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1000 results for “ormai”

  1. Un celebre cartellone, esposto qualche tempo fa durante una manifestazione, recitava la frase “avevamo aspettative basse, ma…”, seguito da un’espressione che non è possibile riportare. Una frase che basterebbe da sola a commentare il sequel meno necessario degli ultimi decenni di cinema, in cui Joaquin Phoenix vaga a vuoto, talvolta ridendo, talvolta piangendo: potrebbero essere le stesse reazioni che ha avuto mentre leggeva la sceneggiatura. Già, perché non si salva davvero niente da questo naufragio cinematografico, né gli interpreti principali, ridotti ad essere la caricatura di loro stessi, né i tanto attesi momenti musicali, che invece di farci alzare in piedi per ballare insieme al Joker, risultano talmente piatti e privi di brio da costringere alcuni spettatori a lasciare la sala anzitempo (è successo davvero).

    Il primo film si chiudeva con Arthur Fleck che, in diretta televisiva, aveva appena ucciso Murray Franklin, il celebre conduttore del suo talk show preferito. In Joker: Folie à Deux, Arthur è detenuto in un istituto psichiatrico, in attesa di essere processato per i fatti accaduti nel film precedente. Qui conosce Lee, una donna internata per aver dato fuoco a una palazzina, capace con la sua voce e i suoi sorrisi di infondere musica e amore in Arthur, che ormai sembrava diventato un corpo senz’anima, privo di gioia, privo di vita.

    Più che Arthur, a meritare un processo sarebbe Todd Phillips: per aver sprecato il talento di Lady Gaga, ridotta praticamente ad essere un volto sullo sfondo di un’aula di tribunale, per averci fatto sentire come canta Joaquin Phoenix, ma anche per aver messo in piedi uno spettacolo tedioso, quasi cringe, per usare un termine tanto in voga oggigiorno. Perché in questo sequel del fortunatissimo Joker sembra non divertirsi veramente nessuno: né chi l’ha girato né i protagonisti e, di conseguenza, neanche il pubblico. Senza un film di Scorsese da prendere come riferimento (forse stavolta poteva tentare con New York, New York?), Phillips non ha la bussola per portare la sua storia a fondo con convinzione e buone idee, mostrando quanto sia fragile l’uomo nascosto dietro l’antieroe amato dalle folle incendiarie, calzante metafora per dire quanto sia debole questo sequel dietro la maschera del film precedente. Avevamo aspettative basse, ma… diamine!

    https://unavitadacinefilo.com/2024/10/01/recensione-joker-folie-a-deux-2024/

    #Cinema #commenti #film #filmBrutto #folieàDeux #foto #joaquinPhoenix #joker #ladyGaga #locandina #recensione #spiegazione #trama

  2. Ieri direttivo sindacale #CGIL per l'approvazione del bilancio provinciale e dopo questo aspetto, noioso ma necessario, si è parlato della #guerra in #Ucraina e #Palestina, di diritti delle donne e dell'ultimo efferato duplice #femminicidio (di Cisterna di Latina) compiuto a pochi chilometri dalla sede dovi ci siamo riunit*.
    Si è fatto il punto sui tavoli per i vari
    #CCNL scaduti e come doveroso si è parlato di sicurezza sul lavoro e quindi delle cinque vittime nel cantiere #esselunga di #Firenze.
    Una volta terminato si è passati ad un presidio organizzato da
    #CGIL e #UIL di fronte alla Prefettura per sensibilizzare le istituzioni a prestare maggiori controlli ma soprattutto ad assumere personale perché un ispettore ogni mille cantieri su Firenze non è accettabile. Soprattutto se si pensa che al sud i numeri potrebbero essere ancora più impietosi.
    Un dirigente ha sottolineato che negli ultimi giorni durante i presidi tra
    #Roma, #Frosinone e #Latina sia stato identificato ben quattro volte dalle forze dell'ordine.
    Nota dolente, ricorrente e incomprensibile l'ormai costante assenza della
    #CISL da tutte le piazze, da tutti gli scioperi e mobilitazioni compresi i presidi per le vittime sul #Lavoro.

  3. @Persopersempre

    Io veramente sto dicendo un'altra cosa, e la ribadisco: in chiave progressista e per cercare di creare un polo alternativo allo strapotere dell'estrema destra che ormai vince perché la gente non vota proprio, tra Conte (benché abbia moltissime riserve su Conte e i suo partito) e #coso di #ArabiaViva, molto ma molto meglio Conte, proprio non ci penserei due secondi!

