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#tatami — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #tatami, aggregated by home.social.

  1. #Fusuma gehören neben #Shoji und #Tatami-Matten zu den typischsten Elementen japanischer Räume. Zwei Workshops geben im Mai und Juni Einblicke in die Welt dieser japanischen Schiebetüren. Auch ein eigener Mini-Fusuma wird dabei gebaut. #Japan #Berlin #Düsseldorf #Utsuwa

    sumikai.com/japan-in-deutschla

  2. #Fusuma gehören neben #Shoji und #Tatami-Matten zu den typischsten Elementen japanischer Räume. Zwei Workshops geben im Mai und Juni Einblicke in die Welt dieser japanischen Schiebetüren. Auch ein eigener Mini-Fusuma wird dabei gebaut. #Japan #Berlin #Düsseldorf #Utsuwa

    sumikai.com/japan-in-deutschla

  3. (1/2)
    #Dojo that are not purchasing mats probably ´not experiencing the current #mat #crisis for #aikido #tatami mats with canvas surface
    Ask any dealers in #germany and probably the #eu the one & only supplier is the company Regupol in Bad Berleburg.
    They produce a variety of different products from recycling rubber and also tatami mats. Most of them with vinyl surface but canvas is also available.
    The company is experiencing #quality problems with the canvas color.
    regupol.com

  4. (1/2)
    #Dojo that are not purchasing mats probably ´not experiencing the current #mat #crisis for #aikido #tatami mats with canvas surface
    Ask any dealers in #germany and probably the #eu the one & only supplier is the company #Regupol in Bad Berleburg.
    They produce a variety of different products from recycling rubber and also tatami mats. Most of them with vinyl surface but canvas is also available.
    The company is experiencing #quality problems with the canvas color.
    regupol.com

  5. Morgen ist wieder ein Produktiveinsatz von #TATAMI bei den Nordostdeutschen Einzelmeisterschaften im #Judo und den Berliner Vereins-Mannschaftsmeisterschaften.

    Wie beim letzten Mal (chaos.social/@luap42/114558838) würde ich daher ganz dringend um Daumendrücken bitten 🫣

  6. I sewed this little roll-up pencil case from #tatami #heriRibbon I bought at #Kurashiki

    I followed a tutorial by a Japanese lady here: youtu.be/hKmf8HRjF8o

    I'm so happy with it. The only sad thing is that I've run out of ribbon. I must clearly try to get more.
    Heri ribbon is a ribbon traditionally used to line Japanese tatami mat edges. I think the ribbon I chose is a work of art in itself, so I'm happy to have chosen a project that shows it off.
    #sewing #japaneseCrafts #asanoha

  7. I've been chipping away at the delightful #tatami game on my iphone for the last few weeks, but level 145 has got me absolutely stumped.

    I will not give in and ask for the soltution, though!

  8. I've been chipping away at the delightful #tatami game on my iphone for the last few weeks, but level 145 has got me absolutely stumped.

    I will not give in and ask for the soltution, though!

  9. Israel’s Guy Nattiv and Iran’s Zar Amir on Releasing Co-Directed ‘Tatami’ in the U.S. Amid Conflict: ‘We Need This Friendship More Than Ever’
    #Variety #Global #News #GuyNattiv #Tatami #ZarAmir

    variety.com/2025/film/global/i

  10. Israel’s Guy Nattiv and Iran’s Zar Amir on Releasing Co-Directed ‘Tatami’ in the U.S. Amid Conflict: ‘We Need This Friendship More Than Ever’
    #Variety #Global #News #GuyNattiv #Tatami #ZarAmir

    variety.com/2025/film/global/i

  11. Oh no!

    (the difficulty curve is going up)

    #Tatami

  12. Oh no!

    (the difficulty curve is going up)

    #Tatami

  13. That 'step on a crack' thing didn't come from Japan I'm sure but traditionally it was impolite to step on the border of a tatami. The borders are made of material and frequently bore the family crest. Stepping on the border would be an insult to the family's ancestors. Watch NHK and learn!

    #japan #nhk #tatami

  14. Capitolo 394: Vacanze di Natale

    Ultimo capitolo prima delle festività natalizie e, soprattutto, della consueta Top 20 annuale che non vedo l’ora di proporvi (ancora qualche giorno di pazienza). Anche se restano quasi dieci giorni alla fine dell’anno, posso già tirare qualche somma su questo mio grandioso 2024 cinematografico. Dico grandioso perché da quando ho cominciato a tenere il conto (2014, dati Letterboxd), questo è stato l’anno in cui ho visto più film in assoluto, ben 232, battendo il “record” del 2020 in cui ne vidi 224. Lo so, non sono numeri di cui andare particolarmente fiero (significa che ho dedicato meno tempo ad altre cose), ma che volete farci, finché c’è il cinema a fare da punteggiatura, il resto della frase vien da sé.

