantire l'estradizione dei latitanti.
Al termine delle procedure di cooperazione giudiziaria internazionale, il latitante è stato consegnato alle autorità italiane e trasferito in Italia.
#Sco #scip #direzionecentraleserviziantidroga -
La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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La Direzione Investigativa Antimafia nell'ambito del ciclo EMPACT dell'Unione Europea
Il ciclo EMPACT, attivo dal 2012, coinvolge circa 60 Paesi tra Stati membri, partner terzi e agenzie internazionali, attraverso un ampio ventaglio di azioni operative coordinate a livello europeo.
In tale contesto, la partecipazione della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) conferma il ruolo dell'Italia nella costruzione di una strategia comune orientata al contrasto efficace della criminalità organizzata transnazionale e al rafforzamento della sicurezza dell'Unione europea.Nel quadro di EMPACT 2026+, la partecipazione della DIA — in coordinamento operativo con la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza — si inserisce in una più ampia strategia europea di contrasto alla criminalità organizzata transnazionale, confermando il ruolo dell'Italia quale attore qualificato nella definizione e nell'attuazione di un approccio condiviso, volto al rafforzamento della cooperazione multilivello e al consolidamento della sicurezza dell'Unione europea.
Per il biennio 2026-2027, l'Italia parteciperà a 26 azioni operative sotto il coordinamento dello SCIP (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia) del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno, assumendo altresì il ruolo di co-driver del progetto, evoluzione della precedente priorità HRCN (High Risk Criminal Network). Tale impegno ribadisce la determinazione del nostro Paese nel contrasto alle reti criminali strutturate e transnazionali.
La Direzione Investigativa Antimafia ha preso parte al Kick-off Meeting (riunione di avvio) della priorità MTCNI (Most Threatening Criminal Networks and Individuals), svoltosi presso il quartier generale di Europol all'Aia il 16 e 17 febbraio 2026. L'incontro ha definito le linee d'azione dell'Unione europea per il quadriennio 2026-2029 nel contrasto alle organizzazioni criminali di maggiore pericolosità e impatto transnazionale, contribuendo — attraverso Europol — alla definizione delle direttrici strategiche del ciclo EMPACT 2026-2029.
La DIA ha partecipato ai lavori in ragione del significativo coinvolgimento nelle Azioni Operative del nuovo ciclo EMPACT 2026+, ricoprendo anche il ruolo di Co-Action Leader dell'Azione Operativa 3.1 "Prevention & Administrative Approach", dedicata al rafforzamento dell'approccio amministrativo nella prevenzione e nel contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia legale.
La priorità si fonda su un modello multidisciplinare che integra cooperazione internazionale di polizia, analisi strategica, strumenti investigativi e misure di natura preventiva e amministrativa, con l'obiettivo di incidere in modo strutturale sulle reti criminali più complesse, operanti nello spazio europeo.
Nel corso dell'incontro è stato riconosciuto il valore dell' esperienza italiana nel settore della prevenzione amministrativa antimafia. Il modello nazionale — fondato sul monitoraggio delle imprese, sulle verifiche preventive e sull'applicazione della normativa in materia di documentazione antimafia — costituisce un sistema integrato finalizzato a tutelare l'economia legale e a rafforzare la resilienza dei contesti economici di fronte ai tentativi di infiltrazione criminale.
#EMPACT #DIA #ARMADEICARABINIERI #GUARDIADIFINANZA #POLIZIADISTATO #SCIP
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Latitanti in Marocco, arrestata la coppia ricercata dalla DIA italiana
Qualche giorno or sono, a Casablanca, la Gendarmeria Reale Marocchina ha arrestato i latitanti Patrizio F. e Monica M., ricercati attivamente dal 3 luglio 2024, a seguito della mancata esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma nell'ambito del filone riguardante Aprilia dell'inchiesta "Assedio" condotta dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) di Roma, con il supporto dei #locali #carabinieri. L'operazione portò all'arresto di 25 persone e allo scioglimento del comune di Aprilia. Patrizio F. era stato inserito nell'elenco dei "latitanti pericolosi", considerato il capo dell'organizzazione mafiosa che porta il suo nome. La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha già avviato le procedure di estradizione per i coniugi, trovati in possesso di passaporti falsi svizzeri. Le operazioni sono supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, nell'ambito del progetto I-CAN (#ICAN), e dall'Esperto per la Sicurezza di stanza presso l'Ambasciata d'Italia a Rabat, per conto della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (#DCSA).
