da oggi, 19 settembre, a verona: “amelia rosselli. materiali d’amore”, mostra a cura di giuseppe garrera
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#poesia #ameliarosselli #giuseppegarrera
@cultura
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@culture
@cctmwebsite
@mostreoggi
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da oggi, 19 settembre, a verona: “amelia rosselli. materiali d’amore”, mostra a cura di giuseppe garrera
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da oggi, 19 settembre, a verona: “amelia rosselli. materiali d’amore”, mostra a cura di giuseppe garrera
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#AldoPresta #AmeliaRosselli #BibliotecaArturoFinzi #DipartimentoDiScienzeUmane #GiuseppeGarrera #MarioAjazziMancini #materialiDAmore #MatteoBonazzi #mostra #SilvioVizzardelli #SkiaSummerSchool #TiresiaCentroDiRicercaPerLaFilosofiaELaPsicoanalisi #UniversitàDiVerona #vernissage
dal 19 settembre, a verona: “amelia rosselli. materiali d’amore”, mostra a cura di giuseppe garrera
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→ corallo (rosselli)
Leggo questo bell’articolo dello scorso anno di Maria Attanasio su Amelia Rosselli, uscito su doppiozero; e in incipit trovo questo passo:
Mi invitò a mangiare insieme a lei, il giorno dopo a casa sua, in Via del Corallo; un vicolo piuttosto stretto, il cui nome la prima volta collegai ovviamente ad amuleti e fondali marini; che a lei invece richiamava i bassorilievi dei cori lignei delle chiese, ma talvolta anche la criniera di un cavallo, aggiunse ilare davanti alla mia aria sorpresa. Forse erano le rifrazioni consonantiche del termine corallo ad accendere quella strana associazione di immagini, mi dissi; come nella poesia anche nella vita per Amelia il senso e l’intelligenza di ogni parola traboccavano dalla pura formulazione sillabica e dalla sua abituale funzione d’uso
Direi che è importante registrare (e apprezzare!) la ingegnosa e positivamente non scientifica etimologia coro → corallo … o, addirittura, criniera → corallo
Connessioni come questa nascono, direi, soltanto o principalmente grazie a un’adesione felicemente parziale o intermittente o interrotta con la “madrelingua”. Il passaggio coro → corallo non echeggia naturalmente in una voce “madrelingua” italiana regolata = disciplinata = educata. Ma lo sguardo dal margine linguistico invece lo vede subito, e va anche oltre (fino a vedere nel corallo una criniera).
Ecco come il senso spicca sui (e prescinde dai) significati.
#AmeliaRosselli #corallo #Coro #criniera #Doppiozero #madrelingua #MariaAttanasio #Rosselli #xenoglossia
da oggi e fino al 13 febbraio, a roma: giornate per amelia rosselli
UN ECHEGGIARE VIOLENTO. TRENT’ANNI CON AMELIA ROSSELLI(Parigi 28 marzo 1930 – Roma 11 febbraio 1996)
Convegno internazionale a cura di Andrea Cortellessa, Sonia Gentili e
Monica Venturini, Roma, 11-13 febbraio 2026
mercoledì 11 febbraio, 10:30 e 14:30
Sala Consiliare di Roma, Palazzo Valentini
(via IV Novembre 118/A)
LA VITA, LA STORIA, LA POLITICA
saluti istituzionali, introduzioni dei curatori, Sonia Bergamasco
legge Amelia Rosselli; relazioni di Elena Gigante, Andrea Ricciardi,
Raffaele Pittella, Matilde Manara, Mara Sabia e Caterina Venturini
20:30, Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8)
L’INFERNO, TESSUTO DA MANI PERFETTE, di Fabrizio De Rossi Re, prima
esecuzione assoluta (con Andrea Cortellessa e Diletta Masetti, voci
recitanti; Maria Chiara Forte, soprano; Fabrizio De Rossi Re,
pianoforte; video di Lorenzo Letizia; conduce Luca Aversano)
giovedì 12 febbraio, ore 9:00 e 14:30,
Aula magna del Rettorato dell’Università «La Sapienza»
LE IMMAGINI, LA MUSICA, GLI SPAZI
saluti istituzionali; presiede Roberto Gigliucci; relazioni di Roberto
Deidier, Sonia Gentili, Sara Sermini, Susanna Pasticci, Jacopo
Pellegrini, Paolo Marini, Chiara Portesine, Andrea Cortellessa e
Patricia Peterle
17:00, Aula magna del Rettorato dell’Università «La Sapienza»,
Annelisa Alleva, Daniela Attanasio, Silvia Bre, Federica D’Amato,
Carmen Gallo, Sonia Gentili, Antonia Paolini, Jonida Prifti, Laura
Pugno, Irene Santori e Sara Sermini leggono Amelia Rosselli;
conducono
Mara Sabia ed Emilio Fabio Torsello
venerdì 13 febbraio, ore 9:00 e 15:00, Aula magna del Polo di Lettere
dell’Università Roma Tre (Via Ostiense, 234)
saluti istituzionali; presiedono Laura Barile e Camilla Miglio;
relazioni di Monica Venturini, Francesco Carbognin, Francesco
Brancati, Caterina Verbaro, Stefano Giovannuzzi, Chiara Carpita,
Carmen Gallo, Gian Maria Annovi, Simone Casini, Francesca Tomassini,
Cecilia Bello Minciacchi
https://teatropalladium.uniroma3.it/evento/linferno-tessuto-da-mani-perfette/
