#kfor — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #kfor, aggregated by home.social.
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News 4 honored with Oklahoma Association of Broadcasting Awards | KFOR.com Oklahoma City
https://kfor.com/news/local/news-4-honored-with-oklahoma-association-of-broadcasting-awards/ -
Mollie Spencer Farms kicks off pollinator garden class March 28 https://www.allforgardening.com/1676852/mollie-spencer-farms-kicks-off-pollinator-garden-class-march-28/ #garden #GardenLovers #KFOR #MollieSpencerFarms #MyriadBotanicalGardens
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I'm aware you are aware, but for completeness sake: Even in the 1990s, the bar was ethnic violence and massacres. And even then, it was often not acted on. #KFOR and #INTERFET were the exceptions.
With Syria, Nagorno-Karabakh, El Fasher and Gaza, we just had violence against civilian populations on a massive scale. And didn't intervene.
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Oklahoma Journalism Hall of Fame inductee, former KFOR News Director George Tomek passes away
https://kfor.com/news/local/oklahoma-journalism-hall-of-fame-inductee-former-kfor-news-director-george-tomek-passes-away/ -
La #Turchia riprende il comando di #KFOR e fornisce migliaia di #droni FPV al #Kosovo – Analisi Difesa
https://www.analisidifesa.it/2025/10/la-turchia-riprende-il-comando-di-kfor-e-fornisce-migliaia-di-droni-fpv-al-kosovo/ -
Sorry, KFOR, I'm not in the mood to jump through your hoops today. There are plenty of other news sources to read.
Your webhost needs better dialogs. This one looks scammy.
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If you live in #FascistUSA, this can happen to YOU:
#ICE IDIOTS VIOLENTLY RAIDED THE WRONG FUCKING HOUSE!!!
#KFOR 🚨
#ICE idiots violently raided the wrong fucking house
https://www.independent.co.uk/news/world/americas/oklahoma-ice-raid-wrong-person-b2741808.html
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Das Deutsche #Heer übernimmt die Führung der deutschen Kräfte im #KFOR-Einsatz vom Einsatzführungskommando der Bundeswehr. Somit geht die Verantwortung über die rund 300 im 🇽🇰 Kosovo dienenden 🇩🇪 #Soldatinnen und #Soldaten an das Deutsche Heer über. Seit dem 12. Juni 1999 ist die #Bundeswehr dort präsent, schafft und erhält ein sicheres Umfeld für den Aufbau einer zivilen Friedensordnung.
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CW: L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO
In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.
La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.
La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.
Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.
La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.
Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.
I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.
Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.
Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.
La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.
Per saperne di più
https://www.carabinieri.it/arma/arma-all%27estero/proiezione-internazionale/vol-ii-1936---2001/parte-iii/dal-1998/msu#Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia
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CW: L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO
In questi ultimi giorni di febbraio-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.
La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.
La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.
Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.
La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.
Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.
I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.
Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.
Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.
La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.
Per saperne di più
https://www.carabinieri.it/arma/arma-all%27estero/proiezione-internazionale/vol-ii-1936---2001/parte-iii/dal-1998/msu#Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia
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L'IMPEGNO DEI CARABINIERI ALL'ESTERO: DA 27 ANNI LE MULTINATIONAL SPECIALISED UNIT (MSU) ED IL LORO IMPIEGO IN AMBITO NATO
In questi ultimi giorni di febbario-inizio marzo, ricorre un significativo anniversario per l’Arma dei Carabinieri: ventisette anni fa nasceva il Reparto Carabinieri MSU (Multinational Specialized Unit), un’unità che avrebbe rivoluzionato il concetto stesso di peacekeeping internazionale.
La storia dell’MSU ha le sue radici nel complesso scenario post-bellico della Bosnia-Erzegovina. Nel febbraio 1998, di fronte a una situazione sempre più critica nei Balcani, i sedici Ministri degli Affari Esteri della NATO presero una decisione storica: costituire una forza di polizia professionale a ordinamento militare, specificamente addestrata per operare in contesti di grave instabilità.
