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#nazione — Public Fediverse posts

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  1. CW: long post (dibattito sulla nazione come invenzione)

    Premesso che su questa piattaforma l'orientamento prevalente è tendenzialmente #progressista, molte delle considerazioni che seguiranno potrebbero risultare già note, se non scontate, a chi mi legge. Ritengo comunque utile proporre una riflessione più articolata sulle recenti ondate #neofasciste e #ultranazionaliste che attraversano l'Europa, insinuandosi nel dibattito quotidiano con un linguaggio che mescola ansia identitaria e rivendicazione #sovranista

    Ciò che sorprende, in particolare, è l’assenza di un progetto economico coerente alla base di questa retorica identitaria. Non riesco a intravedere un piano chiaro, definito e attuabile per quel fantomatico modello di società che, guardando al passato, promette di tutelare il “benessere nazionale”. Ci si interroga, inevitabilmente, sulla natura concreta di questa prospettiva: si tratta forse di un ritorno a un’epoca pre-globalizzazione? Se così fosse, quali strumenti intendono adottare? Intendono forse inasprire la pressione fiscale sulle aziende nazionali che, con scarso senso di appartenenza patriottica, hanno delocalizzato la produzione? Pensano di bloccare le importazioni a basso costo dalla Cina, o di replicare su scala ridotta il modello statunitense dei dazi selettivi? E poi c'è la questione della “remigrazione”, forse la più emblematica e propinata, ma con fortissime incoerenze di fondo. L’ossessione per l'espulsione dei #migranti viene presentata come la panacea a tutti i mali del paese, ma il ragionamento non regge: anche se li cacciassimo tutti, i problemi strutturali, come la precarietà del lavoro, il sistema sanitario in affanno, le periferie abbandonate, la mancanza di servizi, resterebbero intatti.

    Fin qui, sono i dubbi sulla dimensione economica. Ma il mio vero interesse, la questione che più mi riguarda da storico è su un altro piano, più profondo e forse più sfuggente: cosa significa, oggi, identificarsi con una nazione? È un tema che studio da tempo, affascinato dalla centralità del discorso etnico nel dibattito politico e, al contempo, dalla sua costante trattazione superficiale sui mass media. La nazione, infatti, non è un’entità eterna, né un dato di natura. Come tutti i costrutti sociali, possiede un inizio, uno sviluppo e, ovviamente, una fine. Basti pensare a quanti popoli sono scomparsi nel corso della storia, assimilati, trasformati, divenuti altro. Se guardiamo al caso italiano, appare evidente come il nostro patrimonio culturale non sia il frutto di una presunta essenza originaria, o di una irrimediabile immutabilità, bensì il risultato di stratificazioni, sovrapposizioni e ibridazioni che attraversano i secoli ha lasciato un segno indelebile nella costruzione di quello che possiamo definire “italianità”. Quando pensiamo alla costruzione dei nostri simboli culturali, il pensiero corre inevitabilmente alla Magna Grecia e a Roma antica, ma il nostro immaginario è altrettanto segnato da Bisanzio, dai Longobardi, dai Normanni, dagli Aragonesi e dagli Angioini. E poi ci sono le influenze arabe in Sicilia, quelle francesi in Piemonte, quelle spagnole nel Regno di Napoli, per non parlare dalla presenza storica di comunità albanesi, croate e slovene nei territori della Penisola. L’Italia, molto prima di diventare uno Stato unitario, è stata per secoli un crocevia del Mediterraneo e dell'Europa, un luogo di passaggio, di scambio, di mescolanza, un laboratorio continuo di ibridazione culturale.

    Pensiamo poi alla lingua, forse l'esempio più lampante. L'italiano che parliamo oggi non è il prodotto di una necessità naturale, ma di una scelta letteraria e politica. Dante, Petrarca, Boccaccio non scrivevano in "italiano standard" ma in volgare fiorentino, un dialetto tra tanti, che solo secoli dopo, grazie alla scuola, alla politica, al magistero di poeti e scrittori, e infine ai mezzi di comunicazione di massa, sarebbe stato elevato a lingua comune. Un processo, va detto, imposto dall'alto, come strumento di unificazione nazionale. E ancora oggi, chiunque viva in #Italia sa che i #dialetti non sono “corruzioni” dell'italiano, ma lingue autonome, spesso più antiche della #nazione stessa, custodi di storie, saperi e visioni del mondo a rischio di appiattimento in epoca moderna, ma che continuano a resistere, a ricordarci che l'Italia è sempre stata un “arcipelago di voci”.

    Pertanto, e qui credo che i movimenti di sinistra commettano un errore nel non rimarcarlo con sufficiente forza, la nazione è, per dirla con Hobsbawm, una “tradizione inventata”, o, nelle parole di Anderson, una “comunità immaginata”. Non si nasce fisiologicamente italiani. Se non fossi stato istruito nel sistema scolastico nazionale, avrei probabilmente parlato napoletano per tutta la vita, senza mai sentire il bisogno di apprendere la lingua standard. La nazione, in quanto prodotto della modernità, non è un dato di natura, ma un “artefatto storico” che per sopravvivere e riprodursi necessita di un’articolata ingegneria identitaria. Ha bisogno della scuola per uniformare lingua e cultura su tutto il territorio, dei mezzi di comunicazione di massa per “sincronizzare” le esperienze dei cittadini e farli sentire partecipi di uno stesso destino collettivo, e infine della costruzione di un “altro” rispetto al quale definire i confini dell'appartenenza. È questo meccanismo che, nei momenti di crisi, trasforma l’alterità in minaccia, se non in nemico, riportando gli spettri del passato nel nostro presente.