info: [email protected]; [email protected]
#AmeliaRosselli #AndreaCortellessa #AndreaRicciardi #CamillaMiglio #CarmenGallo #CaterinaVenturini #CaterinaVerbaro #CeciliaBelloMinciacchi #ChiaraCarpita #ChiaraPortesine #DilettaMasetti #ElenaGigante #FabrizioDeRossiRe #FrancescaTomassini #FrancescoBrancati #FrancescoCarbognin #GianMariaAnnovi #JacopoPellegrini #LauraBarile #LorenzoLetizia #LucaAversano #MaraSabia #MariaChiaraForte #MatildeManara #MonicaVenturini #PalazzoValentini #PaoloMarini #PatriciaPeterle #poesia #prosa #RaffaelePittella #RobertoGigliucci #RobertoDeidier #SaraSermini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SimoneCasini #SoniaBergamasco #SoniaGentili #StefanoGiovannuzzi #SusannaPasticci #TeatroPalladiumUna scrittura che ammala. Valère Novarina e il tentativo “di saperne, tutti i giorni, un po’ meno che le macc hine”
(uno spunto da https://www.nazioneindiana.com/2026/01/22/novarina-scienziato-dellignoranza/
e https://slowforward.net/2026/02/10/poetry-after-barbarism-by-jennifer-scappettone-online-talk-h-0000/)
Un echeggiare violento. Trent’anni con Amelia Rosselli
Da mercoledì 11 a venerdì 13
https://www.uniroma1.it/it/notizia/un-echeggiare-violento-trentanni-con-amelia-rosselli
https://differx.noblogs.org/2026/02/10/un-echeggiare-violento-trentanni-con-amelia-rosselli/
#kritik #ScritturaDiRicerca #SegnaliEAzioni #AmeliaRosselli #convegno #LaSapienza #poesia #ScritturaDiRicerca #ScrittureDiRicerca
dall’11 al 13 febbraio, a roma: giornate per amelia rosselli
UN ECHEGGIARE VIOLENTO. TRENT’ANNI CON AMELIA ROSSELLI(Parigi 28 marzo 1930 – Roma 11 febbraio 1996)
Convegno internazionale a cura di Andrea Cortellessa, Sonia Gentili e
Monica Venturini, Roma, 11-13 febbraio 2026
mercoledì 11 febbraio, 10:30 e 14:30
Sala Consiliare di Roma, Palazzo Valentini
(via IV Novembre 118/A)
LA VITA, LA STORIA, LA POLITICA
saluti istituzionali, introduzioni dei curatori, Sonia Bergamasco
legge Amelia Rosselli; relazioni di Elena Gigante, Andrea Ricciardi,
Raffaele Pittella, Matilde Manara, Mara Sabia e Caterina Venturini
20:30, Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano, 8)
L’INFERNO, TESSUTO DA MANI PERFETTE, di Fabrizio De Rossi Re, prima
esecuzione assoluta (con Andrea Cortellessa e Diletta Masetti, voci
recitanti; Maria Chiara Forte, soprano; Fabrizio De Rossi Re,
pianoforte; video di Lorenzo Letizia; conduce Luca Aversano)
giovedì 12 febbraio, ore 9:00 e 14:30,
Aula magna del Rettorato dell’Università «La Sapienza»
LE IMMAGINI, LA MUSICA, GLI SPAZI
saluti istituzionali; presiede Roberto Gigliucci; relazioni di Roberto
Deidier, Sonia Gentili, Sara Sermini, Susanna Pasticci, Jacopo
Pellegrini, Paolo Marini, Chiara Portesine, Andrea Cortellessa e
Patricia Peterle
17:00, Aula magna del Rettorato dell’Università «La Sapienza»,
Annelisa Alleva, Daniela Attanasio, Silvia Bre, Federica D’Amato,
Carmen Gallo, Sonia Gentili, Antonia Paolini, Jonida Prifti, Laura
Pugno, Irene Santori e Sara Sermini leggono Amelia Rosselli;
conducono
Mara Sabia ed Emilio Fabio Torsello
venerdì 13 febbraio, ore 9:00 e 15:00, Aula magna del Polo di Lettere
dell’Università Roma Tre (Via Ostiense, 234)
saluti istituzionali; presiedono Laura Barile e Camilla Miglio;
relazioni di Monica Venturini, Francesco Carbognin, Francesco
Brancati, Caterina Verbaro, Stefano Giovannuzzi, Chiara Carpita,
Carmen Gallo, Gian Maria Annovi, Simone Casini, Francesca Tomassini,
Cecilia Bello Minciacchi
https://teatropalladium.uniroma3.it/evento/linferno-tessuto-da-mani-perfette/
info: [email protected]; [email protected]
#AmeliaRosselli #AndreaCortellessa #AndreaRicciardi #CamillaMiglio #CarmenGallo #CaterinaVenturini #CaterinaVerbaro #CeciliaBelloMinciacchi #ChiaraCarpita #ChiaraPortesine #DilettaMasetti #ElenaGigante #FabrizioDeRossiRe #FrancescaTomassini #FrancescoBrancati #FrancescoCarbognin #GianMariaAnnovi #JacopoPellegrini #LauraBarile #LorenzoLetizia #LucaAversano #MaraSabia #MariaChiaraForte #MatildeManara #MonicaVenturini #PalazzoValentini #PaoloMarini #PatriciaPeterle #poesia #prosa #RaffaelePittella #RobertoGigliucci #RobertoDeidier #SaraSermini #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca #SimoneCasini #SoniaBergamasco #SoniaGentili #StefanoGiovannuzzi #SusannaPasticci #TeatroPalladium“poetry after barbarism”, by jennifer scappettone
“In Poetry After Barbarism, Jennifer Scappettone argues for nomadic, miscegenated, ‘xenoglossic’ poetries as fierce forms of linguistic and political resistance. Prodigiously researched cross-cultural readings celebrate a stellar constellation of consequential poets: Elsa von Freytag-Loringhoven, Emilio Villa, Amelia Rosselli, Etel Adnan, and LaTasha N. Nevada Diggs.”