La necessità nasceva da una lacuna operativa evidente: la SFOR (Stabilization Force della NATO), pur nella sua efficacia militare, non possedeva gli strumenti per gestire crisi di natura civile, mentre la appositamente costituita IPTF (International Police Task Force), operando disarmata, poteva solo monitorare e addestrare le forze di polizia locali, senza reali poteri operativi.
Il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri assunse un ruolo centrale nella progettazione della nuova unità. Il 20 gennaio 1998 venne istituita una Cellula di Pianificazione che, in stretta collaborazione con lo SHAPE (Supreme Headquarters Allied Powers Europe della NATO), definì la struttura di quella che sarebbe diventata una forza portatrice di un nuovo concetto operativo nel panorama internazionale.
La peculiarità dell’MSU risiedeva infatti nella sua natura ibrida, che è la medesima dell'Arma dei carabinieri: una forza militare con competenze di polizia, capace di muoversi agilmente tra il mantenimento dell’ordine pubblico e le investigazioni criminali. L’Italia, attraverso l’Arma, ne assunse il comando con un contingente di 300-400 unità, fornendo non solo il personale ma anche la maggior parte delle risorse logistiche e dell’equipaggiamento.
Così il 2 agosto 1998 il contingente MSU approdò nel porto croato di Ploce. La base operativa venne stabilita a Butmir, nelle immediate vicinanze di Sarajevo, da dove l’unità iniziò a svolgere la sua complessa missione.
I compiti assegnati dal Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa erano tanto ambiziosi quanto delicati: garantire la sicurezza pubblica, facilitare il ritorno dei profughi, supportare l’insediamento dei governi locali e gestire situazioni di crisi, il tutto in coordinamento con le altre forze internazionali presenti sul territorio.
Tale unità di carabinieri, composta quindi da una forza di polizia a status militare, fornisce tuttora ai Comandanti della Forza NATO una cruciale capacità per operazioni, tra cui si evidenziano intelligence criminale, il controllo della folla, nonché la raccolta e la valutazione di informazioni.
La MSU – così come previsto in molte circostanze dai propri mandati – può anche fornire consulenza, formazione e supporto alle forze di polizia locali su un’ampia gamma di questioni di polizia, tra cui la prevenzione della criminalità e la sicurezza pubblica.Oggi, ventisette anni dopo la sua costituzione, il concetto MSU rappresenta ancora un modello di riferimento per le operazioni di stabilizzazione internazionale. La sua capacità di combinare efficacemente competenze militari e di polizia sotto un comando unificato ha creato un precedente seguito in numerose altre missioni internazionali.
Si guardi all'esempio del dispiegamento in Kosovo, tuttora operativo: una missione NATO sotto egida ONU che svolge, oltre funzioni prettamente militari, mediante una forza di polizia a status militare (in questo caso, i carabinieri) anche compiti propri di polizia con una attività di collaborazione con la Forza di Polizia locale e con quelle comunque presenti in Teatro Operativo che, oltre l’addestramento e la consulenza, si risolve in uno scambio informativo a carattere operativo che può assumere aspetti informali o formali a seconda delle necessità.
Si tratta, in sostanza, di quella che viene definita “forma di cooperazione non intergovernativa” , ricomprendente i rapporti informali personali diretti e rapporti tra corpi di polizia. La stessa ONU-UNMIK, inoltre, prevede al proprio interno la presenza di una decina di police officers.Il successo dell’MSU non solo ha confermato il ruolo dell’Italia come protagonista nelle operazioni di peacekeeping, ma ha anche dimostrato come l’innovazione nella gestione delle crisi internazionali possa nascere dalla tradizione secolare dell’Arma dei Carabinieri, capace di adattarsi e rispondere alle sfide della sicurezza globale con soluzioni all’avanguardia.
La storia dell’MSU continua a essere un esempio tangibile di come professionalità, flessibilità operativa e visione strategica possano combinarsi per creare uno strumento efficace al servizio della pace e della stabilità internazionale.
