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1000 results for “Salum”

  1. "Lollobrigida sa contare le api che sono morte negli alveari situati sul tetto del suo ministero, ma non sa o meglio non vuole dire che i suini abbattuti a causa della #peste #suina sono ad oggi 117.879, di cui la metà negli ultimi 15 giorni."

    I Carabinieri del Nas di Bologna nel corso di controlli hanno prelevato campioni per la ricerca di PSA e in 5 casi hanno evidenziato la presenza del virus, che però ➡️ è bene ricordare non è trasmissibile alle persone."

    ➡️ ilfattoalimentare.it/peste-sui

  2. "Lollobrigida sa contare le api che sono morte negli alveari situati sul tetto del suo ministero, ma non sa o meglio non vuole dire che i suini abbattuti a causa della #peste #suina sono ad oggi 117.879, di cui la metà negli ultimi 15 giorni."

    I Carabinieri del Nas di Bologna nel corso di controlli hanno prelevato campioni per la ricerca di PSA e in 5 casi hanno evidenziato la presenza del virus, che però ➡️ è bene ricordare non è trasmissibile alle persone."

    ➡️ ilfattoalimentare.it/peste-sui

  3. Oggi è la #GiornataInternazionaledelVolontariato
    Massima stima per tutte le persone che col #volontariato dedicano parte del loro tempo e risorse per aiutare il prossimo.
    Il primo lo feci per ResQ. Il secondo lo disegnai quando, mentre carabinieri guardia costiera coordinavano le operazioni di assistenza, la proprietaria di una salumeria aprì il suo negozio e diede da mangiare a sedici migranti iracheni e afgani, tra cui due donne, sbarcati a Nerano (Sorrento).
    #mediterraneo #altruismo

  4. Oggi è la #GiornataInternazionaledelVolontariato
    Massima stima per tutte le persone che col #volontariato dedicano parte del loro tempo e risorse per aiutare il prossimo.
    Il primo lo feci per ResQ. Il secondo lo disegnai quando, mentre carabinieri guardia costiera coordinavano le operazioni di assistenza, la proprietaria di una salumeria aprì il suo negozio e diede da mangiare a sedici migranti iracheni e afgani, tra cui due donne, sbarcati a Nerano (Sorrento).
    #mediterraneo #altruismo

  5. Oggi è la #GiornataInternazionaledelVolontariato
    Massima stima per tutte le persone che col #volontariato dedicano parte del loro tempo e risorse per aiutare il prossimo.
    Il primo lo feci per ResQ. Il secondo lo disegnai quando, mentre carabinieri guardia costiera coordinavano le operazioni di assistenza, la proprietaria di una salumeria aprì il suo negozio e diede da mangiare a sedici migranti iracheni e afgani, tra cui due donne, sbarcati a Nerano (Sorrento).
    #mediterraneo #altruismo

  6. Oggi è la #GiornataInternazionaledelVolontariato
    Massima stima per tutte le persone che col #volontariato dedicano parte del loro tempo e risorse per aiutare il prossimo.
    Il primo lo feci per ResQ. Il secondo lo disegnai quando, mentre carabinieri guardia costiera coordinavano le operazioni di assistenza, la proprietaria di una salumeria aprì il suo negozio e diede da mangiare a sedici migranti iracheni e afgani, tra cui due donne, sbarcati a Nerano (Sorrento).
    #mediterraneo #altruismo

  7. Oggi è la #GiornataInternazionaledelVolontariato
    Massima stima per tutte le persone che col #volontariato dedicano parte del loro tempo e risorse per aiutare il prossimo.
    Il primo lo feci per ResQ. Il secondo lo disegnai quando, mentre carabinieri guardia costiera coordinavano le operazioni di assistenza, la proprietaria di una salumeria aprì il suo negozio e diede da mangiare a sedici migranti iracheni e afgani, tra cui due donne, sbarcati a Nerano (Sorrento).
    #mediterraneo #altruismo

  8. #Bersani per me è e resta il miglior #politico oggi in circolazione: competente, intelligente, e pieno di idee *sane* per il ritorno di un fronte #progressista in #Italia, assente da praticamente sempre. Secondo me potrebbe essere proprio lui ora il vero collante tra il #PD, #5stelle e i #verdi/sinistra.

    Ma questa mossa del video sinceramente, a parte dare un po' di notorietà momentanea, non l'ho proprio capita 🤷‍♂️ Boh

    video.repubblica.it/politica/p

  9. #Bersani per me è e resta il miglior #politico oggi in circolazione: competente, intelligente, e pieno di idee *sane* per il ritorno di un fronte #progressista in #Italia, assente da praticamente sempre. Secondo me potrebbe essere proprio lui ora il vero collante tra il #PD, #5stelle e i #verdi/sinistra.