— Charles Bernstein, author of The Kinds of Poetry I Want: Essays and Comedies
Jennifer Scappettone is a professor of literature, creative writing, gender studies, and environmental humanities at the University of Chicago. She is the author of Killing the Moonlight: Modernism in Venice (Columbia, 2014) and the cross-genre verse books From Dame Quickly and The Republic of Exit 43. She is also the translator of Locomotrix: Selected Poetry and Prose of Amelia Rosselli.
You can find more information about the book at the Columbia University Press website:
Against a backdrop of xenophobic and ethnonationalist fantasies of linguistic purity, Poetry After Barbarism uncovers a stateless, polyglot poetry of resistance—the poetry of motherless tongues. Departing from the national and global paradigms that dominate literary history, Jennifer Scappettone traces the aesthetic and geopolitical resonance of “xenoglossic” poetics: poetry composed in the space of contestation between national languages, concretizing dreams of mending the ruptures traced to the story of Babel. As global migration, aerial bombardment, and the wireless telegraph shrank distances with brute force during the twentieth century, visions of transcultural communication emerged in the hopes of bridging linguistic difference. At the same time, evolving Fascist ideologies denied the reality of cultural admixture and the humanity of the stranger.
Authors who write xenoglossic verse occupy languages without a perceived birthright or sanctioned education; they compose in ecstatic “orphan tongues” that rebuff nationalist ideologies, on the one hand, and globalization, on the other, uprooting notions of belonging ensconced in nativist metaphors of milk, blood, and soil while rendering the reactionary category of the barbarian obsolete. Raised within or in the wake of fascism, these poets practice strategic forms of literary and linguistic barbarism, proposing modes of collectivity that exceed geopolitical definitions. Studying experiments between languages by immigrant, refugee, and otherwise stateless authors—from Baroness Elsa von Freytag-Loringhoven to Emilio Villa, Amelia Rosselli, Etel Adnan, LaTasha N. Nevada Diggs, Chika Sagawa, and Sawako Nakayasu—this book explores how poetry can both represent and jumpstart metamorphosis of the shape and sound of citizenship, modeling paths toward alternative republics in which poetry might assume a central agency.
#againstFascism #alternativeRepublics #AmeliaRosselli #antiFascism #authoritarianism #BaronessElsaVonFreytagLoringhoven #ChikaSagawa #citizenship #ColumbiaUniversityPress #crossGenreVerseBooks #CUP #ElsaVonFreytagLoringhoven #EmilioVilla #essay #EtelAdnan #experimentalPoetry #FromDameQuickly #JenniferScappettone #KillingTheMoonlightModernismInVenice #LaTashaNNevadaDiggs #LocomotrixSelectedPoetryAndProseOfAmeliaRosselli #motherlessTongue #motherlessTongues #poetry #resistance #resistanceToFascism #SawakoNakayasu #TheRepublicOfExit43
allucinazioni?
e se Amelia Rosselli non fosse stata – o non completamente – catturata dai suoi fantasmi? se non avesse avuto solo allucinazioni di persecuzione? se avesse avuto semmai percezione acuta del passaggio solo apparente tra fascismo e postfascismo; e se quindi il terrore di essere spiata e braccata (come erano stati il padre e lo zio) avesse avuto delle fondamenta anche storicamente accertabili, non solo psicologicamente individuate?
c’è un libro che ne parla. si tratta de I lustrascarpe, scritto a due mani da Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi. e secondo me è uno studio capitale, per inchiodare proprio in termini politici (anche oggi) l’italia dei governi e del grosso della borghesia alle proprie responsabilità (e radici) autoritarie, repressive, violente.
“i lustrascarpe”: anche in pdf il saggio di giuseppe garrera e sebastiano triulzi su amelia rosselli
#ameliaRosselli #fascismo #giuseppeGarrera #iLustrascarpe #sebastianoTriulzi
derive allucinatorie?
e se Amelia Rosselli non fosse stata - o non completamente - catturata da [...] -->
noblogo.org/differx/e-se-ameli…
#AmeliaRosselli #fascismo #dopoguerra #GiuseppeGarrera #SebastianoTriulzi
solo derive allucinatorie?
e se Amelia Rosselli non fosse stata - o non completamente - catturata da [...] →
https://noblogo.org/differx/e-se-amelia-rosselli-non-fosse-stata-o-non-completamente-catturata-dai-suoi
https://differx.noblogs.org/2025/11/25/solo-derive-allucinatorie/
#kritik #SegnaliEAzioni #ZinesAuthors #AmeliaRosselli #fascismo #GiuseppeGarrera #postfascismo #SebastianoTriulzi
“i lustrascarpe”: anche in pdf il saggio di giuseppe garrera e sebastiano triulzi su amelia rosselli
https://www.torrossa.com/it/resources/an/5229334
Giuseppe Garrera, Sebastiano TriulziAmelia Rosselli : i lustrascarpe
2022 – Aras Edizioni54 p.