Per saperne di più
carabinieri.it/arma/arma-all%2…#Armadeicarabinieri #MSU #Kosovo #KFOR #ONU #NATO #cooperazioneinternazionaledipolizia
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Training für den V-Fall: "Bei #KFOR in Kosovo trainierte die deutsche Einsatzkompanie bei der Übung „Golden Sabre“ gemeinsam mit weiteren multinationalen Partnern. Die Soldatinnen u Soldaten der #BundeswehrimEinsatz zeigten, dass sie auch bei Demonstrationen mit Gewaltpotenzial die Lage beherrschen"
https://nitter.poast.org/Bw_Einsatz/status/1862851827236286876
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Wollte einklich nur gucken, ob die Bundeswehr-Accounts auf Twix ankündigen, die Hassschleuder bald zu verlassen. Aber die sehen dafür offenbar keinen Anlass. Im Fediverse sind sie nicht aktiv @Bundeswehr
Auf Bluesky gibt es keinen übergeordneten Account, aber diesen nicht aktiven https://bsky.app/profile/tfk-bundeswehr.bsky.social@bwgruen ist hier aktiv. <waves> <follows>
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North Kosovo ethnic tensions remain risk for violence, NATO official says https://www.euractiv.com/section/global-europe/news/north-kosovo-ethnic-tensions-remain-risk-for-violence-nato-official-says/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=mastodon #Kfor #Kosovo #KosovoSerbs #Nato #northKosovo
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#KFOR #files #federal #lawsuit against #State #Education #Superintendent #RyanWalters for denying access to #Oklahoma #BoardOfEducation #meetings, #pressconferences.
KFOR says Walters and Isett violated #FirstAmendment #rights to #freespeech and #FreedomOfThePress, and #engaged in #viewpointdiscrimination against the #news #outlet.
#Women #Transgender #LGBTQ #LGBTQIA #Oklahoma #Education #Conservatives #Extremism #Fascism #Censorship #RepublicanParty #ThePartyOfHate
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Historic TV station isn't legit in Oklahoma
https://friendica.myportal.social/display/e65e1095-2266-f257-c4c7-956793537947
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#HashtagGames
#CelebratingEarthDayCelebrating #SeedSwap s everywhere. Damn shame I had to pull the plug on mine on #Facebook because it's become untenable there. But cheers to seed swappers everywhere and a shout out to those at #PawneeBillRanch in OK because as featured on #KFOR segment Is This a #GreatStateOrWhat it mentioned that now they're not only about vegetables--they're into re-wilding. #Landback
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Verteidigungsminister Pistorius besucht den Kosovo
Verteidigungsminister Pistorius ist auf Truppenbesuch im Kosovo. Dort, wo die KFOR seit fast 25 Jahren versucht, den Konflikt zwischen Serben und Kosovo-Albanern einzudämmen. Für die Bundeswehr ist es die längste Mission bislang. Von Wolfgang Vichtl.
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#KFOR left out some important details.
Deaconess Pregnancy & Adoption discriminates against non-Christians, single people, and #LGBTQ folks in adoption placements.
