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601 results for “leggetter”

  1. Mi raccomando fate come il vostro Ciubekka e non dimenticate mai di ascoltare del buon rock quando leggete un qualsiasi fumetto eh 🙂

    Aerosmith - Dream On
    invidious.namazso.eu/watch?v=8

    Buon pranzo amiche ed amici del rock nei fumetti #mastodontico 🤟

    #PlayItLouderThanLove

    #ciubekkarock #pipponerock

  2. Researchers reconstruct lifestyle and face of 7th-century Anglo-Saxon teen

    Dr. Leggett said, "She must have known that she was important and she had to carry that on her shoulders. Her isotopic results match those of two other women who were similarly buried on beds in this period in Cambridgeshire."

    #histodons #medievodons #AngloSaxon #MedeivalArt #Medieval #Historians #archeonews

    @histodons
    @anglosaxon

    phys.org/news/2023-06-reconstr

  3. Capitolo 424: Anno Nuovo, Film Vecchi

    Il mio 2026 è cominciato con una gran voglia di andare al cinema. L’obiettivo è vedere No Other Choice, di cui avevo perso la proiezione stampa a dicembre causa febbre, ma dopo undici giorni ancora non ci sono riuscito. Una volta il lavoro, un’altra la pioggia battente, un’altra un problema alla macchina, un’altra ancora la difficoltà di uscire dal calduccio di casa per avventurarsi nei due gradi centigradi del mondo esterno. Tutto questo per dire che nel capitolo di oggi non troverete nessun film attualmente in sala, ma un vero e proprio viaggio verso il passato, che parte dal recente 2025 fino a un inaspettato 1929. Buon anno, amici cinefili e amiche cinefile, ci aspettano grandi cose (speriamo)!

    Springsteen – Liberami dal Nulla (2025): C’è un modo migliore di cominciare l’anno se non guardando un film incentrato su uno dei tuoi eroi personali? Come avrete forse letto nella recensione completa che ho scritto a ottobre, ho amato molto il modo in cui Scott Cooper toglie la maschera al mito Springsteen, restituendoci l’uomo e il suo bisogno di normalità in un mondo di luci accecanti. Il film racconta la genesi dell’album Nebraska, una rivoluzione musicale, un episodio unico nel suo genere nella storia della musica, praticamente una seduta di terapia fatta di canzoni cupe, piene di disincanto e disillusione. Io ovviamente sono di parte, come potrei non esserlo (ho raccontato qui il mio rapporto con Springsteen, parlando del bellissimo film Blinded By The Light), ma trovo che il film sia davvero bellissimo: è una birra con un amico, una pacca sulla spalla a qualcuno che ne ha bisogno, è un viaggetto dentro la creatività di una mente brillante, ma in difficoltà. Ah, inoltre c’è da dire che Jeremy Allen White è strepitoso.
    ••••

    Close (2022): Caldamente consigliato da un amico, il film di Lukas Dhont è uno di quelli che riesce a catturarti sin dalle prime inquadrature: due amici che giocano in un campo pieno di fiori, immersi in una luce stupenda. Già puoi percepire la delicatezza, la tenerezza, la bellezza: è la storia di due ragazzi, di un’amicizia quasi simbiotica, incrinata dallo sguardo degli altri, dalla “paura” che quella amicizia così speciale possa essere scambiata per omosessualità, come se fosse qualcosa di sbagliato. Qualcosa quindi si incrina e da là in poi il film diventa un percorso attraverso dolore e senso di colpa. Ho amato questo film, ogni inquadratura sembra quasi pensata per restarci addosso un secondo in più del necessario. Il vero miracolo sono comunque i due giovani attori, straordinari, così reali che non ti passa per la testa neanche un momento che stiano recitando. Un gioiello, un film pieno di grazia, da vedere e far vedere ai più giovani. Bellissimo.
    ••••

    Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004): Erano dieci anni buoni che non vedevo il capolavoro di Michel Gondry, uno dei film più iconici e amati di questo secolo, ed è stupendo constatare come non sia invecchiato di un giorno, di come riesca comunque a commuoverti nonostante lo conosca scena per scena. Ricordo perfettamente quando lo vidi al cinema, trainato come tutti dalla pubblicità ingannevole, oltre che dall’orrido titolo Se Mi Lasci Ti Cancello, che ce l’aveva venduto come una commedia romantica con Jim Carrey. Dopo il primo tempo ricordo addirittura qualcuno che aveva abbandonato la sala, deluso (come si fa? Non lo so). Chi è rimasto fino alla fine, strabiliato, si è guardato dicendosi: “ma che film abbiamo visto?”. Mi dilungo sui ricordi perché non credo ci sia bisogno di parlare di un film che, credo, abbiamo visto tutti e, ne sono certo, abbiamo amato moltissimo. Se avete voglia di rivederlo, lo trovate su Mubi. Ne vale sempre la pena, è da brividi: “Incontriamoci a Montauk”.
    •••••

    L’Uomo con la Macchina da Presa (1929): Avevo già visto quest’opera incredibile di Dziga Vertov all’università, durante il corso di Storia del Cinema. Ai tempi lo guardai alle 8 del mattino e mi sembrò non proprio facile da digerire con quattro ore di sonno. Quando ho visto che era disponibile su Mubi, mi è sembrato doveroso dedicarmici con un po’ più di attenzione: l’ho trovato ipnotico. Come da titolo, un uomo dotato di macchina da presa, si muove per la città registrando momenti di vita quotidiana, documentando ciò che vede, come uno street photographer in movimento, come un “botanico del marciapiede”, scomodando Baudelaire. Nel guardarlo non riuscivo a non pensare che ogni persona all’interno di questo film ormai deve essere morta e questo pensiero mi ha tenuto aggrappato alle immagini come se fossero un enorme omaggio alla vita. Un’esperienza visiva raccontata da qualcuno che stava molto più avanti rispetto alla sua epoca, segnata da un montaggio folle, sovrimpressioni, ralenti, accelerazioni, inquadrature impossibili, trovate che sembrano anticipare videoclip, documentari moderni e persino certa videoarte. Incredibile che una mente di cento anni fa possa aver partorito immagini così moderne. Certo, non è un film che riguarderesti ogni giorno (e neanche ogni anno, se è per questo), ma che spettacolo.
    ••••

    Bassa Marea (1950): Sempre su Mubi (se non ce l’avete potete cliccare qui per provarlo gratis per 30 giorn) ho trovato questo film “minore” di Fritz Lang, consapevole che un film minore di Lang vale comunque più della metà della roba che gira oggi tra cinema e piattaforme. Uno scrittore insopportabile e in crisi di idee, dopo aver tentato di circuire la propria cameriera e averla uccisa dopo il rifiuto di lei a concedersi, fa sparire il corpo cercando di far cadere l’eventuale colpa sul fratello, che invece è un pezzo di pane. Noir asciutto (oddio, non letteralmente, visto che già dal titolo potete capire come l’acqua sia un elemento importante), dove Lang racconta la semplicità del male, senza spettacolarizzare né la violenza, né lo sfaldamento dei rapporti umani, lasciandoti addosso solo inquietudine e un profondo bisogno di giustizia. L’immagine del corpo della povera vittima che galleggia sul fiume, con i capelli adagiati sull’acqua come una moderna Ofelia, è forse il momento più alto del film. Molto bello.
    •••½