Un pamphlet letterario su Amelia Rosselli e sulle “ragioni” profonde della sua pazzia come proiezione onirica e lucidissima dell’Italia del suo tempo. Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi rileggono la sua accecante parabola di vita e poesia alla luce della contiguità tra regime fascista e Repubblica, dell’Italia come realtà postfascista, secondo la grande intuizione di Pier Paolo Pasolini. Dunque, non donna prigioniera di un’infanzia traumatizzata ma donna e poeta consapevole della persistenza del male e del potere della Storia. Il caso Amelia Rosselli è episodio emblematico di poesia belligerante e di resistenza, in cui la sua storia personale coincide con la storia politica dell’Italia.
https://www.torrossa.com/it/resources/an/5229334
#AmeliaRosselli #Aras #ArasEdizioni #fascismo #GiuseppeGarrera #iLustrascarpe #lItaliaComeRealtàPostfascista #pdf #poesia #postfascismo #SebastianoTriulzi #Torrossa #trauma
Due poesie nello stile del secondo Eugenio Montale e di Dada, “Cabaret Voltaire” e di Amelia Rosselli scritte dalla Intelligenza Artificiale Copilot, un festival del falso e dell’ibrido linguistico – Il Mangiaparole n.27-28 pp.120 € 10
cari Giuseppe Talia e Lucio Mayoor Tosi,
adesso la pubblicità si è impadronita anche delle categorie ermeneutiche di Roland Barthes: «Zero calcare – Zero calorie – Zero zuccheri – Zero alcool etc.» – E la politica : «Zero corruzione, Zero tasse, Zero dazi, Zero conflitto sociale…» rivelando con questi frasari che la pubblicità e i linguaggi pubblicitari sono Intelligenti, funzionano per vampirismo, rubano e assemblano e riassettano versus lo Zero significato, ovvero, versus la zona di compromissione delle adiacenze dell’io-sovrano, versus l’autofiction, versus l’infanzia quale paradiso fiscale esentasse e esente da qualsiasi responsabilità (politica, etica e estetica).
Questa discesa culturale del poetico e delle autofiction versus l’infanzia è un mitologema, è soltanto un miserabile ricettacolo dove ci puoi trovare di tutto, anche il mondo salvato dai ragazzini e le mie poesie non cambieranno il mondo che, in sé, sono delle tautologie. Da che mondo è mondo la poesia non ha mai salvato nessuno. Ipse dixit.
La poesia dis/topica non pensa che il mondo sarà salvato dai ragazzini o che le mie poesie non cambieranno il mondo, questi sono fatuità, gratuità di un pensiero acritico che non pensa. La poesia dis/topica sta bene attenta a non replicare queste fatuità, a non sublimare o mitizzare l’infanzia!, lì non c’è altro che il malsano, ricordi dolorosi, smembrati, irriconoscibili… L’infanzia va trattata, caro Lucio e caro Giuseppe, come il bel mito che l’età adulta infelice vorrebbe farci credere. Questo concetto dell’infanzia è come il chewing gum, che va masticato e masticato… In realtà il linguaggio crea se stesso. È il linguaggio il promotore della realtà, o meglio, del Reale…
Il pubblico? Anche questo è un mitologema. Io quando scrivo non penso certo al pubblico o all’«interlocutore» di cui ci parlava Osip Mandel’štam negli anni Dieci del novecento. Non facciamoci illusioni: non c’è nessun pubblico, e forse mai ci sarà. Sanguineti con il suo Laborintus (1956) ha dovuto faticare le fatidiche sette camicie per riuscire ad imporlo; per fortuna per lui gli anni cinquanta-sessanta erano rivoluzionari, per questo motivo è riuscito ad imporlo, con l’aiuto della grancassa del Gruppo 63 e dello sperimentalismo. Le ceneri di Gramsci sono riuscite ad imporsi grazie alla personalità spericolata e pubblicitaria del loro autore: Pasolini. Oggi, invece, la normologazione è imperante e invasiva, le cose sono molto, molto più difficili, le consorterie letterarie sono diventate più impermeabili e si sono diffuse a macchia d’olio; gli ostacoli derivano dal nostro modo di vita, dal sociale (come si diceva una volta), dagli ideologemi, dalle pratiche della normologazione della civiltà mediatica e dei social, che sono invasive e invisibili.
Il market e il marketing sono delle vere e proprie grammatizzazioni, producono ideologemi, cioè costituiscono la grammatica della Simbolizzazione e del Reale.
E poi la cosa chiamata tradizione. Quando qualcuno parla di tradizione là c’è il tranello, la tradizione è un fuori contesto, oggi dobbiamo rassegnarci a non poter più contare su alcuna tradizione, e chi la tira in ballo è un imbonitore nel migliore dei casi o uno sciocco nel peggiore. Non c’è via di uscita, stiamo sempre tra il Simbolico e il Reale, si oscilla in perpetuo tra il Simbolico e il Reale, e ritorniamo sempre nel Reale, allo stesso posto. L’unico augurio che posso fare ai cittadini, ai promotori della nuova poesia e ai lettori è che ognuno perda se stesso, si perda nel linguaggio, senza alcuna intenzionalità (che è sempre il deposito delle ideologie). Perdersi quindi nel linguaggio per poter[vi]si ritrovare, solo questo Vi posso augurare. Il kitchen e il distopico sono esattamente questo perder[vi]si. Ed è quello che fa la poesia dis/topica.
La nuova ontologia estetica, la poetry kitchen, la narratività distopica nelle loro diverse diramazioni, possono essere definite un festival dell’ibrido linguistico che dichiara apertamente che non si può più fare una poesia che parla della poesia, o un romanzo che parla del romanzo (che finiscono sempre nell’onanismo della parole e nel soggettivismo); in realtà la poesia che qui stiamo negoziando (che resta nel gozzo ai poeti di fede), non è affatto una meta-poesia (che ricade sempre nel luogo comune della poesia che riflette sulla poesia), ma una poesia che celebra il decesso già avvenuto della poesia (elegiaca e no). In questa accezione, la poesia e la meta-poesia che si fanno oggi, nell’epoca della IA, sono operazioni da obitorio perché nate in obitorio, una scrittura da vivisezione degli organi vitali di un cadavere; una sorta di operazione medico legale fatta su un cadavere.