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Latitanti in Marocco, arrestata la coppia ricercata dalla DIA italiana
Qualche giorno or sono, a Casablanca, la Gendarmeria Reale Marocchina ha arrestato i latitanti Patrizio F. e Monica M., ricercati attivamente dal 3 luglio 2024, a seguito della mancata esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Roma nell'ambito del filone riguardante Aprilia dell'inchiesta "Assedio" condotta dal Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia (#DIA) di Roma, con il supporto dei #locali #carabinieri. L'operazione portò all'arresto di 25 persone e allo scioglimento del comune di Aprilia. Patrizio F. era stato inserito nell'elenco dei "latitanti pericolosi", considerato il capo dell'organizzazione mafiosa che porta il suo nome. La Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ha già avviato le procedure di estradizione per i coniugi, trovati in possesso di passaporti falsi svizzeri. Le operazioni sono supportate dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale, nell'ambito del progetto I-CAN (#ICAN), e dall'Esperto per la Sicurezza di stanza presso l'Ambasciata d'Italia a Rabat, per conto della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (#DCSA).
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Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
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Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
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Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
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Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
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Aviation weather for Mataveri airport in Isla De Pascua area (Chile) is “SCIP 081800Z 10014KT 9999 SCT024 BKN042 22/16 Q1023 NOSIG” : See what it means on https://www.bigorre.org/aero/meteo/scip/en #mataveriairport #airport #isladepascua #chile #scip #ipc #metar #aviation #aviationweather #avgeek vl
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Ad Abu Dhabi l'arresto di latitante albanese indagato per un omicidio, da lui ordinato ad un connazionale in Italia
Ad Abu Dhabi, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), la polizia degli Emirati Arabi Uniti ha arrestato il cittadino albanese SINOMATI Altin.
L'arresto è stato eseguito a seguito di un mandato di arresto internazionale, noto come Red Notice, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, poiché SINOMATI è ritenuto la "mente" dietro l'omicidio di SHEHAJ Selavdi, detto Passerotto, avvenuto domenica 20 settembre 2020, in una spiaggia affollata di Torvajanica, Pomezia.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dei #Carabinieri di Roma, dalla Squadra Mobile della #Questura di Roma e dallo #SCO della Polizia di Stato, hanno fornito solide prove contro SINOMATI Altin per aver ordinato a CALDERON Raul Esteban di commettere l'omicidio, versandogli in contanti di 150.000 per l'esecuzione.
Per questo delitto, CALDERON Raul Esteban, considerato l'effettivo autore, e MOLISSO Giuseppe, in concorso, sono già stati condannati dalla Corte d'Assise di Frosinone all'ergastolo.In un altro procedimento penale, SINOMATI è accusato di essere stato uno dei principali canali di approvvigionamento di cocaina per l'organizzazione operante a Roma, guidata da MOLISSO Giuseppe insieme a BENNATO Leandro, smantellata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma attraverso un'operazione di polizia giudiziaria condotta nel marzo scorso.
Durante l'esecuzione di tale operazione, avvenuta dopo l'arresto di CALDERON per l'omicidio di SHEHAJ, SINOMATI sfuggì alla cattura, verosimilmente perché temeva di essere al centro dell'azione investigativa coordinata dalla Procura di Roma, e aveva spostato la sua base negli Emirati Arabi Uniti. -
Ad Abu Dhabi l'arresto di latitante albanese indagato per un omicidio, da lui ordinato ad un connazionale in Italia
Ad Abu Dhabi, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), la polizia degli Emirati Arabi Uniti ha arrestato il cittadino albanese SINOMATI Altin.
L'arresto è stato eseguito a seguito di un mandato di arresto internazionale, noto come Red Notice, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, poiché SINOMATI è ritenuto la "mente" dietro l'omicidio di SHEHAJ Selavdi, detto Passerotto, avvenuto domenica 20 settembre 2020, in una spiaggia affollata di Torvajanica, Pomezia.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dei #Carabinieri di Roma, dalla Squadra Mobile della #Questura di Roma e dallo #SCO della Polizia di Stato, hanno fornito solide prove contro SINOMATI Altin per aver ordinato a CALDERON Raul Esteban di commettere l'omicidio, versandogli in contanti di 150.000 per l'esecuzione.
