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#maurice-blanchot — Public Fediverse posts

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  1. „Ich möchte jetzt etwas anderes aufschreiben“ [Maurice Blanchot]

    All die traurigen und blassen Gedanken, die sich in die erste Reihe schieben, lasse ich vorbeiziehen, ich nicke ihnen freundlich zu, und bitte sie weiter zu gehen. Denn heute möchte ich etwas anderes aufschreiben. Etwas das tiefer liegt, oder etwas, das aus einer anderen Richtung kommt. Etwas, das meine Zuhörerinnen langweilen darf. Es muss nicht schön sein und nicht erbauend, es muss keine Spannung beinhalten, aber es sollte aufrichtig sein. Denn die wirklich aufrichtigen Gedanken, sind häufig die, die sich in der zweiten Reihe befinden. Sie verstecken sich nicht, das würde gar nicht zu ihnen passen, aber sie haben nur ihre Beharrlichkeit, während die anderen vorlaut sind und auf eine unhinterfragte Art von sich überzeugt, so dass es Geduld braucht, um die anderen, die aufrichtigen Gedanken, wahrzunehmen. Man kann sie so leicht übersehen. Und dann bleibe ich stecken bei diesen Gedanken aus der ersten Reihe, bin seltsam ratlos und spüre nur einen leichten Druck im Rücken, spüre, dass etwas meine Schultern herunterzieht, irgendetwas stimmt nicht, mein Gang ist nicht so, wie er sein sollte. Manchmal richte ich mich dann auf und sage zu mir selbst: „Ich möchte jetzt etwas anderes aufschreiben.“

    #Gedanken #MauriceBlanchot #Zitatgeschichten
  2. Maurice Blanchot, Ton van ’t Hof, 2026, acryl op papier, 40 x 50 cm
    #painting #portrait #mauriceblanchot

  3. oggi, 9 maggio, a roma: quarto incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

    Sopravvivenze
    Forme e Saperi

    Laboratorio di Ricerca 2026

    Seminario I, 2026
    Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

    IV. Ilaria Bussoni
    Vivere tra le rovine. Figure del paesaggio contemporaneo
    Sabato 9 maggio 2026, ore 11

    §

     Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?

    Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

    Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: [email protected]

    #ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni
  4. oggi, 28 marzo, a roma: terzo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

    Sopravvivenze
    Forme e Saperi

    Laboratorio di Ricerca 2026

    Seminario I, 2026
    Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

    III. Silvano Facioni
    Sopra-vivere: Blanchot e Derrida
    Sabato 28 marzo 2026, ore 11

    §

     

    Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
    Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

    Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: [email protected]

    #ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni
  5. oggi, 21 febbraio, a roma: secondo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

    Sopravvivenze
    Forme e Saperi

    Laboratorio di Ricerca 2026

    Seminario I, 2026
    Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

    II. Daniele Balicco, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella
    Potere e sopravvivenza. Due voci a confronto: Ernesto De Martino ed Elias Canetti
    Sabato 21 febbraio 2026, ore 11

    §

     

    Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
    Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

    Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: [email protected]

    #ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni
  6. oggi, 31 gennaio, a roma: primo incontro di ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

    Sopravvivenze
    Forme e Saperi

    Laboratorio di Ricerca 2026

    Seminario I, 2026
    Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

    I. Maurizio Balsamo
    La costruzione del passato: resti, tracce, sopravvivenze
    Sabato 31 gennaio 2026, ore 11

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    Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
    Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

    Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: [email protected]

    #ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

  7. a partire dal 31 gennaio: ‘sopravvivenze’, laboratorio di ricerca sulla contemporaneità

    Sopravvivenze
    Forme e Saperi

    Laboratorio di Ricerca 2026

    Seminario I, 2026
    Sopravvivenze è un laboratorio di ricerca ideato e diretto da Daniele Balicco, Maurizio Balsamo, Silvano Facioni, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella. Il suo scopo è quello di provare a dipanare il groviglio di impulsi psichici, di poteri e di forze creative che, nei diversi ambiti della contemporaneità, costituisce il punctum di ogni forma di vita individuale e collettiva.

    I. Maurizio Balsamo
    La costruzione del passato: resti, tracce, sopravvivenze
    Sabato 31 gennaio 2026, ore 11

    II. Daniele Balicco, Gaetano Lettieri, Arturo Mazzarella
    Potere e sopravvivenza. Due voci a confronto: Ernesto De Martino ed Elias Canetti
    Sabato 21 febbraio 2026, ore 11

    III. Silvano Facioni
    Sopra-vivere: Blanchot e Derrida
    Sabato 28 marzo 2026, ore 11

    IV. Ilaria Bussoni
    Vivere tra le rovine. Figure del paesaggio contemporaneo
    Sabato 9 maggio 2026, ore 11

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    Come, a chi e a cosa si sopravvive? La sopravvivenza è una forma di vita o una strategia di adattamento sociale? Un modo di essere – siamo tutti in qualche modo sopravviventi – o una postura etica, un imperativo morale?
    Consapevoli di vivere in un’età estrema, compito di questo laboratorio di ricerca transidisciplinare sarà quello di discutere i saperi e le forme della sopravvivenza, organizzando ogni anno un ciclo di incontri di discussione pubblica su temi e autori che possano, sebbene in modo eterogeneo, aiutarci a ricostruire una genealogia. Con un auspicio pratico: che, nel suo piccolo, questo lavoro comune ci permetta quanto meno di addestraci a non perdere quella fragilissima presenza a noi stessi senza la quale non possiamo nemmeno essere testimoni del mondo che stiamo perdendo.