    Ma questa mossa del video sinceramente, a parte dare un po' di notorietà momentanea, non l'ho proprio capita 🤷‍♂️ Boh

    video.repubblica.it/politica/p

  10. #Bersani per me è e resta il miglior #politico oggi in circolazione: competente, intelligente, e pieno di idee *sane* per il ritorno di un fronte #progressista in #Italia, assente da praticamente sempre. Secondo me potrebbe essere proprio lui ora il vero collante tra il #PD, #5stelle e i #verdi/sinistra.

    Ma questa mossa del video sinceramente, a parte dare un po' di notorietà momentanea, non l'ho proprio capita 🤷‍♂️ Boh

    video.repubblica.it/politica/p

  11. #Bersani per me è e resta il miglior #politico oggi in circolazione: competente, intelligente, e pieno di idee *sane* per il ritorno di un fronte #progressista in #Italia, assente da praticamente sempre. Secondo me potrebbe essere proprio lui ora il vero collante tra il #PD, #5stelle e i #verdi/sinistra.

    Ma questa mossa del video sinceramente, a parte dare un po' di notorietà momentanea, non l'ho proprio capita 🤷‍♂️ Boh

    video.repubblica.it/politica/p

  12. #Bersani per me è e resta il miglior #politico oggi in circolazione: competente, intelligente, e pieno di idee *sane* per il ritorno di un fronte #progressista in #Italia, assente da praticamente sempre. Secondo me potrebbe essere proprio lui ora il vero collante tra il #PD, #5stelle e i #verdi/sinistra.

    Ma questa mossa del video sinceramente, a parte dare un po' di notorietà momentanea, non l'ho proprio capita 🤷‍♂️ Boh

    video.repubblica.it/politica/p

  13. L' Italia 🇮🇹 del #riarmo comprerà i tank Leopard 2‼️
    ⚠️Verranno presi tra 100 e 200 carriarmati, con una commessa del valore compreso tra i 4 e i 6 miliardi di euro‼️
    Su Rid Rivista Italiana Difesa si legge: "l’esigenza supera i 250 carri"
    Mi chiedo chi ha deciso, o sul quali basi è stata decisa l'#ESIGENZA⁉️ Un tot. al kilo⁉️ Stile banco dei salumi⁉️
    cc: @gubi @oKolobos @retepacedisarmo @laura rid.it/shownews/5891/leopard-2

  14. Ein seit Wochen vermisstes Cayuco mit mehr als Überlebenden u. mind. 2 Toten hat die östl. #Kapverden🇨🇻-Insel Boa Vista erreicht. Es ist wohl das Cayuco, das vor (!) Weihnachten vom Salum-Delta im #Senegal🇸🇳 aufbrach.

    ledauphine.com/amp/faits-diver

  15. Ein seit Wochen vermisstes Cayuco mit 80+ Überlebenden u. mind. 2 Toten wurde vor die östl. #Kapverden🇨🇻-Insel Boa Vista getrieben. Es ist wohl das Cayuco, das vor Weihnachten vom Salum-Delta im #Senegal🇸🇳 aufbrach.

    @ledauphine via @txemita @SARwatchMED
    ledauphine.com/amp/faits-dive…
  16. CARDI FRITTI della NONNA
    (“”)
    Batter-fried #cardoons or #cardone are annually made in memory of my paternal grandmother’s birthday. She was born on New Year’s Eve.

    Also, a platter with #salami, in memory of my grandfather, who was self-employed in the meat business, including sales of salumi (various cured pork and meat products). This brand is made with barrel-aged high whiskey by Creminelli Fine Meats.
    #NewYearsEve 2022, day 11/89 of winter. #christmastide #NewYear #nonna #food

  17. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 15 maggio alle ore 16:00 CEST

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  18. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 6 marzo alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  19. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 6 marzo alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  20. “How to kick off The Highest Ways: A 7-Day Trentino to Friuli Alpine Traverse”

    To pull off this 7-day crossing, your strategy for fuel and gear is just as important as your ski line. Below are the specific locations to stock up and the best spots to refuel along the way.