Per questo delitto, CALDERON Raul Esteban, considerato l'effettivo autore, e MOLISSO Giuseppe, in concorso, sono già stati condannati dalla Corte d'Assise di Frosinone all'ergastolo.In un altro procedimento penale, SINOMATI è accusato di essere stato uno dei principali canali di approvvigionamento di cocaina per l'organizzazione operante a Roma, guidata da MOLISSO Giuseppe insieme a BENNATO Leandro, smantellata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma attraverso un'operazione di polizia giudiziaria condotta nel marzo scorso.
Durante l'esecuzione di tale operazione, avvenuta dopo l'arresto di CALDERON per l'omicidio di SHEHAJ, SINOMATI sfuggì alla cattura, verosimilmente perché temeva di essere al centro dell'azione investigativa coordinata dalla Procura di Roma, e aveva spostato la sua base negli Emirati Arabi Uniti. -
Ad Abu Dhabi l'arresto di latitante albanese indagato per un omicidio, da lui ordinato ad un connazionale in Italia
Ad Abu Dhabi, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), la polizia degli Emirati Arabi Uniti ha arrestato il cittadino albanese SINOMATI Altin.
L'arresto è stato eseguito a seguito di un mandato di arresto internazionale, noto come Red Notice, emesso dalla Procura Distrettuale Antimafia di Roma, poiché SINOMATI è ritenuto la "mente" dietro l'omicidio di SHEHAJ Selavdi, detto Passerotto, avvenuto domenica 20 settembre 2020, in una spiaggia affollata di Torvajanica, Pomezia.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Nucleo Investigativo dei #Carabinieri di Roma, dalla Squadra Mobile della #Questura di Roma e dallo #SCO della Polizia di Stato, hanno fornito solide prove contro SINOMATI Altin per aver ordinato a CALDERON Raul Esteban di commettere l'omicidio, versandogli in contanti di 150.000 per l'esecuzione.
Per questo delitto, CALDERON Raul Esteban, considerato l'effettivo autore, e MOLISSO Giuseppe, in concorso, sono già stati condannati dalla Corte d'Assise di Frosinone all'ergastolo.In un altro procedimento penale, SINOMATI è accusato di essere stato uno dei principali canali di approvvigionamento di cocaina per l'organizzazione operante a Roma, guidata da MOLISSO Giuseppe insieme a BENNATO Leandro, smantellata dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma attraverso un'operazione di polizia giudiziaria condotta nel marzo scorso.
Durante l'esecuzione di tale operazione, avvenuta dopo l'arresto di CALDERON per l'omicidio di SHEHAJ, SINOMATI sfuggì alla cattura, verosimilmente perché temeva di essere al centro dell'azione investigativa coordinata dalla Procura di Roma, e aveva spostato la sua base negli Emirati Arabi Uniti. -
Operazione Millennium, estradato dalla Spagna uno degli indagati per narcotraffico.
L'uomo è ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri di Reggio Calabria
È stato estradato dalla Spagna ed è ora in Italia uno degli indagati nell’ambito della maxi-operazione #MILLENNIUM, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.
L’uomo è accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata, ed è ritenuto parte integrante del sistema criminale smantellato dai Carabinieri del Comando Provinciale reggino.
Fondamentale per la sua cattura è stato il tempestivo intervento dell’Unità I-CAN (Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta) del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP) della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Una volta localizzato in territorio spagnolo, in stretta intesa con i militari dell’Arma, è stata richiesta la collaborazione all’ #UDYCO (Unidad de Droga y Crimen Organizado Central) della Policía Nacional spagnola, che ha permesso di arrestare il soggetto.
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DROGA DAL SUD AMERICA IN ITALIA: SPUNTA L'INTESA TRA 'NDRANGHETA E MAFIA ALBANESE
I #Carabinieri del #ROS (Raggruppamento Operativo speciale) – col supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” – hanno eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia una misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Procura Distrettuale.
Interessati 28 indagati italiani e albanesi, gravemente indiziati di aver preso parte ad un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, con base a Roma ed operante nell’intero territorio nazionale.
Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, su un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis Codice Penale, quando fu ritenuto elemento apicale della “locale dii 'ndrangheta” di Volpiano (Torino), promanazione di quella di Platì (Reggio Calabria).
L’uomo, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, aveva assunto il controllo del quartiere capitolino di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.
La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (Reggio Calabria), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio.
Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1.497 chili di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte, secondo l’accusa, sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.
Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.
L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali.
Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha confermato:
L’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetistaL’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte
La centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina
L’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale
L’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.
Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse Polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (#DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), da #Interpol- Progetto I-CAN (#ICAN), dalla rete @net (#onnet) della #DIA, nonché dalle Agenzie #Europol e #Eurojust.
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DROGA DAL SUD AMERICA IN ITALIA: SPUNTA L'INTESA TRA 'NDRANGHETA E MAFIA ALBANESE
I #Carabinieri del #ROS (Raggruppamento Operativo speciale) – col supporto in fase esecutiva dei Comandi provinciali dell’Arma territorialmente competenti e dello Squadrone Eliportato Cacciatori "Calabria” – hanno eseguito nelle aree di Roma, Reggio Calabria, Catanzaro, Cosenza, L’Aquila, Latina e Pistoia una misura cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale capitolino, su richiesta della Procura Distrettuale.
Interessati 28 indagati italiani e albanesi, gravemente indiziati di aver preso parte ad un’associazione criminale di matrice ‘ndranghetista, con base a Roma ed operante nell’intero territorio nazionale.
Il provvedimento si basa sugli elementi acquisiti dal ROS, nell’ambito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica – DDA – presso il Tribunale di Roma, su un 57 enne calabrese, già precedentemente condannato in via definitiva per la violazione dell’art. 416 bis Codice Penale, quando fu ritenuto elemento apicale della "locale dii 'ndrangheta" di Volpiano (Torino), promanazione di quella di Platì (Reggio Calabria).
L’uomo, trasferitosi a Roma agli inizi degli anni 2000, aveva assunto il controllo del quartiere capitolino di San Basilio, promuovendo la nascita di un’associazione composta, tra gli altri, anche dai tre figli, con legami stabili con una paritetica struttura criminale albanese, utilizzata per gli aspetti logistici (estrazione dei carichi dai porti spagnoli e olandesi nonché per il successivo trasporto) e per lo smercio del narcotico in altre zone della Capitale.
La cocaina veniva acquisita in Sud America e fatta giungere, tramite container in alcuni porti della Spagna, a Rotterdam (Olanda) e a quello di Gioia Tauro (Reggio Calabria), anche sfruttando l’interazione con altri broker calabresi, per poi giungere sul mercato romano dove veniva smerciata al dettaglio.
Nel complesso sono stati contestati agli indagati 80 capi di imputazione per operazioni di traffico per oltre 1 tonnellata di cocaina e per 1.497 chili di hashish, nonché un episodio di tortura aggravata dal metodo mafioso, contestato a 4 indagati italiani, gravemente indiziati di avere privato della libertà personale uno spacciatore, cagionandogli sofferenze fisiche e un trauma psichico. Le torture inferte, secondo l’accusa, sono state riprese con un telefonino, per diffonderne successivamente il video al fine di generare nella vittima e nei soggetti dediti alle attività di smercio di sostanze stupefacente in zona San Basilio, sentimenti di paura, omertà e assoggettamento al volere del gruppo criminale.
Il complesso scenario emergente dall’attività investigativa ha consentito di accertare l’impiego sistematico da parte degli indagati di sofisticati sistemi criptofonici utilizzati per le comunicazioni operative e per eludere le attività di controllo. Tali dispositivi venivano approvvigionati attraverso una vera e propria centrale di smistamento, individuata a Roma e facente capo ad un 46enne albanese colpito anch’egli dalla misura cautelare per aver concorso nell’associazione.
L’attività investigativa – grazie alla estesa cooperazione internazionale avviata – ha consentito di localizzare in Spagna 5 latitanti per reati materia di stupefacenti il cui arresto, su indicazione del ROS, è stato eseguito dalle autorità di polizia locali.
Complessivamente, l’attività investigativa, conclusa con l’emissione di 28 provvedimenti cautelari detentivi, 6 interrogatori preventivi, l’arresto in flagranza di reato di 11 soggetti, nonché, all’estero, di 5 latitanti ed il sequestro di ingenti quantitativi di stupefacente (per lo più cocaina ed hashish), ha confermato:
- L’infiltrazione del territorio romano di organizzazioni, dedite al narcotraffico, di matrice ‘ndranghetista
- L’alleanza, ormai strutturale, nello specifico settore, tra la ‘ndrangheta e paritetiche organizzazioni criminali albanesi che, forti della loro ramificazione in molti paesi europei e non solo, garantiscono canali alternativi di approvvigionamento e, soprattutto, la possibilità di utilizzare porti stranieri, ove esercitano il loro controllo, per diversificare le narco-rotte
- La centralità del Porto di Gioia Tauro per le importazioni di cocaina
- L’esistenza di accordi/regole che consentono a organizzazioni di diversa matrice di spartirsi le più redditizie aree di smercio del narcotico nella Capitale
- L’utilizzo sistemico di strumenti tecnologici evoluti e non direttamente intercettabili, per le comunicazioni operative.Le attività investigative, dirette dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state condotte in cooperazione internazionale con diverse Polizie estere e sono state supportate dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (#DCSA), dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (#SCIP), da #Interpol- Progetto I-CAN (#ICAN), dalla rete @net (#onnet) della #DIA, nonché dalle Agenzie #Europol e #Eurojust.