#AdoptionDiscrimination #DeaconessDiscriminates
#OKC #Oklahoma #Adoption #Pregnancy #ReproductiveJustice #ChristianHegemony -
Tensions between ethnic Serbs and Kosovar Albanians in the north of Kosovo remain high after a gun battle last month between armed Serb men and Kosovo’s poli...#AlJazeera #AlJazeeraEnglish #AlbinKurti #Banjska #KFOR #Kosovo #KosovoPrimeMinister #KosovoSerbiatensions #Kosovoattack #Kosovoethnicserbs #Kosovopolice #Kosovopoliticalcrisis #Kosovopolitics #Pritina #Serbianarmy #alJazeera #aljazeeraEnglish #aljazeeralive #aljazeeravideo #aljazeeraEnglish #aljazeeralatest #aljazeeralive #aljazeeralivenews #balkans #kosovolatestnews #northmitrovica #pristina #theKosovoForce
Heavy police presence in north Kosovo week after deadly shootout -
Im Zusammenhang mit den sich verschärdenden Spannungen im #Kosovo warnt die kosovarische Außenministerin Donika Gervalla-Schwarz vor einem neuen #Krieg auf dem #Balkan. „Toleriert die internationale Gemeinschaft das Vorgehen Serbiens, wird es einen Krieg geben“, sagte sie am Montag im Deutschlandfunk. #Serbien fordert weiter die Aufstockung der #KFOR-Truppen und droht gleichzeitig mit einem Einmarsch ins Nachbarland. https://orf.at/stories/3333242/
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Kosovo-Krise - Außenministerin Donika Gërvalla-Schwarz warnt vor Serbiens Präsident Vučić
Es sei nicht das erste Mal, dass Serbiens Präsident Aleksandar Vučić dem Nachbarland mit Krieg drohe, sagt Kosovos Außenministerin, Donika Gërvalla-Schwarz.#Kosovo #Serbien #KFOR #DonikaGervalla-Schwarz #Gewalt #Krieg
Kosovos Außenministerin Gervalla-Schwarz warnt vor Serbien -
RT from NATO Kosovo Force - KFOR (@NATO_KFOR)
Useful meeting between Commander of the #NATO-led #KFOR mission, Major General Angelo Michele Ristuccia, and Ms. Vjosa Osmani and Mr. Giovanni Pietro Barbano @EulexHoM about the security situation in #Kosovo. KFOR continues to fulfil its #UN mandate.
Original tweet : https://twitter.com/NATO_KFOR/status/1708181668224172362
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The United States has urged the Serbian government to pull back its forces from the border with Kosovo.It follows a recent rise in unrest in northern Kosovo,...#AlJazeera #AlJazeeraEnglish #AlbinKurti #Banjska #KFOR #Kosovo #KosovoPrimeMinister #KosovoSerbiatensions #Kosovoattack #Kosovoethnicserbs #Kosovopolice #Kosovopoliticalcrisis #Kosovopolitics #NATO #Pritina #Serbianarmy #alJazeera #aljazeeraEnglish #aljazeeravideo #aljazeeralatest #aljazeeralivenews #balkans #kosovolatestnews #northmitrovica #theKosovoForce
Kosovo-Serbia tension: NATO to deploy additional peacekeepers -
Einflussreicher Geschäftsmann bekennt sich zu Überfall im Nordkosovo
Nach dem Angriff im Nordkosovo hat ein einflussreicher Politiker und Geschäftsmann die alleinige Verantwortung übernommen: der Kosovo-Serbe Radojcic. Die NATO will ihre Schutztruppe KFOR im Land aufstocken.
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Tensione in #Kosovo: scontri tra manifestanti #serbi e KFOR, feriti anche militari italiani – Analisi Difesa
Sono 34 i militari della #KFOR della #NATO, tra ungheresi, moldavi e italiani, rimasti feriti negli scontri avvenuti oggi a #Zvecan in Kosovo settentrionale, durante le proteste della popolazione kosovaro-serba. I militari, a quanto apprende l’Adnkronos, sono rimasti feriti dal lancio di #molotov, con dentro chiodi, petardi e pietre.
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. #dNews #News #USA #Serbia #Kosovo #Kosova #NATO #OTAN #KFOR @MountainJay @Tula @manarock @Dogismycopilot @LawnRanger @LukeAlmighty @retarded
🚨 🇺🇸 USA Fighter jets are being sent OVER 🇽🇰 Kosovo as the conflict escalates with 🇷🇸 Serbia 🚨
Background: Triggered by the new ID laws, Serbia, backed by Russia, has been stirring up the Serbs and blockading roads. Kosovo, backed by NATO, is responding.
#KFOR #NATO #KosovaForces have 4000 soldiers in #Kosova since 2013. See attached docs.