    Planning the Window: When to Book

    • The Winter Window: The main winter season for most refuges and lift facilities in the Dolomites runs from early December (around Dec 5–6) through early April (around April 6–7).
    • Hut Strategy: Many high-altitude huts officially open for winter around December 5 or 6. However, popular refuges like Lagazuoi may open slightly later in December (around Dec 23), while others like Averau open as early as Dec 6.
    • Early Spring: The high-altitude trekking season traditionally begins on June 20, but if the weather is favorable, many huts in Trentino open their doors early in spring.
      🛒 Where to Buy Gear & Supplies
      Start your journey in San Martino di Castrozza, which serves as your primary base for equipment and food.
    1. Mountain Equipment & Ski Gear
    • San Martino di Castrozza: You will find several shops for mountain clothing and equipment. Minimarket Taufer also stocks gear-related accessories like condimenti and basic mountain needs.
    • Cortina/Pocol Area: If you pass through the northern routes, the Sports Equipment Rental Pocol opens in early December.
    1. Groceries & High-Energy Snacks
    • Despar Supermarket (San Martino): Best for fresh fruit, regional specialties, artisanal cold cuts, and local cheeses.
    • Coop Supermarket (San Martino): Famous for quality and organic options, including a section for natural foods, whole grains, and healthy snacks.
    • Minimarket Taufer (San Martino): Offers a wide range of “genuine products” including speck, salumi, honey, and specialty muesli (chocolate, yogurt/raspberry, or honey/nut mixes) which are perfect high-energy trail fuel.
    1. Finishing in Friuli (Forni di Sopra)
    • Cooperativa Imperial Forni: A central supermarket for replenishing supplies.
    • Local Delicacies: Visit Malga Alta Carnia or Malga Carnia Formaggi for specialty mountain cheeses and select cold cuts.
    • Fresh Bread: Stop at Panificio Fornese for local baked goods to carry on your final descent.
      🍰 Sweet Treats, Chocolate & Coffee
      Alpine touring burns thousands of calories, so high-energy stops are essential.
    • Pasticceria Myriam (Forni di Sopra): A great spot to end your journey with traditional Friulian pastries.
    • Minimarket Taufer: Stocks a variety of chocolates and sweets specifically labeled for mountain energy.
    • Bar & Chocolaterie (Hotel Villa Eden, Corvara): If your route dips into Val Badia, they offer a wide range of flavored hot chocolates and little chocolates perfect for a mid-journey treat.
    • Handmade Dolomites Chocolate: Look for specialized “Dolomites Chocolate” in local centers like the Gardena Center, which combines South American and African cocoa with mountain tradition.
      🍽️ Where to Have Dinner & Breakfast
    • Alpine Refuge Dining: In winter, a typical hut meal starts with a platter of speck, luganega, and Alpine cheeses, followed by hearty classics like goulash with polenta or hot canederli (Tirolian dumplings).
    • Baita Colverde (San Martino): At 2,000 meters, this refuge offers traditional Primiero Valley specialties and is perfect for a lunch stop or a romantic high-altitude dinner.
    • Malga Civertaghe (San Martino): A mountainside dairy farm (malga) known for authentic local food like polenta and a blend of Italian and Austrian dishes.
    • Rifugio Rosetta: Offers warming meals like pasta with venison or minestrone, essential after skiing through deep snow.
    • Ristorante da Anita: Ideal for a traditional dinner featuring local specialties like pumpkin ravioli and sachertorte.

    To help you prepare for the physical demand of this “High Ways” crossing, here is a breakdown of the daily metrics for a 7-day winter ski traverse from Passo Rolle (Trentino) to Forni di Sopra (Friuli).

    🏔️ Difficulty and Terrain
    This traverse is classified as Intermediate to Advanced. You should be a fluid off-piste skier capable of handling all snow conditions and comfortable with “kick turns” on slopes up to 35°.

    📊 7-Day Performance Summary
    The average daily climb with skins ranges from 500m to 1,100m. For a traverse of this scale, expect to skin for 2 to 5 hours per day. Day Key Stage Est. Vertical Gain (Uphill) Technical Difficulty 1 Passo Rolle to Monte Mulaz ~700m – 900m Moderate (Porphyry ridges) 2 Mulaz to Forca Rossa ~500m – 1,100m Moderate (Limestone plateau) 3 Marmolada Glacier Ascent ~1,200m – 1,400m Challenging (High altitude) 4 Sella Massif & Val de Mesdì ~600m – 700m Technical (Narrow couloirs) 5 Fanes to Tre Cime ~500m – 900m Moderate (Frozen valleys) 6 Croda Rossa to Friuli Border ~1,000m Demanding (Remote wild) 7 Monte Pramaggiore Descent ~1,200m – 1,400m Technical (Final steep lines)

    🥗 High-Performance Fueling Tips

    Since you will be burning between 3,000 and 5,000 calories daily, follow these fueling indications:

    • Breakfast (The “Refuge Special”): Most huts provide a heavy breakfast of malga milk, artisanal jams, local cheeses, and cold cuts to provide slow-release energy.
    • On-the-Trail Snacks: Pack “genuine products” from local minimarkets like chocolate-mixed muesli, speck slabs, and honey-nut bars.
    • Lunch: Many huts offer sack lunches you can pack, or you can stop at valley refuges for a warm Gulaschsuppe (goulash soup).
    • Dinner: Focus on recovery with protein and carbs—venison pasta, handmade canederli (dumplings), and traditional polenta.

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  21. “How to kick off The Highest Ways: A 7-Day Trentino to Friuli Alpine Traverse”

    To pull off this 7-day crossing, your strategy for fuel and gear is just as important as your ski line. Below are the specific locations to stock up and the best spots to refuel along the way.