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.Due poesie nello stile del secondo Eugenio Montale riscritte dalla IA Copilot
I
Mi è indifferente saperti parte
della tridimensionale apocatastasi del mondo.
Probabilmente sei vittima anche tu
del tradizionale olocausto dei rumori,
dei motori a scoppio, degli aggeggi ad orologeria,
cloak of chaos del nostro tempo cappuccio di tenebre.
Ai marchingegni del mio tempo preferisco
una passeggiata all’hotel Excelsior,
davanti ad una tazzina di caffè e una brioche
mio unico diletto tetrapharmacon.
Considero insensato indulgere sull’orlo
di un burrone a osservare le stelle
o precipitare nella pirosi come Plinio il vecchio.
Quanto a me, mi dichiaro bulimico
vivo al cinque per cento.
E tanto mi basta.
II
Il retro dell’inferno è fitto di
quisquilie e di oltraggi, pachidermi
del non senso, del posterius, del prius.
È nel fiume dell’Averno che diguazzano
i morti con le loro toghe attillate.
Il teatro dell’inferno è gremito
di voci oscure, vocabolario infantile
che mostro come un re espone il proprio mantello
regale; i diletti del giorno di nozze
sono lontani, stantii, soliloqui
d’un demente senile, d’un dio ottuso.
Un demone ricciuto contempla i
bambini che giocano tra i licheni e le agavi.
Tiresia ha scelto i bambini versicolori
per annunciare i suoi prodigi.
Io ho scelto questo quaderno di appunti
per annunciare i miei litigi.*
Una poesia alla maniera di Dada scritta da Copilot
Cabaret Voltaire
cucchiaio di nuvole, elefante viola,
il tempo si scioglie come burro fuso
e le parole danzano, fanno una capriola
in un valzer di suoni confuso.
la sedia ride con denti di pioggia.
ll tavolo piange, l’armadio si appoggia
la luna abbaia come un cane rabbioso
e il sole si nasconde dietro un giornale.
Il pesce vola con ali di carta
e l’orologio a muro fa din don.
La città si scioglie come un gelato al limone
e il mondo intero in un bicchiere annega.
Nel caos apparente entra uno sfollagente
impugnato da un poliziotto intransigente.
Da una scatola cinese esce un mago che dice: «Ohibò»
e ci entra un gondoliere con la sua gondola.*
Una poesia alla maniera di Amelia Rosselli di Variazioni belliche scritta da Copilot
Lui, sì, vuole e dis/vuole ch’io non mi avvalga del mio stratagemma per metterlo alla berlina
ma è certo che noi due non siamo ragguagliabili, non replicabili… Lui non entra nella mia scarpa, ed Io non entro nel suo disegno.
È che la sua gonfaloneria la ritengo del tutto irragionevole e turlupinosa.
I pipistrelli si sono alzati in volo stasera dai loro piedistalli.
E adesso? E adesso, qual è il corrimano, il corrifuori, il corridentro?
Dentro il furgoncino ci metto la pietà di Michelangiolo, e magari anche Monnalisa, in tutto quel putiferio la ridda dei miei sensi cadde a testa all’in giù, così che i miei singhiozzi sgualciti accompagnarono il volo delle rondinelle.
Di soppiatto, io traguardavo il trisma del tuo volto…*
* in corso di pubblicazione nel n. 27 e 28 de “Il Mangiaparole”, La poesia nell’epoca della Intelligenza Artificiale, Progetto Cultura, Roma pp. 110 € 10
https://giorgiolinguaglossa.substack.com/publish/posts/detail/169288697/share-center
#AmeliaRosselli #CabaretVoltaire #Dada #eugenioMontale #giorgioLinguaglossa #ibridoLinguisticoIlMangiaparole #LucioMayoorTosi #poesiaDistopica #Sanguineti #tradizione
🅱️Revue Ballast🅱️ Amelia en fragments: « Italie : des écrivaines et leurs luttes », quatrième volet : Maria Attanasio raconte Amelia Rosselli.
L’article Amelia en fragments est apparu en premier sur… #AmeliaRosselli #FemmesDansLaLittérature #LutteDesÉcrivaines #ÉcritureFéminine #MariaAttanasio
Amelia en fragments
[r] _ l’italia sommersa e la francia emersa: tre interrogativi e una constatazione
L’ITALIA SOMMERSA E LA FRANCIA EMERSA: TRE INTERROGATIVI E UNA CONSTATAZIONE
(gli anni Ottanta e Novanta e la spiegazione di una situazione italiana che perdura)
1) Cosa succedeva in Francia tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta, ossia quando in Italia scomparivano Italo Calvino (1985), Adriano Spatola (1988), Enrico Filippini (1988), Antonio Porta (1989), Giorgio Manganelli (1990), Carmelo Samonà (1990), Achille Cavellini (1990), Corrado Costa (1991), Patrizia Vicinelli (1991), Luciana Arbizzani (1991), Valerio Miroglio (1991), Pier Vittorio Tondelli (1991), Stefano D’Arrigo (1992), Germano Lombardi (1992), Silvano Martini (1992), Gianni Sassi (1993), Giovanni Testori (1993), Antonio Neiwiller (1993), Luigi Pasotelli (1993), Paolo Volponi (1994), Luciano Anceschi fondatore del «verri» (1995), Giuseppe Guglielmi (1995), Franco Beltrametti (1995), Anna Malfaiera (1996), Edoardo Cacciatore (1996), Amelia Rosselli (1996), Giordano Falzoni (1998), Toti Scialoja (1998), Vincenzo Accame (1999), Renato Pedio (1999), Annalisa Alloatti (2000) ?