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Video of Salisbury vigils
Video highlighting the 80+ vigils held in Salisbury and the exhibition
June 2025
We are delighted to attach a video* with clips from the 81 vigils so far held in Salisbury in aid of peace in Gaza. The bombing of Iran and the retaliation by them has distracted attention from the continuing misery which is taking place in Gaza. The death toll now stands at 56,000 including thousands of children. Many more have suffered terrible injuries with life long consequences.
The is an exhibition at Salisbury Methodist Church, St Edmunds St which is open from 9:30 clips of which
appear in the video.
The strangulation of Gaza continues with tightly restricted supplies of food and other goods allowed in. The war of words continues with an Israeli spokesman interviewed on Channel 4 saying there is no blockade. Foreign journalists are not allowed in so independent reporting of what is happening is difficult. The evidence seems to point to utter confusion at the aid distribution points with many being shot every day in a desperate attempt to get food.
Britain continues to supply weapons to Israel and to give them diplomatic cover. More attention is being paid to the role of the RAF, especially after the action by Palestine Action last week at Brize Norton. The RAF has overflown Gaza around 600 times now and the claims by the minister that they are to help find the remaining hostages is to be doubted in view of the government’s continued support for Israel and the supply of arms.
The local MP, Mr John Glen, has not visited any of the vigils and has not mentioned them in his weekly column in the local paper.
Previous posts:
- Video of Salisbury vigils
- Proscribing Palestine Action
- Evensong this evening
- Salisbury vigil and exhibition reminder
- Why Labour Leaders Are Pushing for ECHR Revisions: A Political Analysis
*The Exhibition and video are the work of Peter Glyns.
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Video of Salisbury vigils
Video highlighting the 80+ vigils held in Salisbury and the exhibition
June 2025
We are delighted to attach a video* with clips from the 81 vigils so far held in Salisbury in aid of peace in Gaza. The bombing of Iran and the retaliation by them has distracted attention from the continuing misery which is taking place in Gaza. The death toll now stands at 56,000 including thousands of children. Many more have suffered terrible injuries with life long consequences.
The is an exhibition at Salisbury Methodist Church, St Edmunds St which is open from 9:30 clips of which
appear in the video.
The strangulation of Gaza continues with tightly restricted supplies of food and other goods allowed in. The war of words continues with an Israeli spokesman interviewed on Channel 4 saying there is no blockade. Foreign journalists are not allowed in so independent reporting of what is happening is difficult. The evidence seems to point to utter confusion at the aid distribution points with many being shot every day in a desperate attempt to get food.
Britain continues to supply weapons to Israel and to give them diplomatic cover. More attention is being paid to the role of the RAF, especially after the action by Palestine Action last week at Brize Norton. The RAF has overflown Gaza around 600 times now and the claims by the minister that they are to help find the remaining hostages is to be doubted in view of the government’s continued support for Israel and the supply of arms.
The local MP, Mr John Glen, has not visited any of the vigils and has not mentioned them in his weekly column in the local paper.
Previous posts:
- Video of Salisbury vigils
- Proscribing Palestine Action
- Evensong this evening
- Salisbury vigil and exhibition reminder
- Why Labour Leaders Are Pushing for ECHR Revisions: A Political Analysis
*The Exhibition and video are the work of Peter Glyns.
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Video of Salisbury vigils
Video highlighting the 80+ vigils held in Salisbury and the exhibition
June 2025
We are delighted to attach a video* with clips from the 81 vigils so far held in Salisbury in aid of peace in Gaza. The bombing of Iran and the retaliation by them has distracted attention from the continuing misery which is taking place in Gaza. The death toll now stands at 56,000 including thousands of children. Many more have suffered terrible injuries with life long consequences.
The is an exhibition at Salisbury Methodist Church, St Edmunds St which is open from 9:30 clips of which
appear in the video.