    Planning the Window: When to Book

    • The Winter Window: The main winter season for most refuges and lift facilities in the Dolomites runs from early December (around Dec 5–6) through early April (around April 6–7).
    • Hut Strategy: Many high-altitude huts officially open for winter around December 5 or 6. However, popular refuges like Lagazuoi may open slightly later in December (around Dec 23), while others like Averau open as early as Dec 6.
    • Early Spring: The high-altitude trekking season traditionally begins on June 20, but if the weather is favorable, many huts in Trentino open their doors early in spring.
      🛒 Where to Buy Gear & Supplies
      Start your journey in San Martino di Castrozza, which serves as your primary base for equipment and food.
    1. Mountain Equipment & Ski Gear
    • San Martino di Castrozza: You will find several shops for mountain clothing and equipment. Minimarket Taufer also stocks gear-related accessories like condimenti and basic mountain needs.
    • Cortina/Pocol Area: If you pass through the northern routes, the Sports Equipment Rental Pocol opens in early December.
    1. Groceries & High-Energy Snacks
    • Despar Supermarket (San Martino): Best for fresh fruit, regional specialties, artisanal cold cuts, and local cheeses.
    • Coop Supermarket (San Martino): Famous for quality and organic options, including a section for natural foods, whole grains, and healthy snacks.
    • Minimarket Taufer (San Martino): Offers a wide range of “genuine products” including speck, salumi, honey, and specialty muesli (chocolate, yogurt/raspberry, or honey/nut mixes) which are perfect high-energy trail fuel.
    1. Finishing in Friuli (Forni di Sopra)
    • Cooperativa Imperial Forni: A central supermarket for replenishing supplies.
    • Local Delicacies: Visit Malga Alta Carnia or Malga Carnia Formaggi for specialty mountain cheeses and select cold cuts.
    • Fresh Bread: Stop at Panificio Fornese for local baked goods to carry on your final descent.
      🍰 Sweet Treats, Chocolate & Coffee
      Alpine touring burns thousands of calories, so high-energy stops are essential.
    • Pasticceria Myriam (Forni di Sopra): A great spot to end your journey with traditional Friulian pastries.
    • Minimarket Taufer: Stocks a variety of chocolates and sweets specifically labeled for mountain energy.
    • Bar & Chocolaterie (Hotel Villa Eden, Corvara): If your route dips into Val Badia, they offer a wide range of flavored hot chocolates and little chocolates perfect for a mid-journey treat.
    • Handmade Dolomites Chocolate: Look for specialized “Dolomites Chocolate” in local centers like the Gardena Center, which combines South American and African cocoa with mountain tradition.
      🍽️ Where to Have Dinner & Breakfast
    • Alpine Refuge Dining: In winter, a typical hut meal starts with a platter of speck, luganega, and Alpine cheeses, followed by hearty classics like goulash with polenta or hot canederli (Tirolian dumplings).
    • Baita Colverde (San Martino): At 2,000 meters, this refuge offers traditional Primiero Valley specialties and is perfect for a lunch stop or a romantic high-altitude dinner.
    • Malga Civertaghe (San Martino): A mountainside dairy farm (malga) known for authentic local food like polenta and a blend of Italian and Austrian dishes.
    • Rifugio Rosetta: Offers warming meals like pasta with venison or minestrone, essential after skiing through deep snow.
    • Ristorante da Anita: Ideal for a traditional dinner featuring local specialties like pumpkin ravioli and sachertorte.

    To help you prepare for the physical demand of this “High Ways” crossing, here is a breakdown of the daily metrics for a 7-day winter ski traverse from Passo Rolle (Trentino) to Forni di Sopra (Friuli).

    🏔️ Difficulty and Terrain
    This traverse is classified as Intermediate to Advanced. You should be a fluid off-piste skier capable of handling all snow conditions and comfortable with “kick turns” on slopes up to 35°.

    📊 7-Day Performance Summary
    The average daily climb with skins ranges from 500m to 1,100m. For a traverse of this scale, expect to skin for 2 to 5 hours per day. Day Key Stage Est. Vertical Gain (Uphill) Technical Difficulty 1 Passo Rolle to Monte Mulaz ~700m – 900m Moderate (Porphyry ridges) 2 Mulaz to Forca Rossa ~500m – 1,100m Moderate (Limestone plateau) 3 Marmolada Glacier Ascent ~1,200m – 1,400m Challenging (High altitude) 4 Sella Massif & Val de Mesdì ~600m – 700m Technical (Narrow couloirs) 5 Fanes to Tre Cime ~500m – 900m Moderate (Frozen valleys) 6 Croda Rossa to Friuli Border ~1,000m Demanding (Remote wild) 7 Monte Pramaggiore Descent ~1,200m – 1,400m Technical (Final steep lines)

    🥗 High-Performance Fueling Tips

    Since you will be burning between 3,000 and 5,000 calories daily, follow these fueling indications:

    • Breakfast (The “Refuge Special”): Most huts provide a heavy breakfast of malga milk, artisanal jams, local cheeses, and cold cuts to provide slow-release energy.
    • On-the-Trail Snacks: Pack “genuine products” from local minimarkets like chocolate-mixed muesli, speck slabs, and honey-nut bars.
    • Lunch: Many huts offer sack lunches you can pack, or you can stop at valley refuges for a warm Gulaschsuppe (goulash soup).
    • Dinner: Focus on recovery with protein and carbs—venison pasta, handmade canederli (dumplings), and traditional polenta.

