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1000 results for “donno”
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Come join us on @[email protected] for the 58th Vanier Cup 🇨🇦🏆
Excited to be part of the studio panel with the great @[email protected] and Canadian University football expert @[email protected].
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Dans la continuité de ses actions, le collectif #Nord79 appelle à la
mobilisation contre la réforme des #retraites MARDI 7 MARS.
Nous vous donnons rendez vous à 14h place St Jacques à Bressuire. -
Dans la continuité de ses actions, le collectif #Nord79 appelle à la
mobilisation contre la réforme des #retraites MARDI 7 MARS.
Nous vous donnons rendez vous à 14h place St Jacques à Bressuire. -
Nous y somme. Demain, 5 octobre 2019, aura lieu la première édition des Samedis du Libre. Nous vous donnons rendez-vous à Pôle-Sud de 13:00 à 17:00.
Vous retrouverez tous les détails sur notre Wiki:
https://swisslinux.org/wiki/fr/association/evenements/samedis_du_libre/5oct19 -
Saint RKZ (Gothic Night) : Divine Shade x Rosenkreuz x DJ Le Chiffre
Rock n Eat, samedi 1 novembre à 19:00 UTC+1
L'ÉVÈNEMENT GOTH / INDUS / DARK, 100% MADE IN LYON ! À NE RATER SOUS AUCUN PRÉTEXTE !
Pour célébrer la sortie en avant-première de "Torture Murder", le premier clip extrait du nouvel album de Rosenkreuz à paraître, nous te donnons rendez-vous pour une soirée d’anthologie : la "Saint RKZ". Au menu : concerts, concours d'élégance dark et soirée goth ! Le concept : réunir des protagonistes reconnus de la scène alternative lyonnaise, issus de différentes disciplines (arts visuels, musique, performance…), afin de proposer une œuvre d’art "totale" et fédérer autour de la culture underground.
- Stands : Adipocere (merch’ Rosenkreuz), Divine Shade, makeup (Lady Tinetine), Margaux Bélial (Antigone Tattoo Shop).
- Concours d’Élégance Dark : inscription sur place, élection par le public.
- Dresscode recommandé : dark, fetish (cuir, latex, vinyle…), goth, indus, martial…
PARTENAIRES
- Adipocere Records : https://adipocere-shop.com
- LES BANANERAIES : https://www.facebook.com/groups/1398111704581422
- Lugus Asylum : http://www.lugusasylum.com
- Splintering Booking Agency : https://www.splinteringbookingagency.com
- Victory Vision Agency : https://vvisionagency.com
- Vintera : https://www.vintera.fr/frINFORMATIONS PRATIQUES
- Rock’n’eat Live 32 quai Arloing 69009 Lyon.
- Accès : Bus 2, 19, 31, 45 et C14 (arrêt : « Pont Koënig Rive droite ») et Métro D (arrêt : « Valmy »). Parkings en face. Station Vélo'V.
- Entrée et prix libres (pour soutenir les artistes et faire vivre ta scène locale).
- Ouverture des portes : 19h.
- Début des concerts : 20h30.
- Restauration possible sur place.https://agenda.villemorte.fr/event/saint-rkz-gothic-night-divine-shade-x-rosenkreuz-x-dj-le-chiffre
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oggi, 21 febbraio, a palazzo collicola (spoleto): “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera
a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporaneamostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026Inaugurazione oggi, sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
https://www.palazzocollicola.it/schdMostra_feb26_1.htmlVita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.
[…]
III. Elogio dell’analfabetismo
La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra
[…]
§
John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org
Subtropics also has a youtube channel:
https://www.youtube.com/user/isawsubtropicsSpecial thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – http://www.johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TVEmpty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
#AlainBornain #AlbaSavoi #AlbertoBurri #AlbertoZiveri #AlbinoGalvano #AlessandroGamba #AlfonsoTalotta #AnnaMariaOrtese #AnnaTorelli #AntoniettaRaphäelMafai #AntonioDelDonno #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #audiovideo #AugustoGarau #AugustoStrindberg #breviariAsemici #CarlaLonzi #CesarePietroiusti #CFPetersCorporation #ClaudeMaillard #ClaudioCosta #CollezioneGarrera #contemporaryArt #CristinaCampo #CristinaMaulini #DavidOlive #DavidOliveVideo #DavidOliveYoutubeChannel #distruzioneDellOrtografia #dittaturaDellaScritturaComeSignificato #DomenicoPurificato #ElisaMontessori #ElisabettaGut #ElsaMorante #EmptyWords #excerptFromEmptyWords #fabioGiorgiAlberti #FabioLapiana #FabrizioPrevedello #FlavioFavelli #FrancescoGioacchini #GeaCasolaro #GiancarloNorese #GianniGarrera #GinoDeDominicis #GiovanniKorompay #GiulioPaolini #GiuseppeGarrera #GiuseppePulvirenti #GiustinaPrestento #GretaSchödl #GualtieroNativi #GustavoMatamoros #JannisKounellis #JimmieDurham #JochenLemberg #JohnCage #JohnKramel #JuhaMattiPitkanen #LambertoPignotti #LauraCingolani #LauraKuhn #Leoncillo #LucaBertolo #LucaMariaPatella #LucaTrevisani #LucaVitone #MagdaloMussio #MarcoGiovenale #MarioTozzi #MartinoOberto #MaryLuft #MatteoFato #MaurizioNannucci #MauroReggiani #MaxRenkel #MiamiDadeCommunityCollege #micheleTocca #MiltosManetas #minorità #MirellaBentivoglio #mostra #mostraCollettiva #music #musicA #OlivierMessiaen #PalazzoCollicola #PaoloBufalini #PierPaoloPasolini #preghiereAsemiche #RichardNonas #rifiutoDelPotere #Salvo #SanFrancesco #SanFrancescoELaSantitàDellArteContemporanea #scritturaAsemica #SouthFloridaComposersAlliance #Spoleto #Subtropics #SubtropicsMusicFestival #TigertailProductions #TomasSaraceno #UgoCarrega #UgoCeladaDaVirgilio #video #VincenzoAccame #VitaMinore #WLRNTV #WolfsonCampus #YokoOno #youtube
published by the CF-Peters Corporation
Video: 1991 © DavidOlive -
oggi, 21 febbraio, a palazzo collicola (spoleto): “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera
a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporaneamostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026Inaugurazione oggi, sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
https://www.palazzocollicola.it/schdMostra_feb26_1.htmlVita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.