    SERIE TV: In queste settimane ho visto Pluribus di Vince Gilligan e devo dire che, al netto della solita straordinaria qualità tecnica dei prodotti dello showrunner di Breaking Bad e Better Call Saul, non sono riuscito ad appassionarmici: questa cosa, scritta giorni fa su Threads, mi ha tra l’altro causato un’inaspettata shitstorm, con alcuni commenti che mi suggerivano di “tornare ai reel di tiktok” (!) oppure mi accusavano di preferire i prodotti con “gli spari bum bum” (!!). A me! I film d’azione! Ma li mortacci loro. Ehm, scusate. Ma torniamo a noi. Ovviamente, come penso gran parte del mondo, ho guardato Stranger Things e qui c’è da fare un discorso un minimo più articolato (se non avete visto l’ultima stagione, non leggete oltre): reputo la prima stagione uno dei più grandi capolavori che abbia mai visto, da là in poi lo show è andato crollando, virando su una deriva molto più commerciale, giocando molto di più su citazionismo e spettacolo, spostando il target da chi è cresciuto negli anni 80 a chi è adolescente oggi, con alcuni momenti di rara bassezza ma anche alcuni spunti davvero notevoli (tutta la trama di Vecna nella stagione precedente mi è piaciuta tantissimo). Al di là di questo l’ultima stagione si alterna tra lungaggini estenuanti (il coming out di Will narrativamente ci sta, che duri il doppio della resa di conti finale probabilmente no) e fan service emozionante (tutto il finale, inclusa la prevedibile, ma non per questo meno bella, ultima partita a D&D), oltre a una citazione molto carina di Stand By Me (Mike che si siede davanti alla macchina da scrivere per raccontare la storia che abbiamo vissuto). Il finale è giusto, è quello che doveva esserci e secondo me, per come era ormai diventata la serie, è quello che ci meritavamo di vedere. Per il resto è difficile credere che quella della prima stagione sia la stessa serie vista in seguito, ma questo l’ho già ripetuto fino alla nausea. Fatto sta che quello dei Duffer è diventato un prodotto che ha plasmato l’immaginario collettivo di una generazione, ha il grande merito di aver fatto conoscere ottima musica ai ragazzini di oggi e aver sdoganato la bellezza di essere nerd, appassionati di giochi da tavolo e simili. Gli anni 80 erano davvero così belli? Neanche per sogno, ma sicuramente è stato abbastanza bello ricordarli con nostalgia.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #Cinema #close #commenti #daVedere #eternalSunshineOfTheSpotlessMind #film #fritzLang #lUomoConLaMacchinaDaPresa #pluribus #recensione #spiegazione #strangerThingsFinale #vertov

  4. Capitolo 424: Anno Nuovo, Film Vecchi

    Il mio 2026 è cominciato con una gran voglia di andare al cinema. L’obiettivo è vedere No Other Choice, di cui avevo perso la proiezione stampa a dicembre causa febbre, ma dopo undici giorni ancora non ci sono riuscito. Una volta il lavoro, un’altra la pioggia battente, un’altra un problema alla macchina, un’altra ancora la difficoltà di uscire dal calduccio di casa per avventurarsi nei due gradi centigradi del mondo esterno. Tutto questo per dire che nel capitolo di oggi non troverete nessun film attualmente in sala, ma un vero e proprio viaggio verso il passato, che parte dal recente 2025 fino a un inaspettato 1929. Buon anno, amici cinefili e amiche cinefile, ci aspettano grandi cose (speriamo)!