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  22. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 7 novembre alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  23. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 7 novembre alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  24. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 7 novembre alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

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  25. Mercato 47

    CSA Magazzino 47, venerdì 7 novembre alle ore 16:00 CET

    TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

    Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

    Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

     

    Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

     

    È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

    È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
    Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
    Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
    Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
    Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.

    lasitua.org/event/mercato-47-1

  26. fascliberazio in venerdì apriliaco, sotterraggi e impiccagioni

    Oggi è il 25 aprile e, come tutti sanno (eccetto i bambini che, beati loro, saranno contenti che oggi non c’è scuola e questo gli basta, che bei tempi), si festeggia la liberazione dell’Italia dalle forze nazifasciste (e la conquista da parte di quelle americane imperialiste, ma questa è un’altra storia), che in questo giorno di ben 80 anni fa subirono la meritata furia dei partigiani prima, e dei parmigiani dopo. Esatto, proprio così, dei parmigiani; permettetemi di proporre una visione storica originale sui fatti dell’epoca, in osservazione di questo anniversario… 😈

    Se ci pensate, sotto sotto, oggi si festeggia non altro che i fascisti morti ammazzati impiccati in pubblica piazza… che allegria! Ma il punto non è come sia simpatico pensare a quei corpi umani senza vita appesi a testa in giù, come castigo permanente dopo che le loro anime hanno compiuto infiniti peccati; il punto è che praticamente sono diventati salumi. Salami salumi maiali impiccati… e quindi boh, a pensarci bene si potrebbe dire che formaggi e parmigiani siano stati ampiamente spodestati da questi specialissimi prodotti a base di carne, in quei giorni antichi. 😋

    Dispiace solo che, dopo la punizione o insurrezione definitiva (che volutamente nella mia testa suona come “soluzione definitiva“… nonostante lo spirito nazifascista sia ancora presente nelle anime di svariate persone esistenti oggi, purtroppo), questi non siano stati mangiati, cosa che avrebbe chiuso poeticamente il cerchio… ma la carne marcia è chiaramente meglio non toccarla. In ogni caso, credo che questa interpretazione sia comunque specialmente simpatica, perché non solo l’ho avuta soltanto io ora a caso (amatemi!!!), ma fa acquisire un significato completamente nuovo al classico slogan che gira: meglio porci che fascisti“… ossia, meglio se i fascisti finiscono appesi come maiali, perché a quel punto da fascisti diventano morti!!! 🥰

    Ma, detto questo, io ho ancora un greve dubbio: err romanissimo presidentesso Gioggia avrà per caso, forse, sotto sotto, voluto un lutto nazionale della durata di 5 giorni per la scomparsa del Papa, chiedendo di conseguenza che eventuali festeggiamenti siano tenuti con “sobrietà” (qualunque cosa significhi), così da riuscire coattamente (in stile romano aò) ad insabbiare questo anniversario? Se fosse stato di 3 come in passato, sarebbe finito appena ieri, e oggi le festività sarebbero potute essere “sfrenate”… ma invece no. Evidentemente al governo sono vegani — l’impiccagione dei maiali non è ritenuta piacevole. Per carità, un papa che è al 50% woke[citation needed] merita i suoi riconoscimenti, ma un lutto di 5 giorni è letteralmente senza precedenti… quindi via al totocomplotto per cosa succederà nel resto di questa giornata! 🤑

    Intanto, sotto sotto sono bimba pure io, per come ho da festeggiare già solo per il fatto che oggi la festa della liberazione per me è anche quella dall’oppressione del ritmo universitario; il motto che per questa occasione felice faccio mio è proprio lezioni non previste. Si narra che sia così perché all’epoca i giovani avevano da andare a fare l’insurrezione, e quel giorno dunque non potevano pensare a studiare, mentre in tempi più recenti i docenti che tentano in qualche modo di fare lezione oggi finissero impiccati pure loro… attenzione! 😱

    #festa #anniversario #nazifascismo #liberazione #25aprile #lutto #nazionale #FestaDellaLiberazione #fascisti