[…]
III. Elogio dell’analfabetismo
La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra
[…]
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John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org
Subtropics also has a youtube channel:
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The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – http://www.johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
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#AlainBornain #AlbaSavoi #AlbertoBurri #AlbertoZiveri #AlbinoGalvano #AlessandroGamba #AlfonsoTalotta #AnnaMariaOrtese #AnnaTorelli #AntoniettaRaphäelMafai #AntonioDelDonno #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #audiovideo #AugustoGarau #AugustoStrindberg #breviariAsemici #CarlaLonzi #CesarePietroiusti #CFPetersCorporation #ClaudeMaillard #ClaudioCosta #CollezioneGarrera #contemporaryArt #CristinaCampo #CristinaMaulini #DavidOlive #DavidOliveVideo #DavidOliveYoutubeChannel #distruzioneDellOrtografia #dittaturaDellaScritturaComeSignificato #DomenicoPurificato #ElisaMontessori #ElisabettaGut #ElsaMorante #EmptyWords #excerptFromEmptyWords #fabioGiorgiAlberti #FabioLapiana #FabrizioPrevedello #FlavioFavelli #FrancescoGioacchini #GeaCasolaro #GiancarloNorese #GianniGarrera #GinoDeDominicis #GiovanniKorompay #GiulioPaolini #GiuseppeGarrera #GiuseppePulvirenti #GiustinaPrestento #GretaSchödl #GualtieroNativi #GustavoMatamoros #JannisKounellis #JimmieDurham #JochenLemberg #JohnCage #JohnKramel #JuhaMattiPitkanen #LambertoPignotti #LauraCingolani #LauraKuhn #Leoncillo #LucaBertolo #LucaMariaPatella #LucaTrevisani #LucaVitone #MagdaloMussio #MarcoGiovenale #MarioTozzi #MartinoOberto #MaryLuft #MatteoFato #MaurizioNannucci #MauroReggiani #MaxRenkel #MiamiDadeCommunityCollege #micheleTocca #MiltosManetas #minorità #MirellaBentivoglio #mostra #mostraCollettiva #music #musicA #OlivierMessiaen #PalazzoCollicola #PaoloBufalini #PierPaoloPasolini #preghiereAsemiche #RichardNonas #rifiutoDelPotere #Salvo #SanFrancesco #SanFrancescoELaSantitàDellArteContemporanea #scritturaAsemica #SouthFloridaComposersAlliance #Spoleto #Subtropics #SubtropicsMusicFestival #TigertailProductions #TomasSaraceno #UgoCarrega #UgoCeladaDaVirgilio #video #VincenzoAccame #VitaMinore #WLRNTV #WolfsonCampus #YokoOno #youtube
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Video: 1991 © DavidOlive -
21 febbraio, palazzo collicola, spoleto: “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera
a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporaneamostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
https://www.palazzocollicola.it/schdMostra_feb26_1.htmlVita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.
[…]
III. Elogio dell’analfabetismo
La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra
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John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org
Subtropics also has a youtube channel:
https://www.youtube.com/user/isawsubtropicsSpecial thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – https://www.johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
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#AlainBornain #AlbaSavoi #AlbertoBurri #AlbertoZiveri #AlbinoGalvano #AlessandroGamba #AlfonsoTalotta #AnnaMariaOrtese #AnnaTorelli #AntoniettaRaphäelMafai #AntonioDelDonno #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #audiovideo #AugustoGarau #AugustoStrindberg #breviariAsemici #CarlaLonzi #CesarePietroiusti #CFPetersCorporation #ClaudeMaillard #ClaudioCosta #CollezioneGarrera #contemporaryArt #CristinaCampo #CristinaMaulini #DavidOlive #DavidOliveVideo #DavidOliveYoutubeChannel #distruzioneDellOrtografia #dittaturaDellaScritturaComeSignificato #DomenicoPurificato #ElisaMontessori #ElisabettaGut #ElsaMorante #EmptyWords #excerptFromEmptyWords #fabioGiorgiAlberti #FabioLapiana #FabrizioPrevedello #FlavioFavelli #FrancescoGioacchini #GeaCasolaro #GiancarloNorese #GianniGarrera #GinoDeDominicis #GiovanniKorompay #GiulioPaolini #GiuseppeGarrera #GiuseppePulvirenti #GiustinaPrestento #GretaSchödl #GualtieroNativi #GustavoMatamoros #JannisKounellis #JimmieDurham #JochenLemberg #JohnCage #JohnKramel #JuhaMattiPitkanen #LambertoPignotti #LauraCingolani #LauraKuhn #Leoncillo #LucaBertolo #LucaMariaPatella #LucaTrevisani #LucaVitone #MagdaloMussio #MarcoGiovenale #MarioTozzi #MartinoOberto #MaryLuft #MatteoFato #MaurizioNannucci #MauroReggiani #MaxRenkel #MiamiDadeCommunityCollege #micheleTocca #MiltosManetas #minorità #MirellaBentivoglio #mostra #mostraCollettiva #music #musica #OlivierMessiaen #PalazzoCollicola #PaoloBufalini #PierPaoloPasolini #preghiereAsemiche #RichardNonas #rifiutoDelPotere #Salvo #SanFrancesco #SanFrancescoELaSantitàDellArteContemporanea #scritturaAsemica #SouthFloridaComposersAlliance #Spoleto #Subtropics #SubtropicsMusicFestival #TigertailProductions #TomasSaraceno #UgoCarrega #UgoCeladaDaVirgilio #video #VincenzoAccame #VitaMinore #WLRNTV #WolfsonCampus #YokoOno #youtube
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Video: 1991 © DavidOlive -
21 febbraio, palazzo collicola, spoleto: “vita minore”, a cura di gianni e giuseppe garrera
a PALAZZO COLLICOLA
Spoleto, piazza Collicola 1Vita minore. San Francesco
e la santità dell’arte contemporaneamostra collettiva a cura di Gianni e Giuseppe Garrera
dal 21 febbraio al 2 giugno 2026Inaugurazione sabato 21 febbraio 2026, ore 11:00
Piazza Collicola 1, Spoleto
https://www.palazzocollicola.it/schdMostra_feb26_1.htmlVita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea è il titolo della mostra collettiva realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
A cura di Gianni e Giuseppe Garrera, il progetto propone una rilettura in chiave contemporanea della figura del Santo, profondamente legato al territorio umbro e spoletino: Francesco scelse infatti Monteluco, la montagna che s’innalza di fronte a Spoleto, come luogo di preghiera e contemplazione e, secondo la tradizione, pronunciò la celebre frase «Nihil jucundius vidi valle mea spoletana» – «Non vidi mai nulla di più gioioso della mia valle spoletana» – che ancora oggi testimonia il suo rapporto privilegiato con il contesto.La mostra, allestita al piano terra di Palazzo Collicola, ripercorre l’esempio radicale e impraticabile di San Francesco – dell’avventura e della parabola del Santo – attraverso frammenti luminosi rintracciabili in opere d’arte contemporanea. Immaginando l’impossibilità di fatto di poter avere un contatto diretto con San Francesco, se ne rinvengono solo le schegge, come di un vaso infranto e da ricomporre, incastonate in momenti speciali e autentici della ricerca contemporanea. Il percorso espositivo, concepito come uno scambio di segni tra memoria storica e sensibilità contemporanea, si fonda su prestiti dalle collezioni private dei curatori, frutto di attenta raccolta e selezione nel corso degli ultimi vent’anni, arricchita da prestiti nazionali e internazionali e da opere site-specific realizzate per gli spazi storici del palazzo.
La mostra, a partire dal concetto di “minorità”, intesa come sfida alla società e rifiuto di tutti i suoi principi per “farsi minori” e mettersi al servizio del prossimo, tenta di evocare e reinterpretare i valori fondamentali di San Francesco – povertà assoluta, farsi minori, corporeità e nudità, abdicazione dell’umano di fronte agli animali, amore per le creature – non attraverso immagini della tradizione, ma mediante l’“esempio” di pratiche artistiche contemporanee articolate in sezioni dedicate ai diversi temi: la presenza esclusiva del Vangelo; la condanna radicale di ogni aspetto della ricchezza; il linguaggio come strumento di controllo e potere da demolire; la sottomissione alla natura e al creato fino alla gloria della fraternità con la morte. Il percorso si sofferma, inoltre, con particolare dedizione, sulla santità attiva, fondata dai miracoli, e sul privilegio femminile, con riferimenti a Santa Chiara e alla clausura come scelta di introspezione e resistenza.