    Springsteen – Liberami dal Nulla (2025): C’è un modo migliore di cominciare l’anno se non guardando un film incentrato su uno dei tuoi eroi personali? Come avrete forse letto nella recensione completa che ho scritto a ottobre, ho amato molto il modo in cui Scott Cooper toglie la maschera al mito Springsteen, restituendoci l’uomo e il suo bisogno di normalità in un mondo di luci accecanti. Il film racconta la genesi dell’album Nebraska, una rivoluzione musicale, un episodio unico nel suo genere nella storia della musica, praticamente una seduta di terapia fatta di canzoni cupe, piene di disincanto e disillusione. Io ovviamente sono di parte, come potrei non esserlo (ho raccontato qui il mio rapporto con Springsteen, parlando del bellissimo film Blinded By The Light), ma trovo che il film sia davvero bellissimo: è una birra con un amico, una pacca sulla spalla a qualcuno che ne ha bisogno, è un viaggetto dentro la creatività di una mente brillante, ma in difficoltà. Ah, inoltre c’è da dire che Jeremy Allen White è strepitoso.
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    Close (2022): Caldamente consigliato da un amico, il film di Lukas Dhont è uno di quelli che riesce a catturarti sin dalle prime inquadrature: due amici che giocano in un campo pieno di fiori, immersi in una luce stupenda. Già puoi percepire la delicatezza, la tenerezza, la bellezza: è la storia di due ragazzi, di un’amicizia quasi simbiotica, incrinata dallo sguardo degli altri, dalla “paura” che quella amicizia così speciale possa essere scambiata per omosessualità, come se fosse qualcosa di sbagliato. Qualcosa quindi si incrina e da là in poi il film diventa un percorso attraverso dolore e senso di colpa. Ho amato questo film, ogni inquadratura sembra quasi pensata per restarci addosso un secondo in più del necessario. Il vero miracolo sono comunque i due giovani attori, straordinari, così reali che non ti passa per la testa neanche un momento che stiano recitando. Un gioiello, un film pieno di grazia, da vedere e far vedere ai più giovani. Bellissimo.
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    Eternal Sunshine of the Spotless Mind (2004): Erano dieci anni buoni che non vedevo il capolavoro di Michel Gondry, uno dei film più iconici e amati di questo secolo, ed è stupendo constatare come non sia invecchiato di un giorno, di come riesca comunque a commuoverti nonostante lo conosca scena per scena. Ricordo perfettamente quando lo vidi al cinema, trainato come tutti dalla pubblicità ingannevole, oltre che dall’orrido titolo Se Mi Lasci Ti Cancello, che ce l’aveva venduto come una commedia romantica con Jim Carrey. Dopo il primo tempo ricordo addirittura qualcuno che aveva abbandonato la sala, deluso (come si fa? Non lo so). Chi è rimasto fino alla fine, strabiliato, si è guardato dicendosi: “ma che film abbiamo visto?”. Mi dilungo sui ricordi perché non credo ci sia bisogno di parlare di un film che, credo, abbiamo visto tutti e, ne sono certo, abbiamo amato moltissimo. Se avete voglia di rivederlo, lo trovate su Mubi. Ne vale sempre la pena, è da brividi: “Incontriamoci a Montauk”.
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    L’Uomo con la Macchina da Presa (1929): Avevo già visto quest’opera incredibile di Dziga Vertov all’università, durante il corso di Storia del Cinema. Ai tempi lo guardai alle 8 del mattino e mi sembrò non proprio facile da digerire con quattro ore di sonno. Quando ho visto che era disponibile su Mubi, mi è sembrato doveroso dedicarmici con un po’ più di attenzione: l’ho trovato ipnotico. Come da titolo, un uomo dotato di macchina da presa, si muove per la città registrando momenti di vita quotidiana, documentando ciò che vede, come uno street photographer in movimento, come un “botanico del marciapiede”, scomodando Baudelaire. Nel guardarlo non riuscivo a non pensare che ogni persona all’interno di questo film ormai deve essere morta e questo pensiero mi ha tenuto aggrappato alle immagini come se fossero un enorme omaggio alla vita. Un’esperienza visiva raccontata da qualcuno che stava molto più avanti rispetto alla sua epoca, segnata da un montaggio folle, sovrimpressioni, ralenti, accelerazioni, inquadrature impossibili, trovate che sembrano anticipare videoclip, documentari moderni e persino certa videoarte. Incredibile che una mente di cento anni fa possa aver partorito immagini così moderne. Certo, non è un film che riguarderesti ogni giorno (e neanche ogni anno, se è per questo), ma che spettacolo.
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    Bassa Marea (1950): Sempre su Mubi (se non ce l’avete potete cliccare qui per provarlo gratis per 30 giorn) ho trovato questo film “minore” di Fritz Lang, consapevole che un film minore di Lang vale comunque più della metà della roba che gira oggi tra cinema e piattaforme. Uno scrittore insopportabile e in crisi di idee, dopo aver tentato di circuire la propria cameriera e averla uccisa dopo il rifiuto di lei a concedersi, fa sparire il corpo cercando di far cadere l’eventuale colpa sul fratello, che invece è un pezzo di pane. Noir asciutto (oddio, non letteralmente, visto che già dal titolo potete capire come l’acqua sia un elemento importante), dove Lang racconta la semplicità del male, senza spettacolarizzare né la violenza, né lo sfaldamento dei rapporti umani, lasciandoti addosso solo inquietudine e un profondo bisogno di giustizia. L’immagine del corpo della povera vittima che galleggia sul fiume, con i capelli adagiati sull’acqua come una moderna Ofelia, è forse il momento più alto del film. Molto bello.
    •••½