  27. Sólstafir – Hin helga kvöl Review

    By Carcharodon

    The review game is a funny business. I genuinely don’t recall liking Endless Twilight of Co-Dependent Love, the last outing by Iceland’s post-metal legends Sólstafir, as much as I apparently did. It was a 2.5/5.0. Surely. But, as I prepared to tackle their eighth album, Hin helga kvöl (The Holy Suffering), I was shocked to learn that I’d 3.5ed Endless Twilight. And, wouldn’t you know, I was right! Yes, Endless Twilight was far too long. No, the production wasn’t good. And yes, Aðalbjörn Tryggvason’s vocals were more love-em-or-hate-em than ever. But, somehow, it held together as a very good album, something I re-discovered afresh delving back in after a four-year break. Speaking about Hin helga kvöl, Tryggvason said that one thing Sólstafir tried was to make the songs shorter but it’s “somewhat harder to write good short songs, so that was a real challenge.” Was it one the Icelanders were up to?

    While Hin helga kvöl is shorter than Sólstafir’s last outing, at 50 minutes, with six of nine tracks comfortably clearing the five-minute mark, it’s not exactly an EP. But it’s not all about the length, as they (allegedly) say. And it would be fair to say that several of these short(er) songs are good, a few fantastic. The title track could easily have come off Sólstafir’s debut, Í blóði og anda. Harsh, bleak black metal, a big bass groove and Tryggvason’s emotive voice at its least objectionable, all serve to conjure the Icelandic majesty that made the band its name in the first place. This vitality and intensity, much missed on recent Sólstafir records, is matched, in starkly contrasting ways, by the album’s closing duo, “Nú mun ljósið deyja” and “Kuml (forspil, sálmur, kveðja).” The former leans into that Icelandic black metal fury of the title track, building up melodic textures to create layers of stark beauty. Highlight “Kuml” is an altogether different beast, slow, atmospheric doom, building in gorgeous sax and huge, sepulchral, clean vocals, which border on a monastic chant.

    In fact, the more time I’ve spent with Hin helga kvöl, the more I’ve found to enjoy. Mid-album cut “Vor ás,” which adds in haunting female vocals by Erna Hrönn Ólafsdóttir, is redolent of the more up-tempo cuts (like “Draumfari”) from personal favourite, Svartir sandar. However, Sólstafir also indulge in some of their more recent, uglier vices. Awful hard rock ‘anthem’ “Blakkrakki,” relies on multi-tracked, grainy vocals, with Tryggvason repeatedly shouting the song title over bland, repetitive chords and laboured bass. This simplistic songwriting is repeated on “Grýla,” albeit with somewhat more success. However, unfairly sandwiching it between languid, bluesy lament “Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja,” only highlights the basic songwriting. The album’s longest cut “Sálumessa” does absolutely nothing to justify it’s runtime. Attempting, I think, to hark back to the forlorn beauty of Ótta, it succeeds only in making me want to listen to that record.

    Listening to Hin helga kvöl, I feel like a marionette being sharply pulled between different poles. Sólstafir has simultaneously written some of the best material I’ve heard from them since Ótta (title track and “Kuml”), and some of the worst I’ve heard from them full stop (“Blakkrakki”). They have then combined this with a few other tracks, ranging from the very good (“Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja”) to the very mediocre (“Hún andar” and “Sálumessa”) seemingly at random. Only the transition from “Nú mun ljósið deyja” into album closer “Kuml” flows in a way that makes real sense in terms of album pacing. As well as the confused structure, the sound is bad. However, it’s hard to know how much to blame this on the production and how much on the 128 kbps(!) mp3 files that someone deigned to share with us.1 In the more stripped-back tracks (like “Kuml”), the production just about holds up, albeit the master is loud. In other places though, notably “Nú mun ljósið deyja,” it sounds crushed and a bit flat. Either way, just like on Endless Twilight, Tryggvason’s vocals are again way too far forward in the mix, offensively so on “Blakkrakki.”

    Hin helga kvöl is so damn close to being the album I desperately wanted from Sólstafir. Ditch two tracks (which, incidentally, would shave almost 12 minutes off the runtime) and re-order the rest to give the album a logical flow, and you’d be looking at a record that could stand toe-to-toe with pretty much anything in Sólstafir’s catalogue. As an all-around album experience, Hin helga kvöl is fatally flawed but, I think, I maybe, kind of … love it? It’s complicated.

    Rating: 2.5/5.0
    DR: 102 | Format Reviewed: 128 kbps mp3
    Label: Century Media Records
    Websites: solstafir.bandcamp.com | solstafir.is | facebook.com/solstafirice
    Releases Worldwide: November 8th, 2024

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    1. And, given that low file quality, I don’t put much stock in the DR10 score either.
    2. Doubt. So. Much. Doubt.