[N.b.: nel 1986 Emilio Villa era stato colpito da ictus e conseguente afasia. Poco fuori dal cerchio degli anni Novanta scompaiono Giovanni Ragagnin (2003), Carmelo Bene, Emilio Tadini, Giovanna Sandri e Franco Lucentini (2002), Alice Ceresa e Roberto Sanesi nel 2001].
2) Cosa succedeva in Francia quando in Italia si esauriva l’esperienza di «Lotta poetica» (1987), «Alfabeta» (1988), poi quella del «Cavallo di Troia» (1989), quella di «Tam Tam» (1991), quella di «Videor» (1991), quando la storica rivista «Altri Termini» chiudeva definitivamente i battenti (1992), l’impegno di «Abiti lavoro» si interrompeva nel 1993, quello di «Molloy» nello stesso anno, e smetteva di uscire la roversiana «Rendiconti» (fine anni ‘90), nonostante esistessero e resistessero «Baldus» (fino al 1996, dal 1990) e «Campo» (di Francesco Leonetti) ?
3) Chi avviava in Francia nuove ricerche letterarie, nel momento in cui (1988) in Italia nascono due riviste diverse e tuttavia entrambe legate a una (fiducia forte nella) persistenza del genere “poesia”, come «Versodove» (a Bologna) e – nome inequivocabile – «Poesia», di Nicola Crocetti (a Milano); e nel momento in cui il testo di Roberto Roversi più sperimentale e meno lontano dalla neoavanguardia, ossia Le descrizioni in atto (iniziato nel 1963, uscito in ciclostile dal 1969), aveva la sua ultima edizione a stampa nel 1990 (per Coop Modem), prima dell’autoantologia d’autore che Sossella pubblica nel 2008 ?
Questo succedeva in Francia:
>>> tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta [ritroviamo autori come Christophe Hanna, Nathalie Quintane, Charles Pennequin, Christophe Fiat, Olivier Cadiot, Pierre Alferi, Jean-Michel Espitallier, Christophe Tarkos, Vannina Maestri e altri] su un certo numero di riviste, riviste che sono del resto essi stessi a creare, visto che nessuno dei “grandi” periodici allora sul mercato sembra corrispondere a quello che stanno facendo o a quello che sperano di leggere. Vannina Maestri, Jean-Michel Espitallier e Jacques Sivan fondano Java nel 1989; io metto in piedi Nioques nel 1990; Nathalie Quintane, Christophe Tarkos e Stéphane Bérard creano RR nel 1993; Christophe Fiat e Anne-James Chaton fondano TIJA (The Incredible Justine’s Adventures) nel 1997, Olivier Cadiot e Pierre Alferi pubblicano i due numeri della Revue de Littérature Générale tra il 1995 e il 1996, Vincent Tholomé fa uscire nel marzo del 1996 il primo numero di TTC (Tombe tout court), su cui appaiono fin dall’inizio i nomi di Charles Pennequin e di Christophe Tarkos, seguiti ben presto da quelli di Vannina Maestri e di Jacques-Henri Michot; Christophe Tarkos e Katalin Molnar fondano Poézie prolétèr nel 1998… Non si può negare che tutto questo contribuisca a definire uno specifico campo, o, meglio, un territorio preciso all’interno di uno specifico campo. In parte, si tratta di una reazione a quello che, dopo il 1980, si è venuto presentando come un ritorno al “lirismo” e ai fondamenti tematici e formali della poesia poetica (quella che io chiamo “ri-poesia”). In parte, si prendono le distanze dallo “stile” delle ex neoavanguardie, testualiste o formaliste che siano, egemoni nel corso del doppio decennio degli anni Sessanta-Settanta (in sostanza: posa teorica seriosa, atteggiamento profetico-ideologico, rigore dogmatico, struttura gruppuscolare e una certa propensione alle “teorie d’insieme” — il tutto secondo un modello di funzionamento largamente ereditato dalle avanguardie storiche degli anni Venti e Trenta). Contro i primi, ci si rifiuta di credere che la “fine” delle avanguardie possa aprire le porte a una restaurazione pura e semplice della Poesia, intesa sub specie æternitatis. Contro i secondi (o meglio: contro e assieme ai secondi) vengono acquisite tutte quelle interrogazioni e conquiste critiche della modernità poetica in grado di funzionare come punto di partenza e di permettere, poi, con assoluta libertà di movimento (con ironia e umorismo per molti), la creazione di forme e oggetti nuovi, ibridi, post-poetici e trans-generici. Ci troviamo così di fronte a un momento e a uno spazio che si costituiscono ormai privi di un centro o di un polo d’attrazione dominanti. La nozione di rete si fa assai più pertinente rispetto a quella di gruppo, o di movimento. Lo spazio comune di cui sto parlando è composto di micro-spazi (nel mio vocabolario: “capanne”) più o meno effimeri e transitori, dove la circolazione è libera.<<<
(Jean-Marie Gleize, Il senso delle parole)
E qual era la situazione dell’editoria mainstream in Italia tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta? Ecco: https://slowforward.net/2022/02/21/poesia-per-il-pubblico-a-k/.
Una constatazione a chiusura di questa sequenza di dati non può dunque non riguardare la situazione disgraziata, depressa e deprimente dell’Italia rispetto (almeno) alla Francia. Ma altro si potrebbe dire a proposito di quel che è accaduto (esploso, si direbbe, o fiorito – per usare una vecchia metafora) tra anni Ottanta e primi Duemila soprattutto tra Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna.