Artisti storicizzati come Alberto Burri, Gino De Dominicis, Jimmie Durham, Leoncillo, Yoko Ono, Giulio Paolini, Salvo, Anna Torelli, insieme ad altri di generazioni successive come Luca Bertolo, Antonio Del Donno, Matteo Fato, Flavio Favelli, Cesare Pietroiusti, Tomas Saraceno, Luca Vitone, per citarne solo alcuni, offrono al visitatore interpretazioni inedite e suggestive del pensiero francescano, trasformando Palazzo Collicola in uno spazio in cui la storia dialoga con il contemporaneo.
Ogni sala diventa così luogo di esercizio spirituale, di meditazione, contemplazione e stupore, dove l’eredità estetica di San Francesco si intreccia con la sensibilità artistica contemporanea, offrendo un’esperienza che rinnova la percezione del sacro e del vivere nel mondo contro il mondo stesso.
Vita minore. San Francesco e la santità dell’arte contemporanea include opere, documenti e testi di: Vincenzo Accame, Mirella Bentivoglio, Luca Bertolo, Alain Bornain, Paolo Bufalini, Alberto Burri, John Cage, Cristina Campo, Ugo Carrega, Gea Casolaro, Ugo Celada da Virgilio, Laura Cingolani, Claudio Costa, Gino De Dominicis, Antonio Del Donno, Jimmie Durham, Matteo Fato, Flavio Favelli, Albino Galvano, Alessandro Gamba, Augusto Garau, Fabio Giorgi Alberti, Marco Giovenale, Francesco Gioacchini, Elisabetta Gut, Jannis Kounellis, Giovanni Korompay, Fabio Lapiana, Leoncillo, Jochen Lemberg, Carla Lonzi, Claude Maillard, Miltos Manetas, Cristina Maulini, Olivier Messiaen, Elisa Montessori, Elsa Morante, Magdalo Mussio, Maurizio Nannucci, Gualtiero Nativi, Richard Nonas, Giancarlo Norese, Martino Oberto, Yoko Ono, Anna Maria Ortese, Giulio Paolini, Pier Paolo Pasolini, Luca Maria Patella, Cesare Pietroiusti, Lamberto Pignotti, Juha-Matti Pitkanen, Fabrizio Prevedello, Giustina Prestento, Giuseppe Pulvirenti, Domenico Purificato, Antonietta Raphäel Mafai, Mauro Reggiani, Max Renkel, Salvo, Tomas Saraceno, Alba Savoi, Greta Schödl, Augusto Strindberg, Alfonso Talotta, Michele Tocca, Mario Tozzi, Luca Trevisani, Luca Vitone, Alberto Ziveri.
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III. Elogio dell’analfabetismo
La Regula prima di San Francesco vieta di imparare a leggere e scrivere. La povertà assoluta è riconoscere che non è necessario saper leggere e scrivere. Demilitarizzare il linguaggio. La deculturalizzazione. Contro l’ortografia, contro la sintassi, contro la scrittura. Desacralizzare la grammatica. Ogni forma di linguaggio costituito è esercizio di potere. Tutte le informazioni del mondo sono ordini del mondo. Unico libro ammesso da San Francesco è il Vangelo (che però va dato via, se serve per soccorrere i poveri). I libri costano cari e sono contrari alla povertà. Contro i libri e contro la presunzione del sapere.
La sala è concepita come una sala di amanuensi speciali, dediti alla distruzione della scrittura e dell’ortografia del mondo (Vincenzo Accame, Matteo Fato, Elisabetta Gut, Marco Giovenale, Magdalo Mussio, Francesco Gioacchini, Fabio Giorgi Alberti, Alba Savoi, ecc.) accompagnati dal canto liturgico di John Cage (Empty Words).
Amanuensi contemporanei per una pratica quotidiana di distruzione e disintegrazione della dittatura della scrittura come significato e ordine del significato. In un lato della sala anche matite, contro la scrittura, di Gea Casolaro e Maurizio Nannucci. Unico testo ufficiale ammesso e come modello: il quaderno della prima elementare di Luca Maria Patella con il disegno della predica agli uccelli di San Francesco compiuto dall’artista quando aveva 6 anni.Giuseppe Garrera, descrizione della terza sala della mostra
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John Cage performs a 90 minute excerpt from Empty Words at the 1991 Subtropics Music Festival in Miami, Florida. The Subtropics website: subtropics.org
Subtropics also has a youtube channel:
https://www.youtube.com/user/isawsubtropicsSpecial thanks to:
The John Cage Trust – Laura Kuhn, Director – http://www.johncage.org
Subtropics Music Festival, Gustavo Matamoros, Director
John Kramel & Mary Luft – Tigertail Productions, Miami
South Florida Composers Alliance
Miami-Dade Community College, Wolfson Campus
WLRN-TVEmpty Words – Writings ’73-’78, by John Cage is
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Video: 1991 © DavidOlive -
La Osoppo e il MACI sono da ritenersi le principali strutture segrete anticomuniste a carattere armato sorte in Italia prima del 1956
Se il compito essenziale di Gladio era quello di attuare: “attività di informazione, infiltrazione/esfiltrazione, propaganda, guerriglia, sabotaggio in parti del territorio occupate dal nemico” <16, siamo oggi in possesso di numerosi documenti che testimoniano come fin dal 1945 nel territorio italiano nacquero una molteplicità di organizzazioni che si erano fatte carico degli stessi identici compiti che in quel 1956 vennero assegnati a Gladio. Il 26 novembre 1956 (giorno del varo ufficiale della Stay Behind italiana) in sostanza, non segnò la data di nascita di un servizio parallelo a quello ufficiale quale mai l’Italia aveva conosciuto, ma di una sorta di riorganizzazione di tutte quelle strutture nate per essere in grado di reagire ad una aggressione straniera ed operanti fin dall’immediato dopoguerra.
In base ai documenti oggi disponibili è inoltre possibile dimostrare che le radici profonde di tali strutture risalgono ad un momento storico ancora precedente e precisamente al periodo che fece seguito all’armistizio dell’8 settembre 1943. Fu infatti durante le settimane successive a tale data che i neonati servizi segreti del governo di Brindisi ritennero che, nell’ottica della guerra all’invasore nazista, costituisse un supporto di grande importanza riuscire a creare una rete clandestina in grado di operare al di là del fronte nemico e capace di porsi in sinergia con le nascenti formazioni partigiane. Alcuni degli uomini che in quegli anni operarono all’interno dei servizi segreti del governo Badoglio, adoperandosi nel sostenere la guerra dietro le linee dell’esercito di invasione nazista, li ritroveremo poi nel dopoguerra tra gli artefici della creazione di strutture paramilitari occulte in funzione anticomunista ed infine anche dentro la stessa Gladio.
Nell’indagare sulle origini di Gladio si dovrà perciò partire dai convulsi e concitati giorni post-armistizio, quando la nuova intelligence al servizio del Governo del Sud, valutò positivamente l’idea secondo la quale, accanto alle Forze Armate regolari, dovessero operare bande di “irregolari”, capaci di agire contro il nemico mettendo in atto forme di guerriglia e sabotaggio. L’attenzione dovrà poi essere rivolta al cruciale momento del passaggio dalle prime strutture segrete sorte in funzione antinazista a quelle che, nell’immediato dopoguerra, cominciarono ad operare in funzione anticomunista e per far questo sarà necessario soffermarsi in modo particolare su quanto accadde in una precisa regione geografica, il Friuli Venezia Giulia. E’ qui infatti che si possono trovare i presupposti, tanto politico-ideologici quanto operativi, delle formazioni Stay Behind anticomuniste, le cui radici affondano nel drammatico ed insanabile contrasto che, a partire dall’autunno del 1944, si venne a creare dentro alla Resistenza friulana fra i partigiani comunisti filo-titini delle Brigate Garibaldi e i “partigiani bianchi” che militavano nella Brigata cattolica Osoppo.