    Tutti gli incontri sono liberi e aperti al pubblico. Iniziano alle ore 11 e si tengono nella sede di IUNO, Centro di ricerca sull’arte contemporanea, in via Ennio Quirino Visconti 55 a Roma. Per informazioni: [email protected]

    #ArturoMazzarella #Blanchot #CentroDiRicercaSullArteContemporanea #DanieleBalicco #Derrida #EliasCanetti #ErnestoDeMartino #GaetanoLettieri #IlariaBussoni #IUNO #JacquesDerrida #MauriceBlanchot #MaurizioBalsamo #paesaggioContemporaneo #rovine #SilvanoFacioni

  8. Aminadab (1/3) – Hörspiel nach Maurice Blanchot

    Thomas folgt einem winkenden Mädchen in ein fremdes Haus und gerät in ein Labyrinth aus verschiedenen Räumen. In dieser kafkaesken Welt voller unklarer Regeln und Verbote begegnet er Hausbewohnern und Bediensteten. Die Freiheit, die sie ihm versprechen, erweist sich als Illusion – Thomas wird gefangen und an einen anderen Mann gekettet. Das Hörspiel basiert auf Maurice Blanchots Text, der das Desaster des 20. Jahrhunderts thematisiert. 

    Bearbeitung und Regie: Klaus Buhlert – Mit: Jens Harzer, Bibiana Beglau, Dimitrij Schaad, Manuel Harder, Johannes Silberschneider, Marina Galic, Franz Pätzold, Wolfram Koch, Jan Bülow, Manfred Zapatka

    https://www.hoerspielundfeature.de/aminadab-teil-1-100.html

    https://www.ardaudiothek.de/episode/urn:ard:episode:19b77f5a86479add/

    https://www.ardaudiothek.de/episode/urn:ard:episode:a4fe17a9772e3784/

    #aminadab #ardaudiothel #horspiel #horspielundfeatureDe #jensHarzer #klausBuhlert #mauriceBlanchot

  9. Juste un mauvais sandwich au thon

    Repris du blog de @SophieLapalu

    Alison Knowles a ses habitudes. Chaque jour, elle se rendait au même restaurant, le Riss Foods, à l’angle de Spring et Broadway, dans le quartier de Flatiron à New York. Chaque jour, elle commandait « un sandwich au thon sur des toasts, de la laitue, du beurre, sans mayonnaise, et un grand verre de lait ou une tasse de soupe ». A priori, ce fait est sans sujet, sans objet, inscrit dans un présent fluide et sans relief. Une artiste anonyme mange chaque jour un sandwich plutôt fade dans une cantine bon marché.

    D’après Maurice Blanchot, le quotidien est à comprendre comme une dimension de l’expérience humaine, indéterminée, ambiguë, mais non pas comme une catégorie abstraite : « Le quotidien, c’est ce qu’il y a de plus difficile à découvrir 1 ». « Insignifiant », « sans vérité, sans réalité, sans secret », « sans événement » ; bref le quotidien, « c’est la platitude » même. Au moment où l’homme le vit, le quotidien reste pour lui toujours « inaperçu 2 » : son regard le dépasse et il ne peut pas lui donner sens en l’inscrivant dans un ensemble cohérent. Déjeuner un sandwich est un non-événement, engoncé dans un quotidien que tout le monde ignore.

    Jusqu’à ce que Philipp Corner, en 1969, fasse remarquer à Alison Knwoles qu’elle mangeait chaque jour la même chose : « Tu as un déjeuner identique ». Elle décide alors d’en faire une partition, The Identical Lunch. Si le quotidien est manqué lorsqu’il a lieu — il est impossible de le voir pour la première fois — alors nous ne faisons que le revoir. Justement, l’artiste invite ses ami⋅es à partager son repas afin de revivre ensemble l’expérience et de faire de ce non événement une pratique commune. Elle leur propose également de documenter leur déjeuner pour une édition future. Mais que peut-on bien écrire à ce propos ? « C’est juste un mauvais sandwich au thon 3 ».

    ⭕ Source : https://sophielapalu.blogspot.com/2022/11/juste-un-mauvais-sandwich-au-thon.html

    Notes :

    (1) Maurice Blanchot, « La Parole quotidienne » (1962), dans L’Entretien infini, Gallimard, Paris, 1969, p. 355.
    (2) Ibid., pp. 357-353.
    (3) « What’s there to write about, it’s just a lousy tunafish sandwich. » Gertrude Brandwein, dans Alison Knowles, Journal of the identical lunch, Nova Brodcast Press, San Francisco, 1971.

    #art #sandwich #rituel #livre #AlisonKnowles #MauriceBlanchot #PhilippCorner

  10. An #introduction:

    I'm a PhD candidate in #criticaltheory at Western University, Canada. I've been researching #negativity in post-WWII continental philosophy & art. I'm partial to hybrid & #interdisciplinary bodies of work & thinkers like #MauriceBlanchot and #RogerCaillois.

    I'm also an academic #editor. My languages are #English, #Romanian, #Spanish, #French. I studied #AncientGreek & #Latin but don't remember why.

    Twice immigrant: from native #Romania to #Canada & more recently to #Spain.

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