Restando al nostro Paese, non rimane che tirare così le somme di quanto annotato e (ripetendo quasi alla lettera un tassello di Poesia per il pubblico) sottolineare che i lettori (e poi autori) italiani che hanno vissuto la propria formazione letteraria negli anni Settanta e primi Ottanta hanno potuto incontrare naturalmente, agevolmente, nel contesto attorno e nelle offerte librarie, un’editoria e un quadro di conflitti che alle generazioni successive sono stati letteralmente sottratti. Semplicemente negati. Una cancellazione e negazione che ha avuto – nell’editoria mainstream prima e nelle richieste della distribuzione all’editoria poi – dei soggetti particolarmente solerti, il cui operosissimo e ormai quarantennale lavoro ha portato alla situazione attuale: ha portato cioè direttamente al tipo di poesia o re-poésie / ri-poesia che rappresenta la stragrande maggioranza di quel che purtroppo è dato di leggere in Italia, oggi e ormai da tempo. E non soltanto in pubblicazioni mainstream, né soltanto nelle librerie di catena.
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14 febbraio, firenze, fondazione rosselli: presentazione del volume “il fondo amelia rosselli dell’università della tuscia” (olschki)
La Fondazione Rosselli a Firenze, in via degli Alfani 101/r, organizza il 14 febbraio, con inizio alle 17, la presentazione del volume Il fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia. Saggi e apparati catalografici, a cura di Paolo Marini, Giovanna Pontesilli, Laura Tavoloni (Olschki editore). Interverranno il presidente della Fondazione Rosselli Valdo Spini e i professori Laura Barile, Franco Contorbia, Filippo Grazzini. L’ingresso è gratuito.
“Amelia Rosselli – ha detto Spini – è stata per unanime riconoscimento una delle donne poeta più significative del nostro ‘900. Le sue carte, depositate all’Università della Tuscia, sono … → continua qui
Il Fondo Amelia Rosselli dell’Università della Tuscia.
Saggi e apparati catalografici
AA VV
Olschki Editore
Il volume propone un catalogo aggiornato dei materiali bibliografici e documentari compresi nella biblioteca di Amelia Rosselli. La biblioteca, donata all’Università della Tuscia nel 1996, rappresenta un punto di riferimento essenziale per la comprensione di una delle voci poetiche più alte e distinte del Novecento. Al catalogo si affianca una ampia miscellanea di studi che attraversa il fondo librario alla luce dei rapporti di Rosselli con autori e questioni della tradizione antica e moderna, spaziando dall’ambito letterario a quello linguistico, filosofico, scientifico, storico, musicale e artistico.
Scheda del libro e indice: https://www.olschki.it/libro/9788822269331
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roma-parigi, sola andata
a Parigi, con intelligente riferimento e omaggio al romanzo La disparition, c’è per Perec questa targa, al 13 di rue Linné:
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a Roma, in via del Corallo, c’è per Rosselli una targa con gli accenti bestialmente sostituiti da apostrofi:
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cliccare per ingrandire
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OGGI, lunedì 28 ottobre, alle ore 17:30, presso l’Aula R3 di Palazzo Ricci (via Collegio Ricci 10, Pisa), avrà luogo la lezione di Francesco Brancati dal titolo “La forma e i fantasmi. Poetica e spazio metrico in Amelia Rosselli”. L’incontro si svolge nell’ambito del XXIV ciclo del Seminario di Interpretazione Testuale.
Chi lo desidera può PARTECIPARE DA REMOTO
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Lunedì 28 ottobre, alle ore 17.:30, presso l’Aula R3 di Palazzo Ricci (via Collegio Ricci 10, Pisa), avrà luogo la lezione di Francesco Brancati dal titolo “La forma e i fantasmi. Poetica e spazio metrico in Amelia Rosselli”. L’incontro si svolge nell’ambito del XXIV ciclo del Seminario di Interpretazione Testuale.
Chi lo desidera può PARTECIPARE DA REMOTO
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NUOVI CORSI centroscritture.it
In partenza domani
Iscrizioni ancora aperte ai primi corsi della nuova stagione 2024-2025.
Tutte le lezioni saranno registrate in diretta nel giorno e ora del loro svolgimento, e messe a disposizione degli iscritti il giorno seguente in una sezione dedicata del sito, così da poterne usufruire in ogni momento e senza limite.
da martedì 22 ottobre 2024 ore 18
Monografie, Amelia Rosselli
Nuovo ciclo di corsi monografici approfonditi su autori fondamentali per comprendere l’evoluzione della scrittura poetica nel Novecento italiano. Tra le quattro nuove proposte, Amelia Rosselli rappresenta un salto decisivo nella concezione stessa della poesia, dal rapporto con la musica alla configurazione dell’ordine testuale in una tensione costante tra rigore formale e inquietudine esistenziale, con esiti unici e insuperabili.
con Laura Barile, Francesco Brancati, Marilina Ciaco, Florinda Fusco, Giuseppe Garrera, Sebastiano Triulzi
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da giovedì 24 ottobre 2024 ore 18
Problemi filosofici. Una mappa
“Lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia” scriveva Karl Popper. Il senso comune, il modo usuale di ragionare, e quindi di esprimersi e di agire, è intriso di idee filosofiche. La differenza la fa quando queste idee diventano problema. È allora che lo sfondo concettuale del nostro stare al mondo emerge – e tutto si complica. Ma in soccorso ci arrivano le riflessioni di coloro che in questa complicazione hanno cercato di fare chiarezza. Primo di due corsi in cui imposteremo e discuteremo insieme i principali nodi filosofici della contemporaneità.