The strangulation of Gaza continues with tightly restricted supplies of food and other goods allowed in. The war of words continues with an Israeli spokesman interviewed on Channel 4 saying there is no blockade. Foreign journalists are not allowed in so independent reporting of what is happening is difficult. The evidence seems to point to utter confusion at the aid distribution points with many being shot every day in a desperate attempt to get food.
Britain continues to supply weapons to Israel and to give them diplomatic cover. More attention is being paid to the role of the RAF, especially after the action by Palestine Action last week at Brize Norton. The RAF has overflown Gaza around 600 times now and the claims by the minister that they are to help find the remaining hostages is to be doubted in view of the government’s continued support for Israel and the supply of arms.
The local MP, Mr John Glen, has not visited any of the vigils and has not mentioned them in his weekly column in the local paper.
Previous posts:
- Video of Salisbury vigils
- Proscribing Palestine Action
- Evensong this evening
- Salisbury vigil and exhibition reminder
- Why Labour Leaders Are Pushing for ECHR Revisions: A Political Analysis
*The Exhibition and video are the work of Peter Glyns.
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Video of Salisbury vigils
Video highlighting the 80+ vigils held in Salisbury and the exhibition
June 2025
We are delighted to attach a video* with clips from the 81 vigils so far held in Salisbury in aid of peace in Gaza. The bombing of Iran and the retaliation by them has distracted attention from the continuing misery which is taking place in Gaza. The death toll now stands at 56,000 including thousands of children. Many more have suffered terrible injuries with life long consequences.
The is an exhibition at Salisbury Methodist Church, St Edmunds St which is open from 9:30 clips of which
appear in the video.
The strangulation of Gaza continues with tightly restricted supplies of food and other goods allowed in. The war of words continues with an Israeli spokesman interviewed on Channel 4 saying there is no blockade. Foreign journalists are not allowed in so independent reporting of what is happening is difficult. The evidence seems to point to utter confusion at the aid distribution points with many being shot every day in a desperate attempt to get food.
Britain continues to supply weapons to Israel and to give them diplomatic cover. More attention is being paid to the role of the RAF, especially after the action by Palestine Action last week at Brize Norton. The RAF has overflown Gaza around 600 times now and the claims by the minister that they are to help find the remaining hostages is to be doubted in view of the government’s continued support for Israel and the supply of arms.
The local MP, Mr John Glen, has not visited any of the vigils and has not mentioned them in his weekly column in the local paper.
Previous posts:
- Eighty second vigil well attended
- Video of Salisbury vigils
- Proscribing Palestine Action
- Evensong this evening
- Salisbury vigil and exhibition reminder
*The Exhibition and video are the work of Peter Glyns.
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British Jews speak out about Israel
Board of Deputies of British Jews write open letter criticising Israel’s actions
April 2025
UPDATE: 24 April
The Deputies who wrote the letter to the Financial Times face disciplinary action which seems to indicate there are many tensions in the British Jewish community over the war in Gaza in which over 51,000 have now died. The vice-chair has been suspended. All those who wrote are subject to the complaints procedure according to a statement by the Board. The Board has received ‘multiple complaints’ it said from the public and Deputies.
This is a brave move by the Deputies. Around one in eight have written the letter published in the Financial Times on 15th. One of their number was interviewed on various channels on 16 April and said they could no longer ‘turn a blind eye or stay silent’ in view of the violence. This is the most extremist of Israeli governments they claim which is openly encouraging violence against Palestinians in the West Bank, strangling the Palestinian economy and building more new settlements than ever. ‘Israel’s soul is being ripped out’ and as members of the Board of Deputies of British Jews, they fear for the future of the Israel they love and have such close ties to. Until now, they have been supportive of the Israeli government.
Not all Board members agreed and a senior member of the Board is quoted in an article in the Jewish Chronicle:
“[…] The publication of the campaign has been met with a divided reaction in the British community. A senior member of the Board of Deputies described the move as “an incredibly badly advised decision,” adding: “[It is] highly divisive and inappropriate in undermining [Board president] Phil Rosenberg so publicly in a national forum. As British Jews, we should not be commenting on what is effectively an Israeli political matter.”
People who criticise Israel face accusations of anti-Semitism and more recently, being ‘supporters of Hamas’. This has been the standard, knee-jerk almost, response to their such criticisms. The Board’s spokesman, Baron Frankal, in the Channel 4 interview said he has received a lot of supportive comments. It will be difficult for the Israeli’s to level these accusations against the Board of Deputies.