  2. Portare paramilitari #ICE in #Italia e' una ovvia provocazione alla #Comunita' #Europea,
    usano la scusa della 'protezione' di #Rubio e #Vance per farlo
    (ambedue ospiti indiserati)
    In realta' e' per indicare il 'vassallaggio' dell'Europa
    portando paramilitari a sostituire le nostre forze dell'ordine.
    Mi auguro il #Governo #Italiano NON umili la #Nazione consentendolo.
    NON siamo una colonia Americana.

  3. Se solo i sovranisti sapessero leggere ed avessero il senso dell'umorismo... #vignette #umorismo #nazione #meme #politica

  4. Il gravissimo vilipendio verso la nostra #Costituzione con la ridicola e sciacallesca scusa del #luttopapale

    Tutto per non ricordare mai i nostri veri eroi e salvatori che si sono sacrificati per darci la #libertà, per far nascere un vero senso di comunità LAICO e #nazione contro il male #nazifascista, nel #25aprile che è una data da ricordare *sempre* e COMUNQUE

    Tutto stigmatizzato dalla vignetta, come sempre perfetta e definitiva, di #Natangelo

    PS: => "La #sobrietà" ficcatevela nel *culo*

  5. 609 giorni di #crociera della #amerigovespucci quanto sono costati all’Italia? E la festa per il suo ritorno con tanto di #esibizione delle #freccetricolori ? Cosa abbiamo guadagnato? O è stato l’ennesimo #spreco di una #nazione che guarda solo alle apparenze? Ditemi…

  6. #Salvini è assolutamente incapace di difendere gli interessi della #nazione e se ne deve andare al più presto perché è la vergogna di tutti gli #italiani (e sono assolutamente libero di esprimere il mio pensiero, anche se non ho i miliardi di #Musk)

  7. "Il fascismo è stato l'autobiografia della nazione"
    -- Piero Gobetti

    Da: La messa è finita, la scena del parcheggio

    youtube.com/watch?v=0yThWnsAGA

    #gobetti #pierogobetti #nazione

  8. l'#Italia e' una Splendida #Nazione
    che ha dovuto subire continue umiliazioni
    (a livello Nazionale Europeo e Internazionale)
    Umiliazioni e vergogne provocate per interessi privati e di partito
    Dobbiamo riottenere -Dignita'-
    e cancellare i 'salvini' che come una muffa si sono propagati nella Politica del Paese.
    Questo NON per 'politica'
    ma semplicemente per Etica e Dignita' Nazionale.

  9. Tristemente in #Italia
    ci sono tanti #Collaborazionisti
    (#Collaborazionista e' colui che si vende ad una #Nazione #Nemica e opera contro gli interessi della sua Nazione)
    Gli #Orsini i #Salvini e TANTI altri
    quelli che : "Siamo per la 'pace' l'#Ucraina deve arrendersi alla #Russia"
    sono > Collaborazionisti.<
    NIENTE di piu' spregevole.
    Gente che dovrebbe venire arrestata.
    Purtroppo abbiamo Collaborazionisti addirittura nel #Governo.

    Triste ma vero.

  10. #ImaneKhelif ha vinto l'#oro, portando il #pugilato #femminile in #Algeria da sport poco accettato a onore della #nazione. Eppure a forza di cercare peni invisibili, state scagazzando anche sulla gioia altrui. Vergogna
    #Olimpiadi2024
    Per dettagli: bufale.net/lesultanza-di-imane

  11. Continuo a non capire gli #USA ma a questo punto penso che come #nazione non si capiscano neanche loro

  12. @sposadelvento @tt_ppp @informapirata @saknom Esatto, hai centrato il punto, IMHO: per certe cose, non deve essere tutto demandato alla buona volontà come succede sistematicamente da noi.
    Dovrebbe invece essere un PRECISO indirizzo #POLITICO riguardo al diffondere nelle #scuole (e anche nella #pubblicaamministrazione) il #softwarelibero come PILASTRO dell'#istruzione e della #libertà di una #nazione

  13. Cara @GiorgiaMecojoni ,

    Per #Natale ti volevo dire che questa favoletta #sovranista con te che ripeti ogni giorno stucchevoli banalità sulla "#nazione" sull'"#ItaGLIA", e soprattutto ora le foto populiste con tua figlia (nata da una famiglia modello di destra, ovvero non sposati), avresti veramente rotto i #coglioni

    A #BabboNatale ho chiesto che il tuo #Governo flagello per noi cittadini, cada il prima possibile liberandoci da questo revival di #fascismo soft

    Tanti #Auguri 🎄

  14. «L’interesse della #nazione, nelle varie forme ideologiche in cui viene declinato, non è in fondo che l’avo di quella teoria del trickle down (furbastra fin dalle origini e ripetutamente smentita nella realtà) secondo cui l’arricchimento senza limiti (soprattutto, ma non solo, fiscali) ai vertici della piramide sociale sarebbe «sgocciolato» verso la sua base migliorandone le condizioni di vita.

    «Ma, oltre a esserne l’avo ne è velenosamente diventato anche il discendente nella forma di quel “noi”, surrettizio e consolatorio, accompagnato, all’occasione, da richiami all’identità e alla tradizione, certamente non privi di conseguenze restrittive per ogni spazio anticonformista di libertà».

    ilmanifesto.it/contro-la-nazio

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