    #25 #2024 #CenturyMediaRecords #HardRock #HinHelgaKvöl #IcelandicMetal #Nov24 #PostRock #PostBlackMetal #PostMetal #Review #Reviews #Solstafir

  28. Sólstafir – Hin helga kvöl Review

    By Carcharodon

    The review game is a funny business. I genuinely don’t recall liking Endless Twilight of Co-Dependent Love, the last outing by Iceland’s post-metal legends Sólstafir, as much as I apparently did. It was a 2.5/5.0. Surely. But, as I prepared to tackle their eighth album, Hin helga kvöl (The Holy Suffering), I was shocked to learn that I’d 3.5ed Endless Twilight. And, wouldn’t you know, I was right! Yes, Endless Twilight was far too long. No, the production wasn’t good. And yes, Aðalbjörn Tryggvason’s vocals were more love-em-or-hate-em than ever. But, somehow, it held together as a very good album, something I re-discovered afresh delving back in after a four-year break. Speaking about Hin helga kvöl, Tryggvason said that one thing Sólstafir tried was to make the songs shorter but it’s “somewhat harder to write good short songs, so that was a real challenge.” Was it one the Icelanders were up to?

    While Hin helga kvöl is shorter than Sólstafir’s last outing, at 50 minutes, with six of nine tracks comfortably clearing the five-minute mark, it’s not exactly an EP. But it’s not all about the length, as they (allegedly) say. And it would be fair to say that several of these short(er) songs are good, a few fantastic. The title track could easily have come off Sólstafir’s debut, Í blóði og anda. Harsh, bleak black metal, a big bass groove and Tryggvason’s emotive voice at its least objectionable, all serve to conjure the Icelandic majesty that made the band its name in the first place. This vitality and intensity, much missed on recent Sólstafir records, is matched, in starkly contrasting ways, by the album’s closing duo, “Nú mun ljósið deyja” and “Kuml (forspil, sálmur, kveðja).” The former leans into that Icelandic black metal fury of the title track, building up melodic textures to create layers of stark beauty. Highlight “Kuml” is an altogether different beast, slow, atmospheric doom, building in gorgeous sax and huge, sepulchral, clean vocals, which border on a monastic chant.

    In fact, the more time I’ve spent with Hin helga kvöl, the more I’ve found to enjoy. Mid-album cut “Vor ás,” which adds in haunting female vocals by Erna Hrönn Ólafsdóttir, is redolent of the more up-tempo cuts (like “Draumfari”) from personal favourite, Svartir sandar. However, Sólstafir also indulge in some of their more recent, uglier vices. Awful hard rock ‘anthem’ “Blakkrakki,” relies on multi-tracked, grainy vocals, with Tryggvason repeatedly shouting the song title over bland, repetitive chords and laboured bass. This simplistic songwriting is repeated on “Grýla,” albeit with somewhat more success. However, unfairly sandwiching it between languid, bluesy lament “Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja,” only highlights the basic songwriting. The album’s longest cut “Sálumessa” does absolutely nothing to justify it’s runtime. Attempting, I think, to hark back to the forlorn beauty of Ótta, it succeeds only in making me want to listen to that record.

    Listening to Hin helga kvöl, I feel like a marionette being sharply pulled between different poles. Sólstafir has simultaneously written some of the best material I’ve heard from them since Ótta (title track and “Kuml”), and some of the worst I’ve heard from them full stop (“Blakkrakki”). They have then combined this with a few other tracks, ranging from the very good (“Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja”) to the very mediocre (“Hún andar” and “Sálumessa”) seemingly at random. Only the transition from “Nú mun ljósið deyja” into album closer “Kuml” flows in a way that makes real sense in terms of album pacing. As well as the confused structure, the sound is bad. However, it’s hard to know how much to blame this on the production and how much on the 128 kbps(!) mp3 files that someone deigned to share with us.1 In the more stripped-back tracks (like “Kuml”), the production just about holds up, albeit the master is loud. In other places though, notably “Nú mun ljósið deyja,” it sounds crushed and a bit flat. Either way, just like on Endless Twilight, Tryggvason’s vocals are again way too far forward in the mix, offensively so on “Blakkrakki.”

    Hin helga kvöl is so damn close to being the album I desperately wanted from Sólstafir. Ditch two tracks (which, incidentally, would shave almost 12 minutes off the runtime) and re-order the rest to give the album a logical flow, and you’d be looking at a record that could stand toe-to-toe with pretty much anything in Sólstafir’s catalogue. As an all-around album experience, Hin helga kvöl is fatally flawed but, I think, I maybe, kind of … love it? It’s complicated.