    SERIE TV: In queste settimane ho visto Pluribus di Vince Gilligan e devo dire che, al netto della solita straordinaria qualità tecnica dei prodotti dello showrunner di Breaking Bad e Better Call Saul, non sono riuscito ad appassionarmici: questa cosa, scritta giorni fa su Threads, mi ha tra l’altro causato un’inaspettata shitstorm, con alcuni commenti che mi suggerivano di “tornare ai reel di tiktok” (!) oppure mi accusavano di preferire i prodotti con “gli spari bum bum” (!!). A me! I film d’azione! Ma li mortacci loro. Ehm, scusate. Ma torniamo a noi. Ovviamente, come penso gran parte del mondo, ho guardato Stranger Things e qui c’è da fare un discorso un minimo più articolato (se non avete visto l’ultima stagione, non leggete oltre): reputo la prima stagione uno dei più grandi capolavori che abbia mai visto, da là in poi lo show è andato crollando, virando su una deriva molto più commerciale, giocando molto di più su citazionismo e spettacolo, spostando il target da chi è cresciuto negli anni 80 a chi è adolescente oggi, con alcuni momenti di rara bassezza ma anche alcuni spunti davvero notevoli (tutta la trama di Vecna nella stagione precedente mi è piaciuta tantissimo). Al di là di questo l’ultima stagione si alterna tra lungaggini estenuanti (il coming out di Will narrativamente ci sta, che duri il doppio della resa di conti finale probabilmente no) e fan service emozionante (tutto il finale, inclusa la prevedibile, ma non per questo meno bella, ultima partita a D&D), oltre a una citazione molto carina di Stand By Me (Mike che si siede davanti alla macchina da scrivere per raccontare la storia che abbiamo vissuto). Il finale è giusto, è quello che doveva esserci e secondo me, per come era ormai diventata la serie, è quello che ci meritavamo di vedere. Per il resto è difficile credere che quella della prima stagione sia la stessa serie vista in seguito, ma questo l’ho già ripetuto fino alla nausea. Fatto sta che quello dei Duffer è diventato un prodotto che ha plasmato l’immaginario collettivo di una generazione, ha il grande merito di aver fatto conoscere ottima musica ai ragazzini di oggi e aver sdoganato la bellezza di essere nerd, appassionati di giochi da tavolo e simili. Gli anni 80 erano davvero così belli? Neanche per sogno, ma sicuramente è stato abbastanza bello ricordarli con nostalgia.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
    una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]

    #Cinema #close #commenti #daVedere #eternalSunshineOfTheSpotlessMind #film #fritzLang #lUomoConLaMacchinaDaPresa #pluribus #recensione #spiegazione #strangerThingsFinale #vertov

  5. Cari compagni dell'internet libertario, se volete conoscere un po' la #musica della nostra etichetta e la nostra filosofia - che iniziò a muovere i primi passi con le battaglie delle #creativecommons nei primi anni 2000 - leggete questa intervista a Massimo Baiocco, uno dei nostri artisti principali. Potrete scoprire un mondo artistico sotterraneo e indipendente che si agita da tanti anni e periodicamente ritorna a fiorire.

    sound36.com/stefano-baiocco/

    #massimobaiocco #musicaitaliana

  6. CW: -pol

    @evacide It’s a horrible story but the “ethicists” don’t understand #ethics. They pit Leggett’s “#NeuroRights” against the #rights of doctors, researchers, and device manufacturers.