con Valerio Massaroni
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da lunedì 4 novembre 2024 ore 18
Canoni di poesia
In un contesto com’è l’attuale in cui la pratica della poesia è diffusa a livello di massa, e la produzione editoriale riflette una ricchezza ed eterogeneità di proposte senza precedenti, cosa merita di essere letto, e cosa di essere scritto? Il famoso festival di Castelporziano del 1979 segna un processo inesorabile di democratizzazione della poesia; il crollo del palco la caduta dei riferimenti forti e dell’autorevolezza pubblica del poeta. Ha senso parlare ancora di canone? Di fatto i tentativi di canonizzazione, pur diversamente orientati, esistono ancora, e le antologie restano il portato essenziale di uno sforzo tanto audace quanto necessario.
con Leonardo Canella, Claudia Crocco, Tommaso Di Dio, Giovanna Frene, Marco Giovenale, Giulia Martini, Vincenzo Ostuni, Daniele Poletti
https://slowforward.net/2024/10/21/iscrizioni-ancora-aperte/
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Per una manciata di secondi è possibile (vedere e) ascoltare Amelia Rosselli che legge un frammento dal capitolo XV di Pinocchio, nel film Blu cobalto, di Gianfranco Fiore Donati (1985). Oggi su Pod al popolo. Il podcast irregolare, ennesimo fail again fail better dell’occidente postremo. Buon ascolto.
[…]
Avvedutosi che il bussare non giovava a nulla, cominciò per disperazione a dare calci e zuccate nella porta. Allora si affacciò alla finestra una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto, la quale senza muovere punto le labbra, disse con una vocina che pareva venisse dall’altro mondo:
– In questa casa non c’è nessuno. Sono tutti morti.
– Aprimi almeno tu! – gridò Pinocchio piangendo e raccomandandosi.
– Sono morta anch’io.
– Morta? e allora che cosa fai costì alla finestra?
– Aspetto la bara che venga a portarmi via.
[…]
§
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post a cura di Giuseppe Garrera e MG
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CENTROSCRITTURE.IT
Nuova Stagione 2024-2025
Riprendiamo il nostro viaggio di esplorazione tra gli autori, le opere, le idee, le tecniche e gli stili della scrittura poetica contemporanea con 10 nuovi corsi da ottobre 2024 a giugno 2025, per un nuovo anno di poesia insieme.
Amelia Rosselli, Pier Paolo Pasolini (a cinquant’anni dalla morte), Edoardo Sanguineti, Dario Bellezza: nuovo ciclo di corsi monografici su autori cardinali della poesia italiana contemporanea. I canoni del Novecento e il problema della canonizzazione attraverso le antologie classiche e recentissime. Una panoramica sui problemi e le idee filosofiche di ieri e di oggi. Laboratorio libero di editing condiviso su testi inediti con pubblicazione. Le idee di poesia e la questione della soggettività e dell’autorialità.
Tutte le lezioni saranno registrate in diretta nel giorno e ora del loro svolgimento, e messe a disposizione degli iscritti il giorno seguente in una sezione dedicata del sito, così da poterne usufruire in ogni momento e senza limite.
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IN PARTENZA:
da martedì 22 ottobre 2024 ore 18
Monografie #5: Amelia Rosselli
Nuovo ciclo di corsi monografici approfonditi su autori fondamentali per comprendere l’evoluzione della scrittura poetica nel Novecento italiano. Tra le quattro nuove proposte, Amelia Rosselli rappresenta un salto decisivo nella concezione stessa della poesia, dal rapporto con la musica alla configurazione dell’ordine testuale in una tensione costante tra rigore formale e inquietudine esistenziale, con esiti unici e insuperabili.
https://www.centroscritture.it/service-page/4-1-monografie-5-amelia-rosselli
Con Laura Barile, Francesco Brancati, Marilina Ciaco, Florinda Fusco, Giuseppe Garrera, Sebastiano Triulzi
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da giovedì 24 ottobre 2024 ore 18
Problemi filosofici. Una mappa
“Lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia” scriveva Karl Popper. Il senso comune, il modo usuale di ragionare, e quindi di esprimersi e di agire, è intriso di idee filosofiche. La differenza sorge quando queste idee diventano problema. È allora che lo sfondo concettuale del nostro stare al mondo emerge – e tutto si complica. Ma in soccorso ci arrivano le riflessioni di coloro che in questa complicazione hanno cercato di fare chiarezza. Primo di due corsi in cui imposteremo e discuteremo insieme i principali nodi filosofici della contemporaneità.
https://www.centroscritture.it/service-page/4-2-problemi-filosofici-una-mappa-1
Con Valerio Massaroni
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da lunedì 4 novembre 2024 ore 18
Canoni di poesia
In un contesto com’è l’attuale in cui la pratica della poesia è diffusa a livello di massa, e la produzione editoriale riflette una ricchezza ed eterogeneità di proposte senza precedenti, cosa merita di essere letto, e cosa di essere scritto? Il famoso festival di Castelporziano del 1979 segna un processo inesorabile di democratizzazione della poesia; il crollo del palco la caduta dei riferimenti forti e dell’autorevolezza pubblica del poeta. Ha senso parlare ancora di canone? Di fatto i tentativi di canonizzazione, pur diversamente orientati, esistono ancora, e le antologie restano il portato essenziale di uno sforzo tanto audace quanto necessario.
https://www.centroscritture.it/service-page/4-3-canoni-di-poesia
con Leonardo Canella, Claudia Crocco, Tommaso Di Dio, Giovanna Frene, Giulia Martini, Vincenzo Ostuni, Daniele Poletti
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PDF di questo post:
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