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#kfor — Public Fediverse posts

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  1. @rikefranke.bsky.social

    I'm aware you are aware, but for completeness sake: Even in the 1990s, the bar was ethnic violence and massacres. And even then, it was often not acted on. #KFOR and #INTERFET were the exceptions.

    With Syria, Nagorno-Karabakh, El Fasher and Gaza, we just had violence against civilian populations on a massive scale. And didn't intervene.

  2. Sorry, KFOR, I'm not in the mood to jump through your hoops today. There are plenty of other news sources to read.

    Your webhost needs better dialogs. This one looks scammy.

    #Oklahoma #KFOR #BotDetectFail

  3. Das Deutsche #Heer übernimmt die Führung der deutschen Kräfte im #KFOR-Einsatz vom Einsatzführungskommando der Bundeswehr. Somit geht die Verantwortung über die rund 300 im 🇽🇰 Kosovo dienenden 🇩🇪 #Soldatinnen und #Soldaten an das Deutsche Heer über. Seit dem 12. Juni 1999 ist die #Bundeswehr dort präsent, schafft und erhält ein sicheres Umfeld für den Aufbau einer zivilen Friedensordnung.

  4. CW: L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO

    In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.

    La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.

    La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.

    Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.

    La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.

    Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.

    I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.

    Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
    La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.

    Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.

    Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
    Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.

    Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.

    La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.

    Per saperne di più
    carabinieri.it/arma/arma-all%2

    #Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia

  5. CW: L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO

    In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.

    La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.

    La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.

    Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.

    La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.

    Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.

    I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.

    Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
    La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.

    Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.

    Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
    Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.

    Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.

    La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.

    Per saperne di più
    carabinieri.it/arma/arma-all%2

    #Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia

  6. L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO

    In questi ultimi giorni di febbario-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.

    La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.

    La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.

    Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.

    La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.

    Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.

    I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.

    Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
    La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.

    Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.

    Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
    Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.

    Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.

    La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.

    Per saperne di più
    carabinieri.it/arma/arma-all%2…

    #Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia

    @attualita

  7. Training für den V-Fall: "Bei #KFOR in Kosovo trainierte die deutsche Einsatzkompanie bei der Übung „Golden Sabre“ gemeinsam mit weiteren multinationalen Partnern. Die Soldatinnen u Soldaten der #BundeswehrimEinsatz zeigten, dass sie auch bei Demonstrationen mit Gewaltpotenzial die Lage beherrschen"

    nitter.poast.org/Bw_Einsatz/st

    ****
    Wollte einklich nur gucken, ob die Bundeswehr-Accounts auf Twix ankündigen, die Hassschleuder bald zu verlassen. Aber die sehen dafür offenbar keinen Anlass. Im Fediverse sind sie nicht aktiv @Bundeswehr
    Auf Bluesky gibt es keinen übergeordneten Account, aber diesen nicht aktiven bsky.app/profile/tfk-bundesweh

    @bwgruen ist hier aktiv. <waves> <follows>

  8. #HashtagGames
    #CelebratingEarthDay

    Celebrating #SeedSwap s everywhere. Damn shame I had to pull the plug on mine on #Facebook because it's become untenable there. But cheers to seed swappers everywhere and a shout out to those at #PawneeBillRanch in OK because as featured on #KFOR segment Is This a #GreatStateOrWhat it mentioned that now they're not only about vegetables--they're into re-wilding. #Landback

  9. Verteidigungsminister Pistorius besucht den Kosovo

    Verteidigungsminister Pistorius ist auf Truppenbesuch im Kosovo. Dort, wo die KFOR seit fast 25 Jahren versucht, den Konflikt zwischen Serben und Kosovo-Albanern einzudämmen. Für die Bundeswehr ist es die längste Mission bislang. Von Wolfgang Vichtl.

    ➡️ tagesschau.de/ausland/europa/p

    #Pistorius #Kosovo #KFOR

  10. Im Zusammenhang mit den sich verschärdenden Spannungen im #Kosovo warnt die kosovarische Außenministerin Donika Gervalla-Schwarz vor einem neuen #Krieg auf dem #Balkan. „Toleriert die internationale Gemeinschaft das Vorgehen Serbiens, wird es einen Krieg geben“, sagte sie am Montag im Deutschlandfunk. #Serbien fordert weiter die Aufstockung der #KFOR-Truppen und droht gleichzeitig mit einem Einmarsch ins Nachbarland. orf.at/stories/3333242/

  11. Kosovo-Krise - Außenministerin Donika Gërvalla-Schwarz warnt vor Serbiens Präsident Vučić

    Es sei nicht das erste Mal, dass Serbiens Präsident Aleksandar Vučić dem Nachbarland mit Krieg drohe, sagt Kosovos Außenministerin, Donika Gërvalla-Schwarz.#Kosovo #Serbien #KFOR #DonikaGervalla-Schwarz #Gewalt #Krieg
    Kosovos Außenministerin Gervalla-Schwarz warnt vor Serbien

  12. RT from NATO Kosovo Force - KFOR (@NATO_KFOR)

    Useful meeting between Commander of the #NATO-led #KFOR mission, Major General Angelo Michele Ristuccia, and Ms. Vjosa Osmani and Mr. Giovanni Pietro Barbano @EulexHoM about the security situation in #Kosovo. KFOR continues to fulfil its #UN mandate.

    Original tweet : twitter.com/NATO_KFOR/status/1

  13. A good thing a US carrier strike group with the USS Gerald R Ford (CVN-78) and USS Normandy (CG-60) is still cruising the Adriatic, in case things go bad for #KFOR #NATO in #Kosovo

  14. Einflussreicher Geschäftsmann bekennt sich zu Überfall im Nordkosovo

    Nach dem Angriff im Nordkosovo hat ein einflussreicher Politiker und Geschäftsmann die alleinige Verantwortung übernommen: der Kosovo-Serbe Radojcic. Die NATO will ihre Schutztruppe KFOR im Land aufstocken.

    ➡️ tagesschau.de/ausland/kosovo-b

    #Kosovo #Serbien #NATO #KFOR

  15. Tensione in #Kosovo: scontri tra manifestanti #serbi e KFOR, feriti anche militari italiani – Analisi Difesa

    Sono 34 i militari della #KFOR della #NATO, tra ungheresi, moldavi e italiani, rimasti feriti negli scontri avvenuti oggi a #Zvecan in Kosovo settentrionale, durante le proteste della popolazione kosovaro-serba. I militari, a quanto apprende l’Adnkronos, sono rimasti feriti dal lancio di #molotov, con dentro chiodi, petardi e pietre.

    analisidifesa.it/2023/05/alta-

  16. . #dNews #News #USA #Serbia #Kosovo #Kosova #NATO #OTAN #KFOR @MountainJay @Tula @manarock @Dogismycopilot @LawnRanger @LukeAlmighty @retarded

    🚨 🇺🇸 USA Fighter jets are being sent OVER 🇽🇰 Kosovo as the conflict escalates with 🇷🇸 Serbia 🚨

    Background: Triggered by the new ID laws, Serbia, backed by Russia, has been stirring up the Serbs and blockading roads. Kosovo, backed by NATO, is responding.

    #KFOR #NATO #KosovaForces have 4000 soldiers in #Kosova since 2013. See attached docs.