Over 50,000 have now been killed in the conflict, the majority women and children, and all aid has been cut off for weeks. There are accusations of genocide being perpetrated.
We in Salisbury continue to hold vigils on Saturday in the market square and all are welcome to join.
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#MPS:
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Erste Sonnenaufnahmen von Sunrise IIIDie Messdaten des ballongetragenen Sonnenobservatoriums machen kleinste Details auf der Sonnenoberfläche sichtbar.
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".. kleinste Strukturen von nur 50 Kilometern Größe .."https://www.mps.mpg.de/erste-sonnenaufnahmen-von-sunrise-iii
17.12.2024
#APL #Astronomie #Ballonsonde #Chromosphäre #IAA #KIS #Magnetfeld #NAOJ #SCIP #Sonne #Sonnenobservatorium #Sonnenfleck #Strahlung #SunriseIII #SUSI #TuMag
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#MPS:
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Erste Sonnenaufnahmen von Sunrise IIIDie Messdaten des ballongetragenen Sonnenobservatoriums machen kleinste Details auf der Sonnenoberfläche sichtbar.
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".. kleinste Strukturen von nur 50 Kilometern Größe .."https://www.mps.mpg.de/erste-sonnenaufnahmen-von-sunrise-iii
17.12.2024
#APL #Astronomie #Ballonsonde #Chromosphäre #IAA #KIS #Magnetfeld #NAOJ #SCIP #Sonne #Sonnenobservatorium #Sonnenfleck #Strahlung #SunriseIII #SUSI #TuMag
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#MPS:
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Erste Sonnenaufnahmen von Sunrise IIIDie Messdaten des ballongetragenen Sonnenobservatoriums machen kleinste Details auf der Sonnenoberfläche sichtbar.
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17.12.2024
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#MPS:
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Erste Sonnenaufnahmen von Sunrise IIIDie Messdaten des ballongetragenen Sonnenobservatoriums machen kleinste Details auf der Sonnenoberfläche sichtbar.
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17.12.2024
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#MPS:
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".. kleinste Strukturen von nur 50 Kilometern Größe .."https://www.mps.mpg.de/erste-sonnenaufnahmen-von-sunrise-iii
17.12.2024
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Sono 33 le persone arrestate a Napoli e in Spagna, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, aggravato dal possesso di armi e dal favoreggiamento del clan camorristico Amato-Pagano.
Il blitz ad opera dei carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, che si sono avvalsi della collaborazione della Dcsa (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) e del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia del Ministero dell'Interno.
Fatta luce su 2 organizzazioni criminali attive nel Napoletano, che importavano coca e hashish dalla Spagna attraverso un gruppo capeggiato da un noto narcotrafficante latitante.
#cooperazioneinternazionale #DCSA #ArmadeiCarabinieri #SCIP
@news -
Sono 33 le persone arrestate a Napoli e in Spagna, accusate di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, aggravato dal possesso di armi e dal favoreggiamento del clan camorristico Amato-Pagano.
Il blitz ad opera dei carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, che si sono avvalsi della collaborazione della Dcsa (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga) e del Servizio di cooperazione internazionale di Polizia del Ministero dell'Interno.
Fatta luce su 2 organizzazioni criminali attive nel Napoletano, che importavano coca e hashish dalla Spagna attraverso un gruppo capeggiato da un noto narcotrafficante latitante.