Queste primordiali strutture, nate in modo pressoché spontaneo fin dai primi giorni dell’estate del 1945 per volontà di quegli osovani che erano decisi a difendere il Friuli dal pericolo di aggressione titina, ricevettero ben presto un decisivo supporto “istituzionale” da parte dei massimi vertici politici e militari della nuova Italia democratica, i quali garantirono agli osovani finanziamenti, armi, nonché la possibilità di essere addestrati alla tecniche di guerriglia e sabotaggio sotto l’egida di ufficiali dell’Esercito americano. Ad inizio 1947 così, una volta aumentata la consistenza numerica ed affinato l’addestramento, da queste embrionali organizzazioni segrete potè nascere la più importante struttura di tipo Stay Behind sorta in Italia prima del 1956, ovvero la “Osoppo-Organizzazione O”, la cui vicenda dovrà essere seguita con particolare attenzione, poiché essa a tutti gli effetti può essere considerata la vera e propria progenitrice di Gladio, all’interno della quale andò a costituire la branca principale.
Se il Friuli fu indiscutibilmente il “laboratorio” in cui vennero sperimentate e portate a compimento le principali entità prodromiche a Gladio, nel corso degli anni quaranta anche in altre zone dell’Italia settentrionale numerosi partigiani cattolici e liberali, una volta conclusa la lotta contro il nazifascismo, rimasero in armi ed entrarono a far parte di strutture segrete create in funzione anticomunista. Di assoluta rilevanza da questo punto di vista fu il ruolo giocato nell’area lombarda da una organizzazione denominata: “Movimento Avanguardista Cattolico Italiano” (MACI), originariamente fondata nel 1919 per iniziativa dell’allora arcivescovo di Milano, Monsignor Andrea Ferrari. Sotto il fascismo però, il MACI era stato costretto a sciogliersi e soltanto nel novembre 1945, per espressa volontà del cardinale Ildefonso Schuster e della curia milanese, esso rivide la luce. Ufficialmente si trattava di una organizzazione impegnata nella difesa del cattolicesimo e dei valori cristiani e che alle elezioni politiche dell’aprile 1948, di concerto con i “celebri” Comitati Civici di Luigi Gedda, si distinse per il grande zelo propagandistico profuso in favore dei candidati democristiani in Lombardia e Piemonte. Accanto a questo suo ruolo pubblico tuttavia, il MACI fin dai primi anni post-bellici aveva sviluppato una vera e propria attività sotterranea attraverso la creazione di una struttura segreta, che fu posta sotto il “comando” di un ex partigiano bianco di nome Pietro Cattaneo ed i cui compiti essenziali erano quelli di sorvegliare il “nemico comunista”, cercare di scoprirne eventuali piani insurrezionali per essere pronti a reagire qualora fossero stati messi in atto. A Milano vi era il “comando centrale” di tale struttura, alla quale facevano capo numerose cellule dislocate in quasi tutte le provincie lombarde le quali, disponendo di infiltrati sia nelle sezioni comuniste, sia in vari luoghi di lavoro, tenevano costantemente informato Cattaneo su ogni possibile “azione sovversiva” dei comunisti. Il MACI non può essere “tout court” definito una organizzazione di tipo Stay Behind, poiché le sue caratteristiche erano più consone a quelle di una sorta di servizio segreto parallelo capace di avere un capillare controllo del territorio al fine di prevenire eventuali atti ostili del “nemico”. Tuttavia, anch’esso disponeva di una dimensione prettamente militare e la assoluta maggioranza dei suoi componenti erano ex partigiani anticomunisti pronti a riprendere le armi (molte delle quali vennero occultate anche nelle sacrestie) qualora ciò servisse ad impedire che in Italia si affermasse un regime di tipo sovietico. Rispetto a quella della “Osoppo-Organizzazione O” e di Gladio, la vicenda del MACI è molto meno nota, eppure la sua importanza deve essere considerata assoluta in quanto tale struttura, come si vedrà, aveva come diretti referenti sia la Democrazia Cristiana, sia le più alte autorità ecclesiastiche. Di enorme interesse da questo punto di vista appare una missiva riservata che nel 1948 l’allora segretario provinciale della DC milanese, Vincenzo Sangalli, inviò a Pietro Cattaneo, e nella quale era scritto che la DC riconosceva proprio il MACI quale unica organizzazione armata legittimata ad agire in suo nome.
Per consistenza numerica e diffusione nel territorio, la Osoppo e il MACI sono da ritenersi le principali strutture segrete anticomuniste a carattere armato sorte in Italia prima del 1956. Se della Osoppo è certa la continuità con Gladio, la stessa cosa non la si può affermare con sicurezza per quanto riguarda il MACI, anche se non sembra essere un caso che gli ultimi documenti in cui si parla dell’esistenza di tale rete militare cattolica siano risalenti alla metà degli anni cinquanta. Dal 1956 in poi infatti, della organizzazione militare del MACI non si hanno più notizie ed è perciò verosimile ipotizzare che anch’essa, come la Osoppo, sia stata sciolta all’atto della nascita di Stay Behind, avvenuta nel novembre di quell’anno.
Nella ricostruzione della storia di Gladio e delle strutture ad essa prodromiche c’è infine un altro importante aspetto che deve essere affrontato ed è quello relativo ai supposti “misteri” ed alle presunte trame oscure che ancora oggi graverebbero intorno all’esistenza di tali entità. Sebbene infatti Stay Behind in sede giudiziaria sia stata assolta, è oggettivamente da riconoscere, senza per questo fare della facile dietrologia, che la sua vicenda presenta ancora svariati nodi da sciogliere. Si renderà quindi necessario cercare di rispondere anche ad alcuni cruciali quesiti quali, tra gli altri, quello relativo alle eventuali collusioni fra le suddette strutture e il neofascismo, sui possibili sconfinamenti nell’illegalità di cui alcuni elementi ad esse organici potrebbero essersi resi responsabili, nonché all’interrogativo, che come vedremo è verosimilmente quello di maggiore rilevanza, se davvero oggi conosciamo per intero la storia delle organizzazioni Stay Behind o se in realtà non vi sia un altro livello, parallelo alla stessa Gladio, che non è ancora venuto alla luce. Al tempo stesso però, allorchè verranno affrontate tali questioni, sarà fondamentale ricordare che Gladio (così come le organizzazioni ad essa affini) è uscita totalmente assolta da ogni procedimento penale. Se è quindi pur vero che permangono zone d’ombra ed aspetti non ancora perfettamente chiariti, è tuttavia imprescindibile avere presente quella che è ad oggi la verità giudiziaria. Questo non significa ovviamente che essa sia di riflesso una verità in senso assoluto, ma non si può non tenere conto che, secondo la magistratura, una prova concreta ed inconfutabile di un coinvolgimento di Gladio in atti di tipo eversivo non è mai emersa.
Fino a questo momento si è avuto modo di parlare di strutture anticomuniste, ma c’è un altro tema la cui conoscenza si deve considerare una integrazione essenziale ai fini di redigere una ricostruzione realmente completa della storia delle organizzazioni segrete a carattere paramilitare presenti sul territorio italiano dal dopoguerra in poi. Se è infatti indiscutibile che fin dal 1945 in Italia nacquero una molteplicità di formazioni armate “nemiche” del PCI e la cui esistenza era ignota non solo all’opinione pubblica, ma anche a gran parte del Parlamento, è oggi altrettanto dimostrato che in quegli stessi anni anche il Partito Comunista Italiano possedeva una sua organizzazione militare segreta.