  4. @Persopersempre

    L'air force non serve più, possiamo stare tranquilli: gli spostamenti di #coso sono ormai tutti pagati a forfait da qualche sultano arabo

  5. #MarioKart è una delle mie primissime #memorie di #gaming in #multiplayer (dopo Wii Party), specialmente il capitolo per #NintendoDS. Quando avevo 6 anni facevo schifissimo al #gioco, e nelle #partite al #doposcuola c’era sempre chi mi stracciava senza pietà, soffrivo proprio di #SkillIssue, ma nonostante ciò mi divertivo e ci ritornavo sempre. 🏎️

    Negli anni a seguire, soprattutto dopo aver provato altre entrate della #saga, questa l’ho un po’ tralasciata, ma 2-3 anni fa l’ho ripresa in mano con più dedizione, prima perché era uscita fuori la novità delle #gare online (che io ai tempi non avevo mai giocato, e a un certo punto #Nintendo spense i #server) grazie a #Wimmfi, poi a tempo perso ho deciso per giunta di platinarlo… (esclusa #MissionMode, è troppo tosta). 🪙️

    Ormai però, e ovviamente io non me ne capacito, è un #retrogame, e seppur con qualche difficoltà, si riesce ad emularlo nel #browser. L’ho caricato sulla #SalaMuseoGames, precisamente la versione #demo (#giapponese, che a quanto pare ha più contenuto) per i motivi soliti. Dalla sua comunque, portò molte #novità: la serie in tre dimensioni anche in portabilità, i circuiti presi da #giochi precedenti, e quei 2 aspetti che ho detto prima, oltre a i diversi kart con diverse specifiche, e le novità di #gameplay portate dal secondo schermo, con minimappa e statistiche! 💯️

    In retrospettiva, della grafica riesco ad apprezzare il suo essere un po’ “secca”, a differenza di praticamente tutti gli altri Mario Kart #3D che danno almeno una leggera impressione di “glossy” sotto quell’aspetto. I controlli sono facili e maneggevoli, soprattutto la #derapata: è una goduria da usare quando la si impara, probabilmente perché è estremamente rotta… (cercate su YouTube i #WorldRecord e guardate, non dico altro). Un peccato che la #musica sia davvero poca, le tracce di sottofondo si ripetono spesso, ma sono godibili. E forse parla la #nostalgia, ma rimane uno dei titoli che più amo della #serie, soprattutto grazie alle varie #mod che rinnovano sempre i contenuti. 🎁️

    Provate i primi tracciati su https://gamingshitposting.github.io/SalaMuseoGames/2023/12/16/mario-kart-ds/!

    https://octospacc.altervista.org/2023/12/17/588/

    #3D #browser #demo #derapata #doposcuola #gameplay #gaming #gare #giochi #gioco #MarioKart #memorie #MissionMode #mod #multiplayer #musica #Nintendo #NintendoDS #nostalgia #partite #retrogame #saga #SalaMuseoGames #serie #server #SkillIssue #Wimmfi #WorldRecord

  6. In effetti non è *divertente* sapere che esistono così tanti #analfabetifunzionali nella stanza dei bottoni 🤔

    [E non solo negli USA, ma purtroppo anche nel nostro martoriato paese

    Soprattutto a livello di classe dirigente politica, che ormai ne è la fotocopia 🤡 🤯 ]

    Anzi, oltre a generare tanta tristezza, fa proprio #paura 😞

  7. In effetti non è *divertente* sapere che esistono così tanti #analfabetifunzionali nella stanza dei bottoni 🤔

    [E non solo negli USA, ma purtroppo anche nel nostro martoriato paese

    Soprattutto a livello di classe dirigente politica, che ormai ne è la fotocopia 🤡 🤯 ]

    Anzi, oltre a generare tanta tristezza, fa proprio #paura 😞

  8. In effetti non è *divertente* sapere che esistono così tanti #analfabetifunzionali nella stanza dei bottoni 🤔

    [E non solo negli USA, ma purtroppo anche nel nostro martoriato paese

    Soprattutto a livello di classe dirigente politica, che ormai ne è la fotocopia 🤡 🤯 ]

    Anzi, oltre a generare tanta tristezza, fa proprio #paura 😞

  9. In effetti non è *divertente* sapere che esistono così tanti #analfabetifunzionali nella stanza dei bottoni 🤔

    [E non solo negli USA, ma purtroppo anche nel nostro martoriato paese

    Soprattutto a livello di classe dirigente politica, che ormai ne è la fotocopia 🤡 🤯 ]

    Anzi, oltre a generare tanta tristezza, fa proprio #paura 😞

  10. In effetti non è *divertente* sapere che esistono così tanti #analfabetifunzionali nella stanza dei bottoni 🤔

    [E non solo negli USA, ma purtroppo anche nel nostro martoriato paese

    Soprattutto a livello di classe dirigente politica, che ormai ne è la fotocopia 🤡 🤯 ]