#cooperazioneinternazionale #DCSA #ArmadeiCarabinieri #SCIP
@news -
NCSWIC Launches Video Series to Explore Interoperability Challenges and Solutions https://thecyberexpress.com/ncswic-video-series-explores-interoperability/ #TheCyberExpressNews #CybersecurityNews #NCSWICVideoSeries #TheCyberExpress #FirewallDaily #SWICandNCSWIC #SWICs #SCIP
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NCSWIC Launches Video Series to Explore Interoperability Challenges and Solutions https://thecyberexpress.com/ncswic-video-series-explores-interoperability/ #TheCyberExpressNews #CybersecurityNews #NCSWICVideoSeries #TheCyberExpress #FirewallDaily #SWICandNCSWIC #SWICs #SCIP
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NCSWIC Launches Video Series to Explore Interoperability Challenges and Solutions https://thecyberexpress.com/ncswic-video-series-explores-interoperability/ #TheCyberExpressNews #CybersecurityNews #NCSWICVideoSeries #TheCyberExpress #FirewallDaily #SWICandNCSWIC #SWICs #SCIP
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NCSWIC Launches Video Series to Explore Interoperability Challenges and Solutions https://thecyberexpress.com/ncswic-video-series-explores-interoperability/ #TheCyberExpressNews #CybersecurityNews #NCSWICVideoSeries #TheCyberExpress #FirewallDaily #SWICandNCSWIC #SWICs #SCIP
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Как мы в 2 раза ускорили решение MILP-проблем за счет ML
Многие задачи, с которыми мы имеем дело при цифровизации производства (неважно какого), – это задачи оптимизации: оптимизация производственного расписания, оптимизация цепочек поставок и размещения объектов, оптимизационное планирование и прочее. Многие из них сводятся к проблемам смешанного линейно-целочисленного типа (MILP – Mixed Integer Linear Problem). Конечно же мы хотим их решать быстрее и эффективнее, поэтому год назад начали разработку ML-модулей для этого. В этой статье мы познакомим вас с концептом одного такого модуля – для упрощения MILP методом обнуления переменных – и расскажем о том, насколько нам удалось с его помощью сократить время работы решателя.
https://habr.com/ru/companies/zyfra/articles/810965/
#MILP #ml #operations_research #blending_models #optimizaiton #решатель #оптимизация #mip #scip #highs
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Как мы в 2 раза ускорили решение MILP-проблем за счет ML
Многие задачи, с которыми мы имеем дело при цифровизации производства (неважно какого), – это задачи оптимизации: оптимизация производственного расписания, оптимизация цепочек поставок и размещения объектов, оптимизационное планирование и прочее. Многие из них сводятся к проблемам смешанного линейно-целочисленного типа (MILP – Mixed Integer Linear Problem). Конечно же мы хотим их решать быстрее и эффективнее, поэтому год назад начали разработку ML-модулей для этого. В этой статье мы познакомим вас с концептом одного такого модуля – для упрощения MILP методом обнуления переменных – и расскажем о том, насколько нам удалось с его помощью сократить время работы решателя.
https://habr.com/ru/companies/zyfra/articles/810965/
#MILP #ml #operations_research #blending_models #optimizaiton #решатель #оптимизация #mip #scip #highs
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Как мы в 2 раза ускорили решение MILP-проблем за счет ML
Многие задачи, с которыми мы имеем дело при цифровизации производства (неважно какого), – это задачи оптимизации: оптимизация производственного расписания, оптимизация цепочек поставок и размещения объектов, оптимизационное планирование и прочее. Многие из них сводятся к проблемам смешанного линейно-целочисленного типа (MILP – Mixed Integer Linear Problem). Конечно же мы хотим их решать быстрее и эффективнее, поэтому год назад начали разработку ML-модулей для этого. В этой статье мы познакомим вас с концептом одного такого модуля – для упрощения MILP методом обнуления переменных – и расскажем о том, насколько нам удалось с его помощью сократить время работы решателя.
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@animemer @thecatcollective
- #ZFS, #Ceph, #IPFS and espechally #LTFS are FLOSS & Industry Standards.
- #CinemaDNG & #OpenEXR as well as #TIFF are #OpenFormats.
- #FLAC is the go-to for #Audiophiles
- #SIP & #ZRTP are the only #MultiVendor #VoIP protocols and run every #IP phone that isn't a #SCIP or #GSMK #CryptoPhone...
- #OpenVPN, #WireGuard, #IPsec & #L2TP are the only major #VON rptocols, also #OpenSource
- #LibreOffice ofc. -
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- #LibreOffice ofc. -
Auf der Suche nach neuem Kapital gründet Intel das Semiconductor Co-Investment Program. Brookfield kauft sich als Erster für knapp 15 Milliarden US-Dollar ein.
Foundry Services: Intel verkauft Anteile an Halbleiterwerke für Milliarden -
Auf der Suche nach neuem Kapital gründet Intel das Semiconductor Co-Investment Program. Brookfield kauft sich als Erster für knapp 15 Milliarden US-Dollar ein.
Foundry Services: Intel verkauft Anteile an Halbleiterwerke für Milliarden -
> The “analysis-by-synthesis” view of SICP — where you build a larger system out of smaller, simple parts — became irrelevant. Nowadays, we do #ProgrammingByPoking.
http://lambda-the-ultimate.org/node/5335
#GerrySussman #Scheme #SCIP #ProgrammingEducation #SussmanAndAbelson