Si trattava di quella che, con una dicitura impropria ma divenuta ormai di uso comune, è stata chiamata “la Gladio Rossa” <17. Questo termine fu usato per la prima volta nel maggio 1991 in una inchiesta del settimanale l’Europeo firmata dai giornalisti Romano Cantore e Vittorio Scutti, i quali, basandosi in gran parte su quanto loro dichiarato da un ex dirigente toscano del PCI di nome Siro Cocchi, “rivelarono” che per anni, a partire dal 1945, era esistito un apparato militare facente capo al PCI e che di fatto avrebbe costituito una sorta di “contraltare” di Gladio. La “Gladio Rossa” sarebbe infatti stata una specie di quinta colonna dei paesi comunisti dislocata in Italia ed essa, in caso di invasione del territorio italiano da parte di truppe sovietiche, avrebbe dovuto operare in loro favore, agendo attraverso forme di guerriglia da attuare contro gli Eserciti Alleati. Sebbene la descrizione che la suddetta inchiesta giornalistica fornì di tale struttura armata fosse oggettivamente piuttosto generica, quell’articolo dell’Europeo ebbe un effetto dirompente, poiché pochi giorni dopo la sua pubblicazione, la Procura di Roma decise di aprire un fascicolo di indagine in relazione alla presunta esistenza di una organizzazione paramilitare organica al PCI, sui suoi possibili collegamenti coi paesi del blocco sovietico e su suoi eventuali piani insurrezionali. Fu così che ebbe inizio l’inchiesta su quella che da quel momento si cominciò a chiamare convenzionalmente “la Gladio Rossa”. Dopo che nei mesi precedenti il dibattito politico era stato in gran parte monopolizzato dal caso di Stay Behind e dalle dure invettive che “da sinistra” vennero rivolte alla Democrazia Cristiana, colpevole, si disse, di aver dato copertura ad una struttura eversiva, nelle settimane seguenti a quel maggio 1991, a finire sul “banco degli imputati” furono gli ex comunisti, a loro volta accusati di aver strumentalmente utilizzato l’esistenza di Gladio per dare una falsa immagine della storia d’Italia. Proprio la vicenda della “Gladio Rossa”, fu allora detto, dimostrava quanto fossero fasulle le ricostruzioni storiche che fino a quel momento erano comparse nella “stampa progressista” e che avevano descritto il PCI quale partito che mai deflettè dal rispetto della Costituzione e dei valori democratici, cui dall’altra parte si sarebbe invece opposta una DC asservita agli interessi americani e con loro complice di qualunque artificio pur di non mandare al potere i comunisti <18.
[NOTE]
16 SRACS, Relazione Andreotti, cit., pag. 5.
17 Ovviamente la struttura militare del PCI non si chiamò mai Gladio Rossa, che è solo un nome che si cominciò ad usare nei primi anni novanta (quando uscirono i primi documenti attestanti l’esistenza di tale struttura) per analogia con l’altra Gladio, quella anticomunista.
18 A distinguersi in modo particolare in questa campagna di stampa tesa a “rivalutare” Gladio e ad accusare i post-comunisti di strumentalità politica, fu soprattutto il Giornale all’epoca diretto da Indro Montanelli. Rievocando quei giorni, Montanelli ha scritto: “Gladio divenne un’arma preziosa per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dallo sfascio dell’ideologia e dei partiti comunisti e per avvalorare la tesi che l’Italia fosse vissuta in una falsa democrazia, viziata da presenze poliziesche, autoritarie e golpiste (….) con il risultato che unico partito rispettabile, in tanto sfascio, rimaneva il PCI poi divenuto PDS, sconfitto dalla storia recente; ma che si pretese fosse rivalutato, grazie ad un’abile operazione trasformistica (…)” (I. Montanelli, M.Cervi, L’Italia degli anni di piombo, in Storia d’Italia, Vol. XI, RCS Libri, Milano 2004, pag. 39).
Giacomo Pacini, Le organizzazioni paramilitari segrete nell’Italia Repubblicana (1945-1991), Tesi di laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2005-2006Nel 2001 Gianni Donno, docente di storia contemporanea all’Università di Lecce e consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo e le stragi, ha pubblicato una corposa raccolta di documenti, corredata da brevi commenti, riguardanti la cosiddetta «Gladio rossa», ossia la presunta struttura paramilitare del Pci che avrebbe avuto non scopi difensivi, ma rivoluzionari ed offensivi in vista del ribaltamento dello Stato democratico [cfr. G. Donno, La Gladio rossa del Pci (1945-1967), Rubbettino, Soveria Mannelli 2001]. La credibilità dell’impianto del volume, stante anche l’impostazione fieramente anticomunista dell’autore (che giunge a suggerire dei fili di collegamento non solo culturale e politico ma persino organizzativo tra il Pci e le Brigate rosse), è tuttavia, a mio avviso, piuttosto dubbia. Donno, infatti, si basa su pochi documenti, spesso provenienti dal Sifar o da altre fonti informative – non meglio identificate – del ministero dell’Interno: gli stessi estensori delle relazioni, del resto, usano il tempo condizionale nei loro scritti, incerti dell’attendibilità delle fonti e, in almeno un caso, è lo stesso ministro Tambroni a commentare la nota come generica e quindi inutile. Per non parlare, poi, della ventilata esistenza di un «archivio segreto del Pci», di cui Donno parla per pagine senza avere prove (Ivi, pp. 67-72).
Ilenia Rossini, Conflittualità sociale, violenza politica e collettiva e gestione dell’ordine pubblico a Roma (luglio 1948-luglio 1960), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Anno Accademico 2014-2015Sono necessarie due premesse: la prima nel merito e la seconda nel metodo. Innanzitutto è verosimile che il Pci disponesse di una solida tradizione in attività di intelligence, variamente definite come riservate o addirittura paramilitari, volte a tutelare il partito nel teso clima del secondo dopoguerra <1222.
1222 Maurizio Caprara, Lavoro riservato: i cassetti segreti del Pci, Feltrinelli, Milano 1997. Si veda anche il lavoro storico, ma attraversato dalle ragioni della polemica politica, di Carmelo Giovanni Donno, La “Gladio rossa” del Pci 1945-1967, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001.
Andrea Tanturli, La parabola di Prima linea. Violenza politica e lotta armata nella crisi italiana (1974-1979), Tesi di dottorato, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, Anno Accademico 2016-2017Praticamente una fotografia della situazione italiana in quegli anni con un partito Comunista cosciente di essere destinato ad un’eterna opposizione per le probabili conseguenze golpiste di un’eventuale salita al potere, come anche del diffuso e sottaciuto italico sentimento di indipendenza dall’Occidente e dall’Oriente che avrebbe impedito o reso difficile qualunque invasione. Infatti anche la famosa “Gladio Rossa”, che avrebbe teoricamente contato su migliaia di individui, è ampiamente infiltrata dai servizi segreti delle Forze Armate <272.
272 Pelizzaro G.P., Gladio Rossa, edizioni Settimo Sigillo, Roma, 1997
F. Marco Valli, Strategia, strateghi e pop culture nella guerra fredda: da Hiroshima alla Luna (1945-1969), Tesi di dottorato, Sapienza Università di Roma, Anno Accademico 2020-2021#1945 #1946 #1956 #1991 #AndreaTanturli #anticomunismo #DC #FMarcoValli #Friui #GiacomoPacini #Gladio #IleniaRossini #Jugoslavia #MACI #milano #O #organizzazioni #Osoppo #paramilitari #PCI #Rossa #segrete #StayBehind #URSS #USA
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Et, bien entendu, en hommage au #WorldAIDSDay , on est d'accord que TOUTES LES PERSONNES QUI EN PARLENT SONT AU TAQUET SUR LA #SANTÉCOMMUNAUTAIRE ET L'#AUTODEFENSESANITAIRE, hein...