    Anzi, oltre a generare tanta tristezza, fa proprio #paura 😞

  11. Si è svolta dal 21 al 25 agosto 2024 l’annuale World Robot Conference di Pechino, in Cina. La fiera di quest’anno si è riempita di robot umanoidi, che sembrano aver ormai conquistato il mercato cinese, sull’onda di entusiasmo scatenato da Optimus di Tesla. Vediamo insieme cosa si è visto alla fiera di Pechino.
    Optimus di Tesla
    A dare il via all’era dei robot umanoidi è stata Tesla. #fiera #Pechino #robotumanoidi #rob

    enkey.it/2024/09/07/world-robo

  12. Oggi giorno di riposo da lavoro,forse sarebbe stato meglio andarci.I bambini sono di la a studiare,lei sul divano con me,abbiamo dormito tutto il tempo.Ormai non c'è manco più dialogo o compagnia se non lo stretto necessario per crescere i bambini.Poi mi vengono a dire che c'è possibilità di recuperare,ma cosa?Sento solo #dolore che sto nascondendo come anche tutte le altre emozioni.Lei ci ha messo 8 anni 3 se non reagivo io niente, io ho paura di chiudermi per sempre

    #psicologia #difficoltà

  13. Ddm (ddev manager) è ormai pronto.
    Sto testando lo script su diverse distro (in VM) prima della pubblicazione su GitHub.

    In pratica permetterà di installare e gestire una serie di progetti sfruttando ddev con pochi click.

    #ddev #ddevdeployment #linux

  14. 1/ La #Rai, ormai ridotta a megafono del regime meloniano, è persino peggio di #Merdiaset. Fa così schifo, in mano alla dirigenza imposta da DVX #Meloni, che #AlbertoAngela è stato costretto a presentare il suo nuovo programma su #VanGogh sul #Nove, rete concorrente, ospite di Fazio, anche… #CTCF

  15. Oggi comunque, a differenza di ieri, non piove... cioè, proprio quando sono uscita dalla classe prima in realtà ho percepito in diversi istanti (forse meno di 5) delle gocce d'acqua addosso, ma non si vedevano cadere, e i colori del cielo non sono da pioggia... e menomale che è così eh, anche se da un certo punto di vista è anche normale ed aspettato, perché oggi a differenza di ieri non ci sono cose importanti da fare... 🥴
    Però,
    zio ventoso: ancora oggi, e chissà per quanto ancora, nonostante ci sia sole, fa un freddo... che è veramente non solo irreale, ma direi io proprio illegale, per essere ormai nell'ultimo terzo di marzo... cioè, oggi (non domani!!!), tra qualche ora proprio, inizia la primavera, eppure non si sente neanche per il cazzo!!! 🤬

    Uzzio che, in realtà, qualcosa del marcio della primavera si vede già da un po', come avevo già accennato nelle settimane scorse... nel mio naso a volte esplodono le
    bombette cellulari, e in certi momenti mi sento pure il muco nella capa... per fortuna ancora non tantissimo, e infatti ancora posso non prendere l'antistaminico (anche perché, se già avessi ripreso con quello, in mattine come questa buona, la difficoltà ad alzarmi dal letto sarebbe moltiplicata), però boh. 😓
    Ironicamente, proprio tra ieri e oggi l'allergia non mi sta dando quasi mai fastidio, ma oggi è a maggior ragione strano per questo motivo, perché invece in classe, per tutte le prime due ore, zio caro c'era un rumore di nasi che come cazzo è possibile... e qui mi viene in mente il mio prof. di matematica del liceo, che a volte diceva "
    piano con 'sti nasi...", aiuto... 😭

    Però, il freddo che sta facendo non è seriamente possibile... ed oggi è a dire il vero già meno greve di ieri, o l'altro ieri, ma ugualmente non si può davvero sopportare, bah, basta, dai... che, praticamente, ogni minuto passato all'aperto comporta sofferenza...
    😩
    In questi ultimi giorni le mie labbra hanno ripreso a spaccarsi di continuo quando sembravano ormai essersi ristabilizzate, non posso stare all'aria aperta per più di 2-3 minuti (contati!!!) senza guanti che le mani mi si congelano e io soffro, e mi sento freddo sul collo anche con la sciarpa e il cappuccio... tant'è che oggi, rendiamoci conto, per andare verso la fermata dell'università al ritorno, ho fatto un percorso quanto più possibile al chiuso nonostante il po' di sole, perché fanculo, mi fa sentire male tutto questo gelo inutile; come se non ne avesse già fatto fin troppo nei mesi passati, poi!!!
    💀

    #freddo

  16. La tua voce potrebbe tradirti a tua insaputa: il voice cloning 2.0 è qui, ormai bastano pochi secondi di audio per "rubare l'anima" sonora a qualcuno. Truffe milionarie, inganni perfetti, un futuro dove non possiamo più credere alle nostre orecchie: benvenuti nell'era del dubbio sonoro, dove il silenzio potrebbe essere l'unica cosa di cui possiamo ancora fidarci.