    Made in England: I Film di Powell e Pressburger (2024): Da molto tempo volevo vedere questo documentario dedicato al cinema britannico, in particolar modo sul cinema di Powell e Pressburger di cui, Scarpette Rosse a parte, non avevo praticamente mai sentito parlare. Capirete la mia sorpresa quando, dopo aver schiacciato play, ho visto Martin Scorsese tenere una vera e propria lezione di cinema sull’argomento, analizzando la filmografia dei due registi inglesi, mescolando aneddoti personali a meravigliose esegesi di alcune scene. A parte il fatto che sentirei Scorsese parlare anche per 820 ore filate, il documentario è veramente bellissimo. Lo trovate su Mubi.
    ••••

    Scarpette Rosse (1948): Inevitabile quindi, dopo aver visto il documentario di cui sopra, cominciare a recuperare qualcosa della filmografia di Powell e Pressburger. Da cosa cominciare se non dal loro film più celebre, incentrato su una compagnia di balletto guidata da un integerrimo impresario, che lancia nell’Olimpo una ballerina sconosciuta e un geniale compositore, grazie alla messa in scena della fiaba di Andersen che dà il titolo al film. L’arte prima di tutto, certo, ma a che costo? Per essere un film del 1948 è un’opera straordinaria, ricca di richiami suggestivi, con colori brillanti e una messa in scena audace (Scorsese in quel documentario lo spiega molto meglio di me…). Nominato in cinque categorie agli Oscar, ne vinse soltanto due, per la scenografia e la colonna sonora. Splendido.
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    Love Lies Bleeding (2024): Che bella sorpresa quest’opera seconda della giovane regista londinese Rose Glass. Ad Albuquerque, nella palestra gestita da Kristen Stewart, una sera piomba una culturista fuggita di casa per prepararsi a un festival di body building che si tiene a Las Vegas. Le due ragazze si innamorano, ma la situazione ben presto precipita. Ci sono echi di Thelma e Louise, con un vago richiamo al cinema dei Coen, c’è una dose di violenza potente ma non eccessiva, ci sono steroidi, c’è un Ed Harris viscido e inquietante: il tutto è messo insieme così bene dalla regista, che quando il film finisce sei davvero soddisfatto per come hai speso gli ultimi 100 minuti. Certo che tra questo e l’universo di Breaking Bad, Albuquerque deve essere proprio un cavolo di posto pericoloso.
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    Medianeras (2011): Avevo già visto questo film di Gustavo Taretto al cinema, quando uscì da noi, nell’ottobre del 2014. Siamo a Buenos Aires, un trentenne vive praticamente chiuso in casa, tranne quando esce a portare a spasso il cane lasciatogli dalla sua ex. Di fronte a lui, a sua insaputa, vive invece una ragazza, laureata in architettura ma costretta a campare come vetrinista. Lei è più aperta al mondo, ma ha conversazioni più interessanti con i manichini che con gli uomini che incontra. Due solitudini che si incrociano per strada in tante occasioni, sfiorandosi, senza mai incontrarsi. Un film tenero, con alcuni spunti molto interessanti (il paragone tra l’architettura confusa e schizofrenica di Buenos Aires e la persone che la abitano), personaggi adorabili e la malinconia tipica del cinema argentino. Taretto è bravo a rendere il disagio di una generazione che vive una costante condizione di precarietà, sia professionale che sentimentale, di un mondo a portata di clic dove però è difficile stringere relazioni stabili. Bello, lo trovate su Prime.
    •••½

    Tatami (2023): Il film più bello che ho visto a dicembre, il classico recupero dell’ultimo mese che arricchisce il mio 2024 cinematografico. La squadra iraniana femminile di judo si reca in Georgia per i campionati mondiali. Il capitano della squadra ha ottime possibilità di vincere la medaglia d’oro, ma potrebbe esserci la possibilità di incontrarsi in finale con un’atleta israeliana, un incontro che il regime iraniano vuole assolutamente evitare. Senza bisogno di aggiungere altro, il film di Guy Nattiv e Zar Amir Ebrahimi è un racconto di libertà e femminismo, ennesimo film di questo capitolo che vede al centro della scena delle donne forti: tra tanti splendidi personaggi femminili citati nelle righe precedenti, il ritratto più potente e strepitoso è senza dubbio quello della protagonista di questo splendido film. Commovente.
    ••••