Protegez-vous. Protegeons-nous. 🙏 Immense merci @actupparis pour tout le taf accompli ❤️🩹
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RT @actupparis
En cette journée mondiale de lutte contre le VIH-Sida, nous vous donnons rdv à 18h Place de la République pour notre manifestation annuelle.
Venez…
https://twitter.com/actupparis/status/1598280432587780096 -
✨ En ce début d’année, la SFBI vous adresse ses meilleurs vœux de bonheur, de réussite et d’innovation pour 2026 !
🤝 Nous continuerons ensemble à structurer et dynamiser la #bioinformatique, avec de nombreuses surprises et initiatives à venir pour renforcer notre communauté au niveau local, national et international.
📍 Nous vous donnons d’ores et déjà rendez-vous aux JOBIM2026, qui se tiendront du 30 juin au 3 juillet 2026 à Strasbourg.
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Projection « Résister pour Exister »
La Gerbe (Montpellier), samedi 25 avril à 18:30 UTC+2
À TOUS CEUX QUI ONT RÉSISTÉ AVEC NOUS
Ce film est le vôtre.
Chaque marche que vous avez faite, chaque signature que vous avez apposée, chaque partage que vous avez publié, chaque euro que vous avez donné… tout cela a construit cette résistance.
RÉSISTER POUR EXISTER
8 octobre 2023, nous étions quelques-uns à fonder Urgence Palestine. Aujourd’hui, grâce à vous, nous sommes devenus l’un des plus grands collectifs de solidarité avec la Palestine en France.
Quand le ministre de l’Intérieur a tenté de nous dissoudre en avril 2025, ce n’était pas seulement nous qu’il visait. C’était la voix que vous aviez élevée ensemble.
Derrière les manifestations massives, les concerts de solidarité, les 250 000 signatures, il y avait votre engagement, votre courage, votre détermination. C’est vous qui avez rendu cette résistance possible.
Mais au-delà des actions collectives, il y a vos histoires personnelles. Vos frères et sœurs palestinien·nes disparu·es à Gaza. Vos nuits blanches d’inquiétude. Vos combats intérieurs entre colère et espoir.
Ce film c’est aussi votre histoire. Celle de tous celles et ceux qui, avec leurs mains, leurs voix et leurs cœurs, ont refusé que l’humanité meure.
En septembre 2025, le gouvernement est tombé. Mais la lutte continue. Et vous continuez d’être au cœur de cette résistance. Parce que la résistance demeure la condition de notre existence. Donnons-nous les moyens de la résistance.https://www.aleale.org/event/projection-resister-pour-exister-samedi-25-avril-2026-18h30h-la-gerbe
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YOUTUBE ALTERNATIVE ICONS
If you've ditched #YouTube for #Peertube or Fedi, consider one of these for a bold statement.
Theese icons have a similar shape and colour to the legacy site but designed from the party-style of the #fediOrigami icon.
#deleteYoutube #deleteGoogle #fediverseIcon #fediverseIcon2022
@realcaseyrollins @djsumdog @jeffcliff @tobi @G1galovaniac @donno @joel @eri
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Ok, a bit of a blog here....
81 days ago, I started a Do One More Push Up Every Day , quest, adventure, thing.....
For transparency, the first 5 days, I did 5 pushups a day.... From day 6-10, I did 10 and from then on, I added one more each day.
There have been a couple of missed days, so I did the missed day AND that days Pushups, with a good long break in between.
There have also been a couple of "light" days where to give myself a bit of a break I did them on my knees, or against my desk instead of flat off the floor.
I'm doing my "sets" to near failure, and then resting for about a minute in between to let my breathing and heart rate recover a bit... my first set is often 25.... my 2nd sets are often about 15.... The last 2 or 3 pushups a day, I'm NGL are fucking hard to achieve.
Today was Day 81. I cannot believe I'm staring down the barrel of 100. The thought of it makes me want to absolutely barf.
I think my original "plan" was to do this for a year. I don't know if that's a particularly smart move for a guy my age, who until now has done FK and ALL for "Strength Training" all his life... The Beer Drinker in me wants to get to 100, dust my hands off, and call it FINISHED!
The Green Lantern in me (who should really just admit he's more a Blue Lantern) wants to keep going.
I wish I'd taken a shirtless picture on the day I started.
So I donno.... Comment, for fun. Be supportive if ya can.... Shake a PomPom for me and I'd really appreciate it
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Depuis janvier, le Monde, et huit partenaires internationaux font des révélations sur l’univers méconnu et très complexe des #Databrokers, ces marchands de #données qui achètent, rassemblent, et vendent nos #donnéespersonnelles à des fins publicitaires. Données qui sont loin d'être anonymes...
Comment toutes les petites autorisations du quotidien que nous donnons aux #applications pour la #publicité, la #géolocalisation ou le bon fonctionnement du service de vente, de météo de santé de presse ou du jeu vidéo que nous utilisons se retrouvent cumulées, ensemble, dans un même fichier proposé à la vente par ces brokers, avec le même #identifiant de notre #téléphone. Au risque d’en dire beaucoup sur nous, notre #identité, notre #sexualité, l’adresse précise de notre domicile, nos trajets quotidiens ou notre lieu de travail. Le tout sans notre accord et même parfois sans l’accord des applications que nous utilisons.
radiofrance.fr/franceculture/p…
#franceculture #podcast #baladodiffusion #vieprivée #espionnagedomestique #anonymisation
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Uno dei nostri dice che chi ammazza na donna è n'effeminato senza palle!
Ha fatto na ricerca scientifica e ha scoperto che le facce de sti donnicidi sò pulite co le sopracciglia perfettine. Froci insomma! Evvai tiramo fori r gender! 👏
Ragà, un vero uomo ha i pelazzi, ha da puzzà e se una o pianta esce e ne tromba due. Andatelo a dì a quela satanista de la #Cecchettin che così a smette co sto patriarcato che semo pure un paese co un presidente donno! ✋ 🦅
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Acte 2 des Soulèvements de la Seine
Balade et gestes naturalistes contre Greendock !
1er juin - Île Saint-Denis🫠 Le projet Greendock prend l'eau. Le chantier de cet entrepôt logistique géant, prévu à Gennevilliers sur les berges de Seine, n’a toujours pas commencé et cumule les retards.
✨ L’Autorité Environnementale a récemment produit un rapport qui réduit en miettes le greenwashing honteux du promoteur immobilier, le géant de la logistique Goodman. C’est le moment de semer la victoire !
🌱 Renaturons ensemble les berges de la banlieue nord, qui méritent mieux que des projets climaticides, écocidaires et qui creusent toujours plus les inégalités entre la banlieue et le coeur de la métropole.
Faisons éclore de la terre et du fleuve les graines des Soulèvements de la Seine.
🤝 Avec les Naturalistes des terres, nous vous donnons rendez-vous pour une balade à vélo (possible à pied pour celleux qui ne pourraient pas) festive et inclusive.
📌 Alors rendez-vous dimanche 1er juin à 14h au 1 quai Alfred-Sisley à Villeneuve la Garenne (à 5 min du RER D Saint-Denis).
🚴♀️ Prends ton vélo et ton matos de réparation si besoin, de l'eau, de quoi te couvrir du soleil, des bonnes chaussures.