    Rating: 2.5/5.0
    DR: 102 | Format Reviewed: 128 kbps mp3
    Label: Century Media Records
    Websites: solstafir.bandcamp.com | solstafir.is | facebook.com/solstafirice
    Releases Worldwide: November 8th, 2024

    #25 #2024 #CenturyMediaRecords #HardRock #HinHelgaKvöl #IcelandicMetal #Nov24 #PostRock #PostBlackMetal #PostMetal #Review #Reviews #Solstafir

  29. Sólstafir – Hin helga kvöl Review

    By Carcharodon

    The review game is a funny business. I genuinely don’t recall liking Endless Twilight of Co-Dependent Love, the last outing by Iceland’s post-metal legends Sólstafir, as much as I apparently did. It was a 2.5/5.0. Surely. But, as I prepared to tackle their eighth album, Hin helga kvöl (The Holy Suffering), I was shocked to learn that I’d 3.5ed Endless Twilight. And, wouldn’t you know, I was right! Yes, Endless Twilight was far too long. No, the production wasn’t good. And yes, Aðalbjörn Tryggvason’s vocals were more love-em-or-hate-em than ever. But, somehow, it held together as a very good album, something I re-discovered afresh delving back in after a four-year break. Speaking about Hin helga kvöl, Tryggvason said that one thing Sólstafir tried was to make the songs shorter but it’s “somewhat harder to write good short songs, so that was a real challenge.” Was it one the Icelanders were up to?

    While Hin helga kvöl is shorter than Sólstafir’s last outing, at 50 minutes, with six of nine tracks comfortably clearing the five-minute mark, it’s not exactly an EP. But it’s not all about the length, as they (allegedly) say. And it would be fair to say that several of these short(er) songs are good, a few fantastic. The title track could easily have come off Sólstafir’s debut, Í blóði og anda. Harsh, bleak black metal, a big bass groove and Tryggvason’s emotive voice at its least objectionable, all serve to conjure the Icelandic majesty that made the band its name in the first place. This vitality and intensity, much missed on recent Sólstafir records, is matched, in starkly contrasting ways, by the album’s closing duo, “Nú mun ljósið deyja” and “Kuml (forspil, sálmur, kveðja).” The former leans into that Icelandic black metal fury of the title track, building up melodic textures to create layers of stark beauty. Highlight “Kuml” is an altogether different beast, slow, atmospheric doom, building in gorgeous sax and huge, sepulchral, clean vocals, which border on a monastic chant.

    In fact, the more time I’ve spent with Hin helga kvöl, the more I’ve found to enjoy. Mid-album cut “Vor ás,” which adds in haunting female vocals by Erna Hrönn Ólafsdóttir, is redolent of the more up-tempo cuts (like “Draumfari”) from personal favourite, Svartir sandar. However, Sólstafir also indulge in some of their more recent, uglier vices. Awful hard rock ‘anthem’ “Blakkrakki,” relies on multi-tracked, grainy vocals, with Tryggvason repeatedly shouting the song title over bland, repetitive chords and laboured bass. This simplistic songwriting is repeated on “Grýla,” albeit with somewhat more success. However, unfairly sandwiching it between languid, bluesy lament “Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja,” only highlights the basic songwriting. The album’s longest cut “Sálumessa” does absolutely nothing to justify it’s runtime. Attempting, I think, to hark back to the forlorn beauty of Ótta, it succeeds only in making me want to listen to that record.

    Listening to Hin helga kvöl, I feel like a marionette being sharply pulled between different poles. Sólstafir has simultaneously written some of the best material I’ve heard from them since Ótta (title track and “Kuml”), and some of the worst I’ve heard from them full stop (“Blakkrakki”). They have then combined this with a few other tracks, ranging from the very good (“Freygátan” and “Nú mun ljósið deyja”) to the very mediocre (“Hún andar” and “Sálumessa”) seemingly at random. Only the transition from “Nú mun ljósið deyja” into album closer “Kuml” flows in a way that makes real sense in terms of album pacing. As well as the confused structure, the sound is bad. However, it’s hard to know how much to blame this on the production and how much on the 128 kbps(!) mp3 files that someone deigned to share with us.1 In the more stripped-back tracks (like “Kuml”), the production just about holds up, albeit the master is loud. In other places though, notably “Nú mun ljósið deyja,” it sounds crushed and a bit flat. Either way, just like on Endless Twilight, Tryggvason’s vocals are again way too far forward in the mix, offensively so on “Blakkrakki.”

    Hin helga kvöl is so damn close to being the album I desperately wanted from Sólstafir. Ditch two tracks (which, incidentally, would shave almost 12 minutes off the runtime) and re-order the rest to give the album a logical flow, and you’d be looking at a record that could stand toe-to-toe with pretty much anything in Sólstafir’s catalogue. As an all-around album experience, Hin helga kvöl is fatally flawed but, I think, I maybe, kind of … love it? It’s complicated.

    Rating: 2.5/5.0
    DR: 102 | Format Reviewed: 128 kbps mp3
    Label: Century Media Records
    Websites: solstafir.bandcamp.com | solstafir.is | facebook.com/solstafirice
    Releases Worldwide: November 8th, 2024

    #25 #2024 #CenturyMediaRecords #HardRock #HinHelgaKvöl #IcelandicMetal #Nov24 #PostRock #PostBlackMetal #PostMetal #Review #Reviews #Solstafir