    It’s the same with all the other immoral but pervasive pushes for the “right” to #HealthCare.

    #IndividualRights (there are no others) don’t conflict. If you’re talking about conflicting interests you’re not talking about rights.

    More here: westandfirm.org/Peikoff-01.htm (video: youtube.com/playlist?list=PLiV)

  7. Que exista algo como el Festival de Jazz de Toronto, con muchas actuaciones gratis, en la calle y en pleno corazón de la ciudad, ya es fantástico, pero es que el cierre de anoche con Jeremy Ledbetter Trio fue otro nivel. Espectacular.

    #Toronto #TorontoJazzFest #TorontoJazzFestival #jazz #LiveMusic #conciertos #JeremyLedbetterTrio

  8. Quello che leggo in questi giorni mi ricorda perché non sono mai entrato in collettivo. Gli insulti a #Montanelli che vanno avanti da giorni sono un rito identitario che trovo fascista. L'indivuduo debole che ha bisogno di identificarsi in un rito simile per affermare la propria identità disconoscendo il valore altrui - piuttosto che confrontandovisi - non sarà mai portatore di alcun progresso. Leggetelo Montanelli, leggete la Fallaci, Cèline, crescete!

  9. 1. da 24 ore ricevo attacchi e offese al vetriolo per aver scritto la verità: l'incidente delle #freccetricolori ci porta a pensare al gravissimo, inaccettabile rischio di un incidente al deposito di #RifiutiRadioattiviLiquidi di #Saluggia, se un aereo vi cadesse sopra.
    Leggete

  10. BTW leggete tutti "Niente di nuovo sul fronte ocidentale", di Erich Maria Remarque.

    È un'opera bellissima e profondamente umana.

    Il libro fu proibito in Germania sotto hitler, e l'autore venne accusato dalla propaganda di essere ebreo per averlo scritto.

    #ErichMariaRemarque

  11. Il settore #spyware è un far West milionario legittimato dalla lotta alla criminalità e al terrorismo.
    Leggete assolutamente Rosita #Rijtano che su #Lavialibera intervista Claudio #Nex Guarnieri (che ha aiutato #Amnesty e i media partner sul caso #NSO #Pegasus)
    lavialibera.it/it-schede-745-h

  12. Leggete, studiate,
    e lavorate sempre con etica e con passione;
    ragionate con la vostra testa e imparate a dire di no;
    siate ribelli per giusta causa, difendete la natura e i più deboli;
    non siate conformisti e non accodatevi al carro del vincitore;
    siate forti e siate liberi, altrimenti quando sarete vecchi e deboli rimpiangerete le montagne che non avete salito e le battaglie che non avete combattuto.

    Mario Rigoni Stern

    #parole #scrittori #Buonpomeriggio

  13. De Provincie Fryslân leverde niet genoeg bewijs om #lelieteelt met bestrijdingsmiddelen rond het Natura 2000-gebied Staatsbosbeheer Drents-Friese Wold en #Leggelderveld toe te staan, zo heeft de rechtbank van Noord-Nederland besloten. De uitspraak kan volgens burgerinitiatief Meten=Weten een precedent zijn voor het gebruik van #bestrijdingsmiddelen in heel Nederland. tinyurl.com/55b2v9an

  14. Nu bevestigd: eten van eieren van hobbykippen niet gezond door PFAS.

    nu.nl/gezondheid/6305025/eiere

    Het moet toch vrij snel vast te stellen zijn of de PFAS afkomstig is van scharrelen in vervuilde grond of door vervuild voer.
    Zie ook een eerder bericht: deveiligheidskundige.nl/actuee

    En wat geeft het verschil tussen kippenvoer voor hobbykippen en legbatterijkippen? De verpakking?