👐 Kids welcome et accès PMR possible (sur chemins aménagés)
Infos : https://t.me/soulevementseine/
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Un message des Guerrières de la Paix:
Inscription: https://www.helloasso.com/associations/les-guerrieres-de-la-paix/evenements/cafe-des-guerrieres-3-3-fevrier-2026 (Café des Guerrières #4 - 3 février 2026)
À une époque ou le dialogue semble plus difficile que jamais, dans un monde marqué par les divisions et les violences, les Guerrières de la Paix proposent un espace pour penser, dialoguer et agir ensemble.
Nos sociétés se fragmentent et se polarisent.
Les discours de haine se déchaînent. nos mémoires, nos souffrances et nos identités nous sont trop souvent dérobées par une mise en concurrence obscène. la lutte contre le racisme, l’antisémitisme et l’islamophobie, plus urgentes que jamais, sont les premières sacrifiées.
Ce prochain Café des Guerrières invite à refuser la mise en opposition de nos combats et à imaginer ensemble un front commun, fondé sur la solidarité, l’écoute et la responsabilité collective.
Un espace de débat ouvert pour reconstruire un horizon partagé de fraternité, de sororité, de réconciliation et d’engagement antiraciste.
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Soirée-débat Iran : Femme, Vie, liberté. Quand une révolution naît du courage des femmes.Alors que le peuple iranien affronte à mains nues l’une des répressions les plus sanglantes de notre époque, cette soirée-débat se veut un acte de résistance face au silence et à l’abandon du monde.
En Iran, un régime théocratique et militarisé mène une véritable guerre contre sa propre population exécutions, tortures, disparitions, usage d’armes de guerre contre des civils, coupure totale des communications pour dissimuler des massacres de masse.
Ce sont des crimes contre l’humanité qui se déroulent sous nos yeux.
Pourtant, face à cette barbarie, le peuple iranien et en particulier les femmes opposent une dignité, un courage et une force qui forcent l’admiration du monde entier.
Par leur lutte, ils nous rappellent ce que signifie résister, espérer et se tenir debout face à la tyrannie.
Cette soirée est dédiée à leur rendre hommage, à porter leur voix, à briser l’omerta et à appeler la communauté internationale à assumer enfin sa responsabilité de protection des peuples opprimés.
Plus qu’un débat, il s’agit d’un devoir de solidarité et de conscience.
Nous vous donnons rendez-vous :
📅 Mardi 3 février 2026
📍 au Consulat Voltaire - 14 avenue Parmentier 75011 PARIS
🕖 Le Café débutera à 19h00,
vous pouvez arriver un peu plus tôt pour vous installer et partager un moment convivial avant le début des échanges.
Un point de restauration sera disponible sur place, assuré par le restaurant Sababa.
Une liste des participant·es sera tenue à l’entrée, il vous suffira de donner votre nom à l’accueil.
Cette soirée-débat portera sur le thème :
« Iran : Femme, Vie, liberté. Quand une révolution naît du courage des femmes.»
Soirée animée par Aïda Tavakoli -
Guerrière de la Paix et fondatrice de We Are Iranians Students.
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#Iran #Solidarite #GuerieresDeLaPaix #Paris #CafeDesGuerrieres #CrimesContreLhumanite -
C'est fini !
"Aujourd'hui, on n'a plus le droit
de dire « Moi j'm'en fous, je vote pas ... »
Dépassé, le chacun pour soi :
Contre le RN, donnons d'la voix.
On promet pas l'Grand dimanche soir,
Pour nous, c'est l'heure de dire au r'voir.
Merci à tous nos auditeurs,
Merci, merci, du fond du cœur !
Aujourd'hui, on a encore des droits,
Demain aussi si on déconne pas !"💖
https://www.youtube.com/watch?v=2Tf7oEmJiY4
#CharlineVanhoenacker #GuillaumeMeurice #GrandDimancheSoir #FranceInter #France #Législatives2024
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I decided to build a replacement PSU based on a (original) Meanwell PSU.
this is a little more powered then most amiga PSU's , is lightweight, yet robust.
I bought stuff to build 5 PSU's , they will be available in Black and off-white (like the C64c colour)
Donno about the pricing yet , best would be if you have a (broken or spare ) amiga PSU that still has the cable with the square plug,
#amiga #commodore #commodoreamiga #retrocomputing #retrocomputer #gotekretro
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C҉L҉Q҉L҉V҉- Lundi 1er décembre 2025
#CLQLV #lespassionsdaely #blog #rdvdublog
Coucou tout le monde,
Et voici décembre qui pointe le bout de son nez. Pour beaucoup ce sera êtes en famille, cadeaux et bonne chère. Mais hélas beaucoup n’auront pas tout cela alors ne les oublions pas et donnons au secours populaire et autres associations locales pour leur amener un peu de joie dans cette période solitaire.
Mais pour l’instant, reprenons notre sérieux, c’est l’heure de notre rdv hebdomadaire (quand je n’oublie pas ) : le CLQLV!!!C’est lundi, que lisez-vous ? Ce Rendez-vous devenu incontournable a été repris par Les paravers de Millina que vous êtes nombreux à apprécier. Cet article me permet de reprendre ce qui a été fait la semaine précédente et de faire le point sur nos différentes lectures ou visionnages.
Le but est de répondre à trois questions:- Ce que j’ai lu/vu/écouté la semaine dernière
- Ce que je lis, écoute ou regarde
- Ce que je vais lire/voir la semaine prochaine
Ce que j’ai lu/vu/écouté la semaine dernière
Je suis toujours dans Apprentice to the Villain que j’ai mis en pause car j’ai commencé une LC avec Audrey du blog Light and smell sur Caraval que nous lisons et écoutons ensemble.
Pas de série anime cette semaine.
Ce que je lis, vois/écoute cette semaine
Une sortie de PAL encore pour cette semaine avec un titre trouvé en Boîte à livres que je cherchais depuis longtemps : La dernière tombe de Michael Crichton.
Je l’avais débuté sur quelques pages la semaine dernière juste avant de débuter la LC. Il ressortira donc cette semaine une fois celle-ci finie. J’ai du mal à lire plusieurs titres en même temps en papier en temps normal mais en ce moment c’est pire. Et comme je lis et écoute Caraval en audio , mon tome 2 d’Apprentice to the Villain est dans la même situation pur ne pas mélanger tout.Bien avant Jurassic Park, le jeune Michael Crichton, étudiant à Harvard, écrivait des romans pulp sous le nom de plume de John Lange…
Quand le professeur Barnaby découvre entre les lignes de hiéroglyphes l’existence d’une tombe de pharaon – la dernière – demeurée secrète depuis des millénaires, il sait que le butin sera inimaginable. Il décide alors de mener en toute discrétion des fouilles pour retrouver le site funéraire, et le piller. Mais il lui faut une équipe. Lorsqu’il rencontre le journaliste au long carnet d’adresses Robert Pierce, il reconnaît en lui l’homme de la situation. Grisé par l’espoir d’un enrichissement scandaleux, ce dernier se laisse facilement embarquer dans le plan de l’égyptologue.
Les rejoignent bientôt un voleur, un archéologue et un milliardaire. Ensemble, ils s’aventurent dans le désert à la recherche de la dernière tombe et de ses promesses. Mais cette équipe d’escrocs pourra-t-elle découvrir ce que les siècles ont si bien caché ? Et, même s’ils trouvent le trésor, pourront-ils s’enfuir avec leur butin… et garder la vie sauve ?
Un roman de jeunesse au charme suranné et irrésistiblement drôle, qui révélait déjà Michael Crichton comme un maître du suspense. À découvrir pour la première fois en français.Et toujours en audio le tome 2 de Assistant to the Villain de Hannah Nicole Maehrer.
« Avis au personnel. Il y a eu une augmentation inquiétante de gaieté et d’optimisme ces derniers temps. Veuillez laisser vos anciennes terreurs reprendre le dessus dès que possible. Les ressources humaines » Rennedawn est en danger, et tous les indicateurs – y compris les panneaux de Kingsley – laissent présager une catastrophe. Evie doit relever son plus grand défi : sauver le Vilain, protéger le manoir… et peut-être même le royaume tout entier. Surtout, pas de pression, Evie !
Ce que je vais lire/voir la semaine prochaine
Pas de projet de lecture défini pour la semaine prochaine. On verra une fois les lectures en cours terminées. Mais je reprendrais bien un soupçons de urban fantasy, MM ou MF.
Bonne semaine à tous
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Depuis janvier, le Monde, et huit partenaires internationaux font des révélations sur l’univers méconnu et très complexe des #Databrokers, ces marchands de #données qui achètent, rassemblent, et vendent nos #donnéespersonnelles à des fins publicitaires. Données qui sont loin d'être anonymes...
Comment toutes les petites autorisations du quotidien que nous donnons aux #applications pour la #publicité, la #géolocalisation ou le bon fonctionnement du service de vente, de météo de santé de presse ou du jeu vidéo que nous utilisons se retrouvent cumulées, ensemble, dans un même fichier proposé à la vente par ces brokers, avec le même #identifiant de notre #téléphone. Au risque d’en dire beaucoup sur nous, notre #identité, notre #sexualité, l’adresse précise de notre domicile, nos trajets quotidiens ou notre lieu de travail. Le tout sans notre accord et même parfois sans l’accord des applications que nous utilisons.
radiofrance.fr/franceculture/p…
#franceculture #podcast #baladodiffusion #vieprivée #espionnagedomestique #anonymisation
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Suite 1751 https://mastodon.social/@cobrate/114846150153726198
(2/3) ... 1525 1758 1789) + publication de l'Encyclopédie :
“Plusieurs seigneurs exerçant dans leurs terres un pouvoir arbitraire & tyrannique, s’étoient arrogé divers droits, même honteux & injustes, à l’occasion des mariages, tels que la coûtume infame qui donnoit à ces seigneurs la premiere nuit des nouvelles mariées.”
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[Cycle Cnap/BK : « La maquette, un objet modèle ? Entre art et architecture » de Marie-Ange Brayer]
📅 9 avril 2025, 18h30
📍 Bibliothèque Kandinsky – Centre Pompidou, Paris 4ePrésentation de l’ouvrage publié par les éditions HYX, en présence de l’auteure, des éditeurs Emmanuel Cyriaque et Olivier Buslot, et des graphistes Élise Gay et Kévin Donnot.
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[Cycle Cnap/BK : « La maquette, un objet modèle ? Entre art et architecture » de Marie-Ange Brayer]
📅 9 avril 2025, 18h30
📍 Bibliothèque Kandinsky – Centre Pompidou, Paris 4ePrésentation de l’ouvrage publié par les éditions HYX, en présence de l’auteure, des éditeurs Emmanuel Cyriaque et Olivier Buslot, et des graphistes Élise Gay et Kévin Donnot.
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100 JOURS POUR LES SÉCHER 🥵
💥 Campagne d’ACTIONS décentralisées du 13 juin au 21 septembre 2023, contre l’assèchement du monde !
➡️ Appel et mode d’emploi relayé sur le site web des Soulèvements de la Terre : https://lessoulevementsdelaterre.org/blog/100-jours-pour-les-secher
Alors que la colère gronde et que la sécheresse fait des ravages, l’État et l’agro-industrie s’acharnent à polluer et privatiser l’eau. Les chantiers de méga-bassines sont le symbole d’une maladaptation au changement climatique, d’un techno-solutionnisme illusoire et en réalité mortifère.
Nous le savons, nous allons vivre un été infernal. Tous les signaux sont au rouge : sécheresse hivernale, nappes phréatiques au plus bas, feux de forêts précoces, rivières en péril, Pyrénées orientales déjà en alerte.
Le « plan eau » annoncé en grande pompe par le gouvernement ne résoudra rien. Il ne s’attaque pas à la question cruciale de l’usage et du partage de l’eau. Il ne priorise pas l’eau vitale sur l’eau économique. L’eau pour l’agriculture paysanne, l’eau des rivières et des milieux doivent primer sur l’eau de l’agro-business et l’eau industrielle. Le plan eau impose des restrictions injustes au plus grand nombre sans limiter la surconsommation du complexe agro-industriel, ni celle des riches.
Or, l’eau est notre bien commun le plus précieux.
Face aux dizaines de milliers de personnes dans la rue pour la défense des droits sociaux et dans les champs pour la défense de l’eau, l’Etat mutile sans vergogne. Après avoir tiré à vue sur toute forme d’opposition, il proclame « 100 jours d’apaisement ». Mais s’il peut mettre des milliers de flics dans un chantier de bassine à #SainteSoline ou devant le conseil constitutionnel, il est incapable de protéger tout ce qui nous assèche !
Alors, nous nous donnons 100 jours du 13 juin au 21 septembre pour cibler directement les institutions, les entreprises et les infrastructures qui accaparent et empoisonnent l’eau.
Cela commencera par enquêter localement pour identifier des cibles :
1️⃣ Les #institutions complices : agences de l’eau, conseils régionaux, administrations, ministères, etc.
2️⃣ Les acteurs du complexe #agoindustriel : FNSEA, Crédit Agricole, Groupama, multinationales et grosses coopératives (Pioneer, Ocealia, Eureden, Monsanto….)
3️⃣ Les entreprises qui #privatisent l’eau (Veolia, Suez, SAUR, etc.), la mettent en bouteille (Nestlé, Danone, etc.), la surconsomment (Lafarge, STMicroelectronics, Bunge, etc.), et mènent des chantiers destructeurs (CACG, Eurovia, Colas, TELT, etc.).
4️⃣ Les accapareurs de luxe : golfs, yachts, jaccuzzis…
Il nous appartient de prendre les mesures vitales qui s’imposent, de passer à l’action, de jour comme de nuit, à 10 comme à 100. D’imaginer ensuite les modes d’actions pour leur en faire voir de toutes les couleurs : par des rassemblements annoncés et des désarmements inopinés, de l’affichage et des blocages, des occupations et des surgissements, en bref : un carnaval pour les sécher !
L’année dernière, tout l’été, les actions anti-sécheresse se sont multipliées. Cet été sera encore celui de la créativité et de l’audace : couper l’eau aux accapareurs, mettre des terrains de golf hors d’état de nuire, démanteler des #mégabassines, squatter les piscines des ultra-riches ou les bureaux climatisés des assureurs, casseroler les décideurs, construire des barrages de castors pour refaire vivre nos rivières et leurs berges, notre inventivité ne doit pas avoir de limites!
Les objectifs sont clairs : sauver l’eau potable pour tous·tes, protéger nos #rivières et la vie aquatique, tourner la page d’un modèle agricole industriel qui met le profit avant l’autonomie alimentaire, instaurer un rapport de force contre l’accaparement de l’eau et pour la défense de ce commun.
Nous sommes l’eau qui se défend !
Cet été : #BeWater !Les Peuples de l’Eau
📣 MODE D’EMPLOI (images) : https://social.tmprs.net/notice/AWHMJR8amdfrIKkhjU