    #VoiceCloning #Truffe #Inganno #voce #Futuro #Suono #Voce

    futuroprossimo.it/2024/10/voic

  17. Ormai avete capito tattica del governo #Meloni, vero?
    Annuncia stop esportazioni #armi al #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia stop cooperazione con #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia che non aiuta criminale guerra all'#Iran. Ma è FALSO

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  18. Ormai avete capito tattica del governo #Meloni, vero?
    Annuncia stop esportazioni #armi al #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia stop cooperazione con #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia che non aiuta criminale guerra all'#Iran. Ma è FALSO

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  19. Ormai avete capito tattica del governo #Meloni, vero?
    Annuncia stop esportazioni #armi al #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia stop cooperazione con #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia che non aiuta criminale guerra all'#Iran. Ma è FALSO

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  20. Ormai avete capito tattica del governo #Meloni, vero?
    Annuncia stop esportazioni #armi al #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia stop cooperazione con #genocida #Israele. Ma è FALSO.
    Annuncia che non aiuta criminale guerra all'#Iran. Ma è FALSO

    ilfattoquotidiano.it/in-edicol

  21. STIAMOCI DENTRO: pratiche di autodifesa digitale

    Campus Luigi Einaudi, venerdì 17 aprile alle ore 17:30 CEST

    Nel 2026, il capitalismo della sorveglianza è ormai una realtà con cui ogni giorno siamo costrett3 a misurarci. Dal tracciamento della nostra attività online al riconoscimento biometrico tramite cui, con una semplice telecamera, il governo può sapere la nostra esatta posizione in ogni momento.

    Tutto questo passa anche - e soprattutto - dalle nostre tasche: spesso i primi strumenti della sorveglianza capitalistica sulle nostre vite sono i nostri stessi cellulari, rintracciandoci in base alla cella telefonica, leggendo i nostri messaggi, rubando i nostri dati, ormai la merce più in voga nel nuovo millennio. Lo vediamo anche nei processi: mezzi tecnologici sempre più precisi e sempre più accurati vengono usati contro chi lotta per una società migliore, contro chi passa le frontiere per fuggire dalla guerra, contro chi non ha i documenti; l'elenco è lungo e potrebbe continuare per ore. Ma questo deserto distopico non deve farci perdere la speranza: se è vero che queste nuove tecnologie sembrano onnipotenti, non siamo del tutto alla loro mercé e spesso con piccoli accorgimenti si può fare molto per la propria autodifesa e per la propria privacy. Numerose realtà si stanno già attivando da anni sul tema della sicurezza informatica e dell'autodifesa digitale: l'hacklab di Torino è una di queste.

    Insieme all3 ragazz3 dell'hacklab, venerdì 17 aprile vogliamo provare ad affrontare la questione e capire cosa può fare ognun3 di noi per resistere alla sovreglianza totalitaria che ci viene imposta: potrai trovarci in aula Break, al Campus Luigi Einaudi, per un confronto gratuito e aperto a tutt3. Ti aspettiamo!

    👉 Dopo l’incontro ci saranno anche birrette e socialità.

    👉 Unisciti anche al nostro canale Telegram per restare aggiornat3 su news e iniziative e per partecipare a un questionario sul tema. https://t.me/stiamocidentro

    gancio.cisti.org/event/stiamoc

  22. Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini

    Balon, sabato 24 gennaio alle ore 10:30 CET

    Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini

    Con le donne e gli uomini insorti contro il patriarcato, il fascismo islamico, per un mondo senza padroni, frontiere, nazioni.

    Sabato 24 gennaio
    ore 10,30
    punto info al Balon
    Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e domani in Iran e in Siria

    ore 15
    piazza Vittorio Veneto
    partecipiamo al corteo per il Rojava

    Le proteste partite il 27 dicembre 2025 dal Bazar di Teheran si sono rapidamente trasformate in un movimento di protesta politico contro il regime teocratico che governa il paese dalla fine degli anni Settanta. Il crollo della valuta locale e il conseguente aumento dei prezzi ha aggravato le condizioni i vita di milioni di persone strette tra salari bassi e precarietà dilagante.
    Le lotte sono state in buona parte spontanee ed hanno assunto caratteri sempre più radicali con assalti ai commissariati e manifestanti che disarmavano i miliziani governativi. Non più una rivolta ma un’insurrezione.
    Le lotte dei lavoratori e disoccupati si sono saldate con quelle delle donne che ormai da anni affrontano prigione, morte e torture ma non mollano.
    Negli slogan di numerose piazze è emersa in modo chiaro la volontà di farla finita con il governo teocratico e scarsa simpatia per l’erede della dinastia Palhavi, il cui programma di carattere dittatoriale e nazionalista inquieta soprattutto nelle provincie dove prevalgono le minoranze curde, baluchi, arabe. I media sponsorizzati dagli Stati Uniti fanno propaganda per i monarchici.
    Giovedì 8 gennaio Teheran ha chiuso internet, dando il via ai massacri. I miliziani di Khamenei hanno sparato con pallini da caccia e armi automatiche contro la folla disarmata.
    Le vittime potrebbero essere arrivate a 12.000, mentre gli arresti ammonterebbero a 10.700.
    I prigionieri vengono torturati e potrebbero essere tutti impiccati.
    Dagli ospedali filtrano immagini di feriti giustiziati con colpi alla testa, di 800 persone colpite agli occhi ed accecate.
    Il regime, scosso a rivolte sin dal 2018 ha perso ogni legittimità agli occhi di buona parte della popolazione e si regge solo sull'uso della forza militare.
    Alle nostre latitudini il silenzio dei movimenti, che negli ultimi due anni si sono schierati con la dittatura del clero sciita perché nemico storico dei macellai i Tel Aviv e sostenitore dei fascisti islamici al potere a Gaza è il segno della perdita di ogni prospettiva internazionalista.
    Noi anarchici e senzapatria ci schieriamo con chi in Iran si batte contro shah e mullah, rifiutando di diventare pedine al servizio del macellaio di Washington.

    La distruzione del regime clericale e la sconfitta dei piani per sostituire un oppressore con un altro oppressore sono un'unica lotta.
    Una lotta che è negli interessi di tutt* le sfruttate e gli sfruttati del mondo. Un mondo che vogliono diviso in blocchi, sfere di influenze, multipolare o a guida unica ma comunque sempre un mondo fatto di oppressi e di oppressori, di confini, galere, devastazione ambientale,
    guerre, crescita economica sulle spalle dei lavoratori, oppressione delle donne e delle soggettività non conformi.
    Le componenti anarchiche presenti nell'insurrezione iraniana vogliono un mondo di libere ed eguali, senza padroni perché non vogliono essere servi.
    Ne dio, ne stato ne padroni. Né Ayatollah né Shah.

    Solidarietà al Rojava sotto attacco
    Nelle stesse settimane dell'insurrezione iraniana la Turchia il governo islamista di Damasco ha sferrato un durissimo attacco al Rojava. L'esercito siriano sta attaccando con violenza le aree della Siria del nord che erano sotto il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell'ISIS.

    La Siria è stata preda per dieci anni di una guerra civile scatenata dalla feroce repressione della rivolta popolare del 2012 da parte del governo di Assad e dalle mire egemoniche di Turchia e Qatar che hanno scatenato e finanziato bande di fascisti islamici in tutto il paese. Tra i massacri fatti dalle forze governative e dai loro alleati di Hezbollah e dei corpi di spedizione inviati da Teheran e da Mosca in appoggio ad Assad e i massacri compiuti dall'ISIS e dagli altri gruppi sunniti si contano centinaia di migliaia di morti.

    L'ISIS ha compiuto un vero e proprio genocidio contro la popolazione Yazida del Sinjar, i profughi sono stati nell'ordine dei milioni. La sconfitta dell'ISIS ha fatto si che altre componenti salafite come la branca di Al Qaeda in Siria, guidata da Al Jolani, si presentassero per quello che non sono, un islam moderato e democratico, e hanno ricevuto la legittimazione di tutte le potenze globali dopo la caduta di Assad alla fine del 2024.

    Da un anno Assad non governa più: è fuggito a Mosca con la cassa. Al suo posto si è insediato un governo composto da elementi ex qaedisti, che, appena giunto al potere ha scatenato le proprie milizie contro la minoranza Alauita e contro la popolazione Drusa per costringerle ad
    accettare i nuovi padroni di Damasco. Appena la congiuntura internazionale l'ha permesso, ovvero appena ottenuto il placet statunitense, il governo siriano ha attaccato i quartieri curdi di
    Aleppo, che da anni si autogovernavano e poi direttamente il Rojava.

    La spartizione tra potenze globali e regionali dell'influenza sulla Siria è costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un'alternativa laica, pluralista, fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi sistemi patriarcali.

    Il governo siriano con i suoi finanziatori di Ankara e di Riad puntano alla cancellazione di un'esperienza che, pur con alcuni limiti, ha rappresentato un'alternativa a un'ordine sociale strutturato sull'oppressione delle donne, la reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento.

    Denunciare questi attacchi e loro mandanti è necessario per difendere l'esperienza del Rojava e contrastare i disegni neo-ottomani di Erdogan.

    Assemblea Antimilitarista
    Federazione Anarchica – Torino
    corso Palermo 46
    riunioni ogni martedì alle 20,30

    www.anarresinfo.org
    --

    gancio.cisti.org/event/dalla-s

  23. FUORICAMPO ⚽
    C’è un buco nero nel sistema calcio italiano che è ben localizzato ormai da tempo, tra il campionato Primavera e i tornei professionistici.
    Storie di football perduto ospite di SPAZIO REGGIO, nuovo progetto editoriale di Reggio Emilia.
    👉 Se vi va di leggere il mio intervento, lo trovate qui: spazioreggio.it/2026/04/25/il-
    #calcio #unocalcio #football #serieAEnilive #figc @calcio @diggita @sport @[email protected] #worldcup2026 #reggioNellEmilia @reggioemilia

  24. Diciamolo in italiano @diciamoloinitaliano.wordpress.com@diciamoloinitaliano.wordpress.com ·

    In Italia gli anglicismi avanzano, mentre in Francia esplodono le denunce

    Di Antonio Zoppetti

    L’altro giorno leggevo che la Carta acquisti destinata alle fasce sociali deboli, ma più nota come “social card”, è stata reintrodotta con il nome di “Carta dedicata a te”, il che non impedisce ai giornalisti di “sintetizzare il concetto” attraverso l’inglese, anche quando cozza con l’immagine che raffigura una tessera in italiano, che comunque è messo in secondo piano, sfumato o semplicemente cancellato come se non esistesse.

    Questo modo di dare le notizie, invece di produrre un effetto estraniante e suscitare delle reazioni infastidite, ha ormai subito un processo di normalizzazione, in una cultura – che ho definito appunto “coloniale” – dove sempre più concetti e oggetti si esprimono nella lingua superiore dell’anglosfera.

    Perciò, davanti ai gatticidi – visto che i killer hanno sostituito gli assassini – si parla di un ipotetico serial killer dei gatti di Cogne che per essere catturato avrebbe bisogno di un profiler.

    La lingua dei mezzi di informazione, che un tempo – quando le masse erano ancora in gran parte dialettofone – ha contribuito enormemente a unificare l’italiano, oggi lo sta invece anglicizzando. La conseguenza è che questo stilema linguistico anglomane normalizzato si estende, viene preso come modello, ripetuto e interiorizzato anche dalla gente in un processo di assuefazione. E così accade che qualcuno preferisca chiamare il proprio gatto con un nome in inglese – Joy – perché siamo ormai in presenza di una “diglossia lessicale” dove tutto ciò che suona in inglese è più solenne, moderno e preferibile a cominciare dal “profiler”.

    L’insostituibile e innovativo concetto di profiler

    Chi diamine è un “profiler”? Perché non parliamo di “profilatore”?

    La premessa è che dal 2000 al 2006 è andata in onda sulla Rai una serie intitolata Profiler, affiancata da un’espressione italiana (Intuizioni mortali) secondo la logica che dagli anni Novanta si è imposta anche al cinema. Le multinazionali statunitensi esportano i propri prodotti con denominazioni inglesi intoccabili a partire dai titoli dei film (dunque siamo passati da Guerre stellari a Star Wars, dall’Uomo Ragno a Spiderman, dal Monopoli al Monopoly). Questa espansione dell’inglese dei mercati ha da tempo portato a utilizzare l’inglese per denominare qualunque ruolo professionale o carica lavorativa (dai manager sino ai pet sitter), in una più ampia anglicizzazione delle funzioni e dei processi del settore (outsourcing, joint venture, part time…). Dunque, lo psicologo criminale che ha il compito di individuare un profilo psicologico di chi commette un delitto diviene profiler, che inizialmente si introduce e diviene popolare attraverso l’intrattenimento televisivo, e poi si emula nella realtà attraverso una compiaciuta alberto-sordità che ci spinge a voler fare gli americani. Profiler finisce dunque per ricavarsi un significato tecnico legato alla criminologia assente nell’inglese (dove profiler è un generico disegnatore di profili oppure una macchina sagomatrice). In questo contesto, l’esperto “inviato da fuori” – cioè il deus ex machina che ci proviene dall’anglosfera – si esprime con i concetti di quella lingua, e guai a tradurli! Non avrebbero la stessa portata, e la prima cosa da fare, davanti all’inglese incipiente è quello di difenderne l’autonomia, nel tentativo di dimostrare che esprime qualcosa di diverso dall’italiano: profiler (sott. criminale) non è proprio come profilatore (criminale).

    Per comprendere come agiscono i serial killer dell’italiano basta leggere il blog di un’università italiana che ci spiega come stanno le cose (e ci educa) in una guida pratica per diventare “profiler”:

    Se sei uno studente appassionato di giustizia penale e sei affascinato dalla risoluzione di casi complessi, potresti aver sentito parlare della figura del profiler criminale. (…) È fondamentale distinguere tra profilo criminale strumento investigativo e la figura del criminologo. Il criminologo studia le cause sociali, psicologiche e culturali del crimine, mentre il profiler si concentra su raccogliere indizi sulla scena del crimine, le tracce forensi e la dinamica del reato per ricostruire il profilo psicologico dell’autore e orientare le indagini. (…) Diventare un profiler criminale richiede un percorso di specializzazione ben preciso. Tuttavia, è importante sottolineare che in Italia la figura del criminal profiler non è ancora inquadrata ufficialmente.

    Da notare che non c’è alcuno sforzo di chiamare le cose in italiano, profiler è introdotto senza alternative, come qualcosa di necessario, e accanto alla forma ibrida (profiler criminale) viene introdotta anche la variante inglese completa con inversione sintattica (criminal profiler). Si chiama così. Punto.

    Sarebbe però interessante avere un profiler linguistico che analizzi il profilo psicologico malato di chi concepisce certe idiozie che sembrano sgorgare dalla scrittura di un’intelligenza artificiale (denominata AI invece di IA, of course).

    In Italia – si legge nell’articolo – il “criminal profiler” non è ancora una realtà, e dietro quell’ancora c’è una ben precisa visione di un’italietta arretrata rispetto a quella americana; ma verrà il giorno che anche noi primitivi ci evolveremo e finalmente anche da noi ci sarà un esercito di criminal profiler con le loro insostituibili competenze che derivano dal chiamare le cose in inglese.

    Il paradosso comunicativo di una simile propaganda è che mentre il criminal profiler è venduto come un traguardo che comprende “pattern e motivazioni attraverso le tecniche del criminal profiling” e del “profiling psiologico” (“profilazione” non è una parola contemplata), non esiste una laurea specifica in criminal profiling, dunque non resta che intraprendere un percorso in “Laurea in Psicologia Forense o in Giurisprudenza” per poi specializzarsi “con master criminologia online, corso criminal profiling o master in criminologia.”

    Insomma, tocca ancora ricorrere alle risorse italiane per aspirare a definirsi con un concetto in inglese.

    Il pezzo si conclude con la spassosa indicazione di come diventare profiler dell’Fbi, uno sbocco occupazionale che – come è noto a tutti – rappresenta un’opportunità tra le più gettonate per gli studenti italiani formati a spese nostre che genereranno ricchezze per i Paesi che se li accaparreranno nella cosiddetta fuga dei cervelli.

    Colpisce che una simile comunicazione di un ateneo italiano sia caratterizzata da queste baggianate. Colpisce soprattutto lo stile semplice e lineare nel formare il periodo, che ricorda molto quello dei pensierini dei bambini delle elementari, che assurge invece a esprimere qualcosa di più complesso solo attraverso i paroloni in inglese.

    Questo comunque – che piaccia o meno – è il nuovo “italiano”.

    L’anglicizzazione è un fenomeno mondiale

    Tullio De Mauro – dopo aver passato una vita a negare che l’itanglese fosse un problema (cfr. “Gli anglicismi? No problem, my dear”) – nel 2016 si è dovuto ricredere davanti ai nuovi dati, e ha cambiato prospettiva arrivando ad ammettere che siamo ormai in presenza di un vero e proprio “tsunami anglicus” che sta travolgendo non solo l’italiano, visto che il fenomeno è planetario.

    Gli anglicismi sono l’effetto collaterale della globalizzazione che esporta l’inglese come lingua internazionale dei mercati, come ho provato a ricostruire in un libro che analizza il caso italiano. Ma a colonizzare il mondo con la terminologia e il lessico d’oltreoceano non c’è in gioco solo il globalese delle multinazionali e la supremazia culturale, economica e sociale degli Stati Uniti. Queste enormi pressioni esterne si confrontano con le pressioni interne legate alle lingue locali che nei singoli Paesi arginano questo fenomeno.

    In Italia purtroppo, le pressioni interne della nostra classe dirigente – dalla politica alla cultura, dalla scienza alla tecnica – puntano al prestigio dell’inglese e dunque agevolano questo processo, invece di frenarlo.

    E noi cittadini cosa possiamo fare davanti a questo scempio, a parte brontolare? Niente. Siamo in balia di questa newlingua di classe, un ibrido traboccante di orgoglioso inglese con cui si educano i nuovi italiani, spesso dall’alto, e spesso in modo istituzionale, a partire dal governo, dalle Poste italiane, dalle Ferrovie dello stato, dagli atenei universitari…

    Non possiamo che guardare questo scempio infastiditi e impotenti, mentre ci sono linguisti che invece di deprecare tutto ciò, negano che l’interferenza dell’inglese sia preoccupante senza addurre motivazioni plausibili, e brindano alla modernità di questo nuovo inglese coloniale, che chiamano internazionale, come si brindava sul Titanic.

    In Francia, invece, esistono delle leggi che tutelano il francese e i francesi, e nel linguaggio istituzionale e ufficiale è vietato usare parole straniere (anche se queste si declinano quasi sempre con l’angloamericano). Naturalmente l’anglomania e gli anglicismi impazzano anche lì, ma il fenomeno è attenuato a partire dai giornali, mentre l’Académie française (come la Real Academia Española del resto) stigmatizza le parole inglesi e crea alternative autoctone che diffonde, e che spesso sono recepite anche dai giornali, in un contesto politico che tutela i cittadini e la trasparenza della comunicazione. E così esistono commissioni per l’arrecchimento del francese e banche terminologiche ufficiali che traducono ogni tecnicismo, per cui il ricorso all’inglese diventa una scelta espressiva sociolonguistica e non una necessità, come da noi.

    Le oltre 90 denunce di Daniel De Poli e dell’associazione Francophonie Avenir

    In Francia, davanti all’anglicizzazione è possibile intervenire da un punto di vista legale, e fare causa agli enti che non rispettano le leggi. Come fa Daniel De Poli che mi ha segnalato la sua nuova “rivoluzione francese” sul piano della lingua.

    Membro dell’associazione per la difesa della lingua francese Francophonie Avenir, tra giugno e luglio scorsi, Daniel ha dato vita a una delle più massicce e sistematiche operazioni di denuncia mai realizzate, inoltrando ben 90 lettere destinate alle università, alla Corte di Cassazione, al consiglio di Stato e a tutti gli enti pubblici francesi – compreso trenitalia.fr – che utilizzano illegalmente gli anglicismi che sulla carta dovrebbero invece evitare. Chi vuol vedere quello che sta facendo, può consultare la pagine dell’associazione che raccoglie tutti i Ricorsi amichevoli presso università e collettività; ma decine e decine di altre lettere – mi scrive – sono in preparazione e a tutte queste seguiranno i ricorsi in tribunale veri e propri, se non sortiranno effetti.

    “La cosa importante da ricordare è che solo un’azione legale può produrre risultati nella lotta contro gli anglicismi” mi ha spiegato. “Se si inviano semplici lettere di protesta, spesso non succede nulla. Ma davanti al rischio di un’azione legale, i lupi si fanno agnelli e di solito provvedono a eliminare gli anglicismi. Per gli altri che non si adeguano, invece, saranno i tribunali a imporre loro di conformarsi e a multarli.”

    Questa linea sta funzionando, e Daniel è stato definito da Le Figaro “il cacciatore di anglicismi che è diventato il benevolo terrore della stampa francofona”. L’agguerrito contrattacco all’anglomania ha già portato a molte condanne, come quella dell’aeroporto di Metz-Nancy-Lorraine di cui ho già riferito in passato, o quella dell’Università di Bordeaux condannata lo scorso dicembre per l’uso di anglicismi nella sua segnaletica (un elenco di tutte altre condanne è disponibile sul sito di Francophonie Avenir).

    Questi ricorsi legali non solo portano all’eliminazione dei singoli anglicismi illeciti, ma finiscono con il creare un clima culturale in antitesi a quello anglomane, in una stigmatizzazione del “franglais”, visto che il problema non sono i singoli anglicismi, ma l’anglomania da cui scaturiscono. Dunque in Francia davanti all’anglicizzazione esiste – ed è possibile – una resistenza, mentre in Italia ci sono solo i “collaborazionisti” – per riprendere le parole del filosofo francese Michel Serres – della dittatura dell’inglese; e l’itanglese prospera proprio a partire dal linguaggio istituzionale.

    #anglicismiNelFrancese #anglicismiNellItaliano #francese #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #politicaLinguistica #rassegnaStampa

  25. App IO, è ufficiale: la patente varrà come la carta di identità

    Mentre per #SPID, il futuro pare ormai segnato. Le parole del sottosegretario Butti alla Commissione parlamentare per la semplificazione sembrano ribadire che l’intenzione è quella di puntare tutto sulla #CIE (carta di identità elettronica).

    Tra i vantaggi citati la sicurezza e il fatto che il documento è rilasciato direttamente dallo Stato, senza passare da realtà private.

    #appIO

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    @news

  26. Vero che il doppio misto nel #tennis ormai è praticamente solo un fossile per mantenere la tradizione negli slam... però a questo punto io sogno di vedere a #Wimbledon un misto Paolini-Berrettini!