    Vacanze in America (1984): L’altra sera, mentre scrivevo l’articolo sui festival di cinema di tutto il mondo, avevo in sottofondo Italia1, dove si giocava il secondo tempo di una partita di Coppa Italia. Finito l’articolo (e anche il post-partita) in tv è cominciato questo cult di Carlo Vanzina, che non vedevo dai tempi di scuola. A differenza dei miei ex-compagni di classe, questo non è mai stato un mio film di culto, ad ogni modo è stata una visione interessante. La storia racconta la gita negli States di un gruppo di liceali di un istituto cattolico di Roma, guidato dal prete Christian De Sica nei panni di Don Buro (forse il ruolo più memorabile della sua carriera). Una sfilza di battute inspiegabilmente brutte, cliché a non finire e citazioni pop, eppure il tutto, nel suo orrido insieme, riesce a funzionare, quantomeno come salto nel tempo: nonostante la bruttezza infatti, il film di Vanzina è un clamoroso specchio degli anni 80, sia per l’immaginario statunitense che evoca che per atteggiamenti e modi di fare italiani, e c’è una certa nostalgia in tutto ciò (non per tutto, per carità). Tra le note di merito va segnalata inoltre una splendida selezione musicale nella colonna sonora: Vicious di Lou Reed, Jump delle Pointer Sisters (la canzone resa celebre dal balletto di Hugh Grant in Love Actually, per intenderci), Take Me Home Country Roads di John Denver, The Midnight Special dei Creedence o I Get Around dei Beach Boys, tra le altre.
    •••

    Bussano alla Porta (2023): Tipico film di M. Night Shyamalan con un primo atto molto bello e accattivante, ma con uno sviluppo ripetitivo e poco coinvolgente. Quattro estranei si introducono in una baita di montagna abitata da una coppia e dalla loro figlioletta. Gli estranei, con affabilità ed estremo tatto, comunicano alla coppia di scegliere chi voler eliminare della loro famiglia, se no si scatenerà l’apocalisse, tutti gli esseri umani moriranno tranne loro, che si ritroverebbero vivi, ma unici sopravvissuti in un mondo distrutto (sic). Ad ogni rifiuto da parte della coppia verrà scatenata una piaga sulla Terra per dimostrare che la minaccia è reale. Se questa premessa vi sembra una cazzata colossale e perché, in tutta probabilità, è esattamente ciò su cui si basa il film, che da qui in poi sarà prevedibile in ogni suo beat, in ogni sua svolta, finale compreso. Da premiare però l’idea di caratterizzare gli antagonisti come delle persone meravigliosamente gentili, a tal punto da vedere anche loro come personaggi positivi. Lo trovate su Netflix, ma mi auguro che abbiate modi migliori di impiegare il vostro tempo.
    ••½

    #bussanoAllaPorta #Cinema #daVedere #diCheParla #film #loveLiesBleeding #medianeras #recensione #scarpetteRosse #significato #spiegazione #tatami #trama #vacanzeInAmerica

  15. Je suis allé voir #Tatami au cinéma ! C'est un très beau film de sport, féministe... Mais, il y a un mais, y a quand même un truc qui m'a laissé un goût amer dans la bouche.
    cripamphibie.wordpress.com/202

  16. Juste envie de vous partager mon enthousiasme pour ce film fort, dense, captivant et profond
    #cinema #tatami #iran

  17. #Tatami, le film qui remue la poussière


    Dans le langage courant, le tatami est un tapis pour combattant utilisé dans la pratique des arts martiaux. On l’aura compris, Tatami est un film de combat. Au sens propre et figuré du terme. À ne pas manquer.
    #Alain Barbanel
    leddv.fr/cinema/tatami-le-film…

  18. Gewinnspiel für den Film TATAMI (Kinostart 30. Aug.). Ein Film von Guy Nattiv und Zar Amir mit Arienne Mandi und Zar Amir.

    Kurzbeschreibung: Die junge und ehrgeizige iranische Judoka Leila (Arienne Mandi) reist gemeinsam mit ihrer Trainerin Maryam (Zar Amir) zu den Judo-Weltmeisterschaften nach Tiflis. Ihr größter Traum: Die erste Goldmedaille für den Iran nach Hause zu bringen. Als sich im Verlauf des Wettkampfs herausstellt, dass sie auf eine Konkurrentin aus Israel treffen könnte, wird das Teheraner Regime nervös. Um die Schmach einer möglichen Niederlage zu verhindern, wird Leila ein Ultimatum gestellt: Sie soll eine Verletzung vortäuschen und aus dem Wettbewerb aussteigen. Sollte sie sich widersetzen und weiterkämpfen, würde sie ab sofort als Staatsverräterin betrachtet werden. Leila muss eine schwerwiegende Entscheidung treffen, die nicht nur sie selbst, sondern auch ihre Familie im Iran und ihre Trainerin betrifft, deren Freiheit und Sicherheit ebenfalls auf dem Spiel stehen.

    Fotos: Plakat Filmladen, Filmstills: ©Judo Production LLC, Juda Khatia Psuturi

    Wir verlosen 2x2 Karten als Filmladen-Gutscheine (einlösbar in allen österreichischen Kinos, in denen der Film läuft). Bei Interesse bitte ein E-Mail bis zum 4. Sept. 2024 an [email protected]. Viel Glück!

    #gewinnspiel #verlosung #kino #film #TATAMI #FilmLaden