    #PFAS #Hobbykippen #Ei

  15. oggi, lunedì 14 aprile, alle h. 21, per ‘il club del libro’: “prosa in prosa” (le lettere, 2009; tic, 2020) @ ‘la finestra di antonio syxty’

    su youtube: https://www.youtube.com/@MTMTeatroMilano/streams

    su facebook: https://www.facebook.com/lafinestradiantoniosyxty

    il libro: https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa

    evento fb: https://www.facebook.com/events/1368247504380737

    *

    come tutti sanno, il 14 aprile 2025 si celebrano: il quattrocentosessantaquattresimo anniversario del “fenomeno celeste di Norimberga” (anno 1561: migliaia di oggetti volanti non identificati sorvolano il cielo della terrorizzata città) e il centotredicesimo anno dall’affondamento del Titanic (1912).

    la Finestra di Antonio Syxty non si lascia scappare la golosa doppia occasione, e – con la sua società offshore “Il club del libro” (CEO: Michele Zaffarano) – festeggia le liete ricorrenze dedicando una puntata a PROSA IN PROSA, ufo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’iceberg.

    copertina di Enrico Pantani

    una delle pagine di illustrazioni fuori testo:

     

    #AlessandroBroggi #AndreaInglese #AndreaRaos #AntonioFrancescoPerozzi #AntonioSyxty #audiovideo #cambioDiParadigma #facebook #fuoriformato #GherardoBortolotti #GianLucaPicconi #IlClubDelLibro #LaFinestraDiAntonioSyxty #LeLettere #Legend #ManifattureTeatraliMilanesi #MarcoGiovenale #MicheleZaffarano #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #TicLegend #video #youtube

  16. lunedì 14 aprile, ‘il club del libro’: “prosa in prosa” (le lettere, 2009; tic, 2020) @ ‘la finestra di antonio syxty’

    su youtube: https://www.youtube.com/@MTMTeatroMilano/streams

    su facebook: https://www.facebook.com/lafinestradiantoniosyxty

    il libro: https://ticedizioni.com/products/prosa-in-prosa

    *

    come tutti sanno, il 14 aprile 2025 si celebrano: il quattrocentosessantaquattresimo anniversario del “fenomeno celeste di Norimberga” (anno 1561: migliaia di oggetti volanti non identificati sorvolano il cielo della terrorizzata città) e il centotredicesimo anno dall’affondamento del Titanic (1912).

    la Finestra di Antonio Syxty non si lascia scappare la golosa doppia occasione, e – con la sua società offshore “Il club del libro” (CEO: Michele Zaffarano) – festeggia le liete ricorrenze dedicando una puntata a PROSA IN PROSA, ufo che più di ogni altro incarna lo spirito dell’iceberg.

    copertina di Enrico Pantani

    una delle pagine di illustrazioni fuori testo:

    #AlessandroBroggi #AndreaInglese #AndreaRaos #AntonioFrancescoPerozzi #AntonioSyxty #audiovideo #cambioDiParadigma #facebook #fuoriformato #GherardoBortolotti #GianLucaPicconi #IlClubDelLibro #LaFinestraDiAntonioSyxty #LeLettere #Legend #ManifattureTeatraliMilanesi #MarcoGiovenale #MicheleZaffarano #MTM #MTMManifattureTeatraliMilanesi #prosa #ProsaInProsa #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #Tic #TicEdizioni #TicLegend #video #youtube

  17. #OmarBarghouti, co-fondatore di #BDS è in Italia su invito di @BDSItalia

    Leggete le sue analisi intelligenti a #FattoQuotidiano sul fatto che i cittadini ordinari HANNO il potere di fermare #genocidio con lotta NON-violenta di #BDS:

    ilfattoquotidiano.it/2025/09/1

  18. #OmarBarghouti, co-fondatore di #BDS è in tour in Italia su invito di @BDSItalia ci ha rilasciato una gran bella intervista: leggete le sue analisi intelligenti

    ilfattoquotidiano.it/2025/09/1

  19. leggete anche questo estratto dell'interrogatorio del procuratore #AlexAcosta che nel 2008 decise di accettare patteggiamento di #JeffreyEpstein: una pena modestissima e no